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* La buona notizia del venerdì: Il Protocollo di Milano come carta costituzionale del cibo mondiale

Ecco chi ha sottoscritto il Protocollo di Milano e perché:

È stata approntata la bozza finale di quella che si candida a diventare una carta costituzionale del cibo mondiale. L’ha scritta Barilla, la stanno firmando in molti.

È pronta la versione finale del Protocollo di Milano che sarà diffusa in occasione di Expo 2015. Il Protocollo, una sorta di carta costituzionale del cibo promosso da Barilla attraverso il suo Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn), fissa sulla carta impegni concreti per combattere lo spreco alimentare, favorire l’agricoltura sostenibile e contrastare fame e obesità attraverso la promozione di stili di vita sani.

I tre punti di partenza sono tre grandi paradossi che affliggono il mondo: sono in aumento i bambini obesi rispetto ai bambini denutriti; solo il 50% della produzione agricola è destinata alla produzione del cibo per gli uomini, il rimanente 50% è usato per nutrire animali e produrre biocarburante; il cibo sprecato sarebbe sufficiente per nutrire le oltre 805 milioni di persone affamate su scala mondiale.

Studiare tutte le soluzioni per bilanciare queste cifre è l’obiettivo in vista dell’appuntamento di Milano con Expo 2015 che rappresenta un’opportunità per parlare dei temi sollevati dal Protocollo in modo non banale, non ideologico. Per dire che questi temi sono fondamentali nella discussione nel mondo..

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National Geographic Italia

Solo grazie all’impegno di tutti e a una visione condivisa potremo sfamare nove miliardi di persone senza gravare ulteriormente sul già precario bilancio delle risorse del pianeta – ha affermato all’atto dell’adesione Marco Cattaneo  di National Geographic Italia – Pensiamo che il Protocollo di Milano rappresenti un impegno serio che mette i Paesi di fronte alla necessità di agire in modo concreto. Gli obiettivi posti dal Protocollo centrano la questione per rispondere ai paradossi che vedono contrapporsi lo spreco del cibo a obesità e malnutrizione, e sistemi agricoli che privilegiano la coltivazioni di biocombustibili e cibi per animali versus uomini”.

Coop

La sostenibilità dello sviluppo economico, cioè di una crescita equilibrata tra produzione alimentare e sfruttamento delle risorse del pianeta, è uno dei criteri fondamentali che guidano le strategie di Coop. Riteniamo importante il ruolo di modelli produttivi e di imprese a larga partecipazione e gestione democratica, nell’assicurare un cibo buono e sicuro per tutti e creare così consapevolezza sul futuro del Pianeta” ha spiegato Marco Pedroni presidente Coop Italia.

Cesvi

Secondo una nota del Cesvi, “1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate inutilmente ogni anno. Un terzo dei raccolti agricoli è impiegato per produrre mangimi e biocarburanti. Per ogni persona malnutrita, due sono in sovrappeso. Sono questi i 3 paradossi alimentari che vengono affrontati dal Protocollo di Milano”

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Slow Food

Il Protocollo di Milano – ha aggiunto Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food – è una straordinaria occasione di sintonizzare su un sentire comune tante attenzioni, tante opportunità di cambiamento e soprattutto tante progettualità istituzionali e della società civile. Slow Food ha accompagnato fin dall’inizio il processo di costruzione di questo documento e pensiamo – conclude Petrini – che il lavoro fatto fin qui sia una eccellente base di partenza da arricchire con i contributi di tutti”.

Limes

Questi e altri problemi del nostro tempo non pertengono solo al campo dell’etica, ma investono anche – sempre di più – la sfera strategica e quella economica. Se non affrontati tempestivamente ed efficacemente, tali sfide rischiano infatti di destabilizzare vaste aree del globo e di pregiudicare le chance di vita di intere popolazioni, con enormi costi umani, finanziari e ambientali. Da qui la rilevanza geopolitica dei problemi in varia misura connessi al cibo e all’alimentazione, la cui natura complessa richiede un approccio interdisciplinare capace di fornire risposte e soluzioni adeguate” scrive Limes, la rivista italiana di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, fondata nel 1993.

Eataly

La catena alimentare fondata da Oscar Farinetti spiegail motivo dell’adesione: “Perché dobbiamo fare le scelte giuste per il futuro prima che il futuro si imponga, e mettere in atto una rivoluzione importante nella nostra civilità”. “Eataly propone il meglio delle produzioni artigianali a prezzi sostenibili, creando un rapporto di contatto diretto tra il produttore e il distributore finale. L’obiettivo è quello di incrementare la percentuale di coloro i quali si alimentano con consapevolezza”.

Fondazione Banco Alimentare

La Fondazione, impegnata fin dal 1989 nella lotta agli sprechi alimentari, ne riconosce il valore che il Protocollo “perché potrà dare un contributo al dibattito internazionale su temi tanto fondamentali quanto attuali come quelli proposti: spreco di alimenti, agricoltura sostenibile, coesistenza di fame e obesità”.

