Categoria: scienza
La buona notizia del venerdì: Fare le scarpe con plastica e reti da pesca si può…
Sono state realizzate riciclando la spazzatura presente nei nostri oceani: le nuove scarpe di Adidas, prodotte in via esclusiva, hanno l’obiettivo di aiutare l’ambiente e di sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica al problema dell’inquinamento dei mari.
Al momento ne saranno prodotte circa 7000 paia, ma l’azienda mira ad espandere il raggio d’azione: “Ne produrremo un milione nel 2017 – ha spiegato un portavoce a The Verge -. Ciò a cui miriamo è l’eliminazione della plastica vergine dal nostro processo di produzione e distribuzione”.
Il concept della scarpa da corsa è stato presentato in occasione della Conferenza sul clima di Parigi. L’intera calzatura è fatta con plastica e reti da pesca recuperate dai fondali marini
Un progetto ambizioso, che Adidas sta portando avanti insieme a Parley for the Oceans, un’associazione ambientalista nata con lo scopo di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione dell’inquinamento degli oceani.
Lo scopo è quello di “ripensare il design dei prodotti e aiutare a ridurre il problema della plastica nelle nostre acque”: già l’anno scorso l’azienda leader nell’abbigliamento sportivo aveva realizzato un prototipo in 3D, dimostrando che l’obiettivo non era poi tanto lontano dalla realtà.
Ora, con la messa in vendita delle scarpe, la meta è stata raggiunta.
Con ha il pieno appoggio della leggenda del calcio e allenatore del Real Madrid, Zinedine Zidane, che ha dichiarato: “Questa partnership fra adidas e Parley è molto stimolante e personalmente mi sento molto legato a questo progetto in quanto gli oceani sono dei luoghi assolutamente straordinari. Quello che adidas e Parley stanno facendo, trasformando i rifiuti in una scarpa da running, dimostra come anche i rifiuti che danneggiano il nostro pianeta possano essere utilizzati per creare qualcosa di spettacolare”.
La tomaia è realizzata con plastica Parley Ocean Plastic®, raccolta lungo le coste delle Maldive, e con reti illegali da pesca d’altura recuperate dall’organizzazione Sea Shepherd, partner di Parley for the Oceans.
La scarpa è stata creata avvalendosi di una delle tecnologie adidas di ultima generazione: l’adidas Tailored Fibre Technology, una tecnica di produzione rivoluzionaria che consente un design esclusivo, basato sulle singole esigenze di ogni atleta.
Le scarpe avranno un costo di 220 dollari e verranno vendute sia nei negozi sia online.
Il loro nome sarà “UltraBOOST Uncaged Parley” e saranno riconoscibili grazie allo specifico design. Saranno fatte al 95% di plastica riciclata, raccolta vicino alle Maldive, mentre la restante parte sarà ottenuta da altri materiali riciclati.
“Nessuno salva gli oceani da solo. Ognuno di noi può avere un ruolo nella risoluzione del problema”, ha affermato Cyrill Gutsch, fondatore di Parley for the Oceans. Stando a un recente studio, nel 2050 ci sarà più plastica negli oceani che pesci: dunque, non c’è tempo da perdere. “È compito delle industrie creative reinventare i materiali, i prodotti, i modelli di business – continua Gutsch -. Il consumatore può aumentare la domanda in linea con il cambiamento”.
Coming soon on #adidas US. Parley x Ultra Boost Uncaged. —> http://bit.ly/2e8Gt09
* Anno 2017, Nascita di Un Nuovo Futuro
Anno 2018 Nascita di Un Nuovo Futuro
È evidente in fenomeni naturali senza precedenti, nella riconnessione magnetica
che riduce la magnetosfera terrestre e quella solare, nella rivelazione
dell’Universo Bambino di cui noi, umani, possiamo essere cellule.
Da due millenni celebriamo il Natale, il Bambino Divino che nasce in una grotta punteggiata di stelle e non sospettiamo che sia l’Utero che Lo nasconde. Guerre, stragi e persecuzioni hanno contrassegnato da allora una storia che, pur cambiando volti e regimi, ha diviso pochi “potenti” dai tanti impotenti, obbligato tutti ad armarsi e a combattere il “nemico”.
Ora le osservazioni spaziali mostrano che la grotta punteggiata di stelle – il cielo per noi terrestri – sta mutando con grande celerità e sconvolgendo le leggi fisiche. È un fatto senza precedenti, ma ha scarsa eco sui media, disposti a discutere tutto di politica e di economia ma non la scienza considerata “certa”. Sulla terra cresce il terrorismo, effetto probabile del terrore con cui sono trattati i popoli. Invece di combatterlo, potremmo eliminare le sue cause – miseria, fame e dolore – occuparci del benessere dei popoli, ma “mancano i soldi” e le spese militari sono “necessarie”.
Siamo in un loop logico… illogico, un serpente che si mangia la coda. I pericoli incombono e il collasso della grotta – la magnetosfera terrestre – sembra uno.
“Perdiamo il nostro scudo protettivo”, dicono i tanti convinti che i raggi cosmici siano micidiali per la vita. Eppure contribuiscono alla formazione delle nuvole, quindi al ciclo delle acque, benefico ed essenziale per la Natura.
Perché crederli pericolosi? Perché le menti sono educate a credere al bipolarismo, alla lotta tra “opposti” – destra e sinistra, bene e male – a schierarsi con uno e a dedicare tutte le risorse per combattere l’altro.
Chi cerca una terza Via è amato da alcuni, disprezzato e osteggiato da altri.
Serve anche, anzi urge la quarta Via: la coscienza della realtà reale [1]
Espressa da saggi, poeti e musicisti di tutte le epoche, da popoli chiamati “primitivi” così sensibili da sentire l’Unità e l’Intelligenza dell’Universo, da riconoscere l’infinita energia che lo permea e che le scienze ora chiamano “oscura”.
In passato ha avuto molti altri nomi, saggezza, etere, Sostanza Madre, Pacha Mama, e ora si manifesta in fenomeni che le scienze osservano ma non spiegano; uno è l’allineamento tra gli assi polari dei QUASAR e un altro è analogo allineamento tra gli spin di due minuscole particelle. L’allineamento coinvolge quindi masse minuscole e grandissime, è indipendente dalle distanze che le separano.[2]
Oggi ci sono anche altre importanti novità: le tracce del Bambino Gigante.
