Il Wesak in Argentina
puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
La notte dell’8 aprile un insolito bagliore arancione splendeva nel cielo.
Era Marte, che per la prima volta da 778 giorni, si è allineato con la Terra e il Sole in quella che viene chiamata “opposizione dei pianeti”. Il massimo avvicinamento tra Marte e la Terra avverrà il 14 Aprile. La Luna piena scivolerà dal pianeta rosso lungo la costellazione della Vergine, fornendo una imperdibile pietra miliare nel cielo di mezzanotte.
Un evento raro che precede un altro spettacolo cosmico molto atteso dagli astronomi.
Quello del 15 aprile sarà il primo di 4 eventi che avverranno ad intervalli di circa sei mesi.
Difatti la prima eclissi, che appunto avverrà il15 aprile, sarà seguita da una successiva dell’ 8 ottobre2014, da una terza eclissi del 4 aprile 2015 e da una quarta il 28 settembre 2015 (questa sarà possibile vederla anche in Italia).-
Questo particolare fenomeno prende il nome di ‘Tetrads’, ossia la sequenza di 4 eclissi di Luna,in sequenza di sei mesi in sei mesi.
Questo raro evento fu studiato con molta attenzione a partire dallo scorso secolo da G.Schiapparelli, il quale ha dedotto che le serie si ripetono ogni 300 anni circa.
Fred Espenak, famoso esperto di eclissi della NASA, ha dichiarato che la cosa più sorprendente è il fatto che questi eventi siano tutti o in parte visibili solamente dagli States.
La Luna Piena si va ad inserire nella ormai famosa Grande Croce Cardinale che vediamo nel cielo di questi giorni e che coinvolge pianeti come Plutone,la rinascita, Urano,pianeta del cambiamento, Marte,la passione che spinge all’azione, e Giove, il grande dispensatore.
E’ un traffico celeste davvero molto intenso e non si può ignorare o trascurare la dinamicità delle energie che è davvero molto alta.
La Grande Croce Cardinale può essere vista come espressione di una forza di stimolo che arriva dalle disposizioni planetarie. E’ infatti solo quando i pianeti si dispongono secondo quelle che sono definite “posizioni negative”, che si realizza, invece, un momento molto potenziante di possibilità. E se possibilità significasse tagliare con il passato, cambiare abitudini, ribaltare convinzioni stantie,adottare soluzioni improbabili, perché no?
Il 29 Aprile 2014 sarà il Sole ad essere interessato da una parziale eclisse anulare che si verifica durante il novilunio, con la luna completamente invisibile, perchè situata nel punto più lontano della sua orbita ed il sole oscurato circoscritto da un anello rossastro. Un fenomeno visibile solo dall’Australia, il sud-est Asiatico e l’Antartide, poco dopo le 8 (ora italiana).
L’eclissi lunari sono a volte chiamate “lune di sangue” perché la luce che rimbalza sulla Luna viene rifratta attraverso l’atmosfera terrestre dandole una tonalità ramata (è lo stesso meccanismo che rende i tramonti e le albe a tinte rosse).
Nella tradizione magico-astrologica dei secoli passati, così come nelle grandi culture antiche che danno grande importanza ai fenomeni celesti – come quella vedica, ad esempio – le eclissi sono considerate momenti negativi, alle cui energie è meglio sottrarsi se non addirittura fare qualcosa per contrastarle*.
Perchè temevano tanto gli antichi i fenomeni eccezionali dell’universo conosciuto? Veniva a mancare la certezza dell’” armonia delle sfere celesti” e dei cicli consolidati delle leggi del cielo.
Un mito molto diffuso è quello che durante un’eclisse un drago divori il pianeta eclissato, in particolare il sole.
Molte culture hanno inoltre sviluppato i propri metodi per contrastare gli effetti di un’eclisse: per esempio gli antichi Cinesi cercavano di fare molto rumore per spaventare e scacciare il drago, suonando tamburi, scoccando frecce nell’aria e percuotendo delle pentole.
