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La buona notizia del venerdì: anche se a prima vista non sembra è un originale ed efficace forma di riciclo

Per quarant’anni hanno trasportato gli abitanti e i turisti di New York City su e giù per la città.

Ora, decine di vecchi vagoni della metropolitana newyorchese vengono gettati nell’oceano Atlantico per diventare rifugio per i pesci, oltre che una buona occasione per lo sviluppo della pesca sulla costa orientale degli Stati Uniti.
L’originale forma di riciclo è sperimentata già da qualche anno, e i buoni risultati spingono sempre più stati americani a chiedere alla Mta (la Metropolitan Transportation Authority di New York, proprietaria dei vagoni) di acquistare qualche mezzo dei 1662 in disuso e altrimenti destinati alla pressa dello sfasciacarrozze.

Dopo il Delaware – che ha sperimentato un aumento del 400% della popolazione marina – e il New Jersey, pochi giorni fa è stata la volta del Maryland, dove 44 vagoni sono stati gettati a 30 metri di profondità nelle acque dell’oceano e a circa una trentina di km dalla costa.

Privati delle finestre, delle porte e di ogni componente potenzialmente inquinante, i vagoni diventano un’ottima attrattiva per i pesci, altrimenti poco presenti nei fondali sabbiosi della costa, che li scelgono come grotte artificiali per riprodursi e proteggersi dai predatori.

E i pesci, a loro volta, diventano un’interessante opportunità di crescita per gli affari dei pescatori.
In realtà, il reef artificiale viene difeso anche da gruppi ambientalisti che denunciano l’eccessivo sfruttamento della popolazione marina e vedono nei vagoni sottomarini una soluzione possibile, seppur parziale, al problema.

Il processo di creazione di barriere artificiali è stato di grande aiuto per ripristinare le aree danneggiate dalle attività umane.

Gli ingegneri hanno già affondato una portaerei per trasformarla in un ecosistema di barriera corallina.

In un mondo ideale, non avremmo bisogno di fare questo, perché non avremmo danneggiato il fondo dell’oceano.

Tuttavia, misure di questo tipo possono effettivamente aiutare a riparare la distruzione del fondale marino.

E, naturalmente, rende la cessione di parti di trasporto pubblico molto più facile.

Chissà se grazie a questo nuovo ecologico utilizzo, fra qualche tempo non si troveranno nei fondali marini – e in modo del tutto lecito – anche le automobili.

Foto mostrano i vagoni della metropolitana di New York che vengono scaricati nell’oceano – (pianetablunews.it)

New York, nuova vita in fondo all’Oceano per i vecchi vagoni della metro – Il Sole 24 ORE

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La buona notizia del venerdì: Anche gli alberi comunicano attraverso una Rete e da almeno 500 milioni di anni

Il Wood Wide Web è un’antica rete di comunicazione delle piante, una sorta di social network sotterraneo che ha più di 500 milioni di anni.

«Sottoterra c’è un altro mondo un mondo d’infinite vie biologiche, che connettono gli alberi, permettono loro di comunicare e fanno sì che la foresta possa comportarsi come un unico organismo. Può ricondursi a una sorta d’intelligenza».

Scoperto per la prima volta nel 1990 da Susanne Simard il Wood Wide Web venne identificato come una fitta rete di funghi e microrganismi che garantisce la comunicazione tra le piante dell’ecosistema nonché lo scambio di nutrienti e di informazioni.

Infatti attraverso questa rete, le piante sono in grado di scambiare sostanze nutritive, zuccheri ed acqua e di inviare segnali chimici ad altre piante nel caso in cui queste siano infestate o attaccate.

La comunicazione tra le piante dell’ecosistema è mediata dai cosiddetti alberi hub, anche detti alberi madre. Si tratta di alberi più grandi che rappresentano il centro di controllo della rete di comunicazione.

Nel 2018 uno studio dell’Università di Leeds, Regno Unito si concentra proprio su quest’aspetto: la condivisione di informazioni.

Gli alberi comunicano tra loro e scambiano materiale, attraverso questa rete di comunicazione paragonabile quasi alla rete internet utilizzata dagli esseri umani.

Sono state individuate due tipologie di rete di comunicazione: micorriza arbuscolare ed ectomicorriza.

