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* Luglio e la luna blu

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In questo mese di luglio 2015 la Luna è piena due volte :

il 2 e il 31 luglio.

Quando ciò si verifica, il secondo plenilunio del mese prende il nome di “Blue Moon ” o tredicesima luna…ma il nostro satellite non avrà certo questo colore!

Semplicemente con l’espressione Luna Blu si indica il ripetersi di due pleniluni all’interno del stesso mese: un evento che può verificarsi mediamente circa ogni due anni e che quest’anno avviene proprio a luglio.

La definizione di questo nome dato alla luna soprattutto nei Paesi anglosassoni risale ad un evento del 1999: durante quell’anno la luna piena si affacciò per due volte non soltanto nel gennaio ma anche nel marzo.

Il nome Luna Blu veniva utilizzato dagli almanacchi degli Stati Uniti quando si verificava un evento di una stagione con quattro lune piene: la terza veniva indicata come Blu.

L’usanza faceva parte della tradizione di dare a ciascun plenilunio un determinato nome, che derivava dalle caratteristiche della stagione durante la quale veniva osservato: una consuetudine che, secondo alcuni, per l’America andrebbe fatta risalire alle popolazioni native che abitarono il continente per secoli prima dei coloni europei.

Secondo il Maine Farmers’ Almanac del 1937 si attribuisce ai primi coloni inglesi la tradizione di dare un nome a ciascuna luna piena dell’anno.

Ad esempio la Luna di Agosto era “Sturgeon Moon” Luna dello storione. Era così battezzata dai pescatori americani per l’abbondanza di pesce nei Grandi Laghi che si verifica durante il mese. È stata chiamata anche Green Corn Moon, Luna del grano verde, e Red Moon, Luna rossa, per l’alone rossastro che talvolta la circonda a causa del calore estivo.

Esiste un’altra Luna Blu che incanta proprio grazie alle sue sfumature insolite ed eccezionali: capita, infatti, in alcune occasioni quali immense eruzioni di grandi vulcani, che la dispersione nell’atmosfera di polveri generi un curioso effetto ottico capace di rendere la Luna differente ai nostri occhi nelle sue tonalità.

E’ successo nell’ultimo secolo e mezzo per tre volte: nel 1883 in occasione dell’eruzione del vulcano Krakatoa, nel 1927 a causa dei monsoni seguiti ad una stagione particolarmente secca, e nel 1951 in seguito ad un enorme incendio della foresta canadese.

Ma questo è un fenomeno realmente rarissimo che giustifica l’espressione anglosassone Once in a blue moon.

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La tredicesima luna è un evento eccezionale, legato all’energia di ciò che è insolito, raro e di conseguenza ancor più magico.
E’ la luna più stravagante e rara, quella che capita ogni tanto, e per questa ragione alcuni la considerano una Luna magica, altri una Luna pazza…

È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti 

Così scriveva William Shakespeare.

Altre tradizioni attribuiscono a questa Luna Blu energie che stimolano una verifica dei propri obbiettivi, della validità degli scopi e dei mezzi per ottenerli.Per questo si dice sia adatta alla divinazione e agli incantesimi più potenti, ad animali di potere come serpenti e gufi, la pietra è l’ossidiana, l’albero il sambuco, i colori le tinte più scure del blu e del viola.

La luna blu è una luna piana carica di potere. Il blu è il colore del sogno e del prodigio. Il cielo ti dona un influsso speciale, tutti i tuoi desideri si possono avverare se tu ci credi fermamente.
E’ un momento propizio per qualsiasi cosa stai facendo, per qualunque cosa stai vivendo. E quando il tuo sogno si avvera, ricordati di proiettarti subito su di un altro.

Quando hai un sogno tutto l’universo si muove perchè si esaudisca.

Tieni sempre un sogno da tirare fuori dal cassetto al plenilunio della Luna Blu!

 

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* A proposito di Plutone

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Lo storico appuntamento con l’ultimo pianeta del Sistema Solare è avvenuto attraverso un passaggio ravvicinato di circa 12 mila chilometri.
La sonda Nasa era partita nel 2006, pochi mesi prima della declassificazione di Plutone a pianeta nano.” 14 luglio 2015.

 

Plutone è il nono pianeta del sistema solare.

Il pianeta più lontano dalla terra percorre un’immensa orbita in 248 anni, 155 giorni, 5 ore e 20 minuti. La sua orbita è la più eccentrica, per cui Plutone ha scarti enormi fra l’afelio e il perielio. La lontananza media di Plutone dal sole è di 5 miliardi e 920 chilometri.

Tutto ciò offrì al suo primo scopritore Percivall Lowell enormi difficoltà, e non gli permise neppure di vedere questo pianeta da lui individuato solo per mezzo di calcoli.

La sua scoperta fisica risale al 21 Gennaio 1930 dall’osservatorio Lowell a Flagstaff in Arizona al diciottesimo grado del Cancro.

La scelta del nome non fu semplice, ma forse il fatto di essere un pianeta sempre nelle tenebre e che le iniziali PL fossero quelle di Percival Lowel (fondatore dell’osservatorio astronomico a Flagstaff in Arizona, nel quale venne fatta la scoperta) indussero alla fine di chiamarlo “Plutone”, un Dio dell’interiorità che fu cosi riscoperto ed elevato nel firmamento.

Plutone  possiede cinque satelliti naturali conosciuti: Caronte, scoperto il 22 giugno 1978, con cui Plutone forma una sorta di sistema binario, e quattro satelliti minori, Notte eIdra, scoperti nel maggio 2005, Cerbero scoperto nel luglio 2011 e Stige scoperto nel luglio 2012.

I nomi dei corpi celesti che compongono il sistema di Plutone sono ispirati da divinità o figure mitologiche.

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Secondo la mitologia classica presso gli antichi greci veniva chiamato Hades (l’invisibile), mentre presso i romani era chiamato Plutone ed era considerato il dio degli Inferi.
Era il figlio di Crono (Saturno) e di Rea e dopo la vittoria degli dei sui Titani, ebbe nella spartizione del cosmo il mondo sotterraneo e il regno degli Inferi.

In astrologia Plutone rappresenta il mondo invisibile, le ambizioni di potere, l’influenza sulle masse.
Come Urano e Nettuno è un pianeta generazionale ed esercita la sua influenza soprattutto nel campo della psicologia e nel rinnovamento delle generazioni. In aspetti negativi può favorire le rivoluzioni, il fanatismo e la violenza.

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Il glifo di Plutone rappresenta l’intero processo della morte e della rinascita.  

Il cerchio dello Spirito al centro emette i suoi raggi vitali che sono raccolti dal semicerchio Grembo accogliente dell’Anima.

Attraverso l’anima i raggi discendono fino a che non raggiungono il piano della Terra , dove si manifestano nella forma fisica, la croce.

