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* Il nostro viaggio è un vortice

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E’ tutto un vortice, dalla vita sul nostro pianeta ai movimenti dei corpi celesti nello spazio profondo.

Con questa chiave, l’artista DjSadhu ha realizzato un modello che riproduce (in maniera più artistica che scientifica) il movimento dei pianeti attorno al Sole.

Il sistema solare infatti non è una ‘giostra immobile’ che resta ferma ruotando su un perno. Il Sole infatti si sposta all’interno della nostra galassia. Il movimento di tutto il sistema somiglia quindi più a una spirale in un moto continuo nel quale i pianeti a volte inseguono o precedono la stella. Un modello replicato dal macro al micro. Dalle galassie ai fiori, fino al Dna:

 

Il nostro sistema solare è una spirale. Il vecchio modello eliocentrico del nostro sistema solare …i pianeti che girano intorno al sole non è solo sorpassato, ma anche sbagliato.

Il nostro sistema solare viaggia nello spazio a 70,000 Km all’ora. Nel video che state osservando invece il sole è come una cometa, che trascina i pianeti nella sua scia.

Non è forse una spirale? perché questo è importante? Perché il “ moto rotatorio “  e “ moto a spirale” sono due cose completamente differenti!

Spirali in natura. La Vita è una spirale, non una rotazione. Questo sistema solare è parte della Vita.

Nassim Haramein,ricercatore indipendente e Direttore della Fondazione “The Resonance Project”,è famoso per le sue ipotesi su spirali ed eliche (specie nei sistemi climatici dei pianeti), e inventa sempre nuove spiegazioni su come i pianeti orbitano intorno al Sole.Dice per esempio: “I pianeti non tornano mai sulle loro tracce. Semplicemente non lo fanno, altrimenti avremmo probabilmente ogni anno lo stesso set di informazioni, di nuovo e di nuovo, come un disco rotto. E probabilmente ci annoieremmo.”

Il chimico fisico italiano Giorgio Piccardi nei suoi studi e sperimentazioni ci propone inoltre, di osservare i pianeti e il Sole come un’unica unità.

Il tempo per definizione è astronomia, rotazione dei pianeti. Accogliamo quindi il suggerimento di Piccardi e iniziamo ad osservare i pianeti ed il loro moto in una nuova direzione o visione.

 

Sappiamo che il sole si muove, insieme a tutti gli organismi che sono legati ad essa, verso la costellazione di Ercole. Il suo moto è uniforme e rettilineo, la sua velocità (costante per noi): 19-20 Km / sec. Sappiamo anche che la Terra gira intorno al Sole ad una velocità approssimativa media di 30 km / sec. Dalla combinazione di questi due moti, uno rettilineo uniforme, gli altri circolari e uniforme in linea generale, il risultato è una traiettoria elicoidale. Questo è il movimento elicoidale della Terra nella galassia, di cui le stelle vicine. – – Piccardi 

Tim Cullen, geniale personaggio, ci propone di passare dal punto di vista 2D ad una visione 3D, osservando il movimento dei pianeti del sistema solare da l’asse “Z”.

Movimento spiraliforme o eliocadali dei pianeti mentre attraversano il sistema solare

“Il punto è che se il modello ad elica è giusto, ed il nostro Sistema Solare è un vortice che sta viaggiando, cambierà il modo in cui ci sentiamo riguardo al nostro viaggio. Per me personalmente, il modello eliocentrico è come un’inutile giostra in cui siamo sempre a capo, nello stesso punto, dopo ogni anno. Il modello ad elica da più la sensazione di progresso, crescita, di un viaggio nello spazio in cui non torniamo mai al punto di partenza.

NON siamo in una grande giostra. Siamo in un viaggio.”

Pensaci che stai viaggiando nello spazio!

fonti:

http://daltonsminima.altervista.org/2013/03/25/la-traiettoria-elicodale-del-sistema-solare-e-il-doppio-vortice-di-tim-cullen/

http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/dal-cosmo-al-dna-la-vita-e-un-vortice/114896/113299

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* La buona notizia del venerdì: Last minute sottocasa, il nuovo portale antispreco

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Secondo il Rapporto 2013 sullo spreco domestico di Waste Watcher, si calcola che, nel nostro paese, fra Natale e Capodanno saranno 440mila le tonnellate di cibo che finiranno nella spazzatura; e sempre secondo il rapporto, ogni famiglia italiana butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana. Il risparmio complessivo possibile ammonterebbe pertanto a circa 8,7 miliardi di euro.

 

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A Torino, con il portale Last Minute Sottocasa, il cibo non si butta: si vende e si compra a prezzi scontati nei negozi di fiducia, grazie a offerte personalizzate che mettono d’accordo clienti e commercianti, senza dimenticare la salute del nostro pianeta.

Ogni anno sprechiamo 13miliardi di tonnellate di cibo, per un valore di 750miliardi di dollari – spiega Francesco Ardito, l’ideatore del progetto – per questo abbiamo pensato di fare qualcosa di utile per le nostre tasche e per l’ambiente: un portale antispreco che coniughi l’esigenza del negoziante di vendere tutta la merce e quella del cliente che voglia approfittare delle offerte senza allontanarsi troppo da casa”.

