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* La mano di dio ?

 

 

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La Mano di Dio a 17mila anni luce da noi

NuSTAR è un satellite lanciato dalla NASA nel giugno 2012 con lo scopo di esplorare l’universo alle alte energie X e attualmente sta osservando buchi neri, stelle morte ed esplose nonchè altri oggetti estremi appartenenti alla Via Lattea ed esterni ad essa.

Uno dei recenti target riguarda i residui energetici di una stella morta, una struttura denominata Mano di Dio per la sua somiglianza ad una mano aperta.

Si tratta di una nebulosa posta a a 17.000 anni luce di distanza generata da una pulsar denominata PSR B1509 – 58.

Tale pulsar è tutto ciò che rimane di una stella esplosa come supernova.

Essa possiede un diametro di soli 19 chilometri e ruota su se stessa sette volte ogni secondo, disperdendo particelle che vanno ad interagire con il campo magnetico che permea il materiale espulso nell’evento di supernova.

Tali interazioni causano l’emissione di raggi X e il risultato è una nube che ha assunto l’apparenza di una mano aperta.

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Gli astronomi non hanno ancora ben compreso se tale aspetto sia o meno un’illusione ottica. Uno dei grandi misteri di questo oggetto infatti è che non si sa bene se le particelle emesse dalla pulsar interagiscono con il materiale in un modo specifico – che ci appare come una mano – o se il materiale sia di fatto morfologicamente simile ad una mano.

Tratto da Le Stelle gennaio 2015 

 

Appena l’uomo, dalle posizione animale a quattro zampe, alza la testa e guarda il cielo e oltre l’orizzonte, i fenomeni naturali lo riempiono di paura e nello stesso tempo di rispetto. Ne fa oggetto di culto, di devozione di rituali propiziatori.

Appena collega il passato al futuro con l’alternarsi delle stagioni che influiscono sulla natura dandogli la possibilità di sopravvivere, vede nel Sole in cielo e nel Fuoco in terra una dimostrazione di benevolenza di qualcosa di soprannaturale.

E ne fa oggetto di culto e di adorazione.

Più conosce la natura più conosce se stesso: si vede proiettato nel ciclo vitale con le sue nascite e le sue morti e l’esperienza del passato.

E si sente veramente parte di tutta la manifestazione, una delle tante parti e ne condivide ogni aspetto e ogni risorsa.

E anche questo é motivo di rispetto e di adorazione e sempre più si rivolge al cielo e sempre più trova riscontri sulla terra. Ed é quindi naturale per lui attingere alle forze degli elementi e adattarle alle sue esigenze.

L’umanità però ha il suo cammino fatto di livelli di evoluzione e non sempre alla saggezza di pochi corrisponde quella dei molti.

E l’uomo può usare le sue capacità per scopi di sopraffazione, di potere, che poco riguardano il bene di tutti.

Al popolo vengono insegnati il rispetto e la devozione attraverso riti che coinvolgano le grandi masse e le indirizzino verso una organizzazione sociale “ giusta e rispettosa delle necessarie leggi e dei castighi dei trasgressori.”

E nascono le religioni monoteiste e “Il mio dio è il migliore” divide l’umanità in buoni e cattivi l’un contro gli altri armati.

 

“La morale e la coscienza sono cose ben differenti: una coscienza non può mai contraddire un’altra coscienza, mentre una morale può sempre contraddire e negare un’altra morale.

Le morali si distruggono reciprocamente. Di solito, ciò è inevitabile.

Più un uomo è “morale”, più egli considera “immorali” gli altri uomini che sono “morali” in modo differente. Per conseguenza gli uomini si sbranano e si massacrano fra di loro per “servire il bene”. La ragione è sempre la stessa: la loro ignoranza e il profondo sonno nel quale vivono. Ciò è talmente evidente che sembra strano che le persone non ci pensino.

In ogni caso, resta il fatto che non possono arrivare a questa convinzione, e ognuno considera il “suo bene” come il solo bene, e tutto il resto come il male. Sarebbe ingenuo e perfettamente vano nutrire la speranza che gli uomini possano giungere a comprendere e sviluppare in loro un’idea generale e identica del bene.”

(G.I. Gurdjieff)

Il cielo sopra di noi è lo stesso per tutta la terra per ogni essere umano… Sono gli uomini che hanno diversi punti di vista…

Mano di Dio? Mano di Maometto? Mano di Yahweh? Mano di Allah?Mano di Brahman?…E c’è chi il cielo non lo considera proprio!

 

E’ la Mente che separa. Per la Coscienza tutto è Uno.

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* La buona notizia del venerdì: Lavorare a maglia per coprire i pinguini feriti

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Ha 109 anni ma è un grande ‘sferruzzatore’. 

