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* Cercando la Via Lattea

In questa calda serata di venerdì abbiamo deciso di esplorare la Via Lattea: se fate un paragone tra questa originale versione del capolavoro di Vermeer e quella esposta al Rijksmuseum (Amsterdam), vedrete che questa ha molto più senso.

La donna gentile è triste senza un gatto, non ha nessuno di cui occuparsi, nessuno a cui servire questo delizioso latte fresco.

E quando vi capita di bere del latte caldo in una calma sera di venerdì, per favore non dimenticatevi degli altri gatti.

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* Arte e Gatti

Leonardo da Vinci:

Signora con gatto che pretendeva di essere un ermellino

(Ritratto di Cecilia Gallerani)

Quel giorno, dopo una sontuosa cena a Palazzo Sforza, Noi stavamo riflettendo sullo splendido effetto del mantello dell’ermellino….

Se la bellezza e l’eleganza dipendono dal prezzo del materiale o dal suo disegno…

Ma Noi e la Nostra amata sorella Fee della Germania sappiamo che la vera eleganza è nella armonia e nelle buone maniere e che i gatti sono gli esseri più eleganti della Terra.

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* Arte e Gatti

Monna Lisa rideva perchè Noi eravamo lì.

Puoi non sorridere avendo sulle tue ginocchia dieci chili di tale eccezionale importanza?

In effetti Leonardo era incerto nel dipingere la Nostra immagine. Aveva paura della reazione dei critici e dei galleristi che pensavano non fosse serio mettere gatti nei quadri.

Ma il sorriso di Monna Lisa è rimasto nel dipinto.

Questa è la storia vera.

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* Giardinieri sovversivi

Un mondo più verde, un’aiuola alla volta!

*

Il gruppo romano è entrato in azione alle 12.00. Wired.it lo ha visto lavorare la terra e piantare semi per riportare in vita l’ennesimo giardino abbandonato a se stesso

Sono pronti a tutto. D’altro canto questa non è la prima azione del commando. Tuttavia l’obbiettivo è ambizioso, è l’ultimo della stagione. Poi le “armi” verranno deposte. Per lo meno per tutta l’estate, in attesa di un clima più favorevole, l’autunno.

Comunque le “bombe” sono pronte. E loro si sono preparati a lanciarle, lo sanno tutti, questa è gente che non scherza. Improvvisamente silenzioso sbuca anche il capo. Anche se i rivoluzionari verdi, di gerarchie, non vogliono proprio sentirne parlare. Però è lei ad avere la pala in mano… I guerriglia gardening tenteranno, per l’ultimo attacco di primavera, il così detto salto di qualità.

Alle 12.00  è previsto l’attacco. E loro, precisi come un orologio svizzero, entrano in azione. Con le pale smuovono la terra. Le zappe servono a tracciare i solchi e rimuovere le erbacce dell’ennesimo giardino pubblico abbandonato a se stesso. Poi sarà la volta delle “bombe”. Anche se queste non uccidono, e nonostante il nome, servono a dare la vita. Dagli esplosivi verdi, un mix di argilla, terra e semi, nasceranno dei bellissimi girasoli. All’improvviso, però, sbuca una pattuglia della polizia.

Un attimo di panico tra i 30 guerrilla gardening. Ma l’agente alza il pollice ed esclama: “ Continuate così ragazzi”. È fatta, anche le forze dell’ordine sposano la causa, pensa Vanessa Scarpa, il leader dei rivoluzionari dal pollice verde.

Dall’inizio dell’anno abbiamo fatto tre azioni per il recupero del verde pubblico abbandonato – spiega Vanessa. A Tor bella Monaca, San Paolo e a Corviale. Ma cosa ancora più importante, a gennaio, abbiamo aperto la scuola del giardiniere sovversivo, ad Acrobax, nell’ex cinodromo a Roma”.  

Nel frattempo i 30 componenti della colonna si muovono in perfetta sincronia. Ognuno sa quello che deve fare. Ognuno in mano ha la sua “arma”. In un paio di ore l’operazione è conclusa. L’area è rinata. E la dove c’era uno spazio degradato, in via di Poggio verde, ora c’è una bella superficie fiorita. Chissà come saranno felici i residenti del quartiere. E chissà cosa penseranno, invece, dal comune.

Tuttavia l’operazione non è ancora conclusa. Manca il marchio di fabbrica. La firma. Il lavoro deve essere rivendicato. Il capo estrae il documento. È una bandiera con lo stemma del commando: Giardinieri sovversivi romani. Che, naturalmente, viene piantata al centro del giardinetto.

Per l’autunno – racconta Vanessa – stiamo preparando delle azioni eclatanti. L’ultima del 2012, in inverno, a ridosso del Natale sarà clamorosa. Un mix tra recupero di un’area abbandonata e un’opera artistica. Però è segreta e non la si può svelare”.

Lassù nel cielo, c’è un sole splendente, ad  osservare il commando verde.

Chi sono i giardinieri sovversivi?