Il portale, nato da una start-up incubata dal Politecnico di Torino e subito appoggiato da Ascom e Torino social innovation, permette ai commercianti registrati di mettere in vendita, a prezzi scontati, i prodotti che rischiano di rimanere sullo scaffale a fine giornata.

Gli utenti possono registrarsi sul sito lastminutesottocasa.it da tablet, smartphone o pc, inserire fino a dieci indirizzi di riferimento e la categoria di alimenti a cui si è interessati – spiega Ardito – questo permetterà loro di ricevere giorno per giorno una mail con i prodotti messi in vendita a prezzo di stock, dai negozi più vicini a casa. Potranno specificare anche la distanza che sono disposti a percorrere per un certo prodotto. Il tutto gratuitamente”.

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E così oggi, a otto mesi dal lancio ufficiale del progetto, LMSC vanta oltre 12.000 utenti registrati e sta arrivando nelle principali città italiane. «L’idea è creare un network che cresca in tutto il territorio nazionale». Le offerte che i commercianti con le rimanenze immettono nel sito, sono recapitate ai clienti che hanno indicato la zona geografica di loro interesse, e questo fa si che poco tempo dopo il lancio del last sul sito i clienti si presentino al negozio.

«L’innovazione è proprio nel tipo di utilizzo fatto della tecnologia – aggiunge Massimo Ivul – Da un lato permette di far tornare nel negozio il consumatore sempre più abituato all’acquisto online, e dall’altro lato consente anche un’evoluzione digitale dei piccoli esercizi commerciali di prossimità, che altrimenti rimarrebbero schiacciati dalla forza di promozione sul web della grande distribuzione organizzata.

il portale sta cominciando a servire anche altre città e abbiamo avuto contatti con Padova, Trieste e Novara.

Presto avremo anche una app e a gennaio lanceremo l’iniziativa su Roma, Milano e Bologna”.

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Fonti:
http://www.lastminutesottocasa.it/

http://buonenotizie.corriere.it/2014/12/12/last-minute-sottocasa-il-nuovo-portale-antispreco/

 

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* Consiglio per gli acquisti…

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10 buoni motivi per NON acquistare handmade

Spesso cambiare punto di vista aiuta ad aprire nuovi orizzonti, perciò spero che questo post vi faccia riflettere un po’ sull’enorme differenza che esiste fra un prodotto fatto a mano (handmade) ed un prodotto industriale…

Pensateci bene prima di acquistare i vostri regali di Natale leggendo questi 10 buoni motivi per NON acquistare prodotti artigianali

1) se acquisti un prodotto UNICO la gente potrebbe pensare che anche tu sei unico… meglio uniformarsi alla massa e belare in coro, non credi?

Handmade = UNICITA’

2) se acquisti un prodotto handmade ci sono molte probabilità che l’oggetto acquistato duri nel tempo…. molto meglio comprare cose di scarsa qualità e che si rovinano subito, così puoi buttarle, cambiare più di frequente il tuo guardaroba e contribuire ad ingrandire le discariche!

Handmade = QUALITA’

3) se acquisti un prodotto fatto a mano è molto probabile che ti costi di più perchè devi pagare la qualità dei materiali utilizzati e la manodopera, oltre che l’originalità del pezzo… molto meglio acquistare roba da poco dai cinesi e sfruttare la manodopera minorile, giusto?

Handmade = ETICA – RISPETTO DEL LAVORO

4) è molto meglio acquistare prodotti di grandi marche, delle multinazionali che riescono a farci prezzi molto bassi e distribuiscono tutto in serie, se poi per farlo devono sfruttare il lavoro minorile e quello del terzo mondo a noi non interessa… se infatti le multinazionali hanno in mano le redini del mondo e controllano tutte le risorse è perchè se lo son meritati soprattutto grazie al nostro contributo… è vero ci considerano solo consumatori, con in fronte un codice a barre, ma di fatto noi lo siamo, non ci facciamo molte domande sul perchè certe cose costano così poco e su chi di fatto paga il conto, non è forse vero?

Handmade = VALORI

5) acquistando un prodotto fatto a mano c’è il rischio che i pezzi per produrlo siano riciclati, ma noi siamo nell’era del consumismo sfrenato, perciò bisogna adeguarsi!

Handmade = ECOSOSTENIBILITA’

6) acquistando prodotti handmade si contribuisce a portare avanti certe antiche tradizioni, ma basta con ste tradizioni! Meglio lasciarci alle spalle la nostra storia, il passato è passato ed è meglio dimenticarlo per sempre, dal passato non si impara nulla, giusto?

Handmade = TRADIZIONE

7) acquistando handmade si supportano persone che creano perchè amano farlo, perchè provano gioia nel creare… ma noi sappiamo bene che il lavoro deve essere solo sfruttamento e fatica, quindi meglio favorire le multinazioneli, giusto?

