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* Oltre l’ uovo di Pasqua

Presupposto che l’uovo non è solo quello di cioccolato che consumiamo, peraltro con grande gusto, a Pasqua.

Presupposto che Pasqua, Passover in inglese e Pesach in ebraico, significa “ andare oltre”.

Presupposto che l’uovo di Pasqua (dal lat. tardo ed eccles. Pascha a sua volta derivato dal greco, adattamento dell’ebr. Pesah, aram. Pisha ‘passaggio’)deriva dalla festività che celebra la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egiziana.

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L’uovo, simbolo di vita e del suo rinnovarsi, è l’immagine della perfezione e di quanto di più unitario e funzionale la natura abbia prodotto.
Fin dai tempi più antichi, il simbolismo dell’uovo è stato adottato per una molteplicità di abbinamenti ideali o di pratiche rituali.
Le civiltà che l’hanno onorato non sono certo poche ma una definizione universale è quella di “Uovo Cosmico”, da cui tutto l’universo è nato.
Per fare un esempio, la misteriosa civiltà degli Etruschi teneva in grande considerazione il simbolismo cosmogonico dell’ Uovo e lo ricollegava alla Dea Madre attraverso la cosiddetta Pietra Ovale.

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Uovo con Elena Tomba di metaponto

Gli Etruschi vedevano il Cosmo come un unico essere vivente fatto di tante creature dotate di coscienza a vari livelli tra le quali era anche l’ uomo. Questo sistema palpitante di energia si rigenera continuamente attraverso cicli che si susseguono in una spirale senza inizio e senza fine.

La morte quindi, per gli Etruschi è solo un momento di passaggio verso la resurrezione ad una nuova vita.
Questa loro certezza di rinascita veniva celebrata alla morte nel banchetto rituale per andare incontro alla luce e alla rinascita alla vita successiva.

Durante gli scavi di migliaia di tombe sono state trovate quasi ovunque resti di uova reali o di terracotta che sono state distrutte, anche recentemente, perchè considerate dagli “studiosi” resti di pranzi funebri o loro copie senza nessun valore simbolico.

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Capraia e Limite, Pulignano.
Il megalite a forma di uovo, segnacolo della presunta tomba etrusca denominata “dell’Uovo” (VI sec. a.C.?).

Le diverse uova di struzzo decorate finemente ritrovate in varie necropoli come a Vulci , ora alcune al British Museum, sono ancora considerate da molti solo dei ricchi ornamenti esotici senza alcun significato religioso o simbolico.

Eppure si possono collegare le pietre ovali sulle tombe della necropoli di Montovolo (presso Marzabotto) all’uovo simbolo di resurrezione.

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Necropoli etrusca di Marzabotto
Il significato più specifico, però, che dobbiamo attribuire all’uovo è proprio quello della rinascita, del mistero della vita, riassumibile addirittura nel famoso rompicapo filosofico che ci pone di fronte all’interrogativo se sia nata prima la gallina o l’uovo.

E come dimenticare l’Uovo Filosofale degli Alchimisti, dal quale nascono i fiori bianco, rosso e azzurro, collegati all’argento, all’oro ed alla saggezza? L’uovo, in Alchimia, rappresenta il recipiente di cottura, dove si portano al massimo “calore” le virtù individuali.

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Ma l’uovo è anche il simbolo della manifestazione, di ciò che si evidenzia attraverso il valore dell’armonia e della purezza originaria.

(tratto dagli scritti del Prof. Graziano Baccolini)

( sono solo spunti)

Altre uova:

Le uova Fabergè

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La buona notizia del venerdì: più 100mila ettari di terreni per coltivare grano e grani antichi

L’Europa sta prendendo una serie di provvedimenti per arginare la possibile carenza di mais e di grano ,dando finalmente il via libera ad una serie di interventi straordinari che consentiranno anche alla Puglia di coltivare 100mila ettari di terreni ad oggi rimasti incolti sui quali verranno piantati anche grani antichi come i Senatore Cappelli o il Gentil Rosso con cui si fanno pane e pasta.

Ci sarà così la possibilità per questa regione di tornare a coltivare migliaia di ettari di terreni ad oggi abbandonati a causa dell’insufficiente redditività, per gli attacchi della fauna selvatica o per la siccità.

