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* Pour faire un poème dadaiste


Pour faire un poème dadaïste


Prenez un journal.
Prenez des ciseaux.
Choisissez dans ce journal un article ayant la longueur que vous comptez donner à votre poème.
Découpez l’article.
Découpez ensuite avec soin chacun des mots qui forment cet article et mettez-les dans un sac.
Agitez doucement.
Sortez ensuite chaque coupure l’une après l’autre dans l’ordre où elles ont quitté le sac.
Copiez consciencieusement.
Le poème vous ressemblera.
Et vous voici un écrivain infiniment original et d’une sensibilité charmante, encore qu’incomprise du vulgaire.

Per fare una poesia dadaista.

Prendete un giornale.

Prendete delle forbici.

Scegliete un articolo del giornale che abbia la lunghezza che darete alla vostra poesia.

Ritagliate l’articolo.

Ritagliate quindi con cura ogni parola che compone l’articolo e mettetela in un sacchetto.

Agitate dolcemente.

Tirate fuori una per volta le parole ritagliate.

Copiatele esattamente nell’ordine in cui l’avete estratte dal sacchetto.

La poesia vi somiglierà.

Ed eccovi uno scrittore assolutamente originale e di una sensibilità affascinante, anche se incompreso dalla gente comune.

Manifeste sur l’amour faible et l’amour amer. – 1921.

Tristan Tzara, Sept Manifestes Dada


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* Everything is energy

Everything is energy

and that’s all there is to it.

Match the frequency of the reality you want

and you cannot help but get that reality.

It can be no other way.

This is not philosophy.

This is physics.

Albert Einstein

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* il cervello dei gatti

” In quanto alla distinzione tra l’uomo e l’animale, Aristotele ritiene che vi siano parecchie differenze : ad esempio l’uomo è l’unico ad avere posizione eretta, l’uomo è l’unico che ride, che ha la capacità di deliberare, che ha il linguaggio, che ha, in ultimo, la capacità di essere felice.”


* Lobo del cerca e distruggi costose ceramiche firmate

* Inesorabile terrore dell’aspirapolvere

* Sonar dell’apertura scatolette

* Lasciare il pelo sulle superfici appena pulite”

* Rilevatore di persone asmatiche

* Odio per i cani

* Incapacità a fare amicizia con un nuovo gatto

* Capacità di essere sempre dove gli è stato proibito di andare

* Semplice ghiandola

* Ghiandola del leccare

* Corto circuito che fa di un gattino ronfante un maniaco che rotea le braccia in due secondi

* Misteriosa adorazione di un unico posto nel letto

* Ossessione per insetti immaginari

* Diventa più grande quando si attiva il sonar dell’apertura di scatolette

***

“Quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei? Platone, nella sua descrizione dell’età di Saturno, annovera fra i principali vantaggio dell’uomo di allora la possibilità che egli aveva di comunicare con le bestie, e informandosi e imparando da loro, conosceva le vere qualità e differenze di ciascuna di esse; in tal modo egli acquistava un’estrema perspicacia e saggezza mediante cui conduceva una vita di gran lunga più felice di quanto noi sapremmo fare”

(, Michel de Montaigne (1533-1592) Apologia di Raymond Sebond, in Saggi, cap. XII, Adelphi,)

 

fonti:

www.homolaicus.com

http://www.scattofelino.com

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* tieni attivo il cervello

tieni attivo il cervello

Fino a qualche tempo fa si pensava che solo il cervello dei bambini fosse in grado di cambiare e “plasmarsi” e che questa capacità tendesse a diminuire fino a scomparire in età adulta.

Quante volte, infatti, avrai sentito dire che è difficile imparare a suonare uno strumento quando si è grandi? O che un occhio pigro si può recuperare solo in una certa età dopo la quale è impossibile? Che si può diventare abili in uno sport solo se ci si esercita fin da bambini?

Il cervello plastico è l’abilità del cervello di cambiare imparando nuovi compiti, sviluppando nuove abilità di adattamento, “ricostruendosi” persino in casi gravi come quelli dei danni cerebrali.
Il tuo cervello, infatti, anche in questo momento mentre stai leggendo questo articolo, si sta modificando, sta cambiando le sue strutture per farti imparare e permetterti di adattarti all’ambiente.

