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C’è un’altra Terra, osservata dalle sonde spaziali e simile a un bambino gigante

C’è un’altra Terra“, dice Gesù secondo i Vangeli. E’ un unico Organismo” replica Giordano Bruno nel Rinascimento.

Le due “Terre” condividono lo stesso Cuore Cristallino che si muove in modi liberi e indipendenti, non è oppresso dal “peso” degli strati superiori, né è composto solo di Ferro, come molti ripetono; è composto di un carburo di ferro, è la riserva più vasta di Carbonio del pianeta – scopre la geofisica – e ruota intorno al proprio asse polare con velocità maggiori a quelle degli strati superiori. I vari strati sono separati tra loro da gap vuoti che consentono i loro moti liberi e indipendenti gli uni dagli altri. Se il Cuore Cristallino fosse la Fonte della Vita? Al centro del Cuore Cristallino, che ruota verso Est, i geofisici riconoscono una piccola sfera – 500 km di raggio – che ruota verso Ovest, cioè in verso opposto. Nel Medio Evo i saggi parlavano del MOTORE PRIMO al centro della Terra, celebrato da Dante nel Paradiso dove gli “spiriti beati girano in versi “opposti” – centripeto e centrifugo – moti simili a quelli che un buco nero ruotante

“C’è un Sole Nero al centro della Terra” disse Zarathustra, il grande saggio iraniano, celebrato da Friedrich Nietzsche, erroneamente considerato il padre del nazismo. Se il Sole Nero è un buco nero ruotantesiamo di fronte a una rivoluzione astronomica e antropica, anticipata da grandi saggi e ora confermata dalla geofisica, scienza che ha compiuto grandiose scoperte ma è spesso ignorata dai media. E’ una “rivoluzione culturale” anticipata da molti saggi e poeti e tale da travolgere la mentalità finora dominante, afflitta dal presunto “problema energetico” e dall’ignoranza del Motore Primo  che si auto alimenta con il doppio movimento, ci rende protagonisti e co-autori della Nuova Era. Ricca di prosperità e libera dal presunto “problema energetico”, la Nuova Era ci libera dai confini che ogni potere ha tentato di difendere e/o di offendere, con le varie guerre che tuttora insanguinano la superficie terrestre.

C’è un’altra Luce, dice sempre Gesù secondo i VangeliLa scopre Enrico Fermi nel 1933 e la chiama “debole”, perché così appare rispetto all’altra luce già nota, chiamata “forte”. Negli anni ’80 la fisica celebra le sue “nozze” con la luce elettromagnetica e così scopre “l’altra Luce” che non possiamo vedere fuori, ma che possiamo percepire dentro come sensazioni ed emozioni. “L’Uomo è centro”, diceva Giordano Bruno. Ora possiamo capire che ognuno di noi è un centro cibernetico (non geometrico), sensibile alle emozioni cioè ai movimenti del sangue (emo è sangue in greco).

Una rivoluzione astronomica e antropica è in atto e preoccupa il “potere” che ha gestito gli eventi con i soliti canoni: paura e rabbia  contro il “nemico” di turno e l’ignoranza comune dell’Altra Luce che la fisica ora chiama Elettrodebole (ED). Il nome nasconde le Sue squisite abilità e pure la sensibilità umana, capace di percepirla come emozioni – i moti del sangueLa Luce ED  anima tutto il vivente ed è emessa dal Cuore Cristallino al centro della Terra, è quindi diretta lungo la verticale e capace di erigere i corpi umani durante la veglia e non durante lo stato dormiente. Una e trina, eterna e onnipresente, la Forza ED ha ciò che la fantascienza chiama “il lato luminoso della Forza” e grandi saggi  quali Giordano Bruno il fiume della Vita”.

E’ il flusso copioso e veloce dei bosoni neutri Z, scoperto dalla fisica negli anni ’80, grazie all’uso di  strumenti capaci di captare le loro velocità elevatissime.

Questo flusso impetuoso, sgorga dalla Fonte della Vita, dipinta da vari pittori, implica una pacifica e radicale rivoluzione culturale che ci libera dalle tante convinzioni false, instillate finora da media, scuola e università.

I tre tipi di bosoni W+, Z, W- sono stati previsti S. Weinberg, S. L. Sheldon e A. Salam e osservati dai laboratori del CERN, a Ginevra, da C. RubbiaHanno tutti vinto il Premio Nobel. I tre tipi di bosoni W+, Z, W- hanno consentito di sviluppare il Modello Standard della fisica che ha avuto una serie di conferme e di successi sperimentali, “incrinati” poi da esperimento che ha svelato la metamorfosi dei neutrini. Questa recente novità è stata annunciata due mila anni fa.

Simili ai “granellini di senape”, citati da Gesù, i tre tipi di neutrini si  scambiano tra loro l’identità, e la fisica li indica come i “camaleonti dell’universo”. Per il Comitato Nobel questa scoperta ha aperto la strada a una nuova immagine dell’universo. Forse è anche una nuova concezione della “realtà”  e del nostro ruolo che finora è apparso come quello di spettatori impotenti di uno spettacolo fisso e fissato.

