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* J.L.Borges e il gatto Beppo

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Il gatto bianco e celibe si guarda
nella lucida lastra dello specchio
e sapere non può che quel candore
e le pupille d’oro non vedute
mai nella casa sono la sua immagine.
Chi gli dirà che l’altro che l’osserva
è solamente un sogno dello specchio?
Penso che questi armoniosi gatti,
quello di vetro e quello a sangue caldo,
sono fantasmi che regala al tempo
un archetipo eterno. Così afferma
Plotino, ombra lui pure, nelle Enneadi.
Di che Adamo anteriore al paradiso,
di che divinità indecifrabile
siamo noi uomini uno specchio infranto?

˜J.L. Borges e Beppo˜

Fonte:https://www.facebook.com/digattiediarte?fref=ts

Leggi ancheOgni grande ha con sè un gatto

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* Il gatto di Tolkien

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Il gatto ben pasciuto
che sta sullo zerbino
sembrerebbe che sogni
di topi uno spuntino
saporito e abbondante
e panna a sazietà.
Ma può darsi, chissà,
che pensoso cammini,
indomito e altero,
dove i padri felini
ruggivano davvero;
combattevano scarni
e scaltri, e nelle tane
profonde si acquattavano
per saziare la fame.
A Oriente banchettavano
con bestie prelibate
e di teneri uomini
con carni delicate.

Il più antico felino,
il leone gigante,
sfoggia artigli d’acciaio
sulle robuste zampe.
Ha gran denti crudeli
e fauci insanguinate.
Ci son poi le pantere,
belve nero-stellate
dalle zampe leggere,
che spesso con un salto
balzan sopra la preda
elastiche dall’alto.
Là dove assai lontana
nereggia la foresta
nell’ombra, cupa e arcana.
Lontani sono ancora,
son liberi e selvaggi.
Il gatto è sottomesso,
fatto schiavo dagli agi.
E’ un gatto ben pasciuto
che sta sullo zerbino;
è curato e tenuto
come un bel gingillino.
Che sogni topi e panna
potrebbe anche sembrare;
ma il suo cuore felino
non può dimenticare.

J.R.R. Tolkien

Immagine reperita sul web
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* Susan Herbert, la pittrice dei gatti

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Susan Herbert (classe 1945) è considerata una dei più importanti “cat artists” del mondo, ovvero una “pittrice di gatti” molto particolare.
Formatasi a Oxford, alla Ruskin School Of Drawing & Fine Art, agli inizi della carriera ha lavorato come bozzettista presso la English National Opera, una delle principali compagnie operistiche di Londra.

 

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Qui, ritraendo gli artisti sulla scena, le viene l’ispirazione di sostituire fattezze feline al posto delle figure umane; finirà così per specializzarsi in stampe a tiratura limitata di  “personaggi scenici animalizzati”.

Tuttavia il suo primo lavoro non ritrae i gatti ma i loro antagonisti, vivaci topolini spesso illustrati su storyboard raffiguranti scene dei drammi shakespearini e successivamente vedono la luce gli Opera Cats, gli Shakespeare Cats, e i gatti immortalati nel Teatro e nel Balletto.

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Negli anni ’90, dopo quindici anni di duro lavoro e scarso successo, Thames and Hudson dà alle stampe The Cats Gallery of Arts che diventa immediatamente un fenomeno editoriale.


Ammirando i The Cats History of Western Art ci si rende conto che non c’è alcun intento parodistico nella rappresentazione e declinazione della nostra musa pelosa ma piuttosto una rispettosa, fedele e tenera interpretazione delle opere di Leonardo, Botticelli, Vermeer, Caravaggio, Rubens, Tiziano, Van Eyck, David, Goya, van Gogh, Monet e di moltissimi altri grandi artisti di tutte le epoche.

Da notare il gusto per il particolare e la finezza da gattofila: le code dei mici sono (quasi) sempre ben in vista: la Gioconda per esempio la tiene elegantemente in mano…

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Oltre ad aver rivisitato i capolavori della Pittura, del Teatro, dell’Opera, del Balletto, la Herbert ha esplorato anche il cinema, creando gli adorabili “Movie Cats”: così vediamo scene di molti film famosi in versione felina, da Via col Vento a Il Padrino, da Singin’ in the Rain al Dottor Zivago, dai classici in bianco e nero come Casablanca fino a film più recenti come Il Gladiatore.

