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* La buona notizia del venerdì: A Firenze nasce il primo liceo dedicato al nostro patrimonio artistico

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.»

Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9

Sarà mirato allo studio dei beni culturali e alla loro conservazione, con tanto di esperienze sul campo: a Firenze, per la prima volta, un liceo classico proporrà un indirizzo per i Beni culturali. I

n un momento in cui la cultura sembra essere messa parecchio da parte, la Toscana, culla del Rinascimento, rilancia e punta alle nuove generazioni.

Siamo al Liceo classico Cavour Pacinotti del capoluogo toscano che, in collaborazione con l’Istituto per l’arte e il restauro Palazzo Spinelli, inaugurerà dal prossimo anno un programma specificamente rivolto, come si legge nella nota, “all’acquisizione di competenze e capacità multidisciplinari necessarie alla conoscenza, identificazione, protezione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio mondiale culturale e naturale”.

D’altronde, in un Paese come l’Italia, perché non averci pensato prima? Secondo l’ultimo studio ISTAT, attualmente sono 4.889 i musei e gli istituti similari, pubblici e privati, aperti al pubblico (nello specifico: 4.026 musei, gallerie e collezioni, 293 aree e parchi archeologici e 570 monumenti e complessi monumentali).

Quasi la metà del patrimonio museale (46,1%) si trova nelle regioni del Nord, il 27,4% al Centro e il 26,4% al Sud e nelle Isole. Le regioni con il maggior numero di istituzioni museali sono proprio la Toscana (528), l’Emilia-Romagna (482), la Lombardia (409), il Piemonte (398) e il Lazio (364). Un Comune italiano su tre (29,8%) ospita almeno un museo o un istituto similare e in Toscana, per esempio, la quota di Comuni dotati di almeno una struttura di raccolta e di esposizione al pubblico arriva al 66,8%.

Il nuovo Liceo ad indirizzo Beni Culturali

Punto di forza del liceo, spiega la nota, sarà una costante partecipazione alle attività culturali del territorio, attraverso visite mirate ai musei e alle collezioni pubbliche o private, prevedendo delle attività nei laboratori di restauro, nei cantieri e nelle botteghe artigiane.

Il corso è stato strutturato secondo materie proprie del percorso classico (italiano, greco e latino), che, insieme alle scienze naturali, matematica e fisica ed allo studio intensivo di una lingua straniera (inglese), integrano discipline che vanno dall’area normativa e governativa alle scienze culturali, umane e sociali, dalla storia dell’arte alla conservazione e restauro dei beni materiali, immateriali e del paesaggio, dalle dinamiche di gestione economico-finanziaria e di comunicazione all’utilizzo di nuove tecnologie integrate, alla valorizzazione dei contesti culturali e del territorio. Oltre alle lezioni frontali, il Liceo Classico dei Beni culturali punterà molto alle esperienze ” sul campo”, ovvero alla partecipazione ad attività culturali sul territorio presso musei, collezioni pubbliche e private, laboratori di restauro, cantieri e botteghe artigiane, ma anche convegni e seminari di approfondimento.”

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La cultura non è un bagaglio infinito di nozioni.

La cultura non si misura, non si pesa, non luccica.

La cultura si insegna. La cultura è un atteggiamento.

E’ l’amore per la conoscenza, è la passione per scoprire oltre l’evidenza, è l’ esigenza di collegare piccole nozioni in un disegno mentale, è la gioia di vederci più chiaro, di indagare, di non dare nulla per scontato.

E’ un ‘avventura che inizia con piccoli pezzi a comporre un puzzle che comprende tutta l’umanità, la sua evoluzione,le sue conquiste, la sua espressione in ogni campo, i suoi valori, i suoi principi.

La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa e di argomentare le sue scelte.

Tutti gli esseri umani hanno diritto all’istruzione!

L’istruzione è la chiave della libertà!

 

La Bellezza è un’abitudine di pensiero!

Fonte: Cavour Pacinotti

https://www.cavourpacinotti.net/liceo-classico-beniculturali/

https://www.laureaturismo.it/lauree/corso-di-laurea-in-beni-culturali-catania/

https://lauracarpi.com/2020/07/24/la-buona-notizia-del-venerdi-la-cultura-e-lo-strumento-per-cambiare-il-mondo-la-cultura-rende-lessere-umano-libero-di-pensare-con-la-propria-testa/

https://lauracarpi.com/2020/07/17/la-buona-notizia-del-venerdi-street-art-a-napoli-alluniversita-e-in-puglia-e-legge-viva-la-creativita-urbana/

https://lauracarpi.com/2020/07/10/la-buona-notizia-del-venerdi-i-parchi-artistici-e-larte-nella-natura-e-con-gli-elementi-natura/

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* La buona notizia del venerdì: Street Art a Napoli all’Università e in Puglia è legge. Viva la creatività urbana!

