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* Così faccio gli auguri a tutti, proprio a tutti!

Si parlava di te l’altra sera
si diceva che non canti più
quelle strofe di frontiera
belle come la tua gioventù
ma se il cuore ha un’ala spezzata
devi solo curarla perchè
non è ancora la fermata
altri viaggi aspettano te
dall’istinto che hai
di non cedere mai
è da questo lo sai
che riparte

il cammino

ognuno di noi
ha la sua strada da fare
prendi un respiro ma poi
tu non smettere di camminare
anche se sembreranno più lunghe che mai
certe dure salite del cuore
c’è che ognuno di noi
può resistere sai
aggrappato ad un raggio di sole

e se la vita ci piega
quando prima ci esamina e poi
solo dopo ce la spiega
la lezione più dura per noi
ma ci insegna che ogni bufera
può strappare un bel fiore però
non l’intera primavera
non può raderla al suolo non può

dall’istinto che hai
di non cedere mai
è da questo lo sai
che riparte il cammino
ognuno di noi
ha la sua strada da fare
prendi un respiro ma poi
tu non smettere di camminare
si comincia a morire nell’attimo in cui
cala il fuoco di ogni passione

ognuno di noi
ha la sua strada da fare
prendi un respiro ma poi
tu non smettere di camminare
si comincia a morire nell’attimo in cui
cala il fuoco di ogni passione
ognuno di noi
ha il suo pezzo di strada da fare
segui il passo di un sogno che hai
chi lo sa dove può arrivare
chi lo sa
ognuno di noi
ha il suo pezzo di strada da fare
anche se sembreranno più lunghe che mai
certe dure salite del cuore
c’è che ognuno di noi
può resistere sai
aggrappato ad un raggio di sole
il sole sopra di noi




a volte semplici parole di una semplice canzone assumono significato

” il cammino” di Eros Ramazzotti

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* La buona notizia del venerdì: Una “Imperatrice” che ha tante qualità potrebbe salvare il pianeta!E la nostra sopravvivenza!

L’albero “Imperatrice cresce in tempi record e può produrre fino a 4 volte più ossigeno degli altri

Che gli alberi svolgano una funzione essenziale per il benessere del nostro clima e del nostro Pianeta è una cosa che sappiamo fin da quando siamo piccoli. È grazie a questi elementi naturali che l’aria che ogni giorno respiriamo può essere filtrata da tutte le sostanze inquinanti che contiene.  

Per questo, la loro presenza nei nostri ecosistemi è da preservare e garantire: sono i migliori alleati naturali per diminuire la CO2 e depurare l’aria. Fra le moltissime specie di alberi che possiamo trovare sulla Terra, ce ne sono alcuni che riescono ad assolvere questa funzione vitale meglio di altri. Queste piante hanno delle capacità “filtranti” così avanzate da risultare fondamentali in qualsiasi ambiente.

Uno di essi, nello specifico, è quasi un “super-albero”, che presenta delle caratteristiche interessanti sotto molti punti di vista. In particolare, riuscirebbe ad assorbire anidride carbonica fino a dieci volte in più rispetto agli altri.

Il Kiri, conosciuto anche col nome scientifico di Paulownia tomentosa o “Albero imperatrice”, è balzato agli onori delle cronache proprio per le sue incredibili proprietà.

Si tratta di un albero di origini orientali (Cina e Giappone), importato in Occidente a partire dal 1800 circa e usato diffusamente come pianta ornamentale, sia negli spazi privati che nei luoghi verdi pubblici.

La sua struttura lignea è particolarmente forte ma flessibile allo stesso tempo, tanto da essere stato spesso impiegato nella produzione di mobili, componenti edilizi, ma anche di oggetti e strumenti musicali. Un’altra sua caratteristica peculiare è anche la rapidissima crescita.

Nel giro di soli tre anni, infatti, la Paulownia riesce a raggiungere il suo massimo livello di sviluppo, e può arrivare fino a quasi 20 metri di altezza. A questo proposito, nel 2011 ha vinto il Guinness World Record come “albero dalla crescita più veloce”. E non depura al meglio soltanto l’aria. La Paulownia è anche in grado di “ripulire” il terreno in cui viene piantato e intercettare moltissime polveri grossolane.

Se si mettono in relazione le sue dimensioni, la velocità di crescita e le capacità depurative del Kiri, è chiaro che tutto ciò ha fatto sì che questo albero sia divenuto quasi un simbolo della lotta contro il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. 

