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La buona notizia del venerdì: Tutti insieme in bici con il CycloBUS !

Parla italiano la storia del cycleBUS, il pulmino a pedali dove bambini, anziani e disabili raggiungono la loro meta andando in bici tutti insieme. Questo veicolo innovativo e sostenibile “migliora la connessione” come acclama il tema della Settimana Europea della Mobilità, dal 16 al 22 settembre di ogni anno.

Il pulmino mette a contatto le persone, tra loro e con l’ambiente ma va anche oltre, supportando la connessione territoriale promessa dalla ciclovia Adriatica, la pista ciclabile che attraversa l’Italia.

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La storia del cycleBUS, il pulmino a pedali inventato in Italia

Patrizio Merelli è marchigiano, portatore sano di cultura e aggregazione.

In passato si è distinto girando il nord Italia a bordo di due musei itineranti creati da lui, uno dal nome “Viaggio nella Preistoria” e l’altro “La scuola antica nel 1800”. Due musei realizzati dentro due pullman lunghi 18 metri portati in giro per scuole elementari e medie del Veneto e della Lombardia.

Andando lì vedevo questi bambini contenti di andare a scuola con il pedibus, camminano uno dietro l’altro attaccati a delle corde. Da lì l’idea di portarli a scuola pedalando, tutti insieme a stretto contatto divertendosi. L’aggregazione è fantastica.”

Il pulmino a pedali si muove nel virtuoso circuito dell’economia circolare a chilometro zero: tutti i protagonisti sono nelle Marche. La storia del cycleBUS inizia con uno schizzo, poi il prototipo inizia a prendere forma nelle mani sapienti di ingegneri e meccanici.

Nel 2017 viene brevettato, prima in Italia poi a livello internazionale.

Nel 2019 assemblato, perfezionato durante lo stop pandemico e più volte testato. Infine, industrializzato e prodotto nella fabbrica Biciclette Trubbiani di Santa Maria in Selva.

A credere nell’idea è la Banca Etica, dove i soldi sono investiti solo in progetti ad hoc di utilità sociale e ambientale.

Il 19 maggio 2022 il cycleBUS, è stato utilizzato per la prima volta dagli alunni della quinta della primaria “De Amicis” di Colmurano, nelle Marche.

“Realizzare sogni, seppellendo le paure” è il motto di Merelli, e ha funzionato.

Il velocipide del futuro: il pulmino a pedali inclusivo

Il cycleBUS è il velocipide del futuro perché ecologico, multifunzione, inclusivo. Ha dieci ruote tutte controsterzanti, messo in sicurezza nei meccanismi e nelle congiunzioni a vista del telaio. In più è modulare: lo si può fare da quattro, sei, otto, dieci posti.

Robusto, non ribaltabile e facile da pedalare sia da bimbi sia da adulti e anziani. Il cycloBUS si ferma solo sulla neve. Ci salgono i bimbi con il caschetto che assieme agli adulti pedalano, se ne hanno voglia. Chi lo fa, segue la propria andatura: tanto la velocità del pulmino è la somma dei contributi. Certo magari in salita è bene partecipare tutti!

È brevettato per scaricare direttamente il peso a terra e solo il conducente può frenare, fermare il cycleBUS, usare la pedalata assistita con motore elettrico da 250 watt. Ed è proprio questo particolare a renderlo innovativo e unico al mondo: è a tutti gli effetti una bicicletta sia per il codice della strada italiano che europeo. Non lascia indietro neppure i diversamente abili, e per una maggiore inclusività le carrozzine sono posizionate solo al centro del cycleBUS, in modo da essere circondati da tutti gli altri passeggeri.

E’ la prima volta che un mezzo che accompagna i passeggeri  diventa virtuoso: l’utilizzo da parte del cittadino è gratuito, evita emissioni di CO2 e crea posti di lavoro.

Pedalando verso il futuro: la ciclovia Adriatica

La ciclovia Adriatica è un itinerario cicloturistico lungo 1600 chilometri che costeggia il mar Adriatico. Strade interne e brevi tratti della statale adriatica uniscono due comuni agli estremi: Trieste e Santa Maria di Leuca. Dal Friuli alla Puglia, ben 7 regioni sono coinvolte nel collegamento della ciclovia Adriatica a siti urbani, turistici, archeologici, paesaggistici per regalare emozioni e momenti di svago. Il pulmino a pedali inventato in Italia, si incastona in questa realtà.

Il cycleBUS è un mezzo green che può circolare sia su pista ciclabile sia su strada, e grazie alla sua multifunzionalità può essere affiancato capillarmente agli altri mezzi di trasporto pubblico.

Tre pulmini a pedali sostituiscono uno a motore da 30 posti e con soste di un minuto e con velocità massima di 25 chilometri orari, il mezzo risulta più rapido negli spostamenti.

