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puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)
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On May morning
Now the bright morning Star, Dayes harbinger,
Comes dancing from the East, and leads with her
The Flowry May, who from her green lap throws
The yellow Cowslip, and the pale Primrose.
Hail bounteous May that dost inspire
Mirth and youth, and warm desire,
Woods and Groves, are of thy dressing,
Hill and Dale, doth boast thy blessing.
Thus we salute thee with our early Song,
And welcom thee, and wish thee long.
John Milton
(9 December 1608 – 8 November 1674)
Dipinto di Sir Lawrence Alma-Tadema (Leeuwarden, 8 gennaio 1836 – Wiesbaden, 25 giugno 1912) è stato un pittore olandese naturalizzato britannico.Artista dell’epoca del decadentismo, è conosciuto per i suoi ritratti di scene di vita nell’antichità (particolarmente quelle ambientate all’epoca pompeiana),
Leggiamo poco e male? In Italia nel 2013 sei italiani su dieci non hanno letto neppure un libro?
Ecco che arriva l’iniziativa del “libro sospeso”.
Nasce a Polla (Sa) e nello specifico nella Libreria Ex Libris Cafè.
Si chiama “Un Libro sospeso” e prende spunto dalla antica pratica del “caffè sospeso napoletano” a vantaggio dei poveri quando al bar si lasciava un caffè già pagato, a vantaggio di chi entrava nel bar e non poteva permettersi di pagarlo da sé.
In pochi giorni ha già incassato quattro adesioni e l’interesse di altre librerie d’Italia che stanno chiedendo informazioni per poter avviare anche loro l’iniziativa.
Nella piccola, ma molto frequentata, libreria milanese, detta “la scatola di lillà”.
È stata Cristina Di Canio che ha rivisitato la filosofia del bookcrossing, con l’enorme valore aggiunto di incentivare l’acquisto dei libri in un momento in cui la crisi sta affossando l’editoria.
“L’idea del libro sospeso è nata dal suggerimento di un lettore che qualche giorno fa, dopo aver acquistato una copia di David Golder di Irène Némirovsky, ha chiesto che il libro venisse regalato al primo utente che fosse entrato in libreria dopo di lui”, spiega, Cristina, che ha rilanciato l’iniziativa su Facebook e su Twitter.
“Nessuna persona ai margini, nessuna persona esclusa dalla vitalità e dal valore della vita sociale. Nessuna zona d’ombra, niente che sia morto, niente che sia fuori dalla linfa vitale della società – affermano gli organizzatori dell’iniziativa “Il libro sospeso” –
La cultura permette di distinguere tra bene e male, di giudicare meglio quello che ci accade nella vita. La cultura, la lettura salva…da un piccolo gesto si riconosce un cuore nobile”.
Come funziona: si acquistano due libri, uno per sé e l’altro per un ragazzo “sconosciuto” dai 10 ai 18 anni. Il libro acquistato sarà preso in consegna dal libraio e consegnato a un ragazzo che si recherà in libreria nei successivi sette giorni.
Per sapere a chi è andato il “libro sospeso” si potrà chiedere in libreria.
In questo modo si promuove un nuovo mecenatismo che favorisce la lettura tra i ragazzi.
“Ho sempre pensato che il libro fosse portatore sano di emozioni e sogni. Oggi il “ libro sospeso è un VIRUS che si sta diffondendo in tutta Italia. Ma non preoccupatevi non dovete vaccinarvi anzi. Contagiate più persone possibili! in primavera lanciamo l’epidemia della lettura!”, conclude Di Canio, in un post sulla sua pagina Facebook.
Che aspettate a farvi contagiare?
E tanto per citare l’utopia della letteratura condivisa di J.L.Borges, appassionato bibliofilo , (nel 44 scrisse, come tributo ai libri sui libri La Biblioteca di Babele: «…a rigore, basterebbe un solo volume, di formato comune, stampato in corpo nove o in corpo dieci, e composto d’un numero infinito di fogli infinitamente sottili») che era pure bibliotecario della biblioteca di Buenos Aires.
