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* Willie si è pronunciata: presto la primavera! Ma Phil e Sam non sono d’accordo

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Wiarton, Ontario.

Willie ha detto che ci sarà una primavera precoce.

Willie è la famosa marmotta dell‘Ontario, una delle dieci province del Canada.

Willie non ha visto la sua ombra lunedì mattina svegliandosi da suo letargo e ciò è un segno chiaro da interpretare.

Secondo la tradizione questo vuol dire che l ‘inverno finirà presto, prima del previsto.

Presto il ghiaccio e la neve spariranno”dichiara il portavoce della città Mac Gregor Tannahill sovrastando la folla che come ogni anno resta in attesa dl verdetto nonostante la temperatura che sfiora i -30°

Ma non tutte le previsioni concordano nel verdetto.

La marmotta Shubenacadle Sam della Nuova Scozia ed anche Punxsutawney Phil in Pennsylvania hanno invece visto la loro ombra: il che significa senza dubbi che ci saranno ancora almeno sei settimane di inverno.

Le previsioni sono avvenute mentre imperversava nel sudest dell’Ontario una furiosa tempesta di neve,con la conseguente chiusura di molte scuole di Toronto e la cancellazione di parecchi voli internazionali. E così pure in Canada.

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E’ il sesto anno consecutivo che Willie viene interpellata nella speranza di una primavera precoce.

L’anno scorso Willie è stata l’unica a prevedere il lungo inverno che ha paralizzato tutta la regione.

La tradizione del giorno della marmotta ha avuto inizio ben 59 anni fa ed ogni anno viene celebrata con grandi festeggiamenti, banchetti concerti, come un vero e proprio festival.

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Per saperne di più leggi:

Il giorno della marmotta

Anche l’orso vuole dire la sua:

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* La buona notizia del venerdì: l’ombrello magico Ginkgo

L’ombrello riciclabile che si piega ma non si spezza 

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Ginkgo è l’ombrello che si piega, ma non si spezza.

E’ realizzato totalmente in plastica e in materiali riciclabili ed è stato ideato da tre ragazzi italiani.

La sua prima linea è andata letteralmente a ruba.

Quante volte ci siamo ritrovati sotto la pioggia battente perché le forti raffiche di vento avevano distrutto il nostro ombrello? Vedendo la fidanzata in difficoltà con il solito ombrello rotto, Federico Venturini ha avuto un’idea geniale: realizzare un ombrello di plastica.

Nel 2006, insieme ai suoi soci Gianluca Savalli e Marco Righi, ha deciso di dare vita ad una start up per mettere in commercio la sua creazione, un ombrello chiamato “Ginkgo”.

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Non è più fatto in metallo e tessuto, ma è realizzato totalmente in propilene, una plastica leggera e riciclabile al 100%.

Ginkgo è l’ideale per camminare per strada durante quelle tipiche giornate invernali di vento e temporali, si piega, ma non si spezza e non vi lascerà mai senza riparo sotto la pioggia. Venturini ha dichiarato di voler rivoluzionare il mondo degli ombrelli attraverso il suo prodotto ecosostenibile, che, una volta rotto, si può gettare nella spazzatura per essere riciclato.

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Per produrre Ginkgo, la start up si è servita di Indiegogo, piattaforma di crowdfunding, ed  è riuscita ad ottenere 137mila euro in pochissimo tempo.

E’ disponibile in venti diversi modelli, personalizzabili in dodici colori diversi, con un prezzo che va dai 15 dollari per la versione base, fino a 25 dollari per quelli più particolari ed originali. I settemila pezzi della prima linea sono andati letteralmente a ruba, tanto che i titolari della start up stanno già pensando a come sorprendere i clienti con la prossima produzione.

La novità è che il prodotto non verrà venduto più solo su Internet, ma arriverà nei negozi.

Federico Venturini dichiara: “Stiamo cercando di far leva sugli imprenditori italiani: ormai è quasi più conveniente produrre qui che in Cina, e noi vorremmo un prodotto bello, sostenibile e pure made in Italy”. Intanto, sono molte le aziende che vogliono avviare una partnership con i tre ideatori di Ginkgo, tra le più famose c’è anche la Fiat.

E l’ambiente ringrazia!


http://donna.fanpage.it/l-ombrello-riciclabile-che-si-piega-ma-non-si-spezza-foto/

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* La buona notizia del venerdì: Bollette e mutuo addio!

Bollette e mutuo addio! La micro-casa off-grid costruita in 4 mesi con 33mila dollari

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Non fatevi ingannare dalla facciata esterna. All’interno di questo ex-rimorchio c’è una casa in miniatura incredibilmente spaziosa e lussuosa.

Questa tiny house off grid è stata costruita e arredata da Andrew e Gabriella Morrison in soli 4 mesi per appena 33 mila dollari.

Questo soprattutto perché è stato possibile bypassare molte delle norme edilizie e dei regolamenti che solitamente riguardano la costruzione delle case. Anche se le misure sono micro, gli alti soffitti inclinati e le pareti bianche danno l’illusione che al suo interno ci sia molto spazio.

