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* La seconda luna

LA SECONDA LUNA, LA DAMA BIANCA

All’oscurità della Prima Luna segue, nella Seconda Luna, la luce della Dama Bianca.

La Dama Bianca, la Saliga, come viene chiamata nelle Alpi, è una mediatrice tra esseri umani e spiriti.

Il suo nome,Saliga, deriva da salix, salice, quindi è la Donna Salice, la sapiente della trasformazione legata al salice.

Per il suo legame con la Luna e con il mondo sotterraneo e notturno – mondo di magia – il salice venne dal Medioevo ritenuto albero delle “streghe”, albero di malefici, benché con la sua linfa le guaritrici ottenessero pozioni e unguenti per risanare malanni dovuti all’umidità

Alla Grande Dea il salice è sacro, scrive Robert Graves, perché è albero d’acqua, sorge lungo i torrenti lungo fiumi e stagni. E’ albero di umidità come umida è la notte che la Luna irrora di rugiada, umido è l’utero che dispensa la vita.

Dai complessi significati di vita e di morte, il salice serviva per costruire i cestelli che anticamente venivano usati per vagliare i cereali. Ceste di vimini contenevano i sacrifici che gli antichi sacerdoti celtici offrivano nelle notti di luna agli dei.

Il nome greco del salice – helike – diede il nome in Tessaglia al monte Elicona, dimora delle Muse. Oltre alla vita e alla morte, il salice fu albero connesso con l’eloquenza mistica : ne ebbe il dono il poeta Orfeo toccando i salici del bosco sacro alla Dea della morte.

Albero sacro all’ispirazione, ai poeti, il salice è il quinto albero dell’alfabeto arboreo, e il numero cinque è sacro alla Grande Dea nel suo aspetto lunare.

La Dama Bianca aiuta le persone e chi la incontra viene colpito da un infinito desiderio di lei. Può assumere sembianze umane quando le piace vivere tra la gente.

Molto spesso si narra delle tre Damine Bianche. L’antica triplice figura della dea lunare ( crescente, piena e calante) è stata tramandata fino ai tempi odierni.

La incontriamo come voce ammonitrice che evita una disgrazia, come angelo custode.

La Dama Bianca è tramandata non solo nelle leggende e nei miti europei, ma anche in quelli africani. Henri Lhote , un famoso studioso di storia antica del Sahara le ha dato il nome di dama bianca di Aouanrhet.

La tradizione delle Dame Bianche ha generato molte leggende delle mitologie nordiche.

Le Dame Bianche appaiono anche nelle sembianze di tre Vergini Bianche, spiriti protettori o dee tribali.

Spesso le Dame Bianche appaiono cantando, accompagnate da un cane o da un cervo e portano un mazzo di chiavi. Aiutano soprattutto donne e bambini che si trovano in difficoltà

Si presentano come protettrici degli animali selvatici e talvolta puniscono cacciatori, bracconieri o sacrileghi della natura.

Lucia, la dea della luce, è una manifestazione della Dama Bianca.

Con il tempo la luminosa, splendente Lucia (lux significa infatti luce) è degenerata in Lucifero. La chiesa ha demonizzato il tempo antico. La luce delle antiche religioni naturali è il diavolo per i cristiani.

Al solstizio d’inverno la luce viene invocata per tenerla in vita nel periodo più buio.

Alla Dama/Dea Bianca si chiede protezione, guarigione, saggezza ( illuminazione)

Nell’usanza del Natale svedese una donna che simboleggia Lucia va nelle case con una ghirlanda luminosa sulla testa. Anche il Natale è una residuo dell’antica Festa della Luce.

Al solstizio d’inverno si costruisce un grande falò con legno di quercia ( apre il passaggio con l’altro mondo) e di faggio ( favorisce il riconoscimento e la comprensione dei segni). Nel fuoco va bruciato un ciuffo di salvia.

La salvia, erba medicinale dal forte profumo di oli eterici, è strettamente legata alla Dama Bianca. Con questa erba si può invocarla in uno dei suoi posti preferiti.

