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* Il coniglio,la luna piena di settembre e il Mid Autumn Festival

Il coniglio lunare

Il coniglio lunare, è una creatura immaginaria presente nella mitologia e nel folklore di molti paesi dell’Estremo Oriente, ed in particolare di Cina e Giappone. Si tratta di un coniglio che vive sulla Luna. Sembra che in Asia (ma non in Occidente) è possibile vedere, negli avvallamenti della faccia illuminata della Luna piena, la figura di un coniglio seduto sulle zampe posteriori a fianco di un pestello da cucina.

È una figura leggendaria molto presente nell’immaginario mitologico sino-nipponico, sebbene con alcune varianti: in Cina viene solitamente considerato un compagno della divinità lunare Chang’e, per la quale è incaricato di produrre l’elisir di lunga vita pestandone i componenti nel suo mortaio; nel folklore del Giappone si limita invece a pestare del comune mochi nel tradizionale pestello giapponese.

In Cina viene anche chiamato coniglio di giada o coniglio d’oro e la sua figura viene celebrata nella festività dedicata alla Luna e alla dea Chang’e, appunto la Festa della Luna o Festa di metà autunno.

Nella mitologia, la ragione per cui un coniglio dovrebbe trovarsi sulla Luna è descritta nel Śaśajâtaka, una antica favola buddista.

Quattro amici animali, una scimmia, una lontra, uno sciacallo ed un coniglio nel giorno sacro buddista di Uposatha (dedicato alla carità e alla meditazione) decisero di cimentarsi in opere di bene. Avendo incontrato un anziano viandante, sfinito dalla fame, i quattro si diedero da fare per procacciargli del cibo; la scimmia, grazie alla sua agilità, riuscì ad arrampicarsi sugli alberi per cogliere della frutta; la lontra pescò del pesce e lo sciacallo, sbagliando, giunse a rubare cibo da una casa incustodita. Il coniglio invece, privo di particolari abilità, non riuscì a procurare altro che dell’erba. Triste ma determinato ad offrire comunque qualcosa al vecchio, il piccolo animale si gettò allora nel fuoco, donando le sue stesse carni al povero mendicante.Questi, tuttavia, si rivelò essere la divinità induista Śakra e, commosso dall’eroica virtù del coniglio, disegnò la sua immagine sulla superficie della Luna, perché fosse ricordata da tutti.

La leggenda è ben nota in Cina e in Giappone, ed è conosciuta anche in versioni diverse: una di esse, popolare in Cina, vuole che sia stata la divinità Chang’e a salvare la coraggiosa bestiola dalle fiamme e a portarla con sé sulla Luna.

In altre varianti cambia il numero e la specie dei compagni del coniglio, che vengono riferiti come una scimmia ed una volpe nella raccolta giapponese Konjaku Monogatarishū, scritta durante il Periodo Heian e che colleziona antiche storie indiane, cinesi o giapponesi, o una volpe e un orso in altre versioni.

 

Da questo mito nacque la tradizione cinese delle feste della Luna, a metà autunno,il Mid Autumn Festival, dove familiari e amici si riunivano per contemplare il disco lunare, gustare frutta e dolci; le forme rotonde della luna, dei frutti e dei dolci simboleggiano il ritrovarsi, il riunirsi e l’unità familiare.

Il Mid Autumn Festival é il secondo festival tradizionale più importante del calendario cinese( il primo è il calendario cinese). Corrisponde al 15esimo giorno dell’ottavo mese del calendario lunare cinese: la Luna in questo periodo è più brillante e piena.

Gli orientali da sempre vedono nelle macchie lunari tracce del coniglio, che si riposa o intento a ricavare pillole d’immortalità da un pestello.

 

Dall’India alla Cina e poi al Giappone il mito del coniglio lunare s’insegue e si ritrova anche nell’altra parte del globo, tra i Maja e gli Aztechi.

Tutti i popoli Mesoamericani interpretavano le macchie scure del disco lunare come se rappresentassero un coniglio.

Una statuetta Maja di Jaina mostra la dea lunare accompagnata da un coniglio; lo stesso animale è raffigurato sul disco del satellite nei Libri Sacri Mesoamericani.

Gli antichi Maja rappresentavano la Luna con un coniglio e gli Aztechi invocavano l’abbondanza dei raccolti ai piccoli dei lunari chiamati quattrocento conigli.

Quando i Maya guardavano le ombre di oscurità e luce sulla superficie della luna, essi vedevano una forma somigliante a un coniglio che saltava.

La divinità della luna è stata ritratta spesso con il suo animale domestico prediletto, un grande coniglio, nelle sue braccia.

Nelle notti serene di plenilunio, il coniglio dorme sul petto della luna.

