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Ma c’è una Befana per tutti i gusti!

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Prima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!

Seconda versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!

Terza versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!

Quarta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
porta un sacco pien di doni
che regala ai bimbi buoni

Quinta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!

Sesta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
se ne compra un altro paio
con la penna e il calamaio.

Settima versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?

Ottava versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.

Nona versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.

Decima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
“Eccomi qua!!!”

Undicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la gerla sulle spalle
e le calze rosse e gialle.

Dodicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
s’è scucita la sottana:
viva, viva la Befana!

Tredicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il cappello alla tramontana,
viva, viva la Befana!

Quattordicesima versione
Befana Befana
che stai nella tana
vestita di rosa
portaci qualche cosa!

Quindicesima versione
Befana Befana
con le scarpe tutte rotte,
col vestito da Furlana
viva, viva la Befana!

e allora

Viva Viva la Befana..

illustrazione di : https://www.facebook.com/giuseppinabrunoscrittrice

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La buona notizia del venerdì: I fuochi d’artificio silenziosi a misura di animali

fuochi d’artificio possono spaventare i nostri amici a quattro zampe, ma le alternative per non rinunciare a questo magico spettacolo esistono, si tratta dei giochi pirotecnici silenziosi e coreografici, in cui ci non sono esplosioni, ma solo effetti speciali come cascate, fontane e girandole.

Qualcosa che esiste già in Canada dove, il 1 luglio, per festeggiare il Canada Day, sono stati utilizzati giochi pirotecnici silenziosi.

Volevamo ridurre al minimo l’impatto sulla fauna selvatica che vive in città e nel nostro parco nazionale, perché i fuochi d’artificio rumorosi possono essere stressanti dichiara il vicesindaco di Banff

Banff è una località turistica situata all’interno del Parco Nazionale di Banff nelle Montagne Rocciose, qui è possibile ammirare orsi, alci, lupi grigi, cervi, bisonti e tanti altri bellissimi animali.

Chiunque ha un cane o un gatto sa bene cosa possono significare questi rumori assordanti per loro. Gli animali scappano, sono terrorizzati pur essendo al sicuro nelle loro case. Immaginate che impatto può avere tutto ciò sugli animali selvatici”, dice Reg Bunyan, vice presidente dei naturalisti della Bow Valley.

Noi lo ripetiamo spesso, i fuochi d’artificio e in generale i botti, sono una fonte di stress e un serio fattore di rischio per la loro vita. Molti uccelli, ad esempio, muoiono di crepacuore o fuggono all’impazzata.

Se n’è accorto anche qualche comune italiano che già da tempo, ha sostituito i fuochi tradizionali a quelli silenziosi senza rinunciare alla bellezza dello spettacolo. L’azienda che li produce è italianissima, guardate che belli in questo video:

Anche a Roma Capodanno 2022, botti vietati !

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha firmato l’ordinanza che vieta i botti di Capodanno su tutto il territorio della Capitale a partire dal 31 dicembre fino al 6 gennaio.

Nell’ordinanza si legge che vige il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi. Le multe previste arrivano fino a 500 euro.

L’ordinanza serve a evitare feriti e incendi, e salvaguardare gli animali domestici spaventati dalle esplosioni.

Saranno duemila gli uomini e le donne delle forze dell’ordine schierati per i controlli. Rafforzati i controlli nel centro della Capitale e nelle altre zone della movida, ma i controlli riguarderanno anche hotel e Bed & Breakfast, strade e piazze dove sono vietati assembramenti, annullati tutti i festeggiamenti in piazza. Massima attenzione al rispetto dell’obbligo delle mascherine all’aperto

Vietato a locali e ristoranti fino al 10 gennaio di tenere pubblici spettacoli. Il timore è che le sale da pranzo si trasformino in discoteche aggirando così il divieto di feste con musica dal vivo e dj. Per i partecipanti multe tra i 400 e i 1000 euro, e sanzioni fino alla chiusura temporanea degli esercizi.

Chi non c’era, ricorderà le immagini trasmesse in televisione degli storni abbattuti a migliaia, sulle vie del centro di Roma, dai botti del capodanno scorso.

Una strage da non dimenticare, secondo la Federazione italiana associazione diritti animali e ambiente che fa sapere con una nota, chiede ai sindaci di intervenire, con ordinanze mirate.

