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* La buona notizia del venerdì: Ex Fadda, un’officina di idee in Puglia

         il project manager che ha trasformato un’ex fabbrica in un’officina di idee

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Roberto Covolo è il project manager responsabile del progetto di riqualificazione e trasformazione di un ex stabilimento a San Vito dei Normanni (Brindisi) in uno spazio culturale e sociale innovativo chiamato “Ex Fadda”, un’officina di idee al servizio del territorio. “Ex Fadda-Idee Extralarge” è un luogo restituito alla comunità: da spazio degradato e inagibile, in cui era proibito persino giocare, a luogo di tutti.

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L’ex stabilimento enologico “Dentice di Frasso“ è un bell’esempio di archeologia industriale come ce ne sono tanti in Italia: un immobile di pregio – di circa 3.000 mq coperti e 15.000 scoperti – simbolo di un grande passato industriale. Dopo che la proprietà venne trasferita alla Regione Puglia, però, l’ex fabbrica fu più utilizzata e rimase in stato di totale abbandono fino al 2011, quando un gruppo di ragazzi, professionisti e imprenditori locali capeggiati da Roberto Covolo ha avuto un’idea “folle”: trasformare una fabbrica abbandonata in un luogo pubblico per l’aggregazione, la creatività e l’innovazione sociale, riqualificarne gli spazi a costo zero attraverso l’auto-costruzione e coinvolgere il territorio sui temi dello sviluppo locale e del sostegno alla cultura.

Il progetto prende il nome da Renato Fadda, ultimo direttore dello stabilimento e marito dell’ultima erede dei Dentice di Frasso, e se oggi “Ex Fadda” è uno spazio pubblico gestito da una trentina di organizzazioni e imprese attive nei campi della comunicazione, della cultura e del sociale, lo si deve ad un’iniziativa nata “dal basso”, dalla cittadinanza:

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E’ stata una scommessa a partire da un’idea che avevamo in testa: quella di provare a creare, lontano dai flussi principali di persone e cose in Puglia, uno spazio che potesse ragionare come se fosse in una grande città europea”, ha spiegato Roberto alla stampa locale. Roberto è uno dei protagonisti di questa rinascita e ci ha creduto fin dal primo momento, tanto da lasciare il posto fisso in Regione Puglia per dedicarsi a tempo pieno al progetto. Dal 2012 coordina tutte le attività e le “idee extralarge” che nascono in questa “officina del sapere”, con l’obiettivo di farla diventare lo “spazio culturale e sociale più bello della Puglia”.

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In questo momento”, ha detto Roberto, “utilizziamo circa 2.000 mq della struttura: li abbiamo resi fruibili attraverso un cantiere di auto-costruzione in cui abbiamo coinvolto designer e architetti di tutt’Italia, insieme a volontari locali. Ad ispirare il cantiere sono state le pratiche del recupero dei materiali, della sperimentazione di architetture con materiali naturali, della partecipazione diffusa alla riqualificazione. Gli spazi sono dedicati a uffici, laboratori, aule, sala prove, gallerie di esposizione, spazi per le performance. È uno spazio modulare, un posto così flessibile da poter essere, al tempo stesso, uno spazio per concerti e una palestra, un laboratorio di ricerca e una galleria d’arte”.

Ma non è tutto: un aspetto fondamentale del progetto riguarda anche l’inclusione sociale. A fine febbraio, infatti, nelle cosiddette “stalle del Principe” aprirà “XFood”, il “ristorante sociale” che darà lavoro a persone con disabilità e che servirà cibi locali a km zero.

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Il progetto  “Ex Fadda” è promosso dal Comune di San Vito dei Normanni e dalla Regione Puglia ed è gestito, dicevamo, da realtà locali: “Siamo una comunità di una trentina di organizzazioni: associazioni, giovani imprese, gruppi informali e singole persone che sviluppano progetti all’interno di “Ex Fadda”. Stiamo progettando una serie di attività che riguardano il rapporto tra impresa, cultura e sviluppo sul nostro territorio, perché la prossima frontiera da raggiungere è convincere il tessuto attivo di imprenditori della zona a mettere la faccia su questa operazione e a trovare un pensiero condiviso sul sostegno dei costi della cultura”.

Il progetto “ExFadda”, ha continuato Roberto, “è basato su meccanismi di carattere comunitario: non vogliamo concepirci come uno spazio che eroga servizi, quanto piuttosto come un luogo in cui costruire relazioni tra le persone e i progetti e creare opportunità. Ospitiamo progetti e aziende che lavorano assieme, ma abbiamo un concetto differente rispetto al co-working tradizionale. Il nostro obiettivo non è “affittare scrivanie”: noi vogliamo condividere idee. Lasciamo che siano le persone stesse a stabilire quanto “vale” la loro presenza all’interno di ExFadda. In pratica, siamo qualcosa a metà tra uno spazio di co-working, un incubatore di idee e uno spazio sociale”.

