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* Il gatto di Tolkien

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Il gatto ben pasciuto
che sta sullo zerbino
sembrerebbe che sogni
di topi uno spuntino
saporito e abbondante
e panna a sazietà.
Ma può darsi, chissà,
che pensoso cammini,
indomito e altero,
dove i padri felini
ruggivano davvero;
combattevano scarni
e scaltri, e nelle tane
profonde si acquattavano
per saziare la fame.
A Oriente banchettavano
con bestie prelibate
e di teneri uomini
con carni delicate.

Il più antico felino,
il leone gigante,
sfoggia artigli d’acciaio
sulle robuste zampe.
Ha gran denti crudeli
e fauci insanguinate.
Ci son poi le pantere,
belve nero-stellate
dalle zampe leggere,
che spesso con un salto
balzan sopra la preda
elastiche dall’alto.
Là dove assai lontana
nereggia la foresta
nell’ombra, cupa e arcana.
Lontani sono ancora,
son liberi e selvaggi.
Il gatto è sottomesso,
fatto schiavo dagli agi.
E’ un gatto ben pasciuto
che sta sullo zerbino;
è curato e tenuto
come un bel gingillino.
Che sogni topi e panna
potrebbe anche sembrare;
ma il suo cuore felino
non può dimenticare.

J.R.R. Tolkien

Immagine reperita sul web
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* Susan Herbert, la pittrice dei gatti

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Susan Herbert (classe 1945) è considerata una dei più importanti “cat artists” del mondo, ovvero una “pittrice di gatti” molto particolare.
Formatasi a Oxford, alla Ruskin School Of Drawing & Fine Art, agli inizi della carriera ha lavorato come bozzettista presso la English National Opera, una delle principali compagnie operistiche di Londra.

 

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Qui, ritraendo gli artisti sulla scena, le viene l’ispirazione di sostituire fattezze feline al posto delle figure umane; finirà così per specializzarsi in stampe a tiratura limitata di  “personaggi scenici animalizzati”.

Tuttavia il suo primo lavoro non ritrae i gatti ma i loro antagonisti, vivaci topolini spesso illustrati su storyboard raffiguranti scene dei drammi shakespearini e successivamente vedono la luce gli Opera Cats, gli Shakespeare Cats, e i gatti immortalati nel Teatro e nel Balletto.

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Negli anni ’90, dopo quindici anni di duro lavoro e scarso successo, Thames and Hudson dà alle stampe The Cats Gallery of Arts che diventa immediatamente un fenomeno editoriale.


Ammirando i The Cats History of Western Art ci si rende conto che non c’è alcun intento parodistico nella rappresentazione e declinazione della nostra musa pelosa ma piuttosto una rispettosa, fedele e tenera interpretazione delle opere di Leonardo, Botticelli, Vermeer, Caravaggio, Rubens, Tiziano, Van Eyck, David, Goya, van Gogh, Monet e di moltissimi altri grandi artisti di tutte le epoche.

Da notare il gusto per il particolare e la finezza da gattofila: le code dei mici sono (quasi) sempre ben in vista: la Gioconda per esempio la tiene elegantemente in mano…

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Oltre ad aver rivisitato i capolavori della Pittura, del Teatro, dell’Opera, del Balletto, la Herbert ha esplorato anche il cinema, creando gli adorabili “Movie Cats”: così vediamo scene di molti film famosi in versione felina, da Via col Vento a Il Padrino, da Singin’ in the Rain al Dottor Zivago, dai classici in bianco e nero come Casablanca fino a film più recenti come Il Gladiatore.

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La Herbert  ha acquisito notorietà presso il grande pubblico dagli anni ’90 e nel Teatro Reale di Bath c’è una mostra permanente dei suoi dipinti, da visitare in compagnia del proprio mecenate felino.


fonti:

http://www.equilibriarte.org/site/SilviaB/blog/gatti-nathaniel-currier

http://www.libreriamedievale.com/gatti-medievali.html

 

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* Arte e gatti : Venere allo specchio

 

Nel 1651 Diego Velazquez finì la sua famosa “ Venere “ e tutti furono affascinati dalle sue forme.

Ma nessuno conosce la versione originale. In quel periodo imperavano le leggi e le severe punizioni dell’ Inquisizione Spagnola che vietavano la rappresentazione del nudo femminile.

Così l’artista spagnolo trovò una soluzione geniale, e questa è la versione originale:

 

 

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Si sa un gatto fa sempre il suo effetto!

