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12 Agosto 2026, Eclissi di Sole e Luna Nuova in Leone e l’allineamento di ben 6 pianeti e la Grande Tribù delle Stelle

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25 Luglio , il giorno fuori dal tempo! E l’ieri è stato e il domani inizia…

Forse non sai che c’è un giorno che si dice “ fuori dal tempo”

A me dà un senso di pace interiore …tutti i contrasti si uniscono in una sola armonia di luci e colori e danzano nella mia mente e nel mio cuore… e sono appagata e sospesa e serena … che il futuro sarà proprio come i miei sogni…

E’ perchè gli antichi che contavano il tempo nel rispetto assoluto della natura secondo le fasi lunari quindi ciclo di 28 giorni per 13 lune, 364 giorni per un anno ( energia femminile)

Poi sono arrivati i Romani che hanno stabilito che il tempo si contasse secondo il Sole , 365 giorni per un anno ( energia maschile)

Il giorno della differenza cade il 25 luglio ed è “il giorno fuori dal tempo

Il 26 Luglio è il giorno in cui la Stella Sirio sorge insieme al nostro Sole, stabilendo la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo.

Ci sarebbe molto da dire su tutto ciò…

Non ti suscita immagini e sensazioni “un giorno fuori dal tempo” che scandisce il passaggio da un anno all’altro?

Un momento di spazio tempo carico delle energie dell’anno passato e di quelle scalpitanti dell’anno futuro!

Una bolla magica di un tutto carico di luci ed effetti… e tu sei lì che ti viene voglia di entrare e godertela respirando questa energia tonificante..

Del resto il passato è dietro, il futuro davanti a te , ma ancora da iniziare.

Fermati! Qualcuno ha detto “Riposati: un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante!”

Alcuni lo chiamano il tempo della Ricapitolazione…

Che brutta parola, ha un suono che non mi piace.. un suono di giudizio su ciò che hai fatto e ciò che farai…con i soliti parametri, i soliti esempi, le solite credenze…

Tutta roba tua ? Mah..

E se ti liberassi la mente e guardassi fuori e soprattutto dentro di te in un’altra ottica ,quella delle emozioni. .

Allarga le tue percezioni, cogli le sfumature della realtà che ti circonda, immaginati come un bouquet di fiori e colori , identificati con la natura che ripete un ciclo dopo l’altro sempre con le stesse regole eppure rispettando i cambiamenti necessari…

Del resto ogni essere umano fa parte del programma: pianta qui, raccogli là, cambia genere, cambia colore, più luce, più ombra. Farfalle, coccinelle grilli…con te.

Come un giardino, ma che giardino , il tuo unico e irripetibile rigoglioso spazio. Ogni anno si arricchisce dei tuoi sogni realizzati.

Il giorno fuori dal tempo per scoprirti oltre il tuo solito modo di pensarti.

E vedrai quanto hai da scoprire! Tu sei il cielo, non un temporale di passaggio!

Guarda proprio dentro di te c’è una stella, unica e irripetibile, che manda infiniti bagliori multicolori e fa nascere farfalle di emozioni che aprono il tuo cuore.

Come un Sole interiore che nutre amorevolmente ogni tua esperienza e scelta.

Sentiti coccolata dalle stelle che sei fatta della stessa sostanza.

E ieri è stato e domani è il nuovo inizio!

Love Laurin

Opera di Claude Monet (1840 – 1926)

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La storia della Stella Tessitrice (Vega) e del Guardiano di Buoi (Altair)

Alfa Lyrae, la brillantissima Vega, è la stella di questo mese


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Io sono curiosa e sono certa che ogni cosa che è lì ha un suo perchè. E una storia. E anche ogni esperienza ha un significato . Che voglio sapere e imparare.

E mi interessano i punti di vista. Che dipendono da tante variabili.

Tempo luogo coscienza. Anni fa ho comprato una enciclopedia di storia comparata..

Tutti vedono le stesse cose sotto lo stesso cielo nello stesso momento.

Tutti chi? Tutti gli esseri umani e pensano e fanno cose diverse da sempre.

Quando? Dove ? Come? Perchè?

Ne ho fatto un gioco a scuola per far conoscere le storie del mondo.

