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* il cervello dei gatti
” In quanto alla distinzione tra l’uomo e l’animale, Aristotele ritiene che vi siano parecchie differenze : ad esempio l’uomo è l’unico ad avere posizione eretta, l’uomo è l’unico che ride, che ha la capacità di deliberare, che ha il linguaggio, che ha, in ultimo, la capacità di essere felice.”
* Lobo del cerca e distruggi costose ceramiche firmate
* Inesorabile terrore dell’aspirapolvere
* Sonar dell’apertura scatolette
* Lasciare il pelo sulle superfici appena pulite”
* Rilevatore di persone asmatiche
* Odio per i cani
* Incapacità a fare amicizia con un nuovo gatto
* Capacità di essere sempre dove gli è stato proibito di andare
* Semplice ghiandola
* Ghiandola del leccare
* Corto circuito che fa di un gattino ronfante un maniaco che rotea le braccia in due secondi
* Misteriosa adorazione di un unico posto nel letto
* Ossessione per insetti immaginari
* Diventa più grande quando si attiva il sonar dell’apertura di scatolette
***
“Quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei? Platone, nella sua descrizione dell’età di Saturno, annovera fra i principali vantaggio dell’uomo di allora la possibilità che egli aveva di comunicare con le bestie, e informandosi e imparando da loro, conosceva le vere qualità e differenze di ciascuna di esse; in tal modo egli acquistava un’estrema perspicacia e saggezza mediante cui conduceva una vita di gran lunga più felice di quanto noi sapremmo fare”
(, Michel de Montaigne (1533-1592) Apologia di Raymond Sebond, in Saggi, cap. XII, Adelphi,)
fonti:
* tieni attivo il cervello
tieni attivo il cervello
Fino a qualche tempo fa si pensava che solo il cervello dei bambini fosse in grado di cambiare e “plasmarsi” e che questa capacità tendesse a diminuire fino a scomparire in età adulta.
Quante volte, infatti, avrai sentito dire che è difficile imparare a suonare uno strumento quando si è grandi? O che un occhio pigro si può recuperare solo in una certa età dopo la quale è impossibile? Che si può diventare abili in uno sport solo se ci si esercita fin da bambini?
Il cervello plastico è l’abilità del cervello di cambiare imparando nuovi compiti, sviluppando nuove abilità di adattamento, “ricostruendosi” persino in casi gravi come quelli dei danni cerebrali.
Il tuo cervello, infatti, anche in questo momento mentre stai leggendo questo articolo, si sta modificando, sta cambiando le sue strutture per farti imparare e permetterti di adattarti all’ambiente.
Una ricerca molto recente invece ha sorpreso tutti, compresa la comunità neuroscientifica: il nostro cervello può cambiare e migliorare a qualsiasi età durante tutto il ciclo di vita!
Ma non è finita qui, c’è un’altra buona notizia: noi siamo in grado di orientare la plasticità, possiamo cioè decidere quando e come modificare il nostro cervello per renderlo più efficace.
Non male vero? Ma come fare?
Sensori attaccati al cervello? studiare 12 ore al giorno? Operazioni chirurgiche?
Niente di tutto ciò, il tutto è molto più semplice a farsi che a dirsi.
Basta infatti inserire alcune semplici abitudini nella propria routine quotidiana perchè il cervello rimanga sano e operativo con maggiore efficienza per tutto il resto della vita.
Nel caso non lo sapeste, il cervello è un organo davvero incredibile!
Vediamo allora quali sono queste abitudini: ne elencherò 7, l’ultima delle quali è il consiglio più prezioso che si possa dare.
1. Segui una dieta nutriente, basso contenuto di zuccheri e tante sostanze nutritive, tanta frutta, verdura e noci. Le ricerche infatti dimostrano che gli acidi grassi essenziali come l’Omega3 mantengono il cervello in salute.
Un piccolo segreto: mangia tanti mirtilli, sono un cibo sorprendentemente ottimo per il cervello.
