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* 6 giugno 2012: Venus Verticordia

Giunge una nuvola che velerà il Sole. Ma nascosto dietro la nuvola di immanenza è l’Amore, e sulla Terra è amore, e nel cielo è amore; e questo l’amore che rinnova tutte le cose, deve essere rivelato. Ecco il proposito alla base di tutti gli atti di questo grande Signore della Sapienza.”

Venere è per la Terra ciò che il sé Superiore è per l’uomo.”

Alice.A.Bailey “Psicologia Esoterica”

Venere ha la funzione di trasformare la conoscenza in saggezza. Essa collega armoniosamente le facoltà mentali inferiori a quelle superiori attraverso il ritmo relazionale caratteristico del suo segno, i Gemelli. Il suo punto focale nell’organismo è il Centro Ajna- il Terzo Occhio- l’Occhio del Toro, il Corno dell’Unicorno…

Questo è la sede della saggezza e la lente attraverso cui l’essere umano evoluto percepisce il mondo.

E l’energia di Venere che promuove la diplomazia e crea i Giusti Rapporti Umani tra tutte le genti e le nazioni. La grande forza di Venere consiste nella sua capacità di creare rapporti armoniosi all’interno delle coppie di opposti, favorendo così la manifestazione creativa a tutti i livelli.

Quando Venere opera attraverso la coscienza dell’individuo evoluto il concetto e la funzione dell’amore assumono una connotazione nuova. Questo nuovo concetto dell’amore conferisce alla persona la capacità di coordinare la propria Realtà in modo che produca atti coesivi di buona volontà e promuova giusti rapporti umani.

Così la vita si polarizza maggiormente in senso mentale, diventa più sensibile alle cause che agli effetti, all’essenza piuttosto che alla forma.

Venere in Gemelli risveglia la comprensione delle scopo spirituale alla base di qualsiasi rapporto.I rapporti diametralmente opposti , anziché annullarsi o prevalere uno sull’altro,possono unirsi in un tutto armonioso, capace di attività creativa ed amore.

Venere é la protagonista dei turbamenti in atto .

I pianeti sono i ripetitori delle energie cosmiche che agiscono sul nostro piccolo universo. Il loro compito principale è creare armonia tra le energie del cielo e quelle della terra.

Gli esseri umani come le piante, gli animali, i minerali fanno parte dell’organismo Terra. Ricevono le energie, le metabolizzano, le esprimono attraverso il creare e l’agire per se stessi e come gruppo.

Venere si troverà proprio davanti al Sole con la sua luce messa a fuoco sulla Terra, il 6 giugno prossimo.

Venere riflette l’energia della Divinità femminile, è luminosa e piena di luce, specialmente perché dovrà riflettere la nuova energia dal Sole alla Terra.

Venere su un piano inconscio simboleggia la Luce che irradia l’Io più profondo, il subconscio e la mente interiore, e illuminandola produce un effetto “raro” per la coscienza umana: illuminandola l’uomo si rende conto di cose che prima di allora riteneva inesistenti perché nascoste nella “cecità” della ragione.

Il transito di Venere si verifica secondo uno schema che si ripete ogni 243 anni, con coppie di transiti che avvengono a otto anni di distanza l’uno dall’altro e separati da vuoti di 121,5 anni e 105,5 anni. Il prossimo sarà nel 2117.

Il transito di Venere sul Sole è un evento raro, simbologicamente legato all’evoluzione dell’umanità e del pianeta che ospita gli esseri viventi. Ogni transito di Venere sul Sole in passato corrisponde all’arrivo di una maggiore consapevolezza verso certi temi, e verso certe realtà, non solo a livello razionale e scientifico, ma anche a quello spirituale.

Ad ogni passaggio della Venere sul Sole l’Uomo ripete un gesto leggendario, quello di cogliere la “mela ” dall’albero dell’Eden, non la mela del peccato ma quella della conoscenza.

E prima avremo un’eclissi lunare il 4 giugno 2012.

La Luna è legata al Karma biologico dell’umanità, racchiude il passato, i primi schemi emotivi e comportamentali che hanno contribuito all’evoluzione della civiltà. Le radici sono un bagaglio di esperienze che vanno continuamente rinnovate, alcune sono obsolete, altre si arricchiscono di nuovi valori.

Agire sul passato lasciando ciò che non è più necessario è rigenerarsi per costruire il futuro.

L’energia è potente, travolge cose e animi, sconvolge l’ordine precostituito delle credenze, delle convinzioni, fa uscire allo scoperto l’arroganza dei poteri, la superficialità delle competenze, l’indifferenza verso i problemi esistenziali, gli inganni sbandierati come verità, le disuguaglianze imposte.

Le spinte alla restaurazione dell’armonia sono prorompenti adesso, i segnali sono forti e chiari, l’equilibrio deve essere ristabilito. Tutto e tutti sono coinvolti, e a volte gli avvenimenti appaiono come catastrofi. È dal caos che nasce la nuova creazione.

E’ uno dei momenti magici dell’opportunità di cambiamento dal buio alla luce.

Si può rimanere attoniti a guardare e subire.

È come se avessi il naso appiccicato al quadro. Vedi macchie di colore, singoli dettagli. Quello che ti sfugge è il complesso della composizione, i suoi contorni, la cornice, la collocazione sulla parete, e di che parete si tratta, in quale stanza di quale casa. Servirebbe qualcuno che ti prendesse per le spalle e ti aiutasse a fare qualche passo indietro, per recuperare la giusta prospettiva delle cose.”

Roberto Alajmo

Si può togliersi il velo dagli occhi e riscoprire i valori dell’essere umano e cacciare le scimmie urlatrici per sempre. Lo scopo di questo transito è di progredire, di andare avanti verso il compimento della nostra evoluzione.

Il cielo ci fa sapere che sta per accadere qualcosa di eclatante e di illuminante per l’intera umanità e per l’esistenza stessa del pianeta terra. E non ammette rifiuti!

Che tu sei qui ,

che esistono la vita e l’individuo,

che il potente spettacolo continua,

e che tu puoi contribuirvi con un tuo verso.

Walt Whitman

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* Pycatrix, l’ obiettivo del Saggio

Pycatrix

Grande influenza sul pensiero ermetico rinascimentale ebbe Picatrix (in arabo Gāyat-al-hakīm), opera tradotta in Spagna nel X secolo in latino. Non ebbe edizioni a stampa, ma conobbe una notevole diffusione manoscritta nei secoli XV-XVI.

Picatrix (Gāyat-al-hakīm) è un trattato arabo di magia astrologica attribuito a Maslama al-Magrîti, scritto in Egitto fra il 1047 e il 1051, tradotto in seguito in latino e spagnolo.

