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* Quando c’era vita su Marte ….

 

Marte appare come un disco rosso sul quale si distinguono regioni più chiare e più scure. Quarto pianeta in ordine di distanza del Sole, deriva il suo nome dal dio romano della guerra proprio per il suo colore rosso con cui risulta visibile in cielo.

Nell’agosto 1911 Lowell pubblicava la notizia…

Già all’inizio del ‘600, usando osservazioni a occhio nudo del moto di Marte visto dalla Terra, Keplero rilevò che l’orbita del pianeta non era una circonferenza, come aveva pensato Copernico, ma una ellissi.
Poi arrivò il telescopio. Francesco Fontana, avvocato napoletano e astrofilo, nel 1636 fu il primo a vedere delle disuniformità sulla superficie di Marte: non più un disco omogeneo, ma con zone chiare e scure.

Nel 1877 l’astronomo americano Asaph Hall scopre l’esistenza delle due lune marziane (Phobos e Deimos) e Giovanni Schiaparelli, direttore dell’osservatorio milanese di Brera, inizia sul pianeta una serie di osservazioni che continuerà fino al 1890.
Le osservazioni di Schiaparelli, pubblicate in italiano negli Annali dell’Accademia dei Lincei, hanno eco mondiale. L’ottimo telescopio di Schiaparelli gli permette di vedere alcune strisce che sembrano collegare vaste macchie scure sul pianeta, attribuite a mari o distese d’acqua. Non c’è ancora la fotografia astronomica, e l’astronomo disegna a mano quello che vede, o che crede di vedere.

il pianeta Marte nella notte del 20 settembre 1909 ( disegno)

Un ricco americano, Percival Lowell, è un appassionato di astronomia.In particolare è interessato agli studi sul pianeta Marte. Viste le mappe marziane, nel 1896 fa costruire un osservatorio su una montagna dell’Arizona: il Lowell Observatory, che esiste ancor oggi.

Ma Lowell, folgorato dalle mappe di Schiaparelli, prese una terrificante cantonata di traduzione. Tradusse «canali» con «canals», parola simile ma di significato alquanto diverso. Mentre in italiano «canale» può essere artificiale (Villoresi) o naturale (Canale di Sicilia), in inglese non c’è dubbio: «canal» è solo artificiale.

Lowell, scrittore dotato di ottima fantasia, si convince così che quello che vede, o crede di vedere, sono canali scavati da una civiltà avanzata, al lavoro su Marte. I canali sono per loro essenziali: sono l’unico mezzo per trasportare l’acqua della fusione dei ghiacci polari fino alle zone equatoriali.
Anche Lowell fa mappe di Marte, addirittura costruisce un mappamondo marziano, con canali dritti, lunghissimi, che si incrociano in punti che sembrano città.
Manda la notizia al «New York Times», che la pubblica con grande risalto proprio cent’anni fa, il 27 agosto 1911. Nessuno allora dubitava della vita su Marte, tutti erano pronti ad accettare che non fossimo soli nel Sistema solare, anzi, si fanno complimenti ai nostri vicini planetari per le loro capacità ingegneristiche.

Sarà la fotografia astronomica a togliere poco dopo l’elemento di fantasia dai disegni degli astronomi. La sonda Mariner 4, nel 1965, nelle prime foto prese da vicino, non mostra canali, ma crateri, canyon e letti secchi di grandi fiumi.

L’acqua su Marte c’è stata, oggi ne siamo sicuri, ma se n’è andata, forse insieme con gran parte dell’atmosfera di un pianeta troppo piccolo per trattenerla. Attualmente, l’atmosfera di Marte è così sottile che l’acqua non può scorrere liquida in superficie: evaporerebbe istantaneamente.

( da un articolo del Prof. Giovanni Bignami )

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Un miliardo di anni fa Marte era un pianeta blu, ricchissimo di acqua. Probabilmente un grande oceano nell’emisfero Nord lo occupava per un terzo, la terraferma era piena di laghi e i fiumi erano almeno 40.000.

Il panorama di Marte e’ il risultato della prima ricerca che riunisce i dati osservati dal 2001 ad oggi dai satelliti di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) in orbita attorno a Marte.