Ricordiamo che in Puglia è vietato l’uso del glifosato in preraccolta.

Gli interventi straordinari, decisi in questo difficile momento storico dalla Commissione Ue, permettono concretamente alla Puglia di “recuperare”oltre 100mila ettari che nei prossimi mesi torneranno ad essere coltivati e sui quali verranno piantati anche grani antichi come il Senatore Cappelli o il Gentil Rosso con cui si fanno pane e pasta.

Le superfici seminate  potrebbero ulteriormente raddoppiare già a partire dalla prossima stagione, con la produzione di grano che deve puntare sull’aggregazione, essere sostenuta da servizi adeguati e tendere ad una sempre più alta qualità, scommettendo esclusivamente su varietà pregiate, riconosciute ormai a livello mondiale.

Generalmente siamo abituati a mangiare la tradizionale farina di grano tenero bianca 0, o 00 con la quale produciamo pane, pasta, prodotti da forno, dolci, ecc. Questa farina però è ricavata da un grano prodotto su larga scala, selezionato e modificato nel corso degli anni per rendere più ricca e abbondante la produzione, un grano tra l’altro molto povero dal punto di vista nutrizionale.

Ecco allora che è arrivato il momento di riscoprire i grani antichi!

I grani antichi altro non sono che varietà del passato rimaste autentiche e orginali, ovvero che non hanno subìto alcuna modificazione da parte dell’uomo per aumentarne la resa. Tra questi il più noto e diffuso è il canadese Kamut, ormai diventato un vero e proprio brand registrato e un business mondiale.

Anche l’Italia, però, ha le sue varietà antiche da riscoprire.

Un esempio tra i più conosciuti a livello nazionale è il Senatore Cappelli ma ne esistono molti altri a seconda della regione di produzione.

Esistono ad esempio il Saragolla, la Tumminia, il Grano Monococco, il Gentil Rosso, la Verna, il Rieti, ecc.

I grani antichi, purtroppo, non sono sempre di facile reperibilità.

Generalmente si trovano nei negozi di alimentazione biologica, nei mercati contadini, in alcuni alimentari molto forniti o specializzati in prodotti artigianali. Le alternative sono due: individuare sul proprio territorio un’azienda agricola che li produce e rifornirsi lì, oppure acquistare su internet. Ci sono vari siti dove troverete diverse possibilità per acquistare grani antichi, tra questi: Tibiona e BioLand.

E in Calabria:

Da Mulinum San Floro, Buonconvento in Calabria, l’azienda agricola incentrata sulla preparazione di pane e pizza come si faceva una volta, esporta in Toscana, a Siena, il metodo di lavorazione.

Da qui nasce l’idea di lanciare un appello a panettieri e fornai in cerca di nuove opportunità, per creare una squadra di 4/6 fornai tra panificazione pane e pizzeria, offrendo anche un eventuale alloggio sistemazione anche a Siena.

L’appello è rivolto a uomini o donne di qualunque età, che abbiano voglia di lavorare nel mondo delle farine e della panificazione. Chi vuole aderire può mandare una mail all’indirizzo info@mulinum.it o scrivere sui social.

Un modello che punta a far conoscere anche oltre i confini regionali il made in Calabria.

PS: Avete mai assaggiato la pasta Senatore Cappelli? Beh, ve lo consiglio!!! Ha un gusto particolare !Per le grandi occasioni ? Imperdibile per tutti gli amanti della pasta! E’ Pasta che più Pasta non si può!

Fonti:

Dal Senatore Cappelli al Gentil Rosso, grazie al via libera dell’Ue tornano i grani antichi in Puglia – greenMe

Grani antichi: 10 motivi per consumarli e dove trovarli – greenMe

Grano, da San Floro nel Catanzarese a Siena: l’azienda Mulinum offre lavoro a panettieri e fornai calabresi (lacnews24.it)

Adotta un campo di grano e scopri il gusto unico dei grani antichi – Biorfarm

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Perchè siam donne: Daina Taimina, la geometria a uncinetto diventa arte!

Daina Taimina è nata a Riga, in Lettonia, nel 1954. Si è laureata in matematica a pieni voti nel 1977 e ha conseguito il dottorato in informatica all’Accademia bielorussa delle scienze di Minsk nel 1990.

