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Perchè siam donne: Josephine Baker la ” Venere nera” entra nel Pantheon di Parigi

Josephine Baker, prima donna nera nel Pantheon di Parigi. –

L’omaggio della Francia all’artista, ballerina, combattente nella resistenza all’occupazione nazista e attivista contro il razzismo –

Oggi è il giorno in cui Josephine Baker entra simbolicamente nel Pantheon di Parigi: la prima donna nera a ricevere la più alta onorificenza francese.

Una “figura eccezionale” che “incarna lo spirito francese”, “una donna la cui intera vita è stata dedicata alla ricerca della libertà e della giustizia” si legge nella motivazione con cui Emmanuel Macron ha spiegato la scelta di celebrare Josephine Baker che è anche la prima persona nata negli Stati Uniti e la prima ‘performer’ a essere immortalata nel nel Pantheon, raggiungendo figure come Marie Curie, Voltaire, Victor Hugo e altri personaggi che hanno illustrato la Francia. Ballerina, cantante, nata negli Stati Uniti in povertà e segregazione, star della “Revue Nègre” a Parigi tra le due guerre, combattente della resistenza all’occupazione nazista, attivista contro il razzismo: ecco chi era Josephine Baker. –

Nata Freda Josephine McDonald, il 3 giugno 1906 a Saint Louis nel Missouri, da madre nativa americana e padre di origine spagnola, trascorre gli anni della gioventù nella povertà e nella segregazione. Messa a servizio domestico abbandona la scuola. A 13 anni il primo matrimonio. Successivamente si unisce a una compagnia di artisti di strada e nel 1921 sposa Willie Baker, di cui  manterrà il nome anche dopo la separazione. Parte per tentare la fortuna a New York e a sedici anni debutta a Broadway. Nel 1925 arriva a Parigi con Sidney Bechet. l 2 ottobre 1925, diventa la star della “Revue Nègre” al Théâtre des Champs-Elysées. Qui, in breve tempo conquista il ruolo di prima ballerina e diventa una celebrità a Parigi. La sua danza, un infuocato charleston eseguito in un’ambientazione esotica che unisce il gusto piccante e ricercato del varietà francese al folklore della musica africana, lascia il pubblico a bocca aperta. 

Nel 1927, alle Folies Bergères, Josephine Baker si spinge ancora oltre nello sfruttare le fantasie coloniali dell’epoca esibendosi vestita soltanto di una cintura di banane, accompagnata da una pantera. La prima canzone che esegue nel 1930 al Casino de Paris, “J’ai deux amours, mon pays et Paris”, la consacra definitivamente come diva. –

Nel 1937 ottiene la cittadinanza francese attraverso il matrimonio con Jean Lion. Il matrimonio dura un paio d’anni e nel 1940 la “Venere nera” si rifiuta di cantare davanti ai tedeschi nella Parigi occupata dalle truppe naziste. In realtà, già dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Josephine Baker era entrata nel controspionaggio francese. Durante tutta la guerra, fornisce informazioni alla Resistenza e si esibisce per le truppe alleate, per le quali riceve la medaglia della Resistenza nel 1946 e la Legion d’onore nel 1957 da Charles De Gaulle.

Dopo la guerra Josephine Baker partecipa alla lotta contro il razzismo in Francia e negli Stati uniti. Con il suo ultimo marito, il direttore d’orchestra Jo Bouillon, sposato nel 1947, adotta dodici bambini di diverse culture e origini da tutto il mondo, la sua “tribù arcobaleno”, per dimostrare che “esiste una sola razza umana”. 

Nel 1963, durante la marcia per i diritti civili a Washington guidata da Martin Luther King, il “giorno più felice della sua vita”, Josephine Baker tiene il suo discorso nell’uniforme dell’esercito francese, con le sue decorazioni. –

Negli ultimi anni assume un ruolo importante l’incontro, l’amicizia e il sodalizio con Grace Kelly, già principessa di Monaco, che apprezza il suo talento e l’aiuta concretamente.

Ma c’è anche il riconoscimento istituzionale da parte della Francia, nella persona dell’allora presidente della repubblica, V. Giscard d’Estaing, che in un famoso telegramma scrive: “Nel rendere omaggio al suo talento universale e nell’esprimerle la riconoscenza della Francia il cui cuore ha così spesso battuto insieme al suo, le invio, cara Joséphine, i miei più amichevoli auguri in occasione delle nozze d’oro (1925-1975) che Parigi celebra con lei” Joséphine continuerà a cantare e a ballare fino all’ultimo (sessantotto anni), instancabile, allegra, piena di sogni e di forza.

Il 12 Aprile del 1975 muore in seguito ad un’emorragia cerebrale. I funerali, a cui partecipano ventimila persone, si svolgono nella chiesa della Madeleine de Parise e Joséphine viene poi sepolta nel cimitero del Principato di Monaco.

Sapete che ho sempre scelto la strada più difficile. Diventando vecchia, sicura di averne la forza e la capacità, ho preso quel sentiero difficile e ho cercato di renderlo un po’ più facile. Volevo renderlo più facile per voi. Voglio che abbiate l’opportunità di fare tutto quello che ho fatto io, senza che siate obbligati a scappare per ottenerlo.

