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* La buona notizia del venerdì: Come ti trasformo un rifiuto in strumento musicale a scuola …e ti organizzo un’orchestra ecosostenibile!

Suoniamo la città”, il progetto nelle scuole che trasforma i rifiuti in strumenti musicali 

In otto mesi di attività, 80 studenti dell’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua di Castellammare di Stabia, insieme alla supervisione di maestri e musicisti, hanno dato vita a un’orchestra completamente ecosostenibile

Un percorso di formazione artistica, ma anche di educazione civica, grazie al quale i ragazzi si avvicinano al magico mondo della musica imparando l’importanza del riuso.

È questa la filosofia del progetto “Suoniamo la città“, finanziato da MiBACT e di SIAE e realizzato nell’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua di Castellammare di Stabia dai musicisti Elisabetta Ferraro e Maurizio Capone.

SUONIAMO LA CITTÀ

L’iniziativa consiste nel trasformare oggetti d’uso comune e rifiuti solidi urbani in strumenti musicali per arrivare alla costituzione di una vera e propria orchestra e alla messa in scena di una serie di spettacoli. Quest’ultimi, verranno realizzati e programmati, tra dicembre e maggio con la collaborazione del Comune di Castellammare di Stabia, dell’AGIS Campania e della eco rock band Bungt & Bangt.

STRUMENTI MUSICALI CON RIFIUTI

In questo modo barattoli, lattine, bidoni, elastici, materiale elettrico e ferroso, tornano ad essere utili e si trasformano in tamburi e fiati da poter suonare tutti insieme. Nel progetto sono stati coinvolti ben 80 ragazzi che per otto mesi si sono dati da fare sotto la supervisione dei musicisti-docenti Rosario Minetti, Antonio Del Prete, Lucio Miele. Tutti gli strumenti materiali, costruiti dai ragazzi, saranno oggetto di una particolare “Mostra sonora di strumenti musicali” allestita negli spazi dell’I.C. Francesco Di Capua.

MUSICA NELLE SCUOLE

Il progetto – sottolineano all’Ansa i promotori – nasce dall’idea di proporre un percorso che avvicini i nostri ragazzi alla musica attraverso le reinvenzione di oggetti che, non solo non sono stati costruiti per suonare, ma che addirittura sono stati scartati, buttati”.

Il progetto prevede, inoltre, un ciclo di incontri sul tema della “Tutela dell’ambiente e corretta gestione dei rifiuti” a cura dell’Assessorato all’ambiente del Comune di Castellammare di Stabia. E visite guidate al Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli oltre che un incontro riservato con un maestro Liutaio dell’antica scuola napoletana.

La foto sono tratte dalla pagina Facebook Suoniamo la città – I.C. Di Capua, Castellammare di Stabia

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* La buona notizia del venerdì: Barattare dei giocattoli “Ce l’ho ce l’ho mi manca” per sensibilizzare i bambini al concetto di riuso, condivisione e generosità verso chi non ha.

 

 

Promuovere tra i bambini un pensiero etico, nel quale il baratto di giocattoli possa riflettere nuove pratiche di sostenibilità e di solidarietà verso chi è meno fortunato.  

È questo l’obiettivo della sesta edizione della manifestazione “Ce l’ho ce l’ho mi manca”, prevista domenica 1 dicembre 2019, dalle ore 10:00 alle ore 19:00 negli spazi del terzo piano di Eataly a Roma (in Piazzale 12 Ottobre 1492, a pochi passi dalla Piramide Cestia).

Una giornata gratuita, organizzata dal magazine online Family Welcome, per sensibilizzare i più piccoli e le loro famiglie al “non spreco” ed alla riduzione dei rifiuti, attraverso il riuso a fini solidali dei giocattoli non più utilizzati.  

Un evento dove il consumismo lascia per una volta il passo alla generosità dimostrando che così a vincere siamo un po’ tutti. 

Promuovendo la buona pratica del riuso si allunga la vita dei giocattoli che non diventano né rifiuti da smaltire né oggetto di ulteriore consumo di risorse naturali.

Si può così aiutare l’ambiente e i bambini in difficoltà destinatari delle donazioni dei giocattoli non scambiati: i minori migranti, in fuga da guerra e povertà o quelli che vivono in condizioni di disagio socio-economico nei quartieri più svantaggiati delle grandi città.

Le centinaia e centinaia di giochi scambiati e donati e le migliaia di famiglie romane che hanno preso parte alle prime cinque edizioni sono la dimostrazione che il “ “Ce l’ho ce l’ho mi manca” è un momento che va ben oltre al giocattolo in sé.  

Rappresenta una situazione ludica di crescita e di consapevolezza rivolto soprattutto ai bambini, impegnati in prima persona, a ragionare in modo critico su questioni sociali di grande importanza.

Lo scambio dei giochi, tra i più piccini, costituisce infatti un insegnamento verso il consumo eticamente sostenibile. Così come la donazione, rivolta ai più grandi, promuove il senso di solidarietà verso i coetanei che si trovano in difficoltà. 

La scoperta che donare può essere più bello di ricevere che nel farlo si può anche tutelare l’ambiente è il messaggio che ci si può portare a casa.  