Fonti:

http://loggiacricetale.forumfree.it

it.wikipedia.org/wiki/Coniglio_lunare

http://insidetheobsidianmirror.blogspot.it

http://www.calion.com

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La buona notizia del venerdì: Le Big Banch per cambiare punto di vista!

Si chiamano “panchinisti itineranti” e vanno a caccia di panchine giganti – o big bench – per tutto il Paese.

L’idea nasce originariamente da Chris Bangle, designer americano che insieme alla moglie Catherin ha ideato la prima Big Bench, installata a Clavesana, in provincia di Cuneo. La panchina gigante è stata poi riprodotta sempre uguale ma con colori diversi e ogni Big bench è stata collocata in punti panoramici in diverse regioni d’Italia.

L’originalità di Bangle accompagnata dalla bellezza del territorio hanno dato vita nel 2010 alla prima Big Bench che posizionò in un luogo panoramico di sua proprietà accessibile ai visitatori.

L’intenzione di Bangle è riuscire a trasmettere un messaggio positivo, di collettività, di unione e condivisione.

L’iniziativa ha lo scopo di favorire il turismo, aiutando a scoprire e condividere panorami nuovi e incantevoli fuori dai circuiti normali. Inoltre, il progetto Big Bench sostiene artigiani e comunità locali delle località in cui si trovano le panchine giganti.

Ciò che attrae delle Big Bench oltre alla notevole dimensione sono i colori brillanti ispirati alla natura. Ogni colore è legato al territorio che le ospita. Il giallo dei girasoli, il viola della lavanda, il rosso del vino, il marrone delle nocciole. Le Grandi Panchine sono tutt’uno con i colori del territorio piemontese!

Attualmente le Grandi Panchine sono 106, ogni panchina è numerata ed ha il logo della Big Banch Community-

La maggior parte sono in Piemonte , ma se ne trovano anche in altre regioni.

Pian piano il fenomeno si sta espandendo un po’ ovunque.

Le Grandi Panchine nella maggior parte dei casi, si trovano in cima alle colline, in luoghi panoramici, lontane dai centri abitati Per sapere esattamente dove si trovano si può utilizzare la App gratuita Big Banch.

Google fornisce la mappa con la geolocalizzazione in mmodo da condurvi esattamente dove si trova la panchina che volete raggiungere,

Oltre alla mappa ci sono diverse informazioni utili riguardanti il territorio dove si trova la Big Banch e il grado di difficoltà per raggiungerla. Infatti a volte occorre seguire sentieri poco praticabili, magari tra i vigneti o i campi coltivati, anche con distanze notevoli.

Le Panchine Giganti sono spesso conosciute per immagini, ma una volta che ci si siede su una di esse e si prova la sensazione di godersi la vista come se “si fosse di nuovo bambini”, si vive un’esperienza intensa, da condividere con gli altri. Le panchine sono fatte per rilassarsi, a differenza di una sedia o di una poltrona sono larghe abbastanza da accogliere uno o più amici. Sedersi su una panchina è un gesto sociale piacevole, e fare buon uso di tutta l’energia positiva che le Panchine Giganti emanano è la visione alla base del Big Bench Community Project”, spiega Chris Bangle.

Le Grandi Panchine – Dove si trovano le Big Bench? – Mai fermarsi

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* L’Arcangelo Raphael, la costellazione della Vergine e Mercurio

Gli Angeli sono fra noi, con noi, per noi esseri umani…

Raphael è il dominatore della costellazione zodiacale della Vergine.

Associato a Mercurio dalla tradizione cabalistica, è l’Arcangelo che dai tempi più antichi ha in custodia la facoltà di guarire. Appartiene all’Elemento Terra, domina la costellazione zodiacale della Vergine e quelle del Toro e Capricorno.

Secondo l’astrologia tradizionale, la Vergine è dominata da Mercurio, e sotto questo segno abbiamo i migliori custodi della salute, infermieri, farmacisti, ricercatori scientifici. E’ anche il custode dell’intelligenza, della speculazione scientifica e dell’indagine. Mercurio, nella sua totalità è all’interno del dominio di Rafael, che controlla l’energia elettromagnetica, detta anche vitalità eterica o prana.

l suo nome significa “Divino Guaritore“, o “Dio Guarisce”. Nel suono nome, Ra-fa-el, Ra sta per Sole, e fa per vibrazione: Sole-vibra-azione-Dio.

E’ il capo degli Angeli custodi, l’Angelo della Provvidenza che veglia su tutta l’umanità.


Viene spesso raffigurato insieme al giovane Tobia e al suo cane, che accompagna fedelmente come la guida sovrannaturale delle fiabe. E’ protettore dei pellegrini: più che dei viaggiatori in genere, infatti, si prende cura di chi è impegnato in un pellegrinaggio verso Dio. Viaggia col bastone ed i sandali, la borraccia dell’acqua e la bisaccia a tracolla.