A causa delle restrizioni del sistema sovietico in quel momento, una tesi di dottorato non poteva essere discussa in Lettonia, quindi conseguì la sua a Minsk, ricevendo il titolo di Candidato delle Scienze.

Un anno dopo, l’ha ottenne anche in Lettonia, quando fu finalmente concesso alle donne.

Già dai primi anni della laurea, Daina insegnava geometria proiettiva, combinatoria e psicologia del pensiero matematico all’Università della Lettonia e continuò a farlo fino a quando, nel 1996, si trasferì a New York come docente del Dipartimento di Matematica della Cornell University.

Là venne a conoscenza dei modelli di piani iperbolici, progettati dal matematico William Thurston e realizzati in carta. Se ne innamorò e decise di riprodurli a maglia, per renderli più duraturi.

L’esperimento non le riuscì in modo soddisfacente, quindi riprovò con la tecnica dell’uncinetto ottenendo un piano iperbolico anulare. La tecnica è semplice: una volta intrecciata la prima catena, basta aumentare le successive con un numero di maglie costante.

I suoi studenti furono talmente ammirati dal risultato dei suoi lavori che li copiarono, diffondendo nel Campus la moda dei regali fai da te, come braccialetti colorati a forma di nastro di Moebius.

I modelli matematici di Daina vennero poi pubblicati in tre libri di geometria e divulgati su giornali e riviste scientifiche.

Venne quindi invitata a Los Angeles ad illustrare il piano iperbolico a un’assemblea di artisti e designer, diventando ben presto famosa come l’ artista delle fibre, specializzata nella creazione di piani iperbolici simmetrici, matematicamente perfetti.

Il suo lavoro fu molto apprezzato tanto che tutti i media ne parlarono .

Ne è stato scritto in “Knit Theory” nella rivista Discover e in The Time s,spiegando come un piano iperbolico può essere lavorato all’uncinetto aumentando il numero di punti:

Ad esempio, aggiungendo un punto extra nella seconda riga per ogni cinque punti nella prima. E per ogni cinque punti nella seconda riga, aggiungendone uno in più nella terza. Il numero di punti aumenta a un ritmo esponenziale. Poiché le linee sono più lunghe, ma unite tra loro, il materiale inizia rapidamente a piegarsi in modi interessanti.

Nel giugno 2005, il suo lavoro fu mostrato per la prima volta come arte, nella mostra “Not the knitting you know” alla galleria “Eleven Eleven Sculpture Space” di Washington.

Il modo di Daina Taimiņa di esplorare lo spazio iperbolico attraverso l’uncinetto e le connessioni con la natura e i principi della matematica, è stato esaltato dalla giornalista Margaret Wertheim nei suoi articoli e ha avuto un grande successo nel progetto Hyperbolic Crochet Coral Reef curato dall’IFF.

Da allora le sue opere artistiche sono state sempre più apprezzate e ora si trovano in molte collezioni private, oltre che in college e università americane.

Fonte:

https://en.wikipedia.org/wiki/Daina_Taimi%C5%86a?msclkid=dea234ddb5af11ecb5b2292972a51101

https://en.wikipedia.org/wiki/William_Thurston

Per approfondire le grandi matematiche: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni 2020

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Tanto da dire sul novilunio di Aprile 2022 in Ariete

Ogni Novilunio è sempre un nuovo inizio.

E’ l’inizio del ciclo lunare in cielo intorno alla Terra.

Questo novilunio è in Ariete.

E Ariete è il primo segno zodiacale del ciclo delle stagioni e simbolo del cammino verso una maggiore consapevolezza dell’essere umano.

Questa Luna nuova è in congiunzione con Mercurio e con Chirone in Pesci .

Pesci è l’ultimo segno zodiacale del ciclo dello zodiaco.

Pesci si trova nella Dodicesima Casa , la casa che rappresenta la fine di un ciclo. L’inizio è rappresentato dalla prima casa che è governata dall’Ariete.

Cosa dire quindi ? Che le energie che ci spingeranno al raggiungimento dei nostri obbiettivi saranno quelle ,potenti, sì, dell’intero cammino lunare di 28 giorni!

Quindi è l’inizio di una fine che ancora non abbiamo digerita, che ancora forse non siamo disposti a lasciare andare, necessaria per comprendere come iniziare e verso cosa andare.