Ognuno ha le sue domande e le sue risposte. Ci si confronta e si impara.

Questa storia di una cultura così lontana ma vicina mi è piaciuta.

Vega appartiene alla costellazione della Lira e insieme a Deneb e Altair forma il famoso “Triangolo estivo”. Alle nostre latitudini è uno degli astri più sfolgoranti, insieme a Sirio, di cui sembra meno brillante solo perché più distante, 27 anni luce, e ad Arturo, di cui sembra invece più brillante perché di intenso colore bianco; Vega è 58 volte più luminosa del Sole.

Fu la prima stella a essere fotografata, all’Osservatorio di Harvard, nel luglio 1850 e il suo diametro uno dei primi ad essere misurato, nel 1963, con l’interferometro di Narrabri, in Australia.

Il suo nome ha origini arabe; gli Arabi immaginarono questa costellazione come un’aquila, dalle ali semichiuse, che porta uno strumento musicale, e la chiamarono Ai Nasr al Waki.

Nel tempo la costellazione fu vista sempre come una lira, e la parola Waki,  trasformata in Vega, passò ad indicare la sua stella principale. Circa 14.300 anni fa Vega è stata “stella polare” e tornerà ad esserlo fra circa 12.000 anni, e questo a causa del movimento di precessione dell’asse terrestre.

Vega era dunque una stella importante già nell’antichità e certamente nella preistoria essa veniva usata come indicatore del nord. Ciò forse spiegherebbe come mai Vega fu usata dagli antichi Egizi per l’orientazione dei loro templi.

La storia di Niulang e Zhinu:

la Stella Tessitrice (Vega) e il Guardiano di Buoi (Altair)

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Zhinu, figlia dell’Imperatore e della Regina del Cielo, era una bravissima tessitrice. Sedeva ogni giorno accanto al suo telaio celeste e tesseva splendidi arazzi con i colori dell’alba e del tramonto. Anche le nubi, nel loro correre sospinte dal vento, si fermavano per ammirare gli splendenti colori nel cielo.

Un sera d’estate, stanca per il lavoro, mentre osservava un ruscello che scorreva vicino al palazzo imperiale, udì da lontano provenire una musica dolcissima. Incuriosita non esitò ad immergersi nelle acque del fiume. Disteso sull’altra sponda il giovane Niulang suonava il flauto riposandosi dalle sue fatiche di guardiano di buoi. I due giovani si conobbero e cominciarono a suonare e cantare insieme.

Ogni giorno Zhinu attraversava il fiume e raggiungeva Niulang. Finirono così per innamorarsi. Per il suo matrimonio Zhinu preparò un bellissimo abito fatto di gocce di rugiada e della luce delle stelle. La notte delle loro nozze era così luminosa che anche le persone che vivevano sulla terra si chiedevano il perchè la Stella Tessitrice avesse un tale splendore che non si era mai visto prima.

Furono sposi talmente felici che dimenticarono completamente il proprio lavoro !

Il cielo si offuscò perchè Zhinu non tesseva più luminosi tramonti ed albe ed il suo telaio era ricoperto di ragnatele. Niulang non custodiva più i suoi buoi che girovagavano senza controllo addentrandosi perfino nella costellazione vicina dello “Staio Settentrionale e Meridionale” facendo così adirare gli dei.

In particolare la Regina del Cielo, madre di Zhinu, si infuriò moltissimo poichè un bue era entrato nella sua camera da letto ed aveva fatto cadere sul pavimento le sue spille d’argento per i capelli. La Regina allora prese una spilla e disegnò una linea attraverso il cielo lungo il ruscello vicino al palazzo. Con questo unico gesto creò un grande fragoroso Fiume d’Argento, il nome che i Cinesi danno alla Via Lattea. La Regina del Cielo decise di separare i due giovani e pose Niulang su una riva del fiume e Zhinu sull’altra.

Zhinu, disperata, piangeva dal mattino alla sera, ma ricominciò a tessere le sue splendide tele. Niulang riprese nuovamente a portare al pascolo i suoi buoi, ma era profondamente triste e nei momenti di riposo non suonava più il suo flauto.