Le buone regole del baratto

Ad accogliere bambini e famiglie all’ingresso della manifestazione,  ci saranno i volontari di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

Poi i Clowndottori  e Cantastorie dell’Associazione no-profit di medici, La Banda Faclò, nata nel 2015  in seno alla Carovana dei Sorrisi per promuovere la terapia del sorriso, la forza della fantasia e la creatività come aiuto ai bambini malati e persone in situazione di disagio. 

A tutti questi professionisti del sorriso si consegnano i giocattoli ricevendo in cambio monete simboliche per un valore il più possibile equivalente al materiale che è stato messo a disposizione per il baratto. 

Con questi gettoni i bambini possono scegliere autonomamente altri giochi, “come nuovi”, all’interno dell’area dedicata al baratto.

Al termine, i giocattoli che non dovessero conoscere nuovi “proprietari” saranno donati ai Punti Luce e Spazi Mamme di Save the Children in Italia e all’Associazione La Banda Faclò, che li distribuirà in ospedali pediatrici e case famiglia.

Baratto, Family Friendly Market, Laboratori per bambini 

L’evento si articola in 3 aree tematiche:

1) BARATTO: uno spazio unicamente dedicato allo scambio dei giochi tra i bambini.

2) INTRATTENIMENTO: laboratori gratuiti didattici per bambini organizzati per temi e fasce d’età dai 3 ai 12 anni. 

L’argomento dei laboratori organizzati da Musement, la piattaforma digitale leader nella ricerca e nella prenotazione di tour e attrazioni in tutto il mondo, riguarda una serie di appuntamenti focalizzati sulle diverse città dove il portale offre imperdibili esperienze.

Occhi puntati su Londra e Parigi dove Musement è particolarmente attiva: i bambini possono cimentarsi nella costruzione di modellini del London Eye e della Torre Eiffel in cartone riciclato per vivere insieme il piacere di un’avventura.

Un momento di stimolo per i piccoli che si spera possa avere  in futuro risonanza nella loro quotidianità. Anche per questo ai bambini viene regalata una borraccia ecologica da utilizzare per i prossimi viaggi e le avventure alla scoperta del mondo.

Si legano al piacere della sperimentazione e della trasformazione, invece, i laboratori pensati da Treatwell,  la piattaforma di prenotazione online per i trattamenti di bellezza e benessere leader in Europa. Un’esperienza coinvolgente che vede i bambini come piccoli erboristi, impegnati  attorno a un tavolo con oli e pozioni, nella preparazione di  regali per le loro mamme: creme e scrub a base di ingredienti alimentari e completamente naturali. Contemporaneamente le mamme si concedono un momento di relax grazie alla manicure offerta dai saloni che fanno parte del network.

3) XMAS MARKET: area espositiva dedicata a prodotti e servizi a misura di famiglia con bambini.

https://www.italiachecambia.org/2019/11/baratto-giocattoli-promuovere-riuso-condivisione/?

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* La buona notizia del venerdì: Imparare a scuola a considerare i cambiamenti del nostro pianeta ? E sentirsene responsabili ?Come una nuova materia scolastica?In Italia si farà ! E sarà il primo paese al mondo !

 

L’Italia potrebbe diventare il primo paese al mondo in cui la sostenibilità ambientale sarà insegnata nelle scuole statali.

Lo ha annunciato Lorenzo Fioramonti, Ministro dell’Istruzione, che ha definito necessaria l’introduzione nei programmi scolastici di una materia sui cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, vista la crisi ambientale in atto.


L’intenzione di Fioramonti è quella di introdurre un’ora di insegnamento obbligatorio alla settimana dedicata allo studio del clima già a partire dal prossimo anno scolastico, per consentire alle nuove generazioni di aumentare la propria consapevolezza sui temi ambientali.

L’attenzione verso l’ambiente nei programmi scolastici non si limiterà qui: altre materie, tra cui geografia, matematica e fisica, verranno insegnate anche dal punto di vista della sostenibilità, perché l’ambiente dovrà essere messo al centro del sistema educativo.


“Il mio scopo è rendere il sistema educativo italiano il primo che mette l’ambiente e la società al centro di tutto ciò che impariamo a scuola”, ha spiegato Fioramonti

Il Ministro dell’Istruzione aveva già dimostrato la sua sensibilità verso l’ambiente in occasione dello sciopero per il clima promosso dal movimento Fridays for Future lo scorso settembre. Fioramonti aveva infatti invitato i docenti e i presidi delle scuole a giustificare l’assenza degli studenti che avevano deciso di partecipare alla mobilitazione.

Il progetto ecologista prevede circa 33 ore all’anno dedicate alla sostenibilità, alla crisi climatica e al riscaldamento globale, ma al momento non è stato ancora chiarito se la nuova materia prenderà il posto di un insegnamento esistente o se sarà aumentato il monte ore settimanale e a chi verrà affidato il nuovo insegnamento.

Lo studio del cambiamento climatico sarà obbligatorio in tutte le scuole.

A seconda del grado l’importante tematica verrà affrontata in un modo differente.