Street art all’Università: nasce a Napoli il primo centro studi sulla creatività urbana

Dalla periferia al centro storico a Napoli ogni strada è un tripudio di colori. Qui (anche) l’arte urbana la fa da padrona e giganteschi murales e opere urbane in molti casi danno un nuovo volto ai più difficili quartieri della città. Ma che valore hanno queste opere? E perché sono così importanti in un tessuto metropolitano

A dare risposte e a mantenere viva questa forma artistica decisamente d’impatto e visibile a tutti,  proprio a Napoli, INWARD, l’Osservatorio nazionale sulla creatività urbana, ha scelto di stabilire la sede del primo Centro Studi sulla Street art, chiamato “Inopinatum”.

Con la coordinazione scientifica del direttore Luca Borriello, dal 2019 Inopinatum (che significa, nella mente dei creatori, “imprevista impertinenza”) ha sede nell’antico claustro della cittadella monastica di Suor Orsola, sede della omonima Università.

Cosa si studia

Il coordinamento scientifico di Inopinatum è guidato da una stretta collaborazione tra INWARD e l’Istituto universitario e l’obiettivo è uno solo: creare un mix perfetto di tutti gli indirizzi di studio (scienze formative, psicologiche e della comunicazione, scienze turistiche, umanistiche e scienze giuridiche. Le scienze giuridiche, per esempio, trattano il diritto d’autore, mentre il diritto commerciale la proprietà dell’opera e il suo supporto) e dare adito a corsi di ricerca, formazione, divulgazione, sperimentazione, edizione, informazione, comunicazione, tutto nell’ambito della creatività urbana. In più, Centro Studi fornisce supporto e consulenza ad enti, organizzazioni e aziende.

E non solo: qui non matite ma bombolette, non letteratura classica, ma la storia dei graffiti e tutti i murales in tutte le loro forme. E alla domanda (intervista di Artribune) se e in che modo la creatività urbana potrà contribuire a farci fruire nuovamente degli spazi pubblici, Luca Borriello conclude:

È un momento complesso, in cui c’è una ripresa di attraversamento degli spazi e di alcune consuetudini legate a esso ma è innegabile un senso di smarrimento. Ecco perché, ora più che mai, produrre arte all’interno di un contesto pubblico in cui ci si sente persi, attribuendogli nuovi sensi e significati, potrebbe rivelarsi fondamentale”.

Arte urbana per rigenerare luoghi e beni pubblici?

Succede in Puglia, dove sta per avviarsi un coinvolgente progetto di valorizzazione del patrimonio e di riscoperta del territorio attraverso il comune denominatore della street art.

La Regione Puglia ha, infatti, deciso di stanziare quasi 4 milioni di euro per realizzare murales che abbelliscano le periferie delle città, rendendole più accoglienti e inclusive.

Con una deliberazione approvata giovedì su proposta degli assessori Capone e Piemontese, la Giunta regionale ha dato il via libera definitivo all’attuazione della misura finalizzata a promuovere e sostenere gli interventi di Street Art nel territorio pugliese”, scrive nel suo blog il consigliere regionale Enzo Colonna in cui spiega un po’ tutta l’operazione che fa parte del più ampio programma STHAR LAB, approvato dalla Giunta a dicembre 2019 e finalizzato al recupero di beni e luoghi culturali appartenenti ad amministrazioni pubbliche attraverso laboratori di fruizione articolati in tre ambiti tematici (street art, teatri storici, habitat rupestri) in grado di attivare percorsi culturali di relazione pubblica e collettiva.

E allora forza, è del bello che abbiamo bisogno!

Del resto le prime espressioni artistiche dei nostri pro-pro-pro-progenitori sono state sui muri delle loro abitazioni! (Ops! Caverne!)

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/centro-studi-street-art-napoli/

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/ospedale-di-pozzuoli-murales-jorit/

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2020/06/4-milioni-puglia

“L’arte e la creatività urbana per migliorare le nostre città”.
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*La buona notizia del venerdì: I Parchi Artistici e l’arte nella natura e con gli elementi natura

Spesso viviamo così concentrati sulla nostra routine che non solo non ci accorgiamo del balcone del vicino pieno di fiori e tantomeno della nostra città e del territorio che la ospita.

Mi è capitato di scoprire chicche d’arte accompagnando in numerose visite a Roma, che di chicche ne è stracolma, i miei alunni di scuola media, per avvicinarli alla storia dell’arte dei vari periodi .

E incontrando dopo anni gli stessi alunni ho avuto la soddisfazione di scoprire di averli coinvolti nella riconoscere la Bellezza.

La Bellezza è nell’ apprezzare le diverse espressioni artistiche, coglierne il significato e l’emozione dell’autore, è trovare la passione di ricercare armonia nelle più svariate forme.

La Bellezza è un abitudine di pensiero.

Ogni angolo di Italia è “ un museo a cielo aperto “ , basta voltare l’angolo o fare pochi chilometri per trovare e provare tante meraviglie dei tempi passati e di ogni periodo storico.

In questo infinito e unico patrimonio artistico del nostro paese ci sono meraviglie della creatività di artisti del paesaggio che nella natura hanno trovato la loro espressione. Mare, montagna, boschi, pianura, dove rami, pietre, tronchi, sassi diventano arte.