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Io penso che in Puglia abbiamo qualcosa in più: è la nostra capacità di relazione, la nostra capacità di stare insieme ad altre persone e costruire contesti comunitari, dalla famiglia al gruppo di amici”, ha concluso.“Questa cosa, che è sicuramente un lascito della nostra tradizione, può essere una straordinaria risorsa contro la crisi. In questo contesto proprio il tema delle relazioni e del capitale sociale presente in Puglia può essere un ottimo motivo per venire qui, facendo leva sulla comunità come strumento indispensabile per affrontare la crisi”.

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Fonte http://iltaccodibacco.it

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* Immaginando la Terra

Ecco alcune illustrazioni di come veniva immaginato il nostro pianeta!

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Illustrazione di come si immaginava un’eclissi vista dalla superficie della Luna, con la Terra che copre il Sole, nel 1874. Credit: James Nasmyth

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Illustrazione della Terra immaginata dalla superficie della Luna, dal libro ‘The story of the Sun, Moon and Stars’ del 1898

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Tuttavia, per avere le prime immagini a colori della Terra come globo, abbiamo dovuto aspettare la missione Apollo 8, nel 1968, che ci ha mostrato la Terra non solo come globo ma anche da dietro la Luna!

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La Terra vista dalla Luna, dagli astronauti della missione Apollo 8. Credit: NASA

Quell’immagine, della Terra che sorge all’orizzonte, è stata di così grande impatto che ha letteralmente segnato un’epoca e lanciato una serie di grandi movimenti ecologici ed una nuova coscienza della nostra umanità e della nostra presenza ed impatto su questo pianeta.

Fonte:

http://www.link2universe.net

 

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* Il sole vero

Il “cuore” della Terra è un unico CRISTALLO che ruota più veloce del resto del pianeta, si sta espandendo e dimostra una spiccata personalità. Suddiviso in due emisferi, simili, ma diversi a livello strutturale, il CRISTALLO può essere il MOTORE PRIMO, cantato da saggi e poeti. I Suoi moti si trasmettono all’intero pianeta, tramite il Suo unico Messaggero: il campo nucleare “debole”, uno dei due lati della Forza Elettrodebole, l’unico che viola la parità tra destra e sinistra, l’unico che penetra e anima i nuclei atomici dei corpi visibili e anche si quelli invisibili, l’unico che co-muove i corpi umani sensibili.

Il CRISTALLO in questi ultimi sta cambiando i Suoi modi di trasmettere: aumenta il lato sensibile – il campo debole – e diminuisce quello visibile, il campo elettromagnetico. Gli effetti di questo cambio si vedono in fenomeni quali il riscaldamento globale e la riduzione del campo magnetico terrestre. Non solo; si sentono anche come coscienza di una verità profonda che la conoscenza ortodossa ignora.

Il debole è il calore nucleare che scioglie tutti i “ghiacci” anche quelli interni, invisibili che hanno irrigidito e lacerato la piccola mente umana, quella grigia che crede alla divisione e ai limiti ed è pronta a combattere per i profitti di pochi a danno dei tanti. Nel 2003, gli scienziati situati ai due poli, Nord e Sud, si sono collegati tra loro e hanno verificato che le due aurore polari evolvono con gli stessi ritmi. E’ uno dei tanti indizi dell’OPERA straordinaria composta dal CRISTALLO. E’ la FONTE DELLA VITA che ci può donare salute e svelare il significato dell’immortalità.

Chi sente l’eco dell’OPERA, avverte gli inganni di una conoscenza che ignora il significato reale della Vita, dipinge una storia dell’uomo falsa e uno spazio in cielo che è una gigantesca illusione ottica.

Il sole giallo in cielo è solo una delle tante possibili immagini del CRISTALLO, il vero SOLE, che anima ogni corpo e comprende tutti i colori. Non possiamo vederlo con gli occhi, ma possiamo sentirlo come coscienza, emozione, AMORE UNIVERSALE, bisogno profondo di armonia, pace e prosperità.

Fonte:http://www.giulianaconforto.it

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* 17 febbraio 1600: “in Campo di Fiore fu abbruggiato vivo quello scelerato frate domenichino de Nola

Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600)

«  io sorgo impavido a solcare con l’ali l’immensità dello spazio

senza che il pregiudizio mi faccia arrestare contro le sfere celesti

la cui esistenza fu erroneamente dedotta da un falso principio

affinchè fossimo come rinchiusi in un fittizio carcere ed il tutto

fosse costretto entro adamantine muraglie

Ma per me migliore è la Mente che ha disperso ovunque quelle nubi »

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Lascia l’ombre ed abbraccia il vero.
Non cangiare il presente col futuro.
Tu sei il veltro che nel rio trabocca,
mentre l’ombra desia di quel c’ha in bocca.
Aviso non fu mai di saggio o scaltro
perdere un bene per acquistarne un altro.
A che cerchi si lungi diviso
se in te stesso trovi il paradiso?
Anzi, chi perde l’un mentre è nel mondo,
non speri dopo morto l’altro bene.
Perché si sdegna il ciel dare il secondo
a chi il primiero non caro non tenne;
così, credendo alzarti, vai a fondo;
ed ai piacer togliendoti, a le pene
ti condanni; e con inganno eterno,
bramando il ciel, stai ne l’inferno.

Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini”.

Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo

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Leggi anche:

17 febbraio 1600

L’universo di Giordano Bruno

Invocazione al sole

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* La buona notizia del venerdì: Il crowdfunding anche in Italia

Perchè il crowdfunding può aiutare la cultura e l’economia italiana

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Siamo in crisi di liquidità. Le aziende e le singole persone spesso non riescono ad ottenere i soldi necessari per realizzare i propri sogni o progetti. Aziende che magari godono di ottima salute, persone con lavori stabili che però per vedere qualche euro devono accollarsi pesanti fidejussioni, quando va bene. Le cose stanno per cambiare e non è un caso che c’entri internet.

Crowdfunding è una parola che molti hanno imparato a conoscere, specie per chi è attento ai recenti sviluppi di internet. Questa parola indica un processo di finanziamento che non si affida ai canali tradizionali come banche o grandi investitori, bensì chiede alla gente comune come me e voi, di finanziare il proprio progetto in cambio di riconoscimenti o del prodotto che si deve realizzare.

Perchè è importante? Semplice, perchè il successo di siti ormai consolidati come Kickstarter e IndieGoGo fa ben sperare sulla qualità e sull’affidabilità di questo sistema.

Ci sono numerosi siti italiani di crowdfunding come Eppela, Starteed , Produzioni dal basso, Prestiamoci e molti altri che ci permettono di investire un po’ del nostro denaro in progetti che non verrebbero (probabilmente) mai realizzati per i motivi più disparati.

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Cosa c’entra la cultura italiana? Ebbene, a spulciare tra le diverse proposte si notano progetti per piattaforme, documentari, startup nei settori chiave del Made in Italy che sono legate ad aspetti della nostra cultura. Dove lo Stato e i privati non arrivano, ecco che i cittadini possono trovarsi in un luogo e creare quell’ecosistema che dovrebbe far fiorire il settore.

Una nota positiva è che l’Italia, come primo paese al mondo, si è dotato di una disciplina legale per l’equity crowdfunding.

Cosa cambia rispetto al classico crowdfunding?

La differenza è sostanziale, mentre l’investimento nel crowdfunding tradizionale è praticamente una donazione o l’acquisto del prodotto da realizzare, con l’equity crowdfunding si diventa soci di una statup. Le nuove norme sono contenute nel Decreto Crescita bis e la prima piattaforma ad essere stata abilitata dala CONSOB è la livornese Starsup.

Il settore è in fermento e le idee sono molte. Visto il successo oltreoceano e considerato il rigido sistema italiano dei finanziamenti, si spera che queste piattaforme possano fluidificare il mercato e portarlo ad un nuovo livello, una conquista resa possibile da internet, dalla creatività delle persone e dalla lungimiranza dei nuovi mini-investitori.

Bene invece la ratio tra progetti presentati (52.000) e quelli approvati (15.000). Il modello di finanziamento che prevale è quello lending-based (preferito 4 casi su 5), capace di finanziare piccoli progetti ai quali – per questioni economiche – sono spesso precluse altre vie di investimento.

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Il crowd funding o crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso, che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria origine dal crowdsourcing, processo di sviluppo collettivo di un prodotto. Il crowdfunding si può riferire a processi di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica.

Il web è solitamente la piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowd funding.

Colui che ha portato alla notorietà il crowdfunding oltreoceano è Barack Obama, pagando parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori, i quali erano i primi portatori di interesse.

Esempio di iniziativa autonoma di crowdfunding è la campagna che si chiamava “Tous Mecenes (tutti mecenati) del Louvre. Il progetto prevedeva di raccogliere 1 milione di euro attraverso le donazioni delle web community per acquistare il capolavoro rinascimentale Le tre grazie di Cranach da un collezionista privato.

ALTRE BUONE NOTIZIE:

I musei italiani sfidano la crisi

Le città più romantiche di Italia  Marisa MolesWeblog

 

 

Fonti:

http://italiaiocisono.com/

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-10-21/il-futuro-crowdfunding-italia

http://it.wikipedia.org/wiki/Crowd_funding

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# il nome dei gatti

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E’ un’ impresa difficile, vi posso assicurare,

        mettere un nome ai gatti;

nulla assolutamente che sia da confrontare

       con i soliti giochi alle vacanza adatti.

A prima vista potreste anche pensare

che sia più matto di un mulo, o che abbia un giudizio

       tutt’altro che sereno,

se vi dico che un gatto deve avere almeno

      TRE NOMI DIFFERENTI. Innanzitutto,

un nome di famiglia, quello che tutti i giorni può venire usato,

      un nome come Pietro o come Augusto, Alonzo o Diodato,

come Vittorio o Gionata, come Guglielmo o Giuseppe Pascutto,

       che son nomi sensati, utili ogni momento per i gatti.

Ma se pensate che abbiano un suono più ameno

        nomi fantasiosi vi posso consigliare,

Alcuni per signori, altri per belle dame su misura fatti:

nomi come Platone e Admeto, Elettra o Filodemo,

        e anche questi sensati, utili ogni momento per i gatti.

