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Due parole sul novilunio in Sagittario : pronti a scoccare la freccia?

La Luna Nuova del Sagittario arriva come una boccata d’aria fresca dopo che tutte le forti energie cosmiche dei mesi sono trascorse. 

Il passaggio attraverso lo Scorpione che ci ha portato nelle nostre profondità più recondite, invitandoci ad imitare la natura: spogliandoci del superfluo, risparmiando energia, concentrandoci sull’interiorità e lasciando morire ciò che non serviva più

Il Sagittario è un segno di fuoco caratterizzato dalla capacità di portare a termine quanto intrapreso e dopo aver sondato le profondità dell’essere, ci invita verso una nuova direzione della nostra vita

Ogni anno, il Sagittario ci offre l’opportunità di imparare a lasciare andare il pensiero basato sulla mancanza e acquistare una mentalità di abbondanza. Possiamo provare la sensazione di “il cielo è il limite” se osiamo sognare, spingerci oltre e previlegiare le idee rispetto alla realtà.

È importante annotare ogni idea che ci viene in mente nelle prossime settimane perché qualsiasi idea appena nata potrebbe plasmare il futuro o potrebbe diventare la nostra prossima visione da raggiungere.

la Luna Nuova rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo lunare, e all’interno di questo nuovo ciclo lunare è contenuta la promessa di nuovi inizi, nuove avventure e nuovi momenti di risveglio.

Illuminiamo con questa luce lunare il buio della notte di propositi per rinnovarci.

Resettare la nostra vita spesso implica scegliere consapevolmente , stabilire nuove abitudini, affrontare le cose in modo diverso e raccontarsi una nuova storia. 

Prendiamo tutte le esperienze del passato e usiamole come carburante per scrivere un nuovo percorso.

Riempiamolo con tutto ciò che desideriamo e come desideriamo che le cose vadano

Ci meritiamo un lieto fine, quindi non permettiamo a nessuna voce di insicurezza di rovinare la nostra storia!

Giove, il pianeta dell’espansione, dell’abbondanza e dei lati positivi, è molto attivo sotto questa Luna Nuova. 

Giove è il pianeta dominante del Sagittario che dà ulteriore enfasi alla sua energia, è anche in posizione di trigono con la Luna Nuova, e esce dal suo ciclo retrogrado subito dopo il picco della Luna Nuova.

Giove è il pianeta più grande del nostro sistema solare, quindi la sua intensa attività nei cieli cosmici ci permetterà davvero di sentire la sua energia!

Quando Giove terminerà il suo moto retrogrado, stazionando direttamente, atterrerà negli ultimi gradi dei Pesci, dove terminerà il viaggio iniziato nel Maggio 2021.

È in questi gradi finali dei Pesci che Giove ci aiuterà a capire cosa ha evocato in noi questo viaggio.

Giove in Pesci ha focalizzato temi universali relativi alle nostre convinzioni a livelli più profondi, è anche servito come carburante per aiutarci a connetterci con il nostro lato più compassionevole e più sensibile.

Pensiamo a tutti i modi in cui ci siamo addolciti negli ultimi mesi. Come siamo diventati più sensibili a noi stessi e agli altri? Quali muri abbiamo abbattuto, permettendo al cuore di aprirsi sempre di più?

Giove ci spinge ad ampliare la prospettiva del nostro punto di vista come se guardassimo dall’alto e potremo scoprire in quali ambiti cambiare e in quali altri potenziare per arricchire la nostra vita.

L’energia di Giove carica il nostro campo energetico e ci sentiamo più ottimisti, più determinati e più fiduciosi nella nostra capacità di affrontare le cose.

Ma tutto lo Zodiaco è dentro di noi e in questo momento i pianeti vibrano nell’energia del Sagittario, il momento è propizio per riaccendere in noi la luce della fiducia, e ritrovare la positività, l’entusiasmo e quel pensiero creativo, che ci permette di proiettarci nel futuro con nuove intenzioni, nuovi progetti e nuove speranze di realizzazione.

Love Laurin

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* Arrivano i leoni …del cielo

Picco di stelle cadenti visibili per molti giorni dalla costellazione del Leone

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Le nuvole si preparano ad alzare il sipario per le Leonidi: le stelle cadenti di novembre, uno sciame di meteore visibile osservando verso Sud, il cui picco è previsto proprio in questi giorni.

Le Leonidi sono uno dei più importanti sciami meteorici: è causato dalla Cometa Tempel-Tuttle.

Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 18 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa durante il suo passaggio accanto al Sole.

Devono il loro nome alla posizione del radiante, il punto cioè da cui sembrano provenire, localizzato nella costellazione del Leone: le meteore infatti sembrano irradiarsi proprio da quel punto del cielo.

Si tratta di uno sciame di stelle cadenti, meno celebri delle ‘sorelle’ visibili in agosto e forse meno spettacolari, ma che possono riservare sempre bellissime sorprese. Nel ’66 vi fu una bellissima pioggia di queste meteore talmente luminose che furono visibili anche dagli abitanti di Londra, una città che soffriva già allora di forte inquinamento luminoso.