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La coppia ha anche posto la cucina completamente attrezzata e il bagno alle estremità opposte per massimizzare l’intera larghezza del rimorchio.

Anche vetri e finestre sono strategiche per dare un senso di maggiore profondità e portare luce naturale, oltre ad offrire una vista fuori al bosco di proprietà. Moltissimi i posti in cui riporre oggetti e vestiti, dagli armadi, che fungono anche da divisori fisici tra le “stanze” della casa, ai riquadri sotto la scala che sale fino alla camera da letto matrimoniale soppalcata.

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La casa è scollegata dalla rete elettrica e da quella idrica.

Il bagno, infatti, presenta una Compost toilette. Questo vuol dire poter dire addio non solo alle tasse sulla casa, ma anche alle bollette.

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“Dal momento che abbiamo scelto di costruire una casa piccola piuttosto che una casa grande, siamo stati in grado di pagare per i materiali in contanti e ora abbiamo la sicurezza che ci sarà sempre un posto su questo pianeta in cui possiamo vivere liberi. Ed essendo fuori dalla rete, non siamo tenuti a pagare le bollette”, scrive Gabriella sul suo Tiny House Blog.

http://www.greenme.it/abitare/bioedilizia-e-bioarchitettura/14370-bollette-mutuo-addio-micro-casa-off-grid

“Casa mia,casa mia, per piccina che tu sia tu mi sembri una badia”

notizie simili:

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* Il mio nome è Lovejoy e prometto Amore e Gioia

L’anno scorso avevamo avuto un’autentica cometa di Natale, il corpo celeste Lovejoy R1, che aveva raggiunto il perielio (la distanza minima dal Sole) proprio il 25 dicembre.

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Anche in questo 2014 comunque non c’è da rimanere delusi: una cometa sarà infatti visibile a occhio nudo nella parte più settentrionale del cielo notturno per tutto il periodo delle feste, e si tratta di una parente di quella del 2013.

Il suo nome è Lovejoy C/2014 Q2, ed è la terza cometa natalizia identificata dall’astronomo dilettante Terry Lovejoy, di Brisbane (Australia) dopo la R1 dello scorso anno, e laLovejoy C/2011 W3, che a dicembre del 2011 si è tuffata nella corona solare emergendone intatta.

Negli ultimi giorni inoltre è diventata visibile ad occhio nudo, anche se l’osservazione è piuttosto difficile.

La coda della cometa Lovejoy è contraddistinta da un intenso bagliore verde, dovuto alla presenza di due gas, cianogeno e carbonio biatomico, che brillano nella lunghezza d’onda del verde quando le loro molecole sono ionizzate o eccitate.

Le prossime settimane saranno l’ultima occasione per ammirarne il colore, almeno fino al prossimo transito di Lovejoy nei cieli terrestri, previsto fra 8 mila anni.

Nel mondo antico l’osservazione della volta celeste e del moto degli astri era una delle attività principali dalla quale trarre auspici e presagi. I cieli erano carichi di significato e brulicavano di divinità.

Di fatto molte religioni arcaiche consideravano gli dei e le stelle come un tutt’uno. Basti pensare che nella più antica scrittura che sia mai stata decifrata, quella utilizzata dai Sumeri all’incirca nel 3500 a.C., il simbolo che rappresentava la divinità era un pittogramma a forma di stella stilizzata.

Oltre alla registrazione del moto degli astri c’erano anche altre ragioni che giustificavano l’osservazione dei cieli: gli dei rivelavano agli uomini la propria esistenza inviando periodicamente dei segnali. 

Le meteore ed i frammenti extraterrestri che precipitavano sul nostro pianeta venivano interpretati secondo questa chiave di lettura.

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Pare che il primo ad interpretare la stella cometa come un oggetto astronomico vero e proprio sia stato Origene, teologo alessandrino vissuto nel III secolo.

Nel suo Contra Celsus sostiene con fermezza la realtà astronomica dell’evento, che interpreta come la comparsa di una brillante cometa.

Presso i Babilonesi le comete erano considerate fonti di buono o cattivo auspicio, segno per l’avvento di re o imperatori, oppure causa di profondi cambiamenti politici, o carestie e pestilenze a seconda della loro posizione in cielo, luminosità e colore

Agli albori dell’impero romano, pochi avvenimenti politici di una certa rilevanza sfuggivano all’apparizione di una cometa, come quella che fece puntualmente la sua comparsa il primo giorno delle cerimonie funebri in onore di Giulio Cesare nel 44 a.C.

Qualche decennio dopo, un’altra magnifica apparizione celeste, probabilmente una cometa dalla scia molto pronunciata, condusse i Magi al luogo ove era nato Gesù.