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La Herbert  ha acquisito notorietà presso il grande pubblico dagli anni ’90 e nel Teatro Reale di Bath c’è una mostra permanente dei suoi dipinti, da visitare in compagnia del proprio mecenate felino.


fonti:

http://www.equilibriarte.org/site/SilviaB/blog/gatti-nathaniel-currier

http://www.libreriamedievale.com/gatti-medievali.html

 

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* Arte e gatti : Venere allo specchio

 

Nel 1651 Diego Velazquez finì la sua famosa “ Venere “ e tutti furono affascinati dalle sue forme.

Ma nessuno conosce la versione originale. In quel periodo imperavano le leggi e le severe punizioni dell’ Inquisizione Spagnola che vietavano la rappresentazione del nudo femminile.

Così l’artista spagnolo trovò una soluzione geniale, e questa è la versione originale:

 

 

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Si sa un gatto fa sempre il suo effetto!

Parola di Zarathustra il Gatto.

 

D.Velasquez : Venere allo specchio

fonte :http://fatcatart.ru/2012/02/venera-v-mexax/?lang=en

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* La buona notizia del venerdì: I Cat Cafè anche a Torino e a Roma

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Che cos’è un Cat Cafè?

E’ una caffetteria dove si può consumare un cappuccino, un tè, una fetta di torta e non solo, rilassandosi in compagnia di gatti simpatici e amorevoli.

ll concetto deriva dal lontano oriente. Il Neko Cafè (Neko significa gatto in giapponese) ha avuto origine a Taiwan nel 1998, ma ha avuto maggior successo in Giappone. Il primo Neko Cafè giapponese ha aperto ad Osaka nel 2004 e a oggi si contano circa 40 Neko Cafè nella sola Tokyo e ben 150 in tutto il Giappone.

Il primo Cat Cafè europeo ha aperto a Vienna, a maggio 2012. Nel 2013 locali simili sono sorti a Budapest, San Pietroburgo, Berlino, Monaco, Parigi, Madrid e a brevissimo arriverà anche a Londra.

Torino ha dalla sua una tradizione di prima capitale d’Italia, ed è sempre stata una fucina di idee per l’anticipazione del futuro; è la “Città dei salotti” per antonomasia, ospita il Museo Egizio (il più importante al mondo dopo Il Cairo; vale la pena segnalare che i gatti erano venerati nella cultura egizia).

Inoltre, il gatto è indissolubilmente legato anche al tema della “Torino, città magica”. Infine, nel rapporto “Ecosistema Animali” 2011 di Legambiente, Torino si è classificata tra i 3 comuni più virtuosi attenti a cani e gatti.

 

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MiaGola Caffè a Torino Via Giovanni Amendola 6D

A tutti coloro che sono appassionati di animali, in cerca di una pausa di benessere in cui poter socializzare con i gatti; e in particolare:

-a chi ha perso il gatto e/o a chi non è in grado di mantenerlo

-al professionista lontano da casa che deve rinunciare alla compagnia del proprio animale domestico

-alle famiglie che vorrebbero prenderne uno, ma vorrebbero prima capire cosa comporti

-a chi è stressato e ricerca una pausa rigenerante in compagnia di un amico a quattro zampe

-ai single di ogni età che trovano un nuovo ambiente di interazione sociale

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Neko Cafè, il bar dei gatti a Torino.

il Neko cat cafè è gestito da un’associazione animalista che si dedica al benessere dei gatti abbandonati, e indirettamente anche degli umani che qui potranno curare stati d’ansia con la “ron ron terapia” ( esiste veramente, l’hanno inventata in Francia…)
Dalla pagina facebook che ha già quasi 10.000 seguaci, i gestori avvisano che la sala da tè aprirà non appena i sette gatti lì ospitati, tutti con un passato difficile alle spalle, si saranno ambientati e si sentiranno pronti ad accogliere gli avventori.
E dopo aver bevuto un tè, mangiato una torta vegana e aver placato lo stress con il gatto sulle ginocchia potrete di certo fotografarlo e partecipare al grande fenomeno di massa della condivisione del gattino sui social network

– il locale sarà provvisto infatti di wi-fi gratuito.

Neko cafè, via Napione 33, Torino. http://www.nekocafe.it

 

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Romeow Cat Bistrot a Roma.

Nel quartiere Ostiense (in via Negri), a fine ottobre aprirà un locale che si ispira ai Neko café giapponesi

Presto anche i romani potranno bere il cappuccino con un gatto sulle ginocchia.

Liberi tra i tavoli del Romeow si aggireranno sei gatti: Romeo, Maos, Nino, Frida, Lamù, Irì. Il menu, naturalmente, sarà vegano e vegetariano.

I due chef spazieranno tra le cucine dei 5 continenti, rispettando stagionalità delle materie prime. La pasticciera preparerà dolci raw e vegani, e smoothies

I gestori promettono non un semplice bar che ospita gatti ma un raffinato bistrot, aperto dalla colazione al dopocena.