Sembra ormai molto probabile che in passato un oceano profondo circa 550 metri copriva il 36% del pianeta e conteneva circa 124 milioni chilometri cubi di acqua.

Non si può quindi escludere che un ambiente come questo possa avere ospitato forme di vita. Il ciclo dell’acqua su Marte era molto simile a quello della Terra, con piogge, acqua che scorreva sulla superficie, si accumulava in laghi e in un oceano, formava ghiacciai ed evaporava.

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I mesa a forma di lacrima presenti nella Ares Vallis sono tra le strutture più famose su Marte, e secondo nuovi studi potrebbero indicare la passata presenza di un’oceano nella zona.

Jack Farmer, ricercatore dell’Arizona State University di Tempe ha detto di essere ”ottimista” sull’ipotesi che su Marte c’e’ stata o c’e’ vita.

Un altro scienziato Bill Schopf, ricercatore della University of California di Los Angeles ha aggiunti: ”Grazie alle sonde ed alle immagini orbitali e’ chiaro che ci sono letteralmente vaste aree di Marte tapezzate con vari tipi di solfati, tra cui il gesso”. A questo si deve aggiungere anche la presenza di metano rilevata su Marte.

E oggi c’è anche Curiosity!

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Guardando il cielo stellato nelle notti di agosto, lontano dalle luci dell’abitato,udendo il canto dei grilli, e la brezza estiva sulla pelle calda, le stelle sembrano di più.

Stelle, pianeti, asteroidi, costellazioni, si riconosce facilmente il grande carro e più in sù la stella polare…più giù…più su…qui brilla di più…là lampeggia…lì è rossa…là un pò viola…come un’orchestra il cielo vibra ed invita, anzi attrae a naufragare in quel mare blu scuro…

Come resistere all’immaginazione che porta alla velocità della luce su una stella, o un pianeta…magari su Marte…

E chi può stabilire quale è il sogno e quale la realtà?

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fonti:

http://www.timestars.org/spazio/spazio_oceani_fiumi_su_marte.html

http//link2universe.it 

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* Compleanno in Leone

Sì, sono un Leone ed anche un Salmone, come mi ha fatto sapere la mia amica Rebecca!

Salmone – 22 luglio – 21 agosto

Salmone

22 luglio – 21 agosto

Entusiasti e sicuri di sè, i nati sotto il segno del salmone amano dirigere. Non scendono a compromessi e la loro forte personalità a volte li fa apparire arroganti verso gli altri. Non sopportano la negligenza, sono sensibili, aperti, pieni di vita; insofferenti a regole e restrizioni, spesso vengono giudicati eccentrici. Amano la pulizia e l’ordine e possiedono uno spirito arguto. Lo Salmone re delle acque e’ l’animale che rappresenta, per i Pellerossa, la forza delle emozioni. La persona nata sotto il salmone e’ apparentemente estroversa, ha bisogno di continui stimoli e si fa notare per la sua vivacissima curiosità e per la puntuale presenza in primo piano. Detesta la routine, ama le novità In amore tende all’immobilismo, rischiando così di non conoscere le altre sfaccettature dei rapporti. La persona Salmone e’ dotata di una bellezza straordinaria, e quindi di molto fascino.

Il tuo profumo:

L’essenza di vaniglia è ricca e intensa come la personalità del Salmone.

La tua pietra è la Corniola

E’ di sostegno per placare la collera e dissipare le preoccupazioni, libera da dolore e invidia, si pensa che aiuti a trovare la serenità e rafforzi l’unità famigliare.