Mercurio ci dice di lasciar parlare le ferite che Chirone, il Guaritore, mette in primo piano, di trasformarle ed amarle che sono le esperienze che ci hanno fatto arrivare fino a qui.

Senza paura di affrontare i giudizi, le rinunce per non sentirsi all’altezza, il confronto con gli altri per essere accettati, il buttarsi in nuove avventure per dimenticare, il reprimere la rabbia di presunti fallimenti…

Se rimaniamo ancorati al passato, sarà difficile avanzare.

E se vogliamo approfittare al massimo di questa energia di azione e nuovi inizi che porta l’Ariete, dobbiamo cambiare il modo che abbiamo sempre utilizzato. Se vogliamo aprirci totalmente al nuovo che sta arrivando, dobbiamo aprirci al cambiamento e cambiare noi.

Fermarsi ad amare tutto di noi . Ad amare la nostra verità, la nostra unicità, finalmente liberi dai pesi non affrontati, di programmare i prossimi inizi e coltivare i propositi con tutto l’amore per noi stessi..

Con tutto il coraggio che abbiamo!

L’archetipo dell’Ariete è il Guerriero o la Guerriera che con coraggio e determinazione agisce per raggiungere il suo obiettivo, che non ha paura di rompere le vecchie strutture che desidera cambiare: l’Ariete ci spinge ad attivare il nostro Guerriero interiore, chiedendoci di autoaffermarci ed esprimere con chiarezza la nostra volontà.

È importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si distacchino.

Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia, semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla nostra vita. Smettiamola di essere chi eravamo e trasformiamoci in chi siamo.

Del resto i pianeti principali, sono quasi tutti concentrati in Acquario, Pesci ed Ariete, tranne Plutone che si trova in Capricorno ed Urano che si trova nel segno del Toro.

Acquario è il segno dell’amore universale raggiunto attraverso la scienza, la tecnologia,l’insegnamento, la diffusione di massa dell’informazione e soprattutto tramite l’orientamento e la coscienza di gruppo.

L’acqua limpida e purificatrice di Acquario cancella le forme obsolete di pensiero e apre la nuova via.

Acquario spinge l’umanità intera ad una visione più ampia, più consapevole dell’essere gruppo che collabora, inventa, crea, produce in un nuovo modo innovativo originale e soddisfacente per tutti i componenti.

Acquario rappresenta il prossimo livello evolutivo dell’umanità.

Anche Venere è in Acquario, congiunta a Saturno e Marte.

Venere non è solo la Dea dell’amore, è molto di più, è la Dea dell’armonia, dell’equilibrio, della passione, della bellezza… della Conoscenza e della Saggezza!

Inoltre quest’anno il novilunio in Ariete corrisponde con il giorno in cui si celebra e onora Venere. Infatti, ai tempi dei romani il mese di aprile iniziava celebrando i Veneralia, una festività dedicata a Venere Verticordia, “colei che apre i cuori”.

E visto che quasi tutti i pianeti sono concentrati in un quadrante dello zodiaco, è normale percepire un’alta carica energetica, che aiuterà non solo a scoprire i semi dell’inizio ma anche e soprattutto a coltivare i germogli dei nostri propositi che crescano con la qualità essenziale che è l’Amore!

Love Laurin

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Storie di gatti: Il gatto sull’oceano

……

Il gatto era uno straordinario gatto-leone, uno spettacolo ed una meraviglia della natura. Grosso, forte, attento e sospettoso. Il grande faccione ed il pelo fulvo e rossiccio incolto e scarmigliato, a raggiera, conseguente ad una esistenza selvaggia, faceva pensare all’apparizione di un essere extraterrestre. Gli occhi grandi e color verde smeraldo, inquisitivi e diretti, di una sua consapevole regalità superiore e sprezzante appartenente ai dominatori del Creato, trasmettevano il suo pensiero e la sua storia.

Il gatto era il signore delle terre emerse e degli oceani del mondo. Già da tempo aveva deciso di visitare tutti i continenti alla ricerca forse di una anima gemella che potesse essere all’altezza delle sue non comuni caratteristiche di dominatore. Con tale disegno esistenziale nella propria testa aveva scoperto che le navi mercantili si prestavano alla perfezione per il raggiungimento di quest’obiettivo. Il gatto pertanto divenne marinaio ed imparò ben presto a conoscere i vari tipi di navi.