In India, la gente si immergeva fino al ginocchio nell’acqua di un fiume, credendo che questo aiutasse la Luna e il Sole a difendersi dal drago. In Giappone si usava invece ricoprire i pozzi durante un’eclisse, per evitare che vi cadesse del veleno proveniente dal cielo oscuro.
Questo ciclo di eclissi lunari terminerà il 28 settembre 2015.
Oggi come in passato per molti l’arrivo della tetrade segna l’inizio dell’Apocalisse.
Il libro di Gioele contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e nell’Antico Testamento della Bibbia cristiana, fa una profezia sulle lune di sangue e la fine del mondo.
“Il Sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore”
Questo perchè alcune volte in cui si è presentata, ha coinciso con significativi eventi religiosi.
E anche le prossime date coincidono con ricorrenze religiose ebraiche. Ad esempio la prima Luna di Sangue del 15 aprile 2014 cadrà proprio nel mezzo della festa della Pasqua ebraica.
In realtà la Tetrade non è un evento così raro.
A seconda del secolo in cui si vive, una tetrade lunare può accadere abbastanza spesso o affatto.
Se andiamo a vedere quante tetradi si sono verificate nelle feste della Pasqua ebraica e dei Tabernacoli, ce ne sono 8 in questi 21 secoli e non tutte sono state accompagnate da eventi religiosi significativi .
Attribuire alle energie celesti la causa di avvenimenti non graditi ad una o ad un’altra parte dell’umanità è una mancanza di assunzione di responsabilità delle scelte.
Proviamo a considerarci parte integrante di un sistema che comprende tutto ciò che è manifesto e nel quale ogni elemento è in stretta relazione con ogni altro in quanto tutto è generato dalla stessa energia creatrice.
Ogni avvenimento genera cambiamento ed evoluzione indistintamente in ogni più piccola parte del sistema. Ogni avvenimento è una esperienza condivisa e potenziante che porta miglioramento. Ogni avvenimento accade quando è necessario all’evoluzione di tutto il sistema ed è generato dal sistema stesso.
Proviamo ad avere coscienza di tutto questo e cercare di capire quale è il nostro ruolo.
Proviamo a fermarci a riflettere sulle nostre scelte e sulle aspettative mentre viene interrotto il ciclo naturale per un eclisse( interruzione dal nostro punto di vista).
Proviamo a dare un significato alla nostra insoddisfazione che è il risultato delle spinte delle energie del momento alle quali ci opponiamo.
Proviamo a prenderci la responsabilità della qualità della nostra vita in relazione all’influenza che ha su tutto il sistema.
Proviamo a sentirci cocreatori dell’ ordine armonico che tiene insieme tutto l’Universo, cogliendo la qualità delle energie che ci sostengono e ci spingono come gruppo umanità.
E smettiamola di pensare di avere Saturno contro!
http://giardinodellefate.wordpress.com/luna
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e per il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perche’ te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le Stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha piu’ senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
Elli Michler
Gli impulsi elettrici viaggiano con modalità diverse nel cervello degli uomini e in quello delle donne. Ne conseguono attitudini diverse e diverse abilità. Ora lo dice la scienza.
Uomini e donne ragionano e usano il loro cervello in modo assolutamente differente.
Il cervello maschile è caratterizzato da uno scambio di informazioni, da connessioni nervose che mettono in contatto la zona anteriore con quella posteriore dell’encefalo, mentre il cervello femminile ha, al contrario, uno scambio maggiore tra emisfero destro e sinistro.
Differenze studiate e “fotografate” dall’università della Pennsylvania che emergono durante l’adolescenza e che rendono i due sessi complementari, aiutando lo sviluppo di differenti attitudini.
“Gli impulsi cerebrali — spiega Elena Dusi su Repubblica — seguono due autostrade diverse nei due sessi. Fra i maschi sono molto potenti i collegamenti fra parte anteriore e posteriore del cervello. Fra le donne invece è la comunicazione fra i due emisferi a essere privilegiata. Tradotto in termini di attitudini, i maschi hanno un collegamento diretto fra le percezioni (collocate nella zona frontale) e i movimenti che coinvolgono i muscoli (gestiti dalla parte anteriore della corteccia cerebrale) e sfruttano una rapidità maggiore nel processare le informazioni.