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Coldiretti

Con un milione e mezzo di associati è la principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. “Informazione, educazione e consapevolezza rappresentano l’asse sul quale ruota anche la lotta agli sprechi, che non sono legati soltanto all’idea dei prodotti dell’agricoltura non raccolti o degli alimenti acquistati in eccesso che finiscono tra i rifiuti, ma sono anch’essi derivazione di un sistema di concorrenza iniquo”. Nell’adesione spiega: “Il cibo è il bene comune per eccellenza e gli agricoltori, che sono i suoi protagonisti dal campo fino al piatto, devono far parte di uno sviluppo sostenibile”.

Save the Children

L’organizzazione realizza, in stretto contatto con le comunità locali, programmi di medio-lungo termine e interviene in situazioni di emergenza causate da conflitti o catastrofi naturali. Fa inoltre pressione su governi e istituzioni nazionali e internazionali per migliorare le condizioni di vita dei bambini. Ha aderito: “Perché gli obiettivi del Protocollo riguardano anche la salute e le condizioni di vita dei bambini, la popolazione del futuro”.

Giunti editore

Storica casa editrice fiorentina, opera nel settore dell’Editoria libraria, cartacea e digitale. “Il Protocollo di Milano è fondato su presupposti difficilmente non condivisibili, che tuttavia sono molto ambiziosi.Giunti editore, da sempre impegnato sul fronte dell’educazione nella scuola e nella società, pensa di poter portare un utile contributo a questa importante battaglia di civiltà”.

Legambiente

L’associazione lavora per il miglioramento della qualità ambientale, la lotta contro ogni forma di inquinamento e un uso razionale delle risorse naturali. “Aderiamo al Protocollo per promuovere un’agricoltura sostenibile basata su principi agroecologici e per ricostruire un rapporto bilanciato tra l’uomo e la natura”.

Wwf Italia

L’associazione ambientalista ritiene di poter collaborare con la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition per promuovere la proposta che Expo 2015 debba concretizzarsi in un significativo impegno politico mirato a far sottoscrivere alle istituzioni, alle imprese, alle organizzazioni, agli attori della società civile, un esplicito Protocollo in questo senso e fornirà, pertanto, il suo contributo e il suo supporto per un affinamento e miglioramento di quanto già elaborato.

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Fondazione Univerde

La Fondazione sostiene il Protocollo di Milano e i suoi tre principali obiettivi, per diffondere un’agricoltura sostenibile con particolare riferimento alle agricolture familiari e tradizionali diffuse nel pianeta, all’agricoltura biologica, biodinamica e alla permacultura. Per la lotta allo spreco di cibo e alla fame e alla denutrizione che interessano ancora troppa parte degli abitanti del pianeta e per la promozione di stili di vita salubri e della dieta mediterranea.

Jamie Oliver Food Foundation

È diritto di ogni bambino essere nutrito in modo corretto ed educato al cibo, alla sua origine e a come questo influisce sul suo fisico. Tuttavia, questo può accadere soltanto se rettifichiamo la confusione in cui oggi si trova il sistema alimentare globale”, ha dichiarato Jamie Oliver, cuoco e conduttore televisivo che si batte per limitare l’uso di junk food, in particolar modo nelle mense scolastiche….

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Crediamo che i problemi globali legati al cibo, come la fame, l’obesità, il cambiamento climatico, la disoccupazione, possono essere risolti investendo nell’agricoltura sostenibile”.

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Anticipazioni di quel che sarà Expo 2015, idee, discussioni e interviste. Il team LifeGate collabora con magazine.expo2015.org per dare nuovi contenuti e un’anima alla prossima esposizione universale. Una grande occasione per rimettere il cibo, l’ambiente, l’Italia al centro di tutto.

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http://www.lifegate.it/persone/news/ecco-chi-ha-sottoscritto-il-protocollo-di-milano-e-perche-da-matteo-renzi-slow-food-dal-national-geographic-alla-coop

 

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* La buona notizia del venerdì: Il 17enne di Barletta chiamato dal Cern

 La storia di Daniele Doronzo, un 17enne, con la passione della fisica .

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Il ragazzo, che frequenta il Liceo Classico Casardi di Barletta, aveva deciso di fare l’esame di maturità con un anno di anticipo per poter arrivare a fare uno stage al Cern, il sogno della sua vita. Daniele però ha avuto paura che il suo sogno non potesse realizzarsi dato che la scuola lo aveva promosso con un 7 in fisica e uno in condotta. Il 17enne infatti per svolgere gli esami di maturità con un anno di anticipo avrebbe dovuto avere tutti gli anni si scuola almeno otto in tutte le materie. Daniele in effetti non era mai sceso sotto l’otto e il nove, ma la doccia fredda gli è arrivata proprio nel momento decisivo.