Un progetto sostenuto dalle amministrazioni comunali coinvolte, dalla Federazione Italiana Ambiente Bicicletta nella persona del Presidente Alessandro Tursi e di Bandiera Lilla associazione per il turismo inclusivo.

Fonte:

La storia del cycleBUS, il pulmino a pedali inventato in Italia (buonenotizie.it)

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E dopo la Luna Piena di Ottobre ?

Quando la Luna Piena è nel segno dell’Ariete, il Sole è in Bilancia e la Luna è direttamente in posizione opposta sullo Zodiaco .

Ci ritroviamo quindi sull’asse Bilancia- Ariete, in cui l’energia della Bilancia, segno d’aria legato all’equilibrio e alla comunicazione con l’altro, si unisce con l’elemento fuoco dell’Ariete, segno d’intraprendenza ed azione personale, elemento che vitalizza e riscalda l’energia temperata ed altruista della Bilancia per cercare un nuovo equilibrio.

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In questa Era in completa trasformazione, non possiamo rimanere ancorati e fermi a un’idea o un fissazione se questa non produce apertura e prospettiva, come non possiamo stagnare nell’inerzia e nell’immobilità se questa non ha in sé una costruzione.

Per raggiungere un equilibrio dobbiamo innanzi tutto uscire dalla nostra area di confort, valutare gli insegnamenti delle esperienze vissute fino ad oggi e solo dopo guardare al futuro

Dovremmo permetterci di cambiare idea, e approdare in territori più vasti. Ora le vecchie ragioni del mondo non sono più sufficienti. siamo coinvolti in quel cambiamento globale, che forse potranno vedere solo le generazioni successive

Ci troviamo profondamente nei fuochi della trasformazione e la Luna dell’Ariete aumenterà solo la fiamma, per così dire. Possiamo aspettarci molte scintille, siano esse scintille di rabbia o scintille di creatività.

Non ci servirà cadere nel giudizio e nella rabbia in questo momento. Siamo andati troppo oltre per rimanere intrappolati in vecchi schemi che ci spingono verso il basso e all’indietro.

Se ora non riusciamo a scegliere qualcosa, se siamo in un dilemma che ci spaventa o semplicemente in una fase faticosa, teniamo le forze, poniamo bene al centro la prospettiva a lungo termine, e rimandiamo un attimo la questione.

Si sta creando una terza via, anche ancora giace al di là della materia, e che si dovrà manifestare-

La Luna piena in Ariete si trova congiunta a Kirone, esperienze non risolte possono riaffiorare e sembrarci ancor più irrisolvibili, quando pensavamo che fossero andati via per sempre. Ma è il momento di cambiare finalmente la prospettiva e coglierne gli insegnamenti ricevuti.

Riusciamo per un attimo ad arrestare la mente dall’ansia del futuro, percorrere il presente sentendolo per quello che è adesso e non per quello che vorremmo domani?

Siamo pronti ad usare la mente in un modo più aperto più costruttivo e trovare un equilibrio tra i nostri impulsi di rabbia per quelle ”non risoluzioni “ e una valutazione onesta priva di giudizi verso le nostre risorse ?

Siamo certi che il risultato sia quello che gli altri si aspettano o che sia veramente quello che profondamente vogliamo essere?

La Luna Piena in Ariete è una Luna dinamica, forte , battagliera , è un plenilunio d’azione che ci spinge ad esprimere quello che pensiamo con chiarezza e con il bisogno di essere ascoltati.

La nostra esigenza di conoscerci si riflette poi sul tipo di comportamento nei confronti degli altri, nell’equilibrio necessario a rispettare i reciproci bisogni

La chiarezza di espressione nella relazione fa sempre scoprire aspetti inaspettati che rendono la convivenza più costruttiva per gli obbiettivi futuri.

In questa stagione di cambiamento nella quale regna la nebulosità più assoluta per le prospettive di quale futuro, di quali iniziative per quali ragioni, di quali metodi scegliere per quali risultati ottenere. E le scimmie urlatrici dei media soffiano venti di paura che aleggiano sopra al buon senso e nascondono i buoni propositi .

Ma Il tempo del lamento è finito , insieme possiamo superare la nostra paura di smarrirci e cercare ansiosamente la verità, sintonizzamoci sulle ragioni del cuore.

Nel cielo ogni elemento fa la sua parte e insieme tutte le configurazioni esprimono incitamenti necessari all’evoluzione del momento,. Come sempre del resto!
Permettiamo alle energie di fluire attraverso di noi liberandoci del superfluo, come un acqua di sorgente che ci depura e ci rinnova.

Il portale della data 10/10, ci ricorda che siamo a un Punto Zero : la qualità dell’inizio dipende da noi!

Questa luna di ottobre e le sue energie di fuoco saranno di guarigione, formazione , creatività, trasformazione e distruzione.