Gli impulsi elettrici nel cervello maschile viaggiano soprattutto da una parte all’altra dello stesso emisfero, esattamente il contrario delle donne, specializzate nel “saltare i ponti” fra parte destra e sinistra del cervello. Questo vuol dire, aggiunge la ricerca di un team dell’università della Pennsylvania, capacità di unire le doti di analisi (emisfero sinistro) al ben noto, secondo alcuni addirittura diabolico, intuito femminile. O di ricordare volti e nomi di persone incontrate in situazioni inusuali: compito per cui serve integrare dati immagazzinati in zone diverse del cervello.
Le differenze fra ragazzi e ragazze, come gli altri tratti sessuali, emergono intorno ai 14 anni e si approfondiscono durante l’adolescenza.
Queste informazioni già note all’aneddotica sono state per la prima volta tradotte in spettacolari immagini grazie al metodo della “connettomica”. Una tecnica speciale di risonanza magnetica permette di visualizzare l’intero cervello e il percorso seguito dagli impulsi elettrici. Queste traiettorie dei pensieri sono tutt’altro che casuali: seguono autostrade ben precise, legate alle attitudini di ciascuno di noi e nitidamente visibili nelle immagini ottenute con la risonanza magnetica”.
Migliori abilità motorie e spaziali per i maschi e maggior intuito per le femmine, queste alcune delle “conseguenze” pratiche delle differenze tra i cervelli dei due sessi.
Tra le prerogative maschili poi una migliore percezione dello spazio, un miglior coordinamento motorio, una maggiore velocità nel processare le informazioni e maggiori possibilità di eccellere in uno sport. Migliore capacità di analisi, invece, per le donne, e maggiore capacità d’attenzione, oltre che una migliore intelligenza sociale e una più forte propensione al multitasking.
“Oltre alle differenze, ciò che colpisce è la complementarietà fra doti femminili e maschili” commenta la coordinatrice dello studio Ragini Verma, che insegna radiologia all’università della Pennsylvania e ha guidato la navigazione all’interno del cervello di 949 giovani fra gli 8 e i 22 anni. “Possiamo finalmente dire di aver osservato le basi neurologiche delle diverse attitudini di uomini e donne”.
Per Ruben Gur, psichiatra dello stesso ateneo, “le differenze contribuiscono alla sopravvivenza della specie. La specializzazione contribuisce infatti all’adattabilità e aumenta il ventaglio dei comportamenti”.
” E comunque ogni essere umano è unico, irripetibile. Ogni singolo essere vivente è una manifestazione unica dell’ Energia Universale, e dal momento che ogni persona manifesta questa verità nel suo carattere unico e peculiare, ognuno di noi rappresenta un aspetto prezioso e indispensabile dell’universo vivente.”
Altre buone notizie:
Un’oasi di pace in tempo di crisi* MarisaMoles ‘weblog
Dopo una raccolta fondi durata mesi, i Sioux si sono ricomprati la propria terra.
Alcuni discendenti di tribù native americane sono riusciti a mettere insieme 9 milioni di dollari per comprare un appezzamento sulle Black Hills, regione del South Dakota considerata una terra sacra dai Sioux.
L’iniziativa è partita dalla Indian Land Tenure Foundation.
La zona, chiamata in lingua indiana Paha Sapa, (Terra Sacra) era di proprietà di una coppia di privati, Leonard e Margaret Reynolds, ma da anni era stata messa a disposizione della ‘Great Sioux Nation’, l’organizzazione della famosa tribù, per tenere i loro rituali annuali.

All’inizio dell’anno scorso i proprietari avevano messo in vendita questa terra.
La loro asta pubblica era però stata cancellata, dopo la sollevazione delle tribù indiane, che quindi si sono rimboccate le maniche e hanno fatto di tutto per riprendersi questa zona. Si tratta di un territorio che ha un valore storico tutto particolare per i nativi americani.
In questa zona sono state girate molte scene del film di Kevin Kostner, vincitore di 7 premi Oscar, ‘Dances with Wolves’, (Balla coi lupi, 1990). E non lontano da qui, a Little Big Horn, i soldati del settimo cavaleggeri del Tenente Colonnello Custer vennero trucidati dai guerrieri indiani.
