ambiente · amore.autostima · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · donne · eventi · futuro · Pace · pensare positivo · scuola · stare bene · Testimonianze · umanità

*La buona notizia del venerdì : Anche così le donne cambieranno il mondo:Sofia Guidi, prima italiana al Ted Ed

 

 

Ha diciotto anni e frequenta la terza liceo classico all’Alfieri Sofia Guidi, la prima ragazza italiana a salire sul palco del Ted-Ed Usa il 17 novembre a New York.

Il Ted (Technology Entertainment Design) è un marchio di conferenze statunitensi gestite dall’associazione privata no profit The Sapling Foundation.

I Ted sono delle riunioni pubbliche in cui, personaggi famosi e non, si mettono in gioco su un palco proponendo un proprio discorso che ha come obiettivo quello di «Attivare il potere delle idee di cambiare il mondo».

Il concetto è quello di far circolare (i video sono gratuiti sul sito ufficiale) «pensieri che vale la pena diffondere».

I Ted hanno ospitato ex presidenti come Bill Clinton e premi Nobel.

Ai Ted Conference si è aggiunto il Ted Global e anche i Tedx, eventi organizzati autonomamente che seguono linee guida ben precise.

I Ted-Ed sono dedicati agli studenti.

A Torino il primo club Ted-Ed nacque nel 2016 per volontà della professoressa Gabriela Alvarez, insegnante d’inglese e di «pubblic speaking» che è l’attuale licenziataria per conto di Ted-Ed Usa.

La rete globale di Ted-Ed conta oltre 250 mila insegnanti che portano il mondo Ted nelle loro scuole incoraggiando i ragazzi ad esprimersi.

Il primo evento in città si è tenuto nell’aprile 2017 presso la Scuola Holden (nel 2019 sarà il Museo Egizio la sede prescelta). I ragazzi devono scegliere un tema che argomenteranno in maniera convincente di fronte al pubblico.

Sofia, allieva di Gabriela, non aveva ben chiaro perlomeno all’inizio di che cosa le sarebbe piaciuto parlare.

Lesse sul Corriere della Sera un articolo che parlava della depenalizzazione della violenza domestica in Russia. Ne rimase sconvolta.

Nacque così il suo speech dal titolo «A russian way to preserve families» che iniziava raccontando le terribili vicende accadute a donne russe massacrate dai loro mariti cui la polizia non solo non forniva aiuto ma molto spesso le scherniva.

La commissione americana è rimasta da subito colpita.

Racconta Sofia: «Parlo di come sia cresciuta la mia consapevolezza in merito e di come sia diventato l’aspetto prevalente dei miei interessi. Infatti, farò psicologia all’università perché vorrei essere di sostegno a queste vittime».

 

https://torino.corriere.it/economia/18_novembre_14/sofia-guidi-prima-italiana-ted-ed-c265998e-e7fb-11e8-b8c4-2c4605eeaada.shtml?fbclid=IwAR3TS4BHjR_7Mui94Q1oipMfaZU5cS74omt0PNwgpDnBjBtK2ygzdrmv3lg

sebben che siamo donne

 

 

amore.autostima · anima e corpo · armonia · Astrologia · astronomia · Comunicazione · cultura · Energia · evoluzione · futuro · natura · Pace · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · stare bene · Testimonianze · umanità · universo

* Dove ci sta portando il grande movimento di energie di questo momento così complesso e stimolante.

Dove ci sta portando il grande movimento di energie di questo momento?

So bene che è tutto molto forte e siamo esseri umani: la paura, la rabbia e il dolore fisico non piacciono a nessuno. Sono periodi in cui tutto viene messo in discussione: il corpo, i pensieri, le dinamiche e le parole sembrano impazzite.

Siamo di fronte ad una stesura bellissima: nel taglio in alto si vedono un Arcano minore e uno maggiore. Ci sono un seme di coppe (acqua/emozioni) e un Archetipo.

Il cavaliere di coppe: un cavaliere con in mano una coppa si muove con dolcezza e serenità.
È un gentiluomo con il cuore puro e cristallino, sempre elegante e diplomatico.
Ha lo sguardo dritto e diretto: attraverso gli occhi comunica la sua essenza e la sua buona intenzione.
Lui è così come appare, difatti non nasconde il viso dietro l’armatura.
Anche il cavallo, con quell’inchino accennato in modo elegante, sottolinea l’umiltà messa in gioco.
Parla di movimento: è un muoversi con amore verso la persona o ciò che si ama.
È l’inizio del percorso d’amore.

L’Archetipo è il mago: è l’arcano maggiore numero 1. È un Arcano che abbiamo già visto: è l’alchimista, colui che ha i mezzi e le capacità per trasformare il piombo in oro, è il principio maschile sano che può sostenere infinite generazioni discendenti, può agire in tutte le direzioni. È la capacità di pensiero sano oltre le sovrastrutture.

Per cui si parla di agire con amore, ogni forma di azione: verbale, mentale e pratica. È arrivato il momento di muoversi con amore.

La stesa ci mostra la Regina di Coppe: siamo nel seme coppe, per cui acqua quindi emozioni. Ha il trono di fronte all’acqua; le emozioni le vive, non le nasconde.
Parla di sensibilità, è il nostro lato più emotivo. Lei parla all’anima e vede oltre le maschere, i muri e i limiti che l’altro, o quelli che la situazione impone.
È la donna innamorata per eccellenza.
Parla di positività: ogni situazione a lei sottoposta avrà risvolti positivi.

Poi c’è il Matto: lui torna spesso ultimamente. Come dicevo qualche giorno fa è la leggerezza, la purezza, l’innocenza, l’inconsapevolezza, la mancanza di colpe.