Ma ve lo dico io, tutti i gatti han bisogno di un nome

        che sia particolare e peculiare, molto più dignitoso,

che permetta ad ognuno di tenere la coda perpendicolare

        e di mettere in mostra i lunghi baffi e sentirsi orgoglioso.

Nomi di questa specie posso anche dirvene mille,

        nomi come Scapicchio, Burbax e Sfrondapille,

come Bombalurina, Tisquass e Ciprincolta,

          nomi che vanno bene soltanto ad un gatto per volta.

Ma in mezzo atutti questi ancora un nome manca,

e questo nome mai potrete indovinare:

          nome che la ricerca umana non potrà mai scovare

ma che IL GATTO CONOSCE, anche se mai lo vorrà confidare.

Quando vedete un gatto immerso in fonda meditazione,

           sempre la stessa vi giuro è la ragione:

la sua mente è perduta in rapimento e contemplazione

          del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:

                   del suo ineffabile effabile

                   effineffabile

           profondo inscrutabile ed unico NOME.

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Il libro dei gatti tuttofare” di T. S. Eliot 

( Old possum’s book of pratical cats) 1939 Faber and Faber, London

traduzione di Roberto Sanesi

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* La buona notizia del venerdì: Il cibo avanzato delle mense scolastiche diamolo a chi ne ha bisogno

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l 50% dei pasti serviti in molte mense scolastiche finisce nei rifiuti.

La percentuale è ottenuta considerando che gli scarti relativi a piatti di verdure cotte (zucchine, carote e finocchi), frittate e pesce in umido superano l’80%, mentre il valore scende al 10-15% per i piatti preferiti dai bambini (pasta al sugo, ravioli in brodo, minestra, arrosto, spezzatino…).

In Europa e Nord America lo spreco pro capite da parte del consumatore finale è calcolato intorno ai 95-115 kg all’anno.

Il Comune di Milano intende fare qualcosa contro gli sprechi, e per noi è un’ottima notizia che non esitiamo a segnalarvi: come leggiamo su sito 02blog, ogni giorno nella capitale meneghina avanzano 8,6 tonnellate di cibo nelle mense scolastiche. Cibo che viene buttato: uno schiaffo alla povertà, tenendo conto che nella città della moda ci sono 134mila persone sotto al reddito minimo, e con la crisi riempire il frigo non è per niente banale.

Per questo il Comune ha pensato ad una campagna di sensibilizzazione, che coinvolga in prima fila le scuole nel progetto di lotta alla povertà, con un meccanismo di “adozione” diretta di anziani e famiglie indigenti, casi segnalati dal Comune che potrebbero trovare cibo da portare a casa proprio grazie agli istituti del loro quartiere.

Una fase del piano antisprechi è la doggy bag: fare in modo che gli alunni si portino a casa un sacchetto il cibo avanzato. Pane, frutta, yogurt e budini, per esempio, potranno essere messi in “cestini da portare a casa o da donare alle famiglie povere del quartiere o nelle parrocchie. L’amministrazione sta studiando le modalità con le quali recuperare il cibo e farlo girare nelle case dove serve, senza violare la privacy.

http://www.nonsprecare.it/comune-di-milano-contro-gli-sprechi-cibo-avanzato-delle-mense-ai-poveri

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Zero sprechi a Torino, gli avanzi delle mense scolastiche vanno ai poveri

L’idea è partita da un bimbo. Come spiega Maria Grazia Pellerino, assessore ai Servizi Educativi: “mentre il personale della mensa raccoglieva gli avanzi di giornata, lui, sospirando, ci ha detto: sarebbe bello se questo cibo potessimo portarcelo a casa. Alcuni di noi avrebbero una cena migliore”

Per ora le famiglie che sono state informate del servizio sono solo una decina: ad esse andranno tutti i piatti non distribuiti ai bambini e ancora sigillati nella loro pellicola protettiva. Alimenti sicuri, igienici e soprattutto buoni e a costo zero.

Il progetto si affianca inoltre ad altre iniziative già attive come quella che prevede la raccolta di pane e frutta non consumati nelle mense delle scuole elementari e medie da ridistribuire agli enti caritatevoli della città.

http://www.nonsprecare.it/zero-sprechi-a-torino-gli-avanzi-delle-mense-scolastiche-vanno-ai-poveri

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Buone pratiche a scuola, a Novara il cibo non si spreca

Avete presente le colazioni dei ragazzi che avanzano? La quantità di pane e di frutta che nelle scuole finisce nella spazzatura o gli interi piatti delle mense che nessuno tocca? 

A Novara, in alcuni istituti della città, come ad esempio nella scuola ”Fratelli di Dio” di via Cagliari 5, il cibo non si spreca.

Tutto quello che non viene consumato, viene raccolto da un gruppo di volontari e poi, due volte alla settimana, distribuito alle associazioni che si occupano di assistenza ai poveri sul territorio.

http://www.nonsprecare.it/buone-pratiche-scuola-novara-cibo

La scommessa del comune di Verona

Solo dalle mense scolastiche negli ultimi cinque anni sono stati recuperati e ridistribuiti oltre 56.000 chili di pietanze. Nell’anno scolastico 2011-2012 i pasti non utilizzati e recuperati sono stati 27.000

Al vaglio alcune ipotesi per concretizzare una nuova idea: invitare a pranzo nelle mense anche alcuni piccoli gruppi di anziani poveri del quartiere, magari gli stessi ai quali la Caritas o il Comune consegnano il pranzo a casa. Facendoli mangiare a scuola si salterebbe un passaggio e si risparmierebbe. Sarebbe educativo per i bambini e socializzante per i pensionati”.

