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* Cambia colore, cambia la vita quando vuoi, come vuoi in ogni momento…

Azienda Biotecnologica Crea Petunia che Cambia Colore se Innaffiata con la Birra

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La Revolution Bioengineering (RevBio), startup americana, ha costruito geneticamente una variante di uno tra i fiori ornamentali più diffusi, famoso per le sue generose fioriture e per la straordinaria gamma di colori: la petunia.

Il risultato è che innaffiando questo nuovo tipo di petunia con la birra, il fiore è in grado di cambiare colore nell’arco di 24 ore.

L’idea è di Keira Haven e Nikolai Braun, entrambi biologi molecolari e co-fondatori di RevBio, che hanno studiato a lungo il meccanismo di colorazione delle corolle dei fiori.

In natura, specifici enzimi collaborano sintetizzando dei pigmenti colorati che prendono il nome di antocianine; nel caso di una corolla bianca, la biosintesi delle antocianine non avviene correttamente per cui il fiore rimane “scolorato”.

Haven e Braun sono intervenuti su questi enzimi a partire da una petunia bianca, e creando un organismo geneticamente modificato grazie alla ricombinazione di alcuni geni di lievito con la struttura di base del DNA della pianta. Per farlo hanno utilizzato le cosidette gene guns (letteralmente pistole genetiche), introducendo nelle cellule microscopiche particelle d’oro o di tungsteno ricoperte del DNA aggiuntivo. In questo modo hanno fatto in modo che gli enzimi responsabili della colorazione del fiore potessero essere attivati e disattivati tramite impulsi di un certo tipo. E quale impulso migliore da dare, se non l’assunzione di birra?

In realtà non è solo la birra a causare questo mutamento nella colorazione: la biosintesi si attiva non appena la pianta assorbe una sostanza acquosa contenente etanolo (quindi potete tranquillamente sbizzarrirvi facendole bere tutti gli alcolici che preferite), e la petunia diventa rossa (ma anche di altri colori) nell’arco di 24 ore. L’effetto è reversibile, e per far ritornare la corolla bianca è sufficiente innaffiarla con normale acqua.

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A causa della durata così caratteristica della trasformazione del colore, questa variante è stata ribattezzata Petunia Circadia (il termine “circadiano”, coniato da Franz Halberg ed utilizzato in cronobiologia e cronopsicologia, proviene dall’espressione latina circa diem e significa “intorno al giorno”).

Per chi non vede l’ora di provare questo nuovo tipo di pianta ornamentale, la RevBio ha ora lanciato una campagna di raccolta fondi per portare la Petunia Circadia sul mercato.

http://www.link2universe.net/2015-03-13/azienda-biotecnologica-crea-petunia-che-cambia-colore-se-innaffiata-con-la-birra/

***

Ora, osservando la tua vita come un film a colori, puoi notare come le esperienze ti appaiono ora più luminose ora meno, ora più nitide, ora più vivaci…

ti soffermi sui momenti felici…sì,lì c’è più luce, più colore, un colore che risalta…..ti piace ricordare…quando c’è quel colore…tutte le esperienze appaiono più significative… quando c’è quel colore…puoi notare le tue capacità, le tue risorse…quando c’è quel colore…

Quale è il tuo colore preferito?

Aggiungilo ad ogni momento della tua vita, nel passato che ricordi, nel presente che è qui ed ora, e nel futuro….

Vuoi aspettare come le petunie?

Puoi aggiungere colore da ora…quando fai le scelte che fanno della vita la Tua Vita..

Quando vuoi…come vuoi…in ogni momento…puoi cambiare la tua vita…

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* Elogio della malinconia

Questo strombazzato “liberi tutti” se alla prima impressione è stato colorato da un esplosione di emozioni si è poi trasformato in una grande malinconia, come se tutti i colori si fossero fusi in uno solo….e ancora non l’ho ben identificato.

La fetta della vita trascorsa, una fetta indimenticabile che sarà celebrata nei libri di storia …

E ancora mi sembra incredibile che tutto sia successo in tutto il mondo per tutti.

Tutti tutti, sì!

