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La buona notizia del venerdì: Con ago, filo, ferri ed uncinetto si può fare la differenza.

Sono quasi quattromila le coperte, che misurano un metro per un metro, tutte realizzate a mano che, domenica 12 marzo, hanno ricoperto Piazza Grande di Modena formando un grande tappeto multicolore contro la violenza sulle donne.in un gesto simbolico e, allo stesso tempo, molto concreto.

Una piazza colorata da migliaia di coperte colorate realizzate a mano da tanti volontari : dalla casalinga che da Trapani spedisce un quadrato, a tutti i gruppi, associazioni , scuole, privati cittadini del territorio e in tutta Italia

Dalle prime ore di domenica è cominciata la catena umana per allestire piazza Grande con le coperte. I quadrati, circa 16 mila, ognuno dei quali misura 50 centimetri per lato, sono stati uniti a quattro a quattro in coperte da un metro per un metro e cuciti dalle volontarie con un filo rosso, simbolo del no alla violenza così da formare le migliaia di coperte necessarie a ricoprire la piazza. I quadrati sono stati firmati per attestare il proprio “No alla violenza sulle donne”.

L’impresa ha permesso di raccogliere 83 mila 950 euro a favore della Casa delle donne contro la violenza di Modena che saranno destinati a sostenere, in particolare, progetti per aiutare le vittime della violenza a raggiungere un’autonomia economica, qualificarsi per ricercare un lavoro e, se necessario, usufruire di assistenza legale gratuita.

“Felici per la grandissima partecipazione dei modenesi”, le organizzatrici dell’impresa, realizzata con la collaborazione del Comune di Modena e il sostegno di Conad Nord Ovest, Fondazione Conad e Bper Banca, hanno deciso di proseguire ancora per qualche settimana provando a realizzare entro la fine di marzo anche le 97 coperte che mancano (per un totale di 388 quadrati realizzati ai ferri o all’uncinetto) per arrivare alla cifra tonda di quattromila.

Le nuove coperte saranno in vendita nello Spazio Viva Vittoria in via San Carlo 26.

L’impresa delle coperte contro la violenza è nata dalla collaborazione del gruppo Fili di vita, composto da donne modenesi, con l’associazione di volontariato bresciana Viva Vittoria che, fin dal 2015, ha promosso e realizzato progetti analoghi in varie città.

L’iniziativa è stata realizzata da donne, soprattutto, ma anche da uomini e da studenti e studentesse, non solo modenesi.

Fonte:

coperte inpiazza a modenatoday – Cerca (bing.com)

Oltre 1700 le coperte vendute in piazza Duomo – parmareport

Donne, una maxi coperta in piazza a Brescia: social patchwork contro la violenza – la Repubblica

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La buona notizia del venerdì: Come si diventa i guerriglieri che fanno fiorire le città

La Flower Power Generation degli anni settanta si è trasformata nella guerriglia urbana della Guerrilla Gardening, un movimento che punta ad abbellire le aree urbane dimenticate con fiori, piante ed alberelli tutto di nascosto dalle autorità, tutto senza farsi beccare dai proprietari dei cantieri abbandonati dove andranno a crescere fiori e prati.

Ma per diventare un vero combattente servono delle bombe, ma delle bombe che non distruggono la vita anzi che la creano, ecco perché voglio insegnarvi a fare le Bombe di semi per poter bombardare le rotonde, gli angoli nascosti della città, i giardini, le aiuole intorno agli alberi… insomma ovunque ci sia un pezzetto di terra incolto dove far crescere dei fiori.

Per prima cosa procuriamoci il materiale:

• Argilla in polvere
• Terriccio ricco
• Mix di semi di fiori, quelli che preferite, meglio se della stessa dimensione
• Una ciotola
• Dell’acqua
• Un mattarello e un piano di lavoro dove stendere la terra

Seguendo questa regola: 1 parte semi, 3 parte terriccio e 5 parti di argilla, prepariamo la miscela nella ciotola, cioè per un cucchiaio di semi mettiamo un cucchiaio di terriccio e 5 di argilla.

Quando avete mescolato bene gli ingredienti aggiungere un po’ d’acqua… pochissima per volta, a gocce direi, fino a quando il composto non diventa morbido tipo la plastilina. Potete anche usare uno spruzzino per regolare meglio l’acqua, ma se ne mettete troppa non preoccupatevi, lasciate asciugare il tutto fino a quando non riavrete la consistenza desiderata.

Impastate bene anche con le mani e fatene una palla, posizionate sul piano di lavoro e stendete col mattarello come se doveste fare la pasta, lasciandola però di mezzo centimetro di spessore. Ora tagliate la “pasta” di terra formando dei quadratini di due centimetri di lato, più o meno e con ognuno di essi formate delle palline che andrete a sistemare su un vassoio e lascerete seccare al sole per qualche giorno.

