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* Giornata della Memoria : Ricordare per educare alla pace ! A Rondine si insegna la Pace!

Solo nella pace ci può essere il progresso”.

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Con queste parole Rondine Cittadella della Pace accoglie i suoi visitatori. Piccolo borgo toscano sulle rive dell’Arno, Sociale laboratorio e culturale, Rondine ti si apre all’arrivo con le sue bandiere da tanti paesi del mondo e le sue targhe dedicate a pensieri di pace.

In questo angolo quieto di Toscana, a dieci chilometri da Arezzo, esiste dal 1997 uno Studentato internazionale dove si insegna la pace attraverso lo studio. L’Associazione Rondine nasce attorno a un’idea forte e originale: far convivere in un luogo e contesto neutrali, ragazzi provenienti da paesi in conflitto e che nelle loro terre sarebbero potenziali nemici.

Chi-Siamo

“Dare un volto al nemico – umanizzarlo per umanizzarci – è una strada per cambiare, un processo senza fine”, spiega con sguardo illuminato Franco Vaccari, presidente e fondatore dell’Associazione. “Il pregiudizio abbrutisce, si radica in modo talmente sottile che chi lo pratica non ne è più consapevole. Ilmetodo Rondine consiste proprio nell’insegnare a coltivare l’umano che è in ciascuno di noi, perché porti frutto”.

Questo borgo così riparato e mite è un luogo d’avanguardia. Può sembrare semplice il cammino di giovani da varie parti del mondo che studiano in un contesto internazionale con il supporto di borse di studio, eppure non è così. Il ritmo, come ci spiega Mauro D’Andrea, responsabile delle relazioni internazionali, si costruisce con la fatica e la perseveranza:

“Scegliamo giovani che hanno rifiutato la guerra per diventare leader di domani. Eppure il percorso che questi ragazzi devono sostenere è impegnativo. Tutto alimenta in loro sospetto, diffidenza, rancore, vendetta, odio. Vengono a Rondine, si spogliano di alcune certezze, guardano negli occhi e toccano il loro nemico, ci vivono, non per il tempo di un’emozione, ma per il tempo di una formazione accademica. E cominciano a cambiare. Qualcosa cambia nella vita interiore di ciascuno di loro, cambiano le relazioni, cambia la coscienza del loro compito personale e storico, cambia la loro vita. Un cambiamento che rovescia il modo di vedere l’altro e gli altri. Da Rondine, in Toscana, tornano a casa con la propria storia “rovesciata”, pronti a rovesciare la storia del mondo là dove vivranno.” –

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All’arrivo a Rondine lo studente frequenta, per circa tre mesi, un corso di lingua italiana per poi iniziare il proprio percorso di studi. Gli studenti seguono corsi universitari o master presso le Università di Siena, Firenze, Roma o Bologna. Gli studi sono finanziati con borse di studio messe a disposizione da istituzioni e privati. “La maggior parte degli studenti ha conseguito buoni risultati”, spiega Sara Bindi, responsabile della comunicazione. “Una volta terminato il percorso di studi, tornano nel loro paese di origine per inserirsi in percorsi di carriera nel mondo accademico, istituzionale e industriale in posizioni di alta visibilità e si fanno così portatori di un messaggio di dialogo”.

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Una candidatura al Nobel per la Pace 2015 per l’onlus italiana “Rondine cittadella della pace”.

So che a Rondine sta crescendo una nuova generazione, anzi un nuovo genere di leader del mondo, leader che abbiano il coraggio del dialogo, che sappiano cercare, scavare per capire le ragioni dei conflitti. Oggi il mondo ha grande bisogno di questo coraggio e per questo ho avuto l’idea di candidare Rondine al Nobel per la Pace 2015 e sono molto felice di dirvi che la candidatura é stata accettata”.

Così la Vicepresidente della Camera, Marina Sereni in occasione del Rapporto Annuo 2014 dell’associazione che si è tenuto il 9 luglio alla Camera del Deputati, ha annunciato la candidatura di Rondine Cittadella della Pace all’ambito riconoscimento, al momento l’unica candidata annunciata tra le associazioni italiane.

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Fonti:

http://www.fondazioneconilsud.it/news/leggi/2015-07-10/rondine-candidata-al-nobel-per-la-pace/

http://www.molo7photoagency.com/blog/rondine-cittadella-della-pace-1a-puntata/?lang=it

 

 

 

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* La buona notizia del venerdì: Arte e artisti da tutto il mondo ospiti nel condominio- museo!

A Torino il degrado urbano si combatte con l’arte grazie a un condominio-museo 

Combattere il degrado urbano con l’estro creativo, attraverso il potere della bellezza. È questa l’idea rivoluzionaria da cui è nato viadellafucina16, il primo condominio-museo al mondo.

