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* La buona notizia del venerdì:La citta dei gatti è in Florida al Caboodle Ranch di Craig Grant.

La citta dei gatti è in Florida al Caboodle Ranch di Craig Grant.

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Una città a misura di gatto, un villaggio felino, a prova di quattrozampe.

Il suo nome è Caboodle Ranch e si trova in Florida, per la precisione occupa alcuni dei 25 acri di terreno messi a disposizione dall’americano Craig Grant ai suoi a-mici. E se venticinque acri vi sembrano tanti è perché non avete ancora idea di quanti gatti possegga il nostro amico oltreoceano: ben 660!

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A guardarla la città dei gatti ricorda quei libri illustrati per bambini, dove anche gli animali vivono in casette colorate, all’interno di villaggi con viottoli di ciottoli e fiorellini ai bordi delle strade, immersi nel comfort e senza pericoli in vista. Un paradiso per gatti, così lo ha immaginato e sognato lo stesso Craig, che non si è però limitato a fantasticare e ha deciso di realizzare sul serio il suo progetto.

A Gattopoli non manca niente per essere quattrozampe felici e fortunati: rifugi caldi per trascorrere l’inverno, scatolette di cibo disposte in appositi carrelli della spesa, c’è persino un laghetto per fare il bagno, qualora i gatti avessero voglia di rinfrescarsi un po’, o almeno quelli meno idrofobi. E ancora panchine sulle quali stendersi al sole, un parco per fare quattro passi tra mici, i tetti, il supermercato Wall Mart, una stazione di polizia e soprattutto tanti giochi, allegri e colorati, per trascorrere ore di puro divertimento ed intrattenersi. Il sindaco della città dei gatti, ovviamente, è lui, Craig Grant, che vigila e accudisce gli animali qualora dovessero insorgere problemi non a misura di gatto. Per il resto, si sa, i gatti sono indipendenti e sanno autogestirsi.

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La storia

Craig Grant vive in una piccola casa in affitto, in un condominio vicino al mare a Jacksonville in Florida insieme a suo figlio. Nonostante le dimensioni ridotte l’abitazione possiede tutti i comfort, un arredamento di pregio ed inoltre è vicina alla spiaggia e al lavoro.

Il signor Grant non ama i gatti ma dovrà presto fare i conti con questa suo preconcetto. Suo figlio, infatti, si trasferisce lasciandogli in custodia la gattina di casa: Pepe.

Dopo qualche mese la convivenza tra i due sembra andare a gonfie vele fin quando Grant si accorge con grande stupore misto a sgomento che l’animale è in dolce attesa. Di li a due mesi darà alla luce cinque splendidi micetti.

I gatti di casa ora sono diventati sei ed il signor Grant vuole far adottare i nuovi nati velocemente in modo da evitare la totale distruzione dell’appartamentino che tanto ama. Si affretta ad inserire un annuncio sul giornale locale, ma suo figlio lo avverte che i piccoli devono restare categoricamente con mamma Pepe per almeno 8 settimane.  

In questo tempo Grant ha modo di comprendere come siano diversi tra loro i fratellini, scorgendo le peculiarità caratteriali di ognuno. Ma gli animali diventano presto un problema, non solo per la casa, ma per il condominio e per il vicinato tutto. In particolare, nel periodo del calore quando i loro richiami d’amore sembrano più somigliare a lamenti strazianti.

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Urge una soluzione immediata. Sfogliando il giornale Grant si imbatte in un annuncio che sembra proprio fare al caso suo. Si affittano cinque acri di terra in un bosco di alberi destinati a legname: paesaggio incantevole e affitto molto basso. L’unico neo è che dista più di 150 chilometri da Jacksonville ma il signor Grant non è ancora pronto ad abbandonare la sua casa e le lunghe passeggiate sulla spiaggia.

Decide comunque di visitare il bosco e ne resta affascinato, tanto da acquistarne venticinque acri e comprende che questo è il posto ideale dove fondare il Caboodle Ranch “dove i gatti non sono trattati come animali”. Nasce così il suo progetto di costruire un piccolo villaggio a misura di felino, fatto di tante piccole casette confortevoli e colorate con ripiani imbottiti per comodi pisolini. Il villaggio dei felini immerso nel verde, circondato da più di cento acri di fauna selvatica.

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Il signor Grant vi si trasferisce immediatamente, nel 2003 con al seguito Pepe, i suoi cinque figli ed altri gatti raccolti dalla strada, per un totale di undici animali. L’anno seguente la colonia felina conta già ventidue esemplari.

Attualmente, come potrete vedere dalle foto, gli animali sono aumentati in modo esponenziale e il Caboodle Ranch è un ente non-profit per la cura ed il recupero di gatti abbandonati e maltrattati.

Grant ha sostenuto fino ad oggi tutte le spese della struttura e percorre più di 400 chilometri a settimana per andare a lavorare e per tornare ad occuparsi dei suoi felini.  

