
Come ogni anno la Luce rinasce in ognuno di noi 💥se i tuoi propositi sono stati dettati dal Cuore matureranno seguendo il cammino del Sole fino a sbocciare in primavera 💓Buon Yule!
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

Come ogni anno la Luce rinasce in ognuno di noi 💥se i tuoi propositi sono stati dettati dal Cuore matureranno seguendo il cammino del Sole fino a sbocciare in primavera 💓Buon Yule!
Ogni Natale ed ogni Capodanno, la stella di Natale, Sirio, ci invita a riflettere su quale strada e quale percorso intraprendere , il cammino sul quale l’uomo pensante moderno può ritrovare i suoi valori . Perchè è su questa Terra che quest’uomo è qui ora per imparare a riconoscere se stesso ![]()
“La stella che innamora tutti gli sguardi” dalle nostre latitudini non si eleva mai troppo sull’orizzonte e la turbolenza ne devia in continuazione la luce generando una pulsazione continua dai colori lievemente cangianti. Uno spettacolo ipnotico! Non è un caso infatti che il suo nome derivi dal greco antico Σείριος (pronuncia Séirios), che significa splendente, ma anche ardente, bruciante.
Non è in realtà una stella particolarmente luminosa, ma trovandosi a poca distanza da noi (8,6 anni luce) nel cielo delle Terra appare prominente.
Intorno alla mezzanotte dei giorni che precedono e seguono il Solstizio d’inverno e Capodanno, tutti gli anni, da molte migliaia di anni, appare verso sud la più grande e lucente stella del firmamento, Sirio. E’ più lucente di un pianeta e non si può sbagliare nel riconoscerla.
Sirio non è una stella come tutte le altre. Essa è davvero particolare, anzi per meglio dire, speciale. Essa marca la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Cioè intorno alla mezzanotte di ogni capodanno guardando Sirio automaticamente noi guardiamo l’autostrada sulla quale stiamo procedendo. Sirio, o Iside, la “Sothis” greca o la “Spdt” egiziana, potrebbe essere la meta del nostro viaggio, una visita alla Monna Lisa del cosmo. E la sua lucentezza sembra fatta apposta per facilitarci questo viaggio, come per dire “segui la mia luce di splendore e ti ritroverai a casa”.
Sirio ci indica la nostra posizione nella nostra galassia e la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Verso di Lei, come detto, c’è la direzione della nostra meta ed il nostro futuro intorno al centro della nostra galassia. A 90 gradi, a sinistra, c’è la parte di cielo che noi possiamo vedere bene alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio di primavera, la parte di cielo più piena di stelle proprio perchè quella è la direzione del centro del nostro ammasso galattico intorno al quale tutto il sistema solare gira. Ancora più avanti, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’estate, la parte di cielo che si apre davanti a noi indica la zona o strada da cui siamo passati e stiamo provenendo. Proseguendo ancora, alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio d’autunno possiamo vedere la parte di cielo più povera di stelle proprio perchè stiamo guardando verso la parte opposta a quello del centro galattico. Finchè di nuovo, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’inverno e capodanno, la nostra bella Sirio, o Iside, ritorna a splendere come non mai e ad indicarci la nostra meta con Lei come guida.
Sirio, nella plurimillenaria storia egiziana, rappresenta la grande dea Iside. Stella e Dea sono entrambe affascinanti e misteriose ed interi volumi sono stati scritti su entrambe. La loro storia risale alla notte dei tempi ed il loro culto è all’origine delle nostre fedi religiose. Sirio è bella, come Iside è bella. ed il loro misterioso fascino di natura femminile può forse essere paragonato all’ispirazione del Divino dato dal quadro più famoso al mondo, la celebre Monna Lisa di Leonardo.
Sirio era la rappresentazione della dea Iside, moglie di Osiride, a sua volta rappresentato dalla seconda forse più bella costellazione del cielo, la costellazione di Orione. Così Sirio, o Iside, segue Orione, o Osiride, nel cielo per l’eternità, a testimonianza del loro Amore cosmico e dell’Amore universale, oltre che di forse profonde verità, spirituali e scientifiche che ancora oggi ci sfuggono.
La famosa Stella di Natale, che noi mettiamo su tutti i presepi, non è altro che Sirio, o Iside, la più lucente e bella stella che da millenni, nei giorni di Natale, illumina la capanna del nuovo anno che nasce e la capanna della divinità che nasce e che rinasce con noi e dentro di noi.
Fino all’avvento del Cristianesimo il culto di Iside era osservato in tutto l’oriente e nei paesi del mediterraneo. Anche a Roma e nel mondo romano esso era conosciuto e praticato e vi erano molte statue che la raffiguravano con un bambino in braccio.