Infatti mentre per i bambini delle elementari l’insegnamento procederà più attraverso letture, racconti e favole, nelle scuole medie ci si impegnerà a trasmettere informazioni tecniche.

Invece nelle scuole superiori ci si concentrerà sull’approfondimento dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. 

#Educazionecivica: per la prima volta al mondo lo sviluppo sostenibile diventa centrale nella scuola. Dedicheremo 33 ore l’anno ai temi dettati da #Agenda2030 e formeremo i docenti grazie a 13,5 mln aggiuntivi. È l’occasione per fare dell’Italia un’avanguardia educativa. pic.twitter.com/CKJSW6MlBG

Lorenzo Fioramonti (@lofioramonti) November 12, 2019

 

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/a-scuola-di-clima-italia-primo-paese-al-mondo-a-introdurre-la-sostenibilita-come-materia-scolastica/?

Italy’s Students Will Get a Lesson in Climate Change. Many Lessons, in Fact.

Public schools will require children in every grade to study sustainability.

That could put Italy at the forefront of environmental education.

 

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* La buona notizia del venerdì: Gucci, Calvin Klein, Stella McCartney, Vivienne Westwood, Tommy Hilfiger, Versace, Armani e Hugo Boss e anche le regine sono animalisti !!

 

 

Basta pellicce, d’ora in poi solo cappottini sintetici ecologici. Eccola, la svolta ambientalista – meglio, animalista – della regina Elisabetta II che, a 93 anni, ha deciso di mettere in naftalina tutti i capi fatti grazie al sacrificio di animali.

The Queen goes cruelty free: qualsiasi nuovo capo realizzato per sua Maestà Elisabetta che richieda inserti in pelliccia, compresi cappotti, cappelli e abiti da cerimonia, d’ora in poi sarà sarà sintetico ed ecologico.

Niente più pellicce fatte a discapito degli animali, quindi, e nel Regno Unito si parte proprio dalla sovrana 

A rivelarlo è Angela Kelly, la designer della regina, che nel suo memoir The Other Side of the Coin: The Queen, the Dresser and the Wardrobe racconta che in realtà da quest’anno Elisabetta II indosserà pellicce vere soltanto nelle occasioni ufficiali, come l’ermellino per l’apertura annuale del Parlamento, e che il cambio di direzione riguarderà solo i nuovi indumenti.

Se sua Maestà dovrà partecipare a un impegno ufficiale in una stagione particolarmente fredda dal 2019 in avanti saranno usate pellicce finte per garantire che sia coperta adeguatamente”, scrive l’informatissima Kelly.

Bene ma non benissimo quindi, ma gli animalisti applaudono comunque al gesto e allo sforzo verso un abbigliamento più sostenibile. Elisabetta era stata di fatto più volte criticata dalle organizzazioni per i diritti degli animali per aver continuato a indossare pellicce, nonostante le numerose case di alta moda abbiano via via abbandonato l’uso del prodotto “crudele”.

Siamo entusiasti che Sua Maestà sia ufficialmente libera dalle pellicce – dice Claire Bass, animalista e direttrice esecutiva di Humane Society International. La decisione della regina Elisabetta di usare il sintetico è il riflesso perfetto dell’umore del pubblico britannico. La stragrande maggioranza detesta infatti la pelliccia vera e non vuole avere nulla a che fare con essa. Il Regno Unito ha vietato l’allevamento di pellicce quasi due decenni fa perché era considerato troppo crudele, ora dobbiamo finire il lavoro e vietare anche le vendite di pellicce“.           

Il Regno Unito è stato infatti il primo Paese al mondo a vietare l’allevamento di animali da pelliccia per motivi etici, sebbene permetta comunque di importare pellicce di animali da altri Paesi come Finlandia, Polonia e Cina.
Molte case di moda hanno vietato la pelliccia vera dopo le proteste di organizzazioni per i diritti degli animali, tra cui Gucci, Calvin Klein, Stella McCartney, Vivienne Westwood, Tommy Hilfiger, Versace, Armarni e Hugo Boss.

E in questa occasione anche PETA interviene: “Stiamo alzando un bicchiere di gin e Dubonnet per la compassionevole decisione della Regina di liberarsi della pelliccia. Nel 2019, nessuno può giustificare la sottomissione degli animali all’angoscia di essere ingabbiati a vita o catturati in trappole d’acciaio, fulminati e pelati per articoli di pellicce tossiche“.

MA…

Ben detto, ma anche la British Fur Trade Association (BFTA) ha da proferire la sua e, se da un lato azzarda a sostenere che una pelliccia vera rimane un prodotto sostenibile, perché privo di plastica e dura a lungo, dall’altro si fa convinta che: “La famiglia reale è stata in prima linea nella promozione del benessere degli animali e degli sforzi di conservazione in tutto il mondo per molti anni, ciò si allinea perfettamente con la pelliccia di provenienza responsabile“.

E continua: “La pelliccia vera è uno dei prodotti naturali più sostenibili e duraturi disponibili, quindi, nonostante ciò che affermano i gruppi per i diritti degli animali, siamo sicuri che la famiglia reale continuerà a indossare pellicce di provenienza responsabile“.