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La Terra, nel suo movimento di rivoluzione intorno al sole, attraversa la scia dei meteoroidi lasciati dal passaggio della cometa: la scia è formata da particelle solide, i meteoroidi appunto, emesse dalla cometa man mano che il gas ghiacciato sublima a causa della vicinanza al Sole (solitamente a una distanza inferiore a quella dell’orbita di Giove).

Le Leonidi formano una scia in rapido movimento che attraversa l’orbita terrestre a 72 km/s[1].

Tra le stelle cadenti, esse sono ben note per la brillantezza delle meteore e dei bolidi che possono avere una sezione di 9 mm e una massa di 85 g e che penetrano nell’atmosfera con una intensità pari a quella di un’automobile che urta a quasi 100 km/h. Le sue piogge meteoriche, che talvolta assumono il carattere di tempeste meteoriche, possono in un anno far depositare 12-13 tonnellate di particelle sul nostro pianeta.

I meteoroidi persi da una cometa danno vita a delle scie con orbite simili ma leggermente diverse da quelle della cometa che le origina. Il loro percorso, infatti, viene disturbato dai pianeti, in particolare da Giove[2] e in misura minore dalla pressione radiativa del sole (effetto Poynting–Robertson ed effetto Yarkovsky[3]): in generale, le scie vecchie sono spazialmente meno dense e danno luogo a piogge meteoriche con qualche meteora al minuto.

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Nel caso delle Leonidi esse raggiungono l’apice il 18 novembre, sparpagliandosi per diversi giorni intorno all’apice stesso che cambia di anno in anno[4]; per contro, le scie giovani sono spazialmente più dense e danno luogo, quando la Terra le attraversa, a tempeste meteoriche con oltre 1000 meteore all’ora [5], in confronto a circa 1-2 meteore l’ora degli anni normali e a qualche meteora l’ora in occasione delle piogge meteoriche.

Le Leonidi presentano un ciclo di 33 anni, pari al periodo orbitale della cometa Tempel-Tuttle: tra le piogge meteoriche ad esse associate vanno ricordate quelle del 1698, 1799, 1833[6], 1866, 1966[7], e 2001.

La sigla internazionale dello sciame è LEO.

Questa costellazione sorge dopo la mezzanotte a est ed è osservabile dalla mezzanotte fino all’alba.

“Nel 1998 hanno mostrato una fantasmagorica tempesta di bolidi e meteore luminose. Nel 2002, oltre alla normale attività annuale, hanno mostrato due grossi picchi di frequenza, uno dei quali osservato nel nostro paese. Attualmente la frequenza delle Leonidi è ritornata verso la normalità con un numero contenuto di eventi” spiega l’Uai.

Fonte: Wikipedia

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…

è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia…

tutte le stelle…

tutto l’universo

 

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La buona notizia del venerdì: Il Museo delle Illusioni a Roma dove nulla è come sembra

Pozzi senza fondo, pavimenti inclinati, oggetti che cambiano forma: al Museo delle Illusioni di Roma nulla è come sembra.

Nella capitale è stato appena inaugurato il Museo delle Illusioni, un posto in cui vivere esperienze sorprendenti e imparare qualcosa di più sulla nostra percezione.

“Ti offriamo una strabiliante esperienza che, attraverso tante nuove e inesplorate illusioni, sconvolgerà i tuoi sensi e ti darà al tempo stesso l’opportunità di imparare qualcosa sulla mente –fanno sapere dal museo, che si trova in

via Merulana 17, a due passi dalla Basilica di Santa Maria Maggiore. –Goditi la nostra collezione di ologrammi, guarda più da vicino ogni illusione ottica e osserva attentamente ogni installazione. Le nostre illusioni sono un modo insolito e divertente per ricordarci che le nostre convinzioni sul mondo che ci circonda spesso non sono altro che una distorsione della realtà.”

Il format nato a Zagabria nel 2015, ha già avuto un grande successo in una quarantina di città in tutto il mondo e lo scorso anno è approdato anche a Milano.

Attraverso le esperienze proposte nelle varie stanze, progettate dagli architetti Sven Franc e Jasmina Frinčić, i visitatori possono ingannare i loro sensi, sperimentare la prospettiva, mettere alla prova le loro abilità. Lo scopo non è soltanto divertirsi, ma anche imparare il funzionamento di certe dinamiche. Sono previsti anche diversi rompicapo intriganti ed educativi.

Nel Museo delle Illusioni bambini (dai 6 anni in su) e a adulti vengono catapultati in universo affascinante e divertente. Qui ognuno, dagli appassionati agli esperti di scienza, si ritrova a dubitare dei suoi sensi. In totale sono circa 70 gli effetti ottici, i trucchi e le esperienze che porteranno i visitatori a scoprire gli inganni della mente.

“ Sii abbastanza coraggioso da saltare nell’illusione creata dal Vortex Tunnel che ti farà perdere la testa e ti farà credere che stai lottando faticosamente solo per fare un passo in avanti attraverso un cilindro rotante su una superficie così stabile e piatta!

Fatti ruotare incredibilmente nella Stanza del Sottosopra, lasciati andare nella Stanza dell’Infinito, resisti alle leggi della gravità e del rapporto tra le dimensioni, entra nella stanza delle luci e gioca non con una ma con ben tre ombre di colori diversi” si legge nel sito del museo interattivo.