Il bambino che Iside portava in braccio era suo figlio Horus, o Horo, avuto, così dice la leggenda, in pratica per magia o, come diremmo noi oggi, per opera dello spirito santo, anche se il concepimento fu frutto del seme di Osiride, perchè quando Lei concepì Horus suo marito Osiride era già morto, caduto in una trappola mortale tesagli, per invidia per il suo successo e popolarità, da suo fratello Seth assieme ad altri 72 congiurati.
Osiride fu un grande civilizzatore e girò il mondo intero portando il primo fondamentale messaggio di luce di sapienza, fratellanza, amore, giustizia, spiritualità, pace e perdono a tutti gli esseri umani. Insomma egli fu, molte migliaia di anni prima, il nostro Gesù così come Iside fu l’antesignana della Madonna col Bambino. E fu la storia di Iside a dare chiaramente l’idea al Cristianesimo dell’Immacolata Concezione.
L’importanza, la grandezza ed il mistero di Sirio non finiscono qui. Sirio fu scelta dagli antichi egiziani, già dai tempi predinastici, dal 3500 A.C. per certo, ma forse risalente a tempi più antichi, quale stella adatta a marcare l’anno di 365,2422 giorni che noi oggi conosciamo col calendario Gregoriano. Ciò era possibile perchè Sirio era, ed è, l’unica stella del firmamento che non ha movimenti precessionali come tutte le altre stelle. Noi sappiamo che a causa della precessione degli equinozi ogni 2160 anni circa tutte le stelle subiscono appunto un movimento precessionale di 30 gradi di ascensione retta. Sappiamo, per esempio, che a causa di tale movimento fra alcune migliaia di anni la stella che c’indicherà la direzione del Nord sarà la stella Vega e non più la attuale stella Polare dell’Orsa Minore. Ebbene per Sirio ciò non è accaduto e non si è verificato per oltre, ad oggi, 5500 anni!!
Quindi Sirio è la stella fissa, o quasi, per eccellenza.
Un punto fermo nel Cosmo quasi a voler dare la possibilità a tutti gli uomini del pianeta di poter trovare, un giorno, la giusta strada della verità nella sapienza e nella spiritualità. Essa pertanto indica il Natale, Capodanno e l’Epifania tutti gli anni, adesso come duemila anni fa e come sei mila anni fa ed ancora più indietro.
Sirio inoltre è la stella che al centro del cielo ed in direzione sud, era traguardata, come attraverso un cannocchiale, dal condotto meridionale della Camera della Regina della Grande Piramide di Giza, condotto che pertanto appare essere stato costruito appositamente per Lei, questa stella fantastica e più che speciale. Gli antichi si dovettero rendere conto dell’importanza e dell’eccezionalità di questa stella, molto più di quanto siamo disposti a concedere noi oggi, nella nostra scettica aridità spirituale, pianificando la costruzione del più grande monumento al mondo, la Grande Piramide di Giza in Egitto, intorno alla sua essenza di Stella e Dea.
L’aver voluto far rappresentare l’unicità di questa splendente e magnifica stella dalla Dea Iside, una Donna, sembra infine essere stata una deliberata e chiara testimonianza dei fondatori della civiltà umana ad onorare, rispettare e ad amare la femminilità e l’eterno femminino di tutte le Donne, portatrici dell’affascinante mistero del Divino e dell’Amore che è all’origine della Vita e della sua rigenerazione.
“ In primo luogo vi è l’energia o forza emanata dalla stella Sirio. Cercando di esprimere a parole il concetto, l’energia del pensiero, o forza mentale, nella sua totalità, raggiunge il sistema solare da un lontano centro cosmico attraverso Sirio. Sirio funziona da trasmettitore, o da punto focale, da cui partono quelle influenze che producono l’autocoscienza nell’uomo. “
Alice A. Bailey

L’Oxford English Dictionary cambierà la definizione (sessista) di “woman”/“donna”e la sezione degli esempi e dei sinonimi,grazie a Maria Beatrice Giovanardi.
Mentre stava svolgendo una ricerca online sul termine “donna” per un suo progetto, Maria Beatrice Giovanardi, la manager italiana esperta di marketing e pr e da anni attiva nelle battaglie per i diritti delle donne, si era imbattuta durante alcune ricerche di lavoro nella definizione della parola “woman” dell’Oxford Dictionary rimanendone fortemente contrariata.
La donna, che oltre a “essere umano adulto femminile”, veniva definita e descritta in funzione dell’esemplare maschio dell’uomo come “la moglie, la fidanzata, l’amante di un uomo”.
Ma non solo. Nella pagina online del vocabolario si leggevano, tra i sinonimi di donna, le parole “bitch, besom, piece, bit, mare, baggage, wench, petticoat, frail, dird, bint, biddy, filly”. I significati? Ne riportiamo solo alcuni: puttana, cavalla, puledra, cagna. .