L’Imperatore del Cielo, impietosito dalla disperazione della figlia, decise che un giorno all’anno, il settimo giorno del settimo mese, i due sposi avrebbero potuto incontrarsi. Zhinu chiamò allora in suo soccorso delle gazze che arrivarono in volo dalla terra e formarono un ponte (sopra la stella Deneb nella costellazione del Cigno) attraverso il vasto e profondo Fiume Argentato. Zhinu saltò sulle loro schiene, come un tempo era saltata sulle pietre affioranti nel ruscello per raggiungere l’amato, e trascorse con Niulang un’ intera giornata insieme.

Le persone che vivono sulla Terra, quando il giorno seguente all’incontro dei due innamorati scorgono le gazze, possono notare le loro penne arruffate, segno che la Principessa Tessitrice è saltata sulle loro schiene.

Durante il resto dell’anno Zhinu intreccia i colori del cielo e Niulang pascola i buoi celesti, sognando il giorno in cui potranno incontrarsi di nuovo.

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La storia della Principessa tessitrice e del Guardiano di buoi è molto popolare in Cina. Di essa si trovano diverse versioni con piccole varianti nella trama.

In alcune città della Cina ci sono ancora alcune feste dedicate alla Principessa Tessitrice.  Esse si tengono nel settimo giorno del settimo mese lunare del calendario cinese (chiamato Qi Xi /the Night of Sevens) alle finestre vengono appesi drappi di colore rosso (il colore delle nozze) ed in questo giorno si celebrano molti matrimoni.

 

La seguente trascrizione è a cura della Biblioteca dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

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La Luna piena di giugno 2026 ha un messaggio!

Ogni plenilunio è un momento di riflessione, guardarmi indietro e guardare avanti ora che sono qui.
Del resto è una conclusione di un cammino e anche io l’ho percorso.
Così per me!
La Luna piena si ferma tre giorni sul mio terrazzo ed entra anche nelle stanze in certe stagioni.
Mi piace alzare la testa e guardarla negli occhi.
Perchè sì, sono certa, la Luna ti guarda , anche se ci sono le nuvole, anche se sei oltre le colline, anche se è oltre il tuo orizzonte sul mare, anche se sei dietro una tenda del salotto…
E ce l’ha proprio con te, con amore ovviamente.
A ognuno dice qualcosa.
E’ un messaggio personale, unico per te .
In qualsiasi costellazione , in qualsiasi rapporto con i compagni pianeti e le altre stelle, il messaggio arriva a te.
E le domande te le fai tu.
E le risposte te le dai tu.
Lei, la Luna suggerisce al tuo cuore.
E al mio!
E a tutti!
Lei sa che le tue scelte, i tuoi obbiettivi, i sogni raggiunti, la tua visione del futuro, le tue relazioni, le tue capacità, le tue risorse, la tua passione per la vita, sono dettate dal Cuore.
E ti accompagnerà di sicuro fino al prossimo plenilunio e oltre.
Così per me! Così per te! Così per tutti !
Buon cammino !
Siamo in ottima compagnia!

Love Laurin

foto di Laura

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La Luna Piena in Sagittario di Maggio 2026 è la Luna Blu, la seconda del mese, è la Luna dei Fiori, è la Luna del Miele! Scegli la direzione della tua freccia!

Quando mi sono affacciata a scoprire se c’era già la Luna Piena sono stata rapita da quel vortice di nuvole che la circondava… come a percorrere la mia vita… passato presente futuro e io a sentirmi spinta emozionata e gioiosa in un oltre attraente… due tortore tubavano dal giardino sul mare e l’aria leggera era la voce della Luna…mentre il profumo salato del mare lasciava gocce sulla pelle …

