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* Giornata mondiale della famiglia


Padre
Non è tempo di cambiare
Rilassati, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Hai ancora molte cose da conoscere
trovare una ragazza, sistemarti,
se vuoi puoi sposarti
Guarda me, sono vecchio,
ma sono felice
una volta ero come sei tu ora,
e so che non è facile
Rimanere calmi quando hai trovato
qualcosa che va
ma prendi il tuo tempo, pensa a lungo
Perché, pensa a tutto quello che hai avuto.
Per te sarà ancora qui il domani,
ma forse non i tuoi sogni.
Figlio
Come posso provare a spiegare,
quando lo faccio, si volge altrove di nuovo
È sempre la stessa vecchia storia
Dal momento in cui potevo parlare,
mi fu ordinato di ascoltare
Ora c’è una strada e so
che devo andarmene
So che devo andare
Padre
non è tempo di cambiare
Siediti, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Ci sono ancora molte cose da affrontare
trovare una ragazza, sistemati,
Se vuoi puoi sposarti
Guarda me sono vecchio,
ma sono felice
Figlio
tutte le volte che piansi,
tenendo tutto dentro di me.
È dura, ma è anche dura
ignorare tutto
Se avevano ragione, ero d’accordo,
ma sono loro che tu conosci, non me
Ora c’è una strada e io so
che devo andarmene
So che devo andare.

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* Pour faire un poème dadaiste


Pour faire un poème dadaïste


Prenez un journal.
Prenez des ciseaux.
Choisissez dans ce journal un article ayant la longueur que vous comptez donner à votre poème.
Découpez l’article.
Découpez ensuite avec soin chacun des mots qui forment cet article et mettez-les dans un sac.
Agitez doucement.
Sortez ensuite chaque coupure l’une après l’autre dans l’ordre où elles ont quitté le sac.
Copiez consciencieusement.
Le poème vous ressemblera.
Et vous voici un écrivain infiniment original et d’une sensibilité charmante, encore qu’incomprise du vulgaire.

Per fare una poesia dadaista.

Prendete un giornale.

Prendete delle forbici.

Scegliete un articolo del giornale che abbia la lunghezza che darete alla vostra poesia.

Ritagliate l’articolo.

Ritagliate quindi con cura ogni parola che compone l’articolo e mettetela in un sacchetto.

Agitate dolcemente.

Tirate fuori una per volta le parole ritagliate.

Copiatele esattamente nell’ordine in cui l’avete estratte dal sacchetto.

La poesia vi somiglierà.

Ed eccovi uno scrittore assolutamente originale e di una sensibilità affascinante, anche se incompreso dalla gente comune.

Manifeste sur l’amour faible et l’amour amer. – 1921.

Tristan Tzara, Sept Manifestes Dada


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* La fine del mondo? non ci sarà!

Il 2012?

E’ solo l’anno in cui finisce un ciclo e ne inizia un altro

E’ stato il team di archeologi dell’Università di Boston, coordinato dall’archeologo William Saturno e di cui fa parte anche l’italiano Franco Rossi, a rinvenire il più antico calendario Maya scoperto sino a questo momento, risalente a 1200 anni fa e ritrovato in un tempio in Guatemala. a Xultun. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, apparirà anche sul National Geographic.

E’ stata riportata alla luce la stanza di uno scriba, incaricato di archiviare e custodire tutti i documenti della comunità Maya, all’interno della quale sono raffigurati molti dipinti preziosissimi per conoscere più a fondo il popolo del Centro-America, che studiava l’universo per trovare armonia tra i diversi avvenimenti del cielo e i rituali sacri.
Molti degli affreschi risultano danneggiati, ma sono ancora ben visibili delle figure umane e alcune annotazioni riguardanti i diversi cicli astronomici.

Si tratterebbe del più antico conteggio dei giorni sinora rappresentato nella civiltà Maya e, per di più, riportato in un luogo diverso da un libro.
Non è stato facile decifrare le centinaia di numeri in geroglifico, anche per il loro stato di conservazione. Per farlo, i ricercatori hanno considerato le forti analogie tra quelle stringhe di barre e punti e i geroglifici di un famoso manoscritto Maya datato qualche secolo più tardi: il Codice di Dresden
.