 

Su sito di Guerrilla Gardener si può trovare questo altro metodo, ma sostanzialmente il risultato non cambia.

 

Ora prendete le vostre bombe e andate a bombardare la vostra città!!!!

Un consiglio? se ci riuscite sarebbe meglio cercare di bombardare di sera, in modo che l’umidità della notte faccia penetrare i semi nella terra, e se per caso ci riuscite tornate il giorno dopo ad annaffiare ?

E ora seguiamo il consiglio del “poeta di strada” Ivan: “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, noi gettiamo semi e facciamo fiorire la città!

Lo sapevate che negli Stati Uniti dove un gruppo di giovani creativi ha disseminato in giro per la città di Los Angeles delle macchinette distributrici di palline di argilla contenenti semi di vari fiori.

L’’iniziativa si chiama “Change for Change” , cambia per cambiare! Che idea!

 

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Una rivoluzione non violenta, un’azione di decoro e riqualificazione urbana. I gruppi che praticano gli attacchi verdi e clandestini sono tanti e lo fanno nell’intento di regalare aree verdi alle città e ripristinare la vegetazione dove manca.
Per saperne di più:

Guerrilla Gardening per salvare le città con fiori e piante | Wise Society

 

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La buona notizia del venerdì: La Biblioteca Ostinata aperta a tutti per leggere, scambiare due parole, o studiare

Il centralissimo e curatissimo spazio è aperto gratuitamente a tutti, ma soprattutto a giovani e anziani, per leggere, scambiare due parole, o studiare.

Ostinata, perché nata in via Osti ma soprattutto perché, appena aperta, è già risoluta a non mollare e diventare un ponte tra le persone.

È con questo nomen omen – una citazione della lettera del libraio 28enne Giuseppe Avigliano, diventata virale sui social – che nasce a Milano, giusto dietro l’Università Statale, una nuova biblioteca di quartiere

Una biblioteca privata però, frutto dell’iniziativa di un cittadino, non una di quelle del network delle biblioteche comunali. Uno spazio caldo e luminoso, zeppo di libri – già quattromila – ma anche piante e sedute: tutto per fornire alla cittadinanza un luogo aperto a tutti. E gratuito.

Il concept del fondatore, l’ex manager 79enne Paolo Prota Giurleo (già Ad di Autogrill e ora nel CdA di Jakala) è semplice: offrire i medesimi servizi delle biblioteche milanesi – una rete già molto fitta e recentemente accresciuta – diventando un nuovo punto di riferimento dove prendere volumi in prestito, leggerli, e studiare. Insomma, dove stare bene.

Aperta cinque giorni a settimana lunedì-venerdì dalle 10 alle 18 la Biblioteca Ostinata è tecnicamente parte del sistema delle Biblioteche di Condominio, che riunisce i presidi di natura più domestica o informale e li affilia a quello comunale.

Dietro le due vetrine della breve via che collega Largo Richini a Corso di Porta Romana, negli ottanta metri quadri restaurati dall’architetto Michele De Lucchi e perfezionati dal figlio Pico (inclusa la “libreria-montagna”), il nuovo spazio non è solo destinato a ospitare i volumi raccolti da Prota Giurleo in tutta una vita, ma anche posti per 46 persone, eventi e incontri dedicati ai giovani ma anche agli anziani.

La Biblioteca Ostinata, anche grazie all’aiuto ricevuto per la formazione dei dipendenti, si è rapidamente connessa con il solido sistema bibliotecario di Milano, gemmato dalla prima biblioteca mai aperta al pubblico in Italia (la veneranda Ambrosiana, fondata nel 1607 dal Cardinale Borromeo), che ha contribuito a farla riconoscere come UNESCO City of Literature.

Tra la nascita di nuovi punti di ritiro, come quello nella Metropolitana di Porta Venezia, e l’ampliamento del Patto per la Lettura– il piano fondato nel 2015 e rifondato nel 2021 dal Comune per ridare valore al sempre più “perduto” atto della lettura (anche di quella ad alta voce) –, il sistema si è progressivamente rinforzato e accresciuto.

Fondare biblioteche è come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito, che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”. Marguerite Yourcenar in Memorie di Adriano

Fonte:

Apre a Milano Biblioteca Ostinata | Artribune

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Novità dal cosmo: la Terra ha sette sorelle

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Scoperto un nuovo sistema planetario!