E riteneva che i libri dovessero essere divorati, scorticati, inalati anche e soprattutto dal popolo, dalla povera gente che non poteva acquistarli.
http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/13014-librosospeso
Perchè non rimanga tutto alle mimose e all’ 8 marzo, che preferisco chiamare, anziché la festa della donna, la Giornata Internazionale della Donna.
“ Tutte le donne, comprese io e te, vengono sminuite e biasimate fin dall’infanzia. Siamo state programmate dai genitori e dalla società a pensare e a comportarci in un certo modo: a essere donne, con tutte le regole, le norme e le frustrazioni che questo comporta. Alcune di noi sono molto soddisfatte di svolgere questo ruolo. Altre, invece, non lo sono affatto.
La vita giunge a noi a ondate, attraverso esperienze di apprendimento e periodi di evoluzione. Adesso ci troviamo in una meravigliosa fase di crescita. A lungo le donne sono state completamente sottomesse ai capricci e ai sistemi di convinzione degli uomini. Ci veniva detto cosa potevamo fare, quando e come. Da piccola, ricordo che mi insegnarono a camminare due passi dietro all’uomo e ad alzare lo sguardo verso di lui chiedendo: “Cosa devo pensare e cosa devo fare?”. Non mi fu detto esplicitamente, ma osservavo mia madre che si comportava proprio così, perciò anch’io appresi questo atteggiamento. La sua formazione la portava a mostrare totale obbedienza agli uomini e per lei gli abusi erano una cosa normale; lo stesso feci io. Questo è l’esempio perfetto di come apprendiamo i nostri modelli, accettando e ripetendo i comportamenti e le credenze dei genitori.
Mi ci volle molto tempo per capire che un comportamento simile non era normale, né era quello che io meritavo in quanto donna. Mentre trasformavo lentamente il mio personale sistema di convinzioni interiore (la mia consapevolezza) iniziai ad apprezzarmi e a far crescere la mia autostima. Allo stesso tempo, anche il mio mondo esteriore cambiò e smisi di attrarre uomini dominanti e violenti. L’apprezzamento di sé e l’autostima sono le cose più importanti che una donna può possedere. Se non disponiamo di queste qualità allora dobbiamo svilupparle. Se la nostra autostima è forte, non siamo disposte ad accettare né posizioni di inferiorità né le offese. Cediamo alla dominazione da parte degli altri solo perché accettiamo e crediamo di non essere “brave” e di non valere nulla.
Oggi voglio focalizzare il mio lavoro sull’aiutare le donne a diventare tutto quello che possono essere e a trovare davvero uno stato di uguaglianza nel mondo. Voglio far capire alle donne che tutte possono avere amore, apprezzamento per sé, autostima e un posto di potere nella società. Ciò non significa in alcun modo sminuire gli uomini, ma ha lo scopo di raggiungere la “parità” tra i sessi, cosa che andrebbe a vantaggio di tutti.
Mentre leggi e ti eserciti con questo libro, ricorda che apportare dei cambiamenti alle tue convinzioni e agli atteggiamenti richiede tempo. “Quanto rapidamente possiamo cogliere nuove idee e farle nostre?” potresti chiedere. Dipende dalla persona. Quindi non porre limiti temporali ai tuoi progressi; svolgi semplicemente il tutto nella maniera migliore possibile e l’Universo, con la sua saggezza infinita, ti guiderà nella giusta direzione. Passo dopo passo, istante dopo istante, giorno dopo giorno, la pratica e l’esercizio costante ci porteranno dove vogliamo essere.”
Louise Hay
La responsabilità più importante che hanno le donne, tutte le donne, in ogni parte del pianeta e in ogni contesto è l’educazione della cosiddetta prole. E per me il modo più efficace di educare è con l’esempio.