Si conclude con il 5 di danari: carta controversa per la cartomanzia. Ci sono scuole di pensiero che la leggono come nefasta, mentre altre la leggono come di buon auspicio, io sono per la seconda ipotesi.
Ci sono due persone malconcie vestite in modo inadatto con un clima gelido. Camminano fuori da una chiesa, potrebbe essere anche un laboratorio alchemico. La luce e l’atmosfera che si intravedono dalla finestra sono invitanti: è una luce calda e accogliente in grado di sciogliere la neve emotiva che si sente nel cuore negli attimi di sconforto.
I mendicanti sono in difficoltà e quella luce arriva per aiutarli e sostenerli.
Quella luce simboleggia anche la persona amata.

Riassumendo: il movimento ci sta portando ad agire con amore, l’azione d’amore l’abbiamo quando stiamo nel cuore e non nella testa. C’è un alleggerimento emotivo; simbolicamente stiamo aprendo il fagotto del mago per lasciar scorrere ciò che è stato dimenticato.

È un cambio di visone radicale, il movimento spinge a passare dal ‘mai una gioia’ al ‘ bicchiere mezzo pieno’.

Tutto porta verso ciò che amiamo di più e per arrivarci, l’unico modo è lo stare nel cuore.

So bene che per arrivare li i passaggi non sono semplici: stiamo facendo un detox emotivo epocale e tutto passa da ogni piano del corpo.

Ormai non abbiamo scelta, possiamo continuare sapendo che tutto è rivolto in quella direzione.

 

https://www.facebook.com/moonyandtarots/photos/a.2117197665183633/2308618549374876/?type=3&theater

amore.autostima · anima e corpo · armonia · Astrologia · astronomia · Comunicazione · cultura · Energia · eventi · futuro · natura · Pace · pensare positivo · Riflessioni · stagioni · stare bene · umanità · universo

* Luna piena in Gemelli : liberi di scegliere con decisione e consapevolezza

La tanto attesa Luna Piena, è stata ieri, venerdì 23 alle 5.40 del mattino.
La Luna è completamente aperta, pronta a ricevere la luce dell’amico Sole per rifletterla e portare sulla Terra tutto il pieno di energia.
E questo che significa? Che l’energia aumenta, aumenta. Aumenta a dismisura la portata di quello che c’è.

Perché la Luna e l’energia nulla sanno del nostro concetto di piacevole e spiacevole, si limitano a portare al massimo il carico. E per quello che molti dicono che quando c’è Luna Piena non si sentono bene: perché se dentro ci sono irritazioni, disturbi o paure quando la Luna raggiunge il suo apice tutto questo aumenta.

Risale alla Luce.

E’ sempre per questo che molte amiche mi dicono di sentire la Luna Piena i giorni prima e che quando di fatto la Luna è Piena si sentono sollevate.

Per quel mistero di Vita-Morte-Rinascita della Terra, della Luna e della Donna, per il quale proprio nell’attimo esatto del suo culmine la Luna inizia inesorabile il suo declino verso la Morte.
Vi ricordate la Luna Nera in Scorpione?
Il momento di introspezione e chiusura dove abbiamo gettato i semi per questo mese.

Cosa avete seminato sotto il potente Scorpione? Paura? Dubbi? Eccessiva concretezza? Oppure avete seminato bene e siete riusciti ad aprire un pò verso lo sconosciuto?
Quello che avete mosso sotto Scorpione, che è Mago e Stregone e realizza quello che desidera, ora lo vedrete manifestato e mosso.
Se avete lasciato scorrere, ora tutto scorre, se vi siete persi nei perché, ora siete fermi.
E Luna cade sotto al sensibile Gemelli.
Gemelli è puro, intelligente e generoso ma instabile.
La natura elementare di Gemelli è l’Aria.
L’Aria è la giovinezza, l’ispirazione, il canto, il moto della primavera, quando tutte le cose stanno per sbocciare. Porta movimento, non conosce la noia e sa come vivere la vita con leggerezza.
Guai però se la mente brillante di Gemelli parte con le sue ginnastiche mentali! L’Aria diventa vortice,  si ripiega sui propri tormenti e non c’è possibilità di venirne fuori!
Questa è la doppia natura di Gemelli.
Se fosse una Tarocco Gemelli sarebbe l’Innamorato.
L’Innamorato rappresenta il secondo gruppo degli arcani maggiori. Nel primo gruppo, capitanato dal Bagatto, l’uomo inizia a muoversi nel mondo sballottato dagli eventi, con la carta dell’Innamorato invece iniziamo a portare decisioni coscienti nella nostra vita.
Ma l’Innamorato è una carta enigmatica che entra e non entra, va a destra ma poi gira a sinistra. Tende a perdersi nell’indecisone e nella superificialità. A volte vorrebbe tornare a quel Bagatto che si lancia verso la vita senza pesi e senza responsabilità. Ma non è per questo che è qui.
Una cosa fondamentale possiamo comprendere ( nel senso di cum-prehendo, porto con me ) se ci lasciamo avvolgere dalle forze di questi giorni grazie all’Aria di Gemelli, ossia come compiere scelte consapevoli.
La scelta davvero Libera, che non potrà mai essere un “fuggire da” ma sempre un “andare verso”.
Ora possiamo dare davvero una svolta alla situazione, se diventiamo liberi di scegliere quello che davvero ci va di fare, slegati dalle memorie di ieri e dalle aspettative di domani, tenendo sempre a mente la concretezza e seguendo l’istinto.

