E’ l’ultimo del mese di ottobre… cambia la stagione… è tempo di riflessione e bilanci.. che mi invitano a entrare più profondamente in contatto con la me che sono ora … arricchita dal passato proiettata verso il futuro … ogni cambiamento avviene e si realizza quando sono al punto giusto al momento giusto – work in progress. così per tutti.. stamattina al banchetto di frutta e verdura sotto casa per trovare ispirazione a celebrare il solito, per me, rito sono subito colpita da una cesta di rami di castagno… allungo subito la mano e mi pungo con un enorme riccio.. vicino lucide castagne sembrano sorridermi facendo capolino tra le foglie… ma il riccio si apre e dentro c’è sempre una lucente castagna… è dolce e il cuore si rinfranca…si gonfia di emozione…di affetto…. e sì…ci sono momenti che mettono spine nel cuore… ora è il momento della tenerezza struggente per chi non c’è più.. che mi proietta in altre dimensioni con i ricordi …ogni volta … ed è sempre accanto…in tutte le scelte di ora… per ottenere tutti i traguardi sognati … ora è il momento di custodire gli affetti … e rinsaldarli e distribuirli…e garantirne la continuità Mi guardo indietro …e… un percorso costellato da : dietro ogni nuvola c’è sempre il sole.. oltre l’angolo cè il cielo blu… il bicchiere è mezzo pieno… cambio punto di vista… lascio che l’altro sia… comunico le emozioni, le condivido… do priorità agli affetti… dire ti voglio bene è facile e sicuro…… dirmi mi voglio bene… Che bottino ho ottenuto… Che raccolto strepitoso di emozioni e sogni ho realizzato! Crescono e si moltiplicano onde di armonia che aumentano le occasioni sempre più frequenti di stare insieme e andare oltre di me verso tutto e tutti … coinvolgenti e profumate di mughetti appena sbocciati… e la luce negli occhi di chi si sorprende di condividerla… e lo dice… Mi piace e mi fa sentire intera e viva modellarmi sui tempi della natura … che ora suggerisce i semi del futuro… in un tripudio di colori e di profumi di tutti i toni e tutti i gusti che toccano fino all’anima,i rossi, gli arancioni e i gialli delle foglie,le zucche e i cachi,le mele tricolori.e le pere muschiate e l’uva dai sapori zuccherini di sole, e tramonti di fuoco cangianti come i melograni che fanno vibrare persino i barboncini.. E i ricci si sono aperti tutti ormai e le castagne lucide e invitanti riscaldano il cuore… e riempiono di dolci promesse… e dentro, proprio in fondo al cuore i semi dei progetti futuri! ( sento profumo di caldarroste che si sciolgono in bocca?) Io mi ispiro alla natura! Buon Samhain! Buona semina! Buona visione! Love Laurin Foto di Laurin
Forse non sai che c’è un giorno che si dice “ fuori dal tempo”
A me dà un senso di pace interiore …tutti i contrasti si uniscono in una sola armonia di luci e colori e danzano nella mia mente e nel mio cuore… e sono appagata e sospesa e serena … che il futuro sarà proprio come i miei sogni…
E’ perchè gli antichi che contavano il tempo nel rispetto assoluto della natura secondo le fasi lunari quindi ciclo di 28 giorni per 13 lune, 364 giorni per un anno ( energia femminile)
Poi sono arrivati i Romani che hanno stabilito che il tempo si contasse secondo il Sole , 365 giorni per un anno ( energia maschile)
Il giorno della differenza cade il 25 luglio ed è “il giorno fuori dal tempo”
Il 26 Luglio è il giorno in cui la Stella Sirio sorge insieme al nostro Sole, stabilendo la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo.
Ci sarebbe molto da dire su tutto ciò…
Non ti suscita immagini e sensazioni “un giorno fuori dal tempo” che scandisce il passaggio da un anno all’altro?
Un momento di spazio tempo carico delle energie dell’anno passato e di quelle scalpitanti dell’anno futuro!
Una bolla magica di un tutto carico di luci ed effetti… e tu sei lì che ti viene voglia di entrare e godertela respirando questa energia tonificante..
Del resto il passato è dietro, il futuro davanti a te , ma ancora da iniziare.
Fermati! Qualcuno ha detto “Riposati: un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante!”