Alcune parti di questo libro sono conservate presso la Biblioteca dell’Arsenale a Parigi. L’opera fu tradotta “de arabico in hispanicum” nel 1256 sotto il regno di Alfonso X di Castiglia, detto el Sabio.

Il Picatrix latino ebbe un enorme diffusione durante tutto il Rinascimento.

Il testo ebbe notevole successo negli ambienti esoterici e in particolar modo quando Cornelio Agrippa, Pico della Mirandola e Marsilio Ficino, iniziarono a studiarlo e a trarvi materialmente dei benefici.  

Si parla anche della potenza delle immagini e dei sigilli qui attribuiti ad Ermete Trismegisto.

Il libro è suddiviso in quattro parti e tratta delle cosiddette simpatie fra le piante, le pietre, gli animali, i pianeti  e sul modo di utilizzare questi elementi per scopi magici.

Contiene anche consigli pratici di magia, formule, elenchi di immagini basilari per costruire talismani, corrispondenze tra pietre, animali e piante, pianeti, segni dello zodiaco e parti del corpo umano, insegna la possibilità di predire eventi futuri e indica quali sono i momenti migliori per farlo, in armonia con le posizioni dei pianeti.

Per avere in casa una luce che brilli come argento: prendere una lucertola nera o verde, tagliatele la coda, seccatela e allora si troverà un liquido simile all’argento vivo. Imbevete di questo liquido uno stoppino posto in una lucerna di vetro o di ferro ed accendere la lampada. Tutto prenderà ben presto a brillare di un colore argentato.”

In sintesi il Picatrix insegna come è possibile vaticinare su eventi futuri illustrando anche quali siano i momenti propizi, in armonia con le posizioni planetarie, per avvicinarsi a tale opera.

ll Picatrix, nella sua globalità, era diviso in quattro libri distinti:

– il primo libro, che trattava dei ” cieli e degli effetti che causano con le immagini di loro fatte”;

– il secondo libro, ” Delle figure dei cieli generalmente e del movimento generale della sfera e dei loro effetti in questo mondo;

– il terzo libro ” Delle proprietà dei pianeti e dei segni e delle loro figure e forme fatte nei loro colori e come uno può parlare con gli alcoolici dei pianeti e di molti altri funzionamenti magici;

– il quarto libro,” Delle proprietà degli alcoolici e di quelle cose che sono necessarie da osservare in questa arte più eccellente e di come possono essere convocate con le immagini, i suffumigatori ed altre cose.

Considerato un libro per soli addetti ai lavori, il Picatrix conteneva una vasta gamma di incantesimi, formule rituali, indicazioni su come divinare; quest’ultima categoria era molto importante, e nel libro viene spiegata la funzione degli astri, con il loro legame con il futuro,

Non è un caso che un grande indovino come Nostradamus abbia preso ispirazione proprio dal Picatrix per stendere le sue quartine. Esattamente nel Libro II abbiamo i capitoli dedicati al cosmo:

Capitolo 1. Come è possibile imparare questa scienza
Capitolo 2. Delle figure dei cieli e dei loro segreti
Capitolo 3. Degli impianti dei pianeti, del sole e della luna
Capitolo 4. Del movimento generale della sfera e delle stelle fisse, oltre al Capitolo 10, Delle pietre adatte per ogni pianeta e della fabbricazione delle figure di loro e delle figure dei pianeti.

Un libro che metteva in relazione l’uomo e il cosmo, con la sua energia e i suoi spiriti ; un libro ermetico, nel quale l’essere uomo è al centro dell’universo stesso, ed è capace di forgiare il suo destino semplicemente integrandosi con i suoi misteri, con la natura che lo circonda e con gli astri.

Fonti:

http://alamuth.wordpress.com

http://www.antrodiulisse.eu

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* L’ Eclisse anulare di Sole del 20 maggio 2012

Accadrà il prossimo 20 maggio dalle ore 22’53”alle ore 4’49”

Non sarà visibile in Italia. Le aree favorite saranno l’Asia, la regione del Pacifico e parte del nord America. L’eclissi maggiore sarà visibile alle coordinate 49.1N 176.3E, nell’Oceano Pacifico settentrionale al largo delle Isole Aleutine alle ore 23:53 UTC.

Dopo il perigeo dei giorni scorsi, la Luna tra 10 giorni avrà attraversato metà della sua orbita, arrivando all’apogeo, ossia il punto più distante dal nostro pianeta. Quando un’eclissi avviene poche ore dopo questo momento, il suo disco apparente appare troppo lontano per poter coprire quello solare, per cui si viene a formare l’eclissi anulare, chiamata anche anello di fuoco.

Il termine ‘anulare’ deriva dalla parola latina ‘anulus’, che vuol dire anello, e si riferisce al fatto che il Sole sembrerà divenire un anello nel cielo. Questo tipo di eclissi è considerato tuttavia meno importante rispetto alle eclissi totali, dove la luce lascia il posto all’oscurità e a variazioni meteorologiche, oltre a permettere la visione delle protuberanze solari e della corona, ma è pur sempre un fenomeno per cui vale la pena attenderne gli sviluppi.
(Fonte: meteoweb.eu)

Il 20 maggio è una data ciclica nel calendario Maya; è il giorno in cui si allineeranno le Pleiadi, il Sole e la Terra. L’eclissi di Sole è stata profetizzata proprio dai Maya ed avrà luogo sullo zenith della piramide di Chichén Itzá, eretta di onore di Kukulkan, una divinità venerata dai Maya, del quale gli stessi attendevano il ritorno ed il dono di pace e serenità.

Anche Nostradamus, molto tempo dopo, sembra aver previsto una eclisse di Sole proprio in questa data.

Infine, l’eclissi è stata annunciata dal crop circle (cerchio nel grano)  apparso il 9 agosto 2005 nell’Oxfordshire che indicava dettagliatamente un’eclissi anulare di Sole e l’allineamento celeste del prossimo 20 maggio 2012.

Il detto degli  antichi popoli recitava “Come in alto, così in basso”. e sostenevano una correlazione tra le eclissi e gli avvenimenti catastrofici. Effettivamente si riscontrano delle variazioni dell’equilibrio terrestre nel corso di questi fenomeni, come una diminuzione di temperatura ed una variazione di pressione.

