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*La buona notizia del venerdì:La Human Library è la biblioteca dell’anima

 

“Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”

Yourcenar, Memorie di Adriano

 

In alcuni Paesi esistono biblioteche dove puoi “prendere in prestito” una persona, invece di un libro, per ascoltare la storia della sua vita. Le biblioteche sono una delle invenzioni migliori dell’umanità. Il valore di un libro è enorme…Ma nel 2000, in Danimarca, è stato avviato un progetto innovativo e brillante: una libreria di esseri umani, dove è possibile prendere in prestito una persona per mezz’ora e ascoltare la sua storia. L’iniziativa si è presto diffusa in altri luoghi, grazie all’organizzazione The Human Library. Uno degli obiettivi è combattere i pregiudizi: ogni persona ha un “titolo”, come “Disoccupata”, “Rifugiato”, “Bipolare”, ma ascoltando la loro storia realizzerete quanto sia sbagliato “giudicare un libro dalla copertina”.

Al momento l’organizzazione è attiva in cinquanta Paesi e alcune biblioteche, ad esempio in Corea del Sud e in Tasmania, sono permanenti – mentre altre sono allestite soltanto temporaneamente.

(Sito ufficiale, Bustle, Mentalfloss)

Isabel Schwaben

Che cos’è una biblioteca vivente.

Biblioteca Vivente, traduzione italiana del termine Human Library, è un metodo innovativo, semplice e concreto per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi, rompere gli stereotipi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale.

Come funziona?

La biblioteca vivente si presenta come una vera biblioteca, con i bibliotecari e un catalogo di titoli da cui scegliere, la differenza sta nel fatto che per leggere i libri non bisogna sfogliare le pagine ma … parlarci, perché i libri sono persone in carne ed ossa! Questi “libri viventi” vengono “presi in prestito” per la conversazione: ogni lettore sceglie il suo libro.

Chi sono i libri viventi?

I libri viventi sono persone consapevoli di appartenere a minoranze soggette a stereotipi e pregiudizi. Desiderosi di scardinarli, essi si rendono disponibili a discutere le proprie esperienze e i propri valori con altri.

I titoli sono volutamente molto diretti, come ad esempio “ragazza lesbica”, “donna islamica col velo”, “emigrato albanese”, proprio per suscitare le reazioni emotive dei potenziali lettori attivandone la curiosità, ma anche gli stereotipi e i pregiudizi.

La biblioteca vivente offre ai lettori l’opportunità di entrare in contatto con persone con cui difficilmente avrebbero occasione di confrontarsi. L’incontro rende concreta ed unica la persona che si ha davanti, che smette quindi di essere percepita come rappresentante di una categoria sulla base di una generalizzazione, ma viene riconosciuta nella sua unicità, una persona che non rappresenta nessuno se non la propria esperienza e storia.

Quanto dura?

Biblioteca vivente – coinvolgendo delle persone in carne ed ossa – è un evento molto limitato nel tempo, di solito uno o due giorni; in rarissimi casi può arrivare a tre o quattro giorni. La conversazione, cioè la lettura di un libro vivente, dura solitamente circa mezz’ora.

Feedback

Intervistati, sia i libri che i lettori la descrivono come un’esperienza di grande impatto, che ha arricchito in modo significativo la loro umanità.

Un po’ di storia.

Nata a Copenhagen, Human Library fu creata da un ristretto gruppo di giovani come risposta all’aggressione a sfondo razzista subita da un loro compagno nel 1993.

Convinti che la comprensione fosse la pre-condizione della tolleranza, i giovani hanno fondato l’associazione “Stop The Violence”, raggiungendo in breve tempo 30.000 adesioni fra i giovani danesi.

Richiesta di preparare un intervento su larga scala per il festival di Roskilde nel 2000, “Stop The Violence” ha messo a punto il metodo Human Library, che mette le persone di fronte ai loro pregiudizi offrendo uno spazio protetto in cui ospitare un dialogo franco ed aperto. L’iniziativa ha avuto un enorme successo, e dal 2003 è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi, e come tale incoraggiata. Da allora è stata esportata in tutto il mondo con grande successo.

***

La Biblioteca umana è un’organizzazione e un movimento internazionale che sono iniziati a Copenaghen, in Danimarca, nel 2000.