I tre neutrini compiono una metamorfosi e  possono trasmetterla anche ai nostri corpi. I neutrini infatti attraversano tutto, anche i nostri corpi, a miliardi ogni secondo; possono provocare quella “metamorfosi” che cambia  il “sapore” e ci consente di divenire “il sale della terra”.

Siete il sale della terra” diceva Gesù ai discepoli che lo ascoltavano… Il sale, si sa, da un nuovo sapore…

La fisica chiama “sapore” il numero quantico che definisce le diverse relazioni tra i due campi, elettromagnetico e debole. Solo nomi casuali o indizii che possiamo divenire il sale della terra e dare un nuovo sapore al mondo?

La Vita vi renderà liberi”, diceva Gesù. Se la Vita è la Forza ED, scoperta nel 1979, l’uso del suo lato luminoso non è solo fantascienza, né solo scienza; è anche e soprattutto coscienza della Via – la direzione verticale – che collega il nostro corpo, eretto, alla Fonte della Vita, il cuore Cristallino al centro della Terra.

Da lì sgorga il Fiume copioso e veloce dei neutrini che attraversano i nostri corpi a miliardi e possono quindi favorire il contatto diretto tra i corpi umani e la Fonte dell’eterna giovinezza.

C’è un’altra Terra – 18 Aprile 2020 – ore 10:30-12:00 seminario via ZOOM – Giuliana Conforto

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Niente è per caso nel Cosmo: perchè la Luna si fa piena in Pesci ?

Niente è per caso nel Cosmo. Niente è per caso nei movimenti planetari.

Questa Luna che si fa piena nel segno di Pesci esalta ancora di più il significato della sua posizione.

Pesci è l’ultimo segno del percorso dello Zodiaco e simbolo del ciclo evolutivo compiuto dell’essere umano nella materia, che nelle acque universali persegue la ricerca dell’equilibrio tra mente e cuore, saggio e sognatore, a volte tra le stelle a volte nell’oscurità, alla ricerca di soluzioni spesso effimere nell’oltre .

Per uscirne purificato e rigenerato a iniziare con Ariete un altro giro di esperienze formative.

Nettuno , elemento Acqua, versa acqua di vita nell’oceano della materia e così illumina il mondo interiore umano. Tende allo scopo di condurre l’umanità alla consapevolezza di essere gruppo che si evolve attraverso un concetto di amore universale. Anche provocando quelle crisi di riorientamento che fanno passare l’individuo dal livello personale al livello collettivo.

Stanno per concludersi dei cicli karmici a livello globale e nei prossimi giorni saremo invitati a riflettere sui temi della morte/trasformazione e del distacco ,ad affrontare le emozioni contradittorie che si agitano nei nostri cuori e lasciar andare il superfluo.

Ad ogni fine corrisponde un nuovo inizio e questa luna amplia la capacità di vedere oltre le illusioni (Nettuno) nessuno può opporsi al cambiamento e alla morte di paradigmi obsoleti.

Saturno insegna l’importanza del distacco , liberiamoci finalmente dei pesi che ci rallentano per arrivare alla soglia del nuovo.

Mercurio il pianeta della Mente e della comunicazione inizia il suo moto retrogrado e invita a fare chiarezza sui nostri propositi

Quali insegnamenti desideriamo portare con noi e quali lezioni vogliamo ancora ripassare? E’ il momento di tirare le somme.

Questa Luna è in quadratura con Marte in Gemelli

Quando Marte sosta in Gemelli aumenta le tensioni tra le coppie di opposti Ma la tensione ha uno scopo molto positivo in quanto provoca in entrambe la parti una chiarezza sulla necessità del conflitto e quindi una visione condivisa della risoluzione.

Le parole e la comunicazione assumono un nuovo potere e possono essere usate sia positivamente che negativamente.

Non ci perdiamo nelle parole che ci vengono dette dal mondo, nella sfiducia che respiriamo in questo tempo così delicato dove il mondo sta cercando un nuovo assetto.

Questa Luna spinge alla consapevolezza del ruolo che ognuno ha nell’orientamento dell’umanità intera, ora più che mai impegnata a ristabilire i valori che la distiguono sul pianeta che ci ospita.

Guardiamo oltre il velo della Mente e agiamo con il cuore aprendoci a nuove esperienze per il bene comune, rifiutiamo l’ignoranza, le comode abitudini che limitano la nostra intuizione e le nostre capacità, i pensieri condizionanti distribuiti a piene mani dai media che ci spingono a mete obsolete.

Costruiamo il futuro in direzione dell’equinozio di autunno che segnerà l’inizio di una nuova stagione.

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La buona notizia del venerdì: sconfiggere lo smog e la deforestazione? Ci sono le lucciole!

