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* Tempo di regali: handmade

10 buoni motivi per NON acquistare handmade

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Spesso cambiare punto di vista aiuta ad aprire nuovi orizzonti, perciò spero che questo post vi faccia riflettere un po’ sull’enorme differenza che esiste fra un prodotto fatto a mano (handmade) ed un prodotto industriale…

Pensateci bene prima di acquistare i vostri regali di Natale leggendo questi 10 buoni motivi per NON acquistare prodotti artigianali e  riflettere un po’ sull’enorme differenza che esiste fra un prodotto fatto a mano (handmade) ed un prodotto industriale…

1) se acquisti un prodotto UNICO la gente potrebbe pensare che anche tu sei unico… meglio uniformarsi alla massa  non credi?

Handmade = UNICITA’

2) se acquisti un prodotto handmade ci sono molte probabilità che l’oggetto acquistato duri nel tempo…. molto meglio comprare cose di scarsa qualità e che si rovinano subito, così puoi buttarle, cambiare più di frequente il tuo guardaroba e contribuire ad ingrandire le discariche!

Handmade = QUALITA’

3) se acquisti un prodotto fatto a mano è molto probabile che ti costi di più perchè devi pagare la qualità dei materiali utilizzati e la manodopera, oltre che l’originalità del pezzo… molto meglio acquistare roba da poco dai cinesi …

Handmade = ETICA – RISPETTO DEL LAVORO

4) è molto meglio acquistare prodotti di grandi marche, delle multinazionali che riescono a farci prezzi molto bassi e distribuiscono tutto in serie, se poi per farlo devono sfruttare il lavoro minorile e quello del terzo mondo a noi non interessa… se infatti le multinazionali hanno in mano le redini del mondo e controllano tutte le risorse è perchè se lo son meritati soprattutto grazie al nostro contributo… è vero ci considerano solo consumatori, con in fronte un codice a barre, ma di fatto noi lo siamo, non ci facciamo molte domande sul perchè certe cose costano così poco e su chi di fatto paga il conto, non è forse vero?

Handmade = VALORI

5) acquistando un prodotto fatto a mano c’è il rischio che i pezzi per produrlo siano riciclati, ma noi siamo nell’era del consumismo sfrenato, perciò bisogna adeguarsi!

Handmade = ECOSOSTENIBILITA’

6) acquistando prodotti handmade si contribuisce a portare avanti certe antiche tradizioni, ma basta con ste tradizioni! Meglio lasciarci alle spalle la nostra storia, il passato è passato ed è meglio dimenticarlo per sempre, dal passato non si impara nulla, giusto?

Handmade = TRADIZIONE

7) acquistando handmade si supportano persone che creano perchè amano farlo, perchè provano gioia nel creare… ma noi sappiamo bene che il lavoro deve essere solo sfruttamento e fatica, quindi meglio favorire le multinazioneli, giusto?

Handmade = LAVORO A MISURA D’UOMO

8) se acquisti un prodotto fatto a mano hai la certezza che quel prodotto sia stato fatto a casa o nel laboratorio del creativo/artigiano, un luogo quindi dove regnano la serenità, l’armonia, i colori, la musica… ma i luoghi di lavoro, si sa, devono essere posti sporchi, rumorosi, stressanti, nei quali non si ama stare, dai quali non si vede l’ora d’andare via… perciò chi fa un lavoro che ama in un posto sereno va contro le regole del lavoro, non credi?

Handmade = PIACEVOLEZZA DEL LAVORO

9) acquistare prodotti fatti a mano significa contribuire alla diffusione della fantasia, della creatività, dell’arte e questo potrebbe contribuire ad ispirare nuovi artisti e creativi… ma lo sanno tutti che l’arte e la creatività non servono a niente, giusto?

Handmade = FANTASIA – CREATIVITA’ – ISPIRAZIONE

10) i prodotti handmade necessitano di cura e amore durante la loro paziente realizzazione, requisiti dei quali a noi  non importa niente, giusto?