Ha lo scopo di affrontare i pregiudizi delle persone aiutandoli a parlare con coloro che normalmente non incontrerebbero.

Fondatore: Ronni Abergel

Fondazione: 2000, Copenaghen, Danimarca

WELCOME TO THE HUMAN LIBRARY

https://humanlibrary.org/

Biblioteca Rembrandt

Biblioteche, ospedali d’anime.

Gianfranco Ravasi

 

Nell’antico Egitto le biblioteche erano chiamate “Il tesoro dei rimedi dell’anima” perché curavano il peggiore dei mali, che, secondo gli antichi Egizi, era proprio l’ignoranza.

Regnava allora in Egitto Tolomeo I Sotere (323-285 a.C.), generale di Alessandro Magno. Dalla Grecia (…) era partito per visitare l’Egitto uno storico, Ecateo. (…) alla fine lo storico di Abdera s’era fermato stupito davanti a un portale su cui campeggiava una scritta che egli aveva tradotto in greco così:

PSYCHES IATREION «luogo di cura dell’anima».

Che cos’era mai questa «clinica dello spirito»?La risposta Ecateo l’ebbe quando vi penetrò: era la Biblioteca sacra di Ramesse. (…)

Federico il Grande nel 1780 sul frontone della Biblioteca Reale di Berlino aveva posto la titolatura Nutrimentum spiritus. (…)

Un aforisma medievale non esitava ad affermare che:

claustrum sine armario,

quasi castrum sine armamentario,

«un monastero privo dell’armadio dei libri

è come una piazzaforte senza munizioni.

https://www.avvenire.it/agora/pagine/biblioteche-ospedali-anima

anche in Italia:

http://bibliotecavivente.org/

http://www.vita.it/it/article/2020/07/06/the-human-library-libri-viventi-per-abbattere-i-pregiudizi/156095/

http://www.sangiorgio.comune.pistoia.it/human-library-le-esperienze-in-italia#.XyrawUnOOi4

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* le vagabonde blu

” Vagabonde blu “è il poetico nome che indica un tipo di stelle “sempre giovani ”
Diverse le ipotesi avanzate negli anni per chiarire l’origine di questi astri.
Situate all’interno di ammassi globulari o aperti, risultano più calde – da qui la colorazione blu – delle loro sorelle vicine, quando dovrebbero invece essere loro coetanee. Sfidando così le teorie standard dell’evoluzione astrale, secondo cui invecchiando le stelle evolvono prima in giganti rosse e poi in nane bianche, sempre più fredde e meno luminose.
Eppure loro, le “ blue straggler “, seguono tutt’altra strada: vecchie anche di 13 miliardi di anni, continuano ad apparire calde e brillanti come se fossero ancora bambine.
L’enigma di queste stelle e della loro origine ha affascinato astrofisici e scienziati sin dalla loro scoperta, negli anni ’50.
Proprio per cercare una risposta ai dubbi riguardanti le blue stragglers, Robert Mathieu e Aaron Geller, entrambi dell’Università del Wisconsin, hanno compiuto uno studio sul vecchio ammasso stellare NGC 188, un gruppo di stelle la cui età è stimata in circa 7 miliardi di anni posto a circa 5700 anni luce di distanza e osservabile nei pressi della stella Polare.
La conclusione della loro ricerca è che le blue straggler ringiovaniscono perché risucchiano la massa di un’altra stella cui si accompagnano, che le rafforza e permette loro di continuare a vivere più a lungo.
Le stelle analizzate dagli scienziati fanno parte di sistemi binari, in cui cioè due stelle sono “costrette” a ruotare l’una attorno all’altra a causa della mutua attrazione gravitazionale. In determinate condizioni una delle due stelle assorbe massa dall’altra diventando cosi una massiccia “blue straggler”: “ed è proprio la stella compagna che ci ha aiutato a determinare l’origine delle vagabonde blu”, ha spiegato Geller.