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Sicuramente, il suo, è un bel modo di non amare i gatti.

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* Crop Circles : nuovi messaggi dallo spazio?

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Una delle testimonianze più antiche che racconta la formazione di un crop circles risale al 1678 “The Mowing Devil”; sul finire dell’agosto di quell’anno nei pressi di Hertfordshire (Inghilterra) apparvero in un campo di avena dei cerchi nel grano. A quel tempo considerarono il fenomeno come opera del demonio che “disdegnando di mietere in modo tradizionale, aveva falciato le piante in precisi cerchi sistemando ogni stelo con tale precisione che per un uomo ci sarebbe voluta tutta la vita per fare il lavoro che era stato portato a termine in una sola notte”.

Una tavoletta risalente al medioevo riporterebbe la formazione di crop circles durante l’invocazione di un sacerdote Druida, quindi non mi sorprenderebbe la prossima scoperta di testimonianze datate prima di Cristo.

Negli anni ’80 il fenomeno balzo nelle prime pagine dei giornali grazie al ricercatore Pat Delgado (un ingegnere inglese) che denunciando tale fenomeno lancio una sfida agli scienziati di tutto il mondo:  “Trovate una spiegazione logica di questo fenomeno”. Questo cominciò a richiamare l’attenzione di ricercatori e personaggi mistici.

Così, sono in centinaia, tra curiosi e appassionati, ad essere accorsi nel campo di Robella d’Asti per cercare di avere un possibile contatto con una ipotetica civiltà aliena.

I pittogrammi ritraggono cerchi, triangoli e quadrati. Figure geometriche che appiattiscono il frumento in modo regolare. L’impatto visivo è notevole, ovviamente, se visto da un aereo o dalle colline circostanti.

Ma il significato lascia ancora perplessi. Sebbene ci si interroghi sul possibile messaggio, ancora nulla di preciso sembra essere stato decifrato da questo ennesimo crop circle o agroglifo italiano.

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Ad occuparsene, anche la stampa americana. Su The Guardian Express,  un articolo è stato dedicato al crop circle di Robella e ad un video apparso su Youtube e firmato Cavallo Grigio.

Ad essere particolarmente interessante è proprio il video poiché avanza delle ipotesi riguardo una probabile lettura del disegno. Una croce a otto punte, infatti, costituisce il pittogramma al cui interno sarebbe decodificabile un codice binario. Questo indicherebbe quattro elementi ricorrenti nell’universo: potassio, deuterio, zolfo e idrogeno. Che sia questa la formula dell’energia infinita?

Scettici o no, dopo la Basilicata e Cisterna di Latina, è questo il terzo caso in pochi giorni a far capolino sulle pagine della stampa internazionale. Fenomeno estivo a scopo di lucro o davvero qualcuno, da lontano, è venuto a dirci qualcosa?  

Gli enigmatici crop circle, ovvero i cerchi nel grano, accomunano la Basilicata al Regno Unito. Lo affermano alcuni esperti inglesi dopo aver constatato una notevole somiglianza tra i disegni trovati nella regione italiana e quelli che marchiarono il terreno inglese nel 2009.

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Era il 30 maggio, infatti, quando nella contea di Oxfordshire, un campo di grano fu impresso da una figura stilizzata di 180 metri. Il campo di Kingstone Coombes balzò inevitabilmente agli onori delle cronache e l’immagine fu definita “intrigante” da molti degli addetti ai lavori che ne seguirono da vicino le ricerche.

Una figura che somiglia a quella apparsa in un campo a Palazzo San Gervasio e che il sito nuovadelsud.it riporta. Da qui a giungere fino in Inghilterra il passo è stato decisamente breve. Tanto da attirare l’attenzione degli stessi esperti secondo i quali non può che trattarsi di una creazione degli alieni.

Ed è notizia di questi giorni che un nuovo crop circle sia apparso a Silbury Hill, ancora nel Regno Unito. Avvistato il 25 giugno, questo pittogramma risulta molto interessante poiché pare custodire tra i suoi disegni un messaggio ancora tutto da decifrare.

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Sembra essere un normale cerchio nel grano. Tuttavia, per il fatto di essere stato identificato a Silbury Hill il significato potrebbe essere davvero molto interessante. Quest’area, infatti, è considerata un luogo preistorico. Si tratta di una collinetta artificiale che si erge per circa 40 metri. Gli archeologi sostengono che il sito possa essere stato eretto 4.750 anni fa ed abbia richiesto la manodopera di 500 uomini per 15 anni ed un monte ore che sale fino a 18 milioni.