Diwali: la tradizionale festa delle luci senza fuochi d’artificio per il troppo inquinamento – greenme

https://www.money.it/Botti-Capodanno-2022-dove-vietati-elenco-Comuni-sanzioni

per-favore-rinuncia-ai-botti-di-capodanno-miao-bau-prr-cip-cip

leggi anche:

Capodanno 2022: come tutelare gli animali dallo stress dei fuochi d’artificio (padovaoggi.it)

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La buona notizia del venerdì: Anche quest’anno in Islanda si regalano libri. Paese che vai bella usanza che trovi!

succede in Islanda

 

In Islanda i libri sono scambiati come regali alla vigilia di Natale così puoi passare il resto della notte a letto leggendo e mangiando cioccolata.
La tradizione fa parte di una usanza chiamata “Jolabokaflod” o “un libro per Natale”,
perchè l’Islanda ,che pubblica il maggior numero di libri pro capite di tutto il mondo, vende la maggior parte dei libri tra Settembre e Novembre proprio perchè siano comprati per le imminenti vacanze.
Facciamolo anche noi !
“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito … perché la lettura è un’immortalità all’indietro”
(Umberto Eco)
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La buona notizia del venerdì: anche per questo anno il giocattolo sospeso!

L’iniziativa è nata a Napoli nel 2015, fino a diventare il format con il quale è stata poi inventata la spesa sospesa, altra straordinaria catena della solidarietà. 

Il punto di partenza della catena della solidarietà è sempre lo stesso: un piccolo gesto, però di grande potenza, con il quale ci ricordiamo degli altri.

È così nel caso del caffè sospeso, al quale poi sono seguiti tanti altri prodotti acquistati e lasciati a beneficio di chi viene dopo di noi: un pranzo, una pizza, un gelato, l’ingresso in uno stabilimento balneare.

E adesso a macchia d’olio, in tutta Italia, anche il giocattolo sospeso.

Come funziona il giocattolo sospeso? 

Esistono una serie di negozi che vendono giocattoli, libri e prodotti per bambini, ai quali chiunque può rivolgersi per donare.

Poi i regali vengono raccolti dall’amministrazione comunale e distribuiti con la collaborazione della rete delle associazioni di volontariato che assistono le famiglie bisognose.

Si possono donare giocattoli e libri, specie durante le vacanze di Natale e in occasione della Befana, anche online, senza muoversi di casa.

Basta accedere alla piattaforma unpaniereperte, andare nella sezione dedicata ai giocattoli, e procedere con l’acquisto del dono scelto.

Si paga, si compra e si regala: e con un piccolo gesto un bambino sarà felice.

Giocattolo sospeso a Firenze

Un’altra città dive il format del giocattolo sospeso ha avuto un grande successo è Firenze, dove il motore dell’iniziativa sono due donne, Silvana e Laura Dreoni, titolari di un negozio nel quale si vendono giocattoli da quasi un secolo. Anche in questo caso la regia del giocattolo sospeso è nelle mani dell’amministrazione comunale che ha aperto una piattaforma (www.comune.fi.it/giocattolosospeso) dove i commercianti possono iscriversi e partecipare al progetto e i donatori possono conoscere i punti vendita ai quali rivolgersi per fare il loro regalo.  I donatori hanno due possibilità: comprare il giocattolo, che poi i negozianti incartano e consegnano al comune, oppure lasciare dei soldi che sarà sempre l’amministrazione comunale a destinare, per l’acquisto di giocattoli da consegnare a istituti per l’assistenza dei poveri oppure a case-famiglia.

Giocattolo sospeso a Milano

I giocattoli, i libri (compreso il best seller della biografia del calciatore Zlatan Ibrahimovic con il suo autografo), le magliette di giocatori di calcio e di pallacanestro, sono state raccolte a cura della regione Lombardia. Della distribuzione se ne sono occupati i volontari della Croce Rossa e della Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori.

Giocattolo sospeso a Gorizia

L’amministrazione comunale di Gorizia ha adottato il format napoletano, aggiungendo alcuni dettagli in più per renderlo anche più facile per i donatori. Sono previsti dei buoni di cinque euro ciascuno che i consumatori possono acquistare e destinare al giocattolo sospeso. E nell’elenco dei negozi aderenti all’iniziativa non ci sono soltanto quelli che vendono giocattoli, ma anche librerie, salumerie, e persino qualche barbiere. Nel 2020 sono stati oltre 700 i bambini della città di Gorizia che hanno ricevuto il giocattolo sospeso.

