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* La buona notizia del venerdì: Il Protocollo di Milano come carta costituzionale del cibo mondiale

Ecco chi ha sottoscritto il Protocollo di Milano e perché:

È stata approntata la bozza finale di quella che si candida a diventare una carta costituzionale del cibo mondiale. L’ha scritta Barilla, la stanno firmando in molti.

È pronta la versione finale del Protocollo di Milano che sarà diffusa in occasione di Expo 2015. Il Protocollo, una sorta di carta costituzionale del cibo promosso da Barilla attraverso il suo Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn), fissa sulla carta impegni concreti per combattere lo spreco alimentare, favorire l’agricoltura sostenibile e contrastare fame e obesità attraverso la promozione di stili di vita sani.

I tre punti di partenza sono tre grandi paradossi che affliggono il mondo: sono in aumento i bambini obesi rispetto ai bambini denutriti; solo il 50% della produzione agricola è destinata alla produzione del cibo per gli uomini, il rimanente 50% è usato per nutrire animali e produrre biocarburante; il cibo sprecato sarebbe sufficiente per nutrire le oltre 805 milioni di persone affamate su scala mondiale.

Studiare tutte le soluzioni per bilanciare queste cifre è l’obiettivo in vista dell’appuntamento di Milano con Expo 2015 che rappresenta un’opportunità per parlare dei temi sollevati dal Protocollo in modo non banale, non ideologico. Per dire che questi temi sono fondamentali nella discussione nel mondo..

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National Geographic Italia

Solo grazie all’impegno di tutti e a una visione condivisa potremo sfamare nove miliardi di persone senza gravare ulteriormente sul già precario bilancio delle risorse del pianeta – ha affermato all’atto dell’adesione Marco Cattaneo  di National Geographic Italia – Pensiamo che il Protocollo di Milano rappresenti un impegno serio che mette i Paesi di fronte alla necessità di agire in modo concreto. Gli obiettivi posti dal Protocollo centrano la questione per rispondere ai paradossi che vedono contrapporsi lo spreco del cibo a obesità e malnutrizione, e sistemi agricoli che privilegiano la coltivazioni di biocombustibili e cibi per animali versus uomini”.

Coop

La sostenibilità dello sviluppo economico, cioè di una crescita equilibrata tra produzione alimentare e sfruttamento delle risorse del pianeta, è uno dei criteri fondamentali che guidano le strategie di Coop. Riteniamo importante il ruolo di modelli produttivi e di imprese a larga partecipazione e gestione democratica, nell’assicurare un cibo buono e sicuro per tutti e creare così consapevolezza sul futuro del Pianeta” ha spiegato Marco Pedroni presidente Coop Italia.

Cesvi

Secondo una nota del Cesvi, “1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate inutilmente ogni anno. Un terzo dei raccolti agricoli è impiegato per produrre mangimi e biocarburanti. Per ogni persona malnutrita, due sono in sovrappeso. Sono questi i 3 paradossi alimentari che vengono affrontati dal Protocollo di Milano”

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Slow Food

Il Protocollo di Milano – ha aggiunto Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food – è una straordinaria occasione di sintonizzare su un sentire comune tante attenzioni, tante opportunità di cambiamento e soprattutto tante progettualità istituzionali e della società civile. Slow Food ha accompagnato fin dall’inizio il processo di costruzione di questo documento e pensiamo – conclude Petrini – che il lavoro fatto fin qui sia una eccellente base di partenza da arricchire con i contributi di tutti”.

Limes

Questi e altri problemi del nostro tempo non pertengono solo al campo dell’etica, ma investono anche – sempre di più – la sfera strategica e quella economica. Se non affrontati tempestivamente ed efficacemente, tali sfide rischiano infatti di destabilizzare vaste aree del globo e di pregiudicare le chance di vita di intere popolazioni, con enormi costi umani, finanziari e ambientali. Da qui la rilevanza geopolitica dei problemi in varia misura connessi al cibo e all’alimentazione, la cui natura complessa richiede un approccio interdisciplinare capace di fornire risposte e soluzioni adeguate” scrive Limes, la rivista italiana di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, fondata nel 1993.

Eataly

La catena alimentare fondata da Oscar Farinetti spiegail motivo dell’adesione: “Perché dobbiamo fare le scelte giuste per il futuro prima che il futuro si imponga, e mettere in atto una rivoluzione importante nella nostra civilità”. “Eataly propone il meglio delle produzioni artigianali a prezzi sostenibili, creando un rapporto di contatto diretto tra il produttore e il distributore finale. L’obiettivo è quello di incrementare la percentuale di coloro i quali si alimentano con consapevolezza”.

Fondazione Banco Alimentare

La Fondazione, impegnata fin dal 1989 nella lotta agli sprechi alimentari, ne riconosce il valore che il Protocollo “perché potrà dare un contributo al dibattito internazionale su temi tanto fondamentali quanto attuali come quelli proposti: spreco di alimenti, agricoltura sostenibile, coesistenza di fame e obesità”.

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Coldiretti

Con un milione e mezzo di associati è la principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. “Informazione, educazione e consapevolezza rappresentano l’asse sul quale ruota anche la lotta agli sprechi, che non sono legati soltanto all’idea dei prodotti dell’agricoltura non raccolti o degli alimenti acquistati in eccesso che finiscono tra i rifiuti, ma sono anch’essi derivazione di un sistema di concorrenza iniquo”. Nell’adesione spiega: “Il cibo è il bene comune per eccellenza e gli agricoltori, che sono i suoi protagonisti dal campo fino al piatto, devono far parte di uno sviluppo sostenibile”.