Lo dice l’assessore Cappelli che in merita sta preparando una lettera alle scuole invitandole a “adottare un numero realistico di persone del vicinato, a cui fornire cibo e altri aiuti, magari anche in forma di inviti in mensa”.

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A Roma “Condividi il Pane, ti insegno a non sprecare”

Sono 2mila i pasti non consumati che ogni giorno avanzano nelle mense scolastiche del Comune di Roma. Mentre 8mila persone in città faticano ad avere cibo per il sostentamento, costretti a volte a frugare nei cassonetti dell’immondizia per recuperarlo.

Dati sufficienti a evidenziare la valenza etico-sociale del progetto “Condividi il Pane, ti insegno a non sprecare promosso dall’assessore comunale alle Politiche educative scolastiche e della famiglia Laura Marsilio, in collaborazione con la federazione provinciale di Roma dell’associazione Mo.da.vi-Onlus.

L’iniziativa è partita con la riapertura delle scuole il 7 gennaio

Sono coinvolte 21 scuole di 11 Municipi (I, II, IV, V, VI, VII, XV, XVI, XVII e XIX) e 7 società di ristorazione.

Ma l’iniziativa si prefigge anche di educare gli studenti e le loro famiglie a un uso responsabile del cibo attraverso un pieghevole appositamente realizzato.

http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=4218&keywords=cardi

E questi sono soltanto alcuni esempi.

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La FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) evidenzia come, in generale, non si programmi l’acquisto di generi alimentari in modo corretto: ciò significa che, spesso, viene buttato il cibo inutilizzato.

“Informazioni nelle scuole ed iniziative politiche potrebbero essere un punto di partenza per cambiare questo comportamento. Si dovrebbe insegnare ai consumatori dei paesi ricchi che gettare via cibo senza motivo è inaccettabile – sottolinea la FAO. “Dovrebbero anche essere informati che data la limitata disponibilità delle risorse naturali a disposizione è più efficace ridurre le perdite di cibo, che incrementare la produzione alimentare per riuscire a nutrire la crescente popolazione mondiale”.

ALTRE BUONE NOTIZIE:

Con il cuscino che si gonfia basta notti insonni se il partner russa Marisa Moles’s Weblog

Roma, donato un sorriso al Bambino Gesù di chezliza

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* Arte e scienza

Superfici Planetarie su Bolle di Sapone

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Una delle cose più affascinanti dei pianeti con grandi atmosfere, come i giganti gassosi, sono i pattern che nascono tra mille tempeste e cinture di tempeste.
Le leggi dietro queste formazioni sono molto complesse, ma l’effetto è governato per molti aspetto dalla fluidodinamica, dal modo in cui interagiscono e si muovono i gas ed i vari fluidi nelle atmosfere.
Questo è l’anello di congiunzione che ci porta al soggetto di oggi: parliamo di Jason Tozer, un fotografo che un giorno ha ricevuto una commissione da parte da parte del giornale Creative Review, per testare una nuova fotocamera, la Sony D-SLR, fotografando da vicino delle bolle di sapone. Il risultato è incredibilmente suggestivo e bello e alla base di questi effetti c’è sempre la stessa fluidodinamica, sebbene con effetti e meccaniche e processi molto diversi.
Ma l’effetto resta comunque molto affascinante, anche pensando a cosa si nasconde dietro una semplice bolla di sapone come ne vediamo tante quotidianamente, specialmente considerando che non sono stati applicati filtri ed effetti secondari in post-produzione alle foto che vedete.

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Per riuscire a raggiungere questi risultati “planetari”, Tozer ha iniziato creando bolle, soffiandole con una cannuccia su un piatto di soluzione a base di sapone, puntando la fotocamera sul piatto. Una grande sfida è stata riuscire a catturare in dettaglio anche i colori più sottili, specie su bolle dove cambiano rapidamente.

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Anche se poi Jason fa notare di aver osservato una drastica diminuzione nella quantità di colori visibili andando avanti con la sessione fotografica, man mano che faceva più bolle.

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Fonte:http://www.link2universe.net

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* 2014 l’anno del Cavallo del Legno

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Io sono il Caledoscopio della mente.

Io irradio luce, colore e moto perpetuo.

Io penso, io vedo, e sono mosso dal fluido elettrico.

Costante solo nella mia incostanza.

Non sono inceppato da vincoli mondani, né oppresso da mète vincolanti.

Io corro sfrenatamente sui sentieri vergini.

Il mio spirito è invitto.

La mia anima è eternamente libera.

Io sono il cavallo

Il 31 gennaio 2014 segna l’inizio dell’ anno del cavallo.

Sarà un anno pieno di energia e di potenza per coloro che hanno lo spirito giusto di avventurarsi nella vita.