Giocattoli sospesi in Basilicata

A Matera è stato aperto un vero e proprio sportello, presso gli uffici del comune, dove tutti possono lasciare giocattoli , nuovi e usati, per bambini di famiglie bisognose. L’unica condizione è che siano funzionanti. Lo sportello è aperto tutti i giorni, dalle 9.30 alle 13.

Giocattolo sospeso in Italia

Il giocattolo sospeso è una forma di solidarietà a rete diventata sempre più contagiosa. Ecco la lista dei comuni, dove l’iniziativa è attiva con ottimi risultati.

  • Caserta
  • Aosta
  • Pisa
  • Pontedera
  • Frascati
  • Ragusa
  • Reggio Calabria

leggi anche: Riciclo giocattoli, dove si possono donare

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La buona notizia del venerdì: ” Cosa vuoi fare da grande?” Mattel e Clementoni oltre il gender gap.


Veterinaria o agronoma? Meglio andare nello spazio…

Dopo le “Eroine dell’ambiente”, esperte nella conservazione ambientale e nella sostenibilità, Barbie diventa professionista in ambito STEM e lo fa, ancora una volta, per ispirare bambine e bambini di tutto il mondo ad avere coraggio e determinazione grazie a una serie di giochi educativi.

Con l’aiuto di Clementoni, infatti, Barbie avrà a disposizione un kit per tuffarsi nel mondo della cura degli animali, un kit per creare il proprio ecosistema in miniatura e uno per esplorare lo spazio. Tutto per impegnarsi nel campo scientifico diventando così un modello per le moltissime carriere in ambito STEM.

L’intento è quello di continuare ad essere un punto di riferimento inclusivo per bambine e bambini per i loro sogni e le loro aspirazioni future.

È già da qualche anno che il modello della classica Barbie è stato superato grazie al lancio di alcune linee di bambole che rappresentano professioni e carriere importanti o personaggi noti, come le Barbie ispirate alle grandi donne eroine

Dalla Barbie chirurgo a quella pompiere, dalla chef alla più classica ballerina, le Barbie ormai sono pensate per soddisfare i variegati gusti di bambine e bambini sempre più moderni e che sognano modelli a cui ispirarsi

Per tutte le bambine e i bambini che sognano di intraprendere la professione veterinaria, arriva il kit di Barbie per tuffarsi alla scoperta di questo bellissimo mondo, con gli strumenti e le informazioni sul mestiere del veterinario, su cosa fa e sugli animali. All’interno del kit stampini e gesso per riprodurre modellini di animali, una speciale pasta per modellare orme, tavole anatomiche e tante carte informative sugli animali. Un gioco perfetto per esplorare con Barbie questa bellissima professione, pensato per bambine e bambini che amano gli animali e se ne vogliono prendere cura.

Una speciale base spaziale verticale da costruire per esperimenti diversi: dalle attività di botanica allo studio dei minerali e anche un mini rover da assemblare per incoraggiare l’esplorazione spaziale e tanti sticker per personalizzare i modellini. Incluso nel gioco anche un modellino di Barbie astronauta e il manuale guida passo dopo passo nella sperimentazione con tante informazioni utili e curiosità sulla vita nello spazio.

Un fantastico kit per creare il proprio ecosistema in miniatura con un’ambientazione davvero favolosa, in perfetto stile Barbie! Un gioco per far divertire i bambini e insegnare loro l’importanza del prendersi cura delle proprie piantine. Contiene gesso, sottovuoto e tempere per creare un fantastico camper e una tenda da vera esploratrice. Con i semi, la torba, il terriccio e sassolini decorativi, ci si potrà divertire a ricreare un paesaggio naturale

Archiviati i tempi in cui al “cosa vuoi fare da grande” la bimba di turno rispondeva “la ballerina”, qui c’è del lavoro da fare, gente, ed è quello di continuare a inculcare alle nuove generazioni che chiunque può fare qualsiasi cosa nella vita, basta l’impegno e un minimo di coraggio. E lasciare che il gender gap sia solo un brutto ricordo

Peccato che sia solo Barbie ad andare oltre il gender gap! Nella opprimente pubblicità televisiva durante i cartoni animati , ahimè , è un susseguirsi di giochi rosa per bambine e giochi per bambini ben distinti! Qualche volta c’è un maschietto che gioca con Ciccio bello ma rigorosamente alla presenza di una “mammina” e, udite udite , ci sono anche bambine e bambole di colore!