Tutta l’area era abitata dai nativi sin dal 7000 prima di Cristo.
I Lakota, una delle tribù che fanno parte dell’arcipelago dei Sioux, si stabilirono qui sin dal 1500 dopo Cristo. Nel 1868, al termine delle famose guerre tra le tribù indigene e i soldati americani, venne stabilito un trattato di pace, secondo cui quella terra sarebbe stata affidata agli indiani.

Pochi anni dopo, il Congresso violò quel trattato di pace, con una legge con cui si concedeva quella terra ai cercatori d’oro, accorsi in massa dopo la scoperta di molte pepite in quella parte del South Dakota.
Da quel tempo è cominciata una lunghissima vertenza legale e politica, culminata nel 1980 con una storica sentenza della Corte Suprema che stabilì una volta per tutte che quella terra era stata occupata illegalmente dall’uomo bianco. E a mo’ di risarcimento danni, i giudici stabilirono che lo Stato dovesse pagare la cifra di 100 milioni di dollari in favore dei Sioux.
Ma le tribù di Black Hills decisero di rifiutare quel denaro, dicendo che quella terra non poteva essere oggetto di una compravendita. Una polemica accesa che ha avuto la giusta conclusione.
“L’uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare, per dirigere. Ma si sbaglia.
Egli è solamente parte del tutto. La sua funzione non è quella di sfruttare, bensì è
quella di sorvegliare, di essere un amministratore. L’uomo non ha ne potere, ne privilegi.
Ha solamente responsabilità”.
“Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro. Abbiamo una responsabilità sacra,
dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto, ben al di sopra del dono
meraviglioso che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi, degli uccelli e di
tutte le creature che vivono sulla terra. Noi dobbiamo prenderci cura di loro”.
Shenandoah
fonte. http://www.br3games.com/showthread.php?t=70647&page=42

La biologa statunitense Erika Vohman insegna alle popolazioni più povere del Centro America a recuperare le antiche tradizioni Maya per produrre cibo di qualità, avere un reddito, migliorare la condizione femminile e conservare la foresta pluviale.
Tutto parte dal recupero della coltivazione di un’importante pianta autoctona, che era alla base dell’alimentazione dei Maya: qualche anno fa, durante un viaggio tra le montagne del Guatemala organizzato insieme ad un collega indigeno, Erika ha scoperto le proprietà di un albero autoctono che produce frutti chiamati “Maya nuts” (“nocciole o semi dei Maya”) e ha assaggiato cibi preparati con questi semi (foto a lato).
Tornata negli Stati Uniti, Erika ha fatto ricerche e scoperto che i Maya mantenevano nella foresta pluviale grandi estensioni di “Brosimum alicastrum” – l’albero che produce i “Maya nuts” – i cui semi costituivano l’alimento-base della loro dieta, perché ricchissimi di proteine, calcio, fibre, ferro e vitamine E, A, B e C.
Un solo albero di Maya Nut, inoltre, può produrre fino a 400 chili di cibo all’anno, è meno suscettibile ai cambiamenti climatici rispetto alle colture non autoctone e i semi essiccati possono essere conservati fino a 5 anni.
Erika fu colpita dal fatto che la foresta pluviale fosse piena zeppa di questi semi, che nessuno più riconosceva né raccoglieva e che, al contrario, le comunità locali distruggessero gli alberi sacri ai Maya per coltivare cereali e piante estranee all’ecosistema.
Perciò si chiese se poteva fare qualcosa per cambiare le cose: “Qui le persone vivono in estrema povertà, a volte non mangiano neppure una volta al giorno eppure sono letteralmente circondati dai Maya Nuts. Ma molti non li mangiano, perché non li conoscono”, ha spiegato. “Per qualche strano motivo, le popolazioni locali hanno smesso di mangiare questo cibo, che è uno degli alimenti più nutrienti che si possa trovare in natura”.