Divertiti nella nostra collezione di ologrammi, guarda più da vicino ogni illusione ottica e osserva attentamente ogni installazione– spiega il Museo – Sono un brillante e divertente promemoria del fatto che le nostre convinzioni sul mondo che percepiamo spesso non sono altro che uno spettro d’illusioni. L’autentica collezione delle opere in mostra ti lascerà di certo a bocca aperta! “

Decisamente inquietante e divertente, anche il Tavolo dei Cloni, dove ci può sedere con ben 5 cloni di se stesso!

Il Museo delle Illusioni è adatto a tutte le età e spazia dai classici come il vaso di Rubin ad esperienze più “estreme” come il Tunnel dei Vortici, la Stanza del Sottosopra e quella Anti-Gravità.

Il Museo delle Illusioni di Roma è aperto dal lunedì al giovedì: dalle 10.00 alle 20.30 (ultimo accesso alle 19.30) e dal venerdì alla domenica dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00).

Tutti i sabati e le domeniche dell’anno e nei giorni festivi l’ingresso è riservato solo a chi ha già prenotato online, mentre in tutti gli altri giorni della settimana la prenotazione online non è obbligatoria ma fortemente consigliata.

A volte sperimentare diversi punti di vista ci fa cambiare prospettiva di vita e guardare al futuro con fiducia nelle nostre molteplici capacità!

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Perchè siam donne: Jessica che contrasta i pregiudizi e gli stereotipi di Wikipedia

Jessica Wade è una fisica dell’Imperial College di Londra.

Nel 2019 ha ricevuto una delle più alte riconoscenze del Regno Unito, la medaglia dell’Impero britannico. Ma non tanto per i suoi meriti nella fisica, quanto invece per i considerevoli risultati nel contrastare gli stereotipi di genere nella scienza. Un settore dove si è soliti pensare che le donne siano in minoranza, o che siano poco portate o interessate.

Jessica ha raggiunto questo risultato grazie a Wikipedia.

33 anni, la scienziata britannica da alcuni anni ha affiancato all’attività scientifica un’altra, per certi versi attinente.

A partire dal 2017, ha infatti aggiunto oltre 1700 profili di scienziate su Wikipedia, andando a colmare un notevole divario di genere nel campo di quell’area che ricade sotto l’acronimo STEM (science, technology, engineering, and mathematics), e che indica le discipline scientifico-tecnologiche.

L’idea nasce nel 2017, quando Jessica scopre che solo una parte molto ridotta delle biografie della popolare enciclopedia è dedicata a donne. Nella compilazione delle voci, Wikipedia si regge sul contributo dei volontari, e non è esente da pregiudizi e stereotipi, in particolare legati alla composizione demografica di questi (nel 2019 la maggior parte dei contributi proveniva per esempio da maschi bianchi del Nord America). Jessica decide allora di provare a cambiare questa tendenza, lavorando per un obiettivo a portata di mano, su cui può intervenire attivamente. Inizia così a compilare biografie di scienziate donne e appartenenti a minoranze che non hanno mai ricevuto il giusto riconoscimento. La sua prima pagina è stata su Kim Cobb, una climatologa americana. 

In questa attività Jessica ha persino incontrato resistenze da parte di membri della comunità wikipediana. Circa 15 biografie, infatti, sono state cancellate nel tempo perché non avrebbero rispettati i criteri di rilevanza enciclopedica. Tra queste, la pagina dedicata a Clarice Phelps, chimica nucleare americana, la prima donna nera coinvolta nella scoperta di un nuovo elemento chimico. In questo caso Jessica è riuscita in seguito a preservare la voce Wikipedia.

In particolare le ragazze, i bambini provenienti dalle fascie sociali più basse e le persone razzializzate – a pensare di studiare fisica alle superiori, perché la fisica è ancora una materia elitaria, da ragazzi bianchi” ha spiegato tempo fa in un’intervista al New York Times.

Nello scegliere i profili da inserire, Jessica segue ormai una metodologia consolidata. Ogni mattina, attraverso Twitter, cerca una persona che ha ricevuto un premio, un’importante borsa di ricerca, o che ha pubblicato un articolo prestigioso o, infine, ha tenuto in pubblico un discorso di impatto. Dopodiché verifica se il profilo soddisfi i criteri di Wikpedia: se ciò accade, passa alla fase di ricerche e scrittura.

Nel corso degli anni, all’attività di stesura vera e propria ha affiancato scritti e conferenze pubbliche sul tema dell’uguaglianza di genere nelle discipline scientifiche. Ha anche condotto seminari di formazione su Wikipedia e collaborato con associazioni che promuovono l’inclusività.

Nel 2021, infine, è uscito il suo primo libro di divulgazione scientifica rivolto ai bambini,” Nano. La spettacolare scienza del molto (molto) piccolo “

Jessica ha anche ricevuto le lodi di Jimmy Wales in persona, il fondatore di Wikipedia, per il suo contributo. Parlando al Washington Post, Wales ne ha sottolineato l’impatto sulla qualità dei contenuti di Wikpedia, ricordando poi un’altra donna che sta seguendo le orme di Jessica, la 28enne Emily Temple-Wood. Anche lei, come editor dell’enciclopedia, è infatti impegnata a “contrastare effetti e cause dei pregiudizi di genere” su Wikipedia.