Handmade = LAVORO A MISURA D’UOMO

8) se acquisti un prodotto fatto a mano hai la certezza che quel prodotto sia stato fatto a casa o nel laboratorio del creativo/artigiano, un luogo quindi dove regnano la serenità, l’armonia, i colori, la musica… ma i luoghi di lavoro, si sa, devono essere posti sporchi, rumorosi, stressanti, nei quali non si ama stare, dai quali non si vede l’ora d’andare via… perciò chi fa un lavoro che ama in un posto sereno va contro le regole del lavoro, non credi?

Handmade = PIACEVOLEZZA DEL LAVORO

9) acquistare prodotti fatti a mano significa contribuire alla diffusione della fantasia, della creatività, dell’arte e questo potrebbe contribuire ad ispirare nuovi artisti e creativi… ma lo sanno tutti che l’arte e la creatività non servono a niente, giusto?

Handmade = FANTASIA – CREATIVITA’ – ISPIRAZIONE

10) i prodotti handmade necessitano di cura e amore durante la loro paziente realizzazione, requisiti dei quali a noi  non frega niente, giusto?

Handmade = AMORE E CURA PER IL DETTAGLIO E NELLA REALIZZAZIONE

quindi repilogando

se vedi un prodotto artigianale che ti piace non acquistarlo perchè faresti il loro sporco gioco, il gioco di chi (come me  ) vorrebbe un mondo più a misura d’uomo, un mondo meno inquinato, più colorato e pieno d’amore, un mondo nel quale non si sfrutta il lavoro altrui, un mondo nel quale si da importanza alla singolarità delle persone, alla fantasia, alla creatività, allo spirito, un mondo nel quale si va contro le multinazionali che come sappiamo sfruttano le risorse della terra…  perciò rifletti bene prima di fare i tuoi acquisti di natale (e non solo) 

Fonte:

http://cosmosicula.com/

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* La buona notizia del venerdì: Il Protocollo di Milano come carta costituzionale del cibo mondiale

Ecco chi ha sottoscritto il Protocollo di Milano e perché:

È stata approntata la bozza finale di quella che si candida a diventare una carta costituzionale del cibo mondiale. L’ha scritta Barilla, la stanno firmando in molti.

È pronta la versione finale del Protocollo di Milano che sarà diffusa in occasione di Expo 2015. Il Protocollo, una sorta di carta costituzionale del cibo promosso da Barilla attraverso il suo Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn), fissa sulla carta impegni concreti per combattere lo spreco alimentare, favorire l’agricoltura sostenibile e contrastare fame e obesità attraverso la promozione di stili di vita sani.

I tre punti di partenza sono tre grandi paradossi che affliggono il mondo: sono in aumento i bambini obesi rispetto ai bambini denutriti; solo il 50% della produzione agricola è destinata alla produzione del cibo per gli uomini, il rimanente 50% è usato per nutrire animali e produrre biocarburante; il cibo sprecato sarebbe sufficiente per nutrire le oltre 805 milioni di persone affamate su scala mondiale.

Studiare tutte le soluzioni per bilanciare queste cifre è l’obiettivo in vista dell’appuntamento di Milano con Expo 2015 che rappresenta un’opportunità per parlare dei temi sollevati dal Protocollo in modo non banale, non ideologico. Per dire che questi temi sono fondamentali nella discussione nel mondo..

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National Geographic Italia

Solo grazie all’impegno di tutti e a una visione condivisa potremo sfamare nove miliardi di persone senza gravare ulteriormente sul già precario bilancio delle risorse del pianeta – ha affermato all’atto dell’adesione Marco Cattaneo  di National Geographic Italia – Pensiamo che il Protocollo di Milano rappresenti un impegno serio che mette i Paesi di fronte alla necessità di agire in modo concreto. Gli obiettivi posti dal Protocollo centrano la questione per rispondere ai paradossi che vedono contrapporsi lo spreco del cibo a obesità e malnutrizione, e sistemi agricoli che privilegiano la coltivazioni di biocombustibili e cibi per animali versus uomini”.

Coop

La sostenibilità dello sviluppo economico, cioè di una crescita equilibrata tra produzione alimentare e sfruttamento delle risorse del pianeta, è uno dei criteri fondamentali che guidano le strategie di Coop. Riteniamo importante il ruolo di modelli produttivi e di imprese a larga partecipazione e gestione democratica, nell’assicurare un cibo buono e sicuro per tutti e creare così consapevolezza sul futuro del Pianeta” ha spiegato Marco Pedroni presidente Coop Italia.

Cesvi

Secondo una nota del Cesvi, “1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate inutilmente ogni anno. Un terzo dei raccolti agricoli è impiegato per produrre mangimi e biocarburanti. Per ogni persona malnutrita, due sono in sovrappeso. Sono questi i 3 paradossi alimentari che vengono affrontati dal Protocollo di Milano”

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Slow Food

Il Protocollo di Milano – ha aggiunto Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food – è una straordinaria occasione di sintonizzare su un sentire comune tante attenzioni, tante opportunità di cambiamento e soprattutto tante progettualità istituzionali e della società civile. Slow Food ha accompagnato fin dall’inizio il processo di costruzione di questo documento e pensiamo – conclude Petrini – che il lavoro fatto fin qui sia una eccellente base di partenza da arricchire con i contributi di tutti”.