Da questa parte, accogliamo con entusiasmo l’iniziativa di Queen Elizabeth di non indossare più d’ora in poi capi fatti con gli animali, ma speriamo che la Royal Family vieti anche l’utilizzo delle pelli di orso per i copricapi tradizionali delle guardie reali o la caccia alla volpe di cui – si dice – Carlo è tanto appassionato.

Una decisione da parte della Royal Family che, pur se ancora discutibile, è il segno tangibile ed ulteriore che il Regno Unito si conferma ancora come il primo paese al mondo a vietare di animali da pelliccia per ragioni etiche, anche se continua ad importare pellicce da paesi come la Finlandia, la Polonia e la Cina.

Anche se il Times nota come la svolta abbia dei limiti e la sovrana “non sia certo destinata a diventare vegana”.

Insomma, la strada per il Paradiso è lastricata di buone intenzioni, ma l’importante è cominciare!

Anche le regine sono animaliste!

E un bel piumino? Perchè no?

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/la-regina-elisabetta-non-indossera-piu-pellicce-vere/?fbclid=IwAR34jRnYDPBi4GFJo1wCLw126-8nxZjQ5xdsY45w6vHpVfarpKeNXJmb1vU

 

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* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne: Fabiola Gianotti ottiene il secondo mandato alla guida del Cern: è la prima volta

È la prima volta di una riconferma, non prevista finora nello statuto del Cern.

La scienziata è direttore generale dal 2016.

Nel 2012 il Time l’ha inserita al quinto posto nella lista delle persone dell’anno

 

Nata a Roma 59 anni fa, Fabiola Gianotti ha studiato Fisica con un dottorato di ricerca in fisica sperimentale subnucleare e, in seguito, è stata borsista Infn.

La scienziata è stata fra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la particella che dà massa a tutto ciò che ci circonda, esseri umani compresi.

Una scoperta premiata con il Nobel per la Fisica nel 2013 ai fisici Peter Higgs e François Englert.

Fabiola Gianotti è approdata al Cern, il centro di ricerche basato a Ginevra, nel 1987 e dal 1994 è stata fisico di ricerca nel Physics Department. Si è occupata della ricerca e dello sviluppo così come della costruzione di rivelatori, e di sviluppo di software e di analisi di dati. Tra gli esperimenti cui ha lavorato negli anni al Cern: Ua2, Aleph e Atlas, di cui è stata coordinatore internazionale dal 2009 al 2013.

Nel 2012 la rivista Time la inserisce al quinto posto nella lista delle persone dell’anno: è l’anno in cui Fabiola Gianotti ha annunciato la scoperta da Nobel del bosone di Higgs.

Nello stesso anno riceve l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre il Comune di Milano le conferisce l’Ambrogino d’Oro.

Dal 2013 lascia la carica di portavoce dell’esperimento Atlas e viene nominata professore onorario all’Università di Edimburgo. Nello stesso anno il professor Higgs, in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica, la vuole al suo fianco per la cerimonia.

Un altro prestigioso riconoscimento è la presenza del suo nome nell’elenco delle cento donne più potenti al mondo stilato ogni anno dalla rivista Forbes: Fabiola Gianotti è al 78esimo posto nella classifica che conta sono due italiane.

Nel 2016 inizia ufficialmente il mandato alla guida del laboratorio internazionale di Ginevra, il cui rinnovo non era affatto scontato.

Fabiola Gianotti è stata la terza italiana (la prima donna) chiamata a dirigere il Cern, dopo Carlo Rubbia, in carica dal 1989 al 1994, e Luciano Maiani, in carica dal 1999 al 2003.

fonte:https://www.repubblica.it/scienze/2019/11/06/news/fabiola_gianotti_riconfermata_alla_guida_del_cern-240374844/

Sebben che siamo donne!

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/11/07/la-buona-notizia-del-venerdi-fabiola-gianotti-e-la-prima-donna-direttore-generale-del-cern/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/06/17/la-buona-notizia-del-venerdi-sebben-che-siamo-donne-premiate-negli-usa-le-ricercatrici-italiane/

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/10/28/sebben-che-siamo-donne-2/

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/09/04/sebben-che-siamo-donne/

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* La prima Luna del Calendario Lunare di tredici lune è la Perchta

Appena l’uomo, dalla posizione animale a quattro zampe, alza la testa e guarda il cielo e oltre l’orizzonte, i fenomeni naturali lo riempiono di paura e nello stesso tempo di rispetto.
Ne fa oggetto di culto, di devozione di rituali propiziatori.
Appena collega il passato al futuro con l’alternarsi delle stagioni che influiscono sulla natura dandogli la possibilità di sopravvivere, vede nel Sole e nella Luna in cielo e nel Fuoco e nell’Acqua in terra una dimostrazione di benevolenza di qualcosa di soprannaturale.
E ne fa oggetto di culto e di adorazione.

Nella storia dell’umanità la Luna è sempre stata associata al succedersi delle stagioni, alla fecondità della terra e degli animali, con la luna era garantita la continuità della vita.