“Abbiamo chiamato la stella sole “Trappist-1” in onore allo strumento con cui l’abbiamo scoperta, il telescopio belga Trappist (acronimo per Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope) “. ( Amaury Triaud, ricercatore all’Istituto di Astronomia dell’Università di Cambridge, che ha preso parte alla scoperta)

E’ a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa TRAPPIST-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c’è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell’Universo

 

IMMAGINATE un lontano “cugino” del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra.

Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all’altro a bordo di sofisticate navette spaziali. Un’ambientazione che sembra essere uscita dalla penna di Isaac Asimov o di un altro autore di fantascienza.

Ma ancora una volta la realtà supera la fantasia, e rende reali anche gli scenari più futuristici. Perché, alieni e navicelle a parte, questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi. TRAPPIST-1, una stella nana rossa nella costellazione dell’Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra.

Un risultato attesissimo da giorni  dopo l’annuncio della NASA di una imminente conferenza stampa sui pianeti extrasolari.

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Nel maggio dello scorso anno il team di astronomi, guidati da Michaël Gillon dell’Università di Liegi, aveva pubblicato la scoperta di tre pianeti intorno a TRAPPIST-1. Il risultato delle analisi aveva però spinto Gillon e colleghi a sospettare la presenza di altri pianeti, e per questo il team aveva deciso di condurre nuove osservazioni, sfruttando anche il telescopio spaziale infrarosso “Spitzer”. Analizzando i dati, gli astronomi hanno potuto identificare quattro nuovi pianeti, portando questo sistema planetario a sette membri, denominati TRAPPIST-1 b,c,d,e,f,g, h in ordine crescente di distanza dalla stella. “E’ un sistema planetario sorprendente”, commenta Gillon, “non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti, ma perché sono sorprendentemente simili alla Terra”.

Tris di Terre.

Le stime di densità hanno mostrato che i pianeti più interni dovrebbero essere rocciosi, proprio come i pianeti interni del Sistema Solare. Le orbite di questi pianeti non sono molto diverse da quelle dei satelliti medicei di Giove, e sono molto più piccole dell’orbita di Mercurio. Ma nonostante siano così “impacchettati” intorno alla stella, questi pianeti non sono soggetti a temperature infernali. TRAPPIST-1 ha infatti una massa inferiore a un decimo di quella solare, ed è quindi molto fredda e poco luminosa. Numeri alla mano, questo significa che la temperatura su questi pianeti potrebbe potenzialmente consentire la presenza di acqua liquida, e sfruttando opportuni modelli climatici è possibile farsi un’idea più precisa di quali pianeti abbiano le condizioni ambientali più favorevoli.

In particolare i dati suggeriscono che i tre pianeti TRAPPIST-1 e, f, g potrebbero trovarsi nella cosiddetta fascia di abitabilità: sarebbero cioè a una distanza sufficiente a permettere la presenza di acqua liquida sulla superficie.

Quelli più interni sarebbero infatti troppo caldi, mentre quello più lontano, TRAPPIST-1h potrebbe essere troppo distante e quindi avere una superficie ghiacciata.

This infographic displays some artist's illustrations of how the seven planets orbiting TRAPPIST-1 might appear — including the possible presence of water oceans — alongside some images of the rocky planets in our Solar System. Information about the size and orbital periods of all the planets is also provided for comparison; the TRAPPIST-1 planets are all approximately Earth-sized.

L’acqua liquida è uno degli ingredienti fondamentali per lo sviluppo della vita come la conosciamo, quindi i pianeti nella fascia di abitabilità sono i candidati migliori per andare a caccia di forme di vita aliene. E’ importante però ricordare che la presenza di acqua allo stato liquido in questi casi è solamente un’ipotesi che si basa su modelli climatici e sulla distanza dei pianeti dalla stella.

Per TRAPPIST-1 non è stata rivelata in modo diretto la presenza di acqua, né tantomeno sono state scattate immagini della superficie di questi pianeti, che sono ovviamente troppo distanti per i telescopi attuali.

l passo successivo sarà quindi studiare, con telescopi di nuova generazione, le atmosfere di questi pianeti, per identificare le “firme” chimiche di organismi viventi, come ricorda il coautore Emmanuël Jehin: “Con la prossima generazione di telescopi, come l’European Extremely Large Telescope dell’Eso e il James Webb Telescope di Nasa/Esa/Csa potremo presto esser capaci di cercare l’acqua e persino l’evidenza di vita su questi pianeti”.

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Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose.
(William Shakespeare)

FONTE:

http://www.repubblica.it/scienze/2017/02/22/news/nasa_la_terra_ha_sette_sorelle_scoperto_un_nuovo_sistema_solare-

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La buona notizia del venerdì: Al Colosseo ora c’è l’imperatore Nerone che parla con noi e risponde a tutte le domande!