“Alle ragazze viene detto a un’età incredibilmente precoce che la scienza è per i ragazzi”.

“Ci sono così tante scienziate brillanti, ma semplicemente non le celebriamo abbastanza. Dobbiamo parlare di più di coloro che abbiamo, perché altrimenti rischiamo di perdere loro e il loro lavoro”. La scelta di Wikipedia arriva da qui: “Quando i giovani navigano su internet, cercano su Google qualcosa che trovano interessante, come il cambiamento climatico o la forma di una piramide. Se vanno su Wikipedia e iniziano a leggere i nomi degli scienziati, ci saranno donne e persone di colore. Ci saranno persone simili a loro che hanno avuto questo enorme impatto sulle scoperte scientifiche”.

“Sono un piccolo pesce in un mare enorme”, ha ricordato Jessica al Washington Post. “Ma continuerò a fare tutto il possibile per rendere la scienza un luogo più accessibile e inclusivo”.


La scienziata che ha creato più di 1700 voci su Wikipedia per combattere il divario di genere – Valigia Blu

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Perchè siam donne: Hedy Lamarr, la bellissima diva ingegnere che inventò il Wi-Fi

Hedwig Eva Maria Kiesler  , in arte Lamarr, nasce il 9 novembre 1914 a Vienna da genitori dell’alta borghesia austriaca.

Il padre, funzionario di banca dalla mente aperta e scientifica, e la madre pianista , che le fa studiare danza e arte, trascorre la sua infanzia tra discipline artistiche e scienza.

Quando ha solo 5 anni viene trovata dai suoi genitori a smontare e rimontare il suo carillon con l’intento non solo di capire come funziona, ma anche di migliorarlo.

A soli 16 anni si iscrive all’università. di Ingegneria.

La società del’epoca è ancora troppo sessista per darle una reale possibilità in campo scientifico: Hedy è troppo bella per essere “anche” intelligente. secondo gli stereotipi vigenti.

“Qualsiasi ragazza può sembrare attraente. Tutto quello che bisogna fare è stare ferme e sembrare stupide”.

Così Hedy entra nel mondo dello spettacolo  quando ha solo 16 anni.

Studia recitazione con Max Reinhardt ,uno dei più celebri drammaturghi dell’epoca, a Berlino . Raggiunge la notorietà soprattutto per essersi lasciata ritrarre nuda nel film cecoslovacco Ecstasy , la prima scena di nudo nella storia del cinema. Fa molto scalpore e viene censurato.

Il successo delle sue prime pellicole fanno innamorare , Fritz Mandl, mercante d’armi legato all’ austrofascismo , che la costringe a sposarlo ad appena 20 anni. Ma la gelosia morbosa del marito e il controllo ferreo a cui è sottoposta la fa fuggire a Londra.

Lì conosce Louis B. Mayer degli MGM Studios,che la introduce nel circuito di Hollywood con il nome di Hedy Lamarr.
Ma l’incontro decisivo della sua vita è  Howard Hughes, pilota e uomo d’affari. Hughes viene colpito dalla mente acuta di Hedy al punto che decide di regalarle una serie di attrezzature scientifiche, compresi dei set portatili che può usare nelle sue roulotte sui set dei film.

Hedy recita e inventa, Hughes la stimola portandola nelle sue fabbriche di aeroplani e mostrandole come funzionano. E la fa collaborare con i suoi tecnici.

E’ proprio Hedy a studiare un nuovo design per gli aerei di Hughes, che la definisce più volte genio.

E lei progetta e progetta: un nuovo modello di semaforo, una pasticca effervescente per trasformare l’acqua in gassata, e persino un supporto per aiutare i disabili in bagno.

E’ nel 1940 però che Hedy appronta il suo progetto più significativo. La seconda guerra mondiale incombe e dopo aver conosciuto, durante una cena, l’inventore George Antheil, Hedy sviluppa insieme a lui un nuovo straordinario sistema di comunicazione che può guidare i siluri verso i loro obiettivi in ​​guerra.

Questo sistema sfrutta una rapida variazione di frequenza (frequency hopping) per impedire l’intercettazione delle onde radio, consentendo così al siluro di trovare il bersaglio previsto. E questo diventerà la base per lo sviluppo del Bluetooth e del WI-FI

Alla fine degli anni 50 a brevetto scaduto, la Difesa americana inizia a usare il sistema frequency hopping spectrum che è alla base di tutte le tecnologie senza fili che usiamo anche noi.

È solo negli anni Novanta che Hedy Lamarr viene rivalutata: a pochi anni dalla sua morte (se ne andrà nel 2000) viene insignita con il prestigioso Electronic Frontier Foundation Pioneer Award perché è proprio grazie alla sua geniale intuizione che le telecomunicazioni e l’informatica hanno fatto un enorme passo avanti.

Oggi, Hedy figura nella National Inventors Hall of Fame degli Stati Uniti.