L’animale totemico di questa luna è la cerva, che simboleggia l’aspetto materno della femminilità. In molte fiabe donne e ragazze vengono trasformate in cerve e salvate così dalla persecuzione.

Nei miti orientali per esempio in Mongolia, la cerva, la Hindin, rappresenta il lato femminile, terrestre dell’unione tra cielo e terra.

Nella mitologia greca la cerva è sacra ad Artemide e tira il suo carro.

Artemide, nota ai romani come Diana, era la dea della Luna e della caccia.

Come Dea della Luna veniva rappresentata nell’atto di portare la luce, con in mano una torcia o con il capo circondato dalla Luna e dalle stelle. Percorreva le montagne accompagnata dalle sue ninfe e puniva chiunque la importunasse.

La pianta di questa luna è la salvia, il tema è luce e guarigione.

Se sei nata nel periodo della Seconda Luna dopo il Capodanno delle Streghe, hai uno stretto legame con le piante medicinali e con le energie guaritrici.

La tua madrina è dunque la Dama Bianca.

Fonti:

http://www.amyrill.it/

Luisa Francia “ Le tredici lune”

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Il senso della vita

IL SENSO DELLA VITA

 

Talvolta le persone mi chiedono quale sia il senso della vita.

Questo genere di interrogativi porta inevitabilmente a confrontarsi con la religione. Alcune di queste persone, nel porre questa domanda, cercano una conferma: vorrebbero sentirsi sostenere la loro convinzione di seguire la “giusta” dottrina, cosa che, ovviamente, io non faccio.

Fede e convinzioni non sono la stessa cosa. La spiritualità e la fede in qualcosa di più grande di noi ha senz’ombra di dubbio un effetto rilevante sulla nostra salute e sul nostro benessere, ma la domanda non ha a che vedere con la fede. Si tratta di applicazioni alla vita quotidiana.

Il senso della vita è semplicemente quello che voi decidete di darle.

Ciò che credete influenzerà ciò che vedrete, che udirete e che proverete: ecco perchè ha senso prestare particolare attenzione alle proprie convinzioni.

Io credo nella capacità di provare meraviglia di fronte all’essere umano e cerco di trasmettere questa convinzione anche ai miei pazienti.

Non è difficile, se ci pensate.

Dopotutto, se non fossimo già parte di qualcosa di più grande della semplice somma di singoli individui, come potrebbero questi miliardi di neuroni fisicamente scollegati lavorare di concerto per produrre pensieri coerenti, un senso di storia e l’esperienza stessa del “sè”?

L’organismo umano ha del miracoloso: nell’arco di una vita il cuore batte per circa due milioni di volte ; ciascuno di noi ha delle impronte digitali uniche; ed il nostro cervello è capace di creare percorsi neuronali e connessioni in numero maggiore della quantità di atomi che compongono l’intero universo conosciuto.

E nonostante questa unicità tutti gli esseri umani del pianeta sono accomunati dalla macchina straordinariamente affascinante e complessa che raccoglie questa essenza; il corpo regolato dal cervello.

E’ facile credere che questo sia il prodotto di qualcosa di più grande, perchè effettivamente è così. Chiamatela genetica, o chiamatelo Dio, sono comunque forze che vanno ben al di là di ciascuno di noi preso singolarmente.

Credere in qualcosa di più grande, qualcosa che esiste da ben prima di noi e che ci sopravviverà, credere che una coscienza sufficientemente forte probabilmente resterà anche oltre la morte, questo è importante in molti modi.

Ricerche condotte su ampia scala hanno dimostrato che una fede intensa( indipendentemente dalla loro professione) e che vivono in accordo con ciò in cui credono hanno un terzo di possibilità in più di sopravvivere ad una grave malattia.

Al mondo esistono molte cose che non si possono spiegare e che, probabilmente non si spiegheranno mai.

