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* La buona notizia del venerdì:Il bus del tè, per coltivare relazioni

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Giuseppe viaggia attraverso l’America del nord a bordo della sua Edna Lu per offrire una tazza di tè verde a chiunque metta in comune un momento di conversazione e di scambio di saperi. La sua ribellione, aiutare le persone a rallentare e a sperimentare convivialità, ha ispirato tante persone in tutto il mondo, dal Canada all’Australia, che ogni giorno mettono a bollire l’acqua per dei perfetti sconosciuti

Giuseppe Spadafora, in arte Guisepi, viaggia attraverso l’America del nord a bordo della sua Edna Lu, un vecchio scuolabus trasformato in casa del tè.

L’idea è quella di una piccola rivoluzione nonviolenta: offrire una tazza di tè verde a chiunque si regali un po’ di tempo per condividere un momento di conversazione e di scambio. Perché farlo? Semplicemente perché nella nostra società ce n’è tanto bisogno. Alla stregua di una piccola ape operaia intenta nell’impollinazione di quanti più fiori riesce a incontrare nel suo percorso, Guisepi porta e lascia dietro di sé un caloroso messaggio: coltivare il vivere comunitario, l’interazione umana, il benessere psicofisico e la condivisione del sapere.

La scelta di questo giovane potrebbe sembrare bizzarra e incomprensibile, in realtà nasconde degli obiettivi tanto preziosi quanto faticosi: creare occasioni che favoriscano l’incontro delle persone, al fine di promuovere i legami umani come veicolo per una maggiore comprensione dell’altro, del diverso; partendo da questa inaspettata connessione, incoraggiare la comunicazione, lo scambio di esperienze e di saperi (il bus-tè dispone anche di una piccola biblioteca a cui tutti possono attingere o ingrandire); infine, aiutare le persone a rallentare, così da avere il tempo per riscoprire il profumo della convivialità delle relazioni e per rendersi conto di quante cose ciascuno di noi potrebbe donare e condividere, senza avere in cambio nulla di materiale.

All’origine del Free Tea Party si cela ancora una volta la filosofia del dono, ma non solo. Ritroviamo il principio del vivere con lentezza, che ci ricorda che “tutto possiede la sua specifica velocità e spesso ci concentriamo troppo sulle cose fatte in fretta”; quello della sostenibilità e della permacultura, il cui dogma fondamentale è “prendersi cura del pianeta, avendo cura del suo popolo”; e infine il metodo DIY DIT (do it yourself, do it together, “fallo da te, fallo insieme ad altri”), in pratica riappropriarsi della capacità di curare se stessi, intervenendo direttamente sui propri bisogni e desideri.

Dal 2008 Guisepi ha offerto oltre 23 mila tazze di tè, lungo le strade cittadine, nelle piazze, nei parchi, nelle scuole e in occasione di eventi particolari come feste e festival. Centinaia di persone si sono fermate per sorseggiare lentamente una tazza di infuso, scambiando qualche parola, cantando una canzone e progettando un mondo diverso.

La sua storia, i suoi viaggi, i suoi incontri possono essere ripercorsi visitando il suo sito (http://freeteaparty.org/index.html) e il suo blog (http://freeteaparty.org/blog/), ricchi di foto e di video attraverso cui assaporare l’aroma del tè, nonché della mappa dei luoghi raggiunti finora. La sua rivoluzione ha ispirato tante persone in tutto il mondo, dal Canada all’Australia, che oggi quotidianamente mettono a bollire l’acqua per dei perfetti sconosciuti.

Fonte: redattoresociale.it

Altre buone notizie:

” il campeggio in città per conoscersi meglio” di Marisa Moles

 

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* La buona notizia del venerdì: Maryam Mirzakhani, la prima donna a vincere il “Nobel” della matematica

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È iraniana ed è una donna: due novità assolute. 

Maryam Mirzakhani è infatti non solo il primo cittadino iraniano ad aggiudicarsi la Medaglia Fields (il premio che viene chiamato il Nobel dei matematici) ma, e forse più importante, è la prima donna a vincere questo importantissimo riconoscimento. Ci sono voluti 78 anni (o 54, se si considera che la Medaglia viene assegnata in modo fisso solo dal 1950).