Ce ne è di strada da fare !!!

Veterinaria o astronauta? Questi giochi ispirano bambine e bambini ad amare le discipline STEM (e sono di Barbie) – greenMe

* La buona notizia del venerdì: Le nuove Barbie sono icone per la prossima generazione – Laurin42 (wordpress.com)

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Perchè siam donne : La Oxford University decide di sostituire la definizione di “woman”

L’Oxford English Dictionary cambierà la definizione (sessista) di “woman”/“donna”e la sezione degli esempi e dei sinonimi,grazie a Maria Beatrice Giovanardi.

Mentre stava svolgendo una ricerca online sul termine “donna” per un suo progetto, Maria Beatrice Giovanardi, la manager italiana esperta di marketing e pr e da anni attiva nelle battaglie per i diritti delle donne, si era imbattuta durante alcune ricerche di lavoro nella definizione della parola “woman” dell’Oxford Dictionary rimanendone fortemente contrariata.

La donna, che oltre a “essere umano adulto femminile”, veniva definita e descritta in funzione dell’esemplare maschio dell’uomo come “la moglie, la fidanzata, l’amante di un uomo”.

Ma non solo. Nella pagina online del vocabolario si leggevano, tra i sinonimi di donna, le parole “bitch, besom, piece, bit, mare, baggage, wench, petticoat, frail, dird, bint, biddy, filly”. I significati? Ne riportiamo solo alcuni: puttana, cavalla, puledra, cagna. .

Alcuni di questi non sono esattamente lusinghieri, il primo è un termine decisamente noto per essere un insulto.(“puttana“)

Le loro definizioni sono concesse in licenza a Google, Yahoo e Bing, quindi chi fa una ricerca simile su questi motori di ricerca le trova e pensa sia corretto utilizzarle.

Ha deciso quindi ad agosto 2019 di lanciare una petizione, che oggi è arrivata a quasi 35 mila firme, per chiedere al dizionario una modifica importante: una partecipazione che ha spinto l’Oxford English Dictionary a rivedere la definizione.

Come ha spiegato la stessa Maria Beatrice Giovanardi , dopo aver lanciato l’appello, era entrata in contatto con la Oxford University Press che cura il vocabolario, dopodiché li aveva nuovamente sollecitati lo scorso settembre poiché la promessa di modifiche fatta a marzo era stata disattesa.

La notizia che la sua voce sia stata ascoltata da uno dei pilastri della linguistica l’ha resa molto felice.

Ora la donna, ma anche l’uomo, saranno definiti come partner femminile o maschile di una persona, includendo quindi tutti gli orientamenti sessuali, saranno modificati e ampliati gli esempi di frasi in cui è utilizzata la parola donna, a dimostrazione di un cambio di ruolo nella società, e saranno eliminati alcuni sinonimi tipo baggage (bagaglio), ma rimarrà bitch, etichettato però come offensivo.

La lingua è per sua stessa natura fluida: si modifica nel tempo in base alle influenze storiche e culturali, ed esprime le  nuove correnti di pensiero e di comportamento.

Se fino a qualche tempo fa era impensabile declinare alcuni mestieri al femminile, oggi è del tutto normale parlare di avvocatessa, ministra, sindaca e via dicendo.

L’italiano non avendo il neutro come in inglese, ancora sta cercando una regola generale, basti pensare che per ovviare al problema, soprattutto online molti utilizzano l’asterisco neutro per includere tutti.

Maria Beatrice Giovanardi, che vive a Londra dal 2014, ha dichiarato che sarebbe felice di portare la sua rivoluzione linguistica anche in Italia, un paese che sulla parità di diritti ha ancora molto da fare.

Se un’istituzione come l’Oxford English Dictionary ha accettato di rivedere le sue definizioni, significa che il cambiamento è davvero iniziato.

https://www.pourfemme.it/articolo/oxford-english-dictionary-cambiera-definizione-donna/330750/

Anche se il linguaggio ha un peso di soltanto il 7% nella comunicazione,le parole, soprattutto quelle scritte che non sono accompagnate da suoni e gesti, sono molto importanti.