Grande 4-5 volte la Terra, è “divino” perché libero dalle leggi che consideriamo naturali, indipendente dalla gravità e dal “tiranno” che ha dominato la storia conosciuta: il tempo unico.
Per le Scienze dello Spazio è la plasmasfera, la parte interna della magnetosfera terrestre; è osservata dalle sonde spaziali in Estremo Ultra Violetto (EUV), composta di plasma e indipendente dalla gravità; impiega tra le 25 e le 27 ore a fare un giro completo su se stessa. [3] La sua rotazione è più lenta quindi di quella della superficie visibile in frequenze ottiche (24 ore).
La Terra che finora abbiamo creduto isolata, divisa dal cielo e vincolata dalla gravità, coesiste con quella osservabile in EUV che non sente la gravità! Non c’è distanza tra le due immagini, in ottico e in EUV. C’è distinzione tra i generi di materia che le compongono e le velocità di rotazione che determinano le diverse durate del giorno.
Altra novità è che tale distinzione sta diminuendo; il nostro giorno si sta allungando. La NASA ha dovuto aggiungere vari leap second agli orologi atomici per farli quadrare con il tempo solare. L’ultimo a dicembre 2016. È una delle tante prove che il tempo unico, su cui si basa tutta o quasi la conoscenza umana, non è nella natura della Natura, ma una scelta umana, un atto di fede nel temibile dio Saturno che divora i suoi figli.
Secondo il mito, l’ultimo è Giove che la madre nasconde da piccolo e che, una volta adulto, spodesta il padre senza spargere sangue, al contrario di quanto aveva fatto Saturno al proprio padre, Urano.[4]
E se con l’avvento di Giove, simbolo di prosperità e di sessualità libera, i miti anticipassero un nuovo futuro? Non solo i miti; anche l’Apocalisse annuncia che “appariranno un nuovo cielo e una nuova terra” e molti sentono, infatti, che siamo in piena apocalisse, intesa come catastrofe e non come rivelazione che è, invece, il suo significato autentico. I fatti minano la nostra fede nel tempo unico; essendo questo il “pilastro” portante di tutte le istituzioni – governi e banche, chiese e accademie – e anche il modo per calcolare i salari di fame per molti e gli ingenti profitti per pochi, anche le istituzioni sono tutte in crisi.
Intanto emerge la misteriosa e immane energia oscura che potrebbe riempirci di gioia: pullula dallo spazio “vuoto” e permea tutto, i minuscoli atomi dei nostri corpi e le grandi galassie che danzano in cielo.
Con i giorni che si allungano la Natura sta mandando in esilio Saturno, dimostrando che le menti umane hanno inventato e venerato un dio inesistente.
Potremmo lavorare tutti meno, organizzare attività ludiche e spettacoli, allenare il corpo e la mente, attivare sport per tutti, istituire scuole che stimolano la creatività e la fantasia dei bambini, finora repressi da nozioni mai provate.[5]
Potremmo eliminare la povertà, l’emarginazione e lo sfruttamento, le spese di amministrazioni incapaci e corrotte, soprattutto i conflitti e la loro causa: la concezione meccanicista e divisa dell’Universo.
La Natura è organica e tutta unita, non ha i confini che molti vogliono “difendere” e per questo sono disposti a offendere il prossimo.
L’unità è evidente nel Bambino Gigante cui siamo collegati tramite il Cristallo al centro della Terra, la Via che unisce l’immagine in frequenze ottiche, a forma di sfera, a quella in EUV a forma embrionale. I
Il Cristallo è la Fonte da cui sgorga il Fiume della Vita cantato dai saggi, i semplici e i poeti, il Fiume che anima tutto e tutti, anche gli uomini che corrono disperati perché si credono soli, isolati e senza risorse. È falso.
Basta “tuffarsi nell’impetuoso Fiume”, come diceva Giordano Bruno, per sentire la corrente che scorre nelle vene e genera i moti del sangue, le emozioni.
“Tuffarsi nel Fiume” significa compiere una profonda rivoluzione interiore, spodestare la vista umana e scientifica, cioè il campo elettromagnetico, dal trono su cui l’ha posta la nostra mente robotica, la nostra stessa materia grigia e ristabilire i contatti perduti con la propria Materia Bianca che usa una misteriosa “energia oscura”.
Le macchine non possono usarla perché non la sentono, né la sentono i robot “democratici” che pretendono di controllare i popoli, assicurando privilegi alle multinazionali che li sfruttano. È questa immane energia il grande mistero per la scienza e non per chi la sente come coscienza, creatività, innovazione, possibilità pratica di creare una società ricca di Intelligenza organica.
Gli effetti dell’energia oscura possono essere imponenti, possono sfidare la gravità e provocare l’ascensione, persino la resurrezione del corpo, non miracoli riservati a “dio” ma eventi naturali che stanno mutando il cielo e la terra, anche le menti umane se… vogliono.
Basta tradurre i termini tecnici con i nomi che hanno un significato umano. [6]
La terza via in Italia è stata indicata dal Movimento 5 Stelle, un fenomeno popolare che potrebbe espandersi in Europa solo se adottasse la quarta via, secondo me: è la coscienza che la realtà è organica non è quella meccanicistica dipinta dalla scienza. Venerata come certezza, la scienza trionfa con le ricerche spaziali e la scoperta delle onde gravitazionali che confermano la Relatività Generale di Einstein.
Questa teoria ha messo in risalto la relatività del tempo, ma non ha discusso la sua unicità, non cioè il consueto dominio di Saturno sulle menti umane.
La fisica quantica, celebrata da successi tecnologici e da una “spiritualità” che non la capisce, ha esaltato il caso e trascurato la causa, cioè la Forza che, come la Musica, compone i diversi tempi che il corpo umano sente come umori ed emozioni.
È la Forza Intelligente di cui possiamo usare il lato luminoso, dice la Saga di Guerre Stellari.