http://pif64rebecca.wordpress.com/

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* Estate con i tuoi animali

POVERI ANIMALI

Molti animali come cani, gatti e altri animali sono abbandonati dai padroni e spesso li troviamo in mezzo alla strada, nei parchi e ovunque.
La maggior parte degli animali abbandonati li troviamo nel periodo estivo, perché i proprietari vanno in vacanza e non sanno dove tenere l’animale, e allora l’abbandonano. La mia opinione è di non abbandonare gli animali perché sono nostri amici e hanno diritto di essere accuditi ed amati.
Personalmente non conosco persone che hanno abbandonato i loro animali, però ho conosciuto un cane che è stato abbandonato. Io ero in vacanza e un pomeriggio ho visto in spiaggia un cane abbastanza grosso, nero, con delle zecche. Subito ho pensato che fosse abbandonato da molto tempo. Il giorno dopo, mentre facevo un’altra passeggiata, lo ritrovai vicino ai bidoni della spazzatura, allora decisi di portargli i resti del cibo che avevo avanzato a tavola con mia cugina.
Questo problema è molto grave, anche gli animali hanno diritto ad avere una vita decente e felice come la nostra.Per non trovare più animali abbandonati si dovrebbe evitare di considerarli giocattoli e aver pazienza con loro.
Vincenzo  

L’ABBANDONO DEGLI ANIMALI


Quello dell’abbandono degli animali domestici è un problema che si verifica soprattutto nel periodo estivo, perché i padroni di questi animali spesso li abbandonano sulle autostrade, nei cassonetti della spazzatura…, non volendoli portare con sé per svariati motivi, ad esempio perché sono stanchi di loro oppure perché nel posto dove vanno in vacanza non accetta animali. Secondo me gli animali non si dovrebbero abbandonare mai, per nessun motivo perché anche loro hanno il diritto di vivere e di poter avere qualcuno di cui fidarsi. Chi lo fa, molto probabilmente non prova nessun tipo di sentimento, non voglio immaginare come queste persone si comportano con i loro simili.
Questi episodi purtroppo si verificano ovunque e ce ne raccontano molto i giornali, i telegiornali, e alcune trasmissioni. Una volta ho sentito al telegiornale, che un cane era stato abbandonato ed era stato investito da un’auto, un altro era stato buttato in un fiume.
Malgrado ci siano molte pubblicità dove ci raccomandano di non abbandonare gli animali perché hanno bisogno di noi e le persone che lo fanno vengono punite dalla legge, tutto questo purtroppo non riesce a fermare persone senza cuore, che comunque continuano a farlo senza preoccuparsi di che fine faranno questi poveri animali. La situazione secondo me è molto grave e credo che l’unica soluzione sia quella di far capire alle persone che gli animali sono esseri viventi e che anche loro hanno gli stessi diritti che abbiamo noi.
Marco E.

LA PUBBLICITA’ CONTRO LA CRUDELTA’

Questa pubblicità è molto bella perché vuole scoraggiare quelle persone che abbandonano il proprio cane specialmente prima di partire per le vacanze. Adesso la maggior parte degli alberghi, dei campeggi e dei villaggi accettano gli animali e quindi non c’è nessun motivo di sbarazzarsene. Io detesto le persone che compiono simili azioni perché significa che sono insensibili e potrebbero far del male anche al loro prossimo. L’anno scorso d’estate mentre viaggiavo, la mia mamma ha visto sull’autostrada un uomo che faceva scendere dalla macchina il suo cagnolino ed ha messo poi in moto, lasciando il cane lì…
Anche alla televisione ho sentito episodi simili e rabbrividisco al pensiero che questi poveri cani si trovano all’improvviso soli, senza acqua e senza cibo. È una vera crudeltà!!!!
Secondo me le punizioni contro chi abbandona un cane devono essere pesanti:non solo deve pagare una multa salata, ma dovrebbe provare anche il carcere (forse esagero), ma spero che, in questo modo, queste crudeltà finiscano.

Denise 5^C

( http//montessorionline.it)

Abbandonare un animale non è solo un gesto odioso e pericoloso ma è anche un reato previsto dal codice penale (art. 727 c.p. modificato con l’art.1, comma 3 legge 189/2004) punito con un’ammenda da 1000 a 10.000 euro e con la reclusione fino ad un anno.

Sono molte le strutture turistiche aperte anche ai nostri animali da compagnia. E molti sono gli enti che attraverso siti dedicati, aiutano nella ricerca della nostra vacanza ad hoc con cani e gatti al seguito. E’ il caso, ad esempio, del Ministero del Turismo con “Turista a 4 zampe“, dell’ENPA con “VacanzeBestiali“.