Handmade = AMORE E CURA PER IL DETTAGLIO E NELLA REALIZZAZIONE

quindi repilogando…

se vedi un prodotto artigianale che ti piace non acquistarlo perchè faresti il loro  gioco, il gioco di chi (come me  ) vorrebbe un mondo più a misura d’uomo, un mondo meno inquinato, più colorato e pieno d’amore, un mondo nel quale non si sfrutta il lavoro altrui, un mondo nel quale si da importanza alla singolarità delle persone, alla fantasia, alla creatività, allo spirito, un mondo nel quale si va contro le multinazionali che come sappiamo sfruttano le risorse della terra…  

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perciò rifletti bene prima di fare i tuoi acquisti di natale (e non solo) 

Fonte:

http://cosmosicula.com/

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* La buona notizia del venerdì: Il bosco in verticale

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Bosco verticale è il nome di due torri residenziali di 111 metri e 78 metri disegnate da Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra) facenti parte del Progetto Porta Nuova inserito nel centro Direzionale di Milano.

La peculiarità di queste costruzioni è la presenza rispettivamente di oltre 900 specie arboree (550 alberi nella prima torre e 350 nella seconda, circa) sugli 8 900 m² di terrazze.

La struttura è stata completata nel primo quadrimestre 2012, si sta attualmente procedendo con la realizzazione delle facciate e degli impianti.Il progetto ha come finalità la riqualificazione del quartiere storico Isola di Milano tra via De Castillia e via Confalonieri e si compone di due torri residenziali di cui la maggiore alta 111,15 metri (chiamata Torre E) con 24 piani e la minore alta 78 metri (chiamata Torre D) con 17 piani.

È chiamato Bosco verticale in quanto a ogni torre verranno impiantati degli alberi, 550 arbusti tra i tre e i sei metri nella Torre E e 350 nella Torre D che aiuteranno ad assorbire polveri, smog e a produrre ossigeno.

Il Bosco Verticale non è da intendersi come un omaggio alle specie arboree dell’areale milanese in quanto esse sono circa una cinquantina.

La costruzione delle due torri è cominciata tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, con l’inizio della posa delle fondamenta. Tra la metà del 2010 e l’inizio del 2011 la costruzione procede molto lentamente, le torri crescono di soli cinque piani, con il nucleo che arriva al settimo piano.

Ciò nonostante, durante il 2011 la costruzione procede e, al 23 luglio, le torri toccano il decimo piano, per arrivare al quindicesimo attorno a settembre dello stesso anno. Ad inizio 2012 sono state completate le strutture, attualmente si sta procedendo alla realizzazione di facciate e impianti.

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Un’ idea nuova, visionaria: il verde che si arrampica verso l’ alto, due torri per abitazione di centosei e ottanta metri di altezza che diventano un bosco.

UN BOSCO che lascia lo spazio orizzontale e avvolge le terrazze di un palazzo intero, trasformando un parallelepipedo di cemento, vetro e acciaio in una foresta che stupisce chi guarda il nuovo skyline di Milano, passando dalle guglie del Duomo alla guglia hi-tech del grattacielo di Cesar Pelli.

«Il Bosco verticale è un esperimento, e mi piace pensare che sia nato nel posto giusto, nella città che osa: basti pensare alla Torre Velasca»: Stefano Boeri ha progettato le due torri di Porta Nuova nel 2007.

Le piante previste sono 20mila, di cui 4mila arbusti, 750 alberi, in un rapporto di 2 alberi ogni essere umano presente nelle torri.

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Una scelta verde non casuale, anzi: due botaniche – Laura Gatti ed Emanuela Borio – hanno studiato con cura quali specie scegliere in base all’ esposizione, all’ altezza, alla ventosità (per alcune piante si sono fatti anche test nella galleria del vento di Miami, per capire la resistenza dei tronchi che, piantati ad altezze ragguardevoli, devono essere sicuri).

