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* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne: Fabiola Gianotti ottiene il secondo mandato alla guida del Cern: è la prima volta

È la prima volta di una riconferma, non prevista finora nello statuto del Cern.

La scienziata è direttore generale dal 2016.

Nel 2012 il Time l’ha inserita al quinto posto nella lista delle persone dell’anno

 

Nata a Roma 59 anni fa, Fabiola Gianotti ha studiato Fisica con un dottorato di ricerca in fisica sperimentale subnucleare e, in seguito, è stata borsista Infn.

La scienziata è stata fra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, la particella che dà massa a tutto ciò che ci circonda, esseri umani compresi.

Una scoperta premiata con il Nobel per la Fisica nel 2013 ai fisici Peter Higgs e François Englert.

Fabiola Gianotti è approdata al Cern, il centro di ricerche basato a Ginevra, nel 1987 e dal 1994 è stata fisico di ricerca nel Physics Department. Si è occupata della ricerca e dello sviluppo così come della costruzione di rivelatori, e di sviluppo di software e di analisi di dati. Tra gli esperimenti cui ha lavorato negli anni al Cern: Ua2, Aleph e Atlas, di cui è stata coordinatore internazionale dal 2009 al 2013.

Nel 2012 la rivista Time la inserisce al quinto posto nella lista delle persone dell’anno: è l’anno in cui Fabiola Gianotti ha annunciato la scoperta da Nobel del bosone di Higgs.

Nello stesso anno riceve l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre il Comune di Milano le conferisce l’Ambrogino d’Oro.

Dal 2013 lascia la carica di portavoce dell’esperimento Atlas e viene nominata professore onorario all’Università di Edimburgo. Nello stesso anno il professor Higgs, in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica, la vuole al suo fianco per la cerimonia.

Un altro prestigioso riconoscimento è la presenza del suo nome nell’elenco delle cento donne più potenti al mondo stilato ogni anno dalla rivista Forbes: Fabiola Gianotti è al 78esimo posto nella classifica che conta sono due italiane.

Nel 2016 inizia ufficialmente il mandato alla guida del laboratorio internazionale di Ginevra, il cui rinnovo non era affatto scontato.

Fabiola Gianotti è stata la terza italiana (la prima donna) chiamata a dirigere il Cern, dopo Carlo Rubbia, in carica dal 1989 al 1994, e Luciano Maiani, in carica dal 1999 al 2003.

fonte:https://www.repubblica.it/scienze/2019/11/06/news/fabiola_gianotti_riconfermata_alla_guida_del_cern-240374844/

Sebben che siamo donne!

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/11/07/la-buona-notizia-del-venerdi-fabiola-gianotti-e-la-prima-donna-direttore-generale-del-cern/

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/06/17/la-buona-notizia-del-venerdi-sebben-che-siamo-donne-premiate-negli-usa-le-ricercatrici-italiane/

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/10/28/sebben-che-siamo-donne-2/

https://lauracarpi.wordpress.com/2013/09/04/sebben-che-siamo-donne/

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* Abitiamo nell’ Universo e Laniakea è la nostra casa

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La Via Lattea, il suo gruppo di galassie e altri 13 gruppi – miliardi e miliardi di stelle – formano Laniakea, l’Immenso Paradiso.

E precipitano verso il Grande Attrattore.

Ecco la nuova mappa dell’Universo.

Benvenuti a Laniakea, la nostra casa nel cosmo.

È una casa molto grande, con un diametro di 500 milioni di anni luce (circa), dove convivono migliaia e migliaia di galassie più o meno simili alla nostra.

La recente scoperta di questi inattesi confini è dell’Istituto di astrofisica dell’Università delle Hawaii, e va interpretata.

Tutti sappiamo che la Terra appartiene a un sistema solare e che quest’ultimo fa parte di una grande isola di stelle – circa 200 miliardi – che formano la nostra galassia, la Via Lattea. Da diversi anni gli astronomi sanno anche che la nostra galassia non viaggia sola nell’Universo, ma fa parte di una grande gruppo di galassie – un cluster – che tra loro estendono lunghi bracci di gas, polveri e materia oscura (materia di cui conosciamo l’esistenza, ma non la composizione).

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Ora si è scoperto che questo cluster fa parte di un ancor più vasto super-cluster a cui è stato dato il nome hawaiano di Laniakea, che in lingua locale significa immenso paradiso, suggerito da Nawa‘a Napoleon, un linguista dell’Università delle Hawaii, in onore ai navigatori polinesiani che grazie alla loro profonda conoscenza dei cieli riuscivano a orientarsi e a navigare nell’Oceano Pacifico.

La nostra casa, dunque, è assai più vasta di quel che si pensava fino a poco tempo fa e comprende centinaia di milioni di miliardi di stelle: se potessimo pesare questa incredile quantità di materia dovremmo mettere, sull’altro piatto della bilancia, cento milioni di miliardi di stelle come il nostro Sole.