Durante il regno di Nerone (54 – 68 d.C.) vennero avvistate non meno di 4 comete, la prima delle quali precedette di poco la morte del predecessore Claudio e continuò a brillare fino all’avvento di Nerone. Tant’è che quando apparve la seconda, nel 60 d.C., si credette che preannunciasse l’ascesa al potere di un nuovo imperatore. Come risposta a tale evento Nerone si affrettò ad esiliare un certo Rubellio, indicato quale suo probabile successore. Niente in confronto a quanto accadde nel 64 d.C. in concomitanza con la cometa che fece la sua comparsa in quell’anno. Nerone, dopo aver consultato l’astrologo di corte, rispose alla decisione del fato massacrando l’intera nobiltà.

 

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Una cometa Giotto dipinse nell’affresco “Adorazione dei Magi” nella Cappella degli Scrovegni a Padova e fu il primo a rappresentarla con la coda luminosa e non come stella normale.

L’astro chiomato sul quale maggiormente si è posta l’attenzione degli storici è stato la cometa di Halley. Innumerevoli studi hanno ricostruito i passaggi della cometa fino a circa 2500 anni fa basandosi su precise osservazioni del tempo.

La cometa di Halley apparve nei cieli del nostro emisfero, come riportato con precisione dalle cronache dell’epoca, nel mese di ottobre dell’anno 12 a.C. e fu molto luminosa e visibile per ben due mesi. È però da escludere che la cometa di Halley possa essere stata la “stella di Natale” come indicato da alcuni autori nel passato.

Il famoso astronomo polacco Keplero fu testimone, nello stesso periodo, di una spettacolare congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci alcuni giorni prima del Natale del 1603. Facendo dei conti a ritroso l’astronomo si rese conto che un simile fenomeno era avvenuto anche nel 7 a.C. e poteva benissimo avere avuto un grande significato simbolico per i Magi.
Keplero si accorse che nel 7 a.C. l’evento fu rarissimo perché Giove e Saturno si erano avvicinati non una ma ben tre volte di seguito nella costellazione dei Pesci.

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In generale, per tutti gli essere umani le stelle hanno sempre avuto un significato molto speciale e sono viste come simbolo di speranza e di ideali.

 

Fonti:

http://www.viaggionelmistero.it/confini-conoscenza/antiche-civilta/presagi-dal-cielo-meteoriti-e-comete-segni-degli-dei

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/12/23/natale-cometa-lovejoy/

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* La buona notizia del venerdì: Last minute sottocasa, il nuovo portale antispreco

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Secondo il Rapporto 2013 sullo spreco domestico di Waste Watcher, si calcola che, nel nostro paese, fra Natale e Capodanno saranno 440mila le tonnellate di cibo che finiranno nella spazzatura; e sempre secondo il rapporto, ogni famiglia italiana butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana. Il risparmio complessivo possibile ammonterebbe pertanto a circa 8,7 miliardi di euro.

 

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A Torino, con il portale Last Minute Sottocasa, il cibo non si butta: si vende e si compra a prezzi scontati nei negozi di fiducia, grazie a offerte personalizzate che mettono d’accordo clienti e commercianti, senza dimenticare la salute del nostro pianeta.

Ogni anno sprechiamo 13miliardi di tonnellate di cibo, per un valore di 750miliardi di dollari – spiega Francesco Ardito, l’ideatore del progetto – per questo abbiamo pensato di fare qualcosa di utile per le nostre tasche e per l’ambiente: un portale antispreco che coniughi l’esigenza del negoziante di vendere tutta la merce e quella del cliente che voglia approfittare delle offerte senza allontanarsi troppo da casa”.

Il portale, nato da una start-up incubata dal Politecnico di Torino e subito appoggiato da Ascom e Torino social innovation, permette ai commercianti registrati di mettere in vendita, a prezzi scontati, i prodotti che rischiano di rimanere sullo scaffale a fine giornata.

Gli utenti possono registrarsi sul sito lastminutesottocasa.it da tablet, smartphone o pc, inserire fino a dieci indirizzi di riferimento e la categoria di alimenti a cui si è interessati – spiega Ardito – questo permetterà loro di ricevere giorno per giorno una mail con i prodotti messi in vendita a prezzo di stock, dai negozi più vicini a casa. Potranno specificare anche la distanza che sono disposti a percorrere per un certo prodotto. Il tutto gratuitamente”.

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E così oggi, a otto mesi dal lancio ufficiale del progetto, LMSC vanta oltre 12.000 utenti registrati e sta arrivando nelle principali città italiane. «L’idea è creare un network che cresca in tutto il territorio nazionale». Le offerte che i commercianti con le rimanenze immettono nel sito, sono recapitate ai clienti che hanno indicato la zona geografica di loro interesse, e questo fa si che poco tempo dopo il lancio del last sul sito i clienti si presentino al negozio.

«L’innovazione è proprio nel tipo di utilizzo fatto della tecnologia – aggiunge Massimo Ivul – Da un lato permette di far tornare nel negozio il consumatore sempre più abituato all’acquisto online, e dall’altro lato consente anche un’evoluzione digitale dei piccoli esercizi commerciali di prossimità, che altrimenti rimarrebbero schiacciati dalla forza di promozione sul web della grande distribuzione organizzata.

il portale sta cominciando a servire anche altre città e abbiamo avuto contatti con Padova, Trieste e Novara.