Save the Children

L’organizzazione realizza, in stretto contatto con le comunità locali, programmi di medio-lungo termine e interviene in situazioni di emergenza causate da conflitti o catastrofi naturali. Fa inoltre pressione su governi e istituzioni nazionali e internazionali per migliorare le condizioni di vita dei bambini. Ha aderito: “Perché gli obiettivi del Protocollo riguardano anche la salute e le condizioni di vita dei bambini, la popolazione del futuro”.

Giunti editore

Storica casa editrice fiorentina, opera nel settore dell’Editoria libraria, cartacea e digitale. “Il Protocollo di Milano è fondato su presupposti difficilmente non condivisibili, che tuttavia sono molto ambiziosi.Giunti editore, da sempre impegnato sul fronte dell’educazione nella scuola e nella società, pensa di poter portare un utile contributo a questa importante battaglia di civiltà”.

Legambiente

L’associazione lavora per il miglioramento della qualità ambientale, la lotta contro ogni forma di inquinamento e un uso razionale delle risorse naturali. “Aderiamo al Protocollo per promuovere un’agricoltura sostenibile basata su principi agroecologici e per ricostruire un rapporto bilanciato tra l’uomo e la natura”.

Wwf Italia

L’associazione ambientalista ritiene di poter collaborare con la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition per promuovere la proposta che Expo 2015 debba concretizzarsi in un significativo impegno politico mirato a far sottoscrivere alle istituzioni, alle imprese, alle organizzazioni, agli attori della società civile, un esplicito Protocollo in questo senso e fornirà, pertanto, il suo contributo e il suo supporto per un affinamento e miglioramento di quanto già elaborato.

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Fondazione Univerde

La Fondazione sostiene il Protocollo di Milano e i suoi tre principali obiettivi, per diffondere un’agricoltura sostenibile con particolare riferimento alle agricolture familiari e tradizionali diffuse nel pianeta, all’agricoltura biologica, biodinamica e alla permacultura. Per la lotta allo spreco di cibo e alla fame e alla denutrizione che interessano ancora troppa parte degli abitanti del pianeta e per la promozione di stili di vita salubri e della dieta mediterranea.

Jamie Oliver Food Foundation

È diritto di ogni bambino essere nutrito in modo corretto ed educato al cibo, alla sua origine e a come questo influisce sul suo fisico. Tuttavia, questo può accadere soltanto se rettifichiamo la confusione in cui oggi si trova il sistema alimentare globale”, ha dichiarato Jamie Oliver, cuoco e conduttore televisivo che si batte per limitare l’uso di junk food, in particolar modo nelle mense scolastiche….

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Crediamo che i problemi globali legati al cibo, come la fame, l’obesità, il cambiamento climatico, la disoccupazione, possono essere risolti investendo nell’agricoltura sostenibile”.

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Anticipazioni di quel che sarà Expo 2015, idee, discussioni e interviste. Il team LifeGate collabora con magazine.expo2015.org per dare nuovi contenuti e un’anima alla prossima esposizione universale. Una grande occasione per rimettere il cibo, l’ambiente, l’Italia al centro di tutto.

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http://www.lifegate.it/persone/news/ecco-chi-ha-sottoscritto-il-protocollo-di-milano-e-perche-da-matteo-renzi-slow-food-dal-national-geographic-alla-coop

 

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* La buona notizia del venerdì: Il metodo Montessori diventa interattivo

Il metodo Montessori diventa interattivo dalle “favole” alle app e al design tecnologico

Nella città natale della grande pedagogista il 28 e 29 novembre studiosi di tutti i Paesi a confronto per capire come lavagne interattive, tablet e app possano essere efficacemente utilizzati nel rispetto del percorso educativo indicato dalla scienziata di Chiaravalle: permettere al bambino di autoeducarsi, rispettandone tempi, interessi e creatività

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Quando Maria Montessori pubblicò i primi scritti sul suo metodo, più di 100 anni fa, i computer non esistevano. Eppure molti materiali montessoriani sembrano un’anticipazione del digitale, è incredibile per esempio come sia riuscita a spostare sulle forme concetti di matematica”, assicura Tommaso Ragnisco, direttore artistico della prima trasposizione digitale della “favola cosmica”, un grandioso racconto che parte dal Big Bang per arrivare all’uomo, una sorta di “genesi laica” pensata per spiegare ai bambini le origini dell’Universo, della Terra e dell’umanità.

La app verrà presentata il 28 e il 29 novembre al convegno “I processi cognitivi, le tecnologie interattive e il medoto Montessori”, che si terrà al Teatro Valle di Chiaravalle, città natale della grande pedagigosta, con la partecipazione di esperti in arrivo da ogni parte del mondo. 


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Il metodo Montessori si applica infatti in oltre 20.000 scuole di tutti i continenti: tra i relatori stranieri ci sono il direttore esecutivo dell’Association Montessori Society di New York, Richard A. Ungerer, tra gli italiani il presidente dell’Accademia dei Lincei Lamberto Maffei. La domanda alla quale gli esperti cercheranno di dare una risposta è come il metodo montessoriano può avvalersi efficacemente dell’apporto delle nuove tecnologie, mantenendo la propria struttura e la propria forza. Magari dando una mano a tutte le scuole che utilizzano lavagne interattive e iPad: le sperimentazioni sono all’ordine del giorno, racconteranno infatti la propria esperienza con tablet e app alcuni rappresentanti dell’istituto comprensivo Bruno da Osimo (di Osimo, in provincia di Ancona), inserito dal ministero dell’Istruzione tra le “22 eccellenze educative nazionali per le sperimentazioni e i progetti di innovazione della didattica anche attraverso le nuove tecnologie”. 