I bambini si modellano, secondo illustri pedagoghi, sui entrambi i genitori. E’ la prima esperienza di gruppo dove sviluppa la qualità dei rapporti interpersonali.
La bambina acquisisce inevitabilmente il comportamento della madre nel suo ruolo in famiglia e lo trasferisce poi nel suo rapporto con il partner.
E lo stesso è per il bambino, ma la prima armonia dipende sempre dalla madre.
Per essere più esplicita, se mi confronto con altre donne nei seminari ad hoc, nelle manifestazioni contro la violenza, nelle feste delle donne, e poi nel mio quotidiano mi comporto come la bisnonna di mia nonna…
Per essere più esplicita gli uomini violenti che considerano la donna loro proprietà, della quale fare e disfare a loro piacimento, sono sempre figli di donne ( mater certa dicevano gli antichi romani)
Sono le donne che come madri e compagne determinano i ruoli degli altri componenti del gruppo familiare.
“osservavo mia madre che si comportava proprio così, perciò anch’io appresi questo atteggiamento.”
Il compito più importante in una società che definiamo civile è quello di educare le generazioni che verranno ai principi fondamentali del gruppo umanità, pace, uguaglianza, rispetto reciproco, collaborazione,amore per tutti gli esseri viventi,
Ribadendo i principi fondamentali e arricchendoli, creiamo un importante supporto per il futuro. Rafforzare la consapevolezza delle donne è la cosa migliore che possiamo fare per il Pianeta.
Louise L. Hay (Los Angeles, 8 ottobre 1926) è una scrittrice statunitense, autrice di numerosi libri di auto-aiuto. Il più celebre “ Puoi guarire la tua vita”
Si definisce “ consulente metafisica”. Dedica la vita ad assistere il prossimo e aiuta chi si rivolge a lei a scoprire e utilizzare le infinite capacità dell’essere umano e le innumerevoli possibilità della mente.
I nostri disagi fisici sono generati da pensieri negativi e sono la manifestazione dei disagi della nostra psiche. Pensieri generati da convinzioni che non ci rappresentano.
Ai pensieri negativi che generano malattie si possono contrapporre con vigore pensieri positivi che guariscono e spingono a scegliere nuovi schemi di pensiero e dare una impronta positiva alla propria vita.
L’ obiettivo di questi libri rivolti alle donne, è che tutte le donne arrivino alla scoperta del loro valore, provino autostima, amore per sé, autoapprezzamento e che sentano di avere un posto importante nella società che attraverso il loro impegno si può trasformare positivamente.
Tutte le donne di tutte le età e di qualsiasi origine possano realizzare questo scopo e fare in modo che gli anni a venire siano più produttivi, soddisfacenti e potenzianti che mai!

E’ un’ impresa difficile, vi posso assicurare,
mettere un nome ai gatti;
nulla assolutamente che sia da confrontare
con i soliti giochi alle vacanza adatti.
A prima vista potreste anche pensare
che sia più matto di un mulo, o che abbia un giudizio
tutt’altro che sereno,
se vi dico che un gatto deve avere almeno
TRE NOMI DIFFERENTI. Innanzitutto,
un nome di famiglia, quello che tutti i giorni può venire usato,
un nome come Pietro o come Augusto, Alonzo o Diodato,
come Vittorio o Gionata, come Guglielmo o Giuseppe Pascutto,
che son nomi sensati, utili ogni momento per i gatti.
Ma se pensate che abbiano un suono più ameno
nomi fantasiosi vi posso consigliare,
Alcuni per signori, altri per belle dame su misura fatti:
nomi come Platone e Admeto, Elettra o Filodemo,
e anche questi sensati, utili ogni momento per i gatti.
Ma ve lo dico io, tutti i gatti han bisogno di un nome
che sia particolare e peculiare, molto più dignitoso,
che permetta ad ognuno di tenere la coda perpendicolare
e di mettere in mostra i lunghi baffi e sentirsi orgoglioso.