Alcuni lo chiamano il tempo della Ricapitolazione…
Che brutta parola, ha un suono che non mi piace.. un suono di giudizio su ciò che hai fatto e ciò che farai…con i soliti parametri, i soliti esempi, le solite credenze…
Tutta roba tua ? Mah..
E se ti liberassi la mente e guardassi fuori e soprattutto dentro di te in un’altra ottica ,quella delle emozioni. .
Allarga le tue percezioni, cogli le sfumature della realtà che ti circonda, immaginati come un bouquet di fiori e colori , identificati con la natura che ripete un ciclo dopo l’altro sempre con le stesse regole eppure rispettando i cambiamenti necessari…
Del resto ogni essere umano fa parte del programma: pianta qui, raccogli là, cambia genere, cambia colore, più luce, più ombra. Farfalle, coccinelle grilli…con te.
Come un giardino, ma che giardino , il tuo unico e irripetibile rigoglioso spazio. Ogni anno si arricchisce dei tuoi sogni realizzati.
Il giorno fuori dal tempo per scoprirti oltre il tuo solito modo di pensarti.
E vedrai quanto hai da scoprire! Tu sei il cielo, non un temporale di passaggio!
Guarda proprio dentro di te c’è una stella, unica e irripetibile, che manda infiniti bagliori multicolori e fa nascere farfalle di emozioni che aprono il tuo cuore.
Come un Sole interiore che nutre amorevolmente ogni tua esperienza e scelta.
Sentiti coccolata dalle stelle che sei fatta della stessa sostanza.
Mi piace scandire il tempo secondo il calendario lunare. E poi in questo ottavo mese c’è il mio compleanno! E poi solo la parola “agrifoglio” mi rinfresca! Penso all’atmosfera dicembrina, al vento pungente dell’inverno,ai profumi delle caldarroste, alle vibrazioni natalizie… e qui al mare al silenzio dei pesci che vanno in letargo ( forse?) A volte basta una parola …
“Ed ecco l’agrifoglio che è così generoso:
compiacere tutti è il suo intento
ad eccezione di lords e ladies, distaccati da tutto questo,
chiunque inveisca contro l’agrifoglio
d’un balzo sarà appeso su in alto. Alleluia.
Chiunque canti contro l’agrifoglio
Può piangere e torcersi le mani”
Secondo il calendario celtico, l’agrifoglio rappresenta l’ottavo mese dell’anno , Tinne (8 Luglio – 4 Agosto), che comprende la festa celtica di Lughnassadh (Lammas) celebrata il 1° agosto.
Nella tradizione, l’agrifoglio è conosciuto con molti nomi diversi, tra i quali ricordiamo: Hulver, Marruca, Albero degli Spiriti …
Il “Calendario degli Alberi”, usato presso i popoli celti, fissava una certa corrispondenza tra numerose serie di elementi: gli alberi, le lettere dell’alfabeto, i mesi lunari dell’anno, parti del corpo umano,metodi di guarigione e dei. I sacerdoti celti, i Druidi, utilizzavano le piante anche per scopi magici e terapeutici e il ciclo di 13 alberi corrispondeva alle 13 energie arboree alle quali si associavano anche elementi divinatori che operavano come genii protettori cui rivolgersi in cerca di forza, fortuna o buoni consigli.
L’anno lunare, composto da 13 mesi di 28 giorni,contava quindi 364 giorni . Restava un giorno intercalare, il 21 Dicembre, vigilia del Solstizio d’Inverno, giorno nefasto perchè ritenuto la “morte dell’anno” e perciò raffigurato dal Tasso, chiamato “albero della Morte”. Il giorno seguente, cioè il 24 Dicembre, giorno del Solstizio, era invece simboleggiato dall’Abete Rosso, chiamato ” albero del parto ” o “albero della vita”.
Ailm ( abete rosso)
Idho (tasso)
Queste due vocali aprivano e chiudevano l’anno lunare.
Le altre vocali erano adibite a simboleggiare i due equinozi e l’altro solstizio:
Onn, la ginestra, per l’equinozio di primavera,
Eadha, il pioppo bianco, per l’equinozio d’autunno
Ura, il brugo, per il solstizio d’estate.
Le prime tracce del Re agrifoglio risalgono al XII secolo.
Era la trasposizione dell’antica entità chiamata “ Uomo Verde. “.