GLI INSETTI LUMINOSI SCONFIGGONO LO SMOG IN CINA

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Da sempre catturano la curiosità di piccoli e grandi perché, grazie alla luce che emettono, riescono a creare un’illuminazione notturna davvero suggestiva. Stiamo parlando delle lucciole, uno degli insetti più unici al mondo ma anche più a rischio d’estinzione.

Anni fa in moltissime città, soprattutto in estate, era possibile ammirarle ma oggi a causa dell’inquinamento e la conseguente distruzione del loro habitat naturale, stanno pian piano scomparendo.

Come accade per esempio in Cina,dove si sta cercando di ripopolare i parchi con i coleotteri luminosi.

Uno dei primi in cui si sta sperimentando la creazione di una colonia si trova nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei e da un anno a questa parte i risultati sembrano essere soddisfacenti.

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ll parco fa parte di una zona naturale più grande, la East Lake Peony Garden ed è suddiviso in diverse aree: c’è una zona di allevamento dove le lucciole si riproducono, un’altra in cui i visitatori possono camminare direttamente tra gli insetti e osservarli da lontano e infine, una dedicata alla scienza dove si studia il perché della loro luminescenza.

La rapida urbanizzazione cinese ha dato come risultato la scomparsa, in alcune zone, delle lucciole per questo il parco a Wuhan è molto visitato: per molti è l’unica occasione di vedere le lucciole che sono state importate dalla vicina Jiangxi.

Gli insetti stanno reagendo bene al nuovo habitat anche se ancora si sta lavorando per riuscire a garantire la vita delle larve durante il periodo in cui il parco rimane chiuso.

I lampiridi vengono fatti arrivare in barattoli da Ganzhou (nella provincia di Jiangxi), a circa 800 km dal parco. Poi, vengono liberati nelle cinque zone della riserva dove è possibile osservarli da vicino e osservarli.

Allevare le lucciole costa una decina di yuan, ovvero poco più di 1 euro per ciascun insetto.

Ma il parco è già diventato un business, con il lodevole obiettivo di conservare una specie oggi quasi del tutto scomparsa – soprattutto nei centri urbani – a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale.

Nel bosco i bambini, coinvolti in diverse attività dedicate allo studio degli animali, possono entrare in contatto con gli insetti, gli unici in gradi di regalare questo spettacolo notturno

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Photo: Hubei Province

Appena calano le ombre della sera, nel villaggio di Nanacamilpa, a 70 chilometri da Città del Messico, file ordinate e silenziose di turisti giunti da ogni parte del mondo si dirigono verso la foresta di Santa Clara. Qui migliaia di lucciole accendono la notte buia ogni estate illuminandosi a intermittenza all’unisono. Gli abitanti della zona hanno tutti storie da raccontare legate a questi insetti ma non pensavano che sarebbero diventati così importanti per l’economia del posto e per l’ambiente.

Da quando il bosco è diventato uno dei due santuari delle lucciole riconosciuti al mondo (l’altro è in Nuova Zelanda), la deforestazione è diminuita del 60-70% e i 630 ettari di foresta vengono salvaguardati.  –

Waitomo Glowworm Caves: le grotte illuminate dalle lucciole in Nuova Zelanda

Le lucciole (o luciole) sono dei coleotteri appartenenti alla famiglia delle Lampyridae.

La luce emessa da questi insetti serve per la riproduzione: maschi e femmine si “chiamano”, si attirano nel buio per accoppiarsi. Il periodo di accoppiamento avviene nei mesi di giugno e luglio, di solito tra le 22 e mezzanotte. . 

Quello che permette a questa specie di insetti di illuminarsi è un fenomeno chiamato bioluminescenza, ossia un processo chimico complicato grazie al quale alcune molecole si muovono velocissime e producono un’energia che a sua volta si trasforma in luce
Le lucciole non sono gli unici esseri viventi a produrre luce. Fanno loro compagnia: alcuni tipi di larve, di vermi, alcune specie marine come i calamari, i gamberetti, le meduse e anche alcuni pesci.

Perché le lucciole fanno luce? – FocusJunior.it

Fonti:

La romantica magia delle lucciole

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/08/02/news/in_messico_la_magia_delle_lucciole_sta_salvando_dalla_deforestazione-144981891/?ref=fbpr

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Gattini su Facebook? Ma speciali che hanno almeno duemila anni!

 

🐈Sì, se il gattino in questione è dipinto su una parete dell’Insula delle Muse, una delle Case Decorate di Ostia antica.

Si trova precisamente in uno dei due piccoli corridoi (detti “alae”) che fiancheggiavano l’ambiente più grande e più importante della casa, il tablinum.

La parete di questo corridoio in età adrianea (117-134 d.C.) fu affrescata con una serie di pilastri gialli che incorniciano dei pannelli a fondo bianco: in essi si inserisce di volta in volta un animale diverso: oltre al gatto infatti si trovano raffigurate anche capre e altri animali.