Parola di Zarathustra il Gatto.

 

D.Velasquez : Venere allo specchio

fonte :http://fatcatart.ru/2012/02/venera-v-mexax/?lang=en

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* La buona notizia del venerdì: I Cat Cafè anche a Torino e a Roma

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Che cos’è un Cat Cafè?

E’ una caffetteria dove si può consumare un cappuccino, un tè, una fetta di torta e non solo, rilassandosi in compagnia di gatti simpatici e amorevoli.

ll concetto deriva dal lontano oriente. Il Neko Cafè (Neko significa gatto in giapponese) ha avuto origine a Taiwan nel 1998, ma ha avuto maggior successo in Giappone. Il primo Neko Cafè giapponese ha aperto ad Osaka nel 2004 e a oggi si contano circa 40 Neko Cafè nella sola Tokyo e ben 150 in tutto il Giappone.

Il primo Cat Cafè europeo ha aperto a Vienna, a maggio 2012. Nel 2013 locali simili sono sorti a Budapest, San Pietroburgo, Berlino, Monaco, Parigi, Madrid e a brevissimo arriverà anche a Londra.

Torino ha dalla sua una tradizione di prima capitale d’Italia, ed è sempre stata una fucina di idee per l’anticipazione del futuro; è la “Città dei salotti” per antonomasia, ospita il Museo Egizio (il più importante al mondo dopo Il Cairo; vale la pena segnalare che i gatti erano venerati nella cultura egizia).

Inoltre, il gatto è indissolubilmente legato anche al tema della “Torino, città magica”. Infine, nel rapporto “Ecosistema Animali” 2011 di Legambiente, Torino si è classificata tra i 3 comuni più virtuosi attenti a cani e gatti.

 

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MiaGola Caffè a Torino Via Giovanni Amendola 6D

A tutti coloro che sono appassionati di animali, in cerca di una pausa di benessere in cui poter socializzare con i gatti; e in particolare:

-a chi ha perso il gatto e/o a chi non è in grado di mantenerlo

-al professionista lontano da casa che deve rinunciare alla compagnia del proprio animale domestico

-alle famiglie che vorrebbero prenderne uno, ma vorrebbero prima capire cosa comporti

-a chi è stressato e ricerca una pausa rigenerante in compagnia di un amico a quattro zampe

-ai single di ogni età che trovano un nuovo ambiente di interazione sociale

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Neko Cafè, il bar dei gatti a Torino.

il Neko cat cafè è gestito da un’associazione animalista che si dedica al benessere dei gatti abbandonati, e indirettamente anche degli umani che qui potranno curare stati d’ansia con la “ron ron terapia” ( esiste veramente, l’hanno inventata in Francia…)
Dalla pagina facebook che ha già quasi 10.000 seguaci, i gestori avvisano che la sala da tè aprirà non appena i sette gatti lì ospitati, tutti con un passato difficile alle spalle, si saranno ambientati e si sentiranno pronti ad accogliere gli avventori.
E dopo aver bevuto un tè, mangiato una torta vegana e aver placato lo stress con il gatto sulle ginocchia potrete di certo fotografarlo e partecipare al grande fenomeno di massa della condivisione del gattino sui social network

– il locale sarà provvisto infatti di wi-fi gratuito.

Neko cafè, via Napione 33, Torino. http://www.nekocafe.it

 

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Romeow Cat Bistrot a Roma.

Nel quartiere Ostiense (in via Negri), a fine ottobre aprirà un locale che si ispira ai Neko café giapponesi

Presto anche i romani potranno bere il cappuccino con un gatto sulle ginocchia.

Liberi tra i tavoli del Romeow si aggireranno sei gatti: Romeo, Maos, Nino, Frida, Lamù, Irì. Il menu, naturalmente, sarà vegano e vegetariano.

I due chef spazieranno tra le cucine dei 5 continenti, rispettando stagionalità delle materie prime. La pasticciera preparerà dolci raw e vegani, e smoothies

I gestori promettono non un semplice bar che ospita gatti ma un raffinato bistrot, aperto dalla colazione al dopocena.

Romeow Cat Bistrot – da fine ottobre. Via Francesco Negri, 15 – tel.06 5781345 

 

Fonti:

http://www.virtualrome.com/romeow-cat-bistrot-a-roma-il-bar-con-gatti-apre-a-ostiense/

http://www.nekocafe.it

http://miagolacaffe.it/

Altre buone notizie:

” Flash mob per incoraggiare l’allattamento al seno” di Marisa Moles

 

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* …e Dio creò il Gatto

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Oggi noi, Zarathustra il Gatto sta per rivelare al mondo intero la versione originale del famoso affresco di Michelangelo della Cappella Sistina: la creazione di di Adamo, che risulta essere La Creazione di cAt-amo.