Capace di donare la fertilità della foresta e delle piante alle donne e al bestiame, l’Uomo Verde è il consorte della Dea madre e si occupa della fioritura della primavera e dell’estate, del rigoglio della terra.
Il volto e i lineamenti dell’Uomo Verde sono formati da foglie e rampicanti.
Trae il vigore dalla terra stessa e rappresenta il ruolo maschile nell’unione sessuale,nella fertilità e nella fioritura della vita e del talento degli uomini. Rappresenta l’innocenza, il procedere senza difficoltà e il successo, soprattutto nell’intraprendere nuove attività.
Considerata dalla tradizione magica pianta di genere maschile perché collegata all’elemento fuoco e al pianeta Marte. Per questo motivo, se era portata addosso, la pianta avrebbe donato fortuna soprattutto agli uomini (il corrispondente femminile è l’Edera). Le si attribuivano protezione, sogni magici e il potere contro il fulmine.
Era considerata la pianta protettiva per eccellenza, capace di difendere e proteggere dai fulmini, dai veleni, dagli spiriti cattivi e dagli stregoni malvagi se veniva piantato intorno alla casa. Se invece si lanciava l’Agrifoglio contro una bestia feroce, questo aveva la facoltà di calmarla immediatamente, anche se l’animale non veniva colpito.
L’acqua di Agrifoglio (infuso o distillato) era spruzzata sui neonati in segno di protezione.
Una ballata medievale dell’Inghilterra, dove l’ agrifoglio è ancora il sempreverde più utilizzato a Natale, ne difende la tradizione: “Chi parla male dell’agrifoglio”, in un baleno verrà impiccato. Alleluia!”
L’origine dell’agrifoglio si ritrova anche in una leggenda dei paesi nordici nella quale si narra che quando Baldur, dio della luce e del sole, morì trafitto da una freccia, cadde proprio su un cespuglio di agrifoglio; allora suo padre, il dio Odino, decise di ricompensare la pianta che aveva ospitato il figlio al momento della morte trasformandola in sempreverde e riempendola di bacche rosse, in ricordo del sangue versato dal figlio.
Un antico rito magico per realizzare un desiderio, consisteva nel raccogliere, dopo la mezzanotte di un venerdì, nove foglie di Agrifoglio nel più completo silenzio, scegliendo una pianta non troppo spinosa. Si dovevano poi avvolgere le foglie in un panno bianco e annodare per nove volte le due estremità del panno. Infine, si riponeva questo sacchetto sotto il cuscino, e quello che si era pensato o desiderato si sarebbe avverato.
L’ agrifoglio rappresenta la sopravvivenza, la speranza, la rinascita.
E’ simbolo di protezione e forza vitale. Appeso sopra le porte impedisce l’ingresso di persone ed energie limitanti.
I nati sotto il segno dell’Agrifoglio hanno questo temperamento che riecheggia il sole: la vitalità, il potere, l’egocentrismo, ma anche la generosità. Nati per comandare, hanno carisma, volontà e autostima da vendere. In amore danno molto: eros, fedeltà e coinvolgimento, ma pretendono altrettanto. Impennate di orgoglio da controllare.
Il primo maggio è la grande festa dell a Energia del Fuoco ! della Luce della Rinascita… del Sole già caldo che sempre più illumina il giorno e in questo 2026 … persino la Luna Piena dei Fiori splende di notte gloriosa di rosa … Non si può non percepire entusiasmo, passione che vibra nel cuore… che spinge ad una nuova visione del futuro in splendente cambiamento … Oggi ho notato solo i sorrisi… udito ridere anche gli uccellini…e i cagnolini… e ho visto il mare più blu … e i gerani fare a gara per il colore più vivace… e …sarò stata contagiata?
Buona festa del Fuoco Buon Beltane Buon futuro di colori
(si consiglia di leggere l’articolo ascoltando la musica)
Il mio strumento preferito è il violino! La musica che amo di più è quella classica! Il Pachelbel Canon in D Major è uno dei miei ascolti preferiti …Mi fa sentire al posto giusto al momento giusto …sento la sinfonia vibrare in me e amplificarsi nello spazio in un turbinio di luci e brillantini …e tutto intorno a me risuona di queste note che mi dicono di essere …come quando dopo la pioggia sale dalla terra una nebbiolina profumata che riflette mille colori ed ha un suono che solo il cuore percepisce…la musica della Natura !