L’eclisse comincerà in Cina all’alba del 21, quando in Italia sarà la tarda serata di domenica. Si sposterà poi sul Giappone fino a rendersi visibile sul confine tra Oregon e California

L’eclissi potrebbe essere ancora più spettacolare se si tiene conto che il Sole si sta avvicinando al picco del suo ciclo di attività, previsto per l’inizio del 2013. “Sarà interessante osservare come l’avanzata dell’ombra della Luna coprirà le macchie solari, per poi scoprirle man mano che si allontanerà dal disco del Sole”, spiega Anthony Cooke, astronomo del Griffith Observatory di Los Angeles.
Cooke aggiunge che per gli astronomi l’eclissi sarà probabilmente un’utile occasione di studio. “I radiotelescopi che si trovano vicino alla zona d’ombra effettueranno osservazioni mentre la Luna passerà sulle macchie solari e su altre fonti di disturbi radio provenienti dal Sole”.

Le eclissi sono sempre indicative di crescita e di evoluzione.
Anche se la loro durata come fenomeno celeste è breve, l’energia potenziante in un determinato ambito della nostra vita  agisce qualche settimana prima del fenomeno e fino a sei mesi dopo.
L’influenza di una eclissi è molto forte per chi stia compiendo gli anni in una data vicina.
Ma tutti siamo sensibili alla loro influenza perché l’eclissi avviene in un settore del nostro cielo natale e la sua energia ci spingerà a qualche  un cambiamento, a qualche scelta, nell’ambito della casa astrologica dove appare.
Le eclissi solari, rappresentano sempre un inizio, una nuova strada , un cambiamento da affrontare con spirito di rinnovamento interiore.
Le eclissi lunari sono invece indicative di una situazione che sta volgendo al termine.

Quando nel Cosmo appaiono insolite configurazioni si creano canali ulteriori di energie di Evoluzione per l’umanità.

Leggi anche:”Eclissi di luna e sole”

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* La fine del mondo? non ci sarà!

Il 2012?

E’ solo l’anno in cui finisce un ciclo e ne inizia un altro

E’ stato il team di archeologi dell’Università di Boston, coordinato dall’archeologo William Saturno e di cui fa parte anche l’italiano Franco Rossi, a rinvenire il più antico calendario Maya scoperto sino a questo momento, risalente a 1200 anni fa e ritrovato in un tempio in Guatemala. a Xultun. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, apparirà anche sul National Geographic.

E’ stata riportata alla luce la stanza di uno scriba, incaricato di archiviare e custodire tutti i documenti della comunità Maya, all’interno della quale sono raffigurati molti dipinti preziosissimi per conoscere più a fondo il popolo del Centro-America, che studiava l’universo per trovare armonia tra i diversi avvenimenti del cielo e i rituali sacri.
Molti degli affreschi risultano danneggiati, ma sono ancora ben visibili delle figure umane e alcune annotazioni riguardanti i diversi cicli astronomici.

Si tratterebbe del più antico conteggio dei giorni sinora rappresentato nella civiltà Maya e, per di più, riportato in un luogo diverso da un libro.
Non è stato facile decifrare le centinaia di numeri in geroglifico, anche per il loro stato di conservazione. Per farlo, i ricercatori hanno considerato le forti analogie tra quelle stringhe di barre e punti e i geroglifici di un famoso manoscritto Maya datato qualche secolo più tardi: il Codice di Dresden
.

Nella serie di tabulazioni compaiono due cifre interessanti. La prima corrisponde all’anno 813 d.C, probabile riferimento, secondo gli archeologi, all’inizio del crollo della civiltà Maya. La seconda indicherebbe il numero di giorni che compongono un calendario di lungo computo, comprensivo di tutte le ciclicità astronomiche care ai Maya

Sono tre le pareti rimaste intatte, e quelle a est e a nord, in particolare, sono ricoperte da sottilissimi glifi rossi e bianchi, unici nel loro genere. Secondo quanto riportano i ricercatori su Science, sembrano descrivere le varie ciclicità astronomiche con cui i Maya tenevano il conto dei giorni: vi figurerebbero anche le fasi lunari, il calendario cerimoniale (260 giorni), il calendario solare (365 giorni), il ciclo di Venere (584 giorni) e quello di Marte (780 giorni).

I ricercatori affermano inoltre che, “nonostante la credenza popolare, non vi è alcun segno nei calendari Maya che il mondo finisca nel 2012: in quella data termina solo uno dei cicli del calendario “. 


Per rendere le cose più semplici, “
E’ come il contachilometri di una macchina, che si azzera e ricomincia daccapo: così il calendario Maya termina per poi ricominciare“, precisa l’astronomo americano Anthony Aveni, della Colgate University.


E conclude Saturno: “
I simboli scritti dai Maya riflettono una certa visione del mondo. I Maya predissero che il mondo sarebbe continuato, ossia che anche a 7.000 anni da oggi i cicli si sarebbero ripetuti sempre nello stesso modo “.

Quindi, niente scuse, il futuro dipende da noi…

PEDALARE!

Fonti.

http://www.funweek.it/

http://daily.wired.it/news/scienza

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* Capricorno,Saturno e Cassiel

Il tuo reggente, l’Antico Saturno, ti osserva, TU che sali, con le tue agili zampe sugli irti e scoscesi pendii del pensiero più razionale, sino a giungere al punto più alto l’irrazionale Anima. Sei dunque giunto alla Porta degli Dei, eppure ancora ti trascini la tua coda di mitica sirena. Tu che tanto puoi osare, avendo la conoscenza e la forza sei qui giunto, ora scegli. Scegli se varcare questa soglia e divenire Stella esplorando i sentieri dell’anima, o sostare per poi ridiscendere e tornare così sirena, nel buio della densità terrena così legata alla mente.

In perfetta opposizione al Cancro, simbolo dell’«incarnazione» e della creazione, il Capricorno, che custodisce la “Porta degli dei”, rappresenta la separazione dalle materialità terrene. Proprio come la natura in inverno, all’inizio del quale cade questo segno, il capricorno evoca lo spogliarsi ed il ritirarsi della materia, nonché il silenzio e la meditazione, tipici dei mesi invernali. Segno di terra, simboleggia il seme che, sottoterra, inizia la sua lenta e progressiva maturazione, fino a giungere alla “resurrezione” al mondo sotto forma di erba primaverile.

E’ sotto questo segno che il Sole si trova al solstizio invernale. In realtà questa é, come per gli altri undici segni dello zodiaco, una semplice convenzione, poiché (per effetto della precessione degli equinozi) già dal 60 a.C. il Sole «rinasce» nella costellazione precedente: il Sagittario. A partire dal 2100 invece questo fenomeno si verificherà nello Scorpione.

E’ una costellazione tra le più antiche, fu uno dei primi segni dello zodiaco,la sua stella più brillante Deneb forma con Vega e Altair il ben noto triangolo estivo.