Se nelle terrazze espostea sud, quindi, prevalgono le specie mediterranee, come ulivi e limoni, a nord si trovano querce, lecci, faggi, magnolie caduche. E poi ci sono le piante più piccole: mettendo assieme tutto il verde previsto sulle due torri si arriva a due ettari di bosco orizzontale.

http//wikipedia.org

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/08/28/la-sostenibile


“ la linea orizzontale
ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
con le palpebre chiuse
s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge “

Franco Battiato

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* Mi chiamo Ison e sono la supercometa del 2013

28 novembre 2013.

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Quel giorno, non dimenticate di alzare gli alzare gli occhi al cielo perché avremo la possibilità più unica che rara di ammirare uno spettacolo.

La cometa Ison, che per gli addetti ai lavori si chiama come C/2012 S1, sarà visibile nella nostra porzione di cielo. E sarà l’unica occasione che avremo nella vita di vederla.

Il suo arrivo al perielio, ossia il punto di minima distanza dal Sole, sarà raggiunto da Ison il 28 novembre prossimo. Prima da allora la cometa si troverà nella costellazione del Leone, dove è presente già in questi giorni, per poi spostarsi verso la costellazione della Vergine, dal 6 novembre.

A scoprire la nuova cometa sono stati due astrofili russi, Vitali Nevski e Artyom Novichonok, che l’hanno notata osservando alcune fotografie scattate tre giorni prima con un telescopio da 15,7 pollici (0,4 metri) dell’International Scientific Optical Network (da cui il nome Ison), nei pressi di Kislovodsk.

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Quando fu avvistata per la prima volta Ison si trovava a circa 625 milioni miglia (1 miliardo di chilometri) dalla Terra e a 584 milioni miglia (939 milioni di km) dal Sole, nel cuore della costellazione del Cancro.
La cometa Ison era appena visibile ad occhio nudo nel cielo notturno che precede l’alba, posizionata alle spalle della Costellazione del Leone nel mese di ottobre 2013. Il 16 ottobre è passata nei paraggi sia di Marte che delle luminose stelle Regulus.

Nel mese di novembre, è stata via via più brillante, passando a distanza ravvicinata dalla stella Spica nella Vergine.

I pochi giorni che anticipano l’avvicinamento della cometa al sole il 28 novembre 2013, saranno sicuramente i più interessanti. La massima visibilità sarà raggiunta quando la cometa Ison raggiungerà il perielio, cioè la distanza minima dal sole.

Da allora sarà visibile probabilmente per tutto il mese di dicembre, sia nel cielo notturno, dopo il tramonto e che in quello mattutino, prima dell’alba. Se saremo fortunati potremo ammirarne anche la coda.

Saremo testimoni di uno spettacolo avvenuto (forse) nel 1680. Forse, perché allora si verificò il passaggio di un altro corpo celeste, rimasto a lungo nella memoria dei testimoni, che raccontarono di una coda scintillante visibile anche in pieno giorno. Era la “Grande Cometa del 1680.”.
E forse, quella che vedremo tra 14 mesi, sarà la stessa cometa tornata a farci vita dopo quasi 400 anni.

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Nel frattempo, anche un’altra cometa farà capolino nel cielo del mattino. Si tratta della cometa Lovejoy (C/2013 R1), che sta dando bella mostra di sé nella parte settentrionale della costellazione del Leone.

Lovejoy è visibile durante le ore prima dell’alba, proprio come Ison. La settimana scorsa, questa cometa è risultata in realtà più luminosa di Ison stessa. Per localizzare Lovejoy, bisogna proiettare lo sguardo a nord-est, lungo la parte superiore della cosiddetta Falce del Leone.

http://www.nextme.it/

I vecchi e le comete sono sempre stati venerati per una stessa ragione:
hanno la barba lunga e la pretesa di predire gli avvenimenti”.
Johnatan Swift, Opere

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?

Leggi anche:

Mi chiamo Elenin e sono una cometa.