Limes

Questi e altri problemi del nostro tempo non pertengono solo al campo dell’etica, ma investono anche – sempre di più – la sfera strategica e quella economica. Se non affrontati tempestivamente ed efficacemente, tali sfide rischiano infatti di destabilizzare vaste aree del globo e di pregiudicare le chance di vita di intere popolazioni, con enormi costi umani, finanziari e ambientali. Da qui la rilevanza geopolitica dei problemi in varia misura connessi al cibo e all’alimentazione, la cui natura complessa richiede un approccio interdisciplinare capace di fornire risposte e soluzioni adeguate” scrive Limes, la rivista italiana di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, fondata nel 1993.

Eataly

La catena alimentare fondata da Oscar Farinetti spiegail motivo dell’adesione: “Perché dobbiamo fare le scelte giuste per il futuro prima che il futuro si imponga, e mettere in atto una rivoluzione importante nella nostra civilità”. “Eataly propone il meglio delle produzioni artigianali a prezzi sostenibili, creando un rapporto di contatto diretto tra il produttore e il distributore finale. L’obiettivo è quello di incrementare la percentuale di coloro i quali si alimentano con consapevolezza”.

Fondazione Banco Alimentare

La Fondazione, impegnata fin dal 1989 nella lotta agli sprechi alimentari, ne riconosce il valore che il Protocollo “perché potrà dare un contributo al dibattito internazionale su temi tanto fondamentali quanto attuali come quelli proposti: spreco di alimenti, agricoltura sostenibile, coesistenza di fame e obesità”.

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Coldiretti

Con un milione e mezzo di associati è la principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. “Informazione, educazione e consapevolezza rappresentano l’asse sul quale ruota anche la lotta agli sprechi, che non sono legati soltanto all’idea dei prodotti dell’agricoltura non raccolti o degli alimenti acquistati in eccesso che finiscono tra i rifiuti, ma sono anch’essi derivazione di un sistema di concorrenza iniquo”. Nell’adesione spiega: “Il cibo è il bene comune per eccellenza e gli agricoltori, che sono i suoi protagonisti dal campo fino al piatto, devono far parte di uno sviluppo sostenibile”.

Save the Children

L’organizzazione realizza, in stretto contatto con le comunità locali, programmi di medio-lungo termine e interviene in situazioni di emergenza causate da conflitti o catastrofi naturali. Fa inoltre pressione su governi e istituzioni nazionali e internazionali per migliorare le condizioni di vita dei bambini. Ha aderito: “Perché gli obiettivi del Protocollo riguardano anche la salute e le condizioni di vita dei bambini, la popolazione del futuro”.

Giunti editore

Storica casa editrice fiorentina, opera nel settore dell’Editoria libraria, cartacea e digitale. “Il Protocollo di Milano è fondato su presupposti difficilmente non condivisibili, che tuttavia sono molto ambiziosi.Giunti editore, da sempre impegnato sul fronte dell’educazione nella scuola e nella società, pensa di poter portare un utile contributo a questa importante battaglia di civiltà”.

Legambiente

L’associazione lavora per il miglioramento della qualità ambientale, la lotta contro ogni forma di inquinamento e un uso razionale delle risorse naturali. “Aderiamo al Protocollo per promuovere un’agricoltura sostenibile basata su principi agroecologici e per ricostruire un rapporto bilanciato tra l’uomo e la natura”.

Wwf Italia

L’associazione ambientalista ritiene di poter collaborare con la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition per promuovere la proposta che Expo 2015 debba concretizzarsi in un significativo impegno politico mirato a far sottoscrivere alle istituzioni, alle imprese, alle organizzazioni, agli attori della società civile, un esplicito Protocollo in questo senso e fornirà, pertanto, il suo contributo e il suo supporto per un affinamento e miglioramento di quanto già elaborato.

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Fondazione Univerde

La Fondazione sostiene il Protocollo di Milano e i suoi tre principali obiettivi, per diffondere un’agricoltura sostenibile con particolare riferimento alle agricolture familiari e tradizionali diffuse nel pianeta, all’agricoltura biologica, biodinamica e alla permacultura. Per la lotta allo spreco di cibo e alla fame e alla denutrizione che interessano ancora troppa parte degli abitanti del pianeta e per la promozione di stili di vita salubri e della dieta mediterranea.

Jamie Oliver Food Foundation

È diritto di ogni bambino essere nutrito in modo corretto ed educato al cibo, alla sua origine e a come questo influisce sul suo fisico. Tuttavia, questo può accadere soltanto se rettifichiamo la confusione in cui oggi si trova il sistema alimentare globale”, ha dichiarato Jamie Oliver, cuoco e conduttore televisivo che si batte per limitare l’uso di junk food, in particolar modo nelle mense scolastiche….

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Crediamo che i problemi globali legati al cibo, come la fame, l’obesità, il cambiamento climatico, la disoccupazione, possono essere risolti investendo nell’agricoltura sostenibile”.