Romeow Cat Bistrot – da fine ottobre. Via Francesco Negri, 15 – tel.06 5781345 

 

Fonti:

http://www.virtualrome.com/romeow-cat-bistrot-a-roma-il-bar-con-gatti-apre-a-ostiense/

http://www.nekocafe.it

http://miagolacaffe.it/

Altre buone notizie:

” Flash mob per incoraggiare l’allattamento al seno” di Marisa Moles

 

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* Arte e gatti: La quercia di Millais

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Presso Il realista condannato”, 1651, John Everett Millais, 1853,

olio su tela, 102,8 × 73,6 cm, collezione privata di Andrew Lloyd Webber .

Una giovane donna puritana sta facendo visita al suo innamorato, un cavaliere realista, in fuga dopo la battaglia di Worcester del 1651; l’esercito realista, composto per la maggior parte da scozzesi, è fedele al principe esule Carlo II, che durante la battaglia viene sconfitto definitivamente dall’armata di Oliver Cromwell. L’uomo si nasconde all’interno di un albero cavo, un chiaro riferimento al famoso episodio in cui Carlo II si nascose in una quercia per sfuggire ai suoi inseguitori.

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L’antica quercia qui raffigurata è conosciuta oggi con il nome “Millais Oak” e si trova a West Wickham Common, nei pressi di Hayes, nel Kent. Purtroppo l’albero è morto diversi anni fa, ma rimane il suo tronco che marcisce lentamente.

Per il realista esiliato posa l’amico artista Arthur Hughes mentre la ragazza è Anne Ryan.

L’opera “I puritani” di Vincenzo Bellini ha fornito un’ispirazione per il dipinto.

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                                        Ops! Questa è un’altra versione…gattesca!

Fonte :https://www.facebook.com/ConfraternitadeiPreraffaelliti?fref=photo

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* …e Dio creò il Gatto

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Oggi noi, Zarathustra il Gatto sta per rivelare al mondo intero la versione originale del famoso affresco di Michelangelo della Cappella Sistina: la creazione di di Adamo, che risulta essere La Creazione di cAt-amo.

Si sa che nella lingua ebraica “ adam” significa “ umano”.

Si sa anche che “ adam” è legato tre lettere radice ebraiche ( A-D-M) che significano “ rosso” “chiaro” e “ bello”

Perchè dunque gli umani non riescono a vedere la cosa più evidente e cioè che “Adamo” è un gatto rosso!

Quel genio di Michelangelo aveva capito che le cose stanno così e lo ha dipinto sul suo affresco.

Si può quindi ben vedere come il Gatto accetta benevolmente di essere creato da Dio, come noi, gatti, del resto accettiamo benevolmente di essere accuditi dagli umani.

L’affresco fu commissionato dal Papa Giulio II, il più importante ed attivo committente di quei tempi. Certamente non aveva approvato la versione di Michelangelo di quell’ affresco, trovandolo troppo moderno per la Cappella Sistina. Così pregò l’artista di farne una versione più vicina alla circostanza.

Ecco perchè quella che appare oggi è soltanto la versione ufficiale della reale Creazione di Adamo di Michelangelo nella Cappella Sistina!

Parola di Gatto!

Fonte: http://fatcatart.ru

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* Mondo gatto

Decalogo del GATTO
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BAGNI: Accompagna sempre gli ospiti al bagno. Non è necessario fare nulla. Basta sedersi e guardare. 

PORTE: Impedire ogni porta chiusa. Per ottenere l’apertura della porta: stare in piedi sulle zampe posteriori e martellare con le zampe anteriori. Una volta che la porta è aperta, non è necessario usarla. Dopo aver fatto aprire una porta che dà all’esterno, restare in piedi a metà strada tra dentro e fuori e pensare a cose diverse. Importante soprattutto quando fa freddo, pioggia, neve, o è tempo di zanzare. 

SEDIE E TAPPETI: Se devi vomitare, sforzati di arrivare a una sedia. Se non è possibile arriva almeno a un tappeto orientale. Se non c’è tappeto orientale, vomita sulla scopa. Quando vomiti sul tappeto, assicurati di eseguire il backup alla giusta distanza (calcola un piede umano scalzo)
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AIUTARE !!! Se uno dei tuoi umani è impegnato in qualche attività e l’altro è inattivo, stare con quello occupato. Questo si chiama ‘aiutare’ … Di seguito sono riportate le regole relative:

> Umano che cucina: sedersi dietro il tallone sinistro del cuoco. Non potrai essere visto e hai maggiori possibilità di essere calpestato e quindi preso in braccio e consolato 

> Umano che legge : infilarsi possibilmente sotto il mento, tra gli occhi e il libro, a meno che non ti possa sdraiare su tutto il libro

> Umano che sbriga lavoro di ufficio : sdraiarsi sul lavoro da eseguire nel modo ottimale, in modo da oscurare la maggior parte del lavoro, o almeno pretendere di dormire, ma ogni tanto allungare una zampa e buttar giù la matita o la penna.