“Prima ancora di sapere come utilizzare l’iPad, parliamo di processi cognitivi. L’aspetto interessante delle tecnologie attuali è che sono interattive: quando mia figlia era bambina, guardava i cartonianimati, ponendosi come spettatore passivo. Adesso possiamo fare in modo che i bambini interagiscano, costruiscano un loro percorso di formazione, di autoeducazione. Altrimenti il rischio è che si possa tutti essere fagocitati da questi strumenti”, osserva Lucio Lombardi, direttore della fondazione Chiaravalle-Montessori.

Il progetto naturalmente ha subito suscitato l’attenzione della Apple, che parteciperà al convegno con alcuni workshop. Anche se a realizzare la prima app “montessoriana” è stato invece il team di educatori-tecnici dell’associazione romana “Tabula Fabula”, che sperimenta continuamente il proprio lavoro presso la scuola primaria di via Tito Livio, a Roma. “Il lavoro – spiegano gli autori – si è avvalso della sinergia di diverse figure professionali, educatori, designer, animatori, programmatori, che hanno dato vita a un prodotto sicuro e di altissima qualità, che accompagna i bambini all’esplorazione delle potenzialità digitali in un contesto protetto dalle insidie della rete e dai rischi che potrebbero conseguire a una condivisione indiscriminata e fuori controllo. Una favola sempre nuova da inventare con i genitori, in alternativa alla semplice lettura di una storia, ma anche un gioco che il bambino può gestire in totale autonomia, sviluppando sempre più l’aspetto educativo, oltre a quello ludico, con la crescita”. La app della favola cosmica è già stata tradotta in dieci lingue, le principali europee più cinese e giapponese. 

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La modernità del metodo Montessori non sta soltanto nella costruzione di percorsi autonomi di istruzione che permettono al bambino di apprendere anche da solo, nel rispetto dei propri tempi e dei propri interessi, ma anche nella presisposizione di uno spazio a misura di bambino che è parte integrante del sistema educativo.

Una sedia non è appena una sedia, le pareti sono suddivise per aree scientifiche, anche la luce gioca un ruolo fondamentale: è stato detto che in questa visione dello spazio e nella creazione dei “materiali” didattici Maria Montessori ha anticipato il moderno design.

E infatti due architetti di Flowerssori, azienda che progetta mobili ecologici per bambini ispirati al metodo Montessori, presenteranno un “Format di Scuola Chiaravalle Montessori”, cioè una scuola modello, spiegano Hans Kruger Goffi e Angelica Meucci, “che non sia solo a misura di bambino, ma anche sensoriale, innovativa, esteticamente accattivante ed economicamente sostenibile”. Cioè economica: è difficile immaginare le scuole italiane che investono in nuovo mobilio. Eppure, i visitatori potranno vedere in pratica come è fatta una scuola dove banchi e sedie non sono rimediati e in avanzato stato di deterioramento ma vengono pensati e costruiti “per potenziare le capacità cognitive del bambino”.

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Fonte.

http://www.repubblica.it/scuola/2014/11/13/news/il_metodo_montessori_diventa_interattivo_dai_materiali_al_design_tecnologico-100494656/

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* La luna di novembre

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Benvenuti nella Luna nuova di novembre, un momento che ho percepito subito fondamentale nelle premesse di quelle che saranno le prossime vicende. Come sempre parlo di attitudini, non di profezie e mi auguro che ogni persona che si avvicina a questo messaggio, possa cogliere una riflessione positiva per la sua vita e trovare destinazione più certa e di realizzazione.

Ho voluto intitolare questo momento con il noto romanzo di Pavese, ” La Luna e i falò”, per l’analogia che vorrei cogliere nel presentare questo momento energetico. L’invito è di cogliere quel ritorno verso le origini nella trasformazione di un cambiamento che è già in atto, pronto a maturare i frutti del lavoro che è stato condotto negli ultimi mesi. Uno stellium di pianeti si presenta nel segno dello scorpione, creando una concentrazione di energia che ci fa pensare a come siano occulti e profondi i movimenti di questo momento. Il novilunio è sempre l’occasione di un “ritorno”, di un nuovo inizio, un momento dove il seme di un progetto è rinforzato dalla forza occulta di un invisibile che è manifestazione forte di realizzazione, della possibilità di materializzare quello che è vestito di idea ma non di idealismo.

Bisogna anche ricordare che gli stellium sono energie focalizzate, laser e quindi fortemente destabilizzanti soprattutto quando le energie personali non siano abbastanza unitarie da permettere l’isolamento con cosa sta intorno oppure quando ci si trovi nel “Contest” del movimento planetario. In questo caso parliamo di tutto quello che è un ritornare, come pensieri, situazioni, transfert temporali, analogie e similitudini. Qualcosa ci rimanda verso i ricordi, qualcosa che cerca giustizia per noi e in noi. Avremo sufficiente energia per muovere la consapevolezza e trovare la direzione più adatta al nostro cammino?

Novilunio nel segno del Sagittario:
Sagittario è il terzo segno dei tre dell’elemento fuoco e il primo che ci introduce nella dimensione spirituale dell’esistenza, poiché qui l’uomo, armato di fiducia (Giove), e fede (Nettuno) si avventura nella ricerca del sapere e del senso spirituale della vita.
Il ciclo di lunazione in sagittario (novembre/dicembre), che si apre con questa luna nuova, risveglia il desiderio di esplorare il mondo, allargare i propri orizzonti interni ed esterni, oltrepassare i propri confini, specialmente se ci sentiamo intrappolati da qualcosa o qualcuno.
E’ un tempo adatto per abbracciare una ” fede” , oppure per interrogarsi su quale sia la nostra vera “vocazione” in questa vita, e se ancora non l’abbiamo fatto, individuarla e andare fino in fondo, fiduciosi nella bontà dell’universo, che sempre cospira per la nostra gioiosa auto-realizzazione.