Fonti

Joséphine Baker | enciclopedia delle donne

Josephine Baker, prima donna nera nel Pantheon di Parigi. La vita attraverso le immagini – Photogallery – Rai News

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Si chiama Leonard ed è una cometa. Sarà quella di Natale?

” Pallidi fantasmi del cielo, vagano le comete nella notte buia del deserto siderale. Talvolta il Sole ne afferra qualcuna con la sua forza di attrazione. Appare allora ai nostri telescopi un tenue fiorellino lontano che brilla nel firmamento spiegando l’argenteo strascico.

Benvenuta nei nostri territori, ospite fugace.Qualcuno forse ti guarda con diffidenza e vorrebbe imputare a te la responsabilità delle avventure umane., ma io ti credo innocente. Sei tenue, diafana fatta di luce; forse in alcune grandi anfore si potrebbero racchiudere, compressi e liquefatti i gas che fluttuano nella raggera della tua chioma e della tua coda. Non può venire male da te.

Vorrei sapere qualcosa di te, celeste pellegrina dei cieli, e delle tue sorelle.La tua storia per esempio. Da dove vieni? Dove vai? Chi ti ha ordinato un lungo vagabondaggio nello spazio come all’inseguimento di una meta che sempre fugge davanti a te? Cosa hai visto nei millenari pellegrinaggi? Ora come una celeste libellula voli intorno al rogo ardente del Sole; ma non ti brucerai mai le ali, potrai fuggire ancora attraverso l’infinito. Fra pochi giorni ti vedremo come uno spettro lontano, ti dileguerai nel mistero della notte senza fine.”

Così inizia un vecchio libro di astronomia della nonna nel quale si parla di comete.

Ma anticamente le comete erano considerate come effimeri fenomeni celesti, o si credeva che fossero anime di grandi uomini ascese come beati al Cielo.

Secondo Aristotele, “il maestro di color che sanno”, come lo chiama Dante nella Divina Commedia, le comete erano esalazioni della Terra, che venendo in contatto con l’alta atmosfera prendevano fuoco, originando splendide code.

Ma quasi sempre la loro comparsa era considerata come un presagio nefasto e provocava terrore. Antichi pittori davano forme mostruose alle apparizioni: teste umane mozzate, croci insanguinate, spade fiammeggianti, draghi minacciosi.

Un testo cinese del ’600 a.C. descriveva i guai che provocavano: secondo loro le balene morivano al suo passaggio, se passava nella costellazione dell’Orsa Maggiore invece morivano i soldati. Se malauguratamente la cometa transitava vicino alla Stella Polare l’imperatore perdeva il suo trono.

arazzo

Nella cometa del 1528 il medico Antonio Parè vide un mostro celeste contornato da una folla di orribili facce umane . Perfino il matematico Bernoulli affermava che se il corpo di una cometa non è un segno visibile della collera di Dio la coda tuttavia poteva esserlo.E il matematico Maupertuis riteneva che una cometa avrebbe potuto ardere ed incenerire tutto il genere umano.

L’astronomo Pingrè temeva che una cometa portasse via la Luna, e persino Lambert, che aveva esplorato il mistero della Via Lattea, supponeva che le enormi teste delle comete avrebbero potuto strappare la terra dalla sua orbita e trasportarla negli abissi dello spazio.

Effettivamente le teste delle comete hanno dimensioni enormi: si calcolava che molte centinania di pianeti potevano essere contenuti in quella famosa cometa del 1811.

Le code poi, hanno lunghezze immense: quella della cometa di Donati si sarebbe potuta avvolgere circa duecento volte intorno alla Terra.

cometa-del-1811


Fra i tanti pensatori che si espressero sulle comete, Seneca affermava che le comete si muovono regolarmente secondo le vie prescritte dalla natura.

E così avviene:alcune seguono un’orbita chiusa intorno al Sole , allontanandosi e avvicinandosi, e tornano periodicamente a visitarci, anche dopo migliaia di anni.

La cometa del 1843 aveva una coda lunga 320 kilometri ad una velocità di 2200 chilometri al secondo.Si pensava che fosse la maggiore velocità misurata nell’universo.

La cometa del 1860 volò a oltre 500 chilometri al secondo , un periodo probabile di 88 secoli, 44 all’andata e altrettanti al ritorno.

Laplace scrisse che un urto della terra con una cometa avrebbe provocato adirittura un cambiamento nella posizione dell’asse terrestre …ci sarebbe stato un nuovo diluvio e i segni della civiltà sarebbero spariti per sempre…

Ancora nei primi anni di questo secolo l’asrtonomo Guglielmo Meyer ammetteva la possibilità di pericolose conseguenze ” il Sole si oscurerà, lampi giuzzeranno dal cielo nero e pietre roventi piomberanno sulla terra …i monti precipiteranno nelle valli e le calde onde saliranno alte come montagne…”

Sappiamo oggi che un fenomeno del genere è altamente improbabile, anche se i catastrofisti sono fertili di immaginazione.

Come per la cometa del 1910. I calcoli avvertivano che nella notte del 19 maggio la Terra sarebbe stata avvvolta dalla coda di questa figlia errante del Sole. Si diffuse così un vero panico perchè si venne a sapere che la coda conteneva probabilmente gas velenosi.

Inutilmente seri ed illustri scienziati smentirono tale notizia. Un industriale americano si rifugiò con la famiglia in un sotterraneo corazzato munito di cento bombole di ossigeno per sfuggire alla morte.