Gli Egizi associavano la Luna alla Dea Iside, simbolo della femminilità e protettrice delle madri e dei neonati. La luna è legata all’amore e ai sentimenti, alla energia femminile segreta e intima, ai cicli della donna, come ai cicli delle stagioni.

La Luna è uno dei simboli più antichi dell’umanità, rappresenta l’archetipo femminile materno per eccellenza, la Madre cosmica. La sua qualità fondamentale è la ricettività: la luna, pianeta satellite, riflette la luce del sole. Ci troviamo nel pieno cuore della notte, ma una notte illuminata da questa umile ricettività. È anche il mondo dei sogni, dell’immaginario e dell’inconscio, tradizionalmente associati alla notte.

Nelle antiche culture era diffusa l’idea che la Luna morisse ogni notte per calare nel mondo delle ombre, o che fosse coinvolta in un continuo inseguimento con il Sole, mentre nella mitologia medievale, alla luce della Luna si trasformano i lupi mannari, e alle sue fasi erano legate le riunioni delle streghe.

Molte delle credenze popolari sono legate agli effetti della Luna: la fase di luna piena è favorevole ai pescatori poiché attira i pesci in superficie, il mosto va messo nelle botti nelle notti di luna nuova, mentre gli ortaggi devono essere seminati con la luna crescente, periodo in cui aumenta anche il numero delle nascite.
La Luna è collegata ai ritmi biologici, all’acqua, alle maree, ai cicli femminili, al passaggio dalla vita alla morte. Il principio lunare è, d’altra parte, strettamente legato, in tutti i suoi processi, con la natura ed il naturale.

La Luna è anche Dea.

Due corna bovine e in mezzo a loro un disco solare, o più semplicemente ” )O( “perché alle corna col disco vengono attribuiti principalmente significati lunari.

Presso i Celti la Triplice Dea è Morrigan, visibile in tre aspetti: fanciulla, donna, vecchia, simbolo delle tre età dell’Uomo ma anche della Luna crescente, piena e calante. Morrigan diventa una divinità oscura, terribile, associata alla potenza più spaventosa del pianeta Terra. Una donna madre ma anche strega ed era questa la forma più diffusa in Europa.

In Grecia e nell’area italica c’era Diana, associata al mondo animale e al culto lunare: una Dea da temere e rispettare, allo stesso modo in cui si deve rispettare il pianeta Terra, amorevole e benefico ma anche terribile quando causa i cataclismi.

Per questo motivo la Triplice Dea viene anche associata ai tre aspetti del femminino: creatività, mantenimento, distruzione. I primi due aspetti sono stati accettati dal Cristianesimo, il terzo no ed è per questo che la figura della Madonna cristiana appare solo amorevole.

Astro, Dea o Madre, la Luna elargisce la sua particolare energia a tutto ciò che è manifesto e per ciascun regno o periodo dell’anno il suo flusso è mirato, è una ricchezza per  chi lo sa cogliere.

Feste, danze e culti lunari sono ancora oggi vivi nei riti del neopaganesimo e presso le comunità rurali.   In coincidenza con i ritmi della natura.

PERCHTA è un’antica Dea Madre sopravvissuta nella moderna Germania, Svizzera e Austria sotto il nome di donna cervo.

L’antica dea dell’occidente, la cacciatrice selvaggia con i suoi cani, ha fama di render fertili i campi e favorire la nascita di vitelli forti.
Si dice che la si può talvolta vedere mentre aleggia sui campi per nutrirli, con il suo mantello bianco che assomiglia a una nebbiolina diffusa.

E’ la protettrice di tutte le donne e tutti i bambini.

La Perchta accende in ogni donna una piccola luce.

Una volta all’anno scende a controllare che tutto vada bene, la Dea non sopporta la pigrizia, o l’ingiustizia e manifesta la sua indignazione senza mezzi termini, con la sua foga tempestosa spazza via alberi e tetti delle case.
Si presenta con i lunghi capelli e le vesti svolazzanti. A volte assume le sembianze di una vecchia ma i suoi occhi sono lucidi e vibranti a dimostrare che il corpo fisico deve essere abbandonato ma l’anima negli occhi è eterna.

Il periodo dell’anno che preferisce è quello dei dodici giorni di Natale, che culminano nel giorno di Perchta, quando tutti mangiano le torte di farina e latte in suo onore lasciandone qualche fetta per lei; essa verrà segretamente a gustarle ma se qualcuno cercherà di spiarla o di sorprenderla mentre mangia sarà sfortunato tutto l’anno.
Insieme a lei lavorano le Truden. Loro sono contro la società patriarcale. Mai hanno accettato la sottomissione delle donne come casalinghe, madri o animali da riproduzione.

Per quelle donne che hanno deciso di vivere libere, di non appartenere a nessuno, di prendere la vita nelle loro mani, la Perchta è una amica e protettrice. Le regala la forza da folletto delle Truden.

La pianta della Perchta è il sambuco, i fiori hanno la sua forza guaritrice, il legno ha il suo potere mitico dell’oracolo.

L’animale è il lupo, selvaggio e libero e accompagna la danza magica.

