Se ci fosse Napoleone…
Faites la paix! Parbleu!
Liberté, égalité, fraternité!
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
Domanda: Allora potrò diventare una stella, o un sole, o un universo? A qualcuno dovrò pure ispirarmi!
Domanda: E se non sono cosciente? L’Energia ti spingerà comunque alla tua evoluzione.
Il primo maggio è la grande festa dell a Energia del Fuoco !
della Luce della Rinascita…
del Sole già caldo che sempre più illumina il giorno
e in questo 2026 …
persino la Luna Piena dei Fiori splende di notte gloriosa di rosa …
Non si può non percepire entusiasmo, passione che vibra nel cuore…
che spinge ad una nuova visione del futuro in splendente cambiamento …
Oggi ho notato solo i sorrisi…
udito ridere anche gli uccellini…e i cagnolini…
e ho visto il mare più blu …
e i gerani fare a gara per il colore più vivace…
e …sarò stata contagiata?
Buona festa del Fuoco
Buon Beltane
Buon futuro di colori
Love Laurin
( foto di Laurin)
Al mercato coperto della mia zona ho visto i gabbiani in attesa sulle auto posteggiate davanti alla corsia del pesce…
Al mercato coperto mi piace scoprire i diversi toni di verde della verdura esposta...
Al mercato coperto il profumo delle fragole mi guida verso le più saporite..
Al mercato coperto mi chiama una donna colorata di salute che mi invita ad acquistare la “ misticanza” del suo orto.
Grazie c’è troppo da pulire ! Ci sono persino i fiori!
“E’ tutta robba buona signo’ Qui tutto mangiate…una sciacquata e via… sentirete che bbontà…“
In effetti il verde è magnifico, i fiori gialli occhieggiano e il profumo… io adoro l’insalata! E’ uno dei miei riti giornalieri! E più colorata è più mi piace!
E così ho conosciuto il dente di leone o tarassaco!
Un fiore di marciapiede! Un fiore di poeta che vola via! Una bbontà!
CIAO SONO IL DENTE DI LEONE o TARASSACO ![]()
Molte persone mi chiamano erba, ma sono un buon amico e sono venuto ad aiutarti.
Quando mi vedi, ricorda che sono l’unico che vuole e può crescere in quel luogo particolare.
Questo perché:
il terreno è troppo compatto, duro, e voglio allentarlo con le mie radici.
c’è troppo poco calcio nella terra.
Non preoccuparti, lo riempirò con la morte delle mie foglie.
il terreno è troppo acido, ma migliorerò questo per te se me ne dai la possibilità.
O un mix di tutto ciò che precede.
![]()
Sono qui perché la tua terra ha bisogno del mio aiuto, quindi meglio lasciarmi crescere senza disturbarmi!
Quando tutto sarà sistemato, scomparirò di nuovo – lo prometto!
Se cerchi di eliminare prematuramente la mia radice, e non importa quanto sei meticoloso, tornerò 2 volte più forte! Solo fino a quando non migliorerà la tua terra.
Si vede persino nel momento in cui sto crescendo che dono il mio aiuto.
Se le mie foglie sono piatte per terra, allora sono lontano dall’interrompere la mia attività, ma se tutte si alzano, allora sono quasi arrivato alla mia fine.
Sono uno dei primi fiori di primavera, quindi annuncerò la primavera e l’estate per te.
Durante il giorno quando fa caldo, apro i miei fiori, ma nel pomeriggio, quando fa freddo, li chiudo di nuovo velocemente. In realtà, se non fa abbastanza caldo durante il giorno, non li aprirò assolutamente!
I miei fiori sono il primo cibo per gli insetti dopo il letargo e a differenza della maggior parte delle altre piante, ho polline e nettare. E sono molto generoso con loro e soprattutto per le Api.
A proposito, i miei fiori sono davvero deliziosi per te, lo sapevi? Mi chiamavo miele (o oro) dei poveri, perché i miei fiori sono così dolci. Internet è pieno di ricette – dai un’occhiata.