Nell’ Europa centrale alcune persone si tolsero la vita per il timore dell’imminente fine del mondo. Tutti attendevano con ansia il fatale momento. E non accadde proprio niente.

La cometa Leonard(C/2021 A1), ribattezzata Cometa di Natale, è stata scoperta lo scorso gennaio da GJ Leonard all’Osservatorio del Monte Lemmon e raggiungerà la minima distanza  dalla Terra il 12 dicembre 2021 alle 14:54 ora italiana (ma per noi sarà visibile poco prima dell’alba e subito dopo il tramonto), quando sarà a 34 milioni di km da noi.

E insieme si incontrano con la Cometa Leonard. Giove, Saturno e Venere che si allineano tra il 15 e il 17 dicembre 2021.

Si prevede che questa sia la più luminosa cometa dell’anno e, che, dopo aver raggiunto il punto più vicino al Sole il 3 gennaio 2022, non torni più nel nostro Sistema Solare. Quindi davvero non possiamo perdere questo spettacolo irripetibile.

Come spiega la Nasa,, pur avendo certezza che il punto più vicino alla Terra sarà raggiunto il 12 dicembre, la luminosità della Leonard potrebbe raggiungere il massimo anche il 13 o il 14 del mese. In particolare, se la cometa dovesse emettere molta polvere, il picco più luminoso potrebbe manifestarsi verso il 14 dicembre, a causa della diffusione della luce che in questo modo arriverà a noi più tardi.

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La buona notizia del venerdì : Anche a Ostia Lido il ” caffè sospeso”

Caffè sospeso: da Napoli una tradizione alla conquista del mondo

Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…

(Luciano de Crescenzo, “Il caffè sospeso,” )

Semplicemente, il cliente di un bar paga per due caffè ma ne beve solo uno. Nel corso della giornata, se una persona meno abbiente entra in quel bar e chiede se ci sia un caffè sospeso, il barista gli prepara il caffè pagato dal cliente di prima. Questa semplice usanza, che si basa sull’onestà e sulla fiducia, è un grande segno di umanità che fa onore a chi si prodiga per non farla sparire.

A Ostia Lido proprio nella zona centrale dove ancora si trovano villini d’epoca degli anni 20, nella Piazza della Stazione Vecchia, c’è un bar tabaccheria di recente ampliato.

Si viene accolti da un profumo intenso di arancia candita che, per chi non lo sa, è la caratteristica dei dolci napoletani doc. Non si può non essere attratti dalla varietà di dolci rigorosamente partenopei dalle sfogliatelle, ai fiocchi di neve, ai babà di varie dimensioni e se si è proprio fortunati una bella imperdibile pastiera!

Ma questa è solo una prima accoglienza che il Signor Alfonso riserva ai suoi ospiti , perchè cosi tratta i suoi clienti.

Quando arriva l’aroma intenso del caffè ogni estimatore di questa prelibata bevanda non vede l’ora di assaggiarla.

“Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?”

Perchè il caffè del Signor Alfonso, napoletano doc, una volta gustato non si dimentica più!

Ma c’è di più al Bar Della Vecchia Stazione sì può lasciare il famoso caffè sospeso .

Ci auguriamo quindi che questa tradizione popolare non sparisca ma diventi un esempio per la “sospensione” temporanea delle classi sociali, per unire tutti, dai ricchi ai poveri, nel rito del caffè.

Che, a detta di molti, è difficile trovarne di più buoni al di fuori della città partenopea. Tranne che a Ostia Lido dal Signor Alfonso!

Leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/04/11/la-buona-notizia-del-venerdi-arriva-il-libro-sospeso-dopo-pane-pizza-e-caffe/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/12/23/la-buona-notizia-del-venerdi-arriva-il-giocattolo-sospeso/

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Perchè siam donne: L’arma segreta delle donne dai tempi dei tempi …ancora oggi?

Bravery of the Persian Women

Frans Francken the Younger(1581-1642)

Il coraggio delle donne persiane è uno dei primi esempi dei celebri dipinti storici di Frans Francken il Giovane.

Qui ritrae una delle storie raccontate da Plutarco nel quinto volume dei suoi Moralia, ( 46/48 d.C.) dedicato al coraggio delle donne.

Battendo una frenetica ritirata, l’esercito persiano guidato da Ciro il Grande (590 a.C. – 529 a.C.) cercò di rientrare in città da dove proveniva, con il rischio di portare con sé il nemico inseguitore.

Furiose per essere messe in pericolo, le donne della città corsero incontro ai soldati e sollevarono le loro vesti per farli vergognare. Accusando i loro mariti di codardia, le donne li esortarono a tornare in battaglia. Mortificati, i Persiani rinnovarono il loro coraggio e tornarono a sdorsi il nemico.

Questo dipinto delle dimensioni di una parete è esemplare dell’abilità tecnica di Francken nella composizione di scene di folla strettamente imballate e nella resa di piccole figure. È anche tipico della sua preferenza per argomenti storici o allegorici che potevano – come i racconti di Plutarco – trasmettere un messaggio morale allo spettatore.

Anticipando di centinaia di anni un gesto di coraggio delle donne! Così pensava Plutarco!

Nel diciannovesimo secolo in Cina le donne salivano in cima alle mura delle città e alzavano le vesti per spaventare gli uomini.