Ho percepito in un flash a tutto tondo l’umanità intorno a me, erano solo nomi prima, poi il significato, persone , individui, come me fatti della stessa materia fisica e degli stessi pensieri, emozioni, paure, gioie, sentimenti…improvvisamente e inaspettatamente accomunati da un evento senza connotati identificabili.

Incredula sì all’inizio poi subito entrata in un avventura surreale,fantascientifica, senza conoscerne la fine. Diventata presto abitudine.

E tuttavia protetta dallo spazio tempo che mi aspettava.

Dopotutto è una convenzione dell’essere umano, il tempo e lo spazio .

In realtà Tutto è qui e ora , lo dice anche la scienza.

Proprio il senso del qui e ora che mi ha accompagnato giorno dopo giorno.

Quindi è tutto possibile. Domani è da costruire.

Voglio dare più senso alla mia vita che ho tutto il tempo che mi serve.

Ricordo sogni nel cassetto e scopro che posso realizzarli.Ho tutto il tempo per pianificarli.

Amplifico le emozioni quando mi affaccio al balcone e canto che tutto andrà bene.E mi commuovo.

Invento pranzi virtuali con le stesse pietanze ma ognuno al suo computer. E ridere.

Insieme assume un grande significato che il contatto fisico manca.E anche solo con gli occhi dietro la mascherina è tanto.

Progetto il futuro che non si sa quanto prossimo che ho tutto il tempo che mi serve. E mi piace.

Un senso di intimità tra me e me e anche con l’umanità. Riconoscersi come gruppo umano.

La percezione di una pausa nelle pieghe del tempo che fa crescere la coscienza.Non solo la mia.

L’incertezza del quando e del come mi fa stare in pace.

Tutto rallentato ovattato eppure carico di energia del fare.

Una sicurezza interiore che i valori saranno amplificati e applicati.

Voglia di condividere visione del futuro e farlo. Ed avere risposte.

DOPO sarà tutto diverso comunque.

Quanto sono cambiata non lo so, lo sento.

Di certo questo periodo ha piantato saldamente in tutte le menti e in tutti i cuori i semi del cambiamento.

E lo ricorderò sempre. Come un entusiasmante momento di crescita, una grande spinta alla mia evoluzione, alla mia voglia di vivere e far vivere con gioia.

Con una diffusa ma coloratissima melanconia.

Love Laura

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* Dopo il ponte cambia il mondo e comincia il mare, e quando mi sveglierò sarò migliore….saremo migliori…

Guido piano
e ho qualcosa dentro al cuore
che mistero
non so neanche dove andare
e m’allontano
anche se dovrei tornare
lei m’aspetta
si potrebbe preoccupare ma c’e’ tanto sole
e mi accorgo che ne ho bisogno come un fiore
e ho bisogno di stancarmi e di camminare

di sentire l’acqua il vento e di respirare
peccato che qui vicino non c’e’ il mare


guido piano
che mistero dopo il ponte cambia il mondo
viene voglia di cantare
questa sera
te lo voglio raccontare
son sereno
come se fosse Natale


e ho tanta voglia
di sdraiarmi su questa terra cosi calda
di dormire e di sognare che questo fiume
lentamente mi porta fra i monti e le pianure
e mi culla come un bambino fino al mare.


Amore mio perche’ ogni volta scappo via
siamo cosi lontani dai profumi e dalla vita
forse t’incontrero’ dove comincia il mare
quando mi svegliero’ saro’ migliore

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*Non distrarti

Avatar di RedazioneEnergia Maya

Nettuno è un pianeta che affascina perchè riguarda il nostro mondo più sensibile all’intuito ma anche alla manipolazione. Il quadrato Venere – Nettuno ci rende molto influenzabili, poco stabili, distraibili. Prendiamone il valore positivo e cerchiamo di ritrovare concentrazione su quello che è il nostro intento reale.

Spesso ci ritroviamo a fare cose che sono nella nostra abitudine, forse in un modo che non è corretto o che ci fa perdere energia. I transiti ci aiutano a rettificare un agire verso una maestria,  un talento. Sai perchè? Spesso ci accontentiamo e questo è un bene ma anche un male perchè ci ferma nel crescere e nel migliorare noi stessi.