Prendete la gravità, ad esempio: tutti ne parlano ma ancora non sappiamo come funzioni. Non sappiamo per quale motivo un elemento chimico abbia certe caratteristiche uniche. Ne conosciamo la temperatura di fusione e di ebollizione, sappiamo che combinandolo con altri elementi forma composti specifici. Sappiamo che se prendiamo idrogeno in quantità sufficiente e lo sottoponiamo ad altissime pressioni, possiamo creare un sole. Ma quanto ai motivi per cui questo non accade, proprio non ne abbiamo idea.

Per dirlo semplicemente quanto le vostre convinzioni sono così grandi, le piccole cose che vi trovate ad affrontare quotidianamente smettono di essere degli ostacoli insormontabili.

Questo è aver trovato un significato.

Questa è vita, e la vita è bella!

Richard Bandler “ The Secrets of Being Happy “ ( PNL per il benessere)

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* Il pianeta di diamante

Si chiama 55 Cancri, è grande due volte la Terra e, secondo uno studio della Yale University, è ricoperto di diamante e grafite.

Sembrerebbe possibile solo nelle storie di Jules Verne, Isaac Asimov o Douglas Adams, e invece un pianeta composto quasi completamente di diamante esiste davvero.

Si chiama 55 Cancri e, ha un raggio due volte quello della Terra e una massa quasi otto volte maggiore, caratteristiche che lo rendono una cosiddetta Super Terra. Questo pianeta, la cui composizione chimica è stata rivelata dai ricercatori della Yale University in uno studio in via di pubblicazione su Astrophysical Journal Letters, orbita insieme ad altri quattro pianeti intorno alla stella 55 Cancri, che si trova a  circa a 40 anni luce di distanza dalla Terra ed è visibile a occhio nudo all’interno della costellazione del cancro.

Più che orbitare, il pianeta vola intorno alla sua stella, alla quale è più vicino di 25 volte rispetto a quanto Mercurio lo sia al Sole, a una super-velocità: il suo anno dura all’incirca 18 ore. Inoltre ha una temperatura pari a 2150°C.

Su questo pianeta”, ha spiegato a Universe Today il coordinatore dello studio, Nikku Madhusudhan, dottore di ricerca in fisica e astronomia a Yale, “ subito al di sotto della superficie c’è un sottile strato che contiene sia grafite sia diamante. Al di sotto di questo poi ce ne è uno molto consistente, circa un terzo del raggio del pianeta, composto quasi esclusivamente di diamante per lo più simile a quello che si trova anche sulla Terra, ma molto puro”. Ancora più in profondità, spiega ancora Madhusudhan, il diamante potrebbe essere anche in forma liquida. “ Questo è solo il primo sguardo a un mondo roccioso con una chimica completamente diversa dalla Terra”.

55 Cancri e è stato scoperto nel 2004, ma solo lo scorso anno i ricercatori sono riusciti a determinarne il raggio e ancora più recentemente a calcolarne la massa, tutto questo anche grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale della Nasa Spitzer. Partendo da queste informazioni, gli studiosi di Yale hanno stimato la composizione chimica del pianeta studiando modelli computazioni di tutte le possibili combinazioni di elementi e composti che possono portare a queste caratteristiche specifiche.

Prima della rivelazione dei ricercatori statunitensi, gli astronomi erano convinti che questo pianeta contenesse una notevole quantità di acqua super bollente, poiché davano per scontato che la sua composizione chimica fosse simile a quella della Terra. Secondo il nuovo studio invece, di acqua potrebbe non essercene per nulla, e il pianeta sarebbe composto soprattutto di carbonio (grafite e diamante), ferro, carburo di silicio e forse qualche silicato. Almeno un terzo della massa del pianeta (pari a circa tre volte la massa della Terra), dovrebbe essere proprio diamante.

Nel 2011, come ricorda National Geographic, il team di Madhusudan aveva annunciato la scoperta del primo mondo ricco di carbonio, un distante esopianeta gigante gassoso, chiamato Wasp 12-b. Quella scoperta aveva suggerito al ricercatore la possibilità che fosse possibile trovare anche pianeti rocciosi ricchi di carbonio, proprio come 55 Cancri e. Questa super-Terra ricca di carbonio, secondo il ricercatore, mostra che non si può più pensare che i pianeti rocciosi più distanti abbiano una composizione chimica, un’atmosfera o una biologia simile a quella del nostro.