Da gennaio avevo inondato di mail il centro in Svizzera per riuscire a fare uno stage. La fisica è la mia vita. Avevano letto quello che gli avevo mandato, articoli, studi eccetera ed ero stato accettato. Ma per andarci c’era bisogno del diploma. E così anche per prepararmi al meglio all’ingresso nelle università americane, dove avrei voluto studiare, a gennaio ho avvisato la mia scuola della mia volontà di fare gli esami con un anno di anticipo” ha raccontato il ragazzo a Repubblica, ma dopo i quadri a giugno tutto sembrava perso.
Sembra che il 7 in condotta, che però da solo non gli avrebbe procurato problemi, sia arrivato dopo alcune sue intemperanza durante la gita scolastica e i suoi continui ritardi a scuola. Mentre sembra che l’insegnante di fisica gli abbia messo il 7 perché il ragazzo “da quando aveva deciso di fare gli esami di maturità si era lasciato andare”.

Questo però gli ha impedito di provare gli esami di maturità prima e iscriversi alle università americane, ma fortunatamente per lui non ha spezzato nemmeno l’altro suo grande sogno: andare al Cern. “Apprendo ora che non fosse diplomato. Non so perché la docente gli ha messo quel sette. Avrà avuto i suoi motivi.

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Certo, Daniele, non è un ragazzo ordinario.

Ancora oggi continuano in tanti a chiedermi di lui” ha dichiarato la fisica italiana, Gabriella Pugliese, che collabora con il Cern e ha fatto da tutor a Daniele nei giorni in cui il ragazzo è stato in Svizzera. Gabriella Pugliese ricorda che il 17enne aveva colpito tutti perché aveva inviato la mail a decine di persone in tutte le lingue. “Si vedeva che aveva una voglia matta di fare questa esperienza, che era tutto quello che voleva. E gliel’hanno fatta fare” ha sottolineato Pugliese.

Daniele dopo questa stupenda esperienza ora è San Francisco, si è ritirato da scuola e si sta preparando agli esami che a giugno farà da privatista in un’altra scuola vicina, a Trani. “Vorrei dimostrare di essere un po’ più forte di un sette” ha aggiunto il 17enne

Fonte :http://www.fanpage.it/il-17enne-ribelle-di-barletta-con-7-in-condotta-ma-chiamato-dal-cern/#ixzz3KZD3AxHK

  “  A volte qualcosa va male per una giusta ragione  “

  “  Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu la ottenga  “     ( Paolo Coelho )

Altre buone notizie:

” Area Cani a Firenze ” di Fausta68 

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* Susan Herbert, la pittrice dei gatti

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Susan Herbert (classe 1945) è considerata una dei più importanti “cat artists” del mondo, ovvero una “pittrice di gatti” molto particolare.
Formatasi a Oxford, alla Ruskin School Of Drawing & Fine Art, agli inizi della carriera ha lavorato come bozzettista presso la English National Opera, una delle principali compagnie operistiche di Londra.

 

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Qui, ritraendo gli artisti sulla scena, le viene l’ispirazione di sostituire fattezze feline al posto delle figure umane; finirà così per specializzarsi in stampe a tiratura limitata di  “personaggi scenici animalizzati”.

Tuttavia il suo primo lavoro non ritrae i gatti ma i loro antagonisti, vivaci topolini spesso illustrati su storyboard raffiguranti scene dei drammi shakespearini e successivamente vedono la luce gli Opera Cats, gli Shakespeare Cats, e i gatti immortalati nel Teatro e nel Balletto.

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Negli anni ’90, dopo quindici anni di duro lavoro e scarso successo, Thames and Hudson dà alle stampe The Cats Gallery of Arts che diventa immediatamente un fenomeno editoriale.


Ammirando i The Cats History of Western Art ci si rende conto che non c’è alcun intento parodistico nella rappresentazione e declinazione della nostra musa pelosa ma piuttosto una rispettosa, fedele e tenera interpretazione delle opere di Leonardo, Botticelli, Vermeer, Caravaggio, Rubens, Tiziano, Van Eyck, David, Goya, van Gogh, Monet e di moltissimi altri grandi artisti di tutte le epoche.

Da notare il gusto per il particolare e la finezza da gattofila: le code dei mici sono (quasi) sempre ben in vista: la Gioconda per esempio la tiene elegantemente in mano…

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Oltre ad aver rivisitato i capolavori della Pittura, del Teatro, dell’Opera, del Balletto, la Herbert ha esplorato anche il cinema, creando gli adorabili “Movie Cats”: così vediamo scene di molti film famosi in versione felina, da Via col Vento a Il Padrino, da Singin’ in the Rain al Dottor Zivago, dai classici in bianco e nero come Casablanca fino a film più recenti come Il Gladiatore.