Distruzione non in negativo! Anzi, si tratta della distruzione di credenze limitanti nella nostra vita, di legami tossici, di ciò che blocca il nostro cammino e la nostra crescita.

D’altra parte a ottobre spesso si bruciano le foglie e i rami secchi.

Così possiamo fare noi stessi, arrendendoci, senza resistenza, all’energia di questo plenilunio e alla guarigione e trasformazione che porterà in noi.

Love Laurin

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* Cosa ci aspetta in questo mese di Ottobre 2022 ? Cosa suggeriscono gli astri ?

Ciao * figlio delle stelle * , siamo nel mezzo di questa esplosione di energia: passato ottobre inizierà il vuoto, una sensazione di silenzio che ci porterà verso il Nuovo Tempo.

Due aspetti fondamentali di questo mese.

Forte stimolo a cambiare vecchie abitudini non buone per il tuo benessere, rafforzate da eventi esterni improvvisi e da suggerimenti onirici fuori dal comune.

E’ come se tutto quello che è “capitato” nella prima parte dell’anno non ti avesse davvero convinto che è tempo di cambiare anche se il tuo desiderio in fondo era proprio quello.

Ti è mancata la forza interiore, sono capitate altre cose che ti hanno distratto dal vero intento che sei tu. In questa prima parte del mese, l’energia ti spinge quasi con forza verso quella direzione che è l’unica che puoi praticare con sicurezza.

Spesso ci abbandoniamo in proiezioni di bisogni e di desideri che non rappresentano una forza per noi stessi ma solo per “il proiettore” in una sorta di fenomeno vampiro che svuota la nostra energia.

Il secondo aspetto su cui vorrei attrarre la tua attenzione è verso l’accumulatore lunare che dalla fase di luna piena  in Ariete, compirà un giro completo dello zodiaco (Cielo) che ci riporterà nella fase di plenilunio in Toro.

Sai che il plenilunio ti apre alla comunicazione con i Maestri, l’energia spirituale che aiuta il piano terrestre. Questo canale sarà aperto tutto il mese grazie alla chiusura di molti canali energetici che in questo mese lasceranno il loro imprinting più importante. Immagina una persona che ami che viene a trovarti a casa: questo è il canale.

Quando va via i tuoi occhi osservano il suo allontanarsi con rammarico e amore che resta dentro di te a confermare quell’amore e quella forza: questo è l’imprinting.

Sii forte, sii fiero figlio delle stelle.

Cikala Itka

Energia Maya – Ricerca e filosofia energetica

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La buona notizia del venerdì: In Italia sta per tornare il vuoto a rendere!

Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte...” cantava Gianni Morandi nel lontanissimo 1962 e certo la bottiglia del latte negli anni ’50 e ’60 era di vetro!

In molti Paesi europei è una pratica ben consolidata, mentre qui da noi il vuoto a rendere è soltanto un vago ricordo. Ma, dopo parecchi tira e molla, la restituzione delle bottiglie usate potrebbe tornare in auge anche in Italia

Solo in Italia sono i 119 contenitori che ogni anno ciascuno di noi getta via senza dargli la possibilità di essere riutilizzati o riciclati, si parla di un totale di 7 miliardi di imballaggi. A rilanciare l’attenzione sul tema è il nuovo rapporto What a Waste.

Il problema di bottiglie e lattine che invece di entrare nel circolo virtuoso del riciclo finiscono nell’indifferenziata o, nei casi peggiori, nel mare e nei fiumi è sotto gli occhi di tutti. Ma a mettere nero su bianco la situazione di 24 paesi Ue, Italia compresa, è il rapporto What we Waste, curato dalla no profit Reloop con il supporto di Break Free From Plastic e Changing Markets Foundation.

Il documento espone dei numeri molto chiari e decisamente preoccupanti riguardo al numero di bottiglie e lattine che ogni anno vengono sprecati e non avviati al riciclo. Si parla di oltre 41 miliardi di bottiglie di plastica, bottiglie di vetro e lattine di metallo all’anno che, disseminate in ogni dove, spesso finiscono in fiumi e oceani o in discariche e inceneritori in 24 paesi dell’Ue.

I nuovi dati sono relativi al 2019 ma la situazione da allora non può essere molto cambiata considerando che anche precedentemente, come mostra la seguente infografica inserita nel rapporto e relativa al 2017, il numero dei contenitori sprecati era praticamente identico.

Convertito in legge un mese fa, il decreto Semplificazioni punta, tra le altre cose, a reintrodurre i criteri per diffondere nuovamente il sistema di resi per bottiglie, fiaschi e lattine di vetro, alluminio e plastica. Entro la fine del 2021, il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, avrebbe dovuto fissare regole e norme e stabilire le cauzioni.

Con la fiducia incassata al Senato il Dl semplificazioni è infatti diventato legge portando con sé una serie “alleggerimenti” in campo ambientale, amministrativo e digitale.  