E’ l’Arcangelo che dai tempi più antichi ha in custodia la facoltà di guarire.

Anche per i greci Mercurio era il Signore della Medicina: nelle raffigurazioni più antiche, egli tiene in mano una verga sulla quale si attorcigliano due serpenti. Il suo tocco aveva un immediato effetto risanante. Questo il significato occulto: la verga rappresenta la spina dorsale dell’uomo; i due serpenti sono Ida e Pingala (per l’Induismo); il punto da cui i serpenti partono, con le code che si toccano, è Kundalini, nel coccige, la sede dell’energia vitale. Attraverso sette spirali (i sette chakra) i due serpenti si fronteggiano in alto ma non si toccano.

Questo simbolo era così noto e venerato nell’antichità da giungere intatto fino ai nostri giorni ed è tuttora lo stemma con cui si fregia l’Ordine dei Medici e quello dei Farmacisti.

Prima ancora di essere venerato dai romani come Mercurio, o dai greci come Hermes, era ben noto come l’Ermete Trismegisto (tre volte Grande) a sua volta ereditato dai culti egizi ove ebbe nome Thot.           

Toth fu venerato per millenni in Egitto, come il Dio della saggezza, della conoscenza, colui che insegnò agli uomini la scrittura e tutte le scienze. E’ a lui che si attribuisce la redazione della cosiddetta “Tavola Smeraldina” le leggi immutabili della Magia, tuttora insuperate.

Raphael è l’Arcangelo capo delle innumerevoli schiere di Angeli guaritori, forse i più vicini a noi. Il loro compito, la legge cosmica a cui obbediscono, è quella di dispensare l’energia risanante. Anche se la maggior parte degli esseri umani non li può vedere nè percepire, ottenebrata come è dalla densità della materia, essi sono una presenza costante di energia che stimola e accresce il livello spirituale.

Le vibrazioni di Rafael hanno un colore violetto, in tutte le sue sfumature. Questo colore deriva dalla mistura di rosso (Michael) e blu (Gabriel), e corrisponde al ruolo di Rafael quale collaboratore di Michael e Gabriel nella creazione del sangue rosso all’interno del corpo umano.

Secondo una leggenda l’Arcangelo Raphael ha donato agli uomini una pianta dalle virtù benefiche ed eccezionali.

Durante il Rinascimento era chiamata Arcangelica per la sua origine “celeste”

L’Angelica o Angelica archangelica, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Umbrelliferae originaria sia dell’Europa settentrionale che dell’Asia, ed essa fiorisce in tarda estate. E’ sicuramente una delle piante officiali più conosciute, usata ancora oggi in fitoterapia e omeopatia.

Ildegarda di Bingen scrisse nel suo libro di rimedi curativi, un trattamento contro la febbre proprio a base di Angelica e i monaci benedettini nelle loro ricette a base di erbe e nelle composizioni dei loro famosi liquori ne fecero un largo impiego in diversi gin e vermut, nello Strega e nello Chartreuse.

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fonti

http://www.viviamoinpositivo.org

http://www.angelologia.it

http://www.arcangea.it

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* 10 Agosto:nella notte il cielo si accende di stelle cadenti…rugiada di fuoco…lacrime di angeli…Tutti con gli occhi in su ad esprimere un desiderio…

Ogni anno nelle luminose notti estive, lontano dalle luci della civiltà, capita di notare nei cieli delle scie di luce che sembrano caderci addosso… vicine…lontane… appaiono improvvisamente e scompaiono nel blu profondo…ardono un istante di luce vivissima e poi si spengono, simili, secondo Dante, a ” stella che tramuti loco “…

stelle cadenti… gocce d’oro scaturite da un’anfora di luce infranta… rugiada di fuoco…lacrime di angeli diceva un antico poeta cristiano…

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Lacrime di San Lorenzo furono chiamate dai cattolici di Irlanda le stelle filanti che cadono in grande quantità nella notte di San Lorenzo, la celebrata notte del 10 agosto.

La tradizione vuole che le lacrime di Lorenzo arso vivo sulla graticola vagano nel cielo senza pace fino a quando non cadono sulla terra la notte in cui il Santo è festeggiato.

” San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.”

In questa notte, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta l’evento desiderato durante l’anno.

Di miti e leggende sulle stelle cadenti ce ne sono molti.

Ma nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni nel cielo, erano considerate segni infausti.

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale
oh! D’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”

Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati.
Gli astrologi cinesi, che nei loro annali hanno registrato le apparizioni di stelle cadenti e comete fin dal sesto secolo avanti Cristo, non avevano dubbi che a temere il peggio dovessero essere i governanti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi sappiamo essere sciami meteorici ricorrenti”.