Ma aspetta fino alla fine di maggio o più tardi prima che inizi a tagliarmi e anche allora, non tagliarmi del tutto. La Biodiversità e le Api saranno molto grati!
E finalmente, quando mi vedrai al posto dei petali gialli, ho un palloncino di leone con pelliccia, soffia forte ed esprimi un desiderio….. Cercherò di esaudirlo!
Il tuo buon amico dente di leone o tarassaco![]()
( tradotto da Monya )
Ho sempre avuto simpatia per le cosiddette streghe. Pensavo che fossero delle fate incomprese. Solo diverse.
In fondo è facile essere fate. Ti metti un vestito di velo azzurro, un alto cappello a cono preferibilmente d’argento, uno strano rametto che chiami bacchetta magica che agiti nell’aria e dici che puoi fare delle magie. Di che genere non è specificato.
Se sei una strega è più difficile riconoscerti.
Si deve indovinare che sei una strega. Quando guardi negli occhi ti può battere il cuore. Non hai bisogno di mascherarti , ti mostri come sei. Se qualcosa non ti va bene lo dici e spieghi anche perchè. Non sbandieri le tue “magie.” Le fai e basta. Che fai tutto con amore e non pretendi riconoscenza. Il gatto ti segue che riconosce la tua disponibilità. Ti commuovi e piangi di gioia, come alzi la voce se serve. Insomma per essere strega mi son vestita di me stessa.
E questo ho insegnato alle mie figlie!
La Magia è la tua Vita quando credi in te e fai con amore.
E sei un po’ fata e un po’ strega!
Le piccole streghe di Pasqua
In Svezia e Finlandia è ancora ben viva la tradizione delle Påskkärringar, le Streghe di Pasqua.
La leggenda che ne è all’ origine racconta di un gran sabba il giovedi prima di Pasqua: tutte le streghe si radunavano in un luogo incantato detto Blåkulla, raggiungibile solo attraverso il volo magico e descritto come un meraviglioso prato fiorito del quale non si vede la fine.
Questo ricorda molto quel che accade durante la Walpurgisnacht e non è escluso fosse originariamente, come quello, legato ai riti dei primi di maggio per poi essere assorbito nel culto pasquale.
Come che sia, queste streghe avevano una indubbia aura benefica, che perdura ancora, collegata al risveglio primaverile della natura ed alla ripresa della vita – eventi che in quelle terre a nord avvengono infatti più tardi rispetto a noi.
Oggi i bambini e soprattutto le bambine si vestono da strega, e con scopa e cestino passano di casa in casa per una questua simile a quella dei Giorni dei Morti: con rametti di salice decorati con piume colorate scacciano il male dalle case ed in cambio ricevono dolcetti.
La rima che recitano – tradotta – suona più o meno così:
“Ondeggio il ramoscello perché il nuovo anno sia sano e sereno
Un ramoscello a te, la ricompensa a me!”
E infatti il ramoscello rimane come segno dell’avvenuta purificazione dagli spiriti cattivi nella casa visitata dalle piccole Streghe di Pasqua
(In foto – tutte dal web – serie di cartoline d’epoca di auguri pasquali con le Påskkärringar e due bambine in costume e trucco tradizionale da Streghe di Pasqua)
Fonte (20+) Fuochi nella nebbia | Milan | Facebook
auguri a tutte le fate e a tutte le streghe
Love Laurin
“ in deliziose cappe di raso nero
dattilografavano il risveglio
dettàto dall’aurora.”
“Le rondini “di Farfa (1879-1964)
Insegnavo in una scuola in periferia e la natura era lì a portata di ispirazione. Le stagioni hanno i loro colori come anche i loro simboli.
Nell’atrio c’era una grande finestra che allargava lo sguardo e la mente sulla campagna e io ogni mattina mi fermavo a riempirmi di emozione. Che era lo stato più adatto ad entrare in classe.
Le rondini arrivano puntuali quando i prati sono verdissimi e “margheritosi” (come diceva una mia alunna) il giorno si allunga di sole che scalda ogni cuore e i profumi diventano riconoscibili.