Nomi di questa specie posso anche dirvene mille,
nomi come Scapicchio, Burbax e Sfrondapille,
come Bombalurina, Tisquass e Ciprincolta,
nomi che vanno bene soltanto ad un gatto per volta.
Ma in mezzo atutti questi ancora un nome manca,
e questo nome mai potrete indovinare:
nome che la ricerca umana non potrà mai scovare
ma che IL GATTO CONOSCE, anche se mai lo vorrà confidare.
Quando vedete un gatto immerso in fonda meditazione,
sempre la stessa vi giuro è la ragione:
la sua mente è perduta in rapimento e contemplazione
del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
del suo ineffabile effabile
effineffabile
profondo inscrutabile ed unico NOME.
“Il libro dei gatti tuttofare” di T. S. Eliot
( Old possum’s book of pratical cats) 1939 Faber and Faber, London
traduzione di Roberto Sanesi
Ada Fiore Sindaco di Corigliano d’Otranto

Ada Fiore la si può definire senza ombra di dubbio un sindaco singolare, unico nel suo genere, in un angolo di Salento davvero speciale. A Corigliano d’Otranto, Ada Fiore è riuscita a rendere questa deliziosa comunità un luogo in cui la filosofia, suo grande amore, la fa da protagonista.
Infatti il primo cittadino ha realizzato con il placet e la collaborazione della sua illuminata amministrazione l’ormai celebre “Giardino di Sophia”, un parco dedicato alla filosofia (open 24 hours, perché il pensiero non va mai in vacanza) nella speranza che possa diventare un modello da seguire dalle altre realtà salentine e dall’Italia intera, giungendo a essere una possibile strada per uscire dalla crisi e tentare concretamente di liberarsi dalle catene stritolanti del mercato contemporaneo. Ada Fiore è autrice di un libro (che è parte integrante di questo ampio progetto socio/filosofico) dal titolo Vota Socrate edito da Lupo editore.

Dall’artigianato filosofico alle conversazioni, Corigliano ha infatti creato un modello che unisce le suggestioni del borgo grico alla bellezza del pensiero. Un modello di marketing territoriale e di ricadute occupazionali sul territorio.

Ada Fiore è docente di storia e filosofia presso il Liceo F. Capece di Maglie. Dal 1997 al 2006 ha ricoperto la carica di assessore alla cultura del suo paese natale, Corigliano d’Otranto. Dal 2006 al 2010 e dal 2010 ad oggi, riveste la carica di Sindaco ma non ha mai smesso di praticare l’esercizio filosofico con i suoi alunni e anche con i suoi cittadini. Infatti è stata promotrice sin dal 2002 di un’importante innovazione didattica nell’insegnamento della filosofia denominata “Giovani Pensatori” e ideatrice dell’istituzione di un “Parco filosofico” nelle strade del paese a servizio di un nuovo “turismo del pensiero”.
http://www.affaritaliani.it/puglia/il-sindaco-di-corigliano-d-otranto-ada-fiore-e-il-giardino-filosofico.html
Elisabetta Tripodi Sindaco di Rosarno
“Ho deciso di impegnarmi in politica perché ho sentito il dovere civile di fare qualcosa, di dare il mio contributo alla società” racconta Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno che sottolinea: “Sono stata spinta soprattutto da eventi specifici che hanno abbassato il livello e la qualità della città e compromesso la sua immagine lasciando un senso di abbandono e rassegnazione. Mi riferisco allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale”.
Laurea in giurisprudenza a Pavia, dove ha vissuto per diverso tempo, una carriera da funzionario, docenze e soprattutto una buona conoscenza della macchina amministrativa, Elisabetta Tripodi è la seconda donna sindaco a Rosarno ,la prima durò appena sei mesi.
“Il fatto che mi sia candidata ha permesso che si formasse un maggiore interesse attivo da parte delle donne della città; e, infatti, il consiglio comunale è composta da ben cinque donne su 21”.