Quanto al vuoto a rendere – un provvedimento che più si è volte si è tentato di tramutare in realtà – prima nel 2009 poi con una sperimentazione nel 2017– il  testo coordinato pubblicato in Gazzetta ufficiale parla di incentivi economici e premialità per i negozianti che adotteranno questi metodi:Gli operatori economici, in forma individuale o in forma collettiva, adottano sistemi di restituzione con cauzione, nonché sistemi per il riutilizzo degli imballaggi.

Il riuso con la cauzione si basa su una logistica per far tornare dal produttore gli imballaggi da riempire. I consumatori pagheranno una cauzione al momento dell’acquisto della bevanda confezionata, somma che poi verrà restituita quando si renderà il vuoto.

In molti casi, già oggi si tenta in parecchie realtà di recuperare soprattutto il vetro delle bottiglie, soprattutto di acqua minerale.

Cos’è il vuoto a rendere? Con il termine “vuoto a rendere” si indica quella pratica con la quale l’acquirente restituisce un contenitore – come ad esempio una bottiglia di vetro, o anche di plastica – una volta svuotato, così che questo possa essere riutilizzato per un determinato numero di volte prima di essere gettato.

Fonti:

*In Italia sta per tornare il vuoto a rendere! Attese le nuove regole per il riuso con cauzione di vetro e imballaggi – greenMe

*La birra Ichnusa rilancia il vuoto a rendere: ecco la nuova bottiglia col tappo verde – greenMe

*Abbiamo bisogno di tornare al vuoto a rendere, il report che lo dimostra – greenMe

*A Trento torna il latte in bottiglia per ridurre plastica e rifiuti – greenMe

*A Londra si torna a consegnare il latte nelle bottiglie di vetro per ridurre i rifiuti in plastica – greenMe

Arriva una grossa novità per le birre Peroni e Raffo (ecoo.it)

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La Luna Nuova in Bilancia cambia il punto di prospettiva

Ogni novilunio è sempre un nuovo inizio !

Love Laurin

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C’è un’altra Terra, osservata dalle sonde spaziali e simile a un bambino gigante

C’è un’altra Terra“, dice Gesù secondo i Vangeli. E’ un unico Organismo” replica Giordano Bruno nel Rinascimento.

Le due “Terre” condividono lo stesso Cuore Cristallino che si muove in modi liberi e indipendenti, non è oppresso dal “peso” degli strati superiori, né è composto solo di Ferro, come molti ripetono; è composto di un carburo di ferro, è la riserva più vasta di Carbonio del pianeta – scopre la geofisica – e ruota intorno al proprio asse polare con velocità maggiori a quelle degli strati superiori. I vari strati sono separati tra loro da gap vuoti che consentono i loro moti liberi e indipendenti gli uni dagli altri. Se il Cuore Cristallino fosse la Fonte della Vita? Al centro del Cuore Cristallino, che ruota verso Est, i geofisici riconoscono una piccola sfera – 500 km di raggio – che ruota verso Ovest, cioè in verso opposto. Nel Medio Evo i saggi parlavano del MOTORE PRIMO al centro della Terra, celebrato da Dante nel Paradiso dove gli “spiriti beati girano in versi “opposti” – centripeto e centrifugo – moti simili a quelli che un buco nero ruotante

“C’è un Sole Nero al centro della Terra” disse Zarathustra, il grande saggio iraniano, celebrato da Friedrich Nietzsche, erroneamente considerato il padre del nazismo. Se il Sole Nero è un buco nero ruotantesiamo di fronte a una rivoluzione astronomica e antropica, anticipata da grandi saggi e ora confermata dalla geofisica, scienza che ha compiuto grandiose scoperte ma è spesso ignorata dai media. E’ una “rivoluzione culturale” anticipata da molti saggi e poeti e tale da travolgere la mentalità finora dominante, afflitta dal presunto “problema energetico” e dall’ignoranza del Motore Primo  che si auto alimenta con il doppio movimento, ci rende protagonisti e co-autori della Nuova Era. Ricca di prosperità e libera dal presunto “problema energetico”, la Nuova Era ci libera dai confini che ogni potere ha tentato di difendere e/o di offendere, con le varie guerre che tuttora insanguinano la superficie terrestre.

C’è un’altra Luce, dice sempre Gesù secondo i VangeliLa scopre Enrico Fermi nel 1933 e la chiama “debole”, perché così appare rispetto all’altra luce già nota, chiamata “forte”. Negli anni ’80 la fisica celebra le sue “nozze” con la luce elettromagnetica e così scopre “l’altra Luce” che non possiamo vedere fuori, ma che possiamo percepire dentro come sensazioni ed emozioni. “L’Uomo è centro”, diceva Giordano Bruno. Ora possiamo capire che ognuno di noi è un centro cibernetico (non geometrico), sensibile alle emozioni cioè ai movimenti del sangue (emo è sangue in greco).