Mi piace indovinare da quale fiore o pianta o erba arriva l’onda profumata per dire sono io qui…
Le violette mi ricordano la nonna e le sue caramelle di zucchero, l’acacia la via di scuola imbiancata da un miriadi di petali bianchi, i gigli coltivati con amore dal portiere che inebriavano nell’androne condominiale, le ancora minuscole foglie di menta con le quali facevo deliziose frittate …( anche con l’erba cipollina si fanno deliziose frittate)…
E poi in classe ognuno disegnava la sua idea di rondine…e di primavera!
Le rondini sono uccelli davvero straordinari, pesano circa 20 grammi ma riescono a percorrere in volo oltre 5000 km, superando mari e deserti senza riposo e lottando contro tempeste e perturbazioni.
Sono uccelli migratori, arrivano dall’Africa e nidificano in Italia. Hanno uno straordinario senso dell’orientamento che li fa tornare sempre allo stesso nido che perfezionano di anno in anno.
Ma c’è di più. Queste preziose creature svolgono la funzione di insetticida ecologico, cacciando in volo zanzare e mosche e altri insetti. Sono in grado di raggiungere una velocità dai 40 ai 50 chilometri all’ora!
Ogni coppia di rondini, infatti, riesce a catturare e mangiare fino a 6.000 esemplari al giorno nella stagione riproduttiva.
Soltanto in Italia ogni anno questi uccelli migratori predano dalle 12mila alle 31mila tonnellate di insetti in modo assolutamente naturale.
Un motivo in più per proteggere le rondini!
Ricordiamo che distruggere (come accade puntualmente!) i nidi di questa specie protetta, insieme ai rondoni e balestrucci è reato.
La rondine è da sempre associata alla stagione primaverile, e quindi alla rinascita e fin dall’antichità le sono attribuiti moltissimi significati simbolici!
Gli Antichi Egizi la associavano alla dea Iside, ritenendo che di notte quest’ultima si trasformasse in rondine per piangere sul sarcofago del dio Osiride, annunciandone il ritorno dal Regno dei Morti.
Nell’antica Grecia era considerata un dono di Afrodite mentre gli Antichi Romani la ritenevano una manifestazione dei Lari, divinità protettrici della casa.
Nella tradizione cristiana è invece simbolo della resurrezione proprio perché fa ritorno ogni primavera annunciandone l’arrivo.
Nella tradizione ebraica, la rondine è considerata benedetta e protetta dal Divino, ma simboleggia anche il cambiamento e gli aspetti ciclici della vita, che rappresentano l’esperienza trasformativa della crescita spirituale.
La rondine ha un ruolo privilegiato persino nel Feng Shui, che la associa ai nuovi inizi e alla fortuna, e per questo consiglia di disporre oggetti artistici ispirati a questo uccello negli spazi di lavoro o nelle stanze che necessitano di una sferzata di energia.
Nei sogni invece si dice rappresenti il più delle volte il bisogno di cambiare aria o di una metamorfosi interiore.
Fonte
Farfa, pseudonimo di Vittorio Osvaldo Tommasini (Trieste, 10 dicembre 1879 – Sanremo, 20 luglio 1964), è stato un pittore, poeta e fotografo italiano.
Fin da piccola ero affascinata dalla quantità delle stelle in cielo. Mi domandavo se anche la Terra fosse una stella che si poteva vedere dalle altre stelle. e mi sentivo in compagnia. E pensavo che mi sarebbe piaciuto sapere che cosa ci facevamo in così tanti. Ecco come è iniziato il mio viaggio nell’astrologia.
Eccoci al preannunciato allineamento dei pianeti del 28 febbraio 2026
E i pianeti sono ben tutti e sei!
Il Grande Allineamento che non si ripeterà fino al 2040!
A parte che un allineamento di pianeti è solo dal nostro limitatissimo punto di vista.
Se poi allineati vuol dire che hanno lo stesso obbiettivo e agiscono insieme di conseguenza allora ci sto!