Benché nelle sue memorie, Ecstasy and Me, Hedy Lamarr non dica esplicitamente se fu o meno una spia – è evidente che le qualità non le sarebbero mancate –, quel che è certo è che fu una donna dall’intelligenza fuori dal comune.

Il suo desiderio di conoscenza è perfettamente espresso dalla sua frase: «La speranza e la curiosità per il futuro mi sembravano meglio della sicurezza del presente. L’ignoto è sempre stato molto attraente per me… e lo è tutt’ora»

E la sua storia ci insegna che non c’è niente che non si possa fare: anche se è questione di tempo,  non c’è niente che non possiamo essere.

Whatever you want you can ! Love Laurin

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Perchè siam donne: L’effetto Skully

Nel 1993, gli scrittori televisivi hanno deciso di non fare ricorso ai soliti stereotipi . Hanno creato Dana Scully e hanno promosso le donne nelle carriere STEM.

l personaggio dell’agente speciale Dana Scully, MD è stato presentato nell’episodio pilota della serie televisiva X-Files come una contrapposizione necessaria per il personaggio di Fox Mulder, il cui incessante bisogno di trovare “la verità” (un concetto che comprendeva la scomparsa della giovane sorella e il sospetto di continui insabbiamenti governativi sull’esistenza di extraterrestri) aveva irritato i suoi colleghi dell’FBI. Il suo superiore all’ufficio, il vicedirettore Walter Skinner, incarica l’agente Dana Scully di frenare l’entusiasmo di Fox Mulder mettendo costantemente in dubbio le sue teorie fantascientifiche.

Dana Scully, era una talentuosa dottoressa laureata in fisica, e la sua infanzia come cattolica le dava una certezza in Dio che la metteva costantemente in disaccordo con Mulder. Un ateo, ma uno che voleva disperatamente credere nei misteri dell’universo, Mulder era “il credente” mentre Scully era “lo scettico” che si affidava solamente alla scienza.

La presenza di Dana Scully era sempre conseguente, non solo nella sua immagine, ma nel suo comportamento. Era estremamente intelligente, razionale e coraggiosa, era in grado di tener testa ai funzionari presuntuosi dell’FBI!

Dana Scully era spesso la persona più pronta e intuitiva in ogni discussione.

Viveva da sola in un grazioso appartamento senza ascensore a Georgetown, trascorreva le serate leggendo e pulendo la sua Glock e tendeva ad avere sfortunati rapporti con gli uomini

Si comportava come una donna molto competente, affidabile e leale che raramente causava contrasti nell’ambiente di lavoro. Non ne aveva bisogno: le persone si fidavano delle sue capacità, quindi la ascoltavano a prescindere.

La determinazione con cui Dana Scully ha condotto la sua carriera – e la sua vita – l’ha resa un’icona della cultura pop delle donne che cercano di intraprendere una carriera nei campi STEM.

Al Comic Con di alcuni anni fa, all’attrice che l’ha interpretata, Gillian Anderson, è stato chiesto se fosse a conoscenza dell’Effetto Scully: l’afflusso di giovani donne che hanno scelto carriere STEM che a lei si erano ispirate guardandola come Dana Scully in X-Files .

Gillian Anderson: “È stata una sorpresa per me . Abbiamo ricevuto molte lettere durante tutta la durata del Serial , e mi è stato detto abbastanza spesso da ragazze che stavano entrando nel mondo della medicina o nel mondo della scienza o nel mondo dell’FBI o in altri contesti dove appariva il mio personaggio, che erano state spinte a fare le loro scelte in quegli ambiti proprio perchè Dana Skully rappresentava lla realizzazione delle loro ambizioni.”

L’aumento dell’interesse delle ragazze è sopravvissuto alla serie, che si è conclusa dopo nove stagioni nel 2002. Lo spettacolo ha continuato a ispirare, essendo disponibile su Netflix e Hulu, il che significa che la generazione di giovani ragazze di oggi può avere ancora Scully come modello.

Siti web come Steminist offrono profili delle ” Scully” della vita reale: donne intelligenti, impegnate ed estremamente determinate che sono in prima linea nell’innovazione scientifica.

Il megalite cosmetico L’Oreal ha attivato una borsa di studio per donne nel campo della scienza nel 2003 e, da allora, ha assegnato più di 2 milioni di dollari a studentesse post-dottorato nei campi STEM.

Discover ha compilato la sua lista delle 10 scienziate da seguire su Twitter. Dana Scully sarebbe orgogliosa.

L’effetto Scully è reale. È lì e sta ispirando molte donne a perseguire i loro sogni nella scienza e fare la differenza proprio come ha fatto l’agente Scully.

La domanda viene spontanea! E’ stata una scelta premeditata da parte di autori televisivi illuminati? O c’è lo zampino degli extraterresti?

L’effetto scully: come “x – Storia 2022 (9unknownfacts.com)

STEM, dall’inglese science, technology, engineering and mathematics

( ebbene sì ,ero una follower di X- Files) ( se non lo avete pensato)

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La buona notizia del venerdì: In Italia sta per tornare il vuoto a rendere!

“ Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte...” cantava Gianni Morandi nel lontanissimo 1962 e certo la bottiglia del latte negli anni ’50 e ’60 era di vetro!

In molti Paesi europei è una pratica ben consolidata, mentre qui da noi il vuoto a rendere è soltanto un vago ricordo. Ma, dopo parecchi tira e molla, la restituzione delle bottiglie usate potrebbe tornare in auge anche in Italia

Solo in Italia sono i 119 contenitori che ogni anno ciascuno di noi getta via senza dargli la possibilità di essere riutilizzati o riciclati, si parla di un totale di 7 miliardi di imballaggi. A rilanciare l’attenzione sul tema è il nuovo rapporto What a Waste.

Il problema di bottiglie e lattine che invece di entrare nel circolo virtuoso del riciclo finiscono nell’indifferenziata o, nei casi peggiori, nel mare e nei fiumi è sotto gli occhi di tutti. Ma a mettere nero su bianco la situazione di 24 paesi Ue, Italia compresa, è il rapporto What we Waste, curato dalla no profit Reloop con il supporto di Break Free From Plastic e Changing Markets Foundation.

Il documento espone dei numeri molto chiari e decisamente preoccupanti riguardo al numero di bottiglie e lattine che ogni anno vengono sprecati e non avviati al riciclo. Si parla di oltre 41 miliardi di bottiglie di plastica, bottiglie di vetro e lattine di metallo all’anno che, disseminate in ogni dove, spesso finiscono in fiumi e oceani o in discariche e inceneritori in 24 paesi dell’Ue.

I nuovi dati sono relativi al 2019 ma la situazione da allora non può essere molto cambiata considerando che anche precedentemente, come mostra la seguente infografica inserita nel rapporto e relativa al 2017, il numero dei contenitori sprecati era praticamente identico.

Convertito in legge un mese fa, il decreto Semplificazioni punta, tra le altre cose, a reintrodurre i criteri per diffondere nuovamente il sistema di resi per bottiglie, fiaschi e lattine di vetro, alluminio e plastica. Entro la fine del 2021, il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, avrebbe dovuto fissare regole e norme e stabilire le cauzioni.

Con la fiducia incassata al Senato il Dl semplificazioni è infatti diventato legge portando con sé una serie “alleggerimenti” in campo ambientale, amministrativo e digitale.  

Quanto al vuoto a rendere – un provvedimento che più si è volte si è tentato di tramutare in realtà – prima nel 2009 poi con una sperimentazione nel 2017– il  testo coordinato pubblicato in Gazzetta ufficiale parla di incentivi economici e premialità per i negozianti che adotteranno questi metodi:Gli operatori economici, in forma individuale o in forma collettiva, adottano sistemi di restituzione con cauzione, nonché sistemi per il riutilizzo degli imballaggi.

Il riuso con la cauzione si basa su una logistica per far tornare dal produttore gli imballaggi da riempire. I consumatori pagheranno una cauzione al momento dell’acquisto della bevanda confezionata, somma che poi verrà restituita quando si renderà il vuoto.

In molti casi, già oggi si tenta in parecchie realtà di recuperare soprattutto il vetro delle bottiglie, soprattutto di acqua minerale.

Cos’è il vuoto a rendere? Con il termine “vuoto a rendere” si indica quella pratica con la quale l’acquirente restituisce un contenitore – come ad esempio una bottiglia di vetro, o anche di plastica – una volta svuotato, così che questo possa essere riutilizzato per un determinato numero di volte prima di essere gettato.

Fonti:

*In Italia sta per tornare il vuoto a rendere! Attese le nuove regole per il riuso con cauzione di vetro e imballaggi – greenMe

*La birra Ichnusa rilancia il vuoto a rendere: ecco la nuova bottiglia col tappo verde – greenMe

*Abbiamo bisogno di tornare al vuoto a rendere, il report che lo dimostra – greenMe

*A Trento torna il latte in bottiglia per ridurre plastica e rifiuti – greenMe

*A Londra si torna a consegnare il latte nelle bottiglie di vetro per ridurre i rifiuti in plastica – greenMe

Arriva una grossa novità per le birre Peroni e Raffo (ecoo.it)

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La Luna Nuova in Bilancia cambia il punto di prospettiva

Ogni novilunio è sempre un nuovo inizio !

Love Laurin

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C’è un’altra Terra, osservata dalle sonde spaziali e simile a un bambino gigante

C’è un’altra Terra“, dice Gesù secondo i Vangeli. “E’ un unico Organismo” replica Giordano Bruno nel Rinascimento.