Secondo David Spergel, astronomo di Princeton, questo mondo di diamante rappresenta probabilmente il primo di una nuova classe di pianeti la cui chimica non era mai stata incontrata prima d’ora. “ Diversamente dal nostro Sistema Solare che è dominato dall’ossigeno e dai silicati, questo sistema planetario è pieno di carbonio”, ha spiegato. “ Mentre ancora non è chiaro l’impatto che questa scoperta avrà per la nostra comprensione dell’evoluzione dei sistemi planetari, non c’è dubbio che è un passo fondamentale verso quella della diversità tra i pianeti dell’Universo”.

Fonte: http://www.daily.wired.it/news/scienza

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* Quale è il fatto più sorprendente …

Quale è il fatto più sorprendente riguardante l’universo?

E’ sapere che tutti gli atomi che costituiscono il corpo umano sono riconducibili ai crogioli che hanno cucinato elementi leggeri facendoli diventare elementi pesanti, nel loro nucleo a temperature e pressioni estreme.

Queste stelle, quelle di massa elevata divennero instabili alla fine dei loro giorni collassarono e poi esplosero spargendo le loro interiora arricchite attraverso la galassia, viscere composte da carbonio,azoto, ossigeno,e tutti gli ingredienti fondamentali della vita stessa.

Questi ingredienti diventano parti di nubi di gas che condensano, collassano, creano la successiva generazione di sistemi solari,stelle con pianeti orbitanti,e questi pianeti ora contengono gli ingredienti della vita stessa.

Così quando guardo il cielo notturno e so che sì, siamo parte di questo universo, siamo in questo universo,ma forse il fatto più importante è che l’universo è in noi.

Quando rifletto su questo, volgo gli occhi al cielo e so che molte persone si sentono piccole perchè lo sono e l’Universo è enorme, ma io mi sento enorme perchè i miei atomi provengono da quelle stelle.

C’è un livello di interconnessione, ed è proprio ciò che desideriamo dalla vita, vogliamo sentirci in relazione, vogliamo sentirci rilevanti, vogliamo sentirci partecipi dello svolgimento delle attività e degli avvenimenti che ci circondano.

Ed è esattamente ciò che siamo, soltanto per il fatto di essere vivi.

Neil deGrasse Tyson (New York, 5 ottobre 1958) è un astrofisico e divulgatore scientifico statunitense, attualmente direttore dell’Hayden Planetarium del Rose Center for Earth and Space di New York. È inoltre un ricercatore associato al dipartimento di astrofisica dell’American Museum of Natural History. Il 5 agosto 2011 è stato annunciato che sarà lui a condurre il nuovo sequel di Cosmos, famoso programma americano degli anni ottanta sull’astronomia e divulgazione scientifica condotto dall’astrofisico e scrittore Carl Sagan.( Wikipedia)

fonte: unpodichimica.wordpress.com

Leggi anche:

Ogni essere umano è un cosmo”

Non siamo soli…altrochè!

Universo affollato”

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* Cerchi nel grano: nuovo messaggio

Fabbrico, possibile significato dei cerchi nel grano.

Una spettacolare formazione è comparsa a Fabbrico (Reggio Emilia) una delle cittadine colpite dal terremoto. Segnalato il 25 Giugno 2012, il pittogramma, le cui fotografie sono state pubblicate sul sito cropcircleconnector.com

Al centro, l’ampia superficie piana circolare è una rappresentazione dell’ anti-centro galatticoNell’ ambito di tale centro sono le Pleiadi.Il punto centrale di questo piano è Alcyone, circondato dal resto delle Sette Sorelle in forma stilizzata.Ci sono stati molti Crop Circle nel corso degli anni con la stessa forma a spirale che si estende fuori da un centro.Se ricordiamo che la grande formazione delle galassie a spirale che contava 409 cerchi, il centro è sempre Alcyone. Se togliamo lo zero da 409 e di nuovo si trova il fattore di 7.

