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La buona notizia del venerdì: I bambini leggono di più! Fin dai primi anni!

Le letture per bambini influiscono sul tipo di rapporto che ogni persona, in età adulta, avrà con i libri. Esse coinvolgono, soprattutto, lo sviluppo della facoltà dell’immaginazione, utile in diversi ambiti della vita.

Perciò è da salutare come una buona notizia l’incremento del numero dei giovanissimi lettori, rilevato da un’indagine compiuta dall’Associazione Italiana Editori (AIE) dopo la pandemia.

Un risultato che si deve, in primo luogo, ai tanti genitori e insegnanti che hanno scelto di puntare, con i più piccoli, su tale mezzo educativo.

È possibile infatti – fin dai primi anni – approcciarsi a un racconto in molteplici modi: ascoltando la voce di un adulto che legge, o con un libro illustrato, un fumetto ecc. Viaggiare con la fantasia può rivelarsi un’esperienza coinvolgente quanto quella offerta dal gioco, se non di più.

Gli smartphone non penalizzano le letture per bambini

In termini numerici, i dati forniti di recente dall’AIE sono abbastanza eloquenti. Nel corso dell’ultimo anno, il 96% dei ragazzi di età compresa tra i 4 e i 14 anni ha letto almeno un libro non scolastico. Nel 2018 la percentuale, per la stessa fascia d’età, si attestava al 75%. E in un’epoca in cui le lusinghe tecnologiche diffuse dagli smartphone ammaliano precocemente, sono numeri che assumono una valenza significativa.

Ma non è tutto. La stessa ricerca mostra dati degni di nota anche riguardo ai bambini da 0 a 3 anni. Esistono, infatti, varie forme di “pre-lettura” – come i testi recitati ad alta voce dagli adulti, o la manipolazione di libri tattili e cartonati – che sono espressamente consigliate per la prima infanzia. Nei primi mesi del 2023, queste hanno interessato il 70% dei bambini, contro il 49% del 2018.

Tali rilevazioni provengono dal modulo di approfondimento sui ragazzi che l’AIE – con cadenza biennale – realizza all’interno dell’“Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali”. La conclusione che se ne trae sembra essere univoca: dopo la pandemia i libri sono diventati sempre più importanti nella vita dei giovanissimi.

Ascoltare o leggere storie è utile per crescere

Molti ricordano quella domanda che spesso, durante l’infanzia, facevano al nonno o alla mamma: “Mi racconti una storia?”. Tuttavia, quando da adulti c’è un bestseller che ci incuriosisce, di rado pensiamo a quanto i due fatti siano collegati. In realtà – e poco importa quanti anni abbiamo –, stiamo ancora “chiedendo” a qualcuno di raccontarci una nuova storia. Il bisogno di immergerci in un mondo lontano dal nostro, seppur per breve tempo, è rimasto immutato, dal momento che qualcuno ci ha educato a farlo.

Secondo quanto si apprende dal sito dell’ospedale pediatrico di Roma Bambino Gesù, il ricorso alle letture per bambini è importante da un punto di vista sia emotivo che cognitivo, nel quadro della crescita futura della persona. I disegni colorati – e il suono delle parole che li descrivono – sono in grado di affascinare la mente umana fin dalla tenera età, stimolandone l’attenzione.

Leggere sin da piccoli (o ascoltare la lettura) insegna, anzitutto, a visualizzare nella mente idee e concetti attraverso l’immaginazione. Inoltre, aiuta a creare uno spazio interiore in cui poter gestire le proprie emozioni. Da ultimo – ma non per importanza – fa conoscere parole nuove, con le quali si arricchisce il proprio linguaggio.

È essenziale, quindi, che gli adulti siano sempre più consapevoli della parte che possono avere in tutto ciò. Che si tratti di giovani genitori o di insegnanti, un attivo coinvolgimento può fare la differenza – e i dati sopracitati, in tal senso, sono promettenti.

L’indagine dell’Associazione Italiana Editori ha fatto emergere, in ogni caso, altri dati interessanti. Difatti, accanto ai già nominati libri tattili, ai testi animati e agli albi da colorare, risultano quasi triplicate, in tre anni, le vendite di libri di fumetti per bambini. Tutte opere prodotte con la massima cura, e utili per prender confidenza con la lingua scritta.

Da una parte, dunque, cresce il numero di adulti che danno il giusto peso alle letture per bambini. Al contempo, va ampliandosi l’idea stessa di lettura, che ora abbraccia anche prodotti narrativi non tradizionali. Anche dopo la pandemia, il mercato dei libri non smette di reinventarsi, proprio perché non cambia il suo obiettivo fondamentale: creare nuovi lettori.