Buona Luna
e che la Dea vi porti sempre sul palmo della sua mano

https://lasorgenteeladea.blogspot.com/2018/11/luna-piena-in-gemelli-decisione-e.html?spref=fb&fbclid=IwAR2DlcS9Atkff3pC7TN-rNu8sD-2RQEOtYfuJRCI7XvaDBLYzB3Bj91qvAA

ambiente · amore.autostima · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · donne · futuro · Pace · pensare positivo · Religione · stare bene · Testimonianze

* La buona notizia del venerdì: Le donne saudite sfidano lo stato per essere riconosciute come esseri umani senzienti

Vestite alla rovescia, la sfida delle donne saudite allo Stato


«Siamo donne che rifiutano tutti i costumi e le leggi che offuscano la nostra esistenza e la nostra identità», scrivono le attiviste che usano per la loro campagna proprio il camice nero che sono costrette ad indossare su imposizione dello Stato e degli uomini

Qualcuno parla di iniziativa sovversiva, altri di atto di liberazione.

Certo è che le donne saudite tornano ad alzare la voce e a reclamare diritti che molto spesso non sono negati, come si crede in Occidente, dalla religione islamica ma da tradizioni tribali fatte diventare leggi dalla dinastia Saud.

Con una originale forma di protesta le saudite da alcuni giorni postano su twitter (#insideoutabaya) foto dell’abaya indossato alla rovescia per affermare il loro rifiuto dell’abbigliamento imposto loro dallo stato.

Una protesta semplice ma che sta avendo una risonanza mondiale.

 

 

 

«Poiché le femministe saudite sono infinitamente creative, hanno escogitato nuove forme di protesta e su #insideoutabaya stanno postando immagini in cui indossano in pubblico l’abaya alla rovescia come obiezione silenziosa alla pressione per indossarlo», ha scritto @Ana3rabeya, l’attivista Nura Abdelkarim. @Sadax1, Athena, sottolinea nel suo tweet il metodo pacifico della protesta e aggiunge:

«Siamo donne che rifiutano tutti i costumi e le leggi che offuscano la nostra esistenza e la nostra identità».

Alla campagna si è unita anche Malak al Shehri, arrestata nel 2016 dopo aver postato una foto in cui appare con i capelli scoperti, senza velo.

Le donne in Arabia saudita – dominata sin dalla sua creazione dall’alleanza tra il rigidissimo clero wahhabita e la dinastia Saud – sono obbligate ad indossare in pubblico un abaya, un lungo camice nero che copre tutto il corpo eccetto la testa, i piedi e le mani. Per la testa si usa un altro indumento, il niqab, che la copre tutta eccetto gli occhi. Anche le donne straniere hanno l’obbligo dell’abaya in pubblico. Queste regole sono fatte osservare con pugno di ferro dalla muttawia, la polizia religiosa agli ordini del Comitato per l’imposizione della virtù e l’interdizione del vizio, impegnata anche ad impedire la «promiscuità» in tutti i luoghi pubblici.

Le donne saudite anche sui social non possono mostrarsi senza l’abaya.

Ne sa qualcosa la modella Khulood arrestata nel 2017 per essere apparsa in un video in shirt e minigonna mentre camminava in una fortezza storica nel villaggio di Ushaiqer. Ed è bene ricordare che a una donna saudita è anche vietato aprire un conto bancario, richiedere un passaporto e viaggiare all’estero senza il permesso di un uomo. Ogni donna deve avere un tutore di sesso maschile.

La campagna #insideoutabaya è anche una protesta contro il principe ereditario Mohammed bin Salman, da un mese e mezzo al centro dell’attenzione mondiale perché ritenuto coinvolto nell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi.

L’erede al trono, che i media occidentali hanno frettolosamente dichiarato un “innovatore”, aveva annunciato a inizio anno l’alleggerimento delle norme sull’abbigliamento femminile, nel quadro di un processo di riforme volte a modernizzare il regno saudita.

«Le leggi sono molto chiare e stabilite dalla Sharia: che le donne indossino abiti decorosi e rispettosi, come gli uomini» aveva detto Bin Salman alla Cbs TV, «e la Sharia non specifica in particolare un abaya nero. Spetta alle donne decidere quale tipo di abbigliamento dignitoso e rispettoso indossare».

E subito dopo l’importante religioso Ahmed bin Qassim al-Ghamdi e lo sceicco Abdullah al Mutlaq del Consiglio degli studiosi anziani hanno affermato che la Sharia non impone l’abaya e neppure che sia solo di colore nero. «Oltre il 90 per cento delle pie donne musulmane nel mondo musulmano non indossano l’abaya, quindi non dovremmo costringere le persone a indossare gli abaya», ha spiegato al Mutlaq. Alle belle frasi del principe e dei due religiosi non sono però mai seguite decisioni ufficiali, nero su bianco, e la maggiore libertà per le donne saudite, almeno nell’abbigliamento, è rimasta una affermazione vuota e incompiuta.

E’ ormai nota l’ambiguità di Mohammed bin Salman, di fatto già a capo del regno da quando è stato nominato erede al trono dal padre, re Salman. A giugno, su suo impulso, è stato finalmente concesso alle donne di guidare l’auto, in accoglimento di una battaglia durata quasi trent’anni.