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Anticipazioni di quel che sarà Expo 2015, idee, discussioni e interviste. Il team LifeGate collabora con magazine.expo2015.org per dare nuovi contenuti e un’anima alla prossima esposizione universale. Una grande occasione per rimettere il cibo, l’ambiente, l’Italia al centro di tutto.

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http://www.lifegate.it/persone/news/ecco-chi-ha-sottoscritto-il-protocollo-di-milano-e-perche-da-matteo-renzi-slow-food-dal-national-geographic-alla-coop

 

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* La buona notizia del venerdì: Il metodo Montessori diventa interattivo

Il metodo Montessori diventa interattivo dalle “favole” alle app e al design tecnologico

Nella città natale della grande pedagogista il 28 e 29 novembre studiosi di tutti i Paesi a confronto per capire come lavagne interattive, tablet e app possano essere efficacemente utilizzati nel rispetto del percorso educativo indicato dalla scienziata di Chiaravalle: permettere al bambino di autoeducarsi, rispettandone tempi, interessi e creatività

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Quando Maria Montessori pubblicò i primi scritti sul suo metodo, più di 100 anni fa, i computer non esistevano. Eppure molti materiali montessoriani sembrano un’anticipazione del digitale, è incredibile per esempio come sia riuscita a spostare sulle forme concetti di matematica”, assicura Tommaso Ragnisco, direttore artistico della prima trasposizione digitale della “favola cosmica”, un grandioso racconto che parte dal Big Bang per arrivare all’uomo, una sorta di “genesi laica” pensata per spiegare ai bambini le origini dell’Universo, della Terra e dell’umanità.

La app verrà presentata il 28 e il 29 novembre al convegno “I processi cognitivi, le tecnologie interattive e il medoto Montessori”, che si terrà al Teatro Valle di Chiaravalle, città natale della grande pedagigosta, con la partecipazione di esperti in arrivo da ogni parte del mondo. 


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Il metodo Montessori si applica infatti in oltre 20.000 scuole di tutti i continenti: tra i relatori stranieri ci sono il direttore esecutivo dell’Association Montessori Society di New York, Richard A. Ungerer, tra gli italiani il presidente dell’Accademia dei Lincei Lamberto Maffei. La domanda alla quale gli esperti cercheranno di dare una risposta è come il metodo montessoriano può avvalersi efficacemente dell’apporto delle nuove tecnologie, mantenendo la propria struttura e la propria forza. Magari dando una mano a tutte le scuole che utilizzano lavagne interattive e iPad: le sperimentazioni sono all’ordine del giorno, racconteranno infatti la propria esperienza con tablet e app alcuni rappresentanti dell’istituto comprensivo Bruno da Osimo (di Osimo, in provincia di Ancona), inserito dal ministero dell’Istruzione tra le “22 eccellenze educative nazionali per le sperimentazioni e i progetti di innovazione della didattica anche attraverso le nuove tecnologie”. 

“Prima ancora di sapere come utilizzare l’iPad, parliamo di processi cognitivi. L’aspetto interessante delle tecnologie attuali è che sono interattive: quando mia figlia era bambina, guardava i cartonianimati, ponendosi come spettatore passivo. Adesso possiamo fare in modo che i bambini interagiscano, costruiscano un loro percorso di formazione, di autoeducazione. Altrimenti il rischio è che si possa tutti essere fagocitati da questi strumenti”, osserva Lucio Lombardi, direttore della fondazione Chiaravalle-Montessori.

Il progetto naturalmente ha subito suscitato l’attenzione della Apple, che parteciperà al convegno con alcuni workshop. Anche se a realizzare la prima app “montessoriana” è stato invece il team di educatori-tecnici dell’associazione romana “Tabula Fabula”, che sperimenta continuamente il proprio lavoro presso la scuola primaria di via Tito Livio, a Roma. “Il lavoro – spiegano gli autori – si è avvalso della sinergia di diverse figure professionali, educatori, designer, animatori, programmatori, che hanno dato vita a un prodotto sicuro e di altissima qualità, che accompagna i bambini all’esplorazione delle potenzialità digitali in un contesto protetto dalle insidie della rete e dai rischi che potrebbero conseguire a una condivisione indiscriminata e fuori controllo. Una favola sempre nuova da inventare con i genitori, in alternativa alla semplice lettura di una storia, ma anche un gioco che il bambino può gestire in totale autonomia, sviluppando sempre più l’aspetto educativo, oltre a quello ludico, con la crescita”. La app della favola cosmica è già stata tradotta in dieci lingue, le principali europee più cinese e giapponese. 

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La modernità del metodo Montessori non sta soltanto nella costruzione di percorsi autonomi di istruzione che permettono al bambino di apprendere anche da solo, nel rispetto dei propri tempi e dei propri interessi, ma anche nella presisposizione di uno spazio a misura di bambino che è parte integrante del sistema educativo.

Una sedia non è appena una sedia, le pareti sono suddivise per aree scientifiche, anche la luce gioca un ruolo fondamentale: è stato detto che in questa visione dello spazio e nella creazione dei “materiali” didattici Maria Montessori ha anticipato il moderno design.