Ad aggiudicarsi le altre tre Medaglie Fields, Artur Avila, Manjul Bhargava e Martin Hairer. L’annuncio arriva dal Congresso internazionale dei matematici (Icm), che si sta svolgendo a Seoul.

La capitale della Corea del Sud sta infatti ospitando il 27mo Congresso internazionale dei matematici, la più importante conferenza di matematica a livello mondiale che si tiene ogni quattro anni dal 1900, dopo la prima edizione del 1897. Quest’anno, più di 5mila matematici provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento per assistere agli oltre 200 eventi inclusi nel ricco programma scientifico, che tocca i più interessanti sviluppi di ricerca emersi di recente in tutte le aree della matematica e delle sue applicazioni.

Il primo giorno del Congresso è dedicato alla trionfale assegnazione delle Medaglie Fields, che rappresentano una sorta di Nobel augurale della matematica assegnato a cadenza appunto quadriennale dal 1950. Nobel, perché la Medaglia Fields, che ha conosciuto forse la sua massima popolarità grazie al prof. Lambeau del film “Will Hunting – Genio ribelle”  (film che valse l’Oscar al compianto Robin Williams) è a furor di popolo considerato il più prestigioso riconoscimento matematico che si possa ricevere e augurale perché un matematico può vincerlo finché ha strettamente meno di 40 anni – o non li ha compiuti prima del primo gennaio dell’anno di assegnazione – e quindi è un premio che segnala le giovani promesse. 

Ogni quattro anni, l’Unione Matematica Internazionale, che è un po’ il Parlamento mondiale della matematica, designa i membri di un Comitato esecutivo che avrà il compito di decidere i vincitori della Medaglia, attraverso un attento, puntiglioso e segreto vaglio dei loro lavori scientifici.

Una delle quattro medaglie assegnate, ha riguardato dunque Maryam Mirzakhani che aveva già vinto altri importanti premi, come il Clay Research Award 2014 e l’AMS Ruth Lyttle Satter Prize in Mathematics nel 2013. I suoi campi di studio includono la geometria iperbolica, la teoria ergodica e la geometria simplettica, settori molto astratti della matematica pura.

 

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La storia di Mirzakhani, nata nel 1977 a Teheran, è una storia di talento e di curiosità, oltre che di coraggio.

Prima di trasferirsi in America e diventare professore alla Stanford University, dove insegna da quattro anni, la giovanissima Mirzakhani è stata alunna dell’Organizzazione nazionale per lo sviluppo di talenti eccezionali di Teheran, studiando fino alle superiori in una delle scuole femminili del circuito delle scuole Farzanegan.  Da bambina ama moltissimo i romanzi e vuole diventare una scrittrice (e conserverà l’amore per la letteratura anche da adulta). Non pensa alla matematica come opportunità lavorativa fino al suo ultimo anno di liceo; a scuola media, per un paio d’anni, va perfino male in questa materia (forse a causa di un insegnante che non aveva particolare fiducia in lei).

La passione per la scienza gliela trasmette il fratello maggiore e Maryam ricorda di aver incontrato il suo prima problema matematico interessante quando questi le racconta di come Gauss risolse velocemente il problema della somma dei primi 100 numeri naturali. Una soluzione bella e elegante che la divertì e la conquistò.  I genitori e i suoi tre fratelli la incoraggiano. Spesso Maryam ricorda gli anni difficili della guerra tra Iran e Iraq. La fine di questo conflitto coincide per lei con la fine della scuola elementare: non avrebbe potuto avere le stesse opportunità se fosse nata dieci anni prima.

Nel 1994, a 17 anni, riceve le prime attenzioni internazionali, vincendo le medaglie d’oro alle Olimpiadi internazionali di matematica di Hong Kong nel 1994 (prima ragazza della squadra olimpica iraniana di matematica) e di Toronto nell’anno successivo (dove ottiene uno score perfetto). La laurea in matematica arriva dalla Università Tecnologica di Sharif di Teheran nel 1999. E qui cominciano il coraggio e la curiosità verso un mondo, come quello Occidentale, tanto diverso dall’Iran. Parte per un’emozionante avventura scientifica: il dottorato alla Harvard University, che consegue nel 2004 sotto la supervisione di Curtis McMullen (altro vincitore di Medaglia Fields) con una tesi sui cammini chiusi sulle superfici in geometria iperbolica che molti matematici hanno definito “spettacolare” . Successivamente, diventa Research Fellow al Clay Mathematics Institute e assistente professore alla Princeton University, prima di approdare a Stanford.  La maggior parte dei problemi di cui si occupa riguardano le strutture geometriche sulle superfici e il modo in cui si deformano. Ci sono poi anche collegamenti con la fisica teorica, la topologia e la matematica combinatoria.