Nel processo evolutivo l’esperienza nella forma fisica ( la croce) risveglia la coscienza che viene assimilata dall’Anima (il semicerchio) e si spinge verso lo Spirito (il cerchio) trasformata ed arricchita.

E il ciclo della involuzione/evoluzione continua e coinvolge tutta la manifestazione :l’Universo, la Terra, i Regni di Natura e l’Essere Umano.

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Plutone è il seme che feconda (asse Scorpione/Toro), dal regno vegetale a quelle animale, proietta l’impulso primordiale alla procreazione, diventando un istinto insopprimibile che accanitamente supera ogni sorta di difficoltà e di ostacoli.
Plutone identifica la nostra capacità di fecondare e la salute dello sperma, la sua capacità di raggiungere il fine naturale e,per espressione, simboleggia la capacità di realizzare, di concretare positivamente le risorse di creatività che ognuno ha in sé.
Indica il grado maggiore o minore di soddisfazione di ciò che produciamo e a cui diamo una forma vitale, in cui infondiamo le nostre qualità e passioni più latenti ed espressive, cioè le risorse creative che sono in noi.
Spiega la nostra capacità “istintiva animale”: è indipendentemente dall’evoluzione umana questo istinto di sopravvivenza esiste latente ancora in noi che puo’ risvegliarsi all’improvviso.
Sfruttando le capacità creative, abbinate alla sua simbologia di “nascondere”, interviene a una sublimazione del nostro vero carattere e della nostra vera natura, introducendo una capacità maggiore o minore di “teatralità e d’istrionismo” (Esaltazione in Gemelli), legato alla recitazione e al teatro, dando modo di rivelare la nostra “finzione” mascherando i nostri veri sentimenti e idee.

“Plutone ovverosia la capacità di abbandonare i consueti meccanismi di difesa che ci hanno mantenuto al sicuro, accettando il cambiamento, fino al punto in cui sembra annientarci.”

© Copyright 2012 CorbisCorporation

L’ingresso di Plutone nella coscienza dell’umanità, indica che per l’uomo è giunto il momento di esplorare un nuova dimensione della vita, quello che rimanda alla fine della stessa, alla morte e al nuovo inizio, cioè la rinascita. E’ il confronto dell’uomo col proprio potenziale distruttivo e con l’opportunità di trasformazione.

Siamo morti alle vecchie strutture mentali, fatte di pensieri, ideali, convinzioni, a tutto ciò che potrebbe ostacolare la nascita di un nuovo spirito. La discesa agli inferi con la sua azione inesorabile e disgregatrice, regola l’eterna creatività della terra-

Plutone distrugge le  strutture fossilizzate per trasformarle in energie costruttive. Tramite Plutone siamo soggetti al potere della morte, morte del desiderio, della personalità e di tutto ciò che ci trattiene fra le coppie di opposti.

Ma Plutone come Morte non distrugge mai la coscienza!

Infatti riaffiorano i sentimenti di cui eravamo all’oscuro, tenuti repressi e venati di odio, di risentimento. 

Tutti i transiti plutoniani intervengono per liberare i nostri blocchi, rivedere la nostra immagine di persone allineate ai comportamenti imposti, guardare in fondo a noi stessi distruggendo le sovrastrutture che nel tempo abbiamo costruito inconsapevolmente, rimetterci in discussione profondamente.

Secondo Dan Rudhyar la interferenza con l’orbita nettuniana da parte di Plutone si tradurrebbe in fatti storici molto significativi. Se il processo nettuniano è la dissoluzione quello plutoniano è la rigenerazione. Una specie di discesa agli inferi prima della risurrezione.

Un avvenimento astronomico del genere è favorevole alla semina di nuove idee e di nuovi modi di vivere.

E’ ora il culmine del processo. Sperimentiamo direttamente il lato oscuro, sprofondando nell’abisso interiore – Plutone, Dio della Morte, distruttore della forma, conduce attraverso la cecità alla coscienza della luce nascosta.

E’ un momento del processo d’iniziazione……” l’Antico non si vede più. Affonda nell’oceano della vita; scende all’inferno ma l’inferno non lo trattiene….”

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“Comprendendo l’intento evolutivo dell’Anima, saremo in grado di identificare le lezioni evolutive che si presentano ad ogni individuo in questa vita… Se comprendiamo il passato evolutivo collettivo ( l’Umanità ) possiamo comprendere il presente collettivo, e le scelte con cui l’Umanità si confronta per creare il futuro”

Jeff Green, Pluto, The Evolutionary Journey of the Soul 

Niente per caso

Fonti:

Esonet.org

http://www.esopedia.it/

Irène Andrieu : “Astrologia Evolutiva”

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* La buona notizia del venerdì: Eliminare le microplastiche dagli oceani si può!

The Ocean Cleanup Array è il progetto ideato dal 19enne Boyan Slat  per eliminare le microplastiche dagli oceani.

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Dal 2013, quando è stato annunciato per la prima volta, Ocean Cleanup Array ha fatto tanti passi avanti. Ma dal 2016 diventerà ufficialmente il primo sistema di pulizia degli oceani.

Un’idea semplice, ma in grado di raccogliere 7.250.000 tonnellate di rifiuti in soli 5 anni, comeconfermato dallo studio di fattibilità, lo scorso anno. Il dispositivo è formato da una piattaforma a cui sono collegate due lunghe panne, in grado di intercettare e trattenere i rifiuti galleggianti anche di piccole dimensioni.

L’ingegnosa soluzione del giovane Boyan potrebbe salvare centinaia di migliaia di animali acquatici ogni anno, oltre che consentire una riduzione degli inquinanti (tra cui PCB e DDT) che i accumulano nella catena alimentare. Si potrebbe anche risparmiare tantissimi milioni di euro ogni anno, grazie all’abbattimento dei costi di pulizia, di una ripresa del turismo e di una diminuzione dei danni alle navi marittime.

Sul suo sito l’inventore spiega: “uno dei problemi con il lavoro di prevenzione è che non vi è alcun immagini di queste” macchie “di spazzatura, perché i detriti si sono dispersi per milioni di chilometri quadrati. Utlizzando i nostri array, invece, si accumulerebbero lungo i bracci, rendendo improvvisamente possibile visualizzare effettivamente tutta la spazzatura oceanica . Abbiamo bisogno di sottolineare l’importanza del riciclo e ridurre il consumo di imballaggi in plastica”.

È stato lo stesso Boyan, oggi ventenne fondatore e CEO di The Cleanup Ocean, ad annunciare che il suo Array sarà il primo sistema al mondo utilizzato per ripulire passivamente l’inquinamento prodotto dalla plastica negli oceani. La conferma è arrivata in occasione della conferenza dedicata alla tecnologica più grande dell’Asia, il Seoul Digital Forum, in Corea del Sud.