2. Focalizzati sulle cose da fare in sequenza, non in multitasking. In altra parole: fai una cosa per volta, una dopo l’altra, non 4 o 5 contemporaneamente!!
John Medina, autore di Brain Rules, ha calcolato che una persona che lavora in multitasking ha bisogno del 50% di tempo in più e commette fino al 50% di errori in più rispetto a chi effettua le diverse operazioni in sequenza!
Altro piccolo consiglio: se stai guidando, guida e basta! meglio non parlare al telefono o cercare oggetti mentre si è alla guida.
3. Cerca di essere fisicamente attivo. Il nostro cervello non pretende che diventiamo atleti olimpici! Gli studi dimostrano che bastano 20 o 30 minuti di esercizio moderato come camminare tre volte a settimana e potremo avere tutto ciò che serve per far stare bene il nostro cervello.
E’ sufficiente persino qualche piccolo cambiamento nello stile di vita, come fare le scale anzichè prendere l’ascensore, andare a piedi a lavoro, ecc.
4. Partecipa alla vita sociale. Le persone socialmente attive tendono a mantenere il proprio cervello molto più attivo rispetto alle persone socialmente isolate.
Un consiglio? Chiama un vecchio amico e proponigli di vedervi per un caffè, parla con la zia che non vedi da anni, fai un salto al pub con gli amici.
5. Dormi bene e abbastanza a lungo. Se stai sveglio per 17 ore di fila le tue prestazioni equivalgono a quelle di una persona che ha un livello di alcol nel sangue pari allo 0,05%!
Un cervello che non dorme lavora di più ma realizza molto meno di un cervello riposato. Quindi trova il cuscino e il materasso che fanno per te e dormi quando senti di averne bisogno. E perchè no? anche un sonnellino pomeridiano non ha mai fatto male a nessuno!
6. Sfida te stesso mentalmente. Quando impari cose nuove o fai anche solo pensieri nuovi il tuo cervello si ristruttura. Quanto più lo alleni, tanto meglio il cervello farà il suo lavoro. Una cosa davvero super che puoi fare per il tuo cervello è cominciare ad imparare una nuova lingua, iscriverti ad un corso di informatica, imparare a suonare un nuovo strumento musicale.
7. Mantieni un atteggiamento positivo… e ridi spesso, spessissimo!
L’attitudine nei confronti del mondo cambia ogni cosa, incluso il cervello. Le ricerche hanno mostrato che le persone che mantengono una visione positiva della vita affrontano meglio eventuali disturbi cerebrali, anche gravi. Quindi apprezza quello che hai e accetta ciò che arriva, lascia andare la rabbia e il risentimento e focalizzati sulle cose nella tua vita che ti regalano gioia.
Prendere provvedimenti adesso per il tuo cervello di domani facendo entrare a far parte della tua routine quotidiana queste 7 abitudini è davvero una scelta intelligente.
Non solo, infatti, il cervello è indispensabile anche per le più semplici azioni quotidiane, come respirare, ma starai in sua compagnia per tutta la vita, non puoi certo separartene: non è meglio mantenerlo sano ed efficiente, cominciando da oggi?
tieni attivo il cervello,
serve alla tua mente per creare la tua realtà
* ll pensiero crea
” Al di là dei sogni”
Ora tu stai creando tutto un mondo tuo, secondo la tua immaginazione…
Perchè non si muove?
Si muoverà quando tu lo vorrai.
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ma chi sei tu in realtà:
il mio braccio, la mia gamba….
se perdessi ogni tua parte non saresti sempre tu?
Certo che sarei io…
Allora cosa è l’Io.
Non so il mio cervello, il mio cuore
ma il cervello è una parte del corpo, come le unghie…
Quale è la parte che ti rappresenta?
E’ una specie di voce nella mia testa, la parte che pensa, prova sensazioni che è consapevole della mia esistenza
Se sei consapevole di esistere allora esisti.