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Roma, il Parco archeologico del Colosseo (ParCo) ha lanciato Nerone, il proprio chatbot: è tra le primissime istituzioni culturali dello Stato ad adottare un progetto simile. Si tratta di un software che simula ed elabora le conversazioni umane consentendo agli utenti che vi si rivolgono di interagire con i dispositivi digitali come se comunicassero con una persona reale, in modo intuitivo, rapido e tempestivo.

 Nerone, software di intelligenza artificiale nelle vesti dell’imperatore Giulio-Claudio, è stato progettato per accompagnare il pubblico nella richiesta di informazioni sugli orari di apertura del PArCo e per approfondire le notizie storiche sui tanti monumenti e siti che di esso fanno parte.

Il progetto, ideato e promosso dal Parco archeologico del Colosseo con la cura e gestione di Federica Rinaldi e Astrid D’Eredità, è il risultato di una collaborazione internazionale con l’azienda italiana Machineria srl, attiva nella produzione di contenuti e automazioni per istituzioni culturali, e l’azienda francese Ask Mona, leader nella creazione di strumenti di conversazione, intelligenza artificiale e analisi dei dati.

A partire da febbraio 2023 le relazioni online con il pubblico del PArCo saranno quindi gestite non più soltanto attraverso i canali social (Facebook, Twitter, Instagram) e le mail o telefonate dirette al servizio URP, ma finalmente anche facendo ricorso a un nuovo strumento informatico, sviluppato ad hoc per le necessità del luogo della cultura più visitato d’Italia, disponibile accedendo alla home page del sito internet del Colosseo.

Nella versione sviluppata dal PArCo a condurre lo scambio di informazioni, con l’intento di migliorare l’esperienza dei visitatori, è Nerone raffigurato con la toga e con la corona radiata, così come rappresentato in alcune emissioni monetali degli anni del suo principato. Questa immagine è divenuta da subito la scelta iconografica più forte e coinvolgente, esito anche di sondaggi e interviste a campioni di pubblico in una raccolta di suggestioni e fondamentali prime impressioni. Nell’angolo in basso a destra dello schermo del pc, dello smartphone o del tablet, il personaggio sorride in piedi davanti all’Anfiteatro Flavio (che il vero imperatore non conobbe mai) e si presenta cordialmente agli utilizzatori del chatbot. L’interfaccia appare come una finestra di conversazione simile a una app di messaggistica in cui l’interlocutore fornisce le indicazioni utili e non risparmia qualche battuta sagace sulla sua storia e sui suoi tempi. Nerone è in grado di offrire informazioni di servizio e gestire oltre cento possibili scenari, fornendo risposte in più lingue: inglese, italiano e francese. Uno strumento di interazione con il pubblico che consente di attivare un dialogo continuo e costante con il PArCo.

“Il Parco archeologico del Colosseo è un’Istituzione viva e in continua evoluzione”, dichiara Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo. “Il nostro obiettivo è facilitare e migliorare l’esperienza di visita degli utenti, adeguandoci a nuovi codici e linguaggi per entrare in contatto con un pubblico vasto e in particolare con le nuove generazioni. Per questo promuoviamo con impegno una costante integrazione della nostra proposta culturale con le potenzialità dell’innovazione tecnologica”.

Già nella prima fase di sperimentazione avviata agli inizi di gennaio e senza alcuna promozione la piattaforma ha registrato in soli 25 giorni un utilizzo da parte di 3400 utenti, oltre 160 al giorno.

Lo studio dettagliato delle domande e quesiti ha aiutato a comprendere i temi ricorrenti e a sviluppare una griglia di risposte che, insieme a ulteriori approfondimenti tematici, costituisce la base delle conversazioni che il chatbot “Nerone” avvia rispondendo alla prima domanda posta dagli utenti, riconoscendo le parole chiave in essa contenute.

I primi dati percentuali indicano la scelta della lingua di conversazione che per il 58,8% è l’italiano, per il 33,4% l’inglese e per l’7,8% il francese. Per quanto riguarda invece i contenuti il 69,7% degli utenti chiede informazioni sui biglietti, l’11,7% sugli orari, il 7,9% sugli itinerari, il 2,6% chiede di parlare con un essere umano, venendo così dirottato sulla mail istituzionale.

Un dato sorprendente, infine: il 29% degli utenti si diletta in chiacchiere con Nerone.