Alcuni di questi non sono esattamente lusinghieri, il primo è un termine decisamente noto per essere un insulto.(“puttana“)
Le loro definizioni sono concesse in licenza a Google, Yahoo e Bing, quindi chi fa una ricerca simile su questi motori di ricerca le trova e pensa sia corretto utilizzarle.
Ha deciso quindi ad agosto 2019 di lanciare una petizione, che oggi è arrivata a quasi 35 mila firme, per chiedere al dizionario una modifica importante: una partecipazione che ha spinto l’Oxford English Dictionary a rivedere la definizione.
Come ha spiegato la stessa Maria Beatrice Giovanardi , dopo aver lanciato l’appello, era entrata in contatto con la Oxford University Press che cura il vocabolario, dopodiché li aveva nuovamente sollecitati lo scorso settembre poiché la promessa di modifiche fatta a marzo era stata disattesa.
La notizia che la sua voce sia stata ascoltata da uno dei pilastri della linguistica l’ha resa molto felice.
Ora la donna, ma anche l’uomo, saranno definiti come partner femminile o maschile di una persona, includendo quindi tutti gli orientamenti sessuali, saranno modificati e ampliati gli esempi di frasi in cui è utilizzata la parola donna, a dimostrazione di un cambio di ruolo nella società, e saranno eliminati alcuni sinonimi tipo baggage (bagaglio), ma rimarrà bitch, etichettato però come offensivo.
La lingua è per sua stessa natura fluida: si modifica nel tempo in base alle influenze storiche e culturali, ed esprime le nuove correnti di pensiero e di comportamento.
Se fino a qualche tempo fa era impensabile declinare alcuni mestieri al femminile, oggi è del tutto normale parlare di avvocatessa, ministra, sindaca e via dicendo.
L’italiano non avendo il neutro come in inglese, ancora sta cercando una regola generale, basti pensare che per ovviare al problema, soprattutto online molti utilizzano l’asterisco neutro per includere tutti.
Maria Beatrice Giovanardi, che vive a Londra dal 2014, ha dichiarato che sarebbe felice di portare la sua rivoluzione linguistica anche in Italia, un paese che sulla parità di diritti ha ancora molto da fare.
Se un’istituzione come l’Oxford English Dictionary ha accettato di rivedere le sue definizioni, significa che il cambiamento è davvero iniziato.
https://www.pourfemme.it/articolo/oxford-english-dictionary-cambiera-definizione-donna/330750/
Anche se il linguaggio ha un peso di soltanto il 7% nella comunicazione,le parole, soprattutto quelle scritte che non sono accompagnate da suoni e gesti, sono molto importanti.
Dare un significato ad una parola è una grande responsabilità che orienta un pensiero che genera una convinzione che genera uno stereotipo che induce una scelta di comportamento.
Pensiamoci!
Pantone lancia un nuovo colore dedicato alla biodiversità. Un rosa brillante ispirato al deserto
Pantone – istituto statunitense specializzato in catalogazione dei colori, fornendo alle aziende consulenza sulle scelte cromatiche per la comunicazione visiva, analizzando e stabilendo inoltre quali siano, nell’ambito dei più svariati settori di mercato, i colori di tendenza – ha elaborato per il 2023 una nuova tonalità che rappresenta il concetto di biodiversità.
Si tratta del Pantone 1775 C, realizzato dall’istituto in collaborazione con l’azienda produttrice di the Tealeves, a sostegno dei temi lanciati dal Forum della biodiversità Mondiale delle Nazioni Unite e del progetto “30×30”, iniziativa che si pone l’obiettivo di proteggere il 30% dei mari e della terra entro il 2030.
Quale colore, secondo Pantone, rispecchia il concetto di biodiversità e la volontà di salvaguardarla? Un bel rosa acceso
Per elaborare il Pantone 1775 C, gli studiosi dell’istituto hanno tratto ispirazione da quello che è definito il pigmento più antico della Terra, estratto da rocce sedimentarie sepolte in Mauritania, nelle profondità del deserto del Sahara. “I pigmenti rosa brillante sono fossili molecolari della clorofilla prodotti da antichi organismi fotosintetici che abitavano in un antico oceano che è scomparso da tempo”, spiega il dottor Nur Gueneli della ANU Research School of Earth Sciences.
Con questo colore, Pantone vuole così indurre istituzioni e persone di tutto il mondo a riflettere sull’importanza del rispetto degli ecosistemi e della difesa delle specie animali e vegetali del pianeta, dato che “la biodiversità è la varietà di specie viventi sulla terra – piante, animali e microrganismi e gli ecosistemi che formano –, che creano un equilibrio terrestre che sostiene tutta la vita”
Per l’annuncio del “Colore dell’anno 2023” – quello del 2022 è stato il “Very Peri” – Pantone ha deciso di organizzare un evento a Miami Beach durante la prossima edizione di Art Basel. In collaborazione con ARTECHOUSE, Pantone il 3 dicembre inaugurerà una mostra immersiva dedicata al nuovo colore. “La mostra accompagnerà i visitatori in un viaggio di colori, textures e altro ancora, concentrandosi sul rapporto tra arte, tecnologia e scienza per mostrare il Pantone Color of the Year 2023 in tutte le sue forme”, sottolinea Pantone.