La musica della Natura è accordata a 432 Hertz.
Per musica a 432 Hertz si intende quella musica composta e suonata utilizzando strumenti di accordatura intonati a 432 Hertz. La frequenza di 432 Hz è strettamente connessa ai cicli della natura, perfettamente in armonia con l’universo.
Tutto in natura vibra con un’intonazione a 432 Hertz, multiplo di 8Hz che è il battito della terra.
Secondo diverse fonti, il cuore del nostro pianeta batte, non udito dall’uomo, a 8 Hz. La natura (e in particolare i versi degli animali) vibra a multipli di 8: dal ronzio della api al cinguettio degli uccelli, al canto dei delfini, tutto nel mondo naturale segue questa regola.
Le ricerche sulle frequenze della natura sono diventate sempre più importanti e numerose nell’ultimo secolo e annoverano, tra gli studiosi, personaggi di spicco quali Nikola Tesla, Albert Einstein, Rudolf Steiner.
Tutta la manifestazione ha un ritmo e una vibrazione ed anche l’uomo ha una vibrazione perché vibra e risuona. Tutto ciò che vive possiede delle modalità espressive che vengono espresse dal numero e dal tono delle sue vibrazioni.
Ogni tipo di vibrazione si esprime con un tono e una qualità, perciò la vita è prodotta dal numero e dal tono delle oscillazioni.
Ogni vita può essere paragonata alla sinfonia che è suonata con un certo suono e con un tono.
Tutte le forme di vita sono delle scale armoniche che contengono altre note e sottonote perché tutte le forme di vita hanno, nell’essenza, quella Nota Fondamentale.
Tutte le forme di vita sono delle sfumature armoniche che provengono dalla Prima Nota che originò la creazione. Poiché l’oggetto con una forma solida nello spazio deve avere delle dimensioni che lo possano contraddistinguere per degli attributi specifici da altre forme diverse, tutta la manifestazione è una grande sinfonia.
Ma non c’è una nota uguale all’altra, eppure sono in perfetto accordo.
Nell’induismo si afferma che tutto ciò che risuona emette una qualità di toni a cui è collegato un modo di essere, un modo di vivere e uno stato d’animo.
Secondo gli insegnamenti di Pitagora si dice che nella realtà esiste l’Armonia, perché ogni regno della vita ha una sua modalità di esprimere la vita, perciò possiede il suo numero e il suo tono, che è diverso e differente da quello delle altre specie viventi.
I quattro regni, minerale, vegetale, animale e umano possiedono una gamma di suoni e di toni espressivi che sono articolati salendo da una scala che è crescente e che progredisce dalla pietra all’uomo, e che continua in tutto l’universo.
Anticamente si diceva che ogni regno possiede una nota fondamentale che è l’archetipo che rappresenta l’intero regno, perché impersona l’Idea fondamentale che il regno deve esprimere.
Ogni entità manifesta possiede la sua vibrazione, un suono e un tono che è l’espressione caratteristica del suo essere.
Tutte le saggezze antiche dicono che l’esistenza è una vibrazione con un certo numero e un certo tono di vibrazioni espressive che mettono in moto l’etere.
L’Essere Cosmico è il grande musico che usa la tastiera del suo Logos che è Intelligenza e Consapevolezza suprema, perciò l’Essere usa la Saggezza infinita per plasmare l’etere con la sublime melodia che esegue.
Da questa armonia provengono delle armoniche di numero e di diversa qualità di tono con cui avviene il continuo rinnovamento della creazione.
Anche l’uomo possiede la sua nota essenziale e contribuisce alla creazione.
Anche l’uomo può usare la tastiera del suo logos, cioè l’intelletto per far risuonare le note e plasmare l’etere per modellare il suo atto creativo.
L’uomo può muovere l’etere, che è l’elemento eterico del piano esistenziale in cui l’organismo umano agisce.
L’etere risponde all’azione dell’uomo e la materia eterica si modella secondo la struttura e la qualità fondamentale di quella nota.
Esiste un principio di assonanza tra il microcosmo e il macrocosmo, poichè anche il punto più microscopico possiede un tono poiché ogni vibrazione è un’armonica della prima Nota fondamentale.