La Perchta è la prima luna. dell’anno lunare di tredici lune che inizia con l’equinozio di autunno, è la luna nuova dopo la festa di novembre di Ognissanti.

Dal Libro di Luisa Francia ” Le tredici lune”

Fonti:

http://pochaontas.jimdo.com/

http://www.satorws.com/

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* La Festa che celebra la vittoria del bene sul male, della giustizia e il trionfo della luce interiore dello spirito sull’oscurità della materia, della conoscenza sull’ignoranza. E’ Diwali!

 

In India tra ottobre e novembre si celebra la festività di Diwali, nota anche come Divali o Deepavali.

È una festa dedicata alla luce, intesa sia in senso fisico che spirituale.

La festa di Diwali cade nel quindicesimo giorno del mese Indù di Kartika, in ottobre.

La data è flessibile, perché legata al calendario lunare. Quest’anno il momento clou è stato il 27 ottobre, tutti gli indiani (e non solo) sono mobilitati: dall’Europa (il più grande appuntamento è a Londra il 3 novembre) all’Asia (grandi le comunità in Malesia e Singapore), dal continente americano all’Africa.

Buddisti, induisti, jainisti e sikh osservano diverse usanze legate a Diwali.

La festa di Diwali celebra la vittoria del bene sul male, della giustizia e il trionfo della luce interiore dello spirito sull’oscurità della materia, della conoscenza sull’ignoranza.

La tradizione fa coincidere la festa con il ritorno di Rama nel regno di Ayodhya dopo 14 anni di esilio, si festeggia il ritorno della ‘Luce’ nella sua casa di origine (il corpo), da dove mancava da molto tempo, dopo avere sconfitto tutte le sue cattive tendenze.  

Diwali è anche correlata alla venerazione della dea Lakshmi come consorte di Vishnu e come simbolo di ricchezza e prosperità.

E’ tradizione di creare una piccola cassetta di fango: puja, dentro la quale viene messo una immagine di Lakshmi, la dea della prosperità e la protettrice delle donne sposate.

Le celebrazioni in occasione di Diwali sono di vario tipo. Alcune persone decorano le loro case e i luoghi di lavoro con piccole luci elettriche o con piccole lampade ad olio, chiamate dipa.

Non mancano poi delle ciotole d’acqua con candele galleggianti e decorazioni floreali.

I festeggiamenti si possono protrarre fino a cinque giorni. In questo periodo si presta particolare attenzione alla cura della casa, si indossano abiti nuovi e ci si scambiano dei regali in famiglia.

I buddisti ricordano la conversione dell’imperatore Ashoka, mentre molti jainisti celebrano la festa della luce in onore di Mahavira, colui che stabilì le idee spirituali centrali del jainismo. Le lucine elettriche e le piccole lampade ad olio realizzate in argilla che vengono accese durante questa festa simboleggiano la luce nei suoi aspetti sia fisici che spirituali.

Per induisti e jainisti Dewali è la celebrazione della vita e l’occasione per rinsaldare i legami con familiari e amici.

Notizie dal Web

 

https://www.visionealchemica.com/diwali-origini-e-significato-della-festa-indiana-della-luce/?fbclid=IwAR0_024XKU7X6axtravdZdJRBL4jOv6YvT_nHYCensx2-gZbP_S992LQqYA

https://www.ilsole24ore.com/art/il-diwali-piatto-festa-luci-dall-india-milano-ACyG6ss

https://www.piacenzasera.it/2019/10/anche-a-piacenza-si-festeggia-diwali-il-natale-indiano/316779/

https://kids.nationalgeographic.com/explore/diwali/

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* La buona notizia del venerdì: Una “Imperatrice” che ha tante qualità potrebbe salvare il pianeta!E la nostra sopravvivenza!

L’albero “Imperatrice cresce in tempi record e può produrre fino a 4 volte più ossigeno degli altri

Che gli alberi svolgano una funzione essenziale per il benessere del nostro clima e del nostro Pianeta è una cosa che sappiamo fin da quando siamo piccoli. È grazie a questi elementi naturali che l’aria che ogni giorno respiriamo può essere filtrata da tutte le sostanze inquinanti che contiene.  

Per questo, la loro presenza nei nostri ecosistemi è da preservare e garantire: sono i migliori alleati naturali per diminuire la CO2 e depurare l’aria. Fra le moltissime specie di alberi che possiamo trovare sulla Terra, ce ne sono alcuni che riescono ad assolvere questa funzione vitale meglio di altri. Queste piante hanno delle capacità “filtranti” così avanzate da risultare fondamentali in qualsiasi ambiente.

Uno di essi, nello specifico, è quasi un “super-albero”, che presenta delle caratteristiche interessanti sotto molti punti di vista. In particolare, riuscirebbe ad assorbire anidride carbonica fino a dieci volte in più rispetto agli altri.

Il Kiri, conosciuto anche col nome scientifico di Paulownia tomentosa o “Albero imperatrice”, è balzato agli onori delle cronache proprio per le sue incredibili proprietà.

Si tratta di un albero di origini orientali (Cina e Giappone), importato in Occidente a partire dal 1800 circa e usato diffusamente come pianta ornamentale, sia negli spazi privati che nei luoghi verdi pubblici.