Se avete piantato un sacco di semi nell’anno del Serpente (cioè nell’anno 2013) a questo punto l’anno 2014 ci sarà spazio per la crescita personale, lavorativa, spirituale.

Permettete che il vostro cavallo corra, date spazio ai grandi sogni e obiettivi degni di un grande stallone e andrete sulla strada giusta verso il successo.


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L’Astrologia cinese si basa sul calendario lunare.

Il calendario lunare cinese risale al 2637 a.C. quando l’imperatore Huang Ti introdusse il primo ciclo del suo Zodiaco.

L’unità di misura del suo sistema è un ciclo composto da 60 anni, suddiviso in cinque cicli di 12 anni.
Sono passati 4641 anni da quel giorno ma il primo ministro dell’imperatore Huang ha semplicemente attinto alla tradizione orale del popolo per costituire il calendario.

Il calendario lunare cinese appartiene alla storia della Cina. Il popolo cinese si basa su questo calendario parallelamente a quello gregoriano, più per motivi di festività e tradizione.

Ciascun anno è rappresentato da un segno zodiacale e viene battezzato con un nome composto da una radice celeste e un ramo terrestre.

L’inizio di ogni mese avviene ad ogni fase di luna nuova. Il capodanno, o festa di primavera, dura quattro giorni e può verificarsi tra il 21 di gennaio e il 19 febbraio e rappresenta per il Paese, uno dei momenti più importanti dell’anno.

Esistono diverse leggende che spiegano la nascita dello zodiaco cinese, la più popolare narra che il Buddha chiamò a raccolta tutti gli animali della terra, promettendo, come premio per la loro fedeltà, di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno dei primi 12 animali accorsi. Il topo, furbo e veloce di natura, arrivò per primo, saltando dalla groppa del diligente bue che così arrivò secondo, seguito dalla tigre e dal coniglio.

Il drago arrivò quinto seguito dal suo fratello minore, il serpente.

Il cavallo fu settimo e seguirono la capra, la scimmia, il gallo, il cane e per finire il fortunato maiale che arrivò appena in tempo per salutare anch’egli il Buddha.

Si narra infine che l’astuto topo avrebbe ingannato il gatto, comunicandogli la data sbagliata, e che per questo motivo, da allora, gatto e topo sono nemici.

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Il 2014 è l’anno del cavallo.Segue al 2013 , l’anno del serpente.

Dice Omraam Mikhaël Aïvanhov parlando dello sforzo richiesto per ottenere la nuova pelle (nel nostro caso il nuovo anno):

C’è da imparare una lezione dal modo in cui il serpente cambia la pelle. Il serpente sente che una nuova pelle si è formata sotto la vecchia e cerca nelle rocce una fessura o un foro stretto dove si infila con difficoltà: deve sforzarsi per passare dalla… «porta stretta». Quando esce dalla strettoia, ha una pelle nuova, quella vecchia è stata strappata via. Allo stesso modo ognuno di noi deve passare prima o poi attraverso la «porta stretta», per riuscire a perdere la vecchia pelle, cioè le vecchie idee, le vecchie abitudini, i vecchi ragionamenti. Anche per voi verrà questo momento. Sarà certo un passaggio difficile, ma non abbiate paura, non turbatevi! Rallegratevi se perdete la vecchia pelle, perché in tal modo diventerete un essere nuovo con una comprensione più ampia, un cuore più generoso ed un comportamento che porterà agli altri solo benedizioni.”

La caratteristica degli anni del Cavallo è VIVACITA’ ed OTTIMISMO per tutti.

La vita sarà frenetica e costellata di avventure. Tutti si sentiranno creativi, romantici e spensierati.

E’ il periodo dell’avanzamento: le decisioni ed i progetti verranno realizzati con determinazione ed efficienza.

La parola d’ordine sarà: AZIONE.

Tutto è in movimento, ma attenzione a non esagerare, sarà un anno soddisfacente ma faticoso. Il ritmo di quest’anno darà fondo a molte delle risorse di energia lasciando a volte esausti.

E’ un periodo adatto a tirare fuori dal cassetto tutti i sogni, il vento cambia di continuo ma è bene seguire le intuizioni. L’influenza impulsiva del Cavallo indirizzerà le scelte ed i sentimenti infondendo una grande fiducia in se stessi.

L’industria, la produzione e l’economia mondiale riceveranno grande slancio.

La diplomazia e la politica continueranno ad essere ad alta turbolenza ma più concrete.

Quest’anno ci sarà una grande libertà di movimento per chi vuole cambiare, a tutti i livelli ed in tutti i campi.

Altre parole d’ordine: CORAGGIO, ARDIMENTO E DETERMINAZIONE.

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Il 2014 è l’anno del Cavallo yang-maschio del legno.

Questo tipo di cavallo è il più ragionevole di tutti, ma resiste ai tentativi di domarlo.

L’elemento legno gli permette di disciplinare meglio la sua mente e di pensare in modo costruttivo e chiaro.

Molto disponibile alle relazioni sociali, buon intrattenitore e divertente.

Aperto al nuovo si libera del superfluo e accoglie con gioia i cambiamenti e le innovazioni che stimolano la sua creatività e lo rendono disponibile ad ogni esperimento di vita.