La prima è una particolare tipologia di simbiosi tra il fungo e la pianta superiore. Essa è localizzata principalmente nelle radici della pianta e da lì si espande in tutto il terreno. Si tratta di una simbiosi dominante negli ambienti più caldi come le foreste tropicali. Alcuni esempi di alberi caratterizzati da questo tipo di simbiosi sono l’acero e il cedro.

L’ectomicorriza invece è una sottospecie di micorriza stabilita tra il fungo e le piante ad alto fusto, localizzata sempre a livello delle radici. Tale simbiosi domina invece gli ecosistemi più freddi come il Nord America e l’Europa

Entrambe le reti di comunicazione sono quindi influenzate dal cambiamento della temperatura, per cui il Wood Wide Web subisce inesorabilmente gli effetti della crisi climatica.

Alcuni studiosi ritengono infatti che un aumento generale delle temperature, favorisca un maggiore sviluppo della micorriza arbuscolare, che abbiamo detto svilupparsi maggiormente in ambienti più caldi.

Tuttavia questa è in grado di rimuovere rapidamente la materia organica rilasciando CO2 nell’ ambiente che trattiene il calore e accelera gli effetti del riscaldamento globale.

Altri studiosi invece ritengono che il Wood Wide Web renda gli alberi più resistenti ai cambiamenti climatici.

Resta il fatto che, attraverso questo sistema di connessione, gli alberi sono interconnessi tra loro e abbattendone anche solo uno arrechiamo un danno all’intero ecosistema.

Gli alberi comunicano tra loro e hanno anche una marca in più: riconoscono i propri ‘parenti‘.

L’albero madre sa riconoscere i propri ‘figli’ e attraverso una rete di comunicazione sotterranea riesce a mantenere un contatto importante, un fenomeno che non avviene nei confronti degli alberi ‘estranei’.

Gli alberi madre sono in grado di ridurre le proprie radici per fare spazio ai figli. L’albero madre, ad esempio, sa inviare alle piantine vicine carbonio e segnali di difesa che servono ad aumentare la loro resistenza.

È proprio come se gli alberi parlassero tra loro” – afferma l’esperta nel suo discorso. La comunicazione tra gli alberi avviene anche attraverso l’azione di microrganismi e grazie al micelio dei funghi, molti dei quali devono ancora essere studiati. In particolare, i miceli vengono considerati l’internet naturale della Terra.

Il micelio è l’apparato vegetativo dei funghi ed è formato da un intreccio di filamenti detti ife, tubuli in cui scorre il protoplasma.

Insomma, gli alberi ci stupiscono ancora una volta e le motivazioni per proteggerli sono sempre più importanti dato che i giganti verdi sono i polmoni del Pianeta e possono salvarci dalle conseguenze negative dei cambiamenti climatici.

Wood Wide Web: l’affascinante e antichissimo “internet” di alberi e piante – greenMe

Gli alberi comunicano tra loro e riconoscono i propri simili (VIDEO) – greenMe

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*La filastrocca dell’altro ferragosto!

Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapide,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.
Ferragosto,
di Gianni Rodari
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La buona notizia del venerdì: L’albero del vento produce energia green e bastano 36 foglie

un albero finto che produce energia pulita ?

Lo ha brevettato la New World Wind e si chiama “Albero del vento”. poco spazioso e poco rumoroso, l’Albero del vento è il prossimo passo verso la produzione di energia green, si mimetizza perfettamente all’interno dell’ambiente grazie alla sua struttura in acciaio e alle sue 36 foglie coniche, in grado di generare 10 Kw di energia. Il sistema è silenzioso ed emette solo lievi fruscii che ricordano il rumore delle foglie, motivo per cui può essere inserito all’interno del tessuto urbano,

L’idea, infatti, venne ai creatori proprio pensando alla brezza tra le foglie mentre passeggiavano in una piazza di Parigi, e così hanno deciso di iniziare a sviluppare in senso tecnologico questa intuizione: perché non costruire una turbina del vento che non richieda troppo spazio e che non produca troppi decibel di rumore? Il fattore in più, poi, doveva essere un design che permettesse agli alberi del vento di inserirsi bene nel tessuto anche urbano, superando l’idea delle turbine relegate sulle cime delle montagne a impedire l’orizzonte.

