Categoria: umanità
* La buona notizia del venerdi: In Uruguay ” Armas para la vida”
In Uruguay Pc o biciclette in cambio di armi.
La nuova campagna di Mujica
Meno armi, più bici e computer.
Suona più o meno così il monito lanciato all’inizio del 2013 dal presidente ‘povero’ dell’Uruguay, José Mujica, che in occasione dell’Assemblea dell’Onu del 24 settembre scorso ha lanciato l’iniziativa Armas para la vida.
Partita all’inizio del 2013 nel suo paese, l’iniziativa del ministero dell’Interno uruguaiano è volta al vero e proprio disarmo della popolazione. Solo lo scorso anno, infatti, sarebbero stati 267 gli omicidi contro i 193 del 2011 e 500 mila i pezzi illegali.
Anche in assenza di dati precisi, è stato stimato che circolano nel paese mezzo milione di armi illegali tra i civili e 450mila registrate. In sostanza, un cittadino su tre possiede un arma e uno su sei ne ha una illegale.
Da qui l’iniziativa del presidente Mujica, famoso per aver rinunciato al 90% del suo stipendio per darlo ai poveri, e del suo governo, Armas para la vida, che propone uno scambio: il cittadino porta un’arma e riceve in cambio un’altra “arma per la vita”. Un’arma di conoscenza, ad esempio un computer portatile, o un’arma per il divertimento, per spostarsi e per fare attività fisica, la bicicletta.
Secondo quanto previsto da Armas para la vida, per i prossimi sei mesi chi consegnerà la propria arma potrà ricevere in cambio bici o pc, una sorta di periodo di condono, se così può essere definito, al termine del quale subentrerà la legge che prevede la condanna da 1 a 12 anni per il possesso illegale di armi.
Entrambe le campagne sono state portate avanti sviluppati dalla Unità di Comunicazione del Ministero dell’Interno che da tempo è impegnata nel disarmo del paese, insieme a due partner strategici: il Ministero del Turismo, per i suoi stretti legami con i produttori e gli importatori di biciclette attraverso il programma di piste ciclabili e del turismo domestico e il Laboratorio Tecnologico dell’Uruguay (LATU), a capo del piano Ceibal, un progetto socio-educativo istituito dal presidente Vázquez per far sì che tutti gli studenti delle scuole pubbliche abbiano un computer.
E in occasione della sessione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, lo scorso 24 settembre, col suo forte discorso Mujica ha ribadito la necessità di puntare ad un mondo migliore: “Con il talento e il lavoro di squadra l’uomo può rendere verdi i deserti, coltivare il mare e mettere a punto metodi per usare l’acqua salata per l’agricoltura. Un mondo con una migliore umanità è possibile, ma forse oggi la prima priorità è salvare vite umane”, ha sottolineato Mujica.
Via le armi, avanti le bici.
http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/11528-armas-para-la-vida-uruguay
* La buona notizia del venerdì: La pace arriverà nel 2050
Pace nel mondo? Arriverà nel 2050
Mi rendo conto che in questo particolare momento storico – e con le notizie che ci restituiscono i giornali ogni giorno – sembra una follia pura parlare di pace nel mondo.
Eppure uno studio condotto da Havard Hegre, docente di Scienze Politiche all’Università di Oslo, sostiene che nel 2050 la pace tra i popoli non sarà più una semplice utopia ma diventerà realtà.
Come lo ha definito? Il docente ha messo a punto un modello matematico che – a detta sua – consente di prevedere gli sviluppi politici. Il concetto è lo stesso utilizzato da economisti e investitori per interpretare la finanza.
Secondo questo modello, il professore ha rilevato che se oggi il 15 per cento dell’umanità è in guerra, nel 2050 la percentuale scenderà al sette. Nei decenni successivi calerà ulteriormente.
Il tutto grazie a una serie di fattori combinati tra loro: più alta istruzione, minore mortalità infantile, tasso delle nascite più ridotto, minore proporzione di giovani tra la popolazione mondiale e altre tendenze di carattere socio-economico.