«Anche se i risultati finali sono stati ottenuti solo nelle ultime settimane, il lavoro ha richiesto decine di anni e la collaborazione di centinaia di astronomi che hanno aggiunto tasselli importanti a questo quadro. Ora possiamo dire che abbiamo un grande schema della struttura dell’Universo in cui viviamo», ha detto Brent Tully, responsabile dello studio pubblicato su Nature.

 

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Secondo lo studio, all’interno di Laniakea vi sarebbero 13 cluster di galassie, compreso il Grande Attrattore. Quest’ultimo è un insieme di galassie che creano una forte anomalia gravitazionale che attira a sé la maggior parte delle galassie di Laniakea.

Ed è proprio studiando il moto di tutte le galassie che si è potuto capire che esse si muovono verso un punto preciso dell’Universo. Il lavoro è risultato ancor più complesso perché ogni galassia tende ad allontanarsi dalle altre (è l’effetto del Big Bang) e dunque si è dovuto scindere i movimenti di ogni singola isola di stelle.

 

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Questo è simile a scoprire per la prima volta che la tua città è in realtà parte del paese molto più grande che confina con altre nazioni.” -ha detto il ricercatore R. Brent Tully, un astronomo presso l’Università delle Hawaii a Manoa.

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/09/04/laniakea-superammasso-via-lattea/

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* Che c’entra il Papa con l’eclissi di Luna Piena in Capricorno

Questa è la lama dei Tarocchi estratta per questa eclissi di Luna Piena in Capricorno del 16 luglio 2019.

Riassumiamo: l’eclissi porta ombre sulla Luna, intralci e intoppi.

Il Capricorno gestisce la materia e quindi regala a questa Luna tutta la tensione e il bisogno di concretizzare. Bisogno che probabilmente resterà insoddisfatto perchè l’eclissi non favorisce la realizzazione.
E allora cosa c’entra il Papa?
C’entra eccome !!!
Il Papa è l’uomo risvegliato che ha smesso di cercare il suo appagamento nelle questioni mondane.
Come emblema del piano spirituale la sua realizzazione non sta nella relazione di coppia, nel lavoro, nella ricchezza o nel successo.

Questo è il consiglio che i Tarocchi ci danno per questi giorni.
Smetti di affannarti per le cose del mondo, che tanto adesso non è tempo buono per realizzarle.
Entra dentro di te, oltre ai pensieri confusi, alle emozioni distorte e trova quel tuo centro che resta solido quando tutto il resto crolla.
Cerca quello spazio di silenzio dove c’è solo pace, quel momento di equilibrio che svela che tutto è effimero, che tutto muta, tutto si evolve, tranne quel granello di sabbia al centro del tuo cuore.
Infinito ed eterno.
La connessione con il mondo spirituale e la forza che ne deriva dimora in questo centro.
Il Papa non ha più bisogno di nessun riconoscimento esterno, di nessuna compagnia, di niente.
Ha in sè stesso tutto quello che gli serve per restare in equilibrio.

Negli Arcani il Papa cade tra l’Imperatore e gli Amanti.
Nel percorso dei Tarocchi rappresenta quindi quel momento dell’evoluzione personale ed umana in cui ci siamo già dedicati alle questioni della materia ( con l’Imperatore ) e abbiamo nel passato già vissuto situazioni in cui gli aspetti materici e pratici della vita ci hanno sorriso.
Questo può essere accaduto da poco tempo o anche anni prima.
Ora invece dobbiamo dedicarci al lato introspettivo e spirituale dell’esistenza.
Dobbiamo imparare a stare bene da soli.
Dobbiamo imparare ad accettare le sconfitte, le perdite e le difficoltà, restando coerenti con i nostri principi e trovando dentro di noi quella felicità e quella stabilità che continuiamo a cercare fuori.
Quanto tempo ci vorrà?
Se siete sensibili alle energie lunari potrebbe bastare anche solo questa eclissi.
Quando la Luna tornerà a splendere totalmente nel cielo potreste già iniziare un processo di rinascita.
Questo è il regalo che portano con loro tutte le ombre, tutte le morti, tutti i dolori.
Vivetevi anche la disperazione, il dolore e la solitudine.
Non abbiatene paura.
Più profondamente morite, più profondamente avrete la possibilità di rinascere, ritrovare quel punto di inizio che ha in sè tutto il potere creativo e fecondo dell’universo.
Quel centro che sta con voi e che è voi!
Dopo seguiranno gli Amanti: la scelta.
Una scelta che sarà consapevole, lucida e felice.
Una scelta nell’amore verso voi stessi e verso gli altri.

Cara anima…

Tutti dicono di volere un mondo migliore, e si lamentano, puntando il dito conto gli altri: il compagno, il marito, la moglie, la sorella, il capo, la collega, il vicino di casa, i politici, gli immigrati. Ma tutto comincia dal singolo individuo. Nessuno è colpevole di niente. E tutti siamo responsabili per noi stessi e per l’intera umanità.