La sua ampia e folta chioma, in primavera, si riempie di meravigliosi fiori rosa o lilla che lo rendono apprezzabile anche dal punto di vista estetico, quindi molto adatto all’ornamento degli ambienti. Tutto questo sempre ricordando che, trattandosi di una specie di albero invasiva e legata a precisi ambiti geografici (alloctona), il Kiri va piantato tenendo sempre conto del contesto dove crescerà.

E’ importante anche segnalarne l‘uso di foglie e fiori, con i quali si possono ricavare medicinali e pure mangime per il bestiame.

Non di meno la fioritura è grande fonte di nettare per le api, le quali possono produrre miele esclusivamente da questa pianta.

E ancora la funzione frangivento (data dall’ampia e folta chioma), le capacità fitodepurative (elevato prelievo di azoto dal terreno), l’estrazione di biossido di carbonio dall’aria (in quantità molto importanti data la velocità di crescita) ed infine l’intercettazione delle polveri grossolane grazie alla peluria che caratterizza le foglie di questa specie.

Una pianta ricca di qualità e aspetti essenziali per la nostra sopravvivenza, dunque: il Kiri è davvero uno splendido regalo della natura di cui tutti dovremmo beneficiare!

https://www.curioctopus.it/read/23456/l-albero-imperatrice-cresce-in-tempi-record-e-puo-produrre-fino-a-4-volte-piu-ossigeno-degli-altri?

https://it.wikipedia.org/wiki/Paulownia_tomentosa

https://lauracarpi.wordpress.com/2019/06/14/la-buona-notizia-del-venerdi-nelle-filippine-una-nuova-legge-impone-agli-studenti-di-piantare-10-alberi-per-potersi-laureare/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/05/27/la-buona-notizia-del-venerdi-10mila-alberi-come-regalo-di-nozze/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/10/14/la-buona-notizia-del-venerdi-lo-stato-che-ha-piantato-50-milioni-di-alberi-in-un-solo-giorno/

Stefano Mancuso

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* La buona notizia del venerdì:Le ciabatte Lego per non farti male se calpesti i mattoncini

Gialle e rosse, hanno una suola molto dura e il logo in bella vista

Anche i Lego, nel loro piccolo, sono pericolosi.

Tutti noi abbiamo calpestato almeno una volta un mattoncino e il risultato è piuttosto doloroso.

Per non parlare poi delle minifig, gli omini, la cui manina è un’insidia per chiunque.

Visto che non c’è rimedio alla disattenzione, ecco che un’agenzia pubblicitaria ha creato le ciabatte anti-Lego, morbide calzature da indossare quando si è in casa, con una suola bella dura che terrà lontani dai piedi mattoncini e pezzetti di ogni tipo.

Rosse e gialle come si conviene al marchio danese!

Cos’hanno di speciale?

Le ciabatte sono dotate di una particolare imbottitura che evita il fastidioso contatto coi mattoncini.

In tutto ne sono state prodotte circa 1500 paia e a quanto pare fanno egregiamente il loro lavoro.

Le scarpe sono state assegnate durante lo scorso periodo natalizio e chi le ha provate ha assicurato che il dolore finora patito non si avvertiva più.

Di certo, è sempre meglio evitare di passeggiare sui mattoncini per evitare scivoloni ma almeno una parte del problema sembra risolta.

Ci sono voluti però solo 66 anni affinché Lego arrivasse a questa soluzione.

E si possono acquistare con Amazon!

…a volte piccoli gesti migliorano la vita e l’umore!

 

https://www.wired.it/gadget/accessori/2015/11/18/ciabatte-lego/?refresh_ce=

* Lego stop plastica

https://www.teleambiente.it/lego_stop_plastica_mattonicini_bioplastica_canapa/?fbclid=IwAR2StjN7uxUR-3FbSfn-XU3GCaRtrn65uZTgXBmkHhDmt2MsuC3tL-tWu9c

  • Protagonisti di “Friends” in Lego

https://www.facebook.com/A.different.type.of.Art/posts/2544713192234121

?fbclid=IwAR1vvafEMrS7cyJEPZxl06xxNdOksuUcOmtvUko-_r2aRlOAH9pRoAnbl3E

  • Titanic in Lego

https://curiosandosimpara.com/2019/07/22/un-ragazzino-autistico-costruisce-la-piu-grande-replica-del-titanic-usando-solo-i-mattoncini-lego/?fbclid=IwAR1vvafEMrS7cyJEPZxl06xxNdOksuUcOmtvUko-_r2aRlOAH9pRoAnbl3E

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* La buona notizia del venerdì : Ikea lo fa già, fallo anche tu e crea aiuti per gli animali!