Una rivoluzione astronomica e antropica è in atto e preoccupa il “potere” che ha gestito gli eventi con i soliti canoni: paura e rabbia  contro il “nemico” di turno e l’ignoranza comune dell’Altra Luce che la fisica ora chiama Elettrodebole (ED). Il nome nasconde le Sue squisite abilità e pure la sensibilità umana, capace di percepirla come emozioni – i moti del sangueLa Luce ED  anima tutto il vivente ed è emessa dal Cuore Cristallino al centro della Terra, è quindi diretta lungo la verticale e capace di erigere i corpi umani durante la veglia e non durante lo stato dormiente. Una e trina, eterna e onnipresente, la Forza ED ha ciò che la fantascienza chiama “il lato luminoso della Forza” e grandi saggi  quali Giordano Bruno il fiume della Vita”.

E’ il flusso copioso e veloce dei bosoni neutri Z, scoperto dalla fisica negli anni ’80, grazie all’uso di  strumenti capaci di captare le loro velocità elevatissime.

Questo flusso impetuoso, sgorga dalla Fonte della Vita, dipinta da vari pittori, implica una pacifica e radicale rivoluzione culturale che ci libera dalle tante convinzioni false, instillate finora da media, scuola e università.

I tre tipi di bosoni W+, Z, W- sono stati previsti S. Weinberg, S. L. Sheldon e A. Salam e osservati dai laboratori del CERN, a Ginevra, da C. RubbiaHanno tutti vinto il Premio Nobel. I tre tipi di bosoni W+, Z, W- hanno consentito di sviluppare il Modello Standard della fisica che ha avuto una serie di conferme e di successi sperimentali, “incrinati” poi da esperimento che ha svelato la metamorfosi dei neutrini. Questa recente novità è stata annunciata due mila anni fa.

Simili ai “granellini di senape”, citati da Gesù, i tre tipi di neutrini si  scambiano tra loro l’identità, e la fisica li indica come i “camaleonti dell’universo”. Per il Comitato Nobel questa scoperta ha aperto la strada a una nuova immagine dell’universo. Forse è anche una nuova concezione della “realtà”  e del nostro ruolo che finora è apparso come quello di spettatori impotenti di uno spettacolo fisso e fissato.

I tre neutrini compiono una metamorfosi e  possono trasmetterla anche ai nostri corpi. I neutrini infatti attraversano tutto, anche i nostri corpi, a miliardi ogni secondo; possono provocare quella “metamorfosi” che cambia  il “sapore” e ci consente di divenire “il sale della terra”.

Siete il sale della terra” diceva Gesù ai discepoli che lo ascoltavano… Il sale, si sa, da un nuovo sapore…

La fisica chiama “sapore” il numero quantico che definisce le diverse relazioni tra i due campi, elettromagnetico e debole. Solo nomi casuali o indizii che possiamo divenire il sale della terra e dare un nuovo sapore al mondo?

La Vita vi renderà liberi”, diceva Gesù. Se la Vita è la Forza ED, scoperta nel 1979, l’uso del suo lato luminoso non è solo fantascienza, né solo scienza; è anche e soprattutto coscienza della Via – la direzione verticale – che collega il nostro corpo, eretto, alla Fonte della Vita, il cuore Cristallino al centro della Terra.

Da lì sgorga il Fiume copioso e veloce dei neutrini che attraversano i nostri corpi a miliardi e possono quindi favorire il contatto diretto tra i corpi umani e la Fonte dell’eterna giovinezza.

C’è un’altra Terra – 18 Aprile 2020 – ore 10:30-12:00 seminario via ZOOM – Giuliana Conforto

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La buona notizia del venerdì: Carrozze elettriche al posto delle “botticelle”! I cavalli ringraziano!

La Camera ha deciso: non sarà più consentito l’uso di animali per la trazione delle «botticelle», le carrozze che offrono giri turistici nei centri delle città italiane. Il governo si impegna «a vietare l’utilizzo di animali per la trazione di veicoli e di mezzi di ogni specie adibiti al servizio di piazza e per i servizi pubblici non di linea finalizzati ai trasporti di persone a fini turistici e ludici, nell’intero territorio nazionale». inoltre, si ripromette di prevedere sanzioni amministrative e confisca del mezzo e dell’animale in caso di trasporto non autorizzato».

Viene inoltre previsto che gli animali maltrattati vengano affidati a chi può prendersene cura e che le licenze per la conduzione delle botticelle vengano convertite in «licenze per le guide di carrozze elettriche o taxi»

In molte mete turistiche internazionali le carrozze a cavalli appartengono al passato. Nell’inestimabile sito archeologico di Petra, in Giordania, calessi e botticelle hanno lasciato il posto alle auto elettriche. Le nuove “Club Cars”, che l’ente ha acquisito alla fine del 2019, sono di uso quotidiano e trasportano fino a sei persone alla volta.