Il mondo che vorresti comincia dentro di te. Scegli la frequenza a cui vibrare. Spegni la televisione, non credere alle bufale che girano su internet per alimentare rabbia e paura, prenditi cura del tuo corpo cambiando stile di vita, non delegare la tua salute solo ai farmaci e agli interventi chirurgici, modifica l’alimentazione, stai in mezzo alla natura, ascolta la musica che ti piace, contatta il silenzio quando tutto fa troppo rumore. Spegni il telefono, rallenta quando stai andando troppo in fretta, fermati quando incontri uno sguardo che ti accende. Accarezza di più, abbraccia di più. Guarda la Luna, osserva l’acqua di un fiume che scorre, il Sole che sorge o tramonta sul mare. Cambia strada ogni giorno, non fare le stesse cose alla stessa ora, usa parole nuove. E soprattutto, non avere paura di esprimere i tuoi sentimenti e le tue emozioni.

Cara anima, ricordati che sei qui per imparare ad amarti. E solo se ti ami, puoi amare e sentirti amata. Se è davvero questo che vuoi, le Eclissi sono una grande occasione. Prossima fermata: 26 dicembre 2019, con l’Eclissi Solare in Capricorno, quando anche Giove sarà nel segno. Il viaggio continua…

 

https://lastronellamanica.com/2019/07/13/le-eclissi-dellestate-2019-seconda-parte-16-luglio-eclissi-lunar

https://lasorgenteeladea.blogspot.com/2019/07/il-papa-delleclissi-di-luna-il-centro.html?spref=fb&fbclid=IwAR2MkbK4-Lm9LUGmUdkn-E03Sawi50OsSS4I0aYV4SwgbORVBy8Qm6tvR20

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* Anche gli scarabei seguono le stelle

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Viaggiare di notte facendosi guidare dalla Luna e dalle stelle è sicuramente un’abilità tipica di essere umani (magari di altri tempi) e degli uccelli.

O almeno così si credeva finora.

Uno studio condotto presso l’ Università di Lund in Svezia, e pubblicato su Current Biology, dimostra però che spostarsi di notte seguendo le stelle è un’abilità anche di alcuni insetti, come gli scarabei stercorari. Quando trovano un ammasso di sterco (di cui si nutrono), infatti, questi coleotteri formano una pallina che poi fanno rotolare seguendo una linea retta e si orientano facendosi guidare dalla luce della Via Lattea.

Gli scarabei stercorari, detti anche scarabei rollers, devono il loro nome al fatto che depongono le uova in palline di escrementi che fanno rotolare in linea retta fino alla loro tana muovendosi lungo una direzione specifica, come ha spiegato Marie Dacke, responsabile dello studio. Questo compito presenta molte difficoltà per un animale così piccolo e poco intelligente. 

Non deve essere facile, infatti, spingere con le zampe posteriori una palla di sterco più grande di se stessi mentre la testa è rivolta verso il basso e riuscire a mantenere la direzione giusta evitando di tornare indietro (alla pila di sterco), dove si corre il rischio di essere attaccati e derubati dagli avversari.

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“Agli scarabei stercorari non importa quale direzione seguire; hanno solamente bisogno di allontanarsi dalla pila di sterco dove si svolge la lotta con gli avversari”, precisa al riguardo Marcus Byrne dell’ Università di Wits a Johannesburg, che ha preso parte allo studio. E muoversi in linea retta assicura all’insetto esattamente questo, evitandogli di tornare al punto di partenza.

Un primo indizio su come gli scarabei fossero in grado di orientarsi era venuto da alcuni studi precedenti che avevano dimostrato che questi insetti usano il Sole o la Luna come una sorta di bussola per muoversi verso la loro destinazione, e quando si perdono o trovano un ostacolo sul loro cammino salgono sulla palla di sterco e effettuano una specie di danza acrobatica che permette loro di riorientarsi, rilocalizzando la fonte di luce. Ciò che non era ancora chiaro era come riuscissero a trovare la strada di notte quando il cielo è nuvoloso e la Luna non è visibile.

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori svedesi hanno studiato il comportamento di una specie di scarabei notturni africani, gli Scarabaeus satyrus, osservandoli sia nel loro ambiente naturale sia nel planetario dell’ Università di Wits, in diverse condizioni di luminosità del cielo. Gli animali con le loro palline di sterco venivano depositati su una piattaforma di legno circolare con un diametro di due metri e circondata da una parete nera, e filmati dall’alto mentre facevano rotolare le palline di escrementi verso il bordo fino a cadere dalla piattaforma stessa. Dalle registrazioni ottenute gli studiosi hanno calcolato la direzione e la velocità di movimento degli scarabei.