Costruire un mondo migliore si può!

http://www.poliziadistato.it


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* 4 Luglio: diritti e valori

1 – Io non ho inferto sofferenze

2 – Io non ho rubato con violenza

3 – Io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4 – Io non ho rubato

5 – Io non ho ucciso nè uomini e nè donne

6 – Io non ho alleggerito le quantità secondo misure (al mercato)

7 – Io non ho agito con inganno

8 – Io non ho trafugato le cose che appartengono a Dio

9 – Io non ho pronunciato il falso

10 – Io non ho sottratto beni con la forza

11 – Io non ho pronunciato parole vili o cattive

12 – Io non ho sottratto cibo con la forza

13 – Io non ho agito con inganno (forse nel senso di trasgressione)

14 – Io non mi sono adirato

15 – Io non ho invaso i campi altrui

16 – Io non ho ucciso animali sacri

17 – Io non ho maltrattato terreni arati

18 – Io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

19 – Io non ho sparlato contro alcun uomo

20 – Io non mi sono arrabbiato senza una giusta causa

21 – Io non ho fornicato o commesso sodomia

22 – Io non mi sono masturbato

23 – Io non ho fatto l’amore con la moglie altrui

24 – Io non ho impaurito alcun uomo

25 – Io non ho parlato con rabbia bruciante

26 – Io non sono stato sordo alle parole di giustizia e verità

27 – Io non ho fatto piangere alcuna persona

28 – Io non ho pronunciato parole blasfeme

29 – Io non ho agito con violenza

30 – Io non ho precipitato il mio cuore (nel senso di agire senza considerazione)

31 – Io non ho bucato la mia pelle e non mi sono vendicato verso Dio

32 – Io non ho parlato più del necessario

33 – Io non ho commeso frode e non ho guardato verso il diavolo

34 – Io non ho mai pronunciato maledizioni verso il Sovrano

35 – Io non ho sporcato acqua corrente

36 – Io non ho esaltato le mie parlate o discorsi

37 – Io non ho maledetto Dio

38 – Io non mi sono comportato con insolenza

39 – Io non ho fatto distinzioni o favoritismi

40 – Io non ho accresciuto la mia ricchezza ad eccezione dei miei propri possedimenti

41 – Io non ho maledetto le cose che appartengono a Dio e che sono con me

42 – Io non mi sono vergognato del patrono della città

Questa è la “Confessione Negativa” o “Dichiarazione di Innocenza” che le anime degli antichi egiziani deceduti pronunciavano davanti a 42 divinità nella  Sala del Giudizio, o “Maat”, presieduta da Osiride, Iside e Nephtys, con la presenza di Ra-Harmachis, Temu, Shu, Tefnut, Seb, Nut, Horus, Hathor, Hu, Sa, Anubis e Thoth, durante l’importante operazione e cerimonia della “Pesatura del Cuore” del deceduto su una grande bilancia posizionata al centro della Sala ove su un piatto della bilancia veniva messo il cuore del deceduto e sull’altro piatto vi era la piuma rappresentante il concetto ed i precetti di equilibrio del “Maat”.  

L’anima del deceduto veniva diretta nei campi elisi, in compagnia delle grandi divinità, se alla fine della cerimonia la bilancia rimaneva in equilibrio perfetto. Se invece la bilancia si inclinava da una parte o dall’altra l’anima veniva diretta all’inferno, come diremmo noi oggi, nel fuoco, e con infiniti tormenti e maltrattamenti.

se vuoi saperne di più:

http//beautiful41.wordpress.com

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* Cerchi nel grano: nuovo messaggio

Fabbrico, possibile significato dei cerchi nel grano.

Una spettacolare formazione è comparsa a Fabbrico (Reggio Emilia) una delle cittadine colpite dal terremoto. Segnalato il 25 Giugno 2012, il pittogramma, le cui fotografie sono state pubblicate sul sito cropcircleconnector.com

Al centro, l’ampia superficie piana circolare è una rappresentazione dell’ anti-centro galatticoNell’ ambito di tale centro sono le Pleiadi.Il punto centrale di questo piano è Alcyone, circondato dal resto delle Sette Sorelle in forma stilizzata.Ci sono stati molti Crop Circle nel corso degli anni con la stessa forma a spirale che si estende fuori da un centro.Se ricordiamo che la grande formazione delle galassie a spirale che contava 409 cerchi, il centro è sempre Alcyone. Se togliamo lo zero da 409 e di nuovo si trova il fattore di 7.