Partito come un mero prototipo, l’Albero del Vento è oggi un prodotto commerciato a tutti gli effetti.

La New World Wind ha piantato Alberi del Vento in tutto il mondo –Francia, Svizzera, Nuova Delhi, Paesi Bassi, Dubai-, e il sito ufficiale della compagnia è una vera e propria piattaforma e-commerce capace di spedire in tutto il mondo.

in Francia si è costruito un’intero parco in cui ricaricare gli smartphone o i dispositivi elettronici, in altri posti dove sono presenti i prototipi vengono utilizzati anche come postazioni di ricarica delle auto elettriche, e si registrano usi per soddisfare il fabbisogno energetico di case ed uffici.

Con un occhio a un nuovo brevetto: Wind Bush, una turbina eolica ancora più piccola, quasi portatile, a forma di cespuglio.

L’energia eolica è ad oggi la scelta rinnovabile più economica, nel 2019,l’Europa ha raccolto 19 miliardi di fondi per la costruzione di nuove basi eoliche, e assistito all’investimento di più di 13 miliardi in progetti di energia eolica.

E’un prodotto semplice e rivoluzionario, di cui ogni città beneficerebbe enormemente. Certo, sarebbe solo un piccolo passo, ma immagina se tutte le città fossero ricoperte di Alberi del Vento, che ruotano le loro foglie silenziosamente come grandi giocattoli, facendo un grande favore a noi mentre noi lo facciamo al nostro pianeta.

Wind Tree, a Parigi l’albero che produce energia eolica – Non sprecare

A Milano prende vita l’Albero del Vento: l’installazione carbon neutral è ispirata alla turbina eolica, simbolo dell’unione tra natura e tecnologia (meteoweb.eu)

Albero del vento, il sistema per produrre energia pulita (mondobalneare.com)

Coltivare i semi della sostenibilità: L’albero del Vento – Atmospheralab.com

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La congiunzione di Urano, Nodo Nord e Marte. Tanto rumore per … moltissimo! E niente per caso!

Ed eccoci arrivati alla esatta Congiunzione di Marte, Urano e Nodo Nord in Toro

E l’inizio di una corrente di energia esplosiva che ci accompagnerà nei prossimi mesi con eventi veramente inaspettati tanto da non poterli immaginare. Ci saranno rotture di vecchi paradigmi, crolli di strutture rassicuranti, capovolgimenti di pensiero, mutamenti di rotta, rovesciamenti di organizzazioni sociali obsolete, tutto il sistema avrà fine e tutto verrà messo in discussione.

Quello che ci aspettiamo che accada non accadrà e viceversa.

Tutti e tutto sarà coinvolto verso il cambiamento necessario. E in fretta!

E niente è per caso quando i pianeti si trovano in certe configurazioni!

Ogni volta che Urano, il pianeta della rivoluzione, della novità e dell’innovazione, viene coinvolto in una configurazione planetaria anticipa un momento davvero illuminante .

Urano è in Toro dal 15 maggio 2018 e proseguirà attraverso il segno fino al 27 aprile 2026.

Toro è il segno della vita terrestre,le risorse naturali, l’agricoltura, il lavoro, il cibo, le risorse personali, i valori, l’economia, i mercati, la finanza e tutto ciò da cui facciamo dipendere le nostre sicurezze.

Attraverso le energie di Venere Toro esprime l’arte di vivere ,che è la base per l’acquisizione dei beni materiali necessari per una soddisfacente esistenza. Predomina il desiderio di possedere sia cose belle che vivere esperienze che intensificano i piaceri fisici.

La stessa determinazione nel perseguire i propri obbiettivi è rivolta al bene comune, al territorio di appartenenza. Tutto è di tutti e va rispettato

In Toro si impara ad attribuire il peso corretto delle cose,ai valori della vita, alla giusta priorità delle esperienze, lavorando soprattutto sulle risorse, sul valore che diamo ai possessi , su tutto ciò che conta veramente.

Proprio in Toro siamo chiamati a trasformare il nostro passato per poter consolidare un nuovo modo di essere e di vivere.

E’ il terreno che ha bisogno in questo momento storico del cambiamento di rotta.

