Se ci fosse Napoleone…
Faites la paix! Parbleu!
Liberté, égalité, fraternité!
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
Domanda: Allora potrò diventare una stella, o un sole, o un universo? A qualcuno dovrò pure ispirarmi!
Domanda: E se non sono cosciente? L’Energia ti spingerà comunque alla tua evoluzione.
“ in deliziose cappe di raso nero
dattilografavano il risveglio
dettàto dall’aurora.”
“Le rondini “di Farfa (1879-1964)
Insegnavo in una scuola in periferia e la natura era lì a portata di ispirazione. Le stagioni hanno i loro colori come anche i loro simboli.
Nell’atrio c’era una grande finestra che allargava lo sguardo e la mente sulla campagna e io ogni mattina mi fermavo a riempirmi di emozione. Che era lo stato più adatto ad entrare in classe.
Le rondini arrivano puntuali quando i prati sono verdissimi e “margheritosi” (come diceva una mia alunna) il giorno si allunga di sole che scalda ogni cuore e i profumi diventano riconoscibili.
Mi piace indovinare da quale fiore o pianta o erba arriva l’onda profumata per dire sono io qui…
Le violette mi ricordano la nonna e le sue caramelle di zucchero, l’acacia la via di scuola imbiancata da un miriadi di petali bianchi, i gigli coltivati con amore dal portiere che inebriavano nell’androne condominiale, le ancora minuscole foglie di menta con le quali facevo deliziose frittate …( anche con l’erba cipollina si fanno deliziose frittate)…
E poi in classe ognuno disegnava la sua idea di rondine…e di primavera!
Le rondini sono uccelli davvero straordinari, pesano circa 20 grammi ma riescono a percorrere in volo oltre 5000 km, superando mari e deserti senza riposo e lottando contro tempeste e perturbazioni.
Sono uccelli migratori, arrivano dall’Africa e nidificano in Italia. Hanno uno straordinario senso dell’orientamento che li fa tornare sempre allo stesso nido che perfezionano di anno in anno.
Ma c’è di più. Queste preziose creature svolgono la funzione di insetticida ecologico, cacciando in volo zanzare e mosche e altri insetti. Sono in grado di raggiungere una velocità dai 40 ai 50 chilometri all’ora!
Ogni coppia di rondini, infatti, riesce a catturare e mangiare fino a 6.000 esemplari al giorno nella stagione riproduttiva.
Soltanto in Italia ogni anno questi uccelli migratori predano dalle 12mila alle 31mila tonnellate di insetti in modo assolutamente naturale.
Un motivo in più per proteggere le rondini!
Ricordiamo che distruggere (come accade puntualmente!) i nidi di questa specie protetta, insieme ai rondoni e balestrucci è reato.
La rondine è da sempre associata alla stagione primaverile, e quindi alla rinascita e fin dall’antichità le sono attribuiti moltissimi significati simbolici!
Gli Antichi Egizi la associavano alla dea Iside, ritenendo che di notte quest’ultima si trasformasse in rondine per piangere sul sarcofago del dio Osiride, annunciandone il ritorno dal Regno dei Morti.
Nell’antica Grecia era considerata un dono di Afrodite mentre gli Antichi Romani la ritenevano una manifestazione dei Lari, divinità protettrici della casa.
Nella tradizione cristiana è invece simbolo della resurrezione proprio perché fa ritorno ogni primavera annunciandone l’arrivo.
Nella tradizione ebraica, la rondine è considerata benedetta e protetta dal Divino, ma simboleggia anche il cambiamento e gli aspetti ciclici della vita, che rappresentano l’esperienza trasformativa della crescita spirituale.
La rondine ha un ruolo privilegiato persino nel Feng Shui, che la associa ai nuovi inizi e alla fortuna, e per questo consiglia di disporre oggetti artistici ispirati a questo uccello negli spazi di lavoro o nelle stanze che necessitano di una sferzata di energia.
Nei sogni invece si dice rappresenti il più delle volte il bisogno di cambiare aria o di una metamorfosi interiore.