Ma il principe “modernizzatore” subito dopo ha fatto arrestare alcune fra le più note attiviste saudite dei diritti delle donne.

https://www.repubblica.it/esteri/2018/11/18/news/donne_saudite-211989865/?rss

ambiente · amore.autostima · armonia · buone notizie · Comunicazione · eventi · evoluzione · futuro · natura · Pace · pensare positivo · stagioni · stare bene · Testimonianze · umanità

La buona notizia del Venerdì:arriva il banchetto che raccoglie frutta e verdura invenduta al mercato per donarla ai pover

Succede a Roma e non solo…

«Ci vediamo tutti i sabati pomeriggio al mercato rionale dell’Alberone, raccogliamo dai banchisti frutta e verdura invenduta e lì costruiamo il nostro piccolo banchetto speciale».

Ogni sabato pomeriggio, dalle 14 alle 16, un gruppo di volontari (italiani e stranieri) distribuisce gratuitamente la frutta e la verdura invenduta del mercato mattutino: «Sono oltre 100 kg al giorno. E sono tanti, soprattutto gli anziani, ad avvicinarsi. Così non si dice che non si aiutano gli italiani», sorridono.
Si chiama Roma Salva Cibo, ed è il progetto nato nel settembre del 2017 all’interno del VII Municipio di Roma.

I protagonisti sono Viola Piroli, attivista, Francesco Fanoli, antropologo e Yacouba Sangare, volontario originario della Guinea. «Volevamo semplicemente fare la nostra piccola lotta contro lo spreco e, allo stesso tempo, aiutare le tante persone che avevano bisogno. Spesso le vedevamo raccogliere la frutta caduta dal mercato. Molti di loro, così, si avvicinano finalmente senza più remore», racconta Viola.

L’iniziativa s’inserisce in un progetto coordinato da ‘Eco dalle Città’, associazione già attiva nel campo della lotta allo spreco alimentare, che a Torino gestisce da oltre un anno un progetto simile al mercato di Porta Palazzo.

Il progetto ha, tra gli altri, l’obiettivo di creare una rete solidale capace di stimolare legami sociali e coinvolgere migranti («superando il pregiudizio secondo cui costituirebbero esclusivamente un peso e un problema per la società»). Tra frutta, verdura e pane sono oltre 100 kg i prodotti distribuiti ogni sabato pomeriggio al mercato dell’Alberone.

«Ci siamo rivolti per un sostegno dalle istituzioni. Ma purtroppo, come sempre – aggiunge Viola – dopo le parole non sono arrivati i fatti». E così, non appagati, Viola, Francesco e i volontari hanno deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi sul web. «Vorremmo estendere l’iniziativa aumentando sia il numero di mercati romani in cui essere attivi che la frequenza settimanale – spiegano – Abbiamo in programma di riorganizzare la raccolta e la distribuzione in maniera capillare e mobile, così da raggiungere anche chi ha difficoltà a recarsi presso i punti di distribuzione. E – conclude Viola – grazie agli accordi con tanti banchisti dei mercati vicini, ci sposteremo in altri punti della città, dando così assistenza a sempre più persone».

Da settembre 2017 stiamo svolgendo al mercato rionale dell’Alberone (Roma VII municipio) un’attività di recupero e distribuzione gratuita delle eccedenze alimentari.

L’iniziativa s’inserisce in un progetto coordinato da Eco dalle Città, associazione già attiva in questo tipo di iniziative. E’ il caso del progetto nel mercato di Porta Palazzo a Torino che da oltre un anno vede impegnate le Sentinelle dei Rifiuti e i richiedenti asilo – Ecomori nel recupero delle eccedenze alimentari e nel miglioramento della raccolta differenziata.

Il nostro progetto è il primo di una idea di Roma Salva Cibo mira a:

1) contrastare lo spreco alimentare e ridurre il rifiuto organico, alleggerendo i costi di smaltimento;

2) sostenere persone in difficoltà economica;

3) creare una rete solidale tra le varie soggettività coinvolte capace di stimolare legami sociali;

4) coinvolgere migranti superando il pregiudizio secondo cui costituirebbero esclusivamente un peso e un problema per la società italiana;

5) svolgere attività di sensibilizzazione e informazione sulla raccolta differenziata e il riciclo.

Nonostante le nostre forze siano limitate (siamo solo in tre ed operiamo esclusivamente il sabato), grazie all’adesione di diversi banchi del mercato dell’Alberone, siamo riusciti finora a raccogliere e distribuire una media giornaliera di oltre 100 kg di alimenti tra frutta, verdura e pane. Vorremmo però estendere l’iniziativa aumentando sia il numero di mercati romani in cui essere attivi che la frequenza settimanale. Pertanto, stiamo cercando di coinvolgere altri operatori, il cui lavoro riteniamo sia necessario compensare almeno in parte. Abbiamo in programma di riorganizzare la raccolta e la distribuzione in maniera capillare e mobile, così da raggiungere anche chi ha difficoltà a recarsi presso i punti di distribuzione. La raccolta fondi ha la finalità di coprire le seguenti spese:

a) Borsa lavoro per gli operatori;

b) spostamenti e trasporti;

c) materiali per la distribuzione: buste ecologiche, guanti etc…

 

Fonte: ecodallecitta.it

https://buonacausa.org/cause/romasalvacibo

https://5minutiperlambiente.wordpress.com/2018/09/10/roma-arriva-il-banchetto-che-raccoglie-frutta-e-verdura-invenduta-al-mercato-per-donarla-ai-poveri/

http://www.ecodallecitta.it/notizie/389917/frutta-e-verdura-non-bella-ogni-anno-nellue-sprecati-50-milioni-di-tonnellate-di-cibo

http://www.belladentro.org/

LastMinuteSottoCasa, l’app salva cibo

https://www.nonsprecare.it/ecomori-contro-lo-spreco-alimentare?fbclid=IwAR1S7D_qZ3p1Z6Dm5hm5TUNa2kvOO5Urw7slfJnqnKqZIMgcFFgRxDdvEA4

amore.autostima · anima e corpo · Comunicazione · cultura · Energia · eventi · evoluzione · futuro · Pace · pensare positivo · Poesia · Riflessioni · Testimonianze · umanità · universo

* Il portale del 2018 è 11.11.11/6: un messaggio di Ascolto,Attenzione,Amore.

