amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · donne · Energia · evoluzione · felicità · gatto con gli occhiali, astropsicobiblogattologia · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · Testimonianze · tutte le categorie

* Giornata mondiale della famiglia


Padre
Non è tempo di cambiare
Rilassati, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Hai ancora molte cose da conoscere
trovare una ragazza, sistemarti,
se vuoi puoi sposarti
Guarda me, sono vecchio,
ma sono felice
una volta ero come sei tu ora,
e so che non è facile
Rimanere calmi quando hai trovato
qualcosa che va
ma prendi il tuo tempo, pensa a lungo
Perché, pensa a tutto quello che hai avuto.
Per te sarà ancora qui il domani,
ma forse non i tuoi sogni.
Figlio
Come posso provare a spiegare,
quando lo faccio, si volge altrove di nuovo
È sempre la stessa vecchia storia
Dal momento in cui potevo parlare,
mi fu ordinato di ascoltare
Ora c’è una strada e so
che devo andarmene
So che devo andare
Padre
non è tempo di cambiare
Siediti, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Ci sono ancora molte cose da affrontare
trovare una ragazza, sistemati,
Se vuoi puoi sposarti
Guarda me sono vecchio,
ma sono felice
Figlio
tutte le volte che piansi,
tenendo tutto dentro di me.
È dura, ma è anche dura
ignorare tutto
Se avevano ragione, ero d’accordo,
ma sono loro che tu conosci, non me
Ora c’è una strada e io so
che devo andarmene
So che devo andare.

amore.autostima · armonia · Comunicazione · donne · evoluzione · felicità · gatto con gli occhiali, astropsicobiblogattologia · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · Testimonianze · tutte le categorie

* Pour faire un poème dadaiste


Pour faire un poème dadaïste


Prenez un journal.
Prenez des ciseaux.
Choisissez dans ce journal un article ayant la longueur que vous comptez donner à votre poème.
Découpez l’article.
Découpez ensuite avec soin chacun des mots qui forment cet article et mettez-les dans un sac.
Agitez doucement.
Sortez ensuite chaque coupure l’une après l’autre dans l’ordre où elles ont quitté le sac.
Copiez consciencieusement.
Le poème vous ressemblera.
Et vous voici un écrivain infiniment original et d’une sensibilité charmante, encore qu’incomprise du vulgaire.

Per fare una poesia dadaista.

Prendete un giornale.

Prendete delle forbici.

Scegliete un articolo del giornale che abbia la lunghezza che darete alla vostra poesia.

Ritagliate l’articolo.

Ritagliate quindi con cura ogni parola che compone l’articolo e mettetela in un sacchetto.

Agitate dolcemente.

Tirate fuori una per volta le parole ritagliate.

Copiatele esattamente nell’ordine in cui l’avete estratte dal sacchetto.

La poesia vi somiglierà.

Ed eccovi uno scrittore assolutamente originale e di una sensibilità affascinante, anche se incompreso dalla gente comune.

Manifeste sur l’amour faible et l’amour amer. – 1921.

Tristan Tzara, Sept Manifestes Dada


amore.autostima · anima e corpo · armonia · astronomia · Comunicazione · donne · Energia · evoluzione · gatto con gli occhiali, astropsicobiblogattologia · pensare positivo · stare bene · Testimonianze · tutte le categorie

* La fine del mondo? non ci sarà!

Il 2012?

E’ solo l’anno in cui finisce un ciclo e ne inizia un altro

E’ stato il team di archeologi dell’Università di Boston, coordinato dall’archeologo William Saturno e di cui fa parte anche l’italiano Franco Rossi, a rinvenire il più antico calendario Maya scoperto sino a questo momento, risalente a 1200 anni fa e ritrovato in un tempio in Guatemala. a Xultun. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, apparirà anche sul National Geographic.

E’ stata riportata alla luce la stanza di uno scriba, incaricato di archiviare e custodire tutti i documenti della comunità Maya, all’interno della quale sono raffigurati molti dipinti preziosissimi per conoscere più a fondo il popolo del Centro-America, che studiava l’universo per trovare armonia tra i diversi avvenimenti del cielo e i rituali sacri.
Molti degli affreschi risultano danneggiati, ma sono ancora ben visibili delle figure umane e alcune annotazioni riguardanti i diversi cicli astronomici.