Ad una prima stima, e come si deduce dalla immagine diffuse dal sito specializzato cropcircleconnector.com, nessuna struttura tribale aveva la capacità di sostenere un simile progetto e di metterlo poi in opera. Ragione per cui alcuni ricercatori sono portati a credere che tutto possa essere oggetto di creazione ed elaborazione da parte degli alieni. E che il messaggio comparso sulla collina possa effettivamente nascondere un significato. O un loro messaggio.

Se ben si osserva la figura, questa ricorda le sembianze di una clessidra. Quest’ultima, inoltre, è circondata da una circonferenza recante altri 4 pittogrammi che, probabilmente, rimandano ad alcuni simboli. Per alcuni, il disegno potrebbe semplicemente rappresentare la collina adiacente di Silbury Hill. Tuttavia, per accedere al campo ed osservare di persona il cerchio nel grano, è possibile donare 2 sterline a persona al proprietario.

Ancora mistero, quindi, riguardo possibili significati di tali simboli ma, soprattutto, la provenienza ad essi imputata. E si richiede la partecipazione di tutti. Infatti, chi scorgesse qualsiasi messaggio è invitato a dire la propria.

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Questo pittogramma ha fatto la sua comparsa in Belgio, esattamente a North East della cittadina di Momalle. Il crop circle è stato segnalato al sito cropcircleconnector.com il 22 Luglio 2013 ma risale al 21 Luglio, quindi un giorno prima.

Il cerchio nel grano scoperto il 21 Luglio si trova esattamente a Nord Est di Momalle e  possiede un diametro di 30 metri circa ed è composto da cinque cerchi concentrici.  Il cerchio nel grano è al di fuori del villaggio di Rue Lenoir: 50 ° 41’31 .55 “N 5 ° 21’49 .67″ E La cosa strana e che il crop circle è comparso il giorno della festa nazionale in Belgio,  il giorno del cambiamento del Re.

Esiste una relazione?

http://www.cropcircleconnector.com

Certo i messaggi che spingono l’umanità all’intuizione possono venire da altre forme di vita intelligenti nello spazio …

Non stiamo forse cercando di scoprire che non siamo soli?

” Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose  ”

(William Shakespeare)

Fonti:

http://www.disinformazione.it

http://www.lastampa.it/

http://guardianlv.com/

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* Canto alla luna piena

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Diana un giorno disse a sua figlia Aradia:

“E’ vero che tu sei uno spirito,

ma tu sei nata per essere ancora

mortale, e tu devi andare

sulla Terra e fare da maestra

a donne e uomini che avranno

Volonta’ di imparare la tua scuola

che sara’ composta di stregonerie….”

Canto di Aradia:

Io sono la Volontà degli Dei

Io sono la Vita

Io sono la Signora del Plenilunio

Colei che ritorna

Per ricordare ai Figli del Cielo

L’Antica Arte

Io sono la Dea dell’Amore

Che stende un mantello di stelle sopra la notte

Io annuncio l’alba e saluto il tramonto

Io possiedo il segreto di ogni incantesimo

Io sono Colei che comanda la folgore

Io sono la rugiada che scende sui prati fioriti

La linfa che scorre nei boschi

Che anima i venti e le acque

Che sposa e feconda la terra

Che nasce nel fuoco e alimenta

La fiamma perenne che grida giustizia agli Dei

Io sono Colei che sconfigge la morte

E spezza le catene della paura

Io sono lo Spirito puro della Natura

Lo Spirito libero dell’Universo

Io sono la Gloria Immortale

Della Verità mai tradita

Io sono l’Amore

Io sono la Vita

Io sono la figlia della Luce Infinita.”

Aradia, dopo aver imparato alla perfezione l’arte della stregoneria, l’insegnò ai suoi discepoli dicendo loro:

“Quando io saro’ partita da questo mondo,

qualunque cosa avrete bisogno,

una volta al mese, quando la luna e’ piena,

Dovete venire in luogo deserto,

in una selva tutte insieme,

e adorate lo spirito potente della vostra regina

di mia madre Diana, e chi vorra’ imparare la stregoneria,

Che ancora non conosce

mia madre le insegnera’ tutte le cose sconosciute.

Sarete liberi dalla schiavitu’!

E cosi’ diverrete tutti liberi!

E come segno della vostra vera liberta’

uomini e donne nei vostri riti

sarete tutti nudi…”

Testi tratti da “Aradia, o il vangelo delle streghe” di C.G. Leland:

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* La buona notizia del venerdì: L’EMILIA ROMAGNA VIETA I CIRCHI CON ANIMALI: è LA PRIMA REGIONE

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L’EMILIA ROMAGNA VIETA I CIRCHI CON ANIMALI: è LA PRIMA REGIONE

La regione Emilia Romagna ha deciso di vietare i circhi con animali esotici, e ci auguriamo che altre regioni possano seguire questo esempio. I circhi sono una inutile tortura per gli animali, spesso seviziati e maltrattati nell’ambito di un addestramento finalizzato a fargli fare azioni che vanno contronatura; per non parlare degli anguste gabbie dove vengono rinchiusi (quasi sempre sotto il sole) e il fatto che vengono sottoposti a continui viaggi, che per loro costituiscono sicuramente uno stress. In attesa che siano proibiti, ci auguriamo il prima possibile, ci raccomandiamo a voi affinché boicottate in ogni caso questi “spettacoli” dove di “spettacolare” c’è ben poco… se volete far vedere gli animali ai vostri bambini portateli allo Zoo, dove sono tenuti solitamente in condizioni decenti, in spazi idonei, e sotto il controllo costante dei veterinari.