Un percorso di ricerca di tutto rispetto, il suo, che si è svolto in un ambiente, come quello della matematica, dominato in gran parte da uomini e da stereotipi che vorrebbero le donne incapaci di raggiungere risultati all’altezza di quelli maschili.  ”Trovo una sola parola adatta a commentare questa notizia: finalmente” dichiara Elisabetta Strickland, a Seoul come capo delegazione italiana all’Assemblea generale dell’Unione matematica internazionale, vice presidente Indam (Istituto nazionale alta matematica) e membro della Women in Mathematics Committee Wim della European Mathematical Society.  ”Per me è una gioia enorme: si tratta di un risultato fondamentale. Era difficile che rispettasse tutti i requisiti per il premio però i tempi erano maturi. Oggi come oggi, nel campo della matematica ci sono scienziate formidabili. Ormai,  le donne si sono dimostrate assolutamente equivalenti agli uomini in quanto a capacità creativa nella scienza. Equivalenti ma diverse, naturalmente: il cervello della donna non è uguale a quello dell’uomo ma sommando tutte le funzioni, potremmo dire che risultano algebricamente equivalenti.

La Mirzakhani premiata oggi, che ha avuto il coraggio di prendere e partire e andare all’estero, è un altro esempio di totale equivalenza“. Una vittoria che, a dispetto di tutti i pregiudizi, quest’anno era nell’aria.

http://www.wired.it/scienza/2014/08/13/medaglia-fields-mirzakhani-donna-nobel-matematica/

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* La buona notizia del venerdì: Quote rosa alla Lego

 

A questo proposito il primo Ministro britannico all’Istruzione Elizabeth Truss invitava a gennaio i produttori a non pubblicizzare i set del “piccolo chimico” esclusivamente ai ragazzi e incoraggiava i genitori ad acquistare più Lego per le propri figlie femmine, per interessarle alle materie ingegneristiche.

Ha dilagato qualche mese fa sui social network la lettera di una bambina di 7 anni che proprio alla Lego chiedeva di creare più personaggi femminili impegnati in attività di lavoro e non solo nel fare shopping o cucinare.

Lo scorso anno, la dott.ssa Ellen Kooijman, geochimica di Stoccolma, aveva presentato il suo progetto composto da scienziate. Scrive nel suo blog:

“Come donna scienziato avevo notato due cose circa i set LEGO disponibili: un rapporto squilibrato maschi/femmine e una rappresentazione piuttosto stereotipata delle figure femminili disponibili. Mi è sembrato quindi logico voler suggerire un set al femminile in cui le donne svolgessero professioni interessanti, così da rendere le nostre comunità LEGO delle città più diversificate”.

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Un trio tutto al femminile per un nuovo set della Lego.

I nuovi personaggi, un’astronoma, una paleontologa e una chimica, saranno disponibili entro la fine dell’estate. La serie è stata è l’ultima vincitrice del LEGO Idea, un sito web dove gli appassionati hanno la possibilità di caricare online i progetti lego che vorrebbero vedere nei negozi.

Il persistere di stereotipi di genere nei giocattoli ha spinto Debbie Sterling, un ingegnere della Stanford University, ha fondare GoldieBlox, società che produce giochi con l’obiettivo dichiarato di interessare le bambine alle costruzioni, perché più donne scelgano di studiare materie tecnologiche.

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In America il dibattito sulla parità investe le bambine, al punto che Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook, attraverso la sua fondazione LeanIn ha lanciato la campagna Ban Bossy, contro le discriminazioni di genere nell’età infantile.