Il Teatro che ancora oggigiorno viene usato per spettacoli estivi

Il cuore dell’attività economica di Ostia era un’area, coperta da portici, nota come 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗖𝗼𝗿𝗽𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 e faceva parte del complesso costruito da Agrippa negli anni ’20 a.C.👉🏻

Fu durante il regno di Domiziano che fu costruito un tempietto sull’asse principale della piazza, con il teatro e il colonnato ricostruiti da Commodo. La maggior parte dei mosaici della fine del II secolo sono ancora al loro posto e ciò che è notevole sulla loro conservazione sono le informazioni che ci danno degli uomini d’affari che vi lavoravano: dagli spedizionieri provenienti da varie parti del mondo conosciuto, dalle città dell’Africa, della Sardegna e della Gallia.

Le iscrizioni lasciate ci danno un’idea di coloro che hanno fatto parte della storia di Ostia, individui provenienti dall’Egitto, dalla Spagna, ecc. Anche se il loro soggiorno a Ostia è stato breve, le prove della loro esistenza sopravvivono, molti molti anni dopo.

Un esempio di bottega a Ostia Antica

Mosaici di animali

Parco Archeologico di Ostia Antica

E’ il migliore esempio a portata di mano per conoscere i criteri di architettura dei romani e della distribuzione delle attività in una città romana. Le abitazioni, le botteghe, le terme, le vie di comunicazione e il teatro danno una idea di come vivevano gli antichi romani.

Consigliatissimo per una gita educativa all’aria aperta.

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La buona notizia del venerdì: anche se a prima vista non sembra è un originale ed efficace forma di riciclo

Per quarant’anni hanno trasportato gli abitanti e i turisti di New York City su e giù per la città.

Ora, decine di vecchi vagoni della metropolitana newyorchese vengono gettati nell’oceano Atlantico per diventare rifugio per i pesci, oltre che una buona occasione per lo sviluppo della pesca sulla costa orientale degli Stati Uniti.
L’originale forma di riciclo è sperimentata già da qualche anno, e i buoni risultati spingono sempre più stati americani a chiedere alla Mta (la Metropolitan Transportation Authority di New York, proprietaria dei vagoni) di acquistare qualche mezzo dei 1662 in disuso e altrimenti destinati alla pressa dello sfasciacarrozze.

Dopo il Delaware – che ha sperimentato un aumento del 400% della popolazione marina – e il New Jersey, pochi giorni fa è stata la volta del Maryland, dove 44 vagoni sono stati gettati a 30 metri di profondità nelle acque dell’oceano e a circa una trentina di km dalla costa.

Privati delle finestre, delle porte e di ogni componente potenzialmente inquinante, i vagoni diventano un’ottima attrattiva per i pesci, altrimenti poco presenti nei fondali sabbiosi della costa, che li scelgono come grotte artificiali per riprodursi e proteggersi dai predatori.

E i pesci, a loro volta, diventano un’interessante opportunità di crescita per gli affari dei pescatori.
In realtà, il reef artificiale viene difeso anche da gruppi ambientalisti che denunciano l’eccessivo sfruttamento della popolazione marina e vedono nei vagoni sottomarini una soluzione possibile, seppur parziale, al problema.

Il processo di creazione di barriere artificiali è stato di grande aiuto per ripristinare le aree danneggiate dalle attività umane.

Gli ingegneri hanno già affondato una portaerei per trasformarla in un ecosistema di barriera corallina.

In un mondo ideale, non avremmo bisogno di fare questo, perché non avremmo danneggiato il fondo dell’oceano.

Tuttavia, misure di questo tipo possono effettivamente aiutare a riparare la distruzione del fondale marino.

E, naturalmente, rende la cessione di parti di trasporto pubblico molto più facile.

Chissà se grazie a questo nuovo ecologico utilizzo, fra qualche tempo non si troveranno nei fondali marini – e in modo del tutto lecito – anche le automobili.

Foto mostrano i vagoni della metropolitana di New York che vengono scaricati nell’oceano – (pianetablunews.it)

New York, nuova vita in fondo all’Oceano per i vecchi vagoni della metro – Il Sole 24 ORE

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Perchè siam donne: Helen in prigione per aver indossato i pantaloni

Non molti conoscono il nome di Helen Hulick (1908-1989), un’educatrice statunitense che applicò terapie innovative e, per l’epoca, rivoluzionarie, nell’insegnamento rivolto ai bambini con problemi di udito e linguaggio.

Tuttavia, i giornali americani parlarono molto di lei per un episodio che, pur dimostrando il suo carattere anticonformista, non aveva nulla a che vedere con il suo lavoro di educatrice.

Tutto ha inizio il 9 novembre del 1938, giorno in cui la ventottenne Helen Hulick viene convocata presso il tribunale di Los Angeles come testimone, dopo aver subito un furto con scasso in casa propria.

Se di lì a poco Helen finisce sul Los Angeles Times, però, non è perché le sue parole siano riuscite ad aiutare la giustizia, né perché sia stato identificato il responsabile della rapina, tutt’altro: protagonisti della vicenda mediatica che la riguarda diventano nientemeno che i suoi pantaloni.