E infatti due architetti di Flowerssori, azienda che progetta mobili ecologici per bambini ispirati al metodo Montessori, presenteranno un “Format di Scuola Chiaravalle Montessori”, cioè una scuola modello, spiegano Hans Kruger Goffi e Angelica Meucci, “che non sia solo a misura di bambino, ma anche sensoriale, innovativa, esteticamente accattivante ed economicamente sostenibile”. Cioè economica: è difficile immaginare le scuole italiane che investono in nuovo mobilio. Eppure, i visitatori potranno vedere in pratica come è fatta una scuola dove banchi e sedie non sono rimediati e in avanzato stato di deterioramento ma vengono pensati e costruiti “per potenziare le capacità cognitive del bambino”.

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Fonte.

http://www.repubblica.it/scuola/2014/11/13/news/il_metodo_montessori_diventa_interattivo_dai_materiali_al_design_tecnologico-100494656/

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* Donne e uomini…virtù e vizi

 

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Torno a scongiurarvi tutti in generale… che dismettiate quella rabbia contumace e quell’odio tanto criminale contra il nobilissimo sesso femenile; e non ne turbate quanto ha di bello il mondo, e il cielo con suoi tanti occhi scorge.

Ritornate, ritornate a voi, e richiamate l’ingegno, per cui veggiate che questo vostro livore non è altro che mania espressa e frenetico furore.

Chi è più insensato e stupido, che quello che non vede la luce? Qual pazzia può esser più abietta, che per raggion di sesso, esser nemico all’istessa natura….

Mirate chi sono i maschi, chi sono le femine.

Qua scorgete per suggetto il corpo, ch’è vostro amico, maschio, là l’anima che è vostra nemica, femina.

Qua il maschio caos, là la femina disposizione; qua il sonno, là la vigilia; qua il letargo, là la memoria; qua l’odio, là l’amicizia; qua il timore, là la sicurtà; qua il rigore, là la gentilezza; qua il scandalo, là la pace; qua il furore, là la quiete; qua l’errore, là la verità; qua il difetto, là la perfezione; qua l’inferno, là la felicità;….

E finalmente tutti vizii, mancamenti e delitti son maschi; e tutte le virtudi, eccellenze e bontadi son femine.

Quindi la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza, la bellezza, la maestà, la dignità, la divinità, cossì si nominano, cossì s’imaginano, cossì si descriveno, cossì si pingono, cossì sono.

E per uscir da queste raggioni teoriche, nozionali e grammaticali, convenienti al vostro argumento, e venire alle naturali, reali e prattiche…


De la causa principio et uno
Giordano Bruno

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* La luna di novembre

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Benvenuti nella Luna nuova di novembre, un momento che ho percepito subito fondamentale nelle premesse di quelle che saranno le prossime vicende. Come sempre parlo di attitudini, non di profezie e mi auguro che ogni persona che si avvicina a questo messaggio, possa cogliere una riflessione positiva per la sua vita e trovare destinazione più certa e di realizzazione.

Ho voluto intitolare questo momento con il noto romanzo di Pavese, ” La Luna e i falò”, per l’analogia che vorrei cogliere nel presentare questo momento energetico. L’invito è di cogliere quel ritorno verso le origini nella trasformazione di un cambiamento che è già in atto, pronto a maturare i frutti del lavoro che è stato condotto negli ultimi mesi. Uno stellium di pianeti si presenta nel segno dello scorpione, creando una concentrazione di energia che ci fa pensare a come siano occulti e profondi i movimenti di questo momento. Il novilunio è sempre l’occasione di un “ritorno”, di un nuovo inizio, un momento dove il seme di un progetto è rinforzato dalla forza occulta di un invisibile che è manifestazione forte di realizzazione, della possibilità di materializzare quello che è vestito di idea ma non di idealismo.

Bisogna anche ricordare che gli stellium sono energie focalizzate, laser e quindi fortemente destabilizzanti soprattutto quando le energie personali non siano abbastanza unitarie da permettere l’isolamento con cosa sta intorno oppure quando ci si trovi nel “Contest” del movimento planetario. In questo caso parliamo di tutto quello che è un ritornare, come pensieri, situazioni, transfert temporali, analogie e similitudini. Qualcosa ci rimanda verso i ricordi, qualcosa che cerca giustizia per noi e in noi. Avremo sufficiente energia per muovere la consapevolezza e trovare la direzione più adatta al nostro cammino?

Novilunio nel segno del Sagittario:
Sagittario è il terzo segno dei tre dell’elemento fuoco e il primo che ci introduce nella dimensione spirituale dell’esistenza, poiché qui l’uomo, armato di fiducia (Giove), e fede (Nettuno) si avventura nella ricerca del sapere e del senso spirituale della vita.
Il ciclo di lunazione in sagittario (novembre/dicembre), che si apre con questa luna nuova, risveglia il desiderio di esplorare il mondo, allargare i propri orizzonti interni ed esterni, oltrepassare i propri confini, specialmente se ci sentiamo intrappolati da qualcosa o qualcuno.
E’ un tempo adatto per abbracciare una ” fede” , oppure per interrogarsi su quale sia la nostra vera “vocazione” in questa vita, e se ancora non l’abbiamo fatto, individuarla e andare fino in fondo, fiduciosi nella bontà dell’universo, che sempre cospira per la nostra gioiosa auto-realizzazione.