Carrozze elettriche, dalle forme tradizionali, si trovano ormai in tutto il mondo, da New York a Berlino, da Vienna a Mumbai.

Al momento, le uniche botticelle elettriche attive in Italia si trovano alla Reggia di Caserta, dove sono state introdotte dopo che nell’estate del 2020 un cavallo si era accasciato al suolo a causa del caldo e della fatica.

A Roma, Palermo, Firenze o Pisa le carrozze trainate dai cavalli continuano però a vedersi nei principali punti turistici urbani.

Botticelle in piazza Venezia. Roma, 4 dicembre 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

Le Botticelle

Alcuni romani sanno di che si tratta altri invece ignorano questo appellativo dialettale con cui si indicano le carrozze trainate dai cavalli, utilizzate per il trasporto dei turisti a Roma. L’etimologia è indicativa non della loro funzione attuale bensì di quella originaria: trasportare botti. Botti piene di olio, di vino, o di altre mercanzie che necessitavano di essere movimentate per il commercio cittadino, in tempi ormai remoti.

I primi botticellari arrivarono dal Molise e grazie alla loro esperienza con gli animali, vennero assoldati come stallieri. La principali rimesse di cavalli erano a Borgo e a Via Sannio. Poi passarono al ruolo di “botticellari”, cioè guidatori delle celebri carrozzelle romane.

Nella prestigiosa collana ‘Storia fotografica di Roma’, (edito da Intra Moenia) si trova una raccolta di suggestive fotografie della Roma ormai scomparsa e ci si può imbattere in alcune riproduzioni risalenti agli anni venti che ritraggono queste carrozze nelle vie e nelle piazze romane, allora pressoché deserte, a testimonianza che fino all’inizio del secolo scorso il cavallo era praticamente l’unico mezzo di trasporto, a parte qualche rara automobile.

I cavalli delle carrozze di quell’epoca erano in un certo senso dei privilegiati; benché non sia propriamente esatto definirli così dal momento che pur sempre si trattava di animali privati della libertà e costretti loro malgrado a trainare dei carichi, erano tuttavia pur sempre fortunati se li paragoniamo ai loro discendenti, i cavalli delle ‘botticelle’ odierne.

Un termine che, riferito ad oggi, risulta più che mai improprio dal momento che i cavalli oggi non trainano più botti, bensì turisti.

Con un’evidente forzatura si vuole oggi infatti far passare la botticella per tradizione lasciando intendere che essa sia sempre stata un mezzo per visitatori.

Tale attività nacque secoli fa dall’oggettiva necessità di trasportare merci quando l’assenza di altri mezzi di locomozione rendeva obbligato l’utilizzo di animali ed è stata poi forzatamente mantenuta in vita fino ai giorni nostri travisandone completamente il significato.

Una delle obiezioni che più spesso si sente porre anche da chi è comunque contrario alla pratica delle botticelle riguarda la fine che farebbero i questi cavalli se effettivamente le carrozze venissero dismesse.

Ma grazie al regolamento del 2005, i cavalli non più in grado di lavorare dovrebbero essere messi ‘in pensione’ presso idonea struttura.

Infine si ricorda il Corpo Forestale dello Stato, che già ospita alcuni cavalli provenienti dal palio di Siena nonché altri dell’Esercito vecchi e non più utili, si è offerto di dare degna accoglienza ai cavalli delle botticelle romane qualora venissero definitivamente liberati dalla loro carrozza.

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Niente è per caso nel Cosmo: perchè la Luna si fa piena in Pesci ?

Niente è per caso nel Cosmo. Niente è per caso nei movimenti planetari.

Questa Luna che si fa piena nel segno di Pesci esalta ancora di più il significato della sua posizione.

Pesci è l’ultimo segno del percorso dello Zodiaco e simbolo del ciclo evolutivo compiuto dell’essere umano nella materia, che nelle acque universali persegue la ricerca dell’equilibrio tra mente e cuore, saggio e sognatore, a volte tra le stelle a volte nell’oscurità, alla ricerca di soluzioni spesso effimere nell’oltre .

Per uscirne purificato e rigenerato a iniziare con Ariete un altro giro di esperienze formative.

Nettuno , elemento Acqua, versa acqua di vita nell’oceano della materia e così illumina il mondo interiore umano. Tende allo scopo di condurre l’umanità alla consapevolezza di essere gruppo che si evolve attraverso un concetto di amore universale. Anche provocando quelle crisi di riorientamento che fanno passare l’individuo dal livello personale al livello collettivo.

Stanno per concludersi dei cicli karmici a livello globale e nei prossimi giorni saremo invitati a riflettere sui temi della morte/trasformazione e del distacco ,ad affrontare le emozioni contradittorie che si agitano nei nostri cuori e lasciar andare il superfluo.