Non è solo fantascienza; è anche il Fiume ovvero la “corrente debole neutra” che la fisica ha scoperto nel 1973, riconoscendo poi che non ha vincoli con la gravità né con la “tirannia” che ha dominato la storia conosciuta: il potere temporale.[6]
Ora la grotta sta sparendo e il Bambino comparendo. La sua materia è fluida, mutevole e, in apparenza, instabile; emette però un sibilo stabile registrato a terra da più di 200 anni e proviene dal cielo che ci avvolge, il Bambino di cui osserviamo la forma embrionale.
Nella massiccia realtà “oscura” che la scienza calcola e non osserva, potrebbe essere già nato e cresciuto, diventato un giovane possente così come lo dipinge Michelangelo nel suo Giudizio Universale (Cappella Sistina).
La “distanza” tra cielo e terra non è nello spazio, ma nei tempi, nei ritmi ultra celeri del lato “debole” e la sua abilità a provenire dal futuro.
Sulla superficie terrestre ha vinto il “forte” il lato “oscuro” che è mille volte più lento e tenacemente attaccato al passato e interessato a conservare se stesso.[6]
La lotta tra i due lati si manifesta nel disprezzo per la terza via e nell’ignoranza della quarta, la coscienza, che è spesso confusa con la consapevolezza.
L’una è sentire e l’altra è sapere, l’una è la fusione con il Fiume e l’altra è possedere mezzi e conoscenze, di fatto schierarsi con il lato oscuro; chi sceglie la prima si abbandona alla corrente “debole” e la rende più cospicua e feconda, aiuta tutti gli altri anche chi, per paura, si schiera con la seconda che offre più “sicurezza”, potere e pubblicità. Chi sceglie la seconda cura i propri interessi e spesso si lega al mercato globale.
“Chi vuole esser lieto sia, di doman non c’è certezza” scrive il poeta.[7]
Così è se vi pare, diceva il letterato, Pirandello.
Chi vuole uscire dal loop illogico e contribuire con sincerità al nuovo futuro, oggi può.
Tanti indizi confermano la causa Intelligente e vivente della matrix, l’Utero che ha nascosto l’Universo Bambino di cui noi umani possiamo essere cellule, partecipi della Sua prosperità, libertà e gioia senza limiti.
Chi è attaccato al passato, non può, anche perché è arrabbiato. La rabbia è legata alla paura, a sua volta vincolata al potere. Quest’ultimo sta comunque crollando. Ora è sempre più difficile la comunicazione tra i due atteggiamenti, come prevede anche la teoria delle biforcazioni.
Quando un sistema è in uno stato di grande instabilità, si suddivide in due, uno a maggiore energia e uno a minore.
Stiamo attraversando una biforcazione com’è evidente dalla crisi umana, sociale e politica del mondo.
Siamo di fronte a una scelta libera che non dipende dal caso, ma solo dalla propria volontà: percorrere la quarta via e tuffarsi in una straordinaria avventura.
[1] La gravità c’è solo per le forme sferiche. La plasmasfera ha forma embrionale.
[2] Sulla quarta via è incentrato il mio libro, Baby Sun Revelation, 2013
[3] Per le particelle è chiamato “entanglement” e per i QUASAR non ha ancora un nome, ma è stato osservato dall’osservatorio Europeo in Cile. Vedi su Youtube Universo Organico e l’Evoluzione umana.
[4] Saturno castra Urano e getta il suo pene nell’Oceano da cui emerge già adulta Venere, la dea della bellezza.
[5] Una è il credo nel Principio Copernicano mai dimostrato fino in fondo e alla base di gran parte dell’astronomia.
[6] Vedi i miei ultimi libri: Cambio di Logica e L’eresia di Giordano Bruno e l’eternità del genere umano
[7] Lorenzo dei Medici, noto anche come Lorenzo il Magnifico (1449-1492)
* Ti svegli alle tre di notte? Sei cittadino del mondo
Sono parecchi mesi che tra le 2 e le 3 di notte mi sveglio indipendentemente dall’ora in cui sono andata a dormire; dopo aver guardato l’ora, a volte mi riaddormento e a volte rimango in ascolto per percepire qualcosa che penso dovrei sentire, altrimenti perchè mi sono svegliata?
Parlando con altre persone, sembra che il fenomeno sia dilagante e che addirittura alcuni lo vivono da anni. Cercando una risposta ho trovato questo articolo di Giuliana Conforto che pur trattando un argomento di geopolitica ne fa cenno e avendo rispetto per l’autrice non mi sento di togliere parti dell’articolo, però la spiegazione è senz’altro interessante!
Patrizia di Visione Alchemica
“Sono cittadino del mondo, figlio del Padre Sole e della Madre Terra” diceva Giordano Bruno con quella sintesi geniale che tanti riconosciamo come profonda verità.
Che cos’è il mondo? Se siamo sinceri e onesti, riconosciamo che del mondo abbiamo tante diverse immagini che non collimano affatto tra loro.
Una visione comune è quella geopolitica.
Alla fine di agosto, a Teheran, c’è stato il Summit di 120 paesi non allineati che rigettano l’ingerenza di quelli allineati (i 70 restanti tra cui l’Italia dei 190 partecipi all’ONU). La loro proposta è una riforma dell’ONU. Iniziativa interessante che i media locali non hanno diffuso. Riconosciute le guerre senza fine, visti il dolore e i costi che ricadono sulle spalle dei popoli e gli effetti deleteri delle truppe ONU, una sua riforma è senza dubbio auspicabile.
Ma… è sufficiente per avere la pace? Io credo proprio di no. Trovo giusto rifiutare l’ingerenza, anzi la prepotenza di USA, Europa e Israele in Medio Oriente, ma considero ingenuo sperare nei governi non allineati, in particolare, quelli islamici. Se vogliamo la pace, è urgente discernere tra popoli e stati, riconoscere l’artificialità di quei confini che devono essere “difesi” con le armi.
I popoli non hanno confini e non hanno bisogno di protezione “contro” gli altri popoli.
I popoli non vogliono la guerra..
I popoli vogliono vivere bene, con dignità e prosperità.