I risultati hanno dimostrato che questi insetti erano in grado di orientarsi e spostarsi in linea retta sia in presenza sia in assenza di Luna, a condizione che il cielo fosse stellato. Inoltre, il tempo impiegato per raggiungere il bordo della piattaforma quando sulla cupola del planetario erano proiettate tutte le oltre 4mila stelle visibili di notte, inclusa la Via Lattea, era simile a quello necessario quando si vedeva solo la Via Lattea (43 secondi nel primo caso e 53 nel secondo), mentre ci volevano ben 81 secondi se erano presenti soltanto le 18 stelle più luminose. Infine, in completa oscurità gli scarabei non riuscivano a orientarsi e si muovevano disordinatamente per oltre due minuti prima di raggiungere la loro destinazione.

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Secondo Dacke questi dati dimostrano che gli scarabei stercorari usano la Via Lattea come bussola per orientarsi quando non c’è Luna. Tuttavia, poiché i loro occhi sono troppo deboli per distinguere le singole stelle, anche se luminose, è più probabile che a guidarli sia il gradiente di luce formato dalla nostra galassia. “Per ora questi insetti sono gli unici animali conosciuti che usano la Via Lattea per orientarsi”, conclude l’autrice.
Sarà interessante capire se anche altre specie possano fare la stessa cosa.

Fonte: http://www.wired.it

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* Quando la Luna oscura totalmente il Sole…è il momento tanto atteso dell’amore…ma quale amore?

Siamo vicini alla Luna nuova in Cancro quella che dà vita all’eclisse totale di sole che, purtroppo, non è visibile dall’Italia. Alle 21.22 del due di luglio il Sole si oscura e permette il grande bacio con la Luna, il maschile e il femminile che si incontrano e si fondono insieme.

Perchè hai paura dell’amore te lo sei mai chiesta, Anima?

Credi di lasciarlo entrare ma soprattutto di darlo incondizionatamente, ma se non riconosci di averlo ricevuto quando eri piccola, come puoi sapere che cos’è l’amore? Se metti mille condizioni, requisiti, manipolazioni, paure, distanze, ostacoli, come puoi dire che sei veramente aperta all’amore?

L’amore non significa subire le angherie degli altri. L’amore è permettere che ognuno sia così com’è e in base a questo prendere decisioni, fare scelte. Ma qui andiamo ancora prima di questo amore da adulto…qui ci connettiamo con il bambino e la bambina che vivono dentro di te. Questa parte di te è la più delicata, la più vulnerabile…in genere le persone che si mostrano più forti e sicure hanno dentro un bimbo o bimba molto delicati da accudire, da ascoltare, da prendersene cura. Questa parte può rinforzarsi nel tempo ma rimarrà sempre bisognosa di gentilezza e di cure ed esiste dentro ognuno di noi. E’ la nostra vulnerabilità, quella che dopo che siamo stati nell’azione, nella realizzazione, ti richiede di tornare a ritirarti, a riposare per riequilibrarti. E’ LA NOSTRA PARTE YIN.

L’espansione delle barriere del cuore si sono fatte sentire negli ultimi mesi. Le relazioni hanno subito notevoli attacchi, chi si è separato, chi lo sta facendo, chi si è unito e chi sta prendendo ancora queste decisioni trovando la propria dimensione nel dare e ricevere.

Ma realmente sei pronta a far entrare l’amore nella tua vita?

Quanto ti permetti di abbandonare la mente e di sentire?

Quanta dolcezza ti permetti di ricevere e di dare?

Credi di meritartela o ti senti indegna di riceverla?

Sai ricevere?

Sei gentile con te stessa o lo sei solo con gli altri?

Riesci ad accoglierti quando stai male?

Riesci a rispettarti?

Ti senti meritevole di ricevere Dio dentro di te?

Quanto lo fai entrare?

Conosci solo le briciole o anche i grandi quantitativi?

Sei principessa o mendicante?

Abbiamo strutturato le nostre credenze su questo tema fin da piccoli: vedendo come si relazionavano i nostri genitori, costruendo le nostre supposizioni rispetto ai loro comportamenti, alla società, ai modelli collettivi, alla religione. Sono talmente insiti in noi che non ci accorgiamo nemmeno. Abbiamo bisogni mai ascoltati dentro e sui quali abbiamo costruito delle personalità che si sono cristallizzate. Li rinneghiamo così crediamo di essere indipendenti e forti e senza problemi. Ma arriva il tempo in cui l’Anima ha scelto di sentirli perché proprio nei bisogni esiste la grande forza autentica di ognuno di noi. Altrimenti saremo sempre dei mendicanti (richiediamo briciole per riempire i nostri vuoti interiori) e ciò che gli viene dato non basterà mai.