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La mia costante consapevolezza che lassù ci sono sempre stelle, pianeti, soli, galassie…che coesistono con noi esseri umani sulla terra, che è il nostro pianeta, nel mare di energia che gli astrofisici chiamano energia oscura, dato che di tutta la energia materia conosciamo solo il 4 o 5 %.
Il fatto di avere tanti compagni di viaggio che contribuiscono con la loro particolare e personale energia al cammino dell’essere umano verso la coscienza, dà il senso al mio concetto di esistenza oltre le coordinate di tempo e spazio che circoscrivono l’esperienza umana in una vita.
Seguo con molta passione l’evoluzione della conoscenza dell’universo, che è solo una piccolissima parte di tutto ciò che non conosciamo.
Come sopra così sotto viene usato troppo spesso, e spesso perde il suo significato, eppure dallo studio delle comete viene la conferma che siamo fatti della stessa materia delle stelle. E siamo quindi sottoposti alle stesse leggi. Il che mi rassicura visto che le stelle che ci interessano direttamente sono sempre lì.
Così certe notizie dallo spazio mi danno spunto per trarne analogie.
Nel grandissimo tempo le nane blu emergono dagli ammassi stellari cariche di energia brillante blu che è il risultato della esperienza di vita delle altre stelle. Continuano ad esistere per testimoniare la loro origine di stelle binarie. e noi le scopriamo dopo milioni di anni luce e ci raccontano dell’universo.
Nel grande tempo grandi uomini carichi di energia emergono dal susseguirsi delle civiltà che sono il risultato delle esperienze di vita di altri esseri umani. Continuano ad esistere nella Memoria del Mondo per testimoniare i valori raggiunti dall’umanità e ci raccontano dell’evoluzione e ne sono stimolo di generazione in generazione.
Nel piccolo tempo del qui e ora io sono il risultato delle mie esperienze. Le mie esperienze riguardano fatti, persone, ambiente, sono il mio universo conosciuto.
Se dalle mie esperienze traggo insegnamento arricchisco le mie capacità di costruire un futuro.Per me, per gli altri, per l’ambiente.
Se ho coscienza di me nel gruppo umanità posso determinare le mie esperienze esprimendo con il mio comportamento i valori propri di ogni essere umano.
Le nane blu prendono energia dal cosmo per esistere oltre il tempo e lo spazio.
I grandi uomini prendono energia dall’evoluzione dell’umanità per essere d’esempio oltre il tempo.
Io prendo energia dall’insegnamento delle mie esperienze per andare nel futuro.

 

Agisco nel mio piccolo intorno in sintonia con l’universo.

E se guardo il cielo lo vedo pulsare di bagliori blu…

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* La buona notizia del venerdì: A Firenze nasce il primo liceo dedicato al nostro patrimonio artistico

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.»

Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9

Sarà mirato allo studio dei beni culturali e alla loro conservazione, con tanto di esperienze sul campo: a Firenze, per la prima volta, un liceo classico proporrà un indirizzo per i Beni culturali. I

n un momento in cui la cultura sembra essere messa parecchio da parte, la Toscana, culla del Rinascimento, rilancia e punta alle nuove generazioni.

Siamo al Liceo classico Cavour Pacinotti del capoluogo toscano che, in collaborazione con l’Istituto per l’arte e il restauro Palazzo Spinelli, inaugurerà dal prossimo anno un programma specificamente rivolto, come si legge nella nota, “all’acquisizione di competenze e capacità multidisciplinari necessarie alla conoscenza, identificazione, protezione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio mondiale culturale e naturale”.

D’altronde, in un Paese come l’Italia, perché non averci pensato prima? Secondo l’ultimo studio ISTAT, attualmente sono 4.889 i musei e gli istituti similari, pubblici e privati, aperti al pubblico (nello specifico: 4.026 musei, gallerie e collezioni, 293 aree e parchi archeologici e 570 monumenti e complessi monumentali).

Quasi la metà del patrimonio museale (46,1%) si trova nelle regioni del Nord, il 27,4% al Centro e il 26,4% al Sud e nelle Isole. Le regioni con il maggior numero di istituzioni museali sono proprio la Toscana (528), l’Emilia-Romagna (482), la Lombardia (409), il Piemonte (398) e il Lazio (364). Un Comune italiano su tre (29,8%) ospita almeno un museo o un istituto similare e in Toscana, per esempio, la quota di Comuni dotati di almeno una struttura di raccolta e di esposizione al pubblico arriva al 66,8%.