L’uomo più anziano dell’Australia, Alfred Date, detto ‘Alfie‘ ha risposto con entusiasmo all’appello della Phillip Island Penguin Foundation, che a marzo dello scorso anno ha chiesto ai ‘knitters’ di tutto il mondo di realizzare maglioni di lana per i piccoli pinguini da indossare in caso di fuoriuscita di petrolio.

Così nonno Alfie ha passato molti giorni a lavorare a maglia per i piccoli uccelli in difficoltà e ha prodotto per loro tanti vestiti in miniatura, grazie ai suoi 80 anni di esperienza e competenza nel settore della maglieria. È partito come autodidatta dopo aver iniziato a ‘sferruzzare’ per suo nipote nel 1930. Oggi ha sette figli e 20 nipoti, e “circa la stessa quantità” di pronipoti.

Il suo segreto per una lunga vita? Semplicemente “svegliarsi ogni mattina”. Così l’ultracentenario ci dimostra che non è mai troppo tardi per aiutare altri esseri viventi in difficoltà. Alfie tiene le mani attive anche realizzando sciarpe per amici e cappelli per bambini prematuri.

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Le sue donazioni dei maglioncini per i pinguini si sono aggiunte a tante altre arrivate da tutto il mondo. E sono state importantissime, perché impediscono loro di tentare di eliminare il petrolio dal corpo con il becco, mantenendoli caldi e al sicuro dall’ingerimento della sostanza.

Il programma dei maglioncini per pinguini è iniziato nel 2001, 13 anni fa, dopo una fuoriuscita di petrolio che ha colpito 438 pinguini.

E è piaciuto molto anche al cantautore canadese James Gordon, visto che nel 2002 ha scritto una canzone dedicata appositamente all’argomento per la CBC Radio, che si intitola, manco a dirlo, “Sweaters for Penguins”. L’ispirazione è nata proprio da un racconto della BBC della realizzazioni di maglioni per pinguini per una colonia della Tasmania.

I maglioni servono anche per raccogliere ulteriori fondi per i piccoli progetti di ricerca e di conservazione dei pinguini, nonché per sostenere la fauna selvatica della clinica. Alcuni maglioni, infine, vengono scelti per essere messi sui peluche a forma di pinguino. venduti anch’essi per la raccolta fondi. 

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La Fondazione fornisce un modello di lavoro a maglia per tutti i knitters che vogliono aiutare i pinguini.

Le istruzioni  sono: avviare 36 maglie con i ferri N.4, lavorare a coste 1/1 per 7 ferri, 8° ferro aumentare uniformemente 8 maglie (44 maglie) e lavorare a costa 2/2 per 12 cm. totali (28+7 ferri) calare ogni ferro 1 maglia per lato fino ad avere 28 maglie, calare 1 maglia al centro (27 maglie), lavorare a coste 1/1 per 10 ferri chiudere. Il dietro è uguale, cucire il collo per 4 cm. lasciare 4 cm. di apertura per le ali e cucire gli ultimi 12cm.

Chissà cosa direbbero i pinguini se sapessero parlare… Probabilmente sarebbero semplicemente grati alle tante mani che, armate di ferri, hanno dato vita alle creazioni di lana con le migliori intenzioni del mondo.

Fonti:

http://www.greenme.it/informarsi/animali/15673-nonno-piu-vecchio-australia-pinguini

http://penguinfoundation.org.au/

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* Il cielo ci sorride

Hubble ci regala un sorriso

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I fratelli Murray e Bernard Spain che lo resero celebre utilizzandolo in una campagna pubblicitaria per vendere oggetti da bigiotteria – bottoni, tazze per il caffè, t-shirt, etichette adesive e spillette – di certo non immaginavano che avrebbero creato un fenomeno destinato a sopravvivere ben oltre i ben pur gloriosi anni Ottanta.
Lo smile è l’emoticon per eccellenza della messaggistica istantanea degli anni Dieci in questo nuovo millennio ma l’icona sorridente è anche di più: un ammasso di galassie, dall’impronunciabile sigla SDDSS J1038+4849,fotografato da Hubble Space Telescope.

Nella foto: complice il fenomeno delle lenti gravitazionali, Hubble Space Telescope ci regala il sorriso dell’ammasso di galassie SDDSS J1038+4849. Crediti: NASA / ESA.

Due grandi occhi dal colore ambrato, una sorta di bottone bianco al posto del naso e un largo sorriso di luce. Questo si vede chiaramente nell’immagine raccolta dal telescopio spaziale gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (ESA). 