Si parte proprio dall’Asia, precisamente dal Giappone, dove l’Array verrà distribuito e messo in funzione nella seconda metà del 2016. Le prime acque ad essere ripulite dalla plastica saranno quelle al largo della costa di Tsushima, un’isola situata tra il Giappone e la Corea del Sud, oggi oggetto di ricerca.

Come funziona?

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L’Ocean Cleanup Array, lo ricordiamo, è formato da due lunghe braccia che si trovano a pelo d’acqua. Il dispositivo è profondo circa 3 metri, in modo tale da intercettare la maggior parte della plastica che si trova in mare.

I rifiuti vengono così catturati dalle panne che non si muovono dalla loro posizione ma che agiscono come una sorta di grande imbuto, dove la plastica viene spinta proprio dall’angolo dei bracci. Una volta fatta arrivare alla piattaforma di raccolta, viene filtrata, separata dal plancton e conservata per il riciclo.

Quello in funzione in Giappone, il prossimo anno, avrà le due braccia lunghe circa 2.000 metri, diventando così la più lunga struttura galleggiante mai stesa in mare (battendo il record attuale di 1000 metri detenuti dal Tokyo Mega-Float).

Ocean Cleanup Array sarà operativo per almeno due anni, durante i quali eliminerà la plastica prima che essa possa raggiungere le coste dell’isola di Tsushima. Quest’ultima sta anche valutando se i rifiuti raccolti possano essere utilizzati come fonte di energia alternativa.

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Perché Tsushima? 

Una scelta non casuale visto che qui il problema dell’inquinamento in mare è molto grave. Ciò ha portato i il governo locale a cercare soluzioni innovative per risolverlo.

Prendersi cura del problema rifiuti degli oceani del mondo è una delle più grandi sfide ambientali che l’umanità si trova ad affrontare oggi” ha detto Boyan Slat, secondo cui si tratta del primo passo verso l’obiettivo di ripulire la Great Pacific Garbage Patch. “Questa distribuzione ci permetterà di studiare l’efficienza e la durata del sistema nel tempo”.

Diffondere il più possibile questa soluzione è un’importante pietra miliare della missione del Cleanup Ocean per eliminare l’inquinamento della plastica dagli oceani. Entro cinque anni, dopo una serie di installazioni, Cleanup Ocean prevede di implementare un sistema di 100 chilometri per ripulire circa la metà della Great Pacific Garbage Patch, tra le Hawaii e la California.

Fonte:

http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/16708-plastica-ocean-cleanup-array-2016

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* La buona notizia del venerdì : Oslo costruisce la prima “autostrada” per le api del mondo

La prima autostrada per insetti del mondo. 

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È stata inaugurata davvero a Oslo ed è un corridoio verde che attraversa la capitale norvegese con stazioni di polline ogni 250 metri per api, calabroni e vespe. Si tratta di un aiuto concreto per gli insetti impollinatori che lottano ogni giorno negli ambienti urbani, dove ci sono pochi fiori ricchi di nettare, e che di fatto rischiamo di morire di fame.

L’idea è quella di creare un percorso attraverso la città con stazioni di alimentazione a sufficienza per gli insetti lungo tutta la strada. Avere a disposizione cibo a sufficienza aiuterà anche le api e i calabroni a sopportare lo stress ambientale artificiale meglio”, ha detto al giornale locale Osloby Tonje Waaktaar Gamst della Oslo Garden Society.

Negli ultimi anni, sono scomparse moltissime colonie di api, calabroni e altri insetti, danneggiando l’agricoltura che dipende proprio da questi insetti. Anche se la Norvegia non è stata così duramente colpita come gli Stati Uniti, sei specie di insetti impollinatore norvegesi su 35 sono a rischio d’estinzione.

Per questo Gams e il suo team hanno messo dei vasi sui tetti e sui balconi lungo un percorso da est a ovest, attraverso la città.

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Il Comune di Oslo sta cooperando con le organizzazioni ambientaliste per invitare aziende e cittadini a piantare fiori amici delle api. Per aiutare meglio gli insetti, l’organizzazione BiBy ha creato un app per consentire alle persone di vedere le “zone grigie”, ovvero i tratti più lunghi da percorrere che sono ancora senza cibo per le api, al fine di favorire la messa a dimora di fiori utili.

 

Sarà facile vedere le barriere e gli ostacoli sulla mappa. L’obiettivo è quello di ispirare le persone a colmare queste lacune“, ha spiegato Agnes Lyche Melvær di BiBy. I cittadini potranno anche caricare le foto dei loro progetti per salvare le api. La cosa più bella di questo progetto? E’ che possiamo farlo anche noi! Piantiamo i fiori giusti!

Non solo scegliere prodotti biologici. Per aiutare le api basta piantare i fiori giusti. Per questo Greenpeace ha reso nota una lista delle piante più adatte che permettono a questi piccoli insetti di trovare rifugio e cibo col polline.

L’associazione ha invitato tutti a creare delle “aree Salva-Api” dove esse insieme ad altri insetti impollinatori possano trovare rifugio e polline per nutrirsi. Seminando i cosiddetti fiori amici delle apinel giardino, nell’orto, sul balcone o in un parco, senza usare pesticidi chimici, si dà una grande mano d’aiuto agli insetti, messi a rischio dai pesticidi.

Ce n’è per tutti i gusti. Alcuni probabilmente hanno già trovato posto nel nostro giardino o nel nostro balcone. Ecco quali sono le piante e i fiori più apprezzati dalle api: Facelia, Calendula, Veccia, Lupinella, Trifoglio incarnato, Trifoglio alessandrino, Trifoglio resupinato, Erba medica, Coriandolo, Cumino, Finocchio annuale, Pastinaca, Aneto, Borragine, Rosmarino, Timo, Lavanda, Sulla, Girasole, Malva, Tagete, Grano saraceno, Meliloto officinale.

Qui l’infografica di Greenpeace con le immagini delle piante più amate dalle api.

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Scegli semi biologici e di varietà differenti. In commercio esistono diverse selezioni con relative indicazioni per la semina, un gesto concreto che non solo aiuta le api, ma migliorerà anche la salute e la fertilità del terreno” consiglia l’associazione impegnata con varie iniziative nella salvaguardia di queste piccole e preziose creature.

Secondo Greenpeace, per creare l’ambiente adatto alla loro esistenza occorre anche favorire la presenza di siepi, piante e fiori selvatici, e permettere una naturale continuità tra habitat diversi. Ma ovviamente la prima cosa è il divieto dei pesticidi killer.


Anche perché dalla loro salute dipende anche la nostra vita.