Portare i bambini allo Zoo, dove spesso si possono accarezzare i cerbiatti e dare loro da mangiare è molto diverso che portarli al circo, dove gli animali sono considerati niente più che giocattoli… 


Non potranno piantare più i tendoni tutte le strutture che portano con sé animali esotici. Ora la delibera dovrà diventare norma e infine dovrà essere applicata dai singoli comuni. La Lega AntiVivisezione: “Contentissimi del risultato ma se la legge verrà applicata dovremo comunque vigilare”

Vita dura per i circhi che usano animali per i loro spettacoli. La regione Emilia Romagna ha dato il via libera a una risoluzione, per limitare l’attività di tutti quei tendoni viaggianti che mettono in scena esemplari selvatici, dai rettili ai mammiferi. Niente più elefanti, giraffe, e orsi. E stop anche a tigri, foche, delfini e elefanti. Il testo, proposto dal Movimento 5 stelle, impegna la giunta ad attivarsi “affinché i comuni adottinoappositi regolamenti e vietino la sosta” a chi fa esibire questi animali. E invita i sindaci dell’Emilia Romagna a prendere esempio da alcune città, come San Lazzaro, Medicina e Bologna, che hanno già detto no alle esibizioni di categorie esotiche o in estinzione.

Al centro della protesta il trattamento degli animali nei tendoni, costretti a subire, secondo gli attivisti, addestramenti con scariche elettriche, e a trascorrere gran parte del tempo al freddo, in gabbia e in catene al seguito del tendone di turno. “È il momento di considerare che un orso che sfreccia su una bicicletta – era stato il loro appello – o un elefante che con enorme sofferenza concentra tutto il suo peso di pachiderma su una sola zampa sono numeri che si possono trovare senza fatica sotto un qualunque tendone da circo e che sottopongono gli animali a stress psicofisici dannosi”.

Con la risoluzione l’Emilia Romagna ha quindi deciso di accogliere l’appello delle associazioni, approvando un provvedimento che di fatto mira a inibire le esibizioni di animali esotici. Nel testo l’Assemblea si dichiara “in totale disaccordo con l’attendamento nel territorio regionale di circhi e mostre viaggianti che usano alcuni esemplari di animali”.

Meglio di così non poteva andare”, afferma Annalisa Amadori di Lav Emilia Romagna, “la regione ha recepito la nostra richiesta quasi interamente. E’ il coronamento di una lunga serie di battaglie e di tutti gli sforzi fatti. Ora però la giunta del presidente Errani dovrà trasformare la risoluzione del consiglio regionale in norma perché se rimane così non ha ancora valore concreto”.

Effettuata la modifica alla delibera attuativa tutti i comuni dell’Emilia Romagna saranno obbligati a far rispettare questo divieto a tutti quei circhi che vorranno attendarsi: “Già sei comuni (Bologna, San Lazzaro, Medicina, San Giovanni in Persiceto, Castello di Serravalle e Monteveglio) avevano scelto autonomamente di imporre questo divieto. D’ora in avanti dovranno farlo tutti, volenti o nolenti, pena l’illegalità”.

L’Emilia Romagna diventa così la prima regione italiana  a limitare drasticamente l’attività dei circhi nell’ esibire animali esotici nei circhi, snaturandone la vita: “Facciamo comunque attenzione. Una volta che la norma verrà resa applicabile, soprattutto nei primi tempi bisognerà vigilare, come abbiamo fatto recentemente nel Comune di Bologna, quando abbiamo rilevato che un circo si era esibito con animali esotici tra i tendoni, per poi ricevere il plauso e relativi provvedimenti dell’assessore Rizzo Nervo”.