Che cosa serve per avere in un mondo giusto e saggio, senza confini ed eserciti? Serve la coscienza che siamo cittadini del mondo, che abbiamo tutti gli stessi bisogni primari e abbiamo anche quelli secondari che non sono affatto superflui: vogliamo essere liberi tutti, donne e uomini, esprimere la nostra creatività, coltivare l’amicizia e il rispetto, condividere gli eventi insieme, godere della natura, usare tecnologie non invasive e davvero utili a facilitare l’esistenza e, perché no, anche eliminare l’uso sconsiderato dei farmaci.
Sapete che significa tutto questo in termini di energia, oltre che di felicità? Significa che le risorse sono abbondanti e che il problema energetico non esiste affatto, è inventato da chi coltiva la sindrome della scarsità. I massimi consumi di energia provengono, infatti, dalle industrie belliche e da quelle farmaceutiche. Solo mantenere un aereo militare in volo è un costo enorme in termini di carburante, di personale addestrato e delle intelligenze che lo hanno progettato. Riconvertire gli eserciti per ricostituire l’ambiente, incanalare le acque, risanare la rete idrica ecc. aiutare i popoli in difficoltà è possibile. Perché tutti lo considerano impossibile? Perché identificano il mondo con la storia che ci raccontano, credono all’abisso temporale tra uomo e universo.
Prima il Big Bang, la nascita dell’universo in pochi minuti, 13,7 miliardi di anni fa, poi quella del sistema solare in pochi giorni, 4,7 miliardi di anni fa, e poi, circa due miliardi di anni fa, l’arrivo di quell’entità misteriosa – la Vita – che popola solo la terra, evolve attraverso le sue stesse catastrofi e arriva fino all’Homo Sapiens. Ed eccoci qua. Siamo davvero sapienti? No, siamo credenti alle frottole che ci raccontano, ignoranti come cucuzze, anzi peggio, alcune zucche sono buone.
Il tempo è il grande bluff di un mondo che non conosce se stesso.
“Ci sono infiniti mondi intelligenti” scriveva Giordano Bruno.
Poco dopo Galileo Galilei punta il telescopio al cielo e, da allora, lo spazio appare vuoto, popolato da stelle e pianeti, molto distanti tra loro, e tutti rigorosamente privi di Vita. Ho scritto e riscritto che la Vita è una Forza universale e qui non lo ripeterò. Rimane il problema: perché non vediamo mondi intelligenti? Perché usiamo strumenti che non ci consentono di vederli e non usiamo, invece, la porzione più cospicua del nostro cervello – la materia bianca – in comunione naturale con la Forza. È questa comunione la coscienza che non va confusa con la consapevolezza, né con le canalizzazioni di entità che stanno diffondendo il panico della catastrofe.
Questa ci sarà, anzi è già in atto, ma nel significato originario del termine greco – katastrofé – che significa rovesciamento, rinnovamento e riguarda solo una piccola porzione del nostro cervello: è la nostra mente intorpidita – la materia grigia – che confonde quello che vede, cioè quasi niente, per realtà. Le immagini possono non coincidere con i corpi reali tanto più se la Terra è immersa in una grande sala di specchi come è ormai provato dalle osservazioni in microonde. Con tanti specchi che riflettono infinite immagini di un stesso corpo, possiamo capire che non solo il tempo, ma anche la spazio è un bluff, un’illusione ottica.
Oggi ci sono novità che pochi diffondono, perché tutti credono che l’astrofisica osservi lo spazio. Non è così: osserva il campo elettromagnetico e solo una metà, quella che proviene dal passato. Non osserva l’altra metà, quella proveniente dal futuro che, secondo le stesse leggi fisiche deve già esistere. Le sonde della NASA, THEMIS, hanno riconosciuto che congiunti agli “earthquake” (terremoti) ci sono gli “spacequake” (tremori del campo magnetico) che si ripercuotono sulla Terra rivolta al lato opposto al sole, cioè verso le due, le tre di notte, come si può vedere in questo breve filmato.
Molti, infatti, si svegliano alle tre di notte, così provando che non c’è divisione tra cielo e terra e che il mondo reale è l’unione di entrambi ed è anche quella tra passato e futuro che è qui, nascosto dalla cecità dell’astronomia e… popolato di astronavi.
Domani 21 settembre ci dovrebbe essere l’incontro della Keshe Foundation, che propone tecnologie straordinarie, con i rappresentanti di governo. Che cosa mi aspetto da questo evento? Niente di speciale. È importante sapere che queste tecnologie esistono, sono valide e sono trasmesse da quei cittadini del mondo che già viaggiano sulle astronavi. Credere che la tecnologia ci salverà è un’altra pia illusione, secondo me.
Noi, cittadini del mondo che siamo sulla superficie terrestre, ci salveremo da soli, usando tutto il nostro cervello, prendendo coscienza che finora non abbiamo visto la realtà, ma solo creduto a una scienza, l’astronomia copernicana, che ha dipinto un film in 3D, inchiodandoci all’idea falsa che solo il passato sia reale. Pochi? Si, pochi, ma utili a tutti. Il cambio è compiuto dalla, Vita, la Forza dolce e imponente che non ha certo bisogno della “massa critica”, come si sente dire in giro. Il compito dei pochi coscienti sarà quello di aiutare il prossimo e se stessi a comprendere che il cambio è una catastrofe percettiva e non è affatto la fine del mondo, anzi, al contrario è la rivelazione del sole cristallino e dell’inganno mostruoso che ha dominato le menti umane, è l’inizio di una nuova era in cui tutti i cittadini del mondo, in cielo e in terra, si riuniranno.
Fonte http://www.visionealchemica.com/category/giordano-bruno-2/
* Luna piena che più piena non si può…in Toro
Alle 12:24 ore italiane del 14 novembre la Luna si troverà alla minima distanza dalla Terra, 356.511 km. Poco meno di due ore e mezza più tardi, alle 14:52 ore italiane, il nostro satellite raggiungerà il culmine della fase di Luna piena.
Non solo si tratterà della Luna piena più vicina alla Terra del 2016, ma sarà anche la più grande Luna piena visibile da 70 anni: l’ultima così si è verificata nel 1948, e la prossima arriverà il 25 novembre 2034.