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La Herbert  ha acquisito notorietà presso il grande pubblico dagli anni ’90 e nel Teatro Reale di Bath c’è una mostra permanente dei suoi dipinti, da visitare in compagnia del proprio mecenate felino.


fonti:

http://www.equilibriarte.org/site/SilviaB/blog/gatti-nathaniel-currier

http://www.libreriamedievale.com/gatti-medievali.html

 

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* La buona notizia del venerdì: Il metodo Montessori diventa interattivo

Il metodo Montessori diventa interattivo dalle “favole” alle app e al design tecnologico

Nella città natale della grande pedagogista il 28 e 29 novembre studiosi di tutti i Paesi a confronto per capire come lavagne interattive, tablet e app possano essere efficacemente utilizzati nel rispetto del percorso educativo indicato dalla scienziata di Chiaravalle: permettere al bambino di autoeducarsi, rispettandone tempi, interessi e creatività

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Quando Maria Montessori pubblicò i primi scritti sul suo metodo, più di 100 anni fa, i computer non esistevano. Eppure molti materiali montessoriani sembrano un’anticipazione del digitale, è incredibile per esempio come sia riuscita a spostare sulle forme concetti di matematica”, assicura Tommaso Ragnisco, direttore artistico della prima trasposizione digitale della “favola cosmica”, un grandioso racconto che parte dal Big Bang per arrivare all’uomo, una sorta di “genesi laica” pensata per spiegare ai bambini le origini dell’Universo, della Terra e dell’umanità.

La app verrà presentata il 28 e il 29 novembre al convegno “I processi cognitivi, le tecnologie interattive e il medoto Montessori”, che si terrà al Teatro Valle di Chiaravalle, città natale della grande pedagigosta, con la partecipazione di esperti in arrivo da ogni parte del mondo. 


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Il metodo Montessori si applica infatti in oltre 20.000 scuole di tutti i continenti: tra i relatori stranieri ci sono il direttore esecutivo dell’Association Montessori Society di New York, Richard A. Ungerer, tra gli italiani il presidente dell’Accademia dei Lincei Lamberto Maffei. La domanda alla quale gli esperti cercheranno di dare una risposta è come il metodo montessoriano può avvalersi efficacemente dell’apporto delle nuove tecnologie, mantenendo la propria struttura e la propria forza. Magari dando una mano a tutte le scuole che utilizzano lavagne interattive e iPad: le sperimentazioni sono all’ordine del giorno, racconteranno infatti la propria esperienza con tablet e app alcuni rappresentanti dell’istituto comprensivo Bruno da Osimo (di Osimo, in provincia di Ancona), inserito dal ministero dell’Istruzione tra le “22 eccellenze educative nazionali per le sperimentazioni e i progetti di innovazione della didattica anche attraverso le nuove tecnologie”. 

“Prima ancora di sapere come utilizzare l’iPad, parliamo di processi cognitivi. L’aspetto interessante delle tecnologie attuali è che sono interattive: quando mia figlia era bambina, guardava i cartonianimati, ponendosi come spettatore passivo. Adesso possiamo fare in modo che i bambini interagiscano, costruiscano un loro percorso di formazione, di autoeducazione. Altrimenti il rischio è che si possa tutti essere fagocitati da questi strumenti”, osserva Lucio Lombardi, direttore della fondazione Chiaravalle-Montessori.

Il progetto naturalmente ha subito suscitato l’attenzione della Apple, che parteciperà al convegno con alcuni workshop. Anche se a realizzare la prima app “montessoriana” è stato invece il team di educatori-tecnici dell’associazione romana “Tabula Fabula”, che sperimenta continuamente il proprio lavoro presso la scuola primaria di via Tito Livio, a Roma. “Il lavoro – spiegano gli autori – si è avvalso della sinergia di diverse figure professionali, educatori, designer, animatori, programmatori, che hanno dato vita a un prodotto sicuro e di altissima qualità, che accompagna i bambini all’esplorazione delle potenzialità digitali in un contesto protetto dalle insidie della rete e dai rischi che potrebbero conseguire a una condivisione indiscriminata e fuori controllo. Una favola sempre nuova da inventare con i genitori, in alternativa alla semplice lettura di una storia, ma anche un gioco che il bambino può gestire in totale autonomia, sviluppando sempre più l’aspetto educativo, oltre a quello ludico, con la crescita”. La app della favola cosmica è già stata tradotta in dieci lingue, le principali europee più cinese e giapponese. 

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La modernità del metodo Montessori non sta soltanto nella costruzione di percorsi autonomi di istruzione che permettono al bambino di apprendere anche da solo, nel rispetto dei propri tempi e dei propri interessi, ma anche nella presisposizione di uno spazio a misura di bambino che è parte integrante del sistema educativo.

Una sedia non è appena una sedia, le pareti sono suddivise per aree scientifiche, anche la luce gioca un ruolo fondamentale: è stato detto che in questa visione dello spazio e nella creazione dei “materiali” didattici Maria Montessori ha anticipato il moderno design.

E infatti due architetti di Flowerssori, azienda che progetta mobili ecologici per bambini ispirati al metodo Montessori, presenteranno un “Format di Scuola Chiaravalle Montessori”, cioè una scuola modello, spiegano Hans Kruger Goffi e Angelica Meucci, “che non sia solo a misura di bambino, ma anche sensoriale, innovativa, esteticamente accattivante ed economicamente sostenibile”. Cioè economica: è difficile immaginare le scuole italiane che investono in nuovo mobilio. Eppure, i visitatori potranno vedere in pratica come è fatta una scuola dove banchi e sedie non sono rimediati e in avanzato stato di deterioramento ma vengono pensati e costruiti “per potenziare le capacità cognitive del bambino”.