L’ opinione condivisa è che illustra l’allineamento del 21 dicembre 2012 del Sole al Solstizio con il centro galattico che viene segnalato da questo cerchio.

Il disegno a spirale che è evidente in questo cerchio è il simbolo di Quetzalcoatl.

Io sono Quetzalcoatl, il serpente piumato…”

Quetzalcoatl ha insegnato agli antichi tutte le competenze, conoscenze necessarie per far progredire la loro civiltà, dalla matematica alle scienze, dall’agricoltura all’astronomia, come pure il famoso calendario Maya che nelle sue complicate formule, predice la fine di un ciclo per il 21 Dicembre 2012.

Quetzalcóatl  ha insegnato al popolo a vivere in pace per poi dopo sparire, ma ha promesso che un giorno sarebbe ritornato. Per gli Atzechi era il Messia, come per i Maya, è il “grande” Kukulcan! I Maya da sempre attendono il ritorno del loro liberatore, Kukulcan.

E così, in tal senso, tornerà il 28 dicembre 2012 dopo l’arrivo delle energie provenienti dall’allineamento Centro Galattico il 21 dicembre 2012.

Secondo alcuni scritti, vi è una croce (albero sacro) nel cielo che è formata dalla Via Lattea e il piano dell’eclittica. La via lattea viene anche detta axis Mundi e rappresenta, per così dire, il tronco dell’albero sacro, mentre l’eclittica è il ramo principale. Il 21 dicembre del 2012 dopo ben 26.000 anni (termine del ciclo precessionale) il Sole si troverà esattamente nel punto centrale della croce (o albero sacro), quello che i Maya chiamavano anticamente utero cosmico (centro della galassia).


Che ci si voglia credere o no, anche ad un occhio superficiale non può sfuggire la correlazione geometrica tra la figura disegnata nel campo e quella raffigurata nel cielo.

“Come in alto, così in basso” era il motto di antichi popoli che possedevano conoscenza e saggezza. Conoscenza nel capire i segnali, saggezza nel rispettarli.

Fonti: cropcircleconnector.com, www.howcropcirclesaremade.com


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* Profezie per il futuro prossimo venturo

Fili sottili di conoscenza superiore uniscono dai tempi dei tempi le profezie delle più significative tradizioni spirituali, e legano scienza, astronomia e psicologia.

Le più importanti tradizioni indigene hanno in comune profezie che riguardano il 2012.

La Tradizione Andina afferma che che l’Umanità si trova alla fine di una Era, di un cammino di trasformazione, per iniziare un periodo d’oro e diventare INKA, ovvero persona capace di concentrare e distribuire energia vivente, e non è necessario appartenere alla razza Andina, ma esserlo nell’anima.

É il passaggio al QUINTO LIVELLO.

Il calendario Maya termina il 21 Dicembre del 2012.

Secondo alcuni studiosi in questa data poteva esserci una sorta d’Apocalisse (come si evince dai disegni sull’ultima pagina del Codice di Dresda), ma altri parlano semplicemente di trasformazione.

E’ il ” Mondo del QUINTO SOLE.


Secondo la profezia Hopi, alla nascita del Bufalo Bianco (avvenuta nel 1995) sarebbero seguiti 17 anni (dal 1995 al 2012), al termine dei quali la fine di un’ Era sarebbe coincisa con l’inizio di una trasformazione che farebbe emergere

la “QUINTA UMANITA’.

Nel suo libro “Il mistero degli Incas”, l’archeo-astronomo William Sullivan descrive l’oroscopo Inca e ci parla di un allineamento planetario che si è prodotto nel 2012.

Un allineamento tra il centro della nostra galassia con il Sole e la Terra, evento che avviene ogni 26.000 anni e che si era già prodotto 13.500 anni fa nell’altro lato della galassia.

Il cosmo attraverso quell’allineamento ci ha procurato un favoloso regalo: l’agricoltura, un ulteriore impulso innovativo che ha instillato delle notevoli modificazioni e novità nell’esistenza umana sulla terra.