L’educatrice dell’infanzia originaria della Pennsylvania, infatti, si presenta davanti alla corte in una tenuta che è solita indossare anche fra i banchi di scuola, luogo in cui si è già distinta per i suoi meriti.

Nel notare il suo abbigliamento, tuttavia, il giudice responsabile del suo caso, tale Arthur S. Guerin, resta turbato e decide di sospendere l’udienza, intimando a Helen Louise Hulick Beebe – questo il suo nome all’anagrafe – di tornare in aula cinque giorni dopo con abiti più consoni.

Eppure, il 14 novembre, Helen mantiene la promessa già fatta al giornale locale, a cui aveva dichiarato: “Dite al giudice che farò valere i miei diritti. Se mi ordina di mettermi un vestito, non lo farò. Mi piacciono i pantaloni. Sono comodi”.

La reazione di Guerin non tarda allora ad arrivare. “L’ultima volta che si è presentata in questa Corte, vestita come oggi e inclinando la testa all’indietro, ha attirato più attenzione da spettatori, prigionieri e presenti in tribunale che lo stesso processo”, dichiara infatti ad alta voce. E prosegue: “Le era stato richiesto di tornare con un abbigliamento consono per il processo. Oggi è tornata con i pantaloni, sfidando apertamente la Corte e il suo dovere di condurre il processo in maniera ordinata. Questo è il momento di prendere una decisione al riguardo, e la Corte ha il potere di mantenere quella che considera una condotta esemplare”.

Di conseguenza, conclude Guerin, “la Corte le ordina di tornare domani con un abito accettabile. Se insiste nell’indossare i pantaloni, le verrà impedito di testimoniare perché ciò ostacolerebbe la procedura giudiziale. Ma si prepari a essere punita secondo le leggi di questa Corte”.

Ma neanche questo secondo avvertimento scoraggia Helen, che per ottenere maggiore protezione anche sul piano legale chiede il sostegno dell’avvocato William Katz – il quale davanti alla corte aveva già dimostrato grazie a quattro volumi di sentenze la liceità dell’educatrice di portare i pantaloni, senza ottenere comunque il benestare del giudice.

“Indosso pantaloni da quando ho quindici anni e possiedo solo un abito elegante nel mio armadio”, spiega allora Helen al suo legale. “Tornerò in pantaloni e, nel caso in cui mi metta in prigione, spero che il mio gesto serva a liberare per sempre le donne da questo divieto di indossarli”.

L’indomani, quindi, la testimone mantiene la propria linea di condotta e viene condannata da Guerin a scontare cinque giorni di carcere e a indossare di conseguenza la divisa delle detenute, ovvero un vestitino di jeans.

Nel frattempo, però, il suo avvocato fa leva sulle lettere di protesta ricevute dal tribunale per rivolgersi alla Corte d’Appello, ottenendo da quest’ultima il permesso ufficiale per la sua cliente e per tutte le altre donne degli Stati Uniti di indossare i pantaloni nel corso di un processo.

Si tratta di un passo avanti non indifferente nel processo di emancipazione femminile, mosso non da ultimo da motivi igienici, e che fra l’altro si verifica mentre è già scoppiata la seconda guerra mondiale.

Quanto al furto subito da Helen la seduta in cui si ascolta la testimonianza della donna viene intanto posticipata al 17 gennaio 1939, data in cui l’educatrice appare davanti al giudice con “un abito più femminile”, a dimostrazione del fatto che una simile etichetta non vuol dire poi granché e che a contare è, piuttosto, la libertà di ogni donna di scegliere liberamente cosa indossare in qualunque circostanza.

Del resto nella storia della moda la donna per poter indossare liberamente i pantaloni è arrivata solo alla fine dell’800.
Infatti con i primi movimenti di emancipazione le donne iniziarono a indossare i pantaloni e ad andare in bicicletta.
Amelia Bloomer fu la prima a destare scandalo indossandoli a metà ‘800. Per la società dell’epoca era scandaloso indossarli, anche se Amelia li portava in stile orientale stretti alla caviglia e ampi e coperti da un abito al ginocchio. La leggendaria attrice Sarah Bernhardt li indossò sul palco i primi del ‘900 e la scrittrice francese Colette si mostrò in pantaloni per il lancio del suo romanzo Claudine.

Helen Hulick: la donna che finì in carcere per un paio di pantaloni (socialup.it)

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La buona notizia del venerdì: L’albero del vento produce energia green e bastano 36 foglie

un albero finto che produce energia pulita ?

Lo ha brevettato la New World Wind e si chiama “Albero del vento”. poco spazioso e poco rumoroso, l’Albero del vento è il prossimo passo verso la produzione di energia green, si mimetizza perfettamente all’interno dell’ambiente grazie alla sua struttura in acciaio e alle sue 36 foglie coniche, in grado di generare 10 Kw di energia. Il sistema è silenzioso ed emette solo lievi fruscii che ricordano il rumore delle foglie, motivo per cui può essere inserito all’interno del tessuto urbano,

L’idea, infatti, venne ai creatori proprio pensando alla brezza tra le foglie mentre passeggiavano in una piazza di Parigi, e così hanno deciso di iniziare a sviluppare in senso tecnologico questa intuizione: perché non costruire una turbina del vento che non richieda troppo spazio e che non produca troppi decibel di rumore? Il fattore in più, poi, doveva essere un design che permettesse agli alberi del vento di inserirsi bene nel tessuto anche urbano, superando l’idea delle turbine relegate sulle cime delle montagne a impedire l’orizzonte.