I vecchi mobili Ikea diventano rifugi per animali selvatici

 

Probabilmente ognuno di noi, in casa, ha un oggetto o un mobile comprato da Ikea. Il colosso svedese, produttore di arredamenti venduti in kit da montare è una delle aziende più gettonate quando si deve arredare senza spendere troppo.

Cosa succede, però, quando i mobili Ikea diventano vecchi, vanno sostituiti o rimangono in magazzino? Possono trovare una nuova collocazione e quindi avere una “nuova vita”? Da queste domande è partita l’idea alla base di un originale progetto ideato da uno studio di design londinese. E il risultato è positivo e sorprendente-

 

L’occasione per mettere in piedi “Wild homes for Wildlife” è stata quella dell’apertura di un nuovo punto vendita Ikea nella zona di Greenwich, a Londra. Come suggerisce il nome, la multinazionale svedese, in collaborazione con lo studio Mother, ha dato modo agli artisti e ai designer di esprimere la loro creatività per produrre oggetti utili, ecologici e amici degli animali.

Si tratta di casette per uccelli, api, pipistrelli e altri insetti che vivono nel Sutcliffe Park, una zona verde non lontana dal celebre Osservatorio di Greenwich dove passa il meridiano “zero”.

La particolarità di queste colorate e originali opere d’arte è che sono realizzate interamente con materiali di scarto, vecchi mobili Ikea in disuso e fondi di magazzino ormai ritenuti “inutili”.


Inutili però non sono, visto che, tramite questa lodevole pratica di riciclo anti-sprechi, sono letteralmente rinati per dare riparo agli animali selvatici. Specie durante i mesi più freddi, ciò è sicuramente un grande aiuto per la fauna, che può contare su un posto sicuro dove tornare, dormire e ripararsi.

“Wild homes for wildlife” non è una semplice trovata pubblicitaria.

Con questo pretesto, Ikea è andata oltre, promuovendo una sana cultura di riuso utile e intelligente contro qualunque tipo di spreco. Le casette, poi, sono anche belle a vedersi, visto che sono il prodotto di abili menti (e mani) artistiche che hanno partecipato al progetto.

Da un “villaggio per api” fatto con un tavolino a delle classiche casette per uccelli, passando per un “uovo per insetti” proveniente da alcune sedie: gli animali non potranno che essere felici delle loro “nuove” sistemazioni! 

fonte:

https://www.curioctopus.it/read/22732/i-vecchi-mobili-ikea-diventano-rifugi-per-animali-selvatici:-l-idea-anti-spreco-di-uno-studio-di-design?fbclid=IwAR1twfFp2uMD9Ro6nMKs-1qFys48KegPsGrHnmf6W2LrdlVCfg1e0o1gCqg

 

 

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* Abitiamo nell’ Universo e Laniakea è la nostra casa

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La Via Lattea, il suo gruppo di galassie e altri 13 gruppi – miliardi e miliardi di stelle – formano Laniakea, l’Immenso Paradiso.

E precipitano verso il Grande Attrattore.

Ecco la nuova mappa dell’Universo.

Benvenuti a Laniakea, la nostra casa nel cosmo.

È una casa molto grande, con un diametro di 500 milioni di anni luce (circa), dove convivono migliaia e migliaia di galassie più o meno simili alla nostra.

La recente scoperta di questi inattesi confini è dell’Istituto di astrofisica dell’Università delle Hawaii, e va interpretata.

Tutti sappiamo che la Terra appartiene a un sistema solare e che quest’ultimo fa parte di una grande isola di stelle – circa 200 miliardi – che formano la nostra galassia, la Via Lattea. Da diversi anni gli astronomi sanno anche che la nostra galassia non viaggia sola nell’Universo, ma fa parte di una grande gruppo di galassie – un cluster – che tra loro estendono lunghi bracci di gas, polveri e materia oscura (materia di cui conosciamo l’esistenza, ma non la composizione).

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Ora si è scoperto che questo cluster fa parte di un ancor più vasto super-cluster a cui è stato dato il nome hawaiano di Laniakea, che in lingua locale significa immenso paradiso, suggerito da Nawa‘a Napoleon, un linguista dell’Università delle Hawaii, in onore ai navigatori polinesiani che grazie alla loro profonda conoscenza dei cieli riuscivano a orientarsi e a navigare nell’Oceano Pacifico.

La nostra casa, dunque, è assai più vasta di quel che si pensava fino a poco tempo fa e comprende centinaia di milioni di miliardi di stelle: se potessimo pesare questa incredile quantità di materia dovremmo mettere, sull’altro piatto della bilancia, cento milioni di miliardi di stelle come il nostro Sole.

«Anche se i risultati finali sono stati ottenuti solo nelle ultime settimane, il lavoro ha richiesto decine di anni e la collaborazione di centinaia di astronomi che hanno aggiunto tasselli importanti a questo quadro. Ora possiamo dire che abbiamo un grande schema della struttura dell’Universo in cui viviamo», ha detto Brent Tully, responsabile dello studio pubblicato su Nature.

 

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Secondo lo studio, all’interno di Laniakea vi sarebbero 13 cluster di galassie, compreso il Grande Attrattore. Quest’ultimo è un insieme di galassie che creano una forte anomalia gravitazionale che attira a sé la maggior parte delle galassie di Laniakea.

Ed è proprio studiando il moto di tutte le galassie che si è potuto capire che esse si muovono verso un punto preciso dell’Universo. Il lavoro è risultato ancor più complesso perché ogni galassia tende ad allontanarsi dalle altre (è l’effetto del Big Bang) e dunque si è dovuto scindere i movimenti di ogni singola isola di stelle.

 

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Questo è simile a scoprire per la prima volta che la tua città è in realtà parte del paese molto più grande che confina con altre nazioni.” -ha detto il ricercatore R. Brent Tully, un astronomo presso l’Università delle Hawaii a Manoa.

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/09/04/laniakea-superammasso-via-lattea/

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* La buona notizia del venerdì:” Il bambino è il maestro” arriva al cinema il documentario sul metodo Montessori

Arriva finalmente nei cinema italiani il documentario francese dedicato al metodo Montessori.

Si intitola “Il bambino è il maestro” ed è in programma nelle sale cinematografiche del nostro paese il 14 e 15 ottobre.

Realizzato in Francia nel 2017, questo documentario diretto da Alexandre Mourot dura 100 minuti ed è interamente dedicato all’insegnamento di Maria Montessori e all’omonimo metodo educativo, ormai conosciuto ed utilizzato con successo in tutto il mondo.

Il regista, per conoscere più da vicino il metodo, è andato a filmarlo direttamente nella più antica scuola montessoriana di Francia che ospita ed educa bambini dai 3 ai 6 anni.

Chi sono dunque i protagonisti del documentario? Piccoli allievi felici, liberi di muoversi nello spazio, giocare e sperimentare con oggetti della vita reale e capaci di lavorare sia da soli che in gruppo.

Si vedono dunque bambini che fanno un po’ di tutto: leggono e imparano la matematica ma anche fanno il pane, giocano con tazzine e ferri da stiro, ridono, dormono, ecc. L’insegnante è sempre lì ma è una presenza discreta che li lascia fare, ovviamente vigilando su di loro, ma non interferendo per quanto possibile con il loro apprendimento e la voglia di scoprire. Perché come sosteneva la Montessori:

Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo”.

E non è certo un caso che crescono sempre di più in tutto il mondo le scuole che si ispirano al metodo ideato da Maria Montessori, un sistema che contribuire a nutrire il desiderio di conoscenza insito in ogni bambino e che ha l’ambizioso sogno di favorire lo sviluppo dell’umanità. Come diceva in una sua celebre frase la Montessori:

Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”.

Vi abbiamo parlato più volte del metodo Montessori in molte delle sue sfaccettature: i consigli per liberare il potenziale dei bambini, i principi per educarli in modo che siano felici e anche i libri che aiutano a conoscerlo e applicarlo al meglio.

Per tutti gli amanti del metodo Montessori non resta che darsi appuntamento il 14 e 15 ottobre al cinema!

 

 

il bambino è l’Eterno Messia

inviato continuamente tra gli uomini che sono caduti

per aiutarli a risollevare se stessi,

la loro Nazione, il Mondo, il Cielo.

 

 

Fonte:

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/documentario-metodo-montessori/?fbclid=IwAR0Z0AR5XFX1EXd9zobTcmI3ALV_CHZ90fCtaou4rJsPAgBcuVMgHhPKFf0

Leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2012/03/07/se-ben-che-siamo-donne-maria-montessori/

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/06/20/la-buona-notizia-del-venerdi-il-medodo-montessori-arriva-su-smartphone-e-tablet/

https://www.amazon.com/genitori-maestri-vostri-bambini-Italian/dp/0244076537

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La buona notizia del venerdì: Friday For Future è una presa di coscienza del rapporto essere umano- ambiente ! Mi piace chiamarlo MANIFESTAZIONE invece di Sciopero!!

Milioni di giovani (e non solo) hanno manifestato venerdì 20 settembre lungo le strade e riempito piazze in tutti i continenti del pianeta per chiedere azioni concrete contro la minaccia del riscaldamento climatico.

Le manifestazioni della scorsa settimana hanno dato il via a 7 giorni di sit-in, cortei, concerti, assemblee ed eventi, tra cui #BellForFuture, #TreesForFuture, #ScientistsForFuture, #ResearchersDesk.

La settimana di protesta si concluderà domani, venerdì 27 settembre, con la partecipazione di Greta Thunberg alla marcia in programma a Montreal, in Canada.

Anche in Italia sono previste manifestazioni e scioperi.

Il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha invitato le scuole, “pur nella loro autonomia, a considerare giustificabili le assenze degli studenti occorse per la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico”, visto che stanno scendendo in piazza “per rivendicare un’attenzione imprescindibile al loro futuro”. Cortei, sit-in e marce sono previste in oltre 150 città italiane.

“Milioni di persone in marcia”

Come ricostruisce Somini Sengupta sul New York Times, nella manifestazione di Berlino la polizia ha stimato una presenza di 100mila manifestanti e numeri simili si sono registrati a Melbourne, in Australia, e a Londra. A New York, secondo l’ufficio del sindaco, circa 60mila persone sono scese in strada per protestare, mentre per gli organizzatori erano circa 250mila.

Cortei di diverse grandezze ci sono stati anche a Manila, la capitale delle Filippine, a Kampala in Uganda e a Rio de Janeiro in Brasile. Un gruppo di ricercatori ha manifestato anche in Antartide.

A questi scioperi hanno partecipato anche gli adulti, invitati dai giovani a unirsi a loro, riportano Sandra Laville e Jonathan Watts sul Guardian: “I sindacati che rappresentano centinaia di milioni di persone in tutto il mondo si sono mobilitati, i dipendenti hanno lasciato il posto di lavoro, i medici e le infermiere hanno marciato e i lavoratori di aziende come Amazon, Google e Facebook sono usciti per unirsi agli scioperi climatici”.

Per gli organizzatori la partecipazione globale è stata intorno ai quattro milioni di persone, con 6 mila eventi organizzati in più di mille città in 185 paesi. Si è trattato probabilmente, si legge su Quartz, della più grande protesta climatica della storia, svoltasi in un solo giorno. Il primo grande sciopero mondiale contro il cambiamento climatico si era svolto lo scorso 15 marzo, con oltre 2000 eventi in più di 120 paesi.

Gli studiosi dei movimenti di protesta affermano che questo movimento giovanile, unito dall’urgenza globale di azioni per contrastare il cambiamento climatico, ha una propria peculiarità, scrive ancora Sengupta sul New York Times:

In un momento di sfiducia nei confronti delle autorità, i ragazzini – che per definizione non hanno autorità su nulla – stanno guidando sempre più il dibattito pubblico. Utilizzando Internet, i giovani si stanno organizzando attraverso i continenti, come mai nessuna generazione aveva fatto prima di loro. E sebbene le loro richieste di porre fine all’utilizzo di combustibili fossili richiamino le istanze dei vecchi ambientalisti, il loro movimento ha catturato l’attenzione dell’opinione pubblica in modo molto più efficace”.

Harriet Thew, una studiosa delle politiche ambientali e del cambiamento climatico dell’Università di Leeds, nel Regno Unito, spiega inoltre a Nature che questi giovani attivisti non sono ambientalisti convenzionali, ma vedono la lotta ai cambiamenti climatici come una questione di giustizia globale. Una lettura che secondo Thew è più efficace rispetto a un messaggio puramente ambientale: «Stanno parlando sempre di più dei problemi legati alle persone, riconoscendo davvero la connessione uomo-ambiente».

Xiye Bastida, attivista climatica di 17 anni, ha dichiarato a BuzzFeed News che lo sciopero del 20 è stato un «trampolino di lancio, un catalizzatore per azioni future. Un punto per dire al mondo: Vi stiamo osservando».


Cambiare abitudini e farle cambiare.

Sono semplici gesti quotidiani per dare l’esempio.

Ognuno di noi è responsabile del suo intorno.

Sei tu l’artefice del tuo futuro .

Sii tu il cambiamento che vuoi nel mondo.

 

leggi anche

:https://lauracarpi.wordpress.com/2019/03/15/la-buona-notizia-del-venerdi-piccoli-attivisti-crescono-il-mondo-lo-salveremo-noi/

fonte:

https://www.valigiablu.it/cambiamento-climatico-sciopero/?fbclid=IwAR2R1HkagHVzNew1UlKCfgFfWvbwHfxL09j_cVUgcpELE3bOKCs6aGb3Krw

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* La buona notizia del venerdì: La Luna Piena di venerdì 13 settembre 2019 è nel segno dei Pesci ! Così solo nel 2049! Per ora raccogliamo ciò che abbiamo seminato nei mesi precedenti…

Il prossimo venerdì 13 ci sarà in cielo la splendida Luna del Raccolto, molto amata invece dai nativi americani. Una coincidenza, questa, che si verificherà poi solo nel 2049. In cielo “solo” una meravigliosa luna, ma un evento carico di significati al confine tra storia e leggenda.

La Luna del prossimo venerdì 13 era chiamata Luna del Raccolto dai nativi americani perché si mostrava nel periodo di raccolta del grano e del mais, che, grazie al chiaro di Luna, poteva continuare anche di notte.

Una Luna, quindi, decisamente gradita perché di grande aiuto.

Comunque, come spiega l’Uai, i nomi delle Lune Piene sono in gran parte attribuiti alla tribù degli Algonchini, la più numerosa, ma questa non era l’unica e infatti altre tradizioni si affiancano e a volte si sovrappongono: la Luna del Raccolto è chiamata anche Luna del Mais, perché uno dei prodotti di settembre era proprio il mais.

Dalla tradizione alla scienza, questa Luna è quella più vicina all’equinozio di autunno, che quest’anno sarà astronomicamente il 22 settembre alle 9.50 ora italiana, quando le ore del giorno eguaglieranno quelle della notte. Ma proprio per questo non è detto che la Luna del Raccolto sia sempre a settembre, anzi, una volta ogni tre anni circa cade ad ottobre.

Ma soprattutto, ha una caratteristica speciale: l’alba anticipata. In genere, infatti, il nostro satellite sorge circa 50 min dopo (in realtà anche fino a 73 minuti) rispetto al giorno precedente, ma la Luna del Raccolto sorge solo 30 minuti dopo il giorno precedente. Questo perché intorno all’equinozio d’autunno l’orbita del nostro satellite è “più parallela all’orizzonte”, e quindi il rapporto con l’orizzonte orientale da dove sorgono i corpi celesti non cambia molto di giorno in giorno.

Questa peculiarità implica che per diversi giorni dopo l’iniziale apparizione della Luna del Raccolto,” Harvest Moon” (che da il nome ad un album e un famoso brano di Neil Young),il satellite sorge subito dopo il tramonto del sole, creando un incredibile chiaro di luna ad inizio serata.

Un motivo in più che avevano anche i nativi americani per amarla, visto che rendeva le notti di raccolto meno buie.

Come si “concilia” questo con un venerdì 13 carico di superstizioni negative?

Non si concilia, anzi, forse ci aiuterà a liberarci di alcune dicerie che partono veramente da molto lontano (13 come il 13-esimo apostolo che tradì, venerdì come la passione e morte di Gesù, etc.) ma che nulla hanno a che vedere con la scienza (e nemmeno con la religione).

Un’ultima curiosità: come spiega Earthsky, questa sarà una mini-Luna, perché la più lontana (e quindi la più piccola) dell’anno. Ma con la superstizione del venerdì 13 anche questo non ha alcun legame.

Teniamo conto inoltre che la prossima occasione per “liberarci delle superstizioni”, ovvero la prossima volta che una luna piena cadrà in un venerdì 13 sarà il 13 agosto del 2049, ovvero tra 30 anni quasi esatti.

 

Ed ecco la morbida Luna dei Pesci: sabato 14 alle ore 6: 35.
L’Acqua del segno si muove lenta in questo tempo autunnale, già di per sé governato dalle emozioni, dalle memorie, dallo struggimento.

Diventa un’Acqua in cui nuotare, non per purificarsi, ma per restare con le emozioni che ci sono e una volta tanto … goderne!
Sono giorni in cui prendersi cura: di sé, di chi amiamo, di chi abbiamo vicino.
La Luna nella sua faccia splendente si apre totalmente e riflette la luce del fratello Sole: è una Luna che accoglie e nutre.
L’autunno è alle soglie e già si sentono le emozioni nelle tinte della natura che piano piano cambiano colore.
Prendetevi cura di tutto quello che avete intorno e non sprecatelo, non trascuratelo. Imparate a coltivare una rosa! Se saprete coltivare una rosa nel vostro giardino saprete coltivare tutta la vostra vita e voi stesse/i con amore.

Pesci sa nutrire.
E’ un segno femminile e materno che prova piacere nel prendersi cura del prossimo e lo fa con giusto sguardo.

Sotto questa Luna Piena sappiate che questo prendersi cura è utile, è buono, è giusto e porterà molti frutti.
Prendersi cura non è solo prendersi cura di sé e di chi abbiamo vicino, è anche prendersi cura delle passioni che abbiamo, degli oggetti intorno a noi.
Celebrare la nostra casa, gli abiti, gli strumenti che abbiamo in cucina e ovunque, le cose che ci sono tanto utili e che spesso trascuriamo, pulendoli con amore e mettendoli in ordine.
Gli animali intorno a noi vanno accuditi e questo accudimento andrà a segno.
Nell’astrologia moderna la Luna è considerata in esaltazione sotto al segno dei Pesci.

La Luna è associata ai sentimenti più profondi e più accuratamente nascosti, mentre il segno dei Pesci è estremamente sensibile e intuitivo.

La Luna in Pesci ha una sensibilità innata che ci fa gentili e premurosi, al punto di avvertire le necessità altrui, prima ancora delle nostre.

Usate questo per fare del bene.

Perché questo bene vi tornerà 3 volte, ve lo assicuro!

Come sempre chi ha la Luna in Pesci o è del segno dei Pesci o ha ascendete in Pesci risentirà molto di questi influssi.

E ricordate:

tutto quello che alla Luna chiederete

voi l’otterrete!

https://lasorgenteeladea.blogspot.com/2019/09/luna-piena-in-pesci-lacqua-profonda-che.html?fbclid=IwAR2xMhNA2Ht2i1Z6z_xi6J7Jybs1nUJRUPV-drNcUY4TRirsaApKphOxgTI

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* La buona notizia del venerdì: Dopo gli …anta è più bello vivere insieme agli amici !

Un gruppo di pensionati acquista un villaggio disabitato in Galizia per ritirarsi tutti insieme

 

Un villaggio abbandonato faceva gola a un gruppo di pensionati e lo hanno comprato! Succede vicino a Lugo, nella comunità autonoma della Galizia, in Spagna.

Qui nella penisola iberica, in realtà, sono in vendita oltre un centinaio di villaggi abbandonati e, anche se sembra che acquistarli possa essere eccessivamente costoso, in realtà non lo è.

Per questo quella nutrita comitiva di over 60 ha preso per sé quel piccolo villaggio disabitato da oltre 50 anni.

Pagando una somma totale di 140mila euro, i pensionati hanno “riconquistato” l’intera città con un unico importante scopo: rendere realizzabile il loro sogno di ritirarsi tutti insieme in questo bellissimo posto lontano dalle grandi metropoli.

L’idea è quella di avere un alloggio indipendente per ogni famiglia, ma di stare vicini gli uni agli altri per qualsiasi evenienza e farsi compagnia. Invecchiare tra amici è un sogno di molti pensionati e la considerano una seconda opportunità di vita.

Un’agenzia immobiliare specializzata nella vendita di questo tipo di proprietà ha fatto visitare il villaggio al gruppo di anziani e glielo ha venduto. L’agente immobiliare sostiene che per lo stesso importo , forse , si riuscirebbe ad acquistare un solo appartamento al centro di una città.

Il prossimo passo sarà quello di riabilitare le fattorie e le abitazioni, rispondendo così anche alla pratica esigenza di rivalutare le aree rurali che sono state abbandonate negli ultimi anni a causa del grande esodo che la Spagna ha subito.

A tale proposito, altri villaggi rurali offrono case o stipendi alle famiglie che decidono di rimanere a vivere lì per scongiurare il totale abbandono.

Proprio come succede a Fluminimaggiore, l’ex comune minerario sardo che ha lanciato il progetto Happy Village, combattere lo spopolamento di un luogo tornando a usare le risorse naturali e accogliendo tanti pensionati in cerca di pace e serenità, è ottima idea per fare qualcosa di bello e di utile.

 

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/pensionati-villaggio-galizia/?fbclid=IwAR0ycyg74CYPJrH-exZBm6hfz0ofY-tEimGD4Nsz-hxac0_ZctZVqbGRPf0

https://curiosandosimpara.com/2019/08/14/un-gruppo-di-pensionati-ha-acquistato-un-villaggio-abbandonato-dove-ritirarsi-tutti-insieme/?fbclid=IwAR3d91yOrPk4ouf8ybJnULfeaJXhbut_SvCCHQaQ7Ihn_u3r1uxe4RwAnJU

http://www.italiachecambia.org/2019/08/borgo-in-abbandono-posto-giusto-dove-vivere/?fbclid=IwAR3yJmqqybxPiiOg61O2e7evrAEiQj4GSYl295lZh6ICb88wu1MUpRPUBJw

https://curiosandosimpara.com/2019/09/03/niente-piu-solitudine-ad-acerra-degli-anziani-vivono-insieme-per-aiutarsi-e-per-farsi-compagnia/?fbclid=IwAR1pSFpaShzb_wsU20J-q_gYdai8gFjZFeTSQwEqCfdHZB6bmma19ZFwHcQ

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* La buona notizia del venerdì: Anche le nonne possono diventare street artists! Succede a Lisbona !

Lata 65, l’associazione che insegna alle nonne a fare i graffiti sui muri come i street writers

Sotto la sapiente guida di Lara Seixo Rodriguez, un gruppo di arzille signore over 70 ha imparato a fare graffiti come fanno i veri writer, per abbellire le vie del Portogallo


A Lisbona, in Portogallo, c’è una gang di nonne writer che contrasta il degrado urbano, colorando i muri della città.

Il merito è di Lata 65, un progetto che mira a avvicinare gli anziani ad una forma di espressione artistica, generalmente associata ai più giovani: fare i graffiti.

In questo modo l’associazione cerca di perseguire l’obiettivo di abbattere i pregiudizi verso la vecchiaia, che spesso albergano nei più giovani.

E allo stesso tempo creare un utile e divertente passatempo per tante pensionate che altrimenti rischiano di cadere nella trappola della solitudine. 


Nello specifico il workshop Lata 65, nato nel 2012, si propone di insegnare alle persone anziane le basi della Street Art.

Così, un gruppo di signore armate di spray sono scese in piazza in Portogallo per creare graffiti alle pareti e mostrare le loro capacità artistiche.

La “crew” ha mostrato tutte le sue potenzialità al lavoro con bombolette e mascherine protettive in Juncal do Campo (una parrocchia portoghese del distretto di Castelo Branco).

Ma non solo, con il tempo infatti si sono moltiplicate le zone cittadine dove hanno potuto dare libero sfogo alla loro creatività. 


Il workshop consiste in due fasi:

la prima è teorica e ruota attorno alla storia dell’arte urbana, approfondendo il contesto storico dei graffiti e le tecniche di realizzazione, come ad esempio lo stencil. 

La seconda, invece, è pratica e consiste nella realizzazione di stencil che poi vengono utilizzati dai partecipanti insieme alle varie tag per realizzare i graffiti sui muri. 

Lara Seixo Rodrigues, coordinatrice del progetto, ha dichiarato: “Lo scopo del workshop è quello di insegnare alle signore una nuova attività, abbastanza inusuale per loro età,e poter dar loro autostima e gioia”. 

E, a giudicare dal risultato, le signore sono proprio contente.

Leggi anche : Non ho l’età…

https://www.nonsprecare.it/lata-65-graffiti-lisbona-portogallo?fbclid=IwAR1ZsQqH-Sgsd2c-EVxYoPlKhLoVSaeCZBOKPFb8HJgFZs7G1LwPliOEN5M&refresh_cens

Dai pascoli sardi alle gallerie d’arte, la storia della novantunenne Bonaria Manca (foto)

https://www.nonsprecare.it/progetti-con-bambini-case-di-riposo-anziani?fbclid=IwAR2fUx5olS-lHriDd7AVa2NF6YqWqCFmmKUIbD_Ti_DdR68SsL361MxwfAw

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