Nella serie di tabulazioni compaiono due cifre interessanti. La prima corrisponde all’anno 813 d.C, probabile riferimento, secondo gli archeologi, all’inizio del crollo della civiltà Maya. La seconda indicherebbe il numero di giorni che compongono un calendario di lungo computo, comprensivo di tutte le ciclicità astronomiche care ai Maya

Sono tre le pareti rimaste intatte, e quelle a est e a nord, in particolare, sono ricoperte da sottilissimi glifi rossi e bianchi, unici nel loro genere. Secondo quanto riportano i ricercatori su Science, sembrano descrivere le varie ciclicità astronomiche con cui i Maya tenevano il conto dei giorni: vi figurerebbero anche le fasi lunari, il calendario cerimoniale (260 giorni), il calendario solare (365 giorni), il ciclo di Venere (584 giorni) e quello di Marte (780 giorni).

I ricercatori affermano inoltre che, “nonostante la credenza popolare, non vi è alcun segno nei calendari Maya che il mondo finisca nel 2012: in quella data termina solo uno dei cicli del calendario “. 


Per rendere le cose più semplici, “
E’ come il contachilometri di una macchina, che si azzera e ricomincia daccapo: così il calendario Maya termina per poi ricominciare“, precisa l’astronomo americano Anthony Aveni, della Colgate University.


E conclude Saturno: “
I simboli scritti dai Maya riflettono una certa visione del mondo. I Maya predissero che il mondo sarebbe continuato, ossia che anche a 7.000 anni da oggi i cicli si sarebbero ripetuti sempre nello stesso modo “.

Quindi, niente scuse, il futuro dipende da noi…

PEDALARE!

Fonti.

http://www.funweek.it/

http://daily.wired.it/news/scienza

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* Giornata mondiale della risata

Se piangi, piangerai da solo.
Se ridi, il mondo riderà con te”

Ella Wheeler Wilcox – (1883)

Si celebra tutti gli anni la prima domenica di maggio, la Giornata Mondiale della Risata, nata nel 1998 da un’idea di Madan Kataria, fondatore dello Yoga della risata.

Un evento che vuole idealmente unire il mondo per una giornata, una festa di pace e solidarietà nel mondo, amicizia e fratellanza la cui prima celebrazione è avvenuta a Mumbai in India.

Oggi il Movimento dello Yoga della Risata può contare su oltre 8000 Club in tutto il mondo.

La giornata mondiale che è celebrata in India, negli U.S.A., in Germania, Danimarca, Norvegia, Taiwan, Israele, Iran, Singapore e in tanti altri Paesi.

Ridere può unire le nazioni e portare la pace.

 “ Ridere fa buon sangue “, dice un vecchio proverbio.

La risata è un vero e proprio farmaco, ridere infatti provoca il rilascio di endorfine nel cervello migliorando la circolazione, la respirazione e regolarizzando il battito cardiaco e la pressione.

Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno.

Effetti: miglioramento della circolazione del sangue e prevenzione delle malattie cardiovascolari. Controindicazioni: nessuna.

Una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne.

La terapia del sorriso non è una novità: tutti ormai conoscono la storia di Patch Adams, il medico americano con il naso da clown che prima ha intuito, poi trasformato in cura il potere benefico della risata.

Ridere fa dimagrire e rinforza gli addominali, e ,secondo alcuni studi, ridere per due ore davanti ad un film comico corrisponde a mezz’ora di ginnastica grazie al rilascio di endorfine nel cervello. Cosa dire della risata per superare la depressione? Possiamo anche fare corsi di risoterapia per ridurre lo stress.

Ad appoggiare la tesi che ridere fa bene c’è anche Corinne Cosseron che a Parigi ha fondato dieci anni fa la prima Università della Risata, l’École Française du Rire et du Bien-Òtre, con docenti psicanalista che insegnano l’arte del buon ridere.