Roma, il Colosseo lancia Nerone, il chatbot che interagisce con gli utenti (finestresullarte.info)

E a Firenze puoi chattare con il David di Michelangelo:

La buona notizia del venerdì: Chattare con un’opera d’arte si può? A Firenze con il David di Michelangelo! – Laurin42 (wordpress.com)

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La buona notizia del venerdì: Al Niguarda di Milano è carnevale anche per i neonati del reparto TIN

Una ranocchietta tutta verde che riposa beata, una tartarughina accoccolata, una margherita bianca e gialla che aspetta di essere colta, un Pinocchio con un papillon blu, una salopette rossa, una maglietta gialla. Un gufetto riposa sulla spalla dell’infermiera che lo coccola. Una coccinella, tutta rossa e nera, stringe i pugnetti sotto la copertina. Un girasole giallo giallo dorme della grossa.

Succede nel reparto di Terapia intensiva neonatale (Tin) dell’ospedale Niguarda. Qui anche i «bebè piuma» si sono «mascherati» in occasione del martedì di Carnevale.

I costumini sono stati realizzati a mano dalle volontarie dell’Associazione Cuore di Maglia.

E questo succede ogni anno a Carnevale (ma non solo) si trasformano in stiliste d’eccezione.

E così, malgrado le difficoltà che devono affrontare questi piccoli pazienti, le preoccupazioni dei loro genitori, le limitazioni del Covid, non è mancato il tradizionale appuntamento colorato, anche grazie all’aiuto dell’associazione Neo-Amici della Neonatologia del Niguarda.

Nella Tin vengono ricoverati i nati prematuri, che qui ricevono le prime cure. Si tratta di un reparto di terapia intensiva a tutti gli effetti, ma a misura di bebè. Insieme ai piccoli, anche le mamme rimangono in ospedale per tutto il tempo necessario.

Il Niguarda è un punto di riferimento in Lombardia in questo campo e ogni anno accoglie circa 350 prematuri, quasi uno al giorno.

La sopravvivenza supera il 90 per cento, e l’impegno di medici, infermieri e specialisti del reparto non è venuto mai meno durante l’emergenza coronavirus.

L’Associazione Cuore di Maglia ha alle spalle una storia tenera e potente costruita giorno dopo giorno dai volontari sparsi in tutta Italia che realizzano a maglia morbidi cappellini, scarpine, dudù e copertine, per avvolgere, scaldare e colorare i piccini ricoverati in più di 90 reparti italiani di Terapia Intensiva Neonatale.

Siamo vicini a bambini e genitori. Comprendiamo le problematiche delle TIN, e ci sentiamo parte della vita che lì scorre lenta, con emozioni intense che non risparmiano nessuno.

Lavoriamo per sostenere e favorire la CARE, il protocollo di cura e accudimento che contribuisce allo sviluppo dei piccoli e facilita le relazioni genitoriali nell’ambiente alieno della terapia intensiva.

La nostra storia viaggia di città in città, i nostri fili colorati uniscono persone e cuori di ogni età legati dalla passione per il lavoro a maglia e dalla generosità”

Cuore di Maglia veste i bambini delle Terapie Intensive di tanti ospedali italiani, ma anche in molti paesi africani, indiani, greci e tailandesi

„Se c’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo.“ Maria Montessori

Fonti:

Associazione Cuore di Maglia – I volontari dell’associazione Cuore di Maglia sparsi in tutta Italia, realizzano capi a maglia per scaldare e coccolare i bambini ricoverati in più di 90 reparti italiani di Terapia Intensiva Neonatale.

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La buona notizia del venerdì: Mabasta!dice Mirko al Bullismo !

Lui è Mirko.

Nasce a Copertino, in Puglia, nel 2001.

Ha 9 anni, mette un piede in classe, si blocca, tende l’orecchio. Qualcuno in corridoio si sta facendo delle gran risate. Mirko è curioso, fa dietrofront, si avvicina al gruppetto disposto in cerchio. Hey, fate ridere anche me! Al centro c’è un bambino, è immobile, lo sguardo basso, le lacrime sulle guance. Mirko non fa in tempo ad aprire bocca che uno del gruppo si fionda sul piccolo e gli tira giù i pantaloni. Il suo pianto è coperto dagli sghignazzi del branco. Mirko li sente rimbombare nelle orecchie, il suo cuore prende a battere forte, il respiro aumenta. Stringe i pugni, si butta nel mucchio e aiuta il compagno a rivestirsi. Poi affronta gli altri a muso duro. Non azzardatevi mai più a fare una cosa simile! Quelli lo guardano increduli, qualcuno alza le spalle, qualcun altro se la svigna. Solo uno di loro resta dov’è. Mirko si fa avanti, sono faccia a faccia. Quello non regge, abbassa lo sguardo, sussurra. Mi dispiace. Mirko vorrebbe dirgliene tante, invece fa solo una cosa, lo abbraccia. Va bene così, è meglio così. Nei giorni successi, lo incontra nei corridoi. Il bambino agita la mano, gli sorride. Mirko ricambia, è contento.