Egli imparò a distinguere i leviatani del mare dalle navi più piccole, le navi più popolate da quelle apparentemente deserte, le grandi petroliere dalle navi da carico generale. Spinto dalla sua naturale diffidenza per il proprio simile e consapevole della pericolosità del diventare schiavo dell’uomo che lo avrebbe “civilizzato” annullando la sua indipendenza, egli sceglieva con cura le navi che andavano in lontani continenti dove si poteva più facilmente nascondere e condurre la sua vita di selvaggio ma padrone di sè stesso, attento solo alla sua sopravvivenza.

Fu così che un giorno il gatto decise di imbarcarsi su un leviatano del mare. Il leviatano, con minerale di ferro e carbone dagli Stati Uniti e dal Brasile andava in Giappone da dove proseguiva per l’Australia ove caricava carbone per le acciaierie dell’Inghilterra. Questo leviatano era una nave cosiddetta “ore and oil” cioè si adattava al trasporto di minerale, carbone, altri carichi alla rinfusa e petrolio, a seconda delle circostanze. Il suo scafo cioè conteneva chilometri e chilometri di tante tubazioni, in coperta e sul fondo, che offrivano infiniti nascondigli ove il gatto poteva rimanere tranquillo ed indisturbato nella sua scelta di vita.

Non si riuscì mai a capire dove il gatto avesse timbrato il suo cartellino d’imbarco ma doveva essere stato o il Giappone o l’Australia, visto anche il suo comportamento, per così dire, poco “europeo”.

Il primo ad accorgersi che c’era una presenza extra a bordo fu il cuoco quando si accorse che le fettine di carne, che lui lasciava in cucina per la notte ad uso facoltativo degli stomaci del personale smontante dai servizi di guardia notturni, avevano invece trovato altri sconosciuti consumatori. Finchè un giorno il gatto fu avvistato fra un meandro ed un altro delle tubazioni del leviatano in tutta la sua avvenenza, maestosità e audacia.

Il gatto pian piano iniziò a monopolizzare l’attenzione delle anime a bordo che cercarono invano di stabilire una pur minima forma di amicizia o di relazione. Egli rimaneva sempre nascosto e usciva solo la notte per cibarsi delle prelibatezze che il cuoco ora gli lasciava generosamente in un piatto in coperta, fuori della cucina. Raramente usciva per una passeggiata diurna in coperta, ma scappava appena incontrava un essere umano sulla sua strada. Fu durante questi fugaci incontri che le anime a bordo realizzarono lo splendore di questo fantastico ed inconsueto felino.

Mentre il leviatano solcava gli oceani verso la sua destinazione, la presenza del gatto a bordo iniziò a suscitare l’attenzione e la preoccupazione del capitano perchè il Paese dove si era diretti non permetteva l’ingresso di animali, cani o gatti, e gli inglesi erano particolarmente ligi a questa loro regola di immigrazione intesa a preservare la flora e la fauna naturale ed incontaminata della loro isola. Qualsiasi eccezione a questa regola doveva essere soggetta a quarantena. Il problema che il capitano non riusciva a risolvere era quindi quello di tenere sotto custodia il gatto in modo che all’arrivo egi fosse stato in grado di dichiarare e mostrare il gatto alle autorità sanitarie. Ma come si faceva a mostrare qualcosa che era nascosto chissà dove fra i chilometri di tubazioni???

Ed il capitano non amava rischiare presentandosi senza dir niente perchè se malauguratamente durante la sosta in porto qualcuno avesse notato il gatto non dichiarato a bordo egli, il capitano, avrebbe potuto incontrare serie difficoltà con le autorità sanitarie che sono le più importanti per essere la prima autorità a dare il permesso di accesso al Paese. Inoltre il marconista, o radiotelegrafista, del leviatano del mare era un inglese di cittadinanza inglese e chi poteva giurare che non avrebbe riportato comunque la presenza del gatto alle dette autorità???

Dopo notti insonni alla ricerca della soluzione di questo rebus che gli girava per la testa, il capitano si convinse che era necessario approntare un piano d’azione per catturare il gatto e tenerlo sotto custodia vigilata al fine di poterlo mostrare quando necessario. Il capitano chiamò il carpentiere, gli spiegò il problema e gli commissionò la costruzione di una gabbia speciale. Il carpentiere si mise all’opera e dopo qualche giorno completò quanto richiestogli.