Ed ancora Carlo Lazzari, medico e psicologo, sostiene che ogni sonorità di risata contribuisce a soddisfare ogni nostra esigenza.

E così una semplice risata con A, O, U diventa importante.

Per scacciare l’apatia e mostrarsi passionali e travolgenti, sarà la A ilsistema migliore; la risata tipica della persona positiva punta sulla O, usata spesso anche dai comici per rallegrare. Diversa la U che è indice di turbamento e di inquietudine.

Lo yoga della risata è un’antica pratica della tradizione indiana riportata in auge dal dottor Madan Kataria. Per tenere allenati, con armonica leggerezza, muscoli, cuore e mente .

Le prime testimonianze di questa pratica risalgono infatti a più di cinquemila anni fa.

Lo stesso yogi-poeta-filosofo Sri Aurobindo definiva la risata come una potente arma, di carattere più divino che umano, e credeva che l’umorismo fosse l’indispensabile chiave di volta dell’equilibrio interno al cosmo e all’individuo.

Il dottor Kataria, dopo i riscontri positivi dei primi esperimenti, ha deciso di (ri)dare vita all’Hasya Yoga, ovvero allo yoga della risata.

La pratica ha ottimi riscontri nella vita quotidiana: lo yoga della risata, se esercitato nel tempo, influisce beneficamente sulla nostra visione del mondo, la rivoluziona, la schiarisce (certe cose puoi capirle / soltanto ridendo direbbero i Diaframma).

Oggi esistono in giro per il mondo ben cinquemila associazioni dedicate allo yoga della risata.

Lo stesso Kataria presiede il Laughter Yoga International [Sito web dell’associazione Laughter Yoga International, circuito a cui aderisce  la maggior parte dei club della risata presenti in Italia.

Ridere è una potente emozione positiva che crea un’aura positiva attorno agli individui. Quando un gruppo di individui ride insieme, crea un’aura collettiva.

Le onde elettromagnetiche create da un gruppo che pratica la risata ogni giorno, si estenderanno su quell’area come una pellicola protettiva.

L’ideale sarebbe non limitare il buon umore a un solo giorno all’anno!


Un giorno senza sorriso è un giorno perso”.

Charlie Chaplin

Fonti:

www.cure-naturali.it/

wisesociety.it/

senzatitoloeparole.myblog.it

http://www.ansa.it


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* Everything is energy

Everything is energy

and that’s all there is to it.

Match the frequency of the reality you want

and you cannot help but get that reality.

It can be no other way.

This is not philosophy.

This is physics.

Albert Einstein

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* La perpetua primavera

La fantasia è una perpetua primavera.

Johann Friedrich von Schiller

Io sono il cervello sinistro: Sono uno scienziato.
Un matematico. Amo il “famigliare” il conosciuto.
Ragiono per categorie. Sono accurato, preciso.
Lineare. Analitico. Strategico. Pratico.
Sempre al controllo. Un maestro di parole e lingue.
Realistico. Io calcolo le equazioni e gioco con i numeri.
Io sono l’ordine. Io sono la logica.
So esattamente chi io sia.
Io sono il cervello destro: Io sono la creatività.
lo spirito libero. Io sono la passione.
Il desiderio, la bramosità. La sensualità.
Sono il suono della risata ruggente. Sono il gusto.
Sono la sensazione della sabbia sotto i piedi nudi.
Sono il movimento. Il colore vivido.
Sono lo spasmo di dipingere una tela vuota.
Sono l’immaginazione infinita. L’arte. La Poesia.
I sensi. Il Sesto senso.
Sono qualsiasi cosa che io voglia essere.
*

La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna. Non può essere interrogata: regna per diritto divino”.

Oscar Wilde

leggi anche:*  La primavera in cielo

* Equinozio di primavera

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*Le sette R R R R R R R

R R R R R R R

E’ il ruggito di un leone?

O il rumoroso ronzio di una sega elettrica?

O l’inizio di un rap?

E’ una ricetta per il rispetto dell’ambiente: riduci, riusa, ripara, ricicla, risparmia, risorsa, ripresa.

“In 40 anni la popolazione mondiale è quasi raddoppiata, e più del doppio è il volume  dei rifiuti urbani procapite in Europa, che oggi ammonta a 514 kg all’anno.

Secondo l’ultimo dato ISPRA noiitaliani siamo più alti, con 532 kg a testa. A questo, aggiungiamo 50.000 kg di risorse naturali procapite che servono per produrre, distribuire e smaltire le nostre innumerevoli cose.

La natura da cui la nostra vita dipende non riesce a starci dietro. Non riesce a ricostruire ciò che distruggiamo, a depurare i veleni di cui l’inondiamo, a rigenerare nutrimento per le sue creature, a correggere gli squilibri che noi arrechiamo.

Non c’è molto da discutere. C’è molto da fare, con entusiasmo, buon senso, fantasia e coraggio, insieme a milioni di persone già impegnate a restituire valore autentico alla storia umana.

Il 62,5% dei nostri rifiuti va ancora in discarica, senza contare 7 milioni di tonnellate di eco balle ancora stoccate in Campania!

Cambiare si può. Disinnescando piccole abitudini che ci fanno ripetere sempre gli stessi gesti, rimontando coreografie quotidiane fatte di scoperte e nuove esperienze, diventando più selettivi, stabilendo un rapporto diverso con le cose, esplorando nuovi percorsi per procurarci ciò che serve, o è fonte di autentico piacere.

Partiamo dal basso. Dalla nostro bidone. La pattumiera degli italiani è suddivisa più o meno così: 30% scarti cucina e giardino, 25% carta e cartone, 15% plastiche, 8% vetro, 5% legno, 3%  tessuti, 3% metalli, 10% materiali misti non riciclabili.”

Cristina Gabetti, giornalista e scrittrice, conduttrice dellla rubrica settimanale ” Occhio allo spreco” ha pubblicato molti libri sulle sue eco-soluzioni.

Le 7 R:

Riduci.

riduci involucri acquistando prodotti sfusi, quali frutta e verdura, cereali. usa borse riutilizzabili, cartoni vuoti, sacchetti di carta, sacchetti di plastica vegetale, sostituire la carta da cucina con strofinacci di stoffa, cucinare gli avanzi,

Riusa.

Carta per appunti, matite, pennelli, buste lettere, sacchetti del pane per i fritti, involucri plastica delle riviste per , carta velina dei negozi peer i cambi stagione.

Ripara.

Cucire toppe sui maglioni, aggiustare una vecchia lampada, rivestire una sedi o un vecchio divano, risuolare un paio di scarpe,portare ad aggiustare piccoli elettrodomesti nelle botteghe aggiusta tutto.

Ricicla.

Segui le indicazioni della raccolta differenziata del tuo comune, consultando anche quelle poste sui cassonetti . Ad esempio nel vetro non vanno il pyrex e la ceramica. Nella carta non è riciclabile la carta oleata, la carta chimica degli scontrini, molti sacchetti dei biscotti, la carta della pizza con avanzi di cibo. Il tetrapak ha sue regole.

Risparmia.

Spesso gli oggetti ” intelligenti” sono più cari, ma l’investimento premia nel tempo in durata ed in prestazione. Scegli contenitori e contenuti di qualità, prodotti locali, stagionali, a filiera corta, per alleggerire l’impatto ambientale.

Risorsa.

L’Italia è una grande risorsa: paesaggi. città d’arte, culture, sapori: fantasia, capacità di progettare, creatività, portano a creare le opportunità.

Ripresa.

Avere una visione del futuro è essere proiettati nell’azione già compiuta. E saper trovare gli strumenti per raggiungere l’obiettivo.

Cristina Gabetti invita a condividere  le proprie esperienze con le R. Ognuno può avere un’idea, un sentimento, un’ azione.

Il “rifiutologo” Roberto Cavallo nel suo libro “Meno 100 Chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera” (Edizioni Ambiente), offre una visione chiara, pratica e utile per affrontare la questione rifiuti.

Roberto Cavallo è stato assessore all’ambiente del Comune di Alba. È il fondatore di ERICA, azienda leader nella consulenza tecnica e comunicazione ambientale per le amministrazioni pubbliche.

Ispirato a uno spettacolo teatrale che ha riscosso notevoli consensi, Meno 100 chili racconta come si può ridurre la quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno a casa e al lavoro.

Dai detersivi alla spina all’acqua del rubinetto, dai trucchi per ottenere il compost direttamente a casa propria all’uso degli ecopannolini. Dagli uffici che risparmiano carta ed elettricità alle feste di compleanno a zero rifiuti. I risultati potranno sorprenderci.

Voglio aggiungere altre R, come Rivedere il nostro stile di vita per arrivare ad ottenere la qualità più che la quantità nel nostro intorno, Rinnovare la scala dei nostri valori dando il primo posto all’essere anzichè all’avere, Riscoprire il piacere di certe azioni che diamo per scontate e che magari sono proprio quelle che colorano la nostra vita,Riorganizzare i ritmi del nostro tempo introducendo una maggiore attenzione all’ambiente e di conseguenza alla nostra salute.

Cominciando dalle nostre piccole cose quotidiane possiamo contribuire a cambiare il modo di gestire il mondo. Che tenga conto dell’impatto che ogni singola azione ha sul benessere comune.

“Nessuno fece errore più grande di colui che nulla fece pensando di poter fare ben poco” Edmund Burke

Ogni nostro gesto può fare la differenza!

Riferimenti:

http://www.ilsostenibile.it/tag/rifiuti/

http://www.rifiutinforma.it/

http://www.portalasporta.it/

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* Migliorare relativo

Quest’anno prima della fine dell’anno e anche dopo, all’inizio dell’anno nuovo, ho trovato tanti e poi tanti articoli tra i bloggers con elenchi di “buoni propositi” per il futuro.

Alcuni come un dialogo con se stessi, dopo aver fatto un bilancio degli obiettivi raggiunti, altri rivolti all’umanità intera per riacquistare il senso dei valori, alcuni ironici, alcuni amari, alcuni fiduciosi.

Di buoni propositi è lastricato l’Inferno ” recita un detto popolare.

A me sono sembrati tutti sinceri e forse questo tanto celebrato 2012 e dai catastrofisti e dagli esoterici come un momento di cambiamento certo ha spinto i più a non trovarsi impreparati.

Perchè cambiare può far paura e soprattutto implica una visione precisa del cambiamento ed un impegno a realizzarlo.

Macrolibrarsi, una delle più note librerie on line, mi ha inviato sulla mail un elenco di propositi per l’anno che verrà, corredato da una serie di sussidi librari sui vari argomenti.

Mi è piaciuta sia l’iniziativa che i temi suggeriti.

Ecco qui!

Leggere di più

Cambiare la mia dieta

Fare movimento

Migliorare il rapporto di coppia e la vita sessuale

Migliorare il proprio stato finanziario

Imparare a fare qualcosa di nuovo

Produrre autonomamente qualcosa di utile

Fare un piccolo orto anche sul balcone

Produrre in casa i miei alimenti

Accompagnare i figli nella crescita

Essere puntuale

Ritrovare l’aspetto magico e spirituale della vita.

Informarsi consapevolmente

Curare la mente e lo spirito

Curare la propria salute

Godersi il relax, meditare, coccolarsi

Meno lavoro più tempo libero

Avere un bambino

Migliorare il rapporto con gli altri e con sè

Liberarsi dalla dipendenze e affrontare le proprie paure per vivere meglio

Ad una prima lettura può apparire improbabile, per fare tutto ci vorrebbero più vite…

Io lo leggo come un possibile modo di essere.

Un modo complesso che, previlegiando alcune voci su altre, o inglobando in una unica voce alcune altre, si qualifica come stile di vita che già è in atto o che si vorrebbe che fosse.

Non mi piace incasellare le persone in categorie. Nè segnalare formule vincenti.

Ogni essere umano è talmente unico nei suoi molteplici aspetti e come tale considero e rispetto tutti i miei simili.

 “Migliorare” è ….cambiare?

Migliorare ” implica un termine di paragone rispetto al quale voglio ottenere un cambiamento.

Quindi parto da qualcosa di già esistente per arrivare a qualcosa che desidero diventi qualcosa altro.

E’ un mettermi in discussione se non mi sento soddisfatto.

Ciò implica una analisi, una valutazione di cosa mi fa essere insoddisfatto, in quale campo della vita

Dipende da me, dalla mie aspettative, dal mio modo di vedere.

Poi mi chedo quale obiettivo voglio raggiungere, quali risorse ho a disposizione e quale metodo voglio adottare.

Non c’entra il destino, la fortuna, il capo, la collega, i figli,la società, il governo ladro, la crisi.

Loro sono la realtà esterna che non posso cambiare. Della quale devo comunque tenere conto.

Ciò che voglio ottenere che impatto ha sul mio ambiente più prossimo, cose, luoghi, persone comprese?

Sarò io comunque l’artefice. Il mio campo di influenza è oltre me. E l’impegno è mio.

E’ il meglio per me. Può anche essere un meglio che tiene conto dei meglio degli altri.

Un meglio non è sempre un accumulare, un crescere in quantità, un apparire. Potrebbe essere un togliere, un rivalutare, un fare bene in qualità.

Meglio è avere una visione di sè nel futuro e la volontà ad impegnarsi per raggiungere quella visone. C’è sempre un futuro che dipende da noi.

Per cambiare in meglio, per ciò che si ritiene meglio. Ognuno ha diritto al meglio.

E mettersi d’accordo su cosa è meglio.

Migliorare è una aspirazione legittima purchè sia nel rispetto delle aspirazioni degli altri e non a discapito di qualcuno. Non tolgo a te per avere un miglioramento per me, ma mi impegno per un miglioramento per me che lo sia anche per te.

Il meglio è quando si ottiene un equilibrio tra noi, le persone che interagiscono con noi, l’ ambiente che ci circonda.

Migliorare in collaborazione con gli altri ad un obiettivo comune è avere coscienza di se stessi nel gruppo umanità e nell’ambiente che la ospita.

Desiderare di migliorare è la spinta che fa girare il nostro mondo e lo rinnova continuamente.



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* apriti cuore


“apriti cuore”
in questa notte calda di ottobre
apriti cuore
non stare li’ in silenzio
senza dir niente
non ti sento, non ti sento,
da troppo tempo non ti sento
e ti ho tenuto lontano
dalla gente
quanti giorni passati
senza un gesto d’amore
con i falsi sorrisi
e le vuote parole
ho perfino pensato
in questa notte di ottobre
di buttarti via…
di buttarti via…
ah lo so’ il cuore non e’ un calcolo
freddo e matematico
lui non sa’ dov’e’ che va’
sbaglia si ferma, e riprende
e il suo battito non e’ logico
e’ come un bimbo libero
appena dici che non si fa’
lui si volta e si offende
non lasciarlo mai solo
come ho fatto io
lascia stare il potere, il denaro
che non e’ il tuo dio
o anche tu rimarrai
senza neanche un amico
cambiero’…cambiero’…
apriti cuore ti prego
fatti sentire
cambiero’, tornero’…
come un tempo padrone di niente
di niente… di niente
anche davanti a questo cielo nero
di stelle
e ce ne sono stanotte di stelle
forse miliardi, cuore non parli?
o sono io che non sento
e per paura di ogni sentimento
cinico e indifferente
faccio finta di niente
ma non ho piu’ parole
in questa notte di ottobre
sento solo lontano
un misterioso rumore
e’ la notte che piano si muove,
e tra poco esce il sole
cambiero’… cambiero’…
apriti cuore ti prego
fatti sentire
cambiero’, tornero’…
come un tempo padrone di niente
di niente… di niente
cambiero’… cambiero’…
apriti cuore ti prego
fatti sentire
cambiero’, tornero’...
come un tempo padrone di niente
di niente… di niente
cambiero’… cambiero’…
apriti cuore ti prego
fatti sentire
cambiero’, tornero’…
come un tempo padrone di niente
di niente… di niente

lucio dalla