Una ricerca molto recente invece ha sorpreso tutti, compresa la comunità neuroscientifica: il nostro cervello può cambiare e migliorare a qualsiasi età durante tutto il ciclo di vita!

Ma non è finita qui, c’è un’altra buona notizia: noi siamo in grado di orientare la plasticità, possiamo cioè decidere quando e come modificare il nostro cervello per renderlo più efficace.

Non male vero? Ma come fare?
Sensori attaccati al cervello? studiare 12 ore al giorno? Operazioni chirurgiche?
Niente di tutto ciò, il tutto è molto più semplice a farsi che a dirsi.

Basta infatti inserire alcune semplici abitudini nella propria routine quotidiana perchè il cervello rimanga sano e operativo con maggiore efficienza per tutto il resto della vita.
Nel caso non lo sapeste, il cervello è un organo davvero incredibile!

Vediamo allora quali sono queste abitudini: ne elencherò 7, l’ultima delle quali è il consiglio più prezioso che si possa dare.

1. Segui una dieta nutriente, basso contenuto di zuccheri e tante sostanze nutritive, tanta frutta, verdura e noci. Le ricerche infatti dimostrano che gli  acidi grassi essenziali come l’Omega3 mantengono il cervello in salute.
Un piccolo segreto: mangia tanti mirtilli, sono un cibo sorprendentemente ottimo per il cervello.

2. Focalizzati sulle cose da fare in sequenza, non in multitasking. In altra parole: fai una cosa per volta, una dopo l’altra, non 4 o 5 contemporaneamente!!
John Medina, autore di Brain Rules, ha calcolato che una persona che lavora in multitasking ha bisogno del 50% di tempo  in più e commette fino al 50% di errori in più rispetto a chi effettua le diverse operazioni in sequenza!

Altro piccolo consiglio: se stai guidando, guida e basta! meglio non parlare al telefono o cercare oggetti mentre si è alla guida.

3. Cerca di essere fisicamente attivo. Il nostro cervello non pretende che diventiamo atleti olimpici! Gli studi dimostrano che bastano 20 o 30 minuti di esercizio moderato come camminare tre volte a settimana e potremo avere tutto ciò che serve per far stare bene il nostro cervello.
E’ sufficiente persino qualche piccolo cambiamento nello stile di vita, come fare le scale anzichè prendere l’ascensore, andare a piedi a lavoro, ecc.

4. Partecipa alla vita sociale. Le persone socialmente attive tendono a mantenere il proprio cervello molto più attivo rispetto alle persone socialmente isolate.
Un consiglio? Chiama un vecchio amico e proponigli di vedervi per un caffè, parla con la zia che non vedi da anni, fai un salto al pub con gli amici.

5. Dormi bene e abbastanza a lungo. Se stai sveglio per 17 ore di fila le tue prestazioni equivalgono a quelle di una persona che ha un livello di alcol nel sangue pari allo 0,05%!
Un cervello che non dorme lavora di più ma realizza molto meno di un cervello riposato. Quindi trova il cuscino e il materasso che fanno per te e dormi quando senti di averne bisogno. E perchè no? anche un sonnellino pomeridiano non ha mai fatto male a nessuno!

6. Sfida te stesso mentalmente. Quando impari cose nuove o fai anche solo pensieri nuovi  il tuo cervello si ristruttura. Quanto più lo alleni, tanto meglio il cervello farà il suo lavoro. Una cosa davvero super che puoi fare per il tuo cervello è cominciare ad imparare una nuova lingua, iscriverti ad un corso di informatica, imparare a suonare un nuovo strumento musicale.

7. Mantieni un atteggiamento positivo… e ridi spesso, spessissimo!
L’attitudine nei confronti del mondo cambia ogni cosa, incluso il cervello. Le ricerche hanno mostrato che le persone che mantengono una visione positiva della vita affrontano meglio eventuali disturbi cerebrali, anche gravi. Quindi apprezza quello che hai e accetta ciò che arriva, lascia andare la rabbia e il risentimento e focalizzati sulle cose nella tua vita che ti regalano gioia.