A disegnare lo smile cosmico è un effetto ottico ben noto in astrofisica, una lente gravitazionale (di cui spesso abbiamo scritto su MediaINAF) che in questo caso deforma due galassie molto luminose a formare una scia colorata nel cielo lontano fotografato dall’ottica di Hubble.
Gli ammassi di galassie sono fra le strutture più massicce dell’Universo ed esercitano una potente attrazione gravitazionale capace di deformare lo spazio-tempo e agire come un dispositivo ottico che ingrandisce, distorce e piega la luce dietro di esse. Un fenomeno, quello delle lenti gravitazionali, cruciale per molte delle scoperte fatte dal telescopio spaziale Hubble e che può essere facilmente spiegato con la teoria della relatività generale di Einstein.
E ancora Einstein dà il nome a questo particolare tipo di lente gravitazionale, conosciuto come anello di Einstein e prodotto da una sorgente luminosa in un anello attraverso l’effetto lente gravitazionale sulla luce della sorgente dovuta a un oggetto con una massa estremamente grande (come un’altra galassia o un buco nero). Un fenomeno raro che si verifica quando la sorgente, la lente e l’osservatore sono perfettamente allineati.
Il primo anello di Einstein completo – B1938+666 – venne scoperto nel 1998. Da allora Hubble ha fornito agli astronomi ben più di una volta strumenti nuovi e sorprendenti per sondare l’Universo primordiale.
di Davide Coero Borga (INAF)

Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre. Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie. Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita. Comunque, anche se non ne siamo consapevoli.  

Fonte :https://unastellaperamica.wordpress.com/

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* 17 Febbraio 1600: al rogo la libera scienza

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«Vola piccolo gabbiano,

vola

sin dove si fondono cielo e mare

e vento e onde cantano e piangono l’accordo della nostalgia,

vola su questa meste quiete,

dove il mare giace silente,

sino a quanto di te la volontà e la speme

sconfiggeranno lo spazio infinito.

Vola piccolo gabbiano,

da colei che più di tutte ho amato

Leggero come un uccello è l’animo mio se presto saremo uniti».

Questi brevi versi e poi Giordano Bruno viene arso sul rogo il 17 febbraio 1600.

“A volte ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo cambiare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.”

“Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare
arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa,
improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.”

“Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, ad una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo…l’uomo non ha limiti e  quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui, in questo mondo.”

 Leggi anche:  “17 febbraio Giordano Bruno

 

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* Le profezie di Isaac Asimov

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se mi chiedessero di indicare la cosa su cui la gente è più insicura direi certamente il contenuto del futuro…”

Così inizia la prefazione al libro “Nostalgia del futuro” Isaac Asimov, lo scrittore di fantascienza e professore dell’Università di Boston, autore di libri che hanno introdotto almeno una intera generazione nella dimensione dell’universo.

Questo libro è una raccolta di cartoline illustrate del 1899 di un artista commerciale francese rappresentanti la vita nell’anno 2000.E se le sue invenzioni a prima vista possono far sorridere, troviamo poi tanti riscontri negli oggetti e nei macchinari che oggi sono nell’uso comune.

Asimov ne acquista una serie per caso e ne fa una interessante trattazione sulla futurologia e sul ruolo della fantascienza nello stimolare invenzioni di tecniche e macchine possibilmente realizzabili solo in un futuro immaginabile.

La fantascienza diventa maggiorenne con i “ viaggi straordinari” di Jules Verne,che ipotizzano macchine straordinarie per imprese mai effettuate.

Herbert George Wells lascia ancor più libera la sua immaginazione in viaggi nel tempo, l’antigravità, le invasioni marziane.

Altri autori continuano a scrivere poi di viaggi interplanetari,robot e computer, bombe nucleari, sovrappopolazione, telepatia, teletrasporto.

Il pensiero crea? Altrochè!

Giusto mezzo secolo fa, durante l’Esposizione Universale a New York nel 1964  Isaac Asimov ha pronosticato come sarebbe stato il mondo tra 50 anni. Le sue previsioni furono pubblicate nel giornale New York Times.

Leggendolo oggi, si capisce che lo scrittore riuscì a prevedere praticamente tutte le innovazioni tecniche!

Secondo Asimov, la metà dell’energia elettrica nel 2014 sarà prodotta nelle centrali nucleari e nei grandi deserti dell’Arizona e del Kazakistan saranno avviate le centrali solari. Gli uomini impareranno a raccogliere l’energia dallo spazio e a mandarla sulla Terra, il collegamento diventerà satellitare.

Le navi spaziali a questo tempo raggiungeranno con successo Marte e sarà progettato il programma di colonizzazione del Pianeta Rosso. (In questo caso viene subito in mente il rover Curiosity e la missione prevista dal fondo Mars One!)

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Dal 1964 son passati solo 51 anni, ma il mondo durante questo periodo ha cambiato notevolmente il suo aspetto.