Terence McKenna, nel suo libro “Il ritmo degli I-CHING” descrive come questi ritmi siano coincisi con avvenimenti importanti della storia dell’Occidente (prima e seconda guerra mondiale, la rivoluzione Cinese, etc.). Egli scopre che le fluttuazioni dei ritmi degli I-CHING finiscono nel 2012.

Come dice CARL JUNG, ( La sincronicità. /Bollati Boringhieri) non esiste una sola scienza ma due scienze:

Scienza Occidentale basata sul principio di “CASUALITA’ “

Scienza Orientale basata sul principio di ” SINCRONICITA’ ” (per sincronicità s’intende una serie di fenomeni che concorrono senza una causa apparente ma che per la simultaneità creano una specie di significato). Inoltre, la sincronicità ha sia un aspetto fisico che un aspetto psichico, produce una connessione tra il mondo energetico-fisico e il mondo psichico.

L’esistenza di una correlazione tra le profezie Andina, Hopi e Maya potrebbero anche spiegarsi come un fenomeno di psicologia collettiva.

Questo tipo di fenomeni si sono rivelati in passato più o meno veritieri, ma nel caso del 2012, all’onda di psicologia collettiva è coinciso un fenomeno astronomico (allineamento di Sole e Terra con il centro della galassia), che è un fenomeno fisico e scientificamente identificato, cui corrisponde un fenomeno relativo al libro degli I-CHING, il più importante trattato riguardo alla scienza della “Sincronicità “.

Ciò potrebbe coincidere con una sincronizzazione di molte tradizioni spirituali le quali potrebbero trovare obiettivi comuni nello stesso spazio temporale e il conseguente rinnovamento nell’inconscio collettivo potrebbe causare una trasformazione d’ordine materiale.

 

Secondo la Tradizione Andina, il punto di trasformazione associato al 2012 è coinciso con l’emergere di un nuovo livello di coscienza (Quinto Livello) che può essere comparato al livello di coscienza raggiunto dai primi discepoli del Buddha e di Gesù Cristo.

Secondo la Tradizione Hopi, la nuova Era, che ha avuto inizio nel 2012, produrrà una Quinta Umanità.

Il fenomeno che può essersi verificato nel 2012 è una sorta di salto di qualità nel livello di coscienza dell’Umanità. Anche se il cambiamento si è prodotto  in un numero limitato di persone (dette “CARISMATICHE”) si è comunque innescato un processo d’innalzamento del livello di coscienza del resto dell’Umanità.

Secondo la Tradizione Andina, dal gruppo di persone già entrate nel Quarto Livello alla fine del XX Secolo, potrebbero emergere uno o due leader spirituali del Quinto Livello e queste persone sarebbero in grado di produrre a livello globale un cambiamento considerevole e coordinato.

 

«Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo» Mahatma Gandi

«Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata “ Margaret Mead

FontI:

*WIRAQOCHA FOUNDATION

*http://ecoalfabeta.blogosfere.it

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* Il risveglio dell’Anima Mundi

Il risveglio dell’Anima Mundi è il grande avvenimento che stiamo vivendo.

La consapevolezza dei cittadini della Terra che essi appartengono alla stessa famiglia e riconoscono tutti gli stessi valori della Civiltà.

Questi valori sono semplici e facili da capire per tutti.

Essi sono il ripristino della Misura in tutte le manifestazioni delle attività umane, la riduzione degli eccessi in modo che tutti siano liberi di esprimere la propria dignità dell’essere un elemento importante del creato.

Da questa riduzione degli eccessi deriva il rispetto per sè stessi e quella per il proprio simile ed il rispetto per la natura circostante, senza alcuna forma di violenza.

Senza il rispetto per sè stessi non ci possono essere gli altri due e nè l’assenza di violenza. Questi valori ripudiano le contrapposizioni e vivono degli insegnamenti di Civiltà fondati sulle inclusioni e sulla Misura.