Tra l’ottobre e il novembre del 902 dopo Cristo, riferiscono le antiche cronache, l’invasione della Sicilia e della Calabria da parte dei saraceni e le stragi che ne seguirono furono seguite da un abbondante pianto divino. Oggi è accertato che si trattò di una pioggia particolarmente fitta di stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, visibile ogni anno a novembre.
Nel medioevo, la scia luminosa causata dalla caduta delle stelle è stata messa in relazione con il viaggio dei defunti, come un movimento ascendente, discendente o semplicemente di mutamento di luogo, compiuto dalle anime dei trapassati.

Plinio, Rutilio Palladio e Marcello connettevano la caduta delle stelle: il primo con quella dei calli (Naturalis Historia, 28); il secondo con quella delle verruche (Opus agricolturae) ed il terzo la considerava vantaggiosa per la cura delle malattie degli occhi (De medicamentis).
Nell’antica Sparta, invece, la visione di una stella cadente aveva per così dire un significato “politico”. Accadeva, infatti, che ogni nove anni i magistrati sorveglianti scrutavano il cielo. L’eventuale caduta di una stella era interpretato come segno sfavorevole degli dèi nei confronti del Re, che veniva deposto.

L’aspetto religioso appare in diverse tradizioni.
Nella letteratura dell’antica India, le stelle cadenti sono paragonate a demonesse dai capelli discinti.
La più recente visione degli indù pare sia quella di ritenere, ogni stella cadente, un’anima che ridiscende sulla terra per reincarnarsi.
In Europa si parla delle stelle cadenti come d’anime che, liberate dalle sofferenze del purgatorio, chiedono all’osservatore la recita di un “Padre nostro”.

Nella Mesopotamia, l’interpretazione data alla comparsa delle stelle cadenti era legata, nella sua positività o negatività, alla direzione .
Nel libro dello zodiaco dei Mandei dell’Iraq, (setta gnostica ancora esistente) si legge, tra l’altro, che la caduta di una stella da ovest verso est non porterà pioggia in tutto l’anno, presagio dunque di siccità certamente diffuso in molti miti legati alle stelle cadenti.

Gli antichi abitanti dell’Iran all’epoca in cui era praticata la religione zoroastriana, ci hanno tramandato un bellissimo mito, dove si descrivono le malevolenze delle stelle cadenti e la loro sconfitta per mano del dio Tishtrya, in altre parole

Sirio nella costellazione del Cane Maggiore.

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La credenza risale ad un periodo compreso tra il X secolo a.C. ed il VII secolo d.C.
In quel tempo, le genti dell’Iran credevano che la vita del cosmo fosse dominata dalla contrapposizione tra il principio dell’ordine cosmico e della verità (asha) ed il principio del caos e della menzogna (druj)

Secondo la cosmologia zoroastriana, infatti, l’ordine cosmico è rappresentato dalle stelle fisse, la cui luce si contrappone a quella del Maligno.

Queste stelle erano considerate come divinità minori ed erano poste nel cielo più basso, mentre il Sole e la Luna erano collocati nei cieli superiori, più vicini al paradiso.
Il movimento disordinato ed imprevedibile delle stelle cadenti, indusse gli zoroastriani a credere che esse appartenessero alla schiera delle forze demoniache scagliate dal maligno per produrre siccità e per sconvolgere l’ordine armonioso del cielo.

Così, proprio alle stelle cadenti assegnarono il nome di “streghe”

Il compito di sconfiggere le streghe e proteggere gli uomini fu attribuito a Sirio: sotto le sembianze del dio Tishtrya, l’astro si armò per combattere una duplice battaglia, la prima in cielo e la seconda in terra.
I versi dell’Avesta, il libro sacro degli zoroastriani, catturano lo splendore di Sirio paragonandolo ad una freccia scagliata dal più bravo arciere dell’universo. Tali sono la sua rapidità e la sua precisione che le forze demoniache delle stelle cadenti, si ritirano in una fuga disordinata. Vittorioso, il dio può finalmente annunciare con orgoglio la definitiva sconfitta dell’armata delle tenebre.

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In Irlanda si crede che le stelle cadenti siano lacrime delle fate: in ogni villaggio, si coltiva l’usanza di lasciare sempre alle Fate un posto apparecchiato a tavola, affinché continuino ad amare e proteggere la casa.

Si crede inoltre che le buone Fate si affezionino particolarmente ai fiori, ai bambini, agli animali, al bestiame e tengono lontani i pensieri cattivi generati dall’invidia e i sortilegi delle streghe.

Le famossissime Perseidi, saranno attive nelle notti tra il 10 Agosto (San Lorenzo) e il 12 Agosto (notte del massimo).