Fonti:

Energia Maya

Il Cerchio della Luna

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* La buona notizia del venerdì: Missione Futura: prima italiana nello spazio

Si chiamerà Futura la missione di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana e terza europea, che partirà verso la Stazione Spaziale Internazionale domenica 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur

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Nell’atmosfera pneumatica della tuta pressurizzataSokol, che protegge gli astronauti durante le fasi di lancio e di atterraggio a bordo della navicella di trasporto spaziale Soyuz TMA-15, Samantha Cristoforetti prenderà il volo domenica prossima 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, alle 21:59 ora italiana (02:59 ora locale). A fremere sotto la possente spinta iniziale del razzo vettore, assieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) saranno i veterani Terry Virts della NASA e Anton Shkaplerov della Roscosmos. Dopo sei ore di volo i tre raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale per una lunga Expedition contraddistinta dai numeri 42 e 43, con ritorno sulla Terra previsto tra sei mesi, nel maggio 2015.

Samantha sarà il settimo astronauta tricolore a volare nello spazio e la sua missione specifica, denominata Futura, sarà la terza di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dopo la missione Volare di Luca Parmitano dello scorso anno, e la seconda missione spaziale di Paolo Nespoli, nel 2011, grazie a un accordo bilaterale tra ASI e NASA in base al quale il nostro paese ha fornito all’ente spaziale statunitense moduli di rifornimento logistico e un modulo abitativo sull’avamposto orbitante, in cambio di utilizzo scientifico e opportunità di volo supplementari.

Prima di unirsi al corpo astronauti dell’ESA nel 2009, a seguito di una selezione a cui avevano preso parte 8.500 candidati, Samantha Cristoforetti è stata pilota di caccia nell’Aeronautica Militare Italiana.

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Naturalmente, oltre le sue riconosciute doti, in questo primo tuffo nello spazio il capitano Samantha Cristoforetti porta con sé anche l’onere e l’onore di essere la prima astronauta donna italiana, nonché terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001).

Come membro effettivo dell’equipaggio residente, Samantha contribuirà allo svolgimento di tutti i compiti di ricerca, sperimentazione e manutenzione operativa dell’enorme laboratorio spaziale. Tra i compiti più delicati, quello di far attraccare le navicelle automatiche di rifornimento, come le russe Progress le americane private Dragon e Cygnus (di cui l’ultima, a onor di cronaca, non ha avuto gran successo). Samantha avrà anche il privilegio, per così dire, di spargere le ceneri del quinto e ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV) dell’ESA, quello denominato Georges Lemaître: il comando con cui Samantha lo sgancerà dalla stazione, per farlo bruciare in tutta sicurezza nel rientro in atmosfera, segnerà l’ultimo atto del programma ATV dell’Agenzia.

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Nel vasto programma scientifico della missione Futura sono contemplati esperimenti di fisica, biologia e fisiologia umana, condotti in condizioni di microgravità, dai cui risultati potranno derivare dei miglioramenti nelle condizioni di vita e salute sia degli astronauti impegnati in lunghe missioni spaziali che delle persone sulla Terra. 

POP3D è invece la via italiana alla stampa tridimensionale in orbita, un progetto che prevede la fabbricazione di un oggetto di plastica in una sessione automatizzata. Accanto alla stampante americana arrivata da poco sulla ISS, dovrà dimostrare la possibilità di costruire pezzi di ricambio direttamente nello spazio. Infine, Samantha farà contemporaneamente da “cavia e tecnico di laboratorio”, come ha detto lei stessa, per l’esperimento dal sapore più marcatamente italiano, la macchina per il caffè espresso in assenza di gravità che arriverà a missione inoltrata. Oltre a rilassare l’equipaggio, dicono dall’ASI, permetterà di studiare il comportamento dei fluidi nello spazio, .

Terminati gli impegni scientifici, e assolta qualche inevitabile incombenza domestica nella sua dimora temporanea, a Samantha rimarranno comunque altri compiti non meno impegnativi. Come, ad esempio, essere fonte d’ispirazione per le nuove generazioni. Ecco allora che sul sito Avamposto42 si potrà non solo seguire la missione Futura ma anche avere consigli su come mangiare bene e mantenere uno stile di vita sano sulla Terra, avvalendosi delle conoscenze avanzate della tecnologia e della medicina spaziali. Il sito, realizzato grazie ad ASI, ESA e Aeronautica militare avrà anche profili social su Facebook e Twitter e conterrà una sezione dedicata alle domande degli utenti.

Si prospetta un tempo piuttosto impegnato lassù”, ha detto Samantha  in un’intervista diffusa dall’ESA. “Ma, sapete, sono sicura che avremo anche un po’ di tempo libero, così potrò divertirmi a scattare foto e, ovviamente, spero di essere molto attiva sui social media ed essere in grado condividere questa esperienza il più possibile”.


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*La buona notizia del venerdì:La pedagogia di Reggio Emilia approda all’esposizione universale a Milano

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Il metodo Reggio Emilia è stato adottato in molti stati del mondo e ora approda anche all’Expo 2015.

E’ stato, infatti, affidato a Claudia Giudici, la Presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia di Reggio Emilia, il villaggio dei bambini dell’Esposizione universale che si svolgerà a Milano dal primo maggio al trentuno ottobre 2015. D’altronde la scuola dell’infanzia e gli asili nido di Reggio Emilia sono passati alla storia come eccellenze assolute nella loro unicità e sono stati presi ad esempio in tutto il mondo, specialmente negli USA.