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Fonte.

http://www.repubblica.it/scuola/2014/11/13/news/il_metodo_montessori_diventa_interattivo_dai_materiali_al_design_tecnologico-100494656/

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* Donne e uomini…virtù e vizi

 

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Torno a scongiurarvi tutti in generale… che dismettiate quella rabbia contumace e quell’odio tanto criminale contra il nobilissimo sesso femenile; e non ne turbate quanto ha di bello il mondo, e il cielo con suoi tanti occhi scorge.

Ritornate, ritornate a voi, e richiamate l’ingegno, per cui veggiate che questo vostro livore non è altro che mania espressa e frenetico furore.

Chi è più insensato e stupido, che quello che non vede la luce? Qual pazzia può esser più abietta, che per raggion di sesso, esser nemico all’istessa natura….

Mirate chi sono i maschi, chi sono le femine.

Qua scorgete per suggetto il corpo, ch’è vostro amico, maschio, là l’anima che è vostra nemica, femina.

Qua il maschio caos, là la femina disposizione; qua il sonno, là la vigilia; qua il letargo, là la memoria; qua l’odio, là l’amicizia; qua il timore, là la sicurtà; qua il rigore, là la gentilezza; qua il scandalo, là la pace; qua il furore, là la quiete; qua l’errore, là la verità; qua il difetto, là la perfezione; qua l’inferno, là la felicità;….

E finalmente tutti vizii, mancamenti e delitti son maschi; e tutte le virtudi, eccellenze e bontadi son femine.

Quindi la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza, la bellezza, la maestà, la dignità, la divinità, cossì si nominano, cossì s’imaginano, cossì si descriveno, cossì si pingono, cossì sono.

E per uscir da queste raggioni teoriche, nozionali e grammaticali, convenienti al vostro argumento, e venire alle naturali, reali e prattiche…


De la causa principio et uno
Giordano Bruno

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* La buona notizia del venerdì: Missione Futura: prima italiana nello spazio

Si chiamerà Futura la missione di Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana e terza europea, che partirà verso la Stazione Spaziale Internazionale domenica 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur

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Nell’atmosfera pneumatica della tuta pressurizzataSokol, che protegge gli astronauti durante le fasi di lancio e di atterraggio a bordo della navicella di trasporto spaziale Soyuz TMA-15, Samantha Cristoforetti prenderà il volo domenica prossima 23 novembre dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, alle 21:59 ora italiana (02:59 ora locale). A fremere sotto la possente spinta iniziale del razzo vettore, assieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) saranno i veterani Terry Virts della NASA e Anton Shkaplerov della Roscosmos. Dopo sei ore di volo i tre raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale per una lunga Expedition contraddistinta dai numeri 42 e 43, con ritorno sulla Terra previsto tra sei mesi, nel maggio 2015.

Samantha sarà il settimo astronauta tricolore a volare nello spazio e la sua missione specifica, denominata Futura, sarà la terza di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dopo la missione Volare di Luca Parmitano dello scorso anno, e la seconda missione spaziale di Paolo Nespoli, nel 2011, grazie a un accordo bilaterale tra ASI e NASA in base al quale il nostro paese ha fornito all’ente spaziale statunitense moduli di rifornimento logistico e un modulo abitativo sull’avamposto orbitante, in cambio di utilizzo scientifico e opportunità di volo supplementari.

Prima di unirsi al corpo astronauti dell’ESA nel 2009, a seguito di una selezione a cui avevano preso parte 8.500 candidati, Samantha Cristoforetti è stata pilota di caccia nell’Aeronautica Militare Italiana.

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Naturalmente, oltre le sue riconosciute doti, in questo primo tuffo nello spazio il capitano Samantha Cristoforetti porta con sé anche l’onere e l’onore di essere la prima astronauta donna italiana, nonché terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (1991) e la francese Claudie Haigneré (2001).

Come membro effettivo dell’equipaggio residente, Samantha contribuirà allo svolgimento di tutti i compiti di ricerca, sperimentazione e manutenzione operativa dell’enorme laboratorio spaziale. Tra i compiti più delicati, quello di far attraccare le navicelle automatiche di rifornimento, come le russe Progress le americane private Dragon e Cygnus (di cui l’ultima, a onor di cronaca, non ha avuto gran successo). Samantha avrà anche il privilegio, per così dire, di spargere le ceneri del quinto e ultimo Automated Transfer Vehicle (ATV) dell’ESA, quello denominato Georges Lemaître: il comando con cui Samantha lo sgancerà dalla stazione, per farlo bruciare in tutta sicurezza nel rientro in atmosfera, segnerà l’ultimo atto del programma ATV dell’Agenzia.

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Nel vasto programma scientifico della missione Futura sono contemplati esperimenti di fisica, biologia e fisiologia umana, condotti in condizioni di microgravità, dai cui risultati potranno derivare dei miglioramenti nelle condizioni di vita e salute sia degli astronauti impegnati in lunghe missioni spaziali che delle persone sulla Terra. 