La gabbia era di forma cubica, gli spigoli di circa un metro e mezzo, dall’intelaiatura di legno e le facciate composte di robusta rete metallica. Una delle facciate della gabbia era scorrevole, si poteva alzare ed abbassare per permettere il libero ingresso nella stessa gabbia. La gabbia fu posizionata al centro della boccaporta poppiera, proprio sotto e davanti al ponte di comando una decina di metri più in alto. Una cordicella, o sagola, prolungantesi dalla plancia, era legata alla porta della gabbia per mantenerla sollevata ed aperta, mentre il piatto con le prelibatezze del cuoco fu spostato dentro la gabbia.

Per qualche giorno il gatto, forse sospettando che qualcosa non andava per il verso giusto, non si fece vivo. Poi un giorno, verso l’alba, il marinaio di vedetta intravide il gatto che, furtivo, si dirigeva verso il piatto dentro la gabbia. Mollò la sagola, la porta scivolò per chiudersi ma non tanto velocemente da impedire la fuoriuscita del gatto che, dopo essere rimasto per alcuni momenti incastrato sotto il battente, si divincolò con la sua grande forza ritornando nel suo nascondiglio. L’attesa ricominciò ed a tre giorni dall’arrivo il gatto ritormò e questa volta si lasciò intrappolare nella gabbia.

Non si saprà mai cosa passò nelle menti del gatto e del capitano ma fatto è che il gatto, con quest’ultimo avvenimento, risolse tutti i problemi del capitano e questi, forse in segno di riconoscenza ed intravvedendo quali fossero le reali intenzioni e programmi del gatto, dopo la partenza dall’Inghilterra, con il leviatano diretto verso terra americana, lo liberò dalla gabbia lasciandolo alla sua preferita vita selvaggia e solitaria.

All’arrivo in terra americana, mentre il leviatano si avvicinava lentamente al pontile, le anime a bordo all’improvviso videro il gatto sul “capodibanda” pronto a saltare. Ad alcuni metri dal pontile il gatto scattò in un salto prodigioso e, una volta atterrato, si lanciò in una corsa sfrenata fino a perdita d’occhio.

Forse sapeva di aver ritrovato la sua terra originale dove c’era la sua Pocahontas che l’attendeva da sempre per sempre.

Dal Diario di Bordo del Capitano delle Stelle

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La buona notizia del venerdì: Si trova in Italia il primo Luna Park senza elettricità

Il parco giochi de “I Pioppi” a Nervesa di Battaglia, in Veneto, riapre.

In questi due anni, il paradiso sul Montello ideato nel 1969 da Bruno Ferrin e caratterizzato da giostre, da lui realizzate, tutte gratuite, è rimasto chiuso a causa dell’emergenza Covid.

O meglio, ai Pioppi si poteva andare solamente per degustare dei buoni piatti.

Il piano di disinfestazione previsto dalla legge per tenere aperto tutti il parco avrebbe comportato una spesa sostenibile solo facendo pagare un biglietto di ingresso.

E questo è proprio contro i principi sia di Bruno che della famiglia.

Dal 27 marzo, finalmente ,dopo due anni il parco divertimenti tornerà operativo.

E si potrà così apprezzare quella che è la vera particolarità del parco: le giostre ideate e costruite da Bruno Ferrin, che funzionano senza elettricità, sfruttando le leggi fisiche.

I giochi, infatti, funzionano solo grazie alle leggi della natura e della dinamica, come la forza di gravità.

Il tutto è iniziato da una semplice altalena che Bruno voleva mettere fuori dalla sua osteria. Dopo essersi recato da un fabbro per farsi costruire dei ganci, quest’ultimo, per mancanza di tempo, ha dovuto rifiutare. Così Bruno, pur non avendo mai fatto lavori del genere, ha preso in mano la saldatrice e si è costruito quei pezzi che gli servivano da solo. Da lì è scoccata la scintilla, poiché si è reso conto che era riuscito a creare qualcosa con le sue stesse mani.

Quella semplice altalena si è trasformata in un parco che oggi conta più di 40 attrazioni per grandi e piccini, come “Il giro della morte”, attivato a pedali, che compie una traiettoria di dieci metri di diametro e la ruota ispirata all’Uomo Vitruviano di Da Vinci, che si muove con la spinta del corpo o applicando una forza dall’esterno.