Inoltre gli studiosi del settore hanno previsto che l’anno in cui la pioggia di stelle cadenti sarà molto copiosa sarà il 2126. Quindi si presume che anche ci saranno altrettanti desideri.

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia… tutte le stelle…

Del resto:

” Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.” Paolo Coelho

 

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L’arcano maggiore 18: La Luna, il cane e il lupo, il granchio nell’acqua,le torri e l’erbetta, il mare

Con questo arcano siamo in quella che si chiama ‘fase celeste’ e viene preceduta dalla carta delle Stelle, poi la seguono il Sole, il Mondo, il Giudizio e, ancora, il Matto.

Siamo verso la fine del mazzo e questo ci ricollega per certi aspetti anche alla fine di questa incarnazione.

Devi sapere che guardando i 22 arcani maggiori da un punto di vista filosofico, ogni carta rappresenta una fase della vita e in questa parte del mazzo siamo già ad un ottimo punto evolutivo.

In questa carta ci sono tanti simboli tra cui: la Luna, il sentiero, le torri, il crostaceo, l’acqua stagnante, il cane, il lupo e la vegetazione.

Se ci hai fatto caso, però, non vengono rappresentate forme umane.

Non ci sono corpi né visi se non quello della Luna stessa.

Questo elemento ‘mancante’ dice tanto sull’energia di questa carta. Quando l’anima entra in questo arcano sa che non ha bisogno di un corpo fisico per sperimentarne l’energia. Qui siamo nel mondo dell’inconscio, una dimensione reale ma impalpabile e per navigare qui dentro non serve la fisicità. 

È un cammino interiore nei nostri luoghi più remoti dove l’essenziale è ciò che impregna l’aria e il contatto con noi stessi diventa vitale.
È un viaggio di esplorazione dentro di noi ed è per questo che può spaventare. Uno dei diversi significati di questa carta è proprio la paura!

La Luna, invece, viene raffigurata nitidamente: con il volto messo di profilo e gli occhi socchiusi. È in fase di raccoglimento interiore, in riflessione e meditazione profonda. Nonostante sia una calamita attrattiva per i due animali sottostanti, questi non hanno il potere di disturbarla. Lei è nella sua verità e da qui niente la può muovere.

I due animali, il lupo e il cane, rappresentano i nostri istinti primordiali, gli impulsi e tutte le memorie del cervello rettile che vivono dentro di noi. In particolare, il lupo rappresenta la nostra donna selvaggia interiore, quella parte di noi indomita che percepiamo nell’utero e nel petto, mentre il cane rappresenta il nostro inconscio, anche quello familiare.

Ululano e ringhiano senza sosta e quelle gocce che scendono dalla Luna ne rappresentano il fascino e l’attrazione. Quei due animali ci rappresentano quando ci chiediamo cosa c’è oltre quello che vediamo, qual è l’insegnamento di un determinato vissuto o il senso di un esperienza. Non sempre è facile permetterci di avvicinarci a queste comprensioni: le vogliamo e le temiamo nello stesso tempo. Questi istinti sono fondamentali per muoverci nella notte simbolica dell’anima, quando veniamo chiamati ad esplorare il nostro inconscio. Un po’ come quando ti svegli nel cuore della notte e cammini al buio, sono i sensi primordiali a guidarti!

l cielo è buio, la Luna è la sovrana della notte e ne custodisce tutti i misteri. Nonostante questo, riusciamo a vedere benissimo il sentiero che collega l’acqua dello stagno fino al mare che si intravede più in là.

Vediamo anche il granchio che è collegato al segno del Cancro: è qui per pulire i detriti del passato, le memorie e i ricordi diventati ingombranti. Infatti, grazie al suo camminare all’indietro nasconde le tracce di ciò che è venuto prima di lui. Se consoci qualcuno del segno del Cancro sai bene che queste persone estremamente sensibili fanno fatica a staccarsi dal passato perché simbolicamente lo rappresentano.

Quel sentiero conduce direttamente nel mare che ricorda sia il mare di emozioni che sperimentiamo ogni giorno, e che spesso reprimiamo, e sia il liquido amniotico. Così, i bagni rilassanti, i tuffi, le lunghe nuotate e tutto ciò che è affine all’acqua ci riportano simbolicamente nell’utero materno, il primo luogo sacro e protetto che abbiamo sperimentato in questa vita.

Questo archetipo ci riporta anche alle memorie perinatali sperimentate nel grembo di nostra madre e che ancora ci vivono dentro.

Le torri che vediamo sullo sfondo rappresentano le colonne d’Ercole. Un tempo si credeva che oltre quelle torri il mondo fosse finito. Questo ha un significato simbolico potente perché ci dice che oltre quelle colonne tutto ciò che conosciamo è finito e da lì inizia l’ignoto, il vuoto cosmico di cui spesso ti ho parlato nelle mie newsletters.