Gli astri appartenenti alla costellazione del Capricorno, circa venti quelle che possiamo vedere a occhio nudo, sono facilmente rintracciabili disegnando (idealmente) una linea  a partire da Vega, la più luminosa stella della Lira, ad Altair dell’Aquila, tirando poi dritto verso meridione per un uguale porzione di cielo.    La stella più luminosa, Delta Capricorni, è chiamata Deneb Algedi, dalla parola araba al dhanab al jady, cioé «la coda della capra».
La testa della capra é costituita da Alpha Capricorni, ovvero Giedi o Algedi, «il capro»

Il Capricorno é un animale fantastico, costituito dalla parte anteriore di una capra e dal retro di un pesce. Nel mito greco una leggenda narra che Pan, insieme ad altri dei, stava facendo festa sulle rive del Nilo; improvvisamente comparve tra di loro lo spaventoso gigante Tifone e gli dei, terrorizzati, si trasformarono in varie forme e fuggirono via in tutte le direzioni. Pan si gettò nel fiume e prese la forma di un animale mezzo pesce e mezzo capra, così come viene rappresentato in molti antichi atlanti celesti.

Il pianeta Saturno è il governatore del Capricorno.

Saturno è il Signore del Karma. E’ il Guardiano della soglia, custodisce la porta dell’Iniziazione, pronto a mettere alla prova tutti coloro che si avvicinanano ad essa. Egli determina quelle crisi che vanno lette come ” opportunità” per accedere ad una consapevole libertà di scelta e ci danno la possibilità di comprendere le leggi cosmiche, delle quali è l’amministratore.

Saturno dona al Capricorno una mente acuta, un magnetismo forte e dinamico, e la capacità di creare quelle strutture e quei mezzi che gli danno l’opportunità di scalare la “Montagna Spirituale” che è il traguardo dell’uomo evoluto.

Egli dona la razionalità nell’affrontare la vita, il senso di conservazione, la concentrazione, la costruttività, regola gli ostacoli, le limitazioni, gli impedimenti, il Tempo, la morte.E’ in analogia con la pazienza, la saggezza, l’esperienza, la sapienza, la Storia.

Lo spirito olimpico di Saturno è Aratron che può trasformare qualsiasi organismo vivente in pietra in ogni momento. Può mutare il carbone in pietre preziose e le pietre preziose in carbone. Assegna spiriti familiari e favorisce la riconciliazione degli uomini con le forze sotterranee; insegna l’alchimia, la magia e la medicina, rivela il segreto dell’invisibilità, rende fruttifero ciò che è sterile e conferisce lunga vita.

L‘Arcangelo Cassiel è il dominatore della sfera di Saturno, custode del saggio Capricorno, ma ispira anche lo spirito amorevole della Vergine.

“E’ un Arcangelo molto antico perchè ha già realizzato il suo piano evolutivo in un’epoca lontanissima, guidando un’altra umanità sulla Terra. Soltanto i miti e le leggende narrano di quando gli Dei vivevano sulla Terra, in splendidi Templi, e l’umanità poteva ascoltare la loro voce e contemplarne il volto.

Poi le cose cambiarono, gli Esseri Immortali abbandonarono la Terra per trasferirsi in una dimensione meno violenta, più rarefatta. Sotto al suo dominio troviamo ciò che è custodito nel grembo della Terra: miniere, giacimenti, faglie telluriche. Conosce e regola i movimenti delle piattaforme di fuoco su cui galleggiano i continenti.

E’ considerato il Custode e l’Iniziatore del regno minerale, ne dirige e conserva l’energia, risvegliando-a al momento giusto. E’ portatore di saggezza, di introspezione e silenzio.

Custodisce il passato, le memorie delle grandi civiltà che si sono avvicendate sulla Terra. Sorveglia i siti archeologici, rivelandoli o nascondendoli, di epoca in epoca ai ricercatori. E’ il Signore del Tempo che scorre; in stretta collaborazione con Khamael ed Uriel; scandisce tempi emodi in cui il Piano Divino si manifesta. Attraverso e indicazioni di questa Triade, i custodi del Karma potranno decidere e programmare le nuove incarnazioni di tutti gli esseri viventi, selezionando tra le risultanze del karma passato, degli errori presenti e del Piano Evolutivo futuro…

E’ il tenero protettore degli anziani, di tutti coloro che volgono al tramonto della vita e, attraverso i Suoi messaggeri, li accompagna con dolcezza nel momento del trapasso, verso il giardino cintato su cui regna l’Arcangelo Azrael.

Cassiel è l’ispiratore di tutti coloro che lavorano con il passato ed il mondo sotterraneo: geologi, storici, archeologi, speleologi, vulcanologi, ma anche degli antiquari, dei minatori, degli orologiai, dei geriatri e di tutti coloro che si dedicano all’assistenza delle persone anziane.

Giuditta Gembech

Dedicato ad un capricorno che ha trasformato ed arricchito il mio percorso di vita: mia figlia Olivia

Illustrazioni di Evelyn de Morgan

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* cosmicomiche

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Quando ero piccola mi affascinavano i cieli stellati.
Mi domandavo chi erano tutti quei punti luce che guardavano verso la terra. Erano sicuramente vivi e volevano dirci qualcosa.
Ad ognuno una cosa diversa, perchè ognuno è diverso.


Ma ciò che più mi incuriosiva era dove andassero di giorno, dato che nel cielo, di giorno non si vedeva nessuno di loro.
Così immaginavo di perdermi tra tutti quei globi luminosi che mi apparivano vibranti di colori. E quando tornavo sulla terra era come se fossi inghiottita da uno zoom.
E pensavo…
” mica male queste scarpe…voglio tornare in quel negozio e comprare anche quelle altre che mi piacevano…”
Questo è un esempio di  stare con i piedi per terra .
Mentre l’opposto,quello di prima, è stare con la testa tra le nuvole.
E qui , dato che sono sempre io, viene spontaneo affermare come sopra così sotto .
Un’altra curiosità avevo, da bambina ..
( Eh! Sì, ero una bambina “ molto riflessiva” diceva la mia maestra…)
Quando io sono al Polo Nord, ben piantata in verticale sulla terra, c’è qualcun altro che, ben piantato sulla terra in verticale, sta al Polo Sud.
A parte il fatto che mi chiedevo come mai quello al polo sud, dato che stava sotto, al sud, non cadesse nello spazio…
Ma…

Chi, quando, dove e come aveva deciso quale fosse il Sud e il Nord?
E quindi il Sotto e il Sopra? E la Destra e la Sinistra ? E che la terra girasse in questo senso e non in quell’altro?


Più tardi ho letto un libro sull’argomento, che consiglio e che ho trovato molto divertente.
Le cosmicomiche “ di Italo Calvino.
Il protagonista  Qfwfq è privo di una vera identità, sembra che sia sempre esistito, non viene mai descritto con una fisionomia precisa, non si sa da dove venga, per quale motivo sia lì, ma diventa in ogni circostanza il testimone e protagonista indiscusso dell’ evento narrato.