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Nel dibattito è intervenuto recentemente anche Björn Jeffery, Ceo di Toca Boca che ha presentato il caso dei 60 milioni di download della loro applicazione quale esempio di come i giochi possano essere neutri dal punto di vista del genere ed avere successo, evidenziando che il perdurare degli stereotipi nei negozi di giochi sia un esempio della scarsa propensione al rischio dell’industria di giocattoli.

I giochi non solo riflettono i valori della società, ma contribuiscono ampiamente a dare forma a questi valori – continua Jeffery – Progettare giocattoli comporta una responsabilità che va oltre la vendita di un pezzo di plastica o, nel caso della mia società Toca Boca, di applicazioni”.

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Nel mondo digitale in realtà molte app riflettono quanto avviene nell’editoria e nei giocattoli, presentando “principesse” per le femmine – con profusione di rosa fin dall’icona – e “mostri” o giochi d’azione per i maschi. Tuttavia, fortunatamente, gli store online al momento bypassano le divisioni di genere della distribuzione tradizionale, e presentano solo la sezione neutra “bambini”.

Inoltre, chi organizza corsi di programmazione per bambini come Digital Accademia e Coderdojo rileva un uguale interesse da parte di maschi e femmine, tanto che, almeno da questo punto di vista, il digitale ci rende più uguali.

Fonti:

http://www.mamamo.it/#!/content/focus/maschi-e-femmine-giochi-e-differenze-di-genere

http://www.telegraph.co.uk/technology/technology-topics/10584840/The-60m-downloads-that-prove-toys-can-be-gender-neutral.html

http://banbossy.com/

 

Altre buone notizie:

Nuotano tra i coccodrilli per andare a scuola di Marisa Moles

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* La buona notizia del venerdì:L’India pianta 2 miliardi di alberi creando lavoro per 300mila giovani

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Il governo indiano ha deciso di combattere la disoccupazione giovanile e la cattiva qualità dell’aria piantando 2 miliardi di alberi lungo le strade del Paese.

Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità l’aria di Delhi sarebbe la più inquinata al mondo. Tra le cause principali l’enorme numero di automobili che sciamano per le strade della capitale e l’incuria degli spazi verdi, spesso sacrificati sull’altare dell’industrializzazione.

Il Ministero per lo sviluppo rurale dell’India ha trovato una soluzione per arginare due dei principali problemi che affliggono il Paese, l’inquinamento, appunto, e la crescente disoccupazione giovanile che ha raggiunto il 10,2 per cento. Il piano è quello di assumere fino a 300mila giovani per piantare due miliardi di alberi lungo le strade del Paese.

Non solo, due miliardi di alberi potrebbero contribuire a migliorare drasticamente la qualità dell’aria di una città, Nuova Delhi, che risulta essere tra le più inquinate al mondo.

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«Stiamo studiando un progetto per piantare due miliardi di alberi lungo le strade e autostrade che attraversano l’India – ha dichiarato il ministro dei trasporti Nitin Jairam Gadkari – questa iniziativa è destinata a creare posti di lavoro per i disoccupati e a proteggere l’ambiente e la nostra salute».

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Un recente studio condotto nel Regno Unito ha dimostrato che le foglie degli alberi sono in grado di catturare una notevole quantità di polveri sottili. Dai risultati della ricerca emerge che le abitazioni protette da uno “schermo” di alberi accumulano concentrazioni di particelle metalliche più basse del 52-65 per cento rispetto le case senza vegetazione.

Per accertarsene, gli scienziati hanno misurato la quantità di inquinamento atmosferico presente nei pressi di un centro abitato di Lancaster, attraverso l’uso di dispositivi di monitoraggio di polveri sottili e particolari tecniche di analisi delle informazioni.

Dai risultati della ricerca emerge che le abitazioni protette da uno “schermo” di alberi accumulano concentrazioni di particelle metalliche più basse del 52-65 per cento rispetto le case senza vegetazione.

Esaminando poi le betulle al microscopio, i ricercatori hanno confermato che le superfici pelose delle foglie avevano intrappolato le particelle inquinanti, derivanti molto probabilmente dalla combustione o dall’usura dei freni dei veicoli di passaggio sulle strade adiacenti le abitazioni.