Fonte
Farfa, pseudonimo di Vittorio Osvaldo Tommasini (Trieste, 10 dicembre 1879 – Sanremo, 20 luglio 1964), è stato un pittore, poeta e fotografo italiano.

La fantasia è la perpetua primavera !
Johann Friedrich von Schiller
Eppure…
quando ragioni, quando immagini e crei, senti crescere dentro di te i germogli dei tuoi sogni come quella piantina sul tuo balcone che ha messo bocciolini rosa shocking,,.
Quando una brezza sconosciuta ti ricorda il profumo delle violette di zucchero della nonna…
Quando analizzando scientificamente la tua routine noti che ritrovi entusiasmo accendendo una luce rosa ? e gialla? e verde? colori qui e là come un pittore…
Quando la canzone del primo bacio “ il cielo è sempre più blu” ti frulla in testa da giorni …
Quando una carezza al morbido barboncino nero del vicino ti cambia la giornata…
Quando…la fantasia è cambiamento…
E’ sempre primavera quando nella tua vita pensi,vedi, crei, progetti, ascolti , ti emozioni attraverso il tuo cuore!
Love Laurin
Ma sì è ora che ci amiamo per come siamo, come siamo state, e come saremo!
Per come siamo capaci di immedesimarci in ogni esperienza di tante vite con coraggio, dedizione, entusiasmo oltre gli stereotipi, per come superiamo i muri delle credenze ancestrali, per tutti i sorrisi, carezze e canzoni che dispensiamo con compassione, per la costanza con la quale coltiviamo fiori nei deserti delle menti, per come disegniamo arcobaleni in tutti i cieli grigi, per come trasformiamo le lacrime in progetti nel futuro.
Diciamo orgogliose sempre più forte i nostri propositi, le nostre certezze, la nostra volontà di creare un mondo che accolga tutti gli esseri viventi in tutte le diversità. nessuno escluso.
E prima che ci inondino di mimosa...
alle donne della mia vita,
alle mie figlie,
mamme, nonne, amiche,
a tutte le altre donne
che hanno un posto
nel mio cuore…
a te …
AUGURO.
di continuare
a mostrare il cielo blu,
a trasformare ogni nuvola,
a unire e scambiare e includere,
a essere fiera della scelta,
a far tesoro delle tue emozioni,
a creare arcobaleni nelle menti,
a fare luce con la tua luce,
a dare valore alle carezze,
a costruire le nuove certezze ,
ad essere così come sei!
a volare sempre libera e leggera,
che ogni muro svanisce quando sei te stessa
domani e ogni giorno
della tua vita
Perchè siam donne!
Evviva tutte noi!
Love Laurin
cosa sara’
che fa crescere gli alberi la felicita’
che fa morire a vent’anni
anche se vivi fino a cento
cosa sara’
a far muovere il vento
a fermare un poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato
oh cosa sara’
che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all’ombra di un desiderio
oh cosa sara’
che ti spinge a domare una
donna bassina perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta
cosa sara’
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c’e’
cosa sara’
che ti spinge a comprare di
tutto anche se è di niente che hai bisogno
cosa sara’
che ti strappa dal sogno
oh cosa sara’
che ti fa uscire di tasca dei
no non ci sto ti getta nel mare
ti viene a salvare
oh cosa sara’
che dobbiamo cercare
che dobbiamo cercare
cosa sara’
che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico
a parla del futuro
cosa sara’
questo strano coraggio
paura che ci prende
che ci porta a ascoltare
la notte che scende
oh cosa sara’
quell’uomo e il suo cuore benedetto
che e’ sceso dalle scarpe e dal letto
si e’ sentito solo
e’ come un uccello che in volo
e’ come un uccello che in volo
si ferma e guarda giu’
Lucio Dalla
Quando si vive in una grande città dove la neve è un avvenimento straordinario i fiocchi di neve si vedono solo sui libri delle fiabe.