Per arrivare lì ci vogliono fiducia, amore, forza e coraggio perché le paure a volte ci frenano.

Tutto ciò che c’è oltre quelle due colonne si manifesta nel mondo onirico attraverso i sogni che sono uno strumento che l’inconscio ha a disposizione per mettersi in contatto con noi, o viceversa.

Qui non abbiamo controllo, entriamo in un mondo sfuggente, affascinante, calamitico e qui incontriamo la nostra essenza più profonda. Qui lasciamo andare il passato grazie alle forze interiori che incontriamo.

La Luna nei tarocchi ci parla di mistero, inconscio, utero, memorie perinatali, sogni, paure, meditazioni, non detti, non visti, l’oltre’ a ciò che vedono gli occhi.

Lei è il principio femminile che dà forza alla sacerdotessa.

fonte:

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Solstizio d’Estate 2021

E’ la festa del Sole e della Luce carica di energia vitale che apre il nuovo ciclo delle stagioni sulla Terra. E’ il giorno più lungo dell’anno!

E tu attraversa questo portale magico e spingiti verso i tuoi obbiettivi che la Forza è in te!

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* Il 21 giugno 2021 è il Solstizio ed è l’inizio di un’estate più più…

Oggi è il 21 giugno!…
– E allora? Andiamo in vacanza…
E’ il solstizio d’estate, quando  il sole si trova nel punto più alto. E’ il giorno più lungo dell’anno.
– E vai!, così potrò anche andare al mare dopo l’ufficio.
E c’è anche un solstizio d’inverno. Ed è il giorno più corto.
– Ah! Beh! Allora ci si può sentire più tranquilli.
E succede ogni anno. Dai tempi dei tempi sono i cicli della natura e della vita e dai tempi festeggiati in ogni luogo della terra.
– Davvero? Allora andiamo a festeggiare!

Ardono i sementi, scricchiola il grano, insetti azzurri cercano ombra, toccano il fresco. E a sera salgono mille stelle fresche verso il cielo cupo. Son lucciole vagabonde. Crepita senza bruciare la notte d’estate”. (Pablo Neruda)
Solstizio deriva dal latino solstat, “il sole si ferma”.
Il fenomeno del “Sole che sosta” o del “Sole che fa i salti”, è sempre stato osservato e feste in questo periodo risalgono ai babilonesi.
In questo giorno si festeggia la forza del Sole.
E’ il giorno più lungo dell’anno.
Il Solstizio è il trionfo della Luce sulla terra , è una notte carica di energia vitale, è un passaggio che ci porta dal predominio Lunare a quello Solare che sarà celebrato con la festa del Raccolto (le nozze del Sole con la Luna).
La Dea che, nel suo aspetto di Fanciulla, ha incontrato il giovane Dio a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra gravida del prossimo raccolto. Lei è la Terra fertile, Lui è l’energia e il calore che la nutrono; da loro nascerà la Nuova Vita.
La wicca chiama il 21 giugno: Litha, in questo giorno la gente celebra la ricchezza della terra e ringrazia la Grande Madre con generose benedizioni.

Nell’antica Grecia i due solstizi erano chiamati “porte”: “Porta degli Uomini” il Solstizio d’Estate e “Porta degli Dei” il Solstizio invernale. Attraversando queste porte il Sole dava inizio alle due metà, ascendente e discendente, del percorso annuale.
Con la fase ascendente si entrava nel mondo materiale della creazione, mentre attraverso la seconda fase, discendente, si entrava nel regno divino e soprannaturale.
I solstizi sono, quindi,un confine tra il mondo  limitato degli umani e il mondo eterno degli Dei
Nella tradizione romana, il Custode delle porte  era il dio Giano Bifronte che la tradizione cristiana ha mutato in San Giovanni.
Era festeggiato ai due Solstizi ed era rappresentato con due volti, uno barbuto e l’altro giovanile o femminile a secondo delle interpretazioni. Giano rappresenta l’iniziatore, colui che ruotando sulla sua terza faccia invisibile, cioè l’asse del mondo, conduce alle due Porte Solstiziali, quindi suo è il compito di accompagnare il passaggio da uno stato all’altro.

Come Giovanni Battista purificando attraverso il battesimo dell’acqua dava agli esseri umani la possibilità di accedere al regno celeste eterno.
Nella notte del solstizio spesso si usava innalzare un’immagine o un simbolo di Giano all’ingresso principale della casa, per metterla sotto la protezione del dio.
Ed era proprio nella notte del 24 Giugno che le dianare (dominae nocturnae) della Societas Dianae (compagnia, corteo di Diana) erano solite svolgere la più importante riunione dell’anno sotto le fronde del famoso Noce di Benevento.