Letture per bambini: un mercato in crescita, dicono i dati (buonenotizie.it)

Leggi anche

La buona notizia del venerdì: Ci piace leggere in gruppo…in tutto il mondo e in tutti i modi di comunicazione! – Laurin42 (wordpress.com)

La buona notizia del venerdì: Gli appassionati della lettura diventano professionisti! – Laurin42 (wordpress.com)

* La buona notizia del venerdì: I bambini che leggono libri ai gatti – Laurin42 (wordpress.com)

Il mio consiglio per ogni età:

Stargatto Shop (company.site)

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La buona notizia del venerdì: Le cicogne sono tornate anche questo anno in Ucraina a portare una speranza di pace

L’immagine di una madre cicogna nel nido con i suoi due pulcini in Ucraina è diventata per qualche motivo il “simbolo di speranza” del paese.

Fotografato alla periferia di Kiev, il nuovo nido è stato trovato dopo l’invasione durata mesi che ha interrotto il loro accoppiamento annuale.

Le cicogne sono considerate “uccelli sacri” in Ucraina, dove nidificano ogni primavera dopo aver trascorso l’inverno in Africa. Il 16% delle 224.000 cicogne che raggiungono l’Europa ogni anno hanno nidificano in Ucraina e vi allevano i pulcini fino alla fine dell’estate.

Secondo Good News Network, le cicogne che sono tornate a nidificare in Ucraina hanno portato una luce di speranza nel paese in questa tragedia della guerra: “il nostro uccello nazionale, torna per una primavera che non ha eguali”.

Dopo l’invasione russa le cicogne in Ucraina erano state costrette ad abbandonare i loro piccoli e persino a nidificare altrove, secondo il World Time Todays.

Ora i beneauguranti uccelli si sono stabiliti tra le rovine del villaggio di Moshchun, a 10 miglia da Kiev. Non ci si poteva credere che le cicogne fossero tornate e avessero ritrovato il loro solito luogo di nidificazione, dopo che le truppe russe avevano lasciato il villaggio.

Oltre ad essere messaggeri dell’arrivo della primavera, le cicogne sono anche viste come un simbolo secolare di fertilità e simboleggiano “un grande raccolto, così come la felicità familiare, la procreazione, la cessazione dei conflitti e l’amore per la patria”, ha detto Oleg Dudkin, direttore della Società ucraina per la protezione degli uccelli, che ha catturato la fotografia delle cicogne che hanno nidificato proprio in questo periodo.

“È non solo la devozione di una madre per i suoi piccoli, ma anche il grande amore e la devozione degli ucraini alla loro madrepatria e la disponibilità a non andarsene”, ha aggiunto.

Le cicogne saranno sempre uccelli sacri per gli ucraini, rafforzando la speranza per la pace e l’inevitabile vittoria della primavera sull’inverno e del bene sul male”.

L’ornitologo Oleksandr Ruchko ha organizzato tour di birdwatching nei parchi di Leopoli con i rifugiati giunti qui dalle città dell’Ucraina, tra cui Kiev e Kharkiv.

Molte di queste persone hanno perso la casa e la famiglia. Per loro l’attività di osservare gli uccelli è diventata un modo per ritrovare fiducia anche se durante la guerra l’uso di binocoli o telescopi poteva destare sospetti. “Nessuno vuole sembrare una spia”, ha raccontato Ruchko, “ma a volte non bastano orecchie e occhi”.

Nel vicino villaggio nei dintorni di Kharkiv. abbiamo visto un gruppetto sopra di noi un gruppo di stercorari, pavoncelle e folaghe che scivolavano nel cielo senza alcun problema . Sembravano tranquilli e sicuri di sé stessi. L’area è un oasi di pace per ogni specie. Anche per le cicogne perchè al largo del fiume Dniesterer le sponde sono paludose e i piccoli stagni offrono il cibo al riparo dei pericoli.”, riporta The Guardian.

Per gli Ucraini il ritorno delle cicogne è un segno che la primavera è arrivata, e potrebbe portare presto anche la pace. Non conoscendo confini, l’uccello che vola è simbolo di libertà.

“E siamo tutti felici che siano tornati sani e salvi, dandoci speranza in tempi migliori”.

* La buona notizia del venerdì: In questi giorni la Primavera in Ucraina è un metro di neve e temperature fino a 25° sotto lo zero. Ma le cicogne non lo sapevano… – Laurin42 (wordpress.com)

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La buona notizia del venerdì: La casa delle farfalle anche a Roma

La leggenda narra che se una farfalla ci si poggia addosso allora possiamo esprime un desiderio e quel desiderio si avvera.