Il nuovo Liceo ad indirizzo Beni Culturali

Punto di forza del liceo, spiega la nota, sarà una costante partecipazione alle attività culturali del territorio, attraverso visite mirate ai musei e alle collezioni pubbliche o private, prevedendo delle attività nei laboratori di restauro, nei cantieri e nelle botteghe artigiane.

Il corso è stato strutturato secondo materie proprie del percorso classico (italiano, greco e latino), che, insieme alle scienze naturali, matematica e fisica ed allo studio intensivo di una lingua straniera (inglese), integrano discipline che vanno dall’area normativa e governativa alle scienze culturali, umane e sociali, dalla storia dell’arte alla conservazione e restauro dei beni materiali, immateriali e del paesaggio, dalle dinamiche di gestione economico-finanziaria e di comunicazione all’utilizzo di nuove tecnologie integrate, alla valorizzazione dei contesti culturali e del territorio. Oltre alle lezioni frontali, il Liceo Classico dei Beni culturali punterà molto alle esperienze ” sul campo”, ovvero alla partecipazione ad attività culturali sul territorio presso musei, collezioni pubbliche e private, laboratori di restauro, cantieri e botteghe artigiane, ma anche convegni e seminari di approfondimento.”

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La cultura non è un bagaglio infinito di nozioni.

La cultura non si misura, non si pesa, non luccica.

La cultura si insegna. La cultura è un atteggiamento.

E’ l’amore per la conoscenza, è la passione per scoprire oltre l’evidenza, è l’ esigenza di collegare piccole nozioni in un disegno mentale, è la gioia di vederci più chiaro, di indagare, di non dare nulla per scontato.

E’ un ‘avventura che inizia con piccoli pezzi a comporre un puzzle che comprende tutta l’umanità, la sua evoluzione,le sue conquiste, la sua espressione in ogni campo, i suoi valori, i suoi principi.

La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa e di argomentare le sue scelte.

Tutti gli esseri umani hanno diritto all’istruzione!

L’istruzione è la chiave della libertà!

 

La Bellezza è un’abitudine di pensiero!

Fonte: Cavour Pacinotti

https://www.cavourpacinotti.net/liceo-classico-beniculturali/

https://www.laureaturismo.it/lauree/corso-di-laurea-in-beni-culturali-catania/

https://lauracarpi.com/2020/07/24/la-buona-notizia-del-venerdi-la-cultura-e-lo-strumento-per-cambiare-il-mondo-la-cultura-rende-lessere-umano-libero-di-pensare-con-la-propria-testa/

https://lauracarpi.com/2020/07/17/la-buona-notizia-del-venerdi-street-art-a-napoli-alluniversita-e-in-puglia-e-legge-viva-la-creativita-urbana/

https://lauracarpi.com/2020/07/10/la-buona-notizia-del-venerdi-i-parchi-artistici-e-larte-nella-natura-e-con-gli-elementi-natura/

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* Mi chiamo Neowise e sono una cometa! Ho un messaggio per voi, cara umanità!

” Pallidi fantasmi del cielo, vagano le comete nella notte buia del deserto siderale. Talvolta il Sole ne afferra qualcuna con la sua forza di attrazione. Appare allora ai nostri telescopi un tenue fiorellino lontano che brilla nel firmamento spiegando l’argenteo strascico.

Benvenuta nei nostri territori, ospite fugace.Qualcuno forse ti guarda con diffidenza e vorrebbe imputare a te la responsabilità delle avventure umane., ma io ti credo innocente. Sei tenue, diafana fatta di luce; forse in alcune grandi anfore si potrebbero racchiudere, compressi e liquefatti i gas che fluttuano nella raggera della tua chioma e della tua coda. Non può venire male da te.

Vorrei sapere qualcosa di te, celeste pellegrina dei cieli, e delle tue sorelle.La tua storia per esempio. Da dove vieni? Dove vai? Chi ti ha ordinato un lungo vagabondaggio nello spazio come all’inseguimento di una meta che sempre fugge davanti a te? Cosa hai visto nei millenari pellegrinaggi? Ora come una celeste libellula voli intorno al rogo ardente del Sole; ma non ti brucerai mai le ali, potrai fuggire ancora attraverso l’infinito. Fra pochi giorni ti vedremo come uno spettro lontano, ti dileguerai nel mistero della notte senza fine.”