Insomma, la guerra non sarà più di moda e la pace sarà inevitabile. Per molti questo scenario appare fin troppo ottimistico, ma a noi piace pensare positivo, vero?
Quindi crediamoci
http://thatsgoodnewsblog.com/2012/11/29/pace-nel-mondo-arrivera-nel-2050/
immagine:http://fineartamerica.com/featured/world-peace-tye-dye-bill-cannon.html
Leggi anche : Pace …è una parola
* Dichiarazione dei principi
Dichiarazione dei principi:
- Tutti gli esseri umani sono diversi. E devono fare tutto il possibile per continuare ad esserlo e per rimanere tali.
- Ad ogni essere umano sono stati concessi due campi d’azione: quello dell’azione e quello della contemplazione. Entrambi portano allo stesso risultato.
- Ad ogni essere umano sono state concesse due qualità: il potere e il dono. Il potere spinge la persona a incontrare il suo destino, il suo dono porta l’essere umano a condividere con gli altri ciò che è buono in lui. Un essere umano deve sapere quando usare il potere e quando usare compassione.
- Ad ogni essere umano è stata concessa una virtù: la capacità di scegliere. Colui che non fa uso di questa virtù, sarà condizionato perchè altri sceglieranno sempre per lui
- Ogni essere umano ha diritto a due benedizioni: la benedizione di fare il bene e la benedizione di sbagliare. In quest’ultimo caso, c’è sempre un percorso di apprendimento che conduce alla via giusta.
- Ogni essere umano ha un suo profilo sessuale che può esercitare senza sensi di colpa a patto che non obblighi gli altri a esercitare con lui
- Ogni essere umano ha la propria Leggenda Personale da adempiere e questa è la ragione per cui è nel mondo. La Leggenda Personale è manifesta nel suo entusiasmo per quello che lui fa. la Leggenda Personale può essere abbandonata per un certo tempo, purché uno non la dimentichi e ritorni ad essa il più presto possibile.
- Ogni uomo ha un lato femminile, ed ogni donna ha un lato maschile. sono necessari per usare la disciplina con intuizione ed usare obiettivamente l’intuizione.
- Ogni essere umano deve conoscere due linguaggi: il linguaggio della società e il linguaggio dei presagi. La prima serve per la comunicazione con gli altri. La seconda serve per interpretare i messaggi del proprio Divino.
- Ogni essere umano ha il diritto di perseguire la felicità e la gioia da intendere come qualcosa che sente dentro, che non necessariamente è quello che rende felici gli altri.
- Ogni essere umano deve tenere accesa dentro di sé la sacra fiamma della follia. E deve comportarsi come una persona normale.
- Le mancanze considerate gravi sono solo le seguenti: non rispettare i diritti del prossimo, lasciarsi paralizzare dalla paura, il senso di colpa pensando che non si merita il bene e il male che accadono nella vita ed essere un codardo.
“Noi amiamo i nostri avversari, ma non facciamo alleanze con loro. Essi sono utili è il nostro modo di testare la nostra spada e meritano il rispetto nella nostra lotta.
“Noi scegliamo i nostri avversari, non il contrario.
- Si dichiara la fine del muro di separazione del sacro dal profano: d’ora in poi, tutto è sacro.
- Tutto ciò che si fa nel presente riguarda il futuro di conseguenza è la redenzione del passato.
- L’impossibile è possibile.

Il mio lavoro è totalmente impegnato nel nuovo atteggiamento politico, gli esseri umani che cercano la propria identità.
I miei libri non parlano dei vecchi, logori processi di sinistra/destra, ma c’è una rivoluzione in atto che si stà alzando lentamente e che la stampa non sembra aver ancora rilevato.
Se dovessi sintetizzare l’idea in una sola espressione, direi che il nuovo atteggiamento politico del nostro tempo è “vivo e impegnato a morire.”
In altre parole, essere consapevoli e partecipi delle cose fino al giorno della nostra morte, cosa che non capita molto spesso – le persone finiscono per morire il giorno in cui rinunciano ai loro sogni.