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Questo progetto si aggiunge ad una serie di iniziative intraprese dall’India per sviluppare la propria economia e ridurre l’impatto ambientale. Il Paese sta infatti investendo con decisione nell’energia solare e ha dichiarato l’obiettivo di fornire elettricità a quattro milioni di famiglie che attualmente vivono senza di essa grazie al fotovoltaico.

L’India ha inoltre annunciato che sarà raddoppiata la tassa sul carbone e che cresceranno i finanziamenti statali a progetti per lo sviluppo di energie alternative e sostenibili.

http://www.lifegate.it/persone/news/lindia-pianta-2-miliardi-di-alberi-creando-lavoro-per-300mila-giovani

Altre buone notizie:

” Raccontare la Grande Guerra con un videogame” di Marisa Moles

Il decreto ” terre vive” mette in vendita terreni pubblici per coltivarli

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* La buona notizia del venerdì: Ai mondiali ci sono altri goals

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Poche ore dopo la fine del Mondiale in cui la Germania ha alzato la coppa al cielo e l’Argentina si è dovuta accontentare del secondo posto, agli appassionati di calcio si è presentata una nuova immagine di questo torneo davvero speciale ed esaltante. 

Lionel Messi, Javier Mascherano e tutti i giocatori hanno donato i loro 135 mila dollari per l’ospedale Garrahan, denaro ricevuto prima di iniziare il campionato del mondo, che sarà utilizzato per le opere di costruzione del Centro per la cura completa del paziente oncologico.
“Il valore di questo gesto di solidarietà della nostra nazionale, nato su iniziativa di Lionel Messi, concede un importante contributo economico per far avanzare i lavori del centro di cura del paziente oncologico”, ha detto a proposito il presidente del consiglio di amministrazione dell’ospedale, aggiungendo: “Con Messi ho un rapporto molto buono perché sa l’importanza della medicina nella pediatria, che è altamente complessa”.

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Il centro del cancro avrà 20 ambulatori, 70 posti letto ambulatoriali e 20 posti letto per la chemioterapia prolungata, per una superficie totale di 4800 metri quadrati e sarà pronto nel 2015.
Non è la prima iniziativa del genere fatta dal giocatore del Barcellona.

L’ospedale Garrahan e la Messi Foundation lavorano insieme dal 2010 per formare i medici argentini presenti al Sant Joan de Deu Hospital di Barcellona.

E anche la Germania…

Una delle “vittorie” più apprezzate dei tedeschi in Brasile, infatti, è stata quella di Santo André, il paesino dove la Mannschaft ha costruito il suo quartier generale mondiale, chiamato Campo Bahia.

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Il sito è stato costruito tutto con fondi privati tedeschi, ma con manodopera complemente brasiliana: un resort di 15 chilometri quadrati, con 14 villette, un centro fitness, una spa, un auditorium, ovviamente un campo da calcio per gli allenamenti e tanti spazi all’aperto tra prati e piscine.

Ora che la Germania ha salutato sorridente il Brasile, Campo Bahia di fatto è stato donato alla popolazione: il complesso diventerà pubblico e verrà trasformato in un resort turistico eco-friendly (le strutture sono tutte ecosostenibili), creando nuove possibilità d’occupazione per i locali.

Un gran bel regalo da parte della Nazionale tedesca, che inoltre ha donato alla scuola di Santo André tutte le biciclette della delegazione e alla squadra di calcio locale una parte dell’equipaggiamento tecnico della Mannschaft.

Un esempio virtuoso, quello dei tedeschi, che dimostra come il giro di soldi prodotto attorno ai grandi eventi sportivi a volte possa creare benefici anche per la popolazione vera e propria e non solamente ai classici affaristi senza scrupoli amanti del mattone.

 

….” è soltanto una goccia nell’oceano, ma se non ci fosse quella goccia, all’oceano mancherebbe.”

( Madre Teresa di Calcutta)

Leggi anche ” un calcio alla povertà” di Marisa Moles

 

Fonti:

https://www.facebook.com/ilovecalcio/photos/a.

https://it.eurosport.yahoo.com/blog/the-rio-report/germania-vince-mondiale-solidariet%C3%A0-082033012.html

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* Tempo di valutazioni a scuola …cambiare si può!