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Claudia Giudici ha fatto degli asili pubblici della sua città un punto di riferimento; prima di tutto ha puntato sulla formazione del personale, educatori esperti continuamente aggiornati; poi su gli spazi, pensati e organizzati in modo da stimolare la curiosità, la creatività e l’autonomia dei più piccoli e a favorirne la comunicazione con gli adulti attraverso arredi, materiali e oggetti scelti con cura, tenendo conto delle loro qualità estetiche.

Nessuna formula rivoluzionaria, bada bene a ribadire Claudia Giudici, solo l’applicazione delle teorie di Loris Malaguzzi, grande pedagogista italiano morto nel 1994: il bambino al centro del progetto educativo, un bambino che è visto come soggetto attivo e pensante, invece, che come destinatario di un sapere imposto dall’alto. Gli asili a Reggio Emilia stimolano le capacità espressive e creative dei bambini facendoli vivere in ambienti luminosi, aperti, comunicanti tra di loro e in particolar modo in laboratori “atelier” alla presenza di educatori specializzati in attività artistiche e manuali.

E per questo che adesso, Claudia Giudici con le sue idee e i suoi asili nido, approda all’Expo 2015, per creare e organizzare le aree ludiche, ricreative e educative dedicate ai più piccoli, forse è meglio dire, per i più piccoli e dei più piccoli

 

 

Il Progetto Scuola è la piattaforma di riflessione e condivisione che Expo Milano 2015 dedica alle iniziative rivolte a tutto il sistema formativo: dalle scuole dell’infanzia alle Università.

La visione e i valori della scuola sono determinanti per diffondere i contenuti e garantire l’eredità della manifestazione; per questo docenti e studenti sono invitati a partecipare alla prossima Esposizione.

La sfida di Expo Milano 2015 parte proprio da questo presupposto. Permettere alle nuove generazioni di confrontarsi e formarsi sul Tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e far sì che il patrimonio generato all’interno delle aule scolastiche di tutti i Paesi sia condiviso con la collettività.

Tramite il Progetto Scuola tutte le scuole potranno compiere un vero e proprio percorso, che, partendo dal lavoro in classe sul Tema di Expo Milano 2015, culminerà nella visita al Sito Espositivo e lascerà una molteplicità di contenuti ed esperienze alle generazioni future.

Durante l’anno scolastico 2012-2013 si è conclusa con successo la «fase pilota»  del Progetto Scuola che ha coinvolto le scuole di Monza, con 39 istituti che hanno realizzato ben 100 progetti.

Forti di questa esperienza positiva e di altre, ad Aprile 2014 Progetto Scuola ha proposto, in collaborazione con il MIUR, una serie di iniziative concorsuali che hanno lo scopo di attivare le scuole sul Tema dell’alimentazione e della sostenibilità e di favorire gli scambi di esperienze sui temi di Expo 2015 anche con le scuole di altri paesi.

I migliori progetti delle scuole, selezionati attraverso i bandi, saranno presentati in Padiglione Italia nel periodo dell’Esposizione Universale.

Tra maggio e ottobre 2015 avranno luogo le visite didattiche e i viaggi di istruzione ad Expo: dopo l’attività progettuale e i concorsi d’idee, gli studenti potranno arricchire la loro esperienza con la visita al Sito Espositivo, attraverso itinerari ad hoc e confrontarsi con i coetanei di altre nazioni.

Conclusa l’Esposizione, verrà restituita alla società un’eredità: i contenuti prodotti sul tema saranno raccolti e diffusi attraverso tutte le piattaforme web messe a disposizione da Expo 2015.

Fonti:
:http://www.blogtaormina.it/2014/11/13/expo-2015-la-pedagogia-di-reggio-emilia-approda-allesposizione-universale-a-milano/192936
http://www.progettoscuola.expo2015.org/progetto-scuola/il-progetto

 

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* 11- 11- 2014 ” il cambiamento è inarrestabile “

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L’anno scorso si è parlato della data 11.11.2013 come di un un giorno particolare, l’aperturadi un portale energetico anche perchè la data sommata 1+1+1+1+2+0+1+3 dava un UNO, il numero dei nuovi inizi, energia di germinazione per un nuovo ciclo.

L’11.11 viene definito Portale Energetico in quanto le vibrazioni di questi numeri Maestri in successione determinano dei cambiamenti, ancor più attraverso l’intento della persona, per cui chi ci vieta di averne un altro di portale dopo quello del 2013, le trasformazioni possono comunque aver luogo ed utilizzare il prezioso contributo della spinta evolutiva di questo archetipo, il Genio.

Inoltre la somma della data 11.11.2014 (1+1+1+1+2+0+1+4) da un’altro11 per cui tre undici in una data. Un’energia di grande sensibilità,  grande Luce e attraverso la Grande Purificazione in atto alzi la mano chi non si sente più sensibile dell’anno scorso, più oscillante emotivamente, anche più vulnerabile in situazioni che prima lo sfioravano appena. Stiamo cambiando, abbiamo messo in moto un processo che prosegue nella sua evoluzione portando a galla parti di noi che non sospettavamo di avere, viviamo situazioni che ci sembrava impossibile potessero accadere, ci vengono a mancare sicurezze che esistevano da anni, tutta la nostra vita è entrata in un vortice di cambiamento inarrestabile, accettiamo e fluiamo con essa, non opponiamo resistenza o soffriremo inutilmente.

Il cambiamento porterà meraviglie a chi saprà entrare in se stesso e negli eventi per comprenderne il significato: “Cambia te stesso e cambierai il Mondo” diceva Ghandi, Dante ci invita a comprendere e fluire dicendo: “Se la strada è dura e difficile e stai soffrendo, sei sul giusto cammino.”