Le prospettive di Asimov secondo cui sarebbe stato possibile portare in tasca i telefoni e i loro schermi offrire la possibilità di leggere libri e documenti, ammirare foto, sono diventate realtà. Inoltre lo scrittore diceva: i dispositivi tecnici lavoreranno senza filo con batterie a lunga durata o accumulatori.

I film saranno mostrati in formato tridimensionale e il tempo di preparazione del cibo e dei noiosi lavori casalinghi si ridurrà: in cucina domineranno gli elettrodomestici automatici con il timer: macchine da caffè, tostapane, microonde, multicooker.

La culinaria diventerà un hobby perché si potrà comprare la maggior parte dei piatti già preparati.

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Secondo Asimov, la città cambierà il suo aspetto: i palazzi e la maggior parte dello spazio urbanistico scenderanno giù sotto la terra, in questo modo si potrà risparmiare sul riscaldamento delle abitazioni l’inverno e sul raffreddamento d’estate. (Esistono già interi centri commerciali e parcheggi sotterranei!). Sulla superficie saranno tracciati parchi, orti e pascoleranno il bestiame (proprio questo punto sembra poco probabile).

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Il trasporto, prevede lo scrittore, smetterà di toccare la strada e volerà all’altezza di circa un metro sopra la terra. Anche navi e imbarcazioni scivoleranno sopra l’acqua, così la loro velocità aumenterà notevolmente.

L’autore di opere di fantascienza prevede che nel 2014 la popolazione della Terra raggiungerà i 6,5 miliardi di persone e negli Stati Uniti abiteranno 350 milioni (per il primo giugno del 2013 negli USA sono stati registrati 316 milioni di persone).

La crescita della popolazione favorirà la valorizzazione dell’Artico, dei deserti e la ricerca dei nuovi generi alimentari. Per esempio, nell’agricoltura dovranno dominare i microorganismi i quali, secondo Asimov, trasformeranno lieviti e alghe in cibo nutriente.

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Aveva pensato che la durata media della vita nei Paesi sviluppati raggiungerà gli 85 anni e la nascita dei bambini potrebbe essere controllata con efficienza. (Ricordiamo che nel 1964 la durata media della vita era di 65 anni e che anche nei Paesi sviluppati c’erano problemi con la contraccezione).

Secondo la previsione dello scrittore, il problema principale dell’umanità nel 2015 sarà, per quanto possa sembrare strano, la noia! Proprio per questo la psicologia avrà uno sviluppo eccezionale e la psichiatria sarà una professione di prestigio.

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Ora tutte queste previsioni ci sembrano abituali e banali, ma per il 1964 esse erano idee azzardate, originali e assolutamente fantascientifiche. Se al momento non tutti i pensieri di Asimov sono stati realizzati, significa che c’è ancora qualcosa di cui gli inventori devono prender nota!

 

Fonte:

http://italian.ruvr.ru/2013_12_12/Le-profezie-di-Isaac-Asimov-il-mondo-nel-2015/

Isaac Asimov/ Nostalgia del futuro” Il Duemila visto dall’Ottocento” Editrice Rizzoli

 

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* Il nostro viaggio è un vortice

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E’ tutto un vortice, dalla vita sul nostro pianeta ai movimenti dei corpi celesti nello spazio profondo.

Con questa chiave, l’artista DjSadhu ha realizzato un modello che riproduce (in maniera più artistica che scientifica) il movimento dei pianeti attorno al Sole.

Il sistema solare infatti non è una ‘giostra immobile’ che resta ferma ruotando su un perno. Il Sole infatti si sposta all’interno della nostra galassia. Il movimento di tutto il sistema somiglia quindi più a una spirale in un moto continuo nel quale i pianeti a volte inseguono o precedono la stella. Un modello replicato dal macro al micro. Dalle galassie ai fiori, fino al Dna:

 

Il nostro sistema solare è una spirale. Il vecchio modello eliocentrico del nostro sistema solare …i pianeti che girano intorno al sole non è solo sorpassato, ma anche sbagliato.

Il nostro sistema solare viaggia nello spazio a 70,000 Km all’ora. Nel video che state osservando invece il sole è come una cometa, che trascina i pianeti nella sua scia.

Non è forse una spirale? perché questo è importante? Perché il “ moto rotatorio “  e “ moto a spirale” sono due cose completamente differenti!

Spirali in natura. La Vita è una spirale, non una rotazione. Questo sistema solare è parte della Vita.

Nassim Haramein,ricercatore indipendente e Direttore della Fondazione “The Resonance Project”,è famoso per le sue ipotesi su spirali ed eliche (specie nei sistemi climatici dei pianeti), e inventa sempre nuove spiegazioni su come i pianeti orbitano intorno al Sole.Dice per esempio: “I pianeti non tornano mai sulle loro tracce. Semplicemente non lo fanno, altrimenti avremmo probabilmente ogni anno lo stesso set di informazioni, di nuovo e di nuovo, come un disco rotto. E probabilmente ci annoieremmo.”