Non tutti sanno che in primavera a Roma si può visitare la bellissima Casa delle Farfalle.

Nella Grande Serra è stato ricreato un ambiente tropicale dove ci sono oltre trenta specie di farfalle esotiche. Si può camminare in questo luogo mentre le farfalle svolazzano e si corteggiano in una danza unica.

Uno staff formato da biologi ed entomologi qualificati fornisce tutte le informazioni per scoprire l’intero ciclo vitale della farfalla. Se sei fortunata, puoi assistere allo schiudersi della crisalide e alla nascita di una nuova creatura.

La Casa delle Farfalle nel 2023 cambia location: la speciale serra tropicale sarà allestita a due passi dall’Appia Antica, nella splendida cornice dell’Appia Joy Park, il nuovo parco agricolo multifunzionale di Roma.

Fino all’11 giugno sarà possibile ammirare questi meravigliosi esemplari in un ambiente che riproduce il loro habitat naturale e scoprire alcune tra le farfalle più belle al mondo. Inoltre, la serra ospiterà anche alcuni insetti unici, come l’insetto stecco, gli insetti foglia, le blatte fischianti del Madagascar e il simpatico Millepiedi gigante.

Si potrà scoprire e seguire da vicino il ciclo vitale delle farfalle, i più fortunati avranno addirittura la possibilità di assistere in tempo reale e dal vivo, quell’incantevole momento in cui la farfalla esce dalla sua crisalide e inizia a stendere le ali per poi lentamente librarsi in volo.

L’allestimento della casa delle farfalle, è anche un’attività eco sostenibile. Le farfalle ospitate all’interno della casa, provengono da allevamenti distribuiti in vari paesi tropicali, gli stessi Paesi che purtroppo, sono colpiti dalla deforestazione.

Per questo, negli ultimi anni, sono nate diverse “butterfly farm” che producono e vendono migliaia di crisalidi, creando un’economia alternativa che spesso ha sostituito l’allevamento di bestiame, attività che implicano la distruzione della foresta.

I visitatori troveranno laboratori, mercatini agroalimentari, spettacoli di giocoleria e trucca bimbi, musica dal vivo (sotto la direzione artistica di Stefano Scarfone) e altri eventi per bambini durante i weekend, per un’esperienza immersiva nella natura davvero unica.

La Casa delle Farfalle, inoltre, prevede, all’insegna dell’inclusività, anche alcune visite guidate nella Lingua Italiana dei Segni (LIS) nei mesi di aprile e maggio.

Informazioni orari e biglietti

La Casa delle Farfalle sarà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, il costo del biglietto intero è di 8 €; ridotto (bimbi dai 4 ai 12 anni): 5 €.

La Casa delle Farfalle a Roma – dal 25 Marzo 2023 (lacasadellefarfalleonline.it)

alcune delle altre case delle farfalle:

A Siracusa nuova attrazione: da marzo apre la Casa delle farfalle – Travelnostop

bordanofarfalle.it – Casa delle farfalle

Casa delle Farfalle Monteserra, a Catania la bellezza ci vola tutta intorno (aroundfamily.it)

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La buona notizia del venerdi: Con il tuo cane puoi andare ai musei che c’è il servizio dog-friendly!

In Italia ci sono città più propense di altre ad accettare gli amici a quattro zampe nei propri luoghi d’arte, come ad esempio Milano all’Hangar Bicocca, Torino al Museo Nazionale del Cinema, al Museo Nazionale dell’Automobile e a Palazzo Madama, dove accettano cani di piccola taglia. E poi i Musei di Maremma che hanno lanciato il progetto Musei a 4 Zampe (musei da visitare insieme al proprio cane), a cui hanno aderito diversi centri espositivi, fra cui la Villa Sforzesca di Castell’Azzara, i musei minerari di Massa e Gavorrano e il Museo Archeologico di Saturnia.

Ma è Bologna ad aver fatto da apripista al turismo culturale amico del cane: l’Istituzione Bologna Musei è, infatti, il primo sistema museale italiano a essersi dotato ufficialmente di un servizio di intrattenimento dog-friendly per i propri visitatori, grazie all’accordo con Bauadvisor, nuovo portale di comunicazione e servizi globali e innovativi dedicato al mondo dei cani e dei loro proprietari pensato per vivere tutti i giorni 24 ore su 24 insieme.

Ora, però, anche altri musei si sono interessati a questo tipo di servizio.

TripForDog.com, la prima agenzia di viaggi a quattro zampe che negli ultimi 6 anni ha portato in vacanza oltre un milione famiglie “allargate”, ne ha fiutato il potenziale e ha stretto un accordo con i cinque luoghi storici e rappresentativi dell’Italia – a Firenze con gli Uffizi, la galleria dell’Accademia e il Duomo, a Roma con i musei Vaticani e Castel Sant’Angelo, a Pisa per vistare la torre e a Pompei per vedere gli scavi – per offrire servizi di dog sitter.