Oggi dovremmo porre molta attenzione a quello che pensiamo, l’11 è legato alla Luce che dissolve le tenebre, perciò avendo pensieri luminosi possono essere veicolati attraverso la sua energia rinnovatrice, ricordiamoci sempre della nostra responsabilità nel creare il nostro qui e ora e lasciandoci sostenere dal grande progetto della Vita, se queste forme invisibili sono state create è solo perchè siano di aiuto a chi ne diventa consapevole.

Nella numerologia l’11 è un  numero Maestro ed è rappresentato dall’archetipo del Genio; gli archetipi sono entità, energie  che portano con sé le memorie accumulate nei millenni, dai significati che sono dati loro, Jung li definisce, idee innate e predeterminate dall’inconscio umano. Per spiegare in modo semplice, l’archetipo è come una memoria che noi portiamo nel dna, anche se possiamo esserne inconsapevoli queste energie operano nella nostra vita e solo focalizzandoci consapevolmente su esse possiamo intuirle, comprenderle e decifrarle per poter utilizzarle come potenziali energetici utili per noi.

L’attenzione agli eventi che intervengono nella nostra vita e alle particolari influenze e sincronicità, sondarne il significato profondo, può veramente far comprendere quale archetipo ci stia influenzando e quali cambiamenti stanno avvenendo o devono avvenire in noi. Questa è una delle vie della consapevolezza spirituale e della conoscenza.

L’11 è il numero che rappresenta la sefirà Da’at, l’undicesima, la più misteriosa, essa svolge un ruolo essenziale nell’Albero della Vita, in quanto le spetta il compito di unificare le tre Sefirot superiori (Keter, Chokhmà e Binà), come pure quello di unificare queste tre Sefirot con le sette inferiori. In termini umani, Da’at ha il compito di unificare tra di loro le varie modalità di pensiero di cui è capace la mente umana, sia nel loro aspetto intuitivo sia razionale. Inoltre, Da’at, si incarica di legare tutto ciò col sentimento.

L’undicesima lettera dell’alfabeto ebraico è Kaf che indica transizione, nuove sfide e grandi cambiamenti sospinti da forze formidabili. Forme che esprimono la Kaf possono essere il dardo, la freccia, l’intelligenza ecc. Il simbolo della Kaf è la mano aperta in atto, in assimilazione.

Patrizia di Visione Alchemica

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* La buona notizia del venerdì: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del Cern

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Ancora una volta dobbiamo essere orgogliosi dei nostri ricercatori e scienziati: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del #CERN, e la terza italiana in 60 anni di attività del centro di ricerca. Coordinatrice dell’esperimento Atlas è lei che ha dato l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs.

Nel 2012 il Times l’ha classificata tra le persone più importanti del mondo, mettendola al quinto posto.

E’ il primo Direttore donna e una delle pochissime donne a ricoprire un simile incarico nella fisica.

«In un certo senso trovo naturale che questo sia avvenuto al Cern. Il nostro laboratorio è un luogo che celebra la diversità e che ha una totale apertura verso tutte le differenze, non solo di sesso ma anche di età, etnia, religione, tradizioni. Ricordo poi che in questo momento è una donna anche il Presidente del Consiglio, la scienziata polacca Angieszka Zalewska».

Fabiola Gianotti,  suggella così la straordinaria scoperta del Bosone di Higgs avvenuta il 4 luglio del 2012 grazie all’esperimento Atlas guidato proprio dalla scienziata italiana, uno degli esperimenti di punta del Large Hadron Collider (Lhc) che si snoda sotto Ginevra. 

La scoperta della particella associata al campo di Higgs, che secondo la teoria permea l’Universo e conferisce la massa alle particelle elementari, alla materia, è stato un risultato scientifico di immenso valore, premiato l’anno successivo con il Nobel per la Fisica ai teorici che per primi avevano ipotizzato l’esistenza di questa particelle.

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Lavorare “per la scienza al servizio della pace” è quanto intende fare Fabiola Gianotti, sottolineando di essere “molto orgogliosa” e “molto contenta” per la prestigiosa nomina al vertice del Cern di Ginevra e, con il suo proverbiale low profile da grande scienziata, nella sua prima conferenza stampa via web dal Cern ha assicurato che “studierà” per diventare una buona direttrice generale dell’Istituto, incarico che assumerà ufficialmente dal gennaio del 2016.

Il Cern, ha detto, “ha insita la cultura della diversità, in termini di genere e di religione”, ed ha assicurato il suo pieno impegno perché questa cultura sia “preservata”.

La scienziata ha ricordato inoltre che sono “quattro i capisaldi che caratterizzano il Cern: scienza, tecnologia, formazione e pace“. Tutti elementi “che portano ad una ‘buona scienza” che porta, a sua volta, ad avere “persone migliori” ha osservato Gianotti ricordando che ad ispirarla nella sua scelta professionale è stata la storia e la vita di Marie Curie, la scienziata che ha scoperto il radio e Nobel per la Fisica nel 1903.

Tante le attese per il futuro, quando nella primavera del 2015 rientrerà in funzione il grande acceleratore Lhc: “saranno ancora tante – ha detto – le sorprese che la natura ci riserverà”.

Altre buone notizie:

Premio alla carriera a Giulia Crespi Presidente del FAI

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* La buona notizia del venerdì: Matera designata ” capitale europea della cultura “

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Sette voti su tredici: superate in finale Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. La città della Basilicata condividerà l’onore con Plovdiv (Bulgaria). Il sindaco Adduce: “Sconfitti i pregiudizi”. Il ministro Francheschini: “Modelli virtuosi, ora lo stesso anche in Italia”. Secondo alcuni osservatori, l’impatto economico sul territorio sarà di circa 30 milioni di euro

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Matera sarà la Capitale Europea della Cultura 2019. Il verdetto è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini. Sconfitte le altre cinque finaliste: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena. Con sette voti su 13, Matera è stata dunque ufficialmente designata Capitale europea della cultura per il 2019, titolo che, oltre all’Italia, è stato assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria.