Per questo sei ancora qui.
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Cosa è che non sei pronto a vedere
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il tuo cervello è carne, marcisce e scompare
credi davvero di essere solo quello…..
tu vedi il tuo corpo perchè ti fa piacere vederlo
noi vediamo ciò che scegliamo di vedere
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il pensiero è reale, la materia è illusione.
Dove è Dio in tutto ciò?
Dio è da qualche parte lassù e ci grida che ci ama e ci chiede perchè non riusciamo a sentirlo.
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” Non è la sostanza cerebrale che pensa. E’ tempo di riconoscere che il pensiero nasce nei centri del Fuoco. Esso è imponderabile e invisibile, e bisogna ammettere che una leva non è la stessa che una fornace. Molte sono ormai le verità che chiedono di essere riconosciute, ma per interpretarle correttamente bisogna prestare attenzione a quei centri.”
Agni Yoga
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Dal film ” Al di là dei sogni” del 1998 diretto da Vincent Ward
* …e la storia continua!
Era il lontano 1968….
Dai dai, conta su…ah be, sì be….
– Ho visto un re. – Sa l’ha vist cus’e`?
– Ha visto un re! – Ah, beh; si`, beh.
– Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
– Povero re! – E povero anche il cavallo!
– Ah, beh; si`, beh.
– è l’imperatore che gli ha portato via
un bel castello… – Ohi che baloss!
– …di trentadue che lui ne ha.
– Povero re! – E povero anche il cavallo!
– Ah, beh; sì, beh.
– Ho visto un vesc… – Sa l’ha vist cus’e`?
– Ha visto un vescovo!
– Ah, beh; si`, beh.
– Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
– La mano di chi? – La mano del sacrestano!
– Povero vescovo! – E povero anche il sacrista!
– Ah, beh; si`, beh.
– e` il cardinale che gli ha portato via
un’abbazia…
– Oh poer crist! – …di trentadue che lui ce ne ha.
– Povero vescovo! – E povero anche il sacrista!
– Ah, beh; si`, beh.
– Ho visto un ric… – Sa l’ha vist cus’e`?
– Ha visto un ricco! Un sciur!
– S’…Ah, beh; si`, beh.
– Il tapino lacrimava su un calice di vino
ed ogni go, ed ogni goccia andava…
– Deren’t al vin? – Si`, che tutto l’annacquava!
– Pover tapin! – E povero anche il vin!
– Ah, beh; si`, beh.
– Il vescovo, il re, l’imperatore
l’han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
di trentadue che lui ce ne ha.
– Pover tapin! – E povero anche il vin!
– Ah, beh; si`, beh.
– Ho vist un villan. – Sa l’ha vist cus’e`?
– Un contadino!
– Ah, beh; si`, beh.
– Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore,
persino il cardinale, l’han mezzo rovinato
gli han portato via:
la casa
il cascinale
la mucca
il violino
la scatola di kaki
la radio a transistor
i dischi di Little Tony
la moglie!
– E po`, cus’e`?
– Un figlio militare
gli hanno ammazzato anche il maiale…
– Pover purscel! – Nel senso del maiale…
– Ah, beh; si`, beh.
– Ma lui no, lui non piangeva, anzi: ridacchiava!
Ah! Ah! Ah!
– Ma sa l’e`, matt?
– No!
– Il fatto e` che noi villan…
Noi villan…
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!
Testo di Dario Fo – Musica di Enzo Iannacci 1968
* La dieta degli angeli
La dieta degli Angeli
I biografi di Pitagora, tra cui Lamblicco e Diogene, descrivono la dieta personale del maestro.
Frutta fresca mattiniera, pane e miele, verdure crude e miglio a pranzo (anche altri cereali, ma il miglio era considerato superiore tra i cereali), frutta di stagione e frutta secca sul tavolo a portata di mano, radici e verdure cotte a cena.