Così inizia un vecchio libro di astronomia della nonna nel quale si parla di comete.

Ma anticamente le comete erano considerate come effimeri fenomeni celesti, o si credeva che fossero anime di grandi uomini ascese come beati al Cielo.

Il 27 marzo 2020, è stata scoperta una nuova cometa e le è stato dato il nome di Neowise (prende il nome dal telescopio utilizzato per individuarla).

Adesso nel mese di luglio, e forse anche fino ad agosto, Neowise è visibile dal pianeta Terra per coloro che vivono nell’emisfero settentrionale.

Neowise ha un’orbita di circa 6.800 anni, quindi non la vedremo mai più, almeno non in questa vita.

Il segno della cometa può anche essere usato per creare previsioni su quali messaggi può portare.

Neowise è stato scoperta nel segno del Leone.

Niente è per caso nei movimenti del cielo. E ogni energia emessa dai vari corpi celesti è una spinta amorosa all’evoluzione della coscienza dell’umanità.

Il proposito di questo Sistema Solare è la rivelazione della Coscienza.

Il Leone è un segno fisso e di fuoco.

I “Figli e le Figlie della Mente” sono “Figli del Fuoco” perchè la nostra Energia è una fiamma che crea e consuma. Questa è anche la fiamma che purifica e che brucia e consuma tutto ciò che ostacola il processo della volontà creativa.

Il Leone è alla ricerca del vero Sè, della sua autodeterminazione.

Il Leone che non è ancora risvegliato alla consapevolezza, lo fa attraverso l’apparenza, vuole distinguersi con fatti eclatanti, con l’ostentazione di una presenza brillante ricca di luci e brillantini, con l’uso spropositato del potere personale, con la costruzione di “monumenti “per avere lustro e onori.

Dovrà confrontarsi con molte tensioni sociali.

Le forze di questa Era dicono” Va bene, puoi essere una stella, puoi esprimere la tua volontà creativa e la tua energia mentale focalizzata verso la collettività ed a suo beneficio. Qualsiasi cosa tu faccia, e a prescindere da quanto sia forte il tuo desiderio di lasciare la tua impronta sulle tue creazioni, i tuoi intenti saranno volti ad avere una rilevanza per il gruppo umanità”

Il Leone consapevole sa che la sua ricerca è da attuare dentro di Sè.

Lì ci sono le risposte: Chi sono io? Cosa significa la mia vita? Cos’è che mi rende diverso dagli altri? Cosa sono io per gli altri?

È una ricerca estremamente intima, personale e profonda.

Solo così attraverso tutte le prove necessarie saprà quale è il suo posto nel mondo e quale strada percorrere per raggiungere il suo compito nell’Evoluzione.

Nella Nuova Era I Napoleoni non sono apprezzati se non come pasticceria, e anche in questo caso devono essere condivisi con gli amici!

Ebbene, quanti Napoleoni abbiamo ora nell’umanità attuale? Altrochè, ed i risultati li abbiamo sottocchio, devastanti per la Terra e per i rapporti sociali.

Niente è per caso nel cielo ! E ogni energia emessa dai vari corpi celesti è una spinta amorosa all’evoluzione della coscienza dell’umanità.

Il messaggio della cometa Neowise con la sua coda di fuoco nel cielo della costellazione del Leone è una spinta per tutta l’ umanità a guardarsi dentro e scoprire la sua missione nel Disegno del Cosmo.

Rifiutiamo i Napoleoni boriosi e ascoltiamo il messaggio del cuore del Leone.

E suggerisco di guardare in quale casa di esperienza si trova nel nostro tema natale la costellazione del Leone. Magari abbiamo qualche atteggiamento da trasformare.

A buon intenditor poche parole.

Love Laurin

 

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?

 

E se volete sapere di più sulle comete:

seconda stella a destra questo è il cammino..

 

 

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* Sebben che siamo donne: Jeanne Baret la prima donna che ha circumnavigato il mondo e scoperto la bouganville

Oggi Jeanne Baret avrebbe compiuto 280 anni.