Sentire è ciò che serve in questo Mondo. Essere fedeli al proprio sentire, seguirlo, seguire quell’intelligenza innata tipica del corpo fisico, del cuore, dei sensi, come l’istinto degli animali. Loro sanno…senza sapere. Noi abbiamo questa capacità solo se entriamo nel sentire, se ce lo permettiamo. E se abbiamo smesso di sentire perché abbiamo avuto paura del dolore, va bene, ora che lo sai puoi scegliere di esplorarlo gentilmente. Se hai scelto di sentire ma le tue emozioni sono un turbine che ti annega ogni volta, puoi scegliere di educarle, di imparare a conoscerle, di ascoltarle in modo diverso, perché loro sono sagge e ti parlano.

Per arrivare a questo nuovo SAPERE, che una volta era l’unico esistente, che hai dentro e funziona benissimo, dobbiamo passare per i rovi che ostacolano la via. Quei rovi sono la tua salvezza, smetti di vederli come un impedimento, sono stati creati perlopiù dalla mente, mentre il cuore, che tutto dissolve, ama anche loro. Sei pronta per farlo, Anima, tu vieni da lì e oggi sei colma di ricchezza per tuto ciò che hai dovuto affrontare. Sei tu che decidi in ogni momento. 

E’ tempo di ritrovare quella gentilezza, quel sentire, quella saggezza. E’ tempo di lasciarsi amare, abbracciare, accarezzare. E’ tempo di riscoprire ciò che ci spetta per diritto alla vita. Se da piccolo ne hai ricevuto poco o se hai distorto il senso di ciò che hai vissuto, va bene è stata la tua esperienza. Permettiti che sia diverso, il passato non è destinato a ripetersi per sempre anche se la paura ti fa credere questo. Potresti avere davanti l’amore che hai sempre sognato e cercato, ma per le tue credenze non lo vedi. Perché non darsi l’opportunità che sia diverso? Perché non aprirsi e imparare a farlo?

 

L’amore non ha nulla a che vedere con l’aiutare sempre tutti, l’essere sempre disponibili e buoni.

L’amore non è buonismo. L’autorevolezza e i NO messi con amore sono AMORE.

Non far calpestare il proprio giardino è AMORE.

Lasciar essere tutti e tutto così come sono è amore, ma prenderne distanze anche, con rispetto e gentilezza. E non esiste un solo modo…ne esistono tanti e vanno tutti bene. Scopri il tuo e ricerca dentro di te cosa ti impedisce l’apertura…. fatti accompagnare in questo, non sei sola Anima ci sono molte persone vicino a te, datti il permesso di vederle, di chiedere aiuto ma sappi che poi sei TU che fai la differenza nella tua vita! Dio è in te se lo permetti. Il tuo cuore ne sarà entusiasta!

Buona eclisse!!

Ollìn

 

https://www.semidiluceblu.it/2019/06/26/novilunio-con-eclissi-di-sole-del-2-luglio-2019-la-dolcezza-del-cuore-ollin/?fbclid=IwAR39eNFv8-Tasa2PRS-ACJxIgzlbNrR

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* E se vuoi sapere quando c’è la luna piena ….

Ma l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre. Quindi le energie lunari influenzano e vengono influenzate dalle specifiche qualità di energia di ogni altra costellazione.
E questo vale per i transiti dei pianeti sui nostri pianeti di nascita, delle comete e di ogni galassia.
Le energie delle stelle tutte ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della Vita la nostra vita!

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*La buona notizia del venerdì:Nel cervello umano nascono nuovi neuroni (anche fino a 90 anni)

Studiate le cellule nervose di 58 persone: la capacità rigenerativa si mantiene fino a tarda età nelle persone sane !

Il cervello umano continua a rigenerarsi e a produrre neuroni almeno fino ai 90 anni, in particolare nel centro della memoria, l’ippocampo.

Così è stato dimostrato nelle analisi condotte su campioni prelevati da 58 persone decedute che hanno evidenziato la presenza di migliaia di nuove cellule nervose in via di maturazione.

Questa capacità rigenerativa si mantiene fino a tarda età nelle persone sane, mentre appare ridotta nei malati di Alzheimer: proprio il suo blocco potrebbe essere alla base della perdita di memoria. A indicarlo è uno studio pubblicato su Nature Medicine dai ricercatori del Centro di biologia molecolare «Severo Ochoa» di Madrid.


Questi risultati riaccendono un lungo dibattito iniziato nel 1998, quando i ricercatori californiani del Salk Institute annunciarono per la prima volta che la formazione di nuovi neuroni nel cervello adulto, fino ad allora osservata su roditori e primati, era presente anche nell’uomo. Da allora si sono susseguiti molti studi contrastanti, fino a una ricerca pubblicata su Nature nel marzo 2018 dove il gruppo coordinato da Alvarez-Buylla dell’Università della California sembrava smentire la possibilità di rigenerazione negli adulti. 

Ma appena un mese dopo, sulla rivista Cell Stem Cell è comparso uno studio opposto, che confermava l’ipotesi che il cervello non invecchia e continua a creare neuroni (anche se neuroplasticità e vascolarizzazione risultavano minori durante la terza età).