Le due “Terre” condividono lo stesso Cuore Cristallino che si muove in modi liberi e indipendenti, non è oppresso dal “peso” degli strati superiori, né è composto solo di Ferro, come molti ripetono; è composto di un carburo di ferro, è la riserva più vasta di Carbonio del pianeta – scopre la geofisica – e ruota intorno al proprio asse polare con velocità maggiori a quelle degli strati superiori. I vari strati sono separati tra loro da gap vuoti che consentono i loro moti liberi e indipendenti gli uni dagli altri. Se il Cuore Cristallino fosse la Fonte della Vita? Al centro del Cuore Cristallino, che ruota verso Est, i geofisici riconoscono una piccola sfera – 500 km di raggio – che ruota verso Ovest, cioè in verso opposto. Nel Medio Evo i saggi parlavano del MOTORE PRIMO al centro della Terra, celebrato da Dante nel Paradiso dove gli “spiriti beati girano in versi “opposti” – centripeto e centrifugo – moti simili a quelli che un buco nero ruotante

“C’è un Sole Nero al centro della Terra” disse Zarathustra, il grande saggio iraniano, celebrato da Friedrich Nietzsche, erroneamente considerato il padre del nazismo. Se il Sole Nero è un buco nero ruotante, siamo di fronte a una rivoluzione astronomica e antropica, anticipata da grandi saggi e ora confermata dalla geofisica, scienza che ha compiuto grandiose scoperte ma è spesso ignorata dai media. E’ una “rivoluzione culturale” anticipata da molti saggi e poeti e tale da travolgere la mentalità finora dominante, afflitta dal presunto “problema energetico” e dall’ignoranza del Motore Primo  che si auto alimenta con il doppio movimento, ci rende protagonisti e co-autori della Nuova Era. Ricca di prosperità e libera dal presunto “problema energetico”, la Nuova Era ci libera dai confini che ogni potere ha tentato di difendere e/o di offendere, con le varie guerre che tuttora insanguinano la superficie terrestre.

“C’è un’altra Luce“, dice sempre Gesù secondo i Vangeli. La scopre Enrico Fermi nel 1933 e la chiama “debole”, perché così appare rispetto all’altra luce già nota, chiamata “forte”. Negli anni ’80 la fisica celebra le sue “nozze” con la luce elettromagnetica e così scopre “l’altra Luce” che non possiamo vedere fuori, ma che possiamo percepire dentro come sensazioni ed emozioni. “L’Uomo è centro”, diceva Giordano Bruno. Ora possiamo capire che ognuno di noi è un centro cibernetico (non geometrico), sensibile alle emozioni cioè ai movimenti del sangue (emo è sangue in greco).

Una rivoluzione astronomica e antropica è in atto e preoccupa il “potere” che ha gestito gli eventi con i soliti canoni: paura e rabbia  contro il “nemico” di turno e l’ignoranza comune dell’Altra Luce che la fisica ora chiama Elettrodebole (ED). Il nome nasconde le Sue squisite abilità e pure la sensibilità umana, capace di percepirla come emozioni – i moti del sangue. La Luce ED  anima tutto il vivente ed è emessa dal Cuore Cristallino al centro della Terra, è quindi diretta lungo la verticale e capace di erigere i corpi umani durante la veglia e non durante lo stato dormiente. Una e trina, eterna e onnipresente, la Forza ED ha ciò che la fantascienza chiama “il lato luminoso della Forza” e grandi saggi  quali Giordano Bruno “il fiume della Vita”.

E’ il flusso copioso e veloce dei bosoni neutri Z, scoperto dalla fisica negli anni ’80, grazie all’uso di  strumenti capaci di captare le loro velocità elevatissime.

Questo flusso impetuoso, sgorga dalla Fonte della Vita, dipinta da vari pittori, implica una pacifica e radicale rivoluzione culturale che ci libera dalle tante convinzioni false, instillate finora da media, scuola e università.

I tre tipi di bosoni W+, Z, W- sono stati previsti S. Weinberg, S. L. Sheldon e A. Salam e osservati dai laboratori del CERN, a Ginevra, da C. Rubbia. Hanno tutti vinto il Premio Nobel. I tre tipi di bosoni W+, Z, W- hanno consentito di sviluppare il Modello Standard della fisica che ha avuto una serie di conferme e di successi sperimentali, “incrinati” poi da esperimento che ha svelato la metamorfosi dei neutrini. Questa recente novità è stata annunciata due mila anni fa.

Simili ai “granellini di senape”, citati da Gesù, i tre tipi di neutrini si  scambiano tra loro l’identità, e la fisica li indica come i “camaleonti dell’universo”. Per il Comitato Nobel questa scoperta ha aperto la strada a una nuova immagine dell’universo. Forse è anche una nuova concezione della “realtà”  e del nostro ruolo che finora è apparso come quello di spettatori impotenti di uno spettacolo fisso e fissato.

I tre neutrini compiono una metamorfosi e  possono trasmetterla anche ai nostri corpi. I neutrini infatti attraversano tutto, anche i nostri corpi, a miliardi ogni secondo; possono provocare quella “metamorfosi” che cambia  il “sapore” e ci consente di divenire “il sale della terra”.

“Siete il sale della terra” diceva Gesù ai discepoli che lo ascoltavano… Il sale, si sa, da un nuovo sapore…

La fisica chiama “sapore” il numero quantico che definisce le diverse relazioni tra i due campi, elettromagnetico e debole. Solo nomi casuali o indizii che possiamo divenire il sale della terra e dare un nuovo sapore al mondo?

“La Vita vi renderà liberi”, diceva Gesù. Se la Vita è la Forza ED, scoperta nel 1979, l’uso del suo lato luminoso non è solo fantascienza, né solo scienza; è anche e soprattutto coscienza della Via – la direzione verticale – che collega il nostro corpo, eretto, alla Fonte della Vita, il cuore Cristallino al centro della Terra.