Presto avremo anche una app e a gennaio lanceremo l’iniziativa su Roma, Milano e Bologna”.

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Fonti:
http://www.lastminutesottocasa.it/

http://buonenotizie.corriere.it/2014/12/12/last-minute-sottocasa-il-nuovo-portale-antispreco/

 

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* La buona notizia del venerdì: Zero sprechi con gli elettrodomestici rigenerati

Mai più cantine piene di elettrodomestici!

a Milano le imprese e i consumatori cambiano stile.

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La prima fabbrica italiana che riassembla gli elettrodomestici lancia un nuovo modello di economia sostenibile a Milano. Niente più sprechi con l’economia circolare.

In tutto il mondo marchi come Toshiba, Ford, Panasonic e Apple hanno adottato il non spreco come politica aziendale traendone benefici economici e di immagine. L’economica circolare è definita dal ciclo della rigenerazione, con il quale le imprese possono ridurre dell’85 per cento i costi di produzione e applicare sugli elettrodomestici l’etichetta di autenticità che garantisce la sostenibilità del prodotto per il popolo della green economy.

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Il lavoro dei ricercatori del Cnr di Milano, in collaborazione con Candy e Magneti Marelli ha dato il via al cosiddetto “demanufacturing ovvero la riparazione automatica degli elettrodomestici.

Quello del demanufacturing è un processo molto semplice.  L’elettrodomestico guasto viene completamente smontato e i pezzi funzionanti vengono riassemblati in un nuovo apparecchio che può essere acquistato a un prezzo molto più basso. Con la rigenerazione degli elettrodomestici si possono recuperare materie prime come il ferro, il rame, l’alluminio, la plastica e in alcuni casi persino dell’oro. Il quantitativo di materiale recuperabile in un elettrodomestico spiega l’importanza di questa pratica. In un solo frigorifero possono essere recuperati 28 chilogrammi di ferro, tre di alluminio e del prezioso rame in circa 40 chili complessivi di materia prima.



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Secondo i dati Ipsos ogni famiglia italiana conserva in casa una media di otto apparecchi inutilizzati, per un ammontare di 200 milioni di elettrodomestici dimenticati che potrebbero essere riciclati e riusati. Spolverare dalle cantine e dal fondo degli armadi friggitrici, tostapane, asciugacapelli, bollitori, asciugatrici, aspirapolveri e moltissimi altri elettrodomestici è una vera e propria caccia al tesoro per le nostre tasche e per la tutela dell’ambiente.

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un regalo per l’ambiente

(e non solo per Natale!)

 

 


http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/zero-sprechi-con-gli-elettrodomestici-rigenerati

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* La buona notizia del venerdì: Il Protocollo di Milano come carta costituzionale del cibo mondiale

Ecco chi ha sottoscritto il Protocollo di Milano e perché:

È stata approntata la bozza finale di quella che si candida a diventare una carta costituzionale del cibo mondiale. L’ha scritta Barilla, la stanno firmando in molti.

È pronta la versione finale del Protocollo di Milano che sarà diffusa in occasione di Expo 2015. Il Protocollo, una sorta di carta costituzionale del cibo promosso da Barilla attraverso il suo Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn), fissa sulla carta impegni concreti per combattere lo spreco alimentare, favorire l’agricoltura sostenibile e contrastare fame e obesità attraverso la promozione di stili di vita sani.

I tre punti di partenza sono tre grandi paradossi che affliggono il mondo: sono in aumento i bambini obesi rispetto ai bambini denutriti; solo il 50% della produzione agricola è destinata alla produzione del cibo per gli uomini, il rimanente 50% è usato per nutrire animali e produrre biocarburante; il cibo sprecato sarebbe sufficiente per nutrire le oltre 805 milioni di persone affamate su scala mondiale.

Studiare tutte le soluzioni per bilanciare queste cifre è l’obiettivo in vista dell’appuntamento di Milano con Expo 2015 che rappresenta un’opportunità per parlare dei temi sollevati dal Protocollo in modo non banale, non ideologico. Per dire che questi temi sono fondamentali nella discussione nel mondo..

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National Geographic Italia

Solo grazie all’impegno di tutti e a una visione condivisa potremo sfamare nove miliardi di persone senza gravare ulteriormente sul già precario bilancio delle risorse del pianeta – ha affermato all’atto dell’adesione Marco Cattaneo  di National Geographic Italia – Pensiamo che il Protocollo di Milano rappresenti un impegno serio che mette i Paesi di fronte alla necessità di agire in modo concreto. Gli obiettivi posti dal Protocollo centrano la questione per rispondere ai paradossi che vedono contrapporsi lo spreco del cibo a obesità e malnutrizione, e sistemi agricoli che privilegiano la coltivazioni di biocombustibili e cibi per animali versus uomini”.

Coop

La sostenibilità dello sviluppo economico, cioè di una crescita equilibrata tra produzione alimentare e sfruttamento delle risorse del pianeta, è uno dei criteri fondamentali che guidano le strategie di Coop. Riteniamo importante il ruolo di modelli produttivi e di imprese a larga partecipazione e gestione democratica, nell’assicurare un cibo buono e sicuro per tutti e creare così consapevolezza sul futuro del Pianeta” ha spiegato Marco Pedroni presidente Coop Italia.