Il chimico fisico italiano Giorgio Piccardi nei suoi studi e sperimentazioni ci propone inoltre, di osservare i pianeti e il Sole come un’unica unità.

Il tempo per definizione è astronomia, rotazione dei pianeti. Accogliamo quindi il suggerimento di Piccardi e iniziamo ad osservare i pianeti ed il loro moto in una nuova direzione o visione.

 

Sappiamo che il sole si muove, insieme a tutti gli organismi che sono legati ad essa, verso la costellazione di Ercole. Il suo moto è uniforme e rettilineo, la sua velocità (costante per noi): 19-20 Km / sec. Sappiamo anche che la Terra gira intorno al Sole ad una velocità approssimativa media di 30 km / sec. Dalla combinazione di questi due moti, uno rettilineo uniforme, gli altri circolari e uniforme in linea generale, il risultato è una traiettoria elicoidale. Questo è il movimento elicoidale della Terra nella galassia, di cui le stelle vicine. – – Piccardi 

Tim Cullen, geniale personaggio, ci propone di passare dal punto di vista 2D ad una visione 3D, osservando il movimento dei pianeti del sistema solare da l’asse “Z”.

Movimento spiraliforme o eliocadali dei pianeti mentre attraversano il sistema solare

“Il punto è che se il modello ad elica è giusto, ed il nostro Sistema Solare è un vortice che sta viaggiando, cambierà il modo in cui ci sentiamo riguardo al nostro viaggio. Per me personalmente, il modello eliocentrico è come un’inutile giostra in cui siamo sempre a capo, nello stesso punto, dopo ogni anno. Il modello ad elica da più la sensazione di progresso, crescita, di un viaggio nello spazio in cui non torniamo mai al punto di partenza.

NON siamo in una grande giostra. Siamo in un viaggio.”

Pensaci che stai viaggiando nello spazio!

fonti:

http://daltonsminima.altervista.org/2013/03/25/la-traiettoria-elicodale-del-sistema-solare-e-il-doppio-vortice-di-tim-cullen/

http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/dal-cosmo-al-dna-la-vita-e-un-vortice/114896/113299

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* Il mio nome è Lovejoy e prometto Amore e Gioia

L’anno scorso avevamo avuto un’autentica cometa di Natale, il corpo celeste Lovejoy R1, che aveva raggiunto il perielio (la distanza minima dal Sole) proprio il 25 dicembre.

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Anche in questo 2014 comunque non c’è da rimanere delusi: una cometa sarà infatti visibile a occhio nudo nella parte più settentrionale del cielo notturno per tutto il periodo delle feste, e si tratta di una parente di quella del 2013.

Il suo nome è Lovejoy C/2014 Q2, ed è la terza cometa natalizia identificata dall’astronomo dilettante Terry Lovejoy, di Brisbane (Australia) dopo la R1 dello scorso anno, e laLovejoy C/2011 W3, che a dicembre del 2011 si è tuffata nella corona solare emergendone intatta.

Negli ultimi giorni inoltre è diventata visibile ad occhio nudo, anche se l’osservazione è piuttosto difficile.

La coda della cometa Lovejoy è contraddistinta da un intenso bagliore verde, dovuto alla presenza di due gas, cianogeno e carbonio biatomico, che brillano nella lunghezza d’onda del verde quando le loro molecole sono ionizzate o eccitate.

Le prossime settimane saranno l’ultima occasione per ammirarne il colore, almeno fino al prossimo transito di Lovejoy nei cieli terrestri, previsto fra 8 mila anni.

Nel mondo antico l’osservazione della volta celeste e del moto degli astri era una delle attività principali dalla quale trarre auspici e presagi. I cieli erano carichi di significato e brulicavano di divinità.

Di fatto molte religioni arcaiche consideravano gli dei e le stelle come un tutt’uno. Basti pensare che nella più antica scrittura che sia mai stata decifrata, quella utilizzata dai Sumeri all’incirca nel 3500 a.C., il simbolo che rappresentava la divinità era un pittogramma a forma di stella stilizzata.

Oltre alla registrazione del moto degli astri c’erano anche altre ragioni che giustificavano l’osservazione dei cieli: gli dei rivelavano agli uomini la propria esistenza inviando periodicamente dei segnali. 

Le meteore ed i frammenti extraterrestri che precipitavano sul nostro pianeta venivano interpretati secondo questa chiave di lettura.

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Pare che il primo ad interpretare la stella cometa come un oggetto astronomico vero e proprio sia stato Origene, teologo alessandrino vissuto nel III secolo.

Nel suo Contra Celsus sostiene con fermezza la realtà astronomica dell’evento, che interpreta come la comparsa di una brillante cometa.