Prendere provvedimenti adesso per il tuo cervello di domani facendo entrare a far parte della tua routine quotidiana queste 7 abitudini è davvero una scelta intelligente.  

Non solo, infatti, il cervello è  indispensabile anche per le più semplici azioni quotidiane, come respirare, ma starai in sua compagnia per tutta la vita, non puoi certo separartene: non è meglio mantenerlo sano ed efficiente, cominciando da oggi?

tieni attivo il cervello,

serve alla tua mente per creare la tua realtà


Fonte:http://psicologitaliani.wordpress.com

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* ll pensiero crea

” Al di là dei sogni”

 

 

Ora tu stai creando tutto un mondo tuo, secondo la tua immaginazione…

Perchè non si muove?

Si muoverà quando tu lo vorrai.

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ma chi sei tu in realtà:

il mio braccio, la mia gamba….

se perdessi ogni tua parte non saresti sempre tu?

Certo che sarei io…

Allora cosa è l’Io.

Non so il mio cervello, il mio cuore

ma il cervello è una parte del corpo, come le unghie…

Quale è la parte che ti rappresenta?

E’ una specie di voce nella mia testa, la parte che pensa, prova sensazioni che è consapevole della mia esistenza

Se sei consapevole di esistere allora esisti.

Per questo sei ancora qui.

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Cosa è che non sei pronto a vedere

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il tuo cervello è carne, marcisce e scompare

credi davvero di essere solo quello…..

tu vedi il tuo corpo perchè ti fa piacere vederlo

noi vediamo ciò che scegliamo di vedere

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il pensiero è reale, la materia è illusione.

Dove è Dio in tutto ciò?

Dio è da qualche parte lassù e ci grida che ci ama e ci chiede perchè non riusciamo a sentirlo.

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” Non è la sostanza cerebrale che pensa. E’ tempo di riconoscere che il pensiero nasce nei centri del Fuoco. Esso è imponderabile e invisibile, e bisogna ammettere che una leva non è la stessa che una fornace. Molte sono ormai le verità che chiedono di essere riconosciute, ma per interpretarle correttamente bisogna prestare attenzione a quei centri.”

Agni Yoga

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Dal film ” Al di là dei sogni” del 1998 diretto da Vincent Ward

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*Le sette R R R R R R R

R R R R R R R

E’ il ruggito di un leone?

O il rumoroso ronzio di una sega elettrica?

O l’inizio di un rap?

E’ una ricetta per il rispetto dell’ambiente: riduci, riusa, ripara, ricicla, risparmia, risorsa, ripresa.

“In 40 anni la popolazione mondiale è quasi raddoppiata, e più del doppio è il volume  dei rifiuti urbani procapite in Europa, che oggi ammonta a 514 kg all’anno.

Secondo l’ultimo dato ISPRA noiitaliani siamo più alti, con 532 kg a testa. A questo, aggiungiamo 50.000 kg di risorse naturali procapite che servono per produrre, distribuire e smaltire le nostre innumerevoli cose.

La natura da cui la nostra vita dipende non riesce a starci dietro. Non riesce a ricostruire ciò che distruggiamo, a depurare i veleni di cui l’inondiamo, a rigenerare nutrimento per le sue creature, a correggere gli squilibri che noi arrechiamo.

Non c’è molto da discutere. C’è molto da fare, con entusiasmo, buon senso, fantasia e coraggio, insieme a milioni di persone già impegnate a restituire valore autentico alla storia umana.

Il 62,5% dei nostri rifiuti va ancora in discarica, senza contare 7 milioni di tonnellate di eco balle ancora stoccate in Campania!

Cambiare si può. Disinnescando piccole abitudini che ci fanno ripetere sempre gli stessi gesti, rimontando coreografie quotidiane fatte di scoperte e nuove esperienze, diventando più selettivi, stabilendo un rapporto diverso con le cose, esplorando nuovi percorsi per procurarci ciò che serve, o è fonte di autentico piacere.

Partiamo dal basso. Dalla nostro bidone. La pattumiera degli italiani è suddivisa più o meno così: 30% scarti cucina e giardino, 25% carta e cartone, 15% plastiche, 8% vetro, 5% legno, 3%  tessuti, 3% metalli, 10% materiali misti non riciclabili.”