Si era stimato che i neuroni sostituiti ogni giorno fossero circa 700 indipendentemente dall’età.

Insomma, l’argomento in letteratura scientifica è ancora largamente dibattuto.

«C’è una vera battaglia in atto – spiega Marco Canossa dell’Istituto europeo per le ricerche sul cervello (Ebri) – ma il fatto che questo nuovo studio dimostri la presenza di neurogenesi adulta negli umani è una buona notizia, soprattutto per le implicazioni che potrà avere sullo studio delle malattie neurodegenerative»

 

Un futuro di terapie per l’Alzheimer?

Maria Llorens-Martin dell’Università Autonoma di Madrid che ha condotto il lavoro ha spiegato all’Ansa:

«Nel cosiddetto “giro dentato” (una piccola porzione dell’ippocampo (dove già la neurogenesi era stata documentata in passato nei roditori) abbiamo identificato un’abbondante popolazione di neuroni immaturi (quindi di nuova formazione) che esibivano un grado variabile di maturazione. Inoltre abbiamo dimostrato che la neurogenesi è drammaticamente ridotta nel cervello dei pazienti con Alzheimer». «Qualora divenissimo capaci di rilevare la neurogenesi con metodi non invasivi – annuncia la ricercatrice – potremmo sfruttare tale processo come un importante biomarcatore per seguire la progressione della malattia di Alzheimer nei pazienti. Inoltre se i nuovi neuroni prodotti con la neurogenesi risultassero implicati nella memoria, sviluppare dei metodi per stimolare la neurogenesi (per ora testata solo nei roditori) potrebbe avere importanti implicazioni terapeutiche».

Ma quali sono le condizioni perché il processo di rigenerazione avanzi correttamente?

Uno stile di vita sano, un ambiente stimolante, interazioni sociali ed esercizio che mantengano la mente “in forma” attraverso l’apprendimento continuo.

Sappiamo infatti che la neurogenesi è favorita da questi fattori importanti: cambiamenti che tutte le persone possono introdurre per mantenersi in buona salute (fisica e mentale) nella vecchiaia.

Il rapporto Istat sui “Centenari d’Italia”: in 14.456 hanno varcato il secolo, ma nessuno è nato nel XIX. In 6mila hanno superato i 105 anni, il 90% sono donne

” a qualcuno dovrò pure ispirarmi… “diceva Woody Allen

https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/19_marzo_25/nel-cervello-umano-nascono-nuovi-neuroni-anche-fino-90-anni-62b8d03a-4f13-11e9-ad2b-d4651f1d6fda.shtml

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* Leonardo,architetto,pittore,scultore,disegnatore,trattatista,scenografo,anatomista,botanico,musicista, ingegnere e progettista, genio del Rinascimento e… secondo me!

 

Il 2 maggio 1519 moriva ad Amboise nel castello sulla Loira del re Francesco 1, Leonardo di ser Piero da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519)

Grandi mostre e celebrazioni in questo cinquecentesimo anniversario…

e chi si vanta di qua e chi si vanta di là!

Fin da piccola mi sono fatta una visione epica dei protagonisti dell’espressione artistica che nella biblioteca di casa leggevo ” le Vite”di Giorgio Vasari (1568)

“Grandissimi doni si veggono piovere dagli influssi celesti ne’ corpi umani molte volte naturalmente, e sopra naturali, talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtú, in maniera, che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gl’altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci, nel quale oltra la bellezza del corpo, non lodata mai a bastanza, era la grazia piú che infinita in qualunque sua azzione; e tanta si è fatta poi la virtú, che dovunque l’animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute [risolte]. La forza in lui fu molta e congiunta con la destrezza, l’animo e ‘l valore, sempre regio e magnanimo. E la fama del suo nome tanto s’allargò, che non solo nel suo tempo fu tenuto in pregio, ma pervenne ancora molto piú ne’ posteri dopo la morte sua…..”

(G. Vasari, Le vite dei piú eccellenti pittori, scultori e architetti,)

E Leonardo di ser Piero da Vinci è stato per me non solo architetto,pittore,scultore,disegnatore,trattatista,scenografo,anatomista,botanico,musicista, ingegnere e progettista, genio del Rinascimento ma un perfetto esempio delle molteplici capacità dell’essere umano.

Oggi, di quanto poco e da quanto pochi vengono usate queste capacità! E gli esempi sono ben altri!

Ebbene…

Studiando le opere di Leonardo ero rimasta, e lo sono ancora, affascinata dall’angelo dell’ Annunciazione.

L’Angelo è raffigurato in una posizione classica, come appena planato con le ali battenti, nel momento poco prima di richiudersi. La veste è già completamente ricaduta al suolo e mostra il suo peso sull’erba, in cui sembra anche di poter cogliere lo spostamento d’aria dell’atterraggio.