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Una maestra, dopo aver consegnato le schede di valutazione ai genitori, scrive queste riflessioni sul voto nella sua bacheca:

Non sono stata capace di dire no. No ai voti. Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare. A chiudere i bambini in un numero. Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.

Il voto corrompe.Il voto divide.Il voto classifica. Il voto separa.

Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità. Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme. Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia.

Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano. Il voto dimentica da dove si viene. Il voto non è il volto.

I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve. Creano ansia, confronti, successi e fallimenti.

I voti distruggono il piacere di scoprire e di imparare, ognuno con i propri tempi facendo quel che può.

I voti disturbano la crescita, l’autostima e la considerazione degli altri.

I voti mietono vittime e creano presunzioni.
I voti non si danno ai bambini. In particolare a quelli che non ce la fanno.


La maestra lo sa bene, perciò è colpevole. Per non aver fatto obiezione di coscienza.”

Il “maestro” Manzi riportava nella scheda di valutazione di tutti gli studenti la stessa formula: “Ha fatto quel che può, quel che non può non fa”.

 

Quando ride un bambino
sia biondo che bruno
la terra prende un punto.

Quando ride un bambino
sia bianco che nero
il mare prende un punto.

Quando ride un bambino
sia bimbo che bimba
il cielo prende un punto.

Quando ride un bambino
il mondo prende un punto
e forse anche di più.

 Roberto Piumini

Cambiare si può !

 

Fonte: www. paroleingioco.wordpress.com

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* La qualità energetica della Luna Nuova

Riconnessi con l’ispirazione (luna nuova)

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Dal 27 giugno l’energia della Luna Nuova segnerà il percorso dei progetti che andremo a iniziare. Il quadro di questo periodo è un quadro che evidenzia la presenza di 4 pianeti in moto retrogrado, ben distribuiti nel quadro energetico. Il moto retrogrado si basa sul moto apparente dei pianeti che genera anelli o cappi per cui i pianeti sembrano retrocedere nel moto di rotazione attorno al sole. Considerati in senso astrologico come un blocco di energia, negli anni sono stati rivalutati da autori (come Dane Rudhyar) che li hanno definiti come la necessità di riconnessione con l’energetica (e la simbologia) planetaria sul piano della consapevolezza umana. 

Di quale tipo di energia stiamo parlando ? di quella karmica, prima di tutto. Abbiamo visto come l’ultimo periodo sia stato molto impregnato di questo tema che comunque è sempre presente, non dimentichiamolo. Tuttavia possiamo dire che ci sia un certo risalto su questa dimensione per la presenza di alcune configurazioni planetarie che sembrano porsi in particolare attenzione sul piano collettivo nell’attivazione con i percorsi lunari o stagionali (quindi del sole).  La retrogradazione dei pianeti è vista come il richiamo a quell’unità cosmica nella quale avviene la nostra identificazione. L’unità come esaltazione dell’individualità e non come rinuncia.

E’ come se nella corsa verso l’esistenza, sia come individui che come umanità, qualcuno ti tirasse per la camicia per dirti “Fermati un momento, guarda, osserva, pensa”.

La retrogradazione è il richiamo della fonte, l’apertura di una finestra dove il cosmo si riflette nella sua meraviglia per ricordare all’individuo che è molto di più di quello che può osservare. I pianeti coinvolti in questo processo sono Plutone (opposto all’unione Sole-Luna), Saturno, Nettuno (in quadrato con Venere e trigono con Sole-Luna) e Mercurio in gemelli, attivatore di un’intelligenza vivace e comunicativa. Vediamo che questo potente portale si manifesta sul piano dell’energia mentale (attenzione ai pensieri). Ma c’è un disturbo nella relazione con Marte e Urano che portano tanta aggressività, troppa energia da gestire, senza nessun criterio.

Tante volte ho sottolineato come la predisposizione non sia da ritenersi la manifestazione possibile. Io sono predisposta a capire ma se poi vivo una vita troppo disordinata (risultato di mie scelte) che gestiscono il mio mentale privandolo della giusta concretezza, la manifestazione della predisposizione è un esaurimento energetico se non viene vissuto attraverso la consapevolezza, quindi affrontando il disordine e migliorando la mia esistenza. Altrimenti a cosa servirebbero le analisi energetiche? A nulla. Ricordiamoci che ogni conoscenza può essere interessante ma è utile solo se è possibile praticarla per migliorare la propria esistenza. L’aspetto fondamentale è capire il nostro punto di partenza forse un aspetto molto poco valutato nell’affrontare percorsi di conoscenza, il che trasporta spesso gli individui in uno stato di frustrazione non utile alla loro crescita.