I “parchi artistici” offrono esperienze culturali d’avanguardia e la possibilità di scoprire il misterioso legame che intercorre tra arte contemporanea e paesaggio.

I giardini dell’arte, in tutta Italia, sono spazi meditativi e punti d’osservazione inediti densi di capolavori donati alla comunità da mecenati lungimiranti innamorati del talento.

Così, fruire di un’esperienza artistica diventa una “passeggiata” per immergersi in opere faraoniche e visionarie create da artisti internazionali.

E diventa una educazione alla Bellezza, al rispetto della Bellezza, a trarre ispirazione dalla Bellezza.

Perchè la vita stessa sia Bellezza!

Così ho pensato di segnalare queste bellezze che magari si trovano proprio dietro casa . Ogni volta che mi capita di incontrare foto e articoli e descrizioni di una o dell’altra ( bellezza)

Questo rientra nell’intenzione del mio appello del 1 giugno per riempire i social di BELLEZZA!

1. Parco artistico Orme su La Court – Castelnuovo Calcea ‒Asti

2 Arte Sella -Trento

3 Art Park -Udine

4 Villa Marignana – Mogliano Veneto

5 Ca’ la Ghironda – Bologna

6 Fattoria di Celle- Santomato di Pistoia

7 Parco Sculture del Chianti – Siena

8 Giardino Museo di Daniel Spoerri- Grosseto

9 Giardino dei Tarocchi- Capalbio

10 Fondazione Burri- Città di Castello

11 Fiumara d’arte- Castel di Tusa Merano

E ricordati !!!

Una di queste meraviglie magari è ad un passo da casa tua… e non lo sapevi!

 

Fonte: https://www.artribune.com/turismo/2017/07/parchi-arte-italia/?fbclid=IwAR2vH93HYvl4BQiAewIhJUYDX_5GysPNsH13l0iQvAnSSGRUUBICxEIDO3U

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* Il Risveglio e il Gioco Cosmico dell’Uomo

Il Risveglio e il Gioco Cosmico dell’Uomo

Masolino da Panicale – La tentazione di Adamo ed Eva

Buchi neri e buchi bianchi, Web Cosmico e iperspazio, wormhole e iper-wormhole sono concetti legati alla scienza e/o alla fantascienza, distanti dalla vita quotidiana, intessuta di fatica, problemi e di corsa contro… il tempo. E’ un unico “dio” da cui tutto dipende, soprattutto il debito pubblico mondiale che cresce di mille dollari al secondo.

L’unicità del tempo: reale o virtuale? La fisiologia degli organismi, i moti della Terra, i tanti cicli della Natura, delle acque e degli elementi chimici (ossigeno, carbonio e azoto, ecc.) – hanno ritmi diversi, tutti in reciproca armonia.

E’ un caso? No, è l’effetto di un Disegno Intelligente, di un fine che ci coinvolge e sconvolge le categorie mentali con cui siamo “educati”.

IL LINGUAGGIO UNIVERSALE E’ LA MUSICA

L’Autore è il CRISTALLO al centro della Terra. I cristalli emettono musiche e il grande CRISTALLO – cantato nel Medio Evo da Dante e scoperto il secolo scorso dai geofisici – è mobile come diceva il sommo poeta, indipendente dagli strati superiori del pianeta. Ora si sa pure che il Cristallo è l’AUTORE primo della magnetosfera a forma di mela che avvolge la Terra. E allora… perché mangiare la mela è il peccato originale? Perché la mela è stata “avvelenata” da due fasce scoperte da Van Allen il secolo scorso. Le due fasce che hanno energie elevatissime, molto superiori a quelle della mela. Inoltre la mela è pure inquinata da atomi ad alta energia – ENA, Energetic Neutral Atoms – ora osservati dalla sonda spaziale IBEX.

La “mela” è una TV olografica in 4D – ha 3 dimensioni di spazio (larghezza, lunghezza e profondità) e una sola di tempo: lo spaziotempo in 4D. “Mangiare la mela” significa credere che lo spaziotemo in 4D sia realtà oggettiva e indipendente dai modi con cui noi soggetti, noi osservatori, osserviamo. Ma… cosa osserviamo? Il campo elettromagnetico creato dalle due fasce,  un abbagliante velo illusorio…

La “mela” che avvolge la terra è “avvelenata” da 2 fasce con cariche opposte ed energie molto elevate

Platone, 2500 anni fa, sosteneva che siamo immersi in una caverna sulle cui “pareti” si proiettano le “ombre”. Traduciamo  in termini odierni.

Le “pareti” sono copiosi, veloci e abbaglianti fotoni – quanti di luce – che viaggiano dal passato al presente e… nascondono il futuro che già esiste.

Le “ombre platoniche” potrebbero essere le immagini del Film in 4D trasmesso dalla “mela”.

Allora l’Universo osservato è un FILM OLOGRAFICO 4D!

L’astronomia si trova di fronte a fenomeni che non spiega!

Pianeti uno dentro l'altro

I 4 pianeti interni del sistema solare potrebbero essere ologrammi in 4D degli strati interni alla superficie terrestre. strati tutti vivi e animati dal Cristallo al centro della Terra, come descrive Dante nella sua Divina Commedia.