“In quel periodo, Qfwfq cadeva. Ma non era una caduta così come la intendiamo noi adesso, innanzi tutto perché non c’era nessun punto di riferimento e quindi non si sapeva se si cadeva o si era fermi, oppure se si stava salendo. In ogni modo l’impressione era di cadere.”

Poi l’universo diventa un non luogo a misura di essere umano, un posto familiare dove abitano madri, padri, nonne, zii, cugini gemelli, signore del piano di sopra e così via…

“All’inizio di tutto, Qfwfq stava concentrato in un punto insieme a tutte le altre persone esistenti. Anzi, non insieme ma sovrapposti, tutti nello stesso punto: ogni punto di una persona coincideva con gli altri punti di tutte le altre persone. La situazione non favoriva la socievolezza perché alla fine ci si riduceva solo al “buongiorno” e “buonasera”, e si legavano amicizie solo con un ristretto numero di conoscenti.
E proprio in quel momento il punto che conteneva tutti s’espanse, catapultò tutti ai quattro angoli dell’universo e dissolse la signora Ph(i)Nko in luce e calore, proprio lei che in un impeto d’amore generale aveva dato il via al tempo, allo spazio, all’universo e alla gravitazione universale.”

Un posto che non ha un inizio e una fine, ma rassicurante e amichevole.
Ci sono altri posti dove altri esseri scambiano messaggi da una lontananza inimmaginabile di anni luce, il che dimostra che ci sono e ci vedono.

“ Una notte, osservando il cielo, Qfwfq notò un cartello in una galassia lontana. Questo cartello diceva “TI HO VISTO”. Facendo un rapido calcolo, si accorse che si riferiva ad un pessimo episodio che aveva compiuto duecento milioni di anni fa. Non sapendo cosa dire, espose un cartello difensivo con la scritta “E CON CIO’”?. Nei giorni seguenti continuarono ad apparire questi cartelli, e Qfwfq rimase sempre sulle difensive.
Si accorse, però, che ora molte persone nell’universo avevano una pessima idea di lui. Si ricordò allora di un episodio in cui era stato veramente se stesso, e voleva vedere le reazioni della galassia a questo proposito. Attese il giorno giusto, ma si accorse che quasi nessuno lo aveva notato o lo aveva collegato al rincrescioso episodio precedente.
Decise allora di costruire due cartelli, uno che attirava l’attenzione sui fatti positivi che compiva e un altro che la distoglieva nei momenti in cui non voleva essere visto. Spesso, però, li usava in modo errato, e l’universo lo vedeva sempre nei momenti sbagliati.
Fu sollevato sapendo che ad una certa distanza le galassie lontane non sarebbero più state in grado di vederlo.”

Insomma un modo di vedere l’universo con tutti i suoi  misteri e gli interrogativi che per ora non hanno risposta attraverso una ottica fiduciosa che tutto ha un senso.
E’ una interpretazione molto personale della realtà.
Ma cosa ho mai detto… Realtà ?
Quale Realtà?  La mia visione del mondo? O la tua? O la sua?
Se io chiedo ad un gruppo di persone che hanno vissuto la stessa esperienza, nello stesso momento e nello stesso luogo, ognuno di loro mi darà una versione diversa. Secondo il suo punto di vista.
Secondo i suoni che ha percepito.
Secondo la sua emozione del momento.
Esiste una Realtà Oggettiva? Esiste una Realtà condivisa che è il risultato delle esperienze di tutta l’umanità ed è la base dello sviluppo della Civiltà .
Questa Realtà condivisa è ciò che tutti credono che sia in quanto la loro visione è determinata da un modo di pensare comune, una credenza secondo la quale le cose stanno proprio così …e solo così.
E sono proprio le credenze che hanno contribuito allo sviluppo della  la civiltà!
Sarebbe molto, ma molto lungo elencarle e studiare l’effetto che hanno ottenuto sull’andamento del pensiero  e …

…to be continued!

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* Messaggi da forze sconosciute?

4 agosto 2011

La teoria del Multiverso è una delle più famose teorie a livello di immaginario collettivo. Immaginate che il nostro Universo sia solo una piccola bolla che galleggia in un enorme mare di universi, ognuno contenuto e separato come una bolla di spaziotempo ad una più alta dimensione.

E’ un’idea piuttosto stupefacente.

Tuttavia, questa teoria è anche famosa per essere una delle più criticate della cosmologia. Perché? Beh, tanto per iniziare, l’idea è incredibilmente difficile, se non proprio impossibile da mettere alla prova sperimentalmente. O almeno lo è sempre stata.

Ora, un team di Ora, un team di scienziati canadesi e britannici pensano di aver trovato un nuovo modo per farlo.
I risultati di questo progetto non sono ancora abbastanza conclusivi da determinare se viviamo o meno in un multiverso; tuttavia, gli scienziati rimangono ottimisti riguardo al rigore del loro metodo.

 Agroglifo di 56450 m² composto da 409 cerchi nel grano.

I cerchi nel grano (in inglese crop circles), o agroglifi, sono aree di campi di cereali, o di coltivazioni simili, in cui le piante appaiono appiattite in modo uniforme, formando così varie figure geometriche (talvolta indicate come “pittogrammi”) ben visibili dall’alto. A seguito del numero crescente di apparizioni di queste figure (soprattutto in Inghilterra) a partire dalla fine degli anni settanta del XX secolo, il fenomeno dei crop circles è diventato oggetto d’indagine per determinare la genesi di queste figure.

7 agosto 2011

”La Fisica Dietro il Fenomeno dei Cerchi Nel Grano”
Nell’edizione di questo mese della pubblicazione scientifica Physics World, Richard Taylor, direttore del Istituto per la Scienza dei Materiali, dell’Università dell’Oregon, parla di un’analisi oggettiva ad uno dei argomenti più controversi dei ultimi decenni: i cerchi nel grano.

Non si parla di ipotesi aliene o simili, ma vengono esaminate alcune strategie per creare questi complessi pattern artistici.

Anche se nessuno sa esattamente quando è iniziato il fenomeno, i primi casi documentati provengono dagli anni ’70. Secondo Wikipedia, in 26 paesi, ci sono stati circa 10.000 cerchi nel grano, ma circa il 90% di questi si trovano nel sud dell’Inghilterra, per cui potremmo anche considerarlo un movimento artistico inglese.