La predisposizione di questo momento è quindi rappresentato da un canale molto forte di energia che dirige la sua potenza su Mercurio (retrogrado quindi portato ad avere attenzione) e che nasce dall’energia partecipativa di Nettuno in Pesci (visioni / illusioni), Plutone in Capricorno (praticità / potere invisibile, manipolazione), Saturno in Scorpione (rigenerazione / aggressività, occultismo). La prima qualità è evolutiva, la seconda degenerativa.

Cosa sceglierà l’umanità? Questo mese sarà di grande aiuto per la consapevolezza, l’iniziazione sul piano collettivo. Molte persone negli ultimi mesi hanno aumentato il desiderio di abbandonare alcuni percorsi e girare pagina (Nettuno in Pesci ha stimolato fortemente questi effetti),

Questo periodo sarà di aiuto per iniziare questi nuovi progetti, sotto la luce di una consapevolezza che rafforza il libero arbitrio di quegli uomini che hanno saputo superare la manipolazione e l’interferenza. La grande energia che fornisce l’opposizione di Marte e Urano in maniera trasversale a questo portale, è significativo perchè dovrebbe aiutarci a superare quegli ostacoli del passato che spesso hanno frenato la nostra evoluzione anche se spesso verrà utilizzato per sfuggire agli obblighi e alla responsabilità con ira e aggressività.

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Ricordo che i giorni 27-28-29 sono significativi dal punto di vista energetico perchè in pensieri, le emozioni e la qualità di questi giorni rappresentano il tenore che avremo per tutto il mese (lunare). Cercate momenti di riflessione, usate molta consapevolezza e nutritevi di pace e amore. Come ho scritto sulla guida 2014, questo momento è in forte risalita energetica e quindi molto adatto ai progetti di crescita. Usiamolo bene, lasciamo che l’ispirazione cosmica ci conduca verso casa.

Buona luna nuova.

Fonte:

http://energiamaya.org/2014/06/26/riconnessi-con-lispirazione-luna-nuova/

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La buona notizia del venerdì:L’oca Becco di rame proposta alle Paraolimpiadi di Rio del 2016

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Becco di rame è stata proposta come mascotte alle Paraolimpiadi di Rio 2016.

In verità si chiama Ottorino ed è un’oca maschio di razza Tolosa di 8 chili che si è distinta per il suo coraggio lottando fino all’ultimo sangue contro una volpe per salvare le penne e gli altri animali della sua fattoria. La volpe le ha strappato via buona parte del becco superiore con un morso.

Trovata dalla sua padrona in una pozza di sangue, per 10 giorni non è riuscita a mangiare malgrado i tentativi di imboccarla della signora Paola Bartolini, che, addolorata, si è rivolta ad Alberto Briganti. Il veterinario, ispirato da un lavoro che stava facendo suo figlio a scuola, ha creato una protesi modellando il rame e l’ha applicata forando il moncherino del becco, cucendolo con filo di acciaio e incollandolo con una resina.

L’oca già dopo poche ore ha saputo utilizzare il becco artificiale per mangiare. Ed è diventata più forte di prima tornando a ricoprire il ruolo di leader sugli altri animali dell’azienda agricola che l’hanno accettato anche così, con una protesi.

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Quando il veterinario inizia a parlare l’oca starnazza, forse riconosce la voce del suo veterinario che dà testimonianza della sua storia.

“Anche se uno è disabile o ha una protesi – evidenzia Alberto ai bambini che stanno ad ascoltarlo seduti tutti attorno a lui e a Ottorino – può essere un leader”.

E poi chiede ai bambini di raccontare qualche storia in cui hanno salvato un animale. Perché sei un eroe se salvi un animale! Ed ecco che si alza Samuel 9 anni che racconta di avere salvato una tartaruga che stava per mangiare un sacchetto di plastica scambiandolo forse per una medusa, e Pippo, 5 anni, che impettito dice che ha raccolto da terra e rimesso in acqua un pesciolino caduto giù dall’acquario, e tanti altri piccoli eroi raccontano che si sono prodigati a favore di ancor più piccoli animali.