E Google ha deciso di regalare uno dei suoi doodle alla celebre botanica ed esploratrice francese che nel 1766 lasciò la Francia per una spedizione esplorativa diventando la prima donna a girare il mondo.

Jeanne Baret salpò a bordo della nave Étoile conquistando poi il primato di prima esploratrice del mondo.

La botanica nacque il 27 luglio 1740 ad Autun nella Francia centrale. Grazie a un’educazione rurale, divenne abile nell’identificare le piante e ottenne il riconoscimento come specialista locale in medicina delle piante.

All’inizio del 1760 iniziò a lavorare per il noto botanico Philibert Commerson.

Quando la Francia organizzò la sua prima circumnavigazione del globo nel 1765, Commerson fu invitato come botanico del gruppo.

Le leggi francesi allora non permettevano alle donne di salire sulle navi della marina, quindi pur di partire come assistente di Commerson, Jeanne si vestì da uomo. La coppia insieme raccolse oltre 6.000 esemplari di piante durante il viaggio.

Alla fine, i membri dell’equipaggio scoprirono a Tahiti che Jeanne era una donna travestita da uomo e lei e Commerson terminarono il loro viaggio sull’isola di Mauritius nel 1768. Jeanne rimase lì per anni prima di fare ritorno nella sua Francia,  data che segnò il completamento ufficiale della sua circumnavigazione della Terra.

Per celebrare questa donna eroica e coraggiosa che dopo mille peripezie è riuscita a girato il mondo in nome della scienza, Google oggi le ha dedicato un doodle.

Secondo l’opinione comune, a Jeanne Baret si deve la scoperta della bellissima bouganville mentre l’equipaggio era fermo in Brasile. Per questo nel doodle è raffigurata con una vite in bouganville in fiore.

Jeanne Baret ha preso un campione di questa vite fiorita mentre viaggiava in Brasile. Ho sempre adorato questa pianta e volevo assolutamente includerla” ha spiegato l’autore del doodle.

Nel 2012, Jeanne Baret ricevette finalmente l’onore botanico che le sfuggì durante la sua vita, quando una pianta del genere Solanum – che include patate, pomodori e melanzane – ricevette il nome di specie baretiae.

Fonte:

https://www.google.com/doodles/jeanne-barets-280th-birthday

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* La buona notizia del venerdì: La cultura è lo strumento per cambiare il mondo! La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa!

L’istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo

( Nelson Mandela)

Gli esami nazionali per l’ammissione all’Università si sono svolti all’aperto, e anche nei campi sportivi a causa delle preoccupazioni per la pandemia che ha colpito duramente l’Afghanistan.

Non ci sono tavoli, non ci sono sedie, solo ampi spazi di terra, polvere e tante speranze.

Le norme attualmente in vigore rendono difficile lo svolgimento degli esami nel modo in cui vengono organizzati di solito.

Questo non ha fermato le studentesse afghane, che vogliono studiare e non vogliono perdere la possibilità di essere ammesse all’Università e di inseguire i loro sogni.

La pandemia non le ha fermate.

La povertà non le ha fermate, l’essere donna non le ha fermate.

La voglia di studiare, imparare e riscattarsi è stata più forte.

Una giovane mamma con il suo bambino in braccio è un’immagine bellissima, quella di un futuro che puó cambiare per tutte le donne e i loro figli.

Quest’anno si prevedono le iscrizioni per 210.000 studenti, che non si sono mai fermati di fronte alle difficoltà, spinti dalla determinazione di sostenere il loro esame di ammissioni.

Il web l’ha nominata la spiaggia degli esami e le fotografie scattate alle donne afghane sono diventate un vero e proprio simbolo di questa emergenza mondiale. Neanche la pandemia ha fermato queste ragazze di fronte ai loro scopi.

Neppure la povertà e il fatto di essere donne. Un’immagine davvero molto forte, simbolo di un riscatto incredibile.

Ovviamente anche gli uomini hanno sostenuto i diversi esami, ma vedere così tante donne , alla luce della situazione che c’è in questo Paese rende le immagini ancora più potenti.

Queste foto sono state scattate in #Afghanistan dove centinaia di donne stanno affrontando l’esame #kankoor per essere ammesse all’universitá in Daikundi.