Pitagora aveva definito la carne come cibo “intimamente lurido e rozzo” , mentre i frutti ci mantengono puliti fuori e dentro.
Dalle ricerche fatte nei villaggi paleolitici coi metodi del carbonio radioattivo, si è scoperto che che la dieta basilare di quei tempi verteva su 12 pasti di frutta e noci al giorno.
I bovini erano considerati sacri non solo in India ma in tutta la regione Mediterranea.
Il vegetarianismo ha costituito da secoli la base del Brahmanesimo e dei Veda, massimi vangeli della civiltà indiana ed orientale.
La Scuola Pitagorica fondata a Crotone fu la prima confraternita vegetariana nel mondo occidentale, se si eccettua quella di Orfeo, di alcuni secoli prima.
Precursori di guide all’alimentazione possono essere indicati gli Esseni, insediamento monastico ebraico che visse in prossimita’ del Mar Morto, fra il II secolo a.C. e il 68 d.C.
Le indicazioni del loro “Vangelo Esseno della Pace“, scoperto negli archivi Vaticani nel 1947 (forse) dal filosofo, psicologo e archeologo Edmond Bordeaux-Szekely, sono indirizzate oltre che allo spirito, anche al corpo.
Questo testo era utilizzato dagli Esseni per insegnare la dottrina e le regole agli adepti ed è giunto a fino a noi divulgato dagli iniziati nei vari secoli. Oggi é “rinchiuso” negli archivi della Biblioteca Vaticana.( documenti degli archivi reali degli Asburgo)
Da fonti attendibili sappiamo che Gesù faceva parte della comunità essena ed era stato educato ai principi di unità di tutta la manifestazione.
Il termine esseno deriva dall’aramaico asya (“medico”) Gli esseni erano contadini, frutticoltori e profondi conoscitori delle proprieta’ delle erbe, dei cristalli e del colore con i quali curavano tutti coloro che richiedevano il loro aiuto.
Gli Esseni in Egitto erano chiamati i “terapeuti” dalla narrazione di Filone ed anche Gesù ed i suoi discepoli erano noti come “guaritori” miracolosi.
“…non uccidete ne’ uomini, ne’ animali, ne’ il cibo che va nella vostra bocca…se vi nutrite di cibi vivi questi vi vivificheranno, se uccidete il vostro cibo, il cibo morto vi uccidera’… la vita viene dalla vita, dalla morte viene sempre la morte…cio’ che uccide il vostro cibo, uccide anche le vostre anime… i vostri corpi diventano cio’ che mangiate, come le vostre anime diventano cio’ che voi pensate. Percio’ non mangiate cio’ che il gelo e il fuoco hanno distrutto, perche’ i cibi bruciati, gelati e decomposti, bruceranno, geleranno e decomporranno il vostro corpo. Mangiate frutti e erbe… alimentati e maturati dal fuoco della vita”.
Questo antico manoscritto aramaico costituisce un vero e proprio trattato di Medicina Naturale (Argilla e fanghi, idro e balneoterapia, ecc.).
Insegnamenti antichissimi e nello stesso tempo, attualissimi per l’uomo di oggi:
“Ritiratevi in solitudine e digiunate da soli e non mostrate ad altri il vostro digiuno. (…) Cercate l’aria pura della foresta e dei campi e lì troverete l‘angelo dell’aria.
Toglietevi le scarpe, alleggeritevi dei vostri abiti e lasciate che l’angelo dell’aria abbracci tutto il vostro corpo.
Poi respirate a lungo e profondamente, affinché l’angelo dell’aria possa entrare in voi.
In verità vi dico, l’angelo dell’aria allontanerà dal vostro corpo tutte le impurità che lo contaminano esternamente e internamente.
“In tal modo tutte le cose impure e maleodoranti risaliranno in superficie e usciranno da voi, come il fumo del fuoco si alza in alto in spire e si perde nell’oceano del cielo. (…)
Dopo l’angelo dell’aria, cercate l‘angelo dell’acqua.