Ed eccoci al grande portale 11.11.11 (la somma di 2018 risulta 11) l’energia che emana è potentissima, toccherà tutti ma soprattutto avrà un maggior impatto per chi consapevolmente vorrà e saprà ascoltarla, percepirla e utilizzarla.
Un triplo Portale che si apre per portare energia alle tre dimensione dell’Essere Umano, Mente, Corpo e Spirito, unificandole, l’1 è unione ed origine, tutto origina dall’Uno, tutto si realizza in esso!

L’11 ripetuto 3 volte ci invita all’ascolto profondo, non solo oggi, sempre!
Imparare ad ascoltare fluendo in ciò che sperimentiamo, essere presenti e radicati come lo è l’1, solo così potremo Sentire e Ascoltare ciò che lo Spirito vuole comunicarci.
Messaggi giungono in svariati modi, a seconda della nostra capacità d’ascolto, da eventi che ci toccano, magari tragicamente, da eventi che coinvolgono altri, dalla voce di un amico o di un estraneo, dal vedere i numeri, da “dentro” per i più allenati!
Siamo continuamente sollecitati da messaggi ma sappiamo veramente sentirli?

E se si, li ascoltiamo?

C’è una grande differenza tra sentire e ascoltare!!!
Posso sentire a livello auditivo una canzone ma ascoltare è Prestare Attenzione, intendere le parole e coglierne il significato, c’è anche una terza fase, più profonda, percepirne il significato celato, il messaggio che realmente vuol trasmettere, la morale racchiusa in esso e questo mette in azione la nostra sensibilità!

L’1 nella Qabalah è l’Alef e il Sepher haBahir afferma:
“L’orecchio è fatto a immagine di Alef”
Nella Qabalah l’Uno è la fonte di tutta la Luce, la Testa suprema,
l’Antico degli Antichi, rappresenta la divinità che tutto contiene e da cui tutto deriva.
E’ un centro presente ovunque.
La somma del valore delle lettere che compongono Alef è 111.
Georges Lahy

Anche nove anni fa abbiamo avuto un portale uguale e possiamo senz’altro verificare quanta luce è approdata sulla Terra da allora, quante cose nascoste sono state Rivelate.

Facciamo un viaggio retrospettivo e vediamo cosa è accaduto nelle vostre vite, quali cambiamenti ci sono stati, quanta luce ha Rivelato parti di noi che non conoscevamo. Oggi siamo il frutto di ieri, dell’energia portata allora e da tutti gli eventi planetari che si sono susseguiti in questi anni, alcuni veramente unici!

La somma di questo portale è un 6, portatore di ordine, armonia, pace, unificatore e armonizzatore non separa, rafforza i legami, se ne prende cura. Ciò che doveva essere interrotto è andato, ciò che doveva accadere è accaduto ora prendiamoci cura di ciò che abbiamo, poniamo quell’Attenzione e quell’Amore che prima non riuscivamo ad esprimere, ora possiamo!

Cura e Amore per noi stessi, per le relazioni, la famiglia, le amicizie.

Attenzione e Amore nella nostra casa, nel nostro giardino, nel nostro quartiere, paese, città, nel piccolo ognuno può fare la differenza, e tante piccole parti creano il macro, la Terra!

Nella Qabalah è la lettera Vav che ha valore 6. Il mondo fu compiuto in 6 giorni nelle 6 direzioni. Vav ha forma di uncino, simbolo di comunicazione tra le potenze celesti e le forze terrestri. Vav è anche raggio di Luce che collega i diversi aspetti della Creazione, un uncino primordiale che unisce lo spirito e la materia,
il cielo alla terra nel processo dei 6 giorni della Creazione.
Vav ha prodotto la terra per nutrirla e ordinarla.
Georges Lahy

In conclusione il messaggio di questo portale può essere Ascolto, Attenzione e Amore!
Molte persone hanno l’11 nel loro Profilo Numerologico, in effetti servono tante Anime per portare il Cambiamento, persone dotate di grande sensibilità operano in molti campi ma sono portatori di Luce, ognuno ha il suo percorso ma il fine è Uno, unico per tutti, instaurare l’Era dell’Armonia e dell’Amore, in questo piano di consapevolezza, su questa Madre Terra che ci ospita e ci nutre!
Imparare ad amarci e rispettarci e trasmetterlo ad altri meno avvezzi a questi significati, trasmetterlo con l’esempio, le parole volano, i fatti rimangono!

Alef è l’immagine del cervello, così che, per pronunciare Alef,
si apre semplicemente la bocca (senza produrre suoni)
e il pensiero si estende all’infinito e senza limiti.”
da Sepher haBahir
(Libro dell’Illuminazione)

Buon passaggio a tutti!

Patrizia Pezzarossa

http://www.visionealchemica.com/il-portale-del-2018-11-11-116/?fbclid=IwAR2yKEeGK29gAlzOaK-Ntk29eTB-oT3dk5bOMMMrd-L02qfrLJTu7azkZlE

 

ambiente · amore.autostima · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · donne · eventi · futuro · Pace · pensare positivo · stare bene · Testimonianze · umanità

*La buona notizia del venerdì: Nasce il primo governo con la metà dei ministri donne

 

Succede in Etiopia

Il premier Abiy Ahmed ha affidato a delle donne anche i ministeri chiave come quello di Pace, Commercio e Difesa

l 16 ottobre 2018 il premier dell’Etiopia ha dato vita al primo governo formato per il 50 per cento da donne.