Se dai il pesce ad un uomo, egli si ciberà una volta.

Ma se tu gli insegni a pescare, egli si nutrirà per tutta la vita.

(Kuang-Tsen)

Questo intendo per cultura.

La cultura non è un bagaglio infinito di nozioni.

La cultura non si misura, non si pesa, non luccica.

La cultura si insegna. La cultura è un atteggiamento.

E’ l’amore per la conoscenza, è la passione per scoprire oltre l’evidenza, è l’ esigenza di collegare piccole nozioni in un disegno mentale, è la gioia di vederci più chiaro, di indagare, di non dare nulla per scontato.

E’ un ‘avventura che inizia con piccoli pezzi a comporre un puzzle che comprende tutta l’umanità, la sua evoluzione,le sue conquiste, la sua espressione in ogni campo, i suoi valori, i suoi principi.

La cultura rende l’essere umano libero di pensare con la propria testa e di argomentare le sue scelte.

Tutti gli esseri umani hanno diritto all’istruzione!

L’istruzione è la chiave della libertà!

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* La buona notizia del venerdì: Street Art a Napoli all’Università e in Puglia è legge. Viva la creatività urbana!

Street art all’Università: nasce a Napoli il primo centro studi sulla creatività urbana

Dalla periferia al centro storico a Napoli ogni strada è un tripudio di colori. Qui (anche) l’arte urbana la fa da padrona e giganteschi murales e opere urbane in molti casi danno un nuovo volto ai più difficili quartieri della città. Ma che valore hanno queste opere? E perché sono così importanti in un tessuto metropolitano

A dare risposte e a mantenere viva questa forma artistica decisamente d’impatto e visibile a tutti,  proprio a Napoli, INWARD, l’Osservatorio nazionale sulla creatività urbana, ha scelto di stabilire la sede del primo Centro Studi sulla Street art, chiamato “Inopinatum”.

Con la coordinazione scientifica del direttore Luca Borriello, dal 2019 Inopinatum (che significa, nella mente dei creatori, “imprevista impertinenza”) ha sede nell’antico claustro della cittadella monastica di Suor Orsola, sede della omonima Università.

Cosa si studia

Il coordinamento scientifico di Inopinatum è guidato da una stretta collaborazione tra INWARD e l’Istituto universitario e l’obiettivo è uno solo: creare un mix perfetto di tutti gli indirizzi di studio (scienze formative, psicologiche e della comunicazione, scienze turistiche, umanistiche e scienze giuridiche. Le scienze giuridiche, per esempio, trattano il diritto d’autore, mentre il diritto commerciale la proprietà dell’opera e il suo supporto) e dare adito a corsi di ricerca, formazione, divulgazione, sperimentazione, edizione, informazione, comunicazione, tutto nell’ambito della creatività urbana. In più, Centro Studi fornisce supporto e consulenza ad enti, organizzazioni e aziende.

E non solo: qui non matite ma bombolette, non letteratura classica, ma la storia dei graffiti e tutti i murales in tutte le loro forme. E alla domanda (intervista di Artribune) se e in che modo la creatività urbana potrà contribuire a farci fruire nuovamente degli spazi pubblici, Luca Borriello conclude:

È un momento complesso, in cui c’è una ripresa di attraversamento degli spazi e di alcune consuetudini legate a esso ma è innegabile un senso di smarrimento. Ecco perché, ora più che mai, produrre arte all’interno di un contesto pubblico in cui ci si sente persi, attribuendogli nuovi sensi e significati, potrebbe rivelarsi fondamentale”.

Arte urbana per rigenerare luoghi e beni pubblici?

Succede in Puglia, dove sta per avviarsi un coinvolgente progetto di valorizzazione del patrimonio e di riscoperta del territorio attraverso il comune denominatore della street art.

La Regione Puglia ha, infatti, deciso di stanziare quasi 4 milioni di euro per realizzare murales che abbelliscano le periferie delle città, rendendole più accoglienti e inclusive.