L’ opinione condivisa è che illustra l’allineamento del 21 dicembre 2012 del Sole al Solstizio con il centro galattico che viene segnalato da questo cerchio.

Il disegno a spirale che è evidente in questo cerchio è il simbolo di Quetzalcoatl.

Io sono Quetzalcoatl, il serpente piumato…”

Quetzalcoatl ha insegnato agli antichi tutte le competenze, conoscenze necessarie per far progredire la loro civiltà, dalla matematica alle scienze, dall’agricoltura all’astronomia, come pure il famoso calendario Maya che nelle sue complicate formule, predice la fine di un ciclo per il 21 Dicembre 2012.

Quetzalcóatl  ha insegnato al popolo a vivere in pace per poi dopo sparire, ma ha promesso che un giorno sarebbe ritornato. Per gli Atzechi era il Messia, come per i Maya, è il “grande” Kukulcan! I Maya da sempre attendono il ritorno del loro liberatore, Kukulcan.

E così, in tal senso, tornerà il 28 dicembre 2012 dopo l’arrivo delle energie provenienti dall’allineamento Centro Galattico il 21 dicembre 2012.

Secondo alcuni scritti, vi è una croce (albero sacro) nel cielo che è formata dalla Via Lattea e il piano dell’eclittica. La via lattea viene anche detta axis Mundi e rappresenta, per così dire, il tronco dell’albero sacro, mentre l’eclittica è il ramo principale. Il 21 dicembre del 2012 dopo ben 26.000 anni (termine del ciclo precessionale) il Sole si troverà esattamente nel punto centrale della croce (o albero sacro), quello che i Maya chiamavano anticamente utero cosmico (centro della galassia).


Che ci si voglia credere o no, anche ad un occhio superficiale non può sfuggire la correlazione geometrica tra la figura disegnata nel campo e quella raffigurata nel cielo.

“Come in alto, così in basso” era il motto di antichi popoli che possedevano conoscenza e saggezza. Conoscenza nel capire i segnali, saggezza nel rispettarli.

Fonti: cropcircleconnector.com, www.howcropcirclesaremade.com


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* Swap, che passione!

Nella scuola di tipo montessoriano dove sono state le mie figlie, organizzavano spesso incontri che si chiamavano “Festa dello scambio “ I bambini erano invitati a portare oggetti, indumenti, piante e animali che desideravano scambiare con i loro compagni.

Ovviamente partecipavano anche i genitori, forse nel timore di essere “ scambiati” anche loro.

Così questi eventi diventavano anche un modo diverso di coinvolgimento tra insegnanti, bambini, e genitori.

Tanto era piaciuta questa idea che gli incontri sono continuati oltre la scuola elementare, soprattutto per l’abbigliamento, che permetteva ai ragazzi di indossare qualcosa di “nuovo” e alle mamme dirisparmiare”.

Siamo stati forse i precursori degli attuali e numerosissimi “ Mercatini del baratto “?

l baratto è generalmente considerato la prima forma storica dello scambio commerciale  di beni, ed è dunque ben anteriore alle forme di scambio monetario.

Il baratto – ovvero lo swape il far swapping, come dicono gli anglosassoni è la nuova tendenza al consumo ecosostenibile. Non solo un modo di opporsi al consumismo sfrenato, ma anche un nuovo modo di risparmiare nel rispetto dell’ambiente.

Del resto cosa possiamo fare del di più che inevitabilmente accumuliamo negli armadi, anche se ad ogni festa raccomandiamo ad amici e parenti “ Quest’ anno solo regali utili!” Possiamo riempire i cassonetti dei rifiuti, o quelli della Caritas o donare alle Parrocchie, e non tutto viene accettato.