Cesvi

Secondo una nota del Cesvi, “1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate inutilmente ogni anno. Un terzo dei raccolti agricoli è impiegato per produrre mangimi e biocarburanti. Per ogni persona malnutrita, due sono in sovrappeso. Sono questi i 3 paradossi alimentari che vengono affrontati dal Protocollo di Milano”

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Slow Food

Il Protocollo di Milano – ha aggiunto Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food – è una straordinaria occasione di sintonizzare su un sentire comune tante attenzioni, tante opportunità di cambiamento e soprattutto tante progettualità istituzionali e della società civile. Slow Food ha accompagnato fin dall’inizio il processo di costruzione di questo documento e pensiamo – conclude Petrini – che il lavoro fatto fin qui sia una eccellente base di partenza da arricchire con i contributi di tutti”.

Limes

Questi e altri problemi del nostro tempo non pertengono solo al campo dell’etica, ma investono anche – sempre di più – la sfera strategica e quella economica. Se non affrontati tempestivamente ed efficacemente, tali sfide rischiano infatti di destabilizzare vaste aree del globo e di pregiudicare le chance di vita di intere popolazioni, con enormi costi umani, finanziari e ambientali. Da qui la rilevanza geopolitica dei problemi in varia misura connessi al cibo e all’alimentazione, la cui natura complessa richiede un approccio interdisciplinare capace di fornire risposte e soluzioni adeguate” scrive Limes, la rivista italiana di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, fondata nel 1993.

Eataly

La catena alimentare fondata da Oscar Farinetti spiegail motivo dell’adesione: “Perché dobbiamo fare le scelte giuste per il futuro prima che il futuro si imponga, e mettere in atto una rivoluzione importante nella nostra civilità”. “Eataly propone il meglio delle produzioni artigianali a prezzi sostenibili, creando un rapporto di contatto diretto tra il produttore e il distributore finale. L’obiettivo è quello di incrementare la percentuale di coloro i quali si alimentano con consapevolezza”.

Fondazione Banco Alimentare

La Fondazione, impegnata fin dal 1989 nella lotta agli sprechi alimentari, ne riconosce il valore che il Protocollo “perché potrà dare un contributo al dibattito internazionale su temi tanto fondamentali quanto attuali come quelli proposti: spreco di alimenti, agricoltura sostenibile, coesistenza di fame e obesità”.

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Coldiretti

Con un milione e mezzo di associati è la principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. “Informazione, educazione e consapevolezza rappresentano l’asse sul quale ruota anche la lotta agli sprechi, che non sono legati soltanto all’idea dei prodotti dell’agricoltura non raccolti o degli alimenti acquistati in eccesso che finiscono tra i rifiuti, ma sono anch’essi derivazione di un sistema di concorrenza iniquo”. Nell’adesione spiega: “Il cibo è il bene comune per eccellenza e gli agricoltori, che sono i suoi protagonisti dal campo fino al piatto, devono far parte di uno sviluppo sostenibile”.

Save the Children

L’organizzazione realizza, in stretto contatto con le comunità locali, programmi di medio-lungo termine e interviene in situazioni di emergenza causate da conflitti o catastrofi naturali. Fa inoltre pressione su governi e istituzioni nazionali e internazionali per migliorare le condizioni di vita dei bambini. Ha aderito: “Perché gli obiettivi del Protocollo riguardano anche la salute e le condizioni di vita dei bambini, la popolazione del futuro”.

Giunti editore

Storica casa editrice fiorentina, opera nel settore dell’Editoria libraria, cartacea e digitale. “Il Protocollo di Milano è fondato su presupposti difficilmente non condivisibili, che tuttavia sono molto ambiziosi.Giunti editore, da sempre impegnato sul fronte dell’educazione nella scuola e nella società, pensa di poter portare un utile contributo a questa importante battaglia di civiltà”.

Legambiente

L’associazione lavora per il miglioramento della qualità ambientale, la lotta contro ogni forma di inquinamento e un uso razionale delle risorse naturali. “Aderiamo al Protocollo per promuovere un’agricoltura sostenibile basata su principi agroecologici e per ricostruire un rapporto bilanciato tra l’uomo e la natura”.

Wwf Italia

L’associazione ambientalista ritiene di poter collaborare con la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition per promuovere la proposta che Expo 2015 debba concretizzarsi in un significativo impegno politico mirato a far sottoscrivere alle istituzioni, alle imprese, alle organizzazioni, agli attori della società civile, un esplicito Protocollo in questo senso e fornirà, pertanto, il suo contributo e il suo supporto per un affinamento e miglioramento di quanto già elaborato.