La cosa migliore da fare, quindi, era aiutare le popolazioni indigene a ritornare alle loro radici, cioè spiegare loro l’importanza delle foreste native di Maya Nuts, per poter arrestare malnutrizione, povertà e deforestazione. Erika cominciò a tornare regolarmente in Guatemala per insegnare alle comunità a riconoscere, raccogliere e cucinare questi preziosi semi, attraverso il recupero di ricette tradizionali dimenticate come zuppe, insalate, purè di patate e persino biscotti, cioccolato e caffè a base di Maya Nuts.
Sin dai primi incontri, Erika si rese conto che la vita della comunità locale e l’ecosistema miglioravano di pari passo: tutti venivano coinvolti in prima persona nel processo di raccolta e preparazione del cibo a base di Maya Nuts, la conservazione dei semi permetteva alle donne di sfamare la famiglia per un anno intero e i semi in eccesso venivano venduti al mercato procurando un piccolo reddito. E, dal momento gli alberi di Maya Nuts crescono spontaneamente, la deforestazione si fermava.
Dal 2001 ad oggi Erika ha organizzato incontri e seminari in tutto il Centro America – Honduras, Messico, Guatemala, Nicaragua e El Salvador – ed ha fondato l’organizzazione non profit “The Maya Nut Insitute” (già “The Equilbrium Fund”). L’istituto insegna – soprattutto alle donne – come raccogliere, cucinare, conservare ed essiccare i semi, con l’obiettivo di “trovare un equilibrio tra persone, cibo e foreste, insegnando alle comunità rurali il valore dei Maya Nut per produrre cibo per se stessi e foraggio per gli animali, per salvaguardare l’ecosistema della foresta pluviale e per creare reddito”.
Grazie all’intuizione di Erika, dal 2001 ad oggi più di 800.000 alberi di sono stati piantati nelle foreste pluviali di 5 paesi dell’America Centrale.
Oltre 10.000 donne di 700 comunità rurali hanno imparato ad utilizzare i Maya Nut per procurasi cibo e reddito ed hanno insegnato, a loro volta, ad altre donne nei villaggi vicini.
“Queste donne hanno la grande responsabilità di educare e sfamare le generazioni future. Se una donna non è istruita e non ha accesso al mondo del lavoro, questo compito diventa molto difficile. I nostri incontri le aiutano ad acquisire le competenze e le conoscenze necessarie a sfamare le loro famiglie e migliorare le loro condizioni di vita”.
“L’impatto del progetto sulla parità di genere è notevole. Si tratta un importante cambio di paradigma Il progetto ha impatti positivi sull’ambiente, sull’economia locale e fornisce un enorme incentivo alla riforestazione.” ha concluso Erika .
C’è una tribù in Africa in cui la data di nascita di una bambina o di un bambino non è calcolata da quando viene al mondo, né da quando viene concepita, ma dal giorno in cui è stata creata come pensiero nella mente della madre.
E quando una donna decide che avrà una figlia o un figlio , va a sedersi sotto un albero, da sola, e ascolta finché non riesce a sentire la canzone dell’ essere che vuole venire al mondo. Dopo che ha sentito questa canzone, torna dall’uomo che ne sarà il padre e gliela insegna. A quel punto, quando fanno l’amore, per un po’ cantano la canzone dell’essere che stanno concependo fisicamente, come forma di invito.
Quando la madre è incinta, ella insegna la canzone della bambina o del bambino alle levatrici e alle donne anziane del villaggio, affinché, quando la bambina o il bambino nasce, le anziane e le persone attorno a lei o lui possano cantare la sua canzone per dargli il benvenuto.
Poi, quando la bambina o il bambino cresce, la sua canzone viene insegnata anche agli altri abitanti del villaggio.
Se la bambina o il bambino cade o si fa male ad un ginocchio, qualcuno la/ lo raccoglie e gli canta la sua canzone. Magari questa bambina o questo bambino fa qualcosa di meraviglioso o attraversa il rito della pubertà.
A quel punto, per onorare questa persona, gli abitanti del villaggio cantano la sua canzone.
Nella tribù africana, c’è un’altra occasione in cui gli abitanti del villaggio cantano alla bambina o al bambino la sua canzone. Se mai durante la sua vita dovesse commettere un crimine o qualche gesto socialmente aberrante, essa esso viene chiamato al centro del villaggio e i membri della comunità formano un cerchio attorno a lei o lui .