Secondo David Bohm, il celebre fisico filosofo quantistico, un Ordine Implicito determina ogni movimento nell’universo e noi esseri umani possiamo cogliere solo l’Ordine Esplicito che ne deriva.
Comunque i sei pianeti sarebbero Saturno e Nettuno in Ariete, Venere in Pesci e Marte in Gemelli, Urano in Toro, Giove in Cancro! e per fare sette Mercurio in Pesci!
Sembra un: Pronti? Andiamo!
Tanto per ricordare, Saturno sosta almeno due anni in ogni segno, Plutone ci sta 20 anni e Giove 12/13! E il gioco di squadra è già evidente.
Quando c’è tanto movimento in cielo , anche se c’è sempre, mi piace dare un’occhiata in grande per scoprire le qualità delle energie impiegate nel disegno, Esplicito ovvio.
I due capisquadra attuali Saturno e Nettuno sono nel primo segno della ruota dello zodiaco, appena terminato un ciclo nel quale si sono fatte esperienze necessarie per maturare in coscienza, niente e nessuno escluso.
Un nuovo ciclo che promette armonia costruttiva tra sogni e doveri, tra entusiasmi e regole, conquiste e consolidamenti, aperture e condivisioni globali…
E anche la Luna ci si mette in questa spinta al cambiamento !
Infatti ci sarà un’eclissi lunare durante la Luna Piena del 3 marzo e un’eclissi solare durante la Luna Nuova di Aprile.
Questi eventi consecutivi segnano l’inizio della stagione delle eclissi.
Una stagione delle eclissi è una finestra di circa 34 giorni durante la quale il Sole, la Luna e la Terra si allineano abbastanza da generare sovrapposizioni tra loro!
Quindi c’è ancora da fare per formulare un’idea delle qualità del “nuovo” e di ciò che dovremmo conservare del “vecchio tempo”. E metterla in pratica.
Le energie dei pianeti agiscono sempre e comunque per il miglioramento e per l’evoluzione di tutto ciò che è manifesto.
La domanda che sorge spontanea quindi è da un milione di dollari.
“e io come c’entro?”
Tu c’entri molto.
Come tutti sei invitata ad una nuova presa di coscienza, ad una consapevolezza nuova, ad un’apertura sincera, ad una responsabilità verso il tutto, gli altri e te stessa al fine di creare, insieme quel nuovo mondo di fratellanza e sorellanza che tutti predicano da molto ormai senza concretizzare.
C’é da lavorare sì, nel senso di fermarti ed iniziare veramente a vedere e ad assumerti le tue responsabilità.
Soprattutto verso te stessa nel tracciare il tuo percorso di vita.
Il nemico non c’è la fuori, ci sono le tue paure.
Alimentate dalle credenze che ti accompagnano fin da piccola e che hanno plasmato il tuo approccio con la realtà condivisa, per dimostrare chi sei o non chi sei.
Bugie, maschere, immagini ideali , le certezze che ti hanno intrappolato.
Sicura di essere proprio tu?
Si parla tanto di cambiamento, ci si riempie la bocca …
E ti spaventa?
Basta che ti guardi dentro e con coraggio affronti le tue paure.
Puoi scoprire che sono parti di te sconosciute e ti sorprende come le puoi cambiare con amore in risorse.
Tutto in te è amore!
Già! Qualcuno ha detto “ Amati. Sei l’unica persona con la quale trascorrerai tutta la vita”
Non ci sono ricette, che ognuno ha il suo metodo di viaggio e le possibilità sono infinite.
E tu sei unica e irripetibile e hai scelto l’amore per te stessa per creare la tua vita.
Del resto non è forse l’Amore che “ move il Sole e l’altre stelle” ?
Che è il collante che tiene insieme l’Universo ?
Che è la motivazione delle energie planetarie?
” Anche Saturno, Nettuno, Marte, Urano, Giove e Mercurio e Venere?“
Ma certo!. E’ proprio questo che vogliono ottenere da te
…potresti non apprezzare completamente il metodo ma è sicuro
che è Amore Universale !
Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre. Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie. Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.