Al tempo della Luna Piena il velo dell’illusione viene sollevato, è un momento di aggiustamento emotivo delle tematiche emerse durante la precedente Luna Nuova, un periodo in cui
“Un flusso d’Amore viene riversato da tutti i Maestri” (Maestro Djwal Khul) per supportare la nostra crescita di consapevolezza.
Il Plenilunio di Novembre è conosciuto come Luna Neve.
La morte del Sole ormai è percettibile, la neve ricopre il Grembo della Madre, il silenzio si impone. Meditiamo sull’importanza della Dea nel ciclo rigenerativo, stiamo in silenzio ascoltando i suoni della Natura, rimaniamo all’aperto sfidando il freddo e dimostrando la nostra predilezione per la Luce. L’animale totemico è il Serpente simbolo della rigenerazione e del cambiamento. La sua virtù solare ci ricorda che presto la Tenebra sarà sconfitta e gli Dei torneranno sulla Terra.
Questa Luna Piena in Toro in opposizione al Sole in Scorpione ci sta invitando a lavorare per raggiungere un equilibrio tra le energie opposte dentro di noi.
La Luna in Toro desidera trovare appagamento emotivo attraverso le semplici cose tangibili nella vita, mentre il Sole nello Scorpione spinge la nostra attenzione alla coscienza della complessità dell’esistenza, che è il risultato dello spirito manifesto, verso il mistero della morte intesa come trasformazione.
La Luna Piena illumina questo conflitto tra forma (Toro) e trasformazione (Scorpione), e tra la raccolta (Toro) e la condivisione (Scorpione).
In primo piano sono le questioni di rapporti intimi, dei livelli di comfort personale, dei valori, della sessualità.
La Luna Piena è un momento di culmine e la promessa di compimento di ciò che è stato avviato durante l’ultima Luna Nuova.
La scelta che si farà durante questa luna piena porterà risultati duraturi
Approfittate quindi e impostate nuovi modelli in ogni campo della vostra vita.
Fare il punto della situazione alla luce dei risultati ottenuti vi aiuterà a riconoscere le vostre qualità e scoprire a quali risorse volete attingere per gli obbiettivi futuri.
Riconoscete i vostri meriti e la quantità di ciò che avete costruito.
Prendetevi tutto il tempo che vi serve, il ritmo della natura vi è congeniale.
Siate creativi nel modo di vedere i nuovi modi in cui si possono impegnare le risorse presenti, siate aperti agli imprevisti che si trovano proprio dietro l’angolo e che si possono manifestare nella vostra realtà solo se ci credete.
Toro è un segno di Terra: i suoi attributi energetici sono la tranquillità, la pazienza e la stabilità.
Questo è il motivo per cui qualsiasi azione programmata durante questa luna piena si realizzerà in tempi più lunghi ma duraturi e tangibili.
Ogni evento celeste è un’opportunità di crescita per la coscienza di ogni essere manifesto
fonti:
http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=12292
http://www.focus.it/scienza/spazio/la-super-luna-extra-del-14-novembre-2016
http://www.focus.it/scienza/spazio/01072009-1832-667-stregati-dalla-luna-10-leggende-incredibili-sul-nostro-satellite
* La buona notizia del venerdì: Leonardo Di Caprio e il Punto di non ritorno
Leonardo Di Caprio, nominato nel 2014 ambasciatore ONU contro i cambiamenti climatici, ha girato il mondo per mesi intervistando politici, scienziati e attivisti sul tema del riscaldamento globale e vedendo di persona i tragici effetti della devastazione ambientale perpetrata dalle grandi multinazionali.
Questo viaggio è raccontato in un film: Punto di non ritorno.
È uscito , in chiaro e in forma gratuita su National Geographic e su diverse piattaforme, Punto di non ritorno (titolo originale Before the flood), il film documentario del Leonardo DiCaprio ambientalista, che sta onorando il suo ruolo di ambasciatore ONU contro i cambiamenti climatici, adoperandosi per diffondere consapevolezza su questa tematica in tutto il mondo
Evento centrale del film – diretto dal regista Fisher Stevens – è la Conferenza sul Clima di Parigi, una tappa cruciale sulla strada per l’adozione di misure concrete per il contenimento dei gas serra.
Molte delle interviste che l’attore conduce in giro per il mondo, coinvolgono personalità politiche di spicco che saranno poi protagoniste di COP21 – da Obama a John Kerry, ai capi di stato minori come Anote Tong, Presidente di Kiribati –, ma anche tanti altri protagonisti della lotta ai cambiamenti climatici, come l’attivista indiana Sunita Narain, il fondatore di Tesla Motors Elon Musk e Papa Bergoglio, autore dell’enciclica ecologista Laudato Si.

DiCaprio gira il mondo per diversi mesi: visita la Cina, dove la popolazione comincia ad acquisire consapevolezza sul tema dell’inquinamento e a esercitare pressione sulla politica; si reca in India, toccando con mano le conseguenze dei cambiamenti climatici sul settore agricolo; va in Groenlandia, il cui ecosistema è gravemente minacciato dallo scioglimento dei ghiacci; visita le foreste indonesiane e i campi di sabbie bituminose canadesi, teatro della tragica devastazione ambientale perpetrata dalle multinazionali.

Un’ora e mezza di forti emozioni.
Nozioni scientifiche sul riscaldamento globale, denunce contro le lobbies che cercano di nascondere il problema, dati allarmanti sul trend di crescita delle temperature negli ultimi anni – il 2015 ha fatto segnare un tragico record su questo fronte.
Si tratta di informazioni che da anni circolano negli ambienti più sensibili e consapevoli e che, fortunatamente, stanno raggiungendo fette sempre più grandi di cittadinanza.
Il vero valore aggiunto di Punto di non ritorno risiede quindi non tanto nelle informazioni che fornisce, quanto piuttosto nella modalità dirompente con cui esse vengono trasmesse. Questa volta la fama, i soldi e le raffinate tecniche di comunicazione hollywoodiane sono al servizio dell’ambiente e il risultato è un messaggio di grandissimo impatto.
Uno degli uomini più conosciuti e amati del pianeta ci comunica che la situazione è gravissima, che molti mezzi d’informazione ci nascondono la verità e che è giunta l’ora in cui ciascuno di noi deve passare all’azione. Lo fa con un film che viene trasmesso in tutto il mondo su una delle reti televisive più seguite.