Il colore rosa si ottiene facilmente mescolando il rosso, che è un colore primario additivo, al bianco. Non è però molto semplice realizzare le tonalità perfette in base alle nostre esigenze. Dal rosa chiaro al rosa antico, dal rosa carico al fucsia, è molto semplice sbagliare quando si tratta di ottenere una nuance del rosa.
Come base bisogna partire sempre dal rosso ma l’importante è non esagerare col bianco: aggiungere il colore di tanto in tanto per catturare l’essenza specifica per le nostre esigenze. Nel caso ci rendiamo conto che il rosso sia più scuro, bisognerà aggiungere molto più bianco. Se, invece, necessitiamo di tonalità che si indirizzano verso il fucsia o il magenta, aggiungere viola o blu al rosso e al bianco
Sin da piccoli siamo abituati ad associare il rosa al femminile.
Ma100 anni fa le cose erano molto diverse: il rosa era associato ai maschi e l’azzurro alle femmine, in quanto il primo era considerato come una tonalità di rosso (colore forte e virile), mentre il secondo era percepito come una tinta delicata e più adatta al gentil sesso. La tendenza a considerare il rosa “un colore da femmina” si è affermata solo recentemente, non più di 60 anni fa.
Vi sono molte testimonianze nell’arte che dimostrano che il rosa in passato era un colore comunemente indossato dagli uomini in quanto simile al rosso ma meno “bellicoso”. Il blu invece era il colore del velo della Madonna e più usato per vestire le bambine.
Le cose iniziarono a cambiare negli anni’30 quando gli uomini usavano colori scuri per darsi un’aria di maggiore serietà e le donne colori tenui e chiari per rimandare al loro carattere di madri e alla sfera domestica e familiare.
Negli anni ’50 la situazione colori/sesso presentava invece un divario netto: rosa per le donne, blu per gli uomini.
Negli anni sessanta e settanta del secolo scorso numerosi studi scientifici dimostrarono gli effetti rilassanti di una certa tonalità di rosa, capace di abbassare in pochi minuti la tensione muscolare e il battito cardiaco,alleggerire la mente dei pensieri negativi e con un forte potere rilassante.
In seguito a questa scoperta, si decise di utilizzare il rosa in alcune prigioni americane per indurre i detenuti a mantenere un comportamento tranquillo, evitando manifestazioni di violenza e ribellione.
I risultati furono sbalorditivi: l’Istituto di correzione della Marina nello stato di Washington che aveva dipinto di rosa le celle di isolamento registrò un calo verticale degli episodi di violenza, cosa che spinse la direzione a mantenere il colore sino ad oggi.
Non furono solo le prigioni a sfruttare le proprietà calmanti del rosa.
Nei primi anni ’80 gli spogliatoi di football delle squadre ospiti in Iowa e Colorado presentavano una vivace tonalità rosata, allo scopo proprio di ammorbidire gli avversari, finché la Lega non impose come regolamento che entrambi gli spogliatoi fossero dello stesso colore
Il colore rosa libera la mente dalle negatività e dai pensieri che non lasciano libertà e serenità. Si tratta di una tonalità utilizzata in particolare a scopi di liberazione e purificazione, associata spesso al mondo del fatato.
Nonostante sia un colore carico di dualità perché rappresentativo dell’eternità e del tempo, della vita e della morte, della passione terrena e dell’elevazione spirituale, nell’universo magico il rosa è un colore essenziale.
Esistono, infatti, diverse pietre rosa molto utilizzate a scopi di purificazione, specie in cromoterapia : Quarzo rosa, Kunzite, Opale andino, Calcedonio ros, Corallo rosa, Tormalina ros, Rodocrosite.
Fonti:
Pantone lancia il colore dedicato alla biodiversità (artribune.com)
Colore Rosa Curiosità: Significato Psicologico e Esoterico (totaldesign.it)
Picco di stelle cadenti visibili per molti giorni dalla costellazione del Leone
Le nuvole si preparano ad alzare il sipario per le Leonidi: le stelle cadenti di novembre, uno sciame di meteore visibile osservando verso Sud, il cui picco è previsto proprio in questi giorni.
Le Leonidi sono uno dei più importanti sciami meteorici: è causato dalla Cometa Tempel-Tuttle.
Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 18 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa durante il suo passaggio accanto al Sole.
Devono il loro nome alla posizione del radiante, il punto cioè da cui sembrano provenire, localizzato nella costellazione del Leone: le meteore infatti sembrano irradiarsi proprio da quel punto del cielo.