A dare la notizia, il capo dello staff del primo ministro, Fitsum Arega, che tramite il suo profilo Twitter ha comunicato la lista dei nuovi ministri, il cui numero è inoltre sceso da 28 a 20.

Le donne compongono il 50 per cento del nuovo governo”, ha spiegato Arega sul proprio profilo ufficiale.

I posti chiave del governo, compresi i ministeri della Pace, del Commercio e della Difesa, sono stati affidati a delle donne”.

Il capo dello staff del primo ministro, Fitsum Arega, ha twittato che “in una società patriarcale come la nostra, la nomina di un capo di stato femminile non solo definisce gli standard per il futuro, ma normalizza anche le donne come decisori nella vita pubblica”.

 

A guidare il ministero della Pace, nato a seguito della riforma proposta dal premier Abiy Ahmed e approvato dal parlamento sempre il 16 ottobre, è l’ex presidente dell’Assemblea, Muferihat Kamil.

Si tratta di un dicastero importante in un paese in cui ci sono ancora forti tensioni tra le diverse etnie e che sta attraversando un periodo di radicali riforme politiche ed economiche.

A capo del ministero della Difesa invece l’ingegner Aisha Mohammed, mentre quello del Commercio è stato affidato a Fetlework Gebre-Egzihaber.

Il premier Ahmed ha anche deciso di affidare a delle donne il ministero dei Trasporti, quello delle Donne e quello delle Entrate.

Il premier Abiy ha dichiarato che “le nostre ministre confuteranno il vecchio detto secondo cui le donne non possono governare”.

La formazione del nuovo governo è arrivata dopo mesi dall’elezione del premier dell’Etiopia, Abiy Ahmed, esponente d esponente del partito Oromo del Fronte rivoluzionario democratico dei popoli etiopi (Eprdf).

Abiy Ahmed è stato eletto il 27 marzo 2018 in segno di distensione nei confronti dell’etnia Oromo, la più diffusa nella maggiore regione del paese.

Il nuovo premier ha preso il posto di Hailemariam Desalegn, dimessosi a febbraio 2018, ed è il primo premier etiope appartenente al gruppo etnico Oromo dall’ascesa al potere dell’Eprdf, avvenuta nel 1991.

Ed ora I membri del parlamento etiopici hanno eletto Sahle-Work Zewde come prima donna presidente del paese.

La signora Sahle-Work è un diplomatico con esperienza che ora è diventato l’unico capo di stato femminile dell’Africa.

La sua elezione alla posizione cerimoniale arriva una settimana dopo che il primo ministro Abiy Ahmed ha nominato un gabinetto con metà dei posti occupati da donne.

Dopo aver prestato giuramento, il presidente Sahle-Work ha promesso di lavorare duramente per rendere l’uguaglianza di genere una realtà in Etiopia.

L’Etiopia è da tempo sconvolta da disordini politici e violenze, nati a seguito delle richieste di maggior libertà e dalla fine delle discriminazioni da parte delle diverse etnie, tra cui quella degli Oromo, il più numeroso tra i gruppi presenti nel paese.

 

https://www.tpi.it/2018/10/16/etiopia-meta-ministri-donne/?fbclid=IwAR1TPwBYwCWOu-RZvCJ0Br6psWVpTst0sdOY21FNA9bcup_81i7KK_tjvVE
https://www.repubblica.it/esteri/2018/11/01/news/etiopia_e_donna_la_nuova_presidente_della_corte_suprema_la_parita_di_genere-210531163/?fbclid=IwAR1k3uAr5e0qmt6He_MSxefdkBf1qlUVLg-A5OtfhCIwl20p6mHitzPb4vY

 

sebben che siamo donne

ambiente · amore.autostima · anima e corpo · armonia · buone notizie · Comunicazione · cultura · Energia · evoluzione · futuro · natura · Pace · pensare positivo · scienza · stare bene · Testimonianze · umanità

* La buona notizia del venerdì: Capsula Mundi, ovvero continuare la vita in un albero

Tutti noi abbiamo un’unica certezza nel cammino della vita: la morte.

È come se la materia desiderasse animarsi e passeggiare per il tempo in una danza che solo la Parca (Parche: divinità greco-romane che stabilivano il destino degli uomini ndt) potrebbe concedere. Come diceva Lynn Margulis, la vita è materia che può scegliere.

La morte è la condizione della vita… sia che arriviamo alla fine del cammino vecchi e stanchi, e che la Parca ci dia l’ultimo bacio e ci metta a dormire in eterno, sia che ci imbattiamo accidentalmente in essa prima del tempo.

Ma la morte è la condizione di tutti gli esseri viventi?

La morte è una transizione della materia, è il limite di una forma animata che esaurisce le sue frontiere e collassa su sé stessa: il tempo è l’ultima barriera che molte forme viventi non possono superare.

Dal momento del concepimento, il tempo e la materia si erodono nello scorrere di un ciclo che giungerà al suo culmine: e ritorniamo al nostro stato originario,

La nostra essenza è chiusa nella prigione organica della nostra condizione evolutiva, della nostra individualità: siamo unici e irripetibili

Anche l’Italia potrà avere cimiteri “verdi” se un giorno la legge lo permetterà.