Abbiamo selezionato delle persone che per lavoro si occupano di cani”, spiega Marco Fabris, Ceo e fondatore di Tripfordog.com, l’agenzia di viaggi a quattro zampe. “Sono esperti che sanno come farli giocare in sicurezza e anche farli riposare quando serve. Si organizzano per farli stare in posti dove c’è ombra, sempre alla ricerca del loro benessere. Io stesso ho un cane, Mela, nominata presidente onorario di TripForDog.com, e conosco bene le loro esigenze. Grazie al servizio di TripForDog.com i nostri amici ci aspetteranno scodinzolanti all’uscita del museo”. …

Il servizio è disponibile solo su prenotazione, che può essere effettuata sul portale di Bauadvisor o tramite l’app dedicata. A prenotazione effettuata, un dogsitter esperto incontrerà il visitatore davanti all’ingresso del Museo indicato e prenderà in consegna temporanea il cane per farlo passeggiare nelle aree limitrofe, riconsegnandolo poi al suo proprietario direttamente davanti al Museo alla fine della visita.

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Cani al museo: dog sitter nei musei (artribune.com)

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La buona notizia del venerdì: Con ago, filo, ferri ed uncinetto si può fare la differenza.

Sono quasi quattromila le coperte, che misurano un metro per un metro, tutte realizzate a mano che, domenica 12 marzo, hanno ricoperto Piazza Grande di Modena formando un grande tappeto multicolore contro la violenza sulle donne.in un gesto simbolico e, allo stesso tempo, molto concreto.

Una piazza colorata da migliaia di coperte colorate realizzate a mano da tanti volontari : dalla casalinga che da Trapani spedisce un quadrato, a tutti i gruppi, associazioni , scuole, privati cittadini del territorio e in tutta Italia

Dalle prime ore di domenica è cominciata la catena umana per allestire piazza Grande con le coperte. I quadrati, circa 16 mila, ognuno dei quali misura 50 centimetri per lato, sono stati uniti a quattro a quattro in coperte da un metro per un metro e cuciti dalle volontarie con un filo rosso, simbolo del no alla violenza così da formare le migliaia di coperte necessarie a ricoprire la piazza. I quadrati sono stati firmati per attestare il proprio “No alla violenza sulle donne”.

L’impresa ha permesso di raccogliere 83 mila 950 euro a favore della Casa delle donne contro la violenza di Modena che saranno destinati a sostenere, in particolare, progetti per aiutare le vittime della violenza a raggiungere un’autonomia economica, qualificarsi per ricercare un lavoro e, se necessario, usufruire di assistenza legale gratuita.

“Felici per la grandissima partecipazione dei modenesi”, le organizzatrici dell’impresa, realizzata con la collaborazione del Comune di Modena e il sostegno di Conad Nord Ovest, Fondazione Conad e Bper Banca, hanno deciso di proseguire ancora per qualche settimana provando a realizzare entro la fine di marzo anche le 97 coperte che mancano (per un totale di 388 quadrati realizzati ai ferri o all’uncinetto) per arrivare alla cifra tonda di quattromila.

Le nuove coperte saranno in vendita nello Spazio Viva Vittoria in via San Carlo 26.

L’impresa delle coperte contro la violenza è nata dalla collaborazione del gruppo Fili di vita, composto da donne modenesi, con l’associazione di volontariato bresciana Viva Vittoria che, fin dal 2015, ha promosso e realizzato progetti analoghi in varie città.

L’iniziativa è stata realizzata da donne, soprattutto, ma anche da uomini e da studenti e studentesse, non solo modenesi.

Fonte:

coperte inpiazza a modenatoday – Cerca (bing.com)

Oltre 1700 le coperte vendute in piazza Duomo – parmareport

Donne, una maxi coperta in piazza a Brescia: social patchwork contro la violenza – la Repubblica

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La buona notizia del venerdì: Come si diventa i guerriglieri che fanno fiorire le città

La Flower Power Generation degli anni settanta si è trasformata nella guerriglia urbana della Guerrilla Gardening, un movimento che punta ad abbellire le aree urbane dimenticate con fiori, piante ed alberelli tutto di nascosto dalle autorità, tutto senza farsi beccare dai proprietari dei cantieri abbandonati dove andranno a crescere fiori e prati.