Il tempo passa. Mirko ha 14 anni, guarda la televisione, sta bevendo. L’acqua gli va di traverso. Raccontano di una ragazza che ha tentato il suicidio perché veniva presa regolarmente di mira dai compagni. La sua mente torna subito dentro la sua vecchia scuola, in quel corridoio. La rabbia, il petto che scoppia, le mani che prudono. Quelle emozioni combattono, si scontrano, si mischiano, alla fine ne esce un sorriso.

Chiaro, luminoso, pieno di speranza. Il giorno dopo, Mirko condivide i suoi pensieri con i compagni. Parlano, si confrontano, tutti insieme sono d’accordo. Basta voltarsi dall’altra parte, bisogna fare qualcosa.

Oggi Mirko ha 20 anni, ha fondato con gli amici un’associazione (Mabasta – Movimento Anti Bullismo e Cyberbullismo) che vuole prevenire il bullismo.

Gira le scuole di tutta Italia, tende una mano alle vittime, ma anche ai carnefici.

Ha vinto anche un premio.

Il 14 ottobre 2021 Mirko è risultato nella Top 10 del “Global Student Prize” (premio “Nobel” degli studenti), come uno dei 10 studenti più impattanti al mondo.

GlobalStudentPrize Chegg Inc. Varkey Foundation:

MABASTA – Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti

VISION

GIOVANI + SERENI = GIOVANI + FELICI

GIOVANI + FELICI = GIOVANI MIGLIORI

GIOVANI MIGLIORI = MONDO MIGLIORE

Fonte:

Agnesewanda decarlo

https://www.digithon.it/startups/1321/mabasta-movimento-anti-bullismo-animato-da-studenti-adolescenti#:~

Leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2019/03/15/la-buona-notizia-del-venerdi-piccoli-attivisti-crescono-il-mondo-lo-salveremo-noi/

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La buona notizia del venerdì :Giocare con le costruzioni ha effetti sorprendenti sul benessere mentale e aumenta l’intuizione! Per grandi e piccoli! Altroche!

I giochi che richiedono abilità manuali e spaziali, come le costruzioni, sono di grosso aiuto per i bambini, ma anche per i più grandi. Non solo migliorano le competenze nelle materie scientifiche, ma influiscono anche positivamente sulla salute mentale

Mattoncini e costruzioni generano benessere mentale! Se c’è qualcosa che dovete fare immediatamente con i vostri figli è piazzare migliaia di quei pezzi sul pavimento e dare spazio alla più sfrenate fantasie. La cosa più sorprendente? È che le costruzioni migliorano la salute mentale non solo dei piccini ma anche dei grandi.

A dirlo è la stessa Lego che per il suo rapporto annuale Group’s 2022 Well Report ha intervistato 32.781 genitori e adulti con il risultato che il 78% degli adulti ha affermato che il gioco delle costruzioni ha aumentato il proprio benessere, mentre il 76% ha affermato che è stato fondamentale per la loro felicità.

E non solo: quasi il 90% degli intervistati ha affermato che giocare con i Lego ha rafforzato il rapporto con i propri figli o con il partner.

Inoltre, l’88% degli adulti pensava che giocare con i blocchi di costruzione supportasse la propria fiducia, il 79% ha affermato che ha aiutato a sviluppare la propria intelligenza emotiva e il 74% ha affermato che supportava le proprie capacità di ascolto.


Dalla scienza alla tecnologia, dall’ingegneria alla matematica: secondo uno studio pubblicato su Geosphere e condotto dall’Università del Colorado a Boulder e dal Carleton College nel Minnesota, i giochi che richiedono abilità spaziali, proprio come le costruzioni, aiutano i bambini a migliorare le competenze in quelle materie scientifiche.

Le esperienze di gioco infantile, insomma, modellano fortemente le abilità spaziali di una persona e quelle abilità possono essere fondamentali per il successo in campi come la scienza e l’ingegneria. I giovani adulti che hanno giocato con le costruzioni o con determinati tipi di videogiochi, per esempio, hanno superato test di ragionamento spaziale, come l’abilità necessaria per ruotare mentalmente gli oggetti. E soprattutto, la nuova ricerca ha scoperto che le differenze di genere nelle abilità spaziali scompaiono quando i ricercatori hanno preso in considerazione l’impatto del gioco dell’infanzia.

