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* 25 aprile: ricordiamo la fine della seconda guerra mondiale e la libertà riconquistata a caro prezzo

Dormi sepolto in un campo di grano
Non è la rosa, non è il tulipano
Che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
Ma sono mille papaveri rossi.

“Lungo le sponde del mio torrente
Voglio che scendano i lucci argentati,
Non piu’ i cadaveri dei soldati
Portati in braccio dalla corrente”

Cosi’ dicevi ed era d’inverno
E come gli altri, verso l’inferno
Te ne vai triste come chi deve,
Il vento ti sputa in faccia la neve.

Fermati Piero, fermati adesso
Lascia che il vento ti passi un po’ addosso,
Dei morti in battaglia ti porti la voce,
Chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

Ma tu non lo udisti e il tempo passava
Con le stagioni a passo di “java”
Ed arrivasti a varcar la frontiera
In un bel giorno di primavera

E mentre marciavi con l’anima in spalle
Vedesti un uomo in fondo alla valle
Che aveva il tuo stesso identico umore
Ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero, sparagli ora
E dopo un colpo sparagli ancora
Fino a che tu non lo vedrai esangue,
Cadere in terra, a coprire il suo sangue.

“E se gli sparo in fronte o nel cuore
Soltanto il tempo avra’ per morire,
Ma il tempo a me restera’ per vedere,
Vedere gli occhi di un uomo che muore”.

E mentre gli usi questa premura
Quello si volta, ti vede, ha paura
Ed imbracciata l’artiglieria
Non ti ricambia la cortesia.

Cadesti a terra senza un lamento
E ti accorgesti in un solo momento
Che il tempo non ti sarebbe bastato
A chieder perdono di ogni peccato.

Cadesti a terra senza un lamento
E ti accorgesti in un solo momento
Che la tua vita finiva quel giorno
E non ci sarebbe stato ritorno.

“Ninetta mia crepare di Maggio
Ci vuole tanto, troppo coraggio.
Ninetta bella, dritto all’inferno,
Avrei preferito andarci in inverno”.

E mentre il grano ti stava a sentire
Dentro le mani stringevi il fucile,
Dentro la bocca stringevi parole
Troppo gelate per sciogliersi al sole.

Dormi sepolto in un campo di grano
Non è la rosa, non è il tulipano
Che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
Ma sono mille papaveri rossi.

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* Giornata della migrazione dei pesci,World Fish Migration Day. La natura compie i suoi cicli , uno dopo l’altro, anno dopo anno…Oggi la parola d’ordine è più che mai rispettiamola e prendiamone esempio

Istituita a livello mondiale, il 21 aprile è la Giornata della migrazione dei pesci.

Sin dalle origini tra gli obiettivi celebrazione c’è la diffusione della consapevolezza della necessità di salvaguardare i fiumi e i loro abitanti.

Si tratta di un evento ancora poco conosciuto e spesso deriso, sebbene molto importante per l’ambiente. Tra gli obiettivi troviamo la sensibilizzazione sull’importanza dei fiumi aperti. Dighe, brighe ed opere fluviali sbarrano i corsi d’acqua, impedendo ai suoi abitanti di risalire ai luoghi natali in modo da riprodursi.

Spesso questi animali muoiono, impedendo quindi anche la continuità della specie, come nel caso dei salmoni del Nord Europa.

Si tratta quindi di un evento molto importante per la salvaguardia della biodiversità. Spesso questi animali sono spesso preda dei cosiddetti pescatori ricreativi, quelli cioè che effettuano pesca lungo i laghi o torrenti.

Sono sempre più le specie ittiche migratorie ad essere gravemente minacciate.

Nelle lista rossa troviamo la lampreda di mare, la cui sola popolazione riproduttiva è presente nel fiume Magra in Liguria. Per tale motivo è valutata in Pericolo Critico (CR). Troviamo poi le anguille europee, spesso soggette alla pressione della pesca in tutte le fasi della loro vita. In Italia sono presenti 48 specie di pesci d’acqua, sette delle quali migrano per motivi riproduttivi. La loro migrazione è a senso unico, ossia: una volta compiuta la funzione riproduttiva muoiono senza far più ritorno.

Tra questi troviamo, appunto, le lamprede.

Alcune migrazioni possono anche essere trofiche, quindi per cibo, altre volte sono sconosciute. Questi animali sono un anello fondamentale della catena alimentare, garantendo cibo per milioni di persone in tutto il mondo. Essi svolgono inoltre un ruolo importante nella creazione di sistemi fluviali sani, necessari per la loro sopravvivenza.