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Fondazione Univerde

La Fondazione sostiene il Protocollo di Milano e i suoi tre principali obiettivi, per diffondere un’agricoltura sostenibile con particolare riferimento alle agricolture familiari e tradizionali diffuse nel pianeta, all’agricoltura biologica, biodinamica e alla permacultura. Per la lotta allo spreco di cibo e alla fame e alla denutrizione che interessano ancora troppa parte degli abitanti del pianeta e per la promozione di stili di vita salubri e della dieta mediterranea.

Jamie Oliver Food Foundation

È diritto di ogni bambino essere nutrito in modo corretto ed educato al cibo, alla sua origine e a come questo influisce sul suo fisico. Tuttavia, questo può accadere soltanto se rettifichiamo la confusione in cui oggi si trova il sistema alimentare globale”, ha dichiarato Jamie Oliver, cuoco e conduttore televisivo che si batte per limitare l’uso di junk food, in particolar modo nelle mense scolastiche….

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Crediamo che i problemi globali legati al cibo, come la fame, l’obesità, il cambiamento climatico, la disoccupazione, possono essere risolti investendo nell’agricoltura sostenibile”.

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Anticipazioni di quel che sarà Expo 2015, idee, discussioni e interviste. Il team LifeGate collabora con magazine.expo2015.org per dare nuovi contenuti e un’anima alla prossima esposizione universale. Una grande occasione per rimettere il cibo, l’ambiente, l’Italia al centro di tutto.

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http://www.lifegate.it/persone/news/ecco-chi-ha-sottoscritto-il-protocollo-di-milano-e-perche-da-matteo-renzi-slow-food-dal-national-geographic-alla-coop

 

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* La buona notizia del venerdì: Il 17enne di Barletta chiamato dal Cern

 La storia di Daniele Doronzo, un 17enne, con la passione della fisica .

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Il ragazzo, che frequenta il Liceo Classico Casardi di Barletta, aveva deciso di fare l’esame di maturità con un anno di anticipo per poter arrivare a fare uno stage al Cern, il sogno della sua vita. Daniele però ha avuto paura che il suo sogno non potesse realizzarsi dato che la scuola lo aveva promosso con un 7 in fisica e uno in condotta. Il 17enne infatti per svolgere gli esami di maturità con un anno di anticipo avrebbe dovuto avere tutti gli anni si scuola almeno otto in tutte le materie. Daniele in effetti non era mai sceso sotto l’otto e il nove, ma la doccia fredda gli è arrivata proprio nel momento decisivo.

Da gennaio avevo inondato di mail il centro in Svizzera per riuscire a fare uno stage. La fisica è la mia vita. Avevano letto quello che gli avevo mandato, articoli, studi eccetera ed ero stato accettato. Ma per andarci c’era bisogno del diploma. E così anche per prepararmi al meglio all’ingresso nelle università americane, dove avrei voluto studiare, a gennaio ho avvisato la mia scuola della mia volontà di fare gli esami con un anno di anticipo” ha raccontato il ragazzo a Repubblica, ma dopo i quadri a giugno tutto sembrava perso.
Sembra che il 7 in condotta, che però da solo non gli avrebbe procurato problemi, sia arrivato dopo alcune sue intemperanza durante la gita scolastica e i suoi continui ritardi a scuola. Mentre sembra che l’insegnante di fisica gli abbia messo il 7 perché il ragazzo “da quando aveva deciso di fare gli esami di maturità si era lasciato andare”.

Questo però gli ha impedito di provare gli esami di maturità prima e iscriversi alle università americane, ma fortunatamente per lui non ha spezzato nemmeno l’altro suo grande sogno: andare al Cern. “Apprendo ora che non fosse diplomato. Non so perché la docente gli ha messo quel sette. Avrà avuto i suoi motivi.

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Certo, Daniele, non è un ragazzo ordinario.

Ancora oggi continuano in tanti a chiedermi di lui” ha dichiarato la fisica italiana, Gabriella Pugliese, che collabora con il Cern e ha fatto da tutor a Daniele nei giorni in cui il ragazzo è stato in Svizzera. Gabriella Pugliese ricorda che il 17enne aveva colpito tutti perché aveva inviato la mail a decine di persone in tutte le lingue. “Si vedeva che aveva una voglia matta di fare questa esperienza, che era tutto quello che voleva. E gliel’hanno fatta fare” ha sottolineato Pugliese.

Daniele dopo questa stupenda esperienza ora è San Francisco, si è ritirato da scuola e si sta preparando agli esami che a giugno farà da privatista in un’altra scuola vicina, a Trani. “Vorrei dimostrare di essere un po’ più forte di un sette” ha aggiunto il 17enne

Fonte :http://www.fanpage.it/il-17enne-ribelle-di-barletta-con-7-in-condotta-ma-chiamato-dal-cern/#ixzz3KZD3AxHK

  “  A volte qualcosa va male per una giusta ragione  “

  “  Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu la ottenga  “     ( Paolo Coelho )

Altre buone notizie:

” Area Cani a Firenze ” di Fausta68 

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* La buona notizia del venerdì: Il metodo Montessori diventa interattivo

Il metodo Montessori diventa interattivo dalle “favole” alle app e al design tecnologico