I suoi interessi spaziano in vari campi e non si tira indietro nell’assumersi le responsabilità degli obbiettivi intrapresi.

I nativi sotto il segno del Cavallo hanno molte buone qualità.

Il cavallo è quello che più di tutti gli altri animali dello zodiaco cinese sprigiona eleganza, forza, ritmo e nobiltà.

I nativi cavallo hanno la capacità e la tenacia nel lavorare duramente e per questo nella loro vita, vengono ripagati con successo nella carriera e nelle finanze. Per carattere amano stare in mezzo alla gente (frequentano spesso concerti e fiere) e vanno d’accordo in particolare con le persone del sesso opposto.

Il cavallo è uno dei segni più dinamici, con un vigore che promette gioventù e freschezza fino alla fine della sua vita. La volontà e lo spirito di questo segno sono indistruttibili. Affronta la vita con filosofia e grande pazienza, e riesce con grande abilità a risolvere i problemi che gli balzano addosso a seconda delle circostanze.

I nati del segno hanno un insaziabile bisogno di essere stimolati intellettualmente e soddisfano la loro curiosità imparando sempre e leggendo moltissimo, ascoltando, comunicando e viaggiando.

Il Cavallo è un ottimo leader, riverito e rispettato, che incoraggia i subalterni con gentilezza e con la giusta misura di severità.

Nel campo finanziario, i guadagni si collocano in una via di mezzo: non bassissimi ma neanche eccellenti, sebbene comunque soddisfacenti.

Innamorarsi di una persona di questo segno soprattutto se è elemento fuoco vuol dire provare la passione e l’estasi pura. Il Cavallo di fuoco è infatti un partner estremamente premuroso con la persona amata, dimostrandogli ogni giorno con le sue azioni la profondità dei suoi sentimenti.

Il partner ideale del Cavallo è il Dragone o la Scimmia.

I cinque tipi di cavallo:

Cavallo del Metallo 1870,1930,1990

Cavallo dell’Acqua 1882,1942, 2002

Cavallo del Legno 1894,1954, 2014

Cavallo del Fuoco 1906,1996, 2026

Cavallo della Terra 1918, 1978, 2038

Che tipo di Cavallo sei?

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2013, L’anno del Serpente d’Acqua

2012 L’anno del Drago d’Acqua


Fonte: Theodora Lau ” Astrologia Cinese” Edizioni Mediterranee

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* La buona notizia del venerdì: Le sindache di Italia

Ada Fiore Sindaco di Corigliano d’Otranto

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Ada Fiore la si può definire senza ombra di dubbio un sindaco singolare, unico nel suo genere, in un angolo di Salento davvero speciale. A Corigliano d’Otranto, Ada Fiore è riuscita a rendere questa deliziosa comunità un luogo in cui la filosofia, suo grande amore, la fa da protagonista.

Infatti il primo cittadino ha realizzato con il placet e la collaborazione della sua illuminata amministrazione l’ormai celebre “Giardino di Sophia”, un parco dedicato alla filosofia (open 24 hours, perché il pensiero non va mai in vacanza) nella speranza che possa diventare un modello da seguire dalle altre realtà salentine e dall’Italia intera, giungendo a essere una possibile strada per uscire dalla crisi e tentare concretamente di liberarsi dalle catene stritolanti del mercato contemporaneo. Ada Fiore è autrice di un libro (che è parte integrante di questo ampio progetto socio/filosofico) dal titolo Vota Socrate edito da Lupo editore.

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Dall’artigianato filosofico alle conversazioni, Corigliano ha infatti creato un modello che unisce le suggestioni del borgo grico alla bellezza del pensiero. Un modello di marketing territoriale e di ricadute occupazionali sul territorio.

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Ada Fiore è docente di storia e filosofia presso il Liceo F. Capece di Maglie. Dal 1997 al 2006 ha ricoperto la carica di assessore alla cultura del suo paese natale, Corigliano d’Otranto. Dal 2006 al 2010 e dal 2010 ad oggi, riveste la carica di Sindaco ma non ha mai smesso di praticare l’esercizio filosofico con i suoi alunni e anche con i suoi cittadini. Infatti è stata promotrice sin dal 2002 di un’importante innovazione didattica nell’insegnamento della filosofia denominata “Giovani Pensatori” e ideatrice dell’istituzione di un “Parco filosofico” nelle strade del paese a servizio di un nuovo “turismo del pensiero”.
http://www.affaritaliani.it/puglia/il-sindaco-di-corigliano-d-otranto-ada-fiore-e-il-giardino-filosofico.html