Si tratta di uno sciame di stelle cadenti, meno celebri delle ‘sorelle’ visibili in agosto e forse meno spettacolari, ma che possono riservare sempre bellissime sorprese. Nel ’66 vi fu una bellissima pioggia di queste meteore talmente luminose che furono visibili anche dagli abitanti di Londra, una città che soffriva già allora di forte inquinamento luminoso.
La Terra, nel suo movimento di rivoluzione intorno al sole, attraversa la scia dei meteoroidi lasciati dal passaggio della cometa: la scia è formata da particelle solide, i meteoroidi appunto, emesse dalla cometa man mano che il gas ghiacciato sublima a causa della vicinanza al Sole (solitamente a una distanza inferiore a quella dell’orbita di Giove).
Le Leonidi formano una scia in rapido movimento che attraversa l’orbita terrestre a 72 km/s[1].
Tra le stelle cadenti, esse sono ben note per la brillantezza delle meteore e dei bolidi che possono avere una sezione di 9 mm e una massa di 85 g e che penetrano nell’atmosfera con una intensità pari a quella di un’automobile che urta a quasi 100 km/h. Le sue piogge meteoriche, che talvolta assumono il carattere di tempeste meteoriche, possono in un anno far depositare 12-13 tonnellate di particelle sul nostro pianeta.
I meteoroidi persi da una cometa danno vita a delle scie con orbite simili ma leggermente diverse da quelle della cometa che le origina. Il loro percorso, infatti, viene disturbato dai pianeti, in particolare da Giove[2] e in misura minore dalla pressione radiativa del sole (effetto Poynting–Robertson ed effetto Yarkovsky[3]): in generale, le scie vecchie sono spazialmente meno dense e danno luogo a piogge meteoriche con qualche meteora al minuto.
Nel caso delle Leonidi esse raggiungono l’apice il 18 novembre, sparpagliandosi per diversi giorni intorno all’apice stesso che cambia di anno in anno[4]; per contro, le scie giovani sono spazialmente più dense e danno luogo, quando la Terra le attraversa, a tempeste meteoriche con oltre 1000 meteore all’ora [5], in confronto a circa 1-2 meteore l’ora degli anni normali e a qualche meteora l’ora in occasione delle piogge meteoriche.
Le Leonidi presentano un ciclo di 33 anni, pari al periodo orbitale della cometa Tempel-Tuttle: tra le piogge meteoriche ad esse associate vanno ricordate quelle del 1698, 1799, 1833[6], 1866, 1966[7], e 2001.
La sigla internazionale dello sciame è LEO.
Questa costellazione sorge dopo la mezzanotte a est ed è osservabile dalla mezzanotte fino all’alba.
“Nel 1998 hanno mostrato una fantasmagorica tempesta di bolidi e meteore luminose. Nel 2002, oltre alla normale attività annuale, hanno mostrato due grossi picchi di frequenza, uno dei quali osservato nel nostro paese. Attualmente la frequenza delle Leonidi è ritornata verso la normalità con un numero contenuto di eventi” spiega l’Uai.
Fonte: Wikipedia
Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…
un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…
è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…
con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…
è possibile!
e le stelle mi forniscono l’energia…
tutte le stelle…
tutto l’universo
Pozzi senza fondo, pavimenti inclinati, oggetti che cambiano forma: al Museo delle Illusioni di Roma nulla è come sembra.
Nella capitale è stato appena inaugurato il Museo delle Illusioni, un posto in cui vivere esperienze sorprendenti e imparare qualcosa di più sulla nostra percezione.
“Ti offriamo una strabiliante esperienza che, attraverso tante nuove e inesplorate illusioni, sconvolgerà i tuoi sensi e ti darà al tempo stesso l’opportunità di imparare qualcosa sulla mente –fanno sapere dal museo, che si trova in
via Merulana 17, a due passi dalla Basilica di Santa Maria Maggiore. –Goditi la nostra collezione di ologrammi, guarda più da vicino ogni illusione ottica e osserva attentamente ogni installazione. Le nostre illusioni sono un modo insolito e divertente per ricordarci che le nostre convinzioni sul mondo che ci circonda spesso non sono altro che una distorsione della realtà.”
Il format nato a Zagabria nel 2015, ha già avuto un grande successo in una quarantina di città in tutto il mondo e lo scorso anno è approdato anche a Milano.
Attraverso le esperienze proposte nelle varie stanze, progettate dagli architetti Sven Franc e Jasmina Frinčić, i visitatori possono ingannare i loro sensi, sperimentare la prospettiva, mettere alla prova le loro abilità. Lo scopo non è soltanto divertirsi, ma anche imparare il funzionamento di certe dinamiche. Sono previsti anche diversi rompicapo intriganti ed educativi.