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fonte

http://www.nocensura.com/2012/03/lemilia-romagna-vieta-i-circhi-con.html

 

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* Come cambiare il mondo

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Quando si ha soltanto l’amore
Da dividere insieme
Nel giorno del grande viaggio
Che è il nostro grande amore
Quando si ha soltanto l’amore
Amore mio, io e te
Perché scoppino di gioia
Ogni ora ed ogni giorno
Quando si ha soltanto l’amore
Per vivere le nostre promesse
Senz’altra ricchezza
Che il crederci sempre
Quando si ha soltanto l’amore
Per arredare di meraviglie
E ricoprire di sole
La bruttezza della periferia
Quando si ha soltanto l’amore
Come unica ragione
Come unica canzone
E unico aiuto

Quando si ha soltanto l’amore
Per vestire al mattino
Poveri e malandrini
Con mantelli di velluto
Quando si ha soltanto l’amore
Da offrire in preghiera
Per i mali della terra
Come semplici trovatori
Quando si ha soltanto l’amore
Da offrire a coloro
Che hanno una sola battaglia
Ed è cercare la luce
Quando si ha soltanto l’amore
Per tracciare il cammino
E forzare il destino
Ad ogni crocevia
Quando si ha soltanto l’amore
Per parlare ai cannoni
E nient’altro che una canzone
Per convincere un tamburo
Allora senza avere nient’altro
Che la forza d’amare
Avremo nelle mani,
Amici, il mondo intero.

Jaques Brel Quand on n’a que l’amour

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* Notizie astrali

La Terra ruota attorno al Sole compiendo un’orbita ellittica e, per questa ragione, la sua distanza dal Sole non è sempre la stessa ma varia attraverso due punti che sono il perielio (punto più vicino) e l’afelio (punto più lontano). Questa scoperta è dovuta a Keplero (1571-1630) che dimostrò con la sua Seconda Legge,  come la velocità della Terra varia in base alla vicinanza dal Sole.


Il 5 luglio scorso è stato
il giorno più lontano dal Sole e per questo la Terra compie la rotazione più lenta. 
Ci sono tre considerazioni da fare, la prima riguarda la lentezza del moto che è dovuta alla resistenza con cui si attrae all’orbita solare (al contrario del perielio dove la velocità determina la sua fuga dall’attrazione verso il sole). La seconda considerazione è nel fatto che si trova ai limiti del bordo verso l’universo, quindi siamo in piena apertura verso l’esterno. La terza considerazione è relativa alla sua curvatura, infatti procediamo verso un rientro nell’orbita e il moto espansivo che ci ha portato verso l’afelio, diventa un moto restrittivo che ci riporta nel perielio. Queste condizioni permettono di avere in questi giorni (non dimentichiamo la presenza del canale percettivo 2013) una buona predisposizione verso intuizioni e ispirazioni con il carattere della novità. Intuizioni che possono rivelare quesiti o dubbi con cui abbiamo convissuto fino ad oggi.

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Giove entra nella costellazione del Cancro.

Giove è il pianeta che tutti aspettano, come il sole dopo una stagione di pioggia o il caldo dopo l’inverno. E’ sempre segno di tangibile speranza, armonia, espansione e benessere. Aiuta a realizzare le nostre aspirazioni ma prima di tutto, alimenta la nostra positività.
I nostri amici del Cancro hanno sempre un grande bisogno di percepire la positività per la loro dolcezza lunatica che li rende sensibili alle variazioni emotive al punto da perdere consapevolezza di questi andamenti. Giove in un certo modo stabilizza gli umori e porta con se il seme di un piccolo sogno.
La luna nuova sarà quindi molto importante perchè gode di questo influsso.

Per tutti, Giove nella costellazione del Cancro riporta valore alla tradizione, recuperando quindi gli aspetti positivi, messi un po’ da parte dall’influsso del suo passaggio in Gemelli che aveva cercato espansione nel mentale e nel campo intellettuale, inventivo.

Adesso l’attenzione ritorna sull’ecologia, la naturalità, la sfera intuitiva (non dimentichiamo che siamo appena entrati nel canale della percezione).

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Durante il mese di luglio agisce il canale della percezione che sicuramente agirà sulla nostra sensibilità che sia rivolta all’intuito o al sogno, inteso come quella strada che elabora le soluzioni migliori. Ognuno avrà il suo punto di percezione migliore rispetto a queste due strade e non serve neppure saperlo prima o deciderlo. Aprendoci alla percezione e lavorando con questo canale, naturalmente si apriranno e mostreranno le nostre migliori predisposizioni. Cosa significa questo?
Che possiamo avere molte più intuizioni oppure ricordare meglio i nostri sogni e i suoi messaggi simbolici.

Sull’intuizione parleremo nei prossimi giorni, sui sogni può essere un’ottima abitudine quella di segnarli su un quaderno (durante questo periodo possiamo ricevere particolari istruzioni che poi andremo ad eseguire nei prossimi mesi). Il consiglio è di tenere vicino a dove si dorme il quaderno, per non perdere traccia di aspetti importanti che possono sfuggire.

Uno dei sogni più ricorrenti è quello riferito al Mare

Del resto il mare rappresenta la culla della percezione, sarà molto probabile ricevere il suo messaggio simbolico all’interno dei nostri sogni.
Il mare nella simbologia oggettiva è rappresentativo di quel movimento vitale che è in grado di sostenerci e nutrirci ma anche di quei moti emozionali che si scatenano in veri e propri uragani, portando via spazio alla serenità, riportando dal profondo degli oceani i nostri pensieri più segreti anche a noi stessi.