Ad ogni fine corrisponde un nuovo inizio e questa luna amplia la capacità di vedere oltre le illusioni (Nettuno) nessuno può opporsi al cambiamento e alla morte di paradigmi obsoleti.

Saturno insegna l’importanza del distacco , liberiamoci finalmente dei pesi che ci rallentano per arrivare alla soglia del nuovo.

Mercurio il pianeta della Mente e della comunicazione inizia il suo moto retrogrado e invita a fare chiarezza sui nostri propositi

Quali insegnamenti desideriamo portare con noi e quali lezioni vogliamo ancora ripassare? E’ il momento di tirare le somme.

Questa Luna è in quadratura con Marte in Gemelli

Quando Marte sosta in Gemelli aumenta le tensioni tra le coppie di opposti Ma la tensione ha uno scopo molto positivo in quanto provoca in entrambe la parti una chiarezza sulla necessità del conflitto e quindi una visione condivisa della risoluzione.

Le parole e la comunicazione assumono un nuovo potere e possono essere usate sia positivamente che negativamente.

Non ci perdiamo nelle parole che ci vengono dette dal mondo, nella sfiducia che respiriamo in questo tempo così delicato dove il mondo sta cercando un nuovo assetto.

Questa Luna spinge alla consapevolezza del ruolo che ognuno ha nell’orientamento dell’umanità intera, ora più che mai impegnata a ristabilire i valori che la distiguono sul pianeta che ci ospita.

Guardiamo oltre il velo della Mente e agiamo con il cuore aprendoci a nuove esperienze per il bene comune, rifiutiamo l’ignoranza, le comode abitudini che limitano la nostra intuizione e le nostre capacità, i pensieri condizionanti distribuiti a piene mani dai media che ci spingono a mete obsolete.

Costruiamo il futuro in direzione dell’equinozio di autunno che segnerà l’inizio di una nuova stagione.

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La buona notizia del venerdì: Vietato usare i cellulari al parco!

In provincia di Palermo ha aperto i battenti il primo parco giochi italiano inclusivo e social free, dove sono messi al bando cellulari e dispositivi elettronici come i tablet! Un luogo unico che invita a divertirsi e ad essere più sociali e meno social

Riponi qui il tuo smarphone e dedica del tempo ai tuoi bimbi” si legge in un cartello sopra gli armadietti, dove bisogna lasciare i cellulari per entrare al parco. Un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria che fa del nuovo parco giochi di Balestrate(in provincia di Palermo) un luogo unico.

In quest’area coloratissima, appena inaugurata, ci si diverte giocando, saltando e chiacchierando.

C’è spazio per le risate e le corse, ma non per gli smartphone, che spesso non ci fanno godere a pieno i momenti di svago con i nostri bambini.

Il nuovo parco giochi, progetto promosso dall’associazione Genitori balestratesi e realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale, sorge in un’area di mille metri appartenente alla scuola elementare Aldo Moro ed è recintata.

Per realizzare questo parco urbano social free, con altalene e scivoli, nel corso di 5 anni sono stati raccolti 30mila euro, donati da cittadini e negozi di Balestrate.

Questo parco  nasce con l’obiettivo di lanciare un segnale, a genitori e bambini, di attenzione e cura dei beni pubblici. – spiega l’ideatore Riccardo Vescovo – Non usare social e smartphone significa riflettere sull’importanza della realtà che ci circonda, riscoprire i valori autentici della vita. Un invito a essere più sociali e meno social.

Il parco, inaugurato lo scorso martedì, si è già rivelato un vero successo. Sono centinaia i visitatori ogni giorno.

Per bambini e genitori è una grande novità – commenta Piera Testaverde, presidente dell’associazione Genitori balestratesi – I piccoli sono molto attenti a seguire il divieto, anche gli adulti trovano piacevole staccare la spinta per qualche ora. Abbiamo inserito anche dei giochi di una volta per favorire a nonni e bambini di stare insieme.

(15) Un parco giochi vietato ai social per Balestrate | Facebook

E’ vero che i cellulari e altri ” imbrogli”, diceva mia nonna, hanno reso possibile la comunicazione immediata a distanze impensabili , e a vedere contemporaneamente luoghi e persone senza muoversi dalla nostra comoda poltrona

Ma ciò che unisce dei potenti mezzi social anche divide.

E più che una comoda abitudine diventa una dipendenza.

Si crea un filtro inconscio tra noi e la realtà circostante , la realtà è

quella virtuale. Si tratta sempre della giusta misura nell’uso.

E allora perchè non dare l’esempio?

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Perchè siam donne: Quattro scienziate-sub nel mare di Capri per riparare i danni dei pescatori di frodo

Le foreste ferite di Capri vivono sotto il mare.