Un’altra attrazione è la “centrifuga”, che funziona proprio secondo questo principio e si usa come una bicicletta per cui più si pedala, più aumenta la sua velocità.

Tutto all’interno del parco è pensato per avere il minor impatto possibile sull’ambiente. Ogni cosa, infatti, è stata costruita con materiali di recupero, come ferro e legname di scarto, che, conciliando creatività e conoscenza, hanno cambiato forma e ottenuto una nuova vita.

Non bisogna acquistare un biglietto per entrare al parco, ma è richiesto di consumare il pranzo all’interno dell’osteria.

E Bruno, che dall’alto dei suoi 85 anni a tutto pensa fuorché a godersi la pensione, è sempre pronto a fare gli onori di casa.

L’Osteria “Ai Pioppi “ sarà ancor più ecologica. Infatti, abolirà tutti i materiali usa e getta limitando il mono uso di plastica.
Bruno, nonostante i suoi 84 anni, continua a progettare nuovi giochi, perchè il parco possa continuare a incantare con la sua magia.

E a chi gli chiede dove trovi la forza per fare tutto ciò, lui risponde così: “Voglio essere ricordato per aver regalato almeno un’ora di divertimento a tutti, grandi e piccoli”.

https://www.aipioppi.com/it/parco-giochi/?

Il Luna Park italiano fatto a mano con materiali di scarto, che funziona senza elettricità | Ohga!

Ai Pioppi, il parco divertimenti sul Montello riapre dopo due anni (ilgazzettino.it)

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Perchè siam donne: Abril e le Galline felici

A soli 14 anni ha iniziato ad allevare galline ed ora, dopo un anno, ne ha già 800 e vende le uova

Quando la noia offre opportunità di inventare qualcosa che non ci sarebbe mai venuto in mente.

Quando si considera ogni giorno come un nuovo inizio per nuove avventure.

Quando l’entusiasmo dà la certezza della riuscita e tutto intorno si muove per te.

Si dice quando si è giovani

Quando è iniziata l’emergenza sanitaria nel 2020, Abril Tolentino aveva solamente 14 anni e, come molti altri ragazzi della sua età, si annoiava e non sapeva come far passare le giornate.

Così, un giorno, disse ai suoi genitori che le sarebbe piaciuto iniziare ad allevare galline e loro, avendo a disposizione un terreno in campagna, acconsentirono e la aiutarono a cominciare questo suo percorso comprandole 10 galline.

La ragazza che vive a Villa Mugueta, una piccola località di campagna con 2500 abitanti che si trova a sud di Santa Fe, in Argentina, durante un’intervista ha raccontato che: “Tutto è iniziato durante la pandemia. Dissi ai miei genitori che mi sarebbe piaciuto provare ad allevare galline e loro mi dissero di sì. Prima ne abbiamo comprate 10, poi 20, poi abbiamo coltivato delle zucche e con i soldi che abbiamo raccolto abbiamo comprato altre 30 galline. Ho iniziato così, ora ne ho 800“.

Questa giovane avicoltrice, oltre a lavorare nella propria “impresa”, studia in un istituto tecnico agrario e, per questo, la sua famiglia la aiuta a prendersi cura delle numerose galline ed a vendere le uova.

Le galline vengono allevate nel terreno messo a disposizione dalla sua famiglia, dove hanno la possibilità di vivere libere all’aria aperta per tutto il giorno, mentre di notte vengono rinchiuse nel pollaio per tenerle al sicuro dai predatori.

Da qualche tempo Abril ha aperto un account su Instagram, dove condivide foto e video delle sue “Galline felici“, consigli su come poterle allevare al meglio e curiosità su questi splendidi animali.

Inoltre, spera che un giorno possa anche essere un mezzo per farsi pubblicità affinché sempre più persone possano conoscere e acquistare le sue uova salutari.

Si dice quando si è giovani …

Io dico quando ci si sveglia ogni giorno con felice curiosità ed entusiamo per la vita .

Perchè ogni esperienza è una opportunità di crescita e soddisfazione interiore e solo generando pensieri positivi si può cambiare il mondo!

Del resto l’età è solo uno stato d’animo!