> Umani impegnati a pagare le bollette o che lavorano sulle imposte sul reddito o che scrivono auguri di Natale : tenere a mente l’obiettivo, bisogna aiutare! In primo luogo, sedersi sulla carta in lavorazione. Se sloggiato, guardare tristemente dal lato del tavolo. Quando l’attività procede bene, rotolarsi sulle carte, disperdendole al meglio delle capacità. Se di nuovo sloggiato, spingere giù dal tavolo penne, matite e gomme, preferibilmente una alla volta.

> Umano con il giornale aperto: assicurati di saltare sul retro del foglio. Gli esseri umani lo adorano
> Umano impegnato al computer : saltare sulla scrivania, camminare su tutta la tastiera, scagliarsi verso il puntatore del mouse sullo schermo e quindi accoccolarsi in grembo e tra le braccia, per aiutarlo a digitare meglio

CAMMINARE: Sfrecciare in modo rapido e il più vicino possibile davanti all’umano, specialmente
• sulle scale

• quando ha qualcosa in braccio

• al buio 

• appena alzato la mattina. 
Aiuterà la sua capacità di coordinamento. 

DORMIRE: dormirgli/le sempre sopra perché non possa muoversi 

LETTIERA: Quando si usa la lettiera, assicurarsi di calciare i sassetti il più lontano possibile dalla cassetta. Gli umani amano la sensazione dei sassetti per gatti tra le dita dei piedi. 

NASCONDIGLI: Ogni tanto, nascondersi in un luogo dove gli umani non possano trovarti. Stare lì almeno per tre o quattro ore… Il pensiero che tu sia scappato o ti sia perduto li porterà al panico totale (gli piace tanto!) Una volta ricomparso, gli umani ti ricopriranno di amore e baci e probabilmente otterrai dei bocconcini. 
Un ultimo pensiero: quando capita l’occasione, avvicinarsi il più possibile a un umano, in particolare alla sua faccia, girarsi, e offrire il didietro. Agli esseri umani piace molto, vedi di farlo spesso.

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Fonte dal web

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# il nome dei gatti

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E’ un’ impresa difficile, vi posso assicurare,

        mettere un nome ai gatti;

nulla assolutamente che sia da confrontare

       con i soliti giochi alle vacanza adatti.

A prima vista potreste anche pensare

che sia più matto di un mulo, o che abbia un giudizio

       tutt’altro che sereno,

se vi dico che un gatto deve avere almeno

      TRE NOMI DIFFERENTI. Innanzitutto,

un nome di famiglia, quello che tutti i giorni può venire usato,

      un nome come Pietro o come Augusto, Alonzo o Diodato,

come Vittorio o Gionata, come Guglielmo o Giuseppe Pascutto,

       che son nomi sensati, utili ogni momento per i gatti.

Ma se pensate che abbiano un suono più ameno

        nomi fantasiosi vi posso consigliare,

Alcuni per signori, altri per belle dame su misura fatti:

nomi come Platone e Admeto, Elettra o Filodemo,

        e anche questi sensati, utili ogni momento per i gatti.

Ma ve lo dico io, tutti i gatti han bisogno di un nome

        che sia particolare e peculiare, molto più dignitoso,

che permetta ad ognuno di tenere la coda perpendicolare

        e di mettere in mostra i lunghi baffi e sentirsi orgoglioso.

Nomi di questa specie posso anche dirvene mille,

        nomi come Scapicchio, Burbax e Sfrondapille,

come Bombalurina, Tisquass e Ciprincolta,

          nomi che vanno bene soltanto ad un gatto per volta.

Ma in mezzo atutti questi ancora un nome manca,

e questo nome mai potrete indovinare:

          nome che la ricerca umana non potrà mai scovare

ma che IL GATTO CONOSCE, anche se mai lo vorrà confidare.

Quando vedete un gatto immerso in fonda meditazione,

           sempre la stessa vi giuro è la ragione:

la sua mente è perduta in rapimento e contemplazione

          del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:

                   del suo ineffabile effabile

                   effineffabile

           profondo inscrutabile ed unico NOME.

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Il libro dei gatti tuttofare” di T. S. Eliot 

( Old possum’s book of pratical cats) 1939 Faber and Faber, London

traduzione di Roberto Sanesi