Partito come un mero prototipo, l’Albero del Vento è oggi un prodotto commerciato a tutti gli effetti.

La New World Wind ha piantato Alberi del Vento in tutto il mondo –Francia, Svizzera, Nuova Delhi, Paesi Bassi, Dubai-, e il sito ufficiale della compagnia è una vera e propria piattaforma e-commerce capace di spedire in tutto il mondo.

in Francia si è costruito un’intero parco in cui ricaricare gli smartphone o i dispositivi elettronici, in altri posti dove sono presenti i prototipi vengono utilizzati anche come postazioni di ricarica delle auto elettriche, e si registrano usi per soddisfare il fabbisogno energetico di case ed uffici.

Con un occhio a un nuovo brevetto: Wind Bush, una turbina eolica ancora più piccola, quasi portatile, a forma di cespuglio.

L’energia eolica è ad oggi la scelta rinnovabile più economica, nel 2019,l’Europa ha raccolto 19 miliardi di fondi per la costruzione di nuove basi eoliche, e assistito all’investimento di più di 13 miliardi in progetti di energia eolica.

E’un prodotto semplice e rivoluzionario, di cui ogni città beneficerebbe enormemente. Certo, sarebbe solo un piccolo passo, ma immagina se tutte le città fossero ricoperte di Alberi del Vento, che ruotano le loro foglie silenziosamente come grandi giocattoli, facendo un grande favore a noi mentre noi lo facciamo al nostro pianeta.

Wind Tree, a Parigi l’albero che produce energia eolica – Non sprecare

A Milano prende vita l’Albero del Vento: l’installazione carbon neutral è ispirata alla turbina eolica, simbolo dell’unione tra natura e tecnologia (meteoweb.eu)

Albero del vento, il sistema per produrre energia pulita (mondobalneare.com)

Coltivare i semi della sostenibilità: L’albero del Vento – Atmospheralab.com

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Perchè siam donne: Dietro ogni grande telescopio spaziale c’è una grande donna astrofisica!

Il nuovo telescopio spaziale della Nasa si chiamerà Nancy Grace Roman, come l’astronoma considerata la “mamma” del telescopio spaziale Hubble.

Il telescopio spaziale JWT avrà il compito di cercare i pianeti che si trovano in altri sistemi solari e di investigare i misteri astronomici, come l’energia oscura che occuperebbe il 70% dell’universo e la cui esistenza è stata ipotizzata per spiegare l’espansione dell’universo.

C’è lei, Nancy Grace Roman, astrofisica del Goddard Space Flight Center della NASA dietro le meraviglie del #JWST.

Il telescopio da 10 miliardi di dollari, il più grande e potente osservatorio extraterrestre mai costruito dall’umanità.

Da quando JWST è stato lanciato, era il giorno di Natale del 2021, lei e il suo team hanno lavorato senza sosta per preparare l’osservatorio a fornire scoperte rivoluzionarie sulle prime galassie dell’universo, sugli esopianeti vicini e molto altro.

Dammi un telescopio e ci faró qualcosa di buono” ha sempre detto.

Non fa mistero dell’importanza per lei della genealogia femminile nella scienza, di avere cioè madri nella sua professione.

Nancy Grace Roman (1925-2018) è stata la prima donna a ricoprire una posizione dirigenziale alla NASA e ha sviluppato i concetti alla base del telescopio spaziale Hubble, il primo dei grandi osservatori spaziali della Nasa.

All’età di undici anni, Nancy aveva già mostrato interesse per l’astronomia formandone un club tra i suoi compagni di classe in Nevada. Lei e i suoi compagni di classe si riunivano una volta alla settimana per conoscere dal vero le costellazioni studiate sui libri.

Come la maggior parte delle donne nelle scienze a metà del ventesimo secolo, Nancy si è trovata di fronte ai problemi legati al predominio maschile nella scienza e nella tecnologia e ai ruoli percepiti come appropriati per le donne in quel periodo di tempo.

In quel periodo era scoraggiata dalla maggior parte delle persone a dedicarsi all’astronomia In un’intervista Nancy ricordò di aver chiesto al suo consulente scolastico se poteva seguire l’algebra al secondo anno invece che il latino: “Mi guardò dall’alto in basso e mi derise, “Che tipo di donna avrebbe preferito la matematica al posto del latino?”, questo è stato il tipo di accoglienza che ho ottenuto durante la maggior parte del mio cammino”.