Guarda la carta del cielo: Nettuno in questo momento è centrale nel bilanciare forze energetiche che riguardano la personalità (Sole Mercurio Venere) e le forze cosmiche transpersonali o collettive (Saturno, Plutone, Giove).

cielo nettuno astroenergia

Comprendi che il suo valore è centrale per il…

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* La buona notizia del venerdì: Semafori a forma di cuore per ricordarsi di sorridere…

Succede in Islanda,

ad Akureyri semafori a forma di cuore per ricordarsi di sorridere

L’iniziativa della cittadina è nata nel 2008 per rispondere alla pesantissima crisi economica, e dieci anni dopo rientra nell’elenco delle attrazioni turistiche

Un cuore rosso visibile a tutti. Attaccato alle vetrine, appeso a maniglie di porte e finestre, stampato su volantini e brochure, persino usato in sostituzione del classico e inconfondibile segnale che obbliga a fermarsi ai semafori: cosi Akureyri, piccola cittadina nel Nord dell’Islanda, ha risposto alla crisi economica che ha travolto il paese nel 2008, con una campagna di sensibilizzazione, “Brostu med hjartand”, caratterizzata appunto da un cuore rosso che ha finito per diventare un simbolo.


Scopo dell’amministrazione quando ha lanciato la campagna (che in italiano si traduce “Sorridi con il cuore”), mostrare vicinanza e sostegno ai residenti e invitarli a sperare nel futuro usando una delle forme più comuni e riconoscibili che esistano.

La stesso che ancora oggi compare davanti agli occhi degli automobilisti fermi in attesa del verde ai semafori di Akureyri, diventati ormai una delle attrazioni della cittadina, famosa soprattutto per la posizione (sul fiordo, a picco sul mare, circondata da vallate verdeggianti, cascate e laghi), strategica anche per l’avvistamento delle balene.

E anche se sono trascorsi 10 anni da quando la crisi ha colpito, e nel frattempo l’Islanda è riuscita a uscirne diventando una delle mete cult per il turismo da ogni parte del mondo, i cuori rossi ai semafori sono rimasti per ricordare a tutti che “anche i periodi peggiori alla fine passano” e che “bisogna restare positivi”, come spiega una giovane dipendente dell’ufficio turistico di Akureyri. 

“All’epoca della crisi ero piccola, ma ricordo il clima che si respirava, la tristezza e la preoccupazione – ha raccontato alla Stampa -.

Ogni anno, l’ultimo weekend di agosto, Akureyri festeggia la fine dell’estate con il ‘Town Festival’, e nel 2008 l’amministrazione decise di lanciare questa campagna incentrata sul cuore rosso per cercare di tirare su il morale dei residenti. Stamparono migliaia di adesivi con il cuore e il motto della campagna e iniziarono a distribuirli in tutta la città. I cuori rossi comparvero ovunque, anche ai semafori”. 

.

”. 

Con il passare dei mesi, però, gli adesivi iniziarono a rovinarsi e divenne troppo costoso stamparne di nuovi.

L’idea che venne all’amministrazione fu quella di mantenere le luci dei semafori, che assunsero così un doppio significato: attrazione turistica per chi si ritrova a visitare la città, memento a “sorridere con il cuore” per i residenti. Che, soprattutto nei lunghi, bui e freddi inverni, guardano con gioia alla decisione della municipalità di sostituire con regolarità le luci bruciate o fuori uso mantenendo l’ormai caratteristica forma.

 

http://www.lastampa.it/2018/09/10/motori/islanda-ad-akureyri-semafori-a-forma-di-cuore-per-ricordarsi-di-sorridere-vnclHD6KagHA71BcBPreHI/pagina.html

Sono le piccole cose a fare la differenza e portare il cambiamento

 

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* Non per te infatti questa vita si svolge, ma tu piuttosto vieni generato per la vita cosmica.

 

 

Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti ha sempre il suo intimo rapporto con il cosmo e un orientamento ad esso, anche se non sembra che tu ti accorga che ogni vita sorge per il Tutto e per la felice condizione dell’universa armonia.

Non per te infatti questa vita si svolge, ma tu piuttosto vieni generato per la vita cosmica.

 

Platone (Leggi) Libro X. 903 c.