Ubicato a Porta Palazzo in via La Salle 16, a Torino, l’edificio oltre ad ospitare opere d’arte, affreschi ed esibizioni artistiche, è anche teatro di un innovativo programma di residenza per artisti che arrivano da tutto il mondo. 

CONDOMINIO MUSEO TORINO

 

L’obiettivo del progetto è, come si legge sul sito di viadellafucina16, “attivare nuove e durevoli forme di socialità attraverso percorsi di co-creazione e cura collettiva degli spazi”.

I progetti infatti vengono scelti dagli stessi abitanti del condominio (oltre 200 inquilini di ogni nazionalità distributi in 53 appartamenti) con la mediazione di un board curatori e di addetti ai lavori. Tra i criteri presi in esame anche la capacità di coinvolgere la comunità dello stabile e del quartiere nella progettazione e nella realizzazione delle opere.

Questo progetto di rinascita urbana ha preso vita grazia alla vittoria del bando «S’illumina» della Siae, sostenuto dal ministero per i Beni e le Attività culturali (Mibact), che ha permesso ai promotori di riqualificare lo stabile di via La Salle 16 (prima si chiamava via della fucina, nome a cui si ispira il condominio-museo).

Edificato nell’Ottocento con una struttura maestosa, negli anni la palazzina è stata progressivamente abbandonata sino a ridursi a una condizione di quasi totale degrado. Ciononostante nel palazzo hanno continuato a vivere circa  duecento inquilini, disposti in cinquantatré appartamenti, che grazie all’impegno e alla dedizione dei promotori di viadellafucina16, tra cui l’artista Brice, che sta per Fabrizio Coniglio, oggi vivono all’interno di un vero e proprio museo.

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Questo è da sempre il mio quartiere preferito – quello di Porta Palazzo (ndr) – dove il grande condominio rappresenta un luogo che mette in connessione spazio pubblico e privato – ha spiegato Coniglio a Francesca Bonazzoli in un’intervista sul Corriere della Sera – Il nostro intento è fare un esperimento di rigenerazione urbana attraverso il potere dell’arte e della bellezza”. E si può dire che, pian piano, questo progetto sta prendendo forma arricchendosi anche degli stimoli che un quartiere multietnico come Porta Palazzo può mettere a disposizione. Al suo interno, infatti, dopo un secolo di migrazioni provenienti dal Sud Italia, transitano i nuovi migranti che arrivano, ad esempio, da Cina, Senegal, Romania e Pakistan. Una babele di etnie che prende forma nel condominio di via La Salle 16, dove inquilini di ogni nazionalità convivono con stili di vita ed orari totalmente diversi.

Il progetto consiste nel permettere ai condòmini di ospitare per qualche mese degli artisti, i quali hanno la possibilità di sviluppare un progetto ad hoc per le parti comuni del condominio: dalle scale alla portineria, arrivando fino al terrazzo e al giardino. Le opere nel loro complesso vanno a formare una collezione d’arte condominiale aperta a chiunque voglia visitarla, proprio come un museo.

VIADELLAFUCINA16

Gli artisti che si sono presentati a Torino per questo progetto hanno risposto a una call internazionale e si sono messi a lavoro dopo aver sottoposto le loro idee all’assemblea di condominio, che aveva il compito di approvarle. Il fine di viadellafucina16, spiegano i promotori, è quello di “attivare il dialogo tra le diverse comunità che abitano il condominio e favorire la riqualificazione del maestoso edificio ottocentesco, che viveva uno stato di trentennale degrado e abbandono”. E proprio grazie a questo progetto, la struttura è rinata ed è diventata il luogo ideale dove sperimentare la pratica artistica “come fattore di rigenerazione estetica, sociale e culturale”.

Un esperimento unico nel suo genere che in itinere viene monitorato da una serie di giovani sociologi e antropologi dell’Università di Torino che, nella portineria del palazzo, hanno stabilito la loro base operativa. 

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook ViadellaFucina16 condominio-museo.

Fonte:

nonsprecare.it Condominio museo Torino

Big City Life, il museo a cielo aperto di street art a Tor Marancia,

 

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* La buona notizia del venerdì: Per fare la plastica biodegradabile basta il latte!

Per fare la plastica ci vuole il latte.

È l’invenzione di un team di giovani ricercatrici di Roma

Prodotta con il latte andato a male da una startup nata all’Università di Tor Vergata, è resistente, eco-compatibile, perfettamente compostabile. Un tappo di bottiglia si distrugge completamente in 45 giorni

Parafrasando una canzone di qualche anno fa, per fare la plastica ci vuole il latte. Non è una suggestione fantasiosa, ma la realtà: è l’invenzione di un team di giovani donne dell’Università di Tor Vergata riunite in una start-up che ha a cuore l’ambiente. 