Come ogni anno la World Fish Migration Foundation si impegna a coordinare eventi e manifestazioni internazionali, con l’obiettivo di diffondere la ricorrenza. Il suo scopo è anche ricordare a tutti un tema molto importante per la difesa dei nostri habitat fluviali, e la sopravvivenza di centinai di specie ittiche. Il loro spostamento è fondamentale per completare il ciclo di vita. Che sia quotidiano o annuale, esso permette loro di nutrirsi e riprodursi.

La migrazione ittica è un comportamento che interessa sia animali di acqua dolce che pesci marini pelagici.

E’ un fenomeno che si verifica con lo spostamento da un’aria geografica all’altra, che spesso dista migliaia di chilometri.

Il rischio, durante questi spostamenti, è la possibilità di predazione o la perdita di orientamento. L’effetto delle attività naturali ed antropiche con gli anni ha portato al depauperamento delle popolazioni ittiche. La pesca eccessiva, il parassitismo, i cambiamenti delle condizioni oceanografiche.

E ancora, il degrado degli habitat e l’inquinamento causano il rischio di estinzione delle specie.

Per proteggere questi animali bisogna innanzitutto tutelare gli habitat delle zone umide, fondamentali per il loro ciclo di vita. La vegetazione di questi posti offre loro riparo dai predatori e dalle intemperie, oltre che cibo per nutrirsi. Forniscono inoltre acqua pulita e sono ottime zone di deposizione.

Per anni l’uomo ha usato e modificato a suo piacimento i fiumi e le sue rotte, al solo scopo di migliorare la sua qualità di vita.

L’estensione dei centri urbani ha ristretto lo spazio dei fiumi, ignorando che il cemento è uno strato che riduce la quantità d’ossigeno. Questo ha portato a costi ambientali elevati, come il degrado dei fiumi. Oggi i fiumi devono respirare e riprendersi il loro corso d’acqua.

Ed è quindi nostro dovere trovare delle soluzioni in modo da recuperare gli sbagli fatti in passato.

 

Pesci

Nome generale di tutti gli animali che nascono e vivono nell’acqua [Latino: piscis].
Un pesce è un vertebrato acquatico a sangue freddo con squame e branchie, come uno squalo, una trota, un luccio o un pesciolino rosso.

Il termine proviene da una vecchia versione tedesca della parola latina “piscus”, da cui si potrebbe riconoscere il segno zodiacale dei Pesci.

La parola può descrivere sia la creatura intera che la sola carne.

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno.

Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.

Insegnagli a creare una penuria artificiale di pesci e mangerà una bistecca.”

proverbio cinese

fonte:

https://www.controcampus.it/2020/04/giornata-della-migrazione-dei-pesci-frasi-e-citazioni/

https://www.facebook.com/giuseppinabrunoscrittrice per i bambini

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* We are the world : oggi come 35 anni fa una canzone simbolo dei valori che uniscono tutta l’umanità sempre e non solo nei momenti difficili

In questi giorni nel mondo intero si celebrano anche i 35 anni di una canzone simbolo della solidarietà, inno unificante e leggendario. 

Il 7 marzo 1985 usciva “We Are The World”, il brano scritto a quattro mani da Michael Jackson e Lionel Richie e cantato insieme a più di 40 artisti, che aveva il nobile obiettivo di raccogliere fondi per l’Etiopia affamata da una carestia devastante.
Nacque così “USA for Africa” con Usa trasformato in acronimo di “United Support Artist”. Fu un evento incredibile, un’intuizione geniale partorita dalle menti più attive di quegli anni.

Oggi quelle parole del ritornello «c’è una scelta che stiamo facendo, stiamo salvando le nostre vite», sono tornate nella mente di Lionel Richie che intende coinvolgere gli artisti per una eventuale nuova versione.

We Are the World” del resto rimase nel cuore di tutti: e anche dieci anni fa ne fu rilasciata una nuova versione di per assistere le vittime del terremoto ad Haiti. 