Personalmente, nello svolgimento del mio lavoro cerco di impostare la mia amministrazione all’‘ascolto’, per rispondere alle esigenze di tutti e dando una mano concreta alla quotidianità delle donne madri che lavorano, ad esempio investendo parte delle scarse risorse dell’amministrazione in assistenza scolastica di pre e post scuola e trasporto, come servizio ma anche come possibilità di lavoro. Ascoltare, dialogare, confrontarsi sulle diverse esigenze è conditio sine qua non per lavorare bene e mettere le basi per una città che funzioni”.

Questo è tanto più vero in una realtà del sud come Rosarno dove le condizioni sociali ed economiche sono implicitamente ed esplicitamente condizionate dalla criminalità organizzata.
Elisabetta Tripodi vive sotto scorta.
E proprio sulle nuove generazioni punta Elisabetta Tripodi, “per educare al rispetto delle leggi, base dalla quale nasce una società civile”, specifica il sindaco, descrivendo una serie di progetti nelle scuole atti a diffondere la conoscenza dei fenomeni criminali, “perché solo attraverso la conoscenza dei fatti i ragazzi possono capire il l’importanza della giustizia e la repulsione verso ogni forma di criminalità . La base per una città che funzioni è ascoltare, confrontarsi e puntare sui giovani”.
http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=808596&idDett=35223
Giusy Nicolini sindaco di Lampedusa
Lampedusa, avamposto del sogno italiano per le migliaia di profughi che vengono dal mare, è sempre al centro della cronaca, quella più triste.
“Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. …...”
Così ha inizio la lettera all’Europa che Giusy Nicolini ha inviato dopo l’ennesima tragedia a Lampedusa.
Ma Lampedusa non è solo questo. Della vita sull’isola nessuno parla.
Dare vita a una biblioteca per bambini e ragazzi nell’isola di Lampedusa: è un sogno che nasce nel 2011.
Da allora l’attuale sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, lavora per costruire e avviare questo spazio. E vuole fare di Lampedusa un avamposto per lettori e culla del libro come strumento di integrazione.
E ha fatto un appello: “Lampedusa non ha una biblioteca e neppure un negozio dove poter acquistare libri” ha detto. “Voi ci vivreste mai in una città dove non è possibile comprare dei libri? Io non credo! Quindi se in giro per casa avete libri, di qualsiasi genere, che non leggete o avete già letto e di cui volete sbarazzarvi, aderite all’iniziativa”.
L’obiettivo è promuovere l’integrazione. Non è un caso, infatti, che il sindaco si sia appoggiata anche a IBBY-International Board of Books for Young People, associazione internazionale che promuove il libro per ragazzi proprio come strumento d’integrazione, con un’iniziativa lanciata lo scorso maggio e che ha raccolto la migliore produzione editoriale di libri senza parole da donare a Lampedusa, l’isola più remota del Mediterraneo.
I libri sono arrivati a migliaia, da privati e da case editrici, tanto che il sindaco ha dovuto richiedere l’aiuto di volontari per catalogarli e sistemarli. E anche quelli sono arrivati.
Dal 15 al 22 novembre sulle isole di Lampedusa e Linosa si sono svolti una serie di eventi e di attività per i bambini dell’isola e per i bambini naufraghi che vivono nel centro di accoglienza. Scrittori, insegnanti, librai, associazioni per animare letture e laboratori. Nella convinzione che una biblioteca pubblica sia il primo passo per affermare il diritto di bambini e ragazzi di avere accesso alla lettura.
http://www.cadoinpiedi.it/2013/07/30/il_sogno_di_portare_libri.html
http://www.nobordersmagazine.org/2012/11/appello-giusi-nicolini-lampedusa-unione-europea/
Quante sono le donne sindaco in Italia?
Sono 903 le donne sindaco in Italia e amministrano l’11,16 per cento delle nostre 8.092 città.