Il significato forte del legame uomo-animale. La continuità fra handicap e normalità. Perché non è importante essere normodotato o avere qualche handicap ma la forza di carattere che ti fa superare gli ostacoli, basta un po’ di impegno e volontà.

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Così da un fatto increscioso è nato anche un progetto didattico ricco di valori positivi che si avvale della fiaba illustrata, rivolto alla scuola e agli ospedali pediatrici e la neonata fondazione Becco di rame a favore degli sport per disabili protesici e per la cura e il recupero degli animali selvatici in difficoltà.

Ecco perchè Becco di rame è stato proposto come mascotte delle Paraolimpiadi del 2016 perché testimonia che anche dopo incidenti gravi si può vincere l’handicap ed essere forti come prima, anzi di più.

http://news.supermoney.eu/ambiente/2014/03/becco-di-rame-e-alberto-briganti-alla-lipu-di-ostia-a-favore-dell-handicap-e-dei-bambini-0070133.html

Altre buone notizie:

“Nuovo messaggio per gli alieni” di Spanni

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* La buona notizia del venerdì: Pepe Mujica accoglierà 100 bimbi orfani siriani a casa sua

 

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Cento bimbi siriani potrebbero trovare rifugio in Uruguay.

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Il presidente Jose Mujica ha offerto – almeno per un periodo iniziale – la dimora presidenziale per l’estate, una casa circondata da fiumi e pascoli. Gli ospiti sono bambini che hanno perso i genitori nel conflitto che da tre anni attanaglia la Siria.

Mercoledì la commissione ONU per i rifugiati ha espresso gratitudine per quanto offerto dall’Uruguay.

Una goccia nell’oceano, ma ogni sforzo compiuto da qualsiasi paese è molto importante ed è il benvenuto”, ha commentato Michelle Alfaro dell’UNHCR.

La crisi umanitaria ha infatti raggiunto livelli esorbitanti: sono più di 2 milioni i rifugiati siriani e Giordania, Turchia e Libano non riescono certamente a prendersene cura in maniera esclusiva (hanno già accolto, rispettivamente, 600mila, 700mila e 1 milione di profughi) . L’UNHCR sta lavorando per riuscire a ricollocare almeno 30mila profughi.

Finora, insieme al paese latino americano si sono mossi la Germania e il Brasile. Berlino l’anno scorso ne ha accolti cinquemila e nel 2014 ha accettato di fare altrettanto.

Brasilia ha garantito visti d’ingresso per motivi umanitari a duemila siriani.

 

 

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I cento bimbi non saranno gli unici ad essere accolti nella dimora estiva di “Pepe” Mujica; molto spesso, insieme agli orfani, l’UNHCR desidera provvedere una sistemazione anche per i parenti dei piccoli. Il numero totale dei siriani che saranno ricevuti in Uruguay è quindi ancora da definire, però va considerato che ogni bambino sarà accompagnato da almeno un familiare. ”Questi bambini hanno uno zio, un fratello, un cugino”, ha dichiarato Alfaro.

Il ministro degli Esteri Luis Almagro ha dichiarato che i primi bambini siriani potrebbero arrivare già da settembre.

La moglie di Mujica, Sen. Lucia Topolansky, ha auspicato che l’idea di accogliere gli orfani possa “motivare tutti i paesi del mondo a prendersi le responsabilità per la catastrofe siriana”

Idib (Siria), i bambini siriani contro le violenze del regime

 

http://frontierenews.it/2014/05/mujica-accogliera-100-bimbi-orfani-siriani-a-casa-sua/

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Un Vitalizio per il poeta Pierluigi Cappello Marisa Moles’s Weblog

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* Meditando con tre setacci

 

Nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza.

Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:
– Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
– Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
– I tre setacci?
– Ma sì, – continuò Socrate.

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– Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
– No… ne ho solo sentito parlare…

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– Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
– Ah no! Al contrario
– Dunque, – continuò Socrate, – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere.

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Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?
– No, davvero.


– Allora, – concluse Socrate, – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?

 … una ricetta per cambiare!