2013, anno delle comete

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* Oggi come ieri come domani

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Abbi cura di te stessa con Amore,
ricorda chi tu sei con onore.
Risveglia l’incanto che porti dentro,
realizzando l’Amore che è il vero ed unico sentimento.
A te Donna speciale,
affido il diffondere, nel Mondo,
il canto Universale,
a te che sei Terra feconda, pronta da seminare,
regalo il ricordo della tua Antichità

affinchè ogni seme che è in te, possa germogliare.

L’Eterno Mantra della Vita – Antigua Avenida

 

Fonte: Nel nome della Madre

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La buona notizia del venerdì:L’Eden in Cornovaglia

 Eden Project

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Eden Project aperto al pubblico dal 2001 e ideato su progetto dell’architetto Nicholas Grimshaw e della Anthony Hunt and Associates, rappresenta una delle più imponenti attrazioni turistiche del Mondo.
Questa mega struttura ha lo scopo di fondere in un unico luogo l’agricoltura e l’orticoltura con la scienza, l’educazione e l’arte, sensibilizzando l’opinione pubblica alla coltivazione delle piante in equilibrio con le necessità e con la conservazione del paesaggio naturale del mondo.
All’interno del complesso si trovano le due biosfere più grandi del mondo.
Si tratta di strutture a cupola in acciaio completamente autoportanti coperte di una particolare plastica gonfiata, in modo da creare tanti cuscinetti esagonali formanti una vera e propria protezione termica, resistente alle intemperie e autopulente.

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La più grande, 16 mila metri quadrati, è alta 55 metri (più della Torre di Londra), lunga 240 e larga 111.

Al loro interno vengono riprodotti tutti i climi della Terra (nella “giungla amazzonica” c’è un’umidità da bagno turco!) con 5 mila varietà vegetali delle 250 mila esistenti, arrivate dagli orti botanici di tutto il mondo; abbastanza per illustrare la storia delle piante e la loro importanza per l’uomo.

Per costruire questo mondo verdeggiante, dove prima si trovava solo una vecchia cava d’argilla, ci sono voluti 3 anni di lavoro e 2 milioni di tonnellate di terra. Ora vi si trovano 12 mila alberi e addirittura una cascata, alta 30 metri.

Le cupole sono di un materiale plastico (efte) riciclabile, molto più leggero del vetro, così resistente che, secondo i responsabili, «una squadra di rugby irlandese potrebbe ballarci sopra», e soprattutto trasparente, per lasciar filtrare i raggi ultravioletti, indispensabili per le piante.
In queste 5 enormi semisfere appoggiate sul fondo di pietra della vecchia cava abbandonata, si trovano oltre 100.000 piante provenienti da tutto il mondo, che rappresentano diversi ecosistemi, ed esattamente:

Il Bioma tropicale

Il Bioma mediterraneo

Il Giardino della Cornovaglia con vegetazione tipica della zona
Due delle semisfere ospitano The Core (centro didattico interattivo) e Il Teatro (spazio coperto adibito ad eventi).

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Il controllo climatico, parte essenziale all’interno delle grandi biosfere, è gestito tramite un complesso sistema informatico che regola continuamente sia temperatura che umidità, per mantenere le condizioni ambientali ottimali per il tipo di vegetazione coltivata all’interno delle maxi serre.
L’energia viene ricavata da un sistema a pannelli fotovoltaici posti sul tetto delll’edificio dedicato a The Core.

Nel viale centrale si può ammirare l’arte topiaria con cipressi potati ad hoc, ulivi, viti e platani educati a pergola, che forniscono ombra e refrigerio nelle giornate più calde, imitando un metodo diffuso nei giardini dell’impero romano.
A lato del viale si trova il bacino di raccolta delle acque piovane utilizzato per l’irrigazione.
Anche i vialetti in porfido di questa zona ricordano le pavimentazioni tipiche dell’epoca romana. 

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Una vasta zona è dedicata all’orto con migliaia di specie commestibili agrumi, vite, peperoncini,  legumi, pomodori, girasoli e piante aromatiche, ma anche agrarie fondamentali (cioè che servono alla sopravvivenza dell’umanità) quali frumento, mais, riso e patate.