Toglietevi le scarpe e gli abiti e lasciate
che l’angelo dell’acqua abbracci tutto il vostro corpo.
Gettatevi completamente nelle sue accoglienti braccia e così come muovete con il vostro respiro l’aria, così muovete anche l’acqua con il vostro corpo.
In verità vi dico, l’angelo dell’acqua allontanerà dal vostro corpo tutte le impurità che lo contaminano esternamente e internamente.
“E tutto ciò che era impuro e maleodorante si allontanerà da voi, come le impurità degli abiti lavati nell’acqua si allontanano e si perdono nella corrente del fiume. In verità vi dico, santo è l’angelo dell’acqua che purifica tutto ciò che è impuro e rende in odore soave ogni cosa maleodorante. (…)
E se dopo di ciò rimanesse in voi traccia dei vostri passati peccati e impurità, cercate l’angelo della luce del sole.
Toglietevi le scarpe e gli indumenti e lasciate che l’angelo del sole abbracci tutto il vostro corpo.
“Poi respirate a lungo e profondamente in modo che l’angelo del sole possa entrare in voi e allontanare dal vostro corpo tutte le maleodoranti e impure cose che lo contaminavano all’esterno e all’interno.
E tutte le impure e maleodoranti cose usciranno da voi, come l’oscurità della notte svanisce davanti allo splendore del sole nascente.
Poiché, in verità vi dico, santo è l’angelo della luce del sole che purifica tutte le impurità e rende in odore gradevole tutto ciò che è maleodorante.
“… Gli angeli dell’aria e dell’acqua e della luce del sole sono fratelli. 
Essi sono dati al Figlio dell’Uomo affinché lo servano e lui possa andare sempre dall’uno all’altro.
“In verità vi dico, le vostre ossa saranno risanate. Non scoraggiatevi, ma cercate per curarvi il guaritore delle ossa, l’angelo della terra.
Perché da lì furono prese le vostre ossa e lì ritorneranno “. Egli indicò con la mano il punto dove l’acqua corrente e il calore del sole avevano ammorbidito in fango argilloso la terra lungo le sponde dell’acqua.
“Affondate i vostri piedi nel fango in modo che l’abbraccio dell’angelo della terra possa tirare fuori dalle vostre ossa tutte le impurità e tutte le malattie.
“E voi vedrete Satana e le vostre pene fuggire dall’abbraccio dell’angelo della terra.
Le nodosità delle vostre ossa spariranno ed esse si raddrizzeranno e tutte le vostre pene spariranno (…) Andate e non peccate più, affinché non vediate più malattia.
E lasciate che gli angeli guaritori divengano i vostri guardiani”.
“Gioite sempre, dunque, con gli angeli di Dio alla loro tavola regale, perché questo è gradito al cuore del Signore. E la vostra vita sarà lunga sulla terra, perché ogni giorno vi servirà il più prezioso dei servitori di Dio:
l’ Angelo della gioia.”
Fonti:
http://www.viviamoinpositivo.org
http//www.mednat.org
* Un gatto non è ” solo un gatto”.
Un gatto non è “ solo un gatto”. Un gatto è un Gatto!
Indipendenti e fieri, affettuosi, un po’ permalosi e con quell’atteggiamento di sentirsi speciali, i gatti danno l’impressione di essere sempre stati in un dato luogo, anche se ci sono appena arrivati. Si muovono all’interno di una loro personale dimensione del tempo. Si comportano come se il mondo degli umani fosse solo una fermata secondaria di un viaggio verso una meta probabilmente molto più affascinante.
Non sei tu a scegliere un gatto. Un vero gatto percepisce la tua energia, anzi la vede e valuta se tu potrai amarlo e sei affidabile. Allora ne vale la pena, sta con te.
Un gatto ha i suoi gusti e le sue preferenze.