Rifiuti come risorsa, nel pieno spirito dell’economia circolare e del claim di SPlastica, il marchio del nuovo bio-materiale creato dal latte andato a male. 

 

L’intuizione nasce da una squadra di ricercatrici in scienze e tecnologie chimiche, guidate dalla dottoressa Emanuela Gatto e accomunate dalle convinzioni ecologiste e ambientaliste. L’obiettivo è quello di creare materiali nuovi, green e sostenibili, partendo da fonti naturali, possibilmente di recupero. 

SPlastica nasce così, pensando a ciò che in Italia si spreca più di ogni altra cosa, il cibo. Il latte, in particolare, secondo nella classifica domestica di ciò che si getta più facilmente.

Ognuno di noi, secondo dati FAO del 2018, spreca 4,8 chilogrammi annui di latte e prodotti caseari, dato perfettamente in linea con lo spreco a livello industriale.
Un caseificio medio piccolo butta circa 300 mila litri l’anno di latte andato a male, ed è proprio da queste cifre che la squadra di SPlastica è partita per tentare di trovare una soluzione ad altre cifre impressionanti, quelle dell’inquinamento da materiali plastici.

Nasce così, dal latte andato a male, la nuova bioplastica nell’ambito del progetto Lazio No Plastic. 

SPlastica è infatti un materiale perfetto per sostituire completamente la plastica dura delle stoviglie usa e getta per bar e ristoranti, che rappresentano il una fetta importante della torta del consumo, e dell’abuso, di polimeri plastici. 

Il nuovo materiale è eco-compatibile, biodegradabile e riutilizza scarti alimentari non edibili. Persino il procedimento con il quale viene fatto è ecosostenibile. 

Niente a che vedere, però, con bioplastiche poco resistenti o coi materiali tipo il mater-bi, perché SPlastica resiste a temperature altissime, fino ai 60 gradi, o bassissime (fino a meno 196 gradi centigradi) e l’utilizzo è garantito per 18 mesi. Ci si possono fare tazze, bicchieri o cucchiaini, a costi davvero accessibili. 

Questo perché la materia di partenza è economica, si trova in grande quantità e ha un’ottima resa.
Ma c’è un’ulteriore voce di costo che viene abbattuta, quella relativa ai costi di smaltimento, che utilizzando la plastica derivata dal latte vengono praticamente annullati: un tappo fatto di questa bioplastica si degrada del cento per cento in soli 45 giorni. 

Premiata dalla Regione Lazio come migliore start-up del 2018, la piccola impresa nata nell’incubatore della seconda università di Roma non intende fermarsi, ed è sicuramente uno degli esperimenti di bioplastica più interessanti degli ultimi tempi.

fonte. per fare la plastica ci vuole il latte

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* La buona notizia del venerdì: La prima Luna Piena del 2020 è anche eclissi: abbiamo l’opportunità di porre le basi del nostro futuro

Oggi sarà luna piena, la prima luna piena dell’anno e per di più accompagnata da un’eclissi lunare in Cancro.


Il Cancro è un segno cardinale d’acqua, governato dalla luna; i giorni in cui la luna si trova in Cancro appartengono all’elemento acqua e le emozioni e i sentimenti assumono più forza, predominando sulla razionalità, quindi siamo portati ad esprimere i nostri lati più sensibili e romantici, e ad essere più introspettivi. Il Cancro è il segno per eccellenza del femminile e ci aiuta a ritornare alla Madre, ossia ad essere la madre di noi stessi e prenderci cura di noi stessi. Il Cancro ci prepara all’amore, insegnandoci ad amare incondizionatamente noi stessi e gli altri.

E l’asse Cancro-Capricorno (il Sole è nel segno del Capricorno) ci fa toccare la nostra relazione con mamma e papà, la nostra nascita e rinascita, le nostre memorie e tutto ciò che riguarda l’intimità: il segno del Cancro rappresenta la madre, le emozioni, l’infanzia, mentre il Capricorno rappresenta il padre, la struttura, il proposito.
Quindi questa luna, unita all’eclisse, ci spinge con forza a lavorare sulla nostra rinascita come individui: infatti, ci spinge a riallinearci con il nostro contratto d’anima, e ci chiede di ritrovare casa all’interno di noi e di trovare radicamento dentro di noi per costruire lì le basi del nostro futuro.