 

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* La buona notizia del venerdì: Mettete fiori nei vostri cannoni…Come diventare dei Guerriglieri che fanno fiorire le Città

Come diventare dei Guerriglieri che Fanno Fiorire le Città

La Flower Power Generation degli anni settanta si è trasformata nella guerriglia urbana della Guerrilla Gardening, un movimento che punta ad abbellire le aree urbane dimenticate con fiori, piante ed alberelli tutto di nascosto dalle autorità, tutto senza farsi beccare dai proprietari dei cantieri abbandonati dove andranno a crescere fiori e prati.

Ma per diventare un vero combattente servono delle bombe, ma delle bombe che non distruggono la vita anzi che la creano, ecco perché voglio insegnarvi a fare le Bombe di semi per poter bombardare le rotonde, gli angoli nascosti della città, i giardini, le aiuole intorno agli alberi… insomma ovunque ci sia un pezzetto di terra incolto dove far crescere dei fiori.

Per prima cosa procuriamoci il materiale:

• Argilla in polvere
• Terriccio ricco
• Mix di semi di fiori, quelli che preferite, meglio se della stessa dimensione
• Una ciotola
• Dell’acqua
• Un mattarello e un piano di lavoro dove stendere la terra

Seguendo questa regola: 1 parte semi, 3 parte terriccio e 5 parti di argilla, prepariamo la miscela nella ciotola, cioè per un cucciaio di semi mettiamo un cucchaio di terriccio e 5 di argilla.

Quando avete mescolato bene gli ingredienti aggiungere un po’ d’acqua… pochissima per volta, a gocce direi, fino a quando il composto non diventa morbido tipo la plastilina. Potete anche usare uno spruzzino per regolare meglio l’acqua, ma se ne mettete troppa non preoccupatevi, lasciate asciugare il tutto fino a quando non riavrete la consistenza desiderata.

Impastate bene anche con le mani e fatene una palla, posizionate sul piano di lavoro e stendete col mattarello come se doveste fare la pasta, lasciandola però di mezzo centimetro di spessore. Ora tagliate la “pasta” di terra formando dei quadratini di due centimetri di lato, più o meno e con ognuno di essi formate delle palline che andrete a sistemare su un vassoio e lascerete seccare al sole per qualche giorno.

Su sito di GuerrillaGardener si può trovare questo altro metodo, ma sostanzialmente il risultato non cambia.

Ora prendete le vostre bombe e andate a bombardare la vostra città!!!!

Un consiglio? se ci riuscite sarebbe meglio cercare di bombardare di sera, in modo che l’umidità della notte faccia penetrare i semi nella terra, e se per caso ci riuscite tornate il giorno dopo ad annaffiare ?

 

Lo sapevate che negli Stati Uniti dove un gruppo di giovani creativi ha disseminato in giro per la città di Los Angeles delle macchinette distributrici di palline di argilla contenenti semi di vari fiori.

L’’iniziativa si chiama “Change for Change” , cambia per cambiare! Che idea!

In Thailandia a causa della deforestazione rimangono solo 6,2 milioni di km quadrati di foreste rispetto agli originari 16 milioni.

Una situazione drammatica che sta portando alla scomparsa di uno dei polmoni verdi più importanti del nostro paese.

Da qui l’iniziativa di utilizzare le bombe seme per provare a limitare i danni con il progetto Seed Bomb, lanciato dal Governo thailandese per 5 anni.

Quella delle bombe seme per favorire la nascita di nuovi alberi è un’idea nata per la prima volta in Giappone con una tecnica antica chiamata tsuchi dango che nel 20esimo secolo.

L’invenzione delle bombe di semi (seed bombs) nasce dall’idea di Masanobu Fukuoka, famoso botanico giapponese pioniere dell’agricoltura naturale e considerato il padre della permacultura. 

La tecnica che Fukuoka inventò, si basa sul principio del “non fare”. Un sistema che si può riassumere in tre fasi: seminare, pacciamare, raccogliere.

Fukuoka considerava erbicidi e pesticidi dei veleni. Non utilizzava nessun tipo di prodotto chimico ne macchinario agricolo. E nella sua fattoria non esisteva alcuna comodità moderna. Questo per rimanere in armonia con la natura. Iniziò a sviluppare metodi semplici ma efficienti come la pacciamatura utilizzando la paglia che normalmente gli altri agricoltori bruciavano, la consociazione di piante azoto fissatrici o il Nengo-Dango che consiste nel creare palline di argilla, le cosiddette bombe contenenti semi da spargere sul campo. Fukuoka era convinto che, sparare bombe di semi di fiori in tutto il mondo era molto più utile che costruire industrie di fertilizzanti.