Nel 1958 settemila donne nel Camerun Occidentale, in Africa, hanno alzato le loro gonne in una incredibile dimostrazione per protestare contro i regolamenti governativi che stavano cambiando in peggio il modo in cui le donne coltivavano la loro terra. Le donne hanno vinto!

Alzare deliberatamente le gonne per rivelare la propria femminilità è il gesto più antico e più orgoglioso usato individualmente e collettivamente dalle donne da millenni per proteggere le loro famiglie, case, comunità, fertilità e stile di vita. E farsi riconoscere come individui con gli stessi diritti e gli stessi doveri di ogni appartenente alla società umana.

La domanda è: é ancora questo il miglior gesto di coraggio delle donne per farsi valere?

Ne abbiamo di strada da fare!

Fonte:





(20+) Catherine Blackledge | Facebook

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La stagione delle eclissi: sono sette fino al 2023!

Il Sole è tranquillo in questo momento e l’attività solare è bassa.

I raggi Galattici stanno ancora arrivando .Le energie sono molto rassicuranti e aiutano a integrare alcuni dei recenti aggiornamenti che sono in corso.

Questa settimana continueremo a essere nel Portale Pleiadiano

Ciò significa che per tutta la settimana ci stiamo ancora allineando e riceviamo molte energie ad alta frequenza dalle Pleiadi

È un momento fantastico per connettersi con queste energie .Stiamo ancora risentendo degli effetti dell’eclissi lunare del Toro di questa settimana.

Ne sentiremo gli effetti anche per i prossimi 6 mesi.

Siamo in uno spazio potente, quando siamo tra le due Eclissi.

Questo è un portale potenziante!!

Il 4 dicembre abbiamo una Luna Nuova in Sagittario ed anche una Super Eclissi Solare.

Ciò significa che fino ad allora sentiremo davvero le energie di entrambe le Eclissi

Questa stagione di Eclissi ti sta incoraggiando a fare grandi cambiamenti.

Potrebbe anche rivoluzionare molte cose per te. Queste due eclissi sono tutte incentrate su nuovi inizi e nuove fini.

L’eclissi lunare del Toro, che abbiamo appena avuto, è la prima sul nuovo asse Toro-Scorpione. Questo è stato l’inizio di un nuovissimo ciclo di Eclisse che ha già aperto importanti porte per te.

Questo ciclo di eclissi durerà fino a ottobre 2023.

Ci saranno ben 7 eclissi sull’asse Toro-Scorpione.

L’eclissi è una fonte di oscurità, di incertezza. Quando nel cielo ci aspetteremo luce e chiarezza, l’eclissi è un improvvisa perdita di certezze.

Ci sono forti energie ancora sconosciute intorno a noi. E il nuovo ci spaventa e ci ritiriamo nel nostro profondo . Ma è sempre da dentro che parte la creazione e tutti i progetti futuri!

Saremo tutti molto coinvolti da questa energia e più sensibili alla emotività che alimenta. Tutta l’umanità è consapevole del nocciolo della questione e delle strategie necessarie ora e per il futuro.

Ci aspettano grandi cambiamenti sia a livello materiale che nell’equilibrio dei rapporti. in questo periodo.

L’eclissi solare del 4 dicembre è l’ultima delle eclissi che conclude l’anno e mezzo sull’asse Gemelli-Sagittario

Ora siamo entrati nel segno del Sagittario e ognuno di noi sarà, sotto lìinflusso di questo segno, artefice del suo percorso vincente verso la sua personale meta.e sarà la luce del Solstizio a illuminarla.

Il Sagittario è governato da Giove. Ora che Giove è tornato diretto l’energia del fuoco sarà molto più facile da utilizzare.

Il resto dell’anno porterà cambiamenti di fortuna, abbondanza e importanti colpi di scena

Le eclissi accelerano le cose, quindi nei prossimi 6 mesi ci sarà una grande spinta al cambiamento con eventi ravvicinati in ogni campo

E’ il momento di tirare i tuoi sogni fuori dal cassetto e lanciarti verso le nuove avventure che giudicavi impossibili.

Hai a disposizione tutte le spinte energetiche che ti saranno utili . Basta credere e… tutto l’universo si muoverà per aiutarti.

Il Sagittario lancerà le sue frecce nella direzione che tu vorrai.

Il tuo Destino è la Tua Volontà!

Fonte : https://www.sparksofdivinelighthealing.com/

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La buona notizia del venerdì: Con la Luna Piena c’è anche l’eclissi … Chi saprà cogliere il messaggio?

Il Plenilunio di Novembre è conosciuto come Luna Neve.

La morte del Sole ormai è percettibile, la neve ricopre il Grembo della Madre, il silenzio si impone. Meditiamo sull’importanza della Dea nel ciclo rigenerativo, stiamo in silenzio ascoltando i suoni della Natura, rimaniamo all’aperto sfidando il freddo e dimostrando la nostra predilezione per la Luce. L’animale totemico è il Serpente simbolo della rigenerazione e del cambiamento. La sua virtù solare ci ricorda che presto la Tenebra sarà sconfitta e gli Dei torneranno sulla Terra.

Questa Luna Piena di Novembre 2021 sarà nel punto più lontano dalla Terra, per cui si mostrerà un po’ più piccola del solito. Una micro luna piena!!