Love Laurin
Per me
“O Valentino vestito di nuovo come le brocche dei biancospini”
Valentino= Biancospino
…e subito mi sento immersa in un mare di fiorellini bianchi nel giardino di mia nonna.
Cespugli molto più alti di me bambina con rami che cantano alla brezza dell’annunciata primavera.
Musica di insetti che portano i pollini per creare nuova vita.
Per me Valentino = Biancospino
Il “Crataegus oxvacantha” per chiamarlo col suo nome scientifico, più noto come: spina santa, pruno aguzzo o ruga bianca, appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è un arbusto che cresce un po’ ovunque nei luoghi incolti, sulle scarpate, tra i cespugli, dalle rive dei fiumi fino alle pendici montuose.
I biancospini sono eccellenti alberi da siepe ed ornamentali i cui frutti, o pomi, vengono divorati dagli uccelli e i cui semi vengono poi diffusi con i loro escrementi.
Forse era un’usanza celtica, perché molto diffusa in Francia ed in Inghilterra, dove si riteneva che le barriere di rose selvatiche e di biancospino fossero un accesso segreto per l’altro mondo.
Poiché tuttavia i Celti non hanno lasciato testimonianze scritte, dobbiamo indovinare dalle contemporanee usanze greche e romane l’effettivo valore sacrale della pianta, che era considerata protettrice delle soglie e delle nozze. In caso di contaminazioni si accendevano torce di biancospino per purificare l’aria.
Molto significativa comunque è la leggenda inglese secondo la quale Giuseppe d’Arimatea, il membro del Sinedrio che aveva cercato d’opporsi alla condanna di Gesù e dopo la sua morte ne aveva raccolto il sangue nella famosa coppa, avesse piantato il suo bastone da viaggio a Glastonbury ed immediatamente ne fosse miracolosamente fiorito un biancospino.
Inutile ricordare che il luogo sorgeva in prossimità dell’antica “Avalon”, il più importante centro di tradizioni medioevali, dove si diceva fosse sepolto Artù. Inspiegabilmente la pianta fioriva alla vigilia di Natale ed il giorno seguente un ramo veniva solennemente offerto in dono al re ed alla regina d’Inghilterra. L’usanza fu benignamente tollerata dalla Chiesa cattolica per più di mille anni.
Il biancospino è l’albero sovrano contro l’inferno ed i suoi accoliti. Le sue spine hanno funzioni protettive contro le negatività. Esso è considerato anche l’albero del maggio e della purezza e verginità. Secondo una leggenda celtica, addormentandosi sotto un biancospino nel primo giorno di maggio si corre il rischio di essere rapiti dalle fate.
Venne assunto ai tempi della rivoluzione francese come “albero della libertà”; tra il 1789 ed il 1792 in Francia ne furono piantati più di 60.000.
Il Biancospino, noto anche come l’Albero delle Streghe, fa parte di una triade di alberi che si dice siano sacri alle Fate: Quercia, Frassino e Rovo, che, quando crescono insieme naturalmente, creano un luogo in cui è facile vedere le Fate.
Una volta si credeva che il Biancospino fosse il corpo trasformato di una strega che si era mutata nella forma di un albero. In realtà è più probabile che gli spiriti visti nel biancospino non fossero streghe mutaforme, ma Driadi o Fate degli alberi.
L’albero o il cespuglio di biancospino fatato ci ricorda la presenza delle Fate che vivono nelle vicinanze. Il biancospino fatato è sacro ed inviolabile, poiché segna i territori delle Fate, ed il terreno circostante è benedetto dalla sua presenza.
La saggezza popolare ci informa che è pura follia tagliare o danneggiare un biancospino, soprattutto se si tratta di un albero solitario che cresce in uno spazio aperto e segna il confine tra vicini, nei pressi di un pozzo sacro, di un cerchio delle fate o di una casa: abbattere un biancospino porta calamità e disgrazie, in quanto significa disonorare o non rispettare i territori delle Fate che vivono vicino a noi.