Secondo Taylor, la risposta per i cerchi più complessi sta nella fisica, e probabilmente nell’uso del Global Positioning System (GPS), insieme a laser e microonde, oltre che i classici strumenti come funi, pezzi di legno o altri utensili tradizionali.
Le microonde, potrebbero essere usate per piegare in modo particolare le spighe, senza romperle, e questo potrebbe spiegare la velocità e l’efficienza di molti artisti, oltre all’incredibile dettaglio che è possibile realizzare. Ed in effetti, un team di ricercatori è riuscito a riprodurre un intricatissimo cerchio, usando soltanto un magnetometro, preso da un forno a microonde, ed una batteria da 12v. “Gli artisti che creano i cerchi nel grano non rilasceranno facilmente i loro segreti. Quest’estate, centinaia di artisti sconosciuti da tutto il mondo, faranno a gara e si avventureranno nei campi di tutto il mondo per dar vita a splendide creazioni, con la ferma convinzione che stanno continuando l’eredità di quello che è il movimento artistico più orientato verso la scienza di tutta la storia.” Con il passare degli anni, si è notata una complessità sempre maggiore nella creazione di questi cerchi, ed è cambiata anche la tecnica con cui vengono creati. Il tutto, quasi sempre, senza che i veri artisti abbiano mai ricevuto merito, dato che questa, più di ogni altra attività artistica recente, è un’attività intrisa di mistero e che fa leva sull’immaginario collettivo, tanto da essere diventata portatrice di segni di civiltà aliene.

Sorprendente, no?, la somiglianza tra queste due foto?

Certo gli scienziati che hanno costruito la simulazione del Multiverso non sono gli autori del cerchio nel grano …

Certo gli autori del cerchio nel grano non sono scienziati che cercano risposte nei fenomeni dell’Universo …

Certo da sempre la mente umana può elaborare teorie che ai contemporanei appaiono fantasiose ed inspiegabili…

Certo i messaggi che spingono l’umanità all’intuizione possono venire da altre forme di vita intelligenti nello spazio …

Non stiamo forse cercando di scoprire che non siamo soli?

” Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose  ”

(William Shakespeare)

 

 

 

fonti:

http://earthsky.org/human-world/physics-could-explain-mysterious-crop-circle-art

http://www.link2universe.net/2011-08-04/i-primi-test-empirici-della-teoria-del-multiverso

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* Quando c’era vita su Marte ….


Marte appare come un disco rosso sul quale si distinguono regioni più chiare e più scure. Quarto pianeta in ordine di distanza del Sole, deriva il suo nome dal dio romano della guerra proprio per il suo colore rosso con cui risulta visibile in cielo.

Nell’agosto 1911 Lowell pubblicava la notizia di vita su Marte…

Già all’inizio del ‘600, usando osservazioni a occhio nudo del moto di Marte visto dalla Terra, Keplero rilevò che l’orbita del pianeta non era una circonferenza, come aveva pensato Copernico, ma una ellissi.
Poi arrivò il telescopio. Francesco Fontana, avvocato napoletano e astrofilo, nel 1636 fu il primo a vedere delle disuniformità sulla superficie di Marte: non più un disco omogeneo, ma con zone chiare e scure.

Nel 1877 l’astronomo americano Asaph Hall scopre l’esistenza delle due lune marziane (Phobos e Deimos) e Giovanni Schiaparelli, direttore dell’osservatorio milanese di Brera, inizia sul pianeta una serie di osservazioni che continuerà fino al 1890.
Le osservazioni di Schiaparelli, pubblicate in italiano negli Annali dell’Accademia dei Lincei, hanno eco mondiale. L’ottimo telescopio di Schiaparelli gli permette di vedere alcune strisce che sembrano collegare vaste macchie scure sul pianeta, attribuite a mari o distese d’acqua. Non c’è ancora la fotografia astronomica, e l’astronomo disegna a mano quello che vede, o che crede di vedere.

il pianeta Marte nella notte del 20 settembre 1909 ( disegno)

Un ricco americano, Percival Lowell, è un appassionato di astronomia.In particolare è interessato agli studi sul pianeta Marte. Viste le mappe marziane, nel 1896 fa costruire un osservatorio su una montagna dell’Arizona: il Lowell Observatory, che esiste ancor oggi.

Ma Lowell, folgorato dalle mappe di Schiaparelli, prese una terrificante cantonata di traduzione. Tradusse «canali» con «canals», parola simile ma di significato alquanto diverso. Mentre in italiano «canale» può essere artificiale (Villoresi) o naturale (Canale di Sicilia), in inglese non c’è dubbio: «canal» è solo artificiale.

Lowell, scrittore dotato di ottima fantasia, si convince così che quello che vede, o crede di vedere, sono canali scavati da una civiltà avanzata, al lavoro su Marte. I canali sono per loro essenziali: sono l’unico mezzo per trasportare l’acqua della fusione dei ghiacci polari fino alle zone equatoriali.
Anche Lowell fa mappe di Marte, addirittura costruisce un mappamondo marziano, con canali dritti, lunghissimi, che si incrociano in punti che sembrano città.
Manda la notizia al «New York Times», che la pubblica con grande risalto proprio cent’anni fa, il 27 agosto 1911. Nessuno allora dubitava della vita su Marte, tutti erano pronti ad accettare che non fossimo soli nel Sistema solare, anzi, si fanno complimenti ai nostri vicini planetari per le loro capacità ingegneristiche.

Sarà la fotografia astronomica a togliere poco dopo l’elemento di fantasia dai disegni degli astronomi. La sonda Mariner 4, nel 1965, nelle prime foto prese da vicino, non mostra canali, ma crateri, canyon e letti secchi di grandi fiumi.

L’acqua su Marte c’è stata, oggi ne siamo sicuri, ma se n’è andata, forse insieme con gran parte dell’atmosfera di un pianeta troppo piccolo per trattenerla. Attualmente, l’atmosfera di Marte è così sottile che l’acqua non può scorrere liquida in superficie: evaporerebbe istantaneamente.

( da un recente articolo del Prof. Giovanni Bignami, astronomo e astrofisico)

Un miliardo di anni fa Marte era un pianeta blu, ricchissimo di acqua. Probabilmente un grande oceano nell’emisfero Nord lo occupava per un terzo, la terraferma era piena di laghi e i fiumi erano almeno 40.000.

Il panorama di Marte e’ il risultato della prima ricerca che riunisce i dati osservati dal 2001 ad oggi dai satelliti di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) in orbita attorno a Marte.

Sembra ormai molto probabile che in passato un oceano profondo circa 550 metri copriva il 36% del pianeta e conteneva circa 124 milioni chilometri cubi di acqua.

Non si può quindi escludere che un ambiente come questo possa avere ospitato forme di vita. Il ciclo dell’acqua su Marte era molto simile a quello della Terra, con piogge, acqua che scorreva sulla superficie, si accumulava in laghi e in un oceano, formava ghiacciai ed evaporava.