Si sa che nella lingua ebraica “ adam” significa “ umano”.

Si sa anche che “ adam” è legato tre lettere radice ebraiche ( A-D-M) che significano “ rosso” “chiaro” e “ bello”

Perchè dunque gli umani non riescono a vedere la cosa più evidente e cioè che “Adamo” è un gatto rosso!

Quel genio di Michelangelo aveva capito che le cose stanno così e lo ha dipinto sul suo affresco.

Si può quindi ben vedere come il Gatto accetta benevolmente di essere creato da Dio, come noi, gatti, del resto accettiamo benevolmente di essere accuditi dagli umani.

L’affresco fu commissionato dal Papa Giulio II, il più importante ed attivo committente di quei tempi. Certamente non aveva approvato la versione di Michelangelo di quell’ affresco, trovandolo troppo moderno per la Cappella Sistina. Così pregò l’artista di farne una versione più vicina alla circostanza.

Ecco perchè quella che appare oggi è soltanto la versione ufficiale della reale Creazione di Adamo di Michelangelo nella Cappella Sistina!

Parola di Gatto!

Fonte: http://fatcatart.ru

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* Mondo gatto

Decalogo del GATTO
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BAGNI: Accompagna sempre gli ospiti al bagno. Non è necessario fare nulla. Basta sedersi e guardare. 

PORTE: Impedire ogni porta chiusa. Per ottenere l’apertura della porta: stare in piedi sulle zampe posteriori e martellare con le zampe anteriori. Una volta che la porta è aperta, non è necessario usarla. Dopo aver fatto aprire una porta che dà all’esterno, restare in piedi a metà strada tra dentro e fuori e pensare a cose diverse. Importante soprattutto quando fa freddo, pioggia, neve, o è tempo di zanzare. 

SEDIE E TAPPETI: Se devi vomitare, sforzati di arrivare a una sedia. Se non è possibile arriva almeno a un tappeto orientale. Se non c’è tappeto orientale, vomita sulla scopa. Quando vomiti sul tappeto, assicurati di eseguire il backup alla giusta distanza (calcola un piede umano scalzo)
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AIUTARE !!! Se uno dei tuoi umani è impegnato in qualche attività e l’altro è inattivo, stare con quello occupato. Questo si chiama ‘aiutare’ … Di seguito sono riportate le regole relative:

> Umano che cucina: sedersi dietro il tallone sinistro del cuoco. Non potrai essere visto e hai maggiori possibilità di essere calpestato e quindi preso in braccio e consolato 

> Umano che legge : infilarsi possibilmente sotto il mento, tra gli occhi e il libro, a meno che non ti possa sdraiare su tutto il libro

> Umano che sbriga lavoro di ufficio : sdraiarsi sul lavoro da eseguire nel modo ottimale, in modo da oscurare la maggior parte del lavoro, o almeno pretendere di dormire, ma ogni tanto allungare una zampa e buttar giù la matita o la penna.

> Umani impegnati a pagare le bollette o che lavorano sulle imposte sul reddito o che scrivono auguri di Natale : tenere a mente l’obiettivo, bisogna aiutare! In primo luogo, sedersi sulla carta in lavorazione. Se sloggiato, guardare tristemente dal lato del tavolo. Quando l’attività procede bene, rotolarsi sulle carte, disperdendole al meglio delle capacità. Se di nuovo sloggiato, spingere giù dal tavolo penne, matite e gomme, preferibilmente una alla volta.

> Umano con il giornale aperto: assicurati di saltare sul retro del foglio. Gli esseri umani lo adorano
> Umano impegnato al computer : saltare sulla scrivania, camminare su tutta la tastiera, scagliarsi verso il puntatore del mouse sullo schermo e quindi accoccolarsi in grembo e tra le braccia, per aiutarlo a digitare meglio

CAMMINARE: Sfrecciare in modo rapido e il più vicino possibile davanti all’umano, specialmente
• sulle scale

• quando ha qualcosa in braccio

• al buio 

• appena alzato la mattina. 
Aiuterà la sua capacità di coordinamento. 