E ci sarà un’eclissi lunghissima .l’eclissi parziale di Luna più lunga tra quelle dello stesso tipo previste fino al 2100, con una durata totale di oltre 3 ore.

‘E dal 18 febbraio 1440 che non si assisteva ad una eclisse parziale così

Questa Luna cade in Toro, insieme a Urano che è retrogrado nel Toro.

Urano è il pianeta che descrive come l’esperienza terrena agisce sulla coscienza: il risvegliarsi dall’illusione della materia attraverso la conoscenza di ciò che avviene sia a livello fisico che a livello spirituale. Urano aiuta l’essere umano a conoscere sè stesso, Perché ogni conflitto che viviamo fuori è in realtà sempre lo specchio di un conflitto che viviamo dentro di noi e la più grande difficoltà è proprio di scoprire chi siamo.

In questo momento è quindi proprio assolutamente necessario abbandonare tutto quello che in realtà non ci interessa, che non fa parte della nostra vocazione e della missione della nostra Anima.

Questo Urano invita ad affrontare la vita con leggerezza, senza curarsi troppo di ciò che avviene ma piuttosto di prendere le cose così come vengono, senza paura del futuro.

Questa Luna Piena in Toro in opposizione al Sole in Scorpione ci sta invitando a lavorare per raggiungere un equilibrio tra le energie opposte dentro di noi.

La Luna in Toro desidera trovare appagamento emotivo attraverso le semplici cose tangibili nella vita, mentre il Sole nello Scorpione spinge  la nostra attenzione  alla coscienza della complessità dell’esistenza, che è il risultato dello spirito manifesto, verso il mistero della morte intesa come trasformazione.

La Luna Piena illumina questo conflitto tra forma (Toro) e trasformazione (Scorpione), e tra la raccolta (Toro) e la condivisione (Scorpione).

In primo piano sono le questioni di rapporti intimi, dei livelli di comfort personale, dei valori, della sessualità.

La Luna Piena è un momento di culmine e la promessa di compimento di ciò che è stato avviato durante l’ultima Luna Nuova.

La scelta che si farà durante questa luna piena porterà risultati duraturi

Approfittate quindi e impostate nuovi modelli in ogni campo della vostra vita.

Fare il punto della situazione alla luce dei risultati ottenuti vi aiuterà a riconoscere le vostre qualità e scoprire a quali risorse volete attingere per gli obbiettivi futuri.

Riconoscete i vostri meriti e la quantità di ciò che avete costruito.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve, il ritmo della natura vi è congeniale.

Siate creativi nel modo di vedere i nuovi modi in cui si possono impegnare le risorse presenti, siate aperti agli imprevisti che si trovano proprio dietro l’angolo e che si possono manifestare nella vostra realtà solo se ci credete.

Toro è un segno di Terra: i suoi attributi energetici sono la tranquillità, la pazienza e la stabilità.

Questo è il motivo per cui qualsiasi azione programmata durante questa  luna piena si realizzerà in tempi più lunghi ma duraturi e tangibili.

Attenzione, come sempre, all’energia dell’eclissi.

L’eclissi è una fonte di oscurità, di incertezza.

Quando nel cielo ci aspetteremo luce e chiarezza, l’eclissi è un improvvisa perdita di certezze.

Ci sono forti energie ancora sconosciute intorno a noi. E il nuovo ci spaventa e ci ritiriamo nel nostro profondo . Ma è sempre da dentro che parte la creazione e tutti i progetti futuri!

Saremo tutti molto coinvolti da questa energia e più sensibili alla emotività che alimenta. Tutta l’umanità è consapevole del nocciolo della questione e delle strategie necessarie ora e per il futuro.

Ecco il perchè di questa lunga pausa di riflessione che ci viene offerta dall’eclissi!

Forse si accenderà una scintilla!

Ognuno potrà coglierla dentro se stesso e alimentarla! Questo è il momento!

Al tempo della Luna Piena il velo dell’illusione viene sollevato, è un momento di aggiustamento emotivo delle tematiche emerse durante la precedente Luna Nuova, un periodo in cui “Un flusso d’Amore viene riversato da tutti i Maestri” (Maestro Djwal Khul) per supportare la nostra crescita di consapevolezza.

Ogni evento celeste è un’opportunità di crescita per la coscienza di ogni essere manifesto

ispirato da: La Sorgente e la Dea | Facebook

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Perchè siam donne:Plautilla Bricci pittrice e architettrice del barocco

Plautilla Bricci è stata una pioniera, una prima donna, ovvero la prima architetta d’Europa.

Il suo lavoro ha regalato a Roma bellezza e arte. A raccontare questa figura così importante della storia artistica della città è una mostra allestita alla Galleria Corsini: “Una rivoluzione silenziosa: Plautilla Bricci, pittrice ed architettrice”.

Si tratta della prima esposizione interamente dedicata alla figura e al lavoro dell’artista che operò nella Roma barocca. In mostra, l’intera produzione grafica e pittorica dell’artista e vari progetti rinvenuti nell’Archivio di Stato, come uno per il rifacimento della Scalinata di Trinità de’ Monti.

Plautilla Bricci nacque nell’agosto del 1613 in quel dedalo di vicoli intorno piazza del Popolo che allora e anche dopo era ad alta densità di artisti, pittori, musicisti, scrittori.

Il padre di Palutilla era appunto, uno di questi artisti e faceva parte del circolo del Cavalier D’Arpino.