Mediamente sono cinquantenni (il 67,52 per cento ha tra i 40 e i 59 anni), ma molte sono giovani con meno di 40 (22,59). Sono donne dal profilo culturale alto: avvocate, medici, ricercatrici, psicologhe. Di strada ne è stata fatta da quando l’unico sindaco italiano in gonnella era Ada Natali, la prima nel 1946 a conquistare un Municipio, quello marchigiano di Massa Fermana.
Il record di sindaci donne in Emilia Romagna, la maglia nera in Sicilia e in provincia di Napoli. Potrebbero essere molte di più.
E anche negli ultimi 5 anni si sono fatti passi avanti: fino al 2007 “le sindache” erano 776, e cioè solo l’8,7 per cento.
http://www.left.it/2012/08/10/le-prime-cittadine-ditalia/5730/
ALTRE BUONE NOTIZIE:
“Vincenza delle capre: una delle ultime pastorelle delle Alpi Apuane”
PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI – RIPARTI DA UN LIBRO:
Il Palazzo dei Congressi dell’Eur dal 5 all’8 dicembre 2013 ospita un evento unico ma pieno di anticipazioni: in attesa di conoscere i protagonisti e gli appuntamenti della XII edizione la Città di Roma si lancia in una rassegna off, in scena dal 28 novembre al 4 dicembre, dal titolo Più Libri più Luoghi.
Il primo passo è aprire un libro. Il secondo viene subito dopo e può portare ovunque: dal rilancio dopo la tempesta, alla scoperta di nuovi orizzonti. Si parte da un libro, si riparte da Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, la cui dodicesima edizione è in programma da giovedì 5 a domenica 8 dicembre 2013 al Palazzo dei Congressi di Roma-Eur, preceduta dal programma off di Più libri più luoghi (28 novembre/4 dicembre) coinvolgendo 3 municipi, 38 editori, 50 librerie, le Biblioteche di Roma e decine di spazi cittadini.
La manifestazione presentata al pubblico il 26 novembre al Palazzo delle Esposizioni – è organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Centro per il Libro e la Lettura, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Camera di Commercio di Roma, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e in collaborazione con Biblioteche di Roma, l’azienda per i trasporti capitolina Atac, Radio 3 Fahrenheit.
Nei quattro giorni dedicati a storie, incontri ed eventi, il Palazzo dei Congressi ospiterà 374 espositori e centinaia di ospiti per altrettanti appuntamenti. Ci saranno autori internazionali provenienti da Paesi come Canada, Irlanda e Messico e numerose figure di rilievo della narrativa, dello spettacolo, dell’arte, della cultura e della società italianaper un programma aperto ai mille orizzonti della scrittura e della creatività (sito http://www.plpl.it).
Ma in attesa della fiera, Più libri più luoghi sarà il programma off dei 38 editori impegnati nei luoghi della città che si popoleranno di reading, aperitivi, incontri e passeggiate letterarie nei 3 municipi romani (I, II e XII), nelle 50 librerie aderenti, nelle Biblioteche di Roma e in decine di spazi altri, in scena dal 28 novembre al 4 dicembre per espugnare tutto il territorio, dalle vetrine dei negozi ai banchi del mercato.
La fiera dei ragazzi poi in Più libri più grandi, sarà il contenitore di eventi per i più piccoli (in collaborazione con le Biblioteche di Roma e l’Azienda Speciale Palaexpo), distribuiti prima e dopo la Fiera, negli istituti scolastici della città, nelle Biblioteche comunali ed al Palazzo dei Congressi.
Attenzione particolare anche al mondo professionale, la manifestazione confermerà la sua natura di laboratorio e commento dati nella fotografia del mercato editoriale (rapporto Nielsen e GFK).Infine Più libri più idee,a cura di AIE, offrirà un’occasione formativa sul mondo del libro agli studenti delle università e delle scuole di perfezionamento romane, nell’ottica di un avviamento al lavoro nel campo dell’editoria.