E questa luna, essendo la prima dell’anno, in un certo senso va a marcare l’andamento energetico del 2020, quindi ci dice che quest’anno sarà un anno di grandi cambiamenti, di finali e nuovi inizi: infatti, quest’anno termineranno tre cicli, il ciclo Giove-Saturno, quello Giove-Plutone e quello Saturno-Plutone; e poi stiamo vivendo una grande concentrazione di pianeti in Capricorno che ci sta chiedendo di chiudere con tutto ciò che ci dà sicurezza e di uscire dalla zona di comfort.
Il Capricorno ci chiede di tornare all’essenziale, di lasciar andare il superfluo e tutto ciò che in qualche modo ci sta pesando; ed essendo la luna in Cancro opposta a molti pianeti in Capricorno, è come se ci chiedesse di lasciar andare tutto ciò che ci sta pesando a livello emozionale, in modo da poter proseguire il nostro viaggio leggeri.

 

Poi Urano, oltre ad essere ancora congiunto a Saturno e Plutone, sta per tornare ad essere diretto, amplificando la sua energia di stravolgimento delle strutture esistenti.

Urano è il pianeta delle sorprese, degli imprevisti, quindi vedremo enormi cambiamenti, sia a livello finanziario (il Toro e il segno della finanza) che a livello della natura e dell’ambiente (il Toro è un segno di Terra).

E per finire il 12 gennaio ci sarà la grande congiunzione di Saturno e Plutone in Capricorno: Saturno è Cronos, il signore del tempo, quindi definisce la qualità del tempo, e Plutone è la vita che sta al di là della morte, quindi questa congiunzione ci dice che c’è una qualità del tempo che va a morire ed una nuova che va a nascere, e darà inizio ad un ciclo trasformativo molto importante, sia a livello collettivo che individuale, dove andremo a demolire credenze obsolete per costruire poi qualcosa di nuovo.

Infatti, Capricorno è struttura, e via via crollerà tutto ciò che abbiamo considerato le strutture portanti della nostra società, sia a livello politico, economico e sociale, in modo che possiamo costruire una nuova matrix.

Quindi ora abbiamo l’opportunità di porre le basi del nostro futuro, e più costruiremo il nostro futuro seguendo la nostra verità autentica, più staremo bene; pertanto è il momento di prenderci la responsabilità delle nostre azioni e dei nostri passi, in modo da manifestare una nuova realtà, quella che vogliamo, senza più incolpare gli altri, la società o chiunque altro per ciò che stiamo vivendo.

E facciamoci accompagnare da questa energia cancerina nell’aprire con fiducia il nostro cuore.

Fonte :Francesca Zangrandi

Ma l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre. Quindi le energie lunari influenzano e vengono influenzate dalle specifiche qualità di energia di ogni altra costellazione.
E questo vale per i transiti dei pianeti sui nostri pianeti di nascita, delle comete e di ogni galassia.
Le energie delle stelle tutte ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della Vita la nostra vita!

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Come sarà il nuovo anno 2026…dipende da te!

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Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.
Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.
Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.
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Il futuro è nelle tue mani dipende da te.
Hai sogni nel cassetto? Credici e si avvereranno!
Hai progetti per il futuro prossimo? Mettici passione e raggiungerai i tuoi obbiettivi!
Vuoi cambiare ed arricchire la tua vita? Con la tua volontà puoi cambiare il mondo intero.
Vuoi avere una visione chiara della tua strada ?Accendila di luce brillante e fatti guidare!
Ti attraggono nuove avventure? Osa! Sostieni con determinazione le tue scelte!
Vuoi che sia l’amore a indirizzare l’umanità? Ama ciò che sei, come fai, cosa fai e scopri le tue risorse!
Vuoi che sia la pace a regnare sulla terra? Coltiva e potenzia la tua pace interiore e sarai l’esempio!
Vuoi voltare pagina? Hai a disposizione tutte le pagine dell’universo! E sono tutte a colori
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Le energie delle stelle ti sostengono e ti spingono verso le scelte che fanno della vita la tua vita.
Tutto quello che vuoi puoi!
Whatever you want you can!
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* La buona notizia del venerdì: La bellezza è di più se si tocca ! Ad Ancona la mostra di Bruno Munari e Maria Montessori maestri nella educazione multisensoriale!

 

La bellezza è fruibile solo attraverso gli occhi?

In apparenza sì, perché è la vista a consentirci di ammirarla, ma secondo Maria Montessori e Bruno Munari c’è un altro senso che permette di apprezzarla, riconoscerla, percepirla e quel senso è il tatto.

Che è anche il filo conduttore della mostra a loro dedicata, “Toccare la bellezza“, aperta dal 10 novembre 2019 all’8 marzo 2020 presso la Sala Vanvitelli della Mole di Ancona, promossa e organizzata dal Museo Tattile Statale Omero e dal Comune di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e l’Associazione Bruno Munari.