Quando all’asilo ti parlano dei fiocchi di neve ai più fortunati insegnano a ritagliare in bianchissimi tondi di carta come potrebbero essere i fiocchi di neve.
E che emozione attaccarli poi sui vetri come se ci fosse una bella nevicata!
E si poteva riconoscere il proprio perchè ogni fiocco era diverso dall’altro!
Io c’ero e anche io battevo le mani alla neve immaginaria …ma non troppo!
Siamo alla fine dell’800 nel paesino di Jericho in Vermont (Stati Uniti) ed un giovane adolescente, Wilson Bentley, ama la neve e si appassiona sempre più ai fiocchi di neve.
Li scruta al microscopio, un regalo della madre, e prova a disegnarli per come li vede ma si sciolgono troppo presto così chiede ai propri genitori, una famiglia di contadini, di acquistare una macchina fotografica.
Nell’America del 1883 una macchina fotografica è un oggetto non solo costosissimo ma anche considerato uno strumento senza alcun utilizzo pratico rilevante, un lusso strano che in pochissimi potevano permettersi.
Per amore del figlio i genitori accettano la bizzarra richiesta del diciassettenne Wilson Bentley ed è così che, due anni dopo, il 15 gennaio 1885, fotografa il suo primo fiocco di neve.
Sei anni prima il Dr. Johann Heinrich Flögel in Germania era riuscito a fotografare un singolo fiocco di neve ma Wilson Bentley è stato il primo ad inventare una apparecchiatura microfotografica, collegando il banco ottico della macchina fotografica, ed a scoprire da autodidatta un metodo efficace per fotografare i fiocchi di neve lavorando al freddo.
Bentley raccoglieva la neve su un vassoio ricoperto di velluto, la divideva in singoli fiocchi di neve e posizionava i cristalli sul vetrino del microscopio usando un sottile strumento metallico e poi li fotografava.
La gente dubitava dell’autenticità dei suoi scatti ma nel tempo Wilson Bentley divenne famoso e i suoi sforzi vennero riconosciuti diventando noto a tutti come “The Snowflake Man”, “l’uomo dei fiocchi di neve”.
In circa quarant’anni Wilson Bentley nel suo laboratorio a Jericho ha fotografato oltre 5000 fiocchi di neve ed è stato il primo a sostenere la tesi che non esistono due fiocchi di neve perfettamente identici.
Durante la sua vita Wilson Bentley fotografò anche vari tipi di ghiaccio e le strutture che l’acqua forma in natura, incluse le nuvole e la nebbia
Fu il primo statunitense a riprendere le gocce di pioggia e uno dei primi fisici delle nuvole.
Wilson Snowflake Bentley è morto il 23 dicembre 1931 a causa di una polmonite che si era preso mentre scattava fotografie di fiocchi di neve durante una tormenta.
Il suo libro più famoso, Snow Crystals, pubblicato pochi giorni prima della sua morte, è ancora oggi in stampa e contiene oltre 2000 bellissime foto di cristalli di neve da lui fotografati e raccolte dalla American Meteorological Society che rivelano la meraviglia della diversità della natura nell’uniformità: non esistono due fiocchi di neve uguali ma partono tutti da una forma “base”, un cristallo esagonale di ghiaccio.
La sensibilità di Bentley e la sua ricerca della bellezza della natura racchiusa in questo universo invisibile ad occhio nudo, effimero e transitorio, è racchiusa nelle sue emozionanti parole, colme di amore per il creato:
“Al microscopio, ho scoperto che i fiocchi di neve sono un miracolo di bellezza; ed impazzivo all’idea che questa bellezza non potesse essere apprezzata da altri. Ogni cristallo è un disegno geometrico unico e nessuna forma è mai ripetuta. Quando un fiocco si scioglie, questa forma è persa per sempre. Così tanta bellezza spariva, senza lasciare nessuna traccia di essa.” – Wilson Bentley, 1925
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Evviva la Befana! Love Laurin !
Quando ero piccola le aspettative per le calze della befana erano alte! Ci dicevano che se eravamo stati buoni ci sarebbero stati molti dolci nella calza che avevamo appeso alla finestra oppure molti pezzi di carbone per quelli che erano stati cattivi!