Infatti, sia le api domestiche che quelle selvatiche rivestono un ruolo fondamentale per la produzione di cibo. Senza gli insetti impollinatori, molti esseri umani e animali avrebbero difficoltà a trovare il cibo di cui hanno bisogno per la loro alimentazione e sopravvivenza. Fino al 35% della produzione di cibo a livello globale dipende dal servizio di impollinazione naturale offerto da tali insetti. E delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4000 diverse colture crescono grazie alle api. Per questo, teme Greenpeace, se gli insetti impollinatori continueranno a diminuire, come sta già accadendo, molti alimenti potrebbero non arrivare più sulle nostre tavole.

E un semplice fiore piantato sul nostro balcone può, nel suo piccolo, contribuire a salvare la loro vita.

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Si tratta di una scoperta tutta italiana. Gli studiosi di Apidologia e Apicoltura del dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Pisa hanno evidenziato l’importanza di piantare vicino agli alveari un fiore ricco di polline e nettare che possa fornire nutrimento alle api anche in autunno, quando le risorse a loro disposizione si riducono.

Il fiore amico delle api è la Cephalaria transsylvanica, una specie meglio conosciuta come Vedovina maggiore, che fiorisce proprio verso la fine dell’estate e in autunno. Lo studio in questione, condotto da Angelo Canale, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Plos One.

A parere degli esperti, coltivare strisce di Vedovina maggiore a ridosso degli apiari può rappresentare un’ottima soluzione per fornire polline e nettare alle api, e ad altri insetti, quando le fioriture iniziano ad essere più rare. La Vedovina maggiore è una specie molto rustica e adattabile. Nel corso delle ricerche, i fiori hanno attirato un ampio numero di insetti impollinatori, con particolare riferimento alle api.

“La ricerca in oggetto – ha spiegato Angelo Canale – propone l’inclusione di C. transsylvanica in strisce di fioriture da seminarsi sia in aree ad agricoltura intensiva, al fine di aumentare la diversità degli impollinatori presenti, sia in prossimità degli alveari per garantire limitrofe e abbondanti quantità di polline e nettare utili a irrobustire le famiglie di api, per un più agevole superamento della stagione invernale”.

 

http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/10930-api-fiori-quali-piantare
http://www.greenme.it/informarsi/animali/16626-oslo-autostrada-api-insetti

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* Quando la luna piena è rosa … o blu

Luna di Giugno  o Luna di Miele, anche detta Luna Rosa, Luna dei Cavalli, Luna del Sole, Luna di Litha, Luna Fragola

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Il colore c’entra ma solo in parte. Si tratta infatti del nome che la tradizione europea ha affibbiato alla luna di giugno. Per gli americani invece è la luna della fragola.

” La luna di Giugno è una luna allegra, espansiva, aperta ai cambiamenti, come vuole il simbolismo del segno dei Gemelli, il più giovanile e spontaneo di tutto lo zodiaco.
Hermes-Mercurio, il fanciullo dio alato governatore del segno, ci invita a muoverci, a fare nuove conoscenze, a stare all’aperto il più possibile, a viaggiare e a dare più spazio a quella spensieratezza e spontanea giocosità che possono rendere la vita tanto più piacevole e leggera.”

Il 2 giugno la luna sarà piena e si troverà a una distanza di 385mila chilometri circa dalla Terra.

Non si tratta dunque di una superluna. Quest’ultima si verifica quando il nostro satellite raggiunge la distanza minima dalla Terra (perigeo), rivelandosi più grande ai nostri occhi perché più vicino.

Nel 2013, vi fu addirittura una superluna ‘rosa’ quando il perigeo cadde nel mese di giugno, coincidendo con la luna rosa e regalando un vero e proprio spettacolo.

A quando la prossima superluna? 

Questo 2015 sarà davvero speciale visto che ospiterà due eclissi lunari. La prima è statail 4 aprile, mentre la seconda sarà il 28 settembre.

Proprio quel giorno avremo anche la luna più grande di tutto il 2015,una superluna che raggiungerà la distanza di 356.509 chilometri dalla Terra. Chi avrà la fortuna di osservare l’eclissi nella sua totalità, ammirerà quindi anche la luna rossa. 

E a luglio sarà la volta della luna blu.

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Più che nel caso della luna rosa, questa definizione non si riferisce al colore del nostro satellite naturale ma a una particolare combinazione che si verifica periodicamente: una doppia luna piena in un unico mese. Una semplice denominazione, che non aveva nulla a che vedere col colore della Luna,è il nome che si dà alla seconda luna piena nell’arco di uno stesso mese.

A luglio avremo dunque due lune piene: la prima il 2 e la seconda il 31.

Un fenomeno tutt’altro che raro e che si ripete in media ogni 2,7 anni, ma in alcuni casi è anche più frequente. Nel 1999, ad esempio, si verificarono due lune blu, sia a gennaio che marzo.

La rarità del fenomeno della luna blu sta nel fatto che il calendario che noi seguiamo non aderisce alle fasi lunari. In questo modo, quando si verificano due pleniluni nell’arco dello stesso mese, ha luogo quello che viene considerato un evento insolito.

Un fenomeno da non perdere visto che il prossimo accadrà nel luglio del 2015. Infatti, la luna blu cade ogni 2.7 anni. Sebbene questa non sia una cadenza regolare. L’ultima si è avuta il 31 dicembre 2009 e coincise con un’eclissi parziale di luna.

La prima volta che l’espressione blue moon comparve fu nel 1932. In un articolo del Maine Farmer’s Almanac, veniva data tale definizione alla terza luna piena che si verifica in una stessa stagione. Nei paesi anglosassoni, l’origine del nome affonda nell’antichità. Partendo dal presupposto che blu era la terza luna piena delle quattro verificatesi in una sola stagione, si iniziò ad attribuire al fenomeno un alone mistico e misterioso. L’espressione passò così a indicare un evento raro che potrebbe tradursi con l’italiano “ogni morte di papa”. Ad ogni modo, l’espressione vuole indicare un’assurdità o un’impossibilità.

Nel 1946, l’astronomo James Hugh Pruett interpretò erroneamente tale definizione e utilizzò l’espressione per riferirsi invece alla seconda luna piena dello stesso mese. Ed è da questo “errore” che ancora oggi persiste il termine.

Andando però indietro nei secoli, fermandoci nella linea del tempo al 16esimo secolo, il termine fu usato per la prima volta dal Cardinale Wolsey, noto consigliere del celeberrimo Enrico VIII. Il cardinale in questione, scrivendo dei propri nemici intellettuali, si riferì loro affermando che “avrebbero persino creduto che la luna sia blu”.

Tuttavia, ci sono dei casi in cui effettivamente la luna diventa blu. Quando qualche anno fa il vulcano Krakatoa esplose violentemente, l’atmosfera e l’aria circostante si impregnarono delle ceneri vulcaniche. La sera dell’esplosione, i raggi lunari si tinsero di sfumature bluastre. Chi osservò il satellite in quell’occasione ebbe l’opportunità di assistere ad una luna verosimilmente blu.