L’astronomia copernicana ha creduto e fatto credere che la luce elettromagnetica rifletta la “realtà celeste”: ora osserva l’improvvisa espansione dell’universo osservato, un evento che non spiega e che svela il ruolo cruciale del “vuoto” da cui emerge l’immane energia oscura…

La fretta con cui i governi vogliono diffondere la rete 5G svela la volontà di accrescere l’inquinamento elettromagnetico e di conservare l’illusione che il Film 4D – trasmesso dalla mela – sia “realtà”.
Ora urge sviluppare il SESTO SENSO… ASCOLTARE LA MUSICA DELLE SFERE

https://www.giulianaconforto.it/post/date/2020

 

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* La buona notizia del venerdì: Generazione Bellezza:Il piccolo borgo antico, Solomeo: la bellezza secondo Brunello Cucinelli.

Il piccolo borgo antico, Solomeo: la bellezza secondo Brunello Cucinelli.

Il re del cashmere ha realizzato il suo sogno di fare di Solomeo un borgo dello spirito, con la sistemazione, dopo quella del paese del ‘300, della sua periferia.

Una periferia “amabile”, come lui la definisce, dove ora sorge una cantina in mezzo a filari di cipressi, viti, olivi, alberi di frutta e campi coltivati in solchi dritti, come gli ha insegnato suo padre. Dritti come devono essere educate le persone, nel perseguire i propri sogni con determinazione ed onestà. E dritti perché “sono più belli”.

Esempi dei tanti insegnamenti di quel padre, ancora gagliardo ultranovantenne, a cui Brunello Cucinelli si ispira, pur avendo scelto una strada diversa da quella del contadino, grazie all’intuizione di produrre il cashmere per prodotti di alta qualità, con stili e colori inusuali.

In quella periferia sorge anche il monumento, circolare come il mondo, che reca la scritta “Tributo alla Dignità dell’Uomo”. Questa è la “periferia amabile”, secondo Brunello Cucinelli. Una periferia dove i vecchi capannoni inutilizzati sono stati acquistati per essere abbattuti e lasciare spazio ai campi. Così precisi da sembrare quasi un’oasi artificiale, tra la pur bella campagna delle colline che dominano il paesaggio da Perugia a Castel Rigone, dove Cucinelli è nato.

Così come tanto perfetto appare, soprattutto agli occhi degli ammirati ospiti americani e giapponesi, il borgo di Solomeo, con il suo castello, le stradine ricoperte da impeccabili mattoni in cotto, il Bosco della Spiritualità dove meditare, la chiesa di San Bartolomeo riedificata nel XX secolo, il Teatro, tempio laico di Salomone dedicato alle arti.

Cucinelli racconta la sua storia e il suo sogno diventato realtà.

Ho fatto un accordo con l’Amico mio lassù – svela – al massimo mi costerà restaurare un convento in più”. Una terrazza da cui si può ammirare il Creato che Cucinelli si sente chiamato a custodire. “E quando non ci sarò più – avverte – verrò giù a controllare e se non si mantiene bene sono cavoli vostri”.

Lui ha contribuito da imprenditore di successo. Ma invita tutti a fare la propria parte, come la pensionata che ha donato 9 euro dei 520 che percepisce di pensione.

Produrre il cashmere in un modo nuovo. Farlo da imprenditore umanista. Farlo in un luogo bello fin quasi alla perfezione, qual è diventato Solomeo.

Era il progetto di vita che avevo scelto” afferma Cucinelli. Perché la sua azienda e il borgo che ha scelto a sua immagine (oltre che come principale luogo di produzione) sono indissolubilmente legati.

Nei suoi capi, oltre alla qualità dei tessuti ed allo stile made in Italy, Cucinelli “vende” anche Solomeo, l’Italia dei piccoli borghi. Nei quali lui ha portato Aristotele, Marco Aurelio, Confucio, Kant.

Perché Solomeo è oggi il piccolo borgo antico secondo Cucinelli. Uno spicchio di Umbria autentica diventata mondo ideale. Un borgo dal quale oggi ancor più di ieri – grazie alle tecnologie – si può andare alla conquista del mondo, come ha fatto il marchio Brunello Cucinelli.

Un sogno, una storia di successo irripetibile? Se lo chiedono la gran parte dei visitatori, anche di tre imprese giapponesi venuti a prendere idee. Brunello Cucinelli è convinto di sì.

E per dimostrarlo, continua a raccontare la sua storia. Nonostante qualche disturbo dall’Umbria reale.

Sotto forma, stavolta, di un contadino che ha deciso di azionare la falciatrice a motore.

BRUNELLO CUCCINELLI

Il borgo umbro ospita la Scuola di Arti e Mestieri, creata con la volontà di trasmettere alle giovani generazioni l’importanza del patrimonio artigianale e della creatività manuale.

Nell’acropoli di Solomeo trova sede la Scuola di Arti e Mestieri, nata con l’intento di restituire dignità alle antiche professioni delle mani sapienti e ridare ai giovani di oggi la fiducia nei confronti dell’artigianato.