Una Luna in Sagittario pronta a correre verso il futuro ad esplorare altri “mondi”. Così concentrata a rincorrere il futuro da solvolare a volte sulle necessità del presente.
Una Luna Piena che aprirà anche un potente portale poiché si trova proprio accanto al Centro Galattico e sarà carica di ulteriori energie potenzianti .
Una Luna che si pone difronte al Sole in Gemelli e la sua luce la rende luminosa ai nostri occhi.
Una Luna in Sagittario!
Il segno zodiacale nel quale la Luna si fa Piena è dove il suo messaggio è più comprensibile.
Sagittario è la costellazione più sorprendente del centauro Chirone.
Chirone era un saggio insegnante ed un guaritore.
Il centauro è una figura mitologica che ha i piedi per terra, anzi ne ha quattro
Ha due braccia per tendere la freccia ma è la mente che sceglie la direzione e l’obbiettivo.
Sto andando nella direzione delle mie intenzioni?
E in caso aggiusto il tiro!
Piedi a terra e sguardo al futuro
E ho detto tutto.
E se ,come si dice , parti con il piede giusto, qui ne hai adirittura quattro.che sono anche più possibilità!
Questa energia mi chiede di spostarmi ed intraprendere una nuova strada, di andare altrove.
E non solo quale ma anche il modo in cui percorrerla!
Perchè strada facendo io non perda di vista mai l’obbiettivo.
Perchè io trova le scarpe giuste per me per percorrere un viaggio che mi porta a oltrepassare i limiti imposti dalle mie credenze .
Sono al posto giusto al momento giusto!
E per fare che.?..farò la scelta più adatta ?
Di certo sono il risultato delle mio passato…
Che parolone!
Eppure se mi guardo indietro, tra gli alti e i bassi , che noto solo io, c’è una linea di continuità nelle mie esperienze…
come se mi apparisse il mio compito in questa vita e il mio proposito…
Comunque sono oggi il risultato del mio passato.
Penso che è difficile lasciare certi schemi di comportamento che sento limitanti,
Ma questo è un giudizio! E se cambiassi il mio punto di vista ?
In fondo non sono tanto male oggi… e ho raggiunto tanti importanti obbiettivi…o no?
E magari qualche ombra,qualche peso, mi sono serviti !
Questa è la guarigione del Centauro Chirone:
guardare alle “complicazioni ” del passato come mezzi e trarne insegnamento per il futuro!
Questa Luna Piena mette in luce gli stati d’animo degli inizi!
Sì quelli che mi hanno spinto ad andare avanti.
Voglio ritrovare quel passo! Il Mio passo!
Movimento, cambiamento, opportunità sono le parole d’ordine.
E la strada principale da percorrere è quella dalla mente al cuore.
Solo nel mio cuore trovo il mio vero Sè!
E’ il mio unico e irripetibile e libero!
Ciò che pensi si manifesta . Voglio scegliere bene la direzione della mia freccia, l’obbiettivo da raggiungere e andare con tutta la passione che ho .
Grandi e piccoli obbiettivi: ciò su cui sto lavorando, voglio sognare in grande
Mi connetto con le vibrazioni del Sagittario per mantenere un senso di meraviglia su di me
e per ricordare che la vita è davvero un’avventura.
Che io ho scelto !
Il futuro dipende sempre da me

e tu … hai sentito il messaggio della Luna?
Ascolta il vento …è la voce della Luna..
Segui il vortice …è la tua vita..
e meravigliati di te…

Love Laurin

foto di Laurin

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20 Marzo 2026 !Buon Equinozio di Primavera !!!

foto di Laurin

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L’allineamento dei pianeti il 28 febbraio è la strategia cosmica dell’universo che sempre è in atto !

Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre. Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie. Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.

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2 febbraio, il giorno dell’orso

” Il  2 febbraio è uno di quei giorni, dispiegati nel calendario, utili, in base alle credenze popolari, per trarre auspici per il futuro, per predire l’esito dei raccolti. In fondo, da un punto di vista tecnico-agricolo, è effettivamente importante che, in certe fasi dello sviluppo del grano e della vite, le condizioni meteorologiche siano favorevoli.”

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In alcuni luoghi viene chiamato “Giorno dell’orso“.

In questo particolare giorno, l’orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla sua tana per vedere come e’ il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori: se il tempo è nuvoloso annuncia con tre salti l’arrivo della primavera, se viceversa il tempo è chiaro e soleggiato l’orso torna a dormire nella tana.
Un proverbio piemontese in questo senso recita:
se l’ouers fai secha soun ni, 
per caranto giouern a sort papì”
(“Se l’orso alla Candelora fa saltare la paglia (il giaciglio) si rientra nell’inverno”).
In altre regioni, viene utilizzato il lupo o il leone come protagonista simbolico di questo proverbio che esplora le dinamiche interne della terra, che proprio nel momento di maggior gelido, ricominciano a risvegliare gli elementi assopiti, e quindi al di sotto di una superficie brulla corrisponde una vita intensa.