La risposta più immediata sta nello scambio di tutti questi oggetti con altri che magari sono più utili per la nostra cucina o che desideriamo per rinnovare un angolo del soggiorno. Così come per un capo d’abbigliamento, o uno strumento elettronico, o dvd, o libri…

Lo swapping, ossia lo scambio (o baratto, se si preferisce), probabilmente maschera anche la necessità di sempre più persone di trovare metodi (e praticare stili di vita) che non le “impoveriscano” già entro la terza settimana del mese.

Si può barattare di tutto. Dai capi d’abbigliamento agli accessori, dagli articoli d’arredamento alle case per le vacanze, dai film agli strumenti elettronici… ma si barattano anche prestazioni professionali, attività artigianali e, perfino, ore del proprio tempo. E’ trovare un nuovo stile di vita che valorizza le cose e rifiuta l’avere come status simbol.

Un negozio dove non si paga!

Un negozio senza casse. Uno spazio in cui il denaro non vale nulla. Un luogo dove gli oggetti non hanno prezzo.

E’ spuntato dal nulla a Bolzano, precisamente in Via Rovigo, 22/C e si chiama “Passamano”: é il primo “non-negozio” in Italia basato  unicamente sulla filosofia del recupero e del riutilizzo, dove le “cose” valgono tanto quanto servono.

Si entra, si sceglie e si va via senza pagare: é questa l’ultima frontiera dello shopping equo sostenibile, un progetto partorito da un gruppo di volontari che non ricevono compenso e chiedono solo una libera offerta facoltativa per coprire le spese fisse del negozio o di lasciare – se si vuole – qualcosa in cambio del proprio “acquisto”.

Ci sono cose che è più facile regalare che vendere – spiega Andrea Nesler, uno dei volontari – quando un oggetto ha un valore affettivo è difficile stabilirne il prezzo di vendita, si rischia di svalutarlo, e allora è meglio regalarlo. Così, un ex sciatore è venuto e ci ha consegnato tutta la sua attrezzatura sportiva, perché ha un problema alla schiena e non può più scendere in pista. È venuto e ci ha raccontato la sua storia”.

Non solo shopping, quindi, ma anche luogo di socializzazione: “Passamano” é, infatti, anche un info-point dove condividere idee e conoscenze sul consumo consapevole, il riciclaggio e il riutilizzo , ma anche la cucina vegana e vegetariana, l’animalismo, l’eco-architettura, il turismo responsabile ecc. I suoi locali ospitano anche una biblioteca, una sala riunioni per serate e incontri a tema e un laboratorio condiviso, dove si puó apprendere a creare oggetti di abbigliamento o di design con ció che non ci serve piú o offrire il proprio tempo libero per lavorare come volontario o mettere a disposizione degli altri le proprie abilità e conoscenze (lingua, artigianato, cucito ecc).

L’idea – spiega Gaia Palmisano, una delle volontarie – nasce nell’ambito del movimento “Transition Town” fondato dall’inglese Rob Hopkins. L’obiettivo finale – aggiunge – é creare una dimensione partecipativa con metodi che lasciano spazio alla creatività individuale”.

In parole povere: l’antitesi di un negozio!

Swap boutique: Moda e design a costo zero

Milano ospita la prima swap boutique italiana: moda e lusso a costo zero, per uno shopping etico, ragionato e consapevole.

La Swap Boutique è il primo urban swap point milanese stabile, un ‘negozio’ dove  non si spendono soldi perché si utilizza la formula commerciale più semplice e antica che ci sia: il baratto.

All’interno del EcoConcept Store, location che si propone come punto d’incontro e azione per artisti, designer e aziende che condividono l’impegno della sostenibilità, la Swap Boutique è firmata Atelier del Riciclo (www.atelierdelriciclo.org), il marchio che identifica il baratto glam e lo shopping verde. Basta abbonarsi per poter scambiare abiti, accessori, oggetti di design. E avere l’opportunità di partecipare ad eventi in locali cool, usufruire di un servizio di lookover (per migliorare la propria immagine), seguire corsi di wardrobe refashioning ed interior restyling. 