Ma per diventare un vero combattente servono delle bombe, ma delle bombe che non distruggono la vita anzi che la creano, ecco perché voglio insegnarvi a fare le Bombe di semi per poter bombardare le rotonde, gli angoli nascosti della città, i giardini, le aiuole intorno agli alberi… insomma ovunque ci sia un pezzetto di terra incolto dove far crescere dei fiori.

Per prima cosa procuriamoci il materiale:

• Argilla in polvere
• Terriccio ricco
• Mix di semi di fiori, quelli che preferite, meglio se della stessa dimensione
• Una ciotola
• Dell’acqua
• Un mattarello e un piano di lavoro dove stendere la terra

Seguendo questa regola: 1 parte semi, 3 parte terriccio e 5 parti di argilla, prepariamo la miscela nella ciotola, cioè per un cucchiaio di semi mettiamo un cucchiaio di terriccio e 5 di argilla.

Quando avete mescolato bene gli ingredienti aggiungere un po’ d’acqua… pochissima per volta, a gocce direi, fino a quando il composto non diventa morbido tipo la plastilina. Potete anche usare uno spruzzino per regolare meglio l’acqua, ma se ne mettete troppa non preoccupatevi, lasciate asciugare il tutto fino a quando non riavrete la consistenza desiderata.

Impastate bene anche con le mani e fatene una palla, posizionate sul piano di lavoro e stendete col mattarello come se doveste fare la pasta, lasciandola però di mezzo centimetro di spessore. Ora tagliate la “pasta” di terra formando dei quadratini di due centimetri di lato, più o meno e con ognuno di essi formate delle palline che andrete a sistemare su un vassoio e lascerete seccare al sole per qualche giorno.

 

Su sito di Guerrilla Gardener si può trovare questo altro metodo, ma sostanzialmente il risultato non cambia.

 

Ora prendete le vostre bombe e andate a bombardare la vostra città!!!!

Un consiglio? se ci riuscite sarebbe meglio cercare di bombardare di sera, in modo che l’umidità della notte faccia penetrare i semi nella terra, e se per caso ci riuscite tornate il giorno dopo ad annaffiare ?

E ora seguiamo il consiglio del “poeta di strada” Ivan: “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, noi gettiamo semi e facciamo fiorire la città!

Lo sapevate che negli Stati Uniti dove un gruppo di giovani creativi ha disseminato in giro per la città di Los Angeles delle macchinette distributrici di palline di argilla contenenti semi di vari fiori.

L’’iniziativa si chiama “Change for Change” , cambia per cambiare! Che idea!

 

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Una rivoluzione non violenta, un’azione di decoro e riqualificazione urbana. I gruppi che praticano gli attacchi verdi e clandestini sono tanti e lo fanno nell’intento di regalare aree verdi alle città e ripristinare la vegetazione dove manca.
Per saperne di più:

Guerrilla Gardening per salvare le città con fiori e piante | Wise Society

 

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La buona notizia del venerdì: La Biblioteca Ostinata aperta a tutti per leggere, scambiare due parole, o studiare

Il centralissimo e curatissimo spazio è aperto gratuitamente a tutti, ma soprattutto a giovani e anziani, per leggere, scambiare due parole, o studiare.

Ostinata, perché nata in via Osti ma soprattutto perché, appena aperta, è già risoluta a non mollare e diventare un ponte tra le persone.

È con questo nomen omen – una citazione della lettera del libraio 28enne Giuseppe Avigliano, diventata virale sui social – che nasce a Milano, giusto dietro l’Università Statale, una nuova biblioteca di quartiere

Una biblioteca privata però, frutto dell’iniziativa di un cittadino, non una di quelle del network delle biblioteche comunali. Uno spazio caldo e luminoso, zeppo di libri – già quattromila – ma anche piante e sedute: tutto per fornire alla cittadinanza un luogo aperto a tutti. E gratuito.

Il concept del fondatore, l’ex manager 79enne Paolo Prota Giurleo (già Ad di Autogrill e ora nel CdA di Jakala) è semplice: offrire i medesimi servizi delle biblioteche milanesi – una rete già molto fitta e recentemente accresciuta – diventando un nuovo punto di riferimento dove prendere volumi in prestito, leggerli, e studiare. Insomma, dove stare bene.

Aperta cinque giorni a settimana lunedì-venerdì dalle 10 alle 18 la Biblioteca Ostinata è tecnicamente parte del sistema delle Biblioteche di Condominio, che riunisce i presidi di natura più domestica o informale e li affilia a quello comunale.

Dietro le due vetrine della breve via che collega Largo Richini a Corso di Porta Romana, negli ottanta metri quadri restaurati dall’architetto Michele De Lucchi e perfezionati dal figlio Pico (inclusa la “libreria-montagna”), il nuovo spazio non è solo destinato a ospitare i volumi raccolti da Prota Giurleo in tutta una vita, ma anche posti per 46 persone, eventi e incontri dedicati ai giovani ma anche agli anziani.