Ma non solo. Anche monsoni particolarmente violenti conseguenza di stagioni molto secche o incendi di grosse proporzioni possono contribuire a rendere la luna blu. Fenomeni comunque rari che coincidono anche con la rarità del significato.

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Due anni fa, il 23 giugno, la “luna rosa” fu addirittura super. Quel giorno il nostro satellite naturale si trovò alla distanza minima dalla Terra, l’apogeo.

Non a caso venne soprannominato superluna rosa. Non solo la luna era rosata in concomitanza col solstizio d’estate, ma era anche più vicina, quindi apparentemente più grande.

La prossima occasione per ammirare un spettacolo simile sarà il 28 settembre, quando il nostro satellite raggiungerà una distanza ancora più ridotta: 356.509 chilometri. Ma allora sarà accompagnato da un altro evento particolare: la tetrade. Si tratta di quattro eclissi lunari in solo due anni. Le prime due si sono verificate il 15 aprile e l’8 ottobre 2014, mentre la terza ha avuto luogo il 4 aprile 2015.

Il 28 settembre 2015, la superluna si tingerà di rosso: sarà la quarta eclissi della tetrade.

 

e la luna che ne pensa? Dopotutto è solo il punto di vista di noi esseri umani…

 

http://nextme.it/scienza/universo/sistema-solare/4212-luna-blu-significato-nome

http://nextme.it/scienza/universo/sistema-solare/9128-luna-rosa-2-giugno-luna-blu-luglio

http://www.ilcerchiodellaluna.it/pag_set_frame.htm?central_Luna_Giu.htm

 

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* Chi ama il gatto è più intelligente di chi preferisce il cane ?

Ricerca Usa: chi ama il gatto è più intelligente di chi preferisce il cane ?

 

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La personalità dell’uomo può essere raccontata dai suoi animali di compagnia. Secondo uno studio condotto nella Carroll University di Waukesha, nel Wisconsin (Usa) chi convive con un cane è tendenzialmente diverso rispetto a chi invece preferisce la compagnia di un gatto.

La ricerca è stata condotta su 600 studenti universitari chiamati a rispondere ad alcune domande sul loro carattere e su quale fosse, tra cane e gatto, l’animale preferito. Il 60% del campione preso in esame ha prediletto il cane, l’11% il gatto e il restante 29% non ha mostrato alcuna preferenza in particolare. Il primo gruppo ha motivato la propria scelta sottolineando il valore della compagnia offerta dal cane, mentre i secondi hanno prediletto il gatto per il modo con cui dimostra il proprio affetto.

Lo studio della Carroll University ha confermato quanto espresso da una ricerca del 2010 condotta su 4.500 persone, da cui emergeva che chi predilige i cani è in generale più espansivo, mentre è tendenzialmente introverso chi preferisce i gatti.

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A questo risultato si aggiungono ulteriori dettagli: chi preferisce il piccolo felino sarebbe di solito non solo più introverso, ma anche più sensibile, anticonformista ed intelligente rispetto a chi invece, amando la compagnia di Fido, è più attivo e incline a seguire le regole sociali.

Denise Guastello, professoressa di psicologia nella Carroll Universy, ha spiegato che parte delle differenze tra amanti di cani e gatti potrebbe derivare dalle abitudini associate alla convivenza con l’uno o l’altro animale: “ha senso che un amante di un cane sia più vivace, perché vuole stare all’aria aperta, fuori, vuole parlare con le persone mentre porta a spasso il cane. Chi è introverso e sensibile forse preferisce stare a casa a leggere un libro, con il vostro gatto che non ha bisogno di andare fuori a fare una passeggiata”.

E’ comunque possibile che le persone scelgano il cane o il gatto in base alla propria personalità, portando i timidi sull’animale più guardingo e l’estroverso su quello più socievole.

Un punto su cui potrebbero soffermarsi le ricerche perché potenzialmente interessanti nello sviluppo di zooterapie interessanti.

Circa l’intelligenza del padrone – secondo lo studio ne sarebbe più dotato chi predilige il gatto – è possibile che gli studiosi siano occorsi qui in uno dei sei luoghi comuni sugli introversi.

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Pet therapy

L’espressione pet therapy, zooterapia in italiano, indica una terapia dolce che si basa sull’interazione uomo-animale. Il termine inglese “pet”, come sostantivo ha il significato di “animale domestico”, ma come aggettivo ha il significato di “prediletto” e come verbo è inteso come “vezzeggiare”, “coccolare”, “viziare”. Il significato stesso di questi termini, ci riporta alla mente un’idea di dolcezza e di rispetto reciproco.

La zooterapia consiste in una terapia di supporto a quelle tradizionali, ciò vuol dire che la pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che può essere utilizzata su pazienti affetti da patologie di diverso tipo per ottenere un miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale o psicologico-emotivo.

Il fine che si propone la terapia con gli animali è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative specialmente nei casi in cui il paziente non mostra la volontà di collaborare. In molti casi, quindi, la presenza di un animale consente di stabilire un rapporto emotivo con il paziente, tramite il quale è possibile creare un canale di comunicazione paziente-animale-medico e stimolare la partecipazione attiva del soggetto.

Per chi è indicata la pet therapy?

La terapia con gli animali viene utilizzata come co-terapia nel trattamento di disturbi del comportamento, sindromi depressive e disabilità, ma è impiegata soprattutto nelle forme di autismo . La zooterapia viene praticata nelle scuole, nelle comunità di recupero per portatori di handicap fisici e/o psichici, nelle carceri e negli altri Stati anche negli ospedali e nelle case di cura.

I bambini rappresentano i soggetti che rispondono meglio alla terapia con gli animali perché la loro comunicazione è spontanea e si basa sull’instaurazione di un rapporto di tipo emotivo-affettivo. È stato possibile constatare che coloro che hanno problemi di apprendimento riescono, grazie all’interazione animale, ad ottenere autostima e fiducia in stessi.

Altro campo di impiego delle pet therapy è il supporto per quegli gli anziani che soffrono di depressione e solitudine spesso legate alla perdita del coniuge. In generale, il rapporto che si stabilisce tra persona ed animale aiuta tutti chi tende a rinchiudersi nell’isolamento per diverse ragioni, rappresentate anche da handicap fisico.

Pet Therapy: esiste in Italia?

Allo stato attuale, in Italia non esiste una netta definizione giuridica riguardo le procedure ed i requisiti necessari per la terapia con gli animali, ad eccezione della regione Veneto. Questo è dovuto al fatto che è compito delle singole regioni emettere delle normative in materia, condizione che ha portato alla formazione di uno scenario molto eterogeno, composto da singole associazioni che utilizzano metodologie operative spesso molto differenti tra loro.

La conseguenza è che, spesso, tali approcci si sono rilevati dannosi sia per il paziente che per l’animale coinvolto, in quanto non vi era uno staff organizzato che potesse monitorare al tempo stesso sia lo stato del paziente che dell’animale utilizzato nella terapia.