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“Laboratori di cultura e creatività”. Il presidente di giuria, Steve Green, e Karel Bartak della Commissione Ue hanno lodato la scelta, definendo tutte le città selezionate sinora come veri e propri “laboratori che possono far fiorire la cultura, l’industria, la creatività“. “Il criterio di scelta”, hanno ricordato, “è stata la partecipazione della città e dei cittadini, ma anche la buona governance e il retaggio che verrà lasciato. C’è stato un vincitore, certo, ma nessun perdente. Le città che non ce l’hanno fatta devono continuare a fare il meglio per la cultura, i valori e i principi in cui hanno creduto”. Dopo l’accettazione formale di Franceschini, a metà 2015 l’Unione Europea proclamerà ufficialmente Matera Capitale europea della Cultura 2019.

Franceschini: “Ora una capitale italiana”. Secondo alcuni osservatori, l’impatto economico di questo titolo sul territorio è valutabile in circa 30 milioni di euro. Il ministro Franceschini ha detto che comunque “il patrimonio degli interventi programmati dalle città non scelte sarà comunque recuperato nel programma Italia dell’Art Bonus”, di recente approvato. “Questa è stata un’esperienza formidabile per le sei città”, ha poi aggiunto, “e molto importante per il Paese, perché il meccanismo di competizione e di selezione ha spinto a una cosa di cui c’è grande bisogno in Italia, cioè una programmazione complessiva. Le città hanno ragionato su un progetto a lungo termine in un insieme di eventi di restauro, recupero, proposte progettuali, che dimostrano che esattamente questa è la strada virtuosa da percorrere”. “Stiamo lavorando per avere presto una capitale italiana della cultura”, ha aggiunto Francheschini, “vogliamo sfruttare le norme contenute nell’Art Bonus per promuovere una sana competizione tra le città italiane”.

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L’Europa si complimenta. Tanti, ovviamente, i messaggi di congratulazioni da parte delle autorità. “Sono certa che Matera attirerà ancora più visitatori dall’Europa e da tutto il mondo spinti dal desiderio di scoprire la città e la sua storia e di apprezzare la varietà culturale che rappresenta uno dei punti di forza del nostro continente”, ha affermato la Commissaria europea alla Cultura Androulla Vassiliou.

“Aprire il futuro”. Lo slogan scelto da Matera per la sua candidatura è stato “Open Future”. Perché, come ha scritto il comitato promotore nel suo documento ufficiale, “tutti siamo ossessionati dall’eterno presente in cui siamo immersi, come se fosse impossibile guardare lontano ed impegnarsi per le generazioni future. Ma proprio una città antica come Matera può senza timore pensare ai tempi che verranno, tante le volte in cui si è riprogettata ed è uscita vincente dalla sfida con il tempo.

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Con molte altre piccole e medie città europee Matera ha condiviso lo stesso destino di area di consumo di prodotti provenienti dai grandi centri di produzione culturale. Negli ultimi anni, però, il quadro sta cambiando. Si fa strada un movimento che rimuove sistematicamente le barriere di accesso alla cultura: usa nuove tecnologie, adotta licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata”.

L’annuncio della designazione di Matera ha fatto esplodere la festa in piazza San Giovanni, nel pieno centro storico della Città dei Sassi, dove in migliaia si erano riuniti davanti al maxischermo per assistere in diretta alla proclamazione.

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La storia. La Capitale europea della cultura è un’istituzione nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Ue.

La prima è stata la capitale greca Atene, mentre l’Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. Il titolo viene attualmente assegnato a turno a due degli Stati che fanno parte dell’Unione Europea. Nel 2019 toccherà dunque all’Italia, insieme a Plovdiv per la Bulgaria. Quest’anno, la scelta è caduta invece su Umea (Svezia) e Riga (Lettonia). Nel 2015 sarà invece la volta di Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica Ceca), nel 2016 di San Sebastian (Spagna) e Breslavia (Polonia), nel 2017 di Aarhus (Danimarca) e Pafo (Cipro), mentre nel 2018 di Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta). 

http://www.repubblica.it/cultura/2014/10/17/news/ravenna_matera_cagliari_lecce_perugia_siena_capitale_europea_cultura_2019_italia-98351774/

 

dedicato alla mia amica di Matera, Giuliana Di Donno, una straordinaria musicista arpista, membro del comitato promotore

 

 

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* Eclisse solare 23 ottobre 2014, più energie in arrivo per fare la scelta giusta

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Gli appuntamenti con le eclissi rappresentano sempre delle occasioni di cambiamento, quelle solari per la presenza del novilunio sono occasioni sociali, dove è necessario comprendere la nuova direzione che con il solstizio invernale andrà a rappresentare un nuovo ciclo.

La presenza delle eclissi solari è infatti un appuntamento annuale anche se non sempre visibile ma comunque, grazie agli strumenti di oggi, sicuramente condivisibile da qualsiasi parte del mondo. In ogni caso l’energetica investe ogni creatura che abita questo pianeta e come ho sottolineato più volte, la consapevolezza aiuta a superare quella divisione con il naturale a cui ci ha sospinto la grande crescita tecnologica.

Siamo appena stati investiti da una valanga energetica che ha determinato molta confusione e stress ma che, per chi ha potuto/voluto approfittare di questo momento, ha rappresentato l’occasione di nutrimento per la comprensione e per portare nuove idee, relazioni, collaborazioni, basate anche sulla pulizia che si è potuta fare in questi ambiti nei mesi precedenti.