There comes a time when we need a certain call
When the world must come together as one
There are people dying
Oh, and it’s time to lend a hand to life
The greatest gift of all

We can’t go on pretending day by day
That someone, somehow will soon make a change
We’re all a part of God’s great big family
And the truth – you know love is all we need

We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
so let’s start giving
There’s a choice we’re making
We’re saving our own lives
It’s true we’ll make a better day
Just you and me

Well, send’em you your heart
So they know that someone cares
And their lives will be stronger and free
As God has shown us
By turning stone to bread
And so we all must lend a helping hand

We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
so let’s start giving
There’s a choice we’re making
We’re saving our own lives
It’s true we’ll make a better day
Just you and me

When you’re down and out
There seems no hope at all
But if you just believe
There’s no way we can fall
Well, well, well, let’s realize
That one change can only come
When we stand together as one

We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
so let’s start giving
There’s a choice we’re making
We’re saving our own lives
It’s true we’ll make a better day
Just you and me

Arriva un momento in cui abbiamo bisogno di una chiamata,
quando il mondo deve tornare unito
C’è gente che muore
ed è tempo di aiutare la vita,
il più grande regalo di tutti

Non possiamo andare avanti fingendo di giorno in giorno
che qualcuno in qualche modo presto cambierà le cose.
Tutti noi siamo parte della grande famiglia di Dio
e, lo sai, in verità l’amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
È una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori,
proprio tu ed io

Manda loro il tuo cuore
così sapranno che qualcuno vuol loro bene
e le loro vite saranno più forti e libere.
Come Dio ci mostrò,
mutando la pietra in pane,
così tutti noi dovremmo dare una mano.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
È una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori,
proprio tu ed io

Quando sei triste e stanco,
sembra non ci sia alcuna speranza,
ma, se tu hai fiducia,
non possiamo essere sconfitti.
Bene, rendiamoci conto
che le cose potranno cambiare solo
quando saremo uniti come una cosa sola.

Noi siamo il mondo, noi siamo i bambini
noi siamo quelli che un giorno porteranno la luce,
quindi cominciamo a donare.
È una scelta che stiamo facendo,
stiamo salvando le nostre stesse vite,
davvero costruiremo giorni migliori,
proprio tu ed io

https://youtu.be/M9BNoNFKCBI

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* Luis Sepùlveda

Il vecchio Antonio José Bolívar vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana. Ha con sé i ricordi di un’esperienza – finita male – di colono bianco, la fotografia sbiadita della moglie e alcuni romanzi d’amore che legge e rilegge in solitudine. Ma il suo patrimonio è una sapienza speciale che gli viene dall’aver vissuto dentro la grande foresta, insieme agli indios shuar: un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che i gringos, capaci soltanto di sfruttare e distruggere, non sapranno mai capire. Solo un uomo come lui potrà dunque adempiere al compito ingrato di inseguire e uccidere il tigrillo, il felino che, accecato dal dolore per l’inutile sterminio dei suoi cuccioli, si aggira minaccioso per vendicarsi sull’uomo.

 

Sapeva leggere

fu la scoperta più importante

di tutta la  sua vita,

Sapeva leggere.

possedeva l’antidoto

contro il terribile veleno

della vecchiaia

Luis Sepùlveda

Un messaggio intenso, pervaso di rispetto e venerazione per la natura, un continuo ritrovare i valori essenziali dell’esistenza, un canto d’amore per una umanità dimenticata e forse per questo preservata dal rumore senza sostanza della civiltà attuale

Il suo libro che ho più amato! Love Luis!

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* Hic sunt leones : qui ci sono i leoni; non c’è nulla da fare, non si procede oltre…Dipende da ognuno di noi liberare l’umanità da queste pesanti paure?

L’uomo ha sempre temuto i luoghi diversi dal proprio conosciuto.

Una volta gli antichi geografi, che poco conoscevano le regioni sia dell’Africa che dell’Asia, quando dovevano tratteggiare quelle terre, si trovavano d’impaccio, e incidevano sulle carte topografiche la scritta: «Hic sunt leones»: qui ci sono i leoni; non c’è nulla da fare, non si procede oltre.

La locuzione latina hic sunt leones ,”qui ci sono i leoni” o hic sunt dracones ,“qui ci sono i draghi”, non ha riscontri nella documentazione cartografica medievale né nei rarissimi reperti dell’età antica.

Solo la cd Cotton Map (X secolo d.C.) riporta un sibillino “hic abundant leones”, tra Gog e Magog e la costa orientale dell’Asia, con tanto di disegno del noto felino con la criniera: in effetti in quell’area si trovavano tigri e leopardi ma anche leoni .

“Hic sunt leones”, “Da qui in poi troverete i leoni” era il monito dei Romani a non proseguire oltre il confine conosciuto, in territori selvaggi e inesplorati.

Molti conducono una esistenza in perenne difesa, temendo i “ leones.” raffigurazioni immaginarie ma concretamente presenti nella vita quotidiana, siano essi persone che luoghi.

I leones hanno sempre un significato negativo e minaccioso di pericolosi cambiamenti inevitabili. Ma la negatività è solo una visione limitante di esperienze che si teme di affrontare. Lì “ sunt leones”.