Se impariamo a riconoscere la qualità del suono e del tono di ogni essere che è esistente sappiamo riconoscere la vita e possiamo risuonare in armonia con ogni forma di vita.
L’umanità è un’entità che usa una tastiera collettiva e se anche un singolo uomo è disarmonico tutta l’umanità produrrà delle melodie discordanti con effetti limitanti ala sua evoluzione.
Per poter stare bene ed essere allineati alle armoniche della Natura è necessario riaccordare noi stessi e riaccordare la musica alle frequenze dell’Universo.
Per generare un mondo fatto di esseri umani in sintonia con la vita e il suo significato.
Scegliamo di sintonizzare di nuovo noi stessi sulle frequenze dell’Universo.
Le ricerche sulle frequenze della natura sono diventate sempre più importanti e numerose nell’ultimo secolo e annoverano, tra gli studiosi, Nikola Tesla, Albert Einstein, Rudolf Steiner, Roberto Assagioli.
C’è anche la musicoterapia che ha identificato nella musica di Haydn, Bach, Mozart, Corelli, Rossini, Vivaldi, Strauss e Respighi, citando alcuni, e ancora Pachelbel (Canone in RE), Pier Luigi da Palestrina, Handel, il modo per riallineare l’essere umano al suo stato di benessere.
E perfino il leader dei Rolling Stones Mick Jagger e lo studioso Ananda Bosman.
Per diffondere le conoscenze riguardo alla musica della natura è nato anche un portale, , che raccoglie ricerche e testimonianze.
Ma chi di noi è consapevole di agire secondo la sua nota unica ed personale come elemento indispensabile alla sinfonia dell’Universo? E che dal suo essere in sintonia dipende la qualità della sua esistenza?
uno dei simboli immancabili di Pasqua … di cioccolata, di zucchero, di coccio, piccolo grande, vero con un fiocco al collo, tenero, soffice… nascosto tra l’erba se hai un giardino .. negli angoli di casa… nei vasi di fiori del terrazzo… una specie di caccia al “tesoro” … per i bambini .. con la certezza di trovarlo… ma in fondo che piace anche ai grandi… e come non emozionarsi vedendo lo stupore, gli occhi sgranati, sorrisi che arrivano alle orecchie, gridolini di gioia … non si può non partecipare… non si può non essere coinvolti!… Io sì l’ho trovato il Coniglio… E dove? Ho immaginato la mia vita come il campo di ricerca… frugato qua e là tra ricordi e sogni.. con la certezza di trovarlo… e ne ho trovati più di uno … basta cercarlo con la certezza di trovarlo nessun bambino rimane deluso… del resto sei tu che metti i conigli … quindi li troverai e tanti! Questi sono i miei auguri! Tanti conigli… tu sai farlo!
“ in deliziose cappe di raso nero dattilografavano il risveglio dettàto dall’aurora.”
“Le rondini “di Farfa (1879-1964)
Insegnavo in una scuola in periferia e la natura era lì a portata di ispirazione. Le stagioni hanno i loro colori come anche i loro simboli.
Nell’atrio c’era una grande finestra che allargava lo sguardo e la mente sulla campagna e io ogni mattina mi fermavo a riempirmi di emozione. Che era lo stato più adatto ad entrare in classe.
Le rondini arrivano puntuali quando i prati sono verdissimi e “margheritosi” (come diceva una mia alunna) il giorno si allunga di sole che scalda ogni cuore e i profumi diventano riconoscibili.
Mi piace indovinare da quale fiore o pianta o erba arriva l’onda profumata per dire sono io qui…
Le violette mi ricordano la nonna e le sue caramelle di zucchero, l’acacia la via di scuola imbiancata da un miriadi di petali bianchi, i gigli coltivati con amore dal portiere che inebriavano nell’androne condominiale,le ancora minuscole foglie di menta con le quali facevo deliziose frittate …( anche con l’erba cipollina si fanno deliziose frittate)…
E poi in classe ognuno disegnava la sua idea di rondine…e di primavera!