Last but not least, Atelier del Riciclo, fa da vetrina di lancio per giovani artisti, bio-architetti ed eco-designer che possono esporre i loro prodotti usufruendo di un innovativo servizio di comunicazione e promozione.

E questi sono solo due delle tante iniziative del genere.

Barattare è un modo nuovo per riutilizzare, riciclare, risparmiare e, non ultimo, può avere valenze terapeutiche come antidoto alla solitudine.

E l’ ambiente ringrazia!

Fonti: http://selenavolleyudine.myblog.it * http://www.atelierdelriciclo.orgwww.urbanswaparty.it * http://www.greenme.it

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* Se ti piace l’ albicocca

Quest’anno il mio albero di albicocche è così

L’albicocca è uno dei miei frutti preferiti,e, colta direttamente dall’albero, ha un profumo inebriante che fa venire subito l’acquolina in bocca. Ma questi frutti maturano tutti insieme appassionatamente, così…ho dovuto fare  parecchi chili di marmellata!

Sull’etimologia della parola “albicocca” esiste qualche perplessità. La maggioranza degli studiosi concorda sul fatto che la parola di riferimento sia araba (al-barquq=susina) e quindi al latino “praecox”, come suggerito da Plinio il Vecchio che ne sottolineava la maturazione precoce rispetto alla pesca.

In numerosi dialetti italici, infatti, si indica ancora la pesca con il nome di “percoca”.

Il nome scientifico Prunus armeniaca, trae in inganno: infatti le albicocche non sono originarie dell’Armenia ma della Cina dove erano note già 2000 anni prima di Cristo.
L’introduzione delle al
bicocche nel mondo greco-romano è senza dubbio avvenuta a seguito delle campagne di Alessandro Magno.
Columella, nel “De re rustica” (Il secolo d.C.) parla di una varietà precoce “arbor precox” da cui deriva appunto il nome albicocco.
Poi furono i romani, cento anni prima della nascita di Cristo, a portare le piante di albicocche in Italia da quella che era stata la Magna Grecia oltre che dalla lontana Armenia (“Prunus armeniaca”); e infatti il segno e la “radice” di quella regione d’origine rimangono nel dialetto romagnolo (“maniaga”) e in quello toscano (“armellino”).

Secondo una leggenda, l’albicocco era considerato inizialmente una pianta ornamentale dalla folta chioma, dal fogliame verde e dai fiori bianchi. Quando l’Armenia fu invasa da un esercito nemico, si dovettero abbattere gli alberi improduttivi per il legname. Una fanciulla, essendo molto affezionata ad un albicocco, trascorse la notte precedente alla guerra piangendovi vicino. Il mattino seguente si risvegliò e vide che sull’albero erano cresciuti frutti dorati, le albicocche.

Nella valle degli Hunza, regno nascosto dell’Himalaya, protetto da gigantesche muraglie che graffiano il cielo sfiorando gli 8000 metri, sorprende la coltivazione dell’albicocca, frutto dalle virtù quasi “magiche” che ha permesso a questo popolo di sopportare gli stenti e le privazioni di una vita difficile, segnata da lunghi inverni.

E proprio durante le “primavere di fame” quando erano ormai esaurite le scorte di cibo, che le albicocche, abilmente seccate durante l’estate precedente, fornivano sostentamento alle popolazioni delle montagne.

Tra fine giugno e luglio ogni pietra, ogni tetto (rispettando la tradizione tibetana, le coperture delle case sono una sorta di terrazzo “vivibile”) si tinge di mille sfumature di arancio vivo, trasformando il paesaggio in un irreale quadro naïf.

Ovunque, i frutti dell’albicocco, aperti e privati del seme legnoso (la cui mandorla verrà anch’essa seccata e messa da parte per essere consumata come “snack” pregiato) seccano lentamente al sole, mutando dal colore vivo e brillante di quelli freschi alle sfumature ocra e ruggine della frutta ormai pronta per essere immagazzinata nelle dispense.