I gatti non si legano all’uomo solo per ricevere cibo e riparo. Il rapporto tra i gatti ed i loro proprietari è simile ai legami tra gli esseri umani, in special modo quando ad adottare il gatto è una donna.
Uno studio, pubblicato sulla rivista Behavioural Processes, confermerebbe questo legame. Lo studio dell’università di Vienna ha analizzato con dei video il comportamento di 41 gatti, studiando le interazioni coni padroni, sottoponendo le osservazioni ad un’analisi statistica e determinando anche il carattere dell’animale con una serie di test. Il risultato principale è che le donne sono oggetto di fusa e miagolii tre volte più degli uomini.
«I gatti approcciano le padrone più frequentemente – conferma Manuela Wedl, uno degli autori della ricerca, al sito di Discovery Channel – saltando loro addosso ad esempio, più di quanto non facciano con i padroni maschi. Di sicuro il rapporto è più stretto tra le donne e il gatto, qualunque sia il sesso dell’animale».
Secondo Jon Day del Waltham Centre for Pet Nutrition, una delle firme dello studio, il cibo è usato per veicolare affetto.
Uno degli ambiti principali dove il gatto utilizza le sue tattiche, spiegano gli esperti, è quello del cibo: «Questo tipo di interazione – continua Wedl – è molto simile a quella che c’è tra un neonato e la mamma, e come in quel caso anche in questo è il cucciolo che comanda».
Nella fase in cui non può ancora esprimersi a parole, il bambino si rivolge infatti al caregiver attraverso la richiesta di cibo e così si viene a creare un legame indissolubile.
Il rapporto fra gatto e padrona però non si limita solo al cibo: la ricerca ha scoperto che l’animale riesce a influenzare il comportamento dei padroni con tutta una serie di gesti, che vanno dal semplice muovere la coda a tutta una serie di modi diversi di fare le fusa. I gatti sembrano anche ricambiare i favori dei padroni, che se sono bravi a capire e soddisfare le loro esigenze avranno in premio qualche coccola in più più tardi.
Gli scienziati sono convinti che i gatti abbiano dei mezzi di coercizione psicologica nei confronti dei padroni. La più sorprendente è stata pubblicata pochi mesi fa sulla rivista Current Biology, secondo cui i gatti riescono a modulare le fusa sulla stessa frequenza dei pianti dei bambini, rendendole irresistibili, se hanno qualche desiderio particolare. ![]()
«Un uomo e un gatto sviluppano una serie di complessi rituali – si legge nello studio – che prevedono la comprensione dei bisogni e delle inclinazioni reciproche».
Per il gatto, il rapporto fondamentale è quello con la madre. Si potrebbe dire che questo è valido per tutti i mammiferi. Ma i gatti, nel seguito della loro vita, non avranno un branco organizzato con le sue regole e non andranno a scuola. È dalla madre che ricevono cibo, affetto ed educazione. È la gatta che insegna come comportarsi, come cacciare, cosa mangiare e chi considerare amico. Insomma, i micini apprendono dalla madre quelle che saranno poi le loro “tradizioni culturali”.
Ed a questo rapporto primario, torna il gatto quando chiede qualcosa agli umani.
leggi anche:
Ogni grande ha con sè un gatto
Gattologia
Fonti:
http://www.ecoo.it
http://www.petsblog.it
Un’idea intelligente in una città può rendere intelligenti tante altre città.
Un’idea intelligente in una città può rendere intelligenti tante altre città.
* I contatori intelligenti a MALTA aiutano i cittadini a pagare solo l’energia elettrica che utilizzano.
* A DELFT esperti ed ingegneri stanno sviluppando sistemi potenzianti che prevedono le inondazioni per proteggere le aree costiere e i delta fluviali.
* A LONDRA un’università ha risparmiato 20.000 £ in spese postali annue.
* I dati dei sensori nel fiume Hudson aiutano ingegneri e scienziati del Beacon Institute e della Clarkson University a risolvere i problemi di gestione delle risorse idriche a NEW YORK.