“ho sognato il mare agitato, avevo paura perchè sapevo che avrebbe ucciso tutte le persone che abitavano vicino ma non potevo fare niente ed ero disperato. Mi sono svegliato con il cuore che batteva forte “

“C’eravamo io e mia madre che passeggiavamo per le vie del centro del paese dove abitiamo e mi sono accorta che si vedeva il mare , cosi ho detto a mia madre di andare a casa per prendere il costume e farci un bagno (…) ci siamo accorte che il mare era un’onda enorme che stava travolgendo tutto e ci avrebbe portato via così abbiamo cercato un palazzo alto per cercare la salvezza “ (chi sogna abita vicino a Cuneo)

“Avevo sette(1) conchiglie nella mano e stavo camminando su della sabbia bianca, dove si vedevano tante ossa di persona, era una cosa terribile ma nel sogno non avevo paura o schifo. Ho lanciato le conchiglie nell’aria e ho visto arrivare un’onda enorme. Ho pensato che mi restava poco e dopo sarei morta”.

Il mare, le emozioni forti, violente, scatenano paura. Nei sogni la simbologia oggettiva acquista un significato particolare se è dono di un collettivo che si muove argomentando nel medesimo modo. Questo rappresenta una particolarità che trascende il personale, cioè gli eventi del sognatore (che siano di sentore profetico o di vicende che vive nel presente) e va verso una percezione più ampia quasi come se fosse l’ascolto di un movimento collettivo che non per forza deve essere interpretato nell’ottica di un disastro come potrebbe essere uno tzunami.

Tutte interferenze che vengono ripetute nella nostra mente fino a realizzare uno stato di realtà verificato. E’ possibile che questo avvenga?
O forse è più concreto dire che l’interferenza rende accettabile una realtà che con lucidità nessuno ammetterebbe?

Fonte:

Guida Astroenergetica 2013
www.astroenergia.com 

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* La buona notizia del venerdì: Il gesto coraggioso di Amina: si scopre il capo davanti al giudice

Il gesto coraggioso di Amina: si scopre il capo davanti al giudice

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Il sefsari è un particolare tipo di velo, dal colore chiaro e che avvolge per intero la donna; da decenni le detenute tunisine, giudicate quasi esclusivamente percondotta immorale, lo indossano per tradizione al momento di comparire in pubblico, per proteggersi agli occhi del mondo. 

Amina Sboui, meglio nota come Amina Tyler, invece la sua faccia combattiva, i suoi occhi di fuoco, il suo sorriso beffardo a quel mondo vuole sbatterlo in faccia.

Ha chiesto ai suoi legali se il sefsari fosse obbligatorio; le hanno detto di no. E così, entrata nell’aula del Tribunale di Sousse dove si svolgeva il processo d’appello in cui è imputata per detenzione di gas paralizzante – accusa per le quali è stata condannata ad una ammenda di 300 dinari (150 euro), ma non è stata mai scarcerata, perché le è stata contestata la condotta immorale – lo ha sfilato via davanti al giudice ed è rimasta così, a capo scoperto, in jeans e camicia a quadri: gli stessi che indossava lo scorso 19 maggio, quando fu arrestata a Kairouan per avere scritto  “Femen” sul muro di un cimitero e perché trovata in possesso di quella bomboletta di gas.

Ha sorriso ai fotografi, ha mostrato il pugno chiuso e ha fatto il segno della vittoria. Poi ha atteso in silenzio il parere della corte, che ha deciso di rinviare la sentenza al prossimo 11 luglio.

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In aula i legali della 18enne attivista, la celebre avvocatessa tunisina Radhia Nasraoui e l’avvocato Halim Meddeb, entrambi attivisti militanti anti-tortura e pro difesa dei diritti umani, hanno chiesto la non applicazione del testo di legge sulla detenzione di esplosivi, ribadendo la dichiarazione di innocenza della loro assistita e chiedendone la scarcerazione

La detenzione di Amina è arbitraria: non doveva essere arrestata, non ha commesso alcun crimine e alcuna infrazione alla legge – ha dichiarato Nasraoui -. Il dossier che è attualmente dal giudice Istruttore, al Tribunale di prima istanza di Kairouan, è vuoto”.

Malgrado ciò però, sul capo della blogger femminista che Il 1º marzo scorso ha diffuso in su Facebook una sua foto a seno nudo con la scritta “Il corpo appartiene alla donna” pesano le accuse di attentato la pudore, profanazione di cimitero e appartenenza ad un’associazione di “malfattori” colpevole di delitti contro cose o persone.