POP3D è invece la via italiana alla stampa tridimensionale in orbita, un progetto che prevede la fabbricazione di un oggetto di plastica in una sessione automatizzata. Accanto alla stampante americana arrivata da poco sulla ISS, dovrà dimostrare la possibilità di costruire pezzi di ricambio direttamente nello spazio. Infine, Samantha farà contemporaneamente da “cavia e tecnico di laboratorio”, come ha detto lei stessa, per l’esperimento dal sapore più marcatamente italiano, la macchina per il caffè espresso in assenza di gravità che arriverà a missione inoltrata. Oltre a rilassare l’equipaggio, dicono dall’ASI, permetterà di studiare il comportamento dei fluidi nello spazio, .

Terminati gli impegni scientifici, e assolta qualche inevitabile incombenza domestica nella sua dimora temporanea, a Samantha rimarranno comunque altri compiti non meno impegnativi. Come, ad esempio, essere fonte d’ispirazione per le nuove generazioni. Ecco allora che sul sito Avamposto42 si potrà non solo seguire la missione Futura ma anche avere consigli su come mangiare bene e mantenere uno stile di vita sano sulla Terra, avvalendosi delle conoscenze avanzate della tecnologia e della medicina spaziali. Il sito, realizzato grazie ad ASI, ESA e Aeronautica militare avrà anche profili social su Facebook e Twitter e conterrà una sezione dedicata alle domande degli utenti.

Si prospetta un tempo piuttosto impegnato lassù”, ha detto Samantha  in un’intervista diffusa dall’ESA. “Ma, sapete, sono sicura che avremo anche un po’ di tempo libero, così potrò divertirmi a scattare foto e, ovviamente, spero di essere molto attiva sui social media ed essere in grado condividere questa esperienza il più possibile”.


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*La buona notizia del venerdì:La pedagogia di Reggio Emilia approda all’esposizione universale a Milano

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Il metodo Reggio Emilia è stato adottato in molti stati del mondo e ora approda anche all’Expo 2015.

E’ stato, infatti, affidato a Claudia Giudici, la Presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi dell’Infanzia di Reggio Emilia, il villaggio dei bambini dell’Esposizione universale che si svolgerà a Milano dal primo maggio al trentuno ottobre 2015. D’altronde la scuola dell’infanzia e gli asili nido di Reggio Emilia sono passati alla storia come eccellenze assolute nella loro unicità e sono stati presi ad esempio in tutto il mondo, specialmente negli USA.

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Claudia Giudici ha fatto degli asili pubblici della sua città un punto di riferimento; prima di tutto ha puntato sulla formazione del personale, educatori esperti continuamente aggiornati; poi su gli spazi, pensati e organizzati in modo da stimolare la curiosità, la creatività e l’autonomia dei più piccoli e a favorirne la comunicazione con gli adulti attraverso arredi, materiali e oggetti scelti con cura, tenendo conto delle loro qualità estetiche.

Nessuna formula rivoluzionaria, bada bene a ribadire Claudia Giudici, solo l’applicazione delle teorie di Loris Malaguzzi, grande pedagogista italiano morto nel 1994: il bambino al centro del progetto educativo, un bambino che è visto come soggetto attivo e pensante, invece, che come destinatario di un sapere imposto dall’alto. Gli asili a Reggio Emilia stimolano le capacità espressive e creative dei bambini facendoli vivere in ambienti luminosi, aperti, comunicanti tra di loro e in particolar modo in laboratori “atelier” alla presenza di educatori specializzati in attività artistiche e manuali.

E per questo che adesso, Claudia Giudici con le sue idee e i suoi asili nido, approda all’Expo 2015, per creare e organizzare le aree ludiche, ricreative e educative dedicate ai più piccoli, forse è meglio dire, per i più piccoli e dei più piccoli

 

 

Il Progetto Scuola è la piattaforma di riflessione e condivisione che Expo Milano 2015 dedica alle iniziative rivolte a tutto il sistema formativo: dalle scuole dell’infanzia alle Università.

La visione e i valori della scuola sono determinanti per diffondere i contenuti e garantire l’eredità della manifestazione; per questo docenti e studenti sono invitati a partecipare alla prossima Esposizione.

La sfida di Expo Milano 2015 parte proprio da questo presupposto. Permettere alle nuove generazioni di confrontarsi e formarsi sul Tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e far sì che il patrimonio generato all’interno delle aule scolastiche di tutti i Paesi sia condiviso con la collettività.

Tramite il Progetto Scuola tutte le scuole potranno compiere un vero e proprio percorso, che, partendo dal lavoro in classe sul Tema di Expo Milano 2015, culminerà nella visita al Sito Espositivo e lascerà una molteplicità di contenuti ed esperienze alle generazioni future.

Durante l’anno scolastico 2012-2013 si è conclusa con successo la «fase pilota»  del Progetto Scuola che ha coinvolto le scuole di Monza, con 39 istituti che hanno realizzato ben 100 progetti.