Il Solstizio d’Estate o Porta degli Uomini è un tempo di passaggio, che si colloca come confine che separa la crescita dal declino… Midsummer, mezza-estate, lo chiamano nei paesi anglosassoni, e Shakespeare nel suo “Sogno di una notte di Mezza Estate” ne ha raffigurato l’aspetto magico, dove sogno e realtà si fondono.

Questa atmosfera di tempo fuori dal tempo, di sospensione e attesa, rende il Solstizio un momento propizio per i presagi e le pratiche divinatorie.
La magia d’amore e guarigione è specialmente adatta a questo momento dell’anno.
La notte di Litha (dal nome della dea sassone del grano affine a Demetra e a Cerere) è quando i Druidi raccolgono e uniscono le loro piante magiche e le seccano per utilizzarle in inverno.
Da noi corrisponde alla magica notte di San Giovanni, in cui tradizionalmente si raccolgono:
l’erba di San Giovanni (Iperico) chiamato anche scacciadiavoli,considerato un antimalocchio;
il Vischio, il Sambuco, la Verbena, simbolo di pace e prosperità,
l’Artemisia detta anche assenzio volgare, consacrata a Diana,
il Ribes i cui frutti rossi proteggono dai malefici,
e si accendono i falò per celebrare e rinforzare i raggi del sole estivo.
Se invece si desiderano molti quattrini, a mezzanotte si dovrebbe cogliere un ramo di felce e tenerlo in casa.
L’usanza antica di certe donne di recarsi nude a raccogliere erbe ricorda antichi riti in cui le donne andavano nude nei campi per propiziare il raccolto, spesso compiendo danze cavalcando bastoni o manici di scopa.

Ancora una volta quindi cammineremo scalze sui prati perché la  rugiada della notte  era considerata un farmaco potente di purificazione e raccoglieremo 24 spighe di grano che porteranno fortuna, una sorta di bagno nell’acqua odorosa di fiori di campo come camomilla, margherite, melissa o ginestre, perché in questa magica notte si possono trovare tesori nascosti e acque di lunga vita.“
Ed ora si apriranno ancora una volta le porte solstiziali,
ancora oggi, come nei secoli scorsi,
qualcuno apre ciò che nessuno può chiudere
e chiude ciò che nessuno può aprire.”
Siti consultati

http//ilcalderonemagico.it

http://digilander.iol.it/cortescontenti/feste2.htm#casmaranLitha

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La luna nuova in Ariete è di Fuoco

LUNA NUOVA in ARIETE in congiunzione a  Venere, Mercurio e Kirone, in sestile a Marte in Gemelli e Saturno in Aquario, e quadrata a Plutone in Capricorno.

La notte tra l’11 e il 12 Aprile si formerà uno splendido Novilunio a 22° del primo dei segni di fuoco rafforzato dallo stellium di Sole, Venere e Mercurio, e Kirone armoniosamente congiunti.

Abbiamo 5 pianeti alleati nell’esplosivo, combattivo e passionale segno dell’Ariete: colui che ha il potere e la funzione di aprire i nuovi cicli grazie alla sua grande energia coraggiosa e pionieristica

La Luna nuova indica sempre il momento per iniziare qualcosa di importante, per gettare i nuovi semi di ciò che desideriamo contribuisca a creare un futuro migliore, per noi stessi e per tutto il pianeta.

Con questo strepitoso novilunio il cielo ha una qualità più che mai di Fuoco, la cui influenza ci aiuterà a percepire fortemente la direzione che sappiamo essere giusta da intraprendere, dandoci tutto il coraggio e l’energia per muovere concretamente in nostri passi in una nuova direzione o affermare con ancora più forza quella che abbiamo già scelto.

L’Ariete non è un segno solo dinamico e volitivo, è anche un segno istintuale ed intuitivo,e Mercurio congiunto a Venere ci aiuteranno ad avere una comprensione più che mai chiara e diretta di ciò che vogliamo profondamente per noi e per il nostro mondo; una comprensione che verrà direttamente dal cuore( Venere).

E poiché l’Ariete è anche il segno che corrisponde al meridiano del Cuore e alla ferita da ingiustizia subìta ed è legato al l’archetipo dell’Eroe, del Cavaliere senza macchia e senza paura che difende i più deboli dalle ingiustizie; questo archetipo sarà sollecitato a scendere in campo grazie anche ali positivo sestili con Marte in Gemelli e Giove in Aquario.