Ogni anno in Italia vengono pubblicate oltre 50 mila novità.
Di queste il 25%, cioè un libro su quattro, è pubblicato da un piccolo e medio editore ma difficilmente riesce a superare i tanti ostacoli che affollano la strada che lo separa dal magazzino alle vetrine delle grandi librerie.
Più libri più liberi nasce per questo. Per garantire ai piccoli e medi editori italiani la vetrina che meritano.
Una vetrina d’eccezione, al centro di Roma e durante il periodo natalizio.
La formula di Più libri più liberi, che accanto all’esposizione di oltre 50mila titoli propone un programma culturale ricco di convegni, incontri, presentazioni e performance, ha subito incontrato il gradimento del pubblico che affolla tutti gli spazi del Palazzo dei Congressi di Roma rinnovando ogni anno il proprio affetto e la propria fedeltà.
Informazioni ulteriori:
Fonti:
Molto tempo prima della moderna robotica governata dall’elettronica, c’erano gli automi, governati dalla meccanica.
Si tratta di macchine semoventi costruite solitamente in modo da somigliare ad umani o animali o comunque per eseguire compiti in automatico.
La loro storia ha radici estremamente profonde, e li ritroviamo persino nel mondo ellenistico antico, ma qui vogliamo parlare di un automa in particolare: un bambino capace di scrivere, creato dalla mente ingegnosa di un’orologiaio svizzero di nome Pierre Jaquet-Droz (1721-1790).
Il bambino è composto da circa 6.000 parti, ed è battezzato “lo Scrittore”. Si tratta di una macchina non solo auto-operante, ma anche programmabile! E’ in grado di scrivere lettere e parole con una penna ad inchiostro e funziona perfettamente anche a distanza di 240 anni.
Anche se i computer ci sembrano un’invenzione recentissima, l’idea su cui si basano (cioè di macchine programmabili per fare calcoli ed operazioni complesse), deriva da secoli di storia del pensiero umano e gli automi sono frutto dello stesso lungo percorso. Si può vedere uno spezzone di un programma della BBC, chiamato “Mechanical Marvels: Clockwordk Dreams”, in cui il Professor Simon Schaffer spiega come funziona questa meravigliosa creazione di Pierre Jaquet-Droz.
(Secondo alcuni, questo automa è anche stato di ispirazione per un film di grande successo presentato l’anno scorso da Martin Scorsese: Hugo Cabret.)
Ma parliamo di come funziona. Questa macchina viene fatta partire grazie ad una manovella che carica tutte le varie mole ed ingranaggi. Una volta fatto, lo Scrittore prende vita. La testa e gli occhi iniziano a muoversi seguendo i movimenti della propria mano e la penna viene anche immersa nell’inchiostro tra la scrittura di una parola e l’altra.
Al cuore dello Scrittore, c’è un blocco di 40 camme con tre braccia che trasportano il movimento al braccio del bambino. A controllare le camme ci pensa una grande ruota, o “disco di sistema”, fatto di lettere che possono essere rimosse, rimpiazzate e riordinate (in pratica rende l’automa una macchina programmabile). Lo Scrittore è in grado di scrivere qualsiasi testo fino a 40 lettere in lunghezza, su 4 righe totali.
Ma questo non è l’unico bambino-automa che Jaquet-Droz ha creato!
Infatti, nel periodo tra il 1767 ed il 1774, ha dato alla vita un trio. Al bambino scrittore si aggiungono una bambina musicista ed un disegnatore.
Attualmente, gli automi continuano ad esistere ma raramente colpiscono la nostra immaginazione come una volta. Sono diventati però un delizioso espediente artistico in tanti casi.
http://history-computer.com/Dreamers/Jaquet-Droz.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Jaquet-Droz_automata
http://it.wikipedia.org/wiki/Automa_meccanico
http://www.ablogtowatch.com/jaquet-droz-the-writer-automata-awesome-antique-android/
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