Non è un caso se il termine febbraio derivi dal latino februus (“purificante”), associato al periodo annuale di purificazione e quindi di rinascita.
Un altro proverbio simile al primo, ma meridionale in questo caso, sostiene che se il due Febbraio il tempo è buono, l’orso ha la possibilità di farsi il pagliaio e quindi l’inverno continua.
L’orso era anche protagonista di alcuni riti rurali del mese di febbraio, collocati nel ciclo agreste/vegetativo: al termine di una caccia simulata, l’orso viene catturato e portato all’interno del paese dove viene fatto oggetto di dileggi e di scherzi. L’epilogo può variare dall'”uccisione” dell’orso alla sua liberazione/fuga e ritorno alla natura. La figura dell’orso è rivestita da qualcuno del luogo che non deve essere riconosciuto fino alla fine della rappresentazione rituale.
In tempi remoti  un montanaro/domatore andava in giro da un paese all’altro facendo ballare l’orso nelle piazze, celebrando il  ritorno della luce e della bella stagione, con la sconfitta delle forze del buio e del freddo. In seguito questo uso scomparve e in alcuni paesi, per mantenere la tradizione, l’orso fu sostituito da una persona appositamente mascherata che ripeteva la stessa pantomima.

Altre celebrazioni del “ giorno dell’orso” e altre usanze.

Nel periodo di Carnevale, un uomo veniva mascherato da orso e tirato con una catena o una corda per le strade, dove veniva schernito e bastonato.
Sempre nel periodo di carnevale, un personaggio mascherato da orso apriva la sfilata in costume, e in questa “rappresentazione” veniva mostrato pure il giaciglio asciutto dell’orso
Si celebra anche  la “festa dell’orso“: qualche giorno prima della ricorrenza, i cacciatori con il volto annerito, andavano alla ricerca dell’orso, che (un uomo travestito) veniva immancabilmente trovato la sera della vigilia. Cacciatori, “orso”, e domatore visitavano le stalle e le osterie con il pretesto di spaventare la gente (e le ragazze) si lasciavano andare a trasgressive bevute. Il giorno dopo, l’orso compariva in paese e, dopo aver fatto il giro della borgata, ballava con la ragazza più bella prima di scomparire per ritrasformarsi in uomo.
In Puglia, chi impersonificava l’orso girava per le vie del paese, fermandosi nelle piazze: lì, al suono di tamburi, si metteva a ballare la tarantella, tra i presenti disposti in cerchio che battevano le mani a tempo e lo punzecchiavano e colpivano con qualche sberla. A volte, a seconda del tempo, l’orso imitava o no l’atto del costruire il suo rifugio (u pagghiar’).
Questi riti riproponevano comunque una tradizione antica che celebrava la festa del ritorno della luce e della bella stagione, con la sconfitta delle forze del buio e del freddo.

Nello svolgimento di questi riti traspare la simbologia dell’orso (che con l’inverno va in letargo e si risveglia a primavera), interprete della forza primitiva della natura. L’orso può anche essere accostato alla figura dell'”uomo selvaggio”. In entrambe le raffigurazioni rappresenterebbe comunque il binomio natura – uomo.

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Ci saranno ancora sei settimane d’inverno o la primavera arriverà in anticipo?

Chiedetelo a Chuck, la marmotta dello Staten Island Zoo che come ogni anno farà la sua previsione.
L’appuntamento con Chuck è fissato per il 2 febbraio, il “Groundhog Day“, cioè il giorno della marmotta, una festa celebrata ogni anno sia negli Stati Uniti che in Canada, nel corso della quale si osserva il rifugio della marmotta prestando attenzione a quando farà capolino dalla sua tana. Se Chuck vedrà la sua ombra ci saranno altre sei settimane d’inverno, mentre se non la vedrà significa che la primavera arriverà presto. Chuck e la sua famiglia hanno predetto correttamente la fine dell’inverno 23 volte negli ultimi 30 anni.
A New York ogni anno per il giorno della marmotta il sindaco Bloomberg va a fare visita a Chuck allo zoo di Staten Island per leggere il responso. E’ ormai una tradizione consolidata!