Onorando il sacro biancospino, gli abitanti del Mondo di Mezzo acquisiscono la capacità di curare e proteggere la santità di ogni aspetto della vita e, in questo modo, divengono più saggi. I giardini delle Sacerdotesse dell’Antica Religione contenevano almeno un cespuglio di Biancospino.
I Greci si servivano dei rami fioriti per adornare gli altari durante le cerimonie nuziali.
Usi magici del Biancospino:
I romani avevano dedicato questa pianta alla dea Flora che regnava sul mese di Maggio, il mese delle purificazioni e della castità, simboleggiata dal bianco dei fiori, ed era usata per decorare i Pali di Maggio, per accrescere la fertilità ed al medesimo scopo viene ancora oggi usata nei matrimoni, specie in Primavera.
Utilizzata anche per scacciare il malocchio e la sfortuna, usavano adornare le culle dei neonati con piccoli rami fioriti per proteggerli dagli incantesimi.I pescatori lo portano con sé in un sacchettino di stoffa per assicurarsi un’abbondante pesca.
Indossato, ridona felicità in caso di tristezza o depressione.
Piantato in un vaso o nel giardino di casa, protegge dai fulmini e dagli spiriti malvagi e preserva le case dai danni derivanti dalle tempeste.
Personalità dei nati sotto il segno del Biancospino
Temperamento creativo, mobile, rapido, un po’ infantile. Più che del compagno si innamora dell’amore ma, troppo volubile e curioso per fermarsi a lungo, si lascia sedurre per poi fuggire in cerca di un altro fiore.
Fonti:
https://giardinodellefate.wordpress.com/fate/le-fate-e-la-natura/
cosa sara’
che fa crescere gli alberi la felicita’
che fa morire a vent’anni
anche se vivi fino a cento
cosa sara’
a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato
oh cosa sara’
che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all’ombra di un desiderio
oh cosa sara’
che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta
cosa sara’
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c’e’
cosa sara’
che ti spinge a comprare di
tutto anche se è di niente che hai bisogno
cosa sara’
che ti strappa dal sogno
oh cosa sara’
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare
oh cosa sara’
che dobbiamo cercare
che dobbiamo cercare
cosa sara’
che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parla del futuro
cosa sara’
questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta a ascoltare
la notte che scende
oh cosa sara’
quell’uomo e il suo cuore benedetto
che e’ sceso dalle scarpe e dal letto
si e’ sentito solo
e’ come un uccello che in volo
e’ come un uccello che in volo
si ferma e guarda giu’
Lucio Dalla
” Il 2 febbraio è uno di quei giorni, dispiegati nel calendario, utili, in base alle credenze popolari, per trarre auspici per il futuro, per predire l’esito dei raccolti. In fondo, da un punto di vista tecnico-agricolo, è effettivamente importante che, in certe fasi dello sviluppo del grano e della vite, le condizioni meteorologiche siano favorevoli.”
In questo particolare giorno, l’orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla sua tana per vedere come e’ il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori: se il tempo è nuvoloso annuncia con tre salti l’arrivo della primavera, se viceversa il tempo è chiaro e soleggiato l’orso torna a dormire nella tana.
Un proverbio piemontese in questo senso recita:
“se l’ouers fai secha soun ni,
per caranto giouern a sort papì”
(“Se l’orso alla Candelora fa saltare la paglia (il giaciglio) si rientra nell’inverno”).
In altre regioni, viene utilizzato il lupo o il leone come protagonista simbolico di questo proverbio che esplora le dinamiche interne della terra, che proprio nel momento di maggior gelido, ricominciano a risvegliare gli elementi assopiti, e quindi al di sotto di una superficie brulla corrisponde una vita intensa.
Non è un caso se il termine febbraio derivi dal latino februus (“purificante”), associato al periodo annuale di purificazione e quindi di rinascita.
Un altro proverbio simile al primo, ma meridionale in questo caso, sostiene che se il due Febbraio il tempo è buono, l’orso ha la possibilità di farsi il pagliaio e quindi l’inverno continua.