E’ stata una delle pochissime donne della NASA e l’unica donna con una posizione dirigenziale. Ha frequentato corsi chiamati “Women in Management” in Michigan e alla Pennsylvania State University per conoscere le questioni riguardanti l’essere una donna in una posizione manageriale. Tuttavia, Nancy ha dichiarato in un’intervista del 1980 che i corsi erano insoddisfacenti e affrontavano gli interessi delle donne piuttosto che i problemi delle donne.

Nel corso della sua carriera, è stata anche un’attiva relatrice ed educatrice pubblica e una sostenitrice del ruolo delle donne nella scienza.nell’American Association of University Women.

Ci ha lasciato per raggiungere le sue origini nell’universo il 26 dicembre 2018 a causa di una lunga malattia.

Fonti.

Dedicato a una donna il nuovo telescopio spaziale della Nasa – Spazio & Astronomia – ANSA.it

Nancy Roman – Wikipedia

In verde ciò che conosciamo, in azzurro ciò che sappiamo di non conoscere, il resto è non sappiamo ciò che non sappiamo!

Tanto per puntualizzare questa è la nostra infinitesimamente piccola conoscenza

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Luna Piena in Capricorno: guidati dalle emozioni per crescere in consapevolezza

Il prossimo 13 luglio 2022, la Luna Piena in Capricorno sarà anche una Super Luna, vuol dire che apparirà più grande e più luminosa del solito. Questo fenomeno si produce quando, al momento della Luna Piena, la luna è al suo perigeo, ossia sul punto dell’orbita più vicino alla Terra.

Questa Luna Piena è congiunta a Plutone, opposto a Mercurio, Urano trigono e Chirone quadrato.

Questa è la seconda di tre Super Lune Piene , la prossima Super Luna Piena di Agosto.

Come con qualsiasi lunazione del Capricorno, la grande domanda è “cosa stiamo cercando di ottenere?”

Il Capricorno è il nostro sé superiore, l’adulto dentro ognuno di noi. Va bene essere spietatamente onesti (Luna Piena in congiunzione con Plutone) o avere conversazioni difficili (Luna Piena opposta a Mercurio) purché non perdiamo di vista il nostro obiettivo e agiamo dal nostro miglior possibile.

Questa Luna mette in risalto le emozioni che non sempre ascoltiamo, siamo soliti mettere da parte e soprattutto non esprimiamo.

Spinte dalle energie lunari ,saranno proprio queste emozioni che ci guideranno in questo periodo per analizzare le situazioni, per riflettere, per valutare i pro e i contro con lucidità, concentrazione e oggettività,per conoscerci meglio, superare i giudizi che che ci trattengono nei rapporti, aprirci al prossimo con amore per costruire insieme.

E’ il primo plenilunio dopo il solstizio d’estate e può aiutarci a chiudere definitamente con il passato per concentrarci meglio sui progetti del futuro compresi quelli a lungo termine. Il Capricorno esalta tutto ciò che è solido e duraturo e logico.

Questa Luna Piena in Capricorno è in opposizione Mercurio (nel segno del Cancro)/ Plutone (nel segno del Capricorno), e questo potrebbe spingerci ad essere più attenti alla validità delle nostre scelte,a cambiare atteggiamento verso i nostri “sbagli” e a trarne al contrario insegnamenti, a scoprire risorse e qualità che non avevamo notato. Sarà una presa di coscienza che cambierà il nostro senso della vita.

L’alleanza di Urano nel segno del Toro e Nettuno nel segno del Pesci, mentre la Luna si fa piena , ci conferisce una maggiore abilità per concludere affari e attività in corso con particolare intuizione.

Infine, il Nodo Nord nel segno del Toro ci spinge verso la tranquillità dello spirito, a semplificare le cose.

Il Nodo Nord e Urano si incontrano solo ogni 15 anni, quindi la congiunzione metterà in moto una serie di eventi che ci influenzeranno per i prossimi 15 anni a venire.

Il Nodo Nord ha un effetto pratico, quindi ci sarà un’amplificazione dei temi uraniani: scoperte, sconvolgimenti, innovazioni e sviluppi inaspettati nella tecnologia, gruppi di persone e comunità, sistemi finanziari, risorse e mercati

A livello individuale, la congiunzione sarà vissuta come una spinta per vivere la nostra vita come vogliamo veramente. Possiamo scoprire risorse e talenti che non sapevamo di avere, oppure possiamo finalmente sbarazzarci di situazioni o comportamenti che negli ultimi anni ci sono apparsi come ostacoli

Connessi con Urano qualsiasi situazione che ci sembrava complicata può avere significato se la si guarda da un altro punto di vista.

Questa Super Luna Piena in Capricorno è decisamente coinvolgente, non ammette scuse, la strada è ancora in salita, ma se siamo disposti a tuffarci fino in fondo nel progetto del percorso a salire in cima per raggiungere la nostra meta saremo premiati.

Ognuno di noi è chiamato a fare del suo meglio, siamo artefici consapevoli di ogni cosa, grande o piccola, che riguarda la vita sua e degli altri.