Sebbene non fosse frequente per una donna all’epoca diventare un’artista di fama, una firma capace di attrarre a sé incarichi prestigiosi e ricche commesse, ormai sappiamo, grazie alle ricerche degli ultimi anni che di artiste ce ne erano.

In particolare, la sorte che spingeva una donna a intraprendere la strada dell’arte era spesso legata a due o alla vita claustrale nelle quattro mura di un monastero (circostanza che ci ha regalato grandi pittrici e miniaturiste) oppure, come nel caso di Plautilla, l’essere figlia di artista. 

Il che apriva la strada all’apprendimento diretto delle tecniche pittoriche nei laboratori artigianali di famiglia, come era accaduto anche per la più celebre collega pressoché contemporanea della Bricci, ovvero Artemisia Gentileschi.

Fu così che Plautilla, grazie al padre Giovanni e alla frequentazione del circolo di intellettuali che si riunivano intorno al Cavalier d’Arpino potè apprendere le tecniche pittoriche e i rudimenti dell’architettura per poi intraprendere la propria carriera e contribuire a quell’esplosione di splendore che fu la Roma Barocca.

L’incontro che cambiò le sortì e diede spinta alla carriera artistica di Palutilla Bricci fu quello con l’abate Elpidio Benedetti. Messo pontificio a Parigi, al suo ritorno dalla Francia era in cerca di giovani talenti da proporre al cardinale Mazzarino.

La sua attenzione si posò su una giovane donna artista che iniziava a farsi strada. Siamo intorno al 1630 e Plautilla Bricci inizia a lavorare con costanza. Delle sue opere ne sono arrivate molto poche a noi, e tutte di un periodo successivo. Ma sappiamo per esempio, che la pittrice e architetta frequentò la prestigiosa Accademia di San Luca.

Sebbene ebbe diverse commesse come pittrice, la vera fama arrivò con la sua opera di architetta, architettrice.

La scoperta di documenti inediti sulla vita di Plautilla, l’identificazione di nuove opere e il restauro dei suoi progetti architettonici conservati presso l’Archivio di Stato di Roma , consentono di fare nuova luce su questa affascinante figura di artista, unico architetto donna dell’Europa preindustriale.

In mostra si potranno ammirare un ambizioso progetto della Bricci per la scalinata di Trinità dei Monti (1660), la vasta lunetta da lei dipinta per i Canonici lateranensi (1669-1673) e altre due sue tele conservate a Poggio Mirteto, restaurate per l’occasione: lo Stendardo della Compagnia della Misericordia raffigurante la nascita e il martirio del Battista (1675) e la Madonna del Rosario (1683-1687) del duomo.

Chiude l’esposizione un prestito eccezionale: il quadro d’altare raffigurante San Luigi IX di Francia tra la Storia e la Fede dipinto da Plautilla per la cappella di San Luigi (1676-1680) nella chiesa dei Francesi, interamente progettata dall’architettrice per l’abate Benedetti, accanto alla cappella Contarelli.

A incaricarla della sua opera forse più celebre, compiuta con il fratello Basilio, fu ancora una volta Benedetti che la incaricò della costruzione della villa, presso Porta San Pancrazio, detta poi ‘del Vascello’.

Come si sa, la villa venne distrutta dalle cannonate francesi nell’assedio alla Repubblica Romana, ma dalle testimonianze precedenti sappiamo che l’opera venne molto elogiata e con lei l’architettrice.

Ciò che possiamo ancora ammirare invece è la cappella creata all’interno della Chiesa di San Luigi dei Francesi. Nota per lo più per i dipinti di Caravaggio, all’interno della chiesa la cappella principale è opera proprio di Plautilla Bricci. E’ dedicata a Luigi IX e all’interno splende la a pala d’altare ‘La Francia tra la Storia e la Fede’.

Il quadro è ora in mostra alle Gallerie Corsini.

Dopo questi due trionfi, Plautilla continuò a lavorare fino circa al 1692 quando decise di ritirarsi, ormai anziana, in un convento a Trastevere, dove morì alla fine del 1705.

Sebben che siamo donne” è il titolo di uno dei tanti canti delle donne mondine che rivendicavano il loro salario come al solito minore di quello degli uomini.
Con questo titolo pubblicherò articoli che parlano di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro fatto. Solo per il fatto di essere donne. O temporanea
mente dimenticate.

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* La buona notizia del venerdì: Nelle Filippine una nuova legge impone agli studenti di piantare 10 alberi per potersi laureare

La Repubblica delle Filippine è uno stato del sud-est asiatico formato da 7.641 isole.

La particolarità, di essere uno stato completamente insulare, unita al clima tropicale fa delle Filippine una nazione con un’enorme varietà di specie vegetali: esistono, infatti, 13.500 specie di piante.

Purtroppo anche la ricchezza delle Filippine è stata, in passato, messa a dura prova dal disboscamento. Per questo, il governo sta approvando una legge che possa salvare la sua vegetazione.

 

Secondo alcune stime, il disboscamento ha sottratto alle Filippine, tra il 1934 e il 1988, circa 24 milioni di acri di foreste.

Oggi, la vegetazione copre circa il 20% del territorio (nel 1934 era il 70%). Questa drastica diminuzione delle aree verdi, ha portato il governo dello stato asiatico a prendere un importante provvedimento.