Cristina Gabetti, giornalista e scrittrice, conduttrice dellla rubrica settimanale ” Occhio allo spreco” ha pubblicato molti libri sulle sue eco-soluzioni.

Le 7 R:

Riduci.

riduci involucri acquistando prodotti sfusi, quali frutta e verdura, cereali. usa borse riutilizzabili, cartoni vuoti, sacchetti di carta, sacchetti di plastica vegetale, sostituire la carta da cucina con strofinacci di stoffa, cucinare gli avanzi,

Riusa.

Carta per appunti, matite, pennelli, buste lettere, sacchetti del pane per i fritti, involucri plastica delle riviste per , carta velina dei negozi peer i cambi stagione.

Ripara.

Cucire toppe sui maglioni, aggiustare una vecchia lampada, rivestire una sedi o un vecchio divano, risuolare un paio di scarpe,portare ad aggiustare piccoli elettrodomesti nelle botteghe aggiusta tutto.

Ricicla.

Segui le indicazioni della raccolta differenziata del tuo comune, consultando anche quelle poste sui cassonetti . Ad esempio nel vetro non vanno il pyrex e la ceramica. Nella carta non è riciclabile la carta oleata, la carta chimica degli scontrini, molti sacchetti dei biscotti, la carta della pizza con avanzi di cibo. Il tetrapak ha sue regole.

Risparmia.

Spesso gli oggetti ” intelligenti” sono più cari, ma l’investimento premia nel tempo in durata ed in prestazione. Scegli contenitori e contenuti di qualità, prodotti locali, stagionali, a filiera corta, per alleggerire l’impatto ambientale.

Risorsa.

L’Italia è una grande risorsa: paesaggi. città d’arte, culture, sapori: fantasia, capacità di progettare, creatività, portano a creare le opportunità.

Ripresa.

Avere una visione del futuro è essere proiettati nell’azione già compiuta. E saper trovare gli strumenti per raggiungere l’obiettivo.

Cristina Gabetti invita a condividere  le proprie esperienze con le R. Ognuno può avere un’idea, un sentimento, un’ azione.

Il “rifiutologo” Roberto Cavallo nel suo libro “Meno 100 Chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera” (Edizioni Ambiente), offre una visione chiara, pratica e utile per affrontare la questione rifiuti.

Roberto Cavallo è stato assessore all’ambiente del Comune di Alba. È il fondatore di ERICA, azienda leader nella consulenza tecnica e comunicazione ambientale per le amministrazioni pubbliche.

Ispirato a uno spettacolo teatrale che ha riscosso notevoli consensi, Meno 100 chili racconta come si può ridurre la quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno a casa e al lavoro.

Dai detersivi alla spina all’acqua del rubinetto, dai trucchi per ottenere il compost direttamente a casa propria all’uso degli ecopannolini. Dagli uffici che risparmiano carta ed elettricità alle feste di compleanno a zero rifiuti. I risultati potranno sorprenderci.

Voglio aggiungere altre R, come Rivedere il nostro stile di vita per arrivare ad ottenere la qualità più che la quantità nel nostro intorno, Rinnovare la scala dei nostri valori dando il primo posto all’essere anzichè all’avere, Riscoprire il piacere di certe azioni che diamo per scontate e che magari sono proprio quelle che colorano la nostra vita,Riorganizzare i ritmi del nostro tempo introducendo una maggiore attenzione all’ambiente e di conseguenza alla nostra salute.

Cominciando dalle nostre piccole cose quotidiane possiamo contribuire a cambiare il modo di gestire il mondo. Che tenga conto dell’impatto che ogni singola azione ha sul benessere comune.

“Nessuno fece errore più grande di colui che nulla fece pensando di poter fare ben poco” Edmund Burke

Ogni nostro gesto può fare la differenza!

Riferimenti:

http://www.ilsostenibile.it/tag/rifiuti/

http://www.rifiutinforma.it/

http://www.portalasporta.it/

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* Digitale?

Digitale?

 

No, Vasarely!

ll grande artista Victor Vasarely (1906-1997), padre dell’arte cinetica nota come Op Art, è nato in Ungheria.