La rivoluzione sta prendendo forma. Noi siamo responsabili per il mondo in tutti i sensi, politico, sociale, morale, siamo responsabili per il pianeta. Siamo responsabili per i disoccupati.
Naturalmente possiamo incolpare le banche, per il disastro creato nel sistema finanziario, la repressione politica, l’incapacità dei governi di ascoltare quello che il popolo ha da dire.
Ma questo non aiuterà il mondo a diventare un posto migliore.
Dobbiamo agire e dobbiamo agire ora.
E non abbiamo bisogno del permesso di agire.
Siamo molto più potenti di quanto pensiamo.
Usiamo questo potere, si usa la forza che ognuno di noi ha quando vogliamo perseguire la vera felicità, la propria leggenda personale come la chiamiamo noi.
Siamo sognatori, ma siamo anche la rivoluzione.
I sogni non sono negoziabili.
Diffondete la mia dichiarazione dei principi e mettiamo in pratica tutto ciò che pensiamo dovrebbe essere fatto.
Love, Paulo
(Fonte:http://paulocoelhoblog.com/2011/11/16/la-nueva-revolucion/)
INGLESE : Declaration Principles
SPAGNOLO : Declaration de Principios
PORTOGHESI : Declaração de princípios
* La buona notizia del venerdì: Anavra città della Grecia
UNA CITTA’ IN PIENO BOOM ECONOMICO
Si tratta di Anavra, situato in una zona montagnosa presso Almiro, nella provincia di Magnisias. Anavra si trova in Tessaglia con più di 500 abitanti il cui reddito dichiarato va dai 30 mila ai 150 mila euro annui.
Qui non si conoscono né povertà, né corruzione, né criminalità.
Giornalisti da tutto il mondo sono giunti sin qui per comprenderne il segreto.
Il segreto è presto svelato: molti sono allevatori, ma con metodi biologici ( e questo mercato è in continua crescita), inoltre il parco eolico permette di vendere energia per tutta la popolazione e il ricavato per 50-100 mila euro all’anno finisce nelle casse pubbliche.
Tutti i servizi pubblici sono assicurati ed efficienti, la scuola funziona bene e nessuna coda per andare dal medico,nell’ambulatorio c’è sempre un medico in servizio e i maestri hanno l’alloggio gratuito.
I cittadini che hanno meno di 40 anni dispongono di parcheggi e palestre gratuiti.
Tutto ciò grazie a Dimitris Tsoukalas che ha avuto le funzioni di sindaco per sedici anni.
Un uomo originario del posto, che ha dovuto abbandonare per studiare e lavorare a Lamia e Atene, per poi farvi ritorno nel 1990, già in pensione dopo aver lavorato a lungo nella compagnia elettrica Dei.
Quando Dimitris Tsoukalas arrivò ad Anavra, 300 abitanti non avevano né acqua corrente né strade.
Dimitris Tsoukalas ha introdotto una formula cooperativa tra gli abitanti, lasciando da parte ambizioni personali e politiche, è riuscito a far costruire diverse strutture pubbliche tra le quali un macello per aiutare l’allevamento zootecnico locale ed ha scommesso sull’energia verde.
Ha realizzato il primo parco solare della Tessaglia, che fornisce corrente elettrica a tredicimila famiglie. Il parco Alogorajis, dal nome della collina che lo ospita, fa parte del gruppo Roka Renowables, una filiale di Iberdrola Renovables.
Ha potenziato tutti i servizi pubblici con criteri di efficienza, vi sono parcheggi e palestre gratuite.
“ Tornare alle origini” è la filosofia di Dimitris Tsoukalas.