E’ in detenzione preventiva – una misura eccezionale adottata quando l’imputato viene ritenuto un pericolo per la società o quando si pensa che possa commettere un altro reato. Qui non abbiamo alcun crimine pericoloso: Amina è in prigione per un’opinione politica“.

Ad attenderla, all’uscita dal tribunale, non c’erano esponenti dei gruppi radicali; c’erano, invece, tanti sostenitori del Comitato FreeAmina, di associazioni come Amnesty International, dell’Organizzazione Mondiale Contro la Tortura, dell’Associazione delle donne democratiche tunisine e c’era suo  padre, che ha confessato alla stampa di essere fiero di lei “I giovani hanno iniziato a sostenere Amina, hanno capito che ha subito un processo politico, che non ha fatto niente, non si è svestita, non ha profanato alcun cimitero, è andata Kairouan per dire che la ‘Tunisia è uno Stato civile dove le donne sono libere’”.

In attesa della sentenza Amina rimane in carcere: se ne sta tranquilla, paziente e legge molto. Le hanno confiscato  dei libri che si era fatta portare. Lei ne ha chiesti degli altri.

Fonte:

http://www.repubblica.it

La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l’universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l’insegnamento calato dall’alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede.”

Margherita Hack

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Prova costume 2

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* la buona notizia del venerdì:“ Pedibus”, “Ventibus”, “Ombrellibus” a piedi i bambini vanno a scuola con più entusiasmo

Pedibus”, “Ventibus”, “Ombrellibus”

a piedi i bambini vanno a scuola con più entusiasmo

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Abbiamo intervistato Isabella Triassi, una dei genitori della Scuola Cardinal Borromeo di via Casati, referente della Linea Verde e accompagnatrice di 20 bambini ogni mattina per il progetto Pedibus milanese, finanziato dal Comune e organizzato da ABCittà e Legambiente

Siamo molto contenti del Pedibus della Scuola di via Casati e speriamo che questo progetto possa presso estendersi anche alle scuole meno fortunate della Cardinal Borromeo, in una zona (Porta Venezia, ndr) dove molti bambini già avevano la buona abitudine di andare a scuola a piedi.

Ci dobbiamo impegnare a fare capire ai milanesi che camminare per andare a scuola può essere anche molto divertente e speriamo che anche nelle scuole più periferiche il Pedibus possa svilupparsi”, ci ha raccontato Isabella Triassi, madre di tre bambini e accompagnatrice di una delle 4 “linee”, la “Verde”, che ogni giorno portano a destinazione circa 20 bambini ciascuna, con tanto di fila indiana, pettorine e fermate di raccolta.

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Qual è il bilancio di questo primo anno di Pedibus “su larga scala” del Comune di Milano?

Per noi genitori è un successo. La scuola elementare di via Casati è piccola, ha circa 250 scolari, ma al momento abbiamo attive 4 linee di accompagnamento, che coinvolgono circa 20 bambini ciascuna e quindi si può dire che almeno 1/3 dell’utenza è coinvolta.

Anche i bimbi dell’asilo vicino ci vedono ogni giorno arrivare a scuola col Pedibus e poiché l’esperienza è coinvolgente, contiamo che i loro genitori da settembre iscrivano anche i nuovi “primini”.
Una volta però, da bambini, noi a scuola andavamo a piedi e da soli, senza bisogno del Pedibus …
E’ vero e sicuramente oggi i bambini sono “iper protetti”, sotto questo aspetto c’è una regressione della loro autonomia. Però oggi c’è un pericolo che 30 anni fa non c’era ed è purtroppo il traffico. La nostra scuola è vicinissima a C.so Buenos Aires, dove le macchine a volte sfrecciano ad alta velocità, un bambino delle primarie che debba attraversarlo da solo per andare a scuola affronta un reale pericolo. 

Il Pedibus è promosso anche come pratica per l’autonomia dei bambini e per conoscere meglio il quartiere. Questo succede nella vostra esperienza?

Sì, dopo un po’ che le colonne dei bambini del Pedibus prendono confidenza col tragitto, gli stessi bambini imparano a conoscere meglio vie, palazzi, giardini e negozi. Alla mattina i negozianti e i custodi dei palazzi ci salutano quando passiamo, sono felici di vederci e gli scolari sono entusiasti. Abbiamo esperienze di bambini che ora sono più felici di andare a scuola e non vedono l’ora di congiungersi alla colonna del Pedibus. Tant’è che si aggregano con qualsiasi condizione di tempo; in questi mesi siamo andati a scuola a piedi con il vento, con la pioggia, diventando “Ventibus”, “Ombrellibus” …. E’ molto divertente per loro.

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Come può ancora migliorare questo Pedibus milanese?