Dare un significato ad una parola è una grande responsabilità che orienta un pensiero che genera una convinzione che genera uno stereotipo che induce una scelta di comportamento.

Pensiamoci!

Sebben che siamo donne!

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La buona notizia del venerdì: E’ italiano l’albero eletto per il 2022!

È a Palermo l’albero italiano eletto per l’anno 2022: si tratta di un Ficus macrophylla ultracentenario, cha ha già vinto il premio per la chioma più grande d’Europa e che punta a vincere il prestigioso titolo di “albero d’Europa” per il 2023.

Un albero monumentale, compatto ma intricato, con un labirinto di rami in cui si rischia di perdersi.

È il ficus del giardino Garibaldi, situato in Piazza Marina, nel cuore di Palermo: con la sua altezza di 30 metri, una circonferenza alla base del tronco che misura più di 21 metri e la sua chioma di diametro di 50 metri, è il più grande albero esotico d’Europa.

Questo esemplare di ficus macrophylla ha quasi 160 anni ed è originario delle foreste pluviali, dove questa specie può raggiungere anche i 60 metri di altezza. È conosciuto anche come ficus magnolioide o con il più inquietante nome di “albero stritolatore”: una volta germogliato sui rami di un altro albero, ben presto lo avvolge in un groviglio di radici, che lentamente portano alla morte del malcapitato.

Ma i ficus di piazza Marina non sono certo gli unici di Palermo: ve ne sono di giganteschi nell’Orto botanico, una coppia di gemelli sono cresciuti accanto a Villa Trabia, uno circolare sormonta la cima della montagnola del Giardino inglese e un altro si trova nel giardino della Palazzina cinese.

Infine, va ricordato il ficus del giardino pensile di Palazzo dei Normanni, che ha cinto in un abbraccio “mortale” un grosso esemplare di pino domestico.

Il ficus di piazza Marina è però il più imponente di tutti e oggi è l’albero più grande d’Europa.

Un albero monumentale con un’importanza di diversi aspetti: paesaggistici, storici, culturali, botanici …

Originario degli stati australiani del Queensland e del Nuovo Galles del Sud, il grande ficus dell’Orto botanico è stato introdotto nel 1845 e rappresenta il capostipite dei grandi ficus presenti nei giardini di Palermo, della Sicilia e dell’Italia meridionale. Presenta ben 44 fusti, i più grandi dei quali possiedono una circonferenza di circa 3,60 metri, che sostengono l’allungamento di undici grosse ramificazioni principali, a sviluppo quasi orizzontale, da cui si dipartono le ramificazioni di ordine inferiore.

Il Ficus che vive nell’orto è il “papà” di tutti gli esemplari coltivati nei giardini della Sicilia e non solo.

Adesso il Grande Ficus dell’orto botanico siciliano rappresenterà l’Italia nel 2023 al contest europeo come albero più affascinante e ricco di storia del nostro patrimonio arboreo, in sfida con gli altri vincitori delle 18 nazioni partecipanti al concorso.

leggi anche

L’albero più antico d’Italia è un olivastro di 4000 anni e si trova in Sardegna | Cagliari – Vistanet

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La buona notizia del venerdì: Il Museo delle Illusioni a Roma dove nulla è come sembra

Pozzi senza fondo, pavimenti inclinati, oggetti che cambiano forma: al Museo delle Illusioni di Roma nulla è come sembra.

Nella capitale è stato appena inaugurato il Museo delle Illusioni, un posto in cui vivere esperienze sorprendenti e imparare qualcosa di più sulla nostra percezione.

Ti offriamo una strabiliante esperienza che, attraverso tante nuove e inesplorate illusioni, sconvolgerà i tuoi sensi e ti darà al tempo stesso l’opportunità di imparare qualcosa sulla mente –fanno sapere dal museo, che si trova in

via Merulana 17, a due passi dalla Basilica di Santa Maria Maggiore. –Goditi la nostra collezione di ologrammi, guarda più da vicino ogni illusione ottica e osserva attentamente ogni installazione. Le nostre illusioni sono un modo insolito e divertente per ricordarci che le nostre convinzioni sul mondo che ci circonda spesso non sono altro che una distorsione della realtà.”

Il format nato a Zagabria nel 2015, ha già avuto un grande successo in una quarantina di città in tutto il mondo e lo scorso anno è approdato anche a Milano.