La Biblioteca Ostinata, anche grazie all’aiuto ricevuto per la formazione dei dipendenti, si è rapidamente connessa con il solido sistema bibliotecario di Milano, gemmato dalla prima biblioteca mai aperta al pubblico in Italia (la veneranda Ambrosiana, fondata nel 1607 dal Cardinale Borromeo), che ha contribuito a farla riconoscere come UNESCO City of Literature.

Tra la nascita di nuovi punti di ritiro, come quello nella Metropolitana di Porta Venezia, e l’ampliamento del Patto per la Lettura– il piano fondato nel 2015 e rifondato nel 2021 dal Comune per ridare valore al sempre più “perduto” atto della lettura (anche di quella ad alta voce) –, il sistema si è progressivamente rinforzato e accresciuto.

Fondare biblioteche è come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito, che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”. Marguerite Yourcenar in Memorie di Adriano

Fonte:

Apre a Milano Biblioteca Ostinata | Artribune

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Novità dal cosmo: la Terra ha sette sorelle

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Scoperto un nuovo sistema planetario!

“Abbiamo chiamato la stella sole “Trappist-1” in onore allo strumento con cui l’abbiamo scoperta, il telescopio belga Trappist (acronimo per Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope) “. ( Amaury Triaud, ricercatore all’Istituto di Astronomia dell’Università di Cambridge, che ha preso parte alla scoperta)

E’ a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa TRAPPIST-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c’è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell’Universo

 

IMMAGINATE un lontano “cugino” del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra.

Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all’altro a bordo di sofisticate navette spaziali. Un’ambientazione che sembra essere uscita dalla penna di Isaac Asimov o di un altro autore di fantascienza.

Ma ancora una volta la realtà supera la fantasia, e rende reali anche gli scenari più futuristici. Perché, alieni e navicelle a parte, questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi. TRAPPIST-1, una stella nana rossa nella costellazione dell’Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra.

Un risultato attesissimo da giorni  dopo l’annuncio della NASA di una imminente conferenza stampa sui pianeti extrasolari.

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Nel maggio dello scorso anno il team di astronomi, guidati da Michaël Gillon dell’Università di Liegi, aveva pubblicato la scoperta di tre pianeti intorno a TRAPPIST-1. Il risultato delle analisi aveva però spinto Gillon e colleghi a sospettare la presenza di altri pianeti, e per questo il team aveva deciso di condurre nuove osservazioni, sfruttando anche il telescopio spaziale infrarosso “Spitzer”. Analizzando i dati, gli astronomi hanno potuto identificare quattro nuovi pianeti, portando questo sistema planetario a sette membri, denominati TRAPPIST-1 b,c,d,e,f,g, h in ordine crescente di distanza dalla stella. “E’ un sistema planetario sorprendente”, commenta Gillon, “non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti, ma perché sono sorprendentemente simili alla Terra”.

Tris di Terre.

Le stime di densità hanno mostrato che i pianeti più interni dovrebbero essere rocciosi, proprio come i pianeti interni del Sistema Solare. Le orbite di questi pianeti non sono molto diverse da quelle dei satelliti medicei di Giove, e sono molto più piccole dell’orbita di Mercurio. Ma nonostante siano così “impacchettati” intorno alla stella, questi pianeti non sono soggetti a temperature infernali. TRAPPIST-1 ha infatti una massa inferiore a un decimo di quella solare, ed è quindi molto fredda e poco luminosa. Numeri alla mano, questo significa che la temperatura su questi pianeti potrebbe potenzialmente consentire la presenza di acqua liquida, e sfruttando opportuni modelli climatici è possibile farsi un’idea più precisa di quali pianeti abbiano le condizioni ambientali più favorevoli.

In particolare i dati suggeriscono che i tre pianeti TRAPPIST-1 e, f, g potrebbero trovarsi nella cosiddetta fascia di abitabilità: sarebbero cioè a una distanza sufficiente a permettere la presenza di acqua liquida sulla superficie.

Quelli più interni sarebbero infatti troppo caldi, mentre quello più lontano, TRAPPIST-1h potrebbe essere troppo distante e quindi avere una superficie ghiacciata.

This infographic displays some artist's illustrations of how the seven planets orbiting TRAPPIST-1 might appear — including the possible presence of water oceans — alongside some images of the rocky planets in our Solar System. Information about the size and orbital periods of all the planets is also provided for comparison; the TRAPPIST-1 planets are all approximately Earth-sized.