È stato approvato dalla Camera dei Deputati il progetto “Legge sul conseguimento del titolo di studio per l’ambiente”. La proposta attende solo la conferma da parte del Senato per diventare legge a tutti gli effetti.  

L’idea è quella di obbligare ogni studente a piantare 10 alberi prima del conseguimento di qualsiasi titolo di studio

Il governo ha ipotizzato che, attraverso questa proposta, sarà possibile piantare circa 525 miliardi di alberi nel corso di una sola generazione.

Se la legge dovesse passare, già nel 2019 potrebbero essere piantati almeno 175 milioni di nuove piante: 12 milioni saranno infatti gli studenti che supereranno l’esame di scuola elementare e media, 5 milioni i diplomati e 500.000 i laureati. 

Se ognuno di loro piantasse 10 alberi, si arriverebbe a 175 milioni di alberi piantati in un solo anno. Ovviamente il governo ha già individuato le aree disponibili e gli alberi più adatti, cioè quelli già presenti nella flora filippina.

Si tratta di una iniziativa davvero encomiabile che permetterebbe ad un’intera nazione di combattere il disboscamento e l’inquinamento con le forze di ogni singolo individuo. Un’iniziativa che tutti i governi del mondo dovrebbero seguire.

https://www.curioctopus.it/read/21450/nelle-filippine-una-nuova-legge-impone-agli-studenti-di-piantare-10-alberi-per-potersi-laureare?fbclid=IwAR0OXQjaDmyVm6mK6GeF4UvYwKiG600pTu3XLGP1sJv10ELS417aADG3dsM

https://www.curioctopus.it/read/21253/rigenerare-le-foreste-bombardando-il-terreno-con-i-semi:-in-thailandia-questa-tecnica-sta-dando-i-suoi-frutti?fbclid=IwAR0MM6scrDRVIw_9kkruGbocb9wvC3LFLxN-i-kuMFmpVsZ6dyxrPmPY2DE

https://www.nonsprecare.it/piste-ciclabili-piu-belle-italia?fbclid=IwAR1sCfw32vygR8jkqczy_YimwVsFWAgmvV0jUv-k1_1QESHaLN4uDpL2N6U

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Perchè siam donne: Anche al Vaticano le quote rosa!

Donne nella chiesa.

Ora ce n’è una donna fra i consiglieri del Papa.

 Suora Nathalie Becquart è stata nominata da Papa Francesco come sottosegretaria del Sinodo dei vescovi, consiglio permanente che ha il compito di aiutare il pontefice nel governo della Chiesa cattolica.

Per la prima volta una donna avrà diritto di voto nel Sinodo che, da quando fu istituito da Papa Paolo VI nel 1965, ha visto votare esclusivamente i vescovi. Negli anni le donne erano state uditrici e avevano avuto la possibilità di intervenire in assemblea, mai di votare.

Suor Nathalie Becquart, nata a Fontainebleau nel 1969, è una componente della congregazione delle missionarie saveriane. È stata responsabile della pastorale giovanile e vocazionale presso la Conferenza episcopale francese. Da due anni è consulente del Sinodo chiamata per le sue competenze come è possibile fare per persone che non sono vescovi. Insieme a suor Becquart, è stato nominato sottosegretario anche padre Luis Marín de San Martín.

Per la severiana francese è insieme una chiamata al servizio e un’avventura. «Non avrei mai immaginato questo; ho sperimentato che lo Spirito Santo è pieno di sorprese. Sono molto colpita e allo stesso tempo ricevo questa nomina come una chiamata da parte della Chiesa e di Papa Francesco che viene ad unirsi ad una chiamata interiore che sento ormai da parecchi anni a mettermi al servizio la sinodalità».

È chiaramente una nuova apertura alle donne da parte di Papa Bergoglio. «Questo compito lo accolgo come un segno di fiducia verso le donne nella Chiesa, per le religiose, e più in generale anche per i laici e come risposta a tutto ciò che è stato detto durante gli ultimi Sinodi e su cui il Papa insiste molto: la sfida di coinvolgere le donne nelle decisioni e nel discernimento nella Chiesa».

Suor Becquart confida nel lavoro in una squadra diversificata. La sfida è questa: «Lavorare insieme nella Chiesa, uomini, donne, sacerdoti, vescovi, laici, religiosi, nella diversità delle vocazioni».

Per la parità di genere anche fra le cariche pontificie, Papa Francesco ha inoltre annunciato la nomina di Suor Raffaella Petrini, appartenente all’ordine delle Suore Francescane dell’Eucaristia (istituto nato negli Stati Uniti negli anni ’70), come segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. per la prima volta una donna detiene il potere esecutivo in luogo del Pontefice

Finora alla religiosa era affidato l’officio della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

Il Governatorato vaticano è l’organo che esercita il potere esecutivo nello Stato di Città del Vaticano in luogo del Santo Padre, fu istituito nel marzo 1939 e ha sede nello storico Palazzo del Governatorato in Vaticano.

È la prima volta che una donna occupa questo ruolo, e questa nomina dimostra ancora una volta la forte impronta rivoluzionaria che il Papa sta imprimendo al governo del Vaticano, finora fortemente improntato al maschilismo.

Suor Petrini, 52 anni, si è laureata in Scienze Politiche e ha conseguito un dottorato presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dove lavora attualmente come docente.