A differenza degli angeli normalmente rappresentati,non ha ali di pavone(considerato animale sacro e simbolo di immortalità per la carne creduta immarcescibile), bensì ali di uccello autentiche, studiate attraverso l’anatomia propria dei volatili. “

E’ un personaggio vivo, palpitante ,appena ha posato i suoi piedi su un tappeto di fiori altrettanto palpitante per essere stato appena calpestato se pur con grazia …

E questo tappeto di fiori è un trattato di botanica, tutte le specie dei prati toscani sono raffigurate con estrema precisione scientifica,risultato dell’osservazione minuziosa e delle intuizioni geniali di Leonardo.

Leonardo fu precursore anche in botanica, compiendo importanti osservazioni e ragionamenti che hanno anticipato di secoli le scoperte che altri scienziati fecero dopo di lui, con strumenti e metodi decisamente più avanzati.

Leonardo si accorse che le foglie sono disposte sui rami non in modo casuale ma secondo leggi matematiche, precorrendo sensibilmente i tempi giacché le prime vere leggi in merito furono formulate solo tre secoli più tardi. Si accorse anche che la crescita delle foglie è tale da evitare la sovrapposizione, in favore dell’approvvigionamento di luce.

Leonardo osservò anche gli anelli concentrici che si trovano all’interno dei tronchi, capendo che erano legati all’età della pianta, osservazione confermata dopo più di un secolo.

La scoperta più importante di Leonardo in ambito botanico fu senz’altro l’osservazione del fenomeno che permette alle piante di prendere l’acqua dalle radici e di farla giungere fino al tronco e ai rami. Anche questa volta si accorse per primo di un evento naturale che poi sarebbe diventato legge scientifica: il fenomeno della linfa ascendente e discendente.

Proprio tramite lo studio del fenomeno della linfa ascendente, grazie anche alle sue competenze di idraulica e fluidodinamica, Leonardo riuscì ad anticipare di diversi secoli la nascita di un’altra tecnica, quella della coltura idroponica.

Sapendo, infatti, che per far salire l’acqua era necessario compiere un “lavoro”, Leonardo intuì che anche le piante dovevano, in qualche modo, compiere questo “lavoro” per portare l’acqua dalle radici alle parti alte della pianta.

Per capire meglio come ciò avvenisse, ebbe l’intuizione geniale di togliere la terra e di mettere la pianta direttamente in acqua, osservando che riusciva ancora a crescere, anche se più lentamente.

https://leonardodavinciteatro.wordpress.com/category/leonardo-e/botanico/

https://www.ibs.it/vite-libro-giorgio-vasari/

Hai anche tu un ricordo particolare di un’opera di Leonardo?

E se lo celebrassimo sul web con le nostre opere preferite?

Leggi anche:

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* La buona notizia del venerdì: Milano, 7mila piante di marijuana in regalo: “Io non sono una droga”

 

L’iniziativa, nata per promuovere la Hemp Fest (la prima fiera internazionale dedicata alla Canapa di Milano e una tra le più importanti in Europa,  in programma nel weekend del 3-5 maggio 2019 presso gli East End Studios di via Mecenate), ha visto donare a migliaia di passanti una piccola pianta di Cannabis sativa (L.), ovvero cannabis light.

Sulle piante fornite da MECANNABIS, startup italiana di Cannabis light, oltre all’adesivo 4.20 Hemp Fest, campeggiava la scritta NON SONO UNA DROGA, un claim pensato per sottolineare la versatilità della canapa e i suoi molteplici utilizzi legali e una dicitura che ne attesta la provenienza e la legalità del prodotto in base alla L. 242/2016.

Abbiamo regalato queste piante sperando che la gente continui a farle crescere a casa – dichiara Marco Russo, fondatore e organizzatore del 4.20 Hemp Fest. A chi le prende chiediamo anche di postare una foto sui propri social preferiti, così da rilanciare e diffondere la cultura della canapa come pianta utile e dai mille utilizzi. Abbiamo inoltre pensato a un claim forte quale ‘NON SONO UNA DROGA’ per diper diffondere una più precisa e puntuale informazione su questa pianta”.

Nelle altre immagini della campagna è la pianta stessa a parlare: 

IO POSSO ESSERE ALIMENTO, CARTA O FARMACO’, uno slogan che vuole sottolineare la versatilità della canapa.

Proprio come sarà possibile toccare con mano alla fiera, che accoglierà 150 espositori da tutto il mondo,  per presentare tutte le varie sfaccettature di questo mondo, dalla coltivazione ai tessuti, dai cosmetici agli alimenti e bevande

L’operazione è andata molto bene – hanno commentato gli organizzatori – e le piantine sono andate letteralmente a ruba. L’attività di distribuzione delle piantine di Cannabis Light è stata accompagnata dalla campagna di comunicazione promossa in città, incentrata sullo slogan ‘Io non sono una droga’. Questo claim e gli altri slogan sono stati ideati per spiegare i molteplici utilizzi di questa pianta e servono sicuramente a diffondere un messaggio chiaro e forte sulle proprietà e sulla grande utilità della canapa”. 