Leggi anche: “ Il giorno della marmotta”

http://marisamoles.wordpress.com/2013/02/02/la-madonna-candelora-e-la-primavera-che-verra-tardi/

Fonti:
http://www.lucedistrega.net/documenti/feste-candelora.htm
http://www.nyc-site.com/newyork/nymag-eventi/3386-nel-giorno-della-marmotta

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La Luce che avanza porta il cambiamento…tutto si trasforma e si rinnova e rinasce…

Una farfalla stamattina si è posata sulla mia crassula ovata in fiore vivida di colori…
con leggerezza ed eleganza come sanno fare le farfalle…
un battito d’ali …un battito del cuore…
un messaggio che si ripete da eoni in eoni…che emozione !
La Luce che avanza porta il cambiamento
da eoni ed eoni …
Tutto si trasforma e si rinnova e rinasce …
quando è il momento…
seguo il flusso…

Ho protetto la mia pianta che si è riempita di fiori come non mai
e ora è pronta a trasformarli in germogli…
Ho coltivato nel mio cuore i miei sogni
pronta a trasformarli in progetti…
quando sarà il momento …
seguo il flusso…

Accenderò candele bianche a sostegno della luce …
e ben radicata a terra vedrò dipanarsi le mie scelte …
camminerò leggera colorando il futuro di farfalle…
vivide di colori…
quando sarà il momento…
seguo il flusso …

Buon cammino! Happy Imbolc!

Love Laurin

Foto di Laurin

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Cosa c’entra il vischio…

Dal solstizio invernale in poi le giornate si allungano e il Sole “nasce”.
La parola Natale indica infatti “il giorno della nascita”.
Ci troviamo nel momento dell’anno più sacro e spirituale, tanto che la medicina solstiziale pone l’attenzione sulla cura dell’anima e sulle possibilità di vivere serenamente tutto l’anno.Alle piante che sfidando il freddo invernale veniva concesso di restare verdi e di fruttificare, sono state assegnate molteplici valenze: terapeutiche, propiziatorie, apotropaiche.
Tra queste, i Celti avevano eletto la pianta del Vischio, quale vegetale simbolico del solstizio d’inverno.
Il Vischio era una delle piante più preziose dell’erboristeria celtica tanto da essere ritenuto quasi un animale e da venire associato alla vita di un re o di un capo.
I druidi sceglievano accuratamente i modi ed i tempi per raccoglierlo.
Era la pianta dedicata alla festa di Imbolc e veniva tagliato dall’albero che lo ospitava durante una cerimonia di Yule o Alban Arthan.
Proprio in questo giorno, il più corto dell’anno, il sole ricomincia a crescere e la luce che irraggia la terra, fecondandola di vita, aumenta gradualmente fino a rinnovare il risveglio primaverile.
I Celti credevano che il ciclo vitale del Vischio si sviluppasse su tre elementi: un soggetto che trapassa la morte rappresentato dal Vischio, un messaggero della vita cioè l’uccello trasportatore, e l’interazione divina che dava il potere di nascere e di crescere.
Rappresenta la sopravvivenza dell’anima dopo la morte, il suo lavoro per preparare la Vita Futura, e tende verso la luce fino al rinnovamento primaverile che esprime la rinascita sulla terra.
Venerando il vischio colto in un giorno di cerimonie è l’Anima immortale che i druidi veneravano.