E cantano la sua canzone.
La tribù riconosce che la correzione di comportamenti anti-sociali non si ottiene con la punizione, ma rammentando amorevolmente alla persona la sua identità.
Quando riconosci la tua canzone, non hai alcun desiderio o alcun bisogno di fare nulla che possa far del male a qualcun altro.
Ed è così per tutta la vita della persona. Quando si sposa, vengono cantate le canzoni dei due coniugi, assieme.
E alla fine della sua vita, quando la persona giace nel proprio letto pronta a morire, tutti gli abitanti del villaggio conoscono la sua canzone e, per l’ultima volta, gliela cantano.
font : ecomondo Doula
—
Non predirò il vincitore del Super Bowl,
Ma le mie previsioni del tempo, voi non potete contraddire
Che non c’è un campo da fooball vicino a me,
è la mia ombra che vedete,
Così ancora sei settimane di inverno ci saranno !
Negli Stati Uniti ci saranno altre sei settimane di inverno.
È questa la predizione fatta dalla marmotta Punxsutawney Phil nel tradizionale “Giorno della marmotta”,il Groundhog Day,che viene celebrato ogni 2 febbraio a Punxsutawney, in Pennsylvania.
La previsione viene fatta dal roditore in base alla sua ombra. Tradizione vuole che il roditore venga fuori dalla sua tana davanti a migliaia di spettatori nelle prime ore del giorno: se vede la sua ombra significa che l’inverno durerà un altro mese e mezzo, se invece non la vede vuol dire che la primavera arriverà presto.
E quest’anno, appunto, Punxsutawney Phil ha visto la sua ombra, alle 7.25 locali.
Quest’anno la festa del ‘Giorno della marmotta’ giunge nel mezzo di un inverno segnato negli Stati Uniti da temperature molto rigide, a pochi giorni da quando una tempesta di neve ha paralizzato Atlanta e altre città del sud.
Phil è la più famosa di un piccolo gruppo di marmotte che si ritiene siano in grado di fare previsioni del tempo, insieme alla marmotta Chuck di Staten Island a New York e a General Beauregard Lee di Atlanta.
Il Centro nazionale sui dati climatici ha fatto una verifica sulle previsioni di Phil e le ha trovate scarse, dichiarando che la marmotta “non ha capacità preveggenti”.
“Non è esattamente una idea brillante quella di usare l’ombra di una marmotta come strumento di previsione meteorologica per gli interi Stati Uniti”, scrive sul suo sito il National Climatic Data Center.
Fonte:www.intopic.it
“ Una piccola scintilla desta un gran fuoco ” dice un proverbio della nonna.
“ Shine on” è la nomination del momento e sono lusingata di averla ricevuta e ringrazio gli amici del web .
Per me non è cambiato ciò che dicevo lo scorso maggio 2013, nel mio articolo ME>WE.
E mi piace ribadirlo ai bloggers, e sono tanti, che da allora si sono aggiunti agli amici. E sono molti di più di quelli elencati a lato sotto la voce blog che seguo.
Considero il web una dimensione espansa della Terra costituita da immagini, suoni e sensazioni di tutta l’umanità. Correnti di pensiero corrono veloci o sostano a volte a formare vortici di energia o scoppiano in infiniti frammenti che poi si ricompongono in altre correnti. Tutto è vivo e palpitante e attira le attività mentali e della psiche.
Quando ho aperto il blog la mia sensazione era quella di chi è di fronte ad un panorama conosciuto e non ancora esplorato. Come quando ti viene voglia di urlare qualcosa per vedere se c’è qualcuno o è soltanto l’eco.
Mi attirava entrare nella corrente e vedere che effetto avrebbe fatto.
Non mi aspettavo di avere subito riscontri… qualcuno ha messo un like al mio primo articolo…fra milioni di viaggiatori nel web…al mio primo commento su un blog che mi attirava è nata una durevole amicizia…la mia vita si è arricchita di uno spazio nel quale sento di comunicare con l’anima delle persone e di avere la possibilità di condividerne i valori.
La condivisione è spontanea, affettuosa, crea emozione.
Così una nomination è un gesto affettuoso, un dire sono contenta di averti incontrato, siamo in sintonia, mi piace quello che scrivi, e voglio che altri lo apprezzino come me…A volte basta uno spunto per far dire non ci avevo pensato…
Così puoi agire sul cambiamento ed è gratificante farlo insieme. E sul web è facile essere in tanti.
Quando si è in tanti e ci si scambia nominations per testimoniare interesse, approvazione,fiducia, nasce dalla affinità un gruppo. Affinità può significare condivisione di valori e di obbiettivi. Si è in sintonia.
La somma delle parti è maggiore dell’intero e un gruppo che nasce da un’ affinità spontanea ha una grande capacità di incidere sulla cosiddetta opinione pubblica e generare il cambiamento.
Io sono convinta che in questi tempi di cambiamenti è necessario orientarsi verso una visione potenziante del futuro e riscoprire e ribadire i valori propri di una umanità consapevole.
Possiamo come gruppo generare una forma pensiero che possa navigare nel web colorata come infiniti arcobaleni, vibrante di sensazioni ed emozioni, sonora come una orchestra perfettamente accordata…
Una forma pensiero attrae chi è in sintonia e diventa una energia positiva per molti, ma molti, molti di più…per tutti.
Come fare a farlo?
Io propongo che ognuno di noi pubblichi sul suo blog una “buona notizia” ogni venerdì. E ce ne sono che le scimmie urlatrici dei media ci nascondono!
Perchè il venerdì?
Venerdì è il giorno dedicato al pianeta Venere, dispensatore di energie di armonia e di bellezza attraverso la scienza e la conoscenza.
Siete pronti a cambiare il vostro ME e arricchirvi in WE?
Siete pronti? Uno…Due…Tre…Via!
Love L
Alfredo Moser è un meccanico brasiliano che ha avuto un’idea brillante nel 2002, dopo aver subito uno dei frequenti black-out che interessano Uberaba, la città dove vive nel sud del Brasile.
Stanco di guasti elettrici, Moser ha iniziato a giocare con l’idea della rifrazione della luce solare in acqua e in poco tempo ha inventato la “lampadina dei poveri”. “Wit” è semplice e disponibile a chiunque: una bottiglia di plastica riempita d’acqua da due litri a cui si aggiunge un po’di candeggina per preservarla dalle alghe. Il flacone è stato posto in un foro nel tetto e dotato di resina poliestere.
Il risultato? Illuminazione libera e organica durante il giorno, particolarmente utile per gli edifici e baracche che a malapena hanno finestre.
A seconda dell’intensità del sole, la potenza di queste lampade artigianali si aggira tra i tra 40 e i 60 watt. “E ‘una luce divina. Dio creò il sole e la sua luce è quindi per tutti “, ha riferito Moser alla BBC . “Non costa un centesimo ed è impossibile che si fulmini.”
Anche se l’inventore ha ricevuto piccole ricompense per le installazioni di Wit nelle case e in aziende locali, la sua idea non lo ha reso ricco.
Un grande senso di orgoglio: «Conosco un uomo che ha inserito le bottiglie e in un mese aveva risparmiato abbastanza per comprare beni di prima necessità per il loro bambino appena nato”, dice soddisfatto.
Ad esempio, la Fondazione MyShelter (mio rifugio) nelle Filippine ha accolto con entusiasmo l’idea. MyShelter è specializzata in costruzioni alternative utilizzando materiali come il bambù, pneumatici o su carta.
In Cina, dove il 25% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e l’elettricità è particolarmente costosa, ci sono 140.000 famiglie che hanno fatto ricorso a questo sistema di illuminazione.
Il direttore esecutivo del MyShelter, Illac Angelo Diaz spiega che bottiglie-lampadine sono diffuse ad almeno quindici paesi, tra cui India, Bangladesh, Fiji e Tanzania.
“Non ho mai immaginato che la mia invenzione avrebbe avuto un tale impatto”, afferma Moser. “Solo a pensarci mi viene la pelle d’oca.”
Fonte: http://buonenotizie.corriere.it/
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