A questo punto, non ci sono proprio più scuse per continuare a far finta che vada tutto bene!
http://www.italiachecambia.org/2016/10/dicaprio-ambientalista-film-cambiamenti-climatici/
Punto di non ritorno Before the flood : https://youtu.be/zypPDeH_fQ4
* Le ” stelle erranti “allineate ancora una volta
Accadde negli ultimi giorni di gennaio e durò fino al 20 febbraio circa, guardando il cielo al mattino era possibile osservare un raro spettacolo, l’allineamento di Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno su un’ipotetica linea che da sudest sale verso sudovest se guardiamo dall’emisfero nord.
In questi giorni il fenomeno si ripete e terminerà a metà agosto, la differenza però è nell’orario di apparizione della sequesnza dei pianeti, se in inverno era possibile osservarli di primo mattino, ora è possibile osservarli dalle 21 circa nell’ordine: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, e per osservarli ben allineati sarà necessario spostarsi nell’emisfero australe, oppure attendere luglio 2020!
Sarà Saturno il primo pianeta ad essere visibile in alto in direzione ovest, a poca distanza sarà osservabile Marte fino ad arrivare a Giove, Mercurio e Venere che, invece, saranno visibili con un distacco maggiore dai primi due ed a poca distanza dalla linea dell’orizzonte.
Questa volta la linea che formeranno andrà dall’orizzonte ovest, risalendo e terminando verso sud, “attraversando” varie costellazioni del Leone, della Vergine, della Bilancia, dello Scorpione e l’Ofiuco.
Jim Green, direttore della divisione scienze planetarie della Nasa spiega come è possibile questo fenomeno: “Lo spettacolo è reso possibile dall’inconsueto allineamento di tutti e cinque i pianeti lungo quello che è chiamato piano dell’eclittica delle loro orbite”.
Questi pianeti venivano chiamati anche Le Stelle Erranti: a differenza delle fisse che sono corpi celesti posti ad una distanza talmente elevata dalla Terra da sembrare immobili, fermi nelle loro posizioni relative sulla sfera celeste, queste cambiano continuamente posizione rispetto allo sfondo delle stelle fisse, descrivendo un percorso all’interno di una zona di cielo chiamata Zodiaco.
Mentre per il Sole e la Luna il moto relativo alle stelle fisse avviene sempre da occidente verso oriente (moto diretto), gli altri cinque pianeti si comportano in modo assai più complicato, descrivendo dei cappi irregolari nel loro viaggio apparente lungo lo Zodiaco.
Un definizione più “letterale” delle Stelle Erranti è che la parola pianeta deriva appunto dal greco ἀστέρες πλάνητες (asteres planetes) che significa ‘stelle vaganti’ (dal greco πλανώμαι ‘planomai’: vago, erro).
Terminato l’allineamento suggestivo di questi cinque pianeti il cielo ci allieterà con un altro evento quello del passaggio delle Perseidi, le famose stelle cadenti della notte di San Lorenzo.
Quest’anno il picco si avrà nella notte tra il 12 e il 13 agosto, una notte senza Luna e dunque ottima per l’osservazione.
Si stima che a occhio nudo e in condizioni favorevoli sia possibile vedere ogni ora fino a cento meteore che, impattando con l’atmosfera terrestre a una velocità di circa 59 km al secondo (214.365 km/h), evaporano a causa dell’attrito e producono scie luminose (chiamate meteore) lunghe fino a 20 km e perfettamente visibili per alcuni secondi anche a occhio nudo.
Le Perseidi sono in realtà detriti (polveri e ghiaccio) abbandonati dalla cometa Swift-Tuttle nel suo passaggio intorno al Sole. La cometa è transitata vicino al nostro pianeta nel 1992 e non ripasserà fino al 2126, quando – se le previsioni sono corrette e verranno confermate – dovrebbe essere visibile a occhio nudo quanto la cometa Hale-Bopp nel 1997. [Fonte Focus.it]
Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…
un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…
è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…
con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…
è possibile!
e le stelle mi forniscono l’energia…
tutte le stelle…
tutto l’universo
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* Quando la Luna Piena del Solstizio d’Estate ***
Oggi 20 giugno 2016, alle 13:04 la Luna ha raggiunto il 29° grado del#Sagittario, perfezionando l’opposizione al Sole in #Gemelli.
Questo grado è l’ultimo prima che i due Luminari si spostino e che il Sole faccia il suo ingresso stagionale nell’estate (#Solstizio d’Estate).
Il fatto che il Solstizio estivo avvenga in concomitanza con il plenilunio è qualcosa di raro (accade all’incirca ogni 30 anni), ma al di là della rarità ha sicuramente un grande impatto simbolico: la Luna Piena, che rappresenta il momento massimo di espressione del Femminino, avviene poche ore prima del Solstizio estivo durante il quale, anticamente, si è sempre celebrato il momento di massimo Potere del Sole, simbolo del Maschile, che vince sulla confusione e sulle tenebre.
L’immaginazione in questo momento ci porta in altri tempi e in altri luoghi e possiamo vedere i falò accesi e le #streghe, con addosso vesti color ambra, danzare estatiche.
Tutti i rituali del solstizio erano pensati per decretare il momento di passaggio metaforico dalla fase embrionale del Bruco a quella completa di Farfalla, simbolo dell’Anima/Psiche, che si dischiude nella luce dell’estate.
La Regina, che è la Luna, è adesso vestita di regalità dato che è al suo massimo splendore, ed è corteggiata dal Sole, al massimo della sua forza, che la invita ad unirsi in un matrimonio mistico e solenne.
Un’altra particolarità di questa Luna, oltre al fatto che avvenga appunto al Solstizio, è che si formerà vicino ad un luogo zodiacale molto sensibile: è a 27° del Sagittario, infatti, che si trova un punto di estrema energia radiante: il Centro Galattico (#centrogalattico).
Il Centro Galattico è il punto attorno al quale ruota l’intera via Lattea ed è astrologicamente collegato al mondo delle intuizioni e della conoscenza superiore. Secondo gli scienziati, questo è un enorme buco nero delle dimensioni di una enorme stella e con la densità di milioni di Soli. E’ attraverso questo punto, specie se collegato ai pianeti della carta di nascita, che possono prendere forma pensieri ed intuizioni che hanno la caratteristica di elevare la coscienza e dirigerla verso il proprio destino.