L’esposizione, che cerca di capire se sia davvero possibile riconoscere la bellezza tramite il tatto, è un viaggio di scoperta nel pensiero e nei materiali della Montessori da un lato, e nelle idee e nei lavori di Bruno Munari dall’altro. Due personaggi celebri che si sono occupati di argomenti molto diversi e che, tuttavia, si sono posti domande simili sull’ardua questione.

Di Bruno Munari poliedrico artista e designer di fama e successo da sempre attento alla multisensorialità e all’utilizzo di diversi materiali naturali e industriali nella sua arte, anche a fini pedagogici, vengono esposte più di 100 opere e lavori editoriali, affiancati da diverse tavole tattili di Roberto Arioli ispirate al concetto di “tavole tattili” ideato proprio da Munari negli anni ’70.

Di Maria Montessori sono presentati sia il modello educativo, sia i numerosi materiali, con particolare riferimento a quelli inerenti l’educazione sensoriale e della mano, quest’ultima considerata da lei stessa come “l’organo dell’intelligenza”. La mostra è anche un’occasione per celebrare, nel 2020, la ricorrenza dei 150 anni dalla nascita di Maria Montessori.

Per non parlare dei vari approfondimenti dedicati a singole tematiche, degli ambienti allestiti come quello che riproduce un’aula montessoriana, e delle stanze interattive come “il bosco tattile” dove si potranno vivere esperienze tattili e multisensoriali.

Previsti anche laboratori didattici per scuole e famiglie secondo il metodo Bruno Munari e il modello montessoriano, workshop e formazione.

 


La mostra apre il giovedì e venerdì dalle 16 alle 19, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19, il 1° gennaio dalle 16 alle 19 e rimarrà chiusa il 25 dicembre.

Fonti:

GreenMe

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* La buona notizia del venerdì: Barattare dei giocattoli “Ce l’ho ce l’ho mi manca” per sensibilizzare i bambini al concetto di riuso, condivisione e generosità verso chi non ha.

 

 

Promuovere tra i bambini un pensiero etico, nel quale il baratto di giocattoli possa riflettere nuove pratiche di sostenibilità e di solidarietà verso chi è meno fortunato.  

È questo l’obiettivo della sesta edizione della manifestazione “Ce l’ho ce l’ho mi manca”, prevista domenica 1 dicembre 2019, dalle ore 10:00 alle ore 19:00 negli spazi del terzo piano di Eataly a Roma (in Piazzale 12 Ottobre 1492, a pochi passi dalla Piramide Cestia).

Una giornata gratuita, organizzata dal magazine online Family Welcome, per sensibilizzare i più piccoli e le loro famiglie al “non spreco” ed alla riduzione dei rifiuti, attraverso il riuso a fini solidali dei giocattoli non più utilizzati.  

Un evento dove il consumismo lascia per una volta il passo alla generosità dimostrando che così a vincere siamo un po’ tutti. 

Promuovendo la buona pratica del riuso si allunga la vita dei giocattoli che non diventano né rifiuti da smaltire né oggetto di ulteriore consumo di risorse naturali.

Si può così aiutare l’ambiente e i bambini in difficoltà destinatari delle donazioni dei giocattoli non scambiati: i minori migranti, in fuga da guerra e povertà o quelli che vivono in condizioni di disagio socio-economico nei quartieri più svantaggiati delle grandi città.

Le centinaia e centinaia di giochi scambiati e donati e le migliaia di famiglie romane che hanno preso parte alle prime cinque edizioni sono la dimostrazione che il “ “Ce l’ho ce l’ho mi manca” è un momento che va ben oltre al giocattolo in sé.  

Rappresenta una situazione ludica di crescita e di consapevolezza rivolto soprattutto ai bambini, impegnati in prima persona, a ragionare in modo critico su questioni sociali di grande importanza.

Lo scambio dei giochi, tra i più piccini, costituisce infatti un insegnamento verso il consumo eticamente sostenibile. Così come la donazione, rivolta ai più grandi, promuove il senso di solidarietà verso i coetanei che si trovano in difficoltà. 

La scoperta che donare può essere più bello di ricevere che nel farlo si può anche tutelare l’ambiente è il messaggio che ci si può portare a casa.  

Le buone regole del baratto

Ad accogliere bambini e famiglie all’ingresso della manifestazione,  ci saranno i volontari di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

Poi i Clowndottori  e Cantastorie dell’Associazione no-profit di medici, La Banda Faclò, nata nel 2015  in seno alla Carovana dei Sorrisi per promuovere la terapia del sorriso, la forza della fantasia e la creatività come aiuto ai bambini malati e persone in situazione di disagio. 