Altre buone notizie:
Nobel per la letteratura ad Alice Munro
Il coraggio di andare a scuola
Emporio Portobello: il supermercato sociale
* Father and son
Father:
It’s not time to make a change
Just relax, take it easy
You’re still young, that’s your fault
There’s so much you have to know
Find a girl, settle down
If you want, you can marry
Look at me, I am old
But I’m happy
………
Padre:
Non è tempo di cambiare
Rilassati, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Hai ancora molte cose da conoscere
trovare una ragazza, sistemarti,
se vuoi puoi sposarti
Guarda me, sono vecchio,
ma sono felice
una volta ero come sei tu ora,
e so che non è facile
rimanere calmi quando hai trovato
qualcosa che va
ma prendi il tuo tempo, pensa a lungo
perchè, pensa a tutto quello che hai avuto
per te sarà ancora qui il domani
ma forse non i tuoi sogni
Figlio:
Come posso provare a spiegare,
quando lo faccio, si volge altrove di nuovo
È sempre la stessa vecchia storia
Dal momento in cui potevo parlare,
mi fu ordinato di ascoltare
Ora c’è una strada e so
che devo andarmene
So che devo andare
Padre:
non è tempo di cambiare
Siediti, prendila con calma
sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Ci sono ancora molte cose da affrontare
trovare una ragazza, sistemarti,
Se vuoi puoi sposarti
Guarda me sono vecchio,
ma sono felice
Figlio:
tutte le volte che piansi,
tenendo tutto dentro di me
È dura, ma è anche dura
ignorare tutto
Se avevano ragione, ero d’accordo,
ma sono loro che tu conosci, non me
Ora c’è una strada e io so
che devo andarmene
So che devo andare.
* Dio non gioca a dadi
Albert Einstein usò questa frase scrivendo all’amico Niels Henrik David Bohr perchè pensava che tutto il sensibile fosse soggetto al determinismo.
In particolare l’interpretazione probabilistica del mondo microscopico costituiva per Einstein la sostanziale dimostrazione dell’ignoranza umana nella comprensione della Natura.
Solamente dalla limitatezza del pensiero umano nasceva la necessita’ di dare una descrizione che prevedesse il caso.
Bohr, per inciso, rispose ad Einstein che: “Non solo Dio gioca a dadi, ma bara pure”. E in altri scritti disse: “E’ sbagliato pensare che il compito della fisica sia dire come la Natura e’ […] La fisica verte su cio’ che della natura possiamo dire.”
In realtà già 400 anni prima Galileo Galilei esprimeva a suo modo i concetti di Einstein.
“La filosofia” diceva Galileo “è scritta in questo grandissimo libro che continuamente sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo) ma non si può intendere se prima non s’impara ad intender la lingua e conoscere i caratteri nei quali è scritto.”
La differenza sostanziale è che, per Galileo,:
“Egli è scritto in lingua matematica e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche...”,
mentre Einstein ha detto:
“Noi siamo nella situazione di un bambino piccolo che entra in una vasta biblioteca riempita di libri scritti in molte lingue diverse. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Egli non conosce come. Il bambino sospetta che debba esserci un ordine misterioso nella sistemazione di quei libri, ma non conosce quale sia. Noi vediamo un universo meravigliosamente ordinato che rispetta leggi precise, che possiamo però comprendere solo in modo oscuro.
I nostri limitati pensieri non possono afferrare la forza misteriosa che muove le costellazioni.”
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Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.
Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.
Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.
* Non si potrà non ricordare…
Il caos e il disordine del mondo attuale sono un pericolo per la vita.
Quindi ogni serio osservatore di se stesso e del mondo deve porsi queste domande.
Gli scienziati, i politici, i filosofi, gli psicanalisti, i guru, che siano indiani, tibetani, o del vostro stesso paese, non hanno risolto i problemi dell’umanità; ci hanno offerto un’infinità di teorie, ma senza risolvere i problemi.
Nessun altro lo farà per noi.
Noi dobbiamo risolvere questi problemi perchè li abbiamo creati. Purtoppo non siamo disposti a guardare i nostri problemi e a esaminarli per capire perchè viviamo una vita così egoistica, così incentrata su noi stessi.
Ci stiamo chiedendo se è possibile vivere con bontà e con la sua bellezza, con la sua santità. Se non è possibile,saremo costretti ad affrontare il rischio maggiore del caos nella nostra vita, nella vita dei nostri figli e delle future generazioni.
Siamo disposti a conoscere noi stessi?