Il risveglio dell’Anima Mundi è anche la consapevolezza di prendere in mano il proprio destino, secondo la propria coscienza, e riconoscere gli eterni valori dell’umanità che è in ogni singola persona, quale nuova Stella Polare verso la quale dirigere i propri passi sulla perduta strada della Civiltà.

Questa nuova Anima Mundi non attende e nè dipende dal fare o non fare dei propri governanti.

Questa nuova Anima Mundi indica lei stessa ai propri governanti quello che si deve o non si deve fare, e quando.

I nostri governanti hanno ampiamente dimostrato di non avere idee. Essi inoltre sono bloccati da una contrapposizione selvaggia adatta più ai comportamenti delle scimmie che a quelle degli uomini sapiens. Ed hanno paura di “riformare” lo status quo per non perdere i loro tanti privilegi. Pertanto il cambiamento potrà avvenire solo con il diretto intervento dell’Anima Mundi.

Mentre l’umanità intera è minacciata dal vacillare di una incombente catastrofe dovuta ai tanti pregiudizi, diventati poi dei paradigmi, rivelatisi solo dei sogni o illusioni, è arrivato il momento di agire concretamente mostrando tutta la potenza dell’Anima Mundi. 

Uniamoci il  prossimo 21 Giugno per  una manifestazione planetaria in tutte le città e paesi della Terra ed alla quale parteciperanno tutti i cittadini del mondo di buona volontà che credono nei valori dell’Anima Mundi. Sarà una passeggiata pacifica, reale o metaforica, aperta a tutti, senza distinzione di età, sesso, ceto sociale e religione, ove tutti si sentono attratti dal condividere un comune destino e tutti possono portare il loro contributo, piccolo o grande che sia.

Il solstizio d’estate del 21 Giugno è particolarmente adatto a marcare il risveglio millenario dell’Anima Mundi perchè la Terra inizia a percorrere la sua parte di orbita che la porterà verso il solstizio invernale del 22 dicembre che segna l’inizio dell’anno astronomico del 2013 che, forse solo per una ennesima coincidenza, tanta attesa ha ispirato nell’Anima Mundi.

Questa Anima Mundi quindi procederà con pacifiche manifestazioni di solstizio in solstizio indicando ai propri governanti il da farsi per i successivi 6 mesi.

E’ solo un primo passo sul cammino delle mille miglia diretto verso la Civiltà perduta dove il credo nel più grande monoteismo della storia dell’uomo, il credo nel Dio Danaro, non vi ha dimora, essendo enormemente ridimensionato secondo gli insegnamenti della Civiltà.

La restaurazione della Civiltà è nelle nostre mani. Nessuno verrà a sollevarci dalla barbarie dell’Inciviltà se noi tutti non ci rimbocchiamo le maniche e diventiamo i padroni di noi stessi ed i fautori del nostro destino.

……………..

Dal blog ” Pensieri dell’uomo “

Giulio Aristide Sartorio

Noi siamo l’Anima Mundi.
Con la nostra Volontà costruiamo la Civiltà.
Con la nostra Mente creiamo le condizioni per procedere nell’Evoluzione.
Con i nostri ideali determiniamo il percorso delle idee.
Con il nostro pensiero comunichiamo attraverso l’Etere il nostro impegno ad affermare i nostri valori.
I valori dell’Umanità.
Noi siamo l’Anima Mundi.

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* Se ti piace l’ albicocca

Quest’anno il mio albero di albicocche è così

L’albicocca è uno dei miei frutti preferiti,e, colta direttamente dall’albero, ha un profumo inebriante che fa venire subito l’acquolina in bocca. Ma questi frutti maturano tutti insieme appassionatamente, così…ho dovuto fare  parecchi chili di marmellata!

Sull’etimologia della parola “albicocca” esiste qualche perplessità. La maggioranza degli studiosi concorda sul fatto che la parola di riferimento sia araba (al-barquq=susina) e quindi al latino “praecox”, come suggerito da Plinio il Vecchio che ne sottolineava la maturazione precoce rispetto alla pesca.

In numerosi dialetti italici, infatti, si indica ancora la pesca con il nome di “percoca”.