Oltre a queste ci sono piante che necessitano di insetti per impollinarsi, colture tipiche della Cornovaglia, piante per la produzione di birra e infusi, colture per produrre corde o fibre tessili o per produrre carburanti e quelle spontanee importanti per la biodiversità.

All’interno del complesso è possibile trovare punti ristoro, nei quali si può gustare ottimo cibo prodotto proprio con le materie prime coltivate negli orti sopra citati, il tutto visibile da una zona soppalcata da cui si accede.

Nella biosfera più grande è stato riprodotto l’ecosistema tropicale il cui clima molto umido si aggira tra i 18 e i 35 gradi, con vapori e cascatelle d’acqua.
L’energia necessaria per mantenere tutto il sistema viene ricavata dal sole. 

Qui si trovano le piante del caffè e del cacao, la cola, la gomma da masticare, la gomma per  pneumatici, piante di spezie e tinture, oltre piante carnivore, fiori lussureggianti e piante da frutto tipiche dei tropici.
Questo bioma nel punto più alto tocca i 50 metri di altezza e dalla scaletta che si intravede nella foto sotto, si può raggiungere una piattaforma panoramica situata all’apice della cupola.

Se vi incuriosiscono i numeri sappiate che l’avveniristica struttura è costata 270 milioni di euro, le piante presenti sono più di 135 mila di 4.500 specie diverse; ci sono voluti 7 anni di lavoro e 2 milioni di tonnellate di fango rimosso dalla cava prima dell’inizio dei lavori.

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Dal 2002 Eden Project è diventata una perfetta location per centinaia di eventi, tra concerti,  esibizioni di artisti internazionali e non, citandone alcuni Amy Winehouse, Oasis, Muse, James Morrison, Pulp, e per le riprese del film di james Bond, La morte può attendere.

Nei mesi invernali, da novembre a febbraio, è a disposizione dei visitatori una pista di ghiaccio.

E’ possibile visitare gran parte del complesso tramite Google Street View.

Fonti:

http://www.edenproject.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Eden_Project

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* La buona notizia del venerdì: La storia di Yash

La storia di Yash: vedere il mondo in modo positivo

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Yash Gupta, 17enne di origine indiana residente a Irvine (California), è un ragazzo molto speciale: già da qualche anno ha fondato un’associazione che raccoglie occhiali da vista usati – che altrimenti finirebbero nella spazzatura – per donarli ai bambini di tutto che ne hanno bisogno, ma che non possono permetterseli.

Yash, che porta gli occhiali da vista da quando aveva 5 anni, sa molto bene cosa significa non vedere perfettamente e si ricorda ancora di quando era alle elementari ed aveva rotto gli occhiali da vista. Yash ha dovuto aspettare una settimana per averne un paio nuovo e questa esperienza lo ha segnato profondamente. “ Non riuscivo a vedere niente”, ha raccontato, “In classe non vedevo nulla, così mi distraevo molto facilmente. E non riuscivo nemmeno a fare i compiti”. E’ stato in quel momento che si è reso conto di quanto fosse importante possedere un paio di occhiali da vista.

Tutti i bambini che non possono permettersi un paio di occhiali, specialmente nei paesi a basso reddito, soffrono di uno svantaggio enorme, perché se non riescono a vedere bene, non possono beneficiare dell’istruzione che ricevono. “Per loro diventa impossibile riuscire ad esprimere al meglio le loro potenzialità. Io ho avuto questo problema per una settimana, ma questi bambini ce l’hanno da tutta la vita”.