La Scuola offre agli alunni corsi di Modelleria e Sartoria femminile, di Taglio e Sartoria maschile, di Rammendo e Rimaglio, di Orticoltura e Giardinaggio e di Arti Murarie.

http://www.solomeo.it/it/

https://www.raiplay.it/programmi/generazionebellezza

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* Appello per dare visibilità a tutto il buono, il bello, l’originale,le passioni, l’impegno,le idee innovative, le persone, le esperienze, che sono esempi di come cambiare si può e si fa già….In Italia!

Io davanti alla tv ci sto poco. Divento polemica! Ebbene sì!

Ma a volte ci sono delle chicche sulle reti nazionali che mi sorprendono…ebbene sì!

“Generazione bellezza “è un programma televisivo che ho scoperto per caso , racconta luoghi ed esperienze del territorio Italia che sono eccellenze della nostra creatività di italiani. Eccellenze che sono ormai consolidate da anni!

E mi sono accorta che ben da gennaio questa trasmissione è su Rai3.alle 20,45 da lunedì a venerdi.

GenerAzione Bellezza” è il racconto dell’Italia che prende la bellezza nelle mani e la rende valore, occupazione, tutela e valorizzazione del territorio. È il racconto di chi lotta contro il degrado e lo trasforma in sviluppo, di chi racconta i musei in modo ludico, di chi arricchisce la narrazione dell’archeologia con l’aiuto dell’arte.”

Così recita la mission del programma.

Mi ha emozionato per la bellezza dei luoghi rinterpretati , per l’impegno e la passione delle persone, per l’impatto della poesia della natura…

E quanto ce ne è e quanto si fa e si può fare e inventare e reinventare e dare idee ma soprattutto esempio di come e cosa si può ottenere con una visione condivisa del futuro e la volontà d fare tutti insieme per raggiungerla.

Mi è venuto in mente Leonardo…sii, del resto noi italiani siamo tutti un po’ poliedrici nel bene e anche nel male sì, che a volte anche il male si dimostra risorsa e stimolo al cambiamento.

Mi voglio prendere l’impegno di far conoscere queste realtà talmente ignorate che mi fa rabbia, attraverso il mio blog e condividerle sui social.

Questo periodo di stop forzato mi ha ubriacata di parolone e di buone intenzioni a vanvera e mi è venuta voglia di fare azioni concrete.

Con le parole? Si può se generano azioni! Se suscitano voglia di fare e di approfondire.

Ho trovato lo spunto in “GenerazioneBellezza”

Mi aspetto la collaborazione di tutti i blogger amici che mi seguono, degli amici di FB, WhatsApp, Pinterest.

Un amica appassionata così ce l’ho : Meg e la sua pagina FB “ La topina della Valle Argentina”, ha già creato proseliti e turismo.

Vuoi cambiare il mondo?

Comincia da te!

 

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* Arcangelo Anael, Venere e Mercurio e Gemelli

Fin dall’antichità l’uomo volgendo gli occhi al cielo osservava il ciclo regolare degli astri e stabiliva su di essi la misura del tempo e il calendario. La luna, i pianeti, e le stelle rappresentavano ai suoi occhi manifestazioni di potenza soprannaturale ed egli per assicurarsene il favore, rendeva loro spontaneamente un culto. Platone e Aristotele contribuirono all’idea che stelle e pianeti fossero animati da creature intelligenti fino ad arrivare ai Padri della Chiesa che dichiararono che “i corpi celesti” si possono considerare mossi da creature spirituali che si chiamano Angeli., o Intelligenze. Così i sette pianeti ben noti agli antichi venivano associati a esseri angelici archetipici che governavano anche il giorno della settimana a essi legato.

Quando vennero scoperti nuovi pianeti come Urano, Nettuno e Plutone a ognuno di essi fu assegnato un Angelo.

Evelyn De Morgan: ” Spirits”

 

Anael

E’ l’Arcangelo legato alla sfera di Venere.

E’ colui che ha in custodia tutto quanto esiste di bello e di armonioso. E’ l’ispiratore degli artisti, colui che fa risuonare alle orecchie degli uomini più sensibili l’armonia delle sfere perché venga riscritta sotto forma di musica da ascoltare attraverso gli strumenti del pianeta Terra. L’influenza che l’Arcangelo venusiano esercita attraverso i suoi Angeli sarà sempre maggiore nel corso degli anni e risveglierà nel cuore degli uomini il sentimento di benevolenza. Lo scopo sarà quello di raggiungere l’amore cosmico, che è ancora molto lontano dalla sfera della comprensione umana.

Viene invocato il venerdì per ragioni di amore, amicizia, pace e tranquillità familiari o tra colleghi e soci, per tutto ciò che concerne l’arte ed il bello. Esaudisce i desideri positivi. I suoi colori sono il verde ed il rosa.

Anael, appartenendo alla sfera di Venere, domina la costellazione zodiacale della Bilancia e del Toro, ma influenza positivamente l’Acquario e i Gemelli.