345 studenti universitari dei corsi di geologia sono stati sottoposti a una serie di domande che chiedevano di ruotare mentalmente delle forme o di visualizzare una sezione trasversale di un oggetto qualsiasi per poi scegliere una risposta tra quelle proposte. In base a questo, i ricercatori hanno preso in considerazione quella che era l’influenza di vari elementi, per esempio il numero di corsi di scienze seguiti o i giochi utilizzati da piccoli.

Quello che è emerso è che i punteggi più alti si attestavano tra coloro che avevano utilizzato giochi tipo le costruzioni o determinati videogiochi, con differenze consistenti con chi invece non ne aveva fatto uso.

I giochi usati da bambini, insomma, hanno dettato una buona differenza

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Lego Serious Play è un servizio di consulenza che utilizza i mattoncini di Lego per facilitare il pensiero, la comunicazione e la risoluzione di problemi complessi a livello individuale, in organizzazioni e team.

Il progetto Serious Play venne ideato a metà dagli anni Novanta da Johan Roos e Bart Victor, docenti della business school svizzera IMD. Finanziati dal proprietario di Lego Kjeld Kirk Kristiansen, i due costituirono una società, poi inglobata in Lego, per fornire il servizio di consulenza.

La metodologia di Lego Serious Play fu inventata fra il 1998 e il 2000 da un team guidato da Robert Rasmussen, già a capo della divisione Educational di Lego. Rasmussen aveva creato un’enciclopedia per aiutare i bambini a realizzare le proprie idee con il Lego e clonò il progetto per aiutare i grandi a costruire una visione del futuro delle proprie aziende.

Lego Serious Play si basa su workshop guidati da facilitatori certificati.

Oggi al mondo ne esistono circa 2.500, di cui un centinaio attivi in Italia.

Giocare con le Lego (e con tutte le costruzioni) ha effetti sorprendenti su mente e intelligenza emotiva – (pianetablunews.it)

Lego Serious Play, business e creatività: allenarsi con i mattoncini – la Repubblica

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La buona notizia del venerdì: E’ italiano il primo art influencer

In meno di un anno è diventato il primo art influencer d’Italia.

Parliamo di Roberto Celestri, filmmaker freelance e content creator nato nella celebre Noto, in Sicilia, nel 2001.

La sua pagina Instagram ha 325mila seguaci – a gennaio 2022 erano “solo” 50mila – e i suoi video vantano ovviamente migliaia di visualizzazioni.

Sul suo profilo si possono ammirare in piano sequenza, sempre in meno di 30 secondi e sempre con l’iPhone (“l’unico stabilizzatore? Sono le mani”), le opere care agli amanti dell’arte ma meno note al grande pubblico: a Palermo, a Venezia, a Roma.

Accompagnano i follower alla scoperta delle bellezze dell’arte italiana (soprattutto neoclassica e barocca) con le sole note di melodie classiche in sottofondo. 

Roberto ,cresciuto a contatto con l’arte grazie ai genitori restauratori e antiquari, ha studiato Cinema Web e Tv all’ITS Roberto Rossellini di Roma, e prima di Instagram aveva diretto videoclip musicali per artisti emergenti e aveva lavorato a stretto contatto con il Comune di Noto, per il quale si è occupato della comunicazione social e ha realizzato diversi spot pubblicitari 

Ma come si diventa il primo art influencer italiano in pochi mesi?

“Tutto è partito per caso, ho scoperto la funzione Reel in roll out.

Ho iniziato la mia regolare attività su Instagram a novembre dell’anno scorso, e ho intuito che dovevo tenerla d’occhio. Poi, non avevo mai studiato Instagram, ho messo assieme ciò che conoscevo e ho fatto delle prove: ho cominciato con uno scorcio di Santa Chiara, così a caso, in piano sequenza, che si realizza in un attimo e viene come una foto in movimento.

L’ho pubblicato per i duemila follower che avevo allora, e in una settimana ha fatto 103mila like. Io ero a Noto e studiavo per finire la scuola di cinema, poi pensavo di continuare a lavorare con il Comune: ho cominciato a uscire,mentre scoprivo cose nuove ho allenato i miei occhi alla bellezza. 

Così ora, dovunque vada, riesco a capire cosa riprendere.

Poi ho notato che dopo questi video le persone cominciavano a prenderli come spunto, sono cresciuti dal nulla una quindicina di influencer che facevano come me.

E poi tanti mi dicono che si sono avvicinati all’arte o che ora studiano grazie ai miei video, questa è la cosa più bella”.

Roberto ha da poco aperto una rubrica sull’emittente tv La7 che va in onda ogni martedì in seconda serata all’interno del programma ArtBox.