Estendendosi a più scuole possibili (ora sono circa 15 quelle coinvolte, ndr) e soprattutto a quelle della fascia della seconda Circonvallazione. Il Pedibus è un progetto gratuito per le famiglie che debbono aderire solo sottoscrivendo un regolamento ed impegnandosi ad accompagnare i figli alla fermata prevista – sono circa 3 o 4, con il “capolinea” da cui si parte e dove si radunano il più dei bambini, e le altre segnalate lungo il percorso. 

L’esperienza si deve allargare per fare capire che anche a Milano andare a scuola a piedi si può e camminare non è davvero un male … 

Fonte: ecodallecittà

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* L’età rende irascibili le stelle

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Gli anziani non sono sempre una compagnia facile. Invecchiando si può diventare brontoloni e un po’ irascibili.

Ma quando a invecchiare sono le stelle, averci a che fare può diventare davvero impossibile. Per i pianeti che orbitano attorno ad esse, si intende.

Lo dimostra una survey, una ricognizione su 142 stelle della nostra galassia effettuata da Kevin Schlaufman e colleghi del Massachusetts Institute of Technology.

I ricercatori volevano capire perché gli esopianeti della classe “hot Jupiter” (pianeti gassosi simili a Giove, ma che orbitano vicinissimi alla loro stella ), trovati in grandi quantità negli ultimi anni attorno a stelle simili al Sole, siano così rari attorno a una categorie di stelle anziane chiamate subgiganti.

Una ipotesi è che quelle stelle fossero molto più grandi del Sole quando erano giovani, e che la loro gravità impedisse la formazione di pianeti nelle immediate vicinanze. Non convinti, Schlaufman e i suoi colleghi hanno studiato 142 subgiganti per cercare di capire che massa avessero quando erano più giovani. Per farlo, hanno studiato la loro posizione e ricostruito a ritroso il loro possibile percorso all’interno della Galassia.600px-NGC290

Le stelle infatti tendono a nascere a nidiate all’interno di ammassi, e poi disperdersi orbitando attorno al centro della galassia. Le stelle di grande massa invecchiano più in fretta, e quindi le “sorelle” sono ancora abbastanza vicine tra loro quando raggiungono gli ultimi stadi di vita. Lo studio ha scoperto invece che le subgiganti sono più disperse rispetto alle altre stelle. Il che vuol dire che sono più vecchie di quanto si pensasse, perché stelle nate assieme hanno avuto più tempo per allontanarsi le une dalle altre. Per avere avuto una vita così lunga, però, non potevano essere tanto massicce , ma piuttosto simili al Sole.

E le stelle simili al Sole formano spesso pianeti “Hot jupiter”.

Probabilmente, allora, anche le subgiganti li avevano in passato, finché invecchiando e gonfiandosi non hanno aumentato la loro attrazione gravitazionale, che ha fatto letteralmente a pezzi i poveri pianeti.

Lo studio è stato accettato per la pubblicazione su The Astrophysical Journal.
di Nicola Nosengo (INAF)

http://unastellaperamica.wordpress.com

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* La buona notizia del venerdì: L’UNESCO ha deciso: l’Etna è patrimonio dell’umanità.

L’UNESCO ha deciso:

l’Etna è patrimonio dell’umanità.

«L’ Etna nevoso, colonna del cielo
d’acuto gelo perenne nutrice;
mugghiano dai suoi recessi
fonti purissime d’orrido fuoco,
fiumi nel giorno riservano
corrente fulva di fumo
e nella notte ròtola
rocce portando alla discesa
profonda del mare, con fragore».

Così Pindaro in una delle sue Odi descriveva l’Etna più di 2500 anni fa.

Oggi ben poco è cambiato, e un grande poeta avrebbe di fronte a se lo stesso spettacolo. Questo vulcano, uno dei più attivi sul continente europeo, ha affascinato uomini d’arte, scienziati e viaggiatori con la propria altezza, la neve in cima, il ruggente suono delle eruzioni che spezzano l’armonia della soleggiata Sicilia.

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Oggi il turismo dell’isola passa anche per l’Etna con spedizioni di vulcanologi e turisti che scalano le pendici per studiarne i segreti gli uni, e per farsi fotografare immersi in un paesaggio lunare gli altri.

Per l’importanza storica, culturale e scientifica, l’Etna è stato inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità il 21 giugno 2013.

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Con questa decisione, che riempie di orgoglio i Siciliani in primis ma anche tutti noi italiani e gli estimatori stranieri, si spera di dare un segnale forte alle istituzioni per puntare fortemente sul turismo e sulla ricerca scientifica, investendo ingenti quantità di denaro a supporto di progetti di valorizzazione, perlomeno in controtendenza ai recenti sviluppi.

L’Etna è quindi il 45esimo bene inserito nella lista UNESCO riferita al nostro paese, e ancora oggi deteniamo il primato nel mondo per la quantità di siti tutelati dall’organizzazione internazionale.

Allora forza e coraggio: il mondo in costante cambiamento si aspetta da noi grandi cose.

Fonte: italiaiocisono.com

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