A tutti questi professionisti del sorriso si consegnano i giocattoli ricevendo in cambio monete simboliche per un valore il più possibile equivalente al materiale che è stato messo a disposizione per il baratto. 

Con questi gettoni i bambini possono scegliere autonomamente altri giochi, “come nuovi”, all’interno dell’area dedicata al baratto.

Al termine, i giocattoli che non dovessero conoscere nuovi “proprietari” saranno donati ai Punti Luce e Spazi Mamme di Save the Children in Italia e all’Associazione La Banda Faclò, che li distribuirà in ospedali pediatrici e case famiglia.

Baratto, Family Friendly Market, Laboratori per bambini 

L’evento si articola in 3 aree tematiche:

1) BARATTO: uno spazio unicamente dedicato allo scambio dei giochi tra i bambini.

2) INTRATTENIMENTO: laboratori gratuiti didattici per bambini organizzati per temi e fasce d’età dai 3 ai 12 anni. 

L’argomento dei laboratori organizzati da Musement, la piattaforma digitale leader nella ricerca e nella prenotazione di tour e attrazioni in tutto il mondo, riguarda una serie di appuntamenti focalizzati sulle diverse città dove il portale offre imperdibili esperienze.

Occhi puntati su Londra e Parigi dove Musement è particolarmente attiva: i bambini possono cimentarsi nella costruzione di modellini del London Eye e della Torre Eiffel in cartone riciclato per vivere insieme il piacere di un’avventura.

Un momento di stimolo per i piccoli che si spera possa avere  in futuro risonanza nella loro quotidianità. Anche per questo ai bambini viene regalata una borraccia ecologica da utilizzare per i prossimi viaggi e le avventure alla scoperta del mondo.

Si legano al piacere della sperimentazione e della trasformazione, invece, i laboratori pensati da Treatwell,  la piattaforma di prenotazione online per i trattamenti di bellezza e benessere leader in Europa. Un’esperienza coinvolgente che vede i bambini come piccoli erboristi, impegnati  attorno a un tavolo con oli e pozioni, nella preparazione di  regali per le loro mamme: creme e scrub a base di ingredienti alimentari e completamente naturali. Contemporaneamente le mamme si concedono un momento di relax grazie alla manicure offerta dai saloni che fanno parte del network.

3) XMAS MARKET: area espositiva dedicata a prodotti e servizi a misura di famiglia con bambini.

https://www.italiachecambia.org/2019/11/baratto-giocattoli-promuovere-riuso-condivisione/?

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* La buona notizia del venerdì: Imparare a scuola a considerare i cambiamenti del nostro pianeta ? E sentirsene responsabili ?Come una nuova materia scolastica?In Italia si farà ! E sarà il primo paese al mondo !

 

L’Italia potrebbe diventare il primo paese al mondo in cui la sostenibilità ambientale sarà insegnata nelle scuole statali.

Lo ha annunciato Lorenzo Fioramonti, Ministro dell’Istruzione, che ha definito necessaria l’introduzione nei programmi scolastici di una materia sui cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, vista la crisi ambientale in atto.


L’intenzione di Fioramonti è quella di introdurre un’ora di insegnamento obbligatorio alla settimana dedicata allo studio del clima già a partire dal prossimo anno scolastico, per consentire alle nuove generazioni di aumentare la propria consapevolezza sui temi ambientali.

L’attenzione verso l’ambiente nei programmi scolastici non si limiterà qui: altre materie, tra cui geografia, matematica e fisica, verranno insegnate anche dal punto di vista della sostenibilità, perché l’ambiente dovrà essere messo al centro del sistema educativo.


“Il mio scopo è rendere il sistema educativo italiano il primo che mette l’ambiente e la società al centro di tutto ciò che impariamo a scuola”, ha spiegato Fioramonti

Il Ministro dell’Istruzione aveva già dimostrato la sua sensibilità verso l’ambiente in occasione dello sciopero per il clima promosso dal movimento Fridays for Future lo scorso settembre. Fioramonti aveva infatti invitato i docenti e i presidi delle scuole a giustificare l’assenza degli studenti che avevano deciso di partecipare alla mobilitazione.

Il progetto ecologista prevede circa 33 ore all’anno dedicate alla sostenibilità, alla crisi climatica e al riscaldamento globale, ma al momento non è stato ancora chiarito se la nuova materia prenderà il posto di un insegnamento esistente o se sarà aumentato il monte ore settimanale e a chi verrà affidato il nuovo insegnamento.

Lo studio del cambiamento climatico sarà obbligatorio in tutte le scuole.

A seconda del grado l’importante tematica verrà affrontata in un modo differente.