Studente alla Bauhaus di Budapest, fortemente segnato dallo spirito di quella scuola, sviluppa un linguaggio del più tipico astrattismo, saldamente collegato alla scienza intesa come geometria pura in composizioni nelle quali la terza dimensione è rappresentata dal movimento.

Vasarely diceva che la sua è un’ “Arte per tutti”, ognuno può trovare un suo significato, tutti possono comprendere, secondo il concetto di arte sociale e democratica, “cinetica, multi-dimensionale e comunitaria”, per citare le sue stesse parole, basta abbandonarsi all’inganno visivo e lasciarsi guidare dall’illusione entro uno spazio magico.

Era già un artista più che maturo quando, nel 1931, si trasferì a Parigi e divenne famoso sul piano internazionale con le sue opere, un insieme di forme geometriche e di combinazioni di colori.

La Op Art (abbreviazione di «Optical Art») è una corrente artistica contemporanea di arte astratta degli anni ’50-’70 che cerca soprattutto di definire un nuovo spazio puramente ottico, nel tentativo di «far vibrare l’opera d’arte» – pur statica – creando l’illusione del movimento.

Il suo progetto: riplasmare l’intera realtà secondo gli schemi comuni al mondo.

Digitale? No, Vasarely!

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* I 33 nomi di Dio

I trentarè nomi di Dio

Tentativo di un diario senza data e senza pronome personale”.

1. Mare al mattino

2. Rumore dalla
sorgente nelle
rocce sulle pareti di
pietra

3. Vento di mare
a notte
su un’isola

4. Ape

5. Volo triangolare
dei cigni

6. Agnello appena nato
bell’ariete
pecora.

7. Il tenero muso
della vacca
il muso selvaggio
del toro

8. Il muso
paziente
del bue

9. La fiamma rossa
nel focolare.

10. Il cammello
zoppo
che attraversò
la grande città
affollata
andando verso la morte.

11. L’erba
L’odore dell’erba.

12. (disegno suo, come tanti asterischi, stelline)

13. La buona terra
La sabbia e
la cenere

14. L’airone che ha
atteso tutta
la notte, intirizzito,
e che trova
di che placare la sua
fame all’aurora

15. Il piccolo pesce
che agonizza nella gola dell’
airone

16. La mano
che entra in
contatto
con le cose

17. La pelle – tutta la superficie del corpo

18. Lo sguardo
e quello che guarda

19. Le nove porte
della
percezione

20. Il torso
umano

21. Il suono di una viola o di un lauto indigeno

22. Un sorso
di una bevanda
fredda
o calda

23. Il pane


24. I fiori
che spuntano
dalla terra
a primavera

25. Sonno in un letto

26. Un cieco che canta
e un bambino invalido

27. Cavallo che
corre
libero

28. La donna
– dei –
cani

29. I cammelli
che si abbeverano
con i loro piccoli
nel difficile wadi

30. Sole nascente
sopra un lago
ancora mezzo
ghiacciato

31. Il lampo
silenzioso
Il tuono
fragoroso

32. Il silenzio
fra due amici

33. La voce che viene
da est,
entra dall’orecchio
destro
e insegna un canto.

*

Marguerite Yourcenar

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* Salviamo la foresta amazzonica

Riusciremo a salvare la foresta amazzonica?

Quasi 2.000 indigeni hanno fatto un’entrata trionfale a La Paz alla fine di una marcia di due mesi partita il 15 agosto dalla foresta Amazzonica: protestano contro il piano del governo di costruire un’autostrada nella loro terra, che è anche una riserva ecologica.

L’autostrada lunga 300 km taglierebbe in due il territorio TIPNIS (Territorio Indigeno e Parco Nazionale Isiboro Sécure), famoso per i suoi enormi alberi, fauna selvatica e acqua purissima.

La natura incontaminata e il significato culturale del TIPNIS gli hanno valso la nomina di area doppiamente protetta, sia come parco nazionale che come riserva degli indigeni.

L’autostrada è finanziata dal Brasile e collegherebbe il Brasile con i porti del Pacifico.

Ma distruggerebbe queste comunità e la foresta e aprirebbe questa terra incontaminata al disboscamento, alle esplorazioni di petrolio e di minerali, e alle attività industriali e agricole in larga scala.