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Ecco perché 3 anni fa, quando avevo solo 14 anni, Yash ha avuto l’idea di recuperare gli occhiali da vista che la gente non utilizza più, per donarli a chi ne ha bisogno. Spesso i vecchi occhiali vengono dimenticati nei cassetti o gettati nella spazzatura, quando ci sono tanti bambini che non vedono bene, ma che non possono comperarli. “Io, a casa, ho trovato da 10 a 15 paia di occhiali solo aprendo i cassetti in modo del tutto casuale”, ha detto. Resosi conto che quegli occhiali potevano fare la differenza nella vita di almeno 10 bambini, Yash con il supporto del padre, ha fondato una associazione che raccoglie gli occhiali da vista usati per darli ai bambini meno fortunati di lui.  Come primo passo, ha contattato tutti gli optometristi di Irvine, che hanno accettato di esporre nei loro negozi un contenitore nel quale i loro clienti, dopo aver comprato un nuovo paio di occhiali, potevano donare quelli usati.

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Quel primo esperimento è stato davvero incoraggiante”, ha dichiarato Yash. “Alcuni (optometristi) avevano già molte paia di vecchi occhiali, che avevano accumulato nel tempo e dei quali non sapevano che fare” . la sua associazione no profit si chiama “Sight Lerning” e raccoglie occhiali usati presso gli optometristi californiani per darli ad organizzazioni internazionali. Dal 2011 ad oggi Yash ha raccolto e regalato circa 9.500 paia di occhiali, per un valore di quasi 500.000 dollari, soprattutto ai bambini di Haiti, Honduras, India e Messico. Per il suo altruismo Yash ha partecipato ad un evento alla Casa Bianca lo scorso mese di luglio ed è stato nominato CNN Nero 2013. Aiutare gli altri è molto importante per Yash, la cui famiglia è emigrata dall’India verso gli Stati Uniti quando aveva solo 1 anno di età.

“ E’ stata dura riuscire ad integrarci per questo sono molto solidale con tutte le persone che vivono momenti di difficoltà. In questo momento stiamo collaborando con organizzazioni che hanno attività internazionali. Ma in futuro, mi piacerebbe portare questo servizio anche in tutte le città degli Stati Uniti” ha spiegato Yash. “Nel Mondo ci sono 300 milioni di persone che non possono permettersi un paio di occhiali da vista, ma ne hanno bisogno. Gran parte di loro (circa un terzo, n.d.a.) sono studenti e credo che non sia giusto che non riescano ad avere un’istruzione adeguata solo per questo motivo. E’ entusiasmante vedere l’espressione meravigliata dei bambini che indossano gli occhiali per la prima volta, vedere la gioia e felicità sui loro volti

Fonte: buonenotizie.it

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In Toscana microcredito per i disoccupati

Praticare la gentilezza

Nasce il bar ” Non uno di meno”

Svezia:4 carceri chiuse per mancanza di detenuti

Un lavoro per Natale

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* Settimana del baratto 18 al 24 novembre

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Il BARATTO è stato per secoli a fondamento dell’economia familiare e, in un momento di contrazione dei consumi come quello che stiamo vivendo, si rivela un’ottimo modo per viaggiare a costo zero investendo in fantasia e curiosità.

Con la Settimana del Baratto inventerete una vacanza diversa e ricca di contatti umani, scambi di esperienze e professionalità tornando alle origini dell’ospitalità e della riconoscenza. In effetti a pensarci bene che cosa c’è di più intrigante per i gestori di un B&B o per i loro ospiti che conoscersi e scambiarsi opinioni, esperienze, professionalità senza vincoli legati al denaro?

L’entusiasmo con il quale sono state accolte le precedenti edizioni della Settimana del Baratto ha fatto aumentare considerevolmente le strutture aderenti all’iniziativa e sono oltre ottocento i B&B che accettano il Baratto tutto l’anno. Il gradimento per il baratto in formula B&B è palpabile anche nella Pagina Facebook della Settimana del Baratto (www.facebook.com/settimanadelbaratto) animata costantemente da offerte e richieste di scambio.

Se vi mancano le idee la nuova versione del sito viene incontro alla fantasia di qualsiasi viaggiatore e gestore. La Lista dei Desideri è dedicata ai B&B partecipanti che potranno inserire la loro richiesta all’interno di una delle categorie proposte. Le Proposte di Baratto dei Viaggiatori saranno visibili sul sito http://www.settimanadebaratto.it e, a scelta del viaggiatore, anche sul proprio profilo Facebook.