Secondo la tradizione celtica fu RAMA a scoprire le proprietà terapeutiche del vischio: questo giovane druido, addormentandosi sotto un albero di quercia ebbe in sogno la rivelazione del modo in cui avrebbe potuto vincere una grave epidemia, usando proprio il vischio.
Svegliatosi preparò un infuso a base di vischio che cresceva sulla quercia e riuscì a salvare il suo popolo.
Plinio il Vecchio riferisce che il vischio venerato dai Celti era quello che cresceva sulla quercia, considerato l’albero del dio dei cieli e della folgore perché su di esso cadevano spesso i fulmini.
Si credeva che la pianticella cadesse dal cielo insieme ai lampi.
Questa congettura – scrive il Frazer nel suo “Ramo d’oro” – è confermata dal nome di “scopa del fulmine” che viene dato al vischio nel cantone svizzero di Argau. Perchè gli ignoranti credono realmente che questi organismi parassitici siano un prodotto del fulmine”.
Tagliando dunque il vischio con i mistici riti ci si procura tutte le proprietà magiche del fulmine.
Secondo Plinio e altri storici, il Vischio della Quercia, quello appunto ‘quercino’, giallognolo, considerato Sacro, veniva tagliato dalla Quercia solo in caso di epidemie gravi, ed era considerato l’erba che ‘guariva tutti i mali’.
Pare che proprio il suo nome, in lingua celtica, avesse questo significato.

Il vischio di rovere, colto solennemente nel sesto giorno della luna da un druido vestito di bianco, con l’aiuto di una roncola d’oro, è tradizionalmente considerato una “ pianta animale” dell’antica Luna. Effettivamente la sua crescita nelle spazio e nel tempo sfugge all’attrazione della Terra minerale alla quale obbediscono tutte le altre piante.
Rudolf Steiner ha indicato come utilizzare le forze astrali più potenti del vischio.
Questo preparato è chiamato Iscador.
L’Iscador è conosciuto anche sotto il nome di Viscum Album Fermentato: e oggi è un efficace medicamento prescritto dalla Medicina Antroposofica come anticancerogeno.Non solo presso i popoli nordici però ottenne grande importanza.
Il Vischio nell Eneide di Virgilio apre le porte degli Inferi a Enea.
Alla vista del ramo dorato di Vischio (prende infatti il colore d’oro, una volta seccato) infatti il nocchiero del fiume infernale Stige si convince a traghettare l’eroe nel regno dei morti, per permettergli di rivedere il padre Anchise.
Probabilmente anche presso questi popoli era considerato pianta sacra, ‘emanazione divina’, essendo considerata persino ‘illuminante’ anche al buio, tanto da poter aiutare Enea nel oscurità degli Inferi.
Le leggende che considerano il vischio strettamente connesso al cielo e alla guarigione di tutti i mali si ritrovano anche in altre civiltà del mondo come ad esempio presso gli Ainu giapponesi o presso i Valo, una popolazione africana.
Inoltre queste usanze, continuarono (specie in Francia) anche dopo la cristianizzazione.
La natura del vischio, la sua nascita dal cielo e il suo legame con i solstizi non potevano infatti non ispirare ai cristiani il simbolo del Cristo, luce del mondo, nato in modo misterioso.
“Come il vischio è ospite di un albero, così il Cristo – scrive Alfredo Catabiani nel suo “Florario” – è ospite dell’umanità, un albero che non lo generò nello stesso modo con cui genera gli uomini”.
L’usanza di appendere un ramo di vischio all’uscio di casa nasce quindi nel Nord Europa.
Nella mitologia scandinava, il vischio è anche la pianta sacra di Frigg, dea dell’amore.
Dopo che suo figlio Balder venne ucciso da una freccia di vischio, Frigg cominciò a piangere sul suo corpo, e mentre le sue lacrime si trasformavano nelle perle bianche del vischio, Balder tornò in vità.
Per la felicità, Frigg cominciò a baciare chiunque passasse sotto l’albero sul quale cresce il vischio (di solito querce, pioppi, olmi e tigli), facendo sì che non potesse capitare mai nulla di male a tutti coloro che si fossero dati un bacio sotto un ramoscello di vischio.
E’ ben augurale per l’anno che viene, averne un ramoscello nelle case.
Il ceppo messo ad ardere nel camino
(per chi lo ha) non deve ardere del tutto.
Un pezzetto di questo legno deve essere conservato per accendere il nuovo ceppo di yule festività del prossimo anno.
Si brinda al Sole con del succo d’arancia, frutto solare.
FONTI
ffz.leonardo.it/lofi/Erbe-
ontanomagico.altervista.org
il calderone magico
druidsvischio.jpg
http://www.ilcerchiodellaluna.it/