A soli 14 anni ha iniziato ad allevare galline ed ora, dopo un anno, ne ha già 800 e vende le uova – Curiosando si impara (curiosandosimpara.com)

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* World Water Day

Planet Earth splashing in water

La giornata mondiale dell’acqua (in inglese: World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.

Cade regolarmente ogni 22 marzo. Le Nazioni Unite invitano le nazioni membri a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l’Assemblea Generale e alla promozione di attività concrete all’interno dei loro Paesi.

Con la coordinazione del dipartimento degli affari sociali e economici delle Nazioni Unite, il giorno internazionale dell’acqua 2005 determinò l’inizio di una seconda decade internazionale delle Nazioni Unite dedicata all’azione per l’acqua.

In aggiunta agli stati membri, una serie di organizzazioni non governative hanno utilizzato il giorno internazionale per l’acqua come un momento per sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla critica questione dell’acqua nella nostra era, con occhio di riguardo all’accesso all’acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici. Ogni tre anni dal 1997, per esempio, il “Consiglio Mondiale sull’Acqua” ha coinvolto migliaia di persone nel World Water Forum durante la settimana in cui cadeva il giorno internazionale dell’acqua. Le agenzie promotrici e le organizzazioni non governative hanno messo in luce il fatto che un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua pulita e la struttura patriarcale, dominante in certi Paesi, che determina la priorità nella fruizione dell’acqua disponibile.        ( Wikipedia)


Risparmiare l’acqua è importantissimo per due motivi, sia per quello economico che per quello etico: l’acqua è un bene preziosissimo e non va sprecato.

Ecco qualche consiglio pratico:

1- Preferire la doccia alla vasca

fa consumare 50 litri anzichè 150 circa.

2- Tenere i rubinetti aperti solo il tempo necessario: mentre ci si lava i denti, si fa lo shampoo e ci si insapona possiamo benissimo chiuderli.

Risparmierò fino a 4 lt d’acqua ogni volta

3- Installare il frangigetto ai rubinetti: un piccolo miscelatore che mescola aria all’acqua e permette di ottenere un getto soddisfacente utilizzando meno acqua.

Permette di risparmiare fino al 50% del consumo

4- Mantenere rubinetti e altri impianti idrici in efficienza, riparando perdite e malfunzionamenti appena si verificano.

1 goccia al secondo, 60 gocce ogni minuto,400 lt in un mese, 4800 lt in un anno…

5- Installare lo “sciacquone intelligente”, quello con due tasti per due differenti volumi d’acqua, a seconda delle esigenze.

Il 30 % del consumo idrico è dovuto al WC: circa 10 litri ogni vota che si preme il pulsante

6- Lavare la macchina soltanto quando è necessario.

Sentito parlare di car pooling? Usare la macchina con il collega che abita vicino…

7- Riciclare l’acqua: quella fatta scorrere mentre si aspetta che venga calda, quella usata per cuocere la pasta, quella usata per sciacquare frutta e verdura… possono essere raccolte in una bacinella e riutilizzate per annaffiare le piante.

8- Quando si lavano i piatti a mano non lasciar scorrere l’acqua, ma riempire una bacinella ed utilizzare quella.

9-  Annaffiare le piante non al mattino o nel pomeriggio, ma alla sera quando si riduce al minimo la evaporizzazione dell’acqua.

10- Se c’è la possibilità di installare una piccola cisterna in giardino fatelo, l’acqua piovana raccolta dalle grondaie può essere conservata e riusata per innaffiare.

11- Per un risparmio energetico ed idrico in casa usate sempre lavastoviglie e lavatrice solo a pieno carico, durante le ore serali, nei giorni festivi, a basse temperature e optate per il lavaggio “eco” o rapido. Assicuratevi che siano in Classe A++ ovvero con il marchio Energy Star di efficienza energetica.

Infatti i nuovi modelli di lavastoviglie e lavatrice con questo marchio permettono di risparmiare il 50% sia di elettricità sia di acqua in meno.

La conservazione dell’acqua dovrebbe essere una pratica naturale e quotidiana, per tutta la famiglia. Un consiglio ai genitori eco-responsabili: dedicate un po’ di tempo ad insegnare ai vostri figli a rispettare l’ambiente con qualche modo divertente per un corretto risparmio idrico in casa, e vedrete che differenza, soprattutto nelle bollette!

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