L’acqua liquida è uno degli ingredienti fondamentali per lo sviluppo della vita come la conosciamo, quindi i pianeti nella fascia di abitabilità sono i candidati migliori per andare a caccia di forme di vita aliene. E’ importante però ricordare che la presenza di acqua allo stato liquido in questi casi è solamente un’ipotesi che si basa su modelli climatici e sulla distanza dei pianeti dalla stella.

Per TRAPPIST-1 non è stata rivelata in modo diretto la presenza di acqua, né tantomeno sono state scattate immagini della superficie di questi pianeti, che sono ovviamente troppo distanti per i telescopi attuali.

l passo successivo sarà quindi studiare, con telescopi di nuova generazione, le atmosfere di questi pianeti, per identificare le “firme” chimiche di organismi viventi, come ricorda il coautore Emmanuël Jehin: “Con la prossima generazione di telescopi, come l’European Extremely Large Telescope dell’Eso e il James Webb Telescope di Nasa/Esa/Csa potremo presto esser capaci di cercare l’acqua e persino l’evidenza di vita su questi pianeti”.

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Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose.
(William Shakespeare)

FONTE:

http://www.repubblica.it/scienze/2017/02/22/news/nasa_la_terra_ha_sette_sorelle_scoperto_un_nuovo_sistema_solare-

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La buona notizia del venerdì: Al Colosseo ora c’è l’imperatore Nerone che parla con noi e risponde a tutte le domande!

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Roma, il Parco archeologico del Colosseo (ParCo) ha lanciato Nerone, il proprio chatbot: è tra le primissime istituzioni culturali dello Stato ad adottare un progetto simile. Si tratta di un software che simula ed elabora le conversazioni umane consentendo agli utenti che vi si rivolgono di interagire con i dispositivi digitali come se comunicassero con una persona reale, in modo intuitivo, rapido e tempestivo.

 Nerone, software di intelligenza artificiale nelle vesti dell’imperatore Giulio-Claudio, è stato progettato per accompagnare il pubblico nella richiesta di informazioni sugli orari di apertura del PArCo e per approfondire le notizie storiche sui tanti monumenti e siti che di esso fanno parte.

Il progetto, ideato e promosso dal Parco archeologico del Colosseo con la cura e gestione di Federica Rinaldi e Astrid D’Eredità, è il risultato di una collaborazione internazionale con l’azienda italiana Machineria srl, attiva nella produzione di contenuti e automazioni per istituzioni culturali, e l’azienda francese Ask Mona, leader nella creazione di strumenti di conversazione, intelligenza artificiale e analisi dei dati.

A partire da febbraio 2023 le relazioni online con il pubblico del PArCo saranno quindi gestite non più soltanto attraverso i canali social (Facebook, Twitter, Instagram) e le mail o telefonate dirette al servizio URP, ma finalmente anche facendo ricorso a un nuovo strumento informatico, sviluppato ad hoc per le necessità del luogo della cultura più visitato d’Italia, disponibile accedendo alla home page del sito internet del Colosseo.

Nella versione sviluppata dal PArCo a condurre lo scambio di informazioni, con l’intento di migliorare l’esperienza dei visitatori, è Nerone raffigurato con la toga e con la corona radiata, così come rappresentato in alcune emissioni monetali degli anni del suo principato. Questa immagine è divenuta da subito la scelta iconografica più forte e coinvolgente, esito anche di sondaggi e interviste a campioni di pubblico in una raccolta di suggestioni e fondamentali prime impressioni. Nell’angolo in basso a destra dello schermo del pc, dello smartphone o del tablet, il personaggio sorride in piedi davanti all’Anfiteatro Flavio (che il vero imperatore non conobbe mai) e si presenta cordialmente agli utilizzatori del chatbot. L’interfaccia appare come una finestra di conversazione simile a una app di messaggistica in cui l’interlocutore fornisce le indicazioni utili e non risparmia qualche battuta sagace sulla sua storia e sui suoi tempi. Nerone è in grado di offrire informazioni di servizio e gestire oltre cento possibili scenari, fornendo risposte in più lingue: inglese, italiano e francese. Uno strumento di interazione con il pubblico che consente di attivare un dialogo continuo e costante con il PArCo.

“Il Parco archeologico del Colosseo è un’Istituzione viva e in continua evoluzione”, dichiara Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo. “Il nostro obiettivo è facilitare e migliorare l’esperienza di visita degli utenti, adeguandoci a nuovi codici e linguaggi per entrare in contatto con un pubblico vasto e in particolare con le nuove generazioni. Per questo promuoviamo con impegno una costante integrazione della nostra proposta culturale con le potenzialità dell’innovazione tecnologica”.