Il nostro Paese dovrebbe aggiornarsi in tal senso, per permettere a tante persone che hanno bisogno di godere dei benefici che possono donare i nostri amici animali grazie alla zooterapia.

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Per saperne di più clicca qui:

Pet therapy: la zooterapia per avere un aiuto dagli amici animali http://it.euroclinix.net/blog/salute-psiche/pet-therapy-zooterapia.html#ixzz34p509iQ8

http://scienze.fanpage.it

 

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* La buona notizia del venerdì:Indigeni peruviani vincono la causa contro un’azienda petrolifera statunitense

 

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Dopo una battaglia legale una tribù indigena dell’Amazzonia peruviana ha vinto la causa contro la Occidental Petroleum per i danni ambientali provocati.

Quando una gigantesca società petrolifera statunitense si mette contro una piccola tribù amazzonica l’esito della sfida sembra segnato, eppure non sempre vince il più forte e influente. È il caso della battaglia legale tra il colosso del petrolio Occidental Petroleum e la tribù indigena Achuar.

Gli Achuar vivono nella foresta amazzonica peruviana, si tratta dell’ultima comunità situata sulle sponde del fiume Huasaga prima della frontiera con l’Ecuador. Un’area caratterizzata da un’incredibile varietà di piante e animali nella quale i nativi vivevano in armonia con la natura da tempo immemorabile, senza alcun contatto con la cultura occidentale fino a pochi decenni fa, fino all’avvento delle compagnie petrolifere.

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I membri della tribù Achuar nel 2007 hanno citato in giudizio la Occidental Petroleum, responsabile di aver inquinato gravemente il loro territorio e di aver provocato diverse morti, nascite premature e problematiche e di aver danneggiato l’ecosistema dal quale traggono sostentamento.


Oggi, dopo una lunga disputa legale, gli Achuar hanno ottenuto un risarcimento economico da parte della società petrolifera la cui entità non è stata divulgata. È il primo caso in cui una società degli Stati Uniti viene citata in giudizio in un tribunale americano a causa dell’inquinamento provocato in un altro paese.

Si è creato un precedente significativo per i casi futuri ed è già stato citato da altri tribunali degli Stati Uniti”, ha dichiarato Marco Simons, direttore legale di EarthRights International, organizzazione noprofit che si batte per la difesa dei diritti umani e dell’ambiente e che ha rappresentato il popolo Achuar nella querela.

Il risarcimento sarà utilizzato per lo sviluppo di progetti sanitari, educativi e nutrizionali, gestiti da un collettivo di cinque comunità Achuar che traggono sostentamento dal fiume Corrientes, una delle aree maggiormente inquinate.

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Occidental Petroleum ha effettuato trivellazioni in Perù dal 1971 al 2000, rilasciando nel terreno e nelle falde acquifere un’enorme quantità di sostanze inquinanti come cadmio, piombo e arsenico, senza rispettare le norme internazionali, secondo un rapporto della Ong Amazon Watch.

 

Achuar Leaders from Peru protest outside Talisman Energy's annual general meeting in Calgary

 

Uno studio condotto dal ministero della Salute del Perù nel 2006 ha evidenziato come molti esponenti delle comunità analizzate hanno riportato livelli di cadmio nel sangue sopra i livelli di sicurezza, la situazione è ancora grave eppure la vittoria degli Achuar contro la Occidental Petroleum rappresenta un successo, per gli indigeni, per l’ambiente e per la giustizia.

 

 

 

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Il cammino di mille miglia comincia con un passo 

 

Fonte:http://www.lifegate.it/persone/news/indigeni-peruviani-vincono-la-causa-contro-unazienda-petrolifera-statunitense

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* 4 Aprile Eclisse di Luna : continua la danza, stop and go!

 

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E’ iniziata lo scorso anno quella che viene comunemente chiamata tetrade(Tetrads), ovvero una serie di 4 eclissi lunari che si susseguono nel corso di poco tempo: il 15 aprile 2014 il primo evento, l’8 ottobre 2014 il secondo, 4 aprile 2015 il terzo  e il 28 settembre 2015 sarà l’ultimo.

Il fenomeno fu studiato attentamente già nel secolo scorso da Giovanni Schiaparelli, il quale notò che le serie si ripetono ogni 300 anni circa. In questo lasso di tempo non avverranno altre eclissi lunari, parziali o penombrali che siano.

Ad esempio, non ci sono tetradi nei secoli 1582-1908, ma ve ne sono 17 tetradi nei successivi due secoli e mezzo (1909-2156).

Il periodo di 565 anni della stagione della tetrade è legato all’eccentricità decrescente dell’orbita della Terra. In un lontano futuro, quando l’eccentricità della Terra sarà pari a 0, le tetradi non saranno più possibili.
La Terra, infatti, si posiziona in mezzo tra il Sole e la Luna, e sulla Luna riesce ad oscurare completamente l’irraggiamento solare, “infiammandosi” con un cerchio rosso infuocato che circonda il nostro Pianeta proprio come accade al Sole quando viene “eclissato” dalla Luna.

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La Luna si tinge di rosso .

Ecco perchè si chiama “Luna di Sangue” o Blood Moon in inglese. Il nostro pianeta, frapponendosi tra il Sole e il suo satellite, impedisce ad alcune frequenze di raggi solari di attraversare l’atmosfera terrestre, ecco che quindi riescono a passare e a raggiungere la Luna solo quelle più basse, corrispondenti alla colorazione rossa.

John Hagee, ha scritto un libro sulla Tetrade e il suo significato “Four Blood Moons: Something Is About to Change(Quattro lune di sangue: qualcosa sta per cambiare).

A seconda del paese da cui sarà visibile, l’eclissi del 4 aprile sarà anche di penombra. L’ombra della Terra è composta infatti da due parti: un nucleo interno scuro chiamato ombra, e una parte esterna più leggera chiamata penombra. In questo secondo caso, la luna non “sparisce” ma la sua immagine è solo sbiadita.

L’eclissi non sarà visibile nei cieli dell’Italia: si verificherà infatti mentre nel nostro Paese sarà pieno giorno, tra le 11:00 del mattino e le 17:00 del pomeriggio. Sei ore di grande spettacolo che potremo comunque ammirare grazie alle webcam in diretta streaming dall’altro lato del Pianeta, dove sarà notte.

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L’eclisse ha luogo nella costellazione della Bilancia.

Quando la Bilancia consegue l’equilibrio la Luce che oscilla si ferma. Si distingue per il suo moto alterno, ascendente e discendente”

Stop… 

Bilancia rappresenta l’equilibrio dei desideri, delle tendenze, delle risorse che portano a scelte consapevoli e in linea con il proprio obbiettivo.