Nel Museo delle Illusioni bambini (dai 6 anni in su) e a adulti vengono catapultati in universo affascinante e divertente. Qui ognuno, dagli appassionati agli esperti di scienza, si ritrova a dubitare dei suoi sensi. In totale sono circa 70 gli effetti ottici, i trucchi e le esperienze che porteranno i visitatori a scoprire gli inganni della mente.
“ Sii abbastanza coraggioso da saltare nell’illusione creata dal Vortex Tunnel che ti farà perdere la testa e ti farà credere che stai lottando faticosamente solo per fare un passo in avanti attraverso un cilindro rotante su una superficie così stabile e piatta!
Fatti ruotare incredibilmente nella Stanza del Sottosopra, lasciati andare nella Stanza dell’Infinito, resisti alle leggi della gravità e del rapporto tra le dimensioni, entra nella stanza delle luci e gioca non con una ma con ben tre ombre di colori diversi” si legge nel sito del museo interattivo.
Divertiti nella nostra collezione di ologrammi, guarda più da vicino ogni illusione ottica e osserva attentamente ogni installazione– spiega il Museo – Sono un brillante e divertente promemoria del fatto che le nostre convinzioni sul mondo che percepiamo spesso non sono altro che uno spettro d’illusioni. L’autentica collezione delle opere in mostra ti lascerà di certo a bocca aperta! “
Decisamente inquietante e divertente, anche il Tavolo dei Cloni, dove ci può sedere con ben 5 cloni di se stesso!
Il Museo delle Illusioni è adatto a tutte le età e spazia dai classici come il vaso di Rubin ad esperienze più “estreme” come il Tunnel dei Vortici, la Stanza del Sottosopra e quella Anti-Gravità.
Il Museo delle Illusioni di Roma è aperto dal lunedì al giovedì: dalle 10.00 alle 20.30 (ultimo accesso alle 19.30) e dal venerdì alla domenica dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00).
Tutti i sabati e le domeniche dell’anno e nei giorni festivi l’ingresso è riservato solo a chi ha già prenotato online, mentre in tutti gli altri giorni della settimana la prenotazione online non è obbligatoria ma fortemente consigliata.

Non si può non emozionarsi davanti ad un simile spettacolo che la natura ci mostra !
E’ un invito a scegliere la via del cuore!
Come sopra così sotto!
foto di Laurin
L’11 Novembre si celebra San Martino, patrono di Belluno e di un centinaio di altri comuni, nonché protettore di albergatori, cavalieri, fanteria, mendicanti, sarti, sinistrati, vendemmiatori e forestieri.
La leggenda vuole che proprio in concomitanza di questa data l’Italia, ma anche parte dell’Europa, viva la cosiddetta Estate di San Martino, un periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.
La leggenda del mantello di San Martino è molto antica e non si sa quando sia stata associata dalla memoria popolare e contadina al bel periodo che caratterizza la seconda decade di novembre che noi chiamiamo Estate di San Martino mentre nei Paesi anglosassoni viene definita Indian Summer: Estate Indiana.
E in alcune lingue slave, tra le quali il russo, è denominata “ Bab’ e Leto”, “ Estate delle Nonne”
L’espressione “estate indiana” fa riferimento alla storia dei nativi che un tempo approfittavano di questo particolare periodo per terminare la raccolta prima del sopraggiungere dell’inverno.
Sia come sia San Martino e l’Estate Indiana vengono festeggiate a partire dall’11 novembre e per tre o quattro giorni.
Martino di Tours nacque a Candes-Saint-Martin in Pannonia (oggi Ungheria) il 316 o 317 e fu così chiamato dal padre, importate ufficiale dell’Esercito romano, in onore di Marte, il dio della Guerra. Da adolescente si trasferì con la famiglia a Pavia ove all’età di 15 anni si arruolo nell’esercito. Mandato in Gallia conobbe il Cristianesimo tant’è che si congedò dalle armi divenendo monaco nella regione di Poitiers.
Quando Martino era ancora un militare, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita e quello più usato dall’iconografia .
Si narra infatti che quando si trovava alle porte della città di Amiens, in una giornata di pioggia, vento e gelo con i suoi soldati, incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante.
Martino, contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cadeva più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che smise di piovere ed il vento si calmò. Di lì a poco le nubi si diradarono, il cielo divenne sereno e l’aria si fece mite. Il sole cominciò a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.
Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.
La leggenda narra che dopo questa avventura decise di farsi battezzare e che nel tempo divenne Vescovo di Tours, morì l’8 novembre e l’11 vi furono i suoi funerali.
Sebbene l’Estate di San Martino rimanga una leggenda popolare, essa trova tuttavia un reale riscontro fisico.
Quest’anno l’11 novembre non è il primo e non sembra neanche essere l’ultimo giorno di un autunno ancora particolarmente caldo.