Il panorama, in quella stretta fascia viva tra l’immobilità delle montagne in alto e la furia del fiume in basso, diventa uno straordinario patchwork di arancioni e verdi declinati in sfumature che nessun pittore può immaginare.”

http://www.focusitalia.com

Eleanor Hardwick

Lalbicocca stimola la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta il ferro e da’ colore al sangue, un frutto anti-anemia per eccellenza. I medici arabi la usavano per curare il mal d’orecchi, i disturbi della gola e l’afonia.  La mandorla contenuta nel nocciolo, oleaginosa, è commestibile solo quando è dolce; di solito è invece amara: contiene, in tal caso, una sostanza che genera acido cianidrico, un potente veleno. 

Il succo fresco dell’albicocca è un eccellente tonico per la pelle del viso. 

Il colore albicocca è particolare: un po’ di rosso vermiglione, una punta di giallo e di bianco. E’ il colore dell’immortalità e della giovinezza eterna. E’ stimolante, dolce e rigeneratore.

Le albicocche sono paragonate, per forma e colore, alle guance femminili

Nel linguaggio dei fiori significa: “Il mio amore non è ricambiato”

La tradizione popolare di alcune località inglesi vuole che sognare albicocche porti fortuna.

E Dulcis in fundo…

La marmellata di albicocche, è uno degli ingredienti principali della torta Sacher.



Fonti. www.alimentipedia.it * http://web.dsc.unibo.it *http://it.wikipedia.org *http://www.bussolaverde.it



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* Storie dell’astrologia

La tavola astrologica più antica

Un gruppo di ricercatori ha scoperto quella che potrebbe essere la più antica tavola astrologica d’Europa: reca incisi i segni zodiacali e veniva utilizzata per determinare l’oroscopo di una persona.

Risalente a più di 2.000 anni fa, il reperto è stato scoperto in Croazia, dentro una grotta che si affaccia sul Mar Adriatico. Ciò che rimane consiste di 30 frammenti d’avorio con incisi i segni zodiacali. I ricercatori ci hanno messo anni per scavarli e rimetterli insieme. Incisi in stile greco-romano, le immagini comprendono i segni di Cancro, Gemelli e Pesci.

Al completo, la tavola aveva dodici parti d’avorio a forma di arco che formavano un cerchio completo e rappresentavano i dodici segni dello zodiaco. Un astrologo avrebbe determinato un oroscopo mettendo pietre colorate per rappresentare la posizione di Sole, Luna e pianeti all’interno dello zodiaco in una determinata data, ad esempio la data di nascita di un cliente.

Questo è probabilmente più antico di qualsiasi altro esempio conosciuto”, ha detto Alexander Jones, professore presso l’Istituto per lo Studio del Mondo Antico presso l’Università di New York. “È più antico anche di un qualsiasi oroscopo scritto che abbiamo dal mondo greco-romano”.

Jones e Stašo Forenbaher, ricercatore presso l’Istituto per la ricerca antropologica a Zagabria, hanno riportato la scoperta sul Journal for the History of Astronomy.

Nel 1999, la squadra stava scavando alla “Spila”, in un sito noto agli archeologi vicino all’ingresso di una grotta a Nakovana, in Croazia. Ma nessuna sapeva che la grotta aveva una sezione rimasta sigillata dal primo secolo a.C.

La fidanzata di Forenbaher (ora sua moglie) si era messa a scavare tra i detriti, scoprendo un passaggio di circa 10 metri. Forenbaher ha descritto l’attraversamento del passaggio come “un’esperienza unica, arrivare in un luogo dove nessuno è stato per due migliaia di anni, come la tomba di Tutankhamon”.

I frammenti sono stati scoperti accanto a una stalagmite tra migliaia di pezzi di vasi ellenistici depositati negli ultimi 4 secoli a.C.

Non è chiaro se la tavola veniva effettivamente utilizzata a Nakovana o se faceva parte di un’offerta rituale.

Ad ogni modo essa testimonia la rapida diffusione dell’astrologia oroscopica greca, che nacque dalla fusione della divinazione astrale mesopotamica ed egizia con la cosmologia greca, probabilmente non molto tempo prima del 100 a.C.

Fonti: Live Science / Università di NY  /Journal for the History of Astronomy / Ilfattostorico.com