 

Platone, in una delle sue opere, il Simposio, parla di amore. E ci fa raccontare, per bocca di Aristofane, una bellissima storia riferita all’uomo e alla sua ricerca della cosiddetta anima gemella.


Secondo questo racconto, nell’antichità gli uomini avevano una strana forma: erano infatti esseri sferici dotati di 4 braccia, 4 gambe, 2 apparati genitali ma un’unica testa (dunque mente) con 2 facce.
Essi potevano camminare o rotolare, tutto era più facile data l’abbondanza di arti, erano di 3 generi: il maschile, il femminile e l’androgino. Però gli uomini assunsero una certa arroganza tanto che, ad un certo punto, vollero elevarsi al pari degli dei.
Allora Giove, per punirli della loro pericolosa superbia, li divise in due parti uguali così che ogni uomo o donna vada in cerca della sua parte mancante, dell’anima gemella o dell’altra metà, appunto. Verosimilmente, chi era di natura maschile o femminile sarà omosessuale (cercando un’altra metà di uguale sesso), chi era androgino sarà di tendenze eterosessuali


Questo racconto viene ben espresso dal segno zodiacale dei Gemelli, 2 parti di un’unica persona.

La Bibbia ricalca lo stesso racconto con la creazione di Eva (da una costola di Adamo), evento che, non a caso, viene tradizionalmente collegato al segno dei Gemelli.

Gemelli è un segno davvero ricco di significati e simbolismi.

Tra i tanti vi è il suo legame con la conoscenza proibita del Paradiso Terrestre.

In quanto segno governato da Mercurio e d’aria, questo è il segno dell’intelligenza rapida e instancabile, della curiosità perenne e della fame di scoperta.
Nella tradizione biblico/astrologica,
il Toro simboleggia il paradiso terrestre dove l’uomo si è incarnato e vive in uno stato di grazia. Dio raccomanda di non mangiare alcun frutto dell’albero della conoscenza.
Ma ecco che, nel segno successivo (cioè Gemelli), Adamo ed Eva si lasciano tentare dal serpente, ovvero lo Scorpione che punge a morte Orione costringendolo ad accettare il suo essere mortale.
In Gemelli l’uomo prende coscienza del suo stato, capisce i suoi limiti e sviluppa il desiderio di altro, il patto con Dio è infranto, lo stato di grazia finisce, la Terra cessa di essere un luogo meraviglioso.

William Blake : Temptation

Fratelli gemelli, fratelli separati, Castore e Polluce indicano la divisione tra la coscienza spirituale in evoluzione e la coscienza terrena d’involuzione. Unico legame tra questi due “ Io “ lacerati dall’essere, la Kundalini, il Serpente di Fuoco del caduceo mercuriano, reggente mondano del segno, che un giorno riconcilierà, attraverso le sue nozze con Venere, ciò che sta in alto con ciò che sta in basso.

Eterno vagabondo su di una Terra che gli appartiene ma in cui non può trovare la vera pace, il Gemelli segnato dalla necessità evolutiva della coscienza si può associare al Matto dei Tarocchi. Viaggiatore dello Spirito dal corpo irrequieto, nell’effervescenza di una intelligenza intuitiva ed errabonda egli sente l’incessante nostalgia dello Spirito inafferrabile che lo anima.

Fonti:

http://astrologando.marieclaire.it/

http://www.sottolealidegliangeli.it

Irène Andrieu : Astrologia evolutiva

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* La buona notizia del venerdì: Mettete fiori nei vostri cannoni…Come diventare dei Guerriglieri che fanno fiorire le Città

Come diventare dei Guerriglieri che Fanno Fiorire le Città

La Flower Power Generation degli anni settanta si è trasformata nella guerriglia urbana della Guerrilla Gardening, un movimento che punta ad abbellire le aree urbane dimenticate con fiori, piante ed alberelli tutto di nascosto dalle autorità, tutto senza farsi beccare dai proprietari dei cantieri abbandonati dove andranno a crescere fiori e prati.

Ma per diventare un vero combattente servono delle bombe, ma delle bombe che non distruggono la vita anzi che la creano, ecco perché voglio insegnarvi a fare le Bombe di semi per poter bombardare le rotonde, gli angoli nascosti della città, i giardini, le aiuole intorno agli alberi… insomma ovunque ci sia un pezzetto di terra incolto dove far crescere dei fiori.

Per prima cosa procuriamoci il materiale:

Argilla in polvere
• Terriccio ricco
• Mix di semi di fiori, quelli che preferite, meglio se della stessa dimensione
• Una ciotola
• Dell’acqua
• Un mattarello e un piano di lavoro dove stendere la terra

Seguendo questa regola: 1 parte semi, 3 parte terriccio e 5 parti di argilla, prepariamo la miscela nella ciotola, cioè per un cucciaio di semi mettiamo un cucchaio di terriccio e 5 di argilla.

Quando avete mescolato bene gli ingredienti aggiungere un po’ d’acqua… pochissima per volta, a gocce direi, fino a quando il composto non diventa morbido tipo la plastilina. Potete anche usare uno spruzzino per regolare meglio l’acqua, ma se ne mettete troppa non preoccupatevi, lasciate asciugare il tutto fino a quando non riavrete la consistenza desiderata.