Non è più tempo di negare l’evidenza, scaricando colpe e responsabilità fuori da noi, ma di guardare quello che possiamo fare nel quotidiano, con ogni azione, con ogni pensiero, con ogni atteggiamento, per noi e per gli altri.

Valutiamo la consistenza delle risorse personali e collettive che abbiamo a disposizione ora, e ce ne sono tante, in modo che possano essere usate per raggiungere obbiettivi utili ad una convivenza costruttiva.

Dobbiamo avere coraggio e fiducia, tutti sappiamo bene ormai che è in gioco il futuro dell’umanità, e farci carico dell’impegno e della determinazione che comporta andare avanti, avanzando, verso un Mondo Nuovo

Il valore da raggiungere in questo periodo è RESPONSABILITÀ.

Luna Piena 13 luglio in Capricorno: influenza e caratteristiche (msn.com)

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Perchè siam donne: “Non dubitare mai che anche un piccolo gruppo di cittadini responsabili possa cambiare il mondo” Margaret Mead

“Uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale riteneva fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami, pentole di terracotta o macine di pietra. Ma non fu così.

Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore rotto e poi guarito.

Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca.

Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi.

Mead disse che aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo”. il punto esatto del senso di comunità e cura dell’altro.

Da Monolitium

Rete Nazionale Donne in Cammino

Oltre che una grande antropologa, Margaret Mead fu anche uno straordinario personaggio, dalla vita intensa e anticonformista.

Nacque a Filadelfia il 16-12-1901 da una famiglia di religione quacchera: era la primogenita di quattro figli. Suo padre, Edward Sherwood Mead, era professore di economia all’Università di Pennsylvania, sua madre, Emily Fogg, una sociologa.

Nel 1923, entrò nella Columbia University, dove studiò antropologia con i due famosi antropologi  Franz Boas e Ruth Benedict (che divenne sua amica).

Il suo primo libro, Coming of Age in Samoa (L’adolescenza in Samoa, 1928). primo dei ventitré libri da lei pubblicati è stato per anni un best seller: in esso l’antropologa riportava le sue osservazioni sulla pubertà e l’adolescenza delle ragazze, osservando che il disagio adolescenziale non è un fatto naturale ma appreso, una conseguenza di aspetti culturali e non biologici.

Viaggiò molto per osservare i vari stadi dell’evoluzione umana nelle società primitive, soprattutto in Nuova Guinea, il modo nel quale diventavano adulti ,dell’influenza dei ruoli sessuali nella formazione del temperamento maschile e femminile, sostenendo che la personalità individuale era da considerarsi effetto della cultura e della organizzazione sociale che ne conseguiva.

I libri furono considerati di importanza eccezionale nella teoria dell’educazione.

I riferimenti culturali dell’antropologa erano il determinismo culturale e la psicoanalisi, per cui le sue riflessioni erano centrate sui rapporti tra elementi biologici e psicologici, i fattori culturali e i tratti individuali nella formazione della personalità individuale e nell’organizzazione sociale.

Nel 1942 uscì il libro Il carattere balinese, scritto con il marito Gregory.

Nel 1944 Margaret Mead fondò un Istituto per gli Studi Interculturali.

Dopo la guerra (1949) pubblicò Maschio e Femmina: uno studio sui sessi in un mondo che cambia, che trattava delle sue osservazioni sulle persone conosciute nel Pacifico del Sud e nelle Indie dell’est.

Morì a New York il 15 novembre del 1978.

Dal 1926 e per tutta la sua vita la Mead lavorò per l’ American Museum of Natural History di New York; fu Presidente della Society for Applied Anthropology e della American Anthropological Association.

Fu la prima donna a diventare Presidente dell’American Association for the Advancement of Science. Insegnò al Vassar College (1939-41) e alla Columbia University (1947-1978). Ricevette 28 lauree ad honorem.

Come personaggio pubblico si interessò di razzismo, identità di genere, cultura, giustizia, educazione, salute e nutrizione, psicologia evolutiva, femminismo, emancipazione sociale delle minoranze, spiritualità e sovrappopolazione. Credeva che fossero gli aspetti culturali a portare al razzismo, alle intolleranze, alle guerre, a causa di pregiudizi appresi, e che i membri di una società potevano/dovevano lavorare insieme per modificare i loro pregiudizi e costruire nuove istituzioni.

Il suo slogan in proposito era: “Never doubt that a small group of thoughtful, committed citizens can change the world.

In una società sempre più pessimista riguardo alle capacità umane di cambiamento, lei insisteva sull’importanza di favorire e supportare tale motivazione nelle persone di buona volontà.

Si poteva imparare dagli altri popoli: le diversità umane sono una grande risorsa, pensava la Mead, non un ostacolo, e gli esseri umani sono tutti in grado di apprendere ed insegnare l’un l’altro.

I have spent most of my life studying the lives of other peoples — faraway peoples — so that Americans might better understand themselves.”

Margaret Mead


Tratto dal sito psicolinea.it, online dal 2001: https://www.psicolinea.it/margaret-mead/