Già nella prima fase di sperimentazione avviata agli inizi di gennaio e senza alcuna promozione la piattaforma ha registrato in soli 25 giorni un utilizzo da parte di 3400 utenti, oltre 160 al giorno.

Lo studio dettagliato delle domande e quesiti ha aiutato a comprendere i temi ricorrenti e a sviluppare una griglia di risposte che, insieme a ulteriori approfondimenti tematici, costituisce la base delle conversazioni che il chatbot “Nerone” avvia rispondendo alla prima domanda posta dagli utenti, riconoscendo le parole chiave in essa contenute.

I primi dati percentuali indicano la scelta della lingua di conversazione che per il 58,8% è l’italiano, per il 33,4% l’inglese e per l’7,8% il francese. Per quanto riguarda invece i contenuti il 69,7% degli utenti chiede informazioni sui biglietti, l’11,7% sugli orari, il 7,9% sugli itinerari, il 2,6% chiede di parlare con un essere umano, venendo così dirottato sulla mail istituzionale.

Un dato sorprendente, infine: il 29% degli utenti si diletta in chiacchiere con Nerone.

Roma, il Colosseo lancia Nerone, il chatbot che interagisce con gli utenti (finestresullarte.info)

E a Firenze puoi chattare con il David di Michelangelo:

La buona notizia del venerdì: Chattare con un’opera d’arte si può? A Firenze con il David di Michelangelo! – Laurin42 (wordpress.com)

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La buona notizia del venerdì: Al Niguarda di Milano è carnevale anche per i neonati del reparto TIN

Una ranocchietta tutta verde che riposa beata, una tartarughina accoccolata, una margherita bianca e gialla che aspetta di essere colta, un Pinocchio con un papillon blu, una salopette rossa, una maglietta gialla. Un gufetto riposa sulla spalla dell’infermiera che lo coccola. Una coccinella, tutta rossa e nera, stringe i pugnetti sotto la copertina. Un girasole giallo giallo dorme della grossa.

Succede nel reparto di Terapia intensiva neonatale (Tin) dell’ospedale Niguarda. Qui anche i «bebè piuma» si sono «mascherati» in occasione del martedì di Carnevale.

I costumini sono stati realizzati a mano dalle volontarie dell’Associazione Cuore di Maglia.

E questo succede ogni anno a Carnevale (ma non solo) si trasformano in stiliste d’eccezione.

E così, malgrado le difficoltà che devono affrontare questi piccoli pazienti, le preoccupazioni dei loro genitori, le limitazioni del Covid, non è mancato il tradizionale appuntamento colorato, anche grazie all’aiuto dell’associazione Neo-Amici della Neonatologia del Niguarda.

Nella Tin vengono ricoverati i nati prematuri, che qui ricevono le prime cure. Si tratta di un reparto di terapia intensiva a tutti gli effetti, ma a misura di bebè. Insieme ai piccoli, anche le mamme rimangono in ospedale per tutto il tempo necessario.

Il Niguarda è un punto di riferimento in Lombardia in questo campo e ogni anno accoglie circa 350 prematuri, quasi uno al giorno.

La sopravvivenza supera il 90 per cento, e l’impegno di medici, infermieri e specialisti del reparto non è venuto mai meno durante l’emergenza coronavirus.

L’Associazione Cuore di Maglia ha alle spalle una storia tenera e potente costruita giorno dopo giorno dai volontari sparsi in tutta Italia che realizzano a maglia morbidi cappellini, scarpine, dudù e copertine, per avvolgere, scaldare e colorare i piccini ricoverati in più di 90 reparti italiani di Terapia Intensiva Neonatale.

Siamo vicini a bambini e genitori. Comprendiamo le problematiche delle TIN, e ci sentiamo parte della vita che lì scorre lenta, con emozioni intense che non risparmiano nessuno.

Lavoriamo per sostenere e favorire la CARE, il protocollo di cura e accudimento che contribuisce allo sviluppo dei piccoli e facilita le relazioni genitoriali nell’ambiente alieno della terapia intensiva.

La nostra storia viaggia di città in città, i nostri fili colorati uniscono persone e cuori di ogni età legati dalla passione per il lavoro a maglia e dalla generosità”

Cuore di Maglia veste i bambini delle Terapie Intensive di tanti ospedali italiani, ma anche in molti paesi africani, indiani, greci e tailandesi

„Se c’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo.“ Maria Montessori

Fonti:

Associazione Cuore di Maglia – I volontari dell’associazione Cuore di Maglia sparsi in tutta Italia, realizzano capi a maglia per scaldare e coccolare i bambini ricoverati in più di 90 reparti italiani di Terapia Intensiva Neonatale.