Navigare all’interno del sito è come essere dentro un mercato virtuale dove si incontrano la domanda e l’offerta e dove si possono attingere moltissime idee di Baratto. Dalle lezioni private alla realizzazione siti internet, dal giardinaggio alla manutenzione dell’impianto elettrico non mettete freni alla vostra creatività che incontrerà sicuramente la disponibilità delle strutture aderenti alla Settimana del Baratto. Volete scambiare una vecchia giacca di pelle? Avete una collezione di CD o DVD che non entra più nel vostro monolocale? Preparate delle ottime conserve e marmellate o dei formaggi tipici? Perfetto! Portateli ai gestori di un B&B che, in cambio, vi offriranno un weekend.

Quando, per qualche volta, si è più felici di incontrare persone nuove sotto il segno della fantasia e della complicità, si può anche fare a meno del portafoglio e non pensare allo spread!

La Settimana del Baratto si svolgerà dal 18 al 24 novembre 2013. Durante tutta la settimana i B&B affiliati al portale http://www.bed-and-breakfast.it che aderiranno all’iniziativa si offrono di scambiare un soggiorno di uno o più giorni nella loro struttura in cambio di beni o servizi.
I beni scambiati e i servizi possono essere i più vari e vanno concordati con il gestore del B&B prima del soggiorno.
Potete barattare qualsiasi cosa, nei limiti del ragionevole, ovviamente.

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Molti B&B hanno necessità, ad esempio, di servizi fotografici o di video o di piccoli lavori di manutenzione nelle strutture. Se siete dei fotografi, dei grafici o dei videomaker avete ottime probabilità di poter scambiare i vostri servizi con il soggiorno.
Le possibilità di condivisione e scambio possono essere infinite, l’importante è non limitarsi, non avere imbarazzi e proporre lo scambio nella massima serietà, cortesia, curiosità, empatia, simpatia, originalità.

  1. Scegli la località dove vuoi soggiornare da “Ricerca sulla Mappa” nel menù in alto e una volta trovata la strutture che più ti piace proponile il baratto. Oppure puoi cliccare sulla sezione “Ricerche Speciali” ed effettuare una ricerca per regione, per caratteristiche della struttura, per vicinanza rispetto a punti di interesse.
  2. Se sei un gestore inserisci la tua richiesta nella Lista dei Desideri. Se sei un viaggiatore scopri nella Lista quali sono le richieste di Baratto dei gestori.
  3. Inserisci una proposta di Baratto che verrà valutata da tutti i gestori partecipanti e sarà visibile all’interno del sito della SDB e anche nel tuo profilo Facebook.

Soggiornare in B&B in cambio di beni o servizi. Da qualche anno si può grazie alla Settimana del Baratto, un appuntamento atteso dai viaggiatori italiani.

La Settimana del Baratto giunge alla Quinta Edizione e si svolgerà dal dal 18 al 24 novembre 2013: i bed and breakfast affiliati al portale http://www.bed-and-breakfast.it che aderiranno all’iniziativa baratteranno il soggiorno in cambio di beni o servizi.

Per una settimana l’ospite e il gestore saranno svincolati dal pagamento in denaro e privilegeranno l’aspetto umano dell’ospitalità.

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Leggi anche: Swap che passione

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* La buona notizia del venerdi: In Uruguay ” Armas para la vida”

In Uruguay Pc o biciclette in cambio di armi.

La nuova campagna di Mujica

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Meno armi, più bici e computer.

Suona più o meno così il monito lanciato all’inizio del 2013 dal presidente ‘povero’ dell’Uruguay, José Mujica, che in occasione dell’Assemblea dell’Onu del 24 settembre scorso ha lanciato l’iniziativa Armas para la vida.

Partita all’inizio del 2013 nel suo paese, l’iniziativa del ministero dell’Interno uruguaiano è volta al vero e proprio disarmo della popolazione. Solo lo scorso anno, infatti, sarebbero stati 267 gli omicidi contro i 193 del 2011 e 500 mila i pezzi illegali.