Nella città natale della grande pedagogista il 28 e 29 novembre studiosi di tutti i Paesi a confronto per capire come lavagne interattive, tablet e app possano essere efficacemente utilizzati nel rispetto del percorso educativo indicato dalla scienziata di Chiaravalle: permettere al bambino di autoeducarsi, rispettandone tempi, interessi e creatività

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Quando Maria Montessori pubblicò i primi scritti sul suo metodo, più di 100 anni fa, i computer non esistevano. Eppure molti materiali montessoriani sembrano un’anticipazione del digitale, è incredibile per esempio come sia riuscita a spostare sulle forme concetti di matematica”, assicura Tommaso Ragnisco, direttore artistico della prima trasposizione digitale della “favola cosmica”, un grandioso racconto che parte dal Big Bang per arrivare all’uomo, una sorta di “genesi laica” pensata per spiegare ai bambini le origini dell’Universo, della Terra e dell’umanità.

La app verrà presentata il 28 e il 29 novembre al convegno “I processi cognitivi, le tecnologie interattive e il medoto Montessori”, che si terrà al Teatro Valle di Chiaravalle, città natale della grande pedagigosta, con la partecipazione di esperti in arrivo da ogni parte del mondo. 


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Il metodo Montessori si applica infatti in oltre 20.000 scuole di tutti i continenti: tra i relatori stranieri ci sono il direttore esecutivo dell’Association Montessori Society di New York, Richard A. Ungerer, tra gli italiani il presidente dell’Accademia dei Lincei Lamberto Maffei. La domanda alla quale gli esperti cercheranno di dare una risposta è come il metodo montessoriano può avvalersi efficacemente dell’apporto delle nuove tecnologie, mantenendo la propria struttura e la propria forza. Magari dando una mano a tutte le scuole che utilizzano lavagne interattive e iPad: le sperimentazioni sono all’ordine del giorno, racconteranno infatti la propria esperienza con tablet e app alcuni rappresentanti dell’istituto comprensivo Bruno da Osimo (di Osimo, in provincia di Ancona), inserito dal ministero dell’Istruzione tra le “22 eccellenze educative nazionali per le sperimentazioni e i progetti di innovazione della didattica anche attraverso le nuove tecnologie”. 

“Prima ancora di sapere come utilizzare l’iPad, parliamo di processi cognitivi. L’aspetto interessante delle tecnologie attuali è che sono interattive: quando mia figlia era bambina, guardava i cartonianimati, ponendosi come spettatore passivo. Adesso possiamo fare in modo che i bambini interagiscano, costruiscano un loro percorso di formazione, di autoeducazione. Altrimenti il rischio è che si possa tutti essere fagocitati da questi strumenti”, osserva Lucio Lombardi, direttore della fondazione Chiaravalle-Montessori.

Il progetto naturalmente ha subito suscitato l’attenzione della Apple, che parteciperà al convegno con alcuni workshop. Anche se a realizzare la prima app “montessoriana” è stato invece il team di educatori-tecnici dell’associazione romana “Tabula Fabula”, che sperimenta continuamente il proprio lavoro presso la scuola primaria di via Tito Livio, a Roma. “Il lavoro – spiegano gli autori – si è avvalso della sinergia di diverse figure professionali, educatori, designer, animatori, programmatori, che hanno dato vita a un prodotto sicuro e di altissima qualità, che accompagna i bambini all’esplorazione delle potenzialità digitali in un contesto protetto dalle insidie della rete e dai rischi che potrebbero conseguire a una condivisione indiscriminata e fuori controllo. Una favola sempre nuova da inventare con i genitori, in alternativa alla semplice lettura di una storia, ma anche un gioco che il bambino può gestire in totale autonomia, sviluppando sempre più l’aspetto educativo, oltre a quello ludico, con la crescita”. La app della favola cosmica è già stata tradotta in dieci lingue, le principali europee più cinese e giapponese. 

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La modernità del metodo Montessori non sta soltanto nella costruzione di percorsi autonomi di istruzione che permettono al bambino di apprendere anche da solo, nel rispetto dei propri tempi e dei propri interessi, ma anche nella presisposizione di uno spazio a misura di bambino che è parte integrante del sistema educativo.

Una sedia non è appena una sedia, le pareti sono suddivise per aree scientifiche, anche la luce gioca un ruolo fondamentale: è stato detto che in questa visione dello spazio e nella creazione dei “materiali” didattici Maria Montessori ha anticipato il moderno design.

E infatti due architetti di Flowerssori, azienda che progetta mobili ecologici per bambini ispirati al metodo Montessori, presenteranno un “Format di Scuola Chiaravalle Montessori”, cioè una scuola modello, spiegano Hans Kruger Goffi e Angelica Meucci, “che non sia solo a misura di bambino, ma anche sensoriale, innovativa, esteticamente accattivante ed economicamente sostenibile”. Cioè economica: è difficile immaginare le scuole italiane che investono in nuovo mobilio. Eppure, i visitatori potranno vedere in pratica come è fatta una scuola dove banchi e sedie non sono rimediati e in avanzato stato di deterioramento ma vengono pensati e costruiti “per potenziare le capacità cognitive del bambino”.