Da lì sgorga il Fiume copioso e veloce dei neutrini che attraversano i nostri corpi a miliardi e possono quindi favorire il contatto diretto tra i corpi umani e la Fonte dell’eterna giovinezza.

C’è un’altra Terra – 18 Aprile 2020 – ore 10:30-12:00 seminario via ZOOM – Giuliana Conforto

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La buona notizia del venerdì: Carrozze elettriche al posto delle “botticelle”! I cavalli ringraziano!

La Camera ha deciso: non sarà più consentito l’uso di animali per la trazione delle «botticelle», le carrozze che offrono giri turistici nei centri delle città italiane. Il governo si impegna «a vietare l’utilizzo di animali per la trazione di veicoli e di mezzi di ogni specie adibiti al servizio di piazza e per i servizi pubblici non di linea finalizzati ai trasporti di persone a fini turistici e ludici, nell’intero territorio nazionale». inoltre, si ripromette di prevedere sanzioni amministrative e confisca del mezzo e dell’animale in caso di trasporto non autorizzato».

Viene inoltre previsto che gli animali maltrattati vengano affidati a chi può prendersene cura e che le licenze per la conduzione delle botticelle vengano convertite in «licenze per le guide di carrozze elettriche o taxi»

In molte mete turistiche internazionali le carrozze a cavalli appartengono al passato. Nell’inestimabile sito archeologico di Petra, in Giordania, calessi e botticelle hanno lasciato il posto alle auto elettriche. Le nuove “Club Cars”, che l’ente ha acquisito alla fine del 2019, sono di uso quotidiano e trasportano fino a sei persone alla volta.

Carrozze elettriche, dalle forme tradizionali, si trovano ormai in tutto il mondo, da New York a Berlino, da Vienna a Mumbai.

Al momento, le uniche botticelle elettriche attive in Italia si trovano alla Reggia di Caserta, dove sono state introdotte dopo che nell’estate del 2020 un cavallo si era accasciato al suolo a causa del caldo e della fatica.

A Roma, Palermo, Firenze o Pisa le carrozze trainate dai cavalli continuano però a vedersi nei principali punti turistici urbani.

Botticelle in piazza Venezia. Roma, 4 dicembre 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

Le Botticelle

Alcuni romani sanno di che si tratta altri invece ignorano questo appellativo dialettale con cui si indicano le carrozze trainate dai cavalli, utilizzate per il trasporto dei turisti a Roma. L’etimologia è indicativa non della loro funzione attuale bensì di quella originaria: trasportare botti. Botti piene di olio, di vino, o di altre mercanzie che necessitavano di essere movimentate per il commercio cittadino, in tempi ormai remoti.

I primi botticellari arrivarono dal Molise e grazie alla loro esperienza con gli animali, vennero assoldati come stallieri. La principali rimesse di cavalli erano a Borgo e a Via Sannio. Poi passarono al ruolo di “botticellari”, cioè guidatori delle celebri carrozzelle romane.

Nella prestigiosa collana ‘Storia fotografica di Roma’, (edito da Intra Moenia) si trova una raccolta di suggestive fotografie della Roma ormai scomparsa e ci si può imbattere in alcune riproduzioni risalenti agli anni venti che ritraggono queste carrozze nelle vie e nelle piazze romane, allora pressoché deserte, a testimonianza che fino all’inizio del secolo scorso il cavallo era praticamente l’unico mezzo di trasporto, a parte qualche rara automobile.

I cavalli delle carrozze di quell’epoca erano in un certo senso dei privilegiati; benché non sia propriamente esatto definirli così dal momento che pur sempre si trattava di animali privati della libertà e costretti loro malgrado a trainare dei carichi, erano tuttavia pur sempre fortunati se li paragoniamo ai loro discendenti, i cavalli delle ‘botticelle’ odierne.

Un termine che, riferito ad oggi, risulta più che mai improprio dal momento che i cavalli oggi non trainano più botti, bensì turisti.

Con un’evidente forzatura si vuole oggi infatti far passare la botticella per tradizione lasciando intendere che essa sia sempre stata un mezzo per visitatori.

Tale attività nacque secoli fa dall’oggettiva necessità di trasportare merci quando l’assenza di altri mezzi di locomozione rendeva obbligato l’utilizzo di animali ed è stata poi forzatamente mantenuta in vita fino ai giorni nostri travisandone completamente il significato.

Una delle obiezioni che più spesso si sente porre anche da chi è comunque contrario alla pratica delle botticelle riguarda la fine che farebbero i questi cavalli se effettivamente le carrozze venissero dismesse.

Ma grazie al regolamento del 2005, i cavalli non più in grado di lavorare dovrebbero essere messi ‘in pensione’ presso idonea struttura.

Infine si ricorda il Corpo Forestale dello Stato, che già ospita alcuni cavalli provenienti dal palio di Siena nonché altri dell’Esercito vecchi e non più utili, si è offerto di dare degna accoglienza ai cavalli delle botticelle romane qualora venissero definitivamente liberati dalla loro carrozza.