Attraverso le esperienze proposte nelle varie stanze, progettate dagli architetti Sven Franc e Jasmina Frinčić, i visitatori possono ingannare i loro sensi, sperimentare la prospettiva, mettere alla prova le loro abilità. Lo scopo non è soltanto divertirsi, ma anche imparare il funzionamento di certe dinamiche. Sono previsti anche diversi rompicapo intriganti ed educativi.

Nel Museo delle Illusioni bambini (dai 6 anni in su) e a adulti vengono catapultati in universo affascinante e divertente. Qui ognuno, dagli appassionati agli esperti di scienza, si ritrova a dubitare dei suoi sensi. In totale sono circa 70 gli effetti ottici, i trucchi e le esperienze che porteranno i visitatori a scoprire gli inganni della mente.

Sii abbastanza coraggioso da saltare nell’illusione creata dal Vortex Tunnel che ti farà perdere la testa e ti farà credere che stai lottando faticosamente solo per fare un passo in avanti attraverso un cilindro rotante su una superficie così stabile e piatta!

Fatti ruotare incredibilmente nella Stanza del Sottosopra, lasciati andare nella Stanza dell’Infinito, resisti alle leggi della gravità e del rapporto tra le dimensioni, entra nella stanza delle luci e gioca non con una ma con ben tre ombre di colori diversi” si legge nel sito del museo interattivo.

Divertiti nella nostra collezione di ologrammi, guarda più da vicino ogni illusione ottica e osserva attentamente ogni installazione– spiega il Museo – Sono un brillante e divertente promemoria del fatto che le nostre convinzioni sul mondo che percepiamo spesso non sono altro che uno spettro d’illusioni. L’autentica collezione delle opere in mostra ti lascerà di certo a bocca aperta!

Decisamente inquietante e divertente, anche il Tavolo dei Cloni, dove ci può sedere con ben 5 cloni di se stesso!

Il Museo delle Illusioni è adatto a tutte le età e spazia dai classici come il vaso di Rubin ad esperienze più “estreme” come il Tunnel dei Vortici, la Stanza del Sottosopra e quella Anti-Gravità.

Il Museo delle Illusioni di Roma è aperto dal lunedì al giovedì: dalle 10.00 alle 20.30 (ultimo accesso alle 19.30) e dal venerdì alla domenica dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00).

Tutti i sabati e le domeniche dell’anno e nei giorni festivi l’ingresso è riservato solo a chi ha già prenotato online, mentre in tutti gli altri giorni della settimana la prenotazione online non è obbligatoria ma fortemente consigliata.

A volte sperimentare diversi punti di vista ci fa cambiare prospettiva di vita e guardare al futuro con fiducia nelle nostre molteplici capacità!

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La buona notizia del venerdì: L’estate di San Martino c’è!

L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri.

La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.

La leggenda del mantello di San Martino è molto antica e non si sa quando sia stata associata dalla memoria popolare e contadina al bel periodo che caratterizza la seconda decade di novembre che noi chiamiamo Estate di San Martino mentre nei Paesi anglosassoni viene definita Indian Summer: Estate Indiana.

E in alcune lingue slave, tra le quali il russo, è denominata “ Bab’ e Leto”, “ Estate delle Nonne”

L’espressione “estate indiana” fa riferimento alla storia dei nativi che un tempo approfittavano di questo particolare periodo per terminare la raccolta prima del sopraggiungere dell’inverno.

Sia come sia San Martino e l’Estate Indiana vengono festeggiate a partire dall’11 novembre e per tre o quattro giorni.


Martino di Tours nacque a Candes-Saint-Martin in Pannonia (oggi Ungheria) il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell’Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all’età di 15 anni si arruolo nell’esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant’è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers.

Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia .

Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante.

Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l’aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.

Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.

La leggenda narra che dopo questa avventura decise di farsi battezzare e che nel tempo divenne Vescovo di Tours, morì l’8 novembre e l’11 vi furono i suoi funerali.

Sebbene l’Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico.

Quest’anno l’11 novembre non è il primo e non sembra neanche essere l’ultimo giorno di un autunno ancora particolarmente caldo.