Questa congiunzione chiaramente apporterà ulteriore energia a questa lunazione ed in particolare a chi, nel proprio tema di nascita, ha pianeti negli ultimi gradi del Sagittario, Gemelli e chiaramente agli angoli, cioè in Pesci e Vergine.
La sensibilità (e la sensitività) in questi giorni sarà alle stelle e alcuni potranno rendersi conto che la mente funziona su diverse frequenze, in sintonia con pensieri ed emozioni che emergeranno dolcemente dall’inconscio.
Il velo che separa il mondo della veglia e della coscienza da quello dell’inconscio, sia personale che collettivo, sarà molto sottile: grazie a questa Luna sarà possibile mettere a fuoco il proprio progetto di vita, individuando la propria vocazione personale e la fonte della propria serenità. Molto dipende chiaramente dalla casa in cui si formerà: ad esempio per chi vedrà la Luna piena splendere nella propria decima casa (ascendente Pesci) sarà la realizzazione professionale a ricevere un’importante spinta.
Questa Luna è davvero molto bella e arriva come una benedizione in un momento teso e, per molti, di confusione: è molto importante fidarsi della propria voce interiore dato che i pianeti in tensione avranno l’effetto di scuotere la coscienza e di risvegliarla dal torpore. Sarà un momento decisivo per ridefinire e per stabilizzare idee e stati di coscienza. Le decisioni potranno essere prese sulla base di una consapevolezza antica che ha le sue radici proprio nella parte più profonda della propria Anima.
Il Sagittario, in cui si trova la Luna, è il segno legato all’espansione della#coscienza, all’ottenimento di maggiori conoscenze (specie quelle più preziose e segrete sul proprio Sè) ed è legato a sistemi di credenze e valori che guidano la vita. E’ un segno governato da Giove che, trovandosi nel segno della Vergine strettamente congiunto al nodo lunare nord, spingerà affinché il tutto avvenga con un certo ordine e metodicità. La Luna in Sagittario veicolerà tutto questo attraverso il mondo delle sensazioni e dei sogni che si faranno nitidi e per certi versi anche estremamente simbolici. Per chi ha qualche cruccio senza apparente risoluzione immediata questa Luna Piena suggerirà di affidare le proprie preoccupazioni all’intuizione e alla Saggezza interiore: le risposte non tarderanno ad arrivare. Giove spinge alla pragmaticità e, grazie alla quadratura con Mercurio, sarà anche attraverso l’arrivo di nuove informazioni e amicizie che questo potrà avvenire.
Il Sole, invece, si trova nell’ultimo grado dei Gemelli e quindi rimanda al suo governatore, Mercurio che, trovandosi anch’esso in Gemelli, prende posto all’interno della configurazione cosmica, la Grande Croce Mobile, che coinvolge, oltre a Mercurio, anche Giove/Nodo Nord, Saturno e Nettuno.
Cosa significa tutto questo?
La Luna Piena rappresenterà una risposta ai dilemmi messi in moto dalla criticità della configurazione a croce che rappresenta un momento di crisi notevole: infatti è richiesto che si arrivi ad integrare e ad elaborare pensieri e sentimenti nuovi in un sistema organizzato e teso ad apportare benessere e magari guarigione, rendendosi progressivamente sempre più capaci di tollerare anche la diversità di vedute grazie alla compassione. Chiaramente la configurazione non è attiva per tutti allo stesso modo, ma sarà avvertita maggiormente da chi è nato nel corso della seconda e terza decade dei segni dei Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci.
Sono soprattutto questi segni che stanno vedendo prendere forma nuovi progetti e nuove idee e che finalmente saranno in grado di dare avvio ad una nuova direzione.
Il significato di questo momento è legato alla capacità di trasformazione delle nostre intenzioni al fine di elevarci ad un livello superiore di consapevolezza.
Buona Luna Piena a tutti
* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne…premiate negli Usa le ricercatrici italiane
Sono donne, italiane e lottano contro il cancro: premiate negli Usa le nostre ricercatrici
Quattro ricercatrici italiane hanno ricevuto il Merit Award negli Stati Uniti per l’importanza dei loro studi in campo oncologico: un incoraggiamento forte per la ricerca nostrana e per la parità di genere nel nostro paese.
Emanuela Palmerini, Carlotta Antoniotti, Caterina Fontanella e Marta Schirripa
Mentre in Italia il problema dei pochi fondi destinati alla ricerca è uno dei più sentiti e dibattuti, accanto al precariato del settore, negli Stati Uniti quattro giovanissime ricercatrici che lavorano nel nostro Paese ricevono uno dei più prestigiosi premi internazionali nel campo dell’oncologia.
Si chiamano Emanuela Palmerini, Carlotta Antoniotti, Marta Schirripa e Caterina Fontanella e hanno un’età compresa tra i 29 e i 33 anni.
Durante il congresso ancora in corso a Chicago, hanno ricevuto il Merit Award dalla Conquer Cancer Foundation dell’American society of clinical oncology (Asco)
Carlotta Antoniotti lavora all’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, e si occupa di tumore del colon-retto, tra le forme a più alta incidenza e mortalità nei paesi occidentali.
La sua collega Emanuela Palmerini, invece, si occupa di tumori dell’apparato locomotore e sta conducendo uno studio sulla sinovite pigmentosa, considerata malattia rara, presso l’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna.
Lo scopo della ricerca è di curare il male con un farmaco, evitando la strada chirurgica finora praticata, che raramente porta alla risoluzione definitiva del problema e può arrivare fino all’amputazione dell’arto nei casi più gravi.
Marta Schirripa, specializzanda all’Università pisana, è stata premiata per uno studio sul gene Inos e sulla sua implicazione nel prevedere i tumori al colon.
Caterina Fontanella invece si sta specializzando all’Ospedale di Udine e si è distinta per una ricerca di tipo prognostico sulle recidive del tumore al seno.