Uno studio recente dimostra che se l’autostrada fosse portata a compimento, il 64% del parco sarebbe disboscato entro il 2030.

Circa un terzo del territorio della Colombia, per un’estensione di quasi 400mila chilometri quadrati, è compreso nella Foresta Amazzonica, l’immensa area di vegetazione pluviale che circonda il bacino del Rio delle Amazzoni. 

Dalla relazione che fu scritta dal cappellano della spedizione Gaspar de Carvajal il 22 aprile del 1542, sul diario del suo viaggio in Amazzonia, si nota che gli spagnoli incontrarono una tribù di donne guerriere.

Francisco de Orellana chiamò il fiume Rio delle Amazzoni, perché le donne guerriere gli ricordarono le antiche Amazzoni dell’Asia e dell’Africa, descritte da Erodoto e Diodoro Siculo, nella mitologia greca.

Il “polmone della terra”, preziosissimo per la vita sul nostro pianeta per la quantità di ossigeno prodotta, è anche la principale riserva ecologica del mondo per il patrimonio di biodiversità che racchiude. La foresta amazzonica è anche il termometro naturale del nostro Pianeta.

Si stima che nella regione vivano circa 2,5 milioni di specie di insetti, 3.000 specie di pesci, 1.294 specie di uccelli (si pensa che un quinto di tutti gli uccelli viva nella foresta amazzonica), 427 specie di mammiferi, 427 specie di anfibi e 378 specie di rettili e sono state classificate almeno 40.000 specie di piante.

La diversità delle specie di piante è la più alta sulla Terra e alcuni esperti valutano che 1 km² possa contenere più di 75.000 tipi diversi d’albero. 1 km² di foresta amazzonica può arrivare a 90.790 tonnellate di piante.

Dalle numerosissime piante che forniscono centinaia di prodotti utilizzati per l’alimentazione, la medicina e la cosmetica, alle grandi quantità d’acqua trattenute nel sottosuolo, fino alla fertilità del terreno.

La foresta amazzonica è un fornitore indispensabile di servizi ecologici non solo per i 30 milioni di persone che la abitano, ma anche per il resto del mondo: contribuisce a stabilizzare il clima locale e globale, è ricchissima di biodiversità e risorse naturali ed è importante anche dal punto di vista socio-economico.

E poi, rame, ferro, alluminio, oro, manganese, stagno, nichel, solo per citarne alcuni. Il sottosuolo dell’Amazzonia è molto ricco e rappresenta una delle maggiori riserve minerarie del mondo.

Da alcuni anni, inoltre, sono stati scoperti grandi giacimenti e riserve di petrolio e gas naturale, soprattutto in Ecuador e Perù.

La perdita delle foreste amazzoniche avrebbe conseguenze devastanti, a livello locale e globale, per la scomparsa di rare specie di piante che potrebbero avere un ruolo importante in medicina e nella ricerca scientifica, nel minacciare gli habitat di animali rari e in pericolo, nell’impoverire le comunità locali che sono legate alla foresta per i mezzi di sussistenza, nel rilascio di grandi quantità di carbonio nell’atmosfera e nel diminuire gradualmente le funzioni ecologiche dell’Amazzonia quali la regolazione delle piogge e del clima.
Ancora una volta la protezione della terra, da cui tutti dipendiamo, e i diritti delle popolazioni indigene sono sacrificati dai governi con la giustificazione dello sviluppo e della crescita economica

favorendo i profitti delle multinazionali, scegliendo le attività minerarie e la deforestazione anziché la conservazione dei beni naturali che il pianeta ci offre.

Nel futuro che tutti noi vogliamo, l’ambiente e le vite delle persone vengono prima del profitto.

Il Presidente Evo Morales ora ha l’opportunità di mettersi dalla parte della sua gente, salvare l’Amazzonia e ripensare a cosa lo sviluppo significhi per l’America Latina in termini concreti.

E noi nel concreto cosa possiamo fare se non perseguire l’obiettivo di una vita più a nostra misura rivalutando la qualità al posto della quantità.

Ognuno di noi può contribuire a fare la differenza!

Fonti:

http://www.wwf.it

http://www.liquida.it

Wikipedia