E questa stretta congiunzione con il Nodo Nord, un punto legato al karma e alla crescita della coscienza e che avviene ogni 15 anni ,stimolerà per almeno altrettanti a venire l’umanità intera a individuare e abbracciare veramente il giusto percorso da intraprendere in futuro.

Di certo la congiunzione del Nodo Nord di Urano ci porterà solo eventi e opportunità che servono il nostro massimo bene.

Infine, il Nodo Nord nel segno del Toro ci spinge verso la tranquillità dello spirito, a semplificare le cose.

Il Nodo Nord agisce concretamente quindi ci sarà un’amplificazione dei temi uraniani: scoperte, innovazioni e sviluppi inaspettati nella tecnologia, sui gruppi di persone e comunità, su i sistemi finanziari, sulle risorse e sull’economia ,sulle scelte energetiche, risveglierà le intuizioni e le idee rivoluzionarie che aprono nuove strade per raggiungere la sicurezza di tutto il pianeta e i suoi abitanti.

Questa congiunzione davvero epocale è ulteriormente alimentata da Marte.

Marte spinge a concepire la vita come una battaglia in ogni direzione,ad affrontare ogni esperienza con devozione cieca agli ideali romantici e politici,la mente fisica orienta le emozioni del cuore.

Se Urano rompe le strutture condizionanti che sono l’attuale sicurezza, Marte da il coraggio, la forza per farlo.E’ la forza di fuoco che rende questa congiunzione più potenziante. E’ l’ardore che accompagna nella scelta dell’oltre per cambiare rotta.

Un occhio a Saturno in Acquario che controlla gli effetti del flusso dirompente e delimita i confini . Che si programmino con saggezza i passi necessari e non di più, che si distruggano le forme superate avendone tratti insegnamenti, che si proceda mettendo prima le basi e poi costruire.

In effetti, qualunque cosa accada, da questo momento in poi il cambiamento ci sarà!

Cambiare può apparire ai più come una costrizione catastrofica, abbandonare la comoda routine anche se continuamente criticata, abituarsi ad uscire dai condizionamenti e a ritrovare il pensiero autonomo, distruggere le strutture obsolete che costituiscono le finte certezze, allargare gli orizzonti senza conoscere il dove, spingersi oltre la paura di essere coinvolti

Ma imparare a cavalcare i cambiamenti e seguire questa energia si può e si deve. Fidarsi del futuro e lasciarsi trasportare.

Di certo la potenza di queste spinte energetiche produrrà avvenimenti che ci stupiranno, che saranno comunque segnali della necessità del cambiamento.

Di certo queste spinte energetiche così travolgenti accelereranno ciò che l’umanità tutta ha come potenziale, la coscienza di essere creatori della realtà condivisa e come tali consapevoli dei valori che la determinano.

Cogliamo l’opportunità per riconoscerci come esseri pensanti !

Il resto è tutto apparenza e dipende da come lo pensiamo.

Un altro mondo non solo è possibile. Sta arrivando!

Io la penso così:

Love Laurin

( e se il vostro frigorifero che ha ormai dieci anni fa i capricci…cambiatelo che c’è il Bonus) Urano docet!

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TEMPI ECCEZIONALI… CREDERE IN SE STESSI

“Pochi sono consapevoli dei tempi eccezionali che stiamo vivendo … pochi ma sufficienti per aiutare se stessi e l’intera umanità.

Sono quelli che i Vangeli e film come “Matrix” chiamano gli Eletti, ovvero quelli che cercano la verità.

Gli eletti si sentono diversi fin dalla nascita, non si adeguano alla “realtà” di questo mondo, vorrebbero cambiarlo ma non sanno come fare

Imboccare la via dell’evoluzione è per costoro un “cambiare”, che è in realtà diventare se stessi.

È Essere, ovvero: riflettere nel mondo il proprio messaggio genetico in tutta la sua integrità.

Tuttavia “per imboccare la via” dice Morpheus che “sapere non basta”. Bisogna aprire la porta interna, sciogliere quella barriera che è la paura di essere diversi e quindi non accettati dagli altri.

Gli Eletti sono pochi, ma non pochissimi.

Forse alcuni milioni o decine di milioni.