La sua struttura lignea è particolarmente forte ma flessibile allo stesso tempo, tanto da essere stato spesso impiegato nella produzione di mobili, componenti edilizi, ma anche di oggetti e strumenti musicali. Un’altra sua caratteristica peculiare è anche la rapidissima crescita.

Nel giro di soli tre anni, infatti, la Paulownia riesce a raggiungere il suo massimo livello di sviluppo, e può arrivare fino a quasi 20 metri di altezza. A questo proposito, nel 2011 ha vinto il Guinness World Record come “albero dalla crescita più veloce”. E non depura al meglio soltanto l’aria. La Paulownia è anche in grado di “ripulire” il terreno in cui viene piantato e intercettare moltissime polveri grossolane.

Se si mettono in relazione le sue dimensioni, la velocità di crescita e le capacità depurative del Kiri, è chiaro che tutto ciò ha fatto sì che questo albero sia divenuto quasi un simbolo della lotta contro il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. 

La sua ampia e folta chioma, in primavera, si riempie di meravigliosi fiori rosa o lilla che lo rendono apprezzabile anche dal punto di vista estetico, quindi molto adatto all’ornamento degli ambienti. Tutto questo sempre ricordando che, trattandosi di una specie di albero invasiva e legata a precisi ambiti geografici (alloctona), il Kiri va piantato tenendo sempre conto del contesto dove crescerà.

E’ importante anche segnalarne l‘uso di foglie e fiori, con i quali si possono ricavare medicinali e pure mangime per il bestiame.

Non di meno la fioritura è grande fonte di nettare per le api, le quali possono produrre miele esclusivamente da questa pianta.

E ancora la funzione frangivento (data dall’ampia e folta chioma), le capacità fitodepurative (elevato prelievo di azoto dal terreno), l’estrazione di biossido di carbonio dall’aria (in quantità molto importanti data la velocità di crescita) ed infine l’intercettazione delle polveri grossolane grazie alla peluria che caratterizza le foglie di questa specie.

Una pianta ricca di qualità e aspetti essenziali per la nostra sopravvivenza, dunque: il Kiri è davvero uno splendido regalo della natura di cui tutti dovremmo beneficiare!

https://www.curioctopus.it/read/23456/l-albero-imperatrice-cresce-in-tempi-record-e-puo-produrre-fino-a-4-volte-piu-ossigeno-degli-altri?

https://it.wikipedia.org/wiki/Paulownia_tomentosa

https://lauracarpi.wordpress.com/2019/06/14/la-buona-notizia-del-venerdi-nelle-filippine-una-nuova-legge-impone-agli-studenti-di-piantare-10-alberi-per-potersi-laureare/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/05/27/la-buona-notizia-del-venerdi-10mila-alberi-come-regalo-di-nozze/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/10/14/la-buona-notizia-del-venerdi-lo-stato-che-ha-piantato-50-milioni-di-alberi-in-un-solo-giorno/

Stefano Mancuso

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* La buona notizia del venerdì:Le ciabatte Lego per non farti male se calpesti i mattoncini

Gialle e rosse, hanno una suola molto dura e il logo in bella vista

Anche i Lego, nel loro piccolo, sono pericolosi.

Tutti noi abbiamo calpestato almeno una volta un mattoncino e il risultato è piuttosto doloroso.

Per non parlare poi delle minifig, gli omini, la cui manina è un’insidia per chiunque.

Visto che non c’è rimedio alla disattenzione, ecco che un’agenzia pubblicitaria ha creato le ciabatte anti-Lego, morbide calzature da indossare quando si è in casa, con una suola bella dura che terrà lontani dai piedi mattoncini e pezzetti di ogni tipo.

Rosse e gialle come si conviene al marchio danese!

Cos’hanno di speciale?

Le ciabatte sono dotate di una particolare imbottitura che evita il fastidioso contatto coi mattoncini.

In tutto ne sono state prodotte circa 1500 paia e a quanto pare fanno egregiamente il loro lavoro.

Le scarpe sono state assegnate durante lo scorso periodo natalizio e chi le ha provate ha assicurato che il dolore finora patito non si avvertiva più.

Di certo, è sempre meglio evitare di passeggiare sui mattoncini per evitare scivoloni ma almeno una parte del problema sembra risolta.

Ci sono voluti però solo 66 anni affinché Lego arrivasse a questa soluzione.

E si possono acquistare con Amazon!

…a volte piccoli gesti migliorano la vita e l’umore!

 

https://www.wired.it/gadget/accessori/2015/11/18/ciabatte-lego/?refresh_ce=

* Lego stop plastica

https://www.teleambiente.it/lego_stop_plastica_mattonicini_bioplastica_canapa/?fbclid=IwAR2StjN7uxUR-3FbSfn-XU3GCaRtrn65uZTgXBmkHhDmt2MsuC3tL-tWu9c

  • Protagonisti di “Friends” in Lego

https://www.facebook.com/A.different.type.of.Art/posts/2544713192234121

?fbclid=IwAR1vvafEMrS7cyJEPZxl06xxNdOksuUcOmtvUko-_r2aRlOAH9pRoAnbl3E

  • Titanic in Lego

https://curiosandosimpara.com/2019/07/22/un-ragazzino-autistico-costruisce-la-piu-grande-replica-del-titanic-usando-solo-i-mattoncini-lego/?fbclid=IwAR1vvafEMrS7cyJEPZxl06xxNdOksuUcOmtvUko-_r2aRlOAH9pRoAnbl3E

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* Friday For Future: In vista del prossimo appuntamento trasformiamo in azioni la spinta emotiva! Come ? Con l’esempio!