Sono persone di tutte le età unite dal comune interesse per il giardinaggio, sostenitori dell’ecologia e aperti a nuove amicizie. C’è chi ha il pollice verde, chi ha senso estetico, chi è esperto nel fai da te. C’è anche chi non ha particolari abilità, ma partecipa lo stesso per curiosità, voglia d aiutare e costruire insieme, per imparare in compagnia com’è facile migliorare qualcosa se lo si vuole e se non si è soli.

Alcuni giardinieri partecipano attivamente in cerca di zone da ripristinare e facendo sopralluoghi, accordandosi con gli abitanti del quartiere per cercare collaborazione; alcuni si occupano di reperire piante, attrezzi, concime e tutto ciò che è necessario ad una guerriglia perfetta, così come altri ci regalano tutte queste cose.

C’è chi è attivo sul terreno (è proprio il caso di dirlo) e lavora in prima persona estirpando, zappando, concimando e piantando e c’è chi ci aiuta annaffiando e controllando le nostre aiuole nei giorni successivi all’azione guerrigliera.

Sono attivamente impegnati a migliorare il mondo, anche se con piccole azioni, perché credono nel potere delle idee e della loro capacità di espandersi e perdurare: succede spesso, durante una guerrilla gardening, che persone si avvicinino, chiedano, si informino o addirittura aiutino.

Questo è il nostro potere, comunicare qualcosa in cui credi facendo qualcosa che ti piace fare; come piccole api portano a distanza un messaggio che si moltiplica e si espande, ed è bellissimo vedere che oltre alle aiuole fioriscano anche i nostri ideali nelle menti di chi li supporta.

Il giardinaggio sovversivo è per tutti!

Un mondo più verde, un’aiuola alla volta!

Gelsomino Group

Guerrilla Gardening (Soresina, Cremona),

Terra di Nettuno (Bologna),

Zappata Romana (Roma).

Badili Badola (Torino)

Giardinieri sovversivi romani

fonti:http://life.wired.it *

http://www.guerrillagardening.net




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* sul libero arbitrio

“ L’uomo sbaglia perchè Dio gli lascia il potere di scegliere, il libero arbitrio, ma non sempre sa scegliere il più autentico e miglior cammino per la propria vita.

L’uomo ha potere di scelta perchè è libero di credere in ciò che vede. Forse ora stai pensando: “ perchè allora Dio non si impone, invece di lasciare la libertà di scelta, visto che Lui sa cosa è meglio?”

Il potere di scelta è stato dato agli uomini perchè non sono tutti uguali.

Ciascuno ha le sue differenze e non sarebbe possibile che tutti seguissero la stessa linea,anche perchè non tutti appartengono a quella linea.Le scelte degli uomini sono numerose, il cammino di ciascuno è diverso da ogni altro ma l’obbiettivo comune sarò il luogo dell’incontro.

Finchè un uomo è vivo, ha a sua disposizione tutte le scelte che vuole,persino quella di credere in dio oppure no, senza che per questo gli succeda niente di male. Ma dopo che la vita è passata ed ha lasciato spazio ad un nuovo cammino, il suo diritto di scegliere si esaurisce ed a quel punto gli toccherà godersi i risultati delle scelte giuste e soffrire per quelle sbagliate.

L’uomo sbaglia e sbaglierà ancora per molto tempo perchè si limita a criticare i propri errori e non ne fa una lezione per il futuro. Non ne analizza le cause e le conseguenze, né da loro la giusta importanza, perchè secondo lui un errore può sempre essere corretto. Un errore commesso nel presente, se gli viene attribuita la giusta importanza, potrà generare grandi benefici nel futuro. Quando un generale perde una battaglia cerca subito di rinforzare i punti deboli per vincere la guerra.

Oggi il mondo attribuisce mola importanza agli avvenimenti tragici. Però quegli avvenimenti non sono mai stati analizzati a dovere in modo da farli servire di lezione.

Quindi non cancellare gli errori dalla memoria. Affrontali piuttosto come fossero lezioni. Mantienili vivi da qualche parte. Solo se hai sempre presente dove sono le buche che ti hanno fatto inciampare riuscirai ad evitarle anche quando non sono ben visibili.

Se un uomo compra un paio di scarpe e poi scopre che sono strette, le cambia con altre più adatte. Ma quando prende una decisione sbagliata che gli può provocare delle difficoltà, si affretta a dire che è colpa del destino e della volontà di Dio, e che non può fare niente. Ma non c’è nessuna influenza divina sugli eventi del mondo. Sono gli uomini che inventano le armi che li salvano e anche quelle che gli uccidono.

Gli errori di un uomo non devono assolutamente ostacolargli una vita di successo, al contrario, devono essere trasformati in pietrisco per rafforzare il suo cammino. perchè una casa per essere costruita non ha bisogno solo di mattoni ma anche di pezzi di pietra e scaglie di mattoni.

Nel fare una scelta ricordati che ci sono due possibilità, una giusta e una sbagliata.

Non importa quale scegli, l’importante che la scelta sia la tua meta.“

Questa è una pagina da “ Il giardiniere di Dio” di Cesar Romao.

Per me il libero arbitrio consiste proprio nella facoltà di scegliere.E’ la mente che distingue l’essere umano dagli altri esseri viventi.