Presso i Babilonesi le comete erano considerate fonti di buono o cattivo auspicio, segno per l’avvento di re o imperatori, oppure causa di profondi cambiamenti politici, o carestie e pestilenze a seconda della loro posizione in cielo, luminosità e colore

Agli albori dell’impero romano, pochi avvenimenti politici di una certa rilevanza sfuggivano all’apparizione di una cometa, come quella che fece puntualmente la sua comparsa il primo giorno delle cerimonie funebri in onore di Giulio Cesare nel 44 a.C.

Qualche decennio dopo, un’altra magnifica apparizione celeste, probabilmente una cometa dalla scia molto pronunciata, condusse i Magi al luogo ove era nato Gesù.

Durante il regno di Nerone (54 – 68 d.C.) vennero avvistate non meno di 4 comete, la prima delle quali precedette di poco la morte del predecessore Claudio e continuò a brillare fino all’avvento di Nerone. Tant’è che quando apparve la seconda, nel 60 d.C., si credette che preannunciasse l’ascesa al potere di un nuovo imperatore. Come risposta a tale evento Nerone si affrettò ad esiliare un certo Rubellio, indicato quale suo probabile successore. Niente in confronto a quanto accadde nel 64 d.C. in concomitanza con la cometa che fece la sua comparsa in quell’anno. Nerone, dopo aver consultato l’astrologo di corte, rispose alla decisione del fato massacrando l’intera nobiltà.

 

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Una cometa Giotto dipinse nell’affresco “Adorazione dei Magi” nella Cappella degli Scrovegni a Padova e fu il primo a rappresentarla con la coda luminosa e non come stella normale.

L’astro chiomato sul quale maggiormente si è posta l’attenzione degli storici è stato la cometa di Halley. Innumerevoli studi hanno ricostruito i passaggi della cometa fino a circa 2500 anni fa basandosi su precise osservazioni del tempo.

La cometa di Halley apparve nei cieli del nostro emisfero, come riportato con precisione dalle cronache dell’epoca, nel mese di ottobre dell’anno 12 a.C. e fu molto luminosa e visibile per ben due mesi. È però da escludere che la cometa di Halley possa essere stata la “stella di Natale” come indicato da alcuni autori nel passato.

Il famoso astronomo polacco Keplero fu testimone, nello stesso periodo, di una spettacolare congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci alcuni giorni prima del Natale del 1603. Facendo dei conti a ritroso l’astronomo si rese conto che un simile fenomeno era avvenuto anche nel 7 a.C. e poteva benissimo avere avuto un grande significato simbolico per i Magi.
Keplero si accorse che nel 7 a.C. l’evento fu rarissimo perché Giove e Saturno si erano avvicinati non una ma ben tre volte di seguito nella costellazione dei Pesci.

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In generale, per tutti gli essere umani le stelle hanno sempre avuto un significato molto speciale e sono viste come simbolo di speranza e di ideali.

 

Fonti:

http://www.viaggionelmistero.it/confini-conoscenza/antiche-civilta/presagi-dal-cielo-meteoriti-e-comete-segni-degli-dei

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/12/23/natale-cometa-lovejoy/

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* La buona notizia del venerdì: Il 17enne di Barletta chiamato dal Cern

 La storia di Daniele Doronzo, un 17enne, con la passione della fisica .

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Il ragazzo, che frequenta il Liceo Classico Casardi di Barletta, aveva deciso di fare l’esame di maturità con un anno di anticipo per poter arrivare a fare uno stage al Cern, il sogno della sua vita. Daniele però ha avuto paura che il suo sogno non potesse realizzarsi dato che la scuola lo aveva promosso con un 7 in fisica e uno in condotta. Il 17enne infatti per svolgere gli esami di maturità con un anno di anticipo avrebbe dovuto avere tutti gli anni si scuola almeno otto in tutte le materie. Daniele in effetti non era mai sceso sotto l’otto e il nove, ma la doccia fredda gli è arrivata proprio nel momento decisivo.

Da gennaio avevo inondato di mail il centro in Svizzera per riuscire a fare uno stage. La fisica è la mia vita. Avevano letto quello che gli avevo mandato, articoli, studi eccetera ed ero stato accettato. Ma per andarci c’era bisogno del diploma. E così anche per prepararmi al meglio all’ingresso nelle università americane, dove avrei voluto studiare, a gennaio ho avvisato la mia scuola della mia volontà di fare gli esami con un anno di anticipo” ha raccontato il ragazzo a Repubblica, ma dopo i quadri a giugno tutto sembrava perso.
Sembra che il 7 in condotta, che però da solo non gli avrebbe procurato problemi, sia arrivato dopo alcune sue intemperanza durante la gita scolastica e i suoi continui ritardi a scuola. Mentre sembra che l’insegnante di fisica gli abbia messo il 7 perché il ragazzo “da quando aveva deciso di fare gli esami di maturità si era lasciato andare”.