Rispetto per l’ambiente e per il verde, ai bambini si insegna già in casa. A partire dai piccoli gesti

Coinvolgeteli, come se fosse un gioco, nella raccolta differenziata.

Date l‘esempio e raccontate, come se fosse una favola, quali sono i modi per non sprecare acqua ed energia.

L’orto è una bella palestra:

 

Nessuno nasce con il rispetto per l’ambiente, e per il verde, incorporato. Anzi: l’uomo, per sua vocazione, ha un rapporto contrastato con la natura e non è sempre portato a riconoscerla e rispettarla. Da qui, l’importanza di un’educazione ambientale che parta il primo possibile.

Dall’infanzia e già nelle nostre case. Coinvolgendo i bambini che, una volta ben catturati sul piano degli stimoli e dell’attenzione, si mostreranno subito molto sensibili al loro futuro e al mondo che vogliono. Inoltre, nulla, anche il rispetto dell’ambiente, si impara in un giorno.

L’insegnamento deve essere continuo e graduale e deve cominciare quando i bimbi sono ancora piccoli ma già in grado di capire quali sono le conseguenze degli atti che compiono.

 

Basta poco per trasmettere ai propri figli uno stile di vita eco-sostenibile, l’importante è farlo in maniera divertente e creativa. 

Ecco alcuni consigli utili:

  • Coinvolgete i bambini nel processo di smaltimento dei rifiuti prodotti in casa insegnando loro come fare la raccolta differenziata e soprattutto spiegando loro cosa accadrebbe se tutti i rifiuti venissero accatastati senza alcun criterio. Ad esempio potete provare a spiegare ai piccoli che fine fa una bottiglia di plastica se non viene adeguatamente riciclata o peggio ancora quanto inquina se viene abbandonata in spiaggia o in un parco verde;
  • Insegnate loro che i giornali letti o la carta su cui hanno disegnato non devono essere buttati insieme ai rifiuti normali ma devono essere riciclati. Mettete un cestino nella sua camera in modo tale che possa buttarvi la carta che non gli serve più;
  • Se avete un giardino, insegnate loro che i rifiuti umidi domestici possono trasformarsi in un concime naturale per le piante. I bambini ne rimarranno affascinati;
  • Spiegate ai piccoli quanto sia importante non contribuire all’inquinamento dell’aria che respiriamo;
  • Insegnate loro che le automobili inquinano e che se non dobbiamo percorrere tanta strada è bene muoversi a piedi o in bicicletta. Invece di portare i bimbi a scuola tutti i giorni in macchina potreste provare a organizzare una sorta di car-pooling tra genitori: a turno ogni mattina un genitore accompagna i bimbi a scuola. Un modo simpatico anche per far socializzare i piccoli prima dell’arrivo in classe;
  • Insegnate loro anche a non sprecare l’acqua e spiegate loro che non c’è bisogno di far scorrere troppa acqua per fare una doccia. Provate ad esempio a impostare un cronometro ogni volta che i bimbi fanno la doccia e stabilite un piccolo premio se terminano prima che il timer suoni;
  • Anche chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti è un altro modo per evitare inutili sprechi d’acqua;
  • Stessa cosa per le luci accese: è importante che i bambini imparino a risparmiare energia elettrica;
  • Durante l’inverno, quando fa freddo, invece di alzare troppo il termostato, fate indossare ai bambini qualcosa di più pesante;
  • Insegnate loro che il cibo non deve essere sprecato e che è importante finire tutto quello che si ha nel piatto. Magari provate a rendere divertente il momento del pasto in modo da convincerli a mangiare anche quegli alimenti di cui spesso non vogliono proprio sentir parlare come ad esempio le verdure;
  • Portate spesso i vostri figli a fare una passeggiata in campagna o in un parco pubblico per far capire loro quanto sia importante rispettare la natura;
  • Se vi recate in un parco giochi insegnate loro il rispetto di tutte le strutture presenti: sono un bene per tutta la comunità e per questo devono essere sempre mantenute in buone condizioni.

 

Educa i bambini e non sarà necessario poi punire gli uomini.
Pitagora

https://www.nonsprecare.it/come-insegnare-bambini-rispetto-ambiente?fbclid=IwAR3f8lojs3TnFhwTPIhmMwdBLZ36Yut5f4qHrNz3hO4O2YeTAU9Msj1XuQk&refresh_cens

https://www.fanpage.it/esteri/perche-bisogna-stare-dalla-parte-di-greta-senza-se-e-senza-ma/

#Fridayforfuture: Potito a 12 anni manifesta da solo per il Pianeta