Si tratterebbe del più antico conteggio dei giorni sinora rappresentato nella civiltà Maya e, per di più, riportato in un luogo diverso da un libro.
Non è stato facile decifrare le centinaia di numeri in geroglifico, anche per il loro stato di conservazione. Per farlo, i ricercatori hanno considerato le forti analogie tra quelle stringhe di barre e punti e i geroglifici di un famoso manoscritto Maya datato qualche secolo più tardi: il Codice di Dresden
.

Nella serie di tabulazioni compaiono due cifre interessanti. La prima corrisponde all’anno 813 d.C, probabile riferimento, secondo gli archeologi, all’inizio del crollo della civiltà Maya. La seconda indicherebbe il numero di giorni che compongono un calendario di lungo computo, comprensivo di tutte le ciclicità astronomiche care ai Maya

Sono tre le pareti rimaste intatte, e quelle a est e a nord, in particolare, sono ricoperte da sottilissimi glifi rossi e bianchi, unici nel loro genere. Secondo quanto riportano i ricercatori su Science, sembrano descrivere le varie ciclicità astronomiche con cui i Maya tenevano il conto dei giorni: vi figurerebbero anche le fasi lunari, il calendario cerimoniale (260 giorni), il calendario solare (365 giorni), il ciclo di Venere (584 giorni) e quello di Marte (780 giorni).

I ricercatori affermano inoltre che, “nonostante la credenza popolare, non vi è alcun segno nei calendari Maya che il mondo finisca nel 2012: in quella data termina solo uno dei cicli del calendario “. 


Per rendere le cose più semplici, “
E’ come il contachilometri di una macchina, che si azzera e ricomincia daccapo: così il calendario Maya termina per poi ricominciare“, precisa l’astronomo americano Anthony Aveni, della Colgate University.


E conclude Saturno: “
I simboli scritti dai Maya riflettono una certa visione del mondo. I Maya predissero che il mondo sarebbe continuato, ossia che anche a 7.000 anni da oggi i cicli si sarebbero ripetuti sempre nello stesso modo “.

Quindi, niente scuse, il futuro dipende da noi…

PEDALARE!

Fonti.

http://www.funweek.it/

http://daily.wired.it/news/scienza

anima e corpo · armonia · Comunicazione · donne · evoluzione · felicità · gatto con gli occhiali, astropsicobiblogattologia · pensare positivo · stare bene · Testimonianze · tutte le categorie

* Giornata mondiale della risata

Se piangi, piangerai da solo.
Se ridi, il mondo riderà con te”

Ella Wheeler Wilcox – (1883)

Si celebra tutti gli anni la prima domenica di maggio, la Giornata Mondiale della Risata, nata nel 1998 da un’idea di Madan Kataria, fondatore dello Yoga della risata.

Un evento che vuole idealmente unire il mondo per una giornata, una festa di pace e solidarietà nel mondo, amicizia e fratellanza la cui prima celebrazione è avvenuta a Mumbai in India.

Oggi il Movimento dello Yoga della Risata può contare su oltre 8000 Club in tutto il mondo.

La giornata mondiale che è celebrata in India, negli U.S.A., in Germania, Danimarca, Norvegia, Taiwan, Israele, Iran, Singapore e in tanti altri Paesi.

Ridere può unire le nazioni e portare la pace.

 “ Ridere fa buon sangue “, dice un vecchio proverbio.

La risata è un vero e proprio farmaco, ridere infatti provoca il rilascio di endorfine nel cervello migliorando la circolazione, la respirazione e regolarizzando il battito cardiaco e la pressione.

Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno.

Effetti: miglioramento della circolazione del sangue e prevenzione delle malattie cardiovascolari. Controindicazioni: nessuna.

Una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne.

La terapia del sorriso non è una novità: tutti ormai conoscono la storia di Patch Adams, il medico americano con il naso da clown che prima ha intuito, poi trasformato in cura il potere benefico della risata.

