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se c’e stufa c’è speranza

SE C’E STUFA C’E SPERANZA
FUOCO AMICO

Accendere il fuoco per scaldarsi e cucinare il cibo è stata una delle conquiste dei nostri antenati.
Eppure è ancora una ambita conquista per una gran parte dell’umanità attuale.
Anzi le statistiche degli operatori volontari dicono circa metà della popolazione umana.
Nelle zone più disagiate si alimenta il fuoco con tutto ciò che è a portata di raccolta, oltre legna, foglie, carbone, anche scarti alimentari  e letame.
Stufe e cucine rudimentali inquinano pesantemente l’aria e sono una minaccia seria per la salute di milioni di persone.
Una stufa rudimentale può, all’interno di un ambiente chiuso poco areato o non areato, consumare l’ossigeno e causare persino la morte per asfissia degli abitanti.
Una stufa rudimentale può adirittura provocare  incendi fino a distruggere case e culture e intossicare  interi villaggi.
Una stufa rudimentale inquina l’ambiente che è patrimonio dell’umanità intera.
Alcuni, molti, non hanno altra possibilità di scaldarsi e di cucinare che così.
Ecco perchè da alcuni anni si studiano soluzioni a vari livelli.

A tuttoggi 450 aziende collaborano con gli scienziati di tutto il mondo per ottenere cucine e stufe a basso impatto e mettono a disposizione le loro tecniche e la loro esperienza.
Hanno creato un’associazione: la Partnership for Clean Indoor Air (PCIA).
Gli obbiettivi sono:
1.acquisire dati sulle situazioni ambientali e recepire le diverse esigenze  sia per il riscaldamento che per il cucinare
2.migliorare le tecnologie per ottenere un rapporto di maggior rendimento = minor inquinamento
3.sensibilizzare il mercato sulla produzione di stufe efficienti ma a bassissimo costo
4.monitorare continuamente l’impatto ambientale tenendo conto delle varie realtà sociali e territoriali

Paola Rosà, giornalista e documentarista e  in collegamento da Seattle, ha raccontato cosa si sono inventati scienziati di tutto il mondo per ottenere cucine e stufe a basso impatto.
Paola Rosà è autrice di Perfect Fire, un documentario che testimonia la fattibilità di avere forni e stufe a basse emissioni per ben tre miliardi di persone.
L’involucro esterno può essere un qualsiasi bidone di latta di olio o altro genere, quello interno un manufatto di argilla…un sistema semplice di intercapedine e altri collegamenti può garantire adirittura un riciclo di emissioni pericolose ed inquinanti,  a favore dei più calore. 

E il tutto ad un prezzo stimato di 4 dollari, accessibile anche nelle zone più povere e probabilmente con la possibilità di essere gratuituitamente fornito dalle comunità.
Per i particolari tecnici, i luoghi, le organizzazioni e le fabbriche impegnate in questa operazione:
http://www.pciaonline.org
http://www.aprovecho.org/lab/home

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casa dolce casa… o no?

casa dolce casa… casa dolce casa ?… casa dolce casa…

Giorni fa sentivo alcune amiche lamentarsi…si, si, lamentarsi…quando si incontrano le “donne” si lamentano…come un passatempo preferito…a volte del marito, dei figli, della colf, delle spese necessarie … e sempre, sempre, sempre della casa… come di un peso giornaliero, inevitabile, irrimandabile…immanente!E mi sono ricordata di una canzoncina per bambini di un cantautore, certo Sergio Endrigo.

“ c’ era una casa , molto carina, senza soffitta, senza cucina,

non si poteva andare dentro perchè non c’era il pavimento,

non si poteva andare a letto, in quella casa non c’ era il tetto,

non si poteva fare pipì, perchè non c’era vasino lì..

ma era bella, bella davvero, in via dei matti numero zero..”

Una casa così che c’è ma non c’è sarebbe l’ideale…niente disordine, niente pulizie, niente colf…Però mi sono sentita come una lumaca senza guscio! Per la lumaca la casa è così importante che se la porta sulle spalle…E poi dove metterei i miei libri, il mio computer, il mio divano preferito, i miei gatti…e va be! anche mio marito, le figlie, gli amici…

La casa è una parte di me, una estensione di me stessa, un luogo che mi sono costruita come piace a me insieme ai miei cari… Anche lei è una “ cara ”.! Così mi è venuto in mente di scrivere una lettera aperta a tutte le “ donne” e anche ai maschietti, dopotutto anche loro hanno una casa, magari è la stessa…

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