E ognuno di noi, alla fine della propria vita, potrà trasformarsi in un albero. È questa l’idea su cui da tempo lavora il team italiano di Capsula Mundi, che ha realizzato un contenitore a forma di uovo in cui il corpo del defunto viene disposto in posizione fetale per poi essere posto sotto terra insieme ai semi di un albero. L’iniziativa è sbarcata su Kickstarter.

Realizzato con un materiale 100% biodegradabile, la plastica di amido, la Capsula Mundi permetterà così di ricordare il defunto non attraverso la sua lapide o un’urna ma trovandosi davanti l’albero cresciuto al di sopra del suo corpo.

Capsula Mundi è messa a dimora come un seme nella terra; sopra di essa – a segnarne spazialmente la presenza, viene lasciato un cerchio di terra ribassato. Al centro di questo è piantato un albero la cui essenza viene scelta in vita dal defunto e sarà cura dei parenti e degli amici seguirne la crescita” spiega il sito ufficiale.

In questo modo, il cimitero potrebbe trasformarsi, spogliandosi della sua veste talvolta lugubre e diventando un grande parco sacro.

Abbiamo voluto dedicare il nostro lavoro ad un momento della vita di estrema importanza così come lo sono il momento della la nascita e il matrimonio. La morte è un passaggio delicato, misterioso e inevitabile. I defunti non possono solo essere un problema tecnico, la morte non può essere trattata come un tabù. Se visto come fenomeno naturale, di trasformazione delle sostanze, il trapasso è un momento di ricongiunzione dell’essere alla natura, al suo perpetuo mutare. Al di là delle radici religiose e culturali a cui ognuno appartiene, questo è un fenomeno biologico, quindi uguale per tutti” spiega il team.

La loro riflessione però si è concentrata anche sull’impatto ambientale dell’utilizzo della bara, un oggetto dimenticato da chi si occupa di design. Per costruirla oggi si sacrificano alberi ad alto fusto, spesso di essenze pregiate, quindi a lento accrescimento.

È l’oggetto con il più breve ciclo di vita prodotto dalla nostra società, ne consegue il più alto impatto ambientale (la crescita di un albero richiede dai 10 ai 40 anni, a fronte di tre giorni di fruibilità del prodotto!)” fanno notare. Capsula Mundi invece utilizza materiale biodegradabile al 100% e realizzato da “plastica” di amido (l’amido si ricava da piante con ricrescita stagionale, quali patate e mais), risparmiando la vita di un albero e proponendo di piantarne uno in più. 

Un albero accanto all’altro, di essenze diverse a creare un bosco, magari lì dove un bosco è scomparso. Un luogo in cui i bambini potranno andare ad imparare a riconoscere i diversi tipi di alberi oppure in cui recarsi per una passeggiata e ricordarsi di persone che non ci sono più”.

Non si tratta però dell’unica iniziativa di questo tipo.

Negli ultimi anni infatti si sono moltiplicate le urne biodegradabili che danno vita a un albero come la Bios Urn, o ancora PoeTree, che permette di trasformare le nostre ceneri in una “creatura” vegetale vivente.

Nel maggio 2016 l’iniziativa è sbarcata su Kickstarter dove è a caccia di fondi sperando di arrivare entro un mese circa all’ingegnerizzazione del prototipo industriale e alla preparazione degli stampi nel 2017.

“Vogliamo affrontare il percorso che ci porterà alla realizzazione della Capsula grande per il corpo, rivolgendoci a un tipo di produzione meno artigianale. Per questo il primo passo sarà l’ingegnerizzazione del prototipo industriale. Il prototipo industriale è necessario per lo studio e la verifica di tutti i dettagli, testandoli mano a mano su un modello 3D in rapid prototyping, fino a giungere al prototipo funzionante. Una volta ottenuto il modello della Capsula funzionante avremo tutte le informazioni necessarie per la realizzazione degli stampi in materiale plastico leggero con strumenti a controllo numerico (CNC) per produrre i primi esemplari della Capsula” spiegano gli ideatori del progetto.

 

Albero, nuvola;

domani libro o vento:

il libro che leggo, il vento che bevo. (…)

Perché muoio ogni attimo, io,

e rinasco vuoto e senza ricordi:

vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori.

~Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila

fonti

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/15865-capsula-mundi-albero-morte

https://rivistanatura.com/bios-urn-diventare-alberi-dopo-la-morte/

http://www.ilgiornale.it/news/politica/urne-biodegradabili-e-ceneri-radici-sepoltura-green-1459479.html

http://www.italiachecambia.org/2017/10/io-faccio-cosi-185-boschi-vivi-cimitero-naturale-salvaguardia-paesaggio/

http://www.architetturadeglialberi.it/la-morte-e-gli-alberi/

ambiente · amore.autostima · anima e corpo · armonia · cultura · Energia · evoluzione · futuro · Pace · pensare positivo · punti di vista · Riflessioni · stare bene · umanità · universo

* Il tuo pensiero crea forme, situazioni e sentimenti cominciando da te…sei responsabile del tuo pensiero!

 

Si racconta la storia di due cani, che, in momenti diversi entrarono in una stanza.

Uno ne uscì scodinzolando, l’altro ne usci ringhiando.

Una donna li vide e, incuriosita, entrò nella stanza per scoprire cosa rendesse uno felice e l’altro così infuriato.

Con grande sorpresa scoprì che la stanza era piena di specchi.

Il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano, mentre il cane arrabbiato aveva visto solo cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.

Quello che vediamo nel mondo intorno a noi è un riflesso di ciò che siamo.

Tutto ciò che siamo è un riflesso di ciò che abbiamo pensato.

La Mente è tutto.

Quello che pensiamo diventiamo.