Il sole splende da almeno una settimana indisturbato e cocente tanto che qui al mare in molti si trastullano nell’acqua trasparente che si avvicina in piccolissime onde sulla bastigia.
foto di Laurin
I giorni precedenti a questa festa si costruiscono lanterne di carta e l’11 novembre si percorre verso sera un tragitto con la propria lanterna illuminata cantando canti in onore di San Martino che ha donato la luce e che invita tutti noi a cercarla e ad offrirla al mondo.
In questi giorni l’oscurità si diffonde sempre più, le foglie cadono, la natura va in letargo e anche noi siamo portati a restare sempre più dentro a noi stessi, a ritirarci dal mondo.
Ma se la luce esterna sbiadisce la luce interna deve continuare a brillare e a indicarci la via nel buio che avanza.
“l’estate di San Martino solitamente dura tre giorni ed un pochino. “
Una delle caratteristiche irrinunciabili di un’automobile è il tergicristallo ma non è sempre stato così. Se oggi questo è un componente che rientrata tra i quelli fondamentali di un’autovettura il merito è di una donna. Anzi di due
Mary Elizabeth Anderson non era una ricercatrice ma un’imprenditrice, un’immobiliarista dell’Alabama, un’allevatrice e viticoltrice .Di certo era una donna attenta e grande osservatrice.
Nel novembre 1902 era a New York su un tram mentre la neve che cadeva copiosa. Era seduta vicina al conducente che, di tanto in tanto, doveva esporsi fuori dal finestrino per pulire il parabrezza con le mani o addirittura fermare la corsa, scendere e pulire il vetro.
L’intuizione: una dispositivo da azionare dall’interno, dall’autista comodamente dal posto di guida.
Una volta tornata a casa, con l’aiuto di un designer mette a punto il progetto di uno strumento manuale dotato di spatola per mantenere pulito il parabrezza e ne fa produrre un modello funzionante a un’azienda locale.
Il 18 giugno 1903 presenta il brevetto per il dispositivo per la pulizia dei vetriche riesce a depositare il 10 novembre successivo, con il numero 743.801 per 7 anni. L’invenzione consisteva in un braccio meccanico oscillante sulla parte esterna del parabrezza dotato di una lama di gomma che poteva rimuovere pioggia o neve. Era stato previsto un contrappeso per far aderire il dispositivo al vetro. Il tutto si azionava dall’interno della vettura, manualmente, con una leva. Inoltre, era rimovibile in modo da non “dar fastidio” alla vista quando non era necessario.
Il numero di autovetture per le strade all’epoca era esiguo mentre il costo era elevato. La famosa Ford Model T, la prima auto “popolare” sarebbe arrivata solo 5 anni più tardi.
Mary provò a vendere la sua invenzione a dei produttori canadesi che non ritenevano potesse rappresentare un valido investimento e non furono i soli. Anzi, si pensava potesse essere una distrazione per i guidatori
Nel 1922, a brevetto scaduto, la Cadillac inizia a realizzare le macchine con tergicristalli di serie ma a Mary Elisabeth Anderson non arrivò nessuno riconoscimento né economico né morale per uno strumento che, nel corso degli anni, è stato anche realizzato in versione mini per pulire luci e fanali.
Nel 2011 è stata inserita nel National Inventors Hall of Fame e il Mercedes Benz Museum di Stuttgart ha esposto un prototipo di quell’invenzione alla quale nessuno saprebbe più rinunciare.
Il problema della visibilità alla guida era di certo molto sentito se anche a un’altra donna venne in mente una soluzione simile.
Molto poco si sa di Charlotte Dunn Bridgwood che nel 1917 brevetta la Storm Windshield Cleaner, ovvero delle spazzole a rullo da applicare sul parabrezza. Anche in questo caso il brevetto venne registrato con scadenza nel 1920, come quello manuale.
Nella famiglia di Charlotte le idee e il buon senso devono essere stati tramandati geneticamente. La figlia Florence Lawrence, una delle prime dive degli albori cinematografici americani, inventò i bracci di segnalazione automatica da azionare tramite pulsante quando si decideva di svoltare, predecessori dei moderni indicatori di direzione. Ideò anche un segnalatore di frenata montato sul retro delle vetture che poteva entrare in azione quando si toccava il freno, quello che oggi tutti conosciamo come lo Stop. Non brevettò mai le sue intuizioni.
Chi è la donna che inventò il primo tergicristallo nel 1903 – greenMe
Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.
(William Shakespeare)
Ogni evento celeste è un’opportunità di crescita per la coscienza di ogni essere manifesto
Questa importante eclissi lunare dell’8 novembre determina la qualità del tempo di tutto il mese. La Luna è in congiunzione con Urano e in quadratura con Saturno. È molto probabile che in questo periodo ci saranno sviluppi significativi a livello mondiale. Alcune questioni che finora sono state incerte saranno ora decise a favore di una parte o dell’altra.