Effettivamente l’eclissi è una pulizia energetica, quella solare riguarda la personalità ma anche il sistema sociale. C’è qualcosa che si sta muovendo in questi ultimi tempi, sulle considerazioni riguardo l’organizzazione sociale, la politica, le istituzioni. Qualcosa che era strano da pensare prima, poi è diventato normale ma quale sarà l’evoluzione di questo? La direzione arriva da questa eclissi solare, dove la manifestazione di una forte connessione tra Sole-Venere-Mercurio-Luna ci guida nell’urgenza del realizzare, non più del capire per la presenza di un sestile con Marte che stimola positivamente questa grande congiunzione.

Siamo in un tempo di rinnovamento esteriore, di costruzione, di chiamata all’azione. Resistendo a questa chiamata non faremo altro che amplificare quel senso di insoddisfazione, di perdita, di blocco e questo succede quando non integriamo l’energia attraverso la comprensione dell’esperienza e restiamo disconnessi dalla continuità di quello che è il nostro percorso.

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E’ necessario ritrovare energia per muoversi, comprendere che questa occasione si presenta come un momento di grande crescita esteriore: la testa del Drago sopra l’ eclissi indica questo momento come di grande determinazione per l’umanità e in fondo alcuni eventi politici, lasciano immaginare che ci sia questo fermento.

Il valore di quello che possiamo portare in questa fase è importante, l’azione dell’uomo è lasciata nella massima espressione del suo libero arbitrio (novilunio), questo indica che il portale dell’eclissi solare può essere di grande aiuto nel formare (pensare, iniziare) quei progetti che troveranno espressione nel prossimo semestre, soprattutto quando riguardino relazioni, contratti, giustizia.

fonte:http://energiamaya.org/2014/10/20/eclisse-solare-23-ottobre-2014-ritrovati-o-perduti/

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* Accade una volta ogni milione di anni

La cometa Siding Spring sfiorerà Marte :

accade una volta ogni milione di anni

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La sua sigla è Comet C/2013 A1, mentre il suo nome, ben più semplice da ricordare, è Siding Spring: sarà la Cometa protagonista dei cieli nella mattina del 19 ottobre quando, alle 20:27 secondo l’orario italiano, passerà ad una distanza “da record” da Marte.

Si tratta di un evento rarissimo, sia perché il corpo celeste sfiorerà il pianeta rosso a soli 139.500 km di distanza dalla sua superficie sia perché l’orbita della cometa à enorme e richiede un milione di anni per essere completata.

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Per l’occasione la NASA ha predisposto un vero e proprio studio televisivo spaziale composto da cinque esploratori robotici – tre orbitali e due sul suolo del pianeta – che assisteranno al primo passaggio della cometa nel nostro sistema solare interno.

I macchinari in orbita osserveranno l’arrivo del corpo celeste per poi nascondersi dietro a Marte per evitare di venire danneggiati da eventuali detriti presenti nella coda della cometa. Al sicuro sulla superficie marziana, invece, i rover Opportunity e Curiosity potranno osservare l’evento in tranquillità, salvo la presenza di tempeste di sabbia che potrebbero oscurarne la visuale.

Sulla Terra, invece, la visuale migliore si avrà nell’emisfero meridionale, con Sud Africa e Australia ai primi posti delle location perfette per l’osservazione. Per noi abitanti dell’emisfero settentrionale, purtroppo, sarà difficile osservare il passaggio della cometa.

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Il corpo celeste ha una dimensione stimata di 800 metri e si è formato durante i primi due milioni di anni di vita del nostro sistema solare, approssimativamente 4.6 miliardi di anni fa.

Fino ad ora, però, non si era mai avventurata così in profondità nel sistema solare, cambiando rotta sempre vicino alle orbite di Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Per fare un paragone, la distanza alla quale passerà – 139.500 km dalla superficie – rappresenta un terzo di quella che separa la Terra dalla Luna.

Siding Spring proviene dalla nube di Oort, la regione sferica posizionata all’estremo confine del sistema solare, che si estenderebbe tra le 5.000 e le 100.000 unità astronomiche: un gigantesco nugolo di oggetti ghiacciati che si crede siano i residui della nebulosa dalla quale si formarono il Sole e i Pianeti tra cui la Terra. 

Mai come adesso gli scienziati potranno ricavare informazioni riguardanti i materiali, inclusi i composti di acqua e carbonio, che esistevano all’epoca della formazione del Sistema Solare, ossia 4,6 miliardi di anni fa

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Studiando la composizione e la struttura di Siding Spring, gli studiosi sperano di imparare qualche dettaglio in più sulla formazione dei pianeti. Gli scienziati terranno inoltre gli occhi bene aperti per eventuali cambiamenti di stato della cometa o di Marte causati dal passaggio ad una distanza così ravvicinata.
Siding Spring proseguirà poi la sua corsa passando accanto al sole ed uscendo dal nostro sistema solare. La rivedremo tra un altro milione di anni.

A meno che non vi troviate sul Pianeta Rosso, non sarà possibile vedere a occhio nudo il passaggio dalle cometa. Con un buon binocolo o un telescompio sarà possibile osservarla dalla Terra, ma solo per coloro che si trovano nell’emisfero australe. Tuttavia, grazie ad internet, l’evento sarà in diretta streaming sul Virtual Telescope e su Slooh. –

 

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?


Fonte:
http://scienze.fanpage.it

http://www.diregiovani.it/rubriche/fotogallery/34218-siding-spring-cometa-sfiora-marte-nasa.dg