( Buddha)

 

illustrazione di Norg Nodis

ambiente · amore.autostima · armonia · bambini · buone notizie · Comunicazione · eventi · futuro · Pace · pensare positivo · stare bene · umanità

* La buona notizia del venerdì:Nel cielo sopra Kibera si rappresenta la Divina Commedia ovvero fare cultura in Africa

succede a Kibera a Nairobi

Il 3, 5 e 6 ottobre scorsi a Kibera, immenso slum nel cuore di Nairobi, in Kenya, abitato da circa 600mila persone, Dante è stato portato in scena da bambini e adolescenti delle scuole locali.

Un progetto unico, ideato dal fondatore del Teatro delle Albe Marco Martinelli (affiancato da Laura Redaelli), e promosso da Fondazione Avsi: 150 piccoli allievi delle scuole Little Prince, Ushirika, Cardinal Otunga e Urafiki hanno realizzato una “messa in vita” a partire dall’esperienza della non-scuola dei tre canti della Divina Commedia, reinventati in lingua inglese e swahili. 

Dopo aver visto Eresia della felicità a Milano nel 2015, Riccardo Bonacina (direttore della rivista “Vita”) e Sandro Cappello (che lavora per Avsi) hanno chiesto a Marco Martinelli di andare a Kibera, lo slum più grande di Nairobi, per immaginare uno spettacolo con i bambini e gli adolescenti a partire dall’esperienza della non-scuola, la pratica teatrale rivolta ai giovani teorizzata da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, e che il Teatro delle Albe porta avanti dal 1991 a Ravenna, in Italia e nel mondo.

«Quando sono arrivato lì nel 2017 per iniziare questo percorso – ricorda Marco Martinelli – mi venne subito in mente Dante, la Divina Commedia, che può sembrare strano da associare allo slum di Kibera, con oltre mezzo milione di persone senz’acqua potabile, baracche una sull’altra, immondizia ovunque, una condizione terribile. Ma la Divina Commedia è un archetipo di viaggio universale, Dante parlando di sé parla dell’umanità: da una selva oscura fatta di paura, rabbia e disperazione, il poeta, accettando di essere guidato, arriva alla luce, al paradiso».

Il progetto teatrale, dal titolo Il cielo sopra Kibera, è stato prodotto da Fondazione AVSI e diretto da Marco Martinelli, con l’assistenza di Laura Redaelli, lavorando con 150 bambini e adolescenti per reinventare la Divina Commedia. Il percorso si è sviluppato in quattro tappe di lavoro, che hanno portato al debutto a Nairobi nei primi giorni di ottobre del 2018 nelle scuole frequentate dai ragazzi stessi. Tutto questo percorso teatrale, in quei luoghi così disumani, si è trasformato in un’occasione di libertà e felicità, in cui è stata loro riconosciuta una dignità altrove calpestata.

«Abbiamo semplicemente raccontato la storia della Divina Commedia – spiega Martinelli – senza il bisogno di affrontare i versi danteschi, cosa che non avrebbe avuto senso. Abbiamo lavorato sull’improvvisazione, coinvolgendo attivamente tutti, dai bambini ai ragazzi per mettere in vita quella favola antica. Tutti questi 150 piccoli hanno impugnato la Commedia come un’arma per gridare il proprio diritto alla felicità, alla bellezza. Che è poi il motivo per cui Avsi mi ha chiamato: oltre al cibo e alla scuola sanno che occorre altro, c’è bisogno di arte, di rispondere a un bisogno profondo di questi bambini».

Il debutto del 3, 5 e 6 ottobre scorsi ha sorpreso anche il pubblico: Martinelli ha inventato un prologo, con un Dante, un Virgilio e una Beatrice di Kibera – «solo in seguito ho scoperto che Kibera significa “selva”» – e in merito all’inferno ha chiesto ai suoi piccoli attori che cosa fosse per loro, a Kibera, quali fossero per loro i gironi infernali.

«Partendo da Dante e andando oltre – dice il regista e drammaturgo delle Albe – sono rimasti i politici corrotti, che erano tali 700 anni fa come lo sono oggi, in Italia e in Kenya, poi i ragazzi hanno aggiunto i loro drug-pusher (gli spacciatori), i fake lovers (i falsi amanti), una versione molto più cattiva di Paolo e Francesca, la carne umana e il sesso come carne da macello, poi certo i ladri, gli assassini. Ma quando ho chiesto quale fosse a Kibera il male più grande, ossia il Lucifero di Dante alla fine dell’Inferno, la risposta è stata unanime: il male fatto ai bambini, gli stupri, i rapimenti, da cui nascono gli abbandoni e i cosiddetti street children, che si fanno di colla, srubacchiano, vengono scacciati come cani. Alla fine è stata una messa in vita tra le più sorprendenti che abbia fatto in tutti questi anni».

Inoltre, durante i giorni del debutto, Fondazione Avsi ha dotato Martinelli di una troupe cinematografica di altissimo livello (che, come Martinelli e Redaelli, ha lavorato gratuitamente), guidata da Toni Santillo, tanto che il regista ha potuto girare un film che conta di far uscire nell’estate del 2019 e che restituirà a chi non c’era il frutto di tutta quest’avventura.

 

Martinelli: “Il cielo sopra Kibera è una metafora, sono i sorrisi di questi bambini e adolescenti che pur vivendo un tale inferno urbano hanno una vitalità e una fame di vita e felicità che per noi sono una lezione”

http://www.ravennanotizie.it/articoli/2018/10/15/teatro.-il-cielo-sopra-kibera-marco-martinelli-porta-la-divina-commedia-nello-slum-di-nairobi.html