Forti di questa esperienza positiva e di altre, ad Aprile 2014 Progetto Scuola ha proposto, in collaborazione con il MIUR, una serie di iniziative concorsuali che hanno lo scopo di attivare le scuole sul Tema dell’alimentazione e della sostenibilità e di favorire gli scambi di esperienze sui temi di Expo 2015 anche con le scuole di altri paesi.

I migliori progetti delle scuole, selezionati attraverso i bandi, saranno presentati in Padiglione Italia nel periodo dell’Esposizione Universale.

Tra maggio e ottobre 2015 avranno luogo le visite didattiche e i viaggi di istruzione ad Expo: dopo l’attività progettuale e i concorsi d’idee, gli studenti potranno arricchire la loro esperienza con la visita al Sito Espositivo, attraverso itinerari ad hoc e confrontarsi con i coetanei di altre nazioni.

Conclusa l’Esposizione, verrà restituita alla società un’eredità: i contenuti prodotti sul tema saranno raccolti e diffusi attraverso tutte le piattaforme web messe a disposizione da Expo 2015.

Fonti:
:http://www.blogtaormina.it/2014/11/13/expo-2015-la-pedagogia-di-reggio-emilia-approda-allesposizione-universale-a-milano/192936
http://www.progettoscuola.expo2015.org/progetto-scuola/il-progetto

 

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* 11- 11- 2014 ” il cambiamento è inarrestabile “

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L’anno scorso si è parlato della data 11.11.2013 come di un un giorno particolare, l’aperturadi un portale energetico anche perchè la data sommata 1+1+1+1+2+0+1+3 dava un UNO, il numero dei nuovi inizi, energia di germinazione per un nuovo ciclo.

L’11.11 viene definito Portale Energetico in quanto le vibrazioni di questi numeri Maestri in successione determinano dei cambiamenti, ancor più attraverso l’intento della persona, per cui chi ci vieta di averne un altro di portale dopo quello del 2013, le trasformazioni possono comunque aver luogo ed utilizzare il prezioso contributo della spinta evolutiva di questo archetipo, il Genio.

Inoltre la somma della data 11.11.2014 (1+1+1+1+2+0+1+4) da un’altro11 per cui tre undici in una data. Un’energia di grande sensibilità,  grande Luce e attraverso la Grande Purificazione in atto alzi la mano chi non si sente più sensibile dell’anno scorso, più oscillante emotivamente, anche più vulnerabile in situazioni che prima lo sfioravano appena. Stiamo cambiando, abbiamo messo in moto un processo che prosegue nella sua evoluzione portando a galla parti di noi che non sospettavamo di avere, viviamo situazioni che ci sembrava impossibile potessero accadere, ci vengono a mancare sicurezze che esistevano da anni, tutta la nostra vita è entrata in un vortice di cambiamento inarrestabile, accettiamo e fluiamo con essa, non opponiamo resistenza o soffriremo inutilmente.

Il cambiamento porterà meraviglie a chi saprà entrare in se stesso e negli eventi per comprenderne il significato: “Cambia te stesso e cambierai il Mondo” diceva Ghandi, Dante ci invita a comprendere e fluire dicendo: “Se la strada è dura e difficile e stai soffrendo, sei sul giusto cammino.”

Oggi dovremmo porre molta attenzione a quello che pensiamo, l’11 è legato alla Luce che dissolve le tenebre, perciò avendo pensieri luminosi possono essere veicolati attraverso la sua energia rinnovatrice, ricordiamoci sempre della nostra responsabilità nel creare il nostro qui e ora e lasciandoci sostenere dal grande progetto della Vita, se queste forme invisibili sono state create è solo perchè siano di aiuto a chi ne diventa consapevole.

Nella numerologia l’11 è un  numero Maestro ed è rappresentato dall’archetipo del Genio; gli archetipi sono entità, energie  che portano con sé le memorie accumulate nei millenni, dai significati che sono dati loro, Jung li definisce, idee innate e predeterminate dall’inconscio umano. Per spiegare in modo semplice, l’archetipo è come una memoria che noi portiamo nel dna, anche se possiamo esserne inconsapevoli queste energie operano nella nostra vita e solo focalizzandoci consapevolmente su esse possiamo intuirle, comprenderle e decifrarle per poter utilizzarle come potenziali energetici utili per noi.

L’attenzione agli eventi che intervengono nella nostra vita e alle particolari influenze e sincronicità, sondarne il significato profondo, può veramente far comprendere quale archetipo ci stia influenzando e quali cambiamenti stanno avvenendo o devono avvenire in noi. Questa è una delle vie della consapevolezza spirituale e della conoscenza.

L’11 è il numero che rappresenta la sefirà Da’at, l’undicesima, la più misteriosa, essa svolge un ruolo essenziale nell’Albero della Vita, in quanto le spetta il compito di unificare le tre Sefirot superiori (Keter, Chokhmà e Binà), come pure quello di unificare queste tre Sefirot con le sette inferiori. In termini umani, Da’at ha il compito di unificare tra di loro le varie modalità di pensiero di cui è capace la mente umana, sia nel loro aspetto intuitivo sia razionale. Inoltre, Da’at, si incarica di legare tutto ciò col sentimento.