Infatti mentre per i bambini delle elementari l’insegnamento procederà più attraverso letture, racconti e favole, nelle scuole medie ci si impegnerà a trasmettere informazioni tecniche.

Invece nelle scuole superiori ci si concentrerà sull’approfondimento dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. 

#Educazionecivica: per la prima volta al mondo lo sviluppo sostenibile diventa centrale nella scuola. Dedicheremo 33 ore l’anno ai temi dettati da #Agenda2030 e formeremo i docenti grazie a 13,5 mln aggiuntivi. È l’occasione per fare dell’Italia un’avanguardia educativa. pic.twitter.com/CKJSW6MlBG

Lorenzo Fioramonti (@lofioramonti) November 12, 2019

 

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/a-scuola-di-clima-italia-primo-paese-al-mondo-a-introdurre-la-sostenibilita-come-materia-scolastica/?

Italy’s Students Will Get a Lesson in Climate Change. Many Lessons, in Fact.

Public schools will require children in every grade to study sustainability.

That could put Italy at the forefront of environmental education.

 

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* La buona notizia del venerdì: Gucci, Calvin Klein, Stella McCartney, Vivienne Westwood, Tommy Hilfiger, Versace, Armani e Hugo Boss e anche le regine sono animalisti !!

 

 

Basta pellicce, d’ora in poi solo cappottini sintetici ecologici. Eccola, la svolta ambientalista – meglio, animalista – della regina Elisabetta II che, a 93 anni, ha deciso di mettere in naftalina tutti i capi fatti grazie al sacrificio di animali.

The Queen goes cruelty free: qualsiasi nuovo capo realizzato per sua Maestà Elisabetta che richieda inserti in pelliccia, compresi cappotti, cappelli e abiti da cerimonia, d’ora in poi sarà sarà sintetico ed ecologico.

Niente più pellicce fatte a discapito degli animali, quindi, e nel Regno Unito si parte proprio dalla sovrana 

A rivelarlo è Angela Kelly, la designer della regina, che nel suo memoir The Other Side of the Coin: The Queen, the Dresser and the Wardrobe racconta che in realtà da quest’anno Elisabetta II indosserà pellicce vere soltanto nelle occasioni ufficiali, come l’ermellino per l’apertura annuale del Parlamento, e che il cambio di direzione riguarderà solo i nuovi indumenti.

Se sua Maestà dovrà partecipare a un impegno ufficiale in una stagione particolarmente fredda dal 2019 in avanti saranno usate pellicce finte per garantire che sia coperta adeguatamente”, scrive l’informatissima Kelly.

Bene ma non benissimo quindi, ma gli animalisti applaudono comunque al gesto e allo sforzo verso un abbigliamento più sostenibile. Elisabetta era stata di fatto più volte criticata dalle organizzazioni per i diritti degli animali per aver continuato a indossare pellicce, nonostante le numerose case di alta moda abbiano via via abbandonato l’uso del prodotto “crudele”.

Siamo entusiasti che Sua Maestà sia ufficialmente libera dalle pellicce – dice Claire Bass, animalista e direttrice esecutiva di Humane Society International. La decisione della regina Elisabetta di usare il sintetico è il riflesso perfetto dell’umore del pubblico britannico. La stragrande maggioranza detesta infatti la pelliccia vera e non vuole avere nulla a che fare con essa. Il Regno Unito ha vietato l’allevamento di pellicce quasi due decenni fa perché era considerato troppo crudele, ora dobbiamo finire il lavoro e vietare anche le vendite di pellicce“.           

Il Regno Unito è stato infatti il primo Paese al mondo a vietare l’allevamento di animali da pelliccia per motivi etici, sebbene permetta comunque di importare pellicce di animali da altri Paesi come Finlandia, Polonia e Cina.
Molte case di moda hanno vietato la pelliccia vera dopo le proteste di organizzazioni per i diritti degli animali, tra cui Gucci, Calvin Klein, Stella McCartney, Vivienne Westwood, Tommy Hilfiger, Versace, Armarni e Hugo Boss.

E in questa occasione anche PETA interviene: “Stiamo alzando un bicchiere di gin e Dubonnet per la compassionevole decisione della Regina di liberarsi della pelliccia. Nel 2019, nessuno può giustificare la sottomissione degli animali all’angoscia di essere ingabbiati a vita o catturati in trappole d’acciaio, fulminati e pelati per articoli di pellicce tossiche“.

MA…

Ben detto, ma anche la British Fur Trade Association (BFTA) ha da proferire la sua e, se da un lato azzarda a sostenere che una pelliccia vera rimane un prodotto sostenibile, perché privo di plastica e dura a lungo, dall’altro si fa convinta che: “La famiglia reale è stata in prima linea nella promozione del benessere degli animali e degli sforzi di conservazione in tutto il mondo per molti anni, ciò si allinea perfettamente con la pelliccia di provenienza responsabile“.