Le rondini sono uccelli davvero straordinari, pesano circa 20 grammi ma riescono a percorrere in volo oltre 5000 km, superando mari e deserti senza riposo e lottando contro tempeste e perturbazioni. Sono uccelli migratori, arrivano dall’Africa e nidificano in Italia. Hanno uno straordinario senso dell’orientamento che li fa tornare sempre allo stesso nido che perfezionano di anno in anno. Ma c’è di più. Queste preziose creature svolgono la funzione di insetticida ecologico, cacciando in volo zanzare e mosche e altri insetti. Sono in grado di raggiungere una velocità dai 40 ai 50 chilometri all’ora!
Ogni coppia di rondini, infatti, riesce a catturare e mangiare fino a 6.000 esemplari al giorno nella stagione riproduttiva. Soltanto in Italia ogni anno questi uccelli migratori predano dalle 12mila alle 31mila tonnellate di insetti in modo assolutamente naturale.
Un motivo in più per proteggere le rondini!
Ricordiamo che distruggere (come accade puntualmente!) i nidi di questa specie protetta, insieme ai rondoni e balestrucci è reato.
La rondine è da sempre associata alla stagione primaverile, e quindi alla rinascita e fin dall’antichità le sono attribuiti moltissimi significati simbolici!
Gli Antichi Egizi la associavano alla dea Iside, ritenendo che di notte quest’ultima si trasformasse in rondine per piangere sul sarcofago del dio Osiride, annunciandone il ritorno dal Regno dei Morti.
Nell’antica Grecia era considerata un dono di Afrodite mentre gli AntichiRomani la ritenevano una manifestazione dei Lari, divinità protettrici della casa.
Nella tradizione cristiana è invece simbolo della resurrezione proprio perché fa ritorno ogni primavera annunciandone l’arrivo.
Nella tradizione ebraica, la rondine è considerata benedetta e protetta dal Divino, ma simboleggia anche il cambiamento e gli aspetti ciclici della vita, che rappresentano l’esperienza trasformativa della crescita spirituale.
La rondine ha un ruolo privilegiato persino nel Feng Shui, che la associa ai nuovi inizi e alla fortuna, e per questo consiglia di disporre oggetti artistici ispirati a questo uccello negli spazi di lavoro o nelle stanze che necessitano di una sferzata di energia.
Nei sogni invece si dice rappresenti il più delle volte il bisogno di cambiare aria o di una metamorfosi interiore.
Fonte
Farfa, pseudonimo di Vittorio Osvaldo Tommasini (Trieste, 10 dicembre 1879 – Sanremo, 20 luglio 1964), è stato un pittore, poeta e fotografo italiano.
Io sono il cervello sinistro: Sono uno scienziato. Un matematico. Amo il “famigliare” il conosciuto. Ragiono per categorie. Sono accurato, preciso. Lineare. Analitico. Strategico. Pratico. Sempre al controllo. Un maestro di parole e lingue. Realistico. Io calcolo le equazioni e gioco con i numeri. Io sono l’ordine. Io sono la logica.
So esattamente chi io sia.
Io sono il cervello destro: Io sono la creatività. lo spirito libero. Io sono la passione. Il desiderio, la bramosità. La sensualità. Sono il suono della risata ruggente. Sono il gusto. Sono la sensazione della sabbia sotto i piedi nudi. Sono il movimento. Il colore vivido. Sono lo spasmo di dipingere una tela vuota. Sono l’immaginazione infinita. L’arte. La Poesia. I sensi. Il Sesto senso.
Sono qualsiasi cosa che io voglia essere.
Eppure…
quando ragioni, quando immagini e crei, senti crescere dentro di te i germogli dei tuoi sogni come quella piantina sul tuo balcone che ha messo bocciolini rosa shocking,,. Quando una brezza sconosciuta ti ricorda il profumo delle violette di zucchero della nonna… Quando analizzando scientificamente la tua routine noti che ritrovi entusiasmo accendendo una luce rosa ? e gialla? e verde? colori qui e là come un pittore… Quando la canzone del primo bacio “ il cielo è sempre più blu” ti frulla in testa da giorni … Quando una carezza al morbido barboncino nero del vicino ti cambia la giornata…
Quando…la fantasia è cambiamento…
E’ sempre primavera quando nella tua vita pensi,vedi, crei, progetti, ascolti , ti emozioni attraverso il tuo cuore!