DORMIRE: dormirgli/le sempre sopra perché non possa muoversi 

LETTIERA: Quando si usa la lettiera, assicurarsi di calciare i sassetti il più lontano possibile dalla cassetta. Gli umani amano la sensazione dei sassetti per gatti tra le dita dei piedi. 

NASCONDIGLI: Ogni tanto, nascondersi in un luogo dove gli umani non possano trovarti. Stare lì almeno per tre o quattro ore… Il pensiero che tu sia scappato o ti sia perduto li porterà al panico totale (gli piace tanto!) Una volta ricomparso, gli umani ti ricopriranno di amore e baci e probabilmente otterrai dei bocconcini. 
Un ultimo pensiero: quando capita l’occasione, avvicinarsi il più possibile a un umano, in particolare alla sua faccia, girarsi, e offrire il didietro. Agli esseri umani piace molto, vedi di farlo spesso.

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Fonte dal web

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* Gatti in scatola

se c’entro ci posso stare” si applica a tutti i gatti !

….non importa quanto sono grandi.

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Vuoi una spiegazione scientifica del perchè il tuo gatto salta dentro immediatamente non appena tu appoggi una scatola a terra?

Guarda questo video!

I gatti per istinto preferiscono stare nascosti.

La scatole rappresentano per loro un luogo di privacy e sicurezza nel quale controllare tutto ciò che è fuori e poter uscire solo quando è necessario o indispensabile.

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* Il gatto di Schrodinger

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« Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme alla seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l’evento si verifica il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono degli stati puri, ma miscelati con uguale peso.»
(Erwin Schrödinger)

Dopo un certo periodo di tempo il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l’atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell’osservazione l’atomo esiste nei due stati sovrapposti, anche il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un’osservazione.

Il paradosso nasce per spiegare il fatto che in meccanica quantistica non è possibile descrivere classicamente gli oggetti, e si ricorre ad una rappresentazione probabilistica: per mostrare il fatto che una particella può collocarsi in diverse posizioni, ad esempio, la si descrive come se essa fosse contemporaneamente in tutte le posizioni che può assumere. Ad ogni posizione possibile corrisponde la probabilità che osservando la particella essa si trovi proprio in quella posizione.

L’operazione di osservazione, tuttavia, modifica irrimediabilmente il sistema poiché una volta osservata in una posizione la particella assume definitivamente quella posizione (cioè ha probabilità 1 di trovarsi lì) e quindi non si trova più in una “sovrapposizione di stati”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_di_Schr%C3%B6dinger

800px-Schrodingers_cat.svgLetture più recenti hanno teso a identificare la presenza dell’aspetto paradossale nel modo di conoscenza della mente umana e non nel fenomeno stesso:

«Insistendo sul fatto che la funzione d’onda è una proprietà soggettiva dell’osservatore, piuttosto che una proprietà oggettiva del gatto nella scatola Certamente, la sua funzione d’onda rappresenta una sovrapposizione di vivo e morto, ma una funzione d’onda è solo la descrizione delle credenze dell’osservatore.Affermare che il gatto è per davvero sia vivo che morto corrisponde all’affermazione di un tifoso di baseball che pretendesse che la squadra degli Yankees è congelata in una sovrapposizione di sia “vincitore” che “perdente” fino al momento in cui egli leggesse il tabellone dei risultati. È un’assurdità, un’illusione megalomaniaca secondo cui lo stato mentale personale porti all’esistenza il mondo.»

( Tranquilli gattofili!

L’esperimento del gatto, così come proposto da Schrödinger, non è mai stato messo in pratica.)

 

Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger (Vienna, 12 agosto 1887 – Vienna, 4 gennaio 1961) è stato un fisico e matematico austriaco.

È famoso per il suo contributo alla meccanica quantistica, in particolar modo per l’equazione d’onda, poi chiamata equazione di Schrödinger in suo onore, per la quale vinse il Premio Nobel per la fisica nel 1933, e per il fondamentale esperimento mentale del gatto di Schrödinger.

 

La realtà oggettiva non esiste, è solo il risultato di un insieme di convinzioni di alcuni che credono di essere i depositari della verità e orientano le scelte della comunità. Quella che tu chiami realtà corrisponde al tuo punto di vista soggettivo che determina le tue scelte di vita. Sei tu a creare la realtà. Come puoi essere sicuro che sia veramente il tuo punto di vista?

Non è necessario essere premi nobel o fisici quantistici…Guarda oltre l’apparenza che altri chiamano realtà oggettiva. Le risposte sono dentro di te.