Ridere fa dimagrire e rinforza gli addominali, e ,secondo alcuni studi, ridere per due ore davanti ad un film comico corrisponde a mezz’ora di ginnastica grazie al rilascio di endorfine nel cervello. Cosa dire della risata per superare la depressione? Possiamo anche fare corsi di risoterapia per ridurre lo stress.

Ad appoggiare la tesi che ridere fa bene c’è anche Corinne Cosseron che a Parigi ha fondato dieci anni fa la prima Università della Risata, l’École Française du Rire et du Bien-Òtre, con docenti psicanalista che insegnano l’arte del buon ridere.

Ed ancora Carlo Lazzari, medico e psicologo, sostiene che ogni sonorità di risata contribuisce a soddisfare ogni nostra esigenza.

E così una semplice risata con A, O, U diventa importante.

Per scacciare l’apatia e mostrarsi passionali e travolgenti, sarà la A ilsistema migliore; la risata tipica della persona positiva punta sulla O, usata spesso anche dai comici per rallegrare. Diversa la U che è indice di turbamento e di inquietudine.

Lo yoga della risata è un’antica pratica della tradizione indiana riportata in auge dal dottor Madan Kataria. Per tenere allenati, con armonica leggerezza, muscoli, cuore e mente .

Le prime testimonianze di questa pratica risalgono infatti a più di cinquemila anni fa.

Lo stesso yogi-poeta-filosofo Sri Aurobindo definiva la risata come una potente arma, di carattere più divino che umano, e credeva che l’umorismo fosse l’indispensabile chiave di volta dell’equilibrio interno al cosmo e all’individuo.

Il dottor Kataria, dopo i riscontri positivi dei primi esperimenti, ha deciso di (ri)dare vita all’Hasya Yoga, ovvero allo yoga della risata.

La pratica ha ottimi riscontri nella vita quotidiana: lo yoga della risata, se esercitato nel tempo, influisce beneficamente sulla nostra visione del mondo, la rivoluziona, la schiarisce (certe cose puoi capirle / soltanto ridendo direbbero i Diaframma).

Oggi esistono in giro per il mondo ben cinquemila associazioni dedicate allo yoga della risata.

Lo stesso Kataria presiede il Laughter Yoga International [Sito web dell’associazione Laughter Yoga International, circuito a cui aderisce  la maggior parte dei club della risata presenti in Italia.

Ridere è una potente emozione positiva che crea un’aura positiva attorno agli individui. Quando un gruppo di individui ride insieme, crea un’aura collettiva.

Le onde elettromagnetiche create da un gruppo che pratica la risata ogni giorno, si estenderanno su quell’area come una pellicola protettiva.

L’ideale sarebbe non limitare il buon umore a un solo giorno all’anno!


Un giorno senza sorriso è un giorno perso”.

Charlie Chaplin

Fonti:

www.cure-naturali.it/

wisesociety.it/

senzatitoloeparole.myblog.it

http://www.ansa.it


amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · donne · evoluzione · gatto con gli occhiali, astropsicobiblogattologia · pensare positivo · Riflessioni · stare bene · Testimonianze · tutte le categorie

* Everything is energy

Everything is energy

and that’s all there is to it.

Match the frequency of the reality you want

and you cannot help but get that reality.

It can be no other way.

This is not philosophy.

This is physics.

Albert Einstein

amore.autostima · armonia · casa · Comunicazione · donne · evoluzione · gatti · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · stare bene · Testimonianze · tutte le categorie

*Le sette R R R R R R R

R R R R R R R

E’ il ruggito di un leone?

O il rumoroso ronzio di una sega elettrica?

O l’inizio di un rap?

E’ una ricetta per il rispetto dell’ambiente: riduci, riusa, ripara, ricicla, risparmia, risorsa, ripresa.

“In 40 anni la popolazione mondiale è quasi raddoppiata, e più del doppio è il volume  dei rifiuti urbani procapite in Europa, che oggi ammonta a 514 kg all’anno.

Secondo l’ultimo dato ISPRA noiitaliani siamo più alti, con 532 kg a testa. A questo, aggiungiamo 50.000 kg di risorse naturali procapite che servono per produrre, distribuire e smaltire le nostre innumerevoli cose.

La natura da cui la nostra vita dipende non riesce a starci dietro. Non riesce a ricostruire ciò che distruggiamo, a depurare i veleni di cui l’inondiamo, a rigenerare nutrimento per le sue creature, a correggere gli squilibri che noi arrechiamo.

Non c’è molto da discutere. C’è molto da fare, con entusiasmo, buon senso, fantasia e coraggio, insieme a milioni di persone già impegnate a restituire valore autentico alla storia umana.

Il 62,5% dei nostri rifiuti va ancora in discarica, senza contare 7 milioni di tonnellate di eco balle ancora stoccate in Campania!

Cambiare si può. Disinnescando piccole abitudini che ci fanno ripetere sempre gli stessi gesti, rimontando coreografie quotidiane fatte di scoperte e nuove esperienze, diventando più selettivi, stabilendo un rapporto diverso con le cose, esplorando nuovi percorsi per procurarci ciò che serve, o è fonte di autentico piacere.

Partiamo dal basso. Dalla nostro bidone. La pattumiera degli italiani è suddivisa più o meno così: 30% scarti cucina e giardino, 25% carta e cartone, 15% plastiche, 8% vetro, 5% legno, 3%  tessuti, 3% metalli, 10% materiali misti non riciclabili.”

Cristina Gabetti, giornalista e scrittrice, conduttrice dellla rubrica settimanale ” Occhio allo spreco” ha pubblicato molti libri sulle sue eco-soluzioni.

Le 7 R:

Riduci.

riduci involucri acquistando prodotti sfusi, quali frutta e verdura, cereali. usa borse riutilizzabili, cartoni vuoti, sacchetti di carta, sacchetti di plastica vegetale, sostituire la carta da cucina con strofinacci di stoffa, cucinare gli avanzi,

Riusa.

Carta per appunti, matite, pennelli, buste lettere, sacchetti del pane per i fritti, involucri plastica delle riviste per , carta velina dei negozi peer i cambi stagione.

Ripara.

Cucire toppe sui maglioni, aggiustare una vecchia lampada, rivestire una sedi o un vecchio divano, risuolare un paio di scarpe,portare ad aggiustare piccoli elettrodomesti nelle botteghe aggiusta tutto.

Ricicla.

Segui le indicazioni della raccolta differenziata del tuo comune, consultando anche quelle poste sui cassonetti . Ad esempio nel vetro non vanno il pyrex e la ceramica. Nella carta non è riciclabile la carta oleata, la carta chimica degli scontrini, molti sacchetti dei biscotti, la carta della pizza con avanzi di cibo. Il tetrapak ha sue regole.

Risparmia.

Spesso gli oggetti ” intelligenti” sono più cari, ma l’investimento premia nel tempo in durata ed in prestazione. Scegli contenitori e contenuti di qualità, prodotti locali, stagionali, a filiera corta, per alleggerire l’impatto ambientale.

Risorsa.

L’Italia è una grande risorsa: paesaggi. città d’arte, culture, sapori: fantasia, capacità di progettare, creatività, portano a creare le opportunità.

Ripresa.

Avere una visione del futuro è essere proiettati nell’azione già compiuta. E saper trovare gli strumenti per raggiungere l’obiettivo.

Cristina Gabetti invita a condividere  le proprie esperienze con le R. Ognuno può avere un’idea, un sentimento, un’ azione.

Il “rifiutologo” Roberto Cavallo nel suo libro “Meno 100 Chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera” (Edizioni Ambiente), offre una visione chiara, pratica e utile per affrontare la questione rifiuti.

Roberto Cavallo è stato assessore all’ambiente del Comune di Alba. È il fondatore di ERICA, azienda leader nella consulenza tecnica e comunicazione ambientale per le amministrazioni pubbliche.

Ispirato a uno spettacolo teatrale che ha riscosso notevoli consensi, Meno 100 chili racconta come si può ridurre la quantità di rifiuti che produciamo ogni giorno a casa e al lavoro.

Dai detersivi alla spina all’acqua del rubinetto, dai trucchi per ottenere il compost direttamente a casa propria all’uso degli ecopannolini. Dagli uffici che risparmiano carta ed elettricità alle feste di compleanno a zero rifiuti. I risultati potranno sorprenderci.

Voglio aggiungere altre R, come Rivedere il nostro stile di vita per arrivare ad ottenere la qualità più che la quantità nel nostro intorno, Rinnovare la scala dei nostri valori dando il primo posto all’essere anzichè all’avere, Riscoprire il piacere di certe azioni che diamo per scontate e che magari sono proprio quelle che colorano la nostra vita,Riorganizzare i ritmi del nostro tempo introducendo una maggiore attenzione all’ambiente e di conseguenza alla nostra salute.

Cominciando dalle nostre piccole cose quotidiane possiamo contribuire a cambiare il modo di gestire il mondo. Che tenga conto dell’impatto che ogni singola azione ha sul benessere comune.

“Nessuno fece errore più grande di colui che nulla fece pensando di poter fare ben poco” Edmund Burke

Ogni nostro gesto può fare la differenza!

Riferimenti:

http://www.ilsostenibile.it/tag/rifiuti/

http://www.rifiutinforma.it/

http://www.portalasporta.it/

anima e corpo · armonia · Comunicazione · donne · evoluzione · gatto con gli occhiali, astropsicobiblogattologia · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · stare bene · Testimonianze · tutte le categorie

* Migliorare relativo

Quest’anno prima della fine dell’anno e anche dopo, all’inizio dell’anno nuovo, ho trovato tanti e poi tanti articoli tra i bloggers con elenchi di “buoni propositi” per il futuro.

Alcuni come un dialogo con se stessi, dopo aver fatto un bilancio degli obiettivi raggiunti, altri rivolti all’umanità intera per riacquistare il senso dei valori, alcuni ironici, alcuni amari, alcuni fiduciosi.

Di buoni propositi è lastricato l’Inferno ” recita un detto popolare.

A me sono sembrati tutti sinceri e forse questo tanto celebrato 2012 e dai catastrofisti e dagli esoterici come un momento di cambiamento certo ha spinto i più a non trovarsi impreparati.

Perchè cambiare può far paura e soprattutto implica una visione precisa del cambiamento ed un impegno a realizzarlo.

Macrolibrarsi, una delle più note librerie on line, mi ha inviato sulla mail un elenco di propositi per l’anno che verrà, corredato da una serie di sussidi librari sui vari argomenti.

Mi è piaciuta sia l’iniziativa che i temi suggeriti.

Ecco qui!

Leggere di più

Cambiare la mia dieta

Fare movimento

Migliorare il rapporto di coppia e la vita sessuale

Migliorare il proprio stato finanziario

Imparare a fare qualcosa di nuovo

Produrre autonomamente qualcosa di utile

Fare un piccolo orto anche sul balcone

Produrre in casa i miei alimenti

Accompagnare i figli nella crescita

Essere puntuale

Ritrovare l’aspetto magico e spirituale della vita.

Informarsi consapevolmente

Curare la mente e lo spirito

Curare la propria salute

Godersi il relax, meditare, coccolarsi

Meno lavoro più tempo libero

Avere un bambino

Migliorare il rapporto con gli altri e con sè

Liberarsi dalla dipendenze e affrontare le proprie paure per vivere meglio

Ad una prima lettura può apparire improbabile, per fare tutto ci vorrebbero più vite…

Io lo leggo come un possibile modo di essere.

Un modo complesso che, previlegiando alcune voci su altre, o inglobando in una unica voce alcune altre, si qualifica come stile di vita che già è in atto o che si vorrebbe che fosse.

Non mi piace incasellare le persone in categorie. Nè segnalare formule vincenti.

Ogni essere umano è talmente unico nei suoi molteplici aspetti e come tale considero e rispetto tutti i miei simili.

 “Migliorare” è ….cambiare?

Migliorare ” implica un termine di paragone rispetto al quale voglio ottenere un cambiamento.

Quindi parto da qualcosa di già esistente per arrivare a qualcosa che desidero diventi qualcosa altro.

E’ un mettermi in discussione se non mi sento soddisfatto.

Ciò implica una analisi, una valutazione di cosa mi fa essere insoddisfatto, in quale campo della vita

Dipende da me, dalla mie aspettative, dal mio modo di vedere.

Poi mi chedo quale obiettivo voglio raggiungere, quali risorse ho a disposizione e quale metodo voglio adottare.

Non c’entra il destino, la fortuna, il capo, la collega, i figli,la società, il governo ladro, la crisi.

Loro sono la realtà esterna che non posso cambiare. Della quale devo comunque tenere conto.

Ciò che voglio ottenere che impatto ha sul mio ambiente più prossimo, cose, luoghi, persone comprese?

Sarò io comunque l’artefice. Il mio campo di influenza è oltre me. E l’impegno è mio.

E’ il meglio per me. Può anche essere un meglio che tiene conto dei meglio degli altri.

Un meglio non è sempre un accumulare, un crescere in quantità, un apparire. Potrebbe essere un togliere, un rivalutare, un fare bene in qualità.

Meglio è avere una visione di sè nel futuro e la volontà ad impegnarsi per raggiungere quella visone. C’è sempre un futuro che dipende da noi.

Per cambiare in meglio, per ciò che si ritiene meglio. Ognuno ha diritto al meglio.

E mettersi d’accordo su cosa è meglio.

Migliorare è una aspirazione legittima purchè sia nel rispetto delle aspirazioni degli altri e non a discapito di qualcuno. Non tolgo a te per avere un miglioramento per me, ma mi impegno per un miglioramento per me che lo sia anche per te.

Il meglio è quando si ottiene un equilibrio tra noi, le persone che interagiscono con noi, l’ ambiente che ci circonda.

Migliorare in collaborazione con gli altri ad un obiettivo comune è avere coscienza di se stessi nel gruppo umanità e nell’ambiente che la ospita.

Desiderare di migliorare è la spinta che fa girare il nostro mondo e lo rinnova continuamente.



1 · amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · donne · evoluzione · felicità · gatto con gli occhiali · pensare positivo · Riflessioni · stare bene · tutte le categorie

* apriti cuore


“apriti cuore”
in questa notte calda di ottobre
apriti cuore
non stare li’ in silenzio
senza dir niente
non ti sento, non ti sento,
da troppo tempo non ti sento
e ti ho tenuto lontano
dalla gente
quanti giorni passati
senza un gesto d’amore
con i falsi sorrisi
e le vuote parole
ho perfino pensato
in questa notte di ottobre
di buttarti via…
di buttarti via…
ah lo so’ il cuore non e’ un calcolo
freddo e matematico
lui non sa’ dov’e’ che va’
sbaglia si ferma, e riprende
e il suo battito non e’ logico
e’ come un bimbo libero
appena dici che non si fa’
lui si volta e si offende
non lasciarlo mai solo
come ho fatto io
lascia stare il potere, il denaro
che non e’ il tuo dio
o anche tu rimarrai
senza neanche un amico
cambiero’…cambiero’…
apriti cuore ti prego
fatti sentire
cambiero’, tornero’…
come un tempo padrone di niente
di niente… di niente
anche davanti a questo cielo nero
di stelle
e ce ne sono stanotte di stelle
forse miliardi, cuore non parli?
o sono io che non sento
e per paura di ogni sentimento
cinico e indifferente
faccio finta di niente
ma non ho piu’ parole
in questa notte di ottobre
sento solo lontano
un misterioso rumore
e’ la notte che piano si muove,
e tra poco esce il sole
cambiero’… cambiero’…
apriti cuore ti prego
fatti sentire
cambiero’, tornero’…
come un tempo padrone di niente
di niente… di niente
cambiero’… cambiero’…
apriti cuore ti prego
fatti sentire
cambiero’, tornero’...
come un tempo padrone di niente
di niente… di niente
cambiero’… cambiero’…
apriti cuore ti prego
fatti sentire
cambiero’, tornero’…
come un tempo padrone di niente
di niente… di niente

lucio dalla

1 · amore.autostima · anima e corpo · armonia · Comunicazione · donne · evoluzione · felicità · gatto con gli occhiali · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · stare bene · Testimonianze · tutte le categorie

* indignati per dignità

“con il termine dignità umana si usa riferirsi al valore intrinseco e inestimabile di ogni essere umano: tutti gli uomini, senza distinzioni di età, stato di salute, sesso, razza, religione, nazionalità, ecc. meritano un rispetto incondizionato, sul quale nessuna “ragion di Stato”, nessun “interesse superiore” della “Razza”, o la “Società”, può imporsi. ” ( Wikipedia )

Se mi indigno vuol dire che ho un concetto di dignità.