Impastate bene anche con le mani e fatene una palla, posizionate sul piano di lavoro e stendete col mattarello come se doveste fare la pasta, lasciandola però di mezzo centimetro di spessore. Ora tagliate la “pasta” di terra formando dei quadratini di due centimetri di lato, più o meno e con ognuno di essi formate delle palline che andrete a sistemare su un vassoio e lascerete seccare al sole per qualche giorno.

Su sito di GuerrillaGardener si può trovare questo altro metodo, ma sostanzialmente il risultato non cambia.

Ora prendete le vostre bombe e andate a bombardare la vostra città!!!!

Un consiglio? se ci riuscite sarebbe meglio cercare di bombardare di sera, in modo che l’umidità della notte faccia penetrare i semi nella terra, e se per caso ci riuscite tornate il giorno dopo ad annaffiare ?

 

Lo sapevate che negli Stati Uniti dove un gruppo di giovani creativi ha disseminato in giro per la città di Los Angeles delle macchinette distributrici di palline di argilla contenenti semi di vari fiori.

L’’iniziativa si chiama “Change for Change” , cambia per cambiare! Che idea!

In Thailandia a causa della deforestazione rimangono solo 6,2 milioni di km quadrati di foreste rispetto agli originari 16 milioni.

Una situazione drammatica che sta portando alla scomparsa di uno dei polmoni verdi più importanti del nostro paese.

Da qui l’iniziativa di utilizzare le bombe seme per provare a limitare i danni con il progetto Seed Bomb, lanciato dal Governo thailandese per 5 anni.

Quella delle bombe seme per favorire la nascita di nuovi alberi è un’idea nata per la prima volta in Giappone con una tecnica antica chiamata tsuchi dango che nel 20esimo secolo.

L’invenzione delle bombe di semi (seed bombs) nasce dall’idea di Masanobu Fukuoka, famoso botanico giapponese pioniere dell’agricoltura naturale e considerato il padre della permacultura. 

La tecnica che Fukuoka inventò, si basa sul principio del “non fare”. Un sistema che si può riassumere in tre fasi: seminare, pacciamare, raccogliere.

Fukuoka considerava erbicidi e pesticidi dei veleni. Non utilizzava nessun tipo di prodotto chimico ne macchinario agricolo. E nella sua fattoria non esisteva alcuna comodità moderna. Questo per rimanere in armonia con la natura. Iniziò a sviluppare metodi semplici ma efficienti come la pacciamatura utilizzando la paglia che normalmente gli altri agricoltori bruciavano, la consociazione di piante azoto fissatrici o il Nengo-Dango che consiste nel creare palline di argilla, le cosiddette bombe contenenti semi da spargere sul campo. Fukuoka era convinto che, sparare bombe di semi di fiori in tutto il mondo era molto più utile che costruire industrie di fertilizzanti.

Egli vedeva l’agricoltura come un cammino per raggiungere la saggezza e creò un ecosistema stabile nel quale tutti gli esseri viventi cooperavano in armonia. I microbi e i batteri stanno a contatto con le radici delle piante e fertilizzano il sottosuolo, agli animali più grandi, come gli uccelli, rane e capre pensano invece alla superficie.

Un equilibrio perfetto che solo così non viene toccato dalle malattie e dagli insetti che a volte infestavano, e infestano tutt’oggi, i raccolti.

Già nel 1933 a Honolulu furono utilizzati degli aeroplani per lanciare delle bombe di semi dall’alto in un progetto per riforestare alcune aree montuose.

Ora la Thailandia ha deciso di adottare la stessa tecnica per promuovere la riforestazione. 

Si tratterebbe di una tecnica molto più rapida e meno costosa rispetto agli interventi manuali per la riforestazione. Le bombe seme lanciate dall’alto raggiungono una percentuale di successo del 70% e sono considerate delle “armi buone” per ripristinare le foreste e le aree verdi che sono state distrutte.

La deforestazione in Thailandia è causata soprattutto dalle attività umane e dai cambiamenti climatici. Sotto accusa troviamo soprattutto l’abbattimento sconsiderato degli alberi per fare spazio alle coltivazioni necessarie per la produzione della gomma e dell’olio di palma.

La speranza è che con il progetto Seed Bombing la Thailandia riesca davvero a rinverdire le foreste, nel frattempo però sarebbe necessario porre dei limiti alle multinazionali dell’olio di palma e della gomma in modo che le cause principali della deforestazione trovino un freno.

Anche noi nel nostro piccolo possiamo realizzare facilmente delle bombe seme da utilizzare per far nascere nuovi fiori e piante nelle aree abbandonate, nei parchi e nei cortili e per contribuire a ripristinare l’habitat naturale delle api e delle farfalle.

E ora seguiamo il consiglio del “poeta di strada” Ivan: “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, noi gettiamo semi e facciamo fiorire la città!


Seed Bombing: How Thailand Plans To Restore Its Forests

https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/21231-bombe-seme-deforestazione-thailandia

Come realizzare bombe-seme di girasole from greenMe.it on Vimeo.