* Un dipartimento dei servizi sociali in CALIFORNIA ha risparmiato $11.milioni in un anno riducendo gli sprechi.
* L’analisi avanzata dei dati ha aiutato a ridurre i crimini del 35% nella città di NEW YORK.
* A BOLZANO un sistema di telemonitoraggio nelle case degli anziani rende più sicuro chi vive da solo e fa risparmiare ai servizi socio sanitari risorse umane ed economiche.
* Sistemi intelligenti per il traffico nel centro di STOCCOLMA hanno aiutato a ridurre gli ingorghi del 20%
* MADRID ha integrato i suoi dipartimenti per la sicurezza e i servizi di emergenza per ridurre i tempi di risposta fino al 25%.
* i sovraccarichi delle linee elettriche sono scesi del 15% da quando IBM ha aiutato gli edifici della zona nord ovest degli USA a parlare direttamente con la rete.
* A TAIWAN il 99% dei treni è intelligente e puntuale.
* Ad AMSTERDAM un sistema intelligente per la movimentazione dei bagagli aiuta l’aereoporto di Shipol a far viaggiare 20. milioni di valigie in più ogni anno.
* Le scuole della contea di MIAMI-DADE hanno aumentato il livello del profitto di tutti gli studenti.
* IBM ha aiutato un retailer in GERMANIA ad aumentare la soddisfazione dei clienti del 18% grazie a dei camerini di prova che propongono anche accessori.
* Città dopo città costruiamo un pianeta intelligente.*
Anche se ogni città è unica, molte oggi devono affrontare le stesse sfide.
Con oltre 2000 progetti, già completati o in fase di sviluppo, gli esperti IBM stanno lavorando insieme ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni per aiutarli a rendere tante città in tutto il mondo un luogo migliore dove vivere e lavorare.
Guarda come le città stanno diventando più intelligenti!
Visita : ibm.com/smartercity/it
* Gli occhi della mente
*Le sette R R R R R R R
R R R R R R R
E’ il ruggito di un leone?
O il rumoroso ronzio di una sega elettrica?
O l’inizio di un rap?
E’ una ricetta per il rispetto dell’ambiente: riduci, riusa, ripara, ricicla, risparmia, risorsa, ripresa.
“In 40 anni la popolazione mondiale è quasi raddoppiata, e più del doppio è il volume dei rifiuti urbani procapite in Europa, che oggi ammonta a 514 kg all’anno.
Secondo l’ultimo dato ISPRA noiitaliani siamo più alti, con 532 kg a testa. A questo, aggiungiamo 50.000 kg di risorse naturali procapite che servono per produrre, distribuire e smaltire le nostre innumerevoli cose.
La natura da cui la nostra vita dipende non riesce a starci dietro. Non riesce a ricostruire ciò che distruggiamo, a depurare i veleni di cui l’inondiamo, a rigenerare nutrimento per le sue creature, a correggere gli squilibri che noi arrechiamo.
Non c’è molto da discutere. C’è molto da fare, con entusiasmo, buon senso, fantasia e coraggio, insieme a milioni di persone già impegnate a restituire valore autentico alla storia umana.
Il 62,5% dei nostri rifiuti va ancora in discarica, senza contare 7 milioni di tonnellate di eco balle ancora stoccate in Campania!
Cambiare si può. Disinnescando piccole abitudini che ci fanno ripetere sempre gli stessi gesti, rimontando coreografie quotidiane fatte di scoperte e nuove esperienze, diventando più selettivi, stabilendo un rapporto diverso con le cose, esplorando nuovi percorsi per procurarci ciò che serve, o è fonte di autentico piacere.
Partiamo dal basso. Dalla nostro bidone. La pattumiera degli italiani è suddivisa più o meno così: 30% scarti cucina e giardino, 25% carta e cartone, 15% plastiche, 8% vetro, 5% legno, 3% tessuti, 3% metalli, 10% materiali misti non riciclabili.”