Sono l’habitat ideale per moltissimi organismi viventi, come i pesci, che ci depongono le uova; e come gli alberi di una foresta tropicale sono capaci di produrre ossigeno e abbattere l’anidride carbonica. Fronde marine composte da un’alga bruna tipica del Mediterraneo, la Cystoseira, che potrebbe crescere rigogliosa ma che a Capri, sotto i Faraglioni, è stata annientata dallo scempio dell’uomo.

I pescatori di frodo di datteri, per estrarre dalla roccia calcarea i prelibati frutti di mare, hanno spazzato via con i martelli pneumatici ogni forma di vita, alghe comprese. Senza di queste, in un ambiente così desertificato, addio anche a pesci e ad altri organismi.

Ma se un giorno queste alghe, preziose custodi della biodiversità, ricominceranno a crescere il merito sarà di quattro ricercatrici dell’Università di Trieste. che, da maggio e per un anno, sono impegnate in una operazione di restauro ecologico dei fondali marini dell’isola.

Con muta e bombole le ricercatrici si immergono fino a 50 metri di profondità, all’ombra degli spettacolari scogli che spuntano dal mare come Ciclopi, per prelevare i campioni di acqua in superficie e in profondità. Lo scopo è individuare i danni e i siti più idonei dove intervenire.

Le ricercatrici sono tutte subacquee. «Necessariamente, — dice Annalisa Falace, 55 anni, docente di Algologia all’Università di Trieste e a capo del progetto —. Per raccogliere campioni di alghe non c’è altro modo». La squadra, collaudatissima e composta da studiose italiane e croate — con Annalisa, la biologa Sara Kaleb e le dottorande Marina Srijemsi e Martina Grigoletto —, sta lavorando al ripopolamento della foresta marina come farebbe un gruppo di agricoltori in una serra.

«Con la differenza che sulla Terra coltiviamo dal Neolitico, sott’acqua iniziamo ora», puntualizza Annalisa. L’originalità del metodo, sviluppato nell’ambito del progetto europeo ROC-POPLife, sta nella produzione in acquari di nuove «plantule» da reintrodurre in ambiente marino, senza danneggiare i siti donatori.

«In acqua cerchiamo le alghe in buone condizioni, ne prendiamo un pezzo con gli elementi riproduttivi, lo portiamo in laboratorio e lo replichiamo con le colture. Le nuove piantine poi tornano in mare, crescono e dopo un anno diventano fertili e producono nuove piante — spiega Annalisa—. Risultati? Con la stessa tecnica ho ricolonizzato in tre anni un chilometro di costa nelle aree protette delle Cinque Terre e di Miramare».

Con lei, da 20 anni, lavora la biologa Sara Kaleb, 41 anni, croata di nascita:”Insieme abbiamo costruito il laboratorio di Algologia di Trieste e siamo il cuore di un team non a caso tutto femminile . Siamo idealiste. Non abbiamo le classiche ambizioni del contesto accademico, tipicamente maschile, ma il sogno di ripristinare quello che c’era per consegnare qualcosa di migliore».

Una passione nata da bambina quando, a cinque anni, Annalisa Falace legge un libro il cui protagonista è un algologo di Capri. «Me ne sono innamorata perdutamente — racconta adesso —. Mamma era maestra e ho iniziato a leggere presto. In fondo c’era la classificazione delle alghe e l’ho imparata a memoria. Più tardi, al liceo, in gita a Trieste con mio padre, vidi una targa al Castello di Miramare con riportato il nome di “Guido Bressan, algologo”. Era domenica, lo chiamai a casa sua. Ci diede appuntamento in un caffè di Trieste… Anni dopo, è diventato il mio professore».

Le scienziate-sub che piantano alghe nel mare di Capri: «Così torna la vita»- Corriere.it

Gli esemplari di alga Cystoseira appartenenti a questa specie, insieme a quelli di molte altre specie del genere , sono particolarmente sensibili all’inquinamento e pertanto scompaiono facilmente dove vi siano alterazioni dell’ambiente marino. Sono soprattutto sensibili ad agenti inquinanti che si trovano in superficie come idrocarburi e detersivi tensioattivi.

Per questo motivo il loro monitoraggio fornisce indicazioni sullo stato dell’ambiente circostante.

Cystoseira mediterranea una specie tipicamente mediterranea che si trova lungo le coste rocciose.

In generale questa specie è presente in acque del Mar Mediterraneo Occidentale e nella fascia centrale. È stata osservata in Spagna e alle Baleari, in Grecia, Turchia e a Cipro. Lungo le Coste Nordafricane è stata osservata in Marocco, Algeria,Tunisia ed Egitto. In Italia è segnalata nel mare meridionale. Tirreno Centro Meridionale e Mare Ionio (Sardegna, Golfo di Napoli, Coste Siciliane).

Fonte Wikipedia