Elisabetta Tripodi Sindaco di Rosarno

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“Ho deciso di impegnarmi in politica perché ho sentito il dovere civile di fare qualcosa, di dare il mio contributo alla società” racconta Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno che sottolinea: “Sono stata spinta soprattutto da eventi specifici che hanno abbassato il livello e la qualità della città e compromesso la sua immagine lasciando un senso di abbandono e rassegnazione. Mi riferisco allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale”.
Laurea in giurisprudenza a Pavia, dove ha vissuto per diverso tempo, una carriera da funzionario, docenze e soprattutto una buona conoscenza della macchina amministrativa, Elisabetta Tripodi è la seconda donna sindaco a Rosarno ,la prima durò appena sei mesi.
“Il fatto che mi sia candidata ha permesso che si formasse un maggiore interesse attivo da parte delle donne della città; e, infatti, il consiglio comunale è composta da ben cinque donne su 21”.
Personalmente, nello svolgimento del mio lavoro cerco di impostare la mia amministrazione all’‘ascolto’, per rispondere alle esigenze di tutti e dando una mano concreta alla quotidianità delle donne madri che lavorano, ad esempio investendo parte delle scarse risorse dell’amministrazione in assistenza scolastica di pre e post scuola e trasporto, come servizio ma anche come possibilità di lavoro. Ascoltare, dialogare, confrontarsi sulle diverse esigenze è conditio sine qua non per lavorare bene e mettere le basi per una città che funzioni”.

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Questo è tanto più vero in una realtà del sud come Rosarno dove le condizioni sociali ed economiche sono implicitamente ed esplicitamente condizionate dalla criminalità organizzata.
Elisabetta Tripodi vive sotto scorta.
E proprio sulle nuove generazioni punta Elisabetta Tripodi, “per educare al rispetto delle leggi, base dalla quale nasce una società civile”, specifica il sindaco, descrivendo una serie di progetti nelle scuole atti a diffondere la  conoscenza dei fenomeni criminali, “perché solo attraverso la conoscenza dei fatti i ragazzi possono capire il l’importanza della  giustizia e la repulsione verso ogni forma di criminalità . La base per una città che funzioni è ascoltare, confrontarsi e puntare sui giovani”.

http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=808596&idDett=35223

Giusy Nicolini sindaco di Lampedusa

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Lampedusa, avamposto del sogno italiano per le migliaia di profughi che vengono dal mare, è sempre al centro della cronaca, quella più triste.

“Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. …...”
Così ha inizio la lettera all’Europa che Giusy Nicolini ha inviato dopo l’ennesima tragedia a Lampedusa.

Ma Lampedusa non è solo questo. Della vita sull’isola nessuno parla.
Dare vita a una biblioteca per bambini e ragazzi nell’isola di Lampedusa: è un sogno che nasce nel 2011.
Da allora l’attuale sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, lavora per costruire e avviare questo spazio. E vuole fare di Lampedusa un avamposto per lettori e culla del libro come strumento di integrazione.

E ha fatto un appello: “Lampedusa non ha una biblioteca e neppure un negozio dove poter acquistare libri” ha detto. “Voi ci vivreste mai in una città dove non è possibile comprare dei libri? Io non credo! Quindi se in giro per casa avete libri, di qualsiasi genere, che non leggete o avete già letto e di cui volete sbarazzarvi, aderite all’iniziativa”.

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L’obiettivo è promuovere l’integrazione. Non è un caso, infatti, che il sindaco si sia appoggiata anche a IBBY-International Board of Books for Young People, associazione internazionale che promuove il libro per ragazzi proprio come strumento d’integrazione, con un’iniziativa lanciata lo scorso maggio e che ha raccolto la migliore produzione editoriale di libri senza parole da donare a Lampedusa, l’isola più remota del Mediterraneo.

I libri sono arrivati a migliaia, da privati e da case editrici, tanto che il sindaco ha dovuto richiedere l’aiuto di volontari per catalogarli e sistemarli. E anche quelli sono arrivati.

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Dal 15 al 22 novembre sulle isole di Lampedusa e Linosa si sono svolti una serie di eventi e di attività per i bambini dell’isola e per i bambini naufraghi che vivono nel centro di accoglienza. Scrittori, insegnanti, librai, associazioni per animare letture e laboratori. Nella convinzione che una biblioteca pubblica sia il primo passo per affermare il diritto di bambini e ragazzi di avere accesso alla lettura.
http://www.cadoinpiedi.it/2013/07/30/il_sogno_di_portare_libri.html

http://www.nobordersmagazine.org/2012/11/appello-giusi-nicolini-lampedusa-unione-europea/

Quante sono le donne sindaco in Italia?

Sono 903 le donne sindaco in Italia e amministrano l’11,16 per cento delle nostre 8.092 città.

Mediamente sono cinquantenni (il 67,52 per cento ha tra i 40 e i 59 anni), ma molte sono giovani con meno di 40 (22,59). Sono donne dal profilo culturale alto: avvocate, medici, ricercatrici, psicologhe. Di strada ne è stata fatta da quando l’unico sindaco italiano in gonnella era Ada Natali, la prima nel 1946 a conquistare un Municipio, quello marchigiano di Massa Fermana.
Il record di sindaci donne in Emilia Romagna, la maglia nera in Sicilia e in provincia di Napoli. Potrebbero essere molte di più.
E anche negli ultimi 5 anni si sono fatti passi avanti: fino al 2007 “le sindache” erano 776, e cioè solo l’8,7 per cento.

http://www.left.it/2012/08/10/le-prime-cittadine-ditalia/5730/

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” il ponte fotovoltaico Black Friars Bridge a Londra”

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