Cristina Gabetti, giornalista e scrittrice, conduttrice dellla rubrica settimanale ” Occhio allo spreco” ha pubblicato molti libri sulle sue eco-soluzioni.
Le 7 R:
Riduci.
riduci involucri acquistando prodotti sfusi, quali frutta e verdura, cereali. usa borse riutilizzabili, cartoni vuoti, sacchetti di carta, sacchetti di plastica vegetale, sostituire la carta da cucina con strofinacci di stoffa, cucinare gli avanzi,
Riusa.
Carta per appunti, matite, pennelli, buste lettere, sacchetti del pane per i fritti, involucri plastica delle riviste per , carta velina dei negozi peer i cambi stagione.
Ripara.
Cucire toppe sui maglioni, aggiustare una vecchia lampada, rivestire una sedi o un vecchio divano, risuolare un paio di scarpe,portare ad aggiustare piccoli elettrodomesti nelle botteghe aggiusta tutto.
Ricicla.
Segui le indicazioni della raccolta differenziata del tuo comune, consultando anche quelle poste sui cassonetti . Ad esempio nel vetro non vanno il pyrex e la ceramica. Nella carta non è riciclabile la carta oleata, la carta chimica degli scontrini, molti sacchetti dei biscotti, la carta della pizza con avanzi di cibo. Il tetrapak ha sue regole.
Risparmia.
Spesso gli oggetti ” intelligenti” sono più cari, ma l’investimento premia nel tempo in durata ed in prestazione. Scegli contenitori e contenuti di qualità, prodotti locali, stagionali, a filiera corta, per alleggerire l’impatto ambientale.
Risorsa.
L’Italia è una grande risorsa: paesaggi. città d’arte, culture, sapori: fantasia, capacità di progettare, creatività, portano a creare le opportunità.
Ripresa.
Avere una visione del futuro è essere proiettati nell’azione già compiuta. E saper trovare gli strumenti per raggiungere l’obiettivo.
Cristina Gabetti invita a condividere le proprie esperienze con le R. Ognuno può avere un’idea, un sentimento, un’ azione.
Il “rifiutologo” Roberto Cavallo nel suo libro “Meno 100 Chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera” (Edizioni Ambiente), offre una visione chiara, pratica e utile per affrontare la questione rifiuti.
Roberto Cavallo è stato assessore all’ambiente del Comune di Alba. È il fondatore di ERICA, azienda leader nella consulenza tecnica e comunicazione ambientale per le amministrazioni pubbliche.
Ispirato a uno spettacolo teatrale che ha riscosso notevoli consensi, Meno 100 chili racconta come si può ridurre la quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno a casa e al lavoro.
Dai detersivi alla spina all’acqua del rubinetto, dai trucchi per ottenere il compost direttamente a casa propria all’uso degli ecopannolini. Dagli uffici che risparmiano carta ed elettricità alle feste di compleanno a zero rifiuti. I risultati potranno sorprenderci.
Voglio aggiungere altre R, come Rivedere il nostro stile di vita per arrivare ad ottenere la qualità più che la quantità nel nostro intorno, Rinnovare la scala dei nostri valori dando il primo posto all’essere anzichè all’avere, Riscoprire il piacere di certe azioni che diamo per scontate e che magari sono proprio quelle che colorano la nostra vita,Riorganizzare i ritmi del nostro tempo introducendo una maggiore attenzione all’ambiente e di conseguenza alla nostra salute.
Cominciando dalle nostre piccole cose quotidiane possiamo contribuire a cambiare il modo di gestire il mondo. Che tenga conto dell’impatto che ogni singola azione ha sul benessere comune.
“Nessuno fece errore più grande di colui che nulla fece pensando di poter fare ben poco” Edmund Burke
