Questo bel connubio porterà molta passione , coraggio, volontà e determinazione nel difendere i nostri diritti, smascherando senza timore la manipolazione e gli abusi di potere che la quadratura di Plutone in Capricorno allo stellium in Ariete evidenzia molto bene

Trovo che  questo potente novilunio sia davvero opportuno in quanto ci darà la spinta a combattere contro tutto ciò che vuole impedirci di creare un mondo migliore.

 Inoltre la congiunzione con Kirone, ovvero il grande guaritore dello Zodiaco ci indica che quando abbiamo in coraggio di prenderci la responsabilità della nostra vita e soprattutto della nostra felicità, allora abbiamo l’opportunità di guarire veramente le nostre ferite più profonde, e sarà proprio da questa meravigliosa e amorevole guarigione che seguiranno anche i cambiamenti nel nostro mondo perché guarendo noi stessi guariamo anche il mondo e riportiamo l’amore, il rispetto, la pace e l’equilibrio sulla nostra Madre Terra.

Fonte: https://www.lapoeticadellozodiaco.com/

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*La luna piena in Bilancia : la scelta è fare splendere il tuo Cuore !Perchè tu vali !

* La luna piena in Bilancia ci svela la Sovranità del Cuore, e a riconoscere nel profondo il nostro valore

Questa è una Luna che ci mette uno specchio davanti: quella della nostra sovranità connessa con il cuore
L’archetipo del sovrano è un archetipo molto complesso a cui ne sono collegati altri.
Quando non riconosciamo nel profondo il nostro valore, ci sentiamo svalutati, abbiamo bisogno del responso altrui. E quando non arriva cadiamo alle volte in mortificazione, altre volte quella frustrazione sfocia in atteggiamenti che possiamo definire invidia o cattiveria: ovvero il tentativo di distruggere l’altro.

Sicuramente qualcuno che rappresenta qualcosa che vorresti esprimere tu.
Oppure sminuire, togliere valore a qualcosa la fuori nel mondo.

Perché se ti senti tu non di valore, tutto ciò che esprime valore ti fa sentire ancora più sminuito: quindi il meccanismo d’ombra ti guida nel demolire per sentire meno quella frustrazione.
Proprio dalla frustrazione riconosciuta c’è l’opportunità per fare un grande salto grazie all’energia di questa Luna piena in Bilancia che fa emergere il cuore o tutte le dinamiche connesse alla sua chiusura.

Il salto è portare l’attenzione verso di te e riconoscere il tuo valore come unico e irripetibile. Ma non per questo superiore o inferiore a qualcuno.

Il sovrano ha un regno: per essere sovrano deve sedersi su un trono. Quel trono esotericamente nella Luce di questo archetipo rappresenta l’amore di sé stessi. E l’amore verso gli altri. Uscire da tutti i meccanismi di paragone, competizione poiché ognuno è unico e ha la sua strada. Perfetta per lui. Riconoscere il tuo valore e smettere di guardare fuori è il primo passo.

Da quel valore poni sulla tua testa la corona: rappresenta le scelte. Cosa meriti, cosa non ti risuona più, cosa desideri ricevere, cosa desideri offrire. Da questa scelta il tuo regno prenderà una forma. Cosa non sei più disposto ad accettare. Di cosa non vuoi più essere schiavo.
Non metti più il tuo cuore sotto scacco dei bisogni.
Sei disposto a restare anche solo piuttosto che tenere in piedi ciò che non risuona più con te.
E giunge la bilancia con il suo onore di verità connessa al cuore. Verità interiore che guida le tue scelte. Che ti fa uscire dai compromessi in cui non stai più bene, seppur ti hanno donato “comodità” fino ad oggi.


È una Luna che ti fa sentire quanto distante sei dai doni dell’amore, quanto lo hai messo nelle tue priorità, quanto lo hai temuto, o quanto lo hai elemosinato.
Il Sovrano non da colpe all’esterno MAI, ma si prende le sue responsabilità ringraziando con cuore tutto ciò che gli ha dato l’opportunità di riconoscere il suo valore. Ha una visione dall’alto e benedice l’altro affinché trovi la sua gioia e la sua verità. Affinché creda in se stesso come ha imparato a fare lui. Il sovrano aiuta l’altro a divenire sovrano, non teme nessuno. Benedice e riconosce l’unicità di ognuno e di sé stesso.

Questa Luna crea un’onda benedetta per guardare tutto questo. È chiaro che se non vissuta  con osservazione e consapevolezza può agire dal punto di ombra di queste dinamiche.
È Una Luce che  le pone davanti a noi per far splendere il cuore.

Guarda sempre dentro di te,ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra la tuo interno.

Ascoltala: è la verità ed è dentro di te.

Sei divino, non lo dimenticare mai.

La separazione non esiste.

Siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica

Giordano Bruno

Fonte : http://arasurti.com/la-luna-della-sovranita-del-cuore-28-marzo-2021-di-sara-surti/