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Fonte.

http://www.repubblica.it/scuola/2014/11/13/news/il_metodo_montessori_diventa_interattivo_dai_materiali_al_design_tecnologico-100494656/

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* La buona notizia del venerdì: Missione Futura: prima italiana nello spazio

Si chiamerà Futura la missione di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana e terza europea, che partirà verso la Stazione Spaziale Internazionale domenica 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur

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Nell’atmosfera pneumatica della tuta pressurizzataSokol, che protegge gli astronauti durante le fasi di lancio e di atterraggio a bordo della navicella di trasporto spaziale Soyuz TMA-15, Samantha Cristoforetti prenderà il volo domenica prossima 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, alle 21:59 ora italiana (02:59 ora locale). A fremere sotto la possente spinta iniziale del razzo vettore, assieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) saranno i veterani Terry Virts della NASA e Anton Shkaplerov della Roscosmos. Dopo sei ore di volo i tre raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale per una lunga Expedition contraddistinta dai numeri 42 e 43, con ritorno sulla Terra previsto tra sei mesi, nel maggio 2015.

Samantha sarà il settimo astronauta tricolore a volare nello spazio e la sua missione specifica, denominata Futura, sarà la terza di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dopo la missione Volare di Luca Parmitano dello scorso anno, e la seconda missione spaziale di Paolo Nespoli, nel 2011, grazie a un accordo bilaterale tra ASI e NASA in base al quale il nostro paese ha fornito all’ente spaziale statunitense moduli di rifornimento logistico e un modulo abitativo sull’avamposto orbitante, in cambio di utilizzo scientifico e opportunità di volo supplementari.

Prima di unirsi al corpo astronauti dell’ESA nel 2009, a seguito di una selezione a cui avevano preso parte 8.500 candidati, Samantha Cristoforetti è stata pilota di caccia nell’Aeronautica Militare Italiana.

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Naturalmente, oltre le sue riconosciute doti, in questo primo tuffo nello spazio il capitano Samantha Cristoforetti porta con sé anche l’onere e l’onore di essere la prima astronauta donna italiana, nonché terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001).

Come membro effettivo dell’equipaggio residente, Samantha contribuirà allo svolgimento di tutti i compiti di ricerca, sperimentazione e manutenzione operativa dell’enorme laboratorio spaziale. Tra i compiti più delicati, quello di far attraccare le navicelle automatiche di rifornimento, come le russe Progress le americane private Dragon e Cygnus (di cui l’ultima, a onor di cronaca, non ha avuto gran successo). Samantha avrà anche il privilegio, per così dire, di spargere le ceneri del quinto e ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV) dell’ESA, quello denominato Georges Lemaître: il comando con cui Samantha lo sgancerà dalla stazione, per farlo bruciare in tutta sicurezza nel rientro in atmosfera, segnerà l’ultimo atto del programma ATV dell’Agenzia.

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Nel vasto programma scientifico della missione Futura sono contemplati esperimenti di fisica, biologia e fisiologia umana, condotti in condizioni di microgravità, dai cui risultati potranno derivare dei miglioramenti nelle condizioni di vita e salute sia degli astronauti impegnati in lunghe missioni spaziali che delle persone sulla Terra. 

POP3D è invece la via italiana alla stampa tridimensionale in orbita, un progetto che prevede la fabbricazione di un oggetto di plastica in una sessione automatizzata. Accanto alla stampante americana arrivata da poco sulla ISS, dovrà dimostrare la possibilità di costruire pezzi di ricambio direttamente nello spazio. Infine, Samantha farà contemporaneamente da “cavia e tecnico di laboratorio”, come ha detto lei stessa, per l’esperimento dal sapore più marcatamente italiano, la macchina per il caffè espresso in assenza di gravità che arriverà a missione inoltrata. Oltre a rilassare l’equipaggio, dicono dall’ASI, permetterà di studiare il comportamento dei fluidi nello spazio, .

Terminati gli impegni scientifici, e assolta qualche inevitabile incombenza domestica nella sua dimora temporanea, a Samantha rimarranno comunque altri compiti non meno impegnativi. Come, ad esempio, essere fonte d’ispirazione per le nuove generazioni. Ecco allora che sul sito Avamposto42 si potrà non solo seguire la missione Futura ma anche avere consigli su come mangiare bene e mantenere uno stile di vita sano sulla Terra, avvalendosi delle conoscenze avanzate della tecnologia e della medicina spaziali. Il sito, realizzato grazie ad ASI, ESA e Aeronautica militare avrà anche profili social su Facebook e Twitter e conterrà una sezione dedicata alle domande degli utenti.

Si prospetta un tempo piuttosto impegnato lassù”, ha detto Samantha  in un’intervista diffusa dall’ESA. “Ma, sapete, sono sicura che avremo anche un po’ di tempo libero, così potrò divertirmi a scattare foto e, ovviamente, spero di essere molto attiva sui social media ed essere in grado condividere questa esperienza il più possibile”.