Gli organizzatori del festival, in risposta alle polemiche ,sottolineano che si tratta già della terza edizione della rassegna, ritengono però che a essere tradito sia stato il loro messaggio, sulla base di “pregiudizi che impediscono al Paese di sviluppare la filiera produttiva agro – industriale incentivata e promossa dalla legge 242 del 2016 che, in pochi anni, ha già dimostrato di avere i numeri e le potenzialità per competere nel mercato globale”.

Proprio per questo motivo – spiegano – abbiamo scelto, tra i vari claims promozionali dell’evento, anche lo slogan ‘Io non sono una droga’ perchè la canapa è una pianta industriale dalle molteplici applicazioni che non ha niente a che vedere con la droga. Nessun ‘messaggio devastante’, bensì la semplice realtà dei fatti, suffragata dalla legge e confermata dalla dottrina e dalla giurisprudenza”.

Protagonista del festival, precisano, è “la canapa sativa, proveniente da varietà certificate e con valori di THC (uno dei principali cannabinoidi presenti nella pianta, ndr) inferiori ai limiti di legge, cioè per definizione normativa non una droga”.

 

 

http://www.milanotoday.it/cronaca/piante-marijuana-regalo.htmlhttps://www.greenme.it/informarsi/eventi-e-iniziative/31364-piante-cannabis-gratis-milano-hemp-fest

I mille usi della cannabis sativa

Come avviare una coltivazione di canapa: requisiti, guadagni, finanziamenti e kit di supporto

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* La buona notizia del venerdì: Al circo con gli animali…ma sono ologrammi!

Non ci sono gabbie, ma ci sono animali che saltano nel cerchio infuocato, fanno acrobazie e giocano con la pallina.

La magia si chiama Roncalli circus, il primo circo tedesco dove gli animali sono ologrammi!

Già da un anno, il circo tedesco ha detto addio agli animali, ma c’è da dire che, anche prima, il Roncalli aveva in pista solo un pony e un cavallo, per cui era già annoverato tra le strutture circensi virtuose.

Anche il circo è mosso dalle tendenze socio-culturali ed è ora il momento anche per il Circo Roncalli di seguirle”, dice Bernhard Paul, direttore e fondatore.

Finalmente, qualcuno l’ha capito. Siamo stufi di vedere animali sedati, maltrattati e rinchiusi in minuscole gabbie, lontano dal proprio habitat naturale.

Vi avevamo già parlato di un altro circo senza animali, quello di André-Joseph Bouglione, un ex domatore e direttore del circo Joseph Bouglione, che da circa un anno si è trasformato nell’Ecocirque.

Una decisione che Bouglione ha preso assieme alla moglie Sandrine, anche lei ex domatrice, perché stanco di vedere la sofferenza degli animali.

Nel Roncalli circus, invece, gli animali sono sostituiti da ologrammi, grazie a 11 proiettori, agli spettatori sembra di vedere tigri, elefanti e tanto altro.

Niente più animali in un complesso che vuole essere innovativo ma vuole mantenere l’etichetta di Circo tradizionale con un fascino dei tempi che furono. Il circo si chiama Circustheater Roncalli, sperando di poter continuare ad assistere ad uno spettacolo circense”, continua il direttore.

Il circo era stato fondato nel 1976 ed è stato anche il primo circo ad esibirsi nella Germania dell’ovest.

Ma non finisce qui, perché tra i prossimi obiettivi c’è anche quello di diventare plastic free, insomma un circo che ci piace tantissimo!

Le notizie che riguardano il ricorso alla tecnologia nell’entertainment come valida sostituta degli animali in carne e ossa, del resto, non sono una novità: l’Ocean Odyssey del principe arabo Khaled bin Alwaleed, ovvero il primo acquario senza pesci dove lo spettacolo lo fanno video, suoni e 3D, ne è un esempio significativo.

Non solo, anche il cinema, la più grande macchina per l’intrattenimento, si è evoluta in questo senso: due anni fa è uscito nelle sale l’ultimo remake (targato Disney) del capolavoro di Kipling, Il libro della giungla, live action in cui ad affiancare il piccolo Mowgli nella sua avventura per diventare uomo, c’erano attori in tute mo-cap in posa da animale per simulare Baloo, Bagheera e tutti gli altri personaggi animali.

E che dire del dolcissimo Okja, il super maiale protagonista dell’omonimo film del regista Bong Joon-Ho? Anche in questo caso l’enorme bestiola è frutto di un accurato lavoro di computer grafica.

https://www.greenme.it/informarsi/animali/29290-circo-ologrammi-animali?fbclid=IwAR1z4rAR-CvDMmaUGzFrP1jHG5bnSf8c3PiLOw9aVviYdICWRZ-s6l0WLWY