Magari che la dignità per me è un valore che determina le mie scelte di vita.

Magari è un valore che ritengo sia alla base della convivenza civile.

Magari penso che sia intrinseco nella concezione della vita di tutti gli esseri umani.

Magari…

Se mi indigno è perchè ogni giorno compio azioni congruenti con il concetto di dignità.

Ogni giorno, non solo quando penso che i miei diritti siano stati lesi.

Quando mi accorgo che i diritti di tutti sono stati lesi.

E magari è perchè molti non hanno il concetto di dignità.

E magari è perchè molti non fanno i loro doveri.

E confondono i diritti con i doveri.

Quando vivo nella società umana che ha stabilito delle regole di dignitosa convivenza ho dei doveri e dei diritti.

Tanto più rispetto i miei doveri, tanto più posso reclamare i miei diritti.

Mio dovere è il rispetto verso me stessa.
Essere coerente con le scelte fatte ed impegnarmi ad ottenere gli obbiettivi.
Essere per essere, esistere con dignità.
Non essere per avere. L’avere è effimero, non è una esigenza del cosmo.
Negli altri mi riconosco, riconosco la loro umanità, le loro qualità di esseri pensanti e consapevoli delle loro scelte.
Come rispetto me stessa rispetto gli altri.

Mio dovere è essere leale verso me stessa.
Il primo avversario sono io, i giudizi che mi do, le scuse che mi trovo per giustificare le mie paure, il trasgredire alle regole che io stessa mi sono date, per opportunità, per pigrizia, il mettermi in dubbio invece di agire.
Se non sono leale verso me stessa come posso pretendere lealtà da altri.

Mio dovere è sentirmi parte dell’umanità.
Sentirmi quell’essere umano che ha coscienza della sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Un essere umano degno di questa nominalizzazione è un abitante di questa terra.
Esseri umani compongono ogni nazione, ogni razza, ogni religione, ogni stato sociale, ogni età, ogni sesso.
Una pecularietà degli esseri umani è la necessità di rapportarsi tra loro.
Per creare, costruire, progredire, conoscere il micro ed il macrocosmo.
Così è nata quella che chiamiamo civiltà.

Mio diritto è affermare il diritto di ogni essere umano di vivere come tale e potersi esprimere.                Compiendo azioni che siano congruenti con il concetto di dignità.

Mio diritto è che gli amanti dei cani rispettino l’ambiente comune e raccolgano i bisogni dei loro animali.

Mio diritto è che durante le ore stabilite per il riposo gli operai mettano da parte i martelli pneumatici rispettando i regolamenti.

Mio diritto è che in un ufficio pubblico, dove si va a pagare come diligenti contribuenti, gli impiegati siano presenti per evitare attese di mezza giornata.

Mio diritto è che la farmacia sotto casa rispetti la raccolta differenziata della carta.

Mio diritto è che tutti paghino il biglietto sui mezzi pubblici per contribuire alla loro efficenza.

Mio diritto è che i parchi siano fruibili dai bambini e che ci sia il verde invece delle cartacce.

Sarebbe facile continuare… Cosa fare in queste situazioni?

Io ho affermato il mio diritto: gentilmente e con determinazione ho fatto rilevare il comportamento asociale. Certo non ho avuto sempre risposte altrettanto gentili.

Ma mi sono anche sentita dire ” Mi scusi …non pensavo…non sapevo”

Se mi indigno vuol dire che la dignità è un mio valore. E di conseguenza mi comporto e attuo le mie scelte di vita.

Quando mi indigno mi impegno a compiere azioni che richiamino alla dignità.

Del resto un certo Stéphane Hessel, dopo aver scritto ” Indignez-vous! ” ha subito aggiunto “Engagez-vous!”… adesso impegnatevi !

Se non lo faccio io, chi lo farà?

Se non lo faccio adesso, quando lo farò?

Se lo faccio solo per me stesso, chi sono io?

( Hillel, cabalista del 2° sec.a.C.)