Con una deliberazione approvata giovedì su proposta degli assessori Capone e Piemontese, la Giunta regionale ha dato il via libera definitivo all’attuazione della misura finalizzata a promuovere e sostenere gli interventi di Street Art nel territorio pugliese”, scrive nel suo blog il consigliere regionale Enzo Colonna in cui spiega un po’ tutta l’operazione che fa parte del più ampio programma STHAR LAB, approvato dalla Giunta a dicembre 2019 e finalizzato al recupero di beni e luoghi culturali appartenenti ad amministrazioni pubbliche attraverso laboratori di fruizione articolati in tre ambiti tematici (street art, teatri storici, habitat rupestri) in grado di attivare percorsi culturali di relazione pubblica e collettiva.

E allora forza, è del bello che abbiamo bisogno!

Del resto le prime espressioni artistiche dei nostri pro-pro-pro-progenitori sono state sui muri delle loro abitazioni! (Ops! Caverne!)

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/centro-studi-street-art-napoli/

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/ospedale-di-pozzuoli-murales-jorit/

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2020/06/4-milioni-puglia

“L’arte e la creatività urbana per migliorare le nostre città”.
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*La buona notizia del venerdì: I Parchi Artistici e l’arte nella natura e con gli elementi natura

Spesso viviamo così concentrati sulla nostra routine che non solo non ci accorgiamo del balcone del vicino pieno di fiori e tantomeno della nostra città e del territorio che la ospita.

Mi è capitato di scoprire chicche d’arte accompagnando in numerose visite a Roma, che di chicche ne è stracolma, i miei alunni di scuola media, per avvicinarli alla storia dell’arte dei vari periodi .

E incontrando dopo anni gli stessi alunni ho avuto la soddisfazione di scoprire di averli coinvolti nella riconoscere la Bellezza.

La Bellezza è nell’ apprezzare le diverse espressioni artistiche, coglierne il significato e l’emozione dell’autore, è trovare la passione di ricercare armonia nelle più svariate forme.

La Bellezza è un abitudine di pensiero.

Ogni angolo di Italia è “ un museo a cielo aperto “ , basta voltare l’angolo o fare pochi chilometri per trovare e provare tante meraviglie dei tempi passati e di ogni periodo storico.

In questo infinito e unico patrimonio artistico del nostro paese ci sono meraviglie della creatività di artisti del paesaggio che nella natura hanno trovato la loro espressione. Mare, montagna, boschi, pianura, dove rami, pietre, tronchi, sassi diventano arte.

I “parchi artistici” offrono esperienze culturali d’avanguardia e la possibilità di scoprire il misterioso legame che intercorre tra arte contemporanea e paesaggio.

I giardini dell’arte, in tutta Italia, sono spazi meditativi e punti d’osservazione inediti densi di capolavori donati alla comunità da mecenati lungimiranti innamorati del talento.

Così, fruire di un’esperienza artistica diventa una “passeggiata” per immergersi in opere faraoniche e visionarie create da artisti internazionali.

E diventa una educazione alla Bellezza, al rispetto della Bellezza, a trarre ispirazione dalla Bellezza.

Perchè la vita stessa sia Bellezza!

Così ho pensato di segnalare queste bellezze che magari si trovano proprio dietro casa . Ogni volta che mi capita di incontrare foto e articoli e descrizioni di una o dell’altra ( bellezza)

Questo rientra nell’intenzione del mio appello del 1 giugno per riempire i social di BELLEZZA!

1. Parco artistico Orme su La Court – Castelnuovo Calcea ‒Asti

2 Arte Sella -Trento

3 Art Park -Udine

4 Villa Marignana – Mogliano Veneto

5 Ca’ la Ghironda – Bologna

6 Fattoria di Celle- Santomato di Pistoia

7 Parco Sculture del Chianti – Siena

8 Giardino Museo di Daniel Spoerri- Grosseto

9 Giardino dei Tarocchi- Capalbio

10 Fondazione Burri- Città di Castello

11 Fiumara d’arte- Castel di Tusa Merano

E ricordati !!!

Una di queste meraviglie magari è ad un passo da casa tua… e non lo sapevi!

 

Fonte: https://www.artribune.com/turismo/2017/07/parchi-arte-italia/?fbclid=IwAR2vH93HYvl4BQiAewIhJUYDX_5GysPNsH13l0iQvAnSSGRUUBICxEIDO3U