Ci è stato insegnato che ci sono comportamenti consolidati, territori già esplorati, situazioni inevitabili, e solo seguendo le regole prestabilite, potremo vivere felici in una società giusta,che guarda con sospetto i cambiamenti e i diversi.

I leones ci sono stati imposti per scoraggiare il nostro libero pensiero.

I leones vogliono nascondere l’ignoranza e impedire la conoscenza.

I leones sono le convinzioni negative che inconsciamente sono state generate dalle paure e dalle insicurezze e che impediscono la nostra proiezione nel futuro.

Nella Tradizione ermetica i leones sono anche chiamati i guardiani della soglia, che ci negano l’accesso alla strada della nostra crescita interiore.

Ma se ci si rende conto dell’origine delle paure allora si può facilmente annientare tutti i guardiani delle soglie che potremo incontrare nel cammino. Ad ogni annientamento di un guardiano della soglia corrisponde una perenne trasformazione interiore. Si conquista una nuova libertà.

E domandiamoci anche per quali ragioni al giorno d’oggi è in atto un mirato processo di diffusione della paura. La diffusione della paura costituisce un diretto attacco all’individualità interiore.

La paura frena l’immaginazione, la creatività, lo spirito di collaborazione, la comunicazione delle idee…genera rassegnazione e apatia e disinteresse…si delega ad altri la capacità di pensare per noi,

La paura, generando i fantasmi dei guardiani della soglia, pone tutte le premesse per una schiavitù dagli eventi, ci si lascia manipolare.

Una simile schiavitù, di gran lunga peggiore delle schiavitù fisiche, imprigiona i Valori dell’Essere umano negando ogni sua insita capacità di scelte consapevoli di vita.

Dipende da ognuno di noi liberare l’umanità da queste pesanti catene?

Certamente…

Creando forme pensiero positive.

Comunicando Fiducia.

Sentendoci parte operante del gruppo umanità.

Cominciamo ad ignorare i messaggi falsi delle scimmie urlatrici che dipingono tutto di nero, solleviamoci oltre la nebbia delle fumose previsioni catastrofiche, dichiariamo a gran voce la nostra fiducia in un futuro che non temiamo perchè ne saremo gli artefici.

Tutto ciò che ci serve è a portata di mano, ce lo abbiamo già, si tratta di riscoprirlo, l’Universo intero è il nostro campo di gioco.

Nell’Universo non ci sono i segnali con i leones. Ogni orizzonte è libero per essere raggiunto.

All’insegna di Amore, Armonia, Pace, Fratellanza, Dignità, Onestà.

Love Laurin

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* Tanti colori per una Pasqua speciale!

Coloriamo questa Pasqua speciale 

di tanti colori

un colore di serenità

un colore di pace,

un colore di salute,

un colore di compassione,

un colore di solidarietà,

un colore di amore

per te, per noi, per voi,

per loro, per tutto il mondo

per la rinascita dell’umanità intera

 

Love Laurin

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*Pace ?… è una parola!

” pace “… una parola o un parolone?