Per il futuro? “Sicuramente una laurea in Storia dell’Arte”.

fonte. :Artbox (la7.it)

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Hai ricevuto regali che non ti piacciono o non ti servono? Niente paura . Ora c’è il Regifting! E puoi sempre donare a chi non ne ha !

Il primo passo non è il riciclo ma il dono !

Il primo passo non è il riciclo, ma il dono. Gratuito, senza contropartite, a beneficio di chi non ha la stessa nostra fortuna di dare e ricevere doni durante le vacanze di Natale, e non solo. Ma in ogni caso, guai a sprecare i regali di Natale, che spesso finiscono in qualche cassetto e tra i tanti oggetti che abbiamo e non utilizziamo: in America è stato calcolato, per esempio, che sotto l’albero, ogni anno, riceviamo e diamo 35 miliardi di dollari di regali sgraditi. E dunque a fortissimo rischio spreco.

Secondo una ricerca realizzata da Coldiretti/Ixe, quasi un italiano su quattro ricicla i regali di Natale indesiderati. La maggioranza li regala a parenti ed amici ai quali possono tornare utili. Una buona percentuale, circa il 30 per cento, li riporta nel punto vendita in cui sono stati acquistati per effettuare un cambio o richiedere un buono mentre il 29 per cento degli italiani li rivende su Internet. Un ottimo modo quest’ultimo, per trasformare i regali non graditi in una fonte di guadagno e un’ottima occasione per i compratori, per accaparrarsi articoli nuovi a prezzi decisamente interessanti.

Una moda e un fenomeno, il Regifting, in forte crescita nel nostro Paese e una tendenza accelerata dalla sempre maggiore diffusione di smartphone e tablet grazie ai quali è possibile mostrare il prodotto da rivendere ad un numero molto ampio di persone. Senza contare la possibilità di esporre l’oggetto sui portali specializzati in specifici prodotti o servizi, affinando ancora di più la ricerca dei potenziali acquirenti.

Ecco allora tanti consigli utili per combattere l’affanno dei regali sgraditi (o sbagliati):

  1. Innanzitutto, quando scartate i regali, evitate di rovinare la confezione originale e richiudetela con cura in modo da non avere problemi al momento di un eventuale cambio presso il punto vendita in cui il prodotto è stato acquistato.
  2. Se decidete di regalare il dono ricevuto ad un amico o parente che potrebbe apprezzarlo o ritenerlo particolarmente utile, ricordate almeno di sostituire la carta regalo ed eliminare il bigliettino di auguri. E per evitare figuracce, assicuratevi che il destinatario del regalo riciclato non conosca chi vi ha donato l’oggetto indesiderato.
  3. Se decidete di conservare il dono e rimandare il riciclo all’anno successivo, non dimenticate di attaccare al regalo un post-it con su indicato il nome di chi ve l’ha fatto: eviterete così il tragicomico “riciclo al mittente”.
  4. Se si tratta di un prodotto con scadenza, controllate bene la data prima di riciclarlo.
  5. E siccome non sarete i soli da aver ricevuto un regalo sgradito: che ne dite di organizzare una divertente serata in compagnia degli amici in cui scambiarsi i regali desiderati?
  6. Ricordate che sui social sono tanti i gruppi e le pagine attraverso le quali scambiare o donare gli oggetti e i regali non graditi. Noi vi suggeriamo: Io regalo e Te lo regalo se vieni a prenderlo.
  7. Non dimenticate la possibilità di donare il regalo in beneficenza: potrete fare felice chi ne ha più bisogno.
  8. Infine, non sottovalutate il riciclo creativo: come abbiamo visto più volte, basta veramente poco per dare nuova vita agli oggetti che non utilizziamo. Ad esempio, con un pizzico di fantasia, quel maglione che non vi piace può trasformarsi in un caldo cappello invernale o in un originale copritazza fai da te.

In alternativa, ecco alcuni consigli utili per rivendere i regali di Natale su internet:

  • Prima di pubblicare il vostro annuncio, fate una ricerca per controllare i prezzi di vendita degli oggetti simili al vostro.
  • Descrivete l’oggetto che state mettendo in vendita in maniera accurata: specificate il brand e indicate i dettagli del prodotto, dal colore alle dimensioni fino alle caratteristiche tecniche se si tratta di un prodotto tecnologico.
  • Al testo di presentazione del prodotto, associate immagini chiare, specificando bene che si tratta di un oggetto nuovo e mai utilizzato.
  • Se possibile, offrite la possibilità di scegliere tra diverse modalità di pagamento.
  • Assicuratevi che il prodotto sia ben confezionato prima di procedere con la spedizione e, una volta conclusa la trattativa, non fate aspettare molto l’acquirente.

Fonte: nonsprecare.it