Ma come poteva sapere la Befana quali erano le calze dei bambini buoni e di quelli “cattivi”…
Infatti anche il carbone era dolce, profumava di menta e cannella e si scioglieva in bocca! E tutti ridevano!
La scopa e… la Befana
Quando la Befana di Roma ha finito il suo giro, torna nel paese delle Befane dove, per prima cosa, sgrida sua sorella perché non ha lavato i pavimenti, non ha spolverato i mobili e non è andata dal parrucchiere.
Alla sorella della Befana non va di viaggiare sta sempre in casa a mangiucchiare cioccolatini e a succhiare caramelle all’anice. È più pigra di ventiquattro mucche.
Le due sorelle hanno un negozio .di scope.
Lì si servono tutte le Befane del paese.
Le Befane sono migliaia e consumano un monte di scope. Gli affari vanno benone.
Quando le vendite diminuiscono si pensa a lanciare una nuova moda.
La moda della miniscopa, ad esempio, fa furore.
In principio le Befane più anziane protestano.
Poi i cominciano anche loro a fare delle prove di nascosto in casa, con le tende ben tirate.
E un bel giorno escono anche loro con la miniscopa.
Dopo un po’ di tempo le vendite tornano a diminuire.
E allora viene lanciata la moda della maxiscopa: una scopa lunghissima.
Due volte più del necessario.
Il giorno che una Befana giovane giovane, molto graziosa, si fa vedere in giro con la maxiscopa, tutte le altre diventano matte per l’invidia.
L’anno dopo la sorella della Befana inventa la scopa midi e diventa ricca.
Mette su un negozio di aspirapolvere.
E qui cominciano i guai. Perché le Befane viaggiando con l’aspirapolvere, aspirano nuvole, comete, uccellini, paracadutisti, satelliti naturali e artificiali, pipistrelli, professori di latino.
Già, per i viaggi è più pratica la vecchia scopa.
Gianni Rodari
Come sempre le foglie cadono in autunno: Come sempre finisce un ciclo della natura
L’Albero, come tutti nel suo regno, ha dato tutto quello che la sua energia gli consentiva, foglie, frutti, rami nuovi.. Ha messo in atto tutte le sue capacità perchè il raccolto fosse il più produttivo.
Ora è il tempo del riposo per ritemprare le forze per il prossimo ciclo.
Le radici tendono sempre più profonde ad attingere le energie della Terra e metabolizzare l’humus.
Dopo ogni ciclo l’Albero acquista più forma ed arriva più vicino al cielo quale tende.
Tutto si compie da eoni ed eoni, naturalmente.
Come sempre le foglie cadono in autunno: Come sempre finisce un ciclo della natura
E tu, come tutti nel tuo Regno, hai dato quello che la tua energia ti consentiva? Hai raggiunto gli obbiettivi personali che ti eri proposto? Hai messo in atto le tue capacità per raggiungerli? Hai acquisito dalle esperienze passate insegnamenti per le scelte future?
Ora è il tempo di valutare se le strategie messe in atto sono state efficaci
Ora è il tempo di seguire le spinte più profonde e aprire la mente a nuovi punti di vista.
Ora è il tempo di ascoltare la voce del tuo vero Sè per costruire il futuro. E scegliere la via del Cuore:
Dopo ogni ciclo l’Essere umano acquista la sua forma e afferma la sua identità nell’Universo.
Tutto si compie da eoni ed eoni, naturalmente.
Lascia tutto e seguiti!
Love Laurin
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
Ricerca e filosofia energetica
Se nessuno ti vede mentre lo mangi, quel dolce non ha calorie.
Le belle parole dei saggi e dei poeti di tutto il mondo mi aiutano spesso a dire quello che non so esprimere
cronache dal mondo di un Mulino della Liguria di Ponente
Food,coffe and books
...prima vivo poi faccio tutto il resto (Meg)
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banzai43 Il mondo a modo mio
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