Sparsi come il sale ovunque nel pianeta, immersi in “realtà” familiari e sociali che negano tutto ciò che gli Eletti sentono.

La SFIDA E CREDERE IN SE STESSI, osare, essere diversi, rispettare le proprie abilità, sviluppare i propri talenti, non adattarsi al sistema che organizza ogni attimo della così detta “vita”.

Gli Eletti sono “enzimi” di una trasformazione planetaria che consentirà a tutti libertà, prosperità, unità e comunione con la Natura”.

Giuliana Conforto

Libri:

https://www.macrolibrarsi.it/data/partner/2981/42768.html

Matrix: il significato del film con Keanu Reeves – Cinematographe.it

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Perchè siam donne : Judit la vera prima regina degli scacchi!

Nel 1989 il Maestro di scacchi Garry Kasparov dice in un’intervista che le donne non sono brave a giocare a scacchi e che il loro compito è piuttosto sostenere i loro mariti. E fare figli…

Lei è Judit Polgar.

Tredici anni dopo, nel 2002, a 26 anni, vince in 42 mosse proprio contro Kasparov.

“Vincere è stato bello, è stato bello battere tutti questi ragazzi che non mi davano credito. “

Mio padre si era convinto che geni si diventa, specializzandosi da piccoli. Così io e le mie sorelle siamo state educate a casa”

Judit Polgár è nata a Budapest il 23 luglio 1976

E’ considerata la miglior giocatrice nella storia degli scacchi, ha infranto numerosi record sia femminili che assoluti.

Judit, insieme alle sue due sorelle maggiori, una diventata Grande Maestro e l’altra Maestro Internazionale , ha partecipato al percorso educativo sperimentato dal padre,psicologo, intenzionato a dimostrare che un bambino può ottenere risultati eccezionali se allenato fin da piccolo in un certo campo.

Il suo motto era:La genialità si crea, non nasce da sola. Insieme alla moglie Klara, linguista ucraina, hanno educato le loro figlie a casa specializzandole negli scacchi,

Il Grande Maestro inglese Nigel Short ha definito Judit Polgár «una delle tre o quattro prodigi della storia degli scacchi»

Tuttavia Garri Kasparov nel 1989 dichiarò: «ha molto talento negli scacchi, ma dopotutto è una donna. Tutto si riduce alle imperfezioni della psiche femminile. Nessuna donna può sostenere una battaglia prolungata». Successivamente però, dopo avere perso una partita al gioco rapido nel 2002, Kasparov cambiò idea: «le Polgár hanno dimostrato che non ci sono limitazioni intrinseche alle loro capacità: un’idea che molti scacchisti rifiutarono di accettare, fino a quando non furono schiacciati senza troppe cerimonie da una dodicenne con la coda di cavallo»[

Judit Polgàr stata la più giovane scacchista a entrare nella lista dei migliori 100 giocatori di scacchi al mondo all’età di soli 12 anni ed anche l’unica donna ad essere entrata a far parte della top ten e ad aver preso parte ad una competizione valevole per il titolo di campione del mondo degli scacchi del 2005.

Nel 1991, Judit aveva acquisito il titolo di Grande Maestro Internazionale, a soli 15 anni e 4 mesi. Ai tempi batté il record della persona più giovane di sempre ad essersi aggiudicata il titolo, battendo l’ex campione del mondo Bobby Fischer .

È la più straordinaria giocatrice di scacchi di tutti i tempi.

A chi glielo ricorda lei risponde: per il momento sì, sono io, ma statene certi, ne arriveranno tante e formidabili nella prossima decade,

Il 12 agosto 2014 ha annunciato in un’intervista rilasciata durante le Olimpiadi di Tromsoe il suo ritiro dagli scacchi agonistici

Genitori, nonni, insegnanti dovrebbero credere allo stesso modo in bimbi e bimbe. Tutti cercano consensi: ma se una bambina ne riceve perché ha bei riccioli o fantastici occhi blu, o perché aiuta la mamma, quello diventa il modo più facile di averne. A un ragazzino non dicono che è un angioletto ma che è intelligente, che ha occhi furbi. Gli chiedono come va a scuola, che materie o giochi preferisce. Tutti ci mettono del loro, anche quando entri in un negozio e ti dicono “come sei carina!”. Spesso si fanno danni con le migliori intenzioni. Anche le madri: non sempre incoraggiano le figlie a continuare gli studi. Certo in alcuni Paesi le bambine hanno più opportunità, in altri meno: ma occorre aprire le menti. È una battaglia lunghissima.