L’orso era anche protagonista di alcuni riti rurali del mese di febbraio, collocati nel ciclo agreste/vegetativo: al termine di una caccia simulata, l’orso viene catturato e portato all’interno del paese dove viene fatto oggetto di dileggi e di scherzi. L’epilogo può variare dall'”uccisione” dell’orso alla sua liberazione/fuga e ritorno alla natura. La figura dell’orso è rivestita da qualcuno del luogo che non deve essere riconosciuto fino alla fine della rappresentazione rituale.
In tempi remoti un montanaro/domatore andava in giro da un paese all’altro facendo ballare l’orso nelle piazze, celebrando il ritorno della luce e della bella stagione, con la sconfitta delle forze del buio e del freddo. In seguito questo uso scomparve e in alcuni paesi, per mantenere la tradizione, l’orso fu sostituito da una persona appositamente mascherata che ripeteva la stessa pantomima.
Altre celebrazioni del “ giorno dell’orso” e altre usanze.
Nel periodo di Carnevale, un uomo veniva mascherato da orso e tirato con una catena o una corda per le strade, dove veniva schernito e bastonato.
Sempre nel periodo di carnevale, un personaggio mascherato da orso apriva la sfilata in costume, e in questa “rappresentazione” veniva mostrato pure il giaciglio asciutto dell’orso
Si celebra anche la “festa dell’orso“: qualche giorno prima della ricorrenza, i cacciatori con il volto annerito, andavano alla ricerca dell’orso, che (un uomo travestito) veniva immancabilmente trovato la sera della vigilia. Cacciatori, “orso”, e domatore visitavano le stalle e le osterie con il pretesto di spaventare la gente (e le ragazze) si lasciavano andare a trasgressive bevute. Il giorno dopo, l’orso compariva in paese e, dopo aver fatto il giro della borgata, ballava con la ragazza più bella prima di scomparire per ritrasformarsi in uomo.
In Puglia, chi impersonificava l’orso girava per le vie del paese, fermandosi nelle piazze: lì, al suono di tamburi, si metteva a ballare la tarantella, tra i presenti disposti in cerchio che battevano le mani a tempo e lo punzecchiavano e colpivano con qualche sberla. A volte, a seconda del tempo, l’orso imitava o no l’atto del costruire il suo rifugio (u pagghiar’).
Questi riti riproponevano comunque una tradizione antica che celebrava la festa del ritorno della luce e della bella stagione, con la sconfitta delle forze del buio e del freddo.
Nello svolgimento di questi riti traspare la simbologia dell’orso (che con l’inverno va in letargo e si risveglia a primavera), interprete della forza primitiva della natura. L’orso può anche essere accostato alla figura dell'”uomo selvaggio”. In entrambe le raffigurazioni rappresenterebbe comunque il binomio natura – uomo.
Chiedetelo a Chuck, la marmotta dello Staten Island Zoo che come ogni anno farà la sua previsione.
L’appuntamento con Chuck è fissato per il 2 febbraio, il “Groundhog Day“, cioè il giorno della marmotta, una festa celebrata ogni anno sia negli Stati Uniti che in Canada, nel corso della quale si osserva il rifugio della marmotta prestando attenzione a quando farà capolino dalla sua tana. Se Chuck vedrà la sua ombra ci saranno altre sei settimane d’inverno, mentre se non la vedrà significa che la primavera arriverà presto. Chuck e la sua famiglia hanno predetto correttamente la fine dell’inverno 23 volte negli ultimi 30 anni.
A New York ogni anno per il giorno della marmotta il sindaco Bloomberg va a fare visita a Chuck allo zoo di Staten Island per leggere il responso. E’ ormai una tradizione consolidata!
Leggi anche: “ Il giorno della marmotta”
http://marisamoles.wordpress.com/2013/02/02/la-madonna-candelora-e-la-primavera-che-verra-tardi/
Fonti:
http://www.lucedistrega.net/documenti/feste-candelora.htm
http://www.nyc-site.com/newyork/nymag-eventi/3386-nel-giorno-della-marmotta
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