Egli vedeva l’agricoltura come un cammino per raggiungere la saggezza e creò un ecosistema stabile nel quale tutti gli esseri viventi cooperavano in armonia. I microbi e i batteri stanno a contatto con le radici delle piante e fertilizzano il sottosuolo, agli animali più grandi, come gli uccelli, rane e capre pensano invece alla superficie.

Un equilibrio perfetto che solo così non viene toccato dalle malattie e dagli insetti che a volte infestavano, e infestano tutt’oggi, i raccolti.

Già nel 1933 a Honolulu furono utilizzati degli aeroplani per lanciare delle bombe di semi dall’alto in un progetto per riforestare alcune aree montuose.

Ora la Thailandia ha deciso di adottare la stessa tecnica per promuovere la riforestazione. 

Si tratterebbe di una tecnica molto più rapida e meno costosa rispetto agli interventi manuali per la riforestazione. Le bombe seme lanciate dall’alto raggiungono una percentuale di successo del 70% e sono considerate delle “armi buone” per ripristinare le foreste e le aree verdi che sono state distrutte.

La deforestazione in Thailandia è causata soprattutto dalle attività umane e dai cambiamenti climatici. Sotto accusa troviamo soprattutto l’abbattimento sconsiderato degli alberi per fare spazio alle coltivazioni necessarie per la produzione della gomma e dell’olio di palma.

La speranza è che con il progetto Seed Bombing la Thailandia riesca davvero a rinverdire le foreste, nel frattempo però sarebbe necessario porre dei limiti alle multinazionali dell’olio di palma e della gomma in modo che le cause principali della deforestazione trovino un freno.

Anche noi nel nostro piccolo possiamo realizzare facilmente delle bombe seme da utilizzare per far nascere nuovi fiori e piante nelle aree abbandonate, nei parchi e nei cortili e per contribuire a ripristinare l’habitat naturale delle api e delle farfalle.

E ora seguiamo il consiglio del “poeta di strada” Ivan: “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, noi gettiamo semi e facciamo fiorire la città!


Seed Bombing: How Thailand Plans To Restore Its Forests

https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/21231-bombe-seme-deforestazione-thailandia

Come realizzare bombe-seme di girasole from greenMe.it on Vimeo.

Canzone de “i Giganti” del 1967

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* La buona notizia del venerdì: Lo Smart working agli italiani piace…e alle donne?

 

In un sondaggio condotto da IZI, in collaborazione con Comin & Partners, è emerso che l’80% degli italiani che lavora da casa giudica positivamente questa modalità: il 37% sarebbe addirittura disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare dalla propria abitazione.

A poco più di un mese dall’inizio del “lockdown“, l’80% degli italiani che lavora da casa giudica positivamente questa modalità e il 37% sarebbe addirittura disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare dalla propria abitazione. Purtroppo però, non per tutti il telelavoro è una scelta possibile: un italiano su tre, infatti, ha problemi per l’accesso alla rete o non ha disponibilità di computer e apparecchi tecnologici. È quanto emerge dal sondaggio condotto da IZI in collaborazione con Comin & Partners. 

Gli italiani che hanno dovuto trasformare la propria casa in ufficio a causa dell’emergenza Covid-19 sono quasi due milioni, il 35% dei quali sarebbero disposti a mantenere questa nuova normalità anche superata la crisi sanitaria. Inoltre, il 57% sarebbe disponibile a una formula di lavoro agile parziale. Significativa la percentuale di italiani (il 37%) che sarebbe anche disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare dalla propria abitazione.  

I vantaggi del telelavoro, secondo gli intervistati, sono numerosi. Al primo posto, per oltre un terzo degli intervistati, c’è il risparmio del tempo che solitamente si impiega per recarsi al lavoro. Inoltre, si indica una maggiore flessibilità di orari (30%), il risparmio economico su trasporti e pranzo (15%) e la possibilità di trascorrere più tempo con la famiglia (13%). Minore, ma comunque interessante, il dato di quanti affermano di preferire il lavoro agile per la possibilità di mangiare più sano.