SALE

Fonti:

Papa Francesco sceglie Suor Petrini come segretario del Governatorato: è la prima donna a ricoprire l’incarico – greenMe

Donne nella chiesa, il Papa nomina Suora Becquart: «Segnale importante» | Vanity Fair Italia

Eva ringrazia!

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Perchè siam donne: Finalmente in mostra centodieci artiste pioniere dell astrattismo del ‘900! Molte sconosciute!

LA MONUMENTALE MOSTRA ALLESTITA GUGGENHEIM MUSEUM DI BILBAO, CON 400 LAVORI ESPOSTI, VUOLE RIBALTARE LA PERCEZIONE DEL SECOLO SCORSO CON UN AMPLISSIMO BACINO DI ARTISTE. SPAZIANDO DALL’ARTE TESSILE AI VIDEO, DALLA PITTURA ALLA DANZA.

Chiedendo a cento persone diverse che forma darebbero a un’idea, si riceveranno cento risposte altrettanto diverse. Lo stesso vale per ognuna delle 110 donne in mostra al Guggenheim Museum di Bilbao, molte delle quali è probabile che non abbiate mai sentito nominare: l’astrazione è una cosa diversa. Alcune rispondono con arte pittorica, altre tessile – troppo a lungo annoverata tra gli “hobby” artigianali –, c’è chi risponderebbe con un video e chi non riuscirebbe a condensare le sue emozioni in nient’altro che in una danza.

Il compito della mastodontica collettiva Women in Abstraction, in mostra fino alla primavera 2022, è duplice. Da un lato, vuole riportare alla luce le opere e i volti di quelle personalità considerate visionarie: “In apertura ci sono i ritratti di tutte e 110 le artiste della mostra, è uno statement”, racconta la curatrice del Centre Pompidou Christine Macel a cui dobbiamo la mostra insieme alla curatrice del Guggenheim Lekha Hileman Waitoller. “Se conosciamo alcune delle opere in mostra, o persino i loro nomi, quanti di noi possono dire di riconoscerne i volti, come faremmo con Picasso o Giacometti?”.
Il secondo scopo è quello – ancora più arduo – di trasmettere la complessità della percezione artistica, della manifestazione emotiva e stilistica di teorie e modelli che dialogano molto con il proprio tempo, pur offrendo qualcosa di assolutamente ineditolo sguardo delle donne.
Gli oltre 400 lavori in mostra compongono un’enciclopedia del Novecento mai vista prima, una mastodontica rivisitazione di ciò che molti pensano di sapere sui più grandi movimenti artistici del secolo scorso e dei loro protagonisti. L’esposizione, ideata dal Centre Pompidou dopo due anni di ricerca, ordina quasi cronologicamente una quantità impressionante di lavori, che rinnovano la nostra visione del secolo scorso.

Georgiana Houghton

Osservando le linee bianche delle opere di Georgiana Houghton, si assiste a una forma di astrattismo che è comunicazione spirituale e divina attraverso le simbologie – non troppo diverso dal fare arte “filosofico” di Hilma Af Klint, a cui troppo spesso viene attribuita l’anticipazione dell’opera di Kandinskij: “Fanno due cose completamente diverse”, dice Macel.

Hilma Af Klint, The Swan, No. 16, Group IX/SUW, 1915. Oil on canvas, 154.5 x 151 cm. Courtesy of The Hilma af Klint Foundation © Hilma Af Kint, VEGAP, Bilbao, 2021. Photo Moderna Museet, Stockholm

Se le prime forme di astrattismo sono pittoriche, non passa molto perché artiste come Loie Fuller o Gret Palucca concretizzino l’astrazione nella danza, o nell’arte tessile come Gertrud Arndt, che come tutte le donne del Bauhaus permettevano il mantenimento del gruppo di artisti uomini vendendo tappeti e arazzi. Arrabbiarsi, passeggiando per la mostra, è inevitabile se si è femministi

. Spicca con forza il volto di Hedda Sterne, nel ritratto collettivo degli irascibili americani, unica donna in un mare di uomini, e lo stesso vale per le sfortunate “mogli”, occultate dal successo dei mariti: Lee Krasner sopra tutte, la moglie di Jackson Pollock – le cui opere in olio e smalto su cartone e lino sono talmente precise e stratificate da parere ricami fatti all’uncinetto –, che insisteva su come lei fosse semplicemente un’artista, non una “donna artista”. La mostra, aspetto a cui Macel teneva molto, non è eurocentrica: fortissimo il “vestito” di luci di Wook-kyung Choi, che mutua dall’astrazione coreana e dal pop newyorchese una critica della cultura patriarcale, e immaginifica l’astrazione modulare della libanese Saloua Raouda Choucair, che, ispirata dalla poesia rap, ricrea il modo in cui si combinano le lettere nel flow

L’astrazione è in queste voci di donna eccentrica e umoristica: due esempi sono la scultura-danza di Marta Pan – che acquisisce senso solamente quando la si guarda insieme a un video di forsennata danza di coppia – e l’opera di Rosemarie Castoro, che nei Seventies dedica una scultura ai peli delle ascelle. L’impressione che nasce da tutte queste opere è quella di avere molto da imparare, e una nuova grande occasione per farlo.

Fonte:

Le donne dell’astrazione in mostra a Bilbao (artribune.com)