Il sole splende da almeno una settimana indisturbato e cocente tanto che qui al mare in molti si trastullano nell’acqua trasparente che si avvicina in piccolissime onde sulla bastigia.

foto di Laurin

I giorni precedenti a questa festa si costruiscono lanterne di carta e l’11 novembre si percorre verso sera un tragitto con la propria lanterna illuminata cantando canti in onore di San Martino che ha donato la luce e che invita tutti noi a cercarla e ad offrirla al mondo.

In questi giorni l’oscurità si diffonde sempre più, le foglie cadono, la natura va in letargo e anche noi siamo portati a restare sempre più dentro a noi stessi, a ritirarci dal mondo.

Ma se la luce esterna sbiadisce la luce interna deve continuare a brillare e a indicarci la via nel buio che avanza.

“l’estate di San Martino solitamente dura tre giorni ed un pochino. “

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La buona notizia del venerdì: Chattare con un’opera d’arte si può? A Firenze con il David di Michelangelo!

Vuoi sapere cosa pensa il David di Michelangelo icona del Rinascimento italiano? Come trascorre le sue giornate? Chiedergli curiosità sul periodo in cui è stato realizzato? 

Interagire con l’alter ego della statua più famosa del mondo è ancora più facile. “Chatta col David”, il progetto di intelligenza artificiale che la Galleria dell’Accademia di Firenze ha lanciato lo scorso dicembre 2021, sul sito web della Galleria dell’Accademia di Firenze, grazie alla mole di interazione con gli utenti, è approdato alla sua versione finale.

Chatta col David è una tecnologia in continua evoluzione

Il sistema, un software automatizzato, basato sulla tecnologia del Deep Learning, mantiene continuamente attivo il processo di apprendimento, permettendo al chatbot di essere sempre più capace di rispondere in modo articolato.

Il progetto nasce da un’idea di Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, ed è stato realizzato ricorrendo agli strumenti sviluppati da Querlo, società di New York specializzata nella produzione di applicazioni tecnologiche tramite l’intelligenza artificiale.

Durante tutti questi mesi, il chatbot si è arricchito di contenuti grazie a tutte le domande che gli hanno posto e che hanno prodotto oltre 16.500 interazioni in lingua italiana e 9.500 in inglese. È stato possibile aggiungere oltre 70 risposte, incrementando di circa 1000 volte le combinazioni per formulare una stessa domanda. Un processo di apprendimento sempre in atto e in continua evoluzione.

Chatta col David é un’iniziativa di successo

“Un grande successo” racconta Cecilie Hollberg. “Tutti vogliono parlare con il nostro ‘bellissimo eroe’. Si va dalle curiosità alimentari (?)a richieste di interesse storico artistico e di carattere conservativo. C’è chi gli ha chiesto se si sentisse solo e se avesse voglia di uscire(?), tanto da chiedergli, persino, il numero di telefono(?). Un modo giocoso e diverso dal solito per coinvolgere un pubblico internazionale, sempre più eterogeneo e vasto.”( ??????)

L’iniziativa è in linea con la volontà del Mic- Ministero della Cultura che sostiene fortemente l’impegno all’utilizzo del digitale come leva per la promozione del patrimonio culturale italiano, ed è stata realizzata grazie anche al sostegno dell’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze.

Chatta col David è un’esperienza da ripetere?

I musei,  i beni culturali e il patrimonio artistico dovrebbero sempre più seguire l’esperienza della Galleria dell’Accademia di Firenze e del Ministero della Cultura. Il David di Michelangelo è un’opera che attrae moltissimo pubblico e come tale deve avere un approccio inclusivo e accessibile anche nelle modalità di fruizione. 

Siamo convinti che l’innovazione fa sempre bene, soprattutto se sviluppata con visione ed intelligenza. Un ‘iniziativa come Chatta con David avvicina sempre più persone alla cultura e all’esperienza museale.

I tempi cambiano e da un punto di vista culturale la tecnologia condiziona gli atteggiamenti e i comportamenti delle persone. L’intelligenza artificiale e altre forme innovative possono aiutare a vivere un’esperienza più spettacolare e allo stesso tempo più accessibile. Certo, bisogna farlo con la dovuta intelligenza e questo non è sempre facile. A Firenze ci sono riusciti.

Purchè si inquadri nel suo giusto contesto di Storia dell’arte ! E sia le domande che le risposte conducano ad un approfondimento e dell’opera d’arte e dell’artista nel suo tempo!

Chatta col David, l’opera di Michelangelo interagisce con il pubblico – Libreriamo