Perchè il mondo è noi stessi.
In tutto il mondo gli esseri umani, di qualunque colore, religione, nazionalità o fede, soffrono psicologicamente, interiormente. Soffrono di grande angosce, di grande solitudine, di profonda disperazione e depressione, sentono profondamente la mancanza di significato nel vivere come viviamo. In tutto il mondo le persone sono psicologicamente simili. Questa è una realtà, una verità, un fatto. psicologicamente, voi siete il mondo e il mondo è voi, e comprendendo voi stessi comprenderete la totalità della struttura e della natura umana. Non è un interesse egoistico, perchè quando vi conoscete potete andare al di là di voi stessi approdando a una dimensione completamente diversa.
Che cosa ci farà cambiare? Altri shock? Altre catastrofi? Altre forme di governo? Immagini diverse? Differenti ideali? Ne avete già una vasta gamma,eppure non siete cambiati. Più sofisticata diventa la vostra istruzione, più diventiamo civilizzati, civilizzati nel senso di sempre più lontani dalla natura, e più diventiamo inumani.
Quindi, che fare?
Dato che nessuna di queste cose esterne mi sono d’aiuto, compresi tutti gli dèi, è evidente che devo conoscere da solo me stesso. Devo vedere ciò che sono e trasformarlo radicalmente. Da questo si manifesterà la bontà, e allora potremo creare una società buona.
J.Krishnamurti
Troppo spesso ci dimentichiamo che siamo tutti gli stessi esseri umani su questa terra.
Facciamo in modo di ricordarlo!
* Cambiare è possibile !
Tutti i giorni, con il sole, viene un momento in cui è possibile cambiare ciò che ci rende infelici.
Tutti i giorni fingiamo di non percepire questo momento, ci diciamo che l’oggi è uguale a ieri e identico al domani.
Ma chi presta …… attenzione al proprio giorno, scopre l’istante magico: un istante che può nascondersi nel momento in cui la mattina infiliamo la chiave nella toppa, nell’istante di silenzio subito dopo la cena, nelle mille e una cosa che ci sembrano uguali.
Questo momento esiste: un momento in cui tutta la forza delle stelle ci pervade e ci consente di fare miracoli!
Paulo Coelho: ” Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta ed ho pianto”
* La buona notizia del venerdi: VEN-TO una pista ciclabile
VENTO: il sogno di una ciclabile da Torino a Venezia.
Il Po sorge ai piedi del Monviso, in Piemonte, e nel suo cammino raccoglie le acque provenienti dalle cantene montuose che lo circondano in un processo che dura da moltissimi anni e che ha portato alla formazione della Pianura Padana. In passato, il fiume è stato una risorsa economica per il commercio e per l’industria, ma ancora oggi troppo poco per il turismo. Ed ecco che in questi anni nasce un progetto visionario nell’idea ma non troppo complesso nella realizzazione: VENTO.
Il nome è l’abbreviazione di VENezia-TOrino e lascia intendere senza giri di parole l’ambizioso obiettivo di collegare le due città con una pista ciclabile di 679 km. A detta dei proponenti di questa importante infrastruttura, un’idea nata nel 2009 al Politecnico di Milano, VENTO è di più di una ciclovia: è un sistema per promuovere un importante mezzo di spostamento, ma anche la creazione di un giro d’affari per le piccole aziende agricole, ricettive, commerciali locali. In poche parole più turismo, più valorizzazione. In Germania le 40.000 km di piste ciclabili producono ben 8 miliardi di indotto, e se pensiamo solo alle città d’arte collegabili dall’infrastruttura come Pavia, Piacenza, Cremona, Mantova, Ferrara ecc. a conti fatti si può supporre una potenziale miniera d’oro.