In terza casa è lo stop della eclisse, uno stop di riflessione sui processi mentali acquisiti e sul genere di comunicazione che si intende adottare per relazionarsi agli altri.

Venere che governa la Bilancia relaziona ed armonizza gli opposti.

Entra in gioco anche l’energia di Urano che spinge all’evoluzione della Bilancia attraverso l’interazione delle dinamiche interpersonali. Si ottiene un equilibrio più evoluto quando si trascendono le differenze personali e ci si focalizza sull’interrelazione collettiva.

Sole, Urano e Mercurio in nona casa opposta alla terza sono pronti a fornire energie di cambiamenti e nuove prospettive a chi vuole intraprendere cammini alternativi arricchendo le proprie conoscenze e comunicando chiaramente i progetti che richiedono collaborazione e condivisione.

Go!

“Saranno proprio le relazioni, non solo quelle sentimentali, ad essere sollecitate in questa eclissi: l’urgenza dell’affermazione personale deve fare i conti con la necessità di confrontarsi e condividere con gli altri in amore come nella professione.

Se i vecchi schemi di comportamento in questi anni hanno mostrato sempre più la corda è l’occasione giusta per abbandonarli definitivamente: la capacità trasformativa di Plutone e lo slancio innovativo di Urano in questo caso lavoreranno a vostro favore rendendo il passaggio meno traumatico.
Se invece cercherete di resistere spazzeranno via inesorabilmente quello a cui vi state aggrappando, compreso quello che avrebbe potuto essere ancora salvato.

In ogni caso vi troverete a ricominciare daccapo in un nuovo orizzonte: la solidità e la durata di quel costruirete dipenderà dalle valutazioni e dalle scelte che quest’eclissi vi aiuterà a compiere.
Se l’attrazione degli opposti è la scintilla creativa da cui scaturisce ogni relazione perché questa possa diventare reale occorrono un terreno comune e degli obiettivi condivisi.

Chiedetevi allora quel che conta davvero per voi e non abbiate paura di dirlo alle persone a cui tenete: solo così otterrete le risposte di cui avete bisogno.”

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Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.

Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.

 

Fonti:

https://www.facebook.com/ilviaggiodelsole

http://www.cosmicintelligenceagency.com/2015/04/blood-moon-total-lunar-eclipse-april-4th-2015/

http://onmooncycles.com/2015/04/01/eclissi-lunare-in-bilancia-quel-che-conta-davvero/

Alan Oken : “l’astrologia centrata sull’anima” edizioni crisalide

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* Quante galassie, nebulose e ammassi stellari riesci ad osservare in una notte? La Maratona Messier

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Il mese di marzo è denso di appuntamenti ed eventi memorabili, tra cui l’imperdibile maratona Messier: un’intera notte di osservazione per dare la caccia alle 110 galassie, nebulose e ammassi individuate da Charles Messier.

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Charles  Messier(Badonviller, 26 giugno 1730 – Parigi, 12 aprile 1817) è stato un astronomo francese.

È famoso per aver compilato un catalogo di 110 oggetti (principalmente nebulose e ammassi stellari), che porta il suo nome (Catalogo di Messier).

Questo catalogo fu pubblicato per la prima volta nel 1774;[ gli oggetti di Messier erano numerati da 1 a 110 (oggi convertiti nei numeri di catalogo da M1 a M110, con la M che indica il catalogo di Messier) e spesso sono ancora conosciuti con questi nomi.

L’opera che gli ha dato fama duratura è il catalogo di nebulose e ammassi di stelle.Tuttavia la realizzazione del catalogo non è vissuta da Messier come un’opera importante. Egli è un cercatore di comete e non di ammassi stellari o altro, sebbene abbia svolto molte osservazioni slegate dalle ricerche cometarie, quali ad esempio le osservazioni planeta.

Il suo scopo nel creare il catalogo era di aiutare i cacciatori di comete (come Messier stesso), e altri osservatori del cielo, a distinguere gli oggetti dall’apparenza diffusa ma fissi nel cielo, che potevano essere scambiati per comete. L’osservazione di queste ultime era infatti molto importante al tempo di Messier, mentre le nebulose dai contorni poco definiti visibili in posizioni fisse del cielo erano per lo più inspiegate ed ignorate, anche per la mancanza di mezzi tecnici (come telescopi sufficientemente potenti) che permettessero di studiarle in dettaglio.

Ironia della sorte, Messier diventerà famoso per aver catalogato gli oggetti che non voleva vedere.

Arrivato a Parigi, Messier venne assunto dall‘astronomo Joseph Nicolas Delisle (Parigi 1688-1768) possessore di un osservatorio privato, presso Cluny.

Messier fu incaricato di tenere i registri delle osservazioni, ma, innanzi tutto, di copiare una mappa della Grande muraglia cinese e una pianta di Pechino. Lavorando presso questo osservatorio, Messier si ricordò del piacere che aveva provato nell’osservare la cometa del 1744, una delle più curiose tra quelle dell’epoca, e l’eclisse di Sole del 1748.

Così, seguendo gli insegnamenti di Delisle e di Libour, che lo iniziò nell’uso degli strumenti astronomici e all’osservazione delle comete e delle eclissi, Messier cominciò ad osservare il cielo.

Partecipò con grande impegno alla ricerca del ritorno della cometa di Halley, che era uno degli obbiettivi degli astromomi del tempo e che era previsto per il 1758. Trascorse tutte le notti di quasi 18 mesi nell’alto della torre dell’osservatorio di Cluny in cerca della cometa.

In suo onore sono stati chiamati l’asteroide 7359 Messie e un cratere sulla Luna.

La lista finale, dei mitici 110 oggetti del catalogo Messier fu pubblicato nel 1781.

Durante la Maratona Messier si tenta di osservare tutti gli oggetti del catalogo in una sola notte. Certamente una sfida per grandi appassionati: con sé stessi, contro il tempo e il freddo, tra mille variabili come il meteo e l’inquinamento luminoso. Il premio? La soddisfazione personale di aver percorso una maratona per grandi astrofili.

La Maratona, che inizia al tramonto e finisce all’alba, può essere effettuata con qualsiasi strumento: dal piccolo binocolo al telescopio.

Gli oggetti del catalogo sono concentrati su tutto l’emisfero boreale, ma non sono distribuiti uniformemente: ecco perché è solo in un certo periodo dell’anno che è possibile “stanarli” tutti in una sola notte.

La data è quindi quella del 21 marzo 2015.

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Ma il mese di marzo è anche il mese della grande “marea del secolo” che si ripresenta ogni 18 anni sulle coste bretoni della Francia, nell’oceano Atlantico: il picco massimo è atteso proprio per il 21 marzo 2015 e si verificherà a causa della congiunzione perfetta di molti fattori come l’allineamento degli astri e le distanze delle orbite. 

Mont-Saint-Michel la grande marea è già iniziata con un mese d’anticipo rispetto al suo picco massimo!

Fonti:

http://divulgazione.uai.it/index.php/Maratona_Messier

http://www.meteoweb.eu/2015/02/astronomia

http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Messier

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* Eclisse totale di Sole, Novilunio, Equinozio di Primavera… Energie speciali? Cogli l’attimo!

Quale significato può avere per noi   un eclissi solare totale…

che avviene all’equinozio di primavera e nel giorno del novilunio di Marzo?

20 marzo 2015

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” Un evento cosmico simile a quello del prossimo 20 marzo 2015, avvenne cinquecentomila anni fa, e questo ha probabilmente segnato l’arrivo del primo esemplare del genere Homo sulla terra.

Allora si comprende l’importanza di questo evento dal punto di vista esoterico.

Ogni volta che si presentano le medesime condizioni in cui un evento è nato quello stesso evento può essere trasformato.

L’eclisse del 20 marzo accade nel giorno dell’equinozio di primavera. In tutto il mondo la durata del giorno e della notte saranno identiche.

È dal 20 marzo 1662 che non si verifica un’eclissi totale di Sole in questa data. Il 20 marzo 1681 ci fu un’eclissi ma fu ibrida, in parte totale e in parte anulare.

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Al Polo Nord, il 20 marzo il sole fa finalmente capolino all’orizzonte, dopo sei mesi di notte continua, pronto a restare nel cielo per sei mesi di fila.

Quest’anno, poche ore dopo essere apparso, il sole sarà oscurato dalla Luna, un evento rarissimo che si verifica circa ogni cinquecentomila anni.

Si tratta di un momento di transito che genera una eccezionale opportunità.

Questa eclisse di sole segna l’inizio di un movimento psichico chiamato il risveglio del respiro della Madre.

Il XVII secolo segna l’inizio della fine della presenza delle grandi civiltà umane fondate sul simbolismo matricentrico. È infatti il secolo della fine definitiva delle civiltà precolombiane che erano incentrate sul simbolismo matricentrico.

La nostra civiltà attuale, che si è globalizzata, si fa notare per uno squilibrio assoluto verso i modelli simbolici patricentrici e per la totale ignoranza dell’eterno femmineo.

Simbolismo patricentrico è “logos”, pensiero ordinatore, raziocinio, solarità, evidenza, scienza, controllo, gestione, dimostrazione, luce.
Simbolismo matricentrico è lunarità, invisibilità, caos creativo, fede, missione, passione, ombra, estasi.

Matricentrismo e patricentrismo dovrebbero sempre essere in equilibrio, ma quasi mai è stato così, se non in rari momenti d’eccezione, in straordinarie culture, dove la Bellezza era la forma sotto il cui il Bene si manifestava nel mondo sensibile.
L’eclisse di sole del 20 marzo è un momento privilegiato: chi vuole veramente giungere alla visione dell’Unione degli opposti avrà la complicità del cosmo e il favore degli dei.”

” Questa eclissi  solare  insieme all’ equinozio avviene in un giorno secondo l’antico calendario Maya chiamato Cauac (tempesta blu) .

Le proprietà di questo giorno  hanno a che fare con la purificazione…con la trasformazione con la caduta degli schemi che a livello mentale ci procurano sofferenza.

Cauac rappresenta la purificazione senza caos e ci donerà la lucidità per affrontare la perdita degli schemi rilasciati…

Ricordiamo che  dopo ogni tempesta c’ è sempre il sole e … il 21 marzo ,sempre secondo il calendario Maya, è un giorno speciale dedicato al Sole (AHAU …Sole giallo)

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Dunque tutto quello che avremo rilasciato fino ad oggi e che rilasceremo con gli input di questa nuova eclisse creerà quel magico  vuoto che  servirà per la nostra rinascita ..il nostro sole che verrà alla luce!

La particolarità dell’eclisse solare nell’equinozio primaverile enfatizza il processo di novilunio, ma nello stesso modo conferma quel percorso terrestre che stimola in ogni creatura l’appartenenza verso questo pianeta forse nel riequilibrare un percorso karmico che ha fortemente condizionato la coesistenza della famiglia umana nella natura.”

 

” Domani, 20 Marzo, alle 05:37 nasce la luna nuova in Pesci, nello stesso giorno in cui il Sole fa il suo ingresso in Ariete (alle ore 22:45) dando inizio ad un’altra Primavera.
Pesci è l’ultimo segno dello zodiaco, che ci introduce là dove tutto è possibile, purché ci sia fede, fiducia e affidamento in una forza superiore a quella della razionalità.
In questo segno d’acqua si impara che ogni fiume conduce al grande mare dove ognuno potrà ritrovare sé stesso solo perdendo i confini dell’individualità, lasciando andare ogni inutile aggruppamento, rancore, risentimento.
Ariete è il segno dei nuovi inizi, è il grado zero da cui ricominciare, rinnovati come la natura dopo il lungo inverno, pronti ad affrontare il nuovo ciclo di vita, in sintonia con la natura.
In questo momento di perfetto equilibrio tra le forze Yin e Yang, tra luce e ombra, sole e luna, si colloca l’eclisse totale di Sole.
Il Sole all’interno dello zodiaco rappresenta il centro dell’identità, l’io, l’ego, ora oscurato da un’eclisse, che sposta l’attenzione su qualcosa di più grande.
Questo importante movimento astrologico ci ricorda che come piccole cellule siamo immerse in un grande organismo che funziona solo se c’è collaborazione tra tutte le sue parti.
E’ ora il momento adatto per superare l’impulso egioco ed individualistico che ci spinge a pensare solo a noi stessi, al nostro orticello, per aprire il cuore a nuove più grandi possibilità: prendersi cura dell’altro, prendersi cura della Madre Terra, prendersi cura di chiunque abbia bisogno di cura.
Questa è la grande lezione dei pesci, che ariete ci invita a percorrere rinnovati, mentre l’eclisse dell’ego ci indica il modo in cui fare ciò.”

 

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Nelle profondità si celano ulteriori profondità,
nelle altezze un’altezza ancora maggiore.
L’uomo giungerà più velocemente ai confini dell’infinito
che alla pienezza del proprio essere,
poiché quell’essere è l’infinito.
Aspiro ad una forza infinita,
ad una conoscenza senza limiti
e ad una gioia infinita.
Potrò mai ottenerla?
Sì, ma la natura dell’infinito è di non avere fine.
Perciò non puoi dire io la ottengo,
ma piuttosto io la divento”
Sri Aurobindo

 

Sono spunti da approfondire  in queste fonti:

http://www.visionealchemica.com/eclissi-del-20-marzo-2015-un-evento-simile-500-mila-anni-fa/

https://camminanelsole.wordpress.com/2015/03/17/20-marzo-2015-

https://www.facebook.com/ilCerchiodellaLuna?ref=ts&fref=ts