In linea generale, il 58% si ritiene abbastanza soddisfatto della nuova modalità di lavoro, contro un 16% di poco soddisfatti. Se da un lato è più facile organizzarsi il lavoro, a casa, dall’altro però questo può portare ad una difficoltà nel trovare il tempo da dedicare alle attività personali. È esattamente per questo che il 23% ha dichiarato di “non staccare mai”, mentre il 5% fa fatica ad organizzare il proprio tempo e il 7% trova complesso gestire e pianificare il lavoro. 

Ma la mole di lavoro non è l’unico limite che lo smart working deve superare. Infatti, non sempre si dispone di una connessione internet adeguata, abbastanza veloce da non complicare il normale svolgimento delle proprie mansioni. Inoltre, in questo momento di lockdown, molti lavoratori non sono soli in casa e che quindi molti dispositivi connessi simultaneamente non hanno una connessione in grado di supportarli. In più, tra coinquilini, famiglia, televisioni e quant’altro le distrazioni non mancano: per il 13,4%, infatti, queste rappresentano un problema. 

Il sondaggio è stato effettuato sui residenti in Italia in età lavorativa (18-65 anni) che abbiano avuto esperienza di lavoro agile. Il campione ha incluso 1002 persone intervistate in modalità: Cati-Cawi. Le Interviste sono state effettuate tra il 7 e il 9 aprile.

Uno “smart working” che, per le donne, è poco “smart”.

 

E’ quanto emerge dalla ricerca #IOLAVORODACASA condotta da Valore D con l’obiettivo di analizzare il mondo del lavoro in Italia in questo periodo di grande criticità dovuto all’emergenza Coronavirus.
L’indagine fatta su un panel di oltre 1300 lavoratori, dipendenti e non di multinazionali e PMI, conferma che, per dare continuità al proprio business tutelando la salute dei dipendenti, in questo periodo le aziende sono ricorse ad un uso massiccio dello smart working. Oltre il 93% degli intervistati sta infatti lavorando da casa.

Smart working o extreme working?
L’analisi racconta che il 60% del campione femminile dipendente era già abituato a lavorare in modalità “lavoro agile”, con flessibilità di orario e spazi. Ma lo smart working richiede una
grande disciplina personale, la ricerca di una postazione di lavoro tranquilla e isolata, orari determinati – tutti aspetti non facili da mettere in atto in un momento di convivenza familiare forzata. Emerge quindi che, in questo periodo, 1 donna su 3 lavora più di prima e non riesce, o fa fatica, a mantenere un equilibrio tra il lavoro e la vita domestica. Tra gli uomini il rapporto è di 1 su 5. “La ricerca conferma che la responsabilità della cura famigliare continua a gravare in prevalenza sulle donne che, soprattutto in questa situazione di emergenza, fanno fatica a conciliare la vita professionale con quella personale. Sarebbe invece auspicabile che proprio momenti di crisi come questi potessero aiutare a sviluppare una maggiore corresponsabilità genitoriale che alleggerisca la donna dal duplice carico famigliare e professionale”, commenta Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D.
Pur avendo una forte tenuta emotiva – oltre il 60% delle donne ha espresso
sentimenti “positivi e di rinnovamento” – il restante 40% vive questo periodo con “ansia, rabbia e confusione”. Ciò è particolarmente vero nella generazione delle Millennials che si sentono molto più confuse rispetto alla generazione delle Baby Boomers (22.8% le prime contro il 6% delle seconde).


La “resilienza” è un aspetto che caratterizza in modo importante la fascia femminile sopra i 40 anni. Oltre il 48% di loro ha espresso una forte capacità di affrontare e superare questo periodo di difficoltà, contro l’11% delle donne sotto i 30 anni. In compenso,
la “speranza” è un sentimento trasversale che in questo momento accumuna le donne di tutte le generazioni con un leggero incremento tra chi ha meno di 40 anni.