Anche in assenza di dati precisi, è stato stimato che circolano nel paese mezzo milione di armi illegali tra i civili e 450mila registrate. In sostanza, un cittadino su tre possiede un arma e uno su sei ne ha una illegale.

Da qui l’iniziativa del presidente Mujica, famoso per aver rinunciato al 90% del suo stipendio per darlo ai poveri, e del suo governo, Armas para la vida, che propone uno scambio: il cittadino porta un’arma e riceve in cambio un’altra “arma per la vita”. Un’arma di conoscenza, ad esempio un computer portatile, o un’arma per il divertimento, per spostarsi e per fare attività fisica, la bicicletta.

Secondo quanto previsto da Armas para la vida, per i prossimi sei mesi chi consegnerà la propria arma potrà ricevere in cambio bici o pc, una sorta di periodo di condono, se così può essere definito, al termine del quale subentrerà la legge che prevede la condanna da 1 a 12 anni per il possesso illegale di armi.

Entrambe le campagne sono state portate avanti sviluppati dalla Unità di Comunicazione del Ministero dell’Interno che da tempo è impegnata nel disarmo del paese, insieme a due partner strategici: il Ministero del Turismo, per i suoi stretti legami con i produttori e gli importatori di biciclette attraverso il programma di piste ciclabili e del turismo domestico e il Laboratorio Tecnologico dell’Uruguay (LATU), a capo del piano Ceibal, un progetto socio-educativo istituito dal presidente Vázquez per far sì che tutti gli studenti delle scuole pubbliche abbiano un computer.

E in occasione della sessione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, lo scorso 24 settembre, col suo forte discorso Mujica ha ribadito la necessità di puntare ad un mondo migliore: “Con il talento e il lavoro di squadra l’uomo può rendere verdi i deserti, coltivare il mare e mettere a punto metodi per usare l’acqua salata per l’agricoltura. Un mondo con una migliore umanità è possibile, ma forse oggi la prima priorità è salvare vite umane”, ha sottolineato Mujica.

Via le armi, avanti le bici.

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http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/11528-armas-para-la-vida-uruguay

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* La nota musicale più profonda mai scoperta

La Nota Musicale Più Profonda Mai Scoperta Proviene da Un’Altra Galassia’


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L’orecchio umano può percepire suoni e musica a tantissime tonalità diverse, dalle più profonde alle più alte, ma la nota più profonda mai scoperta qual è? Si tratta di una B♭, 57 ottave sotto la nota di mezzo C, nel pianoforte. Immagine di avere un piano che contiene così tante ottave! Questa nota proviene da bolle di plasma in inflazione, al centro dell’Ammasso Galattico di Perseo, detto anche Abell 426.

Come fa subito intuire il suo nome, Perseo è un gruppo di galassie unite insieme dalla grandissima gravità esercitata dalla loro massa e dalla materia oscura che le circonda. L’ammasso galattico di Perseo è considerato, tra le altre cose, anche uno degli oggetti più grandi e massicci dell’intero universo!

Ma torniamo alle note musicali. La scoperta fa parte di una ricerca diversa, che si concentra sullo studio di un gigantesco buco nero supermassiccio presente al centro di una di queste galassie. L’attività intensa del buco nero rilascia onde che si propagano nelle nubi di polvere e gas vicine, come onde di pressione, che convertite in suono sarebbero un B♭.

Lo studio è stato effettuato nel 2003 da un team di astronomi guidati dal Dr. Andrew Fabian, della Cambridge University, e si basa su 53 ore consecutive di osservazioni fatte con il Chandra X-Ray Observatory.

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Nessun umano sentirà mai questa nota però, perché il suo periodo di oscillazione si aggira sui 9.6 milioni di anni. Le onde radio generate provengono dall’inflazione di bolle di plasma grazie all’attività intorno al buco nero nella galassia NGC 1275.

http://chandra.harvard.edu/photo/2005/perseus/

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