I mesa a forma di lacrima presenti nella Ares Vallis sono tra le strutture più famose su Marte, e secondo nuovi studi potrebbero indicare la passata presenza di un’oceano nella zona.

Jack Farmer, ricercatore dell’Arizona State University di Tempe ha detto di essere ”ottimista” sull’ipotesi che su Marte c’e’ stata o c’e’ vita.

Un altro scienziato Bill Schopf, ricercatore della University of California di Los Angeles ha aggiunti: ”Grazie alle sonde ed alle immagini orbitali e’ chiaro che ci sono letteralmente vaste aree di Marte tapezzate con vari tipi di solfati, tra cui il gesso”. A questo si deve aggiungere anche la presenza di metano rilevata su Marte.

Oggi sulla superfice di Marte c’è Curiosity…

 

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*Guardando il cielo stellato nelle notti di agosto, lontano dalle luci dell’abitato,udendo il canto dei grilli, e la brezza estiva sulla pelle calda, le stelle sembrano di più.*

Stelle, pianeti, asteroidi, costellazioni, si riconosce facilmente il grande carro e più in sù la stella polare…più giù…più su…qui brilla di più…là lampeggia…lì è rossa…là un pò viola…come un’orchestra il cielo vibra ed invita, anzi attrae a naufragare in quel mare blu scuro…***

*Come resistere all’immaginazione che porta alla velocità della luce su una stella, o un pianeta…magari su Marte…**

E chi può stabilire quale è il sogno e quale la realtà?*****

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fonti:

http://www.timestars.org/spazio/spazio_oceani_fiumi_su_marte.html

http//link2universe.it 

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seconda stella a destra, questo è il cammino…

Mi chiamo Elenin e sono una cometa

” Pallidi fantasmi del cielo, vagano le comete nella notte buia del deserto siderale. Talvolta il Sole ne afferra qualcuna con la sua forza di attrazione. Appare allora ai nostri telescopi un tenue fiorellino lontano che brilla nel firmamento spiegando l’argenteo strascico.

Benvenuta nei nostri territori, ospite fugace.Qualcuno forse ti guarda con diffidenza e vorrebbe imputare a te la responsabilità delle avventure umane., ma io ti credo innocente. Sei tenue, diafana fatta di luce; forse in alcune grandi anfore si potrebbero racchiudere, compressi e liquefatti i gas che fluttuano nella raggera della tua chioma e della tua coda. Non può venire male da te.

Vorrei sapere qualcosa di te, celeste pellegrina dei cieli, e delle tue sorelle.La tua storia per esempio. Da dove vieni? Dove vai? Chi ti ha ordinato un lungo vagabondaggio nello spazio come all’inseguimento di una meta che sempre fugge davanti a te? Cosa hai visto nei millenari pellegrinaggi? Ora come una celeste libellula voli intorno al rogo ardente del Sole; ma non ti brucerai mai le ali, potrai fuggire ancora attraverso l’infinito. Fra pochi giorni ti vedremo come uno spettro lontano, ti dileguerai nel mistero della notte senza fine.”

Così inizia un vecchio libro di astronomia della nonna nel quale si parla di comete.

Ma anticamente le comete erano considerate come effimeri fenomeni celesti, o si credeva che fossero anime di grandi uomini ascese come beati al Cielo.

Secondo Aristotele, “il maestro di color che sanno”, come lo chiama Dante nella Divina Commedia, le comete erano esalazioni della Terra, che venendo in contatto con l’alta atmosfera prendevano fuoco, originando splendide code.

Ma quasi sempre la loro comparsa era considerata come un presagio nefasto e provocava terrore. Antichi pittori davano forme mostruose alle apparizioni: teste umane mozzate, croci insanguinate, spade fiammeggianti, draghi minacciosi.

Un testo cinese del ’600 a.C. descriveva i guai che provocavano: secondo loro le balene morivano al suo passaggio, se passava nella costellazione dell’Orsa Maggiore invece morivano i soldati. Se malauguratamente la cometa transitava vicino alla Stella Polare l’imperatore perdeva il suo trono.

arazzo

Nella cometa del 1528 il medico Antonio Parè vide un mostro celeste contornato da una folla di orribili facce umane . Perfino il matematico Bernoulli affermava che se il corpo di una cometa non è un segno visibile della collera di Dio la coda tuttavia poteva esserlo.E il matematico Maupertuis riteneva che una cometa avrebbe potuto ardere ed incenerire tutto il genere umano.

L’astronomo Pingrè temeva che una cometa portasse via la Luna, e persino Lambert, che aveva esplorato il mistero della Via Lattea, supponeva che le enormi teste delle comete avrebbero potuto strappare la terra dalla sua orbita e trasportarla negli abissi dello spazio.

Effettivamente le teste delle comete hanno dimensioni enormi: si calcolava che molte centinania di pianeti potevano essere contenuti in quella famosa cometa del 1811.

Le code poi, hanno lunghezze immense: quella della cometa di Donati si sarebbe potuta avvolgere circa duecento volte intorno alla Terra.

cometa-del-1811

Fra i tanti pensatori che si espressero sulle comete, Seneca affermava che le comete si muovono regolarmente secondo le vie prescritte dalla natura.E così avviene:alcune seguono un’orbita chiusa intorno al Sole , allontanandosi e avvicinandosi, e tornano periodicamente a visitarci, anche dopo migliaia di anni.

La cometa del 1843 aveva una coda lunga 320 kilometri ad una velocità di 2200 chilometri al secondo.Si pensava che fosse la maggiore velocità misurata nell’universo.

La cometa del 1860 volò a oltre 500 chilometri al secondo , un periodo probabile di 88 secoli, 44 all’andata e altrettanti al ritorno.

Laplace scrisse che un urto della terra con una cometa avrebbe provocato adirittura un cambiamento nella posizione dell’asse terrestre …ci sarebbe stato un nuovo diluvio e i segni della civiltà sarebbero spariti per sempre…

Ancora nei primi anni di questo secolo l’asrtonomo Guglielmo Meyer ammetteva la possibilità di pericolose conseguenze ” il Sole si oscurerà, lampi giuzzeranno dal cielo nero e pietre roventi piomberanno sulla terra …i monti precipiteranno nelle valli e le calde onde saliranno alte come montagne…”

Sappiamo oggi che un fenomeno del genere è altamente improbabile, anche se i catastrofisti sono fertili di immaginazione.

Come per la cometa del 1910. I calcoli avvertivano che nella notte del 19 maggio la Terra sarebbe stata avvvolta dalla coda di questa figlia errante del Sole. Si diffuse così un vero panico perchè si venne a sapere che la coda conteneva probabilmente gas velenosi.