E le aziende?
Come hanno reagito le aziende? Quasi la totalità degli intervistati (90%) ritiene che siano intervenute prontamente e che spesso abbiano “anticipato le disposizioni governative”. Le aziende si sono mosse su due fronti, quello tecnologico e quello relazionale, favorendo lo smart working in termini organizzativi con strumenti adeguati e supporto IT, ma anche proponendo “attività di formazione in remoto”. Il management fa sentire la sua vicinanza aumentando i contatti con i dipendenti con mail, web conferences e telefonate motivazionali e di incoraggiamento, spesso “rispondendo live a tutte le domande sullo stato del business e rassicurandoci sulla solidità della filiale italiana”.

Anche la dimensione ludica aiuta a tenere alto il morale. Alcune aziende mantengono viva la Community attraverso il “gruppo Facebook aziendale o apposite piattaforme utilizzate per attività sia business che leisure (sport, cucina,…)”.
Importanti si rivelano anche le relazioni tra colleghi che, per condividere la difficoltà del momento e allentare la tensione,
si ritrovano per “pause caffè e pranzi virtuali, video call di gruppo”.

Il futuro
E il futuro? Molti già “programmano il futuro” e si stanno “preparando alla ripresa occupandoci di ciò che abbiamo trascurato”. La maggior parte (85%) crede che questa situazione contribuirà a introdurre, modificare, e rinforzare il modello di Smart Working in azienda.

/smart-working-al-femminile-1-donna-su-3-lavora-piu-di-prima

http://www.alternativasostenibile.it/articolo/smart-working-agli-italiani-piace-ma-uno-su-tre-non-ha-gli-strumenti-giusti-casa

lo-smart-working-fa-bene-anche-allambiente

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* E ora parliamo anche di Saturno! Non restiamo seduti a guardare!

“In passato le coscienze erano isolate e l’influenza era per lo più territoriale.

Nel 2008 è arrivato Plutone nel segno del Capricorno e qualcosa che aveva a che fare con il potere e la trasformazione, è cambiato.

Quando nel 2001 le torri sono state colpite (Gemelli), Saturno si trovava in opposizione con Plutone che in quel momento transitava in Sagittario.

Quell’11 settembre è ancora vivido nei ricordi di tutti e ha segnato il tempo del “New World Order” (NWO), globalizzando la visione di un mondo dove la rilevanza territoriale è stata superata dalla grande distribuzione, dalla diffusione di internet e del servizio di rete sociale, dalla globalizzazione finanziaria che ha creato i presupposti per la grande crisi economica del 2008.

Il cammino di Saturno nell’avvicinamento con Plutone ha scandito un tempo in cui ogni persona ha avuto l’occasione di comprendere l’esperienza personale e collettiva.

Immagina che Saturno sia il suono di un temporale che arriva. Più si avvicina quel suono e più comprendi che presto pioverà.

Nel 2020 il suono è fortissimo e ogni creatura sa che è ora di iniziare a camminare.

La coscienza è individuale, quindi, perché ognuno di noi ha una sua percezione dell’esistenza e della realtà ma i percorsi astroenergetici che si sono susseguiti dal 2001, sono stati usati per globalizzare un controllo mentale ma nello stesso modo hanno realizzato una coscienza universale, forte, certa. ”

**********

Oggi voglio parlarti di Saturno, un’energia che ho imparato ad amare quando la mia sensibilità è cresciuta.

Non scambiare la parola “amare” con “adorare”. Amare significa accettare, nella comprensione che mi serve quel tipo di energia e di rinforzo come mi serve prendere qualcosa che non mi piace per curarmi o tenermi in forza.

Saturno è un guardiano della soglia tra il Cielo e la Terra e la sua forza ci è utile proprio in funzione di questa relazione.

Quando inizia a muoversi come in questi giorni dobbiamo ascoltare e agire, mai restare fermi a guardare, passivi, inermi.

Agire tendenzialmente è sempre importante ma ci sono momenti dove l’azione è fondamentale come quando qualcuno sta per annegare e tu puoi allungare il braccio e salvarlo.

Se stai fermo a guardare è perchè hai paura, non sei un mostro.

Supera questa paura, alzati dalla tua sedia e allunga il braccio per salvare quell’uomo che non sa nuotare.

Non temere, ce la farai.

 

Fonti:

Guida Astroenergetica 2020

Non restare seduto a guardare