Fonti:

Energia Maya

Il Cerchio della Luna

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* La buona notizia del venerdì: Missione Futura: prima italiana nello spazio

Si chiamerà Futura la missione di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana e terza europea, che partirà verso la Stazione Spaziale Internazionale domenica 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur

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Nell’atmosfera pneumatica della tuta pressurizzataSokol, che protegge gli astronauti durante le fasi di lancio e di atterraggio a bordo della navicella di trasporto spaziale Soyuz TMA-15, Samantha Cristoforetti prenderà il volo domenica prossima 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, alle 21:59 ora italiana (02:59 ora locale). A fremere sotto la possente spinta iniziale del razzo vettore, assieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) saranno i veterani Terry Virts della NASA e Anton Shkaplerov della Roscosmos. Dopo sei ore di volo i tre raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale per una lunga Expedition contraddistinta dai numeri 42 e 43, con ritorno sulla Terra previsto tra sei mesi, nel maggio 2015.

Samantha sarà il settimo astronauta tricolore a volare nello spazio e la sua missione specifica, denominata Futura, sarà la terza di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dopo la missione Volare di Luca Parmitano dello scorso anno, e la seconda missione spaziale di Paolo Nespoli, nel 2011, grazie a un accordo bilaterale tra ASI e NASA in base al quale il nostro paese ha fornito all’ente spaziale statunitense moduli di rifornimento logistico e un modulo abitativo sull’avamposto orbitante, in cambio di utilizzo scientifico e opportunità di volo supplementari.

Prima di unirsi al corpo astronauti dell’ESA nel 2009, a seguito di una selezione a cui avevano preso parte 8.500 candidati, Samantha Cristoforetti è stata pilota di caccia nell’Aeronautica Militare Italiana.

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Naturalmente, oltre le sue riconosciute doti, in questo primo tuffo nello spazio il capitano Samantha Cristoforetti porta con sé anche l’onere e l’onore di essere la prima astronauta donna italiana, nonché terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001).

Come membro effettivo dell’equipaggio residente, Samantha contribuirà allo svolgimento di tutti i compiti di ricerca, sperimentazione e manutenzione operativa dell’enorme laboratorio spaziale. Tra i compiti più delicati, quello di far attraccare le navicelle automatiche di rifornimento, come le russe Progress le americane private Dragon e Cygnus (di cui l’ultima, a onor di cronaca, non ha avuto gran successo). Samantha avrà anche il privilegio, per così dire, di spargere le ceneri del quinto e ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV) dell’ESA, quello denominato Georges Lemaître: il comando con cui Samantha lo sgancerà dalla stazione, per farlo bruciare in tutta sicurezza nel rientro in atmosfera, segnerà l’ultimo atto del programma ATV dell’Agenzia.

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Nel vasto programma scientifico della missione Futura sono contemplati esperimenti di fisica, biologia e fisiologia umana, condotti in condizioni di microgravità, dai cui risultati potranno derivare dei miglioramenti nelle condizioni di vita e salute sia degli astronauti impegnati in lunghe missioni spaziali che delle persone sulla Terra. 

POP3D è invece la via italiana alla stampa tridimensionale in orbita, un progetto che prevede la fabbricazione di un oggetto di plastica in una sessione automatizzata. Accanto alla stampante americana arrivata da poco sulla ISS, dovrà dimostrare la possibilità di costruire pezzi di ricambio direttamente nello spazio. Infine, Samantha farà contemporaneamente da “cavia e tecnico di laboratorio”, come ha detto lei stessa, per l’esperimento dal sapore più marcatamente italiano, la macchina per il caffè espresso in assenza di gravità che arriverà a missione inoltrata. Oltre a rilassare l’equipaggio, dicono dall’ASI, permetterà di studiare il comportamento dei fluidi nello spazio, .

Terminati gli impegni scientifici, e assolta qualche inevitabile incombenza domestica nella sua dimora temporanea, a Samantha rimarranno comunque altri compiti non meno impegnativi. Come, ad esempio, essere fonte d’ispirazione per le nuove generazioni. Ecco allora che sul sito Avamposto42 si potrà non solo seguire la missione Futura ma anche avere consigli su come mangiare bene e mantenere uno stile di vita sano sulla Terra, avvalendosi delle conoscenze avanzate della tecnologia e della medicina spaziali. Il sito, realizzato grazie ad ASI, ESA e Aeronautica militare avrà anche profili social su Facebook e Twitter e conterrà una sezione dedicata alle domande degli utenti.

Si prospetta un tempo piuttosto impegnato lassù”, ha detto Samantha  in un’intervista diffusa dall’ESA. “Ma, sapete, sono sicura che avremo anche un po’ di tempo libero, così potrò divertirmi a scattare foto e, ovviamente, spero di essere molto attiva sui social media ed essere in grado condividere questa esperienza il più possibile”.