Utopia? In realtà parte dell’infrastruttura esiste già e se serve “solo” mettere daccordo le istituzioni locali e investire circa 80 milioni di euro (il costo di 1-2 km di autostrada). I proponenti azzardano diverse possibilità di espansione futura, magari una Torino-Nizza, un collegamento con il Brennero o collegamenti con ciclovie lungo le coste dell’Adriatico. Dal 25 maggio al 2 Giugno si è tenuto il VENTO BiciTour, e in 15 tappe (sotto forma di eventi), sono stati discussi i dettagli del progetto e si informeranno amministratori, imprenditori e cittadini sulle opportunità derivante dalla ciclovia.
VENTO è sicuramente uno dei grandi progetti di cui abbiamo bisogno per rilanciare l’economia locale e nazionale, e andare a sfondare anche qualche record. Quella che diventerebbe la pista ciclabile più lunga del Sud Europa ha già il supporto di molti comuni della pianura padana, di molte associazioni sportive e turistiche, ma anche di cittadini che decidono (semplicemente con una mail) di chiedere a gran voce il progetto. E allora facciamo anche noi la nostra parte per far conoscere l’opera e sostenerla: se tutto va per i piani, potremo organizzare una biciclettata lungo il Po già entro il 2015.
Ciclabili dalle ferrovie abbandonate, in Piemonte si può fare Il consiglio regionale ha approvato un progetto per il recupero delle reti dismesse tramite pannelli in gomma.
Il primo semaforo verde si è acceso giusto qualche giorno fa: il consiglio regionale del Piemonte ha approvato un emendamento che punta al recupero delle reti ferroviarie presenti sul territorio e in disuso da almeno 10 anni. L’obbiettivo? Trasformarle in piste ciclabili. Il progetto è portato avanti dall’assessore all’istruzione, turismo e sport Alberto Cirio e dal suo ufficio, che in un comunicato sottolinea come la tecnica immaginata nel piano di attuazione sia qualcosa di unico in Italia: una serie di pannelli di gomma della larghezza di tre metri ciascuno verrebbe adagiata sulle rotaie, creando un percorso percorribile nei due sensi di marcia.
La strada scelta porta in sé alcuni vantaggi importanti. Innanzitutto non impatta sull’ambiente, in quanto non prevede l’impiego di asfalto né di altri materiali al di fuori dei pannelli citati. Poi mette in gioco le aziende piemontesi del territorio, leader internazionali nel settore della gomma e della plastica. Punto terzo, è una via più economica e veloce rispetto a quella tradizionale. Infine, è un processo completamente reversibile: nel momento in cui il proprietario delle linee (Rfi) dovesse ritenerle ancora utili, avrebbe la possibilità di convertirle nuovamente al loro scopo originario.
Come ci spiegano dall’ufficio dell’assessore, quest’ultimo è un punto fondamentale. La trattativa con Rfi è tuttora in corso, ma una condizione imprescindibile per l’avvio del progetto è quella di ottenere in comodato d’uso gratuito le tratte in questione, che invece i proprietari sarebbero restii a concedere se, ad esempio, il progetto prevedesse una colata di cemento sulle rotaie.
Potenzialmente, tra quelle dismesse e quelle sospese, sono ben 26 le tratte che potrebbero giovare di un’iniziativa di questo tipo. Ma le trattative-pilota, in atto da mesi e che hanno portato tra le altre cose anche all’emendamento di pochi giorni fa, hanno riguardato in particolare quella che collega Alba e Canelli. Per un motivo molto semplice: la pista si troverebbe immersa nei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, candidati l’anno prossimo a diventare patrimonio dell’umanità Unesco. Il criterio per la scelta degli interventi da attuare quindi sarebbe innanzitutto quello turistico.
E i soldi? Anche con i risparmi attuabili grazie ai pannelli di gomma, il costo non sarebbe basso: si parla di una stima di 1 milione di euro per la tratta Alba-Canelli, una cifra destinata a moltiplicarsi nel momento in cui venisse approvata la trasformazione di altri percorsi oltre a quello originale. La Regione però potrebbe sostenere il progetto attraverso i fondi Fas per il sistema turistico, una possibilità che, in virtù della benedizione bipartisan conferita dall’emendamento di pochi giorni fa, non è così fantascientifica.
Fonti:
Altre buone notizie:













