armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · futuro · natura · Pace · pensare positivo · scuola · stare bene · Testimonianze · umanità

* La buona notizia del venerdì: un’intera classe trova lavoro a 2 mesi dal diploma

 

itis-omar-novara-2

 

Non si trova in California o in Giappone, ma in Italia, precisamente a Novara, la scuola che trova lavoro al 95% dei suoi diplomati.

Stiamo parlando dell’Istituto Omar, il cui Preside, Francesco Ticozzi, ha ritirato qualche giorno fa a Ravenna il “Guidarello ad honorem”, per essere riuscito a fare dell’Omar la scuola italiana col record di avviamenti al lavoro dei propri studenti. “Spesso ho più offerte di lavoro che candidati” racconta a Libreriamo Francesco Ticozzi. “Il problema è che alcuni percorsi scolastici non aiutano i ragazzi a inserirsi nel mondo del lavoro”.

Il segreto è avere docenti motivati, capaci di far appassionare i ragazzi, e saper dialogare con le aziende del territorio, adattando il percorso formativo degli studenti alle esigenze dei loro futuri datori di lavoro” spiega Ticozzi. “Fondamentale è lavorare sul comportamento e responsabilizzare i ragazzi: devono sapere che vivono in una comunità che ha certe regole che vanno rispettate. Certo, è un lavoro faticoso, però i frutti poi arrivano”.

Puntare al lavoro, senza scordarsi dell’importanza della cultura. “Anche se siamo una scuola tecnica – racconta il Preside – cerchiamo di non fare mancare ai ragazzi niente, come incontri con gli scrittori e uscite a teatro, anche solo per fargli capire cosa c’è nella vita. Sa, i miei studenti non provengono da famiglie facoltose”.

maxresdefault

Un punto qualificante del percorso formativo dell’Omar è l’esperienza in laboratorio: «La riforma – precisa Ticozzi – aveva trasformato la nostra scuola in una sorta di liceo tecnologico, con molta teoria e pochissima pratica. Allora nelle classi quarte e quinte abbiamo introdotto delle ore che si svolgono in laboratorio, in cui i ragazzi devono utilizzare le macchine, ad esempio il tornio. All’esame di maturità poi, abbiamo eliminato le tesine puramente teoriche e descrittive e le abbiamo sostituire con dei progetti che gli studenti devono elaborare e poi realizzare. C’è chi ha disegnato e montato una fresa, chi si è costruito un particolare tipo di zippo, l’accendino». 

Accanto alla parte pratica quella legata al momento clou dell’ingresso nel mondo del lavoro, il colloquio: «Abbiamo insegnato a redigere il curriculum, la domanda per l’assunzione, ma anche a sostenere il colloquio davanti a chi ti valuta per il posto di lavoro. Puoi essere anche molto valido, ma se sbagli quel colloquio ti giochi molte possibilità – prosegue il preside -. Evidentemente tutti questi elementi hanno giocato a favore dei ragazzi. Resta però fondamentale la preparazione seria offerta dalla scuola, le aziende controllano subito questo aspetto».

«Ci sono aziende che in questi giorni telefonano per chiederci i nominativi dei migliori studenti che hanno conseguito il diploma di meccanici – dice il dirigente dell’istituto, Francesco Ticozzi – e io rispondo che da settimane ho esaurito la lista. Hanno tutti trovato un posto, non solo ma hanno addirittura potuto scegliere fra più offerte, che di questi tempi è quasi incredibile. Anche a Cameri, per i nuovi aerei, avevano necessità di meccanici, gli abbiamo segnalato quattro nostri diplomati in elettronica e anche loro sono stati assunti».  

4wemz7dt3560-ke0c-u10601099870341jzh-700x394lastampa-it_

Ciò che siamo riusciti a realizzare l’abbiamo fatto con macchine vecchie anche di sessant’anni. Pensi cosa potremmo fare con macchine più all’avanguardia” racconta Ticozzi, che è Preside dell’Omar da sette anni.

Lo Stato non vi sostiene molto vero? Gli abbiamo chiesto. “Lo Stato pensa che investire nella scuola sia una spesa, non ci vede guadagno, eppure ci sarebbe un guadagno enorme. Pensiamo a quanti ragazzi provengono da famiglie difficili e problematiche. Ecco, da questo punto di vista la scuola può fare tantissimo. Ha un importante ruolo sociale”.

Il lavoro di Francesco Ticozzi è encomiabile e questo lungo percorso è partito da una semplice quanto fondamentale consapevolezza: “Il dramma dei giovani è il futuro. Per questo abbiamo cercato di aiutarli il più possibile a realizzare i loro sogni”.

sbw3jv1r3848-u106010718845370ld-u10601081809728j6g-318x365lastampa-novara-ksyd-u10601081809728j6g-700x394lastampa-it

 

fonti:

I segreti della scuola italiana che trova lavoro al 95% dei suoi diplomati

http://www.lastampa.it/2015/09/02/edizioni/novara/a-ruba-i-periti-dellomar-tutti-assunti-i-neo-diplomati-wbZGAuTPw4KIcbU7ZyiwYL/pagina.html

ambiente · amore.autostima · armonia · buone notizie · casa · Energia · Fantasia · futuro · natura · pensare positivo · stare bene · Testimonianze

* La buona notizia del venerdì: Pedali e lavi

bike-washing-machine-1

Impatto zero, forma perfetta e panni puliti: con la cyclette lavatrice si fa il bucato bruciando calorie.

 

Mente della cyclette lavatrice è stato lo studente cinese Li Huan che ha studiato l’ innovativo elettrodomestico come un rivoluzionario modo per risparmiare energia, tenersi in forma e lavare il bucato.

Grazie ad un cestello presente nella ruota della cyclette si può caricare il bucato e salire in sella per pedalare. L’energia della pedalata permetterà alla lavatrice di fare il proprio dovere.

 

La pedalata permette di immagazzinare energia che può esser utilizzata anche in un secondo momento grazie alla batteria presente nella cyclette e a un display con un indicatore di carica.

Basta aggiungere acqua e sapone e pedalare. Il resto lo farà lei

 

Nella BWM (Bike Washing Machine) i panni sporchi vanno inseriti “nella ruota posteriore” per poi allenarsi con la cyclette per almeno 20 minuti, in questo modo sfruttando solamente l’energia del proprio corpo si farà girare il cestello e la lavatrice pulirà i vestiti proprio come farebbe una macchina tradizionale.

In alternativa, se si vuole pedalare per meno tempo e più spesso si può scegliere di immagazzinare l’energia nella batteria alloggiata nella ruota posteriore per avviare il lavaggio in un secondo momento.

Un display indica il livello di carica delle batterie per capire quando è possibile procedere con il lavaggio green dei capi di abbigliamento.

biwash

 

Con la lavatrice a pedali BWM si può risparmiare spazio – combinando due elettrodomestici in un solo apparecchio – energia – abbattendo i consumi – e soldi – abbassando l’importo della bolletta.

La lavatrice mediamente consuma il 13% dell’energia totale mensile, quindi la totale eliminazione di questa quota di chilowattora permette un considerevole impatto sulla bolletta.

Un altro aspetto da valutare è che con l’acquisto di un simile elettrodomestico di ecodesign  ci si sentirà motivati a fare attività fisica regolarmente, spinti dalla necessità di lavare i panni, con un conseguente beneficio per l’organismo ed il fisico.

In questo modo si laveranno i vestiti con la coscienza che si sta facendo qualcosa di buono per l’ambiente e per se stessi, migliorando la propria impronta di carbonio e bruciando calorie per affrontare a testa alta la prova costume.

 

La lavatrice sostenibile è ancora in fase di prototipazione e per adesso è stata presentata solamente sulla piattaforma Yanko Design, però dal team dei giovani designer cinesi della Dalian Nationalities University ci si aspettano grandi cose.

Dopotutto basta avere voglia di pedalare e il gioco è fatto

fonti:

http://www.rinnovabili.it/ecodesign/lavatrice-sostenibile-forma-876/

design greendesign sostenibileecodesignelettrodomesticienergia greenenergia pulitalavatrice sostenibile

http://www.designbuzz.it/2015/01/15/biwa-lavatrice-in-bicicletta/

http://www.curioctopus.it/read/7331/un-imprenditrice-produce-biciclette-di-bambu-e-cambia-la-vita-di-un-intero-villaggio

La compostiera elettrica che trasforma gli scarti alimentari in fertilizzante in 24 ore (VIDEO)

ambiente · architettura · armonia · arte · buone notizie · Comunicazione · cultura · eventi · futuro · Pace · pensare positivo · stare bene · Testimonianze

La buona notizia del venerdì: Stelle di Italia

bb7dd78fa1c5563f555047c128e8d05b

Vista dall’alto ha la forma di una stella a nove punte e la sua pianta è geometricamente perfetta.

Queste caratteristiche rendono Palmanova, città del Friuli Venezia Giulia, unica nel suo genere.

Non a caso, proprio nei giorni scorsi, i cittadini e le istituzioni hanno festeggiato la candidatura della città stellata a Patrimonio Unesco.

Circondata da mura e fossati, Palmanova ha sei strade che convergono verso la piazza esagonale, Piazza Grande dove, ogni primo weekend di settembre, vi è una suggestiva rievocazione storica: più di duecento persone in costume seicentesco ricordano l’inizio della guerra degli Uscocchi o guerra del Friuli contro gli Austriaci, l’ultima tra Austria e Venezia.

Il centro storico è raggiungibile attraverso tre porte: 

Porta Aquileia o Marittima fu la prima adessere costruita nel 1598; la facciata esterna ha due volute che abbracciano la garitta di guardia., mentre sotto il cornicione vi è un fregio di stemmi nobiliari; 

porta-aquileia

Porta Cividale è, invece, rivestita in bugnato rustico con pietra bianca e grigia e infine, 

slide6

Porta Udine costruita nel 1605 che conserva ancora le due grandi ruote che servivano per il sollevamento del ponte levatoio. Sulla facciata esterna il leone marciano era appoggiato sul basamento tra i due piccoli obelischi.

porta-udine

Palmanova viene definita come il capolavoro dell’architettura militare veneziana, una città fortezza progettata e costruita nel 1593 per difendere i confini regionali dalle minacce straniere, soprattutto dei Turchi.

Tra le sue costruzioni più importanti vi sono il Duomo che custodisce opere di notevole interesse e il Civico Museo storico che conserva armi, cimeli e documenti che illustrano la storia della città dalla nascita alla Seconda Guerra Mondiale.

slide4

Un po’ di storia

Nel 1521 la Repubblica di Venezia stipulò con l’Austria il Trattato di Worms, ponendo fine ad una lunga e logorante guerra che era costata alla Serenissima la fortezza di Gradisca (1511).

Il Trattato di Worms stabilì dei confini piuttosto anomali,e in questo clima di incertezza e di preoccupazione per l’integrità territoriale veneziana, il Senato della Repubblica decise la costruzione di una fortezza in un punto vicinissimo al confine con gli Asburgo

Alla realizzazione del progetto prese parte una squadra di ingegneri, trattatisti, esperti architetti militari facenti capo all’Ufficio Fortificazioni di Venezia, tra i quali il soprintendente generale Giulio Savorgnan, principale progettista della fortezza. Il 7 ottobre 1593 venne posata la prima pietra per la costruzione della nuova fortezza e Marc’Antonio Barbaro fu nominato primo Provveditore Generale di Palma.

Antica pianta di Palmanova, probabilmente risalente al 1600.

Durante il periodo veneto la fortezza fu dotata di due cerchie di fortificazioni con cortinebaluardifalsebraghefossato e rivellini a protezione delle tre porte d’ingresso alla città. Palmanova fu concepita soprattutto come macchina da guerra: il numero dei bastioni e la lunghezza dei lati furono stabiliti in base alla gittata dei cannoni del tempo.
Durante il dominio austriaco (
18151866) fu costruito il Teatro Sociale, destinato a diventare fucina di valori risorgimentali: nel 1848 i cittadini della fortezza, con in testa il generale Zucchi, si sollevarono contro gli austriaci, assumendo il controllo della città e subendo un lungo assedio.
Nel 
1866 Palmanova venne annessa al Regno d’Italia.

Durante la Prima guerra mondiale la fortezza fu centro di smistamento e rifornimento per le truppe sull’Isonzo, nonché sede di ospedale da campo.

Alla fine della Seconda guerra mondiale l’Arciprete Giuseppe Merlino fece recedere i tedeschi in ritirata dalla decisione di far brillare i depositi di munizioni ed esplosivi, operazione che avrebbe probabilmente causato la distruzione di gran parte della città.

Con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1960 Palmanova fu proclamata “Monumento Nazionale”.

centro

Fonti:

Wikipedia

https://www.greenme.it/viaggiare/europa/italia/19046-palmanova-citta-stella

 

ambiente · animali · bambini · buone notizie · Comunicazione · evoluzione · felicità · futuro · gatti · natura · Pace · pensare positivo · stare bene · Testimonianze

* La buona notizia del venerdì: Veterinario gratis presto in tutta Italia ?

 

shutterstock_97664525_veterinari

Veterinario gratis presto in tutta Italia?

Forse non tutti sanno che a Roma è già attivo un servizio che eroga prestazioni veterinarie gratuite per cani e gatti di proprietari e famiglie a basso reddito, titolari di pensione sociale, cittadini non vedenti e associazioni non-profit.

Questo servizio, attivo fino ad esaurimento fondi, mira a prevenire il randagismo. Ma c’è di più. E’ infatti nata una proposta di legge per estendere le cure gratuite per glianimali domestici in tutta Italia e per istituire l’anagrafe canina e felina nazionale.

In questo modo le famiglie a basso reddito avranno la possibilità diaccedere gratuitamente alle cure veterinarie per i loro animali domestici evitando che a causa della crisi e delle cattive condizioni economiche cani e gatti vengano trascurati e abbandonati, andando a incrementare il randagismo.

La proposta di legge è stata depositata alla Camera e chiede nello specifico che il servizio sanitario veterinario convenzionato sia gratuito per le persone appartenenti alle fasce di popolazione meno abbienti.

La proposta di legge al momento pare sia stata ben accolta ma resta da comprendere se riuscirà ad entrare in vigore.

veterinario

Nel frattempo Roma sta già offrendo la possibilità di ricevere cure gratuite per gli animali domestici con le seguenti modalità.

Sulla pagina Facebook e sul sito web di Roma Capitale leggiamo che:

Avete un cane o un gatto che necessitano di cure mediche e il vostro reddito ISEE non supera i 15mila euro? Roma Capitale vi aiuta con prestazioni veterinarie gratuite. Dopo aver presentato la domanda e la documentazione al dipartimento tutela ambientale, riceverete l’indirizzo del veterinario al quale rivolgervi”.

Il servizio è riservato ai residenti nella città di Roma, che si trovano in almeno una delle seguenti condizioni, comprovate da apposita documentazione allegata:

Appartenenti a famiglie con reddito certificato con modulo fiscale ISEE non superiore a 15.000 Euro;
• titolari di pensione sociale;
• cittadini non vedenti con cane conduttore;
• associazioni “no-profit” impegnate in progetti di “per care” certificati presso ospedali, centri recupero, case famiglia protette.

Le prestazioni erogabili sono:

Sterilizzazione cane maschio
• Sterilizzazione gatto maschio
• Sterilizzazione cane femmina
• Sterilizzazione gatto femmina
• Asportazione tumori mammari
• Asportazione tumore testicolare
• Ricovero per gli interventi previsti
• Vaccinazione epta-valente del cane
• Vaccinazione trivalente del gatto
• Sverminazione dei cuccioli
• Analisi di laboratorio con 8 parametri previsti.
• Prestazioni in urgenza, di “piccola chirurgia” quali ad esempio estrazione di un corpo estraneo da occhio, naso, orecchio.
• Eutanasia pietosa, compreso l’incenerimento.

cat violation is treated by vet

La richiesta va presentata al Dipartimento tutela ambientale, Servizio Benessere degli Animali – Circonvallazione Ostiense n. 191 00154 Roma oppure inviata per posta o via fax al numero 06.671071523. 


Per tutte le informazioni: http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page

 

Leggi anche: DICHIARAZIONE 730 PRECOMPILATA 2017: ENTRANO ANCHE LE SPESE VETERINARIE

Leggi anche: COME RIDURRE LE SPESE VETERINARIE PER GLI ANIMALI DOMESTICI: TUTTE LE PETIZIONI

ambiente · amore.autostima · anima e corpo · armonia · bambini · buone notizie · Comunicazione · cultura · Energia · evoluzione · felicità · futuro · natura · Pace · pensare positivo · punti di vista · scuola · stare bene · Testimonianze · umanità

*La buona notizia del venerdì: La casa di riposo è anche un asilo

scuola_nambini_anziani_5


 

Una situazione davvero particolare è quella che si presenta a chi entra a Seattle nella casa di riposo Providence Mount St. Vincent.

Una volta all’interno della struttura, infatti, ci si trova davanti a qualcosa di molto insolito: ospiti anziani e bambini che interagiscono insieme.

Spesso la nostra società si dimentica che i nonni, e più in generale le persone anziane, sono una risorsa preziosa, un’ottima occasione di arricchire la nostra esperienza di vita con l’aiuto di chi ne ha decisamente di più.

Non è però questo il caso della speciale casa di cura americana dove gli anziani trascorrono del tempo insieme ai bambini che proprio lì frequentano l’asilo.

I benefici sono tanti e per tutti: i residenti anziani, interagendo con i bambini, sono stimolati e si sentono ancora utili. I bambini invece hanno l’opportunità di imparare tanto da questi nonni, molti dei quali hanno circa 90 anni e costante bisogno di assistenza.

Cinque giorni a settimana, dunque, i residenti e il personale della casa di cura condividono la grande struttura con 125 bambini di età compresa da pochi mesi a cinque anni. Il programma è stato progettato per controbilanciare la solitudine e la noia che spesso caratterizza la vita in una struttura di cura.

Abbiamo voluto creare una vivace comunità per assicurarci che questo fosse un luogo dove la gente veniva a vivere, non a morire” spiega Charlene Boyd, un amministratore del centro. E cosa c’è di meglio dei bambini per ravvivare un po’ la situazione? 

Numerosi studi hanno collegato l’interazione sociale con l’effetto benefico di diminuire il senso di solitudine ma anche di ritardare il declino mentale, migliorare la pressione sanguigna e ridurre il rischio di malattia e morte negli anziani. Si è visto anche che socializzare in maniera intergenerazionale aumenta il numero dei sorrisi giornalieri e la conversazione tra gli anziani. 

Naturalmente anche i giovanissimi ospiti della struttura godono di numerosi vantaggi: i bambini che entrano precocemente in contatto con gli anziani vedono migliorare il proprio sviluppo sociale e personale, inoltre hanno meno probabilità di vedere queste persone come inutili o addirittura come un peso per la società e imparano a sentirsi a loro agio anche con i disabili (dato che molti anziani della struttura sono sulla sedia a rotelle o soffrono di altre problematiche invalidanti).

anziani-e-bambii-preschool-retirement-home-documentary-present-perfect-evan-briggs-24

Ma come funziona esattamente la casa di cura – asilo? 

Come interagiscono anziani e bambini? 

Ogni giorno (tranne quelli in cui l’asilo rimane chiuso) gli insegnanti prendono i loro gruppi e li portano ai piani residenziali per visitare gli anziani. 

Le attività durano 20 minuti per i bambini più piccoli o 60 minuti per quelli più grandi. Anziani e bambini partecipano ad attività strutturate insieme secondo un programma ben preciso ma, dato che condividono lo stesso edificio, ci sono anche diverse opportunità per impegni extra che nascono del tutto spontaneamente ad esempio quando fuori non si può stare a causa del mal tempo e i bambini al posto del parco giochi devono accontentarsi di corridoi, hall e camere libere.

Capita poi che alcuni musicisti della zona vengano nella struttura per allietare gli ospiti e così bambini e anziani si trovano a cantare e ballare insieme.

L’iniziativa ha un grande successo, a tal punto che la struttura ha sempre una lista d’attesa molto lunga per potervi accedere. Questo non stupisce vista la tristezza a cui siamo abituati se pensiamo alle classiche case di cura per anziani ma, anche guardando dalla parte dei bambini, il successo è garantito dal fatto che non è affatto semplice trovare opportunità speciali come questa.

Da questa fantastica esperienza è nato anche un documentario “Passato prossimo”, opera di Evan Briggs, che uscirà nel 2017 e che si propone di esplorare cosa accade quando viene incoraggiata e facilitata la connessione umana tra diverse generazioni.

A livello burocratico purtroppo non è semplicissimo attivare possibilità di reciproco scambio come questa, anche se attualmente strutture intergenerazionali per anziani e bambini esistono non solo negli Stati Uniti ma anche in Giappone a Canada.

scuola_nambini_anziani_6

Sarebbe bello però che esperienze come queste fossero esportate anche un po’ in tutto il mondo, pensate quanta “ricchezza” in più e quanti problemi in meno se in ogni località bambini e anziani potessero “crescere” insieme!

Francesca Biagioli

https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/20052-casa-di-cura-asilo

https://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/17903-case-di-riposo-studenti

Home Farm: la casa di riposo è anche una fattoria urbana sostenibile

ambiente · anima e corpo · animali · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · futuro · natura · Pace · pensare positivo · scienza · stare bene · Testimonianze

* La buona notizia del venerdì: Leonardo Di Caprio e il Punto di non ritorno

Leonardo Di Caprio, nominato nel 2014 ambasciatore ONU contro i cambiamenti climatici, ha girato il mondo per mesi intervistando politici, scienziati e attivisti sul tema del riscaldamento globale e vedendo di persona i tragici effetti della devastazione ambientale perpetrata dalle grandi multinazionali.

Questo viaggio è raccontato in un film: Punto di non ritorno.

btfweb

 

È uscito , in chiaro e in forma gratuita su National Geographic e su diverse piattaforme, Punto di non ritorno (titolo originale Before the flood), il film documentario del Leonardo DiCaprio ambientalista, che sta onorando il suo ruolo di ambasciatore ONU contro i cambiamenti climatici, adoperandosi per diffondere consapevolezza su questa tematica in tutto il mondo

Evento centrale del film – diretto dal regista Fisher Stevens – è la Conferenza sul Clima di Parigi, una tappa cruciale sulla strada per l’adozione di misure concrete per il contenimento dei gas serra.

before-the-flood

Molte delle interviste che l’attore conduce in giro per il mondo, coinvolgono personalità politiche di spicco che saranno poi protagoniste di COP21 – da Obama a John Kerry, ai capi di stato minori come Anote Tong, Presidente di Kiribati –, ma anche tanti altri protagonisti della lotta ai cambiamenti climatici, come l’attivista indiana Sunita Narain, il fondatore di Tesla Motors Elon Musk Papa Bergoglio, autore dell’enciclica ecologista Laudato Si.

INDONESIA- Leonardo with Orangutans in the Leuser Ecosystem. For two years, Leonardo DiCaprio has criss-crossed the planet in his role as UN messenger of Peace on Climate Change. This film, executive produced by Brett Ratner and Martin Scorsese, follows that journey to find both the crisis points and the solutions to this existential threat to human species. © 2016 RatPac Documentary Films, LLC and Greenhour Corporation, Inc. All rights reserved.
INDONESIA- Leonardo with Orangutans in the Leuser Ecosystem.

DiCaprio gira il mondo per diversi mesi: visita la Cina, dove la popolazione comincia ad acquisire consapevolezza sul tema dell’inquinamento e a esercitare pressione sulla politica; si reca in India, toccando con mano le conseguenze dei cambiamenti climatici sul settore agricolo; va in Groenlandia, il cui ecosistema è gravemente minacciato dallo scioglimento dei ghiacci; visita le foreste indonesiane e i campi di sabbie bituminose canadesi, teatro della tragica devastazione ambientale perpetrata dalle multinazionali.

 

THE BAHAMAS- Leonardo diving with Jeremy Jackson discussing the oceans. For two years, Leonardo DiCaprio has criss-crossed the planet in his role as UN messenger of Peace on Climate Change. This film, executive produced by Brett Ratner and Martin Scorsese, follows that journey to find both the crisis points and the solutions to this existential threat to human species. © 2016 RatPac Documentary Films, LLC and Greenhour Corporation, Inc. All rights reserved.
THE BAHAMAS- Leonardo diving with Jeremy Jackson discussing the oceans.

Un’ora e mezza di forti emozioni. 

Nozioni scientifiche sul riscaldamento globale, denunce contro le lobbies che cercano di nascondere il problema, dati allarmanti sul trend di crescita delle temperature negli ultimi anni – il 2015 ha fatto segnare un tragico record su questo fronte.

Si tratta di informazioni che da anni circolano negli ambienti più sensibili e consapevoli e che, fortunatamente, stanno raggiungendo fette sempre più grandi di cittadinanza.

Il vero valore aggiunto di Punto di non ritorno risiede quindi non tanto nelle informazioni che fornisce, quanto piuttosto nella modalità dirompente con cui esse vengono trasmesse. Questa volta la fama, i soldi e le raffinate tecniche di comunicazione hollywoodiane sono al servizio dell’ambiente e il risultato è un messaggio di grandissimo impatto.

leonardodicaprio-accordo-parigi

Uno degli uomini più conosciuti e amati del pianeta ci comunica che la situazione è gravissima, che molti mezzi d’informazione ci nascondono la verità e che è giunta l’ora in cui ciascuno di noi deve passare all’azione. Lo fa con un film che viene trasmesso in tutto il mondo su una delle reti televisive più seguite. 

A questo punto, non ci sono proprio più scuse per continuare a far finta che vada tutto bene!

http://www.italiachecambia.org/2016/10/dicaprio-ambientalista-film-cambiamenti-climatici/

 

 

Punto di non ritorno Before the flood :  https://youtu.be/zypPDeH_fQ4

ambiente · amore.autostima · armonia · arte · buone notizie · donne · Fantasia · futuro · natura · Pace · pensare positivo · stare bene · Testimonianze · umanità

* La buona notizia del venerdì: Lampadari in PET ? ….si può!




abyssinia1

Si chiamano PET Lamp. 

Originali lampade fatte a mano usando la plastica riciclata ricavata dalle vecchie bottiglie e applicando tecniche artigianali indigene provenienti da tutto il mondo.

E di recente hanno fatto capolino addirittura alla Milano Design Week.

Un’idea che nasce nel 2011, quando nasce il progetto PET Lamp, ideato dapprima in Spagna e poi esportato in Colombia.

Subito dopo è stato allargato al Cile e nel 2014 è sbarcato in Africa, con l’obiettivo di dimostrarne il potenziale.

abyssinia_cover

L’ultima collezione, Abissinia, è stata realizzata in collaborazione con gli artigiani locali di Addis Abeba, in Etiopia.

Ma non solo. A prendere parte all’iniziativa sono state alcune mamme molto speciali. La loro unica “colpa”? Avere messo al mondo due gemelli.

In Etiopia, i gemelli sono stigmatizzati in quanto vengono considerati “non benedetti da Dio”.

Dopo aver scoperto le botteghe di PET Lamp in Colombia e CileEmily Cosentino, una nordamericana che da tempo vive ad Addis Abeba, ha contattato l’azienda spagnola lo scorso maggio invitandola a sviluppare un progetto con la gente del posto.

abyssinia11

Così è nata la collaborazione con il gruppo Mothers of Twins per aiutare le mamme a portare avanti la loro campagna di sensibilizzazione. Le lampade sono fatte a mano intrecciando il tessuto alle bottiglie di acqua di plastica riciclate.

abyssinia4

l progetto mira dunque ad aiutare le donne che hanno figli gemelli, fortemente stigmatizzate dalla cultura locale.

abyssinia5

E il risultato fa bene agli occhi oltre che al cuore.

Un mix di colori vivaci arricchito da una texture perfetta, in grado di dimostrare che anche la plastica può tornare a nuova vita, facendosi portavoce di un messaggio sociale.

Per il 2016 sono in programma nuove avventure in altri paesi” spiega la società. “PET Lamp ha già una vita propria e la nostra squadra sta facendo tutto il possibile per rispondere alle aspettative che questo progetto sta generando e per aiutarla ad arrivare il più lontano possibile”.

Cosa è il PET

pet_symbol_2

Il polietilene tereftalato o polietilentereftalato (denominazioni commerciali: Zellamid 1400, Arnite, Tecapet, Impet e Rynite, Ertalyte, Hostaphan, Melinex e Mylar films, e le fibre Dacron, Diolen, Tergal, Terital, Terylenee Trevira), fa parte della famiglia dei poliesteri, è una resina termoplastica adatta al contatto alimentare.

In funzione dei processi produttivi e della storia termica può esistere in forma amorfa (trasparente) o semi-cristallina (bianca e opaca).

Viene utilizzato anche per le sue proprietà elettriche, resistenza chimica, prestazioni alle alte temperature, autoestinguenza, rapidità di stampaggio.

Viene indicato anche con le sigle PET, PETE, PETP o PET-P.

Come si ricicla

Una volta raccolte, le varie forme di PET vengono mandate ai centri di riciclaggio dove vengono fatte passare attraverso delle macine che convertono il materiale in forma di polvere. Questa polvere attraversa poi un processo di separazione e pulitura che rimuove tutte le particelle estranee come carta, metalli o altri materiali plastici.

Essendo stato ripulito, in accordo alle specificazioni del mercato, il PET recuperato viene venduto ai produttori che lo convertono in una varietà di prodotti come tappeti, cinturini e contenitori per usi non alimentari, con l’eccezione di contenitori per acque minerali e bevande analcoliche, con le modalità stabilite dal D.M n. 113/2010 che consente l’impiego di polietilentereftalato (PET) riciclato nella produzione di bottiglie per uso alimentare (con un contenuto massimo del 50 % sul totale) in deroga all’articolo 13 del D.M. 21 marzo 1973.

…………………………….

Nel 2016, una équipe di scienziati giapponesi ha isolato un batterio, Ideonella sakaiensis, in grado di digerire la plastica mediante l’azione chimica di due enzimi.[14]

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Polietilene_tereftalato

https://www.greenme.it/consumare/riciclo-e-riuso/16336-pet-lamp-mamme-gemelli-africa

Articoli correlati:

Liter of Light: le lampade solari dalle bottiglie di plastica saranno autoprodotte dalle comunita’ locali

Liter of light: lampadari solari dalle bottiglie di plastica fanno luce nelle Filippine

http://www.fanpage.it/boyan-slat-il-ragazzo-che-pulira-gli-oceani-dalla-plastica-via-all-impresa-ocean-cleanup/

http://www.hellogreen.it/10-idee-riciclo-creativo-delle-bottiglie-plastica/

ambiente · anima e corpo · animali · armonia · arte · buone notizie · Comunicazione · eventi · Fantasia · felicità · gatti · Pace · pensare positivo · Religione · stare bene · Testimonianze · umanità · usanze

* La buona notizia del venerdì: Una statua in memoria del gatto di Istambul

 

 

gatto_statua_2

 

Tombili, il gatto più famoso di Istanbul, ci ha lasciati di recente ma tutti lo ricorderanno grazie a una statua dedicata a lui che si trova proprio nel punto della città dove di solito  passava il tempo.

Amava starsene così, disteso e rilassato, Tombili, gatto di quartiere della città di Istanbul.

Appoggiato sul marciapiede, nutrito e coccolato dai passanti, era diventato una celebrità: le sue foto avevano fatto il giro del mondo.

Era difficile vederlo correre e saltare, preferiva passare le sue giornate disteso o seduto.

Così, quando è morto, gli abitanti hanno deciso di onorarlo. Al suo posto, ora, c’è una statua. bronzo che lo ritrae nella sua tipica posizione rilassata

Questo gatto è diventato famoso da quando qualcuno lo ha fotografato e ha condiviso un’immagine divertente sul Web che lo ritraeva in una delle sue tipiche pose di relax.

Proprio a questa foto si è ispirata la creazione della statua a lui dedicata.

Il gatto di Istanbul in breve tempo è diventato una vera e propria star sui social network e dunque quando purtroppo lo scorso agosto è scomparso qualcuno ha pensato che tutti dovessero ricordarlo nel mondo reale grazie a una statua.

La meravigliosa posa di relax del gatto è stata resa immortale da una statua di bronzo che è stata collocata proprio nel punto in cui Tombili era stato fotografato

nella sua posizione diventata poi celebre.

162337916-79c22bbb-52ad-44e5-85b7-e83097dbd701

 

Quanto sono belli e quanti sono! i gatti d’Istanbul.

Sono dappertutto, sono gli abitanti tranquilli della città… ovunque si trovano hanno sempre quella calma, quella pace e quel volersi bene tipico dei gatti. Con i peli di diversi colori, miele o grigio, pezzato, nero o bianco neve, si aggirano per le vie della città alla ricerca di cibo, e molto volentieri di una carezza.

Gli abitanti di Istanbul sono estremamente generosi con i gatti: li sfamano, li aiutano se malati, li coccolano e si fanno coccolare da loro, si occupano della loro igiene; i gatti di Istanbul sono pulitissimi.

dsc_2612_zps80b83c58

Vedere i gatti in ogni angolo della città sorprende molto i turisti, ma questa  è una situazione di assoluta normalità per gli abitanti di Istanbul.

Alla Basilica di Santa Sofia abita una colonia di almeno 20 gatti, proprio uno di questi gatti ha incuriosito Obama che lo ha visto passeggiare “tranquillamente” tra le navate.

4a6db493688ce47d860ff52eda878d88_xl-600x357

I gatti di Istanbul non sono di nessuno, sono di tutti, anzi sono padroni di sè stessi:) I turisti sono molto affettuosi con i gatti: si fermano a fotografarli, a fargli qualche grattino, che gli animali accettano volentieri.

La religione islamica tradizionalmente è molto legata ai gatti: Maometto, il grande profeta dell’Islam, aveva lui stesso una gatta di nome Muezza, che teneva sempre in grembo mentre predicava. Secondo una leggenda la gatta avrebbe aiutato Maometto a catturare un serpente che si era intrufolato nella manica della sua tunica, per questo il gatto é considerato un’animale quasi sacro.

gatti_moschea_1

Istanbul è la città d’Acqua con i canali sotterranei, gli  acquedotti, i passaggi d’acqua ignoti, il mare dappertutto, una città di porto, cosi grande e popolata, dove non ci sono gatti, ci sarebbero i topi! ma i gatti ci sono, e come!

Questi eleganti abitanti della metropoli sono molto amati dagli istanbulioti. Ovviamente quasi tutti gli istanbulioti quando vogliono avere un gatto in casa, adottano i gatti di strada che spesso vengono alla porta di propria iniziativa.

La nostra gatta è un “ospite di Dio” come si dice in Turchia, in turco “Tanri misafiri” per gli ospiti che arrivano a casa senza preavviso…, ecco lei è arrivata così, ha scelto noi come famiglia..


https://www.greenme.it/informarsi/animali/21604-gatto-famoso-instambul

Leggi anche: VENUS, IL GATTO CHIMERA CHE FA IMPAZZIRE IL WEB (VIDEO)

 

anima e corpo · armonia · arte · buone notizie · Canzoni · Comunicazione · cultura · eventi · felicità · pensare positivo · Poesia · Testimonianze

* Bob Dylan

bob-dylan-live-1975-the-bootleg-series-volume-5rolling-thunder-revue

blowing in the wind

How many roads must a man walk down
Before you can call him a man?
Yes, ‘n’ how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, ‘n’ how many times must the cannonballs fly
Before they’re forever banned?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it’s washed to the sea?
Yes, ‘n’ how many years can some people exist
Before they’re allowed to be free?
Yes, ‘n’ how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn’t see?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, ‘n’ how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, ‘n’ how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

 

Quante strade deve percorrere un uomo
prima che lo si possa chiamare uomo?
e quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
prima che possa riposare nella sabbia?
e quante volte i proiettili dovranno fischiare
prima di venir banditi per sempre?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
La risposta soffia nel vento

Quanti anni può esistere una montagna
prima di venire lavata dal mare?
e quanti anni devono vivere alcune persone
prima che possano essere finalmente libere?
e quante volte un uomo può voltare la testa
fingendo di non vedere?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
La risposta soffia nel vento

Quante volte un uomo deve guardare verso l’alto
prima che riesca a vedere il cielo?
e quante orecchie deve avere un uomo
prima di poter sentire la disperazione della gente?
e quante morti ci vorranno perchè egli sappia
che troppe persone sono morte?
La risposta, amico mio, soffia nel vento
La risposta soffia nel vento

 

Blowing in the Wind” è stata scritta nel 1962 e cantata per la prima volta il 16 Aprile dello stesso anno.

La strofa di mezzo venne aggiunta in un momento successivo. E’ probabile che la canzone sia stata ispirata da un passaggio del libro “Bound for Glory” di Woodie Guthrie, nella quale il cantante americano paragona la sua sensibilità politica ai giornali che svolazzano tra le vie di New York.

https://youtu.be/3l4nVByCL44

ambiente · anima e corpo · animali · armonia · buone notizie · cultura · donne · eventi · futuro · natura · Pace · pensare positivo · stagioni · stare bene · Testimonianze

* La buona notizia del venerdì: Lo stato che ha piantato 50 milioni di alberi in un solo giorno

alberi_india_1

Piantare alberi contro la deforestazione in India.

Ecco la decisione dello Stato dell’Uttar Pradesh per riportare il verde nel Paese. L’11 luglio le autorità hanno distribuito alla popolazione 50 milioni di alberelli da piantare in tutto lo Stato per aumentare la copertura boschiva e per superare il Guinness dei Primati per quanto riguarda il numero di alberi messi a dimora in 24 ore.

Secondo Akhilesh Yadav, primo ministro dell’Uttar Pradesh, questo tentativo si superare un record è utile per diffondere consapevolezza e entusiasmo per il rimboschimento e la protezione degli alberi.

Il mondo ormai dovrebbe sapere che sono necessari degli sforzi per contrastare i cambiamenti climatici e per ridurre le emissioni di Co2. L’Uttar Pradesh ha pensato di intervenire piantando nuovi alberi per contrastare la deforestazione e l’inquinamento.

L’India si è già impegnata ad ampliare la propria copertura arborea e ora tutti gli Stati del Paese dovrebbero seguire l’esempio dell’Uttar Pradesh per migliorare la situazione esistente. Ora resta da comprendere se lo Stato indiano abbia superato davvero il Guinness dei Primati precedente, che nel 2013 era stato ottenuto dal Pakistan.

alberi_india_4

Migliaia di persone hanno partecipato all’evento – che ha coinvolto almeno 800 mila abitanti del Paese – e hanno contribuito a piantare nuovi alberi. Durante laConferenza sul clima di Parigi dello scorso dicembre l’India aveva promesso di piantare nuovi alberi per contrastare i cambiamenti climatici e ora il Governo ha investito più di 6 miliardi per mantenere l’impegno preso.

Il Governo indiano sta incoraggiando tutti i 29 Stati del Paese ad avviare il rimboschimento. Speriamo che l’esempio dell’Uttar Pradesh apra la strada a molte altre iniziative simili per proteggere il Pianeta.

alberi-1440x580

 

Gli alberi sono i guardiani del Pianeta.

Sono una fonte di ossigeno, di cibo, di riparo e di vita. Ci basta osservare un albero da lontano per capire quanto possa essere importante la sua presenza sulla Terra.

In un mondo in cui la deforestazione prosegue in continuazione in modo illegale senza tenere conto del valore degli alberi e delle foreste, possiamo provare a riflettere su ciò che gli alberi possono insegnarci per vivere meglio.

Possiamo accostare agli alberi numerose qualità e provare ad acquisirle nella nostra vita. Gli alberi sono molto forti ma nello stesso tempo anche estremamente delicati. Impariamo le lezioni di vita che possono insegnarci ma nello stesso tempo ricordiamoci di rispettarli.

1) Resilienza

Nel mondo esiste un albero che più di ogni altro ci insegna cosa sia la resilienza, cioè la capacità di superare una difficoltà o un cambiamento in modo positivo, cogliendo ciò che esiste di buono anche in una situazione traumatica. Si tratta dell’Albero della Vita di Kalaloch, che continua a resistere e a vivere anche se ormai le sue radici faticano ad ancorarsi al terreno. Un albero straordinario come questo ci insegna che possiamo continuare a crescere anche quando veniamo lasciati soli e con risorse limitate.

2) Gratitudine

Gli alberi donano alla Terra e alle sue creature la possibilità della vita senza chiedere nulla in cambio. La loro presenza come guardiani del Pianeta viene spesso data per scontata. Forse gli alberi, se potessero parlarci e ascoltarci, vorrebbero che li ringraziassimo. Impariamo a ringraziare ogni giorno gli altri e la Natura per ciò che ci donano e per i traguardi che ci permettono di raggiungere.

3) Consapevolezza

Uno degli insegnamenti più importanti che possiamo trarre dagli alberi che ci circondano è la consapevolezza del momento presente. E allora quando stiamo camminando in un parco proviamo a trovare il tempo di avvicinarci ad un albero per cogliere il momento presente e concentriamoci solo sulla gioia che proviamo in quell’attimo.

4) Guarigione

Gli alberi, secondo la tradizione, hanno il potere di farci sentire meglio. La silvoterapia suggerisce di abbracciare un albero o semplicemente di passeggiare tra gli alberi per mantenerci in salute. Quando vediamo un albero ricordiamo quale grande risorsa possa rappresentare per noi e non dimentichiamo l’importanza di prenderci cura della nostra salute grazie ad un ritrovato contatto con la natura.

5) Pazienza

Le radici degli alberi, anche quando crescono ad un ritmo molto lento anno dopo anno, possono riuscire ad oltrepassare i terreni più ostili per andare alla ricerca del nutrimento necessario per la vita di rami e foglie. Ecco allora che gli alberi ci insegnano l’importanza della pazienza e di saper attendere il raggiungimento di un traguardo, senza rinunciare alla prima difficoltà.

6) Umiltà

Ogni albero nasce a partire da un seme, un piccolo seme che contiene un immenso potere. Possiamo incontrare alberi secolari e imponenti, ma ognuno di loro fino a prova contraria è nato proprio nello stesso modo e ha impiegato anni per diventare ciò che ora è. Anche quando raggiungiamo risultati importanti nella vita, impariamo ad essere umili.

7) Coraggio

Non dimentichiamo che gli alberi ci insegnano il coraggio e l’importanza della lotta per affrontare la vita. Gli alberi ogni giorno sono esposti a numerose avversità, senza la possibilità di spostarsi dal luogo in cui si trovano. Subiscono gli effetti della pioggia, del sole e del vento e portano avanti la loro capacità di affrontare le avversità della natura per anni, persino per secoli, senza darsi mai per vinti.

8) Saggezza

Alcuni antichi alberi per tradizione sono considerati un vero e proprio simbolo di saggezza. Pensiamo, ad esempio, alle querce, e ad altri grandi alberi che affondano le loro radici in profondità nel terreno. Chiediamoci allora se possiamo già considerarci delle persone sagge o se la vita si sta preparando a porci di fronte a nuove sfide per incrementare il nostro valore.

9) Accoglienza

Gli alberi sono sempre pronti ad accoglierci e a proteggerci con la loro ombra. Possiamo sederci in qualsiasi momento sotto un albero, vicino al tronco, per godere della sua energia e della sua capacità di offrirci un riparo sotto la chioma. Possiamo imparare dagli alberi ad offrire riparo a chi ne ha bisogno e ad accogliere al meglio le persone che ci circondano.

10) Generosità

Gli alberi ci donano principalmente ossigeno, ombra e frescura, ma non dobbiamo dimenticare che sono anche una fonte fondamentale di cibo con i loro frutti. Il contributo degli alberi per la nostra alimentazione non va sottovalutato, così come la loro importanza per la salvaguardia del Pianeta. I frutti degli alberi sono un dono completamente gratuito, un grande esempio di generosità.

51-alberi-monumentali-su-florablog

Fonte:

http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/20866-piantare-alberi-india

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/18344-lezioni-vita-alberi

Leggi anche: PIANTARE ALBERI E’ IL MIGLIOR MODO PER RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2, LA CONFERMA DI OXFORD