Attraverso la capacità di vedere l’altra faccia della medaglia è possibile fare la scelta. Vedere tante facce della medaglia è avere altre possibilità ancora.

Anche non scegliere è una scelta… E non esistono fallimenti ma solo risultati che insegnano.

Avere una visione del futuro è una scelta vincente!

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* Se ti piace l’ albicocca

Quest’anno il mio albero di albicocche è così

L’albicocca è uno dei miei frutti preferiti,e, colta direttamente dall’albero, ha un profumo inebriante che fa venire subito l’acquolina in bocca. Ma questi frutti maturano tutti insieme appassionatamente, così…ho dovuto fare  parecchi chili di marmellata!

Sull’etimologia della parola “albicocca” esiste qualche perplessità. La maggioranza degli studiosi concorda sul fatto che la parola di riferimento sia araba (al-barquq=susina) e quindi al latino “praecox”, come suggerito da Plinio il Vecchio che ne sottolineava la maturazione precoce rispetto alla pesca.

In numerosi dialetti italici, infatti, si indica ancora la pesca con il nome di “percoca”.

Il nome scientifico Prunus armeniaca, trae in inganno: infatti le albicocche non sono originarie dell’Armenia ma della Cina dove erano note già 2000 anni prima di Cristo.
L’introduzione delle al
bicocche nel mondo greco-romano è senza dubbio avvenuta a seguito delle campagne di Alessandro Magno.
Columella, nel “De re rustica” (Il secolo d.C.) parla di una varietà precoce “arbor precox” da cui deriva appunto il nome albicocco.
Poi furono i romani, cento anni prima della nascita di Cristo, a portare le piante di albicocche in Italia da quella che era stata la Magna Grecia oltre che dalla lontana Armenia (“Prunus armeniaca”); e infatti il segno e la “radice” di quella regione d’origine rimangono nel dialetto romagnolo (“maniaga”) e in quello toscano (“armellino”).

Secondo una leggenda, l’albicocco era considerato inizialmente una pianta ornamentale dalla folta chioma, dal fogliame verde e dai fiori bianchi. Quando l’Armenia fu invasa da un esercito nemico, si dovettero abbattere gli alberi improduttivi per il legname. Una fanciulla, essendo molto affezionata ad un albicocco, trascorse la notte precedente alla guerra piangendovi vicino. Il mattino seguente si risvegliò e vide che sull’albero erano cresciuti frutti dorati, le albicocche.

Nella valle degli Hunza, regno nascosto dell’Himalaya, protetto da gigantesche muraglie che graffiano il cielo sfiorando gli 8000 metri, sorprende la coltivazione dell’albicocca, frutto dalle virtù quasi “magiche” che ha permesso a questo popolo di sopportare gli stenti e le privazioni di una vita difficile, segnata da lunghi inverni.

E proprio durante le “primavere di fame” quando erano ormai esaurite le scorte di cibo, che le albicocche, abilmente seccate durante l’estate precedente, fornivano sostentamento alle popolazioni delle montagne.

Tra fine giugno e luglio ogni pietra, ogni tetto (rispettando la tradizione tibetana, le coperture delle case sono una sorta di terrazzo “vivibile”) si tinge di mille sfumature di arancio vivo, trasformando il paesaggio in un irreale quadro naïf.

Ovunque, i frutti dell’albicocco, aperti e privati del seme legnoso (la cui mandorla verrà anch’essa seccata e messa da parte per essere consumata come “snack” pregiato) seccano lentamente al sole, mutando dal colore vivo e brillante di quelli freschi alle sfumature ocra e ruggine della frutta ormai pronta per essere immagazzinata nelle dispense.

Il panorama, in quella stretta fascia viva tra l’immobilità delle montagne in alto e la furia del fiume in basso, diventa uno straordinario patchwork di arancioni e verdi declinati in sfumature che nessun pittore può immaginare.”

http://www.focusitalia.com

Eleanor Hardwick

Lalbicocca stimola la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta il ferro e da’ colore al sangue, un frutto anti-anemia per eccellenza. I medici arabi la usavano per curare il mal d’orecchi, i disturbi della gola e l’afonia.  La mandorla contenuta nel nocciolo, oleaginosa, è commestibile solo quando è dolce; di solito è invece amara: contiene, in tal caso, una sostanza che genera acido cianidrico, un potente veleno. 

Il succo fresco dell’albicocca è un eccellente tonico per la pelle del viso. 

Il colore albicocca è particolare: un po’ di rosso vermiglione, una punta di giallo e di bianco. E’ il colore dell’immortalità e della giovinezza eterna. E’ stimolante, dolce e rigeneratore.

Le albicocche sono paragonate, per forma e colore, alle guance femminili

Nel linguaggio dei fiori significa: “Il mio amore non è ricambiato”

La tradizione popolare di alcune località inglesi vuole che sognare albicocche porti fortuna.

E Dulcis in fundo…

La marmellata di albicocche, è uno degli ingredienti principali della torta Sacher.



Fonti. www.alimentipedia.it * http://web.dsc.unibo.it *http://it.wikipedia.org *http://www.bussolaverde.it