L’undicesima lettera dell’alfabeto ebraico è Kaf che indica transizione, nuove sfide e grandi cambiamenti sospinti da forze formidabili. Forme che esprimono la Kaf possono essere il dardo, la freccia, l’intelligenza ecc. Il simbolo della Kaf è la mano aperta in atto, in assimilazione.

Patrizia di Visione Alchemica

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* Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine…tutte le donne

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” In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere the ghiacciato.

Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell’età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un’occhiata serena e intensa alla figlia:

“Non dimenticare le tue Sorelle!” raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo di vetro, “esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai, non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: nella vita avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto; ricordati di fare delle cose con loro… ricordati che ‘Sorelle’ significa TUTTE le donne… le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno”

“Ma che strano consiglio!” pensò la giovane donna. “Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!”.

Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed ebbe sempre più ‘sorelle’ ogni anno che passava.

Un anno dopo l’altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando: stava parlando di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno.

Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato.

È TUTTO QUI, il tempo passa, la vita avviene, le distanze separano, i bambini crescono, i lavori vanno e vengono, l’amore scolorisce o svanisce, gli uomini non fanno ciò che speriamo, i cuori si spezzano, i genitori muoiono, i colleghi dimenticano i favori, le carriere finiscono.

MA… le Sorelle sono là!

Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano fra voi, un’amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta.

Quando dovrai camminare per quella valle solitaria – e dovrai camminare da sola – le donne della tua vita saranno sull’orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te, tenendo per te, intervenendo a tuo favore ed tendendoti con le braccia aperte all’estremità della valle.

A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco, o entreranno e ti strapperanno da lì.

Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine e famiglia estesa, tutte benedicono la tua vita!

Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne.

Quando abbiamo cominciato questa avventura denominata femminilità non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo avuto davanti.

Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre.

Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno.”

Brano estratto dal Web

opera di John Everett Millais – Apple Blossoms (1856-1859)

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* La buona notizia del venerdì: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del Cern

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Ancora una volta dobbiamo essere orgogliosi dei nostri ricercatori e scienziati: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del #CERN, e la terza italiana in 60 anni di attività del centro di ricerca. Coordinatrice dell’esperimento Atlas è lei che ha dato l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs.

Nel 2012 il Times l’ha classificata tra le persone più importanti del mondo, mettendola al quinto posto.

E’ il primo Direttore donna e una delle pochissime donne a ricoprire un simile incarico nella fisica.

«In un certo senso trovo naturale che questo sia avvenuto al Cern. Il nostro laboratorio è un luogo che celebra la diversità e che ha una totale apertura verso tutte le differenze, non solo di sesso ma anche di età, etnia, religione, tradizioni. Ricordo poi che in questo momento è una donna anche il Presidente del Consiglio, la scienziata polacca Angieszka Zalewska».

Fabiola Gianotti,  suggella così la straordinaria scoperta del Bosone di Higgs avvenuta il 4 luglio del 2012 grazie all’esperimento Atlas guidato proprio dalla scienziata italiana, uno degli esperimenti di punta del Large Hadron Collider (Lhc) che si snoda sotto Ginevra. 

La scoperta della particella associata al campo di Higgs, che secondo la teoria permea l’Universo e conferisce la massa alle particelle elementari, alla materia, è stato un risultato scientifico di immenso valore, premiato l’anno successivo con il Nobel per la Fisica ai teorici che per primi avevano ipotizzato l’esistenza di questa particelle.

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Lavorare “per la scienza al servizio della pace” è quanto intende fare Fabiola Gianotti, sottolineando di essere “molto orgogliosa” e “molto contenta” per la prestigiosa nomina al vertice del Cern di Ginevra e, con il suo proverbiale low profile da grande scienziata, nella sua prima conferenza stampa via web dal Cern ha assicurato che “studierà” per diventare una buona direttrice generale dell’Istituto, incarico che assumerà ufficialmente dal gennaio del 2016.

Il Cern, ha detto, “ha insita la cultura della diversità, in termini di genere e di religione”, ed ha assicurato il suo pieno impegno perché questa cultura sia “preservata”.

La scienziata ha ricordato inoltre che sono “quattro i capisaldi che caratterizzano il Cern: scienza, tecnologia, formazione e pace“. Tutti elementi “che portano ad una ‘buona scienza” che porta, a sua volta, ad avere “persone migliori” ha osservato Gianotti ricordando che ad ispirarla nella sua scelta professionale è stata la storia e la vita di Marie Curie, la scienziata che ha scoperto il radio e Nobel per la Fisica nel 1903.

Tante le attese per il futuro, quando nella primavera del 2015 rientrerà in funzione il grande acceleratore Lhc: “saranno ancora tante – ha detto – le sorprese che la natura ci riserverà”.

Altre buone notizie:

Premio alla carriera a Giulia Crespi Presidente del FAI