La differenza di queste qualità potrebbe innescare grandi processi creativi da un lato, ma potrebbe anche portare a disaccordi nelle relazioni interpersonali. Siate compassionevoli con voi stessi e con gli altri.
L’eclissi si verifica alla fine della lunga fase di lotta tra la spinta al rinnovamento uraniano e il controllo saturniano, che ha portato ripetutamente a situazioni di stallo e divisioni. Ora potrebbe entrare in gioco una dinamica completamente nuova, che sposta chiaramente l’equilibrio del potere
Quando la Luna si fa piena in Toro il Sole è in Scorpione
Ogni luna piena è il culmine di qualcosa che abbiamo seminato sei mesi prima, quando la luna era nuova nello stesso segno zodiacale.
Il novilunio di inizio maggio scorso era nel segno del Toro ed eravamo impegnanti a seminare i nostri propositi per i successivi sei mesi; e allora il novilunio era accompagnato da un’eclissi solare parziale.
Quindi questa eclissi è un’ulteriore sollecitazione ad apportare miglioramenti nelle aree della vita governate dal Toro e dallo Scorpione (le case dove si trovano questi segni nella propria carta natale).
Potremmo avere la sensazione che le cose che avevamo scoperto durante la precedente stagione delle eclissi, avvenuta a maggio, si stiano ripresentando per essere chiuse, completate e integrate.
Il tempo delle eclissi è uno spazio dove si creano cambiamenti visibili, dove si manifesta ciò che richiede cambiamenti, spostamenti e azioni concrete. Affidiamoci alla nostra luce, alle nostre risorse interne per poter avanzare; l’energia di questa eclissi ci spinge ad un salto evolutivo che cambierà la nostra vita.
Ovviamente questi cambiamenti non avvengono tutti insieme, avviano un processo e in primavera ci sarà un’altra stagione di eclissi sull’asse Toro e Scorpione.
Toro è un segno di Terra: i suoi attributi energetici sono la tranquillità, la pazienza e la stabilità.
Questo è il motivo per cui qualsiasi azione programmata durante questa luna piena si realizzerà in tempi più lunghi ma duraturi e tangibili.
In questo plenilunio la Luna è congiunta a Urano, il pianeta della rivoluzione che ci spinge a fare le cose in modo nuovo e ad affrontare le verità
Quindi questo pianeta annuncia cambi radicali, imprevisti, rottura degli schemi e di strutture esistenti, per permettere al nuovo di entrare.
Urano ci fa capire che vuole rompere le regole del gioco, mostrandoci che esiste sempre un ulteriore punto di vista, chiedendoci di abbandonare le nostre sicurezze e riscoprire il nostro essere.
E’ arrivato il momento di arrendersi di fronte al cambiamento inevitabile accettandone tutti gli aspetti più inaspettati perché ci si trova ora all’inizio di una fase di crescita. Non si possono più percorrere i sentieri già noti, non si può continuare a nutrirsi sempre dello stesso cibo, non si possono più accettare sempre gli stessi semi. I terreni interiori si sono inariditi a forza di coltivare gli stessi pensieri della zona confort.
Questo plenilunio ci invita a superare i nostri limiti personali e ad abitare il corpo (Toro) in modo nuovo, ricordandoci che l’abbondanza e il potere (Scorpione) vengono da qualcosa di diverso rispetto a ciò che abbiamo sempre creduto e pensato: abbiamo tutte le capacità per brillare e far sì che la nostra vita prosperi
Cogliamo questa grande opportunità che ci dà modo di progredire, di uscire da energie stagnanti e vecchi schemi.
Sì, la parte emotiva è molto sollecitata, è tutto molto intenso e impegnativo perché ci lasciamo alle spalle tutto ciò che ostacola la nostra evoluzione.
Nulla viene trattenuto, tutto si manifesta, affinché possiamo guardare di fronte a noi e trovare ciò che abbiamo sempre sentito mancante.
Perchè resistere ai cambiamenti ? Perchè rimandare le scelte che premono nel nostro profondo utili a realizzare i nostri propositi?
Se ci sentiamo sopraffatti dall’ intensificarsi degli avvenimenti annunciati che ci aspettano, rallentiamo, acquistiamo la sicurezza necessaria , che solo così esprimendo finalmente il nostro vero essere , ci sentiremo liberi di vivere la nostra vita in armonia con noi stessi e il mondo intero
Al tempo della Luna Piena il velo dell’illusione viene sollevato, è un momento di aggiustamento emotivo delle tematiche emerse durante la precedente Luna Nuova, un periodo in cui “Un flusso d’Amore viene riversato da tutti i Maestri” (Maestro Djwal Khul) per supportare la nostra crescita di consapevolezza.
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