Questo però gli ha impedito di provare gli esami di maturità prima e iscriversi alle università americane, ma fortunatamente per lui non ha spezzato nemmeno l’altro suo grande sogno: andare al Cern. “Apprendo ora che non fosse diplomato. Non so perché la docente gli ha messo quel sette. Avrà avuto i suoi motivi.

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Certo, Daniele, non è un ragazzo ordinario.

Ancora oggi continuano in tanti a chiedermi di lui” ha dichiarato la fisica italiana, Gabriella Pugliese, che collabora con il Cern e ha fatto da tutor a Daniele nei giorni in cui il ragazzo è stato in Svizzera. Gabriella Pugliese ricorda che il 17enne aveva colpito tutti perché aveva inviato la mail a decine di persone in tutte le lingue. “Si vedeva che aveva una voglia matta di fare questa esperienza, che era tutto quello che voleva. E gliel’hanno fatta fare” ha sottolineato Pugliese.

Daniele dopo questa stupenda esperienza ora è San Francisco, si è ritirato da scuola e si sta preparando agli esami che a giugno farà da privatista in un’altra scuola vicina, a Trani. “Vorrei dimostrare di essere un po’ più forte di un sette” ha aggiunto il 17enne

Fonte :http://www.fanpage.it/il-17enne-ribelle-di-barletta-con-7-in-condotta-ma-chiamato-dal-cern/#ixzz3KZD3AxHK

  “  A volte qualcosa va male per una giusta ragione  “

  “  Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu la ottenga  “     ( Paolo Coelho )

Altre buone notizie:

” Area Cani a Firenze ” di Fausta68 

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* La buona notizia del venerdì: Missione Futura: prima italiana nello spazio

Si chiamerà Futura la missione di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana e terza europea, che partirà verso la Stazione Spaziale Internazionale domenica 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur

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Nell’atmosfera pneumatica della tuta pressurizzataSokol, che protegge gli astronauti durante le fasi di lancio e di atterraggio a bordo della navicella di trasporto spaziale Soyuz TMA-15, Samantha Cristoforetti prenderà il volo domenica prossima 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, alle 21:59 ora italiana (02:59 ora locale). A fremere sotto la possente spinta iniziale del razzo vettore, assieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) saranno i veterani Terry Virts della NASA e Anton Shkaplerov della Roscosmos. Dopo sei ore di volo i tre raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale per una lunga Expedition contraddistinta dai numeri 42 e 43, con ritorno sulla Terra previsto tra sei mesi, nel maggio 2015.

Samantha sarà il settimo astronauta tricolore a volare nello spazio e la sua missione specifica, denominata Futura, sarà la terza di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dopo la missione Volare di Luca Parmitano dello scorso anno, e la seconda missione spaziale di Paolo Nespoli, nel 2011, grazie a un accordo bilaterale tra ASI e NASA in base al quale il nostro paese ha fornito all’ente spaziale statunitense moduli di rifornimento logistico e un modulo abitativo sull’avamposto orbitante, in cambio di utilizzo scientifico e opportunità di volo supplementari.

Prima di unirsi al corpo astronauti dell’ESA nel 2009, a seguito di una selezione a cui avevano preso parte 8.500 candidati, Samantha Cristoforetti è stata pilota di caccia nell’Aeronautica Militare Italiana.

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Naturalmente, oltre le sue riconosciute doti, in questo primo tuffo nello spazio il capitano Samantha Cristoforetti porta con sé anche l’onere e l’onore di essere la prima astronauta donna italiana, nonché terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001).

Come membro effettivo dell’equipaggio residente, Samantha contribuirà allo svolgimento di tutti i compiti di ricerca, sperimentazione e manutenzione operativa dell’enorme laboratorio spaziale. Tra i compiti più delicati, quello di far attraccare le navicelle automatiche di rifornimento, come le russe Progress le americane private Dragon e Cygnus (di cui l’ultima, a onor di cronaca, non ha avuto gran successo). Samantha avrà anche il privilegio, per così dire, di spargere le ceneri del quinto e ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV) dell’ESA, quello denominato Georges Lemaître: il comando con cui Samantha lo sgancerà dalla stazione, per farlo bruciare in tutta sicurezza nel rientro in atmosfera, segnerà l’ultimo atto del programma ATV dell’Agenzia.

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Nel vasto programma scientifico della missione Futura sono contemplati esperimenti di fisica, biologia e fisiologia umana, condotti in condizioni di microgravità, dai cui risultati potranno derivare dei miglioramenti nelle condizioni di vita e salute sia degli astronauti impegnati in lunghe missioni spaziali che delle persone sulla Terra. 