Canzone de “i Giganti” del 1967

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* Luis Sepùlveda

Il vecchio Antonio José Bolívar vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana. Ha con sé i ricordi di un’esperienza – finita male – di colono bianco, la fotografia sbiadita della moglie e alcuni romanzi d’amore che legge e rilegge in solitudine. Ma il suo patrimonio è una sapienza speciale che gli viene dall’aver vissuto dentro la grande foresta, insieme agli indios shuar: un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che i gringos, capaci soltanto di sfruttare e distruggere, non sapranno mai capire. Solo un uomo come lui potrà dunque adempiere al compito ingrato di inseguire e uccidere il tigrillo, il felino che, accecato dal dolore per l’inutile sterminio dei suoi cuccioli, si aggira minaccioso per vendicarsi sull’uomo.

 

Sapeva leggere

fu la scoperta più importante

di tutta la  sua vita,

Sapeva leggere.

possedeva l’antidoto

contro il terribile veleno

della vecchiaia

Luis Sepùlveda

Un messaggio intenso, pervaso di rispetto e venerazione per la natura, un continuo ritrovare i valori essenziali dell’esistenza, un canto d’amore per una umanità dimenticata e forse per questo preservata dal rumore senza sostanza della civiltà attuale

Il suo libro che ho più amato! Love Luis!

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*Pace ?… è una parola!

” pace “… una parola o un parolone?

picassolacolombeavenir

Cercavo la colomba della pace di Picasso  ed ho trovato una serie di litografie di  colombe disegnate da lui…
Una mi ha colpito perchè l’ ho trovata la rappresentazione ideale di una mia recente riflessione:
la pace ha motivo in quanto è l’opposto della guerra.
E’ una prerogativa umana ragionare dualisticamente : a tutto c’è un opposto, o questo o quello, e si agisce “ contro questo” o “ contro quello”.
Quindi la pace si ha solo quando non c’è la guerra e si fa la guerra per ottenere la pace.
Può sembrare un semplice sillogismo.
Ci sono attendibili opinioni in ogni tempo:
Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant. Dove fanno il deserto , quello chiamano pace”  Tacito
Facciamo la guerra per poter vivere in pace“ Aristotele.
Si vis pacem, para bellum . Se vuoi la pace prepara  la guerra” Vegezio
Essere preparati alla guerra è uno dei mezzi più efficaci di preservare la pace” George Washington.
La pace non è un assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo,una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia. Baruch Spinoza
Oppure ci si riempe la bocca per apparire schierati da una parte o dall’altra.
Io penso che  Pace è un valore insito nel’ Essere umani, uno stato d’animo interiore che è in ciascuno di noi e che prescinde da un suo opposto.
Pace è un atteggiamento mentale strettamente legato al cuore che determina il modo di interpretare il mondo in tutte le sue sfaccettature e di conseguenza il ciascuno agire.
Se sono in pace con me stessa allora la posso esportare agli altri, e solo allora.
Pace è solo una parola,  il più delle volte un parolone che accomuna la gente… e le coscienze? Vado alla manifestazione o alla marcia e …dentro di me sono in pace?
Ma che vuol dire essere in pace con se stessi? Una ricetta universale non l’hanno ancora inventata eppure se ne sono dette di tutti i colori e sono stati versati fiumi di inchiostro.
Altre attendibili opinioni:
La pace è un quotidiano, un settimanale, un processo mensile, a poco a poco cambiando opinioni, lentamente erodendo vecchie barriere, tranquillamente costruendo nuove strutture. John F. Kennedy
La pace non è un rapporto delle nazioni. Si tratta di una condizione mentale derivante da una serenità d’animo. E ‘anche uno stato d’animo. Pace duratura può venire solo a persone pacifiche“. Jawaharial Nehru, primo ministro dell’India
Il fatto è che la pace è una sensazione talmente personale che io non posso fare altro che raccontare la mia.
Io mi sento in pace quando mi sento al posto giusto al momento giusto. Giusto per chi?
Per me, ovviamente. Tu per te. Loro per loro.
Io mi sento in pace quando porto avanti con passione le mie scelte.
Io mi sento in pace quando sono in sintonia con la natura e con i ritmi dell’universo .
Io mi sento in pace quando penso che se oggi vedo nero domani è un altro giorno.
Io mi sento in pace quando vedo sorridere qualcuno che prima era cupo.
Io mi sento in pace quando in coda alla posta la fila va lenta e faccio amicizia con la signora accanto.
Io mi sento in pace quando piove e non ho l’ombrello, dopotutto il sole splende per tutti
Io mi sento in pace quando la bimba del vicino, che di notte piange, mi saluta per nome
Io mi sento in pace quando alla tv danno la  notizia che è nata una nuova stella.
Insomma per me Pace è vedere il bicchiere mezzo pieno, sempre.
Per me dire Pace, fare Pace, marciare per la Pace non è Pace.
Per me Pace è Essere Pace.
E come me tutti possono Essere Pace, dato che è dell’Essere umano.
O no?