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* Per continuare a sognare

manuale del sognatore

 Fonte:http://labottegaimmaginaria.tumblr.com/

“Il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l’attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l’autore, il pubblico e il critico.”

Carl Gustav Jung

La lunga strada della civiltà è lastricata da sogni avveratisi! Siamo fatti della stessa materia dei sogni, ha detto qualcuno, e dato che il pensiero crea la realtà …sognare è immaginare il futuro che verrà e realizzarlo!

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*La buona notizia del venerdì:La pedagogia di Reggio Emilia approda all’esposizione universale a Milano

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Il metodo Reggio Emilia è stato adottato in molti stati del mondo e ora approda anche all’Expo 2015.

E’ stato, infatti, affidato a Claudia Giudici, la Presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia di Reggio Emilia, il villaggio dei bambini dell’Esposizione universale che si svolgerà a Milano dal primo maggio al trentuno ottobre 2015. D’altronde la scuola dell’infanzia e gli asili nido di Reggio Emilia sono passati alla storia come eccellenze assolute nella loro unicità e sono stati presi ad esempio in tutto il mondo, specialmente negli USA.

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Claudia Giudici ha fatto degli asili pubblici della sua città un punto di riferimento; prima di tutto ha puntato sulla formazione del personale, educatori esperti continuamente aggiornati; poi su gli spazi, pensati e organizzati in modo da stimolare la curiosità, la creatività e l’autonomia dei più piccoli e a favorirne la comunicazione con gli adulti attraverso arredi, materiali e oggetti scelti con cura, tenendo conto delle loro qualità estetiche.

Nessuna formula rivoluzionaria, bada bene a ribadire Claudia Giudici, solo l’applicazione delle teorie di Loris Malaguzzi, grande pedagogista italiano morto nel 1994: il bambino al centro del progetto educativo, un bambino che è visto come soggetto attivo e pensante, invece, che come destinatario di un sapere imposto dall’alto. Gli asili a Reggio Emilia stimolano le capacità espressive e creative dei bambini facendoli vivere in ambienti luminosi, aperti, comunicanti tra di loro e in particolar modo in laboratori “atelier” alla presenza di educatori specializzati in attività artistiche e manuali.

E per questo che adesso, Claudia Giudici con le sue idee e i suoi asili nido, approda all’Expo 2015, per creare e organizzare le aree ludiche, ricreative e educative dedicate ai più piccoli, forse è meglio dire, per i più piccoli e dei più piccoli

 

 

Il Progetto Scuola è la piattaforma di riflessione e condivisione che Expo Milano 2015 dedica alle iniziative rivolte a tutto il sistema formativo: dalle scuole dell’infanzia alle Università.

La visione e i valori della scuola sono determinanti per diffondere i contenuti e garantire l’eredità della manifestazione; per questo docenti e studenti sono invitati a partecipare alla prossima Esposizione.

La sfida di Expo Milano 2015 parte proprio da questo presupposto. Permettere alle nuove generazioni di confrontarsi e formarsi sul Tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e far sì che il patrimonio generato all’interno delle aule scolastiche di tutti i Paesi sia condiviso con la collettività.

Tramite il Progetto Scuola tutte le scuole potranno compiere un vero e proprio percorso, che, partendo dal lavoro in classe sul Tema di Expo Milano 2015, culminerà nella visita al Sito Espositivo e lascerà una molteplicità di contenuti ed esperienze alle generazioni future.

Durante l’anno scolastico 2012-2013 si è conclusa con successo la «fase pilota»  del Progetto Scuola che ha coinvolto le scuole di Monza, con 39 istituti che hanno realizzato ben 100 progetti.

Forti di questa esperienza positiva e di altre, ad Aprile 2014 Progetto Scuola ha proposto, in collaborazione con il MIUR, una serie di iniziative concorsuali che hanno lo scopo di attivare le scuole sul Tema dell’alimentazione e della sostenibilità e di favorire gli scambi di esperienze sui temi di Expo 2015 anche con le scuole di altri paesi.

I migliori progetti delle scuole, selezionati attraverso i bandi, saranno presentati in Padiglione Italia nel periodo dell’Esposizione Universale.

Tra maggio e ottobre 2015 avranno luogo le visite didattiche e i viaggi di istruzione ad Expo: dopo l’attività progettuale e i concorsi d’idee, gli studenti potranno arricchire la loro esperienza con la visita al Sito Espositivo, attraverso itinerari ad hoc e confrontarsi con i coetanei di altre nazioni.

Conclusa l’Esposizione, verrà restituita alla società un’eredità: i contenuti prodotti sul tema saranno raccolti e diffusi attraverso tutte le piattaforme web messe a disposizione da Expo 2015.

Fonti:
:http://www.blogtaormina.it/2014/11/13/expo-2015-la-pedagogia-di-reggio-emilia-approda-allesposizione-universale-a-milano/192936
http://www.progettoscuola.expo2015.org/progetto-scuola/il-progetto