POP3D è invece la via italiana alla stampa tridimensionale in orbita, un progetto che prevede la fabbricazione di un oggetto di plastica in una sessione automatizzata. Accanto alla stampante americana arrivata da poco sulla ISS, dovrà dimostrare la possibilità di costruire pezzi di ricambio direttamente nello spazio. Infine, Samantha farà contemporaneamente da “cavia e tecnico di laboratorio”, come ha detto lei stessa, per l’esperimento dal sapore più marcatamente italiano, la macchina per il caffè espresso in assenza di gravità che arriverà a missione inoltrata. Oltre a rilassare l’equipaggio, dicono dall’ASI, permetterà di studiare il comportamento dei fluidi nello spazio, .

Terminati gli impegni scientifici, e assolta qualche inevitabile incombenza domestica nella sua dimora temporanea, a Samantha rimarranno comunque altri compiti non meno impegnativi. Come, ad esempio, essere fonte d’ispirazione per le nuove generazioni. Ecco allora che sul sito Avamposto42 si potrà non solo seguire la missione Futura ma anche avere consigli su come mangiare bene e mantenere uno stile di vita sano sulla Terra, avvalendosi delle conoscenze avanzate della tecnologia e della medicina spaziali. Il sito, realizzato grazie ad ASI, ESA e Aeronautica militare avrà anche profili social su Facebook e Twitter e conterrà una sezione dedicata alle domande degli utenti.

Si prospetta un tempo piuttosto impegnato lassù”, ha detto Samantha  in un’intervista diffusa dall’ESA. “Ma, sapete, sono sicura che avremo anche un po’ di tempo libero, così potrò divertirmi a scattare foto e, ovviamente, spero di essere molto attiva sui social media ed essere in grado condividere questa esperienza il più possibile”.


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* La buona notizia del venerdì: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del Cern

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Ancora una volta dobbiamo essere orgogliosi dei nostri ricercatori e scienziati: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del #CERN, e la terza italiana in 60 anni di attività del centro di ricerca. Coordinatrice dell’esperimento Atlas è lei che ha dato l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs.

Nel 2012 il Times l’ha classificata tra le persone più importanti del mondo, mettendola al quinto posto.

E’ il primo Direttore donna e una delle pochissime donne a ricoprire un simile incarico nella fisica.

«In un certo senso trovo naturale che questo sia avvenuto al Cern. Il nostro laboratorio è un luogo che celebra la diversità e che ha una totale apertura verso tutte le differenze, non solo di sesso ma anche di età, etnia, religione, tradizioni. Ricordo poi che in questo momento è una donna anche il Presidente del Consiglio, la scienziata polacca Angieszka Zalewska».

Fabiola Gianotti,  suggella così la straordinaria scoperta del Bosone di Higgs avvenuta il 4 luglio del 2012 grazie all’esperimento Atlas guidato proprio dalla scienziata italiana, uno degli esperimenti di punta del Large Hadron Collider (Lhc) che si snoda sotto Ginevra. 

La scoperta della particella associata al campo di Higgs, che secondo la teoria permea l’Universo e conferisce la massa alle particelle elementari, alla materia, è stato un risultato scientifico di immenso valore, premiato l’anno successivo con il Nobel per la Fisica ai teorici che per primi avevano ipotizzato l’esistenza di questa particelle.

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Lavorare “per la scienza al servizio della pace” è quanto intende fare Fabiola Gianotti, sottolineando di essere “molto orgogliosa” e “molto contenta” per la prestigiosa nomina al vertice del Cern di Ginevra e, con il suo proverbiale low profile da grande scienziata, nella sua prima conferenza stampa via web dal Cern ha assicurato che “studierà” per diventare una buona direttrice generale dell’Istituto, incarico che assumerà ufficialmente dal gennaio del 2016.

Il Cern, ha detto, “ha insita la cultura della diversità, in termini di genere e di religione”, ed ha assicurato il suo pieno impegno perché questa cultura sia “preservata”.

La scienziata ha ricordato inoltre che sono “quattro i capisaldi che caratterizzano il Cern: scienza, tecnologia, formazione e pace“. Tutti elementi “che portano ad una ‘buona scienza” che porta, a sua volta, ad avere “persone migliori” ha osservato Gianotti ricordando che ad ispirarla nella sua scelta professionale è stata la storia e la vita di Marie Curie, la scienziata che ha scoperto il radio e Nobel per la Fisica nel 1903.

Tante le attese per il futuro, quando nella primavera del 2015 rientrerà in funzione il grande acceleratore Lhc: “saranno ancora tante – ha detto – le sorprese che la natura ci riserverà”.

Altre buone notizie:

Premio alla carriera a Giulia Crespi Presidente del FAI