Inutilmente seri ed illustri scienziati smentirono tale notizia. Un industriale americano si rifugiò con la famiglia in un sotterraneo corazzato munito di cento bombole di ossigeno per sfuggire alla morte. Nell’ Europa centrale alcune persone si tolsero la vita per il timore dell’imminente fine del mondo. Tutti attendevano con ansia il fatale momento. E non accadde proprio niente.

Quando Newton mise a punto le tecniche matematiche necessarie a calcolare le traiettorie delle comete nel Sistema Solare, Halley si accorse della estrema somiglianza dei percorsi di tre comete, apparse nel 1682, 1607 e 1531. Egli capì che non erano affatto tre comete diverse, ma una sola cometa che ripassava ogni 76 anni. Preannunciò il suo ritorno per il 1758, che si verificò puntualmente,

Questa cometa, che a buon diritto è stata chiamata cometa di Halley, torna ancora periodicamente a farci visita, e il suo prossimo passaggio è previsto per il 2062.

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Il 2011 è un anno importante anche per chi osserva il cielo alla ricerca di presagi: in autunno, infatti, dovrebbe palesarsi la cosiddetta Cometa di Nostradamus.

Il celebre veggente ha predetto che al suo passaggio ci saranno cambiamenti epocali: molti ritengono che parlasse della cometa Elenin, in transito vicino alla Terra proprio a ottobre. Per osservarla meglio, sono stati organizzati numerosi campeggi di astrologi in tutto il mondo

La cometa Elenin si sta rapidamente avvicinando alla zona piu’ interna del Sistema Solare ed e’ gia’ una celebrita’ su Internet, dove si rincorrono voci di tutti i tipi (tra le quali il fatto che dietro la cometa si nasconda un UFO),  infondate secondo gli astronomi, su effetti negativi che il suo passaggio potrebbe provocare sulla Terra.

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La cometa, conosciuta anche con il nome in codice C/2010 X1, fu rilevata per la prima volta il 10 Dicembre 2010 da Leonid Elenin, osservatore situato a Lyubertsy in Russia,

Al tempo della scoperta, la cometa si trovava a circa 647 milioni di km dalla Terra.

Il 4 Maggio era ad una distanza di circa 274 milioni di km., e dovrebbe arrivare alla massima luminosità poco prima del suo incontro più vicino con la Terra il 16 Ottobre 2011. Passa quindi nella costellazione del Cancro, poi nel Leone e nella Vergine. Nel punto più vicino, sarà solo 35 milioni di km da noi.

“Questo intrepido piccolo viaggiatore proviene da molto fuori dalla regione planetaria del nostro Sistema Solare. Dopo una breve visita da noi, si comincerà a dirigere nuovamente verso le zone più esterne e non tornerà da noi se non tra migliaia di anni. Questo è piuttosto affascinante.” Yeomans, capo del programma NEO della NASA presso il Jet Propulsion Laboratory.

I vecchi e le comete sono sempre stati venerati per una stessa ragione:
hanno la barba lunga e la pretesa di predire gli avvenimenti”.
Johnatan Swift, Opere

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?

fonti:

Gordon Francis Ferri

http//tuttidentro.wordpress.com

http://www.Link2Universe.net

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Non siamo soli, anzi

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Domani 15 giugno l’eclissi di Luna più lunga

Eclisse totale di Luna mercoledì 15 giugno, la più lunga degli ultimi undici anni.

L’ombra della Terra oscurerà completamente il nostro satellite per un’ora e 40 minuti: era dal luglio 2000 che l’eclisse non durava così a lungo, undici anni fa si prolungò per altri sette minuti.

Questa volta il fenomeno sarà visibile anche dall’Italia.

In tutto la durata dell’evento sarà di circa 100 minuti:  per la prossima eclissi bisognerà attendere fino al 28 settembre 2015.

 In gran parte dei cieli di tutto il mondo, sarà possibile osservare, senza il bisogno di altri strumenti fuorchè i propri occhi, l’eclissi totale di luna.

Per una durata totale di 100 minuti, la Terra si troverà tra il Sole e la Luna, proiettando la sua ombra sul nostro unico satellite.

Le eclissi di Luna possono verificarsi solo al plenilunio, ossia quando Sole, Terra e Luna sono perfettamente allineati e la Luna risplende in tutto il suo splendore: non si verificano però ad ogni plenilunio, perchè l’orbita della Luna intorno alla Terra è leggermente inclinata (di circa 5°) rispetto l’eclittica (il piano dell’orbita terrestre intorno al Sole),

Le eclissi totali di Luna hanno luogo soltanto quando, al plenilunio, la Luna si trova in prossimità di uno dei suoi nodi, i punti in cui la sua orbita interseca il piano dell’eclittica; ne derica che tali eclissi ricorrono con un periodo regolare di poco più di 18 anni.

Il nostro satellite apparirà, per la maggior parte del tempo, di un colore rosso e decisamente fioco durante la fase di totalità: ma tale colore potrebbe subire delle variazioni. Tale variazione è dovuto al tipo di luce che proviene dal Sole e “rimbalza” dalla Terra.

Durante le eclissi totali la Luna, infatti, non cessa del tutto di inviare luce. La luce solare che attraversa l’atmosfera terrestre, viene principalmente deviata, per rifrazione, dalla Terra e raggiunge il satellite conferendo ad esso una colorazione mutevole: essa va dal rosso cupo rameico fino al rosso arancio passando per altre tonalità fra le quali il bruno e l’azzurro – verde scuro. Questi colori che si vedono provenire dalla Luna sono dovuti anche alla particolare zona terrestre che riflette i raggi e che potrebbe essere ricca di acque (oceani) e di foreste, con conseguente cromatismo dominante.

Quanto rossa diventerà la Luna ? E’ la domanda che ci si fa ogni volta accade questo fenomeno. Teoricamente la Luna dovrebbe scomparire nell’ombra della Terra, ma l’atmosfera del nostro pianeta diffonde nello spazio i raggi del Sole, e la Luna si trova quindi immersa in una luce soffusa e rossastra.

Questa volta diventerà probabilmente, ma non sicuramente, molto rossa per due motivi.

Il primo è che la totalità inizia poco dopo il sorgere della Luna e quindi questa rimane bassa e più facilmente in queste condizioni è di colore rosso, lo vediamo anche in condizioni normali tante volte nella nostra esperienza comune e senza bisogno di eclissi.

Il secondo è che in questo momento ben tre vulcani stanno eruttando lava, lapilli e soprattutto alte colonne di fumo e polvere: in Islanda, in Sud America e ora anche in Etiopia. Potrebbero aver caricato gli strati alti dell’atmosfera di polvere e quindi la colorazione della Luna piena potrebbe essere per questo già più rossa del normale.

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la luna piena di maggio

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