E continua: “La pelliccia vera è uno dei prodotti naturali più sostenibili e duraturi disponibili, quindi, nonostante ciò che affermano i gruppi per i diritti degli animali, siamo sicuri che la famiglia reale continuerà a indossare pellicce di provenienza responsabile“.

Da questa parte, accogliamo con entusiasmo l’iniziativa di Queen Elizabeth di non indossare più d’ora in poi capi fatti con gli animali, ma speriamo che la Royal Family vieti anche l’utilizzo delle pelli di orso per i copricapi tradizionali delle guardie reali o la caccia alla volpe di cui – si dice – Carlo è tanto appassionato.

Una decisione da parte della Royal Family che, pur se ancora discutibile, è il segno tangibile ed ulteriore che il Regno Unito si conferma ancora come il primo paese al mondo a vietare di animali da pelliccia per ragioni etiche, anche se continua ad importare pellicce da paesi come la Finlandia, la Polonia e la Cina.

Anche se il Times nota come la svolta abbia dei limiti e la sovrana “non sia certo destinata a diventare vegana”.

Insomma, la strada per il Paradiso è lastricata di buone intenzioni, ma l’importante è cominciare!

Anche le regine sono animaliste!

E un bel piumino? Perchè no?

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/la-regina-elisabetta-non-indossera-piu-pellicce-vere/?fbclid=IwAR34jRnYDPBi4GFJo1wCLw126-8nxZjQ5xdsY45w6vHpVfarpKeNXJmb1vU

 

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* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne: Fabiola Gianotti ottiene il secondo mandato alla guida del Cern: è la prima volta

È la prima volta di una riconferma, non prevista finora nello statuto del Cern.

La scienziata è direttore generale dal 2016.

Nel 2012 il Time l’ha inserita al quinto posto nella lista delle persone dell’anno

 

Nata a Roma 59 anni fa, Fabiola Gianotti ha studiato Fisica con un dottorato di ricerca in fisica sperimentale subnucleare e, in seguito, è stata borsista Infn.

La scienziata è stata fra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la particella che dà massa a tutto ciò che ci circonda, esseri umani compresi.

Una scoperta premiata con il Nobel per la Fisica nel 2013 ai fisici Peter Higgs e François Englert.

Fabiola Gianotti è approdata al Cern, il centro di ricerche basato a Ginevra, nel 1987 e dal 1994 è stata fisico di ricerca nel Physics Department. Si è occupata della ricerca e dello sviluppo così come della costruzione di rivelatori, e di sviluppo di software e di analisi di dati. Tra gli esperimenti cui ha lavorato negli anni al Cern: Ua2, Aleph e Atlas, di cui è stata coordinatore internazionale dal 2009 al 2013.

Nel 2012 la rivista Time la inserisce al quinto posto nella lista delle persone dell’anno: è l’anno in cui Fabiola Gianotti ha annunciato la scoperta da Nobel del bosone di Higgs.

Nello stesso anno riceve l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre il Comune di Milano le conferisce l’Ambrogino d’Oro.

Dal 2013 lascia la carica di portavoce dell’esperimento Atlas e viene nominata professore onorario all’Università di Edimburgo. Nello stesso anno il professor Higgs, in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica, la vuole al suo fianco per la cerimonia.

Un altro prestigioso riconoscimento è la presenza del suo nome nell’elenco delle cento donne più potenti al mondo stilato ogni anno dalla rivista Forbes: Fabiola Gianotti è al 78esimo posto nella classifica che conta sono due italiane.

Nel 2016 inizia ufficialmente il mandato alla guida del laboratorio internazionale di Ginevra, il cui rinnovo non era affatto scontato.

Fabiola Gianotti è stata la terza italiana (la prima donna) chiamata a dirigere il Cern, dopo Carlo Rubbia, in carica dal 1989 al 1994, e Luciano Maiani, in carica dal 1999 al 2003.

fonte:https://www.repubblica.it/scienze/2019/11/06/news/fabiola_gianotti_riconfermata_alla_guida_del_cern-240374844/

Sebben che siamo donne!

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/11/07/la-buona-notizia-del-venerdi-fabiola-gianotti-e-la-prima-donna-direttore-generale-del-cern/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/06/17/la-buona-notizia-del-venerdi-sebben-che-siamo-donne-premiate-negli-usa-le-ricercatrici-italiane/

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/10/28/sebben-che-siamo-donne-2/

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/09/04/sebben-che-siamo-donne/