E oggi Judit Polgár si batte perché le bambine abbiano le stesse opportunità dei ragazzi in ogni campo e ispirare tante giovani donne .

Perchè quando credi nei tuoi sogni tutto l’universo collabora per farli realizzare.

Fonte

Judit Polgár – Wikipedia

Leggi anche:

Perchè siam donne: Perdere qualche volta porta a grandi vittorie ! Così Anna Muzychuk! – Laurin42 (wordpress.com)

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La buona notizia del venerdì: La natura diventa un museo per salvare gli alberi ! Ed è gratis!

A ORISTANO GLI ALBERI SCULTURA DI SALVATORE GARAU

Nel 1982, in occasione di documenta 7 a Kassel, Joseph Beuys dava inizio a una delle sue opere più note e protratte nel tempo: davanti al Museo Fridericianum, l’artista fece accumulare 7mila pietre di basalto, a ognuna delle quali era legato il destino di una piccola quercia. Chiunque avesse adottato una di quelle pietre, avrebbe finanziato l’impianto di un albero in città o nei territori limitrofi. Un processo lunghissimo, durato anni, che coniuga arte, impegno sociale e sensibilità per i temi legati all’ambiente.

Una visione, questa, che oggi ispira l’intervento di Salvatore Garau, artista sardo che sul Lungomare di Torregrande a Oristano darà vita al MACCAB – Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto per Bambini.

Non si tratta dell’inaugurazione di un nuovo museo, o almeno non in maniera canonica: per salvare gli alberi di pino presenti sul lungomare e che l’amministrazione comunale di Oristano ha deciso di abbattere, Garau ha dato un titolo a 37 alberi, certificandoli così come “opere d’arte”.

Con questa operazione, Garau vuole dimostrare che gli alberi sul Lungomare di Torregrande non sono soltanto opere d’arte della Natura, ma anche Sculture Viventi di Arte Contemporanea, e come tali opere da tutelare e valorizzare. I

l progetto quindi consiste nel certificare i primi 37 alberi (36 più uno invisibile) come opere d’arte, e tra un albero e l’altro nei prossimi mesi saranno installate opere inviate da 40 artisti di tutto il mondo dedicate al mondo della Natura e all’infanzia. “Accorro in aiuto degli alberi in un momento pericoloso per la loro estinzione e per difendere un patrimonio paesaggistico, culturale e di memoria dal valore immenso”, spiega Salvatore Garau. “Può un albero diventare un’opera d’Arte Contemporanea? Sì, se a deciderlo è un artista. Se poi quest’azione sarà compresa, condivisa o per niente accettata, poco importa: l’artista deve ‘fare’, perché solo così può aiutare l’uomo a capire l’inscindibile legame fra arte e vita in ogni suo forma; deve aiutare a pensare e a far ‘sentire’ l‘insolito, a riflettere su ciò che fino a quel momento sarebbe stato inconcepibile. Ciò che vediamo senza riflettere è uno sguardo perduto”.

Danzante; Nessuno mi fa paura; Ernesto l’imbattibile; Educato e timido; Celibe; Vedete? Sono sensuale con garbo; Fighetto; Stempiato con gusto; Avvocato dei fantasmi; Elvis Presley sono alcuni dei nomi che Garau ha dato agli alberi, ai quali si aggiunge quello dell’albero “invisibile”, Sono immenso eppure non mi vedete. 

“Non ci sarà alcun intervento invasivo sugli alberi”, sottolinea l’artista. “Sarebbe come intervenire sulla Pietà di Michelangelo. L’albero è già perfetto, solo un titolo è più che sufficiente a rivelare l’opera che già esiste. Un’azione poetica, la mia, per ricordare, ora più che mai, che l’uomo deve vivere in simbiosi con la natura e con se stesso”.

Fonte:

Nasce a Oristano il MACCAB, il museo degli alberi da salvare | Artribune