Guardo il mare che è in moto perpetuo…onda dopo onda …bonaccia tempesta bonaccia tempesta…rifletto che così è la vita e mi immagino goccia nel mare…unica e irripetibile piccola piccola…eppure ogni goccia fa il mare e mi getto verso il futuro sulla cresta dell’onda nell’orchestra eterna dei marosi …oggi domani sempre..
cosa sara’ che fa crescere gli alberi la felicita’ che fa morire a vent’anni anche se vivi fino a cento
cosa sara’
a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato
oh cosa sara’
che ti svegli al mattino e sei serio che ti fa morire ridendo di notte all’ombra di un desiderio
oh cosa sara’
che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta
cosa sara’ che ti spinge a picchiare il tuo re che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c’e’
cosa sara’ che ti spinge a comprare di tutto anche se è di niente che hai bisogno
cosa sara’ che ti strappa dal sogno
oh cosa sara’
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare
oh cosa sara’ che dobbiamo cercare che dobbiamo cercare
cosa sara’
che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parla del futuro
cosa sara’
questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta a ascoltare
la notte che scende
oh cosa sara’
quell’uomo e il suo cuore benedetto
che e’ sceso dalle scarpe e dal letto
si e’ sentito solo
e’ come un uccello che in volo
e’ come un uccello che in volo
si ferma e guarda giu’
Un gruppo di studenti all’Università di Milano-Bicocca ha introdotto un’iniziativa innovativa, portando gli antichi mestieri di lavorazione della lana all’interno dell’istituzione accademica. Hanno infatti inaugurato un laboratorio di uncinetto e maglia aperto a tutti.
L’idea di creare il laboratorio è nata dalla necessità di avere uno spazio dove poter lavorare individualmente o collettivamente. Questa attività non è solo un modo creativo di trascorrere il tempo, ma anche un’opportunità per socializzare e rilassarsi. Nel laboratorio dell’Università di Milano-Bicocca, l’atmosfera è distesa e inclusiva, con l’obiettivo di condividere e diffondere vibrazioni positive, senza competizione.
Del resto il motto del progetto è proprio questo: “No merito, solo condivisione e good vibes”.
Numerosi studi scientifici hanno infatti dimostrato che lavorare a maglia o a uncinetto può agire come antistress e la knitting therapy è stata indicata come un trattamento per distrarre le persone dal dolore. Personaggi famosi come il tuffatore britannico Tom Daley – più noto per aver sferruzzato sugli spalti delle Olimpiadi di Tokyo 2021 che per aver conquistato la medaglia d’oro – hanno contribuito a rendere popolare questo hobby, condividendo i propri progetti sui social.
Il laboratorio si tiene il martedì dalle 17:00 alle 20:00 e come detto accoglie anche principianti.
Gli interessati possono rimanere informati tramite un profilo Instagram e un gruppo Telegram dedicati. L’iniziativa mira a trasformare l’ambiente universitario, tradizionalmente centrato sullo studio passivo, in uno spazio di socialità aperto a tutti.
Già da piccola mi piaceva lavorare a maglia, a uncinetto. Ero affascinata da quel movimento delle mani, rapido e costante della nonna,dal ticchettio dei ferri e da quello che velocemente nasceva morbido e colorato.E la luce come un quadro di altri tempi ! Il mio primo lavoro è stato un capottino a uncinetto per la mia bambola preferita. Era di colore ecru e midi, collo e maniche abbondanti di lana pelosa. Ero fierissima della mia creazione, e che emozione nel mostrarlo alla nonna! E questa è uno dei vantaggi di lavorare con le mani, ti puoi sbizzarrire secondo la tua ispirazione, è un momento magico per inventare,immaginare, scegliere ,si è così presi e concentrati che già si vede il finito. Esattamente come lo vuoi tu! Avevo una predilezione per i disegni complicati che mi impegnavano in un continuo contare e osservare, contare e osservare, e questo mi piaceva perchè durava di più. Ho partecipato anche ad una serie di incontri” leggere e sferruzzare” e la condivisione è molto stimolante. Come quando guardavo la nonna, si crea subito atmosfera , come tanti gomitoli di lana morbida di tutti i colori che si trasformano velocemente sotto i ferri e consigli dati con amore, e l’entusiasmo negli occhi… Vabbè…io mi portavo ferri e gomitoli dovunque! Ma figurati se io…già sento nascere i commenti! Perchè non provare? Se ora si può persino all’università, comprovati i giovamenti per la salute da illustri psicologi, dottoroni , trainers e così via?