Il Merit Award è uno dei premi internazionali più importanti per l’oncologia ed è dedicato a giovani ricercatori che abbiano ottenuto risultati particolarmente brillanti e rappresenta un’importante trampolino di lancio per gli studiosi emergenti.
Una grande soddisfazione e un giusto riconoscimento per queste donne che, con i loro colleghi, fanno tanto per il bene collettivo nel silenzio di un laboratorio, tra mille difficoltà, di studio e di budget.
Questa premiazione contribuisce, poi, a illuminare un altro dei problemi del mondo del lavoro italiano ed europeo.
Soprattutto nei settori scientifici, sono ormai numerosi gli studi che mostrano come la disparità tra uomini e donne rimanga ancora significativa, non tanto nell’accesso alla professione, quanto nel prosieguo della carriera.
Sono pochissime, intorno al 15%, le donne che riescono a raggiungere ruoli dirigenziali, e a parità di grado, scontano una differenza sulla retribuzione che può raggiungere anche il 30% in meno.
Eppure casi come questo dimostrano come il ruolo femminile sia fondamentale nella ricerca, e quanto sia importante favorire una pluralità di punti di vista che la differenza di genere può solo che arricchire.
Una speranza quindi, oltre che per i mali che queste donne cercano di combattere, anche per una maggiore parità nella professione.
http://donna.fanpage.it/le-italiane-sono-le-donne-piu-in-forma-d-europa/
* La buona notizia del venerdì: I medici cantano e suonano all’Azienda Sanitaria di Biella
“Regaliamo svago puro che nella malattia diventa un momento di normalità”.
Le doti canore della dottoressa Paola Matera, operativa presso l‘Azienda sanitaria di Biella, agiscono come pratica di cura, ma mirano a diffondere un messaggio più profondo: l’ospedale è anche un luogo di buona vita.
“L’iniziativa è parte di un progetto ben strutturato che coinvolge tutta l’Azienda sanitaria, anche se, chiaramente, l’essere appassionata di musica gioca un ruolo determinante – spiega la dottssa Matera -. Il mio amore per il canto nasce da una vicenda personale. In passato ho avuto un problema serio di salute.
La musica mi ha sempre accompagnata, permettendomi di ritornare alla vita dopo tre mesi di ospedale, durante i quali la mia unica gioia era ascoltare una piccola radio che mi aveva regalato mia sorella; anche perché non potevo ricevere visite o fiori, nulla. La musica emessa dalla radio mi teneva a contatto con il mondo. In seguito al ricovero, ho dovuto fare fisioterapia per recuperare la mobilità e fra le cose ho voluto fare ginnastica respiratoria, prendendo lezioni di canto. Da lì è scattata la passione, anche se già da piccola ero legata ad alcuni strumenti musicali.
Forte di questa esperienza, ho proposto alla dirigenza dell’Ospedale degli Infermi di organizzare piccoli concerti, prima con l’introduzione di un pianoforte nell’atrio della struttura e dopo con brevi incontri nei reparti meno critici, in modo da entrare nel vivo del nosocomio.
Abbiamo ottenuto il consenso di geriatria, fisiatria, pediatria e di psichiatria e ogni settimana programmiamo un momento di musica. Quando è stato il mio turno, anche se sono abituata a cantare sul palco, a sentire le emozioni, in reparto quegli sguardi spenti, che soffrivano, sono stati forti. Dopo dieci minuti però la scena è cambiata, tutti hanno iniziato a cantare e ad applaudire. Abbiamo regalato, c’erano anche i musicisti, un’ora di puro svago”.
La dottoressa Matera ha lavorato per diciassette al pronto intervento del 118 e poi per due anni nel reparto di Medicina d’urgenza. Di recente, in seguito ad una riorganizzazione dell’Azienda, è stata destinata al pronto soccorso.
“Quando si è in ospedale si attendono soltanto due momenti: la visita dei propri cari, che è un attimo di normalità, e il pasto che porta a pensare ‘sto mangiando, sono vivo’. Almeno, a me era accaduto così . Se a tutto questo aggiungiamo un momento di svago, permettiamo ai pazienti di staccare il pensiero dal dolore e dalla paura. Ora io ringrazio la musica, portandola nei reparti. La direzione dell’Asl per la quale lavoro l’ha accolta e ora appartiene ad una serie di eventi di musica e cultura voluti per migliorare la condizione di vita dei pazienti, dove intervengono tantissimi colleghi medici, volontari e operatori, nonché altri musicisti. Non sono sola. L’esperienza che vivo la condivido volentieri, ma desidero che vengano ricordate tutte le persone meravigliose che stanno dedicando il loro tempo, anche libero, al progetto”.
L’ospedale, focalizzando sulle attività musicali, conta una decina di persone, di musicisti e di cantanti che propongono brevi sessioni di animazione.
“Accanto a tutto questo – aggiunge il direttore dell’area Formazione e Comunicazione dell’Asl Bi Vincenzo Alastra -, da un anno e mezzo svolgiamo, a cadenza settimanale, letture ad alta voce con una trentina di volontari. Nel reparto psichiatrico invece, da un anno, conduciamo una sperimentazione dove alle letture abbiniamo la musica ed è accaduto che un paziente, che da tempo non comunicava, stimolato forse dalla musica, ha ripreso a parlare.
Stiamo creando gruppi di persone che non hanno mai cantato e non importa neppure se sono stonate, che vengono dirette da una guida professionale, fino a produrre una forma canora piacevole.
Lavoriamo al progetto di ‘Digital storytelling’ con narrazioni proposte da pazienti che possono essere utili ad altri.
Tutte pratiche educative, di cura e di sostegno, che permettono di vivere il ricovero in modo migliore. Fanno dell’ospedale un luogo di buona vita.
E’ in corso anche una mostra con le immagini delle quattrocento donne che operano nella struttura, nei diversi ruoli, e rappresentano un messaggio di impegno.
Vogliamo costruire intorno all’ospedale l’idea di attenzione alla dimensione umana; lo chiamiamo ‘umanesimo della cura’ che passa per tutte le forme di arte”.
http://www.ilpapaverorossoweb.it/article/paola-matera-la-dottoressa-che-canta-i-suoi-pazienti


