Il nome scientifico Prunus armeniaca, trae in inganno: infatti le albicocche non sono originarie dell’Armenia ma della Cina dove erano note già 2000 anni prima di Cristo.
L’introduzione delle al
bicocche nel mondo greco-romano è senza dubbio avvenuta a seguito delle campagne di Alessandro Magno.
Columella, nel “De re rustica” (Il secolo d.C.) parla di una varietà precoce “arbor precox” da cui deriva appunto il nome albicocco.
Poi furono i romani, cento anni prima della nascita di Cristo, a portare le piante di albicocche in Italia da quella che era stata la Magna Grecia oltre che dalla lontana Armenia (“Prunus armeniaca”); e infatti il segno e la “radice” di quella regione d’origine rimangono nel dialetto romagnolo (“maniaga”) e in quello toscano (“armellino”).

Secondo una leggenda, l’albicocco era considerato inizialmente una pianta ornamentale dalla folta chioma, dal fogliame verde e dai fiori bianchi. Quando l’Armenia fu invasa da un esercito nemico, si dovettero abbattere gli alberi improduttivi per il legname. Una fanciulla, essendo molto affezionata ad un albicocco, trascorse la notte precedente alla guerra piangendovi vicino. Il mattino seguente si risvegliò e vide che sull’albero erano cresciuti frutti dorati, le albicocche.

Nella valle degli Hunza, regno nascosto dell’Himalaya, protetto da gigantesche muraglie che graffiano il cielo sfiorando gli 8000 metri, sorprende la coltivazione dell’albicocca, frutto dalle virtù quasi “magiche” che ha permesso a questo popolo di sopportare gli stenti e le privazioni di una vita difficile, segnata da lunghi inverni.

E proprio durante le “primavere di fame” quando erano ormai esaurite le scorte di cibo, che le albicocche, abilmente seccate durante l’estate precedente, fornivano sostentamento alle popolazioni delle montagne.

Tra fine giugno e luglio ogni pietra, ogni tetto (rispettando la tradizione tibetana, le coperture delle case sono una sorta di terrazzo “vivibile”) si tinge di mille sfumature di arancio vivo, trasformando il paesaggio in un irreale quadro naïf.

Ovunque, i frutti dell’albicocco, aperti e privati del seme legnoso (la cui mandorla verrà anch’essa seccata e messa da parte per essere consumata come “snack” pregiato) seccano lentamente al sole, mutando dal colore vivo e brillante di quelli freschi alle sfumature ocra e ruggine della frutta ormai pronta per essere immagazzinata nelle dispense.

Il panorama, in quella stretta fascia viva tra l’immobilità delle montagne in alto e la furia del fiume in basso, diventa uno straordinario patchwork di arancioni e verdi declinati in sfumature che nessun pittore può immaginare.”

http://www.focusitalia.com

Eleanor Hardwick

Lalbicocca stimola la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta il ferro e da’ colore al sangue, un frutto anti-anemia per eccellenza. I medici arabi la usavano per curare il mal d’orecchi, i disturbi della gola e l’afonia.  La mandorla contenuta nel nocciolo, oleaginosa, è commestibile solo quando è dolce; di solito è invece amara: contiene, in tal caso, una sostanza che genera acido cianidrico, un potente veleno. 

Il succo fresco dell’albicocca è un eccellente tonico per la pelle del viso. 

Il colore albicocca è particolare: un po’ di rosso vermiglione, una punta di giallo e di bianco. E’ il colore dell’immortalità e della giovinezza eterna. E’ stimolante, dolce e rigeneratore.

Le albicocche sono paragonate, per forma e colore, alle guance femminili

Nel linguaggio dei fiori significa: “Il mio amore non è ricambiato”

La tradizione popolare di alcune località inglesi vuole che sognare albicocche porti fortuna.

E Dulcis in fundo…

La marmellata di albicocche, è uno degli ingredienti principali della torta Sacher.



Fonti. www.alimentipedia.it * http://web.dsc.unibo.it *http://it.wikipedia.org *http://www.bussolaverde.it