picassolacolombeavenir

Cercavo la colomba della pace di Picasso  ed ho trovato una serie di litografie di  colombe disegnate da lui…
Una mi ha colpito perchè l’ ho trovata la rappresentazione ideale di una mia recente riflessione:
la pace ha motivo in quanto è l’opposto della guerra.
E’ una prerogativa umana ragionare dualisticamente : a tutto c’è un opposto, o questo o quello, e si agisce “ contro questo” o “ contro quello”.
Quindi la pace si ha solo quando non c’è la guerra e si fa la guerra per ottenere la pace.
Può sembrare un semplice sillogismo.
Ci sono attendibili opinioni in ogni tempo:
Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant. Dove fanno il deserto , quello chiamano pace”  Tacito
Facciamo la guerra per poter vivere in pace“ Aristotele.
Si vis pacem, para bellum . Se vuoi la pace prepara  la guerra” Vegezio
Essere preparati alla guerra è uno dei mezzi più efficaci di preservare la pace” George Washington.
La pace non è un assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo,una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia. Baruch Spinoza
Oppure ci si riempe la bocca per apparire schierati da una parte o dall’altra.
Io penso che  Pace è un valore insito nel’ Essere umani, uno stato d’animo interiore che è in ciascuno di noi e che prescinde da un suo opposto.
Pace è un atteggiamento mentale strettamente legato al cuore che determina il modo di interpretare il mondo in tutte le sue sfaccettature e di conseguenza il ciascuno agire.
Se sono in pace con me stessa allora la posso esportare agli altri, e solo allora.
Pace è solo una parola,  il più delle volte un parolone che accomuna la gente… e le coscienze? Vado alla manifestazione o alla marcia e …dentro di me sono in pace?
Ma che vuol dire essere in pace con se stessi? Una ricetta universale non l’hanno ancora inventata eppure se ne sono dette di tutti i colori e sono stati versati fiumi di inchiostro.
Altre attendibili opinioni:
La pace è un quotidiano, un settimanale, un processo mensile, a poco a poco cambiando opinioni, lentamente erodendo vecchie barriere, tranquillamente costruendo nuove strutture. John F. Kennedy
La pace non è un rapporto delle nazioni. Si tratta di una condizione mentale derivante da una serenità d’animo. E ‘anche uno stato d’animo. Pace duratura può venire solo a persone pacifiche“. Jawaharial Nehru, primo ministro dell’India
Il fatto è che la pace è una sensazione talmente personale che io non posso fare altro che raccontare la mia.
Io mi sento in pace quando mi sento al posto giusto al momento giusto. Giusto per chi?
Per me, ovviamente. Tu per te. Loro per loro.
Io mi sento in pace quando porto avanti con passione le mie scelte.
Io mi sento in pace quando sono in sintonia con la natura e con i ritmi dell’universo .
Io mi sento in pace quando penso che se oggi vedo nero domani è un altro giorno.
Io mi sento in pace quando vedo sorridere qualcuno che prima era cupo.
Io mi sento in pace quando in coda alla posta la fila va lenta e faccio amicizia con la signora accanto.
Io mi sento in pace quando piove e non ho l’ombrello, dopotutto il sole splende per tutti
Io mi sento in pace quando la bimba del vicino, che di notte piange, mi saluta per nome
Io mi sento in pace quando alla tv danno la  notizia che è nata una nuova stella.
Insomma per me Pace è vedere il bicchiere mezzo pieno, sempre.
Per me dire Pace, fare Pace, marciare per la Pace non è Pace.
Per me Pace è Essere Pace.
E come me tutti possono Essere Pace, dato che è dell’Essere umano.
O no?
 
 

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* un’invincibile estate!

 

Miei cari,
nel bel mezzo dell’odio
ho scoperto che vi era in me
un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime
ho scoperto che vi era in me
un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos
ho scoperto che vi era in me
un’ invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine,
che nel bel mezzo dell’inverno,
ho scoperto che vi era in me
un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa
quanto duramente il mondo
vada contro di me,
in me c’è qualcosa di più forte,
qualcosa di migliore
che mi spinge subito indietro.

(Albert Camus)

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* Siamo scintille verso ilcielo, siamo fiori in un campo pieno di mine, siamo come una terra senza confine e di ogni storia siamo il lieto fine

Siamo vetro sottile siamo duri a morire
Siamo fiori in un campo pieno di mine
Siamo come una terra senza confine
Nati per essere non per apparire
Siamo esattamente quello che abbiamo da dire
E serriamo le file quando il mondo ci è ostile
Della nostra passione non vediamo la fine
Tutto questo da sempre lo facciamo con stile
Lo facciamo con stile
Siamo sassi lanciati contro il cielo
Che bucano la notte e arrivano alle stelle
Insieme siamo perfetti per davvero
Siamo le cose più belle siamo anime gemelle
Noi siamo scintille siamo dinamite
Non hai ancora visto niente il meglio deve venire
In ogni storia che conosci siamo il lieto fine

Siamo NOI

E slogan più bello non c’è

Più forte NOI

E amore più grande non c’è

Di  NOI

Siamo un passo in avanti nessuno dei tanti
Siamo vasi da sempre comunicanti
Siamo esattamente quello che non c’è da capire
Che è così naturale che non lo puoi impedire, yeah
Siamo sassi lanciati contro il cielo
Che bucano la notte e arrivano alle stelle
Insieme siamo perfetti per davvero
Siamo le cose più belle siamo anime gemelle
Siamo scintille siamo dinamite
Non hai ancora visto niente il meglio deve venire
Di ogni storia che conosci siamo il lieto fine

SiamoNOI

E slogan più bello non c’è
Più forte di io e te
E amore più grande non c’è

Di NOI

Di tutte le cose che ho visto al mondo
Non c’è niente di meglio che io e te
Di tutte le storie che hanno raccontato
In nessuna io credo più di io e te
Siamo dinamite
Non hai ancora visto niente il meglio deve venire
Di ogni storia che conosci siamo il lieto fine
Siamo io e te
E slogan più bello non c’è
Più forte di
E più bella cosa non c’è

Di NOI