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L’arcano maggiore 18: La Luna, il cane e il lupo, il granchio nell’acqua,le torri e l’erbetta, il mare

Con questo arcano siamo in quella che si chiama ‘fase celeste’ e viene preceduta dalla carta delle Stelle, poi la seguono il Sole, il Mondo, il Giudizio e, ancora, il Matto.

Siamo verso la fine del mazzo e questo ci ricollega per certi aspetti anche alla fine di questa incarnazione.

Devi sapere che guardando i 22 arcani maggiori da un punto di vista filosofico, ogni carta rappresenta una fase della vita e in questa parte del mazzo siamo già ad un ottimo punto evolutivo.

In questa carta ci sono tanti simboli tra cui: la Luna, il sentiero, le torri, il crostaceo, l’acqua stagnante, il cane, il lupo e la vegetazione.

Se ci hai fatto caso, però, non vengono rappresentate forme umane.

Non ci sono corpi né visi se non quello della Luna stessa.

Questo elemento ‘mancante’ dice tanto sull’energia di questa carta. Quando l’anima entra in questo arcano sa che non ha bisogno di un corpo fisico per sperimentarne l’energia. Qui siamo nel mondo dell’inconscio, una dimensione reale ma impalpabile e per navigare qui dentro non serve la fisicità. 

È un cammino interiore nei nostri luoghi più remoti dove l’essenziale è ciò che impregna l’aria e il contatto con noi stessi diventa vitale.
È un viaggio di esplorazione dentro di noi ed è per questo che può spaventare. Uno dei diversi significati di questa carta è proprio la paura!

La Luna, invece, viene raffigurata nitidamente: con il volto messo di profilo e gli occhi socchiusi. È in fase di raccoglimento interiore, in riflessione e meditazione profonda. Nonostante sia una calamita attrattiva per i due animali sottostanti, questi non hanno il potere di disturbarla. Lei è nella sua verità e da qui niente la può muovere.

I due animali, il lupo e il cane, rappresentano i nostri istinti primordiali, gli impulsi e tutte le memorie del cervello rettile che vivono dentro di noi. In particolare, il lupo rappresenta la nostra donna selvaggia interiore, quella parte di noi indomita che percepiamo nell’utero e nel petto, mentre il cane rappresenta il nostro inconscio, anche quello familiare.

Ululano e ringhiano senza sosta e quelle gocce che scendono dalla Luna ne rappresentano il fascino e l’attrazione. Quei due animali ci rappresentano quando ci chiediamo cosa c’è oltre quello che vediamo, qual è l’insegnamento di un determinato vissuto o il senso di un esperienza. Non sempre è facile permetterci di avvicinarci a queste comprensioni: le vogliamo e le temiamo nello stesso tempo. Questi istinti sono fondamentali per muoverci nella notte simbolica dell’anima, quando veniamo chiamati ad esplorare il nostro inconscio. Un po’ come quando ti svegli nel cuore della notte e cammini al buio, sono i sensi primordiali a guidarti!

l cielo è buio, la Luna è la sovrana della notte e ne custodisce tutti i misteri. Nonostante questo, riusciamo a vedere benissimo il sentiero che collega l’acqua dello stagno fino al mare che si intravede più in là.

Vediamo anche il granchio che è collegato al segno del Cancro: è qui per pulire i detriti del passato, le memorie e i ricordi diventati ingombranti. Infatti, grazie al suo camminare all’indietro nasconde le tracce di ciò che è venuto prima di lui. Se consoci qualcuno del segno del Cancro sai bene che queste persone estremamente sensibili fanno fatica a staccarsi dal passato perché simbolicamente lo rappresentano.

Quel sentiero conduce direttamente nel mare che ricorda sia il mare di emozioni che sperimentiamo ogni giorno, e che spesso reprimiamo, e sia il liquido amniotico. Così, i bagni rilassanti, i tuffi, le lunghe nuotate e tutto ciò che è affine all’acqua ci riportano simbolicamente nell’utero materno, il primo luogo sacro e protetto che abbiamo sperimentato in questa vita.

Questo archetipo ci riporta anche alle memorie perinatali sperimentate nel grembo di nostra madre e che ancora ci vivono dentro.

Le torri che vediamo sullo sfondo rappresentano le colonne d’Ercole. Un tempo si credeva che oltre quelle torri il mondo fosse finito. Questo ha un significato simbolico potente perché ci dice che oltre quelle colonne tutto ciò che conosciamo è finito e da lì inizia l’ignoto, il vuoto cosmico di cui spesso ti ho parlato nelle mie newsletters.

Per arrivare lì ci vogliono fiducia, amore, forza e coraggio perché le paure a volte ci frenano.

Tutto ciò che c’è oltre quelle due colonne si manifesta nel mondo onirico attraverso i sogni che sono uno strumento che l’inconscio ha a disposizione per mettersi in contatto con noi, o viceversa.

Qui non abbiamo controllo, entriamo in un mondo sfuggente, affascinante, calamitico e qui incontriamo la nostra essenza più profonda. Qui lasciamo andare il passato grazie alle forze interiori che incontriamo.

La Luna nei tarocchi ci parla di mistero, inconscio, utero, memorie perinatali, sogni, paure, meditazioni, non detti, non visti, l’oltre’ a ciò che vedono gli occhi.

Lei è il principio femminile che dà forza alla sacerdotessa.

fonte:

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Sebben che siamo donne: Esprimere la filosofia dell’Universo può ispirare ogni forma di espressione artistica. E così il tempo non ha limiti!

Yayoi Kusama è un’artista giapponese nata nel 1929 a Matsumoto City, in Giappone. Ha studiato pittura a Kyoto prima di spostarsi a Seattle nel 1957 e poi a New York, un anno dopo.

E’ oggi considerata fra i più importanti artisti giapponesi contemporanei.

Ha lavorato in una vasta gamma di discipline: arti visive, danza, moda, design fino alla scrittura e alla composizione musicale.

La sua produzione abbraccia la corrente surrealista,l’Espressionismo astratto,il Minimalismo, l’Art Brut, la Pop Art, la Land Art e persino e persino lo Psichedelismo.

L’’intento della sua arte è quello di condurre un ‘’indagine sul concetto di percezione del cosmo e di infinito, oltre che un inno alla bellezza della vita.

“Con un solo puntino, non possiamo ottenere nulla. Nell’universo, c’e’ il sole, la luna, la terra e miliardi di stelle. Cercare di capire la filosofia dell’universo attraverso l’arte mi ha portato a perseguire una cosiddetta ripetizione stereotipica”

I suoi giganteschi fiori dai colori vivi e brillanti intendono esprimere il senso di rigenerazione, di crescita e transizione propri del ciclo naturale.
I pois, invece,  una forma di smaterializzazione paragonabile ai palpiti del cosmo, ai movimenti dei corpi celesti

Yayoi continua ad esplorare il concetto di infinito con le “Infinity Mirror Room”, passando dalla superficie bidimensionale delle tele ad un ambiente di riflessione speculare, dovuto all’effetto caleidoscopico delle superfici specchianti che genera uno spazio inesauribile; il corpo viene frammentato dalle pareti a specchio e riprodotto all’’infinito.

Nel 1958, a 29 anni, Yayoi fugge da dall’incomunicabilità con i genitori e da un Giappone intossicato dal patriarcato – in valigia, sessanta kimono e duemila fra disegni e dipinti da vendere.
Approda a New York, la “naked city”, che dopo gli inizi fatti di stenti la consacra – anche grazie al patrocinio di Andy Warhol – come una delle artiste più innovative del suo tempo e come la regina degli hippie e del pacifismo, icona delle lotte contro il sessismo e il tradizionalismo, pur non avendo mai partecipato attivamente al movimento femminista.

Nel 1966, insieme a Louise Bourgeois e Eva Hesse, partecipo’ alla mostra “Astrazione eccentrica”a New York e fece parte dell’avanguardia di artiste femministe degli anni ’60.

Nonostante il successo dei primi anni, Yayoi fu costretta a tornare in Giappone nel 1970 perché affetta da gravi problemi mentali che la costrinsero a ritirarsi dalla scena artistica per alcuni decenni.

Nel 1993 Yayoi ritornò a produrre arte rappresentando il Giappone alla Biennale di Venezia.

Il 2017 fu un altro anno molto prolifico per l’artista: presento’ l’opera “Yayoi Kusama: Infinity Mirrors” al Hirshhorn Museum a Washington, D.C., “Yayoi Kusama: Life is the Heart of Rainbow” alla National Gallery di Singapore e altre due esibizioni personali al David Zwirner di New York.

Oggi, novantenne, Yayoi Kusama vive per volontà personale nell’ospedale psichiatrico di Seiwa e dipinge quasi quotidianamente nel suo studio a Shinjuku.

Mentre la grande artista giapponese si avvia verso i cento anni di età, la Germania le dedica una ricca retrospettiva. Con opere inedite e una ricerca storica inappuntabile.

Dal pavimento dello storico atrio del Martin-Gropius-Bau si ergono immensi tentacoli rosa che si ergono verso il cielo:
Si chiama A Bouquet of Love I Saw in the Universe ed è l’installazione di tentacoli gonfiabili appositamente realizzata dalla 92enne Yayoi per questa prima retrospettiva sul suolo tedesco.

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne.

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Lui a testa alta illumina l’immenso, Lei abbassa lo sguardo e si immerge nel buio più denso


Il principio vitale che anima tutte le forme viventi è rappresentato dal binomio Sole/Luna.
Il Sole e la Luna sono rispettivamente l’aspetto positivo e negativo dello stesso principio vitalizzante che governa il perpetuarsi e il mantenimento della Vita in tutte le sue forme.
Al Sole e alla Luna sono legati concetti complementari quali: il maschile ed il femminile, la luce e il buio, il caldo e il freddo, gli elementi del Fuoco e dell’Acqua poiché la vita si manifesta attraverso la polarizzazione del principio vitale.

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Sebben che siamo donne: Vogliamo essere non apparire come vuole il clichè!

Preferisco apparire come sono davvero.

Lei è Kate Winslet si è espressa con un no deciso all’intervento in post produzione per rimuovere “la pancia gonfia” in una scena di “Mare of Easttown”. Marianne, il suo personaggio, è una detective che indaga su un omicidio.

Quello che mi preoccupa è che i volti sono belli. I volti che cambiano, che si muovono, sono volti belli, ma abbiamo smesso di imparare ad amare quei volti perché continuiamo a coprirli con filtri a causa dei social e chiunque può photoshoppare se stesso.

Non vedo questa generazione cambiare, e mi rende solo triste perché spero che non manchino di essere presenti nella vita reale, senza puntare a ideali irraggiungibili”.

Kate ha rilasciato un’intervista con il New York Times, in cui afferma che il regista Craig Zobel le ha detto che avrebbe rimosso “una parte di pancia gonfia” in una scena. “Non osare!” ha risposto lei.

Che ha voluto anche che venisse modificato il poster perché li il suo viso era ritoccato. “Ragazzi, so quante linee ho intorno agli occhi. Per favore, rimettetele tutte a posto”.

L’attrice conduce questa sua battaglia simbolica da tempo.

Sin dai suoi esordi davanti alla telecamera e, in particolare, con il fenomeno Titanic, colossal nel quale recitava nel ruolo della protagonista, Kate Winslet ha dovuto tener fronte a innumerevoli commenti sulla sua silhouette.

Kate , allora diciannovenne,venne letteralmente denigrata dalla stampa occidentale, che invece di lodare le sue doti artistiche, si concentrò per anni a ripetere quanto fosse rotondetta, troppo burrosa per essere credibile come oggetto dei desideri della co-star Leonardo Di Caprio (sul cui peso, nessuno ha mai avuto da ridire).

Tra i commenti più gentili apparsi sui giornali del 1998, data di uscita del film: «Se solo avesse avuto un paio di chili in meno, Leo sarebbe riuscito a stare con lei sulla zattera e a salvarsi».

Già qualche mese fa Kate aveva confessato di essersi sentita a lungo “fuori posto a Hollywood, percepita e descritta come “la più grassa dei casting” per molto, moltissimo tempo. Abituata a non rientrare nei canoni estetici (maschilisti ?) di Hollywood, Kate Winslet è dotata della personalità giusta per farcela, nonostante tutto, portando alta la bandiera del body positive e credendoci veramente.

Nel 2015 aveva inserito una clausola per vietare l’utilizzo di Photoshop nel suo contratto pubblicitario con l’Oreal.

Abbiamo una responsabilità per le giovani generazioni di donne“.

E in un’altra occasione ha affermato

“Da bambina non ho mai sentito una donna dirmi “io amo il mio corpo. Non mia madre, non la mia sorella maggiore, né la mia migliore amica. Difficile sentire una donna dire: sono così orgogliosa del mio corpo. Dunque ho deciso di dirlo io a mia figlia perché la percezione dell’orgoglio di sé e del proprio corpo deve cominciare presto”.

Oggi che ha 46 anni, dice del suo personaggio: “È una donna perfettamente funzionante e imperfetta, con un corpo, un viso e un modo di muoversi che rappresentano la sua età, la sua vita e il luogo da cui proviene. Ci manca tutto questo”.

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.

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Solstizio d’Estate 2021

E’ la festa del Sole e della Luce carica di energia vitale che apre il nuovo ciclo delle stagioni sulla Terra. E’ il giorno più lungo dell’anno!

E tu attraversa questo portale magico e spingiti verso i tuoi obbiettivi che la Forza è in te!

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* Il 21 giugno 2021 è il Solstizio ed è l’inizio di un’estate più più…

Oggi
 è il 21 giugno!…
– E allora? Andiamo in vacanza…
E’ il solstizio d’estate, quando  il sole si trova nel punto più alto. E’ il giorno più lungo dell’anno.
– E vai!, così potrò anche andare al mare dopo l’ufficio.
E c’è anche un solstizio d’inverno. Ed è il giorno più corto.
– Ah! Beh! Allora ci si può sentire più tranquilli.
E succede ogni anno. Dai tempi dei tempi sono i cicli della natura e della vita e dai tempi festeggiati in ogni luogo della terra.
– Davvero? Allora andiamo a festeggiare!

Ardono i sementi, scricchiola il grano, insetti azzurri cercano ombra, toccano il fresco. E a sera salgono mille stelle fresche verso il cielo cupo. Son lucciole vagabonde. Crepita senza bruciare la notte d’estate”. (Pablo Neruda)
Solstizio deriva dal latino solstat, “il sole si ferma”.
Il fenomeno del “Sole che sosta” o del “Sole che fa i salti”, è sempre stato osservato e feste in questo periodo risalgono ai babilonesi.
In questo giorno si festeggia la forza del Sole.
E’ il giorno più lungo dell’anno.
Il Solstizio è il trionfo della Luce sulla terra , è una notte carica di energia vitale, è un passaggio che ci porta dal predominio Lunare a quello Solare che sarà celebrato con la festa del Raccolto (le nozze del Sole con la Luna).
La Dea che, nel suo aspetto di Fanciulla, ha incontrato il giovane Dio a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra gravida del prossimo raccolto. Lei è la Terra fertile, Lui è l’energia e il calore che la nutrono; da loro nascerà la Nuova Vita.
La wicca chiama il 21 giugno: Litha, in questo giorno la gente celebra la ricchezza della terra e ringrazia la Grande Madre con generose benedizioni.

Nell’antica Grecia i due solstizi erano chiamati “porte”: “Porta degli Uomini” il Solstizio d’Estate e “Porta degli Dei” il Solstizio invernale. Attraversando queste porte il Sole dava inizio alle due metà, ascendente e discendente, del percorso annuale.
Con la fase ascendente si entrava nel mondo materiale della creazione, mentre attraverso la seconda fase, discendente, si entrava nel regno divino e soprannaturale.
I solstizi sono, quindi,un confine tra il mondo  limitato degli umani e il mondo eterno degli Dei
Nella tradizione romana, il Custode delle porte  era il dio Giano Bifronte che la tradizione cristiana ha mutato in San Giovanni.
Era festeggiato ai due Solstizi ed era rappresentato con due volti, uno barbuto e l’altro giovanile o femminile a secondo delle interpretazioni. Giano rappresenta l’iniziatore, colui che ruotando sulla sua terza faccia invisibile, cioè l’asse del mondo, conduce alle due Porte Solstiziali, quindi suo è il compito di accompagnare il passaggio da uno stato all’altro.

Come Giovanni Battista purificando attraverso il battesimo dell’acqua dava agli esseri umani la possibilità di accedere al regno celeste eterno.
Nella notte del solstizio spesso si usava innalzare un’immagine o un simbolo di Giano all’ingresso principale della casa, per metterla sotto la protezione del dio.
Ed era proprio nella notte del 24 Giugno che le dianare (dominae nocturnae) della Societas Dianae (compagnia, corteo di Diana) erano solite svolgere la più importante riunione dell’anno sotto le fronde del famoso Noce di Benevento.

Il Solstizio d’Estate o Porta degli Uomini è un tempo di passaggio, che si colloca come confine che separa la crescita dal declino… Midsummer, mezza-estate, lo chiamano nei paesi anglosassoni, e Shakespeare nel suo “Sogno di una notte di Mezza Estate” ne ha raffigurato l’aspetto magico, dove sogno e realtà si fondono.

Questa atmosfera di tempo fuori dal tempo, di sospensione e attesa, rende il Solstizio un momento propizio per i presagi e le pratiche divinatorie.
La magia d’amore e guarigione è specialmente adatta a questo momento dell’anno.
La notte di Litha (dal nome della dea sassone del grano affine a Demetra e a Cerere) è quando i Druidi raccolgono e uniscono le loro piante magiche e le seccano per utilizzarle in inverno.
Da noi corrisponde alla magica notte di San Giovanni, in cui tradizionalmente si raccolgono:
l’erba di San Giovanni (Iperico) chiamato anche scacciadiavoli,considerato un antimalocchio;
il Vischio, il Sambuco, la Verbena, simbolo di pace e prosperità,
l’Artemisia detta anche assenzio volgare, consacrata a Diana,
il Ribes i cui frutti rossi proteggono dai malefici,
e si accendono i falò per celebrare e rinforzare i raggi del sole estivo.
Se invece si desiderano molti quattrini, a mezzanotte si dovrebbe cogliere un ramo di felce e tenerlo in casa.
L’usanza antica di certe donne di recarsi nude a raccogliere erbe ricorda antichi riti in cui le donne andavano nude nei campi per propiziare il raccolto, spesso compiendo danze cavalcando bastoni o manici di scopa.

Ancora una volta quindi cammineremo scalze sui prati perché la  rugiada della notte  era considerata un farmaco potente di purificazione e raccoglieremo 24 spighe di grano che porteranno fortuna, una sorta di bagno nell’acqua odorosa di fiori di campo come camomilla, margherite, melissa o ginestre, perché in questa magica notte si possono trovare tesori nascosti e acque di lunga vita.“
Ed ora si apriranno ancora una volta le porte solstiziali,
ancora oggi, come nei secoli scorsi,
qualcuno apre ciò che nessuno può chiudere
e chiude ciò che nessuno può aprire.”
Siti consultati

http//ilcalderonemagico.it

http://digilander.iol.it/cortescontenti/feste2.htm#casmaranLitha

http://www.lollymagic.it/defaultx

html/qs_Eventi/id_6/Solstizio+d’estate+(Litha).html

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* La dodicesima illuminazione

La dodicesima illuminazione

La spiritualità rende migliore la vita di tutti i giorni: più siamo spirituali e più ci apriamo alla nostra parte intuitiva. Più siamo guidati nella vita e più abbiamo premonizioni che ci proteggono.

Questa è la dodicesima illuminazione: stiamo tutti cominciando a sintonizzarci con questa nuova consapevolezza che era stata prevista nel calendario Maya e in molte altre profezie.

La cosa interessante che sta succedendo proprio nel nostro tempo, possiamo aprirci alla spiritualità come mai abbiamo fatto prima.

Di sicuro il calendario Maya è ricco di previsioni molto precise, ma non prevede in alcun modo la fine del mondo. Piuttosto è il contrario: descrive un ondata di creazione, una coscienza più grande per l’umanità, un nuovo inizio più che una fine.

Ma non è qualcosa di imposto a noi dall’esterno, siamo noi che dobbiamo assolutamente sintonizzarci con questa onda.

Questo è ciò che oggi molti provano a descrivere ed io ho fatto lo stesso nel mio libro.

Indicando come imparare a sintonizzarsi con questa consapevolezza spirituale più alta che oggi è più vicina a noi, più facilmente disponibile di quando sia mai stata.

Il mondo è pieno di conflitti, ma il segreto è trascendere i conflitti e l’ideologia che li crea, e tornare all’integrità morale degli individui, in modo da poter dire sempre la verità e farlo come servizio verso gli altri, cercando di essere trasparenti nel nostro viaggio spirituale.

Cosa abbiamo compiuto, Attraverso quali sofferenze siamo passati? Quali sono i nostri sogni?

Se comunichiamo queste cose con sincerità, se ricambiamo un mondo di corruzione ed inganno con il racconto della pura verità al servizio degli altri, allora l’intera parte destra del nostro cervello si apre: un apertura spirituale che ci dona l’intuizione ed altri frutti dello spirito come la chiarezza, la certezza nella vita spirituale. Il sapere cosa dire agli altri per essere loro di aiuto.

Andiamo al di là delle bugie e dalla corruzione intorno a noi, per cercare di migliorare le cose concentrandoci sulla sincerità e onorando la verità come mai prima. In modo da diventare un modello.

E più ci apriamo alla verità, più la verità ci rende liberi.

E’ qualcosa che stiamo finalmente mettendo in pratica, e più lo facciamo più la nostra influenza aumenta e telepaticamente innalza le persone allo stesso livello di coscienza.

Questa coscienza più alta è contagiosa perchè siamo predisposti per innalzarci ad essa.

Man mano che l’ego rimpicciolisce ed il sé superiore si apre, il nostro effetto sulle altre persone è di portarle a questo livello di coscienza, semplicemente perchè siamo lì. E collettivamente possiamo raggiungere chiunque là fuori si trovi in una situazione di conflitto, di paura, di ideologismo e cambiarla in un diverso campo di realtà.

Non è obbligatorio farlo, ma questo è il solo modo di salvare il mondo. Non ci sarà mai un esercito abbastanza potente o un governo abbastanza grande da poterlo fare, e noi non possiamo imbrogliare la nostra vita. Tutto intorno a noi sta crollando e solo l’onestà radicale e l’apertura alla saggezza spirituale offerta in aiuto agli altri, creano questo potere di influenza che può salvare il mondo.

Se coltiviamo la verità radicale ci apriamo ad una guida. Il nostro ego si fa più piccolo e ci permettiamo di venire guidati. Questo è il segreto. Se ascoltiamo l’intuizione, ad esempio, possiamo chiamare un cliente con cui da tempo non facciamo affari, e ricevere in risposta, “ mi hai chiamato proprio al momento giusto”!

Queste sono le coincidenze che riflettono una vita spirituale superiore.

Possiamo sostenere un flusso continuo di sincronicità solo se meritiamo onore nel nostro rispetto della verità, nella gestione dei soldi, in tutti gli aspetti della nostra vita ed evitiamo a qualunque costo di ricorrere all’inganno con gli altri. La vita diventa magica e siamo guidati attraverso la realizzazione dei sogni della nostra anima.

Ma questo è un modo di vivere che va coltivato. Dobbiamo accorgerci quando stiamo dicendo una bugia, quando distorciamo la verità per farci più belli agli occhi degli altri o per chiudere un affare nel nostro lavoro. Dobbiamo fermarci ogni volta un po’ prima, in modo da dire sempre la migliore verità che conosciamo, come servizio agli altri e per rendere migliore il mondo.

Tutti stanno imparando a coltivare questa nuova consapevolezza che, come hanno predetto i Maya, oggi è così vicina che non è mai stato tanto facile vivere in questo modo e creare una cultura sulla base di questi valori.

Il messaggio che voglio dare nella dodicesima Illuminazione è rassicurare le persone che c’è un evoluzione verso una più grande coscienza spirituale nel mondo e che a dispetto di tutto ciò che sembra crollare intorno a noi è importante capire che si tratta di una ristrutturazione. Abbiamo la capacità di riformare e portare consapevolezza spirituale ad ogni parte del genere umano e della cultura umana. Nel farlo ci apriamo a questa consapevolezza superiore in un modo che rned migliore la nostra vita.

Abbiamo intuizioni che ci guidano, abbiamo coincidenze significative che possono arrivare, abbiamo il senso della missione della nostra verità personale da portare agli altri.

E mai come adesso questo è realizzabile da subito.

Forse le sfide che abbiamo oggi nel mondo, come i conflitti, i cambiamenti climatici, i problemi geofisici, stanno creando così tanti cambiamenti e così in fretta che dobbiamo per forza affidarci alla spiritualità per avere una guida. Così si sta costruendo una nuova coscienza che funziona solo con il ritorno all’integrità. Alla trasparenza, alla autenticità.

Solo in questo modo possiamo avere questa nuova vita, senza inganni, senza fare ombra sulla verità, su quella migliore verità possibile che possiamo mettere al servizio degli altri.

E mai prima di oggi abbiamo avuto un linguaggio adatto per comunicare questo. E’ il modo migliore per avere la vita più meravigliosa del mondo, perchè riceviamo una guida per i nostri problemi e per le nostre sfide.

Tutto questo va provato in prima persona.

Non perchè lo ha detto James Redfield.

Provatelo voi stessi e la vostra vita diventerà un sogno.”

( da un’intervista a James Redfield)

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Sebben che siamo donne : Attraversare la vita a passo di danza guardando sempre avanti

Danzatrice, pittrice e ora, costretta a casa per il Covid, anche scrittrice. La signora australiana non vuol sentire nominare la parola “vecchia”. “Sono solo qui da molto tempo e lungo la strada ho imparato tante cose”, racconta nella sua ultima intervista

Quando la prima guerra mondiale scoppiò Eileen Kramer era nata da poco e quando il conflitto cessò aveva appena compiuto 4 anni.

Ed è tuttora in attività con spettacoli, progetti coreografici e ora anche un libro, l’età è solo un numero sulla carta d’identità.

Nata a Sydney nel 1914, a 106 anni è lei la danzatrice più anziana, anzi “antica”, del mondo che a passo di danza ha attraversato il Secolo Breve in un lampo e a guardarla sembra ancora una ragazza.

Ballerina, coreografa, pittrice e, dallo scoppio della pandemia, anche scrittrice, Eileen ha vissuto una vita avventurosa tra Francia, India e Stati Uniti, sempre insieme alla Bodenwieser Ballet, la sua compagnia di ballo che non l’ha mai tradita e alla quale è rimasta legata fino all’età di 99 anni, quando ha poi deciso di fare ritorno a Sydney per dedicarsi a nuovi progetti.

Da allora “sono sempre molto impegnata – ha raccontato in un’intervista alla Bbc AustraliaMi sono esibita in tre importanti balletti. Ho partecipato a due festival di danza e ho recitato in un film“.

Ripercorrere i ricordi di una vita così lunga sarebbe impresa ardua per tutti, ma non per Eileen che del suo primo secolo di vita ricorda ogni cosa.

Dalle notti al casinò di Dieppe di Parigi dove imparò a ballare il twist con Louis Armstrong alle sessioni di posa per alcuni artisti famosi, che la cercavano come modella per i loro nudi.

“Che male c’è a posare nuda? È arte. E avevo bisogno di guadagnare per pagarmi l’affitto. Era una scelta non priva di pericoli, ma conoscevo i clienti e le loro maniere” – spiega Eileen, che dopo anni come modella nel 2019 ha deciso di prendere pennelli e colori e partecipare al concorso di pittura The Archibald Prize con un proprio autoritratto.

Tra i progetti più recenti c’è anche la scrittura, che durante l’ultimo anno e mezzo di Covid è stata per lei una vera terapia.

Oggi ha all’attivo tre libri, di cui l’ultimo dedicato all’ambientazione del film in cui ha recitato: l’interno di un fico di Moreton Bay, nella periferia di Sydney. “La pandemia non mi ha fatto sentire isolata. Avevo la scrittura. Quale migliore compagnia?” – spiega la ballerina, che data la veneranda età è stata vaccinata da tempo.

In 106 anni Eileen Kramer non si è mai sposata e non ha avuto figli.

“Ho evitato gli inconvenienti della vita di una ballerina . Ho passato gran parte della mia vita in compagnie di ballo e non mi sono mai sentita sola“. Negli ultimi anni il suo corpo non risponde più come lei vorrebbe, ma la grazia e l’eleganza dei suoi movimenti sono immutati.

Oggi vive in una casa di riposo di Sydney, ha bandito la parola “vecchia” dal suo vocabolario e non smette di credere che la vita possa essere ogni giorno straordinaria.

Non mi sento come la gente dice che dovresti sentirti quando sei vecchia. Il mio atteggiamento verso il mondo è identico a quando ero una bambina. Non sono vecchia ,sono solo qui da molto tempo e ho imparato molte cose lungo la strada”.

A novembre compirà 107 anni e a chi le chiede quali siano i suoi programmi per il futuro lei sorride e guarda avanti.

fonte:

https://www.elle.com/it/magazine/women-in-society/a36609414/ballerina-piu-vecchia-anni/

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne.

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* L’Ombra del “bene”. C.G. Jung:attenzione a chi vuole “insegnare” e ai “missionari” di opere di bene. Il bene è una conquista individuale.

🖋️ Scrive Jung:

«Avete mai sentito che dell’oro si sia messo a correre dietro alla gente? L’oro è nascosto nelle fenditure della terra e se ne sta semplicemente lì ad aspettare: sarà sempre oro, e sarà sempre agognato. Se esiste qualcosa di veramente buono, allora sarà qualcosa di ricercato: è questa la caratteristica delle cose buone. È la montagna che va dal profeta, il profeta non va mai alla montagna. Se mai un profeta è stato visto andare alla montagna, bé, questo potrebbe voler dire che ha commesso un errore. Avrebbe fatto molto meglio a starsene a casa e a lasciare la montagna a sé stessa. Perciò tutto questo parlare di missioni e missionari è per via della fame, naturalmente.

Così, se c’è qualcuno che desidera “missionarizzare” il mondo e dire agli altri ciò che è giusto per loro, ciò significa che questo qualcuno è affamato e desidera riempirsi lo stomaco con i cadaveri di altre persone. Sono affamate le sue stesse idee, la sua stessa anima, e sono altre persone a dar nutrimento ai suoi pensieri e ai suoi appetiti, poiché lui non è in grado di farlo da sé. Se scopri ciò che chiami una “verità”, dovresti esaminarla, dovresti provare a mangiarla. Se ti dà nutrimento è buona, ma se non ti sostenta adeguatamente e ritieni che ciò nonostante debba essere in grado di nutrire altre persone, allora è cattiva. Il vero test sta nel fatto che la tua verità dovrebbe esser buona per te. Non si avvicinerà neanche un cane ad annusarla, se non è in grado di dare alimento a te. Se non ne sei soddisfatto, se non ti va di gustarla per venti, cinquant’anni, o per tutta una vita, allora non è buona. (…)

Pertanto non giocate a fare i missionari. Non provate a nutrirvi dei beni degli altri. Lasciate che gli altri siano fedeli a se stessi e che si prendano cura della propria crescita in prima persona: che mangino pure da sé. Se sono soddisfatti, allora niente e nessuno dovrebbe disturbarli. Se non sono soddisfatti di ciò che posseggono, probabilmente cercheranno qualcosa di meglio, e se siete voi quelli che hanno questo qualcosa, sicuramente verranno da voi per riceverne una parte. (…) Vedete, l’atteggiamento che si dovrebbe tenere in relazione al problema dell’individuazione è questo: al bando i missionari, le prediche e ogni tentativo di sottrarre con qualche espediente i bambini alle cure delle loro balie o le pecore ai loro pastori. Che se ne stiano con il pastore, è molto meglio. (…) Le pecore vogliono starsene con il pastore, perché altrimenti finiscono in bocca ai lupi. (…)

La gente mi accusa di avere un atteggiamento troppo neutro nei confronti delle convinzioni religiose, e questo perché dico che, se qualcuno vuole rimanersene nell’ovile della Chiesa Cattolica, lo si lasci pure lì. Molti vedono in tutto ciò una contraddizione, ma in realtà la contraddizione non esiste. Alcuni preferiscono venti gradi, altri ventidue. E perché no? Che li abbiano pure. Ad alcuni non piace mangiare carne, altri non possono farne a meno.»  

📙 C.G. Jung – Seminari sullo Zarathustra di Nietzsche. Vol 1

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Sebben che siamo donne: Zaha Hadid, quando la visione va oltre l’immaginario e sfida lo spazio convenzionale

La carriera di Zaha Hadid è un esempio di congruenza e determinazione!

Una storia interrotta da una morte prematura a 65 anni nel pieno del suo splendore, tanto che anche dopo la sua scomparsa, i suoi edifici hanno continuato a essere costruiti e le sue opere hanno sollevato polemiche e discussioni.

Nata a Baghdad nel 1950, grazie alla sua famiglia agiata (il padre è un imprenditore edile e politico, la madre un’artista) studia matematica all’Accademia Americana di Beirut e poi, nel 1972 si trasferisce a Londra per proseguire gli studi alla Architectural Association.

Dopo essersi diplomata nel 1977, inizia a lavorare per uno dei suoi insegnanti Rem Koolhaas.

Parallelamente al suo lavoro nello studio OMA fondato a Rotterdam, inizia il suo impegno nell’insegnamento che la porterà a ruoli in prestigiosi istituti, dalla stessa Architectural Association fino a diverse Università americane come Harvard e Yale. Nel frattempo però, nel 1979, torna a Londra e fonda il suo studio di architettura Zaha Hadid Architects.

Nonostante le sue idee siano apprezzate e notate, nonostante vinca diversi concorsi anche importanti, le sue architetture non vengono realizzate. Sono considerate troppo avveniristiche, a volte addirittura irrealizzabili. Questo però non sposta minimamente la sua visione dell’architettura.

E l’incontro con Peter Rice, geniale ingegnere dietro a molti progetti tecnicamente complicati (come il Centre Pompidou e l’Opera House di Sidney ) è stato sicuramente fondamentale.

Il suoi primi edifici realizzati sono del 1993: una residenza a Berlino e la stazione dei pompieri al Vitra Campus.

Zaha Hadid ha 43 anni e da qui inizia una corsa inarrestabile che trasformerà il suo studio in un impero e lei in uno dei nomi più influenti del mondo dell’architettura.

La vera svolta arriva nel 2004 quando diventa la prima donna a vincere il Pritzker Prize, il Nobel dell’architettura. Ma nelle motivazioni dei giurati non viene sottolineato tanto questo primato, quanto la sua giovane età per quel premio e soprattutto un corpo di opere realizzate relativamente piccolo.

Ma tanto basta, sempre nelle parole della giuria, per riconoscere una visione chiara capace di sfidare le convenzioni e ridisegnare le forme degli edifici.

Dopo quel riconoscimento le commissioni per il suo studio si sono moltiplicate. E con i tanti nuovi lavori anche le critiche: viene accusata di creare architetture più scenografiche che funzionali. Ma è una conseguenza anche per il suo segno di rottura con l’architettura, per la sua continua sfida alle convenzioni che le permette di essere sempre riconoscibile in tutto quello che progetta.

Nel 2010 viene realizzato in Italia il MAXXI, edificio con cui si guadagna lo Stirling Prize. Le critiche sono per uno spazio che non tiene conto delle esigenze dell’arte, ad esempio nel piano terra con pareti curve, una critica che era stata rivolta molti anni prima anche a Frank Lloyd Wright per il Guggenheim di New York.

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Ma il lavoro di Zaha Hadid è una continua sfida al pensiero standard dell’architettura. Sembra quasi prenderci gusto e infatti più le commissioni le permettono di osare, più lei osa, grazie anche ai budget sempre più alti che le vengono messi a disposizione.

Il limite lo raggiungerà per lo stadio delle Olimpiadi di Tokyo 2020, quando il costo previsto per il nuovo stadio nazionale nella capitale giapponese, dopo essere stato ridotto da 3 miliardi di dollari a 1,3, fu considerato comunque